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		<title>Feeds RSS</title>
		<description><![CDATA[BresciaPoint, il sito di controinformazione per la provincia di Brescia. Tutte le notizie che passano in secondo piano o vengono ignorate dai media locali e nazionali]]></description>
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		<lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 21:49:25 +0000</lastBuildDate>
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			<title>Trovate traversine ferroviarie contenenti creosoto (cancerogeno) nel cantiere della ciclabile di Moniga</title>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-textarea first last">
	<div><p>Sotto sequestro il cantiere della ciclabile di Moniga, in via dei Casali.<br /> Invece di trovare i muri di pietra, come era previsto dal progetto definitivo, la guardia forestale del Comando stazione di Salò ha trovato delle traversine ferroviarie.</p></div><div><p>Questo materiale non può però essere usato per legge in opere che si trovano in luoghi pubblici, come le ciclabili, in quanto contengono una sostanza chimica cancerogena, il creosoto.  E’ scattato così il sequestro dell’area che ospita il cantiere, di cui è responsabile M.M., legale rappresentante della ditta di Calvisano che ha l’incarico per i lavori. La pista di Moniga fa parte dell’itinerario ciclabile della Valtenesi nel tratto Desenzano – Salò commissionato dalla Provincia di Brescia. Il sequestro è stato convalidato dall’autorità giudiziaria.</p></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 May 2013 19:27:32 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Brescia: Consumo suolo e Bugie: Sono scomparsi 500’000 mq di case dal PGT?</title>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-textarea first last">
	<div><p>Lo ammetto, per curiosità ho sfogliato il libricino delle “cose fatte” dall’amministrazione Paroli. Si notano molte piccole imprecisioni ed inesattezze, ma soprattutto una grossa bugia salta all’occhio: nella sezione “urbanistica” si afferma che è stato “Approvato il piano di governo del territorio a consumo di suolo zero”.</p></div><div><p>Ci rendiamo conto di quanto falsa sia questa affermazione? <strong>Il nuovo PGT della giunta Paroli prevede 546’200 metri quadri di nuove edificazioni.</strong> Vuol dire circa 5’500 nuovi alloggi. Che vanno, va detto per onestà intellettuale, a sommarsi al milione di metri quadri già previsti dagli strumenti previgenti.</p>
<p>E questi dati non sono mie elaborazioni, ma dati ufficiali,ricavati dalle tavole del PGT.</p>
<div id="attachment_180" class="wp-caption aligncenter" style="width: 604px;"><a href="http://isaacscaramella.files.wordpress.com/2013/05/consumodapgt.png"><img class="size-large wp-image-180" src="http://isaacscaramella.files.wordpress.com/2013/05/consumodapgt.png?w=594&amp;h=183" alt="Le cifre del consumo di suolo a Brescia, dati ufficiali dal PGT" width="594" height="183" /></a>
<p class="wp-caption-text">Le cifre del consumo di suolo a Brescia, dati ufficiali dal PGT</p>
</div>
<p>Ci tengo poi a ricordare che <strong>queste nuove edificazioni non servono alla città</strong>, sono infatti prevalentemente destinate ad edilizia per il libero mercato, mentre Brescia ha “fame” di edilizia per le fasce meno ricche di popolazione. Inoltre molti ambiti di trasformazione hanno avuto parere negativo di ARPA e ASL perchè la popolazione che li andrebbe a risiedere sarebbe esposta a inquinamento ambientale tale da rendere non salutare la permanenza di persone.</p>
<p>Insomma <strong>Paroli ci racconta delle bugie per nascondere un PGT nato male e pericoloso per l’ambiente e la salute dei cittadini.</strong></p>
<p>Se eletto il mio impegno andrà per spingere verso un nuovo PGT, che sia realmente a consumo zero di territorio e contribuisca a migliorare la qualità ambientale della città.</p>
<div id="attachment_181" class="wp-caption aligncenter" style="width: 604px;"><a href="http://isaacscaramella.files.wordpress.com/2013/05/pgt_paroli.jpg"><img class="size-large wp-image-181" src="http://isaacscaramella.files.wordpress.com/2013/05/pgt_paroli.jpg?w=594&amp;h=281" alt="Le bugie scritte nel libricino elettorale di Paroli" width="594" height="281" /></a>
<p class="wp-caption-text">Le bugie scritte nel libricino elettorale di Paroli</p>
</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 May 2013 16:55:31 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>A Brescia i soldi vengono usati per colorare i cassonetti. Nel frattempo piove dentro le scuole</title>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-textarea first last">
	<div><p>Il malumore generato in questi giorni a causa dei soldi impiegati nella ritinteggiatura dei cassonetti dello sporco di colore rosa in onore del Giro d’Italia ha provocato il sorgere di polemiche non indifferenti negli ambienti politici.</p></div><div><p>E’ dura la presa di posizione di <strong>Francesco Patitucci</strong>, candidato alle prossime comunali con la Lista Civica per Del Bono Sindaco che, sul suo blog e su facebook scrive: “<em>Lo stato di quasi completo abbandono degli edifici scolastici della Città di Brescia è ormai sotto gli occhi di tutti i cittadini di questa Città che, fino a qualche anno fa, era una fra le più virtuose d’Italia.<br />Le fotografie allegate al presente comunicato descrivono chiaramente, a titolo di esempio, la situazione della scuola elementare “Raffaello” a San Polo dove per fare fronte alle piogge di questi giorni si è dovuti ricorrere al posizionamento di secchi per raccogliere l’acqua che si infiltra dal soffitto.<br />Ecco quello che nessuno dice ma che tutti vedono: questo è il risultato delle amministrazioni del centro destra che in questi ultimi anni sono stati alla guida di Provincia e Comune di Brescia. Soldi pubblici spesi e dilapidati nei progetti più strani ed improponibili trascurando (volontariamente?) le scuole pubbliche, i luoghi dove i nostri figli trascorrono oltre la metà delle loro giornate, mettendo a rischio la loro salute e la loro incolumità.<br />Questo perchè evidentemente, Provincia e Comune di Brescia sono stati troppo occupati, in questi anni, ad accontentare i capricci della Lega Nord con i vari Bonus Bebè, campi nomadi. E che dire poi degli scandalosi sprechi di Artematica, le Grandi Mostre e l’arte di gonfiare i numeri (800.000mila euro), e poi l’acquisto ex Oviesse, per un importo complessivo di euro 8.77.000 a fronte di un valore stimato circa 3.milioni di euro, ristrutturazione del Bigio (450.000 euro), giro d’Italia 750.000 euro.<br />Tutto questo trascurando i veri bisogni della collettività bresciana ai quali, con le loro politiche, hanno sottratto i fondi economici per una corretta gestione ed un necessaria manutenzione.</em>“</p></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 May 2013 16:48:42 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Piaggia di soldi per Brescia? Legambiente invita a riflettere su sprechi, favoritismi politici e collusioni</title>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-text first">
	Comunicato Stampa</div>
<div class="element element-textarea last">
	<div><p style="margin-bottom: 0cm;">La "pioggia" di risorse pubbliche, oltre 30 milioni, lasciata in città dalla Giunta regionale lombarda la settimana prima delle elezioni, sembra un regalo postumo di Babbo Natale.</p></div><div><p> Vi sono molte utili iniziative e obiettivi per i quali si richiedono a gran voce risorse pubbliche. Ma va ricordato che questo modo di spendere ha portato in crisi la finanza pubblica italiana. Gli economisti chiamano il fenomeno “cattura”, vale a dire quando esigenze sociali legittime, come il monitoraggio ambientale, il metrobus, attrezzature ospedaliere, il commercio, il lago d'Idro, vengono assunte non solo da sponsor politici che mirano ai voti, ma anche da gruppi sociali, tipo burocrazie pubbliche e aziende pubbliche e private, che fanno del sussidio una sorta di ragion d’essere, e garantiscono i voti ai politici. A loro volta, i politici attuano un’operazione nota agli economisti come “log rolling” (far rotolare il tronco), assicurano il supporto a un tipo di spesa, spesso inefficiente, in cambio della garanzia che poi saranno a loro volta supportati. Nel meccanismo attuale, nessuno può verificare alcunché, i soldi piovono dall’alto, compresi gli sprechi che non si contano e non si controllano. Ma a quali strategie e obiettivi corrispondono questi trenta milioni da spendere cosi in fretta a Brescia? Per il Metrobus la priorità è abbassare i costi di esercizio strabilianti o trovare le risorse pubbliche per coprire i buchi attuali e quelli che si creeranno? E' prioritario integrare la rete dei trasporti e aumentare l'utenza o metterci già una pezza da 10 milioni? Per la Caffaro sono più urgenti le sicure conferme di un nuovo monitoraggio epidemiologico da 600 mila euro o finalmente attuare le ordinanze comunali di divieto di coltivazione e far partire la piantumazione di un bosco? Per il lago d'Idro siamo proprio sicuri che nuovi moli e pontili riducano la presenza di fosforo e le continue fioriture delle alghe? Si è consapevoli che non bastano i soldi senza un progetto che affida al commercio un ruolo di trasformazione moderna e di mantenimento del tessuto urbano?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a name="yiv1005648356yui-ie-cursor"></a> La fretta di "allocare" risorse pubbliche prima delle elezioni rischia di fare i micini ciechi. Un dibattito su come spendere questi trenta milioni sarebbe stato necessario, per non inquinare politicamente la spesa e per assicurarsi di spendere bene, pensando alle priorità ambientali ed economiche di città e territorio.</p></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 May 2013 16:33:04 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Vendola: "Brescia cinque volte peggio dell'Ilva di Taranto"</title>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-text first">
	Così il governatore pugliese durante un'intervista su Rai1. Ma i pugliesi non ci stanno: "Vuole ridimensionare il nostro problema"</div>
<div class="element element-textarea last">
	<div><p>"C'é benzoapirene e diossina in quantità cinque volte superiore a quelle che ci sono nei quartieri più inquinati di Taranto in alcuni quartieri di Brescia o in tanta parte della Pianura Padana. Noi siamo un Paese che ha rinviato decenni e decenni di conti con la crisi ambientale e con la necessità di vivere un modello ecosostenibile". Fanno discutere le parole del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervistato da Massimo Giletti su Rai1, parlando dell'Ilva di Taranto.</p></div><div><p>Da una parte i cittadini bresciani, che già da tempo si sentono protagonisti di un'emergenza ambientale senza precedenti a causa dell'inquinamento da Pcb dovuto alla Caffaro e della presenza di diossine anche al di fuori del sito contaminato, che i più attribuiscono all'inceneritore di San Polo (diossina è stata trovata nel latte delle mucche di 18 stalle della zona, ma i dati sui tumori al di sopra la media nazione o sulla mortalità infantile richiederebbero un libro intero per essere elencati e commentati).<br /> <br />Dall'altra i cittadini di Taranto, che accusano al governatore di voler ridimensionare il problema "proprio nel momento in cui la drammaticità della questione ambientale e sanitaria si sta imponendo all'attenzione nazionale con gli arresti di politici eccellenti".<br /> <br />Per Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink Taranto, "il vero dato imbarazzante per Vendola è che il grande disastro ambientale della nostra città si è continuato a consumare mentre lui era Governatore della Regione Puglia. Vendola è stato l'uomo del dialogo con Riva, dei tavoli tecnici di concertazione con l'azienda mentre Peacelink portava in Procura i dati sulla diossina da cui è partita l'inchiesta".<br /> <br />Il leader di SEL domani è atteso in Largo Formentone per un comizio a sostegno delle lista di Fenaroli e della corsa a sindaco di Emilio Del Bono. Tra gli argomenti che verranno affrontati, ci sarà sicuramente anche quello dell'ambiente. E non è detto che il paragone Brescia-Taranto non sia riproposto. Sperando che, nel punire i colpevoli, i Tarantini possano trovare un destino migliore rispetto a quanto avvenuto nella nostra città, in cui Corsini scelse di non costituire il Comune parte civile nel processo contro la Caffaro, lasciando di fatto che il processo morisse e che la proprietà trovasse il tempo per far fallire la società. Conoscendo l'Italia, c'è poco da sperare.</p></div></div>]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 May 2013 16:24:24 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Giro d’Italia a Brescia: Buttiamo i soldi nel cestino, anzi no, nel cassonetto</title>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-textarea first last">
	<div><p>Ad una settimana <a href="http://www.quibrescia.it/cms/2013/05/10/giro-ditalia-brescia-si-tinge-di-rosa/">dall’arrivo a Brescia del Giro d’Italia</a>, non si placano le<a href="http://www.quibrescia.it/cms/2013/05/07/giro-ditalia-la-tappa-bresciana-vale-750mila-euro/"> polemiche sui costi</a>.</p>
<p><strong>A riaccenderle, i cassonetti rosa che sono c</strong>omparsi in città negli ultimi giorni. “Quale sarà la misteriosa  malattia che fa cambiare colore ai cassonetti? Sarà”, si chiede Isaac Scaramella, candidato per Lista Marco Fenaroli-Al lavoro con Brescia alle amministrative, “un’installazione artistica? Saranno le  piogge cariche di inquinanti che fanno cambiare colore ai cassonetti della nostra  città in questi giorni? No. Sono i cassonetti rosa per dare il benvenuto al giro d’Italia. La polemica sui costi dell’arrivo del giro è ormai nota, ma la giunta Paroli sembra non mettere  limiti alla fantasia quando si tratta di spendere”.</p></div><div><p><strong>Le ipotesi, per Scaramella, sono due: l’amministrazione</strong> comunale ha pagato di tasca propria i cassonetti rosa. “In questo caso lo  spreco di denaro pubblico, in un momento in cui ci viene ribadito come un mantra che non si  possono fare piste ciclabili/servizi sociali/spese per la cultura per carenza di fondi, è  lampante”. L’altra ipotesi è che qualche sponsor misericordioso abbia deciso di finanziare i cassonetti. “In tal caso mi domando,  se lo sponsor voleva finanziare qualcosa di utile per il giro, non poteva contribuire alla  necessaria riasfaltatura delle strade oppure alle spese per le misure di sicurezza? In questo ragionamento evito di pensare alle relazioni tra la ditta OMB e la giunta”.</p>
<p><strong>Secondo Scaramella, “probabilmente, risp</strong>etto ai 700.000 euro di cui si parla, non sono  il capitolo di spesa maggiore nel bilancio salato  dell’arrivo del giro a Brescia, ma mi sembrano esempio della gestione assolutamente leggera del denaro pubblico della giunta Paroli. Brescia merita una amministrazione che faccia un uso più razionale e  trasparente delle risorse pubbliche”.</p></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 May 2013 13:17:44 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Obiettivo 90% differenziata a Brescia. M5S: «Inceneritore trappola del secolo scorso»</title>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-text first">
	Il convegno dei grillini sulla strategia Zero Waste: grandi ospiti politici come Crimi o la candidata Gamba, grandi esperti come Ruzzenenti e Cerani. Obiettivo dichiarato il 90% di raccolta differenziata</div>
<div class="element element-textarea last">
	<div><p>Riprendiamoci Brescia, un passo alla volta, il Movimento 5 Stelle si avvicina alla tornata elettorale dei prossimi 26 e 27 maggio con quello che fin dagli esordi, quando tutto era ancora un Meet Up, è sempre stato un suo cavallo di battaglia. Lo ha ricordato proprio Vito Crimi, in apertura al convegno andato in scena ieri pomeriggio presso l’auditorium Capretti degli Artigianelli, in Via Piamarta: “Il mio primo impegno da attivista, ed eravamo solo un Meet Up, risale al 2007 e fu diretto proprio su questo tema. Partecipare e aderire all’assemblea nazionale per i Rifiuti Zero, cambiare completamente metodo perché questo è il punto fondamentale. Non è più solo un problema tecnologico ma è un problema culturale: bene sarà quando non penseremo più ai rifiuti come una risorsa, ma quando potremo dire rifiuti, quali rifiuti?”.</p></div><div><p>Un tema che sembra interessare parecchio Brescia e Provincia, lo dimostrano gli incontri cittadini (l’ultimo dei quali organizzato un paio di giorni fa da Brescia Solidale e Libertaria) o l’avvicinarsi del Firma Day che coinvolge perfino gli studi di Radio Onda d’Urto. Zero Waste, rifiuti zero: un movimento internazionale che si pone l’obiettivo di raggiungere la quota zero assoluto, o quasi, entro il 2020 perché ancora oggi “l’Europa vive una totale insostenibilità ecologica”.<br /><br />Ieri pomeriggio però si è parlato soprattutto di Brescia. Come ha ricordato il celebre Marino Ruzzenenti, un vero e proprio sistema: “Un sistema costruito nel secolo scorso dall’ingegner Renzo Capra e che ha segnato profondamente la città, una città che oggi eredita le più esemplari trappole tecnologiche del secolo scorso. Grandi sistemi centralizzati, spreco pazzesco di risorse, uso e abuso di combustibili fossili”. Il riferimento chiaro è all’inceneritore, “costretto a funzionare a pieno regime perché legato al teleriscaldamento e alla produzione di energia, insomma dobbiamo alimentarlo a tutti i costi, e i rifiuti bresciani non bastano, bisogna importarli da fuori Provincia”.<br /><br />“Se non si mette in discussione questa strategia non se ne esce più fuori – ha aggiunto Massimo Cerani, ingegnere esperto di gestione dei rifiuti – e se vogliamo parlare di revisione delle politiche ambientali ed energetiche non possiamo allora non mettere in discussione questa cattedrale, questo inceneritore. Un impianto che anche dal punto di vista tecnologico è stato realizzato in ottica di risparmio, un impianto mostruoso da 800mila tonnellate (tra i più grandi d’Europa) ma che copre meno di 80mila abitanti. A conti fatti, prende i rifiuti da 100 e dà calore a uno. Oppure, prende i rifiuti da 100 e dà energia elettrica a due. La nostra più che una provocazione è una constatazione: non serve assolutamente a nulla!”.<br /><br />Eppure, continua Cerani, un impianto di questo tipo a pieno regime e a pieno utilizzo potrebbe ‘sfamare’ i bisogni energetici di circa cinque milioni di abitanti, “praticamente mezza Lombardia”. Oltre a Brescia, i paesi virtuosi: le esperienze del bergamasco, raccontate anche dai consiglieri Giampiero Maccabiani e Dario Violi, il riferimento magari alle esperienze bresciane come la leghista Prevalle o la piddina Castel Mella.<br /><br />“Se io devo portare una cosa a zero, allora devo cercare di non produrla – spiegano infatti i grillini nel loro gran finale – Dobbiamo imparare a comportarci in un certo modo, con il riuso o il riciclo. E dobbiamo imparare a rispondere a tutti quegli amministratori che per giustificare l’incenerimento parlano di recupero di energia. La normativa europea invece parla chiaro: il recupero di energia è subordinato al recupero di materia. Ovvero, tutto ciò che può essere recuperato in materia non può e non deve essere recuperato in energia”.</p></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:51:16 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Desenzano: «Energia con il vento dei Tir». Turbine eoliche in autostrada </title>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-text first">
	Sistema rivoluzionario da un'idea di alcuni imprenditori veronesi: già avviate le prove sul campo. Sfruttando lo spostamento d'aria l'elica può accumulare Megawatt. Il primo impianto sperimentale è vicino al casello del Monte Alto </div>
<div class="element element-textarea last">
	<div><p>Il vento generato dallo spostamento d'aria che i Tir provocano in autostrada può essere trasformato in energia. La ricerca sperimentale è iniziata in un tratto della A4 Brescia-Padova, nei pressi del casello di Desenzano in zona Monte Alto, dove sono stati compiuti i rilevamenti con gli anemometri ed è stata portata una turbina verticale posizionata su un carrello e collocata appena oltre il guard rail.</p></div><div><p>L'IDEA è nata da un ingegnere veronese, Giovanni Favalli che insieme ad altri due amici Stefano Sciurpa e Gianluca Gennai ha creato «una start up» a La Spezia. La giovane azienda ha ideato e realizzato una turbina per recuperare e sfruttare lo spostamento d'aria prodotto dai camion. La turbina «Atea» (questo il nome della ditta), in cui Enel ha creduto e investito con un primo finanziamento per le sperimentazioni pari a 250 mila euro, non assomiglia per niente alle normali pale eoliche: sembra un «fusillo» che gira a spirale su sè stesso, spinto dalla botta d'aria del passaggio di un mezzo pesante.</p>
<p>QUASI UN PARADOSSO: i «bisonti» della strada, quei camion spesso additati come sinonimo di una mobilità inquinante, retrograda e poco sostenibile, diventano fonte di un'energia rinnovabile e ad emissioni zero. Anche per questo, l'idea è geniale. Il progetto può davvero cambiare il modo di considerare le autostrade: dopo i pannelli a energia solare collocati su chilometri di barriere fonoassorbenti, ora un altro progetto di green economy: i test sono stati incoraggianti, ci sono margini per continuare e produrre queste pale eoliche ad asse verticale, rifinite a La Spezia. Il progetto è seguito da Serenissima Trading, la società di A4 Holding che si occupa delle aree di servizio e proseguirà con nuovi finanziamenti Enel. Anche se i problemi non mancano: risulta difficile collocarle in serie lungo l'autostrada, ogni 50 metri, oltre i guard rail, con conseguenti problemi di sicurezza e di visibilità. Meglio aspettare i primi risultati dell'esperimento, poi si deciderà se andare oltre. Si vuole costruire lungo la A4, a Desenzano, il primo parco eolico autostradale d'Europa, da portare come esempio concreto all'Expo 2015. Sfruttando il «vento» dei Tir, è stato calcolato, si possono produrre 3 Megawattora l'anno per turbina. Dieci turbine in fila a 50 metri di distanza producono un totale di 30 Megawattora. Una risorsa in più, lì a portata di mano, per un'Italia affamata di energia e di innovazione.</p></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:40:25 +0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Braone: le centraline che minacciano i torrenti</title>
			<link>http://www.bresciapoint.it/index.php?option=com_zoo&amp;task=item&amp;item_id=8119&amp;Itemid=266</link>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-text first">
	I pescatori sportivi invitano a un incontro di sensibilizzazione Un filmato dedicato al Palobbia rilancia il dibattito Servono nuove regole che non scavalchino i comuni </div>
<div class="element element-textarea last">
	<div><p>Al centro dell'attenzione ci saranno la situazione e i rischi di un corso d'acqua locale, ma sarà solo lo spunto per dare vita a una iniziativa di sensibilizzazione di portata molto più ampia. Parliamo dell'appuntamento allestito per oggi dal presidente e dai soci dell'associazione «Amici pescatori sportivi» di Braone, un gruppo che aderisce al Comitato per le acque a uso idroelettrico (ne fanno parte ben 25 realtà della Valcamonica) che da sempre lavora per il rispetto del principio del deflusso minimo vitale da parte dei gestori di centrali idroelettriche.</p></div><div><p>E che naturalmente opera per la salvaguardia della qualità ambientale del torrente Palobbia. Questa sera alle 20,30, nell'aula magna della scuola elementare di Braone verrà presentato il cortometraggio di 15 minuti intitolato «Atlante silvestre» girato dal milanese Micol Roubini e dal varesino Lorenzo Casali (entrambi si occupano di progetti di lettura del paesaggio) proprio nel territorio di Braone, dalle sorgenti dello stesso torrente (a quota 2.700 sul monte Frerone) fino allo sbocco (ai 390 metri di altezza del paese) nel fiume Oglio. Il filmato introdurrà il tema della serata, ovvero «Guardano un torrente e vedono soldi», il cui titolo è più che eloquente.</p>
<p>Si tratta di un incontro informativo seguito da un dibattito sullo sfruttamento delle risorse idriche sul territorio camuno, e in particolare sulla realizzazione delle centraline idroelettriche che si stanno moltiplicando all'inverosimile anche grazie al rilascio di concessioni da parte della Provincia senza tener conto dell'assenso preventivo dei comuni interessati e competenti per territorio. A questo proposito nell'ultima assemblea della Comunità montana è stata approvata una mozione, che ha come primo firmatario il vicesindaco di Cividate Fabio Gelfi, volta tra l'altro a rendere vincolante proprio l'assenso delle amministrazioni comunali. Nella «raccomandazione» viene pure richiesta la modifica della normativa, in base alla quale la Regione ha fissato in un risibile 3% la misura di compensazione per il territorio.</p></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 May 2013 08:21:25 +0000</pubDate>
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			<title>Idro: “opere milionarie” dalla Regione per trasformare il lago in una diga sfruttata da alcuni privati</title>
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			<description><![CDATA[<div class="element element-textarea first last">
	<div><p><span class="news_testo">Falso ideologico: questo il reato che i Comitati del Lago d’Idro intendono formalizzare nei confronti della Regione Lombardia.</span></p></div><div><p><span class="news_testo">Nonostante le copiose precipitazioni che hanno caratterizzato le settimane scorse, il bacino lacustre - nei momenti di massima piena – ha raggiunto poco meno di quota 370 metri sul livello del mare. Un dato che ha avvallato le ipotesi dei Comitati secondo cui le “opere milionare” volute dalla Regione altro non sarebbero che il pretesto per trasformare il bacino in una diga che verrebbe poi sfruttata da taluni privati per mera speculazione. “La terza galleria e le nuove paratoie - sostiene Gianluca Bordiga, portavoce del gruppo “Amici della terra” - con annessa savanella per facilitare ulteriormente lo svaso sono inutili, e lo dimostrano i fatti, non le supposizioni”. La Regione, però, sembra non avere intenzione di ascoltare le tesi dei vari comitati. Infatti, con la recente approvazione del Ministero dell’ambiente, l’ente presieduto da Roberto Maroni continua a sostenere la necessità della costruzione di una nuova traversa ed una nuova galleria per mettere in sicurezza il bacino. Un’operazione che se attuata si aggirerebbe - circa – intorno ai 50 milioni di euro. Pronta la replica di Bordiga che intende portare avanti la battaglia dei comitati e delle associazioni ambientaliste: “La nostra azione popolare (…) - riferisce il portavoce del gruppo “Amici della terra” - è determinata a portare avanti l´istanza in ogni ufficio competente, e a questo si affiancherà una nuova azione legale contro la Regione: l´ipotesi di reato che verrà avanzata è quella di falso ideologico”.</span></p></div></div>]]></description>
			<pubDate>Sun, 19 May 2013 07:42:12 +0000</pubDate>
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