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	<title>Calabria Notizie</title>
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	<description>Informazione partecipata &#124; Tutte le news e gli approfondimenti sulla Calabria</description>
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		<title>Cleto Festival: dal 19 al 21 agosto concerti, mostre, incontri culturali e degustazioni nel borgo medievale</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2016 14:43:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>CLETO (CS) &#8211; La <strong>sesta edizione del Cleto Festival</strong> si focalizza sulla <strong>differenza tra &#8220;luoghi&#8221; e &#8220;non luoghi&#8221;</strong> al fine di contribuire non solo a ritrovare quel senso di comunità, che le piccole realtà dell’Italia interna stanno perdendo, ma soprattutto di porre particolare attenzione al <strong>fenomeno dello spopolamento</strong>, che interessa più nello specifico le piccole comunità del Sud che perdono abitanti e i tanti abitanti, che pur rimanendo, hanno perso il senso dei luoghi. </p>
<p>Per tre giorni nel <strong>borgo medievale di Cleto</strong> si alterneranno concerti live, mostre, incontri culturali, seminari e degustazioni gastronomiche.</p>
<p>Questa edizione del <strong>Cleto Festival</strong> si apre il <strong>19 agosto</strong> sulle note di <strong>Aldo D&#8217;Orrico</strong> con il suo spettacolo, una fusione di chitarra e voce che è alla base del suo orizzonte sonoro molto apprezzato da un pubblico di diverse generazioni.  </p>
<p>Il <strong>20 agosto</strong> si esibiranno i <strong>Villazuk</strong> formazione cantautorale che si innesta di sfumature country, pop e reggae. I Villazuk sono la fusione di caratteri stilistici variegati, mescolati in un calderone che ha ritmiche dinamiche, colori e dal forte senso melodico. </p>
<p>Sempre il 20 agosto, <strong>alle 19.00</strong>, il suggestivo castello medievale di Cleto diventerà palcoscenico naturale della performance dal titolo &#8220;<strong>Nell’arco del tramonto</strong>&#8221; di Marta Dell’Anno e Andrea Resce. </p>
<p>Il <strong>21 agosto</strong> ci sarà spazio anche per la musica della tradizione popolare con il concerto <strong>Peppe Voltarelli canta Profazio</strong>. Un concerto quello di Voltarelli che rappresenta un simbolico passaggio di consegne ad uno dei più emblematici esponenti della cultura e della canzone d’autore.</p>
<p>Saranno tre invece i parlamenti durante le serate del Cleto festival: si inizierà con l’appuntamento del 19 agosto &#8220;<strong>L’Europa nel fango</strong>&#8221; a cura degli attivisti e free lance Dante Prato e Laura Danzi, e che vedrà la partecipazione di Enzo Infantino, impegnato da anni in missioni umanitarie all&#8217;estero. </p>
<p>Il <strong>20 agosto</strong> sarà la volta dell&#8217;incontro dal titolo &#8220;<strong>Luoghi e non Luoghi</strong>&#8221; che vedrà confrontarsi sul delicato tema del senso dei luoghi e della loro identità <strong>Francesco Bevilacqua</strong>, scrittore e delegato FAI Calabria, <strong>Francesco Falcone</strong>, Presidente Legambiente Calabria, <strong>Gianfranco Donadio</strong>, documentarista Unical e <strong>Franco Roppo Valente</strong> del Cleto Festival. </p>
<p>Il terzo e ultimo incontro invece è previsto per <strong>sabato 21 agosto</strong> e vedrà come protagonista <strong>Antonello Caporale</strong>, già giornalista di Repubblica, attualmente al Fatto quotidiano, con il suo ultimo libro “<strong>Acqua da tutte le parti</strong>”, un nuovo straordinario viaggio in Italia: da Avegno a Favare, da Cassacco a Decollatura, quasi <strong>quindicimila chilometri alla scoperta delle meraviglie e delle disgrazie</strong> di un Paese che fa «acqua da tutte le parti» ma continua miracolosamente a galleggiare. Oltre all’autore ci sarà la partecipazione del giornalista <strong>Alfonso Bombini</strong> e di <strong>Maria Antonietta Sacco</strong> del coordinamento <strong>Avviso Pubblico</strong>.</p>
<p>Tra le mostre allestite, che saranno visitabili per tutta la durata del Festival, quella del <strong>collettivo camera 237</strong>, che  prevede la realizzazione di un percorso che ha <strong>l’intento di accompagnare il fruitore per le vie di Cleto</strong>. L’istallazione ha origine da un libro dalle pagine bianche, sul quale è poggiata una penna che traccia una linea immaginaria della Calabria “Nera”. </p>
<p>Poi, a cura della foto reporter <strong>Nadia Lucisano</strong>, la mostra fotografica dal titolo &#8220;<strong>Tra i borghi assopiti di Calabria</strong>&#8220;, che rappresenta la sintesi di un viaggio tra i borghi disabitati in Calabria, in cerca dei motivi che hanno fatto di questa regione un territorio di continue emigrazioni.</p>
<p>Per gli irriducibili nottambuli le serate del Cleto Festival si protrarranno fino a notte fonda con i dj set programmati.</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.cletofestival.com/wp-content/uploads/2016/07/CF-programma-34-x-24.pdf">VISUALIZZA PROGRAMMA COMPLETO DEL FESTIVAL</a></p>
<p><strong>redazione CN</strong></p>
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		<title>Fotoreportage: le perdute rovine di Casalinuovo</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 15:26:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CalabriaNotizie]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci siamo incontrati per il pranzo a Bova (RC) e dopo pranzo abbiamo pensato di fare una passeggiata. Imbocchiamo così la strada che, tra bellissime vedute panoramiche e svariati tornanti, ci porterà alle pinete dei campi di Bova, per poi snodarsi verso i borghi disabitati di Roghudi Vecchio, con la frazione Ghorio, Africo e Casalinuovo. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo incontrati per il pranzo a Bova (RC) e dopo pranzo abbiamo pensato di fare una passeggiata. Imbocchiamo così la strada che, tra bellissime vedute panoramiche e svariati tornanti, ci porterà alle <strong>pinete dei campi di Bova</strong>, per poi snodarsi verso i <strong>borghi disabitati di Roghudi Vecchio</strong>, con la frazione Ghorio, Africo e Casalinuovo. </p>
<p>Ho proposto ai ragazzi di visitare <strong>Casalinuovo</strong>, che ho sempre visto dall&#8217;altro versante della montagna su cui si trova il <strong>borgo di Africo</strong>, e sembrava che finalmente si fosse presentata l&#8217;occasione di poterlo visitare. I miei compagni di viaggio hanno colto con entusiasmo la proposta e così, dopo una breve sosta per riempire le borracce d&#8217;acqua e un saluto a una mandria di mucche curiose osservatrici, continuiamo sulla strada asfaltata in direzione Casalinuovo.</p>
<p>In assenza di cartelli segnaletici, decidiamo ad un certo punto, interrottasi la strada asfaltata, di lasciare l&#8217;auto e proseguire a piedi immergendoci, attraverso una strada sterrata, in <strong>un bellissimo bosco dove accanto ai pini vi erano anche querce e castagni</strong>, tra il cinguettio degli uccelli e lo sfregare tra loro delle foglie al vento.</p>
<p>Camminiamo per un paio d&#8217;ore e, dopo una serie di tornanti, iniziamo ad interrogarci sul percorso intrapreso ma, alla vista del mar Ionio, abbiamo avuto la conferma di aver sbagliato strada. Senza avvilirci ritorniamo indietro e, raggiunta la macchina, abbiamo la fortuna di incontrare un pastore che seguiva le sue capre, così abbiamo chiesto subito informazioni per raggiungere la nostra meta.</p>
<p>Dopo un piacevole confronto e qualche battuta sulla nostra intraprendenza, ci viene indicata la strada da seguire, e per non rischiare di esser colti al rientro dal crepuscolo, abbiamo preferito proseguire in auto. C&#8217;era un piccolo svincolo non segnalato sulla strada principale e che avevamo del tutto ignorato passando in precedenza. Da qui la strada si fa sterrata ed è indubbio che dopo questo inverno piovoso avrebbe avuto bisogno di una giusta manutenzione. </p>
<p>Lo scenario è avvincente: alla roccia chiara della strada e alle pareti si accostano bene il verde dei boschi e l&#8217;azzurro del cielo. </p>
<p>Per tutto il tempo è stato piacevolissimo ascoltare Giorgio ed i suoi racconti storici circa il<strong> periodo di permanenza e l&#8217;interesse di Umberto Zanotti Bianco verso questi territori</strong> e in particolare la sua <strong>inchiesta &#8220;Tra la perduta gente&#8221;</strong> attraverso la quale mise in luce le condizioni di vita degli africesi (così come precedentemente aveva fatto per la Basilicata), rivisitando la questione meridionale e i grandi nodi del fascismo nel Mezzogiorno con particolare riguardo anche alla questione agraria, ai rimboschimenti ed alle bonifiche.  </p>
<p>Raccontò di come <strong>&#8220;u signurinu&#8221;</strong> (il nome che gli abitanti di Africo gli avevano attribuito) <strong>si stabilì per giorni in una tenda bianca ad Africo</strong>, accogliendo e confrontandosi con tutta la popolazione, scrivendo lettere indirizzate a tutta la penisola per <strong>chiedere aiuto per la costruzione di un asilo e inviando il pane nero</strong>, fatto con una mescolanza di farine di lenticchie, cicerchie ed orzo, per attestare la <strong>scarsità di risorse e viveri</strong> che gli abitanti di Africo dovevano quotidianamente affrontare. </p>
<p>In un passo dell&#8217;inchiesta, Zanotti Bianco scrive: <em>«Le pagnotte che ogni sera compero e spedisco ad amici d&#8217;ogni parte d&#8217;Italia a testimonianza delle condizioni di questo paese, e per raccogliere i fondi necessari per la costruzione dell&#8217;asilo definitivo, non hanno alcuno dei caratteri fisici del pane di frumento e sono in massima parte ammuffite»</em>. </p>
<p><strong>Questo impegno fu ostacolato dal regime</strong> ma, nonostante ciò, Zanotti Bianco riuscì ad ottenere un minimo di conquiste e riscatto per la popolazione di Africo, come riporta lui stesso in una nota conclusiva dell&#8217;inchiesta: <em>«Lo scopo al quale mirava l&#8217;inchiesta condotta ad Africo, fu in parte raggiunto perché, in seguito all&#8217;azione svolta in Prefettura e al Genio Civile fu ottenuta: un&#8217;attenuazione delle <strong>tasse sulle capre</strong>; una riduzione delle zone boschive vincolate; la sospensione della legge sui molini. Il Genio Civile fece poi costruire una <strong>passerella sull&#8217;Apòscipo</strong> e su un altro corso d&#8217;acqua; spostò parte delle case nelle regioni Campusa ove non sono arenarie franabili, costruì <strong>due ricoveri contro le tempeste</strong> sull&#8217;altopiano fra Bova e Africo. Vennero poi, dall&#8217;Associazione per il Mezzogiorno, creati un <strong>Asilo per l&#8217;infanzia</strong> ad Africo e uno nella frazione di Casalnuovo, oltre a un <strong>Ambulatorio dispensario</strong> nel centro maggiore»</em>.</p>
<p>Attenti ad ascoltare i racconti di Giorgio veniamo sorpresi, dopo l&#8217;ennesimo tornante e tanto peregrinare, dalla vista del borgo finalmente lì davanti a noi. Con lo stupore tipico dei bambini scendiamo subito dalla macchina, soddisfatti d&#8217;aver raggiunto la meta.</p>
<p><strong>All&#8217;entrata un cancello per tutelare gli animali</strong>, che qui vivono liberi e l&#8217;incontro con un pastore col quale ci siamo un pò intrattenuti mentre le sue capre vagavano in cerca di cibo.</p>
<p>Ci racconta di come alluvioni, terremoti e una posizione non facile da raggiungere, abbiano reso questo posto <strong>distante dalla frequentazione assidua di persone</strong>. Forti furono i danni subiti col <strong>terremoto del 1783</strong>, ma il colpo di grazia lo diedero le <strong>alluvioni del &#8217;51 e &#8217;53</strong>, quando lente ma incessanti piogge provocarono frane e cascate di detriti che inondarono l&#8217;abitato, trascinando tutto a valle. </p>
<p>La struttura del borgo sembra meno danneggiata rispetto ad Africo; pare che fino ai primi anni novanta qualche abitante continuasse a vivere su questa rupe, tanto che fino ad allora resistette anche il piccolo ufficio postale.</p>
<p>Passano da qui <strong>sentieri escursionistici tracciati con segnaletica</strong>, ed ogni tanto si incontrano gruppi di persone che vengono a visitare quelli che ormai sono ruderi della chiesa, delle case e delle piccole strade che intagliavano questo <strong>piccolo borgo raccolto su una rupe a 755 metri s.l.m.</strong>, alla destra del torrente Apòscipo, esattamente di fronte a quel che rimane di Africo.</p>
<p>Grande l&#8217;emozione anche qui nel <strong>camminare tra i resti della storia</strong>, non troppo lontana, di un paese che i più chiamano fantasma nonostante uomini, animali e piante siano qui a tenere compagnia a quel che rimane della scienza costruttiva di un tempo, godendo di una vista mozzafiato.</p>

<a title="01 . tra bellissime vedute panoramiche e svariati tornanti" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/01-tra-bellissime-vedute-panoramiche-e-svariati-tornanti/'><img src="https://i0.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/01-.-tra-bellissime-vedute-panoramiche-e-svariati-tornanti.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a title="02-.-un-saluto-a--una-mandria-di-mucche-curiose-osservatrici" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/02-un-saluto-a-una-mandria-di-mucche-curiose-osservatrici/'><img src="https://i0.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/02-.-un-saluto-a-una-mandria-di-mucche-curiose-osservatrici.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a title="03-.--in-un-bellissimo-bosco" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/03-in-un-bellissimo-bosco/'><img src="https://i2.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/03-.-in-un-bellissimo-bosco.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a title="04-.-dopo-una-serie-di-tornanti-iniziamo-ad-interrogarci-sul-percorso-intrapreso" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/04-dopo-una-serie-di-tornanti-iniziamo-ad-interrogarci-sul-percorso-intrapreso/'><img src="https://i1.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/04-.-dopo-una-serie-di-tornanti-iniziamo-ad-interrogarci-sul-percorso-intrapreso.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a title="05-.-viene-indicata-la-strada-da-seguire" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/05-viene-indicata-la-strada-da-seguire/'><img src="https://i1.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/05-.-viene-indicata-la-strada-da-seguire.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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<a title="08-.-la-Chiesa-di-Casalinuovo" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/08-la-chiesa-di-casalinuovo/'><img src="https://i1.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/08-.-la-Chiesa-di-Casalinuovo.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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<a title="10-.-All&#039;interno-della-Chiesa" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/10-allinterno-della-chiesa/'><img src="https://i0.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/10-.-Allinterno-della-Chiesa.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a title="11-.-La-struttura-del-borgo-sembra-meno-danneggiata-rispetto-ad-Africo" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/11-la-struttura-del-borgo-sembra-meno-danneggiata-rispetto-ad-africo/'><img src="https://i1.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/11-.-La-struttura-del-borgo-sembra-meno-danneggiata-rispetto-ad-Africo.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a title="12-.-tra-i-ruderi-di-Casalinuovo" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/12-tra-i-ruderi-di-casalinuovo/'><img src="https://i1.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/12-.-tra-i-ruderi-di-Casalinuovo.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a title="13-.-Forti-furono-i-danni-subiti-col-terremoto-del-1783" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/13-forti-furono-i-danni-subiti-col-terremoto-del-1783/'><img src="https://i2.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/13-.-Forti-furono-i-danni-subiti-col-terremoto-del-1783.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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<a title="15-.-esattamente-di-fronte--quel-che-rimane-di-Africo" href='http://www.calabrianotizie.it/fotoreportage-le-perdute-rovine-di-casalinuovo/15-esattamente-di-fronte-quel-che-rimane-di-africo/'><img src="https://i1.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/15-.-esattamente-di-fronte-quel-che-rimane-di-Africo.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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<p><strong>Servizio e foto di Nadia Lucisano</strong></p>
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		<title>Operazione Reghion, scoperto un comitato d&#8217;affari che gestiva la &#8220;macchina amministrativa comunale&#8221; di Reggio</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 13:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CalabriaNotizie]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno fermato dieci persone nell’ambito dell’operazione denominata “Reghion”. Le indagini, avviate nel 2013 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Reggio Calabria, hanno portato all&#8217;acquisizione di concordanti elementi indiziari a carico delle seguenti persone: Barbieri Domenico, Barbieri Vincenzo Carmine, Cammera Antonio Franco, Cammera Marcello Francesco Antonio, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno fermato dieci persone nell’ambito dell’operazione denominata “Reghion”. Le indagini, avviate nel 2013 dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Reggio Calabria, hanno portato all&#8217;acquisizione di concordanti elementi indiziari a carico delle seguenti persone: <strong>Barbieri Domenico</strong>, <strong>Barbieri Vincenzo Carmine</strong>, <strong>Cammera Antonio Franco</strong>, <strong>Cammera Marcello Francesco Antonio</strong>, dirigente Settore Cultura–Turismo–Istruzione e Sport del Comune di Reggio Calabria, all’epoca delle indagini Dirigente del settore Servizi Tecnici; <strong>Fortugno Bruno</strong>, funzionario del Settore Servizi Tecnici e Alta Professionalità per il Servizio Idrico Integrato del Comune di Reggio Calabria; <strong>Kappler Domenico</strong>, <strong>Lucianetti Sergio</strong>, <strong>Patimo Luigi</strong>, <strong>Scambia Alberto</strong>, <strong>Scambia Mario</strong>, indagati a vario titolo per concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata dal metodo mafioso. </p>
<p>Inoltre, è stata contestata la violazione amministrativa del Codice di responsabilità degli Enti Locali a carico di due società operanti nel settore della depurazione delle acque e di fornitura di servizio idrico integrato. </p>
<p>Contestualmente, è stato disposto il sequestro preventivo delle seguenti società, con relativo patrimonio aziendale o quote societarie:</p>
<p>&#8211; ALLUMINIO CONDUTTORI s.r.l. con sede a Brescia ed unità locali a Reggio Calabria e San Ferdinando (RC)<br />
&#8211; ASTEM s.r.l. con sede a Roma ed unità locali a San Ferdinando (RC)<br />
&#8211; ASTER CONSULT s.r.l., con sede a San Ferdinando (RC);<br />
&#8211; ESSEVU s.r.l., con sede a Colonna (RM);<br />
&#8211; GEAR s.r.l., con sede a Reggio Calabria<br />
&#8211; GLOBAL BUSINESS SERVICE S.r.l., con sede a Roma;<br />
&#8211; IDRORHEGION s.c.a.r.l. con sede a Roma ed unità locali a Reggio Calabria;<br />
&#8211; IDRORHEGION SERVIZI s.r.l. UNIPERSONALE con sede a Reggio Calabria;<br />
&#8211; IDROSUR S.r.l. con sede a Roma;<br />
&#8211; PROG.IN. s.r.l., con sede a Roma;<br />
&#8211; RHEGION-AGUA s.c.a.r.l. con sede a Milano;<br />
&#8211; S.O.P. di BARBIERI Domenico &#038; C. s.a.s con sede a San Ferdinando (RC);<br />
&#8211; SMECO LAZIO srl a socio unico, con sede a Roma;<br />
&#8211; TEC.AL.CO. s.r.l., con sede a San Ferdinando (RC) ed unità locali a Brescia e di due esercizi pubblici, il Bar “Winner” e il ristorante pizzeria “Naos” siti a Reggio Calabria frazione Gallico, ritenuti riconducibili a soggetti indagati per associazione mafiosa, per un valore economico complessivo stimato in € 42.500.000 circa.</p>
<p><strong>L’indagine “Reghion”</strong> – dal nome greco della città che la storia vuole fondata intorno al 730-720 a.c. sulla riva destra del Calopinace – mirata a verificare il buon andamento del settore lavori pubblici del comune di Reggio Calabria, <strong>ha dimostrato l’esistenza di un “comitato d’affari” capace di gestire la “macchina amministrativa comunale”, nell’interesse della ‘ndrangheta</strong>: una posizione verticistica sarebbe occupata dall’Avv. Paolo Romeo, di recente coinvolto in altra operazione di Polizia, e dal dirigente pro tempore del settore “Servizi Tecnici” del comune di Reggio Calabria Arch. Marcello Cammera, a cui viene contestata l’ipotesi di <strong>concorso esterno in associazione mafiosa</strong> e che, in base alle accuse, avrebbe <strong>consentito a imprese mafiose l’ottenimento di appalti, aggirando o eludendo la normativa antimafia</strong>, veicolando contratti multimilionari in favore di alleanze imprenditoriali nelle quali l’Avvocato Romeo aveva significativa influenza e co-interessenze, creando condizioni pretestuose per orientare, illecitamente, l’aggiudicazione di appalti pubblici.</p>
<p>Il modus operandi dell’Arch. Cammera sarebbe stato quello di <strong>creare artatamente veri e propri stati di necessità e urgenza</strong>, tali da porre chi si trovava nella posizione di dover decidere innanzi a una situazione in cui le alternative erano la sospensione dei lavori, col rischio di vedere perduti milioni di euro di investimenti, oppure la loro prosecuzione che finiva con l’assecondare il piano criminale fraudolento, congegnato dal dirigente. </p>
<p>Tra le numerose opere pubbliche oggetto di indagine, particolare attenzione è stata riservata all&#8217;aggiudicazione della <strong>gara d’appalto pubblico integrato</strong>, in project financing, avente ad oggetto il completamento e l’ottimizzazione del <strong>sistema di depurazione delle acque</strong>, nonché la <strong>gestione delle risorse idriche nella città di Reggio Calabria</strong>, del <strong>valore di oltre € 250.000.000</strong>. </p>
<p><strong>Le vicende</strong> connesse dapprima alla predisposizione del bando di gara, quindi all&#8217;aggiudicazione, infine alla stipula della conseguente convenzione tra l’ente pubblico e l’aggiudicatario del predetto appalto per la  gestione pluriennale del servizio idrico a Reggio Calabria, <strong>costituiscono l&#8217;emblema del mercimonio delle pubbliche funzioni e della sottomissione dell’interesse pubblico a quello privato</strong>, che sono gli elementi emergenti in maniera tanto disarmante e desolante, quanto eclatante dall’intera indagine. </p>
<p>Le indagni avrebbero evidenziato come <strong>Marcello Cammera, Luigi Patimo, i cugini Alberto e Mario Scambia</strong>, nonché <strong>Domenico Barbieri e Paolo Romeo</strong>, con l’ulteriore complicità del responsabile del servizio idrico del comune di Reggio Calabria, ingegnere <strong>Bruno Fortugno</strong>, abbiano posto in essere azioni volte a <strong>pilotare il bando del servizio idrico integrato in favore dell’unica impresa partecipante</strong>. </p>
<p>Sarà proprio il fratello del dirigente Marcello Cammera, Franco Antonio Cammera a fornire uno spaccato inquietante degli accordi corruttivi evocando esplicitamente, in una conversazione intercettata, della questione “mazzette”. Ecco un <strong>breve passaggio del dialogo intercettato</strong>: “Allora questo incontro &#8230;è dovuto per un lavoro molto importante! &#8230;abbiamo deciso io e mio fratello di farlo, &#8230;perché, è venuta fuori di nuovo, &#8230; il discorso, “mazzette”&#8230;.</p>
<p>La procedura si è sviluppata durante il periodo in cui il Comune di Reggio Calabria era stato sciolto per il pericolo d’infiltrazioni mafiose, ed il governo dell’ente pubblico era stato assegnato ai commissari prefettizi. L’istruttoria, la progettazione e le vicende coeve e successive all’aggiudicazione erano state affidate al Comune di Reggio Calabria, mentre la gestione delle operazioni relative allo svolgimento della gara ed all’aggiudicazione erano affidate alla SUAP provinciale.</p>
<p>A seguito di due successive proroghe, l’aggiudicazione avveniva in favore dell’unico offerente, il Raggruppamento Temporaneo di Imprese composto dalla spagnola Acciona Agua Servicios S.L. ed Idrorhegion S.c.a.r.l. S.r.l., che grazie agli accordi corruttivi aveva potuto presentare il minimo ribasso dello 0,1%. </p>
<p>I cugini <strong>Alberto e Mario Scambia</strong> sono tra i principali referenti di “IDRORHEGION SCARL S.r.l.”, società sorta dalla scissione di ramo d’azienda dalla “ACQUEREGGINE SCARL S.r.l.”. Quest’ultima ha gestito per lunghi anni il sistema di depurazione delle acque, appaltatole dal Comune di Reggio Calabria; mentre, la prima è sorta dalla scissione della seconda, con novazione della relativa partecipazione sociale. </p>
<p>Le indagini avrebbero permesso di accertare che il dominus delle scelte imprenditoriali fosse Alberto Scambia, mentre l’altro socio di fatto e, comunque, soggetto gerente la Idrorhegion S.c.a.r.l., sarebbe Domenico Barbieri, cugino dell’Avv. Paolo Romeo, attraverso il controllo delle restanti quote sociali, pari al 24,4% del totale, intestate alla GEAR S.r.l. </p>
<p>Nella Idrorhegion S.c.a.r.l., il Barbieri svolge il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione e ha investito nella società – sin da quando il ramo d’azienda era ancora incorporato nella Acquereggine – notevoli risorse finanziarie, svolgendo anche una significativa attività di ristrutturazione organizzativa che aveva ridato vigore all&#8217;azienda, superando talune difficoltà registrate sotto la presidenza Mallamaci (espressione della IAM S.p.a.), allorquando la gestione ed organizzazione aziendale era dominata da Alberto Scambia. </p>
<p>Altro protagonista della vicenda, sarebbe l’Avvocato <strong>Paolo Romeo</strong>. Le indagini avrebbero accertato come il Romeo, seppur non rivesta alcun ruolo formale nella vicenda, oltre a palesare cointeressenze imprenditoriali con Barbieri Domenico, vantasse uno speciale rapporto di solidarietà ed influenza nei riguardi di Marcello Cammera. Ed in questo contesto, Romeo sarebbe intervenuto più volte per sollecitare Cammera e Fortugno ad aderire alle pretese degli imprenditori privati, ma anche per comprendere talune dinamiche amministrative connesse al pagamento delle “mazzette”.</p>
<p>Ulteriore personaggio cardine della vicenda corruttiva sarebbe Domenico Kappler, anche se privo di cariche formali che giustificassero il suo coinvolgimento nella vicenda. Si tratta di un manager, legato da stretti rapporti imprenditoriali con Alberto Scambia. Le indagini avrebbero dimostrato come Kappler palesasse evidenti interessi ed attiva partecipazione nella gestione operativa di Acquereggine S.c.a.r.l. e Idrorhegion S.c.a.r.l., significativa capacità d’influenza presso ACEA S.p.a., ma soprattutto svolgesse il ruolo di amministratore delegato della società pubblica “RISORSE PER ROMA” S.p.a. , attraverso la quale aveva conferito a Cammera un incarico professionale che costituiva una porzione del prezzo della sua corruzione.</p>
<p><strong>Sergio Lucianetti</strong> è l’amministratore unico e socio di maggioranza (detenendo il 60% delle quote) della PROG.IN S.r.l., l’impresa a cui il R.T.I. aggiudicatario dell’appalto investigato aveva affidato la concreta esecuzione della progettazione delle opere appaltate.</p>
<p><strong>Luigi Patimo</strong> è il rappresentante della società spagnola ACCIONA AGUA SERVICIOS S.L. (filiazione della ACCIONA AGUA S.A., società leader del settore, con sede ad Alcobendas &#8211; Madrid, dei cui requisiti economici e strutturali si è avvalsa la prima, per partecipare alla selezione indetta dal Comune di Reggio Calabria) che con la citata Idrorhegion S.c.a.r.l., ha costituito dapprima il R.T.I. unico partecipante e, quindi, aggiudicatario del bando di gara per la depurazione delle acque ed il servizio idrico della città di Reggio Calabria, quindi, sempre in compartecipazione con Idrorhegion S.c.a.r.l., ha costituito la società di progetto RHEGION AGUA S.c.a.r.l. tramite la quale doveva essere gestito l’appalto, intorno al quale ruotano le vicende corruttive oggetto d’indagine.</p>
<p>Per come emerso dalle indagini, all’inizio del 2014 si stava avvicinando la scadenza dei contratti di gestione dei servizi di depurazione e dell’idrico, e il comune di Reggio Calabria per sopperire alle carenze del settore, ricorreva al sistema del project financing. Alberto Scambia e Domenico Barbieri, grazie alle informazioni riservate fornite da Cammera e Fortugno, si sarebbero adoperati con largo anticipo nel predisporre le condizioni economico-finanziare necessarie per poter partecipare al bando di gara. </p>
<p>L’obiettivo sarebbe stato quello di creare “ad arte” <strong>condizioni tali da escludere la concorrenza di altre imprese o raggruppamenti temporanei di imprese</strong>, e una volta certi di concorrere “in solitudine”, ricorrendo all’istituto della proroga dei termini di scadenza del bando di gara, aggiudicarsi la stessa con il minimo del ribasso. Il bando, quindi, sarebbe stato viziato ab origine dagli accordi corruttivi preesistenti tra l’impresa e i dipendenti pubblici Cammera e Fortugno i quali, al fine di creare una sorta di  “sbarramento” e impedire la partecipazione delle piccole/medie imprese alla gara, innalzavano i parametri dei requisiti economici di partecipazione. </p>
<p>Nello stesso bando, al fine di massimizzare i profitti del concessionario, Cammera e Fortugno avrebbero indicato un fatturato di volumi d’acqua difforme da quello realmente consumato nel capoluogo reggino, creando le condizioni, affinchè il RTI aggiudicatario potesse conseguire fraudolente restituzioni milionarie da parte del Comune di Reggio Calabria. </p>
<p>Inoltre il dirigente Marcello Cammera si sarebbe impegnato a richiedere due proroghe della scadenza del termine ultimo di presentazione delle offerte, al fine di consentire alla cordata “ACCIONA-IDRORHEGION” di acquisire la matematica certezza di non incontrare la concorrenza di altre partecipanti, riuscendo così ad aggiudicarsi l’appalto con un ribasso assolutamente irrisorio, pari allo 0,1%.</p>
<p>E gli atti contrari dei pubblici ufficiali corrotti proseguivano anche in relazione alla predisposizione dello schema di convenzione che avrebbe dovuto essere sottoscritto dalla Giunta Comunale di Reggio Calabria. L’atto di regolamento del rapporto, infatti, era redatto in maniera completamente sbilanciata in favore del concessionario, prevedendo che dei maggiori risparmi di spesa che da ciò le imprese avrebbero conseguito, si sarebbero fatti carico <strong>gli unici soggetti indifesi nella progettazione del piano criminale: i cittadini di Reggio Calabria. Era stato, infatti, previsto che tali maggiori costi avrebbero zavorrato le bollette dell’utente finale.</strong></p>
<p>Ad oggi la convenzione per la gestione del servizio idrico e depurazione non risulta essere stata ancora firmata dalla Giunta Comunale.</p>
<p>In sintesi, gli imprenditori indagati avrebbero costituito una <strong>stabile organizzazione con predisposizione di fondi neri e ripartizione degli incarichi corruttivi</strong>, in un contesto organizzato tipico di soggetti professionalmente dediti a sviluppare la propria attività aziendale ed incrementare la propria capacità economica e di accaparramento di flussi economici pubblici, praticando professionalmente la corruzione. </p>
<p><strong>Quello di cui fanno parte gli imprenditori e professionisti indagati è un collaudato sistema, organizzato per la consumazione di una pluralità di corruzioni</strong>.</p>
<p>Benché provenienti da diverse realtà imprenditoriali e diverse esperienze professionali, Alberto Scambia, Luigi Patimo e Domenico Barbieri avrebbero costituito un fondo nero, che sarebbe stata la “stanza di compensazione” per la ripartizione dei proventi delle attività delittuose e delle spese extracontabili, molte delle quali funzionali alla corruzione dei pubblici ufficiali. </p>
<p>Un vero e proprio <strong>sistema funzionale ad intercettare ed orientare flussi di spesa pubblica</strong>, per acquisire relazioni privilegiate ed illecite con la Pubblica Amministrazione, acquisendo enormi profitti a danno della stessa.</p>
<p><strong>redazione CN</strong></p>
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		<title>Al Castello Svevo di Cosenza la finale della Start Cup Calabria 2016</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 12:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CalabriaNotizie]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[innovazione e ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[CalabriaInnova]]></category>
		<category><![CDATA[Castello Svevo di Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[finale Start Cup Calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[COSENZA &#8211; Sarà il Castello Svevo di Cosenza la cornice che quest’anno ospiterà gli Awards, l’evento finale della Start Cup Calabria 2016, la competizione di idee d’impresa innovative organizzata da Università della Calabria, Università Magna Graecia, Università Mediterranea e Fincalabra attraverso CalabriaInnova. La VIII edizione della pitch competition calabrese, in programma il prossimo 14 luglio, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Sarà il <strong>Castello Svevo di Cosenza</strong> la cornice che quest’anno ospiterà gli <strong>Awards</strong>, l’evento finale della <strong>Start Cup Calabria 2016</strong>, la competizione di idee d’impresa innovative organizzata da Università della Calabria, Università Magna Graecia, Università Mediterranea e Fincalabra attraverso CalabriaInnova. </p>
<p>La <strong>VIII edizione della pitch competition calabrese</strong>, in programma il prossimo <strong>14 luglio</strong>, con inizio alle 9:30, vedrà 11 team di aspiranti startupper contendersi il podio a colpi di pitch, al cospetto di una giuria composta da esperti, imprenditori, venture capitalist, giornalisti di settore, rappresentanti istituzionali e docenti universitari.</p>
<p>Sono state ascoltate circa 100 proposte, 30 di queste (circa 90 aspiranti imprenditori) hanno partecipato alla settimana di formazione e accelerazione, l’Academy, che si è svolta dal 13 al 27 giugno presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e che ha visto la partecipazione di I3P, l’Incubatore delle Imprese Innovative del Politecnico di Torino, il più importante a livello italiano e uno dei maggiori a livello europeo. Durante questa settimana di mentorship, i team sono cresciuti e hanno lavorato intensamente sui progetti proposti.</p>
<p>Idee molto diverse tra loro, appartenenti a settori altrettanto distanti. </p>
<p>Solo per fare qualche esempio: c’è chi propone soluzioni innovative per proteggere gli edifici e chi ha inventato il modo per ridurre la resistenza agli antibiotici; c’è chi ha pensato a un sistema in grado di orientare il turista alla scoperta del territorio o chi vuole costruire un network professionale in ambito “comics”. E ancora: qualcuno ha ben pensato di semplificare la ricerca e l’offerta di lavoro occasionale e chi propone una collezione di gioielli di design realizzati attraverso l’utilizzo di tecniche e materiali innovativi. </p>
<p>Al termine della competizione saranno decretati i <strong>vincitori di questa VIII edizione della Start Cup Calabria</strong> che, oltre ad aggiudicarsi premi in denaro e servizi di consulenza per la costituzione e l’avvio della impresa, accederanno alla <strong>finale nazionale del PNI</strong>, il Premio Nazionale per l’Innovazione, che quest’anno si svolgerà a Modena nei giorni 1 e 2 dicembre.</p>
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		<title>“Il racconto e la terra”, a Staiti alla ricerca della storia della nostra terra attraverso il racconto</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2016 12:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CalabriaNotizie]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente e trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Fedora]]></category>
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		<description><![CDATA[STAITI (RC) &#8211; Staiti, a ridosso di un costone di montagna nei pressi di Brancaleone, è il comune meno popolato della Calabria. E’ il luogo in cui si svolgerà “Il racconto e la terra” fra il 16 e 17 luglio, a cura delle associazioni Terrearselab e Fedora– la città e gli scambi, all’interno del ciclo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>STAITI (RC) &#8211; Staiti, a ridosso di un costone di montagna nei pressi di Brancaleone, è il <strong>comune meno popolato della Calabria</strong>. E’ il luogo in cui si svolgerà “Il racconto e la terra” fra il 16 e 17 luglio, a cura delle associazioni <strong>Terrearselab</strong> e <strong>Fedora</strong>– la città e gli scambi, all’interno del <strong>ciclo di eventi “Calabria: terra al bivio”</strong>. Il ciclo nasce dalla necessità di fare i conti con la storia che la regione sta attraversando, fatta di partenze e abbandoni, ma anche di creatività e innovazione.</p>
<p><a href="https://i1.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/il-racconto-e-la-terra.jpg"><img class="alignleft  wp-image-42689" src="https://i1.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/il-racconto-e-la-terra.jpg?resize=245%2C169" alt="il-racconto-e-la-terra" width="245" height="169" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>“Il racconto e la terra” è un evento strutturato in <strong>laboratori e attività che ruotano intorno al racconto</strong> in rapporto al tema della “terra”, fulcro della vita delle comunità aspromontane. Alla ricerca di un futuro possibile per le aree come Staiti, da sempre geograficamente marginali, si proverà a ri-leggere le tracce del passato con gli occhi del presente, per riconoscere quegli elementi identitari che possono essere linfa vitale per l’avvenire.</p>
<p>Il racconto sarà lo <strong>strumento per evidenziare</strong> la completezza dei luoghi, le loro contraddizioni, le difficoltà ma anche la forza viva, la presenza nel mondo di uomini e donne volte al superamento di difficoltà per la realizzazione delle proprie vite.</p>
<p>Dalla lettura all’astronomia, dalle esperienze del territorio alla conoscenza delle <strong>tracce di un passato sopito</strong>, andremo alla ricerca di un “storia” che ci permetta di <strong>recuperare un’antica confidenza verso la Terra</strong> per trovare un posto dentro di essa, oggi.</p>
<p>Le diverse proposte sono curate da esperti e studiosi che con un approccio partecipativo e attivo renderanno protagonista l’esperienza dei singoli.</p>
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		<title>&#8220;Forme del vuoto&#8221;, al MAON la mostra dell&#8217;artista Fiorenzo Zaffina</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 16:47:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
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		<category><![CDATA[installazione fiorenzo zaffina]]></category>
		<category><![CDATA[MAON Fiorenzo Zaffina]]></category>

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		<description><![CDATA[RENDE (CS) &#8211; Al MAON Museo d’arte dell’Otto e Novecento di Rende (Cs) si inaugura giovedì 21 luglio la mostra “FIORENZO ZAFFINA / Forme del vuoto” curata da Tonino Sicoli e Massimo Scaringella, con il patrocinio del Comune di Rende e del Centro per l’Arte e la Cultura “A. Capizzano” – Rende e con la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>RENDE (CS) &#8211; Al <strong>MAON Museo d’arte dell’Otto e Novecento</strong> di Rende (Cs) si inaugura <strong>giovedì 21 luglio</strong> la mostra “<strong>FIORENZO ZAFFINA / Forme del vuoto</strong>” curata da Tonino Sicoli e Massimo Scaringella, con il patrocinio del Comune di Rende e del Centro per l’Arte e la Cultura “A. Capizzano” – Rende e con la collaborazione di P-Art Associazione Artistico-culturale.</p>
<p>“Scavate nel vuoto, nell&#8217;immateriale, dentro l&#8217;aria. Si presentano così, delicate, evanescenti, trasparenti, le sculture recenti di Fiorenzo Zaffina, che lasciano i materiali duri della sua produzione precedente per utilizzare ora <strong>blocchi di plexiglas</strong>. Ai muri sbrecciati, ai mattoni frantumati, al marmo scheggiato l’artista preferisce la materia-non materia, l’incorporeo, l’assenza.</p>
<p><strong>Il nuovo Zaffina è uno scultore etereo</strong>, che buca la materia del vetro sintetico, tagliato a parallelepipedo, come un monolito, smozzicato dalla fresatrice, con squarci asimmetrici, in un angolo, su uno spigolo, sulla faccia levigata.</p>
<p>Le brecce hanno l’aspetto di grossi graffi con segni colorati, dall&#8217;andamento curvilineo, che a volte si arricciano come onde marine. La luce, che filtra dal materiale trasparente, funziona come animatrice di un dinamismo interno con visioni multiple e cangianti a seconda del punto di vista. Basta girare attorno al solido trasparente per scoprire prospettive nuove; anche dall&#8217;alto e dal basso si ottengono immagini, con un interno vista, che rifrange la luce in strisce, spirali, effetti sempre nuovi e diversi.</p>
<p>Forme primarie e segni dai colori intensi creano ”statue” impalpabili, delicate, vaghe apparizioni di un processo che si sviluppa in direzione di una infra-scultura, post-moderna e linguisticamente elementare. Si legge la contaminazione di <strong>un&#8217;arte progettuale, fatta un po’ di concettualismo e un po’ di industrial design</strong>. Eppure prevale in Zaffina un’artigianalità, un lavoro manuale, che trae la forma dal blocco squadrato e dall’impiego di trapani e frese, di levigatrici e smerigli.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/Siamo-tutti-santi_Zaffina.jpg"><img class="alignleft  wp-image-42683" src="https://i0.wp.com/www.calabrianotizie.it/wp-content/uploads/2016/07/Siamo-tutti-santi_Zaffina.jpg?resize=282%2C423" alt="Siamo tutti santi" width="282" height="423" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>Anche “<strong>Siamo tutti santi</strong>”, l’opera <em>site specific</em> realizzata al MAON di Rende (Cs), è un progetto che utilizza il plexiglas, inserito però sopra un fascio di solchi nel muro, che dal un punto in alto si allargano a ventaglio verso il basso, in una sorta di rappresentazione della luce. Come dire <strong>luce simbolica e luce vera su un’aureola illuminata dall’interno a ironizzare su una santità profana</strong>.” (estratto dal testo in catalogo di Tonino Sicoli)</p>
<p>“Da sempre <strong>Fiorenzo Zaffina</strong> nella sua ricerca artistica ha cercato l’anima della creazione all’interno della materia e nello spazio. Una ricerca continua di elaborazione la sua, che svuota i contenuti e che mostra come noi uomini ci avviciniamo con difficoltà all&#8217;assenza della materia. <strong>Un’indagine quindi di natura simbolica e spirituale che amplia il concetto di scultura nell’arte</strong>.</p>
<p>Ancor più vero in questo ultimo nucleo di lavori principalmente fatti utilizzando blocchi di plexiglass finemente trasparenti. Dove le superfici lucide creano riflessi fluidi nelle parti intervenute dalla mano dell’artista e che danno luogo a un gioco di antitesi: luci e ombre, colore e non colore, concavi e convessi, lucidi e opachi, superfici liscie e ruvide con una indifferente sensazione di solido e di liquido.</p>
<p>Sculture che spesso presentano un’apertura, una fenditura, una cavità in cui l’artista attraverso la materia, esalta il valore del vuoto, dell’infinito, del mistero e della trascendenza. Interrompendo e distorcendo l’immagine equilibrata delle forme create. <strong>Quello di Fiorenzo Zaffina è quindi un gioco ambivalente, dove le sue sculture sono forme dinamiche che comunicano in continuazione</strong>. Oggetti quasi illusionistici, ipnotici, il cui potere è quello di riflettere ma allo stesso tempo distorcere.</p>
<p>Come per altri lavori, <strong>Zaffina insiste qui sulla potenzialità degli oggetti di divenire qualcos’altro</strong>, mettendo in atto ancora una volta il dialogo tra lui e lo spettatore in cui la materializzazione della forma è una maniera per apprendere, per appropriarsi del mondo.” (estratto dal testo in catalogo di Massimo Scaringella)</p>
<p><strong>la mostra</strong></p>
<p><strong>FIORENZO ZAFFINA / Forme del vuoto</strong><br />
a cura di Tonino Sicoli e Massimo Scaringella<br />
<strong>Inaugurazione</strong>: giovedì 21 luglio 2016 ore 18:30<br />
21 luglio – 10 settembre 2016</p>
<p><strong>MAON &#8211; Museo d&#8217;Arte dell’Otto e Novecento</strong><br />
Via de Bartolo, 1, Palazzo Vitari &#8211; 87036 Rende (CS)<br />
0984 444113 – 392 7748505 – 347 8290566<br />
<strong>Orari</strong>: da martedì a sabato 10.00 -13.30 /16.30-20.00. Chiuso i festivi e il lunedì<br />
<a href="http://www.maon.it" target="_blank" rel="external nofollow">www.maon.it</a></p>
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		<title>Festa dei Musei, il programma della Galleria Nazionale di Cosenza</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2016 14:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CalabriaNotizie]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dei Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dei Musei 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dei Musei Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dei Musei Cosenza]]></category>
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		<description><![CDATA[COSENZA &#8211; Anche la Galleria Nazionale di Cosenza partecipa, con numerose iniziative, alla Festa dei Musei indetta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nei giorni di sabato 2 e domenica 3 luglio. Il programma coordinato e curato dalla dottoressa Nella Mari, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza, è il seguente: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Anche la <strong>Galleria Nazionale di Cosenza</strong> partecipa, con numerose iniziative, alla <strong>Festa dei Musei</strong> indetta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nei giorni di <strong>sabato 2 e domenica 3 luglio</strong>. Il programma coordinato e curato dalla dottoressa Nella Mari, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza, è il seguente:</p>
<p><strong>Sabato 2 luglio</strong></p>
<p><strong>Il Patrimonio per i bambini</strong></p>
<p>Ore 10.00 &#8211; 12.00<br />
Leggere il Patrimonio con Museum Children Ebook<br />
Laboratorio didattico e visita guidata alla scoperta delle opere della Galleria Nazionale di Cosenza<br />
a cura di Anna Cipparrone e Antonio Cosentino<br />
coordinamento scientifico Nella Mari</p>
<p>ore 12.00  &#8211; 13.00<br />
Eccellenze nelle collezioni della Galleria Nazionale di Cosenza<br />
raccontate dagli studenti (III classe, indirizzo turistico) dell&#8217;Istituto Tecnico- Commerciale “A. Serra” di Cosenza, diretto da Giorgio Clarizio, a conclusione dell&#8217;esperienza di alternanza scuola-lavoro<br />
coordinamento Francarosa Negroni<br />
Referente Franca Grimaldi<br />
Tutor scolastico Maria Pupo</p>
<p><strong>Il racconto del Patrimonio</strong></p>
<p>ore 15.00<br />
Percorso  tematico alle collezioni della Galleria Nazionale di Cosenza a cura di Melissa Acquesta</p>
<p>ore 16.00<br />
La sezione del contemporaneo della GNC a cura di Gemma Anais Principe</p>
<p><strong>Largo all&#8217;esperto</strong></p>
<p>ore 16.30<br />
Incontro con Nella Mari, direttore della Galleria Nazionale di Cosenza</p>
<p><strong>Lo spettacolo della cultura</strong></p>
<p>ore 18.00 – 20.30<br />
Musica in Galleria<br />
Un interessante repertorio di  musica a cura del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza, diretto dal Maestro Antonella Calvelli.<br />
Concerti che spaziano dalla musica antica alla musica da camera, dalla musica vocale al coro di clarinetti. Numerosi i momenti riservati a strumenti solisti, pianoforte e chitarra</p>
<p><strong>Mostra PIANI INCLINATI</strong></p>
<p>Finissage della mostra PIANI INCLINATI fabbrica contemporanea, curata da Melissa Acquesta, Gemma-Anaïs Principe e Roberto Sottile; un percorso incentrato e articolato sull&#8217;incontro/scontro della forza fisica ed emozionale dei corpi </p>
<p><strong>Domenica 3 luglio 2016<br />
Il Patrimonio per / di tutti</strong></p>
<p>ore 11.00<br />
Cosenza città d&#8217;arte. Il patrimonio della Galleria Nazionale di Cosenza in un itinerario suggestivo a cura dell&#8217;Associazione Scopri Cosenza</p>
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		<title>Da venerdi parte la settima edizione di Tabularasa. Primi ospiti: Federico Cafiero De Raho e Raffaella Calandra</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 11:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CalabriaNotizie]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna Tabularasa]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna Tabularasa Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Tabularasa 2016]]></category>
		<category><![CDATA[tabularasa reggio calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; Finalmente ai nastri di partenza la settima edizione di Tabularasa, che anche quest’anno animerà Reggio Calabria per il mese di luglio. Dopo le ottime location degli anni scorsi, da piazza Castello a Torre Nervi, passando per piazza Italia, Tabularasa 2016 avrà una location magica, che contribuirà a rendere ancora più suggestivo l’incontro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Finalmente ai nastri di partenza la <strong>settima edizione di Tabularasa</strong>, che anche quest’anno <strong>animerà Reggio Calabria per il mese di luglio</strong>. Dopo le ottime location degli anni scorsi, da piazza Castello a Torre Nervi, passando per piazza Italia, Tabularasa 2016 avrà una location magica, che contribuirà a rendere ancora più suggestivo l’incontro con gli ospiti che sera dopo sera, a partire dalle ore 21, si racconteranno alla città attraverso le conversazioni con gli storici organizzatori <strong>Giusva Branca e Raffaele Mortelliti</strong> cui quest’anno si affiancheranno in alcune serate, come già avvenuto nelle ultime edizioni, Paola Bottero e Alessandro Russo.</p>
<p>Sarà l’<strong>Arena dello Stretto</strong> ad ospitare la maggior parte degli eventi (<strong>dal 1 al 22 luglio</strong>: dopo Tabularasa si sposterà in altre location e in altri comuni) che creeranno incrocio continuo di realtà locali, nazionali ed internazionali. Tanti, tantissimi gli ospiti di quest’edizione, tra cui (in ordine sparso e a titolo meramente indicativo) i Procuratori <strong>Federico Cafiero De Raho e Nicola Gratteri, Luciano Gerardis, Alessandro Haber, Sandro Provvisionato, Piero Badaloni, Mimmo Calopresti, Antonio Padellaro, Carlo Massarini, Vittorio Nocenzi, Giulio Cavalli, Diego Cugia, Giuseppe Smorto, Paride Leporace, Guido Quaranta, Umberto Ambrosoli, la redazione di Lercio.it, nuovo fenomeno della satira web, Mimmo Lucano, Barbara Schiavulli, e ancora Mimmo Gangemi, Gioacchino Criaco, Lou Palanca, Arcangelo Badolati, Attilio Sabato, Filippo Veltri, Antonino Monteleone.</strong> </p>
<p>Le serate, come nelle altre edizioni di Tabularasa, vedranno affiancarsi alla formula del talk concerti musicali e rappresentazioni teatrali.</p>
<p>Protagonista di Tabularasa, ancora una volta, <strong>la crescita attraverso l’identità culturale</strong>, intorno all’<strong>unico tema possibile per questo 2016: il mondo</strong>. Il mondo che continua a sbarcare sulle nostre coste, il mondo in cui i calabresi hanno trovato ospitalità e prospettive, il mondo che ci guarda e che vuole conoscerci e capirci, il mondo in cui ogni realtà ha pari dignità, strumento di cambiamento che legato agli altri può dar vita ad un concerto continuo.</p>
<p><strong>Il mondo che ha bisogno di risposte immediate</strong>: partenza obbligata, venerdì 1 luglio, con la serata “Lotta  alla ‘ndrangheta: perché vincere si può”. </p>
<p>Inaugurerà il palco di Tabularasa 2016 un dialogo serrato tra il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho e Raffaella Calandra, giornalista di Radio24 e del Sole24Ore. </p>
<p>Pausa sabato 2, <strong>si riprende domenica 3</strong> con una narrazione dalla Calabria agli Usa, andata e ritorno: “Gli Usa verso il voto che può cambiare il mondo”, in conversazione con il console Usa Colombia A. Barrosse. A seguire Vanessa Peters in concerto. </p>
<p><strong>Lunedì 4</strong> “Da Mr Fantasy a Moby Dick”, con il conduttore televisivo e musicologo Carlo Massarini e il fondatore del Banco del Mutuo Soccorso Vittorio Nocenzi. </p>
<p><strong>Martedì 5</strong> “Il fatto personale” con il giornalista già direttore de l’Unità e del Fatto Quotidiano Antonio Padellaro e l’esperto di storia dei media Giandomenico Crapis. </p>
<p><strong>Mercoledì 6</strong> sarà protagonista “Il blackout dell’informazione in Calabria”, con i giornalisti Filippo Veltri, Attilio Sabato e Arcangelo Badolati. </p>
<p><strong>Venerdì 8</strong> il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri sarà il protagonista de &#8220;La Giustizia oltre la repressione&#8221;.</p>
<p>Questi <strong>i primi sei appuntamenti</strong> (il programma completo sarà presto disponibile) con lo stesso obiettivo di sempre: far dialogare tra loro realtà locali, nazionali ed internazionali per aggregare, per (ri)creare un senso di appartenenza, di riscoperta dell’identità comune, per costruire insieme un nuovo modo di fare cultura attraverso l’intrattenimento e le relazioni. </p>
<p>Per riappropriarci della nostra cultura e contemporaneamente costruire un’identità visibile, fatta di interconnessioni. Per dialogare, nel senso più puro del termine: attraverso la parola, sia essa parlata, cantata, recitata, declamata.</p>
<p>Intorno ai talk tante sorprese, che saranno comunicate nei prossimi giorni, e la voglia di condividere nuove esperienze, partendo da Tabularasa per ricominciare a condividere.</p>
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		<title>Festa dei Musei, sabato e domenica apertura straordinaria a Locri e Monasterace</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2016 10:38:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CalabriaNotizie]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e società]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dei Musei]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dei Musei 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dei Musei Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Museo archeologico antica Kaulon]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Parco archeologico di Locri]]></category>
		<category><![CDATA[Parco archeologico di Locri]]></category>

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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; Monasterace e Locri, due antichissimi centri della provincia di Reggio Calabria, celebreranno la Festa dei Musei, che si terrà nell&#8217;intero territorio nazionale sabato 2 e domenica 3 luglio. Nel Museo archeologico antica Kaulon e nel Museo e Parco archeologico di Locri si svolgeranno alcune iniziative disposte dalla dottoressa Rossella Agostino, direttore di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Monasterace e Locri, due antichissimi centri della provincia di Reggio Calabria, celebreranno la <strong>Festa dei Musei</strong>, che si terrà nell&#8217;intero territorio nazionale sabato 2 e domenica 3 luglio. Nel Museo archeologico antica Kaulon e nel Museo e Parco archeologico di Locri si svolgeranno alcune iniziative disposte dalla dottoressa Rossella Agostino, direttore di entrambi gli istituti. </p>
<p><strong>Museo archeologico antica Kaulon</strong></p>
<p><strong>Sabato 2 luglio</strong> &#8211; Ore 20,00 &#8211; 23,00: apertura straordinaria Museo.<br />
<strong>Domenica 3 luglio</strong> &#8211; Ore 17,30: presentazione del progetto “Restaurando memorie” &#8211; Ricerca, didattica e valorizzazione per Kaulon.</p>
<p><strong>Museo e Parco archeologico di Locri</strong></p>
<p><strong>Sabato 2 luglio</strong> – Ore 20,00-23,00: apertura straordinaria Museo e Parco archeologico nazionale di Locri<br />
<strong>Domenica 3 luglio</strong> – Orari apertura 9,00-13,00; 15,30-19,30: al Parco archeologico di Locri, guidati  dagli studenti Liceo Classico “Ivo Oliveti”di Locri, verrà presentato il Progetto Alternanza Scuola-Lavoro.<br />
<strong>Domenica 3 luglio</strong> – Ore 20,00 incontro al Complesso museale Casino Macrì: <em>Novità di scavo in località Petrara</em> &#8211; Conversazione con Diego Elia e Valeria Meirano, Università di Torino.</p>
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		<title>Catturato Ernesto Fazzalari, era secondo nella lista dei ricercati più pericolosi. Era latitante dal 1996. (VIDEO)</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/catturato-ernesto-fazzalari-era-secondo-nella-lista-dei-ricercati-piu-pericolosi-era-latitante-dal-1996/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2016 10:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CalabriaNotizie]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[politica e cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[arresto Ernesto Fazzalari]]></category>
		<category><![CDATA[catturato Ernesto Fazzalari]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Fazzalari]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Fazzalari latitante]]></category>

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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; E&#8217; stato arrestato nelle prime ore di oggi a Molochio, frazione Monte Trepitò, Fazzalari Ernesto, di 46 anni, il secondo dei ricercati per importanza e pericolosità dopo Matteo Messina Denaro. Fazzalari è stato condannato all’ergastolo per vari reati, tra cui quelli di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; E&#8217; stato arrestato nelle prime ore di oggi a Molochio, frazione Monte Trepitò, <strong>Fazzalari Ernesto</strong>, di 46 anni, il secondo dei ricercati per importanza e pericolosità dopo <strong>Matteo Messina Denaro</strong>. Fazzalari è stato condannato all’ergastolo per vari reati, tra cui quelli di associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, porto e detenzione illegale di armi.</p>
<p>L&#8217;operazione è stata svolta dai Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con l&#8217;ausilio degli operatori del Gruppo Intervento Speciale e dello Squadrone Cacciatori Calabria, a conclusione di un&#8217;articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria &#8211; Direzione Distrettuale Antimafia.</p>
<p>Latitante di massima pericolosità, inserito nel <strong>programma speciale di ricerca</strong>, Fazzalari era <strong>irreperibile dal giugno 1996</strong>, ovvero da quando si sottrasse all’arresto nell’ambito dell’<strong>operazione Taurus</strong>. E&#8217; stato individuato all&#8217;interno di un’abitazione in un complesso di caseggiati a ridosso di impervia area aspromontana.</p>
<p>Fazzalari, ritenuto elemento di vertice della ‘ndrangheta operante prevalentemente nelle <strong>zone di Taurianova, Amato e San Martino di Taurianova</strong> e con ramificazioni in tutta la provincia ed in ambito nazionale, sorpreso nel cuore della notte, non ha opposto resistenza e, subito dopo l’irruzione degli operatori del GIS, ha fornito le proprie generalità lasciandosi ammanettare.</p>
<p>Nel corso della successiva perquisizione, è stata rinvenuta una pistola con relative munizioni, oltre a vario materiale ritenuto di interesse che sarà oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi. All’interno dell’abitazione, al momento dell’irruzione, <strong>era presente anche una donna</strong>, di 41 anni, che è stata tratta in arresto per i reati di procurata inosservanza di pena, concorso in detenzione di arma comune da sparo e ricettazione.</p>
<p><strong>IL VIDEO DELL&#8217;ARRESTO</strong></p>
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<p><strong>redazione CN</strong></p>
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