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		<title>Home - BookSprint Edizioni Blog - BookSprint Edizioni Blog</title>
		<description>Un blog dove troverai tutte le ultime novità della Casa Editrice BookSprint Edizioni, gli ultimi libri usciti e un occhio particolare sul mondo dell’editoria.</description>
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		<lastBuildDate>Tue, 20 Oct 2026 07:04:07 +0200</lastBuildDate>
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			<title>Intervista all'autore - Guido Marzaro - </title>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/1eb0236ad91dc3d393cb81b1a197a6ee_S.jpg" alt="Intervista all'autore - Guido Marzaro - " /></div><div class="K2FeedIntroText">Se dovessi raccontare questo libro come un viaggio: da dove&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;">Laureato in filosofia, mancavo di una specifica competenza filologica. Quindi mi buttai a capofitto alla ricerca di manuali e libri di linguistica, esaminai le più recenti grammatiche di latino. Che delusione! Trovavo sempre lo stesso modo di ragionare: uso assillante di fatti, ma nessun perché. La derivazione dal latino era un mantra persistente. Quindi dalla linguistica sono passato alla storia, per indagare sulla continuità o meno della “Romanitas” rispetto all’Italia. E qui ho riscontrato semplificazioni storiche di segno opposto, ispirate più da visioni ideologiche che dalla connessione dei fatti.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Esempi classici: il mito romano del fascismo; il Colosseo, assurto a grandioso monumento della “Roma immortale”, meta di milioni di visitatori adoranti, mentre dovrebbe essere allineato ad Auschwitz, Risiera di san Sabba. E mentre oggi c’è chi scrive della “lingua immortale” (Feltri) e di “quando eravamo padroni del mondo” (Cazzullo), si lasciano morire i dialetti, le radici più profonde dell’italiano. Conclusione. Se si raddrizza il legno storto, può andar bene anche il corso di latino in 23 lezioni. Altrimenti suggerirei di non intraprendere il viaggio.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la scintilla iniziale: un fatto reale, un incontro, un’idea improvvisa, un dolore, una gioia?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Alla fine degli anni Sessanta, quando cominciai ad insegnare il Latino nella scuola media, con la ferrea convinzione del neofita rivelai ai miei alunni la fatidica verità: DOVETE STUDIARE IL LATINO, PERCHÉ', VEDETE, L'ITALIANO DERIVA DAL LATINO. Quei volenterosi mi guardavano abbastanza (?) attenti, mi seguivano nelle classiche evoluzioni del professore di Latino: Paulus amat Mariam" &gt; Paolo ama Maria; scuola da schola; tavola …tabula: alto … altus; lodare … laudare; … Poi i casi, la declinazione: rosa-ae-am… Maria rosas Paulo donat.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Di fronte alle mie insistenze sulla stretta parentela tra la forma latina e quella italiana, assentivano, ma con scarso entusiasmo. Con ingenua sorpresa costatavo di far poca presa. Questo dialogo silenzioso di sguardi si protrasse per mesi tanto da farmi sorgere un dubbio: E SE L'ITALIANO NON DERIVASSE DAL LATINO? Cominciai a prendere sul serio l'interrogativo e gradatamente mi convinsi che avevano ragione loro. Non solo mi convinsi, ma impostai l'insegnamento sul presupposto opposto: l'ITALIANO E IL LATINO SONO LINGUE DIVERSE, il filo conduttore del libro.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è una scena o una frase che hai scritto e che ti è rimasta addosso più a lungo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>“La scuola della “t” mancante.” È il titolo di un capitolo – inedito – citato in una nota, che racconta delle ferite profonde che un insegnamento “nominalistico” della lingua può provocare nella vita di una persona. Raccoglie le esperienze personali fatte da studente, professore, preside. Ancora oggi mi rimane impresso lo sgomento di essere stato rimandato a settembre nell’esame di ammissione alla scuola media in italiano senza sapere perché, forse per una “t” mancante, dato il mio dialetto veneto d’origine. È lo stesso sentimento provato, al ginnasio, di fronte al quattro secco, seguito dal fatidico “fuori tema”, nella valutazione di un compito in classe sul Manzoni, in cui avevo esordito con un incipit di forte impatto personale. È pericoloso usare la lingua della verità in un mondo convenzionale, conformista come spesso è la scuola. Un avvertimento che sottende tutto il lavoro.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la difficoltà più grande mentre scrivevi (tempo, disciplina, paura, emozioni) e come l’hai superata?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La difficoltà maggiore è stata la persistente impossibilità di trovare un interlocutore qualsiasi interessato a confrontarsi sull’argomento della ricerca, l’intreccio tra italiano, dialetti e latino. Perlopiù ho incrociato sorrisini di commiserazione e indiscreti inviti alla concretezza. Una solitudine che non ha scalfito, anzi, ha rafforzato la voglia di portare in porto con più rigore l’opera.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa ti ha insegnato questo libro su di te, mentre lo stavi scrivendo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Mi ha mostrato l’importanza di aver frequentato dei veri maestri (Giulio Girardi, Gustavo Bontadini, Emanuele Severino), che mi hanno insegnato a non ripeterli, ma a coltivare domande più che a collezionare risposte. In un appunto alquanto sibillino del liceo scrivevo: “(i professori) ci dicono tante cose che poi i fatti smentiscono. Non ci dicono cose che dovrebbero dirci. Hanno molti sottintesi.” Nessuna scuola è perfetta; perciò, va amata e odiata (l’odi et amo del carme di Catullo!). La scuola è conflitto di passioni, non rassegnazione al conformismo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se il tuo libro fosse una stagione dell’anno, quale sarebbe e perché?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>L’inverno. Perché è la stagione in cui si semina il grano, che cresce in primavera, si miete in estate, si macina in autunno ed è alimento base per l’intero anno. Questo libro è nato ed è cresciuto come il seme fino a diventare commestibile.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è un luogo che senti “casa” per questa storia? Che atmosfera ha?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La mia casa è il viaggio iniziato da mia madre sulle rive del Piave, diventato, dopo la disfatta di Caporetto, una lunga carovana di profughi in transito per Bologna alla volta di Napoli e Sicilia, per approdare finalmente sulla costa Ovest della Sardegna, in un podere della neonata Mussolinia, a ridosso dello stagno di Marcedì, alla strada due di vent’otto. Da qui, troppo presto orfano di padre, prosegue il mio viaggio - primavera del ’42, di pura razza ariana, come recita il certificato di nascita. I campi perfettamente rettangolari, inseriti in un reticolo di strade caminiere canali ponti, protetti da filari di pioppi ed eucaliptus costituiscono il nuovo mondo di famiglie contadine che parlano in veneto in territorio sardo. Traghettato di scuola in scuola sulle navi della flotta dei Salesiani: - Arborea (col fascismo è morta anche Mussolinia), Gaeta, Roma – vivo gli anni della mia formazione prima di ritornare alla casa materna, trasferita nel frattempo nel comasco, a Cermenate.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Ormai ho coscienza che io sono la mia casa, la casa che le accoglie tutte. Perché la casa non è un manufatto dell’edilizia, ma il luogo in cui nasce e cresce la lingua dei sentimenti e delle relazioni vitali.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Per questo il semplice accostamento delle tre parole – dialetti, latino, italiano -, filo conduttore del libro e della biografia -, mi suscita un tranquillo senso di appagamento, l’appagamento del cammelliere in sosta in un’oasi nel deserto.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Hai dovuto tagliare qualcosa a cui eri affezionato? Cosa ti è dispiaciuto lasciare fuori?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Al termine del veloce excursus storico della III parte avevo previsto un 6° capitolo sul nuovo umanesimo, per rispondere alla domanda: "Dal presente, al passato, per quale futuro?" Un tema allettante, ma sproporzionato per un solo capitolo. Tuttavia, nell’attuale testo non mancano le proiezioni al futuro, perlopiù implicite alla critica del passato e del presente. Al lettore la scoperta e lo sviluppo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è la domanda che speri il lettore si faccia arrivando all’ultima pagina?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Perché una persona si appassiona di una cosa inutile fino a scriverne un libro?</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se potessi parlare al “te” del primo giorno di scrittura, cosa gli diresti?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Bravo. Hai fatto bene a rifiutare l’invito discreto del tuo professore, il filosofo Gustavo Bontadini, a proseguire lo studio in Università. Saggiamente hai scelto di misurarti con l’esperienza della vita e non solo con le parole dei libri. Sono stati quei ragazzi di periferia a indicarti la strada. “…e lo sguardo ottuso degli alunni m’illuminò”, non i sapienti del Tempio di evangelica memoria.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è, per te, il regalo più grande che questo libro può fare a chi lo legge?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Insegnare una sola parola: perché.</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro.asp?id=l-italiano-non-deriva-dal-latino" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Interviste agli Autori</category>
			<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 10:01:51 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Intervista all'autore - Nazzareno Giarola - </title>
			<link>https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9360-intervista-allautore-nazzareno-giarola</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/671a36f83857969bb089544f1d0f6a6d_S.jpg" alt="Intervista all'autore - Nazzareno Giarola - " /></div><div class="K2FeedIntroText">Come presenteresti il tuo libro a un lettore in 20&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Parole che hanno segnato e segnano la nostra vita e che vogliamo far diventare "vitali", cioè portatrici di luce, calore, serenità.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Lo spunto è l'alfabeto: ogni lettera delle ventuno diventa iniziale di una parola per me significativa. È generativa. Di una lettura della realtà, di un pensiero, di uno stimolo ad agire.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Parole gettate sul terreno della vita come semi da curare, proteggere e far sbocciare.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che tipo di lettore lo amerà di più? E in quale momento della vita consigli di leggerlo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Chi vuole reagire all'indifferenza, alla rassegnazione, all'egoismo, alla sfiducia e alla omologazione.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> È per chi crede ancora che dalle piccole cose, dalle briciole degli atteggiamenti quotidiani, può derivare la "rivoluzione del bene".</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> È per chi ha a cuore i piccoli, le giovani generazioni e vuole stare a loro accanto:</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> genitori, insegnanti, educatori, allenatori. Ma anche per qualche giovane che ha voglia di mettersi in discussione.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è l’emozione che vuoi lasciare: conforto, coraggio, stupore, rabbia, speranza…?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Nessuna emozione in realtà. Solo un invito a non lasciare andare le cose come vanno e stanno. E poi l'appello a recuperare un buon uso delle parole oggi forse troppo abusate, urlate, sprecate, dannose.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se dovessi scegliere una sola parola chiave per descriverlo, quale sarebbe? E perché proprio quella?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Un libro "utile".</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Che possa aiutare il lettore a trovare le sue personali parole su cui riflettere a partire dalla propria esperienza e da cui individuare e impostare un "agire" teso a creare relazioni positive e a migliorare in qualche modo il micromondo in cui vive.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è un personaggio/voce che secondo te rimane nel cuore del lettore? Chi e per quale motivo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>nessuno</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è l’elemento più originale o più “tuo” di questo libro?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Forse quello di non avere associato sempre alle lettere dell'alfabeto come iniziali di parole, solo sostantivi o verbi o aggettivi, ma di aver recuperato, come spunto di riflessione, qualche nome proprio.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">A quale domanda dei lettori ti piacerebbe rispondere durante una presentazione dal vivo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Cosa ti ha spinto scrivere un libro che, di fatto, richiama il mondo adulto a svegliarsi fuori e ad assumersi responsabilità verso le giovani generazioni?</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se il libro diventasse un film/serie, che atmosfera vorresti: cruda e realistica, poetica, ironica, thriller…?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>non vedo possibile ricavare un film</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Quali tre aggettivi useresti per descrivere lo stile del tuo libro?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Inusuale, stimolante, riflessivo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa vorresti che un lettore dicesse a un amico dopo averlo letto?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Che lo ha trovato interessante nel senso originario del termine. Cioè che vi si "è trovato in mezzo", coinvolto, assorbito, provocato.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se potessi dedicare questo libro a una categoria di persone (anche simbolica), a chi lo dedicheresti?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>a tutti coloro che devono affrontare la "sfida dell'educazione" che oggi presenta contesti, rischi, incertezze inimmaginabili fino a solo qualche decennio fa.</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro.asp?id=abbecedario-minimo" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Interviste agli Autori</category>
			<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 09:26:41 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Intervista all'autore - Gaetano Lo Iacono - </title>
			<link>https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9359-intervista-allautore-gaetano-lo-iacono</link>
			<guid isPermaLink="true">https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9359-intervista-allautore-gaetano-lo-iacono</guid>
			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/2ea2d864505be879d6656bd4fa10d7e0_S.jpg" alt="Intervista all'autore - Gaetano Lo Iacono - " /></div><div class="K2FeedIntroText">Dove scrivi meglio e cosa non deve mancare quando scrivi&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> gli chiedo di ispirarmi e di guidare le mie parole. È questo il vero elemento che non deve mai mancare nel mio processo creativo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa ti ha sorpreso di più durante la stesura? Qualcosa che non ti aspettavi di scrivere.</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La cosa che mi ha sorpreso di più è stata scoprire che stavo scrivendo anche per me stesso. Alcune riflessioni che ho messo nero su bianco non erano previste all'inizio del percorso. Mentre scrivevo, ho percepito che lo Spirito Santo mi stava invitando a guardare certi temi con occhi nuovi. Per questo il libro non è stato solo un'opera da scrivere, ma anche un cammino personale di crescita e di fede.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Il titolo: è arrivato subito o è stato una conquista? Quali alternative avevi in mente?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Il titolo è nato quasi insieme al libro. Già avevo in mente che tutto ciò che stavo scrivendo fosse per dare gloria allo Spirito Santo, che guida i cuori alla verità e continua a operare nella storia dell'uomo. Lo Spirito che raduna la terra sintetizza proprio questa missione: lo Spirito chiama, raduna e unisce popoli, culture e persone in un unico cammino verso Dio. Per questo non ho mai sentito il bisogno di cercare a lungo un altro titolo: quello che avevo nel cuore fin dall'inizio era già il più autentico.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Hai mai cambiato finale o direzione a metà strada? Cosa ti ha fatto cambiare rotta?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Sì, ho cambiato rotta durante la stesura. Mi sono reso conto che Giacomo non poteva farcela da solo e che il suo percorso sarebbe stato incompleto senza l'incontro con la Chiesa. Per questo ho inserito la figura di un sacerdote che lo accompagna e gli amministra i sacramenti. È stata una scelta importante, perché ha dato maggiore profondità al messaggio del libro e ha mostrato come lo Spirito Santo agisca anche attraverso i sacramenti e il ministero sacerdotale.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è un capitolo o una parte che hai riscritto più volte? Perché era così importante?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La parte che ho riscritto più volte riguarda l'incontro con Papa Paolo VI e le realtà carismatiche. Per me era una pagina particolarmente importante, perché racchiude il riconoscimento dell'azione dello Spirito Santo nella Chiesa e il legame tra i carismi e l'autorità ecclesiale. Sentivo il desiderio di raccontarla nel modo più fedele possibile, senza perdere l'intensità spirituale di quel momento. Ogni revisione nasceva dalla volontà di rendere giustizia a un evento che considero fondamentale nel cammino descritto nel libro e nella storia del Rinnovamento carismatico</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che rapporto hai con le revisioni: ti alleggeriscono o ti stancano?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Le revisioni non mi stancano, perché le considero parte integrante della scrittura. Ogni volta che rileggo, scopro qualcosa da migliorare o da rendere più chiaro. È come scolpire un'opera: il messaggio c'è già, ma ha bisogno di essere rifinito. Se una modifica può aiutare il lettore a comprendere meglio l'azione dello Spirito Santo e il cuore del libro, allora la faccio volentieri.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stato il momento in cui hai capito: “ok, adesso questo libro esiste davvero”?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Ho capito che il libro esisteva davvero quando ho fatto leggere il manoscritto ad alcuni amici. In particolare, un sacerdote a cui tengo molto mi ha incoraggiato e sostenuto con entusiasmo. Le sue parole mi hanno dato la conferma che ciò che avevo scritto non doveva rimanere nel cassetto. Da quel momento ho sentito che il libro aveva preso vita e che poteva diventare uno strumento per far conoscere meglio l'azione dello Spirito Santo nella vita delle persone.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Hai avuto “lettori zero” (amici/famiglia) durante la scrittura? Che tipo di feedback ti ha aiutato davvero?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Sì, ho avuto alcuni "lettori zero". Mi interessava soprattutto sapere se quello che avevo nel cuore arrivava davvero a chi leggeva. Il feedback che mi ha aiutato di più è stato l'incoraggiamento di un amico sacerdote, che ha creduto nel progetto fin dall'inizio. Le sue parole mi hanno dato fiducia e mi hanno aiutato a capire che il libro poteva fare del bene anche ad altri, non solo a me che lo stavo scrivendo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Mi sembra ancora di vivere un sogno. Non avrei mai pensato di arrivare a pubblicare un libro e, ogni volta che lo guardo, il primo sentimento che provo è la gratitudine. Sono profondamente convinto che tutto sia grazia e dono di Dio. Io ho semplicemente cercato di mettere per iscritto ciò che portavo nel cuore, lasciandomi guidare dallo Spirito Santo. Per questo sento che ogni merito appartiene al Signore e che tutto è stato fatto per la Sua gloria.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa ti piacerebbe fare dopo questo libro: continuare su questo genere o cambiare completamente?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>In realtà non ho mai cambiato il sogno che porto nel cuore da trentasette anni: evangelizzare. Negli anni l'ho fatto con la musica, cercando di annunciare il Signore attraverso i canti e la testimonianza. Adesso sento che i libri possono diventare un altro strumento per la stessa missione. Per questo vorrei continuare a scrivere opere con un forte contenuto spirituale, capaci di parlare al cuore delle persone e di condurle più vicino a Dio. Alla fine cambia il mezzo, ma il messaggio rimane lo stesso. Tutto per la gloria di Dio.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Cosa ti fa dire che un testo è davvero finito: una regola, una sensazione, o un punto preciso?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Per me non è una questione di regole o di una tecnica particolare. Capisco che un testo è finito quando percepisco che il messaggio che il Signore voleva affidarmi è stato consegnato. Lo Spirito Santo non lascia capitoli aperti né chiude una storia per aprirne un'altra senza un senso. Nella mia esperienza, ogni pagina trova il suo compimento quando conduce il lettore a riconoscere che la nostra storia è scritta da Dio in Cristo Gesù e realizzata dall'opera dello Spirito Santo. Quando arrivo a questo punto, sento nel cuore una pace profonda e comprendo che non devo aggiungere altro. A Dio la gloria e l'onore, perché tutto viene da Lui e tutto ritorna a Lui.</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro.asp?id=lo-spirito-che-raduna-la-terra" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Interviste agli Autori</category>
			<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 10:21:20 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>La difficile ricerca dell’amore dopo i 50 anni</title>
			<link>https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/comunicati-stampa/item/9358-la-difficile-ricerca-dell’amore-dopo-i-50-anni</link>
			<guid isPermaLink="true">https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/comunicati-stampa/item/9358-la-difficile-ricerca-dell’amore-dopo-i-50-anni</guid>
			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/1d9379418adcff4a66caa17c32de8e69_S.jpg" alt="La difficile ricerca dell’amore dopo i 50 anni" /></div><div class="K2FeedIntroText">Arriva in libreria “La difficile ricerca dell'amore dopo i 50&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> la ricerca dell'amore quando l'esperienza della vita sembra aver già scritto gran parte del nostro destino.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Ambientato in una tranquilla cittadina emiliana, il romanzo segue le vicende di quattro amici che hanno superato i cinquant'anni e che, tra delusioni, ricordi, speranze e incontri inattesi, scoprono come il desiderio di amare e di essere amati rimanga vivo indipendentemente dall'età.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <br />Attraverso personaggi ricchi di umanità, dialoghi vivaci e situazioni spesso divertenti, l'autore accompagna il lettore in un percorso capace di alternare leggerezza, riflessione e autentica emozione. Le vicende personali dei protagonisti diventano così lo specchio di una realtà che riguarda moltissime persone, offrendo uno sguardo sincero sulle relazioni, sulla solitudine, sul valore dell'amicizia e sulla possibilità di ricominciare.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <br />Il romanzo si distingue per una narrazione scorrevole, uno stile diretto e una costante vena ironica che rende piacevole la lettura senza rinunciare alla profondità dei temi affrontati. L'autore racconta la maturità con realismo, dimostrando come ogni fase della vita possa ancora riservare sorprese, cambiamenti e nuove opportunità.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <br /><strong>“La difficile ricerca dell'amore dopo i 50 anni”</strong> è rivolto a tutti coloro che amano le storie capaci di emozionare, sorridere e far riflettere. Un romanzo che invita a guardare oltre le convenzioni e ricorda come il desiderio di felicità non abbia una data di scadenza.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Un'opera che parla di sentimenti autentici, seconde occasioni e della straordinaria capacità dell'essere umano di rimettersi in gioco, anche quando tutto sembra ormai scritto.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <br />Edito dalla Casa Editrice <strong>BookSprint Edizioni</strong>, il testo è disponibile sia nella tradizionale versione cartacea, sia in quella digitale.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <br /><strong>Edmondo Cipolli</strong> è nato a Correggio (RE) nel 1934. Si è laureato in scienze agrarie all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con una tesi sperimentale, triennale, in fisiologia animale, riguardante gli effetti vitaminosimili dell’acido orotico in confronto alla vitamina H. L’attività lavorativa lo ha portato a risiedere in diverse città: Potenza, Mantova, Bari, Vicenza, Modena e Roma. Attualmente vive da qualche anno a Ladispoli, lasciando Roma per stare sul mare, anche se il richiamo più forte lo riceve dalle vette dolomitiche. Dirigente marketing della multinazionale francese Rhone Poulenc Agrochimie per l’Italia, dove ha lavorato per venticinque anni, ha avuto contatti con le più importanti società chimiche mondiali al fine di ottenere la distribuzione in esclusiva di molecole che potessero avere un interesse per l’agricoltura italiana, in ordine al diserbo e alla lotta contro i vari parassiti che infestano le coltivazioni erbacee ed arboree. In precedenza, per dodici anni, è stato impiegato all’ufficio tecnico agrario della Federconsorzi, in appoggio alla rete di vendita del Consorzio Agrario di Potenza, e in seguito capo del Servizio Fitoiatrico del Consorzio Agrario di Mantova. Per motivi di lavoro ha viaggiato molto. Conosce l’Italia in profondità come pochi, ha potuto allargare la propria esperienza visitando alcuni Paesi, tra i quali Francia, Spagna, Austria, Svizzera e Stati Uniti. Ha iniziato a scrivere romanzi dopo alcuni anni che era già in pensione, tanto da metterne insieme, in poco tempo, una decina. Scrivere per lui è diventata quasi una necessità di vita, alla quale dedica buona parte del suo tempo</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro/Romanzo/la-difficile-ricerca-dell-amore-dopo-i-50-anni" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Comunicati Stampa</category>
			<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 15:13:21 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Intervista all'autore - Luigi Talamona - </title>
			<link>https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9357-intervista-allautore-luigi-talamona</link>
			<guid isPermaLink="true">https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9357-intervista-allautore-luigi-talamona</guid>
			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/6c38bc8fd385462b24ca07a89a8baed8_S.jpg" alt="Intervista all'autore - Luigi Talamona - " /></div><div class="K2FeedIntroText">Se dovessi raccontare questo libro come un viaggio: da dove&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la scintilla iniziale: un fatto reale, un incontro, un’idea improvvisa, un dolore, una gioia?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Le visite al cimitero del mio paese natale</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è una scena o una frase che hai scritto e che ti è rimasta addosso più a lungo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Sì; tutti i protagonisti vanno incontro ad un drammatico destino, ma il più giovane del gruppo cerca da solo la fine. Questa scena mi è rimasta addosso</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la difficoltà più grande mentre scrivevi (tempo, disciplina, paura, emozioni) e come l’hai superata?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Son state le emozioni che provavo mentre scrivevo. Mi commuovevo e non riuscivo a continuare. Dovevo prendermi delle lunghe pause e riprendere poi, dopo aver recuperato sufficiente serenità</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa ti ha insegnato questo libro su di te, mentre lo stavi scrivendo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Sono rimasto stupito dall'empatia che ho provato nei confronti dei protagonisti. Mi son ritrovato a partecipare del loro dramma, piuttosto che essere semplicemente colui che racconta</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se il tuo libro fosse una stagione dell’anno, quale sarebbe e perché?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Di sicuro sarebbe l'autunno, e direi il mese di novembre, il mese dei ricordi, delle riflessioni. Ci si ricorda di più di chi ci ha lasciato...</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è un luogo che senti “casa” per questa storia? Che atmosfera ha?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Tutta l'ambientazione del racconto è casa, per me. In quei luoghi sono cresciuto, e molte descrizioni sono molto simili alla realtà</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Hai dovuto tagliare qualcosa a cui eri affezionato? Cosa ti è dispiaciuto lasciare fuori?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>No, direi che sono riuscito a descrivere quel che avevo in mente</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è la domanda che speri il lettore si faccia arrivando all’ultima pagina?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Vorrei che mi chiedesse se son mai veramente esistite le situazioni descritte</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se potessi parlare al “te” del primo giorno di scrittura, cosa gli diresti?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Gli direi di aver fiducia e di continuare anche quando sembra che le cose non procedano nel modo migliore.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è, per te, il regalo più grande che questo libro può fare a chi lo legge?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Spero un'empatia verso una generazione di giovani rovinati, la consapevolezza di una tragedia passata spesso sotto silenzio</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro/Racconto/ragazzi-ruggenti" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Interviste agli Autori</category>
			<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 09:18:36 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Intervista all'autore - Marisol Ferrara - </title>
			<link>https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9356-intervista-allautore-marisol-ferrara</link>
			<guid isPermaLink="true">https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9356-intervista-allautore-marisol-ferrara</guid>
			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/dca293ae92c4a3ee637ad9accc091942_S.jpg" alt="Intervista all'autore - Marisol Ferrara - " /></div><div class="K2FeedIntroText">Se dovessi raccontare questo libro come un viaggio: da dove&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Si parte da un luna park itinerante, fatto di strade infinite, città che cambiano, motori da riparare e valigie sempre pronte. È il mondo di Marisol, una ragazza abituata a cavarsela da sola, a non fermarsi troppo a lungo nello stesso posto e, soprattutto, a non lasciare che qualcuno si avvicini abbastanza da poterla ferire.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Il viaggio arriva a Milano, in una realtà completamente diversa dalla sua: una prestigiosa fiera internazionale, ambienti eleganti e un'apparente normalità che nasconde qualcosa di molto più pericoloso. È qui che la vita di Marisol incrocia quella di John Ferrara, un uomo abituato al controllo, alla disciplina e a mantenere ogni cosa sotto il proprio dominio. Il loro incontro, tutt'altro che romantico o convenzionale, diventa il primo passo di un percorso in cui ironia, diffidenza e attrazione si intrecciano con il mistero e il pericolo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Da quel momento, il viaggio non è più soltanto fatto di chilometri, camion e città da attraversare. Diventa un percorso interiore, in cui Marisol si ritrova a confrontarsi con ciò che ha sempre evitato, mentre John deve imparare che non tutto può essere previsto, controllato o tenuto a distanza.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Si parte dalla fuga e si arriva alla possibilità di scegliere di restare. Si parte da due persone che vivono secondo regole precise, ciascuna protetta dalle proprie difese, e si arriva a un incontro che mette in discussione ogni certezza.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Senza perdere il ritmo di un'avventura tra indagini, segreti e minacce, la storia accompagna il lettore verso una domanda più intima: che cosa succede quando la persona che sconvolge il tuo equilibrio diventa anche quella da cui non vorresti più allontanarti?</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Perché, in fondo, questo è il viaggio di Marisol e John: la scoperta che non tutte le strade servono per scappare, alcune esistono per condurci esattamente dove non avremmo mai immaginato di voler arrivare.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la scintilla iniziale: un fatto reale, un incontro, un’idea improvvisa, un dolore, una gioia?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La scintilla iniziale è stata un'immagine tanto semplice quanto imprevedibile: una donna abituata a vivere senza radici che, nel momento più imbarazzante della sua vita, incontra un uomo che ha sempre bisogno di avere tutto sotto controllo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è una scena o una frase che hai scritto e che ti è rimasta addosso più a lungo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Ci sono state diverse scene che mi sono rimaste, però quella che mi è rimasta più a lungo è stata la scena in cui Marisol, bevendo il caffè, pensa alla propria vita itinerante.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la difficoltà più grande mentre scrivevi (tempo, disciplina, paura, emozioni) e come l’hai superata?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Non ho riscontrato difficoltà nello scrivere, ma nel ricavare del tempo per dare forma al mio libro. Questo perché, frequentando la scuola, non avevo mai tempo fra compiti, pcto e alternanza scuola lavoro, ma sono riuscita a superarlo attraverso la mia dedizione.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa ti ha insegnato questo libro su di te, mentre lo stavi scrivendo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Mi ha insegnato a credere di più in me. Mi ha insegnato che anche io, con la mia giovane età, posso iniziare a soddisfare i propri sogni, ma soprattutto, mi ha fatto notare quanto sia forte l’amore che provo per il mio lavoro e per il mondo itinerante.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se il tuo libro fosse una stagione dell’anno, quale sarebbe e perché?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Se dovessi pensare al mio libro come se fosse una stagione, molto probabilmente penserei all’estate perché è proprio in questo periodo che ritorna il mondo itinerante portando con sé luci, musica ad alto volume e legami uniti da un’unica passione che è l’amore per le per il proprio lavoro.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è un luogo che senti “casa” per questa storia? Che atmosfera ha?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Per il mio libro la parola “casa” significa mondo itinerante è un po’ come se fosse figlio di giostrai e l’atmosfera che immagino amore, gioia, sacrifici e anche un po’ di malinconia.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Hai dovuto tagliare qualcosa a cui eri affezionato? Cosa ti è dispiaciuto lasciare fuori?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Non ho dovuto tagliare nulla, ciò che volevo far arrivare al lettore è racchiuso tutto lì.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è la domanda che speri il lettore si faccia arrivando all’ultima pagina?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La domanda che vorrei restasse al lettore arrivando all'ultima pagina è: E se la persona capace di sconvolgere ogni tua certezza fosse proprio quella che ti insegna a non avere più paura di fermarti? oppure: stiamo davvero scegliendo la nostra strada, oppure continuiamo a correre soltanto per paura di ciò che potremmo trovare se ci fermassimo?</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se potessi parlare al “te” del primo giorno di scrittura, cosa gli diresti?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Forse le direi che, quelle notti di dubbio e le preoccupazioni, porteranno ad un finale straordinario.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è, per te, il regalo più grande che questo libro può fare a chi lo legge?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Credo che il regalo più grande che questo libro possa fare a chi lo legge sia ricordargli che non è necessario scegliere tra la propria libertà e la possibilità di amare qualcuno.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Attraverso Marisol, vorrei raccontare la bellezza di una vita fuori dagli schemi, di chi cresce sulle strade, impara a non avere paura della fatica e trova casa in un mondo che, per gli altri, è soltanto di passaggio. Il luna park itinerante insegna a ripartire, ad adattarsi, a ricominciare ogni volta che le luci si spengono e bisogna smontare tutto per ricostruirlo altrove. Ma insegna anche che non tutto ciò che conta può essere messo su un camion e portato via.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Marisol ha imparato a essere indipendente, a non aspettare nessuno e a non legarsi troppo, perché partire è sempre più semplice quando non hai qualcuno a cui dire addio. Eppure, incontrando John, potrebbe scoprire che lasciarsi avvicinare non significa diventare deboli, così come amare qualcuno non significa necessariamente rinunciare a una parte di sé.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Vorrei che questo libro facesse sentire il lettore libero di essere ciò che è, senza dover rinunciare alla possibilità di essere amato. Che gli ricordasse che non esiste un unico modo di vivere, che non tutti devono mettere radici nello stesso luogo e che, a volte, anche chi sembra non aver bisogno di nessuno desidera semplicemente trovare qualcuno davanti al quale non debba sempre dimostrare di essere forte.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> E poi c’è il mondo itinerante, con la sua magia imperfetta, la fatica, il senso di famiglia e quelle luci che, anche quando vengono spente, lasciano qualcosa negli occhi di chi le ha guardate. Vorrei che il lettore imparasse a guardare questo mondo con curiosità e rispetto, scoprendo che dietro ogni carovana, ogni giostra e ogni partenza ci sono persone, storie e vite che meritano di essere conosciute.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> In fondo, il regalo più grande sarebbe lasciare una domanda capace di accompagnare il lettore anche dopo aver chiuso il libro:</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> E se non dovessimo scegliere tra partire e restare, tra essere liberi e appartenere a qualcuno, ma soltanto trovare il coraggio di vivere entrambe le cose a modo nostro?</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Perché, a volte, la persona giusta non è quella che ti chiede di fermare il viaggio, ma quella che sa camminarti accanto, anche quando la strada cambia direzione.</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro.asp?id=fiamme-sotto-copertura" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Interviste agli Autori</category>
			<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 11:07:21 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Intervista all'autore - Filippo d’Alfonso - </title>
			<link>https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9355-intervista-allautore-filippo-d’alfonso</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/9f07bbc985f84835cf96b0a3231dd1d7_S.jpg" alt="Intervista all'autore - Filippo d’Alfonso - " /></div><div class="K2FeedIntroText">Come presenteresti il tuo libro a un lettore in 20&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> trasformando la farmacia da luogo di semplice acquisto di farmaci a punto di riferimento per la prevenzione e la cura quotidiana.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> ​Oggi il farmacista non si limita più a consegnare una scatola di pillole, ma effettua test diagnostici di prima istanza e segue il paziente nel rispetto delle terapie. Senza una corretta comunicazione la sanità odierna rimarrebbe priva di ogni aspetto chiaro, rigoroso ed empatico.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che tipo di lettore lo amerà di più? E in quale momento della vita consigli di leggerlo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Questo testo di comunicazione sanitaria è destinato specificamente agli studenti dei canali formativi relativi alle discipline mediche e sanitarie. Il percorso formativo mira a guidare i futuri professionisti nell'acquisizione delle competenze relative ai temi afferenti alla comunicazione sanitaria ed agli ambiti relazionali ed empatici fondamentali per il contatto con i pazienti.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è l’emozione che vuoi lasciare: conforto, coraggio, stupore, rabbia, speranza…?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Speranza e coraggio, per trasformare la complessità delle informazioni mediche in fiducia e consapevolezza per pazienti e studenti universitari.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se dovessi scegliere una sola parola chiave per descriverlo, quale sarebbe? E perché proprio quella?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Empatia, perché la comunicazione sanitaria non è un semplice passaggio di dati, ma la capacità di accogliere le vulnerabilità del paziente per renderlo davvero partecipe del proprio percorso di cura.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è un personaggio/voce che secondo te rimane nel cuore del lettore? Chi e per quale motivo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Il paziente è quello che resta più impresso, perché il testo di comunicazione sanitaria trasforma concetti medici astratti in un'esperienza umana empatica, memorabile e priva di burocratese.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> ​Attraverso lo storytelling, i dati scientifici e le raccomandazioni sanitarie smettono di essere semplici istruzioni fredde e diventano storie di vita in cui il lettore può rispecchiarsi, sviluppando fiducia e una reale motivazione al cambiamento.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è l’elemento più originale o più “tuo” di questo libro?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>L'integrazione di casi clinici reali con analisi del linguaggio non verbale ed empatia medico-paziente.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> ​In generale, l'elemento più innovativo è il passaggio da una divulgazione nozionistica a strategie pratiche per la decodifica delle emozioni e la ristrutturazione del dialogo terapeutico.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">A quale domanda dei lettori ti piacerebbe rispondere durante una presentazione dal vivo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>In che modo il suo libro permette allo studente universitario la comprensione delle dinamiche comunicative al fine di ottenere un'adeguata preparazione accademica?</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se il libro diventasse un film/serie, che atmosfera vorresti: cruda e realistica, poetica, ironica, thriller…?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Un'atmosfera poetica dove prevale l'aspetto emotivo ed umano con storie intime sul valore dell'ascolto e della cura.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Quali tre aggettivi useresti per descrivere lo stile del tuo libro?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Empatico, chiaro e rigoroso.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa vorresti che un lettore dicesse a un amico dopo averlo letto?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>«Leggilo: ti fa capire finalmente cosa succede davvero quando un operatore sanitario e un paziente provano a parlarsi, ed è incredibile quanto ci si riconosca in ogni pagina.»</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se potessi dedicare questo libro a una categoria di persone (anche simbolica), a chi lo dedicheresti?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La mia dedica è rivolta a favore dello studente universitario di percorsi formativi caratterizzati da discipline afferenti alla comunicazione sanitaria con l'auspicio di aver contribuito a formare innanzitutto un essere umano empatico e moralmente etico prima ancora di un bravo professionista sanitario.</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro.asp?id=comunicazione-sanitaria" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
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<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Interviste agli Autori</category>
			<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 10:15:59 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Intervista all'autore - Shorsh Surme - </title>
			<link>https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9354-intervista-allautore-shorsh-surme</link>
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			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/6a47ad101b8986e1ae29fb41af2c0eb1_S.jpg" alt="Intervista all'autore - Shorsh Surme - " /></div><div class="K2FeedIntroText">Se dovessi raccontare questo libro come un viaggio: da dove&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Attraverso le poesie il lettore attraversa emozioni, ricordi, speranze e ferite personali e collettive. Si arriva a una maggiore consapevolezza di sé, del valore della propria storia e della ricchezza che nasce dall'incontro tra culture diverse. Non è un punto di arrivo definitivo, ma un invito a continuare la ricerca della propria identità con libertà e coraggio.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la scintilla iniziale: un fatto reale, un incontro, un’idea improvvisa, un dolore, una gioia?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La scintilla iniziale non è stata un singolo episodio, ma un insieme di esperienze vissute, emozioni e riflessioni accumulate nel corso degli anni. Le mie origini curde, il lungo percorso di vita in Italia, gli incontri con persone di culture diverse, le difficoltà dell'integrazione e la nostalgia per la terra natale hanno acceso il desiderio di trasformare sentimenti e ricordi in poesia. In questo libro convivono dolore e speranza, ferite e rinascite, perché l'identità nasce proprio dall'incontro tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che siamo diventati</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è una scena o una frase che hai scritto e che ti è rimasta addosso più a lungo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Tra le tante poesie del libro, la frase che mi è rimasta più addosso è quella che richiama l'idea che le radici non sono una catena che ci trattiene, ma una forza che ci sostiene nel cammino. È un pensiero che mi accompagna da sempre, perché riflette la mia esperienza personale tra due mondi, due culture e due appartenenze. Scrivendola, ho capito che l'identità non è qualcosa da difendere con paura, ma da vivere con consapevolezza e apertura. È forse il messaggio che porto nel cuore più di ogni altro</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la difficoltà più grande mentre scrivevi (tempo, disciplina, paura, emozioni) e come l’hai superata?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La difficoltà più grande non è stata trovare le parole, ma trovare il coraggio di affidare alla poesia emozioni molto profonde. Alcuni testi nascono da ricordi personali, dalle mie radici curde, dall'esperienza dell'emigrazione e dal percorso di una vita vissuta tra culture diverse. Mettere tutto questo sulla pagina ha significato rivivere momenti di dolore, nostalgia, ma anche di speranza e gratitudine. Ho superato queste difficoltà lasciando parlare il cuore, senza cercare di nascondere le emozioni. La scrittura è diventata così non solo uno strumento espressivo, ma anche un modo per comprendere meglio me stesso e il mio cammino.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa ti ha insegnato questo libro su di te, mentre lo stavi scrivendo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Scrivendo questo libro ho imparato che l'identità non è qualcosa di fisso o definitivo, ma un percorso in continua evoluzione. Ho capito che le mie radici curde, gli oltre quarant'anni vissuti in Italia, gli incontri, le difficoltà e le soddisfazioni fanno tutti parte della stessa storia. La poesia mi ha insegnato ad accogliere ogni esperienza come un tassello prezioso della mia vita. Mentre scrivevo, ho scoperto che non bisogna scegliere tra passato e presente: entrambi convivono dentro di noi e contribuiscono a definire chi siamo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se il tuo libro fosse una stagione dell’anno, quale sarebbe e perché?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Se dovessi associare Identità a una stagione, sceglierei l'autunno. È la stagione della memoria, dei colori intensi e della riflessione. Come gli alberi che lasciano cadere le foglie per ritrovare la propria essenza, anche questo libro attraversa ricordi, emozioni ed esperienze di vita per arrivare a una comprensione più profonda di sé. L'autunno non rappresenta una fine, ma una trasformazione: un momento in cui si guarda al passato con gratitudine e al futuro con speranza. È proprio questo lo spirito che anima le poesie di Identità.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è un luogo che senti “casa” per questa storia? Che atmosfera ha?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Il luogo che sento come 'casa' per questa raccolta poetica non è soltanto uno spazio geografico, ma un ponte tra due mondi: il Kurdistan dove sono nato e l'Italia dove ho costruito gran parte della mia vita. È un luogo dell'anima fatto di ricordi, volti, profumi, lingue e affetti. L'atmosfera che lo caratterizza è quella della memoria e della ricerca, dove nostalgia e speranza convivono armoniosamente. È un luogo in cui le radici non impediscono di camminare, ma danno la forza per guardare lontano e continuare il viaggio</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Hai dovuto tagliare qualcosa a cui eri affezionato? Cosa ti è dispiaciuto lasciare fuori?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Sì, durante la stesura del libro ho dovuto lasciare fuori alcune poesie e alcuni ricordi a cui ero molto legato. Non perché fossero meno importanti, ma perché appartenevano a una sfera molto intima della mia vita e avrebbero richiesto un contesto più ampio per essere compresi fino in fondo. Mi è dispiaciuto soprattutto rinunciare ad alcuni versi dedicati a persone e momenti che hanno segnato profondamente il mio percorso umano. Tuttavia ho capito che ogni libro deve trovare un proprio equilibrio: a volte ciò che si lascia fuori è importante quanto ciò che si sceglie di raccontare. Quelle parole restano custodite nella memoria e, forse, troveranno spazio in un'opera futura.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è la domanda che speri il lettore si faccia arrivando all’ultima pagina?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Arrivando all'ultima pagina, spero che il lettore si chieda: 'Chi sono davvero, al di là delle mie origini, delle mie esperienze e delle etichette che gli altri mi attribuiscono?'. Vorrei che questa domanda non fosse vissuta come un dubbio, ma come un'opportunità di riflessione. Identità nasce proprio dal desiderio di comprendere come le radici, la memoria, gli incontri e il percorso di vita contribuiscano a formare ciò che siamo. Se il lettore chiuderà il libro con una maggiore curiosità verso sé stesso e verso la storia degli altri, allora avrò raggiunto il mio obiettivo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se potessi parlare al “te” del primo giorno di scrittura, cosa gli diresti?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Se potessi parlare al me stesso del primo giorno di scrittura, gli direi di non avere fretta e di non temere le emozioni. Gli direi che ogni ricordo, anche quello più doloroso, ha un valore e merita di essere ascoltato. Gli direi di scrivere con sincerità, senza preoccuparsi di piacere a tutti, perché le parole più autentiche sono quelle che arrivano dritte al cuore. E soprattutto gli direi che, attraverso questo viaggio, scoprirà che la propria identità non è fatta soltanto di origini o di luoghi, ma anche delle esperienze, degli incontri e dei sogni che hanno accompagnato il suo cammino.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è, per te, il regalo più grande che questo libro può fare a chi lo legge?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Il regalo più grande che questo libro può fare a chi lo legge è la consapevolezza di non essere solo nel proprio percorso di ricerca. Ognuno di noi porta dentro una storia fatta di radici, ricordi, sogni, dubbi e speranze. Attraverso queste poesie vorrei offrire uno spazio di riflessione, dove il lettore possa riconoscere una parte di sé, anche se la sua esperienza è diversa dalla mia. Se, chiudendo il libro, qualcuno si sentirà più vicino alle proprie origini, più aperto verso gli altri e più consapevole del valore della propria storia, allora Identità avrà compiuto la sua missione</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro/Poesia/identita-" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Interviste agli Autori</category>
			<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 10:06:37 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Intervista all'autore - Fabio Tognoni - </title>
			<link>https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9353-intervista-allautore-fabio-tognoni</link>
			<guid isPermaLink="true">https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9353-intervista-allautore-fabio-tognoni</guid>
			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/2d58710299d99d17b1d640cbdf79593a_S.jpg" alt="Intervista all'autore - Fabio Tognoni - " /></div><div class="K2FeedIntroText">Se dovessi raccontare questo libro come un viaggio: da dove&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;">Per molti anni mi sono dedicato allo studio e alla divulgazione della storia del confine orientale, avvicinandomi a vicende che non avevo vissuto direttamente e che, attraverso le testimonianze, gli incontri e le letture, sono progressivamente entrate nella mia sensibilità, fino a diventare parte della mia memoria.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Con il tempo, tuttavia, ho compreso che accanto alla memoria storica esiste quella individuale, fatta di affetti, esperienze, gioie, delusioni, assenze e piccoli avvenimenti che accompagnano la vita di ciascuno di noi e che spesso acquistano un significato diverso quando li osserviamo dalla prospettiva degli anni trascorsi.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Il libro nasce proprio dall'incontro di queste due dimensioni, perché ho cercato di dare voce tanto alle emozioni suscitate dalla storia degli altri quanto a quelle maturate nella mia esperienza personale, senza pretendere di stabilire una gerarchia tra i sentimenti.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Dove si arriva? Forse alla consapevolezza che la memoria non è soltanto ciò che abbiamo vissuto, ma anche ciò che abbiamo imparato a comprendere e ad amare, e che ogni esperienza, propria o altrui, può lasciare dentro di noi una traccia destinata a durare.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la scintilla iniziale: un fatto reale, un incontro, un’idea improvvisa, un dolore, una gioia?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Non credo che tutto sia nato da un episodio preciso, perché questa raccolta rappresenta piuttosto il risultato di una maturazione lenta, quasi silenziosa, durante la quale ho progressivamente avvertito il desiderio di esprimere attraverso un linguaggio diverso sentimenti che fino ad allora avevo affidato soprattutto alla riflessione e alla parola.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Il mio rapporto con la storia del confine orientale ha certamente avuto un ruolo importante, perché ascoltare le testimonianze di chi aveva perduto la propria casa, gli affetti e talvolta persino la possibilità di riconoscersi nei luoghi dell'infanzia mi ha portato a interrogarmi sul significato della memoria e sulla responsabilità di conservarla, ma accanto a queste esperienze sono emersi anche ricordi personali, emozioni legate alle persone care e riflessioni che appartengono inevitabilmente al percorso di una vita.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> A un certo punto ho sentito che la prosa, pur permettendomi di sviluppare ragionamenti e considerazioni, non riusciva a esprimere completamente ciò che desideravo comunicare, mentre la poesia mi offriva la possibilità di avvicinarmi a quella dimensione più intima nella quale i sentimenti precedono spesso le parole.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Non parlerei quindi di una scintilla, ma di tante piccole luci che, accendendosi nel corso degli anni, hanno finito per illuminare un percorso che probabilmente era già dentro di me, anche se non ne avevo ancora piena consapevolezza.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è una scena o una frase che hai scritto e che ti è rimasta addosso più a lungo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Più che una singola frase, mi sono rimaste dentro alcune immagini che ritornano con particolare intensità e che appartengono a dimensioni apparentemente diverse, ma unite dalla stessa sensibilità verso il ricordo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Penso, per esempio, alla figura di chi è costretto ad abbandonare la propria casa senza sapere se potrà mai ritornarvi, portando con sé pochi oggetti e una quantità infinita di ricordi, ma penso anche a quei momenti della vita nei quali ci rendiamo conto che una persona, un incontro o un gesto apparentemente insignificante hanno lasciato dentro di noi un segno molto più profondo di quanto avessimo immaginato.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Sono immagini che mi accompagnano perché raccontano, ciascuna a modo proprio, la fragilità della condizione umana e il nostro bisogno di conservare qualcosa di ciò che il tempo inevitabilmente trasforma.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Forse è proprio questo il sentimento che mi è rimasto maggiormente addosso mentre scrivevo: la consapevolezza che nulla di ciò che abbiamo amato o profondamente compreso scompare davvero, perché continua a vivere nel modo in cui ricordiamo, pensiamo e guardiamo agli altri.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stata la difficoltà più grande mentre scrivevi (tempo, disciplina, paura, emozioni) e come l’hai superata?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>La difficoltà maggiore è stata trovare un equilibrio tra l'intensità delle emozioni e la necessità di esprimerle senza eccedere, perché quando si scrive di sentimenti profondi esiste sempre il rischio di lasciarsi trascinare dalla partecipazione personale, finendo per spiegare troppo ciò che dovrebbe invece essere suggerito attraverso le parole.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Nel caso delle poesie dedicate alla memoria storica ho avvertito anche una responsabilità particolare, dal momento che non sono un esule e non ho vissuto direttamente quelle vicende, ma le ho conosciute attraverso lo studio e soprattutto attraverso le persone che hanno avuto la generosità di raccontarmele. Ho cercato quindi di avvicinarmi a quelle sofferenze con rispetto, senza attribuirmi esperienze che non mi appartengono, ma riconoscendo quanto profondamente abbiano inciso sulla mia coscienza.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Quando invece affrontavo temi più personali, la difficoltà era diversa, perché significava accettare di rendere visibili sentimenti che normalmente custodiamo nella nostra interiorità e che non sempre siamo abituati a condividere.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Ho cercato di superare entrambe le difficoltà affidandomi soprattutto alla sincerità, convincendomi che una poesia non debba necessariamente stupire per la ricercatezza delle immagini o delle parole, ma debba prima di tutto riuscire a comunicare un'emozione autentica.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa ti ha insegnato questo libro su di te, mentre lo stavi scrivendo?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Mi ha insegnato, innanzitutto, che non si smette mai di conoscere se stessi e che anche quando si è raggiunta una certa maturità si possono scoprire sensibilità, emozioni e modi di interpretare la vita che forse erano rimasti a lungo inespressi.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Scrivere queste poesie mi ha portato a riflettere sul significato del tempo, non tanto nella sua dimensione cronologica quanto nella capacità che possiede di modificare il nostro rapporto con le esperienze vissute, perché ciò che in un determinato momento poteva apparirci marginale assume talvolta, a distanza di anni, un'importanza inattesa.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Gli affetti, le persone incontrate, quelle che non ci sono più, le gioie e persino le delusioni finiscono per comporre una sorta di patrimonio interiore che ci accompagna e che contribuisce a definire la nostra identità.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Ho compreso anche che la memoria non coincide necessariamente con il ricordo diretto, perché possiamo sentire profondamente nostre esperienze che appartengono ad altri, purché ci avviciniamo a esse con la volontà di comprenderle e con la sensibilità necessaria per riconoscerne il significato umano.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Forse la scoperta più importante è stata proprio questa: rendermi conto che la memoria storica e quella personale, pur avendo origini differenti, possono incontrarsi nella nostra coscienza e diventare entrambe parte di ciò che siamo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se il tuo libro fosse una stagione dell’anno, quale sarebbe e perché?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Sceglierei l'autunno, ma non perché lo consideri una stagione malinconica o perché associ necessariamente la memoria alla tristezza, quanto piuttosto perché rappresenta per me il tempo della maturità, della riflessione e di una particolare capacità di osservare la vita.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> L'autunno possiede colori intensi, luci più morbide e un'atmosfera che sembra invitare a raccogliere ciò che le stagioni precedenti hanno lasciato, senza tuttavia rinunciare alla bellezza del presente.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Credo che anche la memoria abbia qualcosa di autunnale, perché ci permette di ritrovare ciò che il tempo ha trasformato e di attribuire un significato nuovo a esperienze che forse, nel momento in cui le vivevamo, non eravamo ancora in grado di comprendere completamente.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> E tuttavia non vorrei che questa immagine suggerisse soltanto nostalgia, perché nell'autunno esiste anche la preparazione di una nuova primavera, così come nella memoria esiste la possibilità di trasmettere qualcosa a chi verrà dopo di noi.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è un luogo che senti “casa” per questa storia? Che atmosfera ha?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Se penso alla dimensione storica della raccolta, il mio pensiero va inevitabilmente all'Adriatico orientale, alle città istriane, a Fiume, alla Dalmazia e naturalmente a Trieste, luoghi nei quali la bellezza del paesaggio convive con una storia complessa, fatta di incontri tra culture diverse, ma anche di divisioni, sofferenze e appartenenze.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Sono territori che ho imparato a conoscere non soltanto attraverso i libri, ma soprattutto attraverso le persone, e nei quali ho spesso avuto la sensazione che il passato continui a dialogare con il presente, quasi fosse una presenza discreta ma impossibile da ignorare.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Se invece penso alla dimensione più personale delle poesie, la parola casa assume un significato diverso e forse ancora più profondo, perché non coincide necessariamente con un luogo fisico, ma con gli affetti, con le persone che hanno accompagnato la mia vita e con quella particolare sensazione di appartenenza che nasce dal sentirsi parte di una storia condivisa.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> In fondo, credo che casa sia soprattutto il luogo nel quale la nostra memoria riesce a riconoscersi, indipendentemente dal fatto che si tratti di una città, di una stanza, di un paesaggio o semplicemente del ricordo di una persona amata.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Hai dovuto tagliare qualcosa a cui eri affezionato? Cosa ti è dispiaciuto lasciare fuori?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Quando si scrive una raccolta poetica ci si rende conto che non tutte le emozioni possono essere tradotte in parole e che, talvolta, proprio il desiderio di raccontare troppo rischia di togliere intensità a ciò che vorremmo comunicare.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Ho cercato quindi di lasciare spazio all'essenziale, evitando che le poesie diventassero semplici descrizioni di avvenimenti o riflessioni eccessivamente spiegate, perché credo che il lettore debba conservare la libertà di riconoscersi nei versi attraverso la propria sensibilità.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Più che il dispiacere per qualcosa rimasto fuori, ho avvertito la difficoltà di scegliere quali sentimenti affidare alla pagina e quali continuare a custodire nella dimensione privata della memoria.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Del resto, non credo che un libro possa esaurire tutto ciò che una persona ha vissuto, conosciuto o provato, e forse proprio questa inevitabile incompletezza rappresenta una delle ragioni per cui continuiamo a scrivere.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è la domanda che speri il lettore si faccia arrivando all’ultima pagina?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Mi piacerebbe che si domandasse quale posto occupi la memoria nella propria vita e quanto siamo realmente consapevoli del patrimonio di esperienze, affetti e testimonianze che abbiamo ricevuto.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Viviamo in un tempo nel quale tutto sembra consumarsi rapidamente e nel quale anche i sentimenti rischiano talvolta di essere sacrificati alla velocità della quotidianità, mentre credo che conservare la capacità di ricordare rappresenti una delle forme più autentiche di attenzione verso noi stessi e verso gli altri.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Vorrei che il lettore comprendesse che la memoria non è soltanto un esercizio rivolto al passato, ma un modo per interpretare il presente e per trasmettere alle generazioni successive qualcosa che vada oltre la semplice conoscenza degli avvenimenti.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> E forse mi piacerebbe che, chiudendo il libro, si chiedesse anche se esistano ricordi, persone o esperienze ai quali non ha dedicato abbastanza attenzione, perché talvolta basta una parola, un'immagine o un verso per riportare alla luce qualcosa che credevamo definitivamente perduto.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Se potessi parlare al “te” del primo giorno di scrittura, cosa gli diresti?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Gli direi di non avere fretta e soprattutto di non preoccuparsi troppo del giudizio degli altri, perché scrivere poesia, almeno per come la intendo io, non significa necessariamente dimostrare una particolare abilità letteraria, ma trovare il coraggio di esprimere con sincerità ciò che sentiamo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Gli suggerirei di non cercare a ogni costo parole ricercate o immagini sorprendenti, ma di lasciare che siano i sentimenti a guidare la scrittura, conservando quella spontaneità che spesso rappresenta la parte più autentica di un componimento.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Forse gli direi anche di non considerare l'età come un limite alla possibilità di intraprendere nuove esperienze, perché la sensibilità non appartiene esclusivamente alla giovinezza e ogni stagione della vita può offrire occasioni inattese per scoprire qualcosa di sé.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> E infine gli ricorderei che non è indispensabile definirsi poeti per scrivere poesie, così come non è necessario essere stati protagonisti di una vicenda storica per sentirne profondamente il significato umano.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è, per te, il regalo più grande che questo libro può fare a chi lo legge?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Vorrei che regalasse soprattutto la possibilità di fermarsi, anche soltanto per qualche momento, a riflettere sul valore dei ricordi, degli affetti e delle esperienze che contribuiscono a costruire la nostra identità.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Non considero queste poesie un'opera destinata a offrire risposte definitive, né pretendo che rappresentino una particolare interpretazione della vita o della storia, perché il mio desiderio è molto più semplice: condividere emozioni che possano incontrare la sensibilità di chi legge e magari risvegliare sentimenti che ciascuno custodisce dentro di sé.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> La memoria storica ci insegna a non dimenticare ciò che è accaduto agli altri, mentre quella personale ci aiuta a comprendere meglio ciò che siamo diventati, e credo che entrambe abbiano bisogno di essere custodite, non per rimanere prigioniere del passato, ma per continuare a dare significato al presente.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Ho cercato di avvicinare queste due dimensioni attraverso la poesia, nella convinzione che ogni esperienza umana, anche quando non ci appartiene direttamente, possa arricchire la nostra capacità di comprendere gli altri.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Se chi leggerà queste pagine riuscirà a ritrovare anche soltanto un frammento della propria vita, il ricordo di una persona cara, un'emozione dimenticata o il desiderio di conoscere una storia che fino a quel momento gli era rimasta estranea, sentirò di aver raggiunto lo scopo che mi ero proposto.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Perché, in fondo, il significato più profondo di Una memoria diventata mia è proprio questo: non la pretesa di appropriarmi di una sofferenza che non ho vissuto, ma la consapevolezza che possiamo accogliere nella nostra coscienza anche le esperienze degli altri, facendole dialogare con le nostre.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> E forse il dono più bello sarebbe scoprire che, terminata la lettura, una piccola parte di quella memoria è diventata anche memoria di chi ha letto.</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro.asp?id=una-memoria-diventata-mia" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Interviste agli Autori</category>
			<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 11:20:38 +0200</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Intervista all'autore - Lunk - </title>
			<link>https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9352-intervista-allautore-lunk</link>
			<guid isPermaLink="true">https://blog.booksprintedizioni.it/area-press/intervista-dell-autore/item/9352-intervista-allautore-lunk</guid>
			<description><![CDATA[<div class="K2FeedImage"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/media/k2/items/cache/87f684fe40b038755db65fdd89bbabac_S.jpg" alt="Intervista all'autore - Lunk - " /></div><div class="K2FeedIntroText">Dove scrivi meglio e cosa non deve mancare quando scrivi&#8230;</div><div class="K2FeedFullText"></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Ogni tanto guardo dalla finestra e vedo vicinissimi degli alberi di alto fusto, frequentati da tortore, merli e scoiattoli che sfrecciano rapidissimi saltando da un ramo all'altro.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> La distrazione dura poco, se in quel momento l'ispirazione mi aiuta. Il luogo è silenzioso, e come sottofondo una leggera musica jazz riempie l'ambiente.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa ti ha sorpreso di più durante la stesura? Qualcosa che non ti aspettavi di scrivere.</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>All'inizio non riuscivo a dare alla protagonista una identità reale, mi risultava difficile riempire quel dualismo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Solo dopo avergli dato una identità ben precisa ho potuto proseguire speditamente.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Poi ho stupito me stesso quando sono entrato nella descrizione della barca e della scena al suo interno.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Il titolo: è arrivato subito o è stato una conquista? Quali alternative avevi in mente?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Il titolo è cambiato tre volte. Ero partito da un banale "Storia di una giovane strega", ma poi ho ripiegato su di un "Il diavolo in tasca", che è rimasto come sottotitolo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Solo alla fine ho optato per "Ossidiana" quel materiale vulcanico durissimo e fragilissimo che richiama l'interno della terra.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Hai mai cambiato finale o direzione a metà strada? Cosa ti ha fatto cambiare rotta?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Ho cambiato più volte l'aspetto estetico dei personaggi principali, fino a trovare un equilibrio. In questo mi ha aiutato la mia compagna, i personaggi sono principalmente femminili.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">C’è un capitolo o una parte che hai riscritto più volte? Perché era così importante?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Ho buttato via un capitolo intero: semplicemente quando l'ho riletto non mi è piaciuto. Vale sempre il vecchio ragionamento, se non piace a te che lo hai scritto, figuriamoci agli altri!</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che rapporto hai con le revisioni: ti alleggeriscono o ti stancano?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Indispensabili, anche se mi stancano. È il momento della verità, quello che mi dice se ho sbagliato a tirare qualche filo o qualche tempistica, e in questo romanzo sono fondamentali.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Qual è stato il momento in cui hai capito: “ok, adesso questo libro esiste davvero”?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Arrivato al penultimo capitolo, è stato come arrivare in cima ad una vetta, dopo c'è solo la discesa. È dalla vetta che si vede il traguardo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Hai avuto “lettori zero” (amici/famiglia) durante la scrittura? Che tipo di feedback ti ha aiutato davvero?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Si, ho avuto due persone che mi hanno permesso di portare a compimento lo scritto, e con due ruoli diversi.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> La prima è Regine, la mia compagna. Alla fine di ogni capitolo una sessione di lettura mi permetteva raccogliere le sue indicazioni sui punti forti e quelli deboli, e di conseguenza fare degli adattamenti prima di procedere.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> La seconda è Lauretta, che a testo completato oltre a suggerirmi un mare di correzioni ortografiche, mi ha fornito un feedback emotivo fortissimo, che mi ha convinto della bontà del racconto.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Cosa si prova a vedere il proprio lavoro prendere corpo e diventare un libro?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Per dare concretezza alla scrittura bisogna che qualcun altro possa leggerla, e di conseguenza va reso disponibile lo scritto sotto forma di libro. È una fase obbligata che porta con sé il rischio di non sapersi proporre a causa di una copertina poco attraente o di un argomento scontato.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Nel mio caso ho dato molto peso a questa fase, ritenendola cruciale.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Che cosa ti piacerebbe fare dopo questo libro: continuare su questo genere o cambiare completamente?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Per adesso una pausa e un viaggio.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> Il prossimo libro sarà sempre un percorso tra emozioni forti. Magari ambientato in riva al mare, comunque in un luogo lontano da questo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> &nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, palatino; font-size: 12pt;"> <strong class="domandeautore">Cosa ti fa dire che un testo è davvero finito: una regola, una sensazione, o un punto preciso?</strong><strong class="domandeautore"><br /> </strong>Un aggancio al futuro. Quando finisce un racconto, non finisce il mondo, e quell'aggancio è il segno che posso chiudere, lasciando una porta aperta verso il prossimo romanzo. Magari un altro noir.</span></div>
<p><a href="https://www.booksprintedizioni.it/libro/Romanzo/ossidiana" title="Acquista il Libro" target="_blank"><img src="https://blog.booksprintedizioni.it/plugins/system/lazyloadforjoomla/blank.gif" data-src="https://blog.booksprintedizioni.it/images/Acquista_il_Libro_BookSprint_Edizioni.png" width="299" height="62" alt="Acquista il Libro sul nostro ecommerce" style="border: 0px solid #000000; float: right;" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p></div>]]></description>
			<author>spam@booksprintedizioni.it (BookSprint Edizioni)</author>
			<category>Interviste agli Autori</category>
			<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:57:23 +0200</pubDate>
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