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	<title>Camillo</title>
	
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	<description>Il blog di Christian Rocca</description>
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		<title>Lead of the month, forse di più</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 21:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Spear of the Nation: l&#8217;asta, la lancia, insomma il batacchio di una nazione, è un pezzo di carne che pende, al momento inerme ma potenzialmente minaccioso, tra le gambe di un leader ritratto in piedi e di profilo, con indosso un paltò sette ottavi tenuto sbottonato come un tempo Lenin&#8221;
Lanfranco Pace sul Foglio di oggi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[&#8220;Spear of the Nation: l&#8217;asta, la lancia, insomma il batacchio di una nazione, è un pezzo di carne che pende, al momento inerme ma potenzialmente minaccioso, tra le gambe di un leader ritratto in piedi e di profilo, con indosso un paltò sette ottavi tenuto sbottonato come un tempo Lenin&#8221;
<p>Lanfranco Pace sul Foglio di oggi<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/tVVn269KLbk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Project for a New American Century</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 18:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un pazzesco discorso all&#8217;Accademia militare dell&#8217;Aviazione americana di Colorado Springs, orgogliosamente centrato sul ruolo guida degli Stati Uniti nel mondo, il presidente Barack Obama ha detto, tra le altre cose, che &#8220;the 21st century will be another great American Century&#8221;. Bill Kristol ha subito detto che fornirà tessera onoraria del famigerato centro studi Pnac [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[In un pazzesco discorso all&#8217;Accademia militare dell&#8217;Aviazione americana di Colorado Springs, orgogliosamente centrato sul ruolo guida degli Stati Uniti nel mondo, il presidente Barack Obama ha detto, tra le altre cose, che &#8220;the 21st century will be another great American Century&#8221;. Bill Kristol ha subito detto che fornirà tessera onoraria del famigerato centro studi Pnac di Washington. Svenimenti tra i commentatori italiani, anzi no: censura.
<p>Secondo il National Journal, queste <a href="http://mobile.nationaljournal.com/whitehouse/channeling-reagan-obama-offers-robust-defense-of-foreign-policy-20120523">parole</a> di Obama avrebbero potuto essere pronunciate alla convention repubblicana del 1984, quella che ha nominato Ronald Reagan. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/ROKjZwrfTgY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Frank Foer torna a New Republic</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 21:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grandi cambiamenti a New Republic, la storica rivista di idee liberal di Washington. Frank Foer, intervistato più volte qui sul Sole, torna a dirigere il quindicinale due anni dopo che aveva lasciato la direzione per dedicarsi alla scrittura. Il nuovo proprietario, Chris Hughes, multimilionario di quelli che crede ancora nella carta ha deciso di investire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120521-232506.jpg"><img src="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120521-232506.jpg" alt="20120521-232506.jpg" class="alignnone size-full" /></a><br /><br />Grandi cambiamenti a New Republic, la storica rivista di idee liberal di Washington. Frank Foer, intervistato più volte <a href="http://www.camilloblog.it/?s=Foer&#038;cat=-1&#038;year=&#038;monthnum=">qui</a> sul Sole, torna a dirigere il quindicinale due anni dopo che aveva lasciato la direzione per dedicarsi alla scrittura. Il nuovo proprietario, Chris Hughes, multimilionario di quelli che crede ancora nella carta ha deciso di investire ulteriormente, di raddoppiare il numero di giornalisti (ci sarà anche un rubrichista di IL, e di aprire una redazione a New York. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/yv194OrfpiI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Barack Hussein Rumsfeld</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 13:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È spettacolare l&#8217;andamento della politica obamiana sull&#8217;Afghanistan e sull&#8217;Iraq, dettato anche dal prossimo voto presidenziale. Obama è stato eletto con un programma anti Bush, ha proseguito invece raddoppiando la politica bushiana (surge) e sta concludendo il primo mandato su posizioni alla Donald Rumsfeld (come scrive oggi Mike Allen), ovvero con quell&#8217;approccio alla guerra on the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[È spettacolare l&#8217;andamento della politica obamiana sull&#8217;Afghanistan e sull&#8217;Iraq, dettato anche dal prossimo voto presidenziale. Obama è stato eletto con un programma anti Bush, ha proseguito invece raddoppiando la politica bushiana (surge) e sta concludendo il primo mandato su posizioni alla Donald Rumsfeld (come scrive oggi Mike Allen), ovvero con quell&#8217;approccio alla guerra on the cheap, con pochi uomini, molta tecnologia e senza velleità di Nation building che secondo molti analisti è stato alla base dei guai più grossi sia in Afghanistan sia in Iraq. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/r8dMIFVAuEo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Gommalacca/99</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 12:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa di un nuovo disco di Sufjan Stevens, eroe indie-folk di questa colonna, siamo andati alla ricerca di epigoni del grande e romantico frullatore di suoni del Michigan ora di stanza a Brooklyn. 
Ne abbiamo trovati due. Mike Hadreas, nome d’arte Perfume Genius, e Gabriel Levine, leader dei Gabriel &#038; The Hounds. Sono diversi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[In attesa di un nuovo disco di Sufjan Stevens, eroe indie-folk di questa colonna, siamo andati alla ricerca di epigoni del grande e romantico frullatore di suoni del Michigan ora di stanza a Brooklyn. 
<p>Ne abbiamo trovati due. Mike Hadreas, nome d’arte Perfume Genius, e Gabriel Levine, leader dei Gabriel &#038; The Hounds. Sono diversi l’uno dall’altro e, in fondo, anche perfettamente distinguibili da Sufjan Stevens.
<p>Perfume Genius è di Seattle e il suo Put Your Back N.2 It è una via di mezzo tra il Sufjan Stevens di Seven Swans e Antony and The Johnsons. Gabriel Levine è nato a Singapore da madre di Bali ma è cresciuto con il padre a Brooklyn e il suo Kiss full of teeth occupa il pericoloso incrocio tra il pop dei Coldplay, la britishness degli Smiths, le marcette dei Beirut, l’orchestralità da camera dei Sigur Ros, l’art rock dei Velvet Underground, l’immancabile richiamo agli spaghetti western e ovviamente la magia di Sufjan Stevens. Sembrerebbe un pasticcio, ma invece il disco funziona e sorprende, anche perché a suonare con Gabriel ci sono proprio Stevens, Jonsi dei Sigur Ros e  i musicisti dei Beirut, dei National e dei Clap Your hands say yeah. 
<p>Put Your Back N.2 di Perfume Genius è un viaggio personale, morboso e delirante intorno ai comportamenti umani. Perfume Genius racconta con poetica inquieta e ingenua la sua omosessualità, gli abusi subiti dalla madre da parte del nonno, gli istinti suicidi di chi scopre di non essere normale, l’inevitabile dipendenza dalle droghe e anche la tendenza a prostituirsi per riuscire finalmente a essere amati. E poi storie improbabili di uomini che girano film porno per pagare le medicine alla moglie e di violini ripieni di corpi umani ricoperti di seme maschile e poi appesi alla ringhiera assieme al bucato. Non è, insomma, un disco da consigliare ad adolescenti che parlano inglese. La musica però è celestiale. 
<p>Kiss full of teeth dei Gabriel &#038; The Hounds è certamente più sereno, ma solo un poco. «Un bacio pieno di denti» non è il massimo della vita, non è per niente passionale, non trasmette amore. Ma resta un bacio e talvolta ci si deve accontentare anche solo di questo. 
<p>Christian Rocca<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/4uKO2VBI8Kw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Ma non è che Obama ci sta pensando davvero?</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 15:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bill Kristol, avversario di Obama, scorge nell&#8217;ultimo discorso pubblico del presidente qualche segnale a favore della sostituzione di Joe Biden con Hillary Clinton. Sarebbe un&#8217;ottima cosa per il paese, aggiunge Kristol. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Bill Kristol, avversario di Obama, scorge nell&#8217;ultimo discorso pubblico del presidente qualche segnale a favore della <a href="http://www.weeklystandard.com/print/articles/why-not-best_645186.html?page=1">sostituzione di Joe Biden con Hillary Clinton</a>. Sarebbe un&#8217;ottima cosa per il paese, aggiunge Kristol. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/6J8zEcd-b5c" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>IL massimo</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 15:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La cosa più entusiasmante del dirigere IL, oltre a lavorare con lo straordinario gruppo di grafici, illustratori e fotografi che ha fondato la rivista, è l&#8217;aver contribuito a creare in soli tre numeri la più formidabile squadra di commentatori, giornalisti e giovani scrittori del panorama editoriale italiano. Non li cambierei con quelli di nessun altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[La cosa più entusiasmante del dirigere IL, oltre a lavorare con lo straordinario gruppo di grafici, illustratori e fotografi che ha fondato la rivista, è l&#8217;aver contribuito a creare in soli tre numeri la più formidabile squadra di commentatori, giornalisti e giovani scrittori del panorama editoriale italiano. Non li cambierei con quelli di nessun altro giornale o rivista. 
<P>Questo è l&#8217;elenco di chi è arrivato negli ultimi tre numeri:
<P>Jason Horowitz, Paul Berman, Roberto Saviano, Sofia Ventura, Andrea Romano, Gianluca Violante, Francesco Costa, Francesco Pacifico, Luigi Zingales, Leo Colombati, Stefano Pistolini, Paola Peduzzi, Carla Bonelli, Daniele Bellasio, Mattia Feltri, Anna Zafesova, Nathania Zevi, Rolla Scolari, Francesco Longo, Pasquale Panella, Giampiero Mughini, il Post, Guido De Franceschi, Mariarosa Mancuso, Francesco Bonami, Guido Vitiello, Alberto Mingardi. E mi scuso se dimentico qualcuno. 
<P>Sul prossimo numero, in edicola con Il Sole 24 Ore il 22 giugno, altre magnifiche firme e novità. Fidatevi. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/p1kq3nofrDI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>George W. torna alla Casa Bianca</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 31 maggio, ospite di Barack e Michelle Obama, George W. Bush torna alla Casa Bianca assieme alla moglie Laura. L&#8217;occasione nasce dalla cerimonia di allestimento sui muri dei corridoi presidenziali del ritratto ufficiale di Bush. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Il 31 maggio, ospite di Barack e Michelle Obama, George W. <a href="http://www.politico.com/politico44/2012/05/w-returning-to-the-white-house-123915.html#.T7bKHwoyfMo.twitter">Bush torna alla Casa Bianca</a> assieme alla moglie Laura. L&#8217;occasione nasce dalla cerimonia di allestimento sui muri dei corridoi presidenziali del ritratto ufficiale di Bush. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/iUrUPNN-Rsc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Megachange 2050</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 20:28:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo l&#8217;Economist, sarà un mondo bellisssimo, male che vada avremo Berlusconi. Articolo del titolare su Rane, la pluripremiata sezione culturale di IL. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Secondo l&#8217;Economist, sarà un mondo bellisssimo, male che vada avremo Berlusconi. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-05-17/megachange-2050-112922.shtml?uuid=AbiGHtdF">Articolo</a> del titolare su Rane, la pluripremiata sezione culturale di IL. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/YV8Q9zJqBFA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Morte dei Marmi</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 21:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un libro molto divertente scritto da un romanziere che mi piace molto: Fabio Genovesi. Quando vieni a IL?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120517-231136.jpg"><img src="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120517-231136.jpg" alt="20120517-231136.jpg" class="alignnone size-full" /></a><br /><br />Un libro molto divertente scritto da un romanziere che mi piace molto: Fabio Genovesi. Quando vieni a IL?<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/dYhWPsDyQUk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Momento Kerry per Romney</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A una conferenza stampa, Mitt Romney ha detto: &#8220;I’m not familiar precisely with exactly what I said, but I stand by what I said. Whatever it was&#8220;.
E così ci fa tornare ragazzi, ai tempi in chi John Kerry diceva &#8220;I did vote for it, before I voted against&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[A una conferenza stampa, Mitt Romney ha detto: &#8220;<a href="http://m.theatlanticwire.com/politics/2012/05/mitt-romney-gets-his-john-kerry-moment/52491/">I’m not familiar precisely with exactly what I said, but I stand by what I said. Whatever it was</a>&#8220;.
<p>E così ci fa tornare ragazzi, ai tempi in chi John Kerry diceva &#8220;I did vote for it, before I voted against&#8221;<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/9nKAbVpbg-s" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Il nuovo libro di Bush</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:44:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo Peter Baker del New York Times, tra due mesi uscirà un libro di George W. Bush di ricette per la crescita economica. Saranno in molti a sorridere, vista la crisi del 2008, ma Negli anni di Bush la crescita c&#8217;è stata nonostante la recessione pre e post 11 settembre. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Secondo Peter Baker del New York Times, tra due mesi uscirà un libro di George W. Bush di ricette per la crescita economica. Saranno in molti a sorridere, vista la crisi del 2008, ma Negli anni di Bush la crescita c&#8217;è stata nonostante la recessione pre e post 11 settembre. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/i80uyGii__8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>“We stand for freedom”</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 21:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo splendido discorso di George W. Bush sulla libertà, per la sua Freedom Collection davanti a una platea di dissidenti e ad Aung San Suu Lui collegata dalla Birmania via Skype. 
@TheBushCenter: #GeorgeWBush: &#8220;If America does not support the advance of democratic institutions and values, who will?&#8221; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Lo splendido <a href="http://www.weeklystandard.com/blogs/george-w-bush-returns-washington-celebrate-freedom_645007.html">discorso di George W. Bush</a> sulla libertà, per la sua Freedom Collection davanti a una platea di dissidenti e ad Aung San Suu Lui collegata dalla Birmania via Skype. 
<P>@TheBushCenter: #GeorgeWBush: &#8220;If America does not support the advance of democratic institutions and values, who will?&#8221; <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/DbuD3RUFtzw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>L’endorsement in ascensore di Bush</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:12:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era scontato, ma finora non l&#8217;aveva mai detto: George W. Bush sostiene Mitt Romney. A un cronista di Abc, un momento prima che si chiudessero le porte dell&#8217;ascensore, Il 43esimo presidente ha detto: &#8220;I&#8217;m for Mitt Romney&#8220;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Era scontato, ma finora non l&#8217;aveva mai detto: George W. Bush sostiene Mitt Romney. A un cronista di Abc, un momento prima che si chiudessero le porte dell&#8217;ascensore, Il 43esimo presidente ha detto: &#8220;<a href="http://blogs.wsj.com/washwire/2012/05/15/george-w-bush-im-for-mitt-romney/?mod=WSJBlog&#038;utm_source=twitterfeed&#038;utm_medium=twitter">I&#8217;m for Mitt Romney</a>&#8220;.<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/Szbq4AuQR8A" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Quello che non ho</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 22:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima serata di Quello che non ho è piaciuta moltissimo alla zia di Francesco Piccolo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[La prima serata di Quello che non ho è piaciuta moltissimo alla zia di Francesco Piccolo. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/zjy47Djazl0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Gommalacca/98</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Sole 24 Ore]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;anno in cui Bruce Springsteen, Leonard Cohen e Neil Young hanno pubblicato o stanno per uscire con un nuovo e celebrato album si sentiva la mancanza del Grande Vecchio: Sua Bobbità Dylan. A colmare la lacuna ci ha pensato Amnesty International, meritoria associazione in difesa dei diritti umani, con un disco quadruplo di cover dylaniane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Nell&#8217;anno in cui Bruce Springsteen, Leonard Cohen e Neil Young hanno pubblicato o stanno per uscire con un nuovo e celebrato album si sentiva la mancanza del Grande Vecchio: Sua Bobbità Dylan. A colmare la lacuna ci ha pensato Amnesty International, meritoria associazione in difesa dei diritti umani, con un disco quadruplo di cover dylaniane confezionato per festeggiare il cinquantesimo compleanno dell’organizzazione e il primo mezzo secolo di carriera di Bob Dylan. Le canzoni sono settantasei. Il disco si apre con Johnny Cash che canta One too many morning assieme ai favolosi Avett Brother e si chiude con Dylan che canta Chimes of Freedom, la canzone che dà il titolo all’album.</DC> In mezzo c’è di tutto: versioni senza personalità, adattamenti imbarazzanti, arrangiamenti sorprendenti, rielaborazioni wow. Le canzoni di Dylan hanno una caratteristica comune: sono di Dylan perché le canta lui, con quella voce stridula e gracchiante. In mano a chiunque altro diventano un’altra cosa, con l’eccezione di One of us must know (sooner or later) cantata da Mick Hucknall come un clone di Dylan. Ci sono anche casi strani: i Gaslight Anthem suonano Changing of the guards come se fosse un pezzo di Springsteen, mentre Michael Franti canta Subterreranea homesick blues al modo di Jovanotti. Appropriarsi di Dylan spesso è un bene, come dimostrano Patty Smith, Bettye Lavette e Adele. Le versioni più riuscite della collezione sono quelle metalliche di Rise Against, di Tom Morello e della Dave Matthews Band.
<p>Christian Rocca<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/OPm5_MDU5Lo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>La Costituzione più bella del mondo. No, non è la nostra</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[IL – Il mensile del Sole 24 ORE]]></category>

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		<description><![CDATA[No, la nostra non è la Costituzione più bella del mondo. Siamo cresciuti, è vero, con l&#8217;idea opposta, quella di vivere nel migliore dei mondi costituzionali possibili. Ma è una favola che sarebbe finalmente il caso di smettere di raccontare. In questi anni chiunque abbia messo in dubbio l&#8217;attualità e l&#8217;efficacia della nostra Carta, nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[No, la nostra non è la Costituzione più bella del mondo. Siamo cresciuti, è vero, con l&#8217;idea opposta, quella di vivere nel migliore dei mondi costituzionali possibili. Ma è una favola che sarebbe finalmente il caso di smettere di raccontare. In questi anni chiunque abbia messo in dubbio l&#8217;attualità e l&#8217;efficacia della nostra Carta, nei principi ancora più che nelle procedure, è stato accusato di essere un pericoloso sovversivo.
<p>E, questo, nonostante nei decenni si sia affermata una prassi costituzionale – la cosiddetta &#8220;Costituzione materiale&#8221; esplicitamente teorizzata da Costantino Mortati – con cui la Costituzione originale è stata disapplicata e il dettato dei 139 articoli interpretato a piacere (avete notato, poi, che chi urla «giù le mani dalla Costituzione» si dimentica sempre che la Costituzione stessa, all&#8217;articolo 138, stabilisce le regole per cambiarla?).
<p>Nessuno nega che il testo del 1948 abbia svolto un compito importante e decisivo nell&#8217;Italia post fascista né che sia stato a lungo tutela e garanzia democratica di un Paese uscito malamente dalla dittatura mussoliniana. Ma dalla fine della Seconda guerra mondiale sono trascorsi sessantaquattro anni, e ventidue dalla caduta del Muro di Berlino. Non che il problema sia l&#8217;anzianità della Carta. L&#8217;età non c&#8217;entra niente con la sua inadeguatezza. Alcune Costituzioni, quelle nate nel modo giusto, addirittura migliorano con gli anni. La Costituzione americana, nata come esperimento democratico inaudito, è di due secoli fa ma ancora adesso è fresca come un fiore. La Costituzione non scritta inglese, anche se non confinata dentro un testo rigido e, per ciò, più facilmente adattabile ai nuovi tempi pur nella continuità della tradizione giuridica, è più antica di quella americana e funziona che è una meraviglia (via Montesquieu, duecento e rotti anni fa, è stata addirittura presa a modello dai Padri fondatori americani nonostante cercassero idee per affrancarsi definitivamente dalla Corona inglese).
<p>La Costituzione italiana è di un altro tipo: non è il prodotto di una rivoluzione democratica e liberale, non è frutto di una lotta di liberazione nazionale, ma è figlia di un particolare incrocio storico e politico post bellico. La nostra Costituzione è nata dalla devastazione di un Paese sconfitto e per molti versi è stata anche un ottimo compromesso ideologico che ci ha consentito di superare la Guerra civile e di allentare le tensioni tra i blocchi contrapposti. Se fino agli anni Settanta siamo stati l&#8217;unica democrazia del Mediterraneo, un Paese capace di superare la drammatica stagione del terrorismo rosso e una nazione in grado di ridurre a triste caricatura i tentativi di golpe della destra, il merito è anche di quel testo redatto dai Padri fondatori della nostra Repubblica.
<p>Oggi però non è più così. Siamo tutti consapevoli che la Costituzione del 1948 non è più all&#8217;altezza della situazione. Altrimenti non si spiegherebbero i tentativi di cambiarla, compresi quelli recentissimi di Alfano, Bersani e Casini, né lo scollamento tra ciò che prevede il testo scritto e la prassi costituzionale. Ma finché non capiremo che i piccoli aggiustamenti non sono sufficienti, che qualche ritocco qua e là è soltanto un palliativo, che serve a poco limare questo o aggiungere quell&#8217;altro, difficilmente saremo capaci di affrontare le sfide della globalizzazione e della modernità.
<p>Nelle pagine successive, Stefano Folli racconta perché nel passato sono falliti le proposte di modernizzare le nostre istituzioni, Sofia Ventura spiega in quale clima politico nascono le Costituzioni che funzionano, Stefano Pistolini ripercorre l&#8217;irripetibile febbre rivoluzionaria, egalitaria e sperimentale che travolse Filadelfia nel 1776, Edoardo Camurri nota con divertimento come le regole che gli adulti impongono ai bambini nell&#8217;Italia del 2012 siano in realtà il paradigma del nostro Paese e un&#8217;agenda programmatica per il i nostri nipoti.
<p>Non spetta a IL entrare nel merito dei principi e delle regole da cambiare nella Costituzione. Rientra però nei compiti di una rivista di attualità ribadire che la Costituzione va cambiata, ok, ma non a spizzichi e bocconi, non rubacchiando una norma alla Quinta repubblica francese e il resto al cancellierato tedesco o al presidenzialismo degli Stati Uniti. Le Costituzioni non nascono a tavolino. Il tentativo di migliorare la Carta con interventi rapsodici e successivi è stato il grande errore di questi anni. A confusione si è aggiunta confusione. A problemi si sono sommati altri problemi. Qualche miglioramento c&#8217;è anche stato, ma a danno di una visione di insieme, di un sistema coerente, di regole chiare.
<p>Negli anni Novanta, l&#8217;Italia ha introdotto leggi elettorali prima per tre quarti maggioritarie e per un quarto proporzionali, poi tornate proporzionali con super premio di maggioranza. Ma queste leggi sono state innestate in un sistema istituzionale parlamentare che è rimasto immutato e che mal si è conciliato con l&#8217;elezione diretta (di fatto) del presidente del Consiglio. Da qui gli scontri istituzionali tra Governo e capo dello Stato. Il ruolo del capo dello Stato fa storia a sé. Siamo cresciuti con l&#8217;idea, da Costituzione più bella del mondo, che il nostro presidente della Repubblica non avesse poteri e fosse una specie di badante della Costituzione col compito unico di tagliare nastri e accarezzare i bambini. In forza di tale mostruosità costituzionale, dettata dalla repulsione per le «derive plebiscitarie», il posto al Quirinale è stato a lungo riservato a un tecnico, a un notaio, a un garante, meglio se anziano e senza carisma, con l&#8217;unico obiettivo politico di farci trascorrere sette anni di noia istituzionale. Ma è un falso costituzionale. Lo dimostrano sia la Costituzione scritta sia la più recente prassi che da Oscar Luigi Scalfaro è giunta indenne fino a Giorgio Napolitano.
<p>I presidenti italiani pongono veti sui ministri, possono addirittura promuovere ribaltamenti dei risultati elettorali o governi d&#8217;emergenza del tutto privi di legittimità popolare, ma sempre nel pieno rispetto della lettera e dello spirito della Costituzione e nonostante le mini riforme politiche degli anni Novanta ci avessero convinto che spetta agli elettori scegliere direttamente il Governo e il premier. In realtà non è vero che il presidente della Repubblica italiana non abbia poteri. Semmai non esiste da nessuna altra parte che un presidente non eletto dal popolo abbia la quantità e la qualità dei poteri politici a disposizione del Quirinale. Il capo dello Stato è titolare dei due strumenti politici fondamentali in qualsiasi sistema democratico: spetta a lui sciogliere le Camere e a lui nominare il presidente del Consiglio, anche non tenendo conto del risultato delle urne.
<p>Il nostro capo dello Stato ha il potere di convocare il Parlamento in seduta straordinaria e di indirizzare il dibattito politico inviando messaggi formali. Il capo dello Stato, se gli garba, può rimandare alle Camere una legge approvata dai rappresentanti del popolo. I disegni di legge del Governo devono essere autorizzati dal presidente, il quale è anche il capo delle Forze armate e presiede il Consiglio supremo di difesa, cioè è titolare di uno degli strumenti più importanti di politica estera, oltre che di sicurezza nazionale. In quella sede, e con questi poteri, Carlo Azeglio Ciampi ha impedito al governo Berlusconi di partecipare all&#8217;intervento militare in Iraq, al contrario di quanto fece Scalfaro con il governo D&#8217;Alema ai tempi del Kosovo. Il presidente nomina cinque senatori a vita con cui può cambiare la maggioranza al Senato. Può sciogliere i consigli regionali, presiede l&#8217;organo di autogoverno della magistratura, nomina un terzo dei giudici costituzionali e può annullare reato e pena con la grazia. Sono poteri pienamente politici che sarebbe meglio fossero esercitati alla luce del sole, in modo moderno da un vero leader politico. Napolitano lo sta facendo, con molto garbo e grande senso dello Stato, e non importa che non sia stato eletto al Quirinale dal corpo elettorale. Il famoso titolo dell&#8217;Espresso, «Re Giorgio», lasciava intendere che Napolitano fosse andato in qualche modo oltre la Costituzione. Invece no, la Costituzione era stata disattesa nel passato.
<p>Accenni presidenzialisti, malgrado si dica il contrario, sono presenti nella lettera della Costituzione. C&#8217;è di più: la necessità del governo tecnico di Mario Monti di trovare di volta in volta in Parlamento i voti per le sue proposte ricorda, di fatto, il sistema americano con la netta divisione dei poteri più che un sistema tipicamente parlamentare. 
C&#8217;è da ripartire da zero. Modificare questo o quel potere, assegnarne o cancellarne altri, limitare le prerogative di questo o quell&#8217;organo è pura alchimia costituzionale, gioco a incastri per secchioni della politica. Ma le Costituzioni non sono puzzle. La riforma del titolo V della Costituzione, la successiva e sconclusionata introduzione di qualche principio federalista, l&#8217;eterno dibattito sul ruolo della magistratura e ora la discussione sul pareggio di bilancio e sulla libertà d&#8217;impresa sono cose che magari prese singolarmente hanno un senso, ma aggiunte a un&#8217;organizzazione dello Stato centralista e consociativa diventano facilmente indigeste.
<p>Se il problema fosse soltanto quello del funzionamento degli organi costituzionali, non saremmo neanche messi male. Piero Ostellino sostiene da anni, pressoché solitario, che la causa principale del ritardo del nostro Paese sia la struttura socio-economico-costituzionale ancora collettivista, dirigista, corporativa. Abbiamo un ordinamento giuridico che non si fonda sull&#8217;individuo ma sul lavoro, su un&#8217;astrazione collettiva stabilita dall&#8217;articolo 1 della Carta. Secondo Ostellino sono i principi della Costituzione, ancora più che le regole, a essere superati. Difficile dargli torto. L&#8217;articolo 2 chiede ai cittadini «l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale»; il 4 il «dovere di svolgere&#8230; un&#8217;attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società»; il 33 vincola a «un esame di Stato» l&#8217;abilitazione a svolgere una professione; il 35 subordina «la libertà di emigrazione» all&#8217;«interesse generale»; il 41 dice che «l&#8217;iniziativa economica privata è libera», ma «non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale»; il 42 statuisce che «la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che&#8230; ne determina i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale». 
Se il problema fosse soltanto quello del funzionamento degli organi costituzionali, non saremmo neanche messi male. Piero Ostellino sostiene da anni, pressoché solitario, che la causa principale del ritardo del nostro Paese sia la struttura socio-economico-costituzionale ancora collettivista, dirigista, corporativa. Abbiamo un ordinamento giuridico che non si fonda sull&#8217;individuo ma sul lavoro, su un&#8217;astrazione collettiva stabilita dall&#8217;articolo 1 della Carta. Secondo Ostellino sono i principi della Costituzione, ancora più che le regole, a essere superati. Difficile dargli torto. <p>L&#8217;articolo 2 chiede ai cittadini «l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale»; il 4 il «dovere di svolgere&#8230; un&#8217;attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società»; il 33 vincola a «un esame di Stato» l&#8217;abilitazione a svolgere una professione; il 35 subordina «la libertà di emigrazione» all&#8217;«interesse generale»; il 41 dice che «l&#8217;iniziativa economica privata è libera», ma «non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale»; il 42 statuisce che «la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che&#8230; ne determina i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale». 
<p>Il problema, scrive Ostellino, è che spetta a chi detiene il potere stabilire che cosa siano «il progresso della società», «l&#8217;interesse generale», «l&#8217;utilità e la funzione sociale». Le potenzialità illiberali di questi principi astratti, più che la Costituzione più bella del mondo, ricordano «l&#8217;edificazione del socialismo» in Unione Sovietica e «il pensiero del Duce» nell&#8217;Italia fascista.
<p>Il presidente Giorgio Napolitano ci scuserà se qui a IL, grazie a una celebre copertina dell&#8217;Economist su un nostro ex premier, ci siamo sinceramente convinti che la Costituzione del 1948 e gli acrobatici tentativi di modificarla a tavolino sono unfit to lead Italy. Inadeguati a guidare l&#8217;Italia. 
<p>Christian Rocca<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/zj947icsw1c" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Ciao Peter David</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 08:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri notte, in Virginia, è morto in un incidente stradale Peter David, dal 2009 capo dell&#8217;ufficio di Washington dell&#8217;Economist e autore della colonna Lexington. Peter David aveva 60 anni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Ieri notte, in Virginia, è <a href="http://www.politico.com/blogs/media/2012/05/economists-dc-chief-dies-in-car-crash-123190.html">morto</a> in un incidente stradale Peter David, dal 2009 capo dell&#8217;ufficio di Washington dell&#8217;Economist e autore della colonna Lexington. Peter David aveva 60 anni. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/Be0bwF6gZt8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Governo ombra</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Maurizio Molinari, il più bravo, preparato e infaticabile corrispondente Italiano in America, ha scritto un altro formidabile libro: Governo ombra &#8211; I documenti segreti degli Usa sull&#8217;Italia degli anni di piombo (Rizzoli). Maurizio non ha biaogno degli hacker di Wikileaks per raccontare ai lettori i documenti segreti del Dipartimento di Stato americano sull&#8217;anno del sequestro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120512-235613.jpg"><img src="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120512-235613.jpg" alt="20120512-235613.jpg" class="alignnone size-full" /></a><br /><br />Maurizio Molinari, il più bravo, preparato e infaticabile corrispondente Italiano in America, ha scritto un altro formidabile libro: Governo ombra &#8211; I documenti segreti degli Usa sull&#8217;Italia degli anni di piombo (Rizzoli). Maurizio non ha biaogno degli hacker di Wikileaks per raccontare ai lettori i documenti segreti del Dipartimento di Stato americano sull&#8217;anno del sequestro e dell&#8217;omicidio Moro. Maurizio fa il giornalista, utizza una legge sulla trasparenza dell&#8217;informazione in vigore nella grande democrazia americana e chiede direttamente alla fonte i cablogrammi che i diplomatici Usa di stanza a Roma inviavano a Washington nel 1978. Prima ancora di parlare dei contenuti, questa è una doppia lezione di giornalismo e di democrazia che altri saggisti e altri paesi dovrebbero studiare a fondo. Il racconto di Molinari, via Dipartimento di Stato, dell&#8217;anno di piombo per eccellenza, il 1978, è interessante perché svela la battaglia per la democrazia nell&#8217;Italia di quell&#8217;epoca nella più ampia guerra fredda tra il mondo libero e l&#8217;impero del male. Ci sono varie cose interessanti, oltre a qualche svarione americano (Berlusconi, allora, compare per la prima volta nei cabli Usa come democristiano): il no dei democristiani alla visita di Napolitano negli Usa e la disinvoltura di Montanelli nel considerarsi un capo partito, con giudizi su Craxi che faranno venire l&#8217;orticaria a Travaglio (gli piacerà di più, forse, l&#8217;indulgenza montanelliana verso il regime poliziesco di Pinochet). Ma a me piace soprattutto il capitolo sui giornalisti, quello intorno alla rumorosa e bislacca campagna ispirata dai sovietici e bevuta, chissà se consapevolmente o meno, da molti giornali italiani tra cui Panorama ed Europeo a proposito di un coinvolgimento americano nel rapimento Moro. Una lezione di stupidità giornalistica e di deficienza democratica. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/a8o8HDe5q9Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Niclo Solina, il mio candidato sindaco</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 17:23:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<title>IL ha vinto</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 08:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agli Oscar del magazine design, organizzati ieri notte a New York dalla Society of Publishing Design, IL e Il suo art director Francesco Franchi hanno vinto 3 premi: medaglia d&#8217;oro per Magazine of the year (member&#8217;s choice); medaglia d&#8217;argento per il miglior redesign dell&#8217;anno; medaglia d&#8217;argento per migliore sezione: Rane. Molti complimenti a Francesco e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120512-102335.jpg"><img src="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120512-102335.jpg" alt="20120512-102335.jpg" class="alignnone size-full" /></a><br /><br />Agli Oscar del magazine design, organizzati ieri notte a New York dalla Society of Publishing Design, IL e Il suo art director Francesco Franchi hanno vinto 3 premi: medaglia d&#8217;oro per Magazine of the year (member&#8217;s choice); medaglia d&#8217;argento per il miglior redesign dell&#8217;anno; medaglia d&#8217;argento per migliore sezione: Rane. Molti complimenti a Francesco e a tutta la squadra: Micaela, Madda, Davide, Ilaria, Raffaele, Francesca. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/vQUMGijwRiQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>La cover del New Yorker</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 20:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120511-2234251.jpg"><img src="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120511-2234251.jpg" alt="20120511-223425.jpg" class="alignnone size-full" /></a><br /><br /><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/PEbtgFbzXbA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>T-shirt dell’anno</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 12:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120511-143738.jpg"><img src="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120511-143738.jpg" alt="20120511-143738.jpg" class="alignnone size-full" /></a><br /><br /><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/IcVe21Hghzk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Prime anticipazioni di IL41</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 09:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Costituzione più bella del mondo. Non è la nostra. (scritto dal titolare)
Ma quando finiscono gli anni Novanta? (di Andrea Roma!no)
Girls, ventenni in piena crisi (di Carla Bonelli)
Ideologici nella testa (di Antonio Sgobba)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[La <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-05-10/costituzione-bella-mondo-171610.shtml?uuid=Abs8vhaF">Costituzione più bella del mondo</a>. Non è la nostra. (scritto dal titolare)
<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-05-10/quando-finiscono-anni-172353.shtml?uuid=Abs0FiaF">Ma quando finiscono gli anni Novanta?</a> (di Andrea Roma!no)
<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-05-10/girls-ventenni-piena-crisi-173022.shtml?uuid=AbsCGiaF">Girls</a>, ventenni in piena crisi (di Carla Bonelli)
<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-05-10/ideologici-testa-173623.shtml?uuid=AbFFGiaF">Ideologici nella testa</a> (di Antonio Sgobba)<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/vDxp491CRCo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Obama marriage</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 21:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obama era contro il matrimonio gay e ora è a favore. Quella di adesso non è una posizione &#8220;coraggiosa&#8221;, perché era coraggiosa quell&#8217;altra, per un politico liberal. C&#8217;è chi sostiene che la svolta improvvisa, al di là del percorso di &#8220;soul-searching&#8221; di cui parla la Casa Bianca in un provvidenziale memo, sia dovuta alla minaccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Obama era contro il matrimonio gay e ora è a favore. Quella di adesso non è una posizione &#8220;coraggiosa&#8221;, perché era coraggiosa quell&#8217;altra, per un politico liberal. C&#8217;è chi sostiene che la svolta improvvisa, al di là del percorso di &#8220;soul-searching&#8221; di cui parla la Casa Bianca in un provvidenziale memo, sia dovuta alla minaccia di uno dei top donors obamiano, riportata due giorni fa dal Washington Post, di tagliare i viveri alla sua campagna elettorale se non avesse, ahem, sposato le nozze gay. Che i primi Big donors obamiani siano gay, apertamente e orgogliosamente gay, deve aver aiutato. La sinistra radicale però non è soddisfatta in pieno. Mother Jones ricorda che anche Cheney, 8 anni fa per giunta, era a favore dei diritti degli stati a decidere se legalizzare o meno i matrimoni omosessuali. A Obama la sinistra rimprovera di aver sottolineato che la sua posizione è personale e di aver ricordato che la questione non è di competenza federale, ma locale. Obama, insomma, sostiene che il diritto alle nozze gay non è un diritto civile, ma una cosa controversa da lasciar decidere alle comunità locali (statali). Obama ha difeso, insomma, la Costituzione americana che demanda agli Stati le questioni diciamo di anagrafe. Inoltre, dicendo che le nozze gay non sono di competenza federale, il presidente prende le distanze dal Doma, il Defense of marriage act approvato dal clCongresso ai tempi di Clinton. Quella legge federale dice che il matrimonio è tra un uomo e una donna. Nei tribunali il Doma si scontra con le legislazioni statali. Ora Obama, in realtà già da qualche mese, non difenderà più il Doma proprio con l&#8217;argomento che il matrimonio non è di competenza federale. Insomma dicendo che è giusto che se ne occupino gli stati, Obama puó contribuire a sconfiggere nei tribunali l&#8217;applicazione della legge firmata da Clinton in difesa del matrimonio tradizionale. Ah, Joe Biden non c&#8217;entra niente. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/0AFr-6qq3Uo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>“Soul searching”</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 20:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui la Casa Bianca spiega il cambio di rotta di Obama sulle nozze gay. Che la stampa sia decisamente pro nozze gay si nota dal fatto che definisce la decisione di Obama &#8220;storica&#8221;, non un &#8220;flip flop&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.buzzfeed.com/bensmith/leaked-white-house-talking-points-on-gay-marriage?s=mobile">Qui</a> la Casa Bianca spiega il cambio di rotta di Obama sulle nozze gay. Che la stampa sia decisamente pro nozze gay si nota dal fatto che definisce la decisione di Obama &#8220;storica&#8221;, non un &#8220;flip flop&#8221;<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/geCbeULcm_E" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Obama per le nozze gay</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 19:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E ora, improvvisamente, Barack Obama si è dichiarato a favore del matrimonio omosessuale. Fino a oggi è stato contrario. Che cosa sia cambiato, o che cosa gli abbia fatto cambiare idea, al momento non è noto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[E ora, improvvisamente, Barack Obama si è dichiarato a favore del matrimonio omosessuale. Fino a oggi è stato contrario. Che cosa sia cambiato, o che cosa gli abbia fatto cambiare idea, al momento non è noto. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/PqFRtBMyBwE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Paul Berman e la Polizia del Pensiero</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 15:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il saggio di Paul Berman, con l&#8217;introduzione del titolare, sulla deriva orwelliana dell&#8217;Islam politico. Il saggio è stato pubblicato da IL. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-05-08/polizia-pensiero-orwell-islam-112712_PRN.shtml">saggio</a> di Paul Berman, con l&#8217;introduzione del titolare, sulla deriva orwelliana dell&#8217;Islam politico. Il saggio è stato pubblicato da IL. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/-oOwx14I-ns" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Da grande voglio diventare direttore di questo giornale</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 11:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120507-134917.jpg"><img src="http://www.camilloblog.it/wp-content/uploads/2012/05/20120507-134917.jpg" alt="20120507-134917.jpg" class="alignnone size-full" /></a><br /><br /><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/pvCCVhkDdZo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>, una dedica</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 21:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian Rocca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Ragazzi straordinari, Conte uomo dell&#8217;anno, Andrea Agnelli e Beppe Marotta due giganti, ma una dedica speciale va a Luciano Moggi, perché di questi trenta scudetti ne ha vinti molti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Ragazzi straordinari, Conte uomo dell&#8217;anno, Andrea Agnelli e Beppe Marotta due giganti, ma una dedica speciale va a Luciano Moggi, perché di questi trenta scudetti ne ha vinti molti. <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/camilloblog/~4/9NgLZaRLmn8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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