<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2italianfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Blogstoria</title>
	
	<link>http://www.blogstoria.it</link>
	<description>"Ogni vera storia è storia contemporanea". B. Croce, 1938.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Dec 2011 15:08:02 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/blogstoria/articoli" /><feedburner:info uri="blogstoria/articoli" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><feedburner:emailServiceId>blogstoria/articoli</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><feedburner:feedFlare href="http://add.my.yahoo.com/content?lg=it&amp;url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/i/it/my/mioya1.gif">Subscribe with Mio Yahoo!</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.newsgator.com/ngs/subscriber/subext.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://www.newsgator.com/images/ngsub1.gif">Subscribe with NewsGator</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.bloglines.com/sub/http://feeds.feedburner.com/blogstoria/articoli" src="http://www.bloglines.com/images/sub_modern11.gif">Subscribe with Bloglines</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.netvibes.com/subscribe.php?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://www.netvibes.com/img/add2netvibes.gif">Subscribe with Netvibes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://fusion.google.com/add?feedurl=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://buttons.googlesyndication.com/fusion/add.gif">Subscribe with Google</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.pageflakes.com/subscribe.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://www.pageflakes.com/ImageFile.ashx?instanceId=Static_4&amp;fileName=ATP_blu_91x17.gif">Subscribe with Pageflakes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.plusmo.com/add?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://plusmo.com/res/graphics/fbplusmo.gif">Subscribe with Plusmo</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.thefreedictionary.com/_/hp/AddRSS.aspx?http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://img.tfd.com/hp/addToTheFreeDictionary.gif">Subscribe with The Free Dictionary</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.bitty.com/manual/?contenttype=rssfeed&amp;contentvalue=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://www.bitty.com/img/bittychicklet_91x17.gif">Subscribe with Bitty Browser</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.live.com/?add=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://tkfiles.storage.msn.com/x1piYkpqHC_35nIp1gLE68-wvzLZO8iXl_JMledmJQXP-XTBOLfmQv4zhj4MhcWEJh_GtoBIiAl1Mjh-ndp9k47If7hTaFno0mxW9_i3p_5qQw">Subscribe with Live.com</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://mix.excite.eu/add?feedurl=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://image.excite.co.uk/mix/addtomix.gif">Subscribe with Excite MIX</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.webwag.com/wwgthis.php?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://www.webwag.com/images/wwgthis.gif">Subscribe with Webwag</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.podcastready.com/oneclick_bookmark.php?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://www.podcastready.com/images/podcastready_button.gif">Subscribe with Podcast Ready</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.wikio.com/subscribe?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://www.wikio.com/shared/img/add2wikio.gif">Subscribe with Wikio</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.dailyrotation.com/index.php?feed=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fblogstoria%2Farticoli" src="http://www.dailyrotation.com/rss-dr2.gif">Subscribe with Daily Rotation</feedburner:feedFlare><item>
		<title>In visita all’ultima isola di “Fare gli Italiani” – La partecipazione politica</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/ePa1E7AUP8A/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/12/12/in-visita-allultima-isola-di-fare-gli-italiani-la-partecipazione-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 12:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[Identità italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Italia150]]></category>
		<category><![CDATA[Storia dei partiti politici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4820</guid>
		<description><![CDATA[Concludiamo il nostro compito di opinion leader della mostra "Fare gli Italiani" parlandovi dell'isola dedicata alla partecipazione politica. E lo facciamo consapevoli che forse è proprio quest'ultima, l'isola che può aiutarci meglio a confrontarci con il presente...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4823" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/partecipazione-politica4.jpg"><img class="size-medium wp-image-4823" title="OGR, Fare gli Italiani, Partecipazione Politica" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/partecipazione-politica4-300x199.jpg" alt="OGR, Fare gli Italiani, Partecipazione Politica" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Manifesti elettorali</p></div>
<p>Concludiamo il nostro viaggio all&#8217;interno della mostra <em><strong>Fare gli Italiani</strong></em> che è terminata lo scorso 20 novembre parlando dell&#8217;isola dedicata alla <strong>partecipazione politica</strong>. E ci sembra interessante farlo proprio in questi giorni difficili per il panorama italiano, nei quali proprio il tema della <em>partecipazione</em> degli Italiani alla vita e alle scelte della politica è così fortemente dibattuto.</p>
<p>Il ricorso a un &#8220;governo tecnico&#8221; avvenuto nelle ultime settimane per portare l&#8217;Italia fuori da una delle più gravi crisi economiche, istituzionali e politiche della sua storia repubblicana, ha riportato al centro della discussione pubblica uno dei nodi problematici più importanti dei 150 anni di storia nazionale di un paese che ha sempre vissuto lo scontro politico in maniera così radicale da renderlo di frequente motivo di paralisi istituzionale. Può essere interessante, dunque, partire proprio dalle suggestioni del <em>presente</em> per affrontare l&#8217;ultima isola della mostra  dedicata alla partecipazione politica. Sono due, infatti, gli elementi che hanno caratterizzato l&#8217;allestimento dell&#8217;isola tematica assurti a simbolo dei 150 di storia della vita politica nazionale: il <strong>muro</strong> e la <strong>piazza</strong>, quegli stessi muri e quelle stesse piazze che in questi giorni di cambio politico si ambisce a riempire di simboli e slogan, a dimostrazione che, anche se di fatto esclusi dalla natura stessa del governo -  legittima emanazione delle scelte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano &#8211; gli Italiani desiderano continuare ad essere parte attiva della vita politica nazionale.</p>
<div id="attachment_4824" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/partecipazione-politica2.jpg"><img class="size-medium wp-image-4824" title="OGR, Fare gli Italiani, Partecipazione Politica" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/partecipazione-politica2-300x199.jpg" alt="OGR, Fare gli Italiani, Partecipazione Politica" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Lo spazio della partecipazione politica</p></div>
<p>Se si volesse tracciare attraverso i luoghi - e diversi ed efficaci tentativi storiografici sotto questo profilo sono stati fatti &#8211; la storia della partecipazione degli Italiani alla vita politica dello Stato sarebbero probabilmente questi due i luoghi prescelti per la ricchezza di suggestioni che forniscono. Non deve stupire quindi che Giovanni De Luna e Walter Barberis abbiano scelto come elementi basilari del loro allestimento un variopinto muro con affissi i manifesti più significativi di oltre sessant&#8217;anni di lotta politica italiana e la riproduzione attraverso maxischermo delle immagini e delle voci di tante manifestazioni che hanno attraversato le strade e le piazze italiane dall&#8217;inizio della sua storia contemporanea. La stessa isola prevedeva uno spazio costituito da un gruppo di sedie di legno sparpagliate che oltre ad invitare metaforicamente il visitatore a soffermarsi e a scambiare opinioni davanti all&#8217;ondata di simboli che lo investiva dai muri e dagli schermi, richiamava alla memoria dei meno giovani le stanze anguste delle sedi di partito, ma anche le salette oratoriane o quelle dei centri civici o delle &#8220;case del popolo&#8221; dove per anni si è concretizzata la <em>partecipazione politica </em>di tanti italiani.</p>

<div id="attachment_4825" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/partecipazione-politica3.jpg"><img class="size-medium wp-image-4825" title="OGR, Fare gli Italiani, Partecipazione Politica" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/partecipazione-politica3-300x199.jpg" alt="OGR, Fare gli Italiani, Partecipazione Politica" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Le formule della comunicazione politica</p></div>
<p>Una suggestione ancora più importante emerge dall&#8217;allestimento dell&#8217;isola che lascia intravvedere in maniera forse mai così evidente nel resto della mostra, la prospettiva dei curatori: la percezione che la partecipazione politica degli italiani sia stata vissuta <strong><em>fuori </em></strong>dai palazzi del potere, lontano dalle Camere del Parlamento e dalle sedi istituzionali della democrazia, in quello spazio liminare tra il pubblico e il privato che sono  le piazze e i muri delle città italiane. Non si poteva immaginare luogo più simbolico per dare lettura di tante costanti che attraversano la storia politica nazionale. Prima di tutto, quella della perenne d<strong>iscrasia fra vita istituzionale e paese reale</strong>, tra Stato e cittadinanza, tra politica di palazzo e lettura, interpretazione e mobilitazione politica della gente comune. In secondo luogo, la <strong>caratteristica formula comunicativa che assume la politica vissuta al di fuori dei luoghi istituzionali</strong> deputati alla gestione del potere politico: una comunicazione che, ricorrendo in maniera costante a slogan, simboli e rappresentazioni caricaricaturali del nemico/avversario politico, si propone di raggiungere e mobilitare il maggior numero di italiani attorno a temi generali e interpretazioni generaliste della complessità politica e adopera sempre con forza l&#8217;immagine della crociata e della &#8220;chiamata a raccolta contro&#8221; le storture del sistema politico. Una vita politica basata dunque solo in minima parte sull&#8217;autentica analisi e il dibattito delle problematiche politiche, economiche e sociali e totalmente orientata alla <em>mobilitazione, </em>o meglio alla <em>marcia di massa</em> per adoperare una espressione cara a aElias Canetti. Infine una <strong>partecipazione politica spesso occasionale</strong>, che vive e si alimenta durante le campagne elettorali o le grandi manifestazioni nazionali, ma pare assopirsi nelle settimane &#8211; ma spesso parliamo di mesi e di anni &#8211; che intervallano questi eventi rituali. Che immagine della democrazia italiana esce da una lettura di questo genere della partecipazione politica? Certo l&#8217;immagine di una democrazia fragile, orientata più alla comunicazione che all&#8217;analisi delle problematiche contemporanee, vittima e allo stesso semplice carnefice di una dittatura della maggioranza a cavallo tra cittadinanza e sudditanza ideologica sul quale è necessario agire al più presto. Ma soprattutto emerge il volto di un <em>paese immobile</em> che fatica a trovare la via politica delle riforme, costringendosi ciclicamente a ricorrere alla strada insidiosa dei governi tecnici per compiere le riforme necessarie, minando inevitabilmente alla base il concetto stesso di <em>partecipazione collettiva</em>.</p>
<div id="attachment_4826" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/partecipazione-politica1.jpg"><img class="size-medium wp-image-4826" title="OGR, Fare gli Italiani, Partecipazione Politica" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/partecipazione-politica1-300x200.jpg" alt="OGR, Fare gli Italiani, Partecipazione Politica" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Una prospettiva sulla partecipazione politica</p></div>
<p>Crediamo che il merito principale della mostra <em><strong>Fare gli Italiani</strong></em> sia stato quello di mettere in luce attraverso immagini &#8220;forti&#8221;, evocative ed efficaci i nodi che attraversano i 150 anni di storia nazionale e che risultano ancora oggi in gran parte irrisolti. <strong>Giovanni De Luna</strong> e <strong>Walter Barberis </strong>sono perfettamente riusciti a trasmettere l&#8217;idea della <strong>storia come un flusso di eventi correlati ma incostante</strong>, ricco di momenti di rottura e di episodi di continuità, nel quale le sfere del pubblico e del privato sopravvivono intersecandosi tra loro in modo sempre inedito. Ma soprattutto <strong><em>Fare gli Italiani</em> </strong>è stata un&#8217;occasione per riconoscersi in un&#8217;identità nazionale, per quanto <em>minima </em>ed <em>essenziale</em> essa sia e per riflettere sulle tante domande che gravitano ancora nella società italiana contemporanea. In questo modo non solo la mostra ha dato una importante opportunità ai visitatori e a quanti vi hanno lavorato, ma ha restituito dignità al lavoro dello storico e alla narrazione storica stessa, quale irrinunciabile occasione per continuare a dibattere e riflettere in maniera sempre più seria e approfondita sulle istanze della contemporaneità. Un &#8220;lavoro&#8221; ancora troppo poco svolto nel nostro Paese, ma del quale, paradossalmente, se ne avverte sempre più il bisogno.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cctaQ57j_c9XopefYD96Dh5OPS4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cctaQ57j_c9XopefYD96Dh5OPS4/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cctaQ57j_c9XopefYD96Dh5OPS4/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cctaQ57j_c9XopefYD96Dh5OPS4/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=ePa1E7AUP8A:nMzMMg2fLcI:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=ePa1E7AUP8A:nMzMMg2fLcI:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/ePa1E7AUP8A" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/12/12/in-visita-allultima-isola-di-fare-gli-italiani-la-partecipazione-politica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/12/12/in-visita-allultima-isola-di-fare-gli-italiani-la-partecipazione-politica/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In visita alla dodicesima isola di “Fare gli Italiani” – I mezzi di comunicazione</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/Qfa7uPckldY/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/12/05/in-visita-alla-dodicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-mezzi-di-comunicazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 12:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienza Italia150]]></category>
		<category><![CDATA[Italia150]]></category>
		<category><![CDATA[Storia dei mezzi di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[storia della tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4809</guid>
		<description><![CDATA[Ci avviamo alla conclusione del nostro tour virtuale della mostra "Fare gli Italiani" visitando l'isola dedicata ai mezzi di comunicazione di massa che ci conduce all'interno di uno studio televisivo degli anni Sessanta per raccontarci come l'Italia si è raccontata ed è stata vista dagli italiani...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/mezzi-comunicazione-massa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4810" title="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/mezzi-comunicazione-massa-300x199.jpg" alt="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" width="300" height="199" /></a>La mostra si è ormai conclusa da una decina di giorni, ma noi portamo a termine il nostro lavoro di commentatori, invitando chi ha avuto modo di visitarla e chi invece si è limitato a &#8220;visitarla&#8221; virtualmente insieme a noi a riflettere  sulle molte tematiche proposte dall&#8217;esposizione torinese. Il dato sicuramente più interessante di <em><strong>Fare gli Italiani</strong></em> e l&#8217;elemento che l&#8217;ha resa a nostro parere una mostra <em>unica</em> nel panorama delle manifestazioni commemorative che attraversano la storia contemporanea italiana, è stato sicuramente l&#8217;approccio per grandi <em>nodi tematici</em> che ha consentito di tenere le fila dei diversi piani temporali del passato e del presente, rendendo le <em>trasformazioni</em> la parola-chiave della ricostruzione storiografica. E ora che sta volgendo al termine, non possiamo che constatare quanto l&#8217;idea di <em>trasformazione </em>sia stata davvero centrale in questo 2011 scandito dall&#8217;importante anniversario dei 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia.</p>
<p>La dodicesima isola dell&#8217;esposizione <strong><em>Fare gli Italiani</em></strong> è stata dedicata ai mezzi di comunicazione. Scelta obbligata da un lato &#8211; quale storia di un paese moderno si può fare senza prestare attenzione al mondo dei media, quando la Storia stessa <em>è racconto e comunicazione</em> essendo nata con il concetto stesso di scrittura? -, opzione ricca di suggestioni e significati da un altro, dato il peculiare rapporto tra storia dell&#8217;Italia contemporanea e mondo della comunicazione. Suggestioni che si fanno ancora più interessanti se si tiene conto dell&#8217;approccio fortemente mediatico della mostra stessa, che si propone come un luogo di riflessione sull&#8217;utilizzo e le potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione multimediale nel <em>racconto storiografico</em> e soprattutto nell&#8217;<em>elaborazione di un&#8217;identità collettiva. </em></p>
<p>L&#8217;isola dedicata ai mezzi di comunicazione è stata pensata come la ricostruzione di uno <strong>studio televisivo degli anni Sessanta</strong> quasi fluttuante su un grande limbo trasparente  reso dai sottolissimi maxi schermi che la circondano e sui quali scorrono immagini e volti noti della tv italiana. Emerge in maniera evidente l&#8217;intento degli allestitori e dei curatori di invitare il visitatore a riflettere sulla progressiva <em>perdita di materialità</em> del mondo della comunicazione (e potremmo forse dire del racconto storiografico in sé) che nel corso dei millenni si è spostato dai primi abbozzi di scrittura su tavole di pietra all&#8217;assoluta immaterialità e istantaneità dei mezzi di comunicazione contemporanei che attraverso immagini, parole e suoni catturano eventi, emozioni e racconti di durata infinitesimale. D&#8217;altra parte, l&#8217;impressione di entrare nel&#8221;dietro le quinte&#8221; dello studio televisivo, nel <em>backstage</em> di uno dei luoghi simbolo &#8211; e certamente più &#8220;popolari&#8221; &#8211; della comunicazione di massa suggerisce nel visitatore il grande artificio della comunicazione pubblica, gli racconta una pagina della storia del <strong><em>quarto potere</em></strong>, lo investe di suggestioni riguardo la capacità dei mezzi di comunicazione di alimentare sogni, raccontare storie, canonizzare stereotipi e soprattutto creare <em>immaginari identitari</em> in cui riconoscersi.</p>

<p>La tv è stata, infatti, in Italia un potentissimo strumento non solo di comunicazione ma di creazione stessa dell&#8217;identità nazionale: dalla funzione più strettamente didattica dei primissimi anni quando si propose di insegnare agli italiani  la lingua nazionale con il celebre programma <em>Non è mai troppo tardi</em>, andato in onda dal &#8217;60 al &#8217;68, alla diffusione di immaginari condivisi che, parlando la lingua dei consumi, dal tradizionale Carosello alle pubblicità di oggi, raccontano le trasformazioni del Paese attraverso i suoi sogni di benessere, gli &#8220;oggetti di culto&#8221; delle generazioni che si sono susseguite, gli stereotipi di genere. Ma anche la tv dell&#8217;informazione e del dibattito politico &#8211; da <em>Tribuna politica</em> ai talk show di oggi- e dei grandi eventi nazionali che hanno trasmesso a tutti gli italiani l&#8217;impressione di appartenere a una stessa comunità nazionale, dai grandi eventi sportivi alle tragedie condivise della nuova real tv degli anni &#8217;80, drammaticamente inaugurata dalla tragedia di Vermicino del 1981.</p>
<p>Un&#8217;isola quindi che, come e forse più di quelle che l&#8217;hanno preceduta, più che <em>mostrare</em> al visitatore, lo guida in un&#8217;esperienza che lo aiuta a riflettere ben oltre l&#8217;esperienza della visita, intersecando storia collettiva, ricordi e vissuti personali, costituendo un ottimo punto di partenza sul quale continuare a lavorare nei prossimi anni.</p>

<a href='http://www.blogstoria.it/2011/12/05/in-visita-alla-dodicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-mezzi-di-comunicazione/ogr-fare-gli-italiani-31/' title='OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/mezzi-comunicazione-massa5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" title="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/12/05/in-visita-alla-dodicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-mezzi-di-comunicazione/ogr-fare-gli-italiani-29/' title='OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/mezzi-comunicazione-massa3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" title="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/12/05/in-visita-alla-dodicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-mezzi-di-comunicazione/ogr-fare-gli-italiani-30/' title='OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/mezzi-comunicazione-massa4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" title="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/12/05/in-visita-alla-dodicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-mezzi-di-comunicazione/ogr-fare-gli-italiani-28/' title='OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/mezzi-comunicazione-massa2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" title="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/12/05/in-visita-alla-dodicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-mezzi-di-comunicazione/mezzi-comunicazione-massa6/' title='OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/mezzi-comunicazione-massa6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" title="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/12/05/in-visita-alla-dodicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-mezzi-di-comunicazione/ogr-fare-gli-italiani-27/' title='OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/12/mezzi-comunicazione-massa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" title="OGR, Fare gli Italiani, I mezzi di comunicazione di massa" /></a>


<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1fqzQsvG2aVCBFFsK7vbTvdmCYY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1fqzQsvG2aVCBFFsK7vbTvdmCYY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1fqzQsvG2aVCBFFsK7vbTvdmCYY/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1fqzQsvG2aVCBFFsK7vbTvdmCYY/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=Qfa7uPckldY:jPrHpvgI7nU:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=Qfa7uPckldY:jPrHpvgI7nU:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/Qfa7uPckldY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/12/05/in-visita-alla-dodicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-mezzi-di-comunicazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/12/05/in-visita-alla-dodicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-mezzi-di-comunicazione/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In visita alla undicesima isola di “Fare gli Italiani”- I consumi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/6q6imTz08Fk/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 11:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[anni Cinquanta]]></category>
		<category><![CDATA[anni Sessanta]]></category>
		<category><![CDATA[boom economico]]></category>
		<category><![CDATA[Italia '61]]></category>
		<category><![CDATA[storia economica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4795</guid>
		<description><![CDATA[Difficile oggi parlare di "consumi". Grazie alla mostra "Fare gli Italiani" facciamo un salto indietro all'inizio della storia dell'Italia repubblicana quando la parola consumo invece di fare paura e creare divisioni, costituiva il simbolo e il mito di un'Italia in trasformazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/consumi4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4796" title="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/consumi4-300x199.jpg" alt="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" width="300" height="199" /></a>Ammettiamolo. Parlare di <em><strong>consumi</strong></em> di questi tempi appare piuttosto indigesto, sebbene oggi negli Usa, il paese che per decenni ha rappresentato (e continua a farlo) i sogni di benessere degli italiani, si festeggi il tradizionale Black Friday, il &#8220;venerdì nero&#8221; successivo alla festa del Ringraziamento che dà il via allo shopping natalizio con ribassi del 20%, e per i quali si prevede un afflusso nei centri commerciali di oltreoceano di 152 milioni di persone. Numeri da capogiro per un&#8217;Italia in difficoltà che guarda al 2012 ormai alle porte con timore e sfiducia rispetto a quelle che saranno le effettive possibilità di spesa degli italiani. Basta sbirciare nei forum, ascoltare le chiacchiere della gente per le strade, leggere i commenti infervorati sui social network: a spaventare non è solo il taglio (che appare inevitabile) alle possibilità di spesa di ogni cittadino &#8211; sia che questo avvenga a seguito di un aumento della pressione fiscale, sia che sia invece frutto di un peggioramento della propria situazione salariale -, ma la frustrazione per il rarefarsi di un&#8217;<em>immaginario</em> legato al consumo. Non su tutti la crisi ha inciso e continuerà ad incidere allo stesso modo e la contrazione dei consumi non può essere utilizzata come dato generico, ma la <em>paura</em> per un blocco nazionale dei consumi è trasversale alle classi sociali e alle identità politiche. In un paese come il nostro, la perdita delle possibilità di consumo fa emergere lo scheletro dello smarrimento di un&#8217;identità nazionale e la undicesima isola della mostra <strong><em>Fare gli Italiani</em>, </strong>dedicata proprio ai consumi, ci aiuta a chiarirlo.</p>
<p><strong>L&#8217;isola si presenta come un vero e proprio catalogo materiale e visivo degli oggetti che dal boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta sono entrati nelle vite degli italiani modificandone non solo le abitudini, ma anche l&#8217;immaginario</strong>: la Lambretta, la Cinquecento, il frigorifero e la lavatrice, ma anche cibi, bevande, collant e prodotti per l&#8217;igiene e la salute della persona. Una valanga di oggetti che ha modificato radicalmente la quotidianità di tutti gli italiani e attraverso il potente strumento della pubblicità ha contribuito anche ad animare immaginari, ridefinire ruoli di genere, ridipingere o introdurre per la prima volta nello spazio pubblico nuovi soggetti come i teen-ager. Oltre a questo processo individuabile in molte altre realtà occidentali, in Italia il boom economico e l&#8217;avvio del consumismo di massa hanno generato due fenomeni. Il primo, quello di una fase di <strong>unificazione nazionale a livello di consumo</strong>, il secondo, quello della interpretazione della controversa unificazione nazionale quale <strong>chiave di modernizzazione del paese</strong>. Se confrontassimo le celebrazioni di quest&#8217;anno  con quelle di Italia &#8217;61, tenutesi proprio a chiusura della parabola del boom economico, ci renderemmo conto di come l&#8217;idea della crescita economica e dunque dell&#8217;espansione dei consumi di massa abbia svolto cinquant&#8217;anni fa da veicolo per l&#8217;affermazione di un&#8217;identità nazionale forte fondata sull&#8217;idea di progresso economico e di condiviso benessere sociale.</p>

<p>Sogno o utopia? A prescindere dalle valutazioni e dal frammentarsi delle realtà che ancora una volta caratterizza la storia nazionale, non si può negare come anche solo condividere un sogno e un immaginario comune di benessere economico abbiano contribuito a costruire un livello identitario minimo per tutti gli italiani. A quest&#8217;Italia divisa, inefficiente, collusa e immobile per decenni è stato riconosciuto il merito di una (per quanto parziale) modernizzazione e l&#8217;introduzione di modi di vivere che seppur non perfettamente identici in tutta la penisola erano perlomeno condivisi a livello immaginario e traghettati dal possesso/desiderio di possesso di oggetti noti a tutti: la Cinquecento, i jeans, la minigonna e la Coca Cola.</p>
<p>La paura di interrompere oggi questo ciclo di consumo, di frenare l&#8217;impulso verso un immaginario consumistico condiviso &#8211; che per molti resterà solo a livello immaginario e solo per qualcuno potrà trasformarsi in effettivo possesso,- e che pur in questo scenario non nasconde un suo potenziale di unificazione identitaria, spaventa tanto quanto l&#8217;ipotesi di veder evaporare i propri risparmi o prevedere un peggioramento delle proprie condizioni di vita. Potrebbe significare perdere una parte della propria identità nazionale e soprattutto incrementare una sfiducia delle istituzioni che si occupa della gestione della <em>res publica.</em> <strong>Consumi</strong> è diventata da mesi la parola-chiave della nostra sfera politica: si mettono in discussione i consumi sproporzionati di una classe dirigente parassita, si guarda con timore alla brusca frenata dei consumi per la media delle famiglie italiane. Elemento di scambio e metro di giudizio la parola consumi ha sospeso per il momento la sua funzione unificante per trasformarsi in uno strumento di rivendicazione reciproca tra gruppi di potere, classi sociali, settori professionali. Per questo può essere utile fare un salto all&#8217;inizio della <em>storia</em> (e alle origini della Repubblica Italiana) quando consumo non era sinonimo di spreco ma segnale di un&#8217;Italia in trasformazione proiettata verso un futuro di progresso. Chissà mai che non faccia bene.</p>

<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/ogr-fare-gli-italiani-23/' title='OGR, Fare gli Italiani, I consumi'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/consumi4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" title="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/consumi2/' title='OGR, Fare gli Italiani, I consumi'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/consumi2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" title="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/ogr-fare-gli-italiani-26/' title='OGR, Fare gli Italiani, I consumi'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/consumi6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" title="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/ogr-fare-gli-italiani-24/' title='OGR, Fare gli Italiani, I consumi'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/consumi3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" title="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/ogr-fare-gli-italiani-25/' title='OGR, Fare gli Italiani, I consumi'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/consumi5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" title="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/consumi/' title='OGR, Fare gli Italiani, I consumi'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/consumi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" title="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/consumi7/' title='OGR, Fare gli Italiani, I consumi'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/consumi7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" title="OGR, Fare gli Italiani, I consumi" /></a>


<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PF3HSGMfhZp3reFUBWOomvQf8Fk/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PF3HSGMfhZp3reFUBWOomvQf8Fk/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PF3HSGMfhZp3reFUBWOomvQf8Fk/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PF3HSGMfhZp3reFUBWOomvQf8Fk/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=6q6imTz08Fk:vQiqAyUwlSs:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=6q6imTz08Fk:vQiqAyUwlSs:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/6q6imTz08Fk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/11/25/in-visita-alla-undicesima-isola-di-fare-gli-italiani-i-consumi/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In visita alla decima isola di “Fare gli Italiani” – I Trasporti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/BbrLWTNVuBw/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/11/14/in-visita-alla-decima-isola-di-fare-gli-italiani-i-trasporti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 17:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[Fare gli Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Italia150]]></category>
		<category><![CDATA[storia dei trasporti in Italia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4778</guid>
		<description><![CDATA["Fare rete". Parola d'ordine della società contemporanea, ha significato anche per i 150 anni della storia italiana qualcosa di più concreto: creare vie di comunicazione in grado di unire i diversi scenari del territorio nazionale. Ne parliamo visitando la decima isola della mostra "Fare gli italiani"...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/trasporti4.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4783" title="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/trasporti4-300x206.jpg" alt="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" width="300" height="206" /></a><em>Unire l&#8217;Italia</em>. Fu questo il motto del Risorgimento. Unire che significa non solo unificare politicamente ma collegare quegli oltre 300.000 km² che costituiscono la penisola italiana. Unire il Nord al Sud, il Tirreno all&#8217;Adriatico, il &#8220;continente&#8221; alle due isole maggiori del Mediterraneo. L&#8217;unificazione italiana fu (ed è tuttora) prima di tutto un problema geografico, di <strong>territorio</strong>. Quella che ancora di recente è stata definita da alcune forze politiche in amore di secessionismi come una <em>mera espressione geografica</em>, parafrasando lo stesso Metternich, in realtà nel 1861 racchiudeva, anche nella sua conformazione geofisica, parte del suo problema politico.</p>
<p>L&#8217;unico sistema di collegamento stradale nazionale risaliva infatti all&#8217;epoca romana con le sue famose vie: Aurelia, Emilia, Appia e Popilia attraversavano la penisola da nord a sud e da est a ovest. Durante i secoli del Medio Evo e dell&#8217;Età Moderna si era invece sviluppata una rete di comunicazioni a livello locale, all&#8217;interno dei singoli feudi prima, a collegamento dei vari comuni e signorie poi e, infine, all&#8217;interno dei singoli stati moderni del XVIII  e XIX secolo che spesso avevano favorito (come nel caso del Lombardo Veneto e della Savoia) collegamenti transnazionali con gli stati dominatori dell&#8217;Europa centrale piuttosto che con il resto del territorio che diverrà l&#8217;Italia.</p>
<p>Un&#8217;assenza di collegamenti e dunque di vie di comunicazione che influenzerà in maniera importante le possibilità di creazione di un&#8217;identità nazionale e di riconoscimento degli italiani gli uni negli altri. Un ostacolo  di non secondaria importanza se si pensa che gli italiani stessi del 1861 in gran parte non conoscono il proprio territorio e faticano a trovare una rappresentazione iconografica di quella <em>&#8220;mera espressione geografica&#8221;</em> che si è trasformata nel loro stato nazionale. E quanto fosse urgente il problema è dimostrato dalla nascita di un&#8217;associazione nel 1894, il <strong>Touring Club Italiano</strong> che per  assolverà il compito di mappatura del territorio fornendo ai suoi iscritti il primo strumento di conoscenza dei confini e della morfologia dello Stato Italiano.</p>
<p>Conoscere il territorio non significa, però, solo leggerlo sulle mappe e sulle guide turistiche, ma anche poterlo visitare: ecco la bicicletta, la &#8220;novità&#8221; della Belle Époque divenire il mezzo di trasporto, <strong>individuale </strong>e <strong>accessibile </strong>ai più, che simboleggia la prima scoperta degli italiani del proprio territorio. Sarà, infatti, uno dei primi ciclisti italiani, Luigi Vittorio Bertarelli a fondare il Touring Club Italiano, allora con il nome di TCCI (Touring Club Ciclistico Italiano) e a dare avvio a una prima idea di movimento (seppur limitato data la natura stessa del mezzo) sul territorio italiano con un mezzo di trasporto che si coniugherà in maniera esclusiva con l&#8217;identità italiana almeno fino agli anni &#8217;60 del secondo dopoguerra: la <strong>bicicletta</strong> e il suo sport &#8220;nazionale&#8221; per eccellenza il <strong>ciclismo</strong>, con i suoi grandi eroi nazional-popolari, Fausto Coppi e Gino Bartali.</p>

<p>Sempre di territorio e vie di comunicazione si occuperanno le élite politiche post Risorgimentale prima e fascista poi, la prima &#8220;muovendosi&#8221; soprattutto su rotaia (con lo sviluppo e la statalizzazione delle linee ferroviarie) e la realizzazione di grandi opere pubbliche indirizzate a rafforzare il legame dell&#8217;Italia settentrionale con l&#8217;Europa centrale, come il <strong>traforo ferroviario del Frejus</strong> aperto nel 1871, la seconda occupandosi soprattutto della bonifica del territorio e, all&#8217;interno della politica culturale orientata a organizzare il tempo libero degli italiani, introducendo i primi fenomeni di turismo di massa con l&#8217;apertura delle colonie estive e il sorgere delle prime località turistiche per le vacanze della piccola e media borghesia.</p>
<p>Bisognerà attendere il boom economico del secondo dopoguerra per ridisegnare la  mappa dei trasporti in Italia non solo con l&#8217;espansione delle ferrovie , ma soprattutto con lo sviluppo delle rete autostradale &#8211; le cui base erano state poste durante il ventennio fascista -, con la realizzazione dei trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo e lo sviluppo degli aeroporti per voli civili. L&#8217;<strong>automobile</strong> e le lunghe code estive degli italiani verso le località balneari sono il ricordo e il simbolo di quest&#8217;Italia in trasformazione, sempre più unita, conosciuta e visitata anche attraverso il turismo di massa. Uno sviluppo, però, tutt&#8217;altro che omogeneo, che &#8220;avvicina&#8221; Nord e Centro Italia ma lascia ancora una volta escluso il Mezzogiorno e le Isole, la cui carenza in termini di infrastrutture e vie di comunicazione è ancora oggi all&#8217;ordine del giorno e tristemente rappresentata dalle vicissitudini del tratto autostradale Salerno-Reggio Calabria, i cui lavori iniziati nel lontano 1964 non possono ancora dichiararsi conclusi. Questo, nonostante, la forte percorrenza della tratta che per decenni ha riportato i lavoratori del Nord Italia ai loro paesi d&#8217;origine durante il periodo estivo e a discapito del forte interesse turistico che ha investito le regioni del Sud Italia nei decenni più recenti.</p>
<p>Utilizzando l&#8217;immagine suggestiva di un filo luminoso che traccia lungo tutta la penisola la rete dei trasporti nazionali, la mostra <strong><em><a href="http://www.italia150.it/Officine-Grandi-Riparazioni/Fare-gli-Italiani" target="_blank">Fare gli Italiani</a> </em></strong>utilizza proprio la metafora del viaggio e dei mezzi di trasporto che l&#8217;hanno attraversata per raccontare questa pagina di storia al visitatore. I paesaggi più suggestivi del <em>Bel Paese </em>scorrono sugli schermi sospesi sopra la riproduzione in scala della penisola italiana. Sono paesaggi immortalati da mezzi di trasporto differenti: un treno a vapore, un&#8217;automobile, un aereo per raccontare attraverso l&#8217;evoluzione dei mezzi di trasporto la storia delle trasformazioni fisiche, ma anche e soprattutto delle rappresentazioni culturali e dell&#8217;immaginario collettivo che ne sono derivate.</p>

<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/14/in-visita-alla-decima-isola-di-fare-gli-italiani-i-trasporti/ogr-fare-gli-italiani-20/' title='OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/trasporti-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" title="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/14/in-visita-alla-decima-isola-di-fare-gli-italiani-i-trasporti/ogr-fare-gli-italiani-22/' title='OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/trasporti3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" title="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/14/in-visita-alla-decima-isola-di-fare-gli-italiani-i-trasporti/ogr-fare-gli-italiani-21/' title='OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/trasporti2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" title="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/14/in-visita-alla-decima-isola-di-fare-gli-italiani-i-trasporti/trasporti5/' title='OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/trasporti5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" title="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/11/14/in-visita-alla-decima-isola-di-fare-gli-italiani-i-trasporti/ogr-officine-grandi-riparazioni-7/' title='OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/11/trasporti4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" title="OGR, Fare gli Italiani - I Trasporti" /></a>


<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jO4cV5vj2Dee7yDBbqw-8PPefto/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jO4cV5vj2Dee7yDBbqw-8PPefto/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jO4cV5vj2Dee7yDBbqw-8PPefto/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/jO4cV5vj2Dee7yDBbqw-8PPefto/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=BbrLWTNVuBw:7tEuXRzei8o:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=BbrLWTNVuBw:7tEuXRzei8o:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/BbrLWTNVuBw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/11/14/in-visita-alla-decima-isola-di-fare-gli-italiani-i-trasporti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/11/14/in-visita-alla-decima-isola-di-fare-gli-italiani-i-trasporti/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In visita alla mostra “Fare gli Italiani”- La nona isola “Le Mafie”</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/dOdIn971RQ8/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[Brigantaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[storia dello stato italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4765</guid>
		<description><![CDATA[Come il conflitto tra Mafia e Stato italiano ha influenzato l'identità degli italiani? In visita alla mostra "Fare gli Italiani" per raccogliere qualche suggestione a riguardo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia8.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4768" title="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia8-300x206.jpg" alt="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" width="300" height="206" /></a>È forse il più grande tema che attraversa i centocinquant&#8217;anni di storia nazionale, che è penetrato così nel profondo dell&#8217;immaginario collettivo da connotare in maniera indelebile il rapporto tra i cittadini e le istituzioni e da definire uno dei più odiosi stereotipi dell&#8217;italiano all&#8217;estero. Stiamo naturalmente parlando delle <strong>mafie</strong>. Plurali perché in un paese come il nostro dalle infinite sfaccettature regionali nemmeno la mafia è unica, ma, a differenza di quanto hanno saputo fare le istituzioni dello Stato italiano, essa si è declinata in ogni regione in modo diverso conformandosi alle caratteristiche specifiche di territorio e popolazioni locali: Cosa Nostra, &#8216;ndrangheta, Sacra Corona Unita, Camorra.</p>
<p><strong>Una storia che inizia insieme a quella dello Stato italiano nel 1861 </strong>e che vede significativamente nello sbarco dei garibaldini in Sicilia il suo esordio simbolico. Un rapporto quello tra Stato italiano e mafie locali che oscillerà nel corso dei centocinquant&#8217;anni successivi tra antagonismo e collusione, aprendo un fronte interno mai chiuso. Una guerra con i suoi morti, i suoi martiri, la sua propaganda e l&#8217;elaborazione di un immaginario specifico che spazia dai passaggi di alcune opere di Verga alla serie televisiva di successo &#8220;La Piovra&#8221;. Uno scontro che inizia con la lotta al <strong>brigantaggio</strong> dei decenni immediatamente successivi all&#8217;unificazione italiana e che arriva all&#8217;arresto di Provenzano nel 2006 dopo quarantatrè anni di latitanza.</p>
<p>Come un elemento tanto drammatico può essere parte integrante di un&#8217;identità nazionale e quindi trasformarsi in un&#8217;isola tematica della mostra <em><strong>Fare gli Italiani</strong></em>? In parte lo abbiamo già accennato: attorno alle mafie è andato condensandosi un immaginario che attraversa la storia della cultura italiana. Un immaginario complesso di rottura e non di unità: le mafie identificano a livello nazionale il progetto abortito del radicamento dello Stato italiano sul territorio e per decenni hanno rappresentato il fenomeno più evidente della rottura fra Nord e Sud Italia. Per questo l&#8217;isola tematica dedicata alle mafie presenta nell&#8217;allestimento uno degli elementi di maggior inquietudine dell&#8217;esposizione: una grande voragine si apre al centro dell&#8217;isola a indicare la più grande ferita nella vita e nella storia dello stato italiano. Un <em>vulnus</em> entro il quale si intuiscono i contorni della guerra fra Stato e criminalità organizzata: i fatti i protagonisti, le vittime, le culture che vi si sono radicate e che sfilano nelle immagini dello schermo che lo sovrasta.</p>

<p>La storia delle mafie in Italia è una storia di burocrazia &#8211; come ben restituisce l&#8217;immagine degli archivi carichi di faldoni che circondano l&#8217;isola &#8211; e di personaggi quasi leggendari, di martiri ed eroi amati e radicatisi nella memoria privata di tanti italiani: <strong>Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato</strong>&#8230; La storia del rapporto che lega lo Stato italiano alle mafie, oscura come la voragine che la contiene, è una storia scritta nelle migliaia di carte custodite &#8211; a volte perdute, a volte nascoste, spesso semplicemente dimenticate &#8211; negli archivi dello stato, tra le stanze dei palazzi dove si amministra il potere politico, ma è anche e soprattutto una storia che si è impressa nelle menti degli italiani attraverso le<strong> immagini dei telegiornali, i racconti dei grandi autori italiani</strong> (pensiamo al quest&#8217;anno molto discusso Leonardo Sciascia e a Roberto Saviano), la filmografia (da &#8220;Il prefetto di ferro&#8221; ai &#8220;Cento passi&#8221;), l<strong>e fiction tv </strong>(scontato il rimando a &#8220;La Piovra&#8221;). La mafia è divenuta nel corso di questi centocinquant&#8217;anni uno degli elementi più drammaticamente forti dell&#8217;identità italiana, una lente attraverso cui spesso gli italiani  hanno guardato allo Stato e alla rappresentazione di se stessi come comunità nazionale in una storia che si è mossa lunga un doppio binario: quello della storia della criminalità e delle istituzioni in Italia e quello della sua storia culturale e del suo immaginario.</p>
<p>Il visitatore può intrecciare questi due fili estraendo uno dei faldoni appoggiati sugli scaffali e iniziando a sfogliarlo: il faldone animerà una serie di immagini e racconti sui fatti e i personaggi di una pagina della lotta alla mafia in Italia, fra storia e memoria, documento e rappresentazione.</p>

<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/mafia2/' title='OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" title="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/ogr-fare-gli-italiani-18/' title='OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" title="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/ogr-fare-gli-italiani-16/' title='OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" title="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/ogr-fare-gli-italiani-17/' title='OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" title="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/ogr-fare-gli-italiani-15/' title='OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" title="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/mafia/' title='OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" title="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/ogr-officine-grandi-riparazioni-6/' title='OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" title="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/ogr-fare-gli-italiani-19/' title='OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/mafia7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" title="OGR, Officine Grandi Riparazioni, Le Mafie" /></a>


<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-ZIYrYcGXoi_wsoPBN1739m6YFY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-ZIYrYcGXoi_wsoPBN1739m6YFY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-ZIYrYcGXoi_wsoPBN1739m6YFY/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-ZIYrYcGXoi_wsoPBN1739m6YFY/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=dOdIn971RQ8:NWpNzZpMpzw:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=dOdIn971RQ8:NWpNzZpMpzw:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/dOdIn971RQ8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/10/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-nona-isola-le-mafie/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In visita alla mostra “Fare gli Italiani”- L’ottava isola “Le fabbriche”</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/go_0Pq5-SqE/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/10/11/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-lottava-isola-le-fabbriche/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[Alexander Gerschenkron]]></category>
		<category><![CDATA[fabbriche italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Fare gli Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni De Luna]]></category>
		<category><![CDATA[storia economica]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia Thyssenkrupp]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Barberis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4751</guid>
		<description><![CDATA[Che cosa rappresenta oggi e che cosa ha rappresentato in questi centocinquant'anni la fabbrica per gli italiani? Un luogo simbolico compresso tra il mito del progresso e della rivoluzione sociale e quello (tradito?) del benessere condiviso. Ne parliamo visitando l'isola dedicata della mostra "Fare gli Italiani"....]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/fabbriche5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4752" title="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/fabbriche5-300x199.jpg" alt="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" width="300" height="199" /></a>In questi anni di crisi economica &#8211; e ancora di più nelle ultime settimane &#8211; la <em>fabbrica</em> &#8211; aperta, chiusa, produttiva o improduttiva &#8211; è tornata a essere nell&#8217;immaginario collettivo il riferimento per tarare la gravità della situazione. Questo nonostante l&#8217;origine della crisi economica sia estranea al mondo della produzione industriale, essendo infatti ormai consolidata l&#8217;interpretazione dell&#8217;origine finanziaria. Eppure, attorno al mondo della fabbrica ruota ancora oggi gran parte del dibattito italiano e proprio sulla dimensione industriale si concentrano le aspettative e le tensioni di una larga parte del mondo politico e della società civile.</p>
<p>La <strong><em>fabbrica</em></strong> da oltre cinquant&#8217;anni continua ad essere il luogo simbolo della realtà economica del paese, l&#8217;indice del livello di giustizia sociale, lo specchio dei conflitti e delle trasformazioni che attraversano l&#8217;Italia. Ancora e, paradossalmente, tanto di più oggi in piena dimensione post-industriale. Ma il ritmo delle trasformazioni economiche (e sociali) raramente (soprattutto in Italia) è il medesimo delle trasformazioni culturali dell&#8217;immaginario e la fabbrica continua a costituire nella mentalità di gran parte degli italiani uno dei luoghi simbolo in cui si identifica il paese. Dalla tragedia della Thyssenkrupp del dicembre 2009 allo scontro Marchionne &#8211; Camusso dei mesi scorsi, l&#8217;Italia guarda al mondo della <em>fabbrica</em> interrogandosi sulla propria identità: che Italia è quella di oggi? Qual è il livello della giustizia sociale? Quale direzione stiamo prendendo? Non si tratta solo di scegliere un modello economico di sviluppo, ma di proporre attraverso l&#8217;immagine della <em>fabbrica</em> un modello sociale di convivenza e di cittadinanza. Ma da dove nasce e come si è consolidato nel corso dei decenni questo ruolo della <em>fabbrica</em> quale immagine simbolo del paese?</p>
<div>L&#8217;Italia è un paese che avvia il processo di industrializzazione molto più tardi della Gran Bretagna, iniziandolo di fatto al termine della seconda rivoluzione industriale inglese. Per le ragioni strutturali legate al fatto di essere un paese di seconda industrializzazione &#8211; e che lo storico Gerschenkron ha ben espresso nel famoso volume <em>Il problema storico dell&#8217;arretratezza economica</em> (Torino, Einaudi, 1965) &#8211; il processo di industrializzazione italiano è un processo &#8220;indotto dall&#8217;alto&#8221;, pilotato dall&#8217;élite dirigente al potere. Sotto il profilo economico, questa caratteristica ha portato delle conseguenze evidenti che attraversano i 150 anni di storia dell&#8217;economia italiana: sistema delle banche miste, società a forte partecipazione statale, istituti pubblici per il supporto dello sviluppo industriale&#8230;</div>
<div>Sotto il profilo dell&#8217;immaginario, l&#8217;identificazione sempre più stretta tra politica economica di governo e politica di sviluppo industriale ha creato sulla dimensione della <em>fabbrica</em> un&#8217;aspettativa collettiva che l&#8217;ha resa l&#8217;indice del benessere (e delle possibilità di crescita) del Paese.</div>
<div>È accaduto in maniera evidente nei primi anni del &#8217;900 quando l&#8217;avvio della prima industrializzazione si è coniugata al processo di <strong><em>modernizzazione</em></strong>, non a caso parola chiave del primo giubileo della patria del 1911: agli italiani che ancora non si sentivano tali il governo Giolitti rispose che l&#8217;Unità d&#8217;Italia, nonostante le spesso drammatiche incongruenze del processo unitario, era valsa  l&#8217;avvio di una politica di <em>modernizzazione</em> del Paese che l&#8217;avrebbe portato al livello delle altre potenze europee.</div>
<div>
<div></div>
</div>
<div>Questo sillogismo fra industrializzazione e modernizzazione risultò ancora più evidente  in occasione del centenario della patria, quel 1961 che chiude simbolicamente la parabola del boom economico del secondo dopoguerra. E dopo? Prima di arrivare alla complessa realtà attuale i decenni  &#8217;60, &#8217;70 e &#8217;80 hanno trasformato la fabbrica nel luogo del conflitto sociale ma anche nella fucina, almeno così è andata consolidandosi nell&#8217;immaginario italiano, delle trasformazioni del paese, con l&#8217;evoluzione dell&#8217;operaio da protagonista della corsa verso il progresso, tipico della cultura politica della sinistra degli anni &#8217;60 e &#8217;70, all&#8217;immagine del &#8220;colletto bianco&#8221;, l&#8217;impiegato degli anni &#8217;80, simbolo di un paese che ha ormai raggiunto il benessere economico, sebbene sia proprio nel complesso decennio degli &#8217;80 che si iniziano ad avvertire i primi sintomi di crisi di un sistema politico ed economico in declino.</div>
<div>Negli anni &#8217;90 concentrati sul lancio verso la dimensione postindustriale della società dei servizi, la fabbrica ha vissuto invece un progressivo e contraddittorio processo di marginalizzazione. Dal lato dell&#8217;immaginario è rimasta immutata, quando addirittura non è accresciuta, l&#8217;immagine mitica della <em>fabbrica</em> quale luogo simbolo dell&#8217;ideologia della rivoluzione, mentre sotto il profilo socio-economico la <em>fabbrica</em>, anche a causa del progressivo processo di dislocazione della produzione industriale, è divenuta il luogo di lavoro destinato ai livelli più bassi della popolazione: gli operai più anziani che non erano riusciti a &#8220;fare il salto&#8221; verso il mondo impiegatizio, i giovani con scarso titolo di studio, i migranti.</div>
<div>Nel 2000 la fabbrica è andata via via sempre più a identificare la dimensione più critica di un modello di sviluppo economico a due velocità. Morti sul lavoro (Thyssenkruppp), problemi di salute dei lavoratori (il caso dell&#8217;amianto a Porto Marghera), contratti di lavoro sempre più precari e ritorno del caporalato soprattutto fra i più giovani e i migranti, hanno caratterizzato l&#8217;immagine della fabbrica che è andata sempre più a identificare il luogo dello sviluppo mancato, del mito tradito del benessere di un paese che ha compiuto solo in parte il suo processo di sviluppo.</div>
<div>Luogo d&#8217;eccellenza dell&#8217;identità italiana, sia sotto il profilo dell&#8217;identificazione vissuta dall&#8217;esterno sia in quanto fucina politica in cui si condividono, si scontrano e si elaborano identità politiche e modelli di convivenza sociale, al mondo delle <em>fabbrica</em> è dedicata una delle isole della mostra <a href="http://www.italia150.it/Officine-Grandi-Riparazioni/Fare-gli-Italiani" target="_blank"><strong><em>Fare gli Italiani</em></strong></a>, particolarmente pregnante per la città di Torino, luogo dell&#8217;esposizione e città della prima industria italiana. L’isola tematica è connotata dalla presenza di grandi macchinari storici dell’industria metalmeccanica.  L’installazione principale, il cuore dell’isola, è costituita da quattro grandi orditi di fili di lana e di acciaio che si innalzano fino al soffitto. Sulla superficie di questi orditi tessili sono proiettate le immagini dei gesti seriali del lavoro in fabbrica, interrotti di tanto in tanto dall’irrompere di una violenta colata di metallo incandescente.  Ritorna ancora una volta l&#8217;impatto multimediale della mostra. La sollecitazione visiva dello spettatore si accompagna a quella uditiva: i rumori della fabbrica, i ritmi delle macchine, le voci dei racconti dei lavoratori accompagnano la narrazione per immagini.</div>

<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/11/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-lottava-isola-le-fabbriche/ogr-fare-gli-italiani-12/' title='OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/fabbriche2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" title="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/11/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-lottava-isola-le-fabbriche/ogr-fare-gli-italiani-14/' title='OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/fabbriche4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" title="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/11/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-lottava-isola-le-fabbriche/ogr-fare-gli-italiani-13/' title='OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/fabbriche3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" title="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/11/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-lottava-isola-le-fabbriche/ogr-fare-gli-italiani-10/' title='OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/fabbriche5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" title="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/10/11/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-lottava-isola-le-fabbriche/ogr-fare-gli-italiani-11/' title='OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/10/fabbriche-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" title="OGR, Fare gli Italiani, &quot;Le Fabbriche&quot;" /></a>


<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dEOK4mhJfurcL2QWdNpW_KvvdRY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dEOK4mhJfurcL2QWdNpW_KvvdRY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dEOK4mhJfurcL2QWdNpW_KvvdRY/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dEOK4mhJfurcL2QWdNpW_KvvdRY/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=go_0Pq5-SqE:UxY6KbHNlTg:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=go_0Pq5-SqE:UxY6KbHNlTg:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/go_0Pq5-SqE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/10/11/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-lottava-isola-le-fabbriche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/10/11/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-lottava-isola-le-fabbriche/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In visita alla mostra “Fare gli Italiani” – La settima isola: La Seconda Guerra Mondiale</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/ac4o6Rz9ZKI/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/09/26/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-settima-isola-la-seconda-guerra-mondiale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 11:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni De Luna]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[veivoli da caccia Macchi]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Barberis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4732</guid>
		<description><![CDATA[La II guerra mondiale fu anche guerra ai civili. Le sofferenze sotto i bombardamenti negli anni in cui ogni singola abitazione si trasformò in terreno di guerra costituirono una drammatica esperienza condivisa da tutti gli italiani e lungo questo percorso ci conducono i curatori della mostra per scoprire la VII isola...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/seconda-guerra-mondiale3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4733" title="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/seconda-guerra-mondiale3-300x199.jpg" alt="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" width="300" height="199" /></a>Non si è ancora stemperata la tensione e la commozione per la visita alla sesta isola dedicata alla Grande Guerra che proseguendo in ordine cronologico e lungo il filo rosso delle emozioni che attraversa tutta la mostra si schiude davanti al visitatore la settima isola dedicata alla Seconda Guerra Mondiale. Quale lettura offrire di un evento così complesso? Guerra militare? Guerra civile? Guerra ai civili? Il fronte italiano, quello europeo, quello africano? Una scelta difficile considerate le numerose chiavi di lettura del conflitto, i confini globali della guerra, la differenza di motivazioni e prospettive delle potenze coinvolte, senza dimenticare il grande tema della lotta contro totalitarismo nazifascista che attraversa la Seconda Guerra Mondiale e che ha animato riflessioni e progetti politici (non ultimo quello europeo) fino ai nostri giorni.</p>
<p>Giovanni De Luna e Walter Barberis per uscire da questo labirinto di suggestioni e trovare la chiave di lettura che consentisse di non perdere il filo narrativo ma anche il contatto emotivo con il visitatore alla (ri)scoperta dell&#8217;identità italiana hanno scelto ancora una volta di ripartire da quella che fu l&#8217;esperienza concreta di molti italiani durante i lunghi anni del conflitto. A prescindere dagli sviluppi internazionali della guerra, dallo scontro ideologico tra democrazia e totalitarismo che si consumò in maniera tanto drammatica lungo l&#8217;intera penisola del nostro paese, come vissero gli italiani quei giorni? E la risposta ancora una volta emerge con forza dall&#8217;allestimento che mette in scena alcuni degli oggetti che caratterizzarono il secondo conflitto mondiale, come i tratti ben meditati di un pittore esperto: la riproduzione in scala 1:1 del <strong>veivolo da caccia Macchi MC. 205 “Veltro”</strong>, i cumuli di macerie, il frusciare delle <strong>radio</strong> che spaziano (basta che il visitatore giri la manopola in uno degli apparecchi a disposizione) dalle canzonette sentimentali alle ultime tragiche notizie. Perché gli italiani, come gran parte degli europei, a Milano come a Parigi, ad Amburgo come a Londra vissero quei giorni prima di tutto sotto le bombe. Una quotidianità scandita dagli allarmi degli attacchi aerei in un paesaggio delineato dalle montagne di frammenti dei palazzi distrutti &#8211; la propria casa, la scuola, i monumenti, i luoghi di lavoro &#8211; le lunghe ore con l&#8217;orecchio attaccato all&#8217;apparecchio radiofonico in attesa di un&#8217;unica notizia: la guerra è finita! Un&#8217;esperienza umana condivisa non solo da tutti gli italiani ma da larga parte della popolazione europea sottoposta per la prima volta a un attacco diretto ai civili.  Una realtà completamente lontana da quella della Grande Guerra con la sua netta divisione spaziale, temporale ed emotiva tra il fronte e la società civile, il cui emblema furono proprio quelle migliaia di lettere e cartoline immagine simbolo della sesta isola, una dimensione in cui il fronte è la propria casa divenuta bersaglio del nemico, in cui la propria vita quotidiana risulta scandita dai ritmi e dalle urgenze della guerra: procacciarsi il cibo, scampare all&#8217;attacco aereo, trovare un nuovo rifugio.</p>

<p>Per questo lo scenario di distruzione ricostruito all&#8217;interno della settima isola non racconta solo quello che significò la Seconda Guerra Mondiale in Italia e in un&#8217;Europa ma racconta a ogni visitatore una pagina di storia della propria famiglia, l&#8217;eco di una narrazione che si è ripetuta infinite volte nelle orecchie di figli e nipoti, una storia personale che inizia sempre con il motto &#8220;quando c&#8217;era la guerra&#8221; e che riporta momenti tragici ma anche attimi di spensieratezza di quella vita quotidiana scandita dalle bombe e nella quale anche il veivolo da caccia Macchi MC. 205 “Veltro”, veniva ribattezzato comunemente &#8220;Pippo&#8221; quasi fosse ormai un vecchio conoscente venuto a far visita, nella speranza quella sì profondamente condivisa, che fosse per l&#8217;ultima volta. Una chiave di lettura, come per tutto il resto della mostra, che si ripropone di &#8220;partire dal basso&#8221; per raccontare la storia dei grandi eventi storici che investirono il Paese, nella consapevolezza che l&#8217;identità italiana fu prima di tutto fatta di oggetti di uso comune che entrarono nella quotidianità degli italiani. E pochi esempi funzionano in maniera più efficace di questo modello di aereo da caccia divenuto &#8220;oggetto comune&#8221; della vita quotidiana di moltissimi italiani per raccontare che cosa rappresentò la Seconda Guerra Mondiale per le popolazioni civili che ne rimasero tragicamente coinvolte.</p>

<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/26/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-settima-isola-la-seconda-guerra-mondiale/ogr-officine-grandi-riparazioni-5/' title='OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/seconda-guerra-mondiale1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" title="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/26/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-settima-isola-la-seconda-guerra-mondiale/ogr-fare-gli-italiani-6/' title='OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/seconda-guerra-mondiale3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" title="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/26/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-settima-isola-la-seconda-guerra-mondiale/ogr-fare-gli-italiani-9/' title='OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/seconda-guerra-mondiale6-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" title="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/26/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-settima-isola-la-seconda-guerra-mondiale/ogr-fare-gli-italiani-8/' title='OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/seconda-guerra-mondiale4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" title="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/26/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-settima-isola-la-seconda-guerra-mondiale/ogr-fare-gli-italiani-7/' title='OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/seconda-guerra-mondiale2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" title="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/26/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-settima-isola-la-seconda-guerra-mondiale/seconda-guerra-mondiale8/' title='OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/seconda-guerra-mondiale8-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" title="OGR, Fare gli Italiani, Seconda Guerra Mondiale" /></a>


<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/h2gjlkE3d25QGSoyB0YcYtVSrz8/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/h2gjlkE3d25QGSoyB0YcYtVSrz8/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/h2gjlkE3d25QGSoyB0YcYtVSrz8/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/h2gjlkE3d25QGSoyB0YcYtVSrz8/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=ac4o6Rz9ZKI:ByJJM9F0iWM:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=ac4o6Rz9ZKI:ByJJM9F0iWM:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/ac4o6Rz9ZKI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/09/26/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-settima-isola-la-seconda-guerra-mondiale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/09/26/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-settima-isola-la-seconda-guerra-mondiale/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In visita alla mostra “Fare gli Italiani”. La sesta isola: la Prima Guerra Mondiale</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/YdmgJv47Q3s/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/09/13/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-sesta-isola-la-prima-guerra-mondiale/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 15:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni De Luna]]></category>
		<category><![CDATA[Prima guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Terra di nessuno]]></category>
		<category><![CDATA[vita in trincea]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Barberis]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4723</guid>
		<description><![CDATA[Torniamo dopo la pausa estiva in visita alla mostra "Fare gli Italiani" per presentarvi una delle isole più "forti" sotto il profilo emotivo: quella dedicata alla Prima Guerra Mondiale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/1WW3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4724" title="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/1WW3-300x200.jpg" alt="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" width="300" height="200" /></a>Ritorniamo dopo la lunga pausa estiva presentandovi la sesta isola della mostra <a href="http://www.italia150.it/Officine-Grandi-Riparazioni/Fare-gli-Italiani" target="_blank"><em><strong>Fare gli Italiani </strong></em></a>(che vi ricordiamo è in corso alle OGR di Torino fino al 20 novembre) dedicata alla Prima Guerra Mondiale. Una memoria difficile e dolorosa che interseca i destini nazionali con quelli non sono dell&#8217;Europa ma di tutte le grandi potenze internazionali dello scacchiere mondiale. Una memoria che ha vissuto momenti alterni anche nella storia d&#8217;Italia più recente, dalle grandi celebrazioni avviate durante l&#8217;Italia fascista che hanno dotato ogni comune d&#8217;Italia, dalle grandi città ai minuscoli comuni, di una monumentalistica capillare dedicata al culto dei caduti &#8211; e che trova nell&#8217;Altare della Patria la massima espressione nazionale -  all&#8217;oblio dell&#8217;Italia antibellicista degli ultimi decenni che ha cercato nuove chiavi di lettura per accostarsi alle drammatiche esperienze di una generazione ormai scomparsa.</p>
<p>L&#8217;isola dedicata alla Prima Guerra Mondiale all&#8217;interno della mostra &#8220;Fare gli Italiani&#8221; segue proprio questo percorso e per raccontarne oggi le tragiche vicende, sceglie come riferimento un concetto minimo, essenziale, ma carico di significati: quello della Prima Guerra Mondiale quale <strong>prima esperienza collettiva della nazione</strong>. È proprio in occasione della Grande Guerra che per la prima volta <em>gli italiani, </em>in veste di<em> </em>comunità nazionale, vengono chiamati a condividere un&#8217;esperienza unica e omologante quale quella del guerra e della morte di massa. Superando le differenze sociali, accantonando le distanze geografiche e scavalcando nell&#8217;eccezionalità del conflitto alcune delle barriere di genere, la Prima Guerra Mondiale, con le sue contraddizioni e l&#8217;immane tragedia di oltre 500.000 morti, costituì il passaggio fondamentale &#8211; e a lungo atteso &#8211; della trasformazione degli italiani in una comunità nazionale coesa, il primo passo insomma verso quel &#8220;fare gli italiani&#8221; non ancora compiuto.</p>
<p>Walter Barberis e Giovanni De Luna hanno scelto ancora una volta un&#8217;immagine suggestiva per far vibrare le corde emotive del visitatore ed esprimere la forza di questo evento di massa ponendo al centro dell&#8217;installazione la riproduzione in scala reale di una trincea composta però non da sacchi di sabbia ma da enormi sacchi postali all&#8217;interno dei quali pare di sentir frusciare i quasi quattro miliardi di lettere che attraversarono il paese negli anni del conflitto. Un paese che per tre anni e per la prima volta  &#8220;tenne in contatto&#8221; attraverso le immagini e la parola scritta i due corpi divisi della nazione: quello dei soldati schierati al fronte e quello della società civile rimasta a presidio delle case e delle città. Vere e proprie lettere o semplici cartoline, sintomo di un&#8217;Italia ancora in larga parte analfabeta, che mettendo in comunicazione il fronte con tutta la penisola andarono a costruire quella che gli storici hanno definito la <em><strong>prima autobiografia popolare della nazione</strong></em>.</p>

<p>Perché prima ancora di rappresentarsi come potenza vincitrice o percepirsi come entità nazionale, l&#8217;evento eccezionale della prima guerra di massa spinse gli italiani a raccontare se stessi e la loro personale quanto parziale e incredibile esperienza ai propri cari alimentando, nella lontananza forzata,  un bisogno del tutto inedito di comunicazione scritta. La penna si affiancò così al fucile e, anche se nel lutto e nel dolore, un’intricata rete di parole, di immagini, di sentimenti, di racconti attraversò il territorio nazionale.</p>
<p>La trincea,  luogo simbolo della Prima Guerra Mondiale, diventa dunque anche spazio della memoria e del racconto. Il visitatore può soffermarsi in quattro aree del percorso e seduto sui sacchi di lettere ascoltare una voce che ne legge i contenuti, osservando le immagini del fronte. Ancora una volta l&#8217;approccio multimediale è caratteristica predominante della mostra: la lettura è infatti a tratti disturbata da suoni che richiamano i rumori della guerra e che restituiscono la sensazione di insicurezza e precarietà della vita di trincea.</p>
<p>Per &#8220;vedere&#8221; la vita di trincea il visitatore ha poi a disposizione  quattro periscopi attraverso i quali ha l&#8217;impressione di osservare ciò che accade all’esterno. Uno strumento efficace per rendere in maniera immediata il complesso rapporto tra le dimensioni spaziali: l&#8217;interno della trincea e l&#8217;esterno della nota &#8220;terra di nessuno&#8221;; il &#8220;dentro&#8221; della Patria e il &#8220;fuori&#8221; della frontiera; la parzialità dello sguardo del soldato costretto nell&#8217;<em>hinc et nunc </em>dell&#8217;infinitesimo spazio di vita dei cunicoli scavati nella terra rispetto all&#8217;estensione mondiale del conflitto.</p>
<p>Oggetti originali della guerra- carri, cannoni, mitragliatrici &#8211; arricchiscono lo scenario e insieme ai suoni, alle immagini e ai racconti alimentano una narrazione che passa attraverso l&#8217;esperienza  sensoriale e emotiva del visitatore trasmettendogli forse uno dei racconti allo stesso tempo più veritieri e più suggestivi di quella che fu l&#8217;esperienza condivisa da milioni di italiani durante la Grande Guerra.</p>

<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/13/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-sesta-isola-la-prima-guerra-mondiale/1ww2/' title='Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/1WW2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" title="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/13/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-sesta-isola-la-prima-guerra-mondiale/1ww3/' title='Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/1WW3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" title="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/13/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-sesta-isola-la-prima-guerra-mondiale/1ww/' title='Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/1WW-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" title="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/09/13/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-sesta-isola-la-prima-guerra-mondiale/1ww4/' title='Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/09/1WW4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" title="Prima Guerra Mondiale @ &quot;Fare gli Italiani&quot;" /></a>


<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cfcyMD5E-ayvySqgsqB0ZFmS81w/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cfcyMD5E-ayvySqgsqB0ZFmS81w/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cfcyMD5E-ayvySqgsqB0ZFmS81w/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cfcyMD5E-ayvySqgsqB0ZFmS81w/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=YdmgJv47Q3s:7pPpC93bSrs:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=YdmgJv47Q3s:7pPpC93bSrs:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/YdmgJv47Q3s" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/09/13/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-sesta-isola-la-prima-guerra-mondiale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/09/13/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-sesta-isola-la-prima-guerra-mondiale/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In visita alla mostra “Fare gli Italiani”. La quinta isola: Le Migrazioni</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/BEdDIqX35dA/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/07/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quinta-isola-le-migrazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 14:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Giolitti]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Pascoli]]></category>
		<category><![CDATA[impresa di Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Luchino Visconti]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'emigrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4698</guid>
		<description><![CDATA[In visita a una delle isole più suggestive della mostra "Fare gli Italiani". Dedicata al tema delle migrazioni un occasioni per raccontare la storia e riflettere sull'Italia di oggi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/migrazioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4702" title="&quot;Fare gli Italiani&quot; - La quinta isola: Le Migrazioni" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/migrazioni-300x206.jpg" alt="&quot;Fare gli Italiani&quot; - La quinta isola: Le Migrazioni" width="300" height="206" /></a>Tema assolutamente scottante, la parola &#8220;migrazioni&#8221; evoca in noi scenari che richiamano problemi e questioni irrisolte. Meta di immigrazione, ma anche terra da cui si fugge &#8211; e si è fuggito in passato &#8211; in cerca di migliori condizioni di vita, la quinta isola della mostra <strong><em><a href="http://www.italia150.it/Officine-Grandi-Riparazioni/Fare-gli-Italiani" target="_blank">Fare gli Italiani</a> </em></strong>dedicata proprio al tema dei migranti rende evidente come il 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia possa &#8211; e debba &#8211; essere più che un&#8217;occasione celebrativa, l&#8217;occasione per una riflessione sull&#8217;identità italiana. Dagli sbarchi a Lampedusa ai sempri più numerosi &#8211; e visibili &#8211; &#8220;cervelli in fuga&#8221;, il nodo dei flussi migratori è centrale non solo nell&#8217;immagine dell&#8217;Italia attuale, ma nell&#8217;intera storia nazionale.</p>
<p>Per gran parte della sua storia l&#8217;Italia è stata un paese di emigrazione: <strong>29 milioni di migranti italiani</strong> infatti, dall’Unità ad oggi, hanno scelto di abbandonare il proprio paese e le proprie case alla ricerca di migliori prospettive di vita. Nei primi cinquant&#8217;anni anni della storia d&#8217;Italia, le ondate migratorie coinvolsero oltre 14 milioni di italiani, prevalentemente provenienti dalle zone più depresse della penisola e diretti verso Nord e Sud America, alimentando uno dei fenomeni di maggior preoccupazione per la classe dirigente liberale dell&#8217;epoca. La risposta delle istituzioni fu del tutto inadeguata: alla richiesta di terra da parte dei contadini e dei braccianti, schiacciati da latifondismo e mezzadria dominanti in gran parte delle aree rurali, il governo Giolitti nell&#8217;11 rispose con la tentata impresa coloniale in Libia. Una formula coloniale tutta italiana che, a differenza delle altre nazioni europee, ricercava nelle colonie spazi liberi verso i quali dirottare i flussi migratori. Traccia memorabile di queste illusioni nazionali, il discorso tenuto da Giovanni Pascoli, <em><a href="http://www.andreaconti.it/alternat/storia06.html" target="_blank">La Grande Proletaria si è mossa</a>, </em>pronunciato il 21 novembre del 1911. L&#8217;iniziativa si mostrò fallimentare e gli italiani continuarono a migrare non verso poco fertili &#8220;scatoloni di sabbia&#8221; &#8211; così come venne definita la Libia da Gaetano Salvemini &#8211; ma verso città e paesi dalle concrete possibilità di lavoro.</p>
<p>Alimentata da ragioni politiche e non solo economiche fu invece la migrazione durante il fascismo a segnare un&#8217;altra pagina drammatica della storia delle emigrazioni italiane. Intellettuali, dissidenti e, dopo l&#8217;avvicinamento alla Germania, famiglie di origine ebraica abbandonarono l&#8217;Italia per l&#8217;Europa e le terre di oltreoceano. Una migrazione spesso culturalmente più elevata il cui esito fondamentale fu la produzione di un elevato numero di carteggi che rappresentano oggi fonti interessantissime per gli storici occupati a ricostruire la biografia di quell&#8217;Italia antifascista protagonista della ricostruzione negli anni della Repubblica.</p>

<p>La dismogeneità della crescita economica dell&#8217;Italia del secondo dopoguerra continuerà ad alimentare i flussi migratori sia lungo la direttrice nazionale &#8211; da Sud verso Nord &#8211; sia verso quella internazionale e soprattutto europea. Il giovane operaio meridionale con le sue povere cose raccolte in una valigia di cartone che abbandona il paese in cerca di fortuna nelle grandi città del Nord Italia o dell&#8217;Europa diverrà un&#8217;icona degli anni &#8217;60. Protagonista dell&#8217;immaginario collettivo &#8211; Luchino Visconti in <em>Rocco e i suoi fratelli (1960) </em>ne offrirà il ritratto più celebre &#8211; il giovane migrante italiano diverrà allegoria stessa di un&#8217;Italia in corsa verso modernità e benessere, entrambi dagli aspetti affascinanti quanto pericolosi &#8211; come ben emerge dal capolavoro viscontiano &#8211; e disposta ad abbandonare il tradizionale mondo rurale, a cui resta legata dall&#8217;affetto e dalla nostalgia per una dimensione spazio-temporale percepita ormai come finita e sempre più lontana. La cesura spaziale data dal movimento si traduce in una cesura temporale tra passato e modernità, tra origini e progresso, tra tradizione e sviluppo relegando per decenni le campagne &#8211; ormai spopolate &#8211; del Meridione a luogo mitico della memoria e dell&#8217;identità.</p>
<p>La ricostruzione di quest&#8217;isola è sicuramente tra le più suggestive. Lo spazio è sovrastato da un&#8217;enorme rete da pesca sospesa nella quale sono raccolte decine di valigie, borse e bauli risalenti a diversi periodi storici  imbolo dei movimenti di  tutti coloro che sono partiti o sono sbarcati in Italia negli ultimi centocinquant&#8217;anni. L&#8217;elemento marino richiama efficacemente le tante tragedie del mare che dall&#8217;800 ai giorni nostri hanno coinvolto migliaia di migranti in uno dei più drammatici fenomeni che ciclicamente si ripete ancora oggi lungo le nostre coste. Dalla rete sono caduti alcuni di questi bagagli che spalancati sul suolo liberano gli oggetti che contengono: vestiti, fotografie, ricordi che  accompagnati dall’audio dei racconti in prima persona, ricompongono,  caduta dopo caduta, la storia della migrazione italiana degli ultimi 150  anni, rendendo le valigie dei migranti contenitori simbolici di memoria e racconti.</p>

<a href='http://www.blogstoria.it/2011/07/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quinta-isola-le-migrazioni/migrazioni3/' title='Migrazioni 3'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/migrazioni3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Migrazioni 3" title="Migrazioni 3" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/07/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quinta-isola-le-migrazioni/ogr-fare-gli-italiani-5/' title='Migrazioni 4'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/migrazioni4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Migrazioni 4" title="Migrazioni 4" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/07/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quinta-isola-le-migrazioni/migrazioni/' title='migrazioni'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/migrazioni-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="migrazioni" title="migrazioni" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/07/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quinta-isola-le-migrazioni/ogr-officine-grandi-riparazioni-4/' title='Migrazioni 2'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/migrazioni2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Migrazioni 2" title="Migrazioni 2" /></a>


<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hP-1MOdtjrd8GcwLl_sc35I3PMc/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hP-1MOdtjrd8GcwLl_sc35I3PMc/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hP-1MOdtjrd8GcwLl_sc35I3PMc/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/hP-1MOdtjrd8GcwLl_sc35I3PMc/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=BEdDIqX35dA:nEekzhysYgA:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=BEdDIqX35dA:nEekzhysYgA:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/BEdDIqX35dA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/07/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quinta-isola-le-migrazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/07/27/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quinta-isola-le-migrazioni/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In visita alla mostra “Fare gli Italiani”. La quarta isola: la Chiesa</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogstoria/articoli/~3/ELGC_EAfkS8/</link>
		<comments>http://www.blogstoria.it/2011/07/14/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quarta-isola-la-chiesa/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 11:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Covelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienza Italia 150]]></category>
		<category><![CDATA[breccia di Porta Pia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa e Risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[non expedit]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.blogstoria.it/?p=4675</guid>
		<description><![CDATA[La Chiesa Cattolica rivendica un ruolo da protagonista in questo centocinquantesimo anniversario dell'Unità. La mostra "fare gli italiani" nell'isola tematica a lei dedicata ci aiuta a capire il complesso rapporto che lega Stato, cittadini e religione cattolica...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/chiesa2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4679" title="Quarta Isola - La Chiesa" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/chiesa2-300x206.jpg" alt="Quarta Isola - La Chiesa" width="300" height="206" /></a>Mentre il mondo politico italiano si spaccava negli scorsi mesi sull&#8217;opportunità e i modi con cui celebrare i 150 anni dell&#8217;Unità nazionale, dando vita a un variegato (e spesso desolante) panorama di posizioni nei confronti dell&#8217;epopea nazionale che ha spaziato dagli scettici agli entusiasti, dai &#8220;tiepidi&#8221; e cauti estimatori del Risorgimento ai suoi più feroci detrattori, la Chiesa cattolica ha palesato fin da subito un atteggiamento di totale supporto alle celebrazioni e alla causa dell&#8217;Unità italiana. Ha partecipato, ha offerto benedizioni e si è recata in pellegrinaggio nei luoghi simbolo della religione civile della nazione, nei momenti e negli spazi nati per celebrare la storia e l&#8217;unità d&#8217;Italia. Lo ha fatto per ribadire l&#8217;importanza dell&#8217;identità cattolica in uno scenario politico e civile sempre più sgretolato e in cui singole identità antagoniste si contrappongono le une alle altre. Il cattolicesimo proposto dunque come fondamentale (ultimo?) elemento unificante della nazione da Bolzano a Siracusa, dai &#8220;movimenti&#8221; ai margini della sinistra alle frange più conservatrici della destra. Un cattolicesimo che stempera gli aspetti dottrinari in un più o meno evanescente sentimento nazionale rispetto al quale la Chiesa cattolica continuerebbe a svolgere il ruolo di guida morale, di portatrice di valori condivisi e di un modello etico avvertito da una parte dell&#8217;opinione pubblica sempre più come necessario.</p>
<p>Basta fare un salto nel complesso rapporto tra Stato italiano e Chiesa cattolica per ritrovare i limiti e le opportunità di questo fenomeno. Alla luce del travagliato legame tra le due istituzioni &#8211; dal <em>non expedit</em> di Pio IX alla breccia di Porta Pia del 1870, dal patto Gentiloni del &#8217;13 che portò per la prima volta i cattolici al voto alla nascita del Partito Popolare prima e alla Democrazia Cristiana poi, fino ai Patti Lateranensi e al Concilio Vaticano II &#8211; non può non risaltare come elemento di novità &#8211; forse la vera grande &#8220;novità&#8221; di questo centocinquantenario &#8211; l&#8217;atteggiamento conciliante mostrato e ribadito più volte dal Vaticano rispetto a quella storia del Risorgimento, vissuta per decenni dalla Santa Sede come memoria di una drammatica sconfitta.</p>

<p>Allo stesso tempo, però, basta ripercorrere la storia del cattolicesimo in Italia non solo come storia di antagonismo tra due istituzioni, ma come storia di un mondo e di una cultura attiva e vitale nel mondo politico e nella società civile per rintracciare tutto il potenziale dell&#8217;elemento identitario cattolico. A condurci su questo sentiero ancora una volta i curatori della mostra <a href="http://www.italia150.it/Officine-Grandi-Riparazioni/Fare-gli-Italiani" target="_blank"><em><strong>Fare gli Italiani</strong></em></a>, Giovanni De Luna e Walter Barberis, che certo non a caso hanno scelto di dedicare la quarta isola della bella esposizione torinese alla Chiesa. Perché se gli italiani si sono fatti è certo anche grazie all&#8217;identità cattolica tendenzialmente universale e certamente trasversale a classi sociali e distanze geografiche. La Chiesa &#8211; ma è più corretto parlare della religione e non dell&#8217;istituzione &#8211; ha riempito gli spazi pubblici dell<a href="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/chiesa5.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4680" title="Quarta Isola - La Chiesa" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/chiesa5-300x199.jpg" alt="Quarta Isola - La Chiesa" width="288" height="191" /></a>a nazione e scandito lo scorrere del tempo collettivo. Ha sancito i giorni di festa e di riposo, conferito ciclicità ai calendari, popolato i luoghi della nazione attraverso manifestazioni partecipate, che oggi sono avvertite come un patrimonio culturale da preservare. Per questo gli storici De Luna e Barberis hanno scelto l&#8217;immagine di un&#8217;Italia in processione per raccontare agli italiani il loro rapporto con la Chiesa e la cultura cattolica.</p>
<p>La processione religiosa è l’elemento che introduce il visitatore nell’isola.  Su un lungo schermo scorrono le immagini di persone in scala reale che sfilano in processione accompagnate da canti e preghiere. Dietro lo schermo sono sospesi i grandi oggetti utilizzati in queste manifestazioni come ad esempio le statue dei santi patroni, i ceri e le luminarie, restituendo l’impressione di essere sorretti e trasportati dalle persone che sfilano.  Il visitatore può ripercorrere insieme alle persone che virtualmente camminano in processione alcune importanti manifestazioni religiose che mantengono viva l’identità locale nel territorio italiano.  Al centro dell’isola due leggii, su cui si compongono da un lato i ritratti dei più importanti protagonisti del mondo ecclesiastico, le loro biografie e il loro ruolo, e dall’altro le storie legate al tema della devozione popolare e collettiva. Anche in questo caso la memoria stimolata dalle immagini si ancora significativamente agli oggetti che costituiscono lo scenario della liturgia; pezzo unico e bellissimo il carro devozionale in esposizione proveniente dalla Basilicata: richiama alla mente del visitatore la comune esperienza della processione e lo conduce tramite l&#8217;elemento materiale nel complesso nodo del rapporto con il mondo cattolico aldilà del proprio credo religioso.</p>

<a href='http://www.blogstoria.it/2011/07/14/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quarta-isola-la-chiesa/ogr-officine-grandi-riparazioni-3/' title='Quarta Isola - La Chiesa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/chiesa2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Quarta Isola - La Chiesa" title="Quarta Isola - La Chiesa" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/07/14/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quarta-isola-la-chiesa/ogr-fare-gli-italiani-4/' title='Quarta Isola - La Chiesa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/chiesa5-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Quarta Isola - La Chiesa" title="Quarta Isola - La Chiesa" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/07/14/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quarta-isola-la-chiesa/ogr-fare-gli-italiani-5-2/' title='Quarta Isola - La Chiesa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/chiesa7-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Quarta Isola - La Chiesa" title="Quarta Isola - La Chiesa" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/07/14/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quarta-isola-la-chiesa/chiesa3/' title='Quarta Isola - La Chiesa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/chiesa3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Quarta Isola - La Chiesa" title="Quarta Isola - La Chiesa" /></a>
<a href='http://www.blogstoria.it/2011/07/14/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quarta-isola-la-chiesa/chiesa1/' title='Quarta Isola - La Chiesa'><img width="150" height="150" src="http://www.blogstoria.it/wp-content/uploads/2011/07/chiesa1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Quarta Isola - La Chiesa" title="Quarta Isola - La Chiesa" /></a>


<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RvckI6IimYf6NuskAA5B1eTHVZg/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RvckI6IimYf6NuskAA5B1eTHVZg/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RvckI6IimYf6NuskAA5B1eTHVZg/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/RvckI6IimYf6NuskAA5B1eTHVZg/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=ELGC_EAfkS8:Es_as4uoOYQ:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?a=ELGC_EAfkS8:Es_as4uoOYQ:qj6IDK7rITs"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/blogstoria/articoli?d=qj6IDK7rITs" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogstoria/articoli/~4/ELGC_EAfkS8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.blogstoria.it/2011/07/14/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quarta-isola-la-chiesa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.blogstoria.it/2011/07/14/in-visita-alla-mostra-fare-gli-italiani-la-quarta-isola-la-chiesa/</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss>

