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	<title>Raffaele Cirullo</title>
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	<description>Digital Marketing for Open Companies</description>
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		<title>Chief Digital Officer, serve un business model per il Digital Business</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2015 08:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chief Digital Officer]]></category>
		<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
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		<category><![CDATA[Change Management]]></category>
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					<description><![CDATA[Seguo l’evoluzione del ruolo del Chief Digital Officer ormai da un paio d’anni e ho avuto occasione di confrontarmi con molti esperti e colleghi del settore, eppure ad oggi mi rendo conto di quanto ancora sia poco chiaro il ruolo di questa figura e soprattutto quanto sia poco diffuso. Ho sempre percepito scetticismo quando le&#160;aziende [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i><span style="font-weight: 400;">Seguo l’evoluzione del ruolo del Chief Digital Officer ormai da un paio d’anni e ho avuto occasione di confrontarmi con molti esperti e colleghi del settore, eppure ad oggi mi rendo conto di quanto ancora sia poco chiaro il ruolo di questa figura e soprattutto quanto sia poco diffuso. </span></i></p>
<p><b>Ho sempre percepito scetticismo</b><span style="font-weight: 400;"> quando le&nbsp;aziende mi chiedevano quali fossero le caratteristiche del candidato ideale. I miei interlocutori erano quasi sempre convinti che stessero per inserire in azienda un duplicato, una figura tra il CIO o CTO e il CMO. Mi chiedevano se come alternativa bastasse individuare un talent all’interno dell’ICT o nel Marketing da far crescere nel tempo. Con queste premesse meglio lasciar perdere. </span></p>
<p><b>Una delle ultime ricerche che ho letto sul tema è quella di IDC &#8220;</b><em><a href="http://Chief Digital Officers: Bridging the Innovation Gap Between the CIO and CMO&quot;  https://www.idc.com/getdoc.jsp?containerId=256972" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chief Digital Officers: Bridging the Innovation Gap Between the CIO and CMO</a></em><b>&#8220;</b><span style="font-weight: 400;">. I ricercatori hanno intervistato un numero significativo di manager che ricoprono questo ruolo in azienda e ne hanno clusterizzato&nbsp;le risposte. Ne sono emersi tre profili:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><b>Digital General Manager</b><span style="font-weight: 400;"> che gestisce aree significative del business aziendale alle dipendenze del CEO e dispone di una struttura di almeno 300 dipendenti. Questo è il profilo più rilevante e certamente duraturo di </span><b>Chief Digital Officer</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><b>Digital Disruptor</b><span style="font-weight: 400;"> posizionato in una delle business unit aziendali, riporta a un SVP e gestisce una struttura di 70-200 dipendenti. La sua è una mission di innovatore digitale, guida i processi di trasformazione culturale e di prodotto o servizio e supporta le business unit aziendali verso il digital business. </span></li>
<li style="font-weight: 400;"><b>Digital Evangelist</b><span style="font-weight: 400;"> posizionato in una delle business unit aziendali, riporta a un SVP e gestisce un team di 3-10 dipendenti. Il suo compito è di trasferire le competenze digitali all’interno dell’organizzazione. E’ il profilo che influisce meno sulle revenue stream aziendali, ma che può fornire un beneficio nel medio periodo alla cultura digitale dell’azienda piuttosto che all’avvio di progetti pilota nel digital business.</span></li>
</ul>
<p><b>Dati utili, che si aggiungono alla letteratura</b><span style="font-weight: 400;"><strong> sul tema</strong>. Mi resta una domanda: se è vero che la </span><b>digital disruption</b><span style="font-weight: 400;"> sta trasformando radicalmente la catena del valore di tanti settori, come mai le organizzazioni non riescono ad affrontare in modo deciso questo tipo di cambiamento? E soprattutto, perchè non esiste uno specifico </span><b>business model </b><span style="font-weight: 400;">per l’area che dovrà guidare la transizione al </span><b>digital business</b><span style="font-weight: 400;">? Quali saranno le nuove revenue stream e quali costi ci si aspetta di ottimizzare?</span></p>
<p><b>Mancanza di visione dei CEO e dei Board?</b><span style="font-weight: 400;"> Forse si, ma anche una certa reticenza ad affrontare in modo deciso un cambiamento aziendale che, a fronte di un non ben determinato beneficio sul business aziendale, potrebbe generare tensioni interne tra CIO, CMO e altri C-level. </span></p>
<p><b>Per questa ragione al CDO è quasi sempre assegnata una funzione di innovatore</b><span style="font-weight: 400;">, quasi a dire “</span><i><span style="font-weight: 400;">vediamo cosa c’è di buono</span></i><span style="font-weight: 400;">” e raramente viene affrontato un cambiamento importante che gli assegna una o più </span><b>revenue stream</b><span style="font-weight: 400;"> del business aziendale. In molti casi si continua a preferire l’approccio del </span><i><span style="font-weight: 400;">follower</span></i><span style="font-weight: 400;"> piuttosto che del </span><i><span style="font-weight: 400;">first-mover</span></i><span style="font-weight: 400;"> anche laddove è già chiaro qual’è il percorso che porta l’azienda verso il digital business. </span></p>
<p><b>Che fare allora? E’ necessario ripartire dai fondamentali.</b><span style="font-weight: 400;"> Un approccio </span><b>revenue-based</b><span style="font-weight: 400;"> a questa trasformazione permette di definire obiettivi puntuali, quindi un </span><b>business model</b><span style="font-weight: 400;"> e misurare i risultati che il CDO è in grado di raggiungere. E’ un passo necessario per chi sta per inserire una figura di questo tipo in azienda. Le opzioni sono due:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">definire ex ante gli obiettivi e valutare le caratteristiche dei candidati e la loro track record professionale;</span></li>
<li style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">chiedere ai candidati di proporre al CEO e al Board quale business model adottare nella transizione al digital business e valutare la qualità delle proposte presentate. Certamente, valutare le caratteristiche dei candidati e la loro track record professionale.</span></li>
</ul>
<p><b>Definito il business model ed effettuata la scelta del candidato non resta che augurargli buon lavoro</b><span style="font-weight: 400;">. L’organizzazione continuerà a guardarlo con scetticismo e una certa diffidenza. Solo la convinzione e il supporto del CEO e certamente il raggiungimento dei risultati di business lo aiuterà a conquistare la fiducia di tutti i suoi colleghi. </span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Consigli utili per i giovani in cerca di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 08:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Open Company]]></category>
		<category><![CDATA[curriculum vitae]]></category>
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					<description><![CDATA[Nina Mufleh vive a San Francisco da un anno e vuole lavorare per Airbnb. Ha cercato di entrare in contatto con l&#8217;azienda tramite e-mail e annunci di lavoro, ma non ha avuto fortuna. Così ha deciso di creare un fantastico curriculum. Un curriculum per Airbnb, che Mufleh ha inviato per un feedback il lunedì notte [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nina Mufleh vive a San Francisco da un anno e vuole lavorare per Airbnb. Ha cercato di entrare in contatto con l&#8217;azienda tramite e-mail e annunci di lavoro, ma non ha avuto fortuna.</em></p>
<p>Così ha deciso di creare un fantastico curriculum. Un curriculum per Airbnb, che Mufleh ha inviato per un feedback il lunedì notte ad alcuni ex colleghi e sottoposto il martedì a Airbnb. <em>Et voilà</em>, quel CV ha generato un sacco di interesse, sia all&#8217;interno che al di fuori dell&#8217;azienda.</p>
<p>A renderlo così interessante non era il suo percorso professionale &#8211; informazioni che Airbnb avrebbe potuto facilmente trovare sul suo profilo LinkedIn &#8211; ma su tutto ciò che Mufleh conosceva del settore dei viaggi, quale poteva essere il suo contributo in Airbnb e quale strategia commerciale avrebbe, secondo lei, dovuto seguire l&#8217;azienda. Ecco come si presenta il suo <a href="http://www.nina4airbnb.com/" target="_blank">curriculum</a>.</p>
<p>Mufleh ha dichiarato in un&#8217;<a href="http://uk.businessinsider.com/nina-mufleh-airbnb-resume-2015-4?r=US" target="_blank">intervista a Business Insider,</a> che aveva provato a contattare Airbnb per mesi. Nessuno dei colloqui si era mai trasformato in un&#8217;offerta di lavoro. &#8220;Ho pensato: <em>non ho fatto tutto il possibile&#8221;,</em> ha detto Mufleh, &#8220;ho fatto la stessa cosa più volte, ma non ho provato nuovi approcci &#8220;.</p>
<p>Mufleh ha impiegato circa una settimana per creare il suo curriculum, un lavoro che ha incluso la raccolta di tutti i dati, le ricerche di mercato e lo sviluppo del sito che ha realizzato con un amico che aveva conosciuto in uno dei suoi lavori precedenti. Con il suo sito è riuscita a catturare l&#8217;attenzione sia del CEO e CMO di Airbnb e ha ottenuto un colloquio.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="en"><p><a href="https://twitter.com/ninamufleh">@ninamufleh</a> I am reviewing right now. Very impressive <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>— Brian Chesky (@bchesky) <a href="https://twitter.com/bchesky/status/590561521576587265">April 21, 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="en"><p>
Ok. You floored me with this brilliance. We&#8217;ll set something up for us to meet. I love your smarts. Very much. <a href="https://t.co/EaIwOHSywo">https://t.co/EaIwOHSywo</a> — Jonathan Mildenhall (@Mildenhall) <a href="https://twitter.com/Mildenhall/status/590578495350296576">April 21, 2015</a>
</p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<p>Il feedback che ha ricevuto dopo l&#8217;invio del suo curriculum è stato sorprendente. &#8220;Sono sicuramente i risultati che speravo&#8221; ha detto, &#8220;ma una parte di me non si aspettava che ci sarebbe stato un riscontro così rapido ed emozionante&#8221;.</p>
<p>I ragazzi sono avvisati, &#8220;<em>il destino aiuta gli audaci&#8221;&#8230;. &#8220;e gli studiosi</em>&#8221; potremmo aggiungere.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Jeff Bezos come Adriano Olivetti? Certamente è molto attento al benessere dei dipendenti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2015 07:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
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		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
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					<description><![CDATA[Jeff Bezos gestisce un&#8217;azienda da 180 miliardi dollari ed è molto attento al benessere dei suoi dipendenti. Dal 2012, Amazon ha lanciato un programma chiamato &#8220;Career Choice&#8221;, dove l&#8217;azienda permette ai dipendenti dei fulfillment center di seguire corsi in settori non legati al lavoro, come la meccanica aeronautica, l&#8217;assistenza infermieristica o le tecnologie mediche di laboratorio.Il programma offre fino 3.000 dollari l&#8217;anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Jeff Bezos gestisce un&#8217;azienda da 180 miliardi dollari ed è molto attento al benessere dei suoi dipendenti.</em></p>
<p>Dal 2012, Amazon ha lanciato un programma chiamato &#8220;Career Choice&#8221;, dove l&#8217;azienda permette ai dipendenti dei fulfillment center di seguire corsi in settori non legati al lavoro, come la meccanica aeronautica, l&#8217;assistenza infermieristica o le tecnologie mediche di laboratorio.Il programma offre fino 3.000 dollari l&#8217;anno per il 95% dei costi sostenuti per le lezioni, in aggiunta a un altro 95% dei costi dei libri di testo.</p>
<p>Secondo l&#8217;ultima lettera annuale agli azionisti più di 2.000 dipendenti provenienti da 8 paesi diversi hanno approfittato di questo programma. In realtà, la domanda è stata così elevata che Amazon ha piani di espansione ad altre regioni.</p>
<p>L&#8217;idea alla base è quella di &#8220;consentire la scelta&#8221; per i suoi dipendenti, Bezos scrive. Mentre alcuni dipendenti del centro di consegna potranno continuare a seguire una lunga carriera in Amazon, alcuni potrebbero cogliere l&#8217;opportunità di uno spostamento in una posizione diversa che, in alcuni casi, potrebbe richiedere competenze specifiche. Bezos scrive:</p>
<p>&#8220;Crediamo che Career Choice è un modo innovativo per attirare un grande talento e lavorare nei nostri centri di fulfillment e di servizio clienti. Questi posti di lavoro possono diventare il punto di partenza di grandi carriere in Amazon o permettere ai dipendenti l&#8217;opportunità di seguire la loro passione in altri settori, come la nostra prima laureata che ha iniziato una nuova carriera come infermiera nella sua comunità. &#8221;</p>
<p>Che Bezos fosse un personaggio illuminato non v&#8217;era dubbio. Qualche nostalgico (come il sottoscritto) potrebbe vedere in lui un degno erede del nostro <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adriano_Olivetti" target="_blank">Adriano Olivetti</a>.</p>
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		<title>&#8220;Un anno di Facebook. Duemilaquattordici&#8221; un esperimento di Storytelling</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 16:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
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					<description><![CDATA[Un anno di Facebook nasce dai contenuti di questo blog e dall&#8217;idea di sperimentare una forma più semplice per raccontare queste notizie. Temi che spesso possono apparire poco sexy e interessanti ai non addetti ai lavori.  Abbiamo immaginato le storie di vita di alcuni personaggi e descritto il loro rapporto con il Social Network più usato al mondo. A [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un anno di Facebook nasce dai contenuti di questo blog e dall&#8217;idea di sperimentare una forma più semplice per raccontare queste notizie. Temi che spesso possono apparire poco sexy e interessanti ai non addetti ai lavori. </em></p>
<p>Abbiamo immaginato le storie di vita di alcuni personaggi e descritto il loro rapporto con il Social Network più usato al mondo. A fare da contorno i principali <a title="I principali avvenimenti del 2014 - Raffaele Cirullo" href="https://cirullo.it/2014/" target="_blank">avvenimenti dello scorso anno</a> che hanno riguardato Facebook. Una pubblicazione che si legge tutta d&#8217;un fiato, realizzata grazie all&#8217;ottimo lavoro di <a title="Ornella Spagnulo" href="https://cronacadiunavitaintima.wordpress.com/" target="_blank">Ornella Spagnulo</a>.</p>
<p>Così vi potrete divertire con Pierpaolo, che di Facebook conosce poco o niente, ma gli serve per rilanciare la sua attività in crisi, oppure in Marika, che lo utilizza per tenersi in contatto con sua figlia da lontano, o in Leonardo, esperto studente di Scienze della Comunicazione, o ancora in Stefania, che vive con sentimenti alterni il suo rapporto con Facebook, oppure con Vincenzo, che sul Social riesce a costruirsi una reputazione.</p>
<p>Potete amare Facebook o odiarlo, ma se per qualche ragione volete approfondirne la storia recente questa può essere una divertente lettura. Per noi è stato un interessante esperimento.</p>
<p>L&#8217;eBook è disponibile su <a title="Un anno di Facebook. Duemilaquattordici" href="http://www.amazon.it/Un-anno-di-Facebook-Duemilaquattordici-ebook/dp/B00VF6C4T8/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1427815505&amp;sr=8-1&amp;keywords=un+anno+di+facebook.+duemilaquattordici" target="_blank">Amazon</a>, <a title="Un anno di Facebook. Duemilaquattordici" href="https://play.google.com/store/books/details/Ornella_Spagnulo_Un_anno_di_Facebook_Duemilaquatto?id=InCyBwAAQBAJ" target="_blank">Google Play</a> e su altri circuiti minori.</p>
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		<title>L’intervento dei tecnici Enel per un giovane attaccato a un macchinario salvavita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2015 15:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gruppo Enel]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[Oriolo Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnici Enel]]></category>
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					<description><![CDATA[L’intervento dei tecnici Enel e dei Carabinieri è stato decisivo per salvare la vita a un ragazzo di Oriolo Romano che vive attaccato a un macchinario salvavita  Un giovane di Oriolo Romano che vive attaccato a un macchinario salvavita ieri mattina ha rischiato di morire a causa del maltempo. A salvargli la vita, il pronto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><i>L’intervento dei tecnici Enel e dei Carabinieri è stato decisivo per salvare la vita a un ragazzo di Oriolo Romano che vive attaccato a un macchinario salvavita </i></p>
<p class="p2">Un giovane di Oriolo Romano che vive attaccato a un macchinario salvavita ieri mattina ha rischiato di morire a causa del maltempo. A salvargli la vita, il pronto intervento dei tecnici Enel e dei Carabinieri.</p>
<p>Alle 11 circa, è arrivata la segnalazione alla Centrale Operativa della Compagnia di Ronciglione in merito al non funzionamento della centrale elettrica dell’abitazione dove era installato un macchinario ospedaliero salvavita per un ragazzo affetto da una gravissima patologia.</p>
<p class="p1">La donna ha fatto presente che il macchinario aveva ancora un&#8217;ora e mezza di autonomia e che dopo il figlio avrebbe smesso di vivere.</p>
<p>Sono stati subito allertati i militari della Stazione di Oriolo Romano che, una volta giunti sul posto, si sono attivati mettendosi in contatto con i tecnici dell’Enel di Civita Castellana per reperire immediatamente un gruppo elettrogeno.</p>
<p class="p1">La ricerca del gruppo elettrogeno hanno dato esito positivo e i Carabinieri di Vejano sono riusciti a trasportarlo a Oriolo presso l&#8217;abitazione a soli trenta minuti dal termine dell&#8217;autonomia della macchina, mentre una squadra di tecnici Enel in brevissimo tempo ha ripristinato anche la centrale elettrica dell&#8217;abitazione.</p>
<p>Per i due tecnici Enel che hanno effettuato l’intervento, Paolo Cioccolini e Simone Verrocchia, entrambi di 33 anni, é stata una giornata da ricordare:</p>
<blockquote><p>Appena ci hanno spiegato la situazione, abbiamo fatto una corsa corso contro il tempo per raggiungere il luogo del guasto ed effettuare il ripristino in tempo record. Per realizzare l’intervento abbiamo dovuto tagliare grossi rami e piante che si erano abbattuti sulla linea elettrica a causa del maltempo. Siamo molto felici che tutto sia andato per il meglio.</p></blockquote>
<p>Leggi la notizia di <strong><a title="EnelSharing: l’intervento dei tecnici Enel salva un giovane a Oriolo Romano" href="http://enelsharing.enel.com/news/lintervento-dei-tecnici-enel-salva-giovane-oriolo-romano/" target="_blank">Enel Sharing</a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Uber scende a patti a Portland e sospende momentaneamente il servizio</title>
		<link>https://www.cirullo.it/2014/12/uber-scende-patti-portland-sospende-momentaneamente-il-servizio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2014 22:53:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Startup]]></category>
		<category><![CDATA[sharing economy]]></category>
		<category><![CDATA[Uber]]></category>
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					<description><![CDATA[Uber ha accettato di sospendere momentaneamente per tre mesi il servizio a Portland, Oregon. Per tre mesi Uber sospenderà il servizio, mentre i funzionari della città lavoreranno a nuove regole per i taxi. Tuttavia Uber manterrà attivo il servizio nella zona metropolitana di Portland. Ad annunciarlo è stata la società in un post sul suo blog. Questa è la prima [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uber ha accettato di sospendere momentaneamente per tre mesi il servizio a Portland, Oregon.</em></p>
<p>Per tre mesi Uber sospenderà il servizio, mentre i funzionari della città lavoreranno a nuove regole per i taxi. Tuttavia Uber manterrà attivo il servizio nella zona metropolitana di Portland.</p>
<p>Ad annunciarlo è stata la società in un <a href="http://blog.uber.com/ProgressPDX">post sul suo blog.</a> Questa è la prima volta che Uber sospende i suoi servizi su base volontaria in una città degli Stati Uniti. Ha dovuto sospendere il suo servizio a Las Vegas lo scorso novembre, dopo un ordine perentorio del Tribunale. Il sindaco di Portland ha detto che saranno definiti nuovi regolamenti dei taxi entro il 9 aprile 2015.</p>
<p>Se questa data non sarà rispettata, saranno automaticamente ammessi tutti i servizi auto come Uber. Vedremo se e quale mediazione troveranno i mediatori per Portland e Uber. Certo è che questo accordo potrebbe costituire un importante precedente.</p>
<p><a title="Join the conversation" href="https://cirullo.it/wp-admin/post.php?post=32848&amp;action=edit#respond"><strong>Join the conversation</strong></a></p>
<p><a title="Source: BusinessInsider.com" href="http://uk.businessinsider.com/uber-has-agreed-to-stop-operating-in-portland-for-three-months-2014-12" target="_blank"><strong>Source: BusinessInsider.com</strong></a></p>
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		<title>Yahoo pronta al sorpasso di Twitter nella pubblicità mobile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Dec 2014 11:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ads]]></category>
		<category><![CDATA[Marissa Mayer]]></category>
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					<description><![CDATA[Yahoo è pronta a superare Twitter e a diventare la terza più grande società di pubblicità sul mobile statunitense. Il sorpasso potrebbe arrivare già nel 2015, a conferma del grande lavoro di rafforzamento dell&#8217;azienda merito del CEO Marissa Mayer. Alla base della crescita della quota di mercato c&#8217;è un incontro che la signora Mayer ha tenuto nei primi mesi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Yahoo è pronta a superare Twitter e a diventare la terza più grande società di pubblicità sul mobile statunitense. Il sorpasso potrebbe arrivare già nel 2015, a conferma del grande lavoro di rafforzamento dell&#8217;azienda merito del CEO Marissa Mayer.</p>
<p>Alla base della crescita della quota di mercato c&#8217;è un incontro che la signora Mayer ha tenuto nei primi mesi del 2013 nel quartier generale di Yahoo in California. Lì, il CEO ha sfidato un team di dipendenti intimandoli di creare una nuova funzione di ads personalizzati per i dispositivi mobili e per il desktop, e ha dato loro 45 giorni di tempo per completarla.</p>
<p>Il gruppo, denominato &#8220;Moneyball&#8221;, ha risposto consegnando il nuovo servizio in 43 giorni. La tecnologia ha posto le basi per lo sforzo che sta aiutando a guidare la crescita di Yahoo nelle promozioni digitali su smartphone e tablet.</p>
<p><a title="Source: AdAge.com" href="http://adage.com/article/digital/yahoo-surpass-twitter-u-s-mobile-ads/296077/?utm_source=Digital&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+AdvertisingAge/Digital" target="_blank"><strong>Fonte: AdAge.com</strong></a></p>
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		<title>Lyft vs Uber. Ora è guerra di spionaggio.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 11:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[car sharing]]></category>
		<category><![CDATA[LYFT]]></category>
		<category><![CDATA[Uber]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo quanto riportato da Douglas MacMillan del Wall Street Journal LYFT, il principale rivale sul mercato di Uber, ha accusato un suo ex dirigente di aver condiviso alcuni segreti aziendali proprio con Uber. LYFT ha infatti intentato una causa contro il suo ex COO, Travis VanderZanden, colpevole secondo l&#8217;azienda di aver caricato una serie di documenti riservati sul suo Dropbox [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto riportato da Douglas MacMillan del Wall Street Journal LYFT, il principale rivale sul mercato di Uber, ha accusato un suo ex dirigente di aver condiviso alcuni segreti aziendali proprio con Uber.</p>
<p>LYFT ha infatti intentato una causa contro il suo ex COO, Travis VanderZanden, colpevole secondo l&#8217;azienda di aver caricato una serie di documenti riservati sul suo Dropbox personale durante l&#8217;ultimo mese di agosto. Tra i documenti &#8220;sottratti&#8221; erano inclusi dati finanziari e le informazioni sui prodotti futuri. VanderZanden, c&#8217;è da ricordarlo, è entrato a far parte della squadra di Uber a partire da ottobre.</p>
<p>LYFT ha appreso che VanderZanden avrebbe preso le informazioni quando di è accorta che il suo account personale Dropbox era legato al suo portatile aziendale.</p>
<p>Un portavoce di LYFT, interpellato da Business Insider, ha rilasciato la seguente dichiarazione: &#8220;Siamo delusi di dover ricorrere ai tribunali, ma questa situazione insolita non ci ha lasciato altra scelta che intraprendere le azioni legali necessarie per proteggere le nostre informazioni riservate. Siamo incredibilmente orgogliosi del nostro lavoro e della cultura alla base della nostra azienda per sostenere i conducenti, i passeggeri e l&#8217;intera comunità LYFT e non tollereremo questo tipo di comportamento&#8221;. Nessun commento fino ad ora invece da parte della dirigenza di Uber.</p>
<p><a title="Source: BusinessInsider.com" href="http://www.businessinsider.com/lyft-is-suing-a-former-exec-2014-11" target="_blank"><strong>Fonte: BusinessInsider.com</strong></a></p>
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		<title>Attenti a WireLurker, il malware in grado di attaccare i dispositivi Apple.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 10:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[iOS]]></category>
		<category><![CDATA[malware]]></category>
		<category><![CDATA[OS X]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[Una nuova famiglia di malware pronta a colpire i dispositivi Apple è stato scoperto nei giorni scorsi dal produttore di software per la sicurezza informatica Palo Alto Networks. Si chiama &#8220;WireLurker&#8221; e sarebbe in grado di colpire alcuni software presenti sull&#8217;OS X di Apple e sul sistema operativo mobile della stessa compagnia. WireLurker è in grado installare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una nuova famiglia di malware pronta a colpire i dispositivi Apple è stato scoperto nei giorni scorsi dal produttore di software per la sicurezza informatica Palo Alto Networks. Si chiama &#8220;WireLurker&#8221; e sarebbe in grado di colpire alcuni software presenti sull&#8217;OS X di Apple e sul sistema operativo mobile della stessa compagnia.</p>
<p>WireLurker è in grado installare applicazioni di terze parti potenzialmente dannose su iPhone e iPad. Al momento il malware sembra essere indirizzato solo ai consumatori in Cina, secondo quanto riporta il New York Times. Ma ciò non significa che non possa presto diventare un potenziale pericolo anche nel resto del mondo, visto che come ha dichiarato la Palo Alto Networks &#8220;il malware è, in scala, il più grande che abbiamo mai visto.&#8221;</p>
<p>Il malware è stato chiamato WireLurker a causa della grande capacità di installare le applicazioni dannose una volta entrato a contatto con i dispositivi della mela morsicata, fatto che sta preoccupando non poco gli esperti della sicurezza dell&#8217;azienda di Cupertino. Ryan Olson, il direttore di intelligence sulle minacce alle reti di Palo Alto, ha detto preoccupato al New York Times: &#8220;Anche se una cosa del genere non era mai capitata prima, potrebbe far pensare a un sacco di potenziali hacker come questo possa essere un metodo utilizzabile per rompere il guscio che Apple ha costruito intorno ai suoi dispositivi iOS&#8221;.</p>
<p>In un comunicato, Apple ha però voluto rassicurare i suoi utenti: &#8220;Siamo consapevoli della presenza di software potenzialmente dannosi a disposizione su un sito di download e rivolto agli utenti in Cina. Abbiamo già provveduto a bloccare le applicazioni per impedire loro l&#8217;accesso ai dispositivi ma, come sempre, consigliamo agli utenti di scaricare e installare software solamente da fonti attendibili e certificate&#8221;.</p>
<p><a title="Source: BusinessInsider.com" href="http://www.businessinsider.com/apple-products-are-under-attack-by-a-vicious-new-malware-called-wirelurker-2014-11" target="_blank"><strong>Fonte: BusinessInsider.com</strong></a></p>
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		<title>6 estensioni browser per migliorare la propria esperienza su Facebook</title>
		<link>https://www.cirullo.it/2014/11/6-estensioni-browser-migliorare-la-propria-esperienza-su-facebook/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2014 11:50:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[estensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
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					<description><![CDATA[Con l&#8217;aiuto di estensioni offerte dai browser più comuni è possibile migliorare la propria esperienza d&#8217;uso dei social network spostando la gestione dei contenuti anche fuori dagli stessi. Con alcuni piccoli passaggi è possibile ad esempio leggere i feed di notizie, inviare messaggi ad amici e gli aggiornamenti di stato direttamente dalla barra degli strumenti del browser. Le estensioni possono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;aiuto di estensioni offerte dai browser più comuni è possibile migliorare la propria esperienza d&#8217;uso dei social network spostando la gestione dei contenuti anche fuori dagli stessi. Con alcuni piccoli passaggi è possibile ad esempio leggere i feed di notizie, inviare messaggi ad amici e gli aggiornamenti di stato direttamente dalla barra degli strumenti del browser. Le estensioni possono anche migliorare l&#8217;esperienza sul sito stesso di Facebook: citiamo ad esempio Photo Zoom, in grado di ingrandire una foto semplicemente passandoci sopra con il cursore. Ma vediamo insieme un elenco delle sei principali estensioni suggerite da Mashable.</p>
<h2>Social Fixer</h2>
<p><a href="http://www.socialfixer.com" target="_blank">Social Fixer</a> è disponibile come estensione per tutti i principali browser tranne Internet Explorer. In passato, prima che Zuckerberg scomodasse i suoi avvocati era chiamato &#8220;Better Facebook&#8221;, ma anche con il suo nome nuovo continua a svolgere un ottimo lavoro. Social Fixer è in grado infatti di filtrare il proprio News Feed, nascondendo ad esempio gli status già letti o alcune delle parti della pagina principale che non si vogliono più visualizzare (come le notifiche di compleanno). L&#8217;estensione consente inoltre di personalizzare la barra degli strumenti e aumentare la dimensione del carattere.</p>
<h2>Photo Zoom</h2>
<p>Disponibile per <a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/photo-zoom-for-facebook/elioihkkcdgakfbahdoddophfngopipi" target="_blank">Chrome</a>, ingrandisce ogni immagine di Facebook su cui si sposta il cursore, ha 62.140 recensioni nel Chrome Web Store con una valutazione media di cinque stelle. Non è l&#8217;unica estensione che svolge questo &#8220;lavoro&#8221;, ma è sicuramente la migliore.</p>
<h2>Adblock Plus</h2>
<p><a href="https://adblockplus.org/" target="_blank">Adblock Plus</a> è il più noto strumento a disposizione per bloccare gli ads sulle proprie pagine. Disponibile per Chrome, Firefox, Safari e Internet Explorer, elimina i banner e pop-up da Facebook. L&#8217;estensione lavora anche bloccando le finestre pop-up che richiedono l&#8217;iscrizione alle pagine fa di altri siti internet.</p>
<h2>Hootlet</h2>
<p><a href="http://www.hootlet.com/?utm_source=hootsuite+central+website&amp;utm_medium=internal&amp;utm_campaign=hootsuite+extension+page+link" target="_blank">Hootlet</a> è un&#8217;estensione per Chrome e Firefox dal servizio Hootsuite, il miglior strumento per l&#8217;integrazione di diverse piattaforme di social media in un&#8217;unica dashboard. Con l&#8217;estensione Hootlet non sarà più necessario navigare sul sito di Hootsuite, ma basteranno un paio di clic direttamente dal browser per condividere i propri post su Facebook.</p>
<h2>Facebook for Chorme</h2>
<p><a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/facebook-for-chrome/gdalhedleemkkdjddjgfjmcnbpejpapp?hl=en" target="_blank">Facebook for Chrome</a> è una estensione in grado di offrire un&#8217;ampia gamma di funzioni. È possibile visualizzare il News Feed e le notifiche, inviare un aggiornamento di stato, visualizzare e inviare messaggi dalla casella di posta. L&#8217;interfaccia è estremamente semplice, ed è disponibile direttamente nella barra degli strumenti del browser.</p>
<h2>Photon</h2>
<p>Disponibile solo per Chrome, <a href="https://chrome.google.com/webstore/detail/photon-facebook-photo-edi/ihhdcjefkafghalpbdjebmfnjbgfgkpo" target="_blank">Photon</a> aggiunge un menu nelle foto di Facebook che consente di scaricarle, condividerle e modificarle. La funzione di modifica apre un menu pop-up che include una serie di strumenti simili a quelli offerti da Instagram.</p>
<p><a title="Source: Mashable.com" href="http://feeds.mashable.com/~r/Mashable/SocialMedia/~3/CIRnvCdg4sc/" target="_blank"><strong>Fonte: Mashable.com</strong></a></p>
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		<title>Starace: per creare sviluppo e valore serve innovazione e sostenibilità</title>
		<link>https://www.cirullo.it/2014/10/starace-creare-sviluppo-valore-serve-innovazione-sostenibilita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 12:21:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gruppo Enel]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Amministratore Delegato del Gruppo Enel, ha delineato la strategia futura dell’azienda descrivendo uno scenario di grande evoluzione Enel punterà decisamente su innovazione, efficienza operativa e sostenibilità. Valorizzeremo il patrimonio di capacità, esperienze ed eccellenze per mantenere i più alti livelli di competitività e redditività. Tutto questo a fronte dei grandi cambiamenti che interessano l’economia e il mondo dell’energia. Enel è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Amministratore Delegato del Gruppo Enel, ha delineato la strategia futura dell’azienda descrivendo uno scenario di grande evoluzione</em></p>
<p><a href="https://cirullo.it/wp-content/uploads/2014/10/Francesco-Starace-Ceo-Enel-01.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-31076" src="https://cirullo.it/wp-content/uploads/2014/10/Francesco-Starace-Ceo-Enel-01-300x360.png" alt="Francesco Starace" width="300" height="360" /></a>Enel punterà decisamente su <strong>innovazione</strong>, <strong>efficienza operativa</strong> e <strong>sostenibilità</strong>.</p>
<blockquote><p>Valorizzeremo il patrimonio di capacità, esperienze ed eccellenze per mantenere i più alti livelli di competitività e redditività. Tutto questo a fronte dei grandi cambiamenti che interessano l’economia e il mondo dell’energia.</p>
<p>Enel è industria allo stato puro. Questo siamo e questo saremo.</p></blockquote>
<p>Così <strong>Francesco Starace</strong>, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Enel, descrive le strategie dell’azienda.</p>
<blockquote><p>Il nostro gruppo possiede un know-how industriale con radici profondissime: un bagaglio di competenze sul quale sia l’Italia che l’Europa possono contare.</p></blockquote>
<p>Un&#8217;evoluzione che interesserà tutto il settore energetico mondiale e che in Italia è già iniziata.</p>
<blockquote><p>Nell’industria elettrica italiana convergono <strong>quattro fattori di modernità</strong>: la digitalizzazione della rete di distribuzione, una generazione distribuita con centinaia di migliaia di impianti che producono, una crescente importanza dell’efficienza energetica, l’avvento della mobilità elettrica. In nessun altro Paese è così. Dobbiamo proseguire su questa strada: impianti rinnovabili di varia dimensione e reti sempre più intelligenti.</p></blockquote>
<p>Starace auspica che, con la ripresa dell’economia, possa verificarsi un aumento dei consumi energetici.</p>
<blockquote><p>Il programma di riduzione del debito prosegue, ma bisogna guardare oltre. Il nostro obiettivo è raggiungere il target di 4.4 miliardi di euro dismissioni entro l’anno, individuando un potenziale più ampio dal quale selezionare gli asset da mettere sul mercato in un’unica operazione.</p></blockquote>
<p>Conferma che il Gruppo continuerà a muoversi sui mercati internazionali e in particolare nei Paesi emergenti.</p>
<blockquote><p>Da parte nostra c’è una concentrazione particolare sull’America Latina, Messico compreso, sotto tutti i punti di vista: rinnovabili, tradizionali e distribuzione. Ma in parallelo metteremo a frutto nuovi progetti anche in Africa, che offre situazioni di grande interesse in molti Paesi.</p></blockquote>
<p>Starace ha poi concluso</p>
<blockquote><p>la valenza industriale di Enel si caratterizzerà sempre più per la sua componente tecnologica avanzata. È solo così che si creano sviluppo e valore.</p></blockquote>
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		<title>Il nuovo album di Taylor Swift in offerta a 1 dollaro per gli utenti Windows</title>
		<link>https://www.cirullo.it/2014/10/il-nuovo-album-di-taylor-swift-offera-1-dollaro-gli-utenti-windows/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 09:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Spotify]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è una piacevole novità per tutti i fan di Taylor Swift, l&#8217;attrice e cantante statunitense che ha lanciato lunedì il suo quinto album: &#8220;1989&#8221;. Il nuovo disco della Swift è infatti disponibile a 0,99 dollari per tutti gli utenti cha abbiamo almeno una versione di Windows 8 grazie all&#8217;offerta speciale della app Music Deals. L&#8217;applicazione offrirà &#8220;1989&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una piacevole novità per tutti i fan di Taylor Swift, l&#8217;attrice e cantante statunitense che ha lanciato lunedì il suo quinto album: &#8220;1989&#8221;.</p>
<p>Il nuovo disco della Swift è infatti disponibile a 0,99 dollari per tutti gli utenti cha abbiamo almeno una versione di Windows 8 grazie all&#8217;offerta speciale della app Music Deals. L&#8217;applicazione offrirà &#8220;1989&#8221; a questo prezzo fino al 3 novembre, mentre su iTunes Store avrà il pezzo di 12,99 dollari. Un&#8217;offerta destinata dunque solo agli utenti Windows e che lascia fuori tutti gli appassionati Apple. Il disco verrà scaricato dall&#8217;applicazione in formato MP3 e l&#8217;offerta rientra in un piano a lungo termine di Microsoft, che è intenzionata, nelle prossime settimane, a rilasciare diversi dischi con questa stessa modalità. In pratica ogni settimana su Music Deals ci sarà una novità a 1 dollaro e altri 100 dischi a 1,99.</p>
<p>C&#8217;è da dire inoltre che al momento &#8220;1989&#8221; non è ancora disponibile per lo streaming su Spotify, un motivo in più per spingere i fan a sfruttare la grande opzione offerta da Microsoft.</p>
<p><a title="Source: BusinessInsider.com" href="http://www.businessinsider.com/how-to-legally-download-taylor-swifts-1989-album-for-a-dollar-2014-10" target="_blank"><strong>Fonte: BusinessInsider.com</strong></a></p>
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		<title>Aggiornamento Facebook. Le foto escono dagli album per creare nuove &#8220;storie&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2014 10:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>
		<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[Zuckerberg]]></category>
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					<description><![CDATA[Facebook ha implementato ieri un nuovo aggiornamento della sua applicazione che aggiunge un nuovo modo di organizzare e pubblicare i piccoli gruppi di foto dallo smartphone in modo molto più rapido. Con l&#8217;aggiornamento, quando gli utenti caricheranno più foto dalla app per iPhone o Android, l&#8217;applicazione genererà una rapida anteprima di come verranno visualizzate le foto. Gli utenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Facebook ha implementato ieri un nuovo aggiornamento della sua applicazione che aggiunge un nuovo modo di organizzare e pubblicare i piccoli gruppi di foto dallo smartphone in modo molto più rapido.</p>
<p>Con l&#8217;aggiornamento, quando gli utenti caricheranno più foto dalla app per iPhone o Android, l&#8217;applicazione genererà una rapida anteprima di come verranno visualizzate le foto. Gli utenti potranno quindi modificare l&#8217;ordine in cui le immagini vengono visualizzate tenendo premuto su una foto e trascinandola in una nuova posizione. Fino ad ora infatti, gli utenti potevano modificare l&#8217;ordine delle foto in un album solo dal sito web di Facebook, e avevano invece poco controllo dalla app.</p>
<p>La scelta di Faecbook è da leggere nella direzione che ha scelto il social network già da un po&#8217; di tempo a questa parte, e cioè quella di rendere la sua piattaforma un vero e proprio spazio dove raccontare i momenti della propria vita e non solo un archivio in cui inserire album con centinaia di foto. Il tutto potrebbe apparire come una differenza non troppo significativa, ma l&#8217;azienda ritiene che proponendo un approccio più curato alla pubblicazione possa coinvolgere maggiormente gli utenti anche a curare i propri contenuti.</p>
<p>In particolare, il nuovo metodo di caricamento delle foto &#8211; quello che Facebook ha definito &#8220;storie&#8221; &#8211; è diverso rispetto alla creazione di un album. Anche se queste storie infatti vengono visualizzati nella scheda &#8220;Le tue foto&#8221;, esse non appariranno negli album, ma saranno evidenziate nella condivisione in tempo reale.</p>
<p><a title="Source: Mashable.com" href="http://feeds.mashable.com/~r/Mashable/SocialMedia/~3/JuyngW_gcmA/" target="_blank"><strong>Fonte: Mashable.com</strong></a></p>
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		<title>Le app, gratuite, che non possono mancare sul tuo iPad</title>
		<link>https://www.cirullo.it/2014/10/le-app-gratuite-che-possono-mancare-sul-tuo-ipad/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 10:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando Apple ha presentato il suo nuovo iPad all&#8217;inizio del mese, l&#8217;azienda di Cupertino ha annunciato di poter vantarsi di 675.000 applicazioni ottimizzate per il dispositivo nel suo App Store. Un numero elevatissimo da cui scegliere quelle che fanno per noi, ma ce ne sono alcune basilari che assolutamente non possono mancare sul vostro device. Le prime suggerite da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Apple ha presentato il suo nuovo iPad all&#8217;inizio del mese, l&#8217;azienda di Cupertino ha annunciato di poter vantarsi di 675.000 applicazioni ottimizzate per il dispositivo nel suo App Store. Un numero elevatissimo da cui scegliere quelle che fanno per noi, ma ce ne sono alcune basilari che assolutamente non possono mancare sul vostro device. Le prime suggerite da Business Insider, tutte gratuite, le trovate in questo elenco.</p>
<h2>Paper</h2>
<p>Paper è una &#8220;must-have app&#8221; per gli artisti. L&#8217;applicazione viene fornita con una varietà di pennelli e matite da scegliere, anche se avrete bisogno di acquistarne altri all&#8217;interno della app se siete stanchi del set corrente. È anche possibile memorizzare tonnellate di immagini e schizzi in diversi taccuini virtuali all&#8217;interno della app.</p>
<h2>Evernote</h2>
<p>Evernote è certamente una tra le migliori applicazioni per prendere appunti. Se si utilizza l&#8217;iPad in classe o per lavoro, Evernote saprà organizzare per bene attraverso un indice tutti i contenuti. Basti pensare che il giornalista di Business Insider Nicholas Carlson ha scritto un intero libro utilizzandola. Oltre a prendere appunti, è anche possibile memorizzare foto, pagine web, file PDF e altro ancora.</p>
<h2>Google Drive</h2>
<p>Se si vuole utilizzare l&#8217;iPad per lavoro senza essere costretti ad acquistare Office, Google Drive è una valida alternativa gratuita. Non è così avanzato come Office 365, ma con Drive sarete in grado di creare e modificare documenti testuali, fogli di calcolo e memorizzare foto. Tutto ciò che si crea sarà memorizzato in Google Drive, il che significa che sarà possibile accedere ai documenti creati ovunque e semplicemente accedendo al proprio account Google.</p>
<h2>Yahoo News Digest</h2>
<p>News Digest di Yahoo è tra le novità più importanti. Il design è curato a livello di immagini e colori, e rende un&#8217;esperienza d&#8217;uso più piacevole. Yahoo News Digest manda due alert ogni giorno, composti da articoli provenienti dalle diverse fonti scelte.</p>
<h2>Skype</h2>
<p>Skype è, come sappiamo, uno dei migliori modi per tenersi in contatto, ed è completamente gratuito se si chiama un altro utente Skype.</p>
<h2>Twitterific</h2>
<p>Se siete un utente appassionato di Twitter, è probabile che utilizzi servizi di terze parti per organizzare il tuo feed Twitter. Twitterific permette una maggiore personalizzazione rispetto alla app standard di Twitter ed è dotato di caratteristiche extra come la possibilità di gestire più account.</p>
<h2>Replay Video Editor</h2>
<p>Replay Video Editor è un&#8217;applicazione semplice, facile da usare che consente di aggiungere testo, musica e stili diversi ai video e le foto del Rullino fotografico. È anche possibile caricare i video modificati su Facebook, YouTube, Twitter, Instagram o direttamente dalla app. Apple ha promesso che sarete in grado di modificare ancora più velocemente video e immagini sul nuovo iPad Air.</p>
<p><a title="Source: BusinessInsider.com" href="http://www.businessinsider.com/best-ipad-apps-2014-10" target="_blank"><strong>Fonte: BusinessInsider.com</strong></a></p>
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		<title>Google presenta la nuova app Inbox. Come cambia la lettura delle e-mail.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 10:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[E-mail Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[gmail]]></category>
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					<description><![CDATA[Google ha rilasciato ieri una nuova applicazione di posta elettronica denominata Inbox che può essere meglio descritta come Gmail-lite. Inbox prende in prestito alcune delle caratteristiche di Gmail come la priorità per i messaggi più importanti e lascia fuori gli altri, come gli annunci. &#8220;Il nostro team è focalizzato sullo sviluppo del prodotto, e non ci sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Google ha rilasciato ieri una nuova applicazione di posta elettronica denominata Inbox che può essere meglio descritta come Gmail-lite. Inbox prende in prestito alcune delle caratteristiche di Gmail come la priorità per i messaggi più importanti e lascia fuori gli altri, come gli annunci.</p>
<p>&#8220;Il nostro team è focalizzato sullo sviluppo del prodotto, e non ci sono annunci pubblicitari in Inbox in questo momento&#8221;, ha detto un portavoce di Google. Tuttavia, i messaggi pubblicitari non saranno del tutto bloccati nella nuova app. Il portavoce ha detto che le email provenienti dai brand non appariranno in Inbox, ma saranno separate in una particolare fascia &#8220;Promotions&#8221;, del tutto simile alla scheda Promozioni che Gmail ha introdotto lo scorso anno.</p>
<p>I cosiddetti &#8220;pacchetti&#8221; sono una caratteristica fondamentale di Inbox, che raggruppa le email in categorie come Finanza, Viaggi e Social per ridurre il tempo necessario nel trovare i messaggi più importanti. Ad esempio, la sezione Finanza potrà contenere le fatture inviate via email.</p>
<p>Ma l&#8217;intento di fondo di Inbox sembra essere quello di eliminare la necessità di aprire a tutti i costi una e-mail. Il servizio infatti sarà in grado di tirar fuori da solo e in automatico dati come numeri di telefono, informazioni sui voli o allegati da un e-mail e li evidenzierà all&#8217;interno della app. Inbox, insomma, sarà in grado di setacciare le e-mail per fornire un servizio più simile a un organizer.</p>
<p>&#8220;Per esempio, se si scrive un promemoria per chiamare il negozio di ferramenta, Inbox sarà in grado di fornire il numero di telefono del negozio e ti dirà se è aperto. O, se si effettua una prenotazione on-line per un ristorante, Inbox aggiungerà una mappa nella mail di conferma&#8221;, si legge nel post sul blog di Google che annuncia l&#8217;arrivo della app.</p>
<p>Certo, riducendo la necessità di aprire una e-mail al fine di accedere alle informazioni di cui hanno bisogno le persone, Inbox può ridurre i tassi di apertura nell&#8217;e-mail marketing. Ma calcolando il valore effettivo di tali comunicazioni, ridurrà anche la probabilità che le persone cancellino i messaggi o si cancellino dalle mailing list dei brand.</p>
<p>Inbox è disponibile come applicazione su iOS di Apple o Android di Google. Gli utenti possono anche utilizzarla sul desktop con Chrome di Google. Ma, come nella fase roll-out di Gmail, ci sarà prima bisogno di un invito da parte di un amico.</p>
<p><a title="Source: AdAge.com" href="http://adage.com/article/digital/google-s-email-app-ads-bundle-brands-emails/295522/?utm_source=Digital&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+AdvertisingAge/Digital" target="_blank"><strong>Fonte: AdAge.com</strong></a></p>
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		<title>I rischi concreti nell&#8217;uso di immagini di Getty Images per il proprio blog.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 08:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[photo sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[Che cosa può succedere alle persone che postano immagini di cui non hanno i diritti sul proprio blog o sito web? In molti casi, la ricaduta potrebbe essere più dura di quanto si immagini: Getty Images ad esempio, basandosi su un software che scova sul web le proprie immagini pubblicate senza autorizzazione, identifica i responsabili e li minaccia di azioni legali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa può succedere alle persone che postano immagini di cui non hanno i diritti sul proprio blog o sito web? In molti casi, la ricaduta potrebbe essere più dura di quanto si immagini: Getty Images ad esempio, basandosi su un software che scova sul web le proprie immagini pubblicate senza autorizzazione, identifica i responsabili e li minaccia di azioni legali fino a che non decidono di pagare. A quel punto, la persona in questione riceve una licenza e, in alcuni casi, anche un pacchetto promozionale di immagini. Le tecniche di &#8220;polizia&#8221; di Getty Images hanno fatto dell&#8217;azienda una di quelle più temute, e meno amate, sul web. Così ora sembra che l&#8217;intenzione della proprietà sia quella di cambiare prospettiva.</p>
<p>&#8220;Le nostre politiche di contrasto stanno cambiando&#8221;, ha detto il consigliere generale John Lapham. &#8220;Abbiamo cambiato il programma per rimuovere penalità e commissioni&#8221;. Secondo Lapham, Getty avrebbe ad esempio ridotto il numero complessivo di lettere inviate agli utenti per raccogliere le &#8220;penalties&#8221; in aggiunta ai costi di licenza ordinaria. Lapham ha aggiunto che Getty è ora in grado di distinguere anche tra pirati palesi e &#8220;clienti che fanno un errore&#8221;.</p>
<p>Il nuovo approccio di Getty, però, si sta rivelando una magra consolazione per quei &#8220;clienti&#8221; che continuano a ricevere richieste di liquidazione dalla società, e che non può apprezzare la nuova distinzione di Getty tra &#8220;sanzioni&#8221; e diritti di licenza regolare.</p>
<p>Una cliente che di recente ha dovuto pagare centinaia di dollari a Getty per l&#8217;utilizzo di quella che credeva fosse un&#8217;immagine liberamente disponibile sul suo blog infatti, ha fatto notare come il pagamento richiesto sembrasse una &#8220;tassa di estorsione&#8221;. La persona, che ha condiviso pubblicamente l&#8217;email da Getty, ha aggiunto che il canone pagato le ha &#8220;concesso&#8221; il diritto ad uno stock di 5 immagini free da Thinkstock, il servizio di foto royalty-free di Getty &#8211; come a dire oltre il danno la beffa.</p>
<p><a title="Source: GigaOm.com" href="https://gigaom.com/2014/10/21/getty-images-claims-to-turn-away-from-controversial-copyright-tactics-but-critics-remain/" target="_blank"><strong>Fonte: GigaOm.com</strong></a></p>
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		<title>Spotify: in un nuovo abbonamento unico spazio a tutta la famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2014 10:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Streaming]]></category>
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					<description><![CDATA[Spotify darà ai propri abbonati Premium la possibilità di aggiungere fino a quattro account per i membri della propria famiglia, il tutto gestito attraverso un solo conto di fatturazione. La funzione Spotify Family annunciata ieri non sarà completamente gratuita ed offrirà contenuti extra a metà prezzo, ma permetterà certo ai familiari con differenti gusti di tenere una modalità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Spotify darà ai propri abbonati Premium la possibilità di aggiungere fino a quattro account per i membri della propria famiglia, il tutto gestito attraverso un solo conto di fatturazione.</p>
<p>La funzione Spotify Family annunciata ieri non sarà completamente gratuita ed offrirà contenuti extra a metà prezzo, ma permetterà certo ai familiari con differenti gusti di tenere una modalità d&#8217;ascolto separata, con playlist e account diversificati ma che potranno essere utilizzati contemporaneamente attraverso più accessi.</p>
<p>Secondo il direttore dei contenuti di Spotify Ken Parks, questa è una delle richieste più pressanti che arrivano dai consumer. Il servizio rivale di musica in streaming Rdio, ad esempio, ha già offerto un piano famiglia prima di Spotify, aggiungendo sconti sui conti aggiuntivi all&#8217;interno di una famiglia.</p>
<p>Con Rdio, tre account di un piano famiglia costano 22,99 dollari e Spotify ha deciso di essere più aggressiva nei prezzi partendo da 19,98 dollari (un account principale a 9,99 dollari più due a metà prezzo)</p>
<p>I tempi di lancio, a livello mondiale, sono stimati in poche settimane a partire da oggi.</p>
<p><a title="Source: GigaOm.com" href="https://gigaom.com/2014/10/20/spotify-launches-family-plan-offering-up-to-four-extra-accounts-at-50-percent-discount/" target="_blank"><strong>Fonte: GigaOm.com</strong></a></p>
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		<title>In Corea i mondiali di League of Legends valgono 1 milione di dollari.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 09:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Corea]]></category>
		<category><![CDATA[Newzoo]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;League of Legends&#8221;, uno dei videogame più popolari al mondo, ha vissuto il suo più alto momento di popolarità sabato scorso, quando si è svolta a Seul la finale dei campionati mondiali. Sì, perché di League of Legend esiste appunto anche un campionato in grado di coinvolgere milioni di utenti e la finale assoluta metteva in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;League of Legends&#8221;, uno dei videogame più popolari al mondo, ha vissuto il suo più alto momento di popolarità sabato scorso, quando si è svolta a Seul la finale dei campionati mondiali. Sì, perché di League of Legend esiste appunto anche un campionato in grado di coinvolgere milioni di utenti e la finale assoluta metteva in palio un premio finale di 1 milione di dollari.</p>
<p>Altro dato incredibile a livello di numeri è la location in cui si è svolto il campionato: parliamo dello stadio di Seul, costruito per il Mondiale di calcio del 2002. Lo stadio è stato riempito nei 45.000 posti disponibili ed in più, l&#8217;evento è stato seguito online da altri milioni di spettatori in tutto il mondo. A portarsi a casa il premio da 1 milione di dollari e il trofeo da 70 libbre (chiamato Coppa del Summoner), è stata la squadra coreana del Samsung White, chiamata così dopo che il gigante tecnologico ha deciso di sponsorizzare la squadra. La finale è stata vinta contro la squadra dello Star Horn Royal Club, composta da tre giocatori provenienti dalla Cina, dalla Corea, e da Hong Kong, tutti tra i 17 e i 21 anni.</p>
<p>In Corea, League of Legends ha addirittura un proprio canale televisivo e i giocatori si allenano quotidianamente come se fosse uno sport vero e proprio. Non è un caso quindi che 7 persone su 10 di quelle che hanno disputato le fasi finali dei mondiali provengano dal paese asiatico.</p>
<p>&#8220;La maggior parte dei più grandi campionati che si svolgono in questo campo sono vinti da cinesi e coreani, semplicemente perché il numero di giocatori professionisti è molto esteso. È più difficile che questo succeda in Occidente ovviamente&#8221;, ha detto l&#8217;amministratore delegato di Newzoo, società di ricerche di mercato per l&#8217;industria del gioco, Peter Warman.</p>
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		<title>Zuckerberg vuole lo smartphone Facebook-centrico e ci riprova con Samsung</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 09:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook Home]]></category>
		<category><![CDATA[Oculus]]></category>
		<category><![CDATA[Samsung]]></category>
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					<description><![CDATA[Zuckerberg non sembra intenzionato ancora a rinunciare all&#8217;idea di avere uno smartphone targato Facebook. Secondo quanto riportato infatti dai giornali coreani The Korean Herald e The Korea Times, il fondatore del social network per eccellenza sarebbe in trattativa con Samsung in merito appunto alla possibile creazione di un nuovo smartphone. Secondo quanto riportato dalle due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Zuckerberg non sembra intenzionato ancora a rinunciare all&#8217;idea di avere uno smartphone targato Facebook. Secondo quanto riportato infatti dai giornali coreani The Korean Herald e The Korea Times, il fondatore del social network per eccellenza sarebbe in trattativa con Samsung in merito appunto alla possibile creazione di un nuovo smartphone.</p>
<p>Secondo quanto riportato dalle due testate locali, il CEO di Facebook, accompagnato da Sheryl Sandberg, avrebbe incontrato nei giorni scorsi il vice presidente di Samsung Electronics Lee Jay-yong presso la sede dell&#8217;azienda a Seoul.</p>
<p>Le voci di un telefono firmato Facebook esistono ormai da anni in effetti. E qualche tentativo di telefono Facebook-centrico è già stato fatto: pensiamo all&#8217;HTC ChaCha, che è caratterizzato da un pulsante fisico di Facebook per una rapida pubblicazione sul social network, o all&#8217;HTC First, che ha incluso il sistema operativo Facebook Home. Ma tutto ciò non è bastato ancora a far decollare l&#8217;idea originale di Zuckerberg e la collaborazione con Samsung potrebbe portare risultati ottimali in questa direzione.</p>
<p>Le due società, tra l&#8217;altro, stanno già lavorando insieme visto che Oculus, la compagnia di realtà virtuale acquistata da Facebook nei mesi scorsi si appoggia proprio su Samsung per dotare i propri hardware della tecnologia necessaria. Potrà bastare questo a gettare le basi di una più proficua collaborazione che conceda a Zuckerberg di togliersi l&#8217;ennesimo sfizio sul mercato?</p>
<p><strong><a title="Fonte: BusinessInsider.com" href="http://www.businessinsider.com/are-facebook-and-samsung-making-a-phone-2014-10" target="_blank">Fonte: BusinessInsider.com</a></strong></p>
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		<title>iBillionaire, l&#8217;app che suggerisce i giusti investimenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Cirullo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 10:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Fatto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Warren Buffett]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando Warren Buffett, colui che è definito come l&#8217;oracolo di Obama, parla degli investimenti, tutti pendono dalle sue labbra. Ora, tutti gli appassionati e gli esperti del settore saranno contenti di sapere che è disponibile una nuova applicazione in grado di generare un flusso costante di informazioni a riguardo. È nata infatti iBillionaire, una app che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando Warren Buffett, colui che è definito come l&#8217;oracolo di Obama, parla degli investimenti, tutti pendono dalle sue labbra.<br />
Ora, tutti gli appassionati e gli esperti del settore saranno contenti di sapere che è disponibile una nuova applicazione in grado di generare un flusso costante di informazioni a riguardo. È nata infatti iBillionaire, una app che elenca le idee e i progetti di personaggi come Buffet e altri, tra cui Carl Icahn, George Soros, e Ray Dalio.</p>
<p>&#8220;Il mercato azionario è volatile&#8221;, ha dichiarato il co-fondatore e CEO di iBillionaire Raul Moreno. &#8220;Una delle nostre missioni è così quella di aiutare gli investitori a prendere le giuste decisioni. E abbiamo pensato che nessuno è in grado, più dei grandi del settore, di aiutare il singolo in questo processo&#8221;.</p>
<p>Questo è quello che iBillionaire si propone di fare. Monitorando l&#8217;attività di miliardari scelti sia per le loro comprovate capacità di far bene nel lungo periodo che per il loro status di leader nel pensiero dell&#8217;industria, l&#8217;applicazione fornisce un flusso costante di informazioni sui loro investimenti.</p>
<p>Sono informazioni provenienti da documenti accessibili pubblicamente che chiunque poteva già procurarsi, e iBillionaire li raccoglie e cataloga secondo le proprie esigenze.</p>
<p>L&#8217;applicazione ha raggiunto finora i 160.000 download a livello mondiale, e il 90% di questi download sono stati eseguiti da singoli investitori. Il restante 10% è rappresentato da consulenti finanziari.</p>
<p><a title="Source: BusinessInsider.com" href="http://www.businessinsider.com/ibillionaire-investing-app-2014-10" target="_blank"><strong>Fonte: BusinessInsider.com</strong></a></p>
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