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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" gd:etag="W/&quot;AkINQ3s6fCp7ImA9WxBWF00.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340</id><updated>2010-02-09T10:43:12.514+01:00</updated><title>ChiaraLalli</title><subtitle type="html" /><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://www.chiaralalli.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>292</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/chiaralalli" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="chiaralalli" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry gd:etag="W/&quot;AkINQ3s5eSp7ImA9WxBWF00.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-6952709062117393731</id><published>2010-02-09T10:30:00.004+01:00</published><updated>2010-02-09T10:43:12.521+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-02-09T10:43:12.521+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Eluana Englaro" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giornalettismo" /><title>Eluana, la vita non è solo respiro</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3269660409/" title="Una rosa per Eluana Englaro by Chiara Lalli, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3332/3269660409_ceb5daf410.jpg" width="410" height="263" alt="Una rosa per Eluana Englaro" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;È passato un anno dalla morte di Eluana Englaro. Diciotto anni dall’incidente mortale. Due morti diverse, spesso coincidenti: quella della coscienza, la morte mentale o biografica; quella che ti fa smettere di pensare e capire e sentire. E quella del corpo, assoluta e totale. Due morti diverse se si accoglie la premessa che la vita biologica è una condizione necessaria ma non sufficiente per la vita personale. Due morti diverse: una fortuita e accidentale; l’altra voluta, rivendicata come libertà e diritto di scegliere. E il volere la morte è qualcosa che non si perdona. Perché la vita è sacra e sono tutti bravi a dirti che non te ne puoi liberare, salvo poi magari ripensarci qualora si sia direttamente coinvolti. Perché la vita è sacra e il tuo volere non conta nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo Eluana Englaro, proprio a causa di quella prima morte, non era in grado di manifestare quel volere con la sua voce. Perché la voce non ce l’aveva più. La sua famiglia si è incaricata di farsene dolente interprete. E lo ha fatto pubblicamente, reclamando un diritto e rifiutando di risolvere la questione portandosela a casa, di nascosto, nell’ombra domestica. Si può essere d’accordo oppure preferire la via più comoda e privata, ma non si dovrebbero insultare i genitori di Eluana Englaro e le ragioni che li hanno spinti a percorrere questa strada. Eppure gli insulti sono ancora vivi nella memoria di molti. “Assassini”, forse, non è nemmeno quello più ripugnante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di Eluana Englaro è rimasta per anni abbastanza lontana dal clamore mediatico. Una ragazza in stato vegetativo e la sua famiglia che, dopo essersi resa conto che la condizione clinica era gravissima e irreversibile, ha deciso di rispettare quelli che sarebbero stati i suoi desideri. Nulla di straordinario: in Italia l’autodeterminazione è garantita. La difficoltà stava nel ricostruire la volontà passata di Eluana e inferire la sua presunta volontà attuale. Una ricostruzione condotta in base alle testimonianze di chi l’aveva conosciuta. Con un margine di arbitrarietà inevitabile, ma con una unica alternativa: non fare nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci si può illudere che non facendo nulla ci si immunizzi contro gli esiti immorali o si possano evitare sgradite conseguenze, come se fosse possibile ibernare le nostre esistenze in un limbo senza tempo e senza effetti. Non facendo nulla, infatti, si sarebbe deciso di continuare a nutrire Eluana tramite il sondino; si sarebbe scelto di non domandarsi cosa avrebbe desiderato lei, ci si sarebbe sottratti a una domanda impossibile ma doverosa. La viltà non è la soluzione. Negli ultimi anni il caso di Eluana Englaro è diventato uno dei ring in cui si combatte la battaglia tra paternalismo e autonomia; tra prepotenza e rispetto dei desideri degli individui; tra visioni del mondo inconciliabili, perché chi ha la presunzione di possedere la Verità non perde tempo ad ascoltare le “bugie” altrui. Chi ha la presunzione di possedere la Verità vuole donarcela, anche con la violenza. Per il nostro bene, si intende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La morte di Eluana Englaro ha indurito i toni della discussione sulle direttive anticipate, esasperando l’ipocrisia e la prepotenza dei sedicenti difensori della “vita”, di quelli che l’hanno vissuta come una bruciante sconfitta e non come una legittima richiesta, senza pretesa di universalizzazione da parte della famiglia Englaro. Hanno cercato di appropriarsi del suo corpo e della sua vicenda per dimostrare di avere ragione, dimostrando soltanto di essere avvoltoi mascherati da buoni samaritani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carica dei paternalisti ha cavalcato l’emozione e gli umori per urlare “mai più omicidi di Stato!, mai più la crudeltà di far morire di fame e sete qualcuno!”. Le parole sono tanto più pesanti quanto più si è in mala fede. E non è solo per ragioni di coerenza (verrebbe da chiedere a queste persone di non contraddirsi, per esempio, nel fottersene della la pena di morte, nell’ignorare i tanti malati abbandonati o le migliaia di morti sul lavoro). Le ragioni sono anche quelle di una interpretazione corretta degli avvenimenti, a partire dalla possibilità – che è di ogni Paese civile – di decidere sulla nostra esistenza, almeno nei termini di non iniziare o di interrompere qualsiasi trattamento. Dalla insensatezza di usare espressioni come “morire di fame e di sete”, perché la coscienza di Eluana Englaro era stata annientata da quell’incidente. Dal dire che era una persona che avrebbe potuto “anche in ipotesi generare un figlio” – come se questo potesse implicare il dovere di tenerla in vita per contribuire alla prosecuzione della specie, magari con un accenno al patriottismo che non ci sta mai male quando si sente odore di servi e padroni. Pochi hanno taciuto, pochi si sono interrogati sulle volontà di Eluana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho visto Eluana nel gennaio del 2008. Nella stanza della struttura di Lecco dove è stata ospitata per molti anni. Nella stessa struttura in cui, per una ironica sorte, era nata. In quella stanza con un letto, le foto e alcuni peluche. Oggetti stridenti con il presente: le foto sorridenti, una giovinezza spezzata, e i pupazzi come se avesse avuto 4 anni. Non scriverò di quello che ho visto e di come era Eluana Englaro, siamo stati già travolti dalla pornografia, anche quella in buona fede, quella per raccontare e far capire. Chi voleva capire e sapere ha avuto tempo per farlo. Scriverò solo che se fossi stata Eluana mi sarei molto incazzata. O più precisamente: guardandola ho pensato che se mi fossi trovata a vivere quella esperienza non avrei sopportato di essere ostaggio inerme della curiosità altrui. E che ognuno di noi dovrebbe avere la possibilità di decidere della propria vita e della propria morte – che può significare anche non decidere, questo è un ennesimo vantaggio della libertà: poter scegliere di rinunciarvi, poter far scegliere altri. Ma tenersela ben stretta se la si desidera. E ho pensato anche che la legge sulle direttive anticipate farà scempio di questa libertà, la irriderà e continuerà a chiamarla tale dopo averla sacrificata in nome della Vita. Come pretendere di far volare un gufo impagliato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica, amara, consolazione è che da quel gennaio 1992 Eluana Englaro non è stata più in grado di rendersi conto di quanto stava accadendo intorno a lei.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.giornalettismo.com/archives/50724/eluana-englaro-vita-solo-respiro/"&gt;Giornalettismo&lt;/a&gt;, 9 febbraio 2010.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-6952709062117393731?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/6952709062117393731?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/6952709062117393731?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2010/02/eluana-la-vita-non-e-solo-respiro.html" title="Eluana, la vita non è solo respiro" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUYFSHcyfCp7ImA9WxBWE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-7397514047848383265</id><published>2010-02-05T10:37:00.005+01:00</published><updated>2010-02-05T10:45:19.994+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-02-05T10:45:19.994+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Lucetta Scaraffia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Omosessualità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Lorella Cuccarini" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Omogenitorialità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sabrina Ferilli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Adozioni Omosessuali" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Circolo Mario Mieli" /><title>La libertà d’opinione può far male</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3638607307/" title="Untitled by Chiara Lalli, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3305/3638607307_71285e6de4.jpg" width="410" height="304" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La libertà d’opinione è un diritto fondamentale. Cosa si può definire opinione e cosa invece solo pregiudizio o ridicola affermazione? È un diritto fondamentale anche dire idiozie, ma è bene soffermarsi sugli effetti e sugli anticorpi (perlopiù assenti nelle tante persone che le ascoltano come fossero un oracolo).&lt;br /&gt;È una abitudine diffusa chiedere al primo che capita cosa ne pensa del nucleare o del buco nell’ozono. Intervistatore e intervistato sono quasi sempre a digiuno degli argomenti di cui blaterano, ma non è un buon motivo per tirarsi indietro!&lt;br /&gt;Ai diritti GLBTQ va particolarmente male. Lorella Cuccarini, presunta icona gay, si dichiara contraria al matrimonio gay perché lei è cattolica – dimenticando che l’Italia è uno Stato laico e non il corpo della testa vaticana e che esiste il matrimonio civile che non dovrebbe discriminare nessun cittadino. Le proteste non sono abbastanza forti per contrastare l’effetto sui tanti che ne sanno ancor meno o che non se ne curano. Tanto più che il Circolo Mario Mieli la ospita giustificandone le posizioni.&lt;br /&gt;Ma Lorella è in buona compagnia: Sabrina Ferilli è d’accordo nel condannare matrimonio e adozioni se non sei eterosessuale; e Lucetta Scaraffia afferma che è forse meglio nascere in seguito a uno stupro che da una coppia gay. Ovviamente senza alcuna spiegazione o argomentazione. È così perché loro pensano così. Poco importa che sia insensato, crudele e lesivo di diritti già zoppicanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dnews, 5 febbraio 2010.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-7397514047848383265?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/7397514047848383265?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/7397514047848383265?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2010/02/la-liberta-dopinione-puo-far-male.html" title="La libertà d’opinione può far male" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEEGQXc-eip7ImA9WxBXGU4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-373643708129400228</id><published>2010-01-31T11:07:00.001+01:00</published><updated>2010-01-31T11:10:20.952+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-31T11:10:20.952+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Omosessualità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Don Franco Barbero" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Mucchio Selvaggio" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiesa" /><title>Su Il Mucchio Selvaggio di febbraio</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/S2VWXFUleTI/AAAAAAAAAK8/h6GBbmGJEyY/s1600-h/Schermata+2010-01-31+a+10.57.58.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 168px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/S2VWXFUleTI/AAAAAAAAAK8/h6GBbmGJEyY/s400/Schermata+2010-01-31+a+10.57.58.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432843480057870642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/S2VW9CQCBoI/AAAAAAAAALE/tC-tX6mg9ng/s1600-h/1low.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 292px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/S2VW9CQCBoI/AAAAAAAAALE/tC-tX6mg9ng/s400/1low.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432844132068492930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-373643708129400228?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/373643708129400228?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/373643708129400228?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2010/01/su-il-mucchio-selvaggio-di-febbraio.html" title="Su Il Mucchio Selvaggio di febbraio" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/S2VWXFUleTI/AAAAAAAAAK8/h6GBbmGJEyY/s72-c/Schermata+2010-01-31+a+10.57.58.png" height="72" width="72" /></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0QGRnk5cSp7ImA9WxBXEk4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-1305603811872762623</id><published>2010-01-23T10:32:00.003+01:00</published><updated>2010-01-23T10:35:27.729+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-01-23T10:35:27.729+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="RU486" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Legge 194/1978" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Aborto" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>Contro l’Ru486 sono le donne le più agguerrite</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/S1rB5EOiEQI/AAAAAAAAB9o/g9zbW2HylP8/s1600-h/Schermata+2010-01-20+a+18.08.27.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 310px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/S1rB5EOiEQI/AAAAAAAAB9o/g9zbW2HylP8/s400/Schermata+2010-01-20+a+18.08.27.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429865486879953154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Visto che la battaglia contro la commercializzazione della RU486 è stata persa, gli avversari dell'interruzione di gravidanza e della libera scelta cercano di correre ai ripari discutendo delle modalità di assunzione. Si invocano linee guida rigide e tempestive che, in sintesi, impongano il ricovero. Tutto questo, naturalmente, in difesa delle donne, che sono talmente sceme da non meritare la possibilità di scegliere né se abortire (soffriranno per sempre e il loro rimpianto non sarà mai estinto), né come abortire (l'aborto chirurgico o quello farmacologico, un eventuale ricovero e la sua durata, magari parlando con il proprio medico).&lt;br /&gt;Tra i più agguerriti sostenitori del ricovero imposto svettano alcune donne: Bianconi, vice presidente dei senatori del PdL e membro della Commissione Igiene e Sanità, forse meglio ricordata per essere una “pianista” in Senato; e Dorina Bianchi, presidente dei senatori Udc. Entrambe paladine di un altro obbrobrio contrario alla salute delle donne e alla intelligenza delle persone: la legge 40. Tra le sostenitrici illustri del ricovero coatto c'è anche Renata Polverini, candidata alla Regione Lazio.&lt;br /&gt;Bisognerebbe ricordare a queste signore, e a chi con loro si schiera, che il ricovero coatto è legittimo solo in caso di malattie infettive o di grave diagnosi psichiatrica.&lt;br /&gt;Vogliamo forse ipotizzare il trattamento sanitario obbligatorio per una donna che decide di interrompere una gravidanza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 22 gennaio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-1305603811872762623?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/1305603811872762623?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/1305603811872762623?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2010/01/contro-lru486-sono-le-donne-le-piu.html" title="Contro l’Ru486 sono le donne le più agguerrite" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/S1rB5EOiEQI/AAAAAAAAB9o/g9zbW2HylP8/s72-c/Schermata+2010-01-20+a+18.08.27.png" height="72" width="72" /></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUYARn8-cCp7ImA9WxBWE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-3906239155607300851</id><published>2009-12-11T10:17:00.001+01:00</published><updated>2010-02-05T10:45:47.158+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2010-02-05T10:45:47.158+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sistema sanitario" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Denti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>L’esperienza della Ram, medici per tutti</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/SyINmyZhozI/AAAAAAAAB8s/HmWJs1nbEds/s1600-h/Schermata+2009-12-11+a+10.16.58.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 265px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/SyINmyZhozI/AAAAAAAAB8s/HmWJs1nbEds/s400/Schermata+2009-12-11+a+10.16.58.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413904662067782450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Andare dal dentista non piace quasi a nessuno. A renderlo ancora più sgradevole ci si mette spesso il costo dell’intervento, che per alcuni non è assolutamente sostenibile.&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti 85 milioni di persone non hanno l’assicurazione per le cure odontoiatriche e non possono permettersele. Il New York Times racconta la storia di &lt;a href="http://www.nytimes.com/interactive/2009/12/08/health/20091208_Clinic/index.html"&gt;Michael Bettis&lt;/a&gt;: gli mancano molti denti e il costo per rimetterli si aggira tra i 7,000 e i 15,000 dollari.&lt;br /&gt;Michael racconta che la gente lo considerava ombroso e scontroso, ma che in realtà lui non sorrideva perché non aveva i denti e temeva che gli altri se ne accorgessero. Michael trova un modo per farsi curare: scopre la Remote Area Medical (RAM), una organizzazione medica di volontari che offrono cure mediche, odontoiatriche e veterinarie e assistenza di vario genere a persone e animali.&lt;br /&gt;La &lt;a href="http://www.ramusa.org/about/history.htm"&gt;RAM&lt;/a&gt; si è presa cura di migliaia e migliaia di individui dal 1985, anno della sua fondazione, raggiungendo luoghi sperduti e lontanissimi da ospedali. Lo stesso fondatore, Stan Brock, è cresciuto nel cuore della foresta amazzonica, a circa 25 giorni di marcia da un ospedale, ed è sopravvissuto alla malaria, agli attacchi di animali e ad altre disavventure. Ma quelli meno fortunati di lui sono morti perché non avevano modo di raggiungere un medico. Una delle idee fondanti della RAM è portare i medici e le cure nei luoghi più inaccessibili e alle persone che non potrebbero permettersi nemmeno ddi provare a sopravvivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 11 dicembre 2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-3906239155607300851?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/3906239155607300851?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/3906239155607300851?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/12/lesperienza-della-ram-medici-per-tutti.html" title="L’esperienza della Ram, medici per tutti" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/SyINmyZhozI/AAAAAAAAB8s/HmWJs1nbEds/s72-c/Schermata+2009-12-11+a+10.16.58.png" height="72" width="72" /></entry><entry gd:etag="W/&quot;CE8FQnk4eCp7ImA9WxNaE0w.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-4413824293613641751</id><published>2009-11-27T10:05:00.000+01:00</published><updated>2009-11-27T10:06:53.730+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-27T10:06:53.730+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="RU486" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Legge 194/1978" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Aborto" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>Il vero bersaglio resta l’aborto non la pillola</title><content type="html">Dopo mesi di discussioni e dibattiti bizzarri sulla RU486 arriva dal Senato il no alla sua commercializzazione. La commissione Sanità ha votato e la maggioranza, costituita da Pdl e Lega, vuole un parere tecnico sulla compatibilità della RU con la legge 194 sulla interruzione volontaria di gravidanza.&lt;br /&gt;Soldi, tempo e energie spesi per avere un parere che anche un bambino potrebbe dare. Si legge infatti nella legge 194, articolo 15: “Le regioni […] promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l'interruzione della gravidanza”.&lt;br /&gt;Non è superfluo ricordare che la RU486 è usata da decenni in altri Paesi e che si offre come un mezzo diverso per ottenere una interruzione di gravidanza – cioè il medesimo risultato. Risultato che in Italia è ancora permesso, almeno sulla carta. Sembra verosimile che le polemiche sulla RU486 siano soltanto pretestuose e che il bersaglio non sia il “modo” in cui si abortisce, ma l’aborto stesso. Già poco tollerato, l’aborto diventa inammissibile se connotato di una sfumatura in più di scelta: aborto chirurgico o farmacologico? Impossibile lasciare la scelta alle donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 27 novembre 2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-4413824293613641751?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/4413824293613641751?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/4413824293613641751?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/11/il-vero-bersaglio-resta-laborto-non-la.html" title="Il vero bersaglio resta l’aborto non la pillola" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEAHSH0zeCp7ImA9WxNaEk4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-2038358114681446425</id><published>2009-11-26T11:48:00.001+01:00</published><updated>2009-11-26T11:52:19.380+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-26T11:52:19.380+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Adele Parrillo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Mucchio Selvaggio" /><title>Gli indifesi</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/Sw5ds_jw_ZI/AAAAAAAAAKw/4zKCPRhldwU/s1600/Schermata+2009-11-26+a+11.43.31.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 310px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/Sw5ds_jw_ZI/AAAAAAAAAKw/4zKCPRhldwU/s400/Schermata+2009-11-26+a+11.43.31.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408363230075616658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Su &lt;a href="http://www.ilmucchio.it/"&gt;Il Mucchio Selvaggio&lt;/a&gt; di dicembre (pp. 38-39).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-2038358114681446425?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/2038358114681446425?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/2038358114681446425?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/11/gli-indifesi.html" title="Gli indifesi" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/Sw5ds_jw_ZI/AAAAAAAAAKw/4zKCPRhldwU/s72-c/Schermata+2009-11-26+a+11.43.31.png" height="72" width="72" /></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUEMQX07eSp7ImA9WxNbF00.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-454564853007274106</id><published>2009-11-20T08:53:00.001+01:00</published><updated>2009-11-20T08:54:40.301+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-20T08:54:40.301+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Testamento Biologico" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>Il ddl Calabrò, l’emendamento e le marionette</title><content type="html">Benedetto Della Vedova ha presentato un emendamento al ddl Calabrò sul testamento biologico con l’appoggio di oltre 40 deputati del Popolo della Libertà. Nell’emendamento non v’è traccia né di libertà, né di un testamento biologico che possa genuinamente definirsi tale.&lt;br /&gt;Sebbene le intenzioni dichiarate siano di offrire un’alternativa al testo Calabrò, lesivo di ogni buon senso, il risultato è sconcertante. La nostra autodeterminazione in materia sanitaria è schiacciata da concetti come “indisponibilità della vita” e dalla rimozione della irrimediabilità della nostra finitezza. Si dice che il medico deve promuovere la salute, dimenticando che il medico dovrebbe anche accompagnare il paziente nelle malattie incurabili e soprattutto rispettare le sue volontà.&lt;br /&gt;Questo emendamento paternalista non è giustificabile in alcun modo, nemmeno nell’ottica del “meno peggio”. Perché, nella sua non esplicita violazione del nostro diritto a scegliere se e a quali trattamenti sanitari sottoporci, è sudbolo e ipocrita. Una buona legge sul testamento biologico dovrebbe ribadire tale diritto. Non esistono strade intermedie: una legge giusta e rispettosa, oppure una legge odiosamente violenta e illegittima. L’emendamento di Della Vedova si colloca, purtroppo, nella seconda opzione, accanto al ddl Calabrò e con la benedizione di quelli che considerano i cittadini marionette da dirigere. Per il loro bene, naturalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 20 novembre 2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-454564853007274106?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/454564853007274106?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/454564853007274106?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/11/il-ddl-calabro-lemendamento-e-le.html" title="Il ddl Calabrò, l’emendamento e le marionette" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEIGQ38_fip7ImA9WxNUFEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-6404036876093122575</id><published>2009-11-06T09:26:00.004+01:00</published><updated>2009-11-06T09:35:22.146+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-06T09:35:22.146+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Libertà religiosa" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cattolicesimo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Libertà individuale" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Crocifisso" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>La tradizione non può essere un valore in sé</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3761871457/" title="Useless by Chiara Lalli, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2544/3761871457_a1762e6f4b.jpg" width="390" height="293" alt="Useless" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito che si è scatenato sulla sentenza di Strasburgo sul crocifisso è perlopiù noioso e sciocco.&lt;br /&gt;Uno degli argomenti più idioti, tra i molteplici e solo presunti tali a favore di Gesù in croce appeso alle pareti dei luoghi pubblici, è il richiamo alla tradizione.&lt;br /&gt;Basterebbe un po’ di buon senso per capire che invocare la “tradizione” non dimostra nulla, se non che sia trascorso del tempo. Ma il trascorrere del tempo, di per sé, è neutrale.&lt;br /&gt;E l’elenco di tradizioni moralmente ripugnanti sarebbe lungo, lunghissimo. E, si spera, ripugnante anche per chi oggi si sgola in difesa della ubiquità del simbolo religioso e cattolico. Il matrimonio riparatore, tanto per cominciare: quell’accomodamento per cui se un uomo sposava la donna che aveva stuprato era tutto a posto. La tortura e la pena di morte – radicate tradizioni. Il divieto di sposare qualcuno con un diverso colore della pelle e l’indissolubilità del contratto matrimoniale.&lt;br /&gt;Esistono anche tradizioni neutrali e tradizioni moralmente ineccepibili. In tutti i casi lo spessore morale non deriva dalla loro durata.&lt;br /&gt;Non importa da quanti secoli la croce se ne sta appesa sui muri, a contare è il suo significato. E questo un giudice straniero lo ha spiegato bene, anche un bambino distratto potrebbe capirlo. L’imposizione (simbolica) di una confessione è contraria alla libertà religiosa e alla laicità dello Stato. Sempre che lo Stato sia liberale e laico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 6 novembre 2009.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-6404036876093122575?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/6404036876093122575?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/6404036876093122575?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/11/la-tradizione-non-puo-essere-una.html" title="La tradizione non può essere un valore in sé" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkUCSHYzeyp7ImA9WxNUE08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-8022719428079397168</id><published>2009-11-04T08:37:00.001+01:00</published><updated>2009-11-04T08:37:49.883+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-04T08:37:49.883+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Buoni genitori" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Saggiatore" /><title>Buoni genitori a Ferrara</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/SvEvQHse3zI/AAAAAAAAAKo/5DRm3kO_hOw/s1600-h/invito_mail.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 349px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/SvEvQHse3zI/AAAAAAAAAKo/5DRm3kO_hOw/s400/invito_mail.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400149382183968562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-8022719428079397168?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/8022719428079397168?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/8022719428079397168?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/11/buoni-genitori-ferrara.html" title="&lt;i&gt;Buoni genitori&lt;/i&gt; a Ferrara" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/SvEvQHse3zI/AAAAAAAAAKo/5DRm3kO_hOw/s72-c/invito_mail.jpg" height="72" width="72" /></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkYHRns5cCp7ImA9WxNVF04.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-7691957096910864819</id><published>2009-10-28T14:52:00.003+01:00</published><updated>2009-10-28T14:55:37.528+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-28T14:55:37.528+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Buoni genitori" /><title>29 ottobre 2009</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3485777142/" title="Copertina definitiva? by Chiara Lalli, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3636/3485777142_41a8f0b393.jpg" width="326" height="500" alt="Copertina definitiva?" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Buoni genitori&lt;/span&gt; presso la sede nazionale &lt;a href="http://www.uaar.it/node/1733"&gt;UAAR&lt;/a&gt; (Roma, Via Ostiense 89 ore 18.00).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-7691957096910864819?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/7691957096910864819?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/7691957096910864819?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/10/29-ottobre-2009.html" title="29 ottobre 2009" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEYESX86cSp7ImA9WxNVEkU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-2515645107843971247</id><published>2009-10-23T10:19:00.001+02:00</published><updated>2009-10-23T10:21:48.119+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-23T10:21:48.119+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Homeless" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>Per qualcuno i barboni sono come la polvere</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3856826280/" title="Just homeless by Chiara Lalli, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2519/3856826280_5032a67e14.jpg" width="333" height="500" alt="Just homeless" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ingiustizie e le mistificazioni cominciano dalle parole: clandestini, sbandati, bivacco, decoro urbano.&lt;br /&gt;E proseguono con una cieca e ignobile azione esclusivamente punitiva e coercitiva. Dopo il divieto di mangiare e bere nei luoghi “pregiati” di Roma, l'ordinanza contro i lavavetri, i giocolieri e gli ambulanti e la cosiddetta ordinanza antiborsoni, ecco in arrivo un altro stupido gradino di un progetto miope e osceno: le panchine antibarbone. Ovvero panchine divise in due da un bracciolo per evitare che qualcuno vi si posa sdraiare. Nani e bambini a parte. Forse ai nostri burocrati dell'ordine è sfuggita questa possibilità. Ma i nani sono pochi e i bambini magari fanno tenerezza anche agli aridi cuori della giunta capitolina.&lt;br /&gt;I fondi per modificare le panchine  o per costruirne di nuove ci sono già: quanti soldi saranno spesi per evitare di sdraiarsi a chi non ha nessun posto dove andare? Nessuno ha nemmeno considerato che si potrebbero spendere per offrire un luogo dove dormire e non per rendere ancora più dolente una esistenza che è già disgraziata?&lt;br /&gt;No, l'unica preoccupazione di gente come Fabio de Lillo, assessore all'Ambiente, è di cacciare la polvere sotto al tappeto e negare o fregarsene della drammatica realtà di alcuni esseri umani. Già. Perché quella polvere che non si vuole vedere non è quella presente anche nei loro salotti buoni, ma sono persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 23 ottobre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-2515645107843971247?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/2515645107843971247?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/2515645107843971247?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/10/per-qualcuno-i-barboni-sono-come-la.html" title="Per qualcuno i barboni sono come la polvere" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEcGRnc-cCp7ImA9WxNWEEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-2254229659524407346</id><published>2009-10-09T12:57:00.002+02:00</published><updated>2009-10-09T13:00:27.958+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-09T13:00:27.958+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rosy Bindi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Silvio Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>Il buongoverno e la bellezza delle donne</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3936778726/" title="Cancer in Coney Island by Chiara Lalli, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2640/3936778726_78a3eaf4e6.jpg" width="333" height="500" alt="Cancer in Coney Island" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando  chiedi informazioni su qualcuno che non conosci, con cui magari hai un appuntamento al buio, e ti rispondono “è un tipo” è difficile non pensare che sia un modo per arretrare davanti alla brutale verità: il qualcuno in questione non spicca per bellezza, ma magari ha altre qualità. E magari anche più interessanti della bellezza fisica. Difficile, però, che si dica direttamente “guarda non è un Adone, ma ...”.&lt;br /&gt;Così come è improbabile dirlo in faccia al diretto interessato. Queste sono quelle che si possono chiamare bugie bianche: perlopiù non c’è un intento offensivo, ma forse solo imbarazzo davanti a scomode ammissioni.&lt;br /&gt;Può capitare invece che l’evitamento si trasformi in offesa vile e solo apparentemente indiretta. “È sempre più bella che intelligente” ha detto Silvio Berlusconi a Rosy Bindi in una ormai celebre telefonata al Dr. Vespa (come lo chiama lui).&lt;br /&gt;E il richiamo alle mancate qualità estetiche è tanto più grave in quanto rivolto a una persona che non dovrebbe essere considerata da questo punto di vista. Non è una donna in vendita, Rosy Bindi, ma forse il cavaliere non è abituato a trattare senza compravendite.&lt;br /&gt;E poi lui si è stancato “di essere cortese con persone che sono sempre scortesi con me” e bisogna capirlo. Non c’è tempo per queste smancerie, lui deve pensare all’Italia. Ecco perché vale la pena di pagare le donne. Per non perdere tempo. È per il bene del Paese, quindi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 9 ottobre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-2254229659524407346?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/2254229659524407346?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/2254229659524407346?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/10/il-buongoverno-e-la-bellezza-delle.html" title="Il buongoverno e la bellezza delle donne" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkcHRHwyfSp7ImA9WxNQGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-5115039715101369457</id><published>2009-09-25T12:11:00.003+02:00</published><updated>2009-09-25T12:20:35.295+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-25T12:20:35.295+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="8 marzo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Magliana" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Occupazioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>La precarietà non è forse un’attenuante?</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3934247287/" title="Cerca by Chiara Lalli, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2671/3934247287_cecd917197.jpg" alt="Cerca" height="333" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;11 giorni sono brevi quando sei in vacanza. E 11 di carcere? Difficile, forse, anche immaginare poche ore.&lt;br /&gt;E il tempo passa e gli arresti dell’ex scuola alla &lt;a href="http://occupa.noblogs.org/post/2009/09/23/confermati-gli-arresti-per-gli-occupanti-della-8-marzo-mobilitiamoci-subito-per-la-loro-liberazione"&gt;Magliana&lt;/a&gt; sono confermati fino a quando il tribunale del riesame non si esprimerà: una paio di settimane, giorno più, giorno meno.&lt;br /&gt;Intanto Francesca, Gabriele, Sandro, Sandrone* e Simone aspettano. Sandrone aspetta anche un terzo intervento per un tumore.&lt;br /&gt;Custodia cautelare si chiama. Per il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione dei reati. Tra questi l’estorsione e l’occupazione di suolo pubblico.&lt;br /&gt;Cioè di una scuola abbandonata da anni e che ospita chi una casa non può permettersela.&lt;br /&gt;Chi è la parte lesa di questa occupazione? Il Comune che dovrebbe mantenere le promesse sulla edilizia pubblica invece di strizzare l’occhio ai costruttori? Come non considerare almeno come attenuante le circostanze di questa occupazione?&lt;br /&gt;Le mamme dell’8 marzo hanno raccontato la loro &lt;a href="http://occupa.noblogs.org/post/2009/09/23/le-mamme-dell-8-marzo"&gt;storia&lt;/a&gt; degli arresti: “i nostri figli non hanno nulla da nascondere”. Tra le persone che vivono nell’ex scuola ce ne sono due “gravemente ammalate, che vengono aiutate, famiglie con bambini (una è nata tre giorni fa), giovani con lavori precari.&lt;br /&gt;Tutti gli abitanti hanno dichiarato per iscritto di non aver mai subito violenze o minacce di sorta, di non aver mai raccolto più di 15 euro, che non venivano versati da chi si trovava in difficoltà economiche o aveva perso il lavoro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(DNews, 25 settembre 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Da &lt;a href="http://occupa.noblogs.org/post/2009/09/24/aggiornamenti-arresti-sandro-e-libero-adesso-liber-tutt"&gt;ieri sera&lt;/a&gt; è libero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-5115039715101369457?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/5115039715101369457?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/5115039715101369457?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/09/la-precarieta-non-e-forse-unattenuante.html" title="La precarietà non è forse un’attenuante?" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkIMRXY-fyp7ImA9WxNQFkQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-3109550039066404033</id><published>2009-09-23T10:27:00.000+02:00</published><updated>2009-09-23T10:29:44.857+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-23T10:29:44.857+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Buoni genitori" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Saggiatore" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Corriere della Sera" /><title>Buoni genitori su Il Corriere della Sera</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/SrncLdFVMjI/AAAAAAAAAKg/vtqFNr8-pv0/s1600-h/Corsera+23+settembre+2009+2.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 273px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/SrncLdFVMjI/AAAAAAAAAKg/vtqFNr8-pv0/s400/Corsera+23+settembre+2009+2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384576918841799218" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-3109550039066404033?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/3109550039066404033?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/3109550039066404033?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/09/buoni-genitori-su-il-corriere-della.html" title="&lt;i&gt;Buoni genitori&lt;/i&gt; su Il Corriere della Sera" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_MrAWE4sq1Fc/SrncLdFVMjI/AAAAAAAAAKg/vtqFNr8-pv0/s72-c/Corsera+23+settembre+2009+2.JPG" height="72" width="72" /></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEIEQ3gzfyp7ImA9WxNQEks.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-3505357113313239340</id><published>2009-09-18T11:32:00.002+02:00</published><updated>2009-09-18T11:35:02.687+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-18T11:35:02.687+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sgomberi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Gianni Alemanno" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Senza casa" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>Quanti dubbi sul caos occupazioni</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3911380957/" title="Trasloco by Chiara Lalli, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2440/3911380957_344404fa0e.jpg" width="333" height="500" alt="Trasloco" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo il Regina Elena tocca all’ex museo della carta a via Salaria, e poi alla scuola 8 marzo alla Magliana – qui hanno pure arrestato 5 persone: associazione a delinquere, dicono i carabinieri. Sono i recenti sgomberi di Roma, iniziati che è ancora notte per non rovinare l’effetto sorpresa. E che buttano per strada moltissime persone, senza curarsene. “Ci sarebbe da vergognarsi, ma non lo vedono come vivono queste persone?”, è il commento di uno dei partecipanti alla manifestazione dei senza casa di sabato scorso. E lui la casa ce l’ha e ha pure votato per Alemanno e la “sicurezza”, ma ora non riesce a non vederne gli effetti... “Manco i cani trattano così”. C’è qualcosa di indicibile in una busta di un supermercato, anzi di un discount, dove hai dentro tutto quello che ti appartiene se sei fortunato o se hai fatto in tempo a prendertelo. Alcuni si sono accampati a Piazza Venezia, tra i Fori e il Milite Ignoto. Ci sono domande urgenti, che saranno pure retoriche ma devono avere una risposta: perché quei 5 sono in carcere, a cosa sono destinati gli edifici sgombrati, perché Il Tempo e Il Messaggero sono i giornali che ne parlano di più – dovremmo forse dire quasi gli unici – calcando sulla “lotta alla illegalità” e alle occupazioni, dimenticando le cause e i responsabili della cosiddetta emergenza casa, qual è il destino della edilizia pubblica. In altre parole: esiste ancora qualcosa che si chiama diritto alla casa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 18 settembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-3505357113313239340?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/3505357113313239340?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/3505357113313239340?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/09/quanti-dubbi-sul-caos-occupazioni.html" title="Quanti dubbi sul caos occupazioni" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEcMSX44eyp7ImA9WxNRFUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-1859602778419368461</id><published>2009-09-10T11:45:00.001+02:00</published><updated>2009-09-10T11:48:08.033+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-10T11:48:08.033+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Omosessualità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Buoni genitori" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Omogenitorialità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="darwin" /><title>Famiglie arcobaleno</title><content type="html">Sul numero di Darwin in edicola (&lt;a href="http://www.darwinweb.it/inedicola.asp"&gt;n. 33, settembre-ottobre 2009&lt;/a&gt;, pp. 62-63):&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;In Italia ci sono molti bambini nati o cresciuti in famiglie omosessuali. Famiglie ricomposte, donne che hanno usato le tecniche di riproduzione artificiale, uomini che hanno fatto ricorso alla maternità surrogata, cogenitori (cioè una coppia di uomini e una coppia di donne che hanno insieme dei figli). L’omogenitorialià è dunque una realtà, e non sembrano esserci valide ragioni per condannarla o stigmatizzarla. La letteratura scientifica in merito, infatti, rassicura. Anche il buon senso può venirci in soccorso: se l’omosessualità non è una patologia e se il desiderio di avere un figlio è legittimo, dovrebbe esserlo indipendentemente dall’orientamento sessuale.&lt;br /&gt;Nel 2005 è stata condotta Modi di, una ricerca nazionale sulla salute di lesbiche, gay e bisessuali. Nel campione analizzato «il 17,7 per cento dei gay e il 20,5 per cento delle lesbiche, con più di quaranta anni, hanno almeno un figlio. La quota scende ma rimane significativa se si considerano tutte le fasce d’età. Sono genitori un gay o una lesbica ogni venti. Per la precisione il 5 per cento dei primi (il 4,7 per cento è padre biologico) e il 4,9 per cento delle seconde (il 4,5 per cento madre biologica)». Sono dunque circa centomila i figli cresciuti in una famiglia gay, secondo una stima inevitabilmente per difetto. […]&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-1859602778419368461?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/1859602778419368461?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/1859602778419368461?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/09/famiglie-arcobaleno.html" title="&lt;i&gt;Famiglie arcobaleno&lt;/i&gt;" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEYDQH09eCp7ImA9WxNRFUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-7016916493110738941</id><published>2009-09-04T12:54:00.006+02:00</published><updated>2009-09-10T11:49:31.360+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-10T11:49:31.360+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giornalettismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Homeless" /><title>Homeless a New York City</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3873699640/" title="Sorrow by Chiara Lalli, on Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2649/3873699640_d2383bdc1a.jpg" alt="Sorrow" height="303" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;su &lt;a href="http://www.giornalettismo.com/archives/35001/homeless-mon-amour/"&gt;Giornalettismo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/collections/72157621957444214/"&gt;New York City collection&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-7016916493110738941?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/7016916493110738941?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/7016916493110738941?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/09/homeless-new-york-city.html" title="Homeless a New York City" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkIMQnk8eCp7ImA9WxJbFko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-1181070365095150736</id><published>2009-07-27T09:08:00.004+02:00</published><updated>2009-07-27T09:09:43.770+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-07-27T09:09:43.770+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riccardo Staglianò" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riccardo Cremona" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Cinesi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vincenzo de Cecco" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Immigrazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Raffaele Oriani" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>Magari suona strano ma i cinesi in Italia non sputano per terra</title><content type="html">&lt;object height="340" width="560"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/o752fe6YgPA&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/o752fe6YgPA&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="320" width="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per costruire un pregiudizio spesso basta ascoltare e respirare l’aria che tira. Per demolirlo serve uno sforzo. Non ciclopico si intende, ma abbastanza impegnativo da scoraggiare i pigri affezionati del “si dice”. Se al pregiudizio si somma una paura il risultato può essere infausto.&lt;br /&gt;“Vengono qua per fregare noi italiani in senso economico e morale”. “Prato è inquinata di tubercolosi perché i cinesi sputano per terra”. I cinesi, untori moderni, offrono una buona palestra di luoghi comuni. “Non si integrano”; “hanno la mafia alle spalle”. Fanno forse paura anche perché sono molti: erano 2.000 nel 1980; oggi sono circa 150.000.&lt;br /&gt;Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò demoliscono questi luoghi comuni e ci invitano a pensare a quanto siano simili a quelli che pesavano sugli italiani migranti di qualche tempo fa, quando erano costretti a lasciare famiglia e Paese per sopravvivere – basterebbe rivedere “Pane e cioccolato” o “Nuovo mondo” di Emanuele Crialese.&lt;br /&gt;Ci raccontano la vita quotidiana dei cinesi in Italia partendo da un pretesto: Miss China in Italy, un concorso di bellezza per ragazze cinesi nato nel 2004. Dopo “I cinesi non muoiono mai” (altro luogo comune che va di gran moda) arriva per Chiarelettere &lt;a href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/65281/miss_little_china"&gt;“Miss little China”&lt;/a&gt;. Al libro è allegato un documentario scritto insieme a Riccardo Cremona e a Vincenzo De Cecco, che ne sono anche i registi.&lt;br /&gt;Voci, testimonianze, paure. I debiti da saldare, perché un biglietto di sola andata per l’Italia può costare fino a 20.000 euro. Una instancabile attività che può farli diventare imprenditori nel giro di cinque anni, come racconta una giovane cinese, ma che crea anche l’astio di chi, da italiano, si sente defraudato. E poi le diversità della seconda generazione: molti sono arrivati da adulti; ma sono ormai molti anche quelli nati qui, quelli che parlano il dialetto locale e che dicono di non voler lavorare tutto il giorno e tutti i giorni come i genitori.&lt;br /&gt;Oriani e Staglianò ci raccontano e ci mostrano tutto questo: e se anche leggere è troppo faticoso, i 60 minuti del documentario sono sufficienti per demolire un sacco di stupide idee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(DNews, 27 luglio 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-1181070365095150736?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/1181070365095150736?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/1181070365095150736?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/07/magari-suona-strano-ma-i-cinesi-in.html" title="Magari suona strano ma i cinesi in Italia non sputano per terra" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;CU8DQXs7fyp7ImA9WxJVE0g.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-5591426304111527652</id><published>2009-06-30T11:24:00.001+02:00</published><updated>2009-06-30T11:24:30.507+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-30T11:24:30.507+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Buoni genitori" /><title>Su Repubblica.it</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/SknZOLTEz_I/AAAAAAAAB68/ttv8YaHKIoo/s1600-h/Immagine+49.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 354px; height: 75px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/SknZOLTEz_I/AAAAAAAAB68/ttv8YaHKIoo/s400/Immagine+49.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353048469680738290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/SknY-qRnrDI/AAAAAAAAB60/AmrTVyt-1Bk/s1600-h/Immagine+50.png"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 243px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/SknY-qRnrDI/AAAAAAAAB60/AmrTVyt-1Bk/s400/Immagine+50.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353048203118226482" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://olivero.blogautore.repubblica.it/2009/06/30/?ref=hpsbsx"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bookowski&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di Dario Olivero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-5591426304111527652?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/5591426304111527652?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/5591426304111527652?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/06/su-repubblicait.html" title="Su Repubblica.it" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_PXkVJ4XfoxU/SknZOLTEz_I/AAAAAAAAB68/ttv8YaHKIoo/s72-c/Immagine+49.png" height="72" width="72" /></entry><entry gd:etag="W/&quot;Ck8CR3s4fyp7ImA9WxJVEko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-7699225073145349753</id><published>2009-06-29T12:07:00.003+02:00</published><updated>2009-06-29T12:21:06.537+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-29T12:21:06.537+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Testamento Biologico" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Laicità dello Stato" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ignazio Marino" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Partito Democratico" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PD" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>E sui diritti civili il Pd deve prendere una posizione</title><content type="html">Ignazio Marino ha parlato per 9 minuti durante l’incontro dei Giovani Democratici al Lingotto di sabato. Abbastanza per elencare alcuni dei malanni che affliggono la politica italiana e l’Italia.&lt;br /&gt;Una analisi lucida e spietata di quello che la sinistra, ormai schiacciata da quel “centro” che si è obbligati ad anteporle, e che il Partito Democratico non hanno saputo o voluto fare.&lt;br /&gt;Nonostante le belle speranze iniziali e le promesse di cambiamento, poi il PD ha “parlato molto meno dei temi e delle persone. Dove sono finiti i temi che riguardano la vita di ciascuno?”, domanda Marino. Non ci si può sottrarre a queste domande, sia perché è ingiusto, sia perché è fallimentare farlo. L’ennesima sconfitta elettorale ne è la prova. &lt;br /&gt;Casa, salute, lavoro. Parole travolte da interessi secondari e da contese di potere. Parole che però riguardano la maggioranza di cittadini italiani, disinteressata alle “feste alla panna montata”.&lt;br /&gt;L’esempio del testamento biologico descrive bene la condizione attuale: l’impossibilità di fare una legge giusta e sensata, a garanzia delle libere scelte dei singoli in ambito sanitario. Chi dovrebbe scegliere al nostro posto? E perché? “Dov’è il problema?”, domanda Marino. Già, dov’è?&lt;br /&gt;A sentirlo parlare ci si stupisce della “semplicità” del suo discorso, e ci si stupisce di trovarsi a sorprendersi per quanto dovrebbe essere scontato: diritti uguali per tutti. Ammalati, omosessuali, coppie di fatto. “I diritti civili sono di tutti”. E verrebbe anche da aggiungere che i diritti civili dovrebbero essere chiamati con il proprio nome. Non temi eticamente sensibili, ma diritti civili, appunto.&lt;br /&gt;Alcuni dei quali sono stati conquistati a fatica e oggi vengono consumati da un atteggiamento pietistico e ideologico, nella vana speranza di raccattare l’approvazione delle parti più retrive e conservatrici della politica e della società italiane.&lt;br /&gt;Il PD deve prendere una posizione, e la domanda con cui Marino chiude il suo breve e intenso intervento suggerisce una buona strada: “quelli che non credono che tutti abbiano gli stessi diritti possiamo a questo giro lasciarli a casa?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 29 giugno 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-7699225073145349753?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/7699225073145349753?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/7699225073145349753?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/06/e-sui-diritti-civili-il-pd-deve.html" title="E sui diritti civili il Pd deve prendere una posizione" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkcFRH48fSp7ImA9WxJWEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-6135625972712023363</id><published>2009-06-15T08:36:00.004+02:00</published><updated>2009-06-15T08:40:15.075+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-15T08:40:15.075+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Omosessualità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Diritti individuali" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Roma Pride" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Pride" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="LGBTQ" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Matrimonio omosessuale" /><title>E con il Roma Pride torna la questione dei diritti mutilati</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3623765292/" title="Senza titolo di Chiara Lalli, su Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2463/3623765292_0f524e70ab.jpg" width="400" height="273" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A qualche ora dalla conclusione del Pride romano è forse possibile riflettere su alcune questioni.&lt;br /&gt;La più importante è sul senso attuale e indigeno dei Pride, soprattutto alla luce delle oziose polemiche che la ricorrenza suscita e delle difficoltà incontrate per avere il percorso. A pochi giorni dal Roma Pride, infatti, non era ancora stato indicato ufficialmente da dove si sarebbe partiti e dove si sarebbe arrivati. Tanto per dirne una.&lt;br /&gt;Si diceva il senso. Sebbene eterogeneo e complesso, oggi in Italia è innegabile che sia rappresentato dalla denuncia delle ingiustizie esistenti e dalla richiesta di reale parità e uguaglianza per i cittadini GLBTQ. Dal ribadire che non possono esistere disuguaglianze in base all'orientamento sessuale di qualcuno proprio come non dovrebbero esistere per il colore della pelle, le nostre credenze, la nostra opinione politica. A meno che non vi sia un danno per qualcuno. L'orientamento sessuale non costituisce intrinsecamente un danno per nessuno, perciò non esiste una ragione che non sia pretestuosa per mantenere una situazione giuridica e culturale asimmetrica: chi è eterosessuale gode di tutti i diritti civili; chi invece non lo è, riceve diritti mutilati.&lt;br /&gt;La battaglia deve svolgersi su questi due fronti, culturale e giuridico, difficile dire in che ordine temporale e di importanza. In che misura è la cultura a “imporre” una legge? O è la legge che avvia il cambiamento culturale necessario? Forse è un processo talmente intrecciato da rendere insensate queste domande, ma è indubitabile che la conoscenza sia una condizione necessaria per avviarlo: e allora i detrattori e i critici farebbero bene a conoscere le radici storiche dei Pride, il loro significato, gli orrori, passati e presenti, cui si oppongono; farebbero bene poi a conoscere il peso psichico della discriminazione e combatterlo finalmente, invece di esserne complici. In prima linea (quella della complicità) i nostri politici.&lt;br /&gt;E se qualcuno si scandalizza per un culo scoperto o una provocazione festosa, ha tutta la nostra comprensione: deve già essere tanto difficile campare in un Paese come il nostro per un animo impressionabile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(DNews, 15 giugno 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-6135625972712023363?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/6135625972712023363?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/6135625972712023363?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/06/e-con-il-roma-pride-torna-la-questione.html" title="E con il Roma Pride torna la questione dei diritti mutilati" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUYCSXc-eip7ImA9WxJXEEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-1683510807370625245</id><published>2009-06-03T08:56:00.003+02:00</published><updated>2009-06-03T09:12:48.952+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-03T09:12:48.952+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="l'Altro" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Legge 40" /><title>Fecondazione: padre per obbligo</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3577406513/" title="Circo 17 maggio 2009 067 di Chiara Lalli, su Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3645/3577406513_81a2ac12d0.jpg" width="333" height="500" alt="Circo 17 maggio 2009 067" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Sarebbe giusto “obbligare” qualcuno a diventare genitore? Sarebbe moralmente ammissibile calpestare il desiderio e il conseguente diritto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non&lt;/span&gt; diventare genitore? Sembra proprio di no, eppure in Italia si delinea uno scenario in cui esiste il rischio di diventare padre contro la propria volontà, con tutte le gravi implicazioni morali e giuridiche che ne conseguono.&lt;br /&gt;Andiamo con ordine. La sentenza n. 151/2009 della Corte Costituzionale, lo scorso maggio, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di un nodo fondamentale della legge 40. L’obbligo di «un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre» è così caduto e, conseguentemente, è divenuto ammissibile crioconservare quegli embrioni che non sono usati al primo tentativo di impianto. Oppure crioconservare tutti quelli prodotti se, per qualche ragione di salute, il medico ritiene opportuno rimandare l’impianto.&lt;br /&gt;La sentenza ha rimediato a una delle ferite più dolorose provocate dalla legge sulla riproduzione artificiale.&lt;br /&gt;Ma ha anche esasperato un grave rischio, già presente nella legge 40, ma che oggi prende corpo in modo più consistente. Il rischio è insito nelle modalità di consenso dei potenziali genitori alle tecniche di procreazione assistita.&lt;br /&gt;L’articolo 6 della legge 40 stabilisce che il consenso debba essere scritto e debba essere espresso dopo una accurata informazione – proprio per questo si chiama consenso informato. Niente di sorprendente, almeno fino alla parte finale del comma 3: «La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell’ovulo».&lt;br /&gt;L’impossibilità di cambiare idea dopo la produzione dell’embrione è in linea con l’attribuzione di diritti al concepito, ma contrasta con altri diritti fondamentali (si consideri che la legge 40 è l’unica legge al mondo a permettere di cambiare la volontà solo fino alla fecondazione dell’ovulo e non fino all’impianto dell’embrione nel corpo materno).&lt;br /&gt;Per capire la portata del divieto di revocare il consenso una volta che l’ovulo sia stato fecondato, faremo ricorso a un esempio, adattato a prima e a dopo la sentenza.&lt;br /&gt;Anna e Mario, felicemente sposati, si rivolgono a un centro medico e dopo aver firmato il consenso producono un certo numero di embrioni. Prima della sentenza gli embrioni erano al massimo 3 e l’impianto era contemporaneo alla produzione, tranne in circostanze di “causa di forza maggiore” non meglio identificate. Il tempo tra produzione e impianto era perlopiù molto breve e cambiare idea nel giro di poche ore era altamente improbabile, anche se teoricamente possibile.&lt;br /&gt;Dopo la sentenza il numero degli embrioni non è stabilito rigidamente e, soprattutto, il tempo tra la produzione e l’impianto può dilatarsi indefinitivamente. Anna e Mario si rivolgono al solito centro medico e firmano il consenso. Sono sempre felicemente sposati e producono 7 embrioni: 2 vengono usati per il primo tentativo; gli altri 5 sono crioconservati. Il primo tentativo fallisce e per ragioni di salute è necessario rimandare il secondo. Passano alcuni mesi, Anna e Mario litigano e si lasciano. Mario non vuole più diventare padre genetico di figli insieme ad Anna, ma la legge 40 non gli permette di revocare il consenso. Se Anna lo vorrà, Mario sarà costretto a diventare padre.&lt;br /&gt;Le conseguenze più dannose del divieto di cambiare consenso, una volta che gli embrioni siano stati prodotti, ricadono inevitabilmente sugli uomini. Perché nel caso sia Anna a non volere procedere all’impianto è inverosimile ipotizzare un impianto coatto: il presunto diritto dell’embrione a nascere non potrebbe vincere su quello della donna a non subire una coercizione all’impianto.&lt;br /&gt;Per Mario però non vi sarebbe coercizione fisica né obbligo a un trattamento sanitario: sarebbe ignorato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;solo&lt;/span&gt; il suo diritto a non diventare padre genetico, cui sembra avere rinunciato firmando il consenso alle tecniche di riproduzione.&lt;br /&gt;Questo pericolo, depotenziato dalle circostanze precedenti alla sentenza, oggi si presenta senza più alcun paravento. Non è una soluzione fare finta che non esista.&lt;br /&gt;Potrebbe invece essere utile volgere lo sguardo ad alcuni precedenti: uno dei casi più interessanti è quello tra Natallie Evans e il suo ex marito. Sono cittadini inglesi e litigano sul destino dei loro embrioni crioconservati: lei vuole impiantarli; lui no. La legge e i tribunali inglesi giudicano più forte il diritto di non diventare padre di quello di diventare madre. Natallie non si arrende e ricorre alla Corte di Strasburgo, invocando la Convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. In particolare l’articolo 2, il diritto alla vita, che Natallie (e la legge 40) vorrebbe estendere agli embrioni. I giudici respingono la sua richiesta e negano che si possa attribuire sensatamente agli embrioni un diritto alla vita.&lt;br /&gt;Che cosa accadrebbe se la contesa avesse come riferimento normativo la legge 40? Che ne sarebbe del diritto a non diventare padre del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;nostro&lt;/span&gt; Mario? Probabilmente sarebbe lui a doversi rivolgere alla Corte di Strasburgo, cercando un rimedio per una violazione già compiuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(l’Altro, 3 giugno 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-1683510807370625245?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/1683510807370625245?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/1683510807370625245?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/06/fecondazione-padre-per-obbligo.html" title="Fecondazione: padre per obbligo" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0AESX4_fyp7ImA9WxJQFUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-8387597241759486011</id><published>2009-05-29T09:18:00.001+02:00</published><updated>2009-05-29T09:21:48.047+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-29T09:21:48.047+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>Basta sprechi e la Carfagna si scorda i gay</title><content type="html">&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3088577939/" title="L'omosessualità non è re[ato] di Chiara Lalli, su Flickr"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3015/3088577939_5341fe062c.jpg" width="400" height="300" alt="L'omosessualità non è re[ato]" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quante polemiche infondate sulla sparizione della lotta all’omofobia dal sito del Ministero per le Pari Opportunità! Quante proteste inutili rivolte al ministro Mara Carfagna, accusata di essere insensibile verso la discriminazione su base sessuale e le mancate tutele di alcuni cittadini!&lt;br /&gt;Nella nuova veste del sito non si nominano le questioni GLBTQ non perché il ministro sia disinteressato o disattento, ma perché non esiste più una “questione GLBTQ”: l’uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini è stata portata a compimento; la legislazione italiana ha raggiunto quella dei più avanzati Paesi al mondo; il matrimonio è una possibilità per tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale – per quale ragione dovrebbe essere rilevante per avere la possibilità di sposarsi? – la maturazione culturale è giunta a compimento e nessuno più sghignazza davanti a due uomini o a due donne che si baciano, perché ognuno è libero di vivere come vuole e di amare chi vuole.&lt;br /&gt;Insomma, mantenere una commissione che combatte le ingiustizie quando le ingiustizie non esistono più sarebbe come mantenere una commissione per gli invalidi di guerra dopo che da un paio di secoli si vive in pace. Carfagna non ama ciò che è superfluo. Come darle torto in un periodo in cui è moralmente doveroso evitare gli sprechi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(DNews, 29 maggio 2009)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-8387597241759486011?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/8387597241759486011?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/8387597241759486011?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/05/basta-sprechi-e-la-carfagna-si-scorda-i.html" title="Basta sprechi e la Carfagna si scorda i gay" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0YFSXYyeCp7ImA9WxJQEko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2808385721598663340.post-4594685331622142506</id><published>2009-05-25T08:13:00.005+02:00</published><updated>2009-05-25T21:18:38.890+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-25T21:18:38.890+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Chiara Lalli" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DNews" /><title>E il terremoto adesso minaccia anche il futuro</title><content type="html">&lt;a title="Senza titolo di Chiara Lalli, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/3559926320/"&gt;&lt;img height="273" alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3581/3559926320_c0de1499a7.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a una catastrofe è difficile pensare ai dettagli; è inevitabile stilare una gerarchia di gravità. Questo vale solo per chi assiste, e non per chi ne è direttamente colpito.&lt;br /&gt;La distrazione, presto o tardi, è un’altra reazione comune. Passata l’emergenza si tende a scivolare nella normalità, proprio come i giorni concitati che seguono una morte sono rimpiazzati dall’assenza e i “come stai?” si diradano fino a esaurirsi.&lt;br /&gt;Anche se non c’è nulla che sia stato rimediato. Perché in parte non è rimediabile. E il peso della quotidianità opprime chi resta.&lt;br /&gt;Non è più a rischio la sopravvivenza, ma l’esistenza.&lt;br /&gt;L’esistenza di chi è sopravvissuto al terremoto abruzzese è quasi impossibile da immaginare: tendopoli, alloggi di fortuna, alberghi, ospitalità.&lt;br /&gt;E pensare che chi alloggia in hotel è “fortunato”. Perché è ancora vivo, e perché è meglio una stanza che una tenda infuocata dal caldo di una estate ormai prossima. Qualcuno di loro lo ripete incessantemente, quasi a volersi convincere: “sono fortunato, sono fortunato”. Ma questa fortuna si sgretola al pensiero di quanto si sarebbe potuto evitare; al senso di perdita e alla difficoltà di immaginare quando si potrà tornare a vivere in una casa. Intanto le giornate trascorrono nelle hall di alberghi ancora sonnolenti, la televisione sempre accesa, per alcuni nell’impossibilità di uscire e di camminare, le piscine coperte da un tendone perché la stagione non è ancora cominciata.&lt;br /&gt;Lontano da tutto, vivere in una caricatura di vacanza aggiunge un sapore grottesco alla disperazione. Mischiarsi ai turisti – o a quanti passano soltanto per un giorno o poco più – è una perfetta rappresentazione della invisibilità e della dimenticanza cui il “ritorno alla normalità” rischia di condannarli. Ma poi non è nemmeno vero che sia possibile confondersi: i volti sono segnati in modo indelebile. Nessun turista passerebbe tante ore seduto a guardare nel vuoto riempito da ricordi incancellabili.&lt;br /&gt;Il terremoto ha inghiottito il passato e aggredisce il presente. È doveroso impedire che si prenda anche il futuro – lontana l’eco di una sicurezza pervertita nel suo più genuino significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DNews, 25 maggio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/chiaralalli/sets/72157618721055420/"&gt;Altre foto&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2808385721598663340-4594685331622142506?l=www.chiaralalli.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/4594685331622142506?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2808385721598663340/posts/default/4594685331622142506?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.chiaralalli.com/2009/05/e-il-terremoto-adesso-minaccia-anche-il.html" title="E il terremoto adesso minaccia anche il futuro" /><author><name>Chiara Lalli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08631856431317807505</uri><email>chiara.lalli@gmail.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="06517459540846768793" /></author></entry></feed>
