<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680</atom:id><lastBuildDate>Sat, 21 Feb 2009 09:37:19 +0000</lastBuildDate><title>Carattere Mobile</title><description>...spostamenti, traslazioni, miscugli, incroci.</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>27</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-7445080153119338073</guid><pubDate>Sat, 31 May 2008 20:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-31T22:36:39.700+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>cinema</category><title>Il Divo, di Paolo Sorrentino</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/SEHEvLL1TII/AAAAAAAAAGo/S7iR5asI1lA/s1600-h/divo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/SEHEvLL1TII/AAAAAAAAAGo/S7iR5asI1lA/s320/divo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206658958952320130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La figura di uno dei personaggi che con più forza ha segnato la storia repubblicana, Giulio Andreotti, viene osservata con spirito da entomologo e messa in scena da Sorrentino con uno stile sempre più personale, che ricalca quello delle due opere precedenti, Le conseguenze dell'amore e L'amico di famiglia. Quello che va in scena qui, come già s'è detto da più parti, è l'emblema in persona, ciò che l'uomo Andreotti rappresenta in cinquanta e rotti anni di repubblica e di italianità. Gli omicidi Dalla Chiesa e Pecorelli, il sequestro Moro, Tangentopoli, il bacio di Riina, tutti gli eventi sfilano e passano nella vita di questo essere imperturbabile (che sente quasi il bisogno di giustificare la propria umanità elencando i 3 momenti in cui nella vita ha versato lacrime) e indecifrabile persino per la compagna di una vita. Se è sempre difficile cercare di rappresentare in un'opera o quantomeno fermare e fare il bilancio eventi ravvicinati, tentare di farlo con un materiale talmente ingarbugliato come il filo dei misteri d'Italia è impresa titanica. Sorrentino evita abilmente la trappola del film indagine e cerca di elevarlo ad un livello virtuosamente macchiettistico, dato che il personaggio principale è forse la più grande macchietta della storia nazionale, col suo fisico (le mani a tre diversi stati) e la sua patologica battuta pronta che si fondono in un tutt'uno magnetico e definitivo. Toni Servillo offre una prova magistrale, in un ruolo molto difficile (cosa c'è di più difficile del parodiare un uomo che è già la parodia di sé stesso?). Per forza di cose non c'è una vera e propria trama con sviluppo e conclusione, il film mostra gli anni che vanno dagli omicidi Dalla Chiesa e Pecorelli fino all'apertura del processo Andreotti, ma il film rimane comunque godibilissimo dall'inizio alla fine, senza mai un momento morto o un calo di ritmo. Una successione di scene memorabili, una dopo l'altra, alcune surreali (l'incontro col gatto al Quirinale, lo skateboard che entra in scena), altre semplicemente intense (la confessione del "segreto" a Cossiga, il breve monologo sul finale). Un film in un certo senso gemello rispetto a Gomorra, per quanto la pellicola di Garrone mette in scena la manovalanza e la base della piramide di ciò che è sporco in Italia, così Il Divo mostra ciò che sta in alto, laddove tutto si fa più confuso e bianco e nero non esistono più...tutto si fa più complesso, come sottolinea il protagonista concedendo un'intervista a Scalfari. E' da notare anche il fatto che entrambi i film cerchino di discostarsi dai classici esempi di film di denuncia che li hanno preceduti, per cercare un linguaggio diverso, che punti il dito non solo contro i personaggi in scena, ma anche contro il paese intero. Una sorta di "come siamo" implicito, non urlato ma sussurrato fra le righe.&lt;br /&gt;Con questa doppietta il cinema italiano conferma il suo ottimo momento. Parlare di rinascita mi sembra alquanto esagerato, ma diversi lavori recenti stanno finalmente cercando di uscire dai classici generi italici per proporre un'idea di cinema più libero e moderno. Mi riferisco, oltre a questo film e a Gomorra, all'esordio di Zanasi con Non pensarci e al mockumentary Riprendimi, oltre alle conferme più classiche dell'ultimo Virzì o di Moretti in Caos calmo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-7445080153119338073?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2008/05/la-figura-di-uno-dei-personaggi-che-con.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/SEHEvLL1TII/AAAAAAAAAGo/S7iR5asI1lA/s72-c/divo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-3393018317507688632</guid><pubDate>Mon, 05 May 2008 11:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-07-17T18:21:42.185+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>letteratura</category><title>Douglas R. Hofstadter - Gödel, Escher, Bach: un'Eterna Ghirlanda Brillante</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img516.imageshack.us/img516/7176/hofstadtergodelescherbamx1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 187px; height: 285px;" src="http://img516.imageshack.us/img516/7176/hofstadtergodelescherbamx1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel 1979 usciva questa imponente opera divulgativa, che nel corso degli anni ha fatto conoscere a moltissime persone le meraviglie della mente umana. Un'opera complessa ma allo stesso tempo scritta in modo da esporre i temi nella maniera più semplice possibile. Temi molto profondi, che toccano l'essenza stessa dell'essere umano e vanno incontro a domande fondamentali quali "Che cos'è l'intelligenza?", "Come funziona la mente umana?" o "Cosa possiamo conoscere?". A queste domande, lungi dal dare risposte dogmatiche, Hofstadter si avvicina in maniera graduale, sempre cercando di affrontare le questioni da angolazioni diverse e di spostare i punti di vista, per meglio svelare le possibili risposte. Lo fa impostando la struttura stessa del libro in maniera funzionale e coerente, alternando dialoghi "galileani" a capitoli esplicativi e soprattutto intrecciando agli argomenti trattati le opere di due artisti, Escher da una parte e Bach dall'altra, che rivelano ad un'analisi approfondita mirabili punti in comune ed uno spirito artistico mosso da regole spesso simili. Si passa così, sempre mantenendo una naturale fluidità, da certi argomenti ad altri che all'apparenza sembrerebbero avere ben poco in comune: dalla logica/matematica tout court (Sistemi formali, Calcolo Proposizionale, Aritmetica Tipografica...) alla biologia (Reti neuronali, Duplicazione del DNA...), fino a toccare argomenti quali lo Zen, i Canoni musicali, le traduzioni linguistiche e soprattutto le Intelligenze Artificiali. La possibilità di poter creare in futuro intelligenze analoghe a quella dell'uomo o addirittura superiori apre scenari stimolanti e solleva domande complesse. Dipanando la ghirlanda del titolo si arriva a quello che ne è per certi versi il cuore: l'analisi del Teorema dell'Incompletezza di Gödel, col quale il logico austriaco dimostrò nel 1931 l'incompletezza interna di ogni sistema formale sufficientemente potente, aritmetica compresa, provocando di fatto un terremoto di vaste proporzioni, i cui effetti si ripercuotono su campi anche distanti da quello matematico. Una lettura sicuramente impegnativa, ma che ha l'indubbio pregio di fare chiarezza e fornire solide basi a chi desidera avventurarsi alla scoperta dell'unico luogo sul pianeta rimasto in gran parte inesplorato: la mente umana.&lt;iframe src="http://www.demauroparavia.it/@erenza#&amp;amp;lookitup%21xcrop=#contenuto%21css=body%7Bbackground-color:white%7Dinput%7Bheight:200px;margin:10px%7D" style="border: 1px solid black; width: 672px; height: 33%; top: 0%; right: 0px; padding-left: 0px; position: fixed; background-color: white; z-index: 1000; display: block;" id="ResultBox4"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-3393018317507688632?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2008/05/douglas-r-hofstadter-gdel-escher-bach.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-2598034347352688979</guid><pubDate>Sun, 13 Apr 2008 09:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-13T10:54:03.928+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>politica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>musica</category><title></title><description>In tema con la giornata odierna:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fileden.com/files/2008/2/7/1746071/15.%20Fetta.mp3"&gt;Paolino Paperino Band - Fetta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fileden.com/files/2008/2/7/1746071/Giorgio%20Gaber%20-%20Le%20elezioni.mp3"&gt;Giorgio Gaber - Le elezioni&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-2598034347352688979?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2008/04/in-tema-con-la-giornata-odierna-paolino.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-1307035818757768430</guid><pubDate>Mon, 18 Feb 2008 10:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-18T11:28:34.894+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>cinema</category><title>Il Petroliere (There will be blood)</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R7lctaf93OI/AAAAAAAAAGU/vUnVwxCpihE/s1600-h/tere_will_blood_2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R7lctaf93OI/AAAAAAAAAGU/vUnVwxCpihE/s320/tere_will_blood_2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5168263982661623010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;La terra, il sangue, il sangue della terra, il latte che ci nutre, la linfa, il succo da spremere, il nettare che ci inebria, la sete che non si placa, la melma che ci sporca, il sudore dell'indemoniato e lo sputo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;There will be blood&lt;/span&gt; è un film liquido, impastato, carico di simbolismi talmente espliciti che non solo non danno minimamente fastidio, ma si trasformano in monoliti da ammirare in contemplazione. E allora la torre di trivellazione che succhia dal suolo, brucia e collassa, gli uomini sporchi fino alle orecchie di petrolio, la potenza esplosiva della natura e le secchiate, i laghi, i barili e i fiumi di materia nera creano il Nuovomondo in cui danza satanasso e gigantesco Daniel Plainview, cercatore di petrolio al tempo in cui affiorava spontaneamente dalla terra e a tirarlo fuori si moriva o ci si arricchiva, con eguale probabilità. Paul Thomas Anderson, che già ci aveva regalato grandissimi film, se ne esce con quello che sarà ritenuto a ragione il suo capolavoro indiscusso, un film kubrickiano, fatto di scene potentissime, messe in fila l'una dietro l'altra, quasi a voler alzare continuamente l'asticella, e filmate con una maestria e una perfezione che a soli 37 anni, francamente, fanno strabuzzare gli occhi. La bellissima fotografia e il modo in cui viene reso il west d'inizio secolo ricordano terribilmente l'altrettanto esteticamente affascinante &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Assassinio di Jesse James&lt;/span&gt;. Il rapporto con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oil!&lt;/span&gt; di Upton Sinclair, con adattamento da parte dello stesso Anderson, è più che altro di ispirazione e il risultato finale è un film che narrativamente si muove lontanissimo dai canoni hollywoodiani e dalle sue strutture. Non ci sono personaggi che incarnino positività e affezionarsi a qualcuno di loro risulta impossibile, men che meno al protagonista. Il duello di rapacità e successo ad ogni costo e con ogni mezzo, ingaggiato dai due personaggi principali (il già citato Day-Lewis e il buon Paul Dano, apprezzato in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Little Miss Sunshine&lt;/span&gt;, ma che qui ha la sfortuna di doversi misurare contro una delle performance del decennio) viene dilazionato nel tempo, ma quel che cambia non sono certo gli animi e i sentimenti dei contendenti, quanto più le possibilità che essi hanno di sottomettere il rivale. In questo senso la trama è immobile, non vi è nessuna evoluzione significativa, e l'unica mutazione che fa procedere il film è nella concretezza di ciò che i personaggi riescono ad ottenere o a perdere. Il mondo del petroliere è popolato di personaggi che ci costringono ad odiare, così come loro a loro volta odiano il mondo, in un rispecchiamento che nello spettatore comune non può che creare disagio. Il bellissimo finale, in parte sospeso, è perfettamente allineato e coerente con questa idea di delusione continua delle aspettative messe in campo. E' la misantropia latente in ognuno di noi che Plainview va cercando con le trivelle e tutto, e la trova. La trova nello sdegno per una finta fede, nella difficile empatia verso un figlio oscuro e minaccioso, nella falsità e nel sospetto. Una successione di scene madri, dicevo, e tutte avvolte nella straordinaria colonna sonora di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Johnny Radiohead Greenwood&lt;/span&gt;, che mischia archi e sonorità a volte bizzarre in un ambito così classico (la bellissima Proven Lands ne è un esempio), facendosi ammirare senza mai prevaricare e amalgamandosi perfettamente. Un film importante per lo stesso regista, che abbandona la calligrafia Altmaniana di opere come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Boogie Nights&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Magnolia&lt;/span&gt; e raggiunge una classicità tanto personale quanto di difficile attribuzione. Un'opera importante, che ripaga i 5 anni di attesa e ci lascia con l'acquilina in bocca, meravigliati e vogliosi di averne ancora, sempre di più, quasi rapaci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-1307035818757768430?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2008/02/il-petroliere-there-will-be-blood.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R7lctaf93OI/AAAAAAAAAGU/vUnVwxCpihE/s72-c/tere_will_blood_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-71721570188023268</guid><pubDate>Thu, 14 Feb 2008 20:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-14T21:38:15.822+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>musica</category><title>Fabrizio De André, 10 brani sottovalutati</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.setino.it/Speciali/DeAndre.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 216px; height: 226px;" src="http://www.setino.it/Speciali/DeAndre.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Coda di lupo&lt;/span&gt; (Rimini) - La trasfigurazione dell'innocenza infantile in quella di un popolo indiano a metà strada fra le praterie e la brianza, fra la Via Emilia e il west. Come già fiume Sand Creek, ma col gusto del surreale e dell'immaginifico: un inno alla diffidenza e all'anticonformismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sidùn&lt;/span&gt; (Creuza de mä) - Il pianto di un padre che tiene in braccio il figlio morto, nella città di Sidone al tempo di Regan e Sharon, è l'affermazione straziante della stupidità di ogni guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Verranno a chiederti del nostro amore&lt;/span&gt; (Storia di un impiegato) - Stupenda e sublime, il valore dell'amore di fronte alla banalità della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La canzone del padre&lt;/span&gt; (Storia di un impiegato) - La disperazione, la presa di coscienza della meschinità della vita, di chi si sveglia dal sogno e matura l'idea di una giustizia solitaria. L'impiegato tocca il punto più basso del suo viaggio solitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il suonatore Jones&lt;/span&gt; (Non al denaro non all'amore né al cielo) - L'unica anima felice del cimitero di Spoon River, il violinista che voleva coltivare i suoi campi ad ottavini, diviene l'alter ego di Fabrizio, che suona su richiesta e ama lasciarsi ascoltare. Signora libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giugno '73&lt;/span&gt; (Volume 8) - Il congedo da un amore finito, in bilico tra l'ironia e la dolcezza del ricordo, che non nutre rancore, per seguire un viaggio che porta un po' più lontano. Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La domenica delle salme&lt;/span&gt; (Le nuvole) - Brano profetico in ogni senso, uno sguardo lucidissimo e spietato sull'Italia di ieri e anche di oggi. Ancora (purtroppo) attualissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Zirichiltaggia&lt;/span&gt; (Rimini) - Brano deliziosamente macchiettistico, fatto della stessa materia di Don Raffaè. I due fratelli sardi, che litigano per questioni di eredità, rivelano in controluce l'amore per quella terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Hotel Supramonte&lt;/span&gt; (Indiano) - Il ricordo del rapimento, trasfigurato attraverso metafore bellissime e reso con una dolcezza disarmante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Smisurata preghiera&lt;/span&gt; (Anime salve) - L'ultimo pezzo dell'ultimo album, degno tassello di un'unica grande poesia, si libra sulle ali dei versi di Álvaro Mutis e diventa un'invocazione, il testamento spirituale di tutti i diseredati e gli emarginati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-71721570188023268?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2008/02/fabrizio-de-andr-10-brani-sottovalutati.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-2854534450022492499</guid><pubDate>Mon, 11 Feb 2008 10:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-11T11:42:00.209+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>politica</category><title>Non vedo l'ora</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R7AmZaf93NI/AAAAAAAAAGM/k9fkezFf0-M/s1600-h/ponte.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R7AmZaf93NI/AAAAAAAAAGM/k9fkezFf0-M/s320/ponte.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5165670990645943506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-2854534450022492499?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2008/02/non-vedo-lora.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R7AmZaf93NI/AAAAAAAAAGM/k9fkezFf0-M/s72-c/ponte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-2235486892024743690</guid><pubDate>Sat, 09 Feb 2008 10:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-09T13:20:31.157+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>cinema</category><title>Caos calmo, di Antonello Grimaldi</title><description>Premetto che non ho letto il libro di Veronesi, quindi non posso fare parallelismi né accodarmi al prestigioso club del "era meglio il libro", ma caos calmo, in tempi (anni) di vacche magre per il cinema nazionale, mi ha dato a pelle l'impressione, se non di una ventata di freschezza, almeno di qualche refolo. Il soggetto non si discosta di molto dal resto della produzione italica e a dire il vero nemmeno la regia di Grimaldi, uno che viene da parecchia fiction e si vede, colpisce più di tanto. Qua si parla ovviamente di Moretti, un personaggio che è ineluttabilmente destinato a monopolizzare, nel bene e nel male, qualsiasi film in cui compaia. E inevitabili sono anche i parallelismi con La stanza del figlio, vuoi per affinità tematiche (l'elaborazione del lutto, il senso dell'essere padre), vuoi per il modo asciutto e mai sopra le righe in cui si dipana la storia, vuoi, infine, per la sensazione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;necessità&lt;/span&gt; che film del genere trasmettono. Le note positive in Caos calmo provengono quasi tutte dal protagonista indiscusso e indiscutibile, che marca una prestazione sincera e a tratti commovente, anche se un po' ci prova sempre a trapiantare nel film le sue personali idiosincrasie (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Ti ricordi? Ti ricordi?"&lt;/span&gt;) e Grimaldi deve aver faticato come un mulo per limitarlo, sempre che non sia finito a portare i cestini sul set. Il resto del cast si industria  come può per non farsi schiacciare, fra un Gassman meno insopportabile del solito, una Golino impeccabile e il sempre irresistibile Silvio Orlando, sull'orlo di trasformarsi nel pasticciere trotzkista. Un accenno lo voglio fare per la meravigliosa scena dell'uscita da scuola, con l'adunata delle mamme e la bellissima sensazione della nascita di un piccolo quotidiano evento che si crea dal nulla, anche se piazzarci &lt;a href="http://songza.com/listen?z=a2r3-a2yJSFHTrgM"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Your ex-lover is dead&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; mi è sembrato un tantino troppo didascalico.&lt;br /&gt;Molti riponevano grandi speranze in questo film, ma ragionando in questi termini Caos calmo non salva niente, intendiamoci. Non c'è ampio respiro, non ci sono scelte precise e il tutto non esce dalla solita borghesata italiana, fatta però stavolta con un pizzico di cuore in più. Moretti non ci salva a bracciate, al limite ci allunga uno schiaffone per non farci andare nel panico. Se vi accontentate, una bocc(eggi)ata d'aria ve la potete anche fare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-2235486892024743690?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2008/02/caos-calmo-di-antonello-grimaldi.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-2630515812406568109</guid><pubDate>Thu, 07 Feb 2008 21:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-07T22:37:43.019+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>musica</category><title>La preghiera dei Baustelle</title><description>Amen lo sto ascoltando parecchio in questi giorni e nonstante sia godibile in alcuni punti e mantenga una sua dignità, superiore anche a La malavita, non mi convince granché, il singolo Charlie fa surf men che meno (uno di quei pezzi che ti si attaccano in testa tuo malgrado e l'unico modo per cacciarli è canticchiare un pezzo dei Pixies). Niente a che vedere insomma col Sussidiario, ma un brano killer c'è e si chiama Alfredo. Amore al primo ascolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fileden.com/files/2008/2/7/1746071/10.%20Alfredo.mp3"&gt;Baustelle - Alfredo (MP3)&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-2630515812406568109?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2008/02/la-preghiera-dei-baustelle.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-4761523988062088213</guid><pubDate>Thu, 07 Feb 2008 10:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-07T11:57:46.408+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>politica</category><title>Il mio lifting non esiste</title><description>Io a vedere il centrodestra costretto a trovare la quadratura del cerchio con partiti e partitini che spuntano come funghi e reclamano spazio, tra Storace, Mastella, Nuovo PSI, Nuova DC e laicosocialisti vari, non li invidio per niente. So che spuntarla è solamente un sogno, ma improvvisamente l'idea del PD che si candida da solo, spiattellata così nero su bianco quando tutti sotto sotto pensavano "eh, figurati", è una nota positiva non da poco. Per lo meno innalza, o cerca di innalzare, l'asticella della politica. E Berlusconi, che si trova in una situazione tipicamente da vecchio centrosinistra, ha paura di dare l'immagine della vecchia scuola. Cosa che rappresenta realmente, ma non si può dire. Da uomo nuovo rischia di passare nel giro di meno di 15 anni a restauratore, e fare consciamente la figura della &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0043014/"&gt;Norma Desmond&lt;/a&gt;, dentro di lui non potrebbe sopportarlo. E' un personaggio che ha bisogno di stupire, di creare entusiasmo, e non c'è nulla di più triste, come un clown che non fa ridere, di un uomo che non crede un pochino alle bugie che racconta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-4761523988062088213?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2008/02/il-mio-lifting-non-esiste.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-4087540067590890039</guid><pubDate>Sat, 22 Dec 2007 12:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-25T21:41:53.302+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>indie-rock</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>2007</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>classifica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>musica</category><title>Top Album 2007</title><description>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco qua la mia listona di dischi per  l'anno che sta volgendo al termine:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20D7-c9KVI/AAAAAAAAAEQ/oQzo2govGro/s1600-h/menomena.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20D7-c9KVI/AAAAAAAAAEQ/oQzo2govGro/s320/menomena.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146774278065957202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;1. Menomena - Friend and foe&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Pochissimi lo hanno messo nelle loro top ten ma questo disco riesce a toccarmi dentro, nonostante sia probabilmente un disco che dopo un po' viene a noia (e infatti cerco di centellinarlo come un buon libro). Friend and foe è un Fun Blame Monster con l'anima, un disco in cui i Menomena hanno cercato con tutte le loro forze di staccarsi di dosso l'etichetta di band cerebrale e intellettualoide e di tirare fuori tutta la sincerità di cui sono capaci. Alcuni hanno scritto che è un album che richiede assoluta attenzione e fa di tutto per non essere musica da tenere sullo sfondo, credo sia proprio questo l'indice della loro sincerità: un disco che vuole essere ascoltato. Menzione d'onore per la sezione ritmica, la batteria assurdamente potente crea quasi da sola l'atmosfera e si porta in spalla tutto. Aggiungete 5-6 pezzi stile &lt;span style="font-size:100%;"&gt;anthem-singalong-tweet-&lt;br /&gt;e-altri-termini-ammmericani-che-fanno-cool-ma-anche-un-po'-nerd&lt;/span&gt; e il volante della vostra auto non sarà più lo stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20Ez-c9KWI/AAAAAAAAAEY/Vue2rgOxPBc/s1600-h/arcade.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20Ez-c9KWI/AAAAAAAAAEY/Vue2rgOxPBc/s320/arcade.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146775240138631522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;2. Arcade fire - Neon bible&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dara alla luce il successore di uno degli album del decennio è un compito improbo e molti aspettavano la band canadese al varco. Win Butler e soci hanno fatto la migliore mossa possibile, superando Funeral a destra e tirando fuori un album che di originalità ha un indice pari alla -googol ma in quanto a passione, qualità di scrittura e "casino organizzato con quello roscio che si rincorre per il palco con quell'altro" è quasi un capolavoro. D'altra parte quando anche Springsteen crede di aver scritto una tua canzone (e almeno un altro paio fanno lo stesso effetto) può voler dire due cose: 1) Che sei a un passo dal fare il botto e 2) Che sei a un passo dal non avere più idee. Spero proprio che gli Arcade fire riescano a sfornare altri album degni di nota, magari stavolta superando Funeral a sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20FBuc9KXI/AAAAAAAAAEg/Qg5RIQatnek/s1600-h/mia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20FBuc9KXI/AAAAAAAAAEg/Qg5RIQatnek/s320/mia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146775476361832818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3. M.I.A. - Kala&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mia non si accontenta di essere bellissima, ma sforna anche dischi da paura e tira fuori questo condensato di etno-elctro-clash che campiona un po' tutti, da Simonon ai Pixies, e si permette di tirare fuori una parodia di pezzo da classifica che finisce in classifica. Roba di classe che fa di tutto per sembrare volgare, respiro globale senza che sembri posa. Il disco da mettere su per sentirsi più onesti e a posto con la coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20FWuc9KYI/AAAAAAAAAEo/pdRviI1PBbI/s1600-h/national.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20FWuc9KYI/AAAAAAAAAEo/pdRviI1PBbI/s320/national.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146775837139085698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4. The National - Boxer&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Alligator già era un discone, Boxer perfeziona la formula ed elimina l'effetto college-radio che quà e la faceva capolino dal coccodrillone. Certo, il prezzo da pagare è che sfuriate alla Abel sono solo un ricordo, ma il guadagno è che qui ci sono pezzi di classe notevole, tutti costruiti sulle sfumature, con una delle voci più monotòne e ipnotiche del panorama indie e arrangiamenti perfetti, che fanno dell'album la migliore colonna sonora di un noir metropolitano ancora da girare. Definitivamente il disco per deprimersi compiacendosi del 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20Fjec9KZI/AAAAAAAAAEw/GSth7xySTFs/s1600-h/spoon.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20Fjec9KZI/AAAAAAAAAEw/GSth7xySTFs/s320/spoon.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146776056182417810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;5. Spoon - Ga ga ga ga ga&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Britt Daniel e soci hanno fatto un album di canzoncine deliziosamente ruffiane, di quelle che fai ascoltare a qualcuno dai gusti orribili per cercare di redimerlo. 10 pezzi per altrettanti potenziali singoli, compresa una Ghost of you lingers che contraddice l'album e per questo è ancora più bella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20Fxuc9KaI/AAAAAAAAAE4/pKghXJ_Whes/s1600-h/okkervil.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20Fxuc9KaI/AAAAAAAAAE4/pKghXJ_Whes/s320/okkervil.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146776300995553698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6. Okkervil river - The stage names&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Non è Black sheep boy, ma sono sempre loro, sempre uguali e sempre con un pugno di canzoni bellissime mugolate da Will Sheff, l'uomo col cuore nell'ugola. Dopo un inizio da urlo cala un po' sulla distanza, per piazzare la zampata in zona Cesarini con uno dei pezzi dell'anno, una John Allyn Smith sails che è meta-canzone e racconto e odissea personale più un sacco di altre cose in soli quattro minuti e mezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20F-ec9KbI/AAAAAAAAAFA/UTW6zGhHIHs/s1600-h/radiohead.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20F-ec9KbI/AAAAAAAAAFA/UTW6zGhHIHs/s320/radiohead.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146776520038885810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;7. Radiohead - In rainbows&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il disco-caso dell'anno, che ha fatto parlare così tanto di quello che gli stava intorno che alla fine la musica che contiene è passata un po' in secondo piano. Non è Ok Computer e non è nemmeno Kid A, è semplicemente il disco della maturità di una band che era già matura da un pezzo. Nessun pezzo spicca particolarmente, perchè il livello è alto e loro sono di un'altra categoria, ma la coesione e la concisione dell'insieme danno l'impressione di un album che dura nel tempo e non stanca, cosa che non si può dire del precedente Hail to the thief. Forse la sola Reckoner, nella sua metafisicità sonora, chiede l'attenzione riservata ai capolavori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20G5ec9KdI/AAAAAAAAAFQ/EBM6uTfeQNM/s1600-h/blonde.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20G5ec9KdI/AAAAAAAAAFQ/EBM6uTfeQNM/s320/blonde.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146777533651167698" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;8. Blonde redhead - 23&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;23 è uno di quegli album che passano inosservati e che si danno per scontati, per poi accorgersi che li si mette su più spesso di altri e ce li si gode tutti, senza nessuna fatica o retrogusto spiacevole. I gemelli Pace e la Jappa sexy e scontrosa possiedono un'alchimia perfetta e quando viene messa al servizio di grandi pezzi (23, Publisher) allora davvero sembra che non ce ne sia più per nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20HE-c9KeI/AAAAAAAAAFY/jCfaJTLdO74/s1600-h/joanna.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20HE-c9KeI/AAAAAAAAAFY/jCfaJTLdO74/s320/joanna.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146777731219663330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;9. Joanna Newsom - ...and the Ys Street Band&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ero indeciso se metterlo perchè comunque si tratta di un EP di soli tre pezzi(anche se di durata sopra la media) di cui solo uno completamente originale, ma è in casi come questo che la frase "less is more" acquista un senso. Lei sprizza talento da ogni poro, dal vivo come in studio, e data l'età ci regalerà grandissimi dischi. Questo è l'antipasto migliore del 2007.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20HOec9KfI/AAAAAAAAAFg/uff-fDnfLmc/s1600-h/battles.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20HOec9KfI/AAAAAAAAAFg/uff-fDnfLmc/s320/battles.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5146777894428420594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;10. Battles - Mirrored&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il math-rock riveduto e corretto in forma digeribile. Mirrored è uno dei dischi più originali dell'anno e anche se ha parecchi difetti (altalenante, prolisso) qui la parola chiave è "affascinante". Un disco da "osservare", nei suoi pezzi che crescono, si fanno e si disfano secondo le loro regole. Agli appassionati di Don Caballero e compagnia potrebbe non dire granchè, ma di fronte ad Atlas è difficile mantenere l'aplomb.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(*) Amy Winehouse forse sarebbe entrata, ma il disco è del 2006, anche se molti fanno i furbetti...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non ce l'hanno fatta per un pelo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Black Francis, Iron &amp;amp; wine, Kings of leon, LCD Soundsystem, Of Montreal, Panda bear, PJ Harvey, Shellac, Wilco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Altri ascolti notevoli:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Besnard lakes, Burial, Cocorosie, Cribs, Dinosaur jr, Editors, Justice, Liars, Modest mouse, Patrick Wolf, Rufus Wainwright, Sigur ros, St. Vincent, Stars, Sunset rubdown, White stripes&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Top 5 Italia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bachi da pietra - Non io&lt;br /&gt;Carpacho - La fuga dei cervelli&lt;br /&gt;Le luci della centrale elettrica - S/T&lt;br /&gt;Trabant - Music for losers&lt;br /&gt;Amore - Tarzan contro l'IBM&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Delusioni dell'anno:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Clap your hands say yeah - Some loud thunder&lt;br /&gt;Architecture in Helsinki - Places like this&lt;br /&gt;Art brut - It's a bit comlicated&lt;br /&gt;Bloc party - A weekend in the city&lt;br /&gt;Interpol - Our love to admire&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-4087540067590890039?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/12/top-album-2007.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/R20D7-c9KVI/AAAAAAAAAEQ/oQzo2govGro/s72-c/menomena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-8729339094237352549</guid><pubDate>Tue, 23 Oct 2007 19:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-23T20:47:19.354+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>politica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>scacchi</category><title>Lo scacchiere mondiale</title><description>&lt;div align="justify"&gt;Ecco un esempio lampante di qualcosa che vorrei vedere ogni tanto anche in Italia: una persona estremamente intelligente viene intervistata e il giornalista, rendendosi conto che non ha a che fare col solito politicante, ascolta ammirato e placidamente rimane al suo posto, senza quell'odiosa abitudine prevaricatoria, tipica dei nostri salotti televisivi. Bill Maher intervista Garry Kasparov, ex campione del mondo di scacchi (il più giovane di tutti i tempi) e nuovo candidato alle prossime elezioni presidenziali in Russia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LQYyPooETcI&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LQYyPooETcI&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-8729339094237352549?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/10/lo-scacchiere-mondiale.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-849578913853637168</guid><pubDate>Sat, 20 Oct 2007 09:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-20T10:09:14.436+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>cinema</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>takashi miike</category><title>Quando si dice la cortesia...</title><description>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;a href='http://img206.imageshack.us/my.php?image=visitorqdk7.png' target='_blank'&gt;&lt;img src='http://img206.imageshack.us/img206/1583/visitorqdk7.th.png' border='2' align='left' style='margin: 3px;'/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;Nei titoli di coda di &lt;a href='http://www.imdb.com/title/tt0290329/'&gt;Visitor Q&lt;/a&gt;, uno dei film più malati che abbia mai visto, ringraziano la "Trattoria il Pinocchio"...che abbiano fornito i &lt;a href='http://img156.imageshack.us/img156/823/visitorq2le2.png'&gt;prodotti&lt;/a&gt; &lt;a href='http://img156.imageshack.us/img156/4176/visitorq3jj3.png'&gt;caseari&lt;/a&gt;?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-849578913853637168?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/10/quando-si-dice-la-cortesia.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-2145221918646840659</guid><pubDate>Thu, 18 Oct 2007 15:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-20T10:08:08.398+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>radiohead</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>in rainbows</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>musica</category><title>In rainbows</title><description>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;div style='text-align: justify;'&gt;&lt;img border='2' align='left' style='margin: 3px;' src='http://img511.imageshack.us/img511/7769/inrainbowsqq1.jpg'/&gt;Ora che si sono un po' calmate le acque e tutto l'effetto mediatico va un po' a scemare, credo si possano spendere due parole un po' più ragionate sul nuovo Radiohead. Dopo tutti i fiumi di parole spesi a discutere le strategie commerciali che hanno portato all'inaspettata uscita del disco, quello che rimane sono dieci canzoni dieci, per un totale di 42 minuti e mezzo di musica. Si è detto che questo è un ritorno all'accessibilità di Ok Computer, dopo due dischi volontariamente duri e puri come l'accoppiata Kid A/Amnesiac e il tentativo non del tutto riuscito di conciliare vecchio e nuovo dell'ultimo Hail to the thief. Sicuramente è vero, le asperità elettroniche e l'ermeticità di quegli album sono quasi del tutto scomparse, ma al tempo stesso il disco rimane Radiohead al cento per cento e riesce nonostante questo a mantenere miracolosamente quell'aura di classicità che facilmente può diventare manierismo. In Rainbows è placidamente classico e classicamente moderno. Placidamente perchè mai come ora si avverte distintamente una sorta di pace dei sensi nei confronti della sperimentazione. Yorke e soci non avvertono più il l'obbligo di osare ad ogni costo e il tutto si traduce in un guadagno in termini di trasparenza e complicità con l'ascoltatore. Questo è il loro album roots, dove le radici sono quelle del giardino di Thom Yorke. E' un album che gioca tutto sulle atmosfere e gli arrangiamenti, un album in cui le melodie passano in secondo piano, per lasciare spazio ad archi, cori e percussioni mai così perfette.&lt;br/&gt;15 Step è definitivamente la loro Another brick in the wall, con tanto di bambini e andamento funky e apre il disco con un inconfondibile beat che si trasforma con l'entrata in gioco delle chitarre, quasi a voler dare l'addio a certe atmosfere estremizzate di HTTT (The gloaming fra tutte). Bodysnatchers è l'electioneering della situazione, incrociata con le interferenze di National anthem, è il punto rockeggiante di un album che si rivela più minimale di quello che le versioni live facevano presagire. Nude aka Big ideas è il brano che più ricorda Ok Computer (non per niente risale alle stesse session) e l'introduzione vocale è straordinaria. Weird fishes/Arpeggi è uno dei pezzi meno immediati, parte con un fill di batteria sul quale cominciano a spiraleggiare e a incrociarsi le chitarre, costruendo un climax che non ci sarà e risolvendo il tutto nella scoraggiata e pyramidiana declamazione di Yorke: &lt;i&gt;I get eaten by the worms..and weird fishes&lt;/i&gt;. All I need mantiene invece le promesse e libera l'energia accumulata in un finale che ricorda i Sigur Ros di (). Faust arp, l'unico pezzo veramente inedito, è un acquarello pop dal gusto decisamente sixties e perde un po' per via del confronto con la successiva Reckoner, uno degli apici dell'album. Un tappeto di percussioni, con un uso geniale dei piatti, punteggiato da chitarra e pianoforte, funge da struttura portante per la voce, raramente così eterea. House of cards è una ballatona lenta e dal ritmo secco e spezza un po' l'atmosfera prima di Jigsaw falling into place, cavalcata trascinante che si fa immaginare ancora più coinvolgente in versione live. Videotape, col suo tono dimesso e il discusso arrangiamento, chiude un album che si pensava difficile e viene invece risolto con una facilità disarmante. L'impressione è che i radiohead, stancatisi di rilanciare continuamente, abbiano deciso di vedere e di incassare la mano vincente. Partita conclusa, adesso a cosa si gioca?&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-2145221918646840659?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/10/in-rainbows.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-7487777735428470507</guid><pubDate>Mon, 24 Sep 2007 16:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-20T10:08:50.768+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>joanna</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>newsom</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>musica</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>live</category><title>Gimme hope, Joanna</title><description>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img src='http://img456.imageshack.us/img456/716/joannanewsomph0.jpg' border='2' align='left' style='margin: 3px;' height='214' width='191'/&gt; Il concerto di sabato sera al &lt;a href='http://bronsonproduzioni.blogspot.com'&gt;Bronson&lt;/a&gt; mi ha chiarito una cosa. O meglio, ha rinfrescato nella mia mente un concetto che periodicamente tende ad offuscarsi e che ha bisogno, al fine di rimanere ben stampato sulle mie sinapsi, di periodiche ripetizioni. La differenza fra bravura e talento, come quella, un gradino superiore, fra talento e genio, è una di quelle cose che non si possono spiegare a parole, una di quelle cose che si percepiscono solo quando le si ha di fronte, ma la cui percezione è perfetta, nitida, assoluta. Il talento della signorina &lt;b&gt;Joanna Newsom&lt;/b&gt;, da Nevada City, California, è proprio così: talmente lampante che ti investe all'improvviso e ti constringe all'accettazione del famoso luogo comune sulle meraviglie della natura. Come un pipistrello che vola al buio, un camaleonte che cambia colore o un baco che tesse la seta, così Joanna esiste, si muove ed esprime la sua essenza arrampicandosi sulla ragnatela della sua arpa e cinguettando le fiabe del suo regno animale nell'intento di attirare a sè qualche simile. E noi simili eravamo in parecchi, capaci di farci attirare dai feromoni sprigionati dai lunghi pezzi dell'ultimo album Ys, con una Sawdust &amp;amp; diamonds solo arpa e voce da lotta a cornate per stabilire il maschio dominante o del precedente The milk-eyed mender, più brevi e minimalisti. Senza contare quella meraviglia di incrocio fra un pezzo folk e una ballata rinascimentale che è Collen, finita sull'ultimo EP uscito ad aprile. Lo sciame che accompagna e difende la regina, sotto lo sfacciato nome di Ys Street Band, è puntuale e perfetto (Ryan Francesconi al banjo/mandolino in un'inquietante somiglianza &lt;a href='http://farm1.static.flickr.com/94/237397778_cb079ae7b3_m.jpg'&gt;1&lt;/a&gt;/&lt;a href='http://www.ufficiostampa.rai.it/UFFICIO_STAMPA_VISUALIZZA_IMMAGINE_PRINCIPALE.ASPX?IDSCHEDAARCHIVIONEWS=44813'&gt;2&lt;/a&gt;). Lei è carinissima nel suo vestitino a righe, capelli raccolti, arriva con quasi un'ora di ritardo, ringrazia l'osteria che l'ha sfamata e i soporiferi Moore Brothers che hanno aperto la serata, suona e se ne va senza concedere il bis, nonostante gli applausi prolungati e convinti, ma dopo una performance del genere nessuno se la prende davvero e tutti sorridono e si apprestano a rivalutare l'arpa come strumento credibile.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href='http://flickr.com/photos/8219204@N05/tags/joannanewsom/'&gt;Qualche foto&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href='http://www.youtube.com/watch?v=RwybDAoYsIQ'&gt;Colleen live&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href='http://rapidshare.com/files/57946317/Joanna_Newsom_New_Song.mp3.html'&gt;Equinox&lt;/a&gt; (pezzo nuovo dalla data di Roma) (via &lt;a href='http://semiscrivi.wordpress.com/'&gt;Se mi scrivi&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-7487777735428470507?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/09/gimme-hope-johanna.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-1434719626190522445</guid><pubDate>Thu, 23 Aug 2007 19:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-20T10:11:55.190+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>pensieri</category><title>Pessimismo...</title><description>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Il pessimismo estremo conviene sempre, lo scrive Franco Debenedetti. L'errore del pessimista verrà presto dimenticato, confuso fra i sospiri di sollievo, quello dell'ottimista che prevede bel tempo e ignora le nuvole verrà ricordato da coloro che si sono presi una bella doccia. Si riferisce alla crisi che in questi giorni sta investendo i mercati di mezzo mondo, e in generale è anche vero, ma l'ondata di sfiducia generale verso tutto e tutti, istituzioni, classe politica, partiti vecchi e nuovi, organi d'informazione e persino verso il vicino di casa o il parroco del paese non è frutto di un semplice paraculismo menagramo. L'aria che si respira in Italia di questi tempi, in questi ultimi mesi e anni, è sempre più viziata e se un motivo preciso per incazzarsi non viene in mente subito è solo perchè è sommerso da una marea di altri motivi ancora più precisi. Viene ancora più voglia di essere nati un paio di decenni prima.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-1434719626190522445?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/08/pessimismo-storico-is-back.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-7376231080944251834</guid><pubDate>Sun, 12 Aug 2007 23:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-23T20:24:16.660+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>stefano</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>particolare</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>mentale</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>cinema</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>silenzio</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>malattia</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>rulli</category><title>Visioni notturne d'agosto: Un silenzio particolare</title><description>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;L'altra sera su raitre ho beccato per caso &lt;a href='http://filmup.leonardo.it/sc_unsilenzioparticolare.htm'&gt;Un silenzio particolare&lt;/a&gt;, il bellissimo documentario di &lt;a href='http://www.imdb.com/name/nm0750048/'&gt;Stefano Rulli&lt;/a&gt; che vidi qualche anno fa alla Cineteca di Bologna alla presenza del regista. Stefano Rulli è uno degli sceneggiatori italiani più stimati, autore di molti fra i più importanti film italiani degli ultimi anni come Mery per sempre, Il Portaborse, La meglio gioventò, Le chiavi di casa, Romanzo criminale e dell'ultimo Mio fratello è figlio unico. Di questo documentario sgranato e quasi amatoriale firma anche la regia e si sottopone in prima persona all'occhio della telecamera, nel tentativo di rendere il difficile rapporto che lo lega al figlio Matteo, affetto da handicap mentale. La storia è quella della Città del Sole, il complesso agrituristico fondato dal regista assieme alla moglie Clara per accogliervi persone con vari tipi di disagi mentali e fisici. Le immagini della festa d'inaugurazione si sovrappongono alle riflessioni fuori campo sulla missione della paternità e alle immagini dei filmini amatoriali di famiglia, in un delicato gioco di inquadrature a mano presenti e passate. I ragazzi ospiti della struttura si raccontano con allegria e spontaneità, l'unico sopraffatto dalle sue ombre sembra essere proprio Matteo, timido e introverso, in continua lotta col padre. Spesso il problema con film di questo genere è quello di cadere nella facile retorica della diversità, nel volere ad ogni costo sottolineare la forza dei personaggi nell'affrontare i problemi che la vita ha loro riservato. Fortunatamente non è questo il caso, anzi, il film riesce a tenersi in equilibrio proprio grazzie alla figura di Matteo, diverso fra i diversi, che nel suo non rivestire gli stereotipi tipici della diversità riesce a creare un'alchimia speciale con lo spettatore e a toccare le corde più oscure e profonde, in questa sorta di &lt;a href='http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Pontiggia'&gt;nati due volte&lt;/a&gt; per immagini.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-7376231080944251834?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/08/visioni-notturne-d.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-7122840798713555620</guid><pubDate>Thu, 09 Aug 2007 09:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-09T10:44:58.624+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>chitarra</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>championships</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>guitar</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>dutch</category><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>air</category><title>Yeeeeeeah!!</title><description>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;I campionati mondiali di chitarra elettrica mimata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed allowFullScreen='true' height='346' width='400' type='application/x-shockwave-flash' src='http://www.fabchannel.com/embed/player.swf?ap=artist.dutch_air_guitar_championships_2007'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-7122840798713555620?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/08/yeeeeeeah_09.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-3339429488553276589</guid><pubDate>Wed, 20 Jun 2007 19:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-20T20:13:20.073+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>tecnologia</category><title>Free Culture</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/Rnl8APFIrhI/AAAAAAAAAAo/FkZEgxlVfEE/s1600-h/cc.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 165px; height: 126px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/Rnl8APFIrhI/AAAAAAAAAAo/FkZEgxlVfEE/s320/cc.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078226398326861330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://randomfoo.net/oscon/2002/lessig/"&gt;Qui&lt;/a&gt; potete trovare un'interessantissima lezione di &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lawrence_Lessig"&gt;Lawrence Lessig&lt;/a&gt;, professore in legge alla Stanford Law School e fondatore del "Center fo Internet and Society", che da anni si batte per ridurre le restrizioni imposte dai diritti d'autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-3339429488553276589?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/06/free-culture.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/Rnl8APFIrhI/AAAAAAAAAAo/FkZEgxlVfEE/s72-c/cc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-3808799702695137057</guid><pubDate>Thu, 12 Apr 2007 13:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-12T15:02:54.972+01:00</atom:updated><title>Ed ora...</title><description>...il mio &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mise_en_abyme"&gt;primo contributo a Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-3808799702695137057?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/04/ed-ora.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-6115628702768008006</guid><pubDate>Fri, 30 Mar 2007 12:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-03-30T13:16:36.657+01:00</atom:updated><title>Link del giorno</title><description>Andate &lt;a href="http://www.festivaldisanremo.com/56info.asp?id=30"&gt;qua&lt;/a&gt; e cercate la parola "formaggella"...da morire dalle risate :-)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-6115628702768008006?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/03/link-del-giorno.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-643517141587502110</guid><pubDate>Wed, 21 Mar 2007 22:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-03-22T23:35:55.818+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>musica</category><title>We were dead #2</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/RgMEweqLw1I/AAAAAAAAAAc/ovoEi1iW6ks/s1600-h/642576.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/RgMEweqLw1I/AAAAAAAAAAc/ovoEi1iW6ks/s320/642576.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044881238495314770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ecco qua l'ultima fatica di Isaac Brock e soci. Questo "We were dead...", oltre a continuare la serie di album con titoli bellissimi, è il successore del controverso &lt;a href="http://www.allmusic.com/cg/amg.dll?p=amg&amp;sql=10:j96wtr7tkl3x"&gt;Good News For People Who Love Bad News&lt;/a&gt;, ovvero di quello che per molti (non per me) è stato l'album della definitiva svolta pop (tipo la svolta rock di Mango ma più easy-listening), nonchè del definitivo sputtanamento presso il pubblico indie. L'album prosegue direttamente nel solco tracciato dal precedente, ma allo stesso tempo si riappropria di molte cose dei lavori maggiori "&lt;a href="http://www.allmusic.com/cg/amg.dll?p=amg&amp;amp;sql=10:bauj6j7o71w0"&gt;The Lonesome Crowded West&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.allmusic.com/cg/amg.dll?p=amg&amp;sql=10:y4he4jj74waq"&gt;The Moon &amp;amp; Antarctica&lt;/a&gt;". &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un album che è Modest Mouse fino al midollo, con melodie pazzoidi, chitarre angolari e la solita meravigliosa voce di Brock&lt;/span&gt;, che timbra la sua miglior performance ed entra di diritto nella hall of fame delle migliori voci rock nasali&amp;sgraziate, assieme a Tom Verlaine, Byrne, Gordon Gano e Frank Black.&lt;br /&gt;Lo sbandierato ex Smiths &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Johnny Marr&lt;/span&gt; fa il suo lavoro egregiamente e l'alchimia col gruppo è ottima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parte con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;March into the sea&lt;/span&gt; ed è un gran inizio, fra organetti e scampanellii l'atmosfera è subito da "nave dei folli"... ottima introduzione per il singolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dashboard&lt;/span&gt;, forse un po' troppo sempliciotto, ma dannatamente appiccicoso. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fire it up&lt;/span&gt; rallenta il ritmo ed è piuttosto ipnotica e avvolgente, tutta giocata sul feedback della chitarrona. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La produzione è cristallina&lt;/span&gt;, cosa che farà storcere il naso a qualche snobbettino; ma mai piatta, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sempre brillante e precisa&lt;/span&gt;: ci terrei a precisare che anche se negli ultimi due album i MM si sono in qualche modo "fatti passare la sbronza", siamo comunque mille miglia lontani dalla roba media che passa su mtv. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Parting of the sensory&lt;/span&gt; è uno dei pezzi forti; parte lenta e lentamente sfocia in una bellissima coda flamencata. E' uno di quei pezzi che fa intuire quanto la band sia ora finalmente sicura e padrona dei propri mezzi: se può aver perso qualcosa in termini di genuinità e urgenza ha sicuramente guadagnato tantissimo in capacità di sfruttare al massimo i geniali spunti, che magari in passato sarebbero stati buttati lì senza troppa cura. Fra gli altri picchi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Missed The Boat&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Little Motel&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;People As Places As People&lt;/span&gt;, ma in realtà la cosa che salta subito alle orecchie è come stavolta, a differenza che negli album precedenti, la qualità rimanga costante fino alla fine, senza quei pezzi riempitivo (a parte, forse, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;We've Got Everything&lt;/span&gt;) che altrove non mancavano mai.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'unica pecca forse è l'eccessiva lunghezza, 62 minuti, ma di fronte a cotanta imprevedibilità non ci si stanca facilmente&lt;/span&gt;. Probabilmente uno dei miei album dell'anno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-643517141587502110?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/03/we-were-dead-2.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/RgMEweqLw1I/AAAAAAAAAAc/ovoEi1iW6ks/s72-c/642576.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-8554214484510940290</guid><pubDate>Wed, 21 Mar 2007 22:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-03-21T23:14:47.368+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>musica</category><title>We were dead before the ship even sank</title><description>Il primo singolo "Dashboard" dal nuovo album dei Modest mouse...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/erc40wCxRZo"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/erc40wCxRZo" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-8554214484510940290?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/03/we-were-dead-before-ship-even-sank.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-3146671728868280704</guid><pubDate>Wed, 21 Mar 2007 22:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-08-10T00:14:59.704+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>poesia</category><title>In cima...</title><description>...a Longiano, sopra una mattonella, è incisa questa poesia, giudicata da Tonino Guerra "la più bella poesia d'amore del '900". E' di Tito Balestra:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anna ho comprato un pezzo di terra,&lt;br /&gt;ho un cavallo, una frusta e sollevo la polvere&lt;br /&gt;e chiamo il vicino e gli tocco la spalla oppure un altro,&lt;br /&gt;un sogno più piccolo. Io e te insieme abitiamo una stanza&lt;br /&gt;e abbiamo vetri contro il vento e la pioggia&lt;br /&gt;e un cuscino un pò grande che basta per due&lt;br /&gt;guardami in faccia ho gli occhi castani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-3146671728868280704?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/03/in-cima_21.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-978064245351990483</guid><pubDate>Wed, 21 Mar 2007 20:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-03-21T23:10:26.913+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>poesia</category><title>Giornata mondiale della poesia</title><description>Fuora da mi pa' farte mondo,&lt;br /&gt;te ghè i so s-cjochi 'ncaponii te 'a carne.&lt;br /&gt;Li sento, ca reposso in parte,&lt;br /&gt;li sètaro tel sono a madurarse.&lt;br /&gt;Mai no dirò tel vento dee parole&lt;br /&gt;s' i' m'ha destruto o s' i' t'ha fato 'l fiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Luigi Bressan)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Fuori di me per farti mondo, / hai i suoi scoppi accapponati nella carne. / Li sento, riposando accanto a te, / li sotterro nel sonno a maturare. / Mai dirò nel vento delle parole / se m'hanno distrutto o se t'hanno fatto il fiore.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-978064245351990483?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/03/fuora-da-mi.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2009990861004438680.post-3775967549919400691</guid><pubDate>Thu, 08 Mar 2007 21:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-03-21T23:10:43.050+01:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>narrativa</category><title>La ricerca della Qualità</title><description>&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/RfB-scqBxiI/AAAAAAAAAAM/QJiXyzLKjow/s320/copt13.asp.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039667285099398690" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Più di trent'anni orsono, dopo un poco invidiabile record di 121 rifiuti da altrettanti editori, veniva pubblicato il romanzo d'esordio di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pirsig"&gt;Robert M. Pirsig&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.internetbookshop.it/libro/RHF4471YTR6XPDK/PIRSIG_ROBERT_M/LO_ZEN_L%27ARTE_DELLA_MANUTENZIONE_DELLA_MOTOCICLETTA.html?shop=1"&gt;Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;. L'intensa cavalcata su due ruote dal gelido Minnesota all'assolata California, destinazione San Francisco, assieme al figlio Chris, allora tredicenne, diviene spunto per un'altrettanto intenso viaggio nella mente dello scrittore, alla ricerca del passato obliato e del senso ultimo della realtà. Pirsig sviluppa la sua opera su tre diversi piani narrativi: il viaggio vero e proprio, la ricerca del tempo perduto e della memoria svanita e il viaggio nel pensiero, alla scoperta dell'idea primaria che sta dietro a tutto. La metafisica della Qualità, elaborata nel corso di una vita dall'autore, viene esposta pagina dopo pagina, in maniera avvincente e mai prolissa (cosa che non si ripeterà nel successivo "Lila"), intervallata da scenari bucolici on the road e da tuffi in un passato confuso e obliato da elettroshock e pazzia. I due piani, come spostamenti nello &lt;span style="font-style: italic;"&gt;spazio&lt;/span&gt; americano e nel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tempo&lt;/span&gt; della memoria, categorie kantiane raccontate, trovano giustificazione nel terzo filo, che unisce la narrazione e la investe di senso. La realtà come la conosciamo diviene quindi un prodotto della Qualità, entità a noi invisibile perchè anteriore alla ragione, che ripara la frattura millenaria fra classico e romantico, fra scienza e arte. La ricerca della Qualità nel mondo diviene il motore, lo scopo ultimo, la coscienza del fatto che il Buddha risieda negli ingranaggi semplici come in quelli più complessi. Ma più di tutto questo, il libro rappresenta una risposta più credibile, rispetto a generici anticonformismi, ad una generazione, quella degli anni '70, giunta ormai al capolinea. Una risposta che andava dritta al cuore del problema: in base a cosa scegliamo ciò che scegliamo?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2009990861004438680-3775967549919400691?l=caratteremobile.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://caratteremobile.blogspot.com/2007/03/la-ricerca-della-qualit.html</link><author>noreply@blogger.com (Earthlydelight)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CrRLcgmnRFQ/RfB-scqBxiI/AAAAAAAAAAM/QJiXyzLKjow/s72-c/copt13.asp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item></channel></rss>