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      <title>News Borsa Rifiuti</title>
      <link>http://borsarifiuti.com/RSS/news.phpsc</link>
      <description>Sito BorsaRifiuti, News</description>
      <language>IT-it</language>
      <copyright>GARWER s.r.l. 2005</copyright>
	  <pubDate>mer, 21 ott 2009 00:00:00 GMT</pubDate>
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		 <title><![CDATA[Aee e Raee. Norme Ue in corso di restyling]]></title>
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         <description><![CDATA[Percentuali di raccolta e riciclo pi&ugrave; ambiziose, maggiore trasparenza sulle norme giuridiche recate dalle direttive 2002/95/Ce e 2002/96/Ce.
&Egrave; in corso d’esame da parte del Consiglio Ue il restyling delle due citate direttive in materia (rispettivamente) di limitazione delle sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (cd. “Aee”) e gestione dei relativi rifiuti (cd. “Raee”).
Con la novella dei due provvedimenti saranno introdotte: un allargamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche rientranti nel campo di applicazione della direttiva 2002/95/Ce; un innalzamento al 65% entro il 2016 della percentuale minima di raccolta dei rifiuti ex direttiva 2002/96/Ce ed incremento della relativa quota di recupero; la riformulazione di alcune definizioni della normativa in parola al fine di renderla pi&ugrave; chiara.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 17:56:26 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/BE6-E8C-9F7</feedburner:origLink></item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[EUROPA: ESPORTAZIONE RIFIUTI]]></title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/borsarifiuti/rifiuti/~3/cvdT1cliINQ/detailNews.phpsc</link>
         <description><![CDATA[Il Regolamento (CE) n. 967/2009 della Commissione, del 15 ottobre 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1418/2007 relativo all&#039;esportazione di alcuni rifiuti destinati al recupero verso paesi non appartenenti all&#039;OCSE &egrave; pubblicato sulla GUUE L271 del 16-10-09.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 17:47:55 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/A9D-E60-262</feedburner:origLink></item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[VINACCE PER ENERGIA?]]></title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/borsarifiuti/rifiuti/~3/HlLrolMe3GU/detailNews.phpsc</link>
         <description><![CDATA[Visto il decreto ministeriale 5396 del 27 novembre 2008 con il quale sono state adottate le disposizioni di attuazione dei regolamenti CE n. 479/2008 e n. 555/2008 per quanto riguarda l&#039;applicazione della misura della distillazione dei sottoprodotti della vinificazione, il quale in particolare prevede, all&#039;art. 5, che l&#039;autorizzazione ai soggetti che utilizzano le fecce e le vinacce per usi diversi dalla distillazione e&#039;sia rilasciata dal Ministero, sulla GU n. 240 del 15-10-2009 &egrave; pubblicato il DM 30.9.09, che si segnala a titolo di esempio.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 17:44:14 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/253-F6A-4CE</feedburner:origLink></item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[MERCI PERICOLOSE]]></title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/borsarifiuti/rifiuti/~3/ZNMm6nmQNoM/detailNews.phpsc</link>
         <description><![CDATA[Il Consiglio dei Ministri del 15 ottobre ha tra l&#039;altro approvato uno schema di decreto legislativo per i recepimento della Dir. CE 2008/68 sul trasporto interno di merci pericolose.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 17:43:15 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/E7F-A68-FBE</feedburner:origLink></item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[IPPC]]></title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/borsarifiuti/rifiuti/~3/Urq59J4T4Vs/detailNews.phpsc</link>
         <description><![CDATA[Sulla GU n. 232 del 6-10-2009 &egrave; pubblicato il DM 24 luglio 2009, recante &quot;Approvazione del formulario per la comunicazione relativa all&#039;applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59, recante attuazione integrale della direttiva 96/61/CE in materia di prevenzione e riduzione integrate dell&#039;inquinamento&quot;.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 17:41:39 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/1EB-A47-767</feedburner:origLink></item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Conto alla rovescia per la raccolta delle batterie usate. Intoppi permettendo]]></title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/borsarifiuti/rifiuti/~3/Jt_ekORnhjM/detailNews.phpsc</link>
         <description><![CDATA[La raccolta di pile e accumulatori scarichi diventer&agrave; presto una realt&agrave; diffusa anche nel nostro paese. Ma prima bisogner&agrave; sbloccare un’impasse “all’italiana”. A partire dal mese di settembre, infatti, tutti i punti vendita di pile, per adeguarsi alle direttive europee, avrebbero dovuto attrezzarsi con fusti per la raccolta differenziata per poi indirizzare quanto raccolto ai consorzi. Il ministero dell’Ambiente, per&ograve;, non ha ancora emanato i decreti attuativi della legge che regola il settore. E i negozi stanno alla finestra.
Cosa sta succedendo? E quando la situazione si sbloccher&agrave;? Lo abbiamo chiesto a Danilo Bonato, direttore generale di Remedia, il sistema collettivo italiano multi-settore per la gestione eco-sostenibile dei Raee, i Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, che oggi si occupa anche di rifiuti di pile e accumulatori. “Il sistema nazionale di raccolta delle pile portatili prender&agrave; il via solo quando il Registro nazionale potr&agrave; elaborare i dati forniti dai produttori e verr&agrave; istituito il Centro di coordinamento che deve organizzare le attivit&agrave; dei singoli sistemi di raccolta dei produttori di batterie - spiega a e-gazette Bonato. - I soggetti che, a vario titolo, sono coinvolti nell’avviamento del sistema stanno lavorando per creare le condizioni minimali, anche in modalit&agrave; provvisoria, per partire. Ci vorr&agrave; ancora qualche mese per vedere finalmente la luce - pronostica - poi aspettiamoci una attivazione graduale del servizio nelle migliaia di punti di raccolta presenti sul territorio nazionale”.
Rifiuti pericolosi - Le pile a fine vita sono sia quelle “usa e getta” sia quelle ricaricabili, che usiamo per i telefonini, le videocamere o i notebook. Oltre alle pile portatili ci sono poi gli accumulatori industriali e per veicoli, batterie pi&ugrave; grandi e pesanti che vengono usate per l’accensione delle auto o per la trazione di mezzi come i carrelli elevatori. Molti di questi prodotti, quando vengono eliminati e diventano rifiuti, rientrano nella categoria dei “pericolosi”. I componenti chimici che costituiscono pile e accumulatori, infatti, sono molto eterogenei e in continua evoluzione. Piombo, cadmio, nikel, litio, manganese, zinco e mercurio sono solo alcune delle sostanze che consentono di produrre l’energia di cui i nostri apparecchi elettronici o le nostre automobili hanno bisogno. Si tratta nella maggior parte di casi di sostanze da gestire con attenzione, sia dal punto di vista della salute che dell’ambiente.
Obiettivo 25% - In Italia, per il momento, la percentuale di recupero &egrave; inferiore al 10%. L’obiettivo nazionale &egrave; raccogliere il 25% di pile e accumulatori (rispetto ai prodotti complessivamente immessi sul mercato) entro il 2012 e il 45% entro il 2016. Buoni propositi. Ma, intanto, come deve comportarsi il consumatore per smaltire in modo corretto le pile esauste? “Oggi sono disponibili le isole ecologiche dei Comuni e i contenitori predisposti, su base volontaria, da alcune catene della distribuzione - spiega ancora Bonato. - L’obiettivo &egrave; che, dall’inizio del 2010, siano presenti presso i negozi di tutte le citt&agrave; italiane appositi contenitori dedicati alla raccolta separata di pile e accumulatori portatili. Il consumatore potr&agrave; cos&igrave; gettare in modo sicuro le proprie pile esauste, gratis e senza obblighi di acquisto”. L’Italia, finora, ha tradotto in legge la direttiva europea con il decreto 188/08. Quindi, da un punto di vista formale, ha rispettato gli impegni comunitari. Ma un rischio, se non ci sbrighiamo, c’&egrave;: “Se tale legge non metter&agrave; in condizione i produttori di organizzare in modo efficace i propri sistemi di raccolta per attivare concretamente i servizi previsti - avverte il dg di Remedia, - non &egrave; da escludere un intervento da parte dell’Unione europea”. Che significa: avviso prima e procedura d’infrazione poi.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 17:30:14 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/81C-5A2-8C8</feedburner:origLink></item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[AIA: nuovo formulario per la comunicazione dei dati al Ministero dell&#039;Ambiente]]></title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/borsarifiuti/rifiuti/~3/3uS8b4dy7Lg/detailNews.phpsc</link>
         <description><![CDATA[Fra due mesi le autorit&agrave; competenti al rilascio dell&#039;autorizzazione integrata ambientale (Aia) dovranno rispettare un nuovo formulario per la comunicazione dei dati disponibili sui valori limite di emissione e sulle migliori tecnologie disponibili applicate dagli impianti. Il Ministero dell&#039;ambiente e del territorio ha approvato il formulario sullo stato di attuazione della direttiva europea in materia di prevenzione e riduzione integrale dell&#039;inquinamento (quella per cui l&#039;anno scorso l&#039;Italia ha ricevuto una lettera di messa in mora dalla Ue per l&#039;omesso rilascio di autorizzazioni nuove e l&#039;omessa rivisitazione di quelle esistenti). La prima comunicazione al Ministero da parte delle autorit&agrave; competenti al rilascio dell&#039;Aia (Regioni o province) per determinati impianti (indicati negli appositi allegati delle normative europee e nazionali) dovr&agrave; avvenire entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del decreto ( 6 ottobre 2009) e dovr&agrave; riferirsi al periodo compreso fra il primo gennaio 2006 e il 31 gennaio 2008.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 17:06:22 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/187-136-04B</feedburner:origLink></item>
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		 <title><![CDATA[Oli usati: Agenzia delle Dogane su D.lgs. 135/2009]]></title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/borsarifiuti/rifiuti/~3/5gNzGOtALIw/detailNews.phpsc</link>
         <description><![CDATA[Con le note 25 settembre 2009 n. 131159 e 30 settembre 2009, n. 128949 l’Agenzia delle dogane ha chiarito il tenore delle novit&agrave; in materia di oli lubrificanti usati introdotte dal Dl 25 settembre 2009, n. 135. In particolare, l’Agenzia precisa che le modifiche apportate dal provvedimento non dovranno comportare oneri aggiuntivi sul costo del prodotto finale per i consumatori, e che a tale principio dovranno ispirarsi eventuali decisioni che dovessero essere prese. Ricordiamo che il Dl 135/2009 ha introdotto un’aliquota unica, pari a 750euro/tonnellata, per gli oli rigenerati e per quelli di prima distillazione, a partire dalla data di entrata in vigore del Dl stesso, ossia il 26 settembre 2009. Conseguentemente, il Coou (Consorzio obbligatorio oli usati), ha aumentato il contributo per le imprese aderenti da euro 75,00/ton a euro 155/ton.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 17:04:47 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/A1D-B89-2B7</feedburner:origLink></item>
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		 <title><![CDATA[Indagine di mercato sulla Gestione dei Rifiuti in Italia]]></title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/borsarifiuti/rifiuti/~3/qWgAOyeTzi8/detailNews.phpsc</link>
         <description><![CDATA[E&#039; stato formulato lo studio &quot;Indagine di mercato sulla gestione dei rifiuti urbani in Italia&quot;, realizzato da ecoprog GmbH, labelab srl e dott. ing. Giuseppe Pastorelli, che analizza in dettaglio il mercato italiano sulla gestione dei rifiuti urbani. Il mercato italiano sulla gestione dei rifiuti &egrave; uno dei pi&ugrave; interessanti e dinamici in Europa. Il paese mostra in modo chiaro differenti fenomeni in atto: esistono chiari segnali di esaurimento delle discariche in essere e carenza di nuovi siti di smaltimento e allo stesso tempo il recupero dei rifiuti ha subito un incremento maggiore del 30% dal 2003 ad oggi. In Italia sono operativi pi&ugrave; di 120 impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) e circa 50 impianti di incenerimento e ci&ograve; nonostante una parte dei rifiuti urbani prodotti in Italia viene esportata per l’incenerimento in Germania. Questo studio offre dati, fatti, stime e tendenze del mercato italiano della gestione dei rifiuti e risulta pertanto di interesse per produttori, fornitori, gestori, associazioni commerciali, istituti di ricerca e consulenti.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 17:02:45 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/854-EF4-050</feedburner:origLink></item>
	  	  <item>
		 <title><![CDATA[Pile e accumulatori, nuove norme e quindi anche nuovo statuto per il Cobat]]></title>
         <link>http://feedproxy.google.com/~r/borsarifiuti/rifiuti/~3/3CDGJoAcAq8/detailNews.phpsc</link>
         <description><![CDATA[L&#039;entrata in vigore del D.lgs. 188/08, in attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti, ha rappresentato un importante cambiamento nella gestione degli accumulatori e delle pile in Italia, comprese le batterie al piombo esauste. Le innovazioni pi&ugrave; significative, apportate dal decreto, riguardano l&#039;attribuzione esclusiva della responsabilit&agrave; della raccolta, trattamento e riciclo/smaltimento di pile ed accumulatori giunti a fine vita ai produttori/importatori, ai quali si fa obbligo di istituire e finanziare adeguati sistemi in grado di garantire l&#039;intera filiera.
Come conseguenza di questi cambiamenti, lo statuto e la struttura del Consorzio si sono rinnovati allargando le proprie competenze a sostegno della categoria dei produttori di pile ed accumulatori. L&#039;assemblea dei soci del Consorzio nazionale batterie esauste ha quidni approvato nei giorni scorsi il nuovo statuto del Consorzio eleggendo anche il consiglio di amministrazione, confermando alla  presidenza Giancarlo Morandi.
Il decreto, all&#039;Art. 20, riconosce il Cobat come uno dei sistemi di raccolta, attribuendogli anche funzioni di trattamento e riciclo/smaltimento delle restanti categorie di pile ed accumulatori non al piombo.
In 20 anni il Cobat ha raccolto 2.782.929 ton di batterie esauste, pari a ca 230 milioni di batterie avviate a riciclo; attualmente, il tasso di recupero &egrave; prossimo alla totalit&agrave; rispetto all&#039;immesso al consumo.
Istituito nel 1988, il Cobat nel 1992 era gi&agrave; pienamente operativo grazie ad una rete costituita da 90 raccoglitori incaricati e 7 impianti di riciclo distribuiti su tutto il territorio nazionale. Attualmente il Consorzio effettua il servizio di raccolta presso quasi 59.000 produttori del rifiuto sull&#039;intero territorio nazionale, per un numero di ritiri pari a 140.780 /anno, con un servizio di raccolta svolto presso 560 produttori ogni giorno.
Il Cobat, inoltre, &egrave; in grado di monitorare in tempo reale ogni ritiro effettuato dalla propria rete di raccoglitori, dalla produzione del rifiuto alla consegna all&#039;impianto di riciclo, assicurando la garanzia della completa tracciabilit&agrave; delle batterie al piombo esauste.]]></description>
         		 		 <pubDate>mer, 21 ott 2009 16:47:07 +0100</pubDate>      		  <feedburner:origLink>http://borsarifiuti.com/detailNews.phpsc?doc=/GARWER/DOCS/newsIT/8F7-EAB-DCD</feedburner:origLink></item>
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