Eccoci al primo piccolo passo del nostro esercizio. Ci permetterà di fare alcune riflessioni credo abbastanza importanti.
È cosa nota ai pittori che la maggior parte delle tinte possono essere ottenute partendo da soli tre colori di base che vengono chiamati colori primari, in teoria - avendo a disposizione dei pigmenti veramente purissimi e perfettamente riflettenti - mescolando i tre colori primari, dovrebbe essere possibile ottenere proprio tutti i colori, dato che non esistono pigmenti cosi puri la gamma dei colori ottenibili è più limitata.
Per iniziare il nostro esercizio dobbiamo usare tre matite colorate, una gialla, una rossa e una blu. Con esse coloriamo i settori che possono essere individuati sulla terza corona circolare partendo dall’esterno, alle ore 12 per il giallo, alle 4 per il rosso e alle 8 per il blu.
Ci sono alcune osservazioni da fare già a questo primo stadio: sto consultando molti libri sull’argomento, scritti da molti autori dalle radici culturali e impostazioni scientifiche le più diverse (ad esempio Rudolf Steiner e Betty Edwards), eppure l’ordine in cui vengono rappresentati i colori è sempre lo stesso: girando in senso orario il rosso segue il giallo e il blu segue il rosso.
Non avevo notato questa corrispondenza fino a quando uno dei miei allievi mancini che riprendeva la colorazione del mandala in una seconda lezione non ha piazzato il suo mandala sottosopra, con il giallo in basso e gli altri due colori in qualche modo piazzati invertiti. In qualche modo quella sistemazione gli pareva più giusta. La mia attenzione si è risvegliata ed ho cominciato a cercare una risposta alle domande che questa esperienza poneva.
Secondo Betty Edwards questo fenomeno deriva dalla specializzazione degli emisferi del nostro cervello (che nei mancini è invertita), in qualche modo il rosso in quella posizione collima con la specializzazione analitica dell’emisfero sinistro, mentre la posizione del blu soddisfa le istanze dell’emisfero destro più intuitivo. Ci sono altri esercizi sviluppati sulle esperienze di Rudolf Steiner che possono confermare queste ipotesi collegando l’essenza di questi colori a caratteri caldi/secchi/aggressivi o freddi/umidi/ricettivi, ne parleremo se volete in seguito.
Per oggi mi fermo qui, lasciandovi con un’altra indicazione che riprenderemo in seguito: per come sono messi i tre colori possono rappresentare i vertici di un triangolo equilatero. Come vedtremo i simboli e i segni arcaici accompagneranno tutta l’avventura delle arti figurative sin dai primissimi segni tracciati sulle pareti delle caverne e spessissimo saltano fuori proprio quando meno ce lo aspettiamo.
Alla prossima.




