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<?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/rss2full.xsl" type="text/xsl" media="screen"?><?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css" type="text/css" media="screen"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442</atom:id><lastBuildDate>Sun, 20 Jul 2008 01:47:49 +0000</lastBuildDate><title>bundosuzuki * viva la evoluciòn</title><description /><link>http://bundosuzuki.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Rob)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>237</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/bundosuzuki" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId>714112</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://www.feedburner.com</feedburner:feedburnerHostname><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-6971984526438263850</guid><pubDate>Sat, 19 Jul 2008 06:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-19T08:04:59.353+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">afterhours</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">concerto</category><title>Manuel sputa</title><description>Se andate ad un concerto degli Afterhours vi consiglio di mettervi almeno a cinque metri dal palco poiché Manuel, il cantante degli Afterhours, ogni tanto scatarra sui giovani d'oggi. Era così, per farvelo sapere.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/339654892" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/339654892/manuel-sputa.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/07/manuel-sputa.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-5849541351109155394</guid><pubDate>Mon, 14 Jul 2008 22:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-15T09:27:51.606+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">guru</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">matteo cambi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">euforia</category><title>Pensa a me, a Fiorani, a Ricucci</title><description>La vicenda di Matteo Cambi verrà utilizzata in tutte le salse: frotte di giovani lucignoli della bella vita (invidiosi e onanisti) si abbatteranno sulla storia avidi di particolari. Sette virgola cinque milioni di euro per arredare le sue case, altri sette in viaggi privati, due milioni solo in orologi, altri due per Mercedes, Ferrari e Porsche, uno sproposito per l'acquisto di elicottero e aereo privato, che usava anche per andare da Parma a Milano. Cose così insomma. E va bene, va bene così. La gente ci sguazza sotto l’ombrellone leggendo queste cifre e pensando a quanto ammonta la rata del plasma che ha appena comprato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matteo Cambi secondo me è un genio, genio nell’accezione di uno che l’ha pensata giusta. Perché arrivare a fatturare milioni d’euro (miliardi di lire fa più effetto?) vendendo delle cazzo di t-shirt con una margherita sopra, roba che ti disegna anche un bambino di cinque anni, non può essere che un fottuto genio. E aveva solo 23 anni.&lt;br /&gt;Così si ritrova una quintalata di bei soldini che cominciano a dargli un po’ alla testa. Diciamo che tira un po’ troppo la corda e tira di qua, tira di là, la corda si spezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Cambi non è altro che  una versione macroscopica di tutto quel microcosmo di signorotti che tirano troppo la corda. Così nei depositi delle banche hai interi parchi auto di chi compra e non riesce a pagare: e la più piccola è un’X5. Così ti ritrovi quello che chiede un prestito per una vacanza a Porto Cervo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;perché voglio andare a vedere Lele Mora&lt;/span&gt;. Così ti ritrovi quello che si compra &lt;a href="http://www.mantellini.it/2008_07_01_archive.html#6419487566272125661"&gt;tre iPhone&lt;/a&gt;: uno per lui, uno per sua &lt;span style="font-style: italic;"&gt;filia &lt;/span&gt;e uno per sua &lt;span style="font-style: italic;"&gt;molie &lt;/span&gt;(molto probabilmente questo è uno scherzo ma ci sono questi tizi, fidatevi: solo non si vedono).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Datemi una maglietta, ci faccio una scritta del cazzo sopra, un po’ ricercata ecco ma nulla di ché, poi piazzatemela in un negozio “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;in&lt;/span&gt;” a centoventi euro. E’ una maglietta signori, costo massimo a dirla tutta cinque euro? Dopo una settimana l’avranno tutti: i caproni vanno dove costa di più. La legge è una sola e nemmeno troppo complicata:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;costa tanto = non tutti se la possono permettere = è di elite = è ok.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il marketing l’ha capita e alza sempre più il tiro. Fino a pagare una minchia di un cappellino di lana &lt;a href="http://bundosuzuki.blogspot.com/2007/12/86-euro.html"&gt;86 euro&lt;/a&gt;.  E fanno bene, fanno benissimo. Anzi, li dovrebbero mettere ancora più alti: mettici tutte le spese che vuoi ma io azienda 50/60 euro a maglietta li guadagnerò pure. Fai per diecimila: 500.000 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambi, quel fottuto genio, ne ha vendute tre milioni in tre anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_14/cambi_corona_a985bdb2-517b-11dd-a6b4-00144f02aabc.shtml"&gt;Il titolo è copyright di F. Corona&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;: «Non ti preoccupare Matteo» lo rincuora, «tanto come vedi un po' di carcere non si nega a nessuno. Benvenuto nel club. Pensa a me a Fiorani, a Ricucci... Ce la farai, anche se è una tragedia e non ha senso quello che ti stanno facendo».&lt;/span&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/335525483" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/335525483/pensa-me-fiorani-ricucci.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/07/pensa-me-fiorani-ricucci.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-2565846405538412770</guid><pubDate>Mon, 14 Jul 2008 10:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-14T12:11:57.005+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">euforia</category><title>La vostra frigidità ucciderà il mio entusiasmo</title><description>Uno ci prova, ci mette tutto l'entusiasmo possibile. Perchè ci tiene, perchè lo vuole fare. E ci mette del suo tempo libero, delle sue risorse, della sua vita. Energia che uno potrebbe spendere in mille milioni di modi diversi ma che invece decide di impiegarla proprio lì. Uno corre, si smazza, si impegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cosa? Per niente, nulla, zero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signori, la vostra frigidità ucciderà il mio entusiasmo.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/334974196" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/334974196/la-vostra-frigidit-uccider-il-mio.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/07/la-vostra-frigidit-uccider-il-mio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-772795528043228225</guid><pubDate>Sat, 12 Jul 2008 10:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-14T12:10:07.435+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sigur ros</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">firenze</category><title>Con un ronzio nelle nostre orecchie ascoltiamo senza fine</title><description>Ci sono concerti a cui sei legato particolarmente e che ricordi più di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo i Casino Royale nel '96 a Modena.&lt;br /&gt;Ricordo i Subsonica nel '97 alla vecchia sede dell'Estragon. Eravamo in quattro gatti e fu un concerto spettacolarmente intimo.&lt;br /&gt;Ricordo i Korn sempre nel '97 al Vox (!) di Nonantola. Come supporter c'erano i Limp Bizkit, sconosciutissimi all'epoca a parte il rifacimento di &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=rCSr5MQzplI"&gt;Faith&lt;/a&gt;, con un Fred Durst che continuava a fare il dito medio e tutta la gente che lo mandava a fanculo.&lt;br /&gt;Ricordo i Bluvertigo a Modena che suonarono fantasticamente.&lt;br /&gt;Ricordo vari concerti degli Afterhours e quello di Casoni dei Marlene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che ricorderò per sempre anche il concerto di ieri sera dei Sigur Ròs al giardino dei Boboli a Firenze. Un'ora e quarantacinque minuti senza fiato. La gente, tutta, in religioso silenzio.&lt;br /&gt;Potevi sentire il respiro di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/J%C3%B3n_%C3%9E%C3%B3r_Birgisson"&gt;Jònsi&lt;/a&gt;, sentire i suoi battiti. Pelle d'oca. Commozione. La gente tutta estasiata. Tutto praticamente perfetto tranne la durata: troppo corto.&lt;br /&gt;La location, i suoni, l'esecuzione, il pubblico: la complicità creata dalla gente è stata un particolare non trascurabile tant'è che all'esecuzione di &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=eJuDE8heHRI"&gt;Gobbledigook&lt;/a&gt; si è tutta alzata dai posti portandosi verso il palco e battendo all'unisono le mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La chiusura con &lt;a href="http://sigur-ros.mistur.org/sigur_ros_untitled8.mp3"&gt;untitled #8&lt;/a&gt; è stata unica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine la gente parlava, sorrideva. Nel parco. Bello, veramente tutto bello.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/333499938" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/333499938/con-un-ronzio-nelle-nostre-orecchie.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/07/con-un-ronzio-nelle-nostre-orecchie.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-5431973333471517748</guid><pubDate>Wed, 09 Jul 2008 21:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-10T01:35:34.712+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">93</category><title>93</title><description>Se all'improvviso ti chiamassi e ti dicessi:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"Ti chiamo per dirti addio, per dirti che tra un po' non ci sarò più, che tra un po' morirò. Lo so per certo. Non ci rivedremo più, questa è l'ultima volta che ci sentiamo. Per sempre."&lt;/blockquote&gt;Tu, cosa mi diresti?&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/331224205" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/331224205/93.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/07/93.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-6133741147676447949</guid><pubDate>Fri, 04 Jul 2008 09:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-04T11:31:17.874+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">euforia</category><title>Sono un tecnico</title><description>Di gente logorroica ne ho piene le palle.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/326525399" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/326525399/sono-un-tecnico.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/07/sono-un-tecnico.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-7892726276135178264</guid><pubDate>Thu, 03 Jul 2008 19:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-03T21:03:15.977+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">yeah</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">euforia</category><title>Ho il potere e non lo sapevo</title><description>Ho il potere  e non lo sapevo. Il potere di incontrare persone famose nei posti più impensabili.&lt;br /&gt;Fu così con Christian De Sica uscendo da un negozio di Roma; era un negozietto di una viuzza del centro, non ricordo nemmeno cosa vendesse. Io comprai una bandana (erano gli anni '80...). Lui era lì con una donna e con un bimbo, credo suo figlio. Era abbronzatissimo.&lt;br /&gt;Fu così con Tullio De Piscopo; ero in vacanza in un paesino degli Appennini modenesi, una frazione di Sestola di poche anime. Lui era lì a giocare a carte. Giuro. Tullio De Piscopo a giocare a carte in un paesino di cinquanta anime.&lt;br /&gt;Fu così con Bono Vox; stavo andando in stazione dopo la lezione all'università. In via Indipendenza mi blocco davanti all'Hotel Baglioni per una ventina di persone che ostruivano passaggio. Mi innervosisco, ero in ritardo e rischiavo di perdere il treno. Così aggiro il gruppo, vado sulla strada e praticamente mi imbatto con questo nano con gli occhiali gialli.&lt;br /&gt;Ed è stato oggi con Giorgio Panariello. Ero allo spaccio (!) di Gaudì a Carpi. Stavo guardando, scorrendoli, dei jeans. Dall'altra parte c'era questo tizio coi capelli bianchi (non vedevo il viso, è piuttosto basso) che si mette a scorrerli partendo dall'altro verso. Ci incontriamo a metà. Ci guardiamo. Gli sorrido. Poi io ho fatto la fila per provarli nei camerini iper-affollati. Lui è andato in un camerino riservato. Tuttavia continuo a chiedermi se la quota del canone Rai non sia troppo bassa per costringere ques'uomo a venire a comprare in uno spaccio.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/326039309" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/326039309/ho-il-potere-e-non-lo-sapevo.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/07/ho-il-potere-e-non-lo-sapevo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-8473276697676613514</guid><pubDate>Tue, 01 Jul 2008 19:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-02T00:47:40.661+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Jack Kerouac</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Big Sur</category><title>Warum ist überhaupt Seiendes und nicht vielmehr Nichts?</title><description>&lt;blockquote&gt;« "Se non mi do una mossa subito sono spacciato" mi dico, spacciato come negli ultimi tre anni di disperazione ubriaca, una disperazione fisica e spirituale e metafisica che non si può imparare a scuola per quanti libri si leggano sull'esistenzialismo o sul pessimismo, per quante tazze di ayahuasca visionaria si bevano, per quanta mascalina si prenda, per quanto peyote si ingurgiti – La sensazione di quando ti svegli con il delirium tremens la paura di una morte misteriosa che ti gronda giù dalle orecchie come le grevi ragnatele dei ragni nei paesi caldi, la sensazione di essere un mostro di fango piegato in due che geme sottoterra nella melma fumante trascinando chissà dove un lungo fardello ustionante, la sensazione di stare fino alle caviglie in una pozza di sangue di porco bollente, puah, di essere immerso fino alla vita in un gigantesco pentolone di lavatura di piatti marrone e unta senza più nemmeno una traccia di sapone – La faccia che ti vedi nello specchio è talmente stravolta e deformata dal dolore che non riesci nemmeno a piangere per una cosa così orrenda, così perduta, nessun rapporto con la perfezione di prima e perciò nessun rapporto con le lacrime o altro. »&lt;/blockquote&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Jack Kerouac, Big Sur)&lt;/span&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/324410052" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/324410052/warum-ist-berhaupt-seiendes-und-nicht.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/07/warum-ist-berhaupt-seiendes-und-nicht.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-6848224430227034350</guid><pubDate>Mon, 30 Jun 2008 22:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-01T00:50:37.413+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">teste di cazzo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vacanze</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">riccione</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">euforia</category><title>Momenti di vita esilaranti a Riccione</title><description>Analizzare la gioventù d’oggi è cosa piuttosto facile quando hai a che fare con due giorni passati a Riccione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esci da Villa delle Rose (dopo che avresti potuto pagare cinque euro una bottiglietta d’acqua) e incontri quattro simpatici giovinotti alle prese con il frangivento del BMW cabrio (del padre?). Il team era piuttosto affiatato: due tenevano il frangivento, uno aggiustava i sedili e il quarto leggeva le istruzioni. Tutto indaffarato quest’ultimo, leggeva con grande precisione. Sicuramente dopo saranno potuti andare a sfilare in centro senza farsi venire il torcicollo; beati loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera dopo, quando voglia di spendere ne hai meno, vai in un locale free entry e becchi il tipo che ti spinge mentre tu sei fermo. Ti giri e ti ritrovi davanti questo tizio visivamente deturpato dagli anabolizzanti (più sangue va nei muscoli meno ne va nel cervello e nell’uccello, è una legge naturale contro la quale non puoi farci niente amico mio) che inveisce contro di te:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hai rotto il cazzo di spingere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;E già lì ti domandi come tu avessi potuto spingerlo quando da dieci minuti sei fermo, estasiato da quella splendida musica anni ’90 e da quel turbinio di luci e colori che ti scintillano davanti agli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dai fastidio alla mia ragazza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Capisci che il tipo è un vero duro dopo questa frase, capace di uccidere per il suo amore. Poi vedi lei, visibilmente imbarazzata che fa cenno di no con la testa come per dire: ho un fidanzato cazzone, ne sono consapevole e non so nemmeno io perché continuo a starci assieme.&lt;br /&gt;Avrà almeno l’uccello grosso mi chiedo? No perché io altri pregi non riesco a trovargliene.&lt;br /&gt;Capisci che è un vero frocio quando la fidanzata lo tira a sé e comincia a discutere per il suo comportamento. E così sono andati avanti tutta sera, in uno sfavillio di discussioni.&lt;br /&gt;Ma sono convinto che tu, proprio tu mio supereroe, quando ti ritroverai al bar a bere il caffè davanti ai grugniti dei tuoi amici racconterai l’aneddoto in maniera leggermente diversa e l’unico neurone ancora vivo nel tuo cazzo di cervello avrà una polluzione celebrale. Ne sono certo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa sera, per restare in tema, ti capita questa a cui le pesti inavvertitamente un piede. Colpa tua, ci mancherebbe. Se non fosse che questa comincia ad inveire dicendoti prima che le hai pestato un piede e poi che le hai toccato il culo. Al ché, racimolando l’ultimo briciolo di lucidità ormai devastata dal 2% di rhum bianco contenuto nel tuo cocktail pensi: hey gioia, a parte il fatto che sembri una balena arenata sulla spiaggia vestita col più infimo completino comprato nella più infima bancarella cinese del paese di provincia dove vivrai il resto della tua vita segretaria e pompinara, ti pare che sia messo così tremendamente male da voler venire a toccare il culo proprio a te? Se non fosse altro che per toccarlo mi ci vorrebbe una settimana. E poi deciditi: ti ho pestato un piede o ti ho toccato il culo? O hai semplicemente la faccia come il culo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non glielo dici. Se non altro per rispetto per quell’universo femminile in cui lei ne è entrata a far parte per qualche oscuro ed ignoto gioco divino della casualità cromosomica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’alba ormai è vicina, viale Ceccarini comincia a stropicciarsi gli occhi, i ragazzini della Baia e del Cocco ormai sono scomparsi. Saluti l’avvenire con contentezza: questi saranno il domani immediatamente dopo il tuo e ti convinci sempre più che puoi dormire sonni tranquilli.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/323598548" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/323598548/momenti-di-vita-esilaranti-riccione.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/07/momenti-di-vita-esilaranti-riccione.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-4810103002222524185</guid><pubDate>Fri, 27 Jun 2008 06:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-27T08:39:31.280+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">italia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lippi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">abete</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donadoni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">nazionale</category><title>L'uscita di scena</title><description>Il &lt;a href="http://www.corriere.it/Sport/2008/Euro2008/index46_4974ecf4-437f-11dd-bb33-00144f02aabc.shtml"&gt;farsi da parte&lt;/a&gt; di Donadoni, a prescindere dal fatto che il suo lavoro sia stato svolto bene o male, secondo me è stato davvero molto elegante. Istruttivo.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/321144499" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/321144499/luscita-di-scena.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/luscita-di-scena.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-5163723365971880185</guid><pubDate>Wed, 25 Jun 2008 22:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-26T01:02:02.778+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bologna</category><title>Alma mater studiorum</title><description>Cerco doppia max X euro zona Y.&lt;br /&gt;Ormai non ha più molto senso pitturare i muri a Bologna che tanto dopo due giorni sono pieni di questi annunci.&lt;br /&gt;E' curioso vedere come gli annunci "Offresi" in alcuni periodi dell'anno aumentino per poi sprofondare in altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti ritrovi ad aver vissuto diciannove anni in un posto, coi tuoi amici, con la tua famiglia.&lt;br /&gt;Tutto d'un tratto prendi e te ne vai.&lt;br /&gt;Verso cosa? Una città che non conosci, delle persone che non conosci, una realtà che non conosci.&lt;br /&gt;Prendi, pigli un espresso fetido e malridotto, stringi a te la tua valigia e vai verso qualcosa che non sai come sarà.&lt;br /&gt;Perché? Perché vuoi qualcosa ed hai le palle per ottenerlo.&lt;br /&gt;Palle che io non so se a diciannove anni avrei mai avuto. Anche solo la metà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho fatto l'università a Bologna, una delle città più universitarie d'Italia.&lt;br /&gt;Più di settantamila studenti su trecentosettantamila abitanti. Vedevi arrivare l'ondata di giovani dal sud Italia. Li vedevi incazzati, li vedevi impauriti, li vedevi tenaci. Poi col tempo si abituavano al clima, agli usi, ai costumi. Ho nostalgia di questa gente, gente piena di vita.&lt;br /&gt;I concerti, gli eventi culturali, i meeting: magari immani stronzate alle volte però un modo per aprire la mente. Qualsiasi strumento era consentito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna senza i suoi studenti sarebbe poco più che una città di provincia, non v'è dubbio.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/320064954" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/320064954/alma-mater-studiorum.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/alma-mater-studiorum.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-1719559547132336141</guid><pubDate>Mon, 23 Jun 2008 12:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-23T14:46:22.602+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polizia municipale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">eugenio recuenco</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sigur ros</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">terry richardson</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lorena bobbitt</category><title>Deadly sarcastic, especially in the morning vol.08/174</title><description>1.&lt;br /&gt;Svegliarsi la mattina presto, prendere la pistola di ordinanza che ti fa sentire al di sopra di ogni limite, appostarsi all’ombra di un cespuglio alle 7.30 e fermare le macchine che ti possono creare meno problemi. Questa, poliziotto municipale, deve essere la tua unica soddisfazione. Goditela finché puoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.popplagid.com/discography/Sigur%20Ros%20Med%20sud%20i%20eyrum%20vid%20spilum%20endalaust.htm"&gt;Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust&lt;/a&gt; spacca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;Come passa il tempo. Quindici anni fa &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lorena_Bobbitt"&gt;Lorena Bobbit&lt;/a&gt; evirò suo marito. Loal.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://www.eugeniorecuenco.com/images_03.html"&gt;portfolio&lt;/a&gt; di Eugenio Recuenco spacca anche lui. Inoltre, per i venticinque anni di Taschen è in vendita a 14,90 € il libro “&lt;a href="http://www.taschen.com/pages/en/catalogue/anniversary/all/05702/facts.terryworld.htm"&gt;Terry World&lt;/a&gt;” del fotografo Terry Richardson (quello delle pubblicità della Sisley per intendersi). Non può mancare a fianco della videografia di Rocco (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;via &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.macchianera.net/2008/06/22/settimana-dei-notevoli1/"&gt;Macchianera&lt;/a&gt;).&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/318083498" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/318083498/deadly-sarcastic-especially-in-morning.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/deadly-sarcastic-especially-in-morning.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-3615124787161477781</guid><pubDate>Fri, 20 Jun 2008 08:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-20T10:57:21.796+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">radiohead</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">milano</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">concerto</category><title>Packt like sardines in a crushd tin box</title><description>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Prologo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nella giornata del 18 giugno arrivammo alla barriera di Melegnano alle 17. Ci volle un'ora circa per giungere in via Melzi D'Eril dove parcheggiammo l'auto. L'Arena Civica era a cinquecento metri. Entrammo in un bar per chiedere dove avremmo potuto comprare i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;gratta&amp;amp;vinci&lt;/span&gt; per la sosta e ci ritrovammo a mangiare il salame casalingo e la stria portata da casa proprio sui tavolini del bar, stappando un vinello assieme al titolare e offrendogli per l'ospitalità fette di salamello da un quintale di peso. Il bar è il Nory's Cafè; fateci un salto se vi capita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Epilogo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Uscendo incappamo in un nugolo di gente di cui non capivamo il motivo. Poi lo capimmo. C'erano Brad ed Edward nella zona del mixer. Belli, non c'è che dire. Poi partimmo alla volta di casa: Corso Sempione, Tangenziale Ovest e via sull'A1. Incrociammo il &lt;a href="http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/2458/A1_camion_nel_Taro:_un_ferito_grave_-_Code_tra_Fidenza_e_Parma.html"&gt;guardrail devastato da un camion&lt;/a&gt;. Ci fermammo all'autogrill per un caffè dove orde di gente come noi faceva tappa. Li riconoscevi dalla maglietta. Alle tre spensi la luce. Stanco ma appagato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il concerto potete leggere &lt;a href="http://cabaldixit.blogspot.com/2008/06/go-slowly.html"&gt;qui&lt;/a&gt; che è più bravo di me.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/316076026" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/316076026/packt-like-sardines-in-crushd-tin-box.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/packt-like-sardines-in-crushd-tin-box.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-351144997690146399</guid><pubDate>Tue, 17 Jun 2008 15:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-17T17:48:13.809+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">euforia</category><title>Palliativi</title><description>E' veramente patetico questo tuo chiamarmi per cognome aggiungendo anche il titolo di studio quando cinque minuti prima mi chiamavi semplicemente per nome.&lt;br /&gt;E' il tuo modo per renderti supermegacazzuto, distaccato dalle mie cose, con superiorità viscerale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è giusto così, il miglior palliativo al tuo uccello che non tira più.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/313890752" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/313890752/palliativi.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/palliativi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-2892520775469734750</guid><pubDate>Tue, 17 Jun 2008 09:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-17T11:38:55.054+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">mal di testa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">euforia</category><title>Ho bisogno di pillole che facciano passare il mio malditesta</title><description>Respiri una boccata d'aria e ti rigiri nel letto. Inutilmente.&lt;br /&gt;E intanto passa il tempo e quello che puoi sfruttare dormendo sfuma nell'istante stesso in cui continui a rigirarti nel letto.&lt;br /&gt;Una. Una e mezza. Domani sarà un inferno.&lt;br /&gt;E questo mal di testa che pulsa. Una discoteca techno all'interno del cervello. Wow.&lt;br /&gt;Ti alzi, ti guardi un &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0308443/"&gt;film del cazzo&lt;/a&gt; su Sky per il mero bisogno di dormire.&lt;br /&gt;Pensi: se il film fa cagare molto probabilmente mi addormenterò. E invece no, lo vedi fino alla fine.&lt;br /&gt;Spossato, forse più dalla visione del film, intuisci che la pillola che hai preso sta cominciando ad avere effetto.&lt;br /&gt;Provi a dormire. Le tre e mezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani sarà un inferno.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/313686506" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/313686506/ho-bisogno-di-pillole-che-facciano.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/ho-bisogno-di-pillole-che-facciano.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-2046837170728363074</guid><pubDate>Sun, 15 Jun 2008 18:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-15T20:16:02.758+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">puttana</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">alice</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">troia</category><title>Alice è una gran puttana</title><description>Alice, quella gran troia, mi sta costringendo a collegarmi con un modem 56k.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/312505449" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/312505449/alice-una-gran-puttana.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/alice-una-gran-puttana.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-6878663895316296644</guid><pubDate>Thu, 05 Jun 2008 11:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-05T13:50:15.777+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">teste di cazzo</category><title>A fucilate nei coglioni</title><description>Cacando piscia. Questa è stata la frase più intelligente pronunciata stamattina in autobus da due ragazzetti grassi, unti e brufolosi che avevano bigiato la scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'altra è stata: quella testa di cazzo di mio padre non mi vuole prendere l'iPhone.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/305280291" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/305280291/fucilate-nei-coglioni.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/fucilate-nei-coglioni.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-4570469351540662633</guid><pubDate>Tue, 03 Jun 2008 20:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-03T22:42:37.148+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">euforia</category><title>Condizioni climatiche che mi rendono sterile</title><description>Appunto.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/303996338" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/303996338/condizioni-climatiche-che-mi-rendono.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/condizioni-climatiche-che-mi-rendono.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-7184017354747278292</guid><pubDate>Tue, 03 Jun 2008 07:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-03T10:12:18.712+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">oltrecafe</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">discoteca</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">euforia</category><title>I dominatori del venerdì sera e le suorette in perizoma</title><description>L'Oltrecafé era (è) un locale in provincia di Modena molto in voga all'inizio degli anni 2000. Una casa nel bel mezzo della campagna con giardino e gazebo intorno più una pseudo-piscina chiusa al pubblico (e coperta dalla consolle) di cui il senso rimane estraneo a molti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giuovani frequentatori dell'Oltrecafé, soliti a chiamarlo semplicemente “Oltre”, facevano parte di quella bassa borghesia di Modena e provincia che al venerdì si credevano ricchi e capaci di spaccare questo cazzo di mondo. E ci credevano nel farlo, tant'è che ornavano il proprio corpo di vestiti più costosi dell'auto con la quale arrivavano, una Fiat Punto del '93 che puntualmente si piantava nel fango del parcheggio che non c'era. Perchè il parcheggio era destinato ai veri vip: quelli che avevano il tavolo. Oppure all'ultimo genio che arrivava con il Mercedes del padre. Perché la logica vuole che lo spessore della gente all'interno del locale si misuri dal livello di auto parcheggiate all'ingresso. E, come secondo parametro, la fila all'ingresso. E poiché la matematica non è un opinione più fila hai all'ingresso più il locale è talmente figo che la gente è disposta a farla pur di entrarvi. La fila consisteva in tre canali: uomini, donne e tavoli. Ovviamente la coda era dagli  uomini, of course. Poteva arrivare anche il più triste esempio di essere femminile ma stai certo che quella passava. Meglio avere cento cessi-fighe dentro al locale per poter poi esclamare il lunedì al lavoro: oh, c'era una marea di figa.&lt;br /&gt;I butta-fuori (che negli anni si sono trasformati in butta-dentro – la vendetta è un piatto che va gustato freddo) ovviamente brillavano in intelligenza e così ci si passava quella mezz'ora a due gradi e in camicia (che poi sennò mi tocca pagare anche il guardaroba - porello, sono studente) a parlare dei massimi sistemi mentre negli altri due canali la gente passava. In questo frangente si poteva notare la bassezza umana raggiungere livelli di pietà siderali: gente che pur di entrare pregava uno pseudo-conoscente con cui aveva incrociato lo sguardo due anni prima e che quella sera aveva il privilegio del tavolo, di poterlo fare entrare con lui. Risultato? Superare la fila e sentirsi per cinque secondi un vero vip.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta entrato eri nell'hype! Lo standard era musica da 50 songs per un'oretta buona fino all'una quando entrava lui: Andrea Mazzali. Non un dj. Il dj. Il dj definitivo. La fortuna di Andrea Mazzali è stata il vocalist (che poi non è un vocalist, i vocalist sono tutta un'altra cosa. Al massimo un MC se proprio gli si vuole dare quell'aria figa da inglesismo a tutti i costi) Alle Cavriani. La fortuna di Alle Cavriani è stata Alessia Ventura. Oltre che alla voce da malato di gola perenne e le sue magliettine Fujiko69. La coppia allietava la serata per un'oretta e mezza per poi lasciare il posto per un'ora all'aspirante giovinetto, un pischello scimmiottante preso dall'ultimo locale in voga di Carpi e concludere con l'ultima mezz'ora di OhOhOh - Balliamo sul mondo di Ligabue cantata a squarciagola dai ventenni assatanati dalla figa che avevano intorno e dalle ventenni che a fine serata facevano a gara a chi se l'era tirata di più. Così tutti i venerdì. Del resto mood vincente non si cambia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevamo: &lt;a href="http://www.selvaggialucarelli.it/foto/matrimonio/images/DSC_0098.JPG"&gt;Alle Cavriani&lt;/a&gt;. Un ragazzetto di provincia con la “sfessa” tra i denti che ebbe la brillante idea di fare un qualcosa che negli anni a venire, in provincia, gli hanno copiato tutti. Questo lo ha portato a trombarsi Alessia Ventura quindi chapeau. E, last but not least, di urlare “Su di noi” al Papeetee di Milano Marittima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tavoli erano disposti su di un'alzata ai bordi della pista e i più gettonati erano quelli a fianco consolle. Per tavoli si intendevano degli sgabelli 40x40 centimetri e alti 50 dove per un importo di 120 euro portavano un bottiglia di vodka alla pesca e dieci bottigliette da 20cl di Lemonsoda. In alternativa una bottiglia di Havana (ovviamente tre, il sette era per i vip) con dieci bottigliette di Coca da 20cl. E tutto questo era molto figo. Stare al tavolo significava elevare il proprio status sociale di cinquanta centimetri sopra la massa, ovvero quelli dell’alzata. Chi era al tavolo poteva gustarsi il suo cocktail guardando con una nutrita aria di superiorità la gente che sudava sotto, in pista, e cercava di arrabattare lo sguardo della super-figa che avevi di fianco. Figa che non ti avrebbe filato comunque ma che ti guardava con un certo rispetto: anche tu eri al tavolo. Yeah.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I baristi erano giovani pieni di vita appena usciti da scuola che si ritrovavano in quel mondo ovattato del bar di una discoteca. Se chiedevi un mojito non lo sapevano fare. Era troppo complicato, troppo faticoso. Pestare lo zucchero e il lime? Roba da terzo mondo. Avevano i cocktail standard. Se uscivi dal seminato bofonchiavano qualcosa scocciati e se gli andava te lo facevano altrimenti fanculo. Sicuramente avranno fatto una gran carriera nella loro vita, auguro loro tutto il bene possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi le 4. Il tutto finisce, le luci si accendono, le ragazze appaiono per quello che sono: giovinastre col trucco sfatto dal sudore di un locale sempre troppo pieno rispetto al limite consentito. La fila alla cassa per pagare, la fila al guardaroba per ritirare la giacca, la fila per uscire dal parcheggio. Lì gli ultimi timidi approcci del maschio umano alla sua desiderata con frasi urlate dal finestrino alle giovinette che uscivano dal locale del tipo “ooooh, staresti bene messa a novanta”.&lt;br /&gt;Qui il maschio della bassa borghesia perdeva l’incantesimo che l’aveva fatto dominatore del mondo per 5/6 ore. Il sabato si sarebbe svegliato alle due del pomeriggio rintronato dall’alcol e si sarebbe fatto una sega pensando a quanto ben di dio aveva visto la sera prima.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/303553115" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/303553115/i-dominatori-del-venerd-sera-e-le.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/i-dominatori-del-venerd-sera-e-le.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-577406147668458275</guid><pubDate>Mon, 02 Jun 2008 18:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-02T20:58:34.483+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">hipster</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giovvvani</category><title>Essere hipster in provincia</title><description>Capisco che sia dura. Confrontarsi con questa gentaglia con tutte le unghie piene di grasso d'auto, che di tre parole due sono in dialetto, che l'unica marca che credono figa è quella dell'unico negozio che si crede figo nei dintorni. E questo non significa che sia figo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semplicemente questa non è Milano cara mia. Quindi le tue facce scocciate coperte dai tuoi spiritosissimi occhialoni nerd non hanno molto senso. Sei vuoi sentirti davvero &lt;a href="http://pigmag.com/gallery/Parties_Gigs/pig-vs-mtv/IMG_2667.jpg.php"&gt;hipster&lt;/a&gt; cambia luoghi. Perché altrimenti hai del coraggio da vendere.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/303170763" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/303170763/essere-hipster-in-provincia.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/06/essere-hipster-in-provincia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-8996967388937906749</guid><pubDate>Fri, 30 May 2008 15:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-30T18:06:03.102+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">morte</category><title>Della pioggia sui tuoi capelli</title><description>- "Mamma..."&lt;br /&gt;- "Dimmi amore"&lt;br /&gt;- "Anche... anche il nonno di Marco quand'è morto pioveva"&lt;br /&gt;- "Sì, amore"&lt;br /&gt;- "Quindi quando le persone muoiono piove sempre?"&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/301350002" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/301350002/della-pioggia-sui-tuoi-capelli.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/05/della-pioggia-sui-tuoi-capelli.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-7204779600841609854</guid><pubDate>Thu, 29 May 2008 18:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-29T23:30:18.253+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">film</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">francia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">odio</category><title>Grumvalski è morto di freddo</title><description>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span&gt;Ci si sente meglio dopo una bella cacata...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Voi credete in Dio? Non bisogna domandarsi se si crede in Dio ma se Dio crede in noi!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Avevo un amico che si chiamava Grumvalski. Siamo stati deportati insieme in Siberia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Quando ti portano in Siberia nei campi di lavoro, si viaggia nei carri bestiame e si traversano steppe ghiacciate per giorni e giorni, senza vedere anima viva. Ci si scalda l'uno con l'altro ma il problema è che per liberarsi, per cacare, nel vagone non si può! e le sole fermate sono quando bisogna mettere l'acqua nella locomotiva. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Ma Grumvalski era parecchio timido e già quando dovevamo lavarci in gruppo si sentiva molto a disagio. Io lo prendevo un po' in giro per via di questa storia. Insomma, il treno si ferma e tutti noi ne approfittiamo per andare a cacare dietro, dietro il vagone. Ma io gli avevo talmente rotto le scatole al povero Grumvalski che lui decide di andarsene un po' lontano. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Insomma, il treno riparte. Tutti saltano su al volo perchè il treno non aspetta. Il problema è che Grumvalski che se n'era andato via dietro un cespuglio stava ancora cacando. Allora lo vedo correre fuori da dietro il cespuglio reggendosi con le mani i pantaloni per non farli cadere e tentando di raggiungere il treno. Io gli tendo la mano, ma come lui mi tende le sue, deve mollare i pantaloni che gli cadono alle caviglie. Ritira su i pantaloni e si rimette a correre... e i pantaloni gli cascano tutte le volte che Grumvalski prova a tendermi le mani". &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;"Allora insomma, che è successo?"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Niente. Grumvalski è... morto di freddo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Arrivederci...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Arrivederci...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Da &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://youtube.com/watch?v=feL1qnZJqQE&amp;amp;feature=related"&gt;L'haine&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; di Mathieu Kassovitz&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/300803807" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/300803807/grumvalski-morto-di-freddo.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/05/grumvalski-morto-di-freddo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-7482544729021387974</guid><pubDate>Wed, 28 May 2008 20:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-28T22:50:50.629+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">radici</category><title>Agli occhi di una bambina</title><description>Una cosa che mi ha sempre colpito di quando mia nonna mi raccontava della guerra è di quando verso la fine di aprile del '45 gli americani passarono nella via principale del paese e lei, aveva dodici anni, vedeva per la prima volta una persona di colore nero. E la vedeva che masticava, masticava di continuo. E si chiedeva cosa mai masticasse di così duraturo che non finiva mai. Erano chewing-gum e lei non aveva la minima idea di cosa fossero.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/300108364" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/300108364/agli-occhi-di-una-bambina.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/05/agli-occhi-di-una-bambina.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-135908986250082937</guid><pubDate>Tue, 27 May 2008 22:46:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-28T22:45:20.513+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chitarra</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">stratocaster</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">marshall</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chitarristi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fender</category><title>The best fucking rock amps in the industry</title><description>Ehi, dico a te. Sì, proprio a te che suoni la tua Fender Stratocazzo in un gruppettino di sfigati ed eiaculi ad ogni roboante pennata che fuoriesce dalla tua &lt;span style="font-style: italic;"&gt;testata-cassa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Guarda, te lo dico onestamente: hai investito male i tuoi soldi, molto male. E no, non tengo conto delle tue finanze ma semplicemente ti riporto alla realtà.&lt;br /&gt;Continuerai a suonare in questo gruppetto di sfigati la cui massima aspirazione sarà un pubblico di cento persone di cui quaranta saranno tuoi parenti e/o amici e per fare questo non hai bisogno di quell'oggetto alle tue spalle più alto di te che per portarlo in giro hai noleggiato un furgone apposta.&lt;br /&gt;Credimi, non occorre. Anche perchè non suonerai mai in una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;location &lt;/span&gt;(yeah) abbastanza grande da permetterti di alzare il volume più di un decimo di quanto potresti senza che chi ti ascolta non ti mandi affanculo. Credimi, bastava qualcosa di molto più piccolo. Avrebbe suonato meglio e nessuno avrebbe pensato che fosse solamente il prolungamento di un tuo qualcosa veramente piccolo (scegli tu cosa).&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/299420210" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/299420210/best-fucking-rock-amps-in-industry.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/05/best-fucking-rock-amps-in-industry.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2056050189144748442.post-7751614113759582473</guid><pubDate>Wed, 21 May 2008 22:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-22T01:57:44.114+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">myself</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">amici</category><title>Moti immoti</title><description>Caro M.,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tra gli auguri i tuoi sono stati i più sentiti. Nonostante l’oceano a dividerci, nonostante ci si senta poco, nonostante tu ti stia facendo una vita lì ed io una qua, c’è qualcosa che ci lega e che credo sia indissolubile. Ed è un qualcosa di cui ne vado fiero (non l’ho mai nascosto del resto).&lt;br /&gt;Ha ragione tu, il tempo passa così velocemente che pare esser fuori controllo. Tuttavia, anni addietro, la sensazione era quella che il tempo scivolasse tra le dita (come quando raccogli della sabbia e questa lentamente ti scivola dalle mani) mentre ora pare mancare, non essercene mai abbastanza. E’ una percettibile differenza forse mutuata dal fatto che l’adolescenza è ormai terminata e la vita adulta ha iniziato a fare capolino accompagnata dall’incedere delle responsabilità e delle concretezze. O forse perché solo ora sto iniziando ad essere consapevole del mio posto senza aspettare il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutto&lt;/span&gt; venirmi incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ un po’ di tempo che il mio più grande assillo è il futuro. Penso poco al passato se non per corroborarmi coi ricordi che alle volte si fanno talmente pressanti da indurmi un sentimento nostalgico. Dicevo: il futuro. Lo guardo con estrema deferenza e un po’ di timore. Non ho ancora capito il modo per dominarlo e più passa il tempo più mi sento ristretto tra la morsa dell’affabile compiacenza di un futuro dominante e la fatica di uno dominato. Come forse è emerso in qualche nostra discussione credo poco al destino. Gli eventi sono una casualità, nessuno li guida. Ma noi possiamo indirizzarne il percorso (sono consapevole che questo pensiero rispecchia il mio non credere in qualcosa al quale tu, al contrario, credi fermamente).&lt;br /&gt;Oggi è il tuo compleanno: due giorni dopo il mio. Praticamente ci hanno uniti dalla nascita. I ricordi che hai riportato nella tua lettera mi hanno strappato una lacrima. Prima il motorino, le partite a basket, le superiori, l’università. Ed ora la casa, la famiglia, il lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora. Non poi. Ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, non so ancora che ne sarà di noi, di me, di te, delle persone che vivono attorno a noi. C’è una cosa però che mi hai sempre insegnato senza mai dirmela, un insegnamento implicito nelle tue azioni. Prova tutto o almeno prova più che puoi. Soltanto così potrai avere il coraggio e la determinazione di fare una scelta. E’ un’ovvietà, ne sono consapevole, ma non è semplice. Fidati, non è semplice. Ci sto, lentamente, provando. E ho bisogno di tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un abbraccio, R.&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~4/295436152" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feeds.feedburner.com/~r/bundosuzuki/~3/295436152/moti-immoti.html</link><author>noreply@blogger.com (Rob)</author><feedburner:origLink>http://bundosuzuki.blogspot.com/2008/05/moti-immoti.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>
