<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-32832492</atom:id><lastBuildDate>Wed, 13 Mar 2024 21:51:19 +0000</lastBuildDate><title>Cisterna</title><description>&lt;b&gt;Cisterna &lt;/b&gt;&lt;br&gt;&#xa;Probabilmente dal latino &lt;br&gt;&#xa;&lt;i&gt;cis&lt;/i&gt; (sotto)  &#xa;&lt;i&gt;terra&lt;/i&gt; (terra)&lt;br&gt;&#xa;Ovvero la parte inattesa di ciò che gli anglosassoni definiscono &lt;i&gt;underground&lt;/i&gt;</description><link>http://cisternae.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Unknown)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>140</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-7883393974874974194</guid><pubDate>Tue, 24 Jan 2012 17:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-24T18:06:03.522+01:00</atom:updated><title>Stessa spiaggia. Stesso mare.</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiD2r1ViWu9Nm92CxpS31hkSY7xDBEesE5C7e7e4-kYuNNMaKTkPTH9fpV96OjxhNG5tzFrOdAvFACtcxBOTMb_CFjtcNP3_avkf-ruvvY-MSU2Lc9UkWFnFDulzUvnfr63oJ_U/s1600/spiaggia60_1024.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;207&quot; width=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiD2r1ViWu9Nm92CxpS31hkSY7xDBEesE5C7e7e4-kYuNNMaKTkPTH9fpV96OjxhNG5tzFrOdAvFACtcxBOTMb_CFjtcNP3_avkf-ruvvY-MSU2Lc9UkWFnFDulzUvnfr63oJ_U/s320/spiaggia60_1024.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;b&gt;BOOM&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
Il boom economico e l&#39;estate al mare. Le grandi famiglie che pranzano in spiaggia. I bambini che gridano felici. Rumore di onde. Profumo di salsedine.&lt;br&gt;
&lt;i&gt;-Mamma famm&#39; anna&#39;... vuliss&#39; fa obbaggn...&lt;br&gt;
-France&#39;, hai fernuto ora di manciare. Teni d&#39;ashpetta&#39; tre ore. TRE ORE.&lt;br&gt;
-Mamma&#39;... gli amici miei fann&#39; obbaggn... io... io...&lt;b&gt;tengo d&#39;anna&#39;&lt;/b&gt;&#39;&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;b&gt;SCHIAFF&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Shcreanzato! Sfacimm&#39;e bambine. Quann&#39; arriva papa&#39; t&#39;insegna l&#39;educazione con la cinta...&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
Fermo davanti alla mamma, Francesco trattiene le lacrime. La guancia gli brucia. Non resiste. Gli scende una lacrima in silenzio, poi l&#39;esplosione. Un pianto acuto e isterico.&lt;br&gt;
Che figura di merda. Tutti gli altri bambini lo guardano. Quelli più grandi gli ridono in faccia. Maria, la bambina tanto bella che viene dal nord, ha abbassato lo sguardo.&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Cheffiguradimmerda&lt;/i&gt; pensa Francesco mentre non riesce a trattenere il pianto. Tira su col naso e pensa &lt;i&gt;mai piu&#39;... MAI PIU&#39;&lt;/i&gt;.&lt;br&gt; 
Son minuti interminabili. Un abisso di vergogna. &lt;br&gt;
Francesco non resiste: schiacciato dalla vergogna scappa a nascondersi nella Seicento di zio Peppe.&lt;br&gt;
&lt;b&gt;BOOM&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
Il botto e lo stridio profondo di uno scoglio sulla chiglia. Il vociare affannato degli ufficiali che interrogano il capitano sul da farsi.&lt;br&gt;
&lt;i&gt;-France&#39;, checcazz hai fatt? Hai cumbinato nu casino! Lanciamo l&#39;esseoesse? Appicciamo e&#39; sirene? Prepariamo le scialuppe?&lt;br&gt;
- Ma che ora è? Abbiamo appena fernuto e&#39;mmanciare. Tenimm d&#39;ashpetta&#39; tre ore. &lt;b&gt;TRE ORE&lt;/b&gt;.&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
Fermo davanti agli ufficiali, Francesco trattiene le lacrime.&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Cheffiguradimmerda&lt;/i&gt; pensa Francesco mentre non riesce a trattenere il pianto. Tira su col naso e pensa che grazie al cielo sua madre gli ha insegnato qualcosa, e la cinghia di suo padre lo ha fissato nella sua memoria. &lt;br&gt;
Ora non resta che contattare zio Peppe per sapere se la sua Seicento è ancora disponibile.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2012/01/stessa-spiaggia-stesso-mare.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiD2r1ViWu9Nm92CxpS31hkSY7xDBEesE5C7e7e4-kYuNNMaKTkPTH9fpV96OjxhNG5tzFrOdAvFACtcxBOTMb_CFjtcNP3_avkf-ruvvY-MSU2Lc9UkWFnFDulzUvnfr63oJ_U/s72-c/spiaggia60_1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-6898222108921344147</guid><pubDate>Sun, 08 Jan 2012 15:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-08T17:08:39.226+01:00</atom:updated><title>Ma che fine faccio sempre?!?</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiHr3MkDTyauXSEX9YmDzVWqx0JY6z0-L0hkA6o9S_HPJ_38Y7P4PADr9Ejbjx7DnYY8k3rWe-bu3HO14keXqLVGeQX1sm7GamSoUDuzAkwS2Cai1waMTlqo4x5LPFSc5H0Nwjh/s1600/bricco1024.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiHr3MkDTyauXSEX9YmDzVWqx0JY6z0-L0hkA6o9S_HPJ_38Y7P4PADr9Ejbjx7DnYY8k3rWe-bu3HO14keXqLVGeQX1sm7GamSoUDuzAkwS2Cai1waMTlqo4x5LPFSc5H0Nwjh/s320/bricco1024.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Mi scuso per la mia lunga assenza. Purtroppo sono stato rapito da alcuni manigoldi, rinchiuso in una gabbia d&#39;ottone e nascosto in una fabbrica di cioccolatini. Se negli scorsi mesi hai trovato un bigliettino dentro un Bacio Perugina riportante la scritta:
&lt;blockquote&gt;Sono prigioniero in una gabbia dorata tra mille dolcezze&lt;/blockquote&gt; &lt;br&gt;
Quello non era un pensiero romantico. Era il mio disperato appello. Destino beffardo e manigoldi del cazzo!</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2012/01/ma-che-fine-faccio-sempre.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiHr3MkDTyauXSEX9YmDzVWqx0JY6z0-L0hkA6o9S_HPJ_38Y7P4PADr9Ejbjx7DnYY8k3rWe-bu3HO14keXqLVGeQX1sm7GamSoUDuzAkwS2Cai1waMTlqo4x5LPFSc5H0Nwjh/s72-c/bricco1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-3717004347259667314</guid><pubDate>Wed, 17 Aug 2011 11:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-17T15:29:23.812+02:00</atom:updated><title>L&#39;attitudine dell&#39;ape</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj52yhXyJmeKBhwGov0XvxrfMBFKwtstCcjaGpRqqGKCkPat4i4EN-3FgTtTbpwjgsW8eK6PtRWMu69k8Qef9l56oOkEy0JWQFvhI1-JohAxRhS3o1hhV6LUo4NPLqNOD_UaEHY/s1600/lattutudinedellape1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj52yhXyJmeKBhwGov0XvxrfMBFKwtstCcjaGpRqqGKCkPat4i4EN-3FgTtTbpwjgsW8eK6PtRWMu69k8Qef9l56oOkEy0JWQFvhI1-JohAxRhS3o1hhV6LUo4NPLqNOD_UaEHY/s320/lattutudinedellape1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;L&#39;attitudine dell&#39;ape&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5641781331520970818&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mio sussidiario delle elementari trattava gli argomenti più disparati: il ragno e il funzionamento della biro, le addizioni e Giulio Cesare, Orvieto e la cibernetica.&lt;br /&gt;Mi ha insegnato tutto, di ogni argomento, e rigorosamente male.&lt;br /&gt;Però una cosa mi è rimasta impressa più delle altre: &lt;i&gt;l&#39;ape&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Secondo il mio sussidiario, quando l&#39;ape attacca con il suo pungiglione, lo fa a discapito della sua stessa vita, perché il pungiglione si spezza e l&#39;ape ne muore.&lt;br /&gt;Sono stato sufficientemente confuso? Si capisce che è una lezione tratta dal mio sussidiario?&lt;br /&gt;Quando un bambino impara una cosa simile sull&#39;ape, le reazioni possibili sono due:&lt;br /&gt;1. Il bambino si stupisce di quanto è minchiona l&#39;ape, che fondamentalmente si ammazza per difendersi.&lt;br /&gt;2. Il bambino prova una inspiegabile ammirazione.&lt;br /&gt;Io da bambino appartenevo alla seconda categoria. Se me ne avessero chiesta la ragione, non sarei riuscito ad esprimerla, però per me era evidente. &lt;br /&gt;E lo è ancora.&lt;br /&gt;L&#39;ape è un insetto paciarotto. Trascorre le sue giornate cazzeggiando tra i fiori, tranquilla, senza rompere i coglioni a nessuno.&lt;br /&gt;Se l&#39;ape si sente in pericolo, spicca il volo e va altrove. Fine del problema.&lt;br /&gt;Se però l&#39;ape si rompe il cazzo per davvero, allora fa un cosa incredibile, istintiva, che le viene dal profondo del cuore.&lt;br /&gt;Secondo me sa che non lo dovrebbe fare. Sa che poi ne pagherà le conseguenze. Però mentre cerca di ragionare, già pregusta la soddisfazione di mandare tutti a fare in culo e di fare di testa sua. Senza limiti né ritegno. Senza badare troppo alla logica delle cose.&lt;br /&gt;Una soddisfazione così per l&#39;ape non ha prezzo. &lt;br /&gt;Senza che neanche se ne accorga, un sorrisino del cazzo le si dipinge in faccia. Non si accorge neanche di aver già estratto il pungiglione. Di averlo perso. E&#39; anestetizzata dalla soddisfazione. Da un piacere ribelle ed estremo. Un lampo di soddisfazione intensissima ed inebriante. Poco importa per le conseguenze: ne è valsa la pena.&lt;br /&gt;Mi piace l&#39;attitudine dell&#39;ape. La comprendo. Anche io a volte faccio cazzate spinto da una pulsione istintiva e inebriante. So di sbagliare, ma in poche parole non me ne frega un cazzo, perché certe volte è troppo bello sbagliare. E&#39; giusto. Ne vale la pena. &lt;br /&gt;Forse l&#39;attitudine dell&#39;ape mi affascina perché è l&#39;estremizzazione di un mio difetto.&lt;br /&gt;Forse anche questa cosa è scritta da qualche parte nel mio sussidiario.&lt;br /&gt;La grandezza dei suoi insegnamenti mi stupisce sempre di più: è un libro che mi ha insegnato qualcosa a proposito di tutto, e che a distanza di anni continua ad arricchirsi di preziosissime lezioni nascoste tra le righe. &lt;br /&gt;Come il significato ultimo dell&#39;attitudine dell&#39;ape.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2011/08/lattitudine-dellape.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj52yhXyJmeKBhwGov0XvxrfMBFKwtstCcjaGpRqqGKCkPat4i4EN-3FgTtTbpwjgsW8eK6PtRWMu69k8Qef9l56oOkEy0JWQFvhI1-JohAxRhS3o1hhV6LUo4NPLqNOD_UaEHY/s72-c/lattutudinedellape1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-7889773931230281024</guid><pubDate>Wed, 27 Jul 2011 05:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-27T10:52:28.921+02:00</atom:updated><title>Vacanza.zip</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlaS8mrlkt9pZT0MaY4J8ZAK1CfjUtWBLACx3N0hsv1apUfa8NJ3uxtWYASERZbJkZ2InIvTxOr71hwTp7uOoHjPdSVMjsCgne-jhrT6xlTX3BXp1wFhLLbre8N8Bl7h5i48u0/s1600/vacanzazip1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlaS8mrlkt9pZT0MaY4J8ZAK1CfjUtWBLACx3N0hsv1apUfa8NJ3uxtWYASERZbJkZ2InIvTxOr71hwTp7uOoHjPdSVMjsCgne-jhrT6xlTX3BXp1wFhLLbre8N8Bl7h5i48u0/s320/vacanzazip1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Eraclea&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5633901274255809922&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tutto è iniziato quasi per caso, a fine Giugno.&lt;br /&gt;All&#39;epoca ero di passaggio in Italia. Tra le varie attività in programma avevo anche un incontro con una azienda di San Polo.&lt;br /&gt;Poiché San Polo è di strada tra Reggio Emilia ed Asti (ovvero tra il mio luogo di lavoro e casa), ho accettato volentieri, fissando l&#39;incontro per il tardo pomeriggio del Venerdì.&lt;br /&gt;Il giovedì sera mi telefona l&#39;azienda per conferma e il manager, un ragazzo simpatico, chiude la chiamata dicendomi di mettere sul Tom Tom &quot;San Polo &lt;i&gt;Di Piave&lt;/i&gt; e chiamare quando fossi stato in zona&quot; &lt;br /&gt;Un ragazzo acuto a questo punto si pone delle domande. Anche un idiota. La differenza è nella risposta.&lt;br /&gt;Io mi son risposto che si trattava di una simpatica battuta.&lt;br /&gt;Purtroppo la mia risposta era sbagliata. Me ne sono reso conto il giorno dopo.&lt;br /&gt;Maledette le mille insidie della geografia e le partite a battaglia navale quando la maestra a scuola spiegava le regioni!&lt;br /&gt;Ancora tramortito dal violento impatto con la realtà, chiamo l&#39;azienda per declinare l&#39;invito. Non posso partire da Reggio Emilia nel pomeriggio, arrivare fino in provincia di Venezia, avere un incontro e poi rincasare su Asti. &lt;br /&gt;L&#39;azienda, che non vuole rimandare l&#39;incontro, mi propone vitto e alloggio per la notte. Una roba da novello Cimabue: lavorare per un piatto di minestra calda e un giaciglio.&lt;br /&gt;Poiché si trovano vicino a Venezia, mi offrono di passare la notte a Venezia.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Qui avviene repentina la mia illuminazione&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Vacanza&lt;/i&gt;. Che cos&#39;è una vacanza? &lt;br /&gt;Per me una vacanza è una esperienza. Una novità. Qualcosa di positivo e diverso che lascia dei ricordi. Il punto chiave per me è l&#39;esperienza. La sua intensità.&lt;br /&gt;La durata effettiva non è altrettanto determinante. L&#39;intensità fa la differenza.&lt;br /&gt;Un semplice weekend pieno di attività può competere con una settimana di vacanza standard? &lt;br /&gt;Come sapete, sia gli acuti che gli idioti si fanno domande. La differenza sta nella risposta.&lt;br /&gt;Da bambino io andavo spesso al mare in un paese piccolissimo in provincia di Venezia. Propongo all&#39;azienda di ospitarmi in quel paese per una notte. La domanda li spiazza, ma accettano volentieri. Il resto è cronaca della mia vacanza.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1 Luglio: Venerdì sera&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Arrivo a Eraclea Mare. Un tuffo nel passato. Quanti ricordi. Che emozione. &lt;br /&gt;Ho cenato con una grigliata ignorante: carne di porco e tanta birra. Il dehor del ristorante da sulla sala giochi che frequentavo da bambino. C&#39;è ancora il cavallo meccanico su cui andavo all&#39;epoca. Cazzo come è piccolo. Io me lo ricordavo enorme. I negozi. Le facciate dei palazzi. E&#39; tutto lì, ora come allora. I ricordi sono troppo distanti per arrivare fino a me. Mi arrivano principalmente suggestioni.&lt;br /&gt;Nuovi bambini che passeggiano come passeggiavo io. Nuove famiglie. Chissà cosa faranno queste persone tra 20 anni.&lt;br /&gt;Dopo cena passeggio per vedere come è cambiato il paese. Ogni angolo mi ricorda qualcosa. Per la notte ho scelto un albergo di un vecchio amico, Francesco. Quando entro in albergo è la prima persona che incontro. Ci riconsociamo subito. All&#39;epoca era un ragazzino che aiutava controvoglia i genitori. Ora è adulto, e gestisce da solo l&#39;albergo. E&#39; indaffarato e felice. Ci salutiamo e mi da una camera. L&#39;azienda deve insistere per potergli pagare la camera. Pagano 35 Euro. Il manager è esterefatto del costo. Credo che si chieda perché io abbia declinato una camera a Venezia per venire qui. Lui vede il prezzo, ma non percepisce il valore.&lt;br /&gt;Mi faccio una doccia ed esco. Ho sete di vedere. Di espolrare. Di emozioni.&lt;br /&gt;Passo in un altro hotel in cui avevo un amico, Marco. Vado a cercarlo. Trovo solo i suoi genitori. Lui ha cambiato lavoro, e passa molto raramente in hotel. Pace. Meglio la delusione di non averlo trovato del rimpianto di non averlo cercato.  &lt;br /&gt;&lt;b&gt;2 Luglio: Sabato&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Mi sveglio e preparo la valigia. Ho organizzato di continuare il weekend con Alessando, mio storico amico del Piemonte. Ci incontreremo per pranzo a Verona per passare due giorni sul Lago di Garda insieme a Pier, altro carissimo amico che vive a Parma.&lt;br /&gt;Prima di partire faccio una passeggiata in spiaggia. Come è diventata bella: quando ero bambino era più selvaggia. La pineta si trasformava progressivamente in spiaggia, con una zona intermedia di arbusti. Ora non più. Ora è molto più ordinata. Pulita. Ci sono i vialetti di legno.&lt;br /&gt;Il fenomeno mi ricorda il cambiamento nella toilettatura della gnocca.&lt;br /&gt;Faccio colazione in riva al mare, in un chiosco sotto gli ombrelloni. Cappuccino e brioche. 2 Euro. Il fascino infinito delle cose semplici.&lt;br /&gt;Mi interrogo su quel fenomeno del cazzo per cui crescendo si diventa più sofisticati. &lt;br /&gt;Ritornando verso l&#39;albergo incrocio per strada Marco, l&#39;amico cercato il giorno precedente. Sta salendo in macchina. Io sono sul marciapiede. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Marco. Marco, dove cazzo vai?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Lui si ferma e guarda nella mia direzione. Subito non capisce. Poi un sorriso, con la naturalezza di un raggio di sole, gli illumina il volto.&lt;br /&gt;Andiamo a prendere un caffé insieme. Lui adesso gestisce case per le vacanze, si è trasferito in un paese limitrofo un po&#39; più grande, e convive con la sua fidanzata. Lo vedo felice. Ha ancora l&#39;aria cazzona di tanti anni fa. Questo mi fa molto piacere. Mi auguro di poter conservare un po&#39; di spirito cazzone per tutta la mia vita. E auguro lo stesso a Marco e a tutti.&lt;br /&gt;Passo poi davanti ad un negozio di souvenir. Il proprietario è l&#39;ex-gestore della mia sala giochi preferita. Da fuori lo riconosco.&lt;br /&gt;Entro. Lui mi guarda e mi viene incontro. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Madonna... ma io ti conosco... sei rimasto uguale... non dirmi il tuo nome... ROBERTO&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ci son rimasto di merda. Devo aver speso proprio tanti soldi in quella sala giochi! Poveri i miei genitori. Ci siam messi a parlare come se fossimo parenti. Mi ha anche invitato a pranzo. Avrà voluto in qualche modo sdebitarsi del prezzo esagerato che mi faceva pagare per i gettoni. &lt;br /&gt;La mattinata scorre veloce e intensa. E&#39; tempo di andare verso Verona.&lt;br /&gt;Recupero Alessandro e andiamo insieme verso Peschiera del Garda, dove ci aspetta Pier.&lt;br /&gt;Poiché passeremo la notte in zona, Pier ha prenotato per noi in un albergo incredibile: un resort tranquillissimo in mezzo al verde a 2 metri dal lago. Un posto che non immaginavo neanche potesse esistere. La camera è enorme, ed ha un terrazzo che si affaccia sul lago. Gli ospiti son tutti stranieri.&lt;br /&gt;Pranzo. Birra. Scherzi. Battute. Birra. Birra. Idea: &lt;i&gt;barca&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Affittiamo un motoscafo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sapete guidarlo?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ci chiede il proprietario. Noi rispondiamo in modo affermativo con una tale sicurezza, che il proprietario avrà pensato di trovarsi di fronte all&#39;equipaggio di una barca della American Cup. &lt;br /&gt;In realtà nessuno di noi sapeva fare un cazzo. Ad onor del vero forse Pier era vagamente più preparato. Però secondo me tutti abbiam pensato: &lt;i&gt;Ma cazzo, è un lago. Non ci sono strade, sensi di marcia, corsie, regole... basta non sbattere contro gli altri e non finire la benzina a largo!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;In effetti confermo che è così: c&#39;è il volante, una leva per accelerare, e acqua dappertutto. Poche barche da schivare. Fine delle regole. &lt;br /&gt;Abbiam passato una gran giornata di lago, in barca, esplorando la zona da un punto di vista privilegiato. E sparando cazzate a nastro.&lt;br /&gt;La serata è stata piacevole: cena più dopocena, ma francamente eravamo tutti stanchi, quindi non abbiamo fatto tardi. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;3 Luglio: Domenica&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Io e Ale ci svegliamo più o meno alla stessa ora. Doccia. Colazione abbondante in un dehor lambito dall&#39;acqua del lago. Tutto buono e tutto bello. La compagnia. L&#39;ombra. Il fresco. Il profumo degli alberi. il suono dell&#39;acqua. I colori del lago. Ci raggiunge Pier. Andiamo a vedere il centro storico di Peschiera. Molto bello. Ha l&#39;aria felice dei posti di villeggiatura. Aperitivo. Per pranzo ci dividiamo: Pier va da parenti, mentre io e Ale ci facciamo una classica pizza+birra su un molo.  &lt;br /&gt;Pranzo. Birra. Scherzi. Battute. Birra. Birra. Idea: &lt;i&gt;barca&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Quando Pier ci raggiunge, torniamo ad affittare il motoscafo.&lt;br /&gt;Questa volta ci dedichiamo ad una esplorazione più specifica: andiamo a vedere le grotte di Catullo, visibili solo dal lago.&lt;br /&gt;Alla fine è un buco di pietra, con tante barche attorno. Eppure me lo ricordo come un bel momento. E&#39; stato un bel momento per la somma di tutti i fattori: la compagnia, la novità della barca, il panorama, la mente libera.&lt;br /&gt;Nel tardo pomeriggio siamo rientrati a riva. Birra di commiato e partenza intelligente. Si chiama partenza intelligente. Mica viaggio intelligente. Per cui subito dopo essere partiti ci siamo incolonnati nel traffico. Il club degli stronzi in macchina sotto il sole era ora al competo. Mancavamo solo noi. Credo ci aspettassero.&lt;br /&gt;L&#39;esperimento è concluso. Confermo che per me un semplice weekend pieno di attività può competere con una settimana di vacanza.&lt;br /&gt;Quel che rimane della vacanza sono le suggestioni, i ricordi, immagini. La mente non tiene traccia della durata effettiva in cui il tutto è avvenuto.&lt;br /&gt;Ad oggi io ho il ricordo di una intera vacanza.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2011/07/vacanzazip.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlaS8mrlkt9pZT0MaY4J8ZAK1CfjUtWBLACx3N0hsv1apUfa8NJ3uxtWYASERZbJkZ2InIvTxOr71hwTp7uOoHjPdSVMjsCgne-jhrT6xlTX3BXp1wFhLLbre8N8Bl7h5i48u0/s72-c/vacanzazip1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-6791291775847224212</guid><pubDate>Tue, 28 Jun 2011 10:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-28T12:33:00.455+02:00</atom:updated><title>Il Mac Gyver Menu</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpG-yqQ4I2VbLBZXOljtuJhciZVI2rn4WcRQWQcAzE2OCNyT-Vf39sxAYslQahb99bZhSsXpY5FMbYkH4it_gAqzaloDM5DHW4XwGv3WYigyCLdztKee019iuHjH1evK5y2hin/s1600/Mc-Gyver.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 209px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpG-yqQ4I2VbLBZXOljtuJhciZVI2rn4WcRQWQcAzE2OCNyT-Vf39sxAYslQahb99bZhSsXpY5FMbYkH4it_gAqzaloDM5DHW4XwGv3WYigyCLdztKee019iuHjH1evK5y2hin/s320/Mc-Gyver.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Mc Gyver Menu&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5620248423499148450&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una passeggiata per le vie del centro mi riporta alla memoria gli anni dell&#39;Università.&lt;br /&gt;Luoghi, negozi, suggestioni. E&#39; una specie di viaggio nel tempo. Un viaggio piacevole e spensierato. Quante cose sono cambiate rispetto ad allora!&lt;br /&gt;Camminando arrivo davanti allo storico Mac Donald&#39;s di Piazza Castello. Un bel panino, ecco quello che ci vuole ora!&lt;br /&gt;Da quanto tempo non entro qui... l&#39;arredamento è un po&#39; cambiato.&lt;br /&gt;Mi metto in coda, e nell&#39;attesa del mio turno studio l&#39;elenco dei panini.&lt;br /&gt;Troppo pesante.&lt;br /&gt;Troppo piccolo.&lt;br /&gt;Troppo grasso.&lt;br /&gt;Troppo porcoso.&lt;br /&gt;Toh... e questo cos&#39;è? Non l&#39;ho mai assaggiato... &lt;i&gt;Mag Gyver Menu&lt;/i&gt;. Boh, proviamo!&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Un Mac Gyver menu con Coca-Cola Zero, grazie.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La cassiera sorridente mi porge una scatola di cartone, simile a quella dell&#39;Happy Meal. &lt;br /&gt;Che velocità.&lt;br /&gt;Strano che non mi abbia domandato se voglio aggiungere una salsa, un gelato, un caffé o qualche altro accessorio gastronomico del cazzo. Mah.&lt;br /&gt;Estraggo il portafoglio per pagare. La cassiera me lo strappa di mano prima che possa aprirlo e preme un pulsante sul registratore di cassa.&lt;br /&gt;Percepisco il vuoto. Il nero. Una botola si è aperta sotto i miei piedi.&lt;br /&gt;Con un tonfo atterro in una stanza buia. No. Non è proprio buia. Gli occhi pian piano si abituano alla luce flebile che la illumina. Sembra la cella di una prigione. Ci sono anche altre persone. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Buongiorno.&lt;br /&gt;Buongiorno.&lt;br /&gt;Benvenuto.&lt;br /&gt;Buongiorno.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Tutti mi salutano cortesemente. Confuso dagli eventi ricambio. Attacco bottone.&lt;br /&gt;Scusate, ma cosa mi è successo? Dove mi trovo?&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Si trova nella Mac Gyver Lounge. Non ha ordinato un Mac Gyver menu?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Eh, sì, certo. Pensavo fosse un panino...&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Mannò. Quale panino? Il Mac Gyver menu è una esperienza gastronomico-emozionale.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ma cazzo, a me bastava un panino! Ho fame.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Stia tranquillo: usciremo tutti da qui sazi e felici. Ora dobbiamo prima di tutto liberarci, e poi ognuno di noi troverà nella sua scatola qualche accessorio con cui proseguire l&#39;avventura alla ricerca del cibo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Provo ad alzarmi, ma i miei movimenti sono innaturali. Che succede? Sono avvinghiato in una rete.&lt;br /&gt;Mi guardo meglio attorno. Ognuno di noi è avvinghiato in una rete. Chi di più. Chi di meno. Tutti si dimenano per uscirne. Faccio altrettanto. Passano interminabili ore. Tutti si divertono tranne me. Non capisco. Forse loro sono veri fan di Mag Gyver, io no.&lt;br /&gt;Un uomo in giacca e cravatta riesce a divincolarsi. Si alza in piedi soddisfatto, fischiettando la musica trionfante di Mac Gyver. In un crescendo musicale raccoglie la sua scatola e la apre.&lt;br /&gt;Al suo interno vi trova una forcina per capelli, una canuccia, un fusillo e un buono per ritirare un frangiflutti al porto di Genova. Con la forcina per capelli apre la porta. Sgranocchiando il fusillo, con aria soddisfatta si congeda.&lt;br /&gt;Una voce tra i prigionieri grida &lt;i&gt;LA PORTA!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ah, scusatemi&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;L&#39;uomo torna sui suoi passi per tirarsi dietro la porta.  &lt;br /&gt;Ma minchia.&lt;br /&gt;La mia rete cede. Bene! Mi alzo e mi avvicino agli altri prigionieri per aiutarli.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ma che cazzo fa? Come si permette? Vada via&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Scusate scusate, ora vado. Apro la mia scatola.&lt;br /&gt;Due lecca-lecca e un elastico. E con questi che ci faccio?&lt;br /&gt;In piedi in mezzo alla stanza fisso il mio Mac Gyver Menu.&lt;br /&gt;Improvvisamente un &lt;b&gt;clack&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sopra la mia testa si apre la botola. Qualche coglione ha ordinato un Mac Gyver Menu.&lt;br /&gt;Con un gesto improvviso e disperato mi arrampico e salto fuori dalla botola.&lt;br /&gt;I clienti in coda alla cassa mi guardano curiosi.&lt;br /&gt;Fingo indifferenza ed esco.&lt;br /&gt;Sporco, stanco, sudato, confuso, senza portafoglio... che cazzo faccio? Ho solo 2 lecca-lecca e un elastico.&lt;br /&gt;Idea!&lt;br /&gt;Nella mia mente risuona la musica trionfale di Mac Gyver. Forse la canticchio anche. Non so.&lt;br /&gt;Apro i lecca-lecca. Li lecco una volta, poi sfruttando il loro potere adesivo me li appiccico agli occhi.&lt;br /&gt;Con l&#39;elastico fisso meglio i lecca-lecca. Ora non vedo nulla. Non vedo, però sento benissimo. L&#39;udito è iper-attivo.&lt;br /&gt;Sento un fischio metallico e dei tintinnii. Il tram in corsa è vicino. E&#39;a pochi metri da me.&lt;br /&gt;Sorrido e salto sui binari, lasciandomi tutto alle spalle. Ho vinto.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Tattà tattatatà tattatà. Tattà tattatatà tattatà.&lt;/i&gt;</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2011/06/il-mac-gyver-menu.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpG-yqQ4I2VbLBZXOljtuJhciZVI2rn4WcRQWQcAzE2OCNyT-Vf39sxAYslQahb99bZhSsXpY5FMbYkH4it_gAqzaloDM5DHW4XwGv3WYigyCLdztKee019iuHjH1evK5y2hin/s72-c/Mc-Gyver.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-7283610174023939373</guid><pubDate>Tue, 21 Jun 2011 07:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-21T10:19:50.962+02:00</atom:updated><title>L&#39;Almanacco del Giorno: 21 Giugno</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjxikD_p1qXj-eveMuunLeNOOEYfhl1qvARsjcqYdb0_RrzrdF41ZwVJAf7sdBRCJqByqs9WoLgqbx21d0zZN2RhkZ_TjsMc0i3i7GBBsEUM5YqvIfqEeBpT_sFJMmLOEMAMfue/s1600/e_state1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjxikD_p1qXj-eveMuunLeNOOEYfhl1qvARsjcqYdb0_RrzrdF41ZwVJAf7sdBRCJqByqs9WoLgqbx21d0zZN2RhkZ_TjsMc0i3i7GBBsEUM5YqvIfqEeBpT_sFJMmLOEMAMfue/s320/e_state1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Che gioco di parole del cazzo!&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5620571383653968146&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E&#39; scritto nel libro della Genesi che Adamo ed Eva mangiarono il frutto proibito il 21 Giugno.&lt;br /&gt;Dio infatti mise all&#39;ingresso del giardino dell&#39;Eden, oltre alla prima bozza delle Tavole della Legge, una tavola di pietra integrativa con sopra scritto: &lt;br /&gt;&lt;i&gt;e...state alla Larga dal Frutto Proibito&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Il 21 Giugno Adamo ed Eva, convinti che si trattasse dell&#39;ennesima manifestazione estiva con un nome del cazzo, si recarono al giardino dell&#39;Eden e mangiarono il frutto proibito con la stessa giovialità e serenità di una coppia che va ad una sagra.&lt;br /&gt;Fin dalla notte dei tempi l&#39;evento è ricordato con una stagione apposita, e con una apposita battuta del cazzo che è l&#39;accanimento della punizione di Dio all&#39;Uomo per aver violato la Legge.&lt;br /&gt;Pertanto come ogni anno, con il solstizio d&#39;Estate, inizia anche quest&#39;anno ufficialmente l&#39;Estate.&lt;br /&gt;Da oggi saremo finalmente tutti autorizzati ad usare lo splendido gioco di parole &lt;b&gt;e...state&lt;/b&gt;, che significa sia &lt;i&gt;Estate&lt;/i&gt;, inteso come stagione, che &lt;i&gt;e...state&lt;/i&gt;, inteso come esortazione a restare. Quante grasse risate. Che burle.&lt;br /&gt;Una gustosa curiosità a riguardo: forse non tutti sanno che il gioco di parole in questione funziona solo nel parlato, perché nello scritto non c&#39;è ambiguità, e il vero significato è evidente: &lt;i&gt;Estate&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;e...state&lt;/i&gt; si scrivono in modo diverso.&lt;br /&gt;Probabilmente è proprio per questo che la battuta è così diffusa nella sua forma scritta.&lt;br /&gt;Sono in attesa trepidante di questo momento fin dalla fine dell&#39;Estate scorsa: non vedevo l&#39;ora che arrivasse il 21 Giugno per stupirmi ancora con qualche splendido cartellone contenente l&#39;irresistibile gag.&lt;br /&gt;Viva l&#39;E...state!</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2011/06/lalmanacco-del-giorno-21-giugno.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjxikD_p1qXj-eveMuunLeNOOEYfhl1qvARsjcqYdb0_RrzrdF41ZwVJAf7sdBRCJqByqs9WoLgqbx21d0zZN2RhkZ_TjsMc0i3i7GBBsEUM5YqvIfqEeBpT_sFJMmLOEMAMfue/s72-c/e_state1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-2511749720372783972</guid><pubDate>Sat, 18 Jun 2011 13:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-18T15:26:24.730+02:00</atom:updated><title>Discorso intorno al giuoco del tennis</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDvJQUHfkiDMj8NDrc7X1sCto9r5FN7S3g-Ev0CeRvntmdNKJEHRdAoGuh6LGeHC4BGoOKIDiAJQ0bT5m7lG6sxeaKiqtMwEVWLI1e1KDl7oazRLYsVt-ps3IyIjD9GH2OQCxw/s1600/Rene_Lacoste1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 211px; height: 320px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDvJQUHfkiDMj8NDrc7X1sCto9r5FN7S3g-Ev0CeRvntmdNKJEHRdAoGuh6LGeHC4BGoOKIDiAJQ0bT5m7lG6sxeaKiqtMwEVWLI1e1KDl7oazRLYsVt-ps3IyIjD9GH2OQCxw/s320/Rene_Lacoste1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Voila&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5619487894898829250&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Primo piano su un bambino di 10 anni, con le mie fattezze. Una maglietta senza pretese, un paio di pantaloncini senza pretese, un paio di scarpe senza pretese. Un bambino base degli anni ottanta. Intorno cicale e grano maturo. Pacifica campagna d&#39;estate.&lt;br /&gt;Nella casa di campagna del mio &lt;i&gt;amico di città&lt;/i&gt; è festa: domani il mio amico inizierà il suo primo corso di tennis. Gli hanno comprato tutto il necessario: un completo da tennis professionale, una racchetta professionale, un set di palline professionali. &lt;br /&gt;Son tutti contenti. Sembra una roba figa... ho deciso: mi aggrego.&lt;br /&gt;Per l&#39;abbigliamento non c&#39;è problema. Maglietta senza pretese, pantaloncini senza pretese, scarpe senza pretese.&lt;br /&gt;Manca solo la racchetta. Anche per quella non c&#39;è problema: la comprerò domani mattina lungo la strada, al negozio di giocattoli: &lt;i&gt;da Iole.&lt;/i&gt; Iole ha tutto. Un bambino di città non può capire il mistero glorioso del negozio di paese, in cui ogni bene è in vendita.&lt;br /&gt;Il mattino dopo, 10 minuti prima del corso, passo da Iole. Racchetta GIG in legno. 14900 lire. Oplà, tutto è facile quando puoi appoggiarti ad un negozio di paese.&lt;br /&gt;Si può andare al campo, come da programma.&lt;br /&gt;Incontriamo Perseo Valeri, il mio primo maestro di tennis. Mi ricordo che a me sembrava un vecchio. Probabilmente era più giovane di quanto lo sia io oggi.&lt;br /&gt;Poi ricordo le lezioni. Gli altri giocatori. Le ore liete. Francamente non ricordo il risultato di nessuna delle mie partite, né la prima volta che ho vinto o che ho perso. I miei ricordi sono altri. Il cazzeggio. Scherzi. Battute. Pomeriggi. Serate. Il tavolino del bar. L&#39;acqua e menta gasata per le gare di rutti post-partita.&lt;br /&gt;Per me il tennis era un meta-sport, una specie di momento conviviale.&lt;br /&gt;Da allora molte cose sono cambiate: ho cambiato racchetta, in Italia hanno introdotto l&#39;Euro, Iole ha venduto il negozio. Ho finito di studiare, ho inizato a lavorare. Ho raggiunto e forse superato l&#39;età di Perseo Valeri.&lt;br /&gt;Però il tennis ha sempre avuto per me un valore positivo.&lt;br /&gt;Con questo spirito qualche tempo fa ho accettato l&#39;invito di un avvocato che lavora con noi e siamo andati a giocare a tennis insieme. L&#39;ho fatto più per il piacere conviviale che per il gesto sportivo, anche perché l&#39;avocato ha tipo 70 anni.&lt;br /&gt;Abbiamo organizzato una partita in doppio con 2 suoi amici. Tutti scazzati. Nel &lt;i&gt;tutti&lt;/i&gt; includo anche me stesso. La palla imprendibile nell&#39;angolo per noi non era un gesto atletico. Era un gesto cagacazzo, e meritava di essere punito con pene corporali e insulti. Abbiamo giocato per il piacere di stare insieme, di scherzare, di giocare in senso lato. Mi sono divertito molto.&lt;br /&gt;Da allora ho ripreso a giocare regolarmente a tennis ed ho assoldato un coach che funge per me da &lt;i&gt;amico a comando&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;...&lt;i&gt;l&#39;amico a comando&lt;/i&gt;, che lusso perverso: scelgo io se, quando e come si gioca. Quando ho voglia di giocare giochiamo. Se voglio palleggiare palleggiamo. Se mi viene lo sbuzzo di centrarlo con una pallina, lui si limita a schivarla e non si incazza.&lt;br /&gt;Nel frattempo mi mostra le novità tecniche e corregge i miei difetti più grossi.&lt;br /&gt;Poi quando capita la partita &lt;i&gt;più seria&lt;/i&gt;, con giocatori &lt;i&gt;più seri&lt;/i&gt;, grazie a queste ore di cazzeggio, sembra quasi che io sia in grado di giocare a tennis. Butto la pallina dall&#39;altra parte assumendo una posizione plastica simile a chi sa quel che sta facendo. Recito stupore e sgomento quando faccio una cappella. &lt;br /&gt;In realtà è tutta finzione nell&#39;attesa dell&#39;acqua e menta gasata. &lt;br /&gt;Una finzione divertente.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2011/06/discorso-intorno-al-giuoco-del-tennis.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiDvJQUHfkiDMj8NDrc7X1sCto9r5FN7S3g-Ev0CeRvntmdNKJEHRdAoGuh6LGeHC4BGoOKIDiAJQ0bT5m7lG6sxeaKiqtMwEVWLI1e1KDl7oazRLYsVt-ps3IyIjD9GH2OQCxw/s72-c/Rene_Lacoste1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-8789110339785439613</guid><pubDate>Wed, 08 Jun 2011 07:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-11T10:37:39.196+02:00</atom:updated><title>La sindrome del secondo giorno</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgSvNpNswDntLQDrk-Q9gbS4SKtEC3MuFf2T9xPY4Ee1yc3H1HZIAag0c7uBOJCOxzP0XrltKiNTiQL77Z3qPXSLXN6kduOIxgR9MUCC2todJSicj44YkjT9CIKwXMEQ-n8u3De/s1600/Pulizie1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 146px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgSvNpNswDntLQDrk-Q9gbS4SKtEC3MuFf2T9xPY4Ee1yc3H1HZIAag0c7uBOJCOxzP0XrltKiNTiQL77Z3qPXSLXN6kduOIxgR9MUCC2todJSicj44YkjT9CIKwXMEQ-n8u3De/s320/Pulizie1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;un colpo di spugna e si riparte&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5615742745507892994&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l&#39;abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.&lt;br /&gt;Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il primo giorno ha sempre il fascino dell&#39;epico.&lt;br /&gt;Per questo i buoni propositi sono così attraenti: hanno il fascino del primo giorno.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Da domani smetto di fumare!&lt;br /&gt;Da domani vado a correre tutte le mattine!&lt;br /&gt;Da domani mi metto a dieta!&lt;br /&gt;Dai, cazzo, da domani tiro su l&#39;Universo!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Io sono sensibilissimo al fascino epico del primo giorno.&lt;br /&gt;Per me il problema non è mai il primo giorno. Il problema viene dopo. &lt;br /&gt;Nasce il secondo giorno, quando l&#39;impegno epico deve trasformarsi in routine.&lt;br /&gt;I fuochi d&#39;artificio del primo giorno sono stati sparati. L&#39;eco degli squilli di trombe è passato. Le stelle filanti che celebravano il buon proposito sono per terra, calpestate dal tempo.&lt;br /&gt;Una brezzolina fredda accompagna la solitudine del secondo giorno. &lt;br /&gt;Per me il secondo giorno è la tomba dei buoni propositi.&lt;br /&gt;Il giorno in cui non riconosco più le mie azioni del giorno precedente, e rovisto nel mio inconscio alla ricerca di possibili scuse. Una ragione per interrompere il mio proposito.&lt;br /&gt;Purtroppo io non sono l&#39;esempio dell&#39;integrità e il mio inconscio ha un grande potere persuasivo nei miei confronti. Entro un paio di giorni la maggior parte dei miei buoni propositi va dal culo.&lt;br /&gt;A volte resisto un po&#39; di più, ma non molto. Ho il presentimento che al massimo potrei resistere una settimana.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.&lt;/i&gt;</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2011/06/la-sindrome-del-secondo-giorno.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgSvNpNswDntLQDrk-Q9gbS4SKtEC3MuFf2T9xPY4Ee1yc3H1HZIAag0c7uBOJCOxzP0XrltKiNTiQL77Z3qPXSLXN6kduOIxgR9MUCC2todJSicj44YkjT9CIKwXMEQ-n8u3De/s72-c/Pulizie1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-6266882196717075845</guid><pubDate>Sun, 27 Feb 2011 10:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-02-27T13:21:04.580+01:00</atom:updated><title>La scure invisibile</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgePa57TWbMmMfmmPVIfQ_N3sXiSChn3uMamMuOYrhh8fYSbajN0QC-94UKWE4P5ZytSVmQnEjplyBXpxmZKHZq2JwApVIGJJkV73Qnchqg57aUnDWNiHQyJyeUSxbSHpqUTyt5/s1600/cisternae+iran.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 187px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgePa57TWbMmMfmmPVIfQ_N3sXiSChn3uMamMuOYrhh8fYSbajN0QC-94UKWE4P5ZytSVmQnEjplyBXpxmZKHZq2JwApVIGJJkV73Qnchqg57aUnDWNiHQyJyeUSxbSHpqUTyt5/s320/cisternae+iran.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;La scure invisibile&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5577567353880474914&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una scure invisibile si è abbattuta su Cisternae.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lo scazzo esistenziale?&lt;br /&gt;Gli impegni lavorativi?&lt;br /&gt;La vita sociale?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Maddeché? No. Sarebbe stato troppo nobile.&lt;br /&gt;In realtà si tratta della censura. Il governo locale ha deciso di censurare tantissimi blog, tra i quali per puro caso è finito anche il mio.&lt;br /&gt;Da qualche tempo un messaggio di errore ha preso il posto del mio blog, e l&#39;accesso alla mia bacheca è bloccato.&lt;br /&gt;Come si dice in questi casi? &lt;i&gt;Inculato dalla fortuna.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ora mi organizzo per aggirare il problema.&lt;br /&gt;A presto.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2011/02/la-scure-invisibile.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgePa57TWbMmMfmmPVIfQ_N3sXiSChn3uMamMuOYrhh8fYSbajN0QC-94UKWE4P5ZytSVmQnEjplyBXpxmZKHZq2JwApVIGJJkV73Qnchqg57aUnDWNiHQyJyeUSxbSHpqUTyt5/s72-c/cisternae+iran.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-3212756829684374498</guid><pubDate>Wed, 01 Dec 2010 09:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-03T17:39:36.415+01:00</atom:updated><title>Via col vento</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi3C7p5PZQhEgZi_0awZ2C-AxC3Rljp8ua_C9lNjD_GR_7zJZGO0AXj05QdKuOFryHAh_x8dzw86YrullDO4gTXagX_zewi4rf6dBaaIlJr-7lHM1Wgp1vcP6O_0WXmRrEJgC8c/s1600/veliero1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi3C7p5PZQhEgZi_0awZ2C-AxC3Rljp8ua_C9lNjD_GR_7zJZGO0AXj05QdKuOFryHAh_x8dzw86YrullDO4gTXagX_zewi4rf6dBaaIlJr-7lHM1Wgp1vcP6O_0WXmRrEJgC8c/s320/veliero1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Via col Vento&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5545640488334750674&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Talvolta nell&#39;aria spira una brezza di vento cazzone, il vento che permette di disegnare nuove rotte lungo mari misteriosi, verso lidi inesplorati. &lt;br /&gt;Non è possibile conoscere il porto di arrivo. Non è neanche dato sapere se sarà possibile approdare da qualche parte. &lt;br /&gt;Per questa ragione molti preferiscono evitare di mettersi in viaggio spinti dalla corrente del vento cazzone.&lt;br /&gt;Il vento cazzone soffia quando e dove meno te lo aspetti.&lt;br /&gt;Io per esempio l&#39;ho percepito distintamente qualche sera fa ad una cena, quando ho scoperto che a Tehran c&#39;è un liceo italiano. E&#39; un liceo scientifico a tutti gli effetti, dove si studia in italiano, e dove a fine anno arriva una commissione esaminatrice dall&#39;Italia per l&#39;esame di maturità.&lt;br /&gt;Chiunque abbia concepito questa idea è stato indubbiamente travolto da una vera e propria tempesta di vento cazzone: un liceo scientifico italiano a Tehran, in un paese dove la comunità italiana conta un centinaio di persone, e dove la legge vieta ai cittadini di frequentare scuole non islamiche.&lt;br /&gt;La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che il liceo non è statale. E&#39; una fondazione che vive di rette e donazioni.&lt;br /&gt;Per me questa scuola è una sorta di fragile monumento. Rappresenta la volontà della piccola comunità italiana di conservare e proteggere la propria identità culturale.&lt;br /&gt;E&#39; proprio vero che nonostante tutto, gli italiani sono brava gente.&lt;br /&gt;La storia mi ha incuriosito, e così durante la cena ho approfondito il discorso. Ho scoperto come funziona la scuola, ho percepito i molti problemi e difficoltà che la minacciano. Boh, mi sono appassionato alla storia.&lt;br /&gt;Proprio mentre una persona mi raccontava nel dettaglio le grandi difficoltà che hanno nel reperire docenti in lingua italiana, qualcuno ha aperto la porta verso la terrazza. Ho sentito una lieve brezza di vento cazzone che mi accarezzava i capelli.&lt;br /&gt;Molti preferiscono evitare di mettersi in viaggio spinti dalla corrente del vento cazzone. Il mio istinto mi consiglia di non levare l&#39;ancora e di non alzare la vela: il porto è il luogo più sicuro.&lt;br /&gt;Il vento cazzone è un fenomeno raro, e può avere effetti incredibili e portate grandissime. Il porto è il luogo più sicuro.&lt;br /&gt;L&#39;istinto mi frena. Eppure pian piano la vela sale, e man mano che la vela viene issata sull&#39;albero maestro, vengo avvolto da un sentimento contrastante. Percepisco la cazzata, ma ne sono attratto.&lt;br /&gt;Via... levo l&#39;ancora!&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ah sì, siete disperati perché vi manca il professore di fisica? Non c&#39;è problema: vengo io!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il vento cazzone spinge fortissimo, e l&#39;ancora, non ancora completamente levata, salta volando sul pelo dell&#39;acqua. La barra del timone è impazzita.&lt;br /&gt;Non si vede l&#39;orizzonte, e non si capisce in che direzione si sta navigando. Si percepisce solo energia e movimento.&lt;br /&gt;Mi guardo attorno.&lt;br /&gt;Da un paio di settimane sono il nuovo professore di fisica della scuola italiana di Tehran. Insegno solo agli allievi che dovranno affrontare la maturità, e insegno solo di giovedì (il mio giorno libero).&lt;br /&gt;Insegnare non è facile. A Giugno la commissione di maturità valuterà quel che son riuscito a trasmettere agli studenti. Se non avessi levato l&#39;ancora, tutto sarebbe stato più facile. Però son contento così. Mi sento più vivo. Superata la paura per le cose nuove e inesplorate, subentra un impagabile sensazione di scoperta. Di freschezza. Di novità. E&#39; bello. Bello in un modo incosciente. Un bello cazzone. &lt;br /&gt;Il nome stesso del vento è indicativo dello spirito di chi lo segue.&lt;br /&gt;Auguro a te che stai leggendo, e a tutti, di incontrare qualche volta il vento cazzone. Quando lo incontrerai, alza la vela. Non restare al porto, che il porto è una rottura di coglioni. Se mai naufragassi, naufragherai con un sorriso bellissimo sul volto... e torneremo a riva a nuoto insieme. Ridendo.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/12/via-col-vento.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi3C7p5PZQhEgZi_0awZ2C-AxC3Rljp8ua_C9lNjD_GR_7zJZGO0AXj05QdKuOFryHAh_x8dzw86YrullDO4gTXagX_zewi4rf6dBaaIlJr-7lHM1Wgp1vcP6O_0WXmRrEJgC8c/s72-c/veliero1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>12</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-8291355439049566017</guid><pubDate>Tue, 09 Nov 2010 08:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-09T11:51:46.716+01:00</atom:updated><title>80 è 100</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkOFpHtReoP94sOmAVdjlRFULUqQuCGFDfidxZPKPzwBJAjd4gadj7td4T72jHSpdCy-uMw2l1nZRB1Bcvm_CnqlbZ3nVhD8WVWWdtJqCBC_I4_kOrUyyN8dJx7UsJGb9I9x7b/s1600/80is100_1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkOFpHtReoP94sOmAVdjlRFULUqQuCGFDfidxZPKPzwBJAjd4gadj7td4T72jHSpdCy-uMw2l1nZRB1Bcvm_CnqlbZ3nVhD8WVWWdtJqCBC_I4_kOrUyyN8dJx7UsJGb9I9x7b/s320/80is100_1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;80 e&#39; 100!&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5537481539280466002&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da bambino io avevo una bicicletta un po&#39; del cazzo. Una graziella. &lt;br /&gt;Tutti i miei amici invece avevano la bici da cross con la sella lunga, gli ammortizzatori e il cambio. &lt;br /&gt;La sella lunga gli dava un portamento sicuro, alla easy-rider. Pedalavano comodi, cullati dagli ammortizzatori. Di quando in quando potevano perfino cambiare marcia.&lt;br /&gt;Di fianco a loro, con la mia graziella, io sembravo un povero stronzo. Mi mancava solo il cestino di vimini trapuntato. Loro erano i re dello sterrato, io mi barcamenavo con la mia bici che suonava di ferraglia ad ogni dosso.&lt;br /&gt;Non ero il più sfortunato di tutti. Una bici ce la avevo. Avevo anche il permesso di usarla fuori dal cortile. Però, cazzo, ero l&#39;entry level dei fortunati. Il fortunato base. Io volevo la bici da cross con la sella lunga, gli ammortizzatori e il cambio. La volevo blu. Nella mia testa avevo un film chiarissimo di quel che mi serviva.&lt;br /&gt;Oggi ripenso a quell&#39;episodio. Mi ricordo che seppur dilaniato dal desiderio di una bici da cross blu, io con la graziella, peraltro rossa, mi sono divertito.&lt;br /&gt;Avevo smontato i parafanghi e il cestino per farla diventare più bella.&lt;br /&gt;Avevo imparato a impennarla. Le avevo cambiato la sella.&lt;br /&gt;Ci sono andato nei posti più improbabili e l&#39;ho sfruttata tantissimo, probabilmente proprio perché non era per me un mezzo meritevole di venerazione. Era una bici base, adatta ad un fortunato base.&lt;br /&gt;Porca troia, se ritornassi il bambino in bicicletta con le braghette corte di tanti anni fa, vorrei riavere la mia graziella. Per me era perfetta. Credo che se avessi avuto la bici da cross blu non mi sarei divertito altrettanto. Avrei avuto paura di rovinarla. L&#39;avrei usata con troppa parsimonia.&lt;br /&gt;Da questa considerazione nasce il titolo del mio post. &lt;br /&gt;100, ovvero la perfezione. Il 100%. &lt;br /&gt;Inseguire il 100 è un impulso non corretto. E&#39; distorto.&lt;br /&gt;In realtà 80 è 100.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/11/80-e-100.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhkOFpHtReoP94sOmAVdjlRFULUqQuCGFDfidxZPKPzwBJAjd4gadj7td4T72jHSpdCy-uMw2l1nZRB1Bcvm_CnqlbZ3nVhD8WVWWdtJqCBC_I4_kOrUyyN8dJx7UsJGb9I9x7b/s72-c/80is100_1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-6004426986128404585</guid><pubDate>Sun, 31 Oct 2010 11:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-01T14:20:35.194+01:00</atom:updated><title>Spire di nulla</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgniKCMX7cdYdTLqnWXMquTNWvwkW7zDpksYQuoEXYTBYx7BG6g-PylzNX_bdHZttPMekCSUd8mui504vU6ZQjCDgugNpNtwbCorbBAc4fxv5KvfadnnKrU3knxO5gHaZA_Iuay/s1600/fumo1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 234px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgniKCMX7cdYdTLqnWXMquTNWvwkW7zDpksYQuoEXYTBYx7BG6g-PylzNX_bdHZttPMekCSUd8mui504vU6ZQjCDgugNpNtwbCorbBAc4fxv5KvfadnnKrU3knxO5gHaZA_Iuay/s320/fumo1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Spire&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5534546137510668834&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Penombra e divano. Lampi blu dal televisore acceso.&lt;br /&gt;Galleggio sui cuscini del divano.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Chi cazzo è a quest&#39;ora?!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;...ah, no. Non hanno ancora suonato.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;DLING DLING&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ecco, lo sapevo! &lt;br /&gt;Ora che faccio? Non riuscirò mai a scollarmi dalle adesivissime fodere di questo divano. Provo ad aprire con l&#39;energia del pensiero: magari fino ad ora nessuno ci è mai riuscito perché non è mai stato determinato quanto me nel non volersi alzare.&lt;br /&gt;Concentrazione. Serve concentrazione massima. Mi figuro la porta. Il citofono. La cornetta. La sua plastica resa lucida dall&#39;uso. Simulo nei meandri della mente di sollevare la cornetta.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Chi è?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Cazzone, hai i poteri mentali per aprire la porta e non sai chi sono?!?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ohmmerda: ha funzionato! Apro. Alla cieca. Con il pensiero.&lt;br /&gt;Entra un porcospino pettinato con la riga da una parte. Un porcospino per bene. Non ne avevo mai visto uno così pettinato prima d&#39;ora.&lt;br /&gt;Mi porge un paio di gemelli per la mia camicia: roba di classe.&lt;br /&gt;Porca miseria. Belli sono belli, ma dovrò fidarmi?&lt;br /&gt;La sua pettinatura fuga ogni mio dubbio: allungo una mano.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Grazie&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Lui sorride ma non risponde. &lt;br /&gt;E ora? Cosa si aspetterà da me?&lt;br /&gt;Non so. Gli porgo un portacenere: tanto non fumo. Non me ne sono mai fatto un cazzo di quel posacenere lì.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ecco qua, caro il mio caro. E&#39; per te.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso aumenta, ma non aggiunge parola.&lt;br /&gt;Si mette comodo nel portacenere, appoggiando le sue zampette striminzite agli incavi che dovrebbero trattenere le sigarette.&lt;br /&gt;Tira fuori due birre. Me ne porge una. Questo porcospino è avanti.&lt;br /&gt;Provo a prenderla con il pensiero, in scioltezza. &lt;br /&gt;Mi viene naturale. La apro.&lt;br /&gt;In uno slancio di esibizionismo apro anche la sua.&lt;br /&gt;La schiuma esce dalle lattine. Quanta!&lt;br /&gt;Pian piano copre la lattina, la mia mano, il divano, il pavimento. &lt;br /&gt;La stanza è piena di soffice schiuma di birra. Leggera e leggiadra. Si può respirare. I lampi del televisore colorano a intermittenza la schiuma.&lt;br /&gt;Una mosca, nuotando a dorso in mezzo alla schiuma, si avvicina. Porta con sé dei salatini. Salatini a forma di mosca stilizzata che nuota a dorso in mezzo alla schiuma di birra stilizzata. Oh, sopra ci sono anche i cristalli di sale. Buoni.&lt;br /&gt;Ne prendo un paio. Sarà maleducato prenderli così? Boh. Credo che dovrei ricambiare. Se soltanto avessi una merda a portata di mano... &lt;br /&gt;Non faccio in tempo a concepire un modo di ricambiare il favore, che la mosca è già sparita inghiottita dalla schiuma.&lt;br /&gt;La mosca ha una faccia piccolissima e una bocca che sembra un po&#39; una trombetta, me lo ricordo dai libri di scuola. Nonostante sia consapevole di questo, ho avuto l&#39;impressione che mi stesse sorridendo.&lt;br /&gt;Che bello: dopo tanti anni quelle immagini dei libri di scuola mi sono servite a qualcosa!&lt;br /&gt;Tra un pensiero e l&#39;altro il livello della schiuma scende. Il porcospino lentamente riaffiora.&lt;br /&gt;Con lo sguardo amorevole di un vecchio amico mi apostrofa: &lt;i&gt;Cazzone, come al solito hai respirato troppa birra. Ora ti verranno quelle allucinazioni terribili di cui mi parli sempre. Quelle in cui vivi in un mondo in cui tutto è difficile.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La penombra lascia spazio alla luce del sole di un nuovo giorno.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/10/spire-di-nulla.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgniKCMX7cdYdTLqnWXMquTNWvwkW7zDpksYQuoEXYTBYx7BG6g-PylzNX_bdHZttPMekCSUd8mui504vU6ZQjCDgugNpNtwbCorbBAc4fxv5KvfadnnKrU3knxO5gHaZA_Iuay/s72-c/fumo1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-293726762599774632</guid><pubDate>Wed, 08 Sep 2010 09:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-08T12:57:30.486+02:00</atom:updated><title>Sul deleterio fenomeno dell&#39;eiaculazione precoce verbale</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDiKdKTvEfXm7GF7MUXZwPs1mGvBfAHeFRuqrQP4Bc7qEjuVVwnPkIRYPF43XOX9wamOHcs8yNS_d2AUuKpn5bGCRsflk7Y65sgTCpvj7yM-Dbhg-MuY1H5x5DYDp4_0E5cZq_/s1600/telefono-bell.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 274px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDiKdKTvEfXm7GF7MUXZwPs1mGvBfAHeFRuqrQP4Bc7qEjuVVwnPkIRYPF43XOX9wamOHcs8yNS_d2AUuKpn5bGCRsflk7Y65sgTCpvj7yM-Dbhg-MuY1H5x5DYDp4_0E5cZq_/s320/telefono-bell.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Ecco come dovrebbe essere una tipica telefonata!&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5514475165733668786&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Io sono contrario alla tecnologia facile da usare e alla portata di tutti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Io voglio che ci sia una selezione naturale sugli utenti delle tecnologie. Se una persona non sa usare una certa tecnologia, ci sarà una ragione. E&#39; evidente che ha un limite. Punto. Non casca il mondo. Tutti hanno dei limiti e li accettano.&lt;br /&gt;Se io non so giocare a tennis, non devo rompere il cazzo al mondo, chiedendo racchette più grandi, campi più piccoli, palline più lente. Devo allenarmi seriamente, oppure cambiare attività.&lt;br /&gt;E&#39; un processo naturale. Mica lo ho inventato io adesso. Lo ha inventato la Natura, e Darwin lo ha condensato in una teoria.&lt;br /&gt;Dare a tutti una tecnologia è sbagliato. Nel mucchio c&#39;è sempre un discreto numero di minus abens che fanno danno.&lt;br /&gt;Uno dei casi più evidenti di quanto sostengo è il fenomeno dell&#39;&lt;i&gt;eiaculazione precoce verbale&lt;/i&gt;, ovvero quel fenomeno per cui persone che sono &lt;b&gt;lente&lt;/b&gt; a capire e a pensare hanno a disposizione tecnologie &lt;b&gt;velocissime&lt;/b&gt; per comunicare.&lt;br /&gt;In passato il problema era naturalmente attenuato dai limiti della tecnologia. Oggi non più.&lt;br /&gt;Nel Medio Evo le comunicazioni avvenivano tramite ambasciatori, messaggeri a cavallo, missive scritte con cura. C&#39;era il tempo di riflettere. Di soppesare. Di rileggere. Di capire ciò che si intendeva esprimere e di controllare che fosse chiaro.&lt;br /&gt;Oggi siamo circondati da gente che fatica a capire il finale di un telefilm, ma pretende di comunicare dal cellulare mentre guida nel traffico.&lt;br /&gt;Persone che faticano a capire una barzelletta hanno in mano strumenti pericolosissimi come le email, con il comando inoltra e metti in copia. Oppure gli SMS, magari con le liste di distribuzione. Oppure gli Instant Messengers a finestre multiple. Twitter. Facebook.&lt;br /&gt;Cazzo, secondo me certe tecnologie dovrebbero essere difficilissime da usare. Pesanti. Grosse. Da caricare a molla, oppure con una caldaia a vapore da caricare a mano, usando un badile. Con i comandi di travertino.&lt;br /&gt;Invece no: qualsiasi coglione ha accesso alla comunicazione veloce.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Le mail ci raggiungono ovunque.&lt;br /&gt;Siamo nello spazio virtuale.&lt;br /&gt;Siamo &lt;b&gt;online&lt;/b&gt;.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;E per dimostrare che si è &lt;b&gt;online&lt;/b&gt;, è fondamentale rispondere prontamente.&lt;br /&gt;Inviare il commento. Aggiornare il proprio stato. Rispondere alla mail. All&#39;SMS. Ah, sì, se non rispondi subito non sei nessuno. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Click&lt;/i&gt; RISPONDI &lt;i&gt;Click&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;...Hop hop. Subito. Voilà...&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Click&lt;/i&gt; INVIA &lt;i&gt;Click&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;...Hop hop. Subito. Voilà...&lt;br /&gt;Ho risposto.&lt;br /&gt;Sono finalmente online con la mia nuova cazzata.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/09/sul-deleterio-fenomeno-delleiaculazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgDiKdKTvEfXm7GF7MUXZwPs1mGvBfAHeFRuqrQP4Bc7qEjuVVwnPkIRYPF43XOX9wamOHcs8yNS_d2AUuKpn5bGCRsflk7Y65sgTCpvj7yM-Dbhg-MuY1H5x5DYDp4_0E5cZq_/s72-c/telefono-bell.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-7131870888487730996</guid><pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-09-01T10:42:00.242+02:00</atom:updated><title>Manifesto del cattivogustaio</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgiCaAsksFnseFwTa5gaosDetRH-fCnZ_gDiy3d1zrlxO5hLkYFmCVT2Y0eo-OajRXduQop4lLhK70uoFb3g6qS_vlf38jfQ6fd-rowUXntVp80iDkx01GfqjhTQ1F7pD49CU1a/s1600/Prova+del+Cuoco1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgiCaAsksFnseFwTa5gaosDetRH-fCnZ_gDiy3d1zrlxO5hLkYFmCVT2Y0eo-OajRXduQop4lLhK70uoFb3g6qS_vlf38jfQ6fd-rowUXntVp80iDkx01GfqjhTQ1F7pD49CU1a/s320/Prova+del+Cuoco1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;La prova del cuoco: che trasmissione del cazzo!&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5510378488246034002&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le tagliatelle di nonna Pina mi fanno cagare.&lt;br /&gt;Io voglio un mondo migliore, un mondo in cui la casta dei buongustai non esista.&lt;br /&gt;A me piace la gente normale. &lt;br /&gt;Le persone con una passione normale. Per l&#39;arte. Per lo sport. Per la matematica. La lettura. Il cinema. La gnocca. I fumetti. Giocare a palline. &lt;br /&gt;Anche la cucina ed il cibo, perché no, ma a livelli normali.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Cazzo, dov&#39;è finita la gente normale?!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Boh. Spariti. Evaporati. Tutti spazzati via. Al loro posto si sono insediati i buongustai.&lt;br /&gt;Sono arrivati di nascosto, scivolando su pattine silenziosissime: io non mi sono accorto di niente fino all&#39;ultimo.&lt;br /&gt;Sono ovunque. Sono tantissimi. Troppi. &lt;br /&gt;Quelli che cucinano in modo impeccabile, e solo con ricercatissimi ingredienti di prima qualità. Tutto il resto li disgusta.&lt;br /&gt;Quelli che sfoggiano padronanza di termini nel descrivere un vino, e che ci tengono ad usare rigorosamente aggettivi che non c&#39;entrano un cazzo con il vino. &lt;br /&gt;Quelli che mangiano solo cose &lt;i&gt;bio&lt;/i&gt;: se passano al reparto detergenti del supermercato assaggiano ed elogiano anche il Bio-Presto. &lt;br /&gt;Quelli che fanno 50 kilometri per andare a comprare i ravanelli kilometri zero, che sono più genuini e non inquinano. &lt;br /&gt;Quelli che inorridiscono se un accostamento di sapori non è perfetto, usando la stessa espressione scandalizzata di una bigotta che vede un prete spegnere un cero votivo con una pisciata in chiesa. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quelli che godono solo a tavola.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il cibo è nutrimento. La tavola è un momento conviviale. Sono cose importanti, ma non sono il fulcro dell&#39;Universo.&lt;br /&gt;L&#39;Universo è in grado di sopravvivere anche ai peggiori accostamenti tra cibo e vino.&lt;br /&gt;Io non capisco l&#39;accanimento esclusivo sul tema culinario tipico dei &lt;i&gt;buongustai&lt;/i&gt;. Seguire solo programmi di cucina, leggere solo libri di cucina, discutere solo di cucina e solo con altri appassionati di cucina.&lt;br /&gt;Andare a cena fuori (unico evento mondano concepibile dal &lt;i&gt;buongustaio&lt;/i&gt;), e poi passare la serata a mangiare, disquisendo e argomentando esclusivamente intorno al cibo, agli ingredienti, al servizio, al ristorante.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ah, che accostamento originale in questo piatto!&lt;br /&gt;Ah, che bouquet ricco che ha questo vino!&lt;br /&gt;Ah, assaggia questo: è eccezionale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ah, si scioglie in bocca!&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Per la cronaca anche le torte di terra che faceva mia sorella a 4 anni si scioglievano in bocca. Ne vuoi provare una? Se non trovo la terra, dono volentieri un mio stronzo per farti provare l&#39;esperienza.&lt;br /&gt;Caro &lt;i&gt;buongustaio&lt;/i&gt;, ma da dove sei saltato fuori? Quando, come e perché hai preso il posto della gente normale?&lt;br /&gt;Nella tua testa a pentolone, nel brodo dei tuoi pensieri, non c&#39;è nulla oltre a queste quattro cagate su quello che stiamo mangiando? &lt;br /&gt;Credi che sia normale un comportamento del genere?&lt;br /&gt;Il fatto che sia diffuso e che vada di moda non significa che sia normale.&lt;br /&gt;Non so perché questa cosa sia così popolare. Però è una aberrazione. Non è normale. &lt;br /&gt;Sarà possibile considerarla una cosa normale solo quando &lt;b&gt;tutti&lt;/b&gt; si uniformeranno ad essa.&lt;br /&gt;Ma io resisto. Forse da solo, ma resisto. Tra un piatto di pasta mal condita e un bicchiere di spuma del discount, io ti aspetto. Mi preparo allo scontro mangiando e bevendo quello che capita.&lt;br /&gt;Se è vero che viviamo per mangiare, non mi interessa vivere.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/09/manifesto-del-cattivogustaio.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgiCaAsksFnseFwTa5gaosDetRH-fCnZ_gDiy3d1zrlxO5hLkYFmCVT2Y0eo-OajRXduQop4lLhK70uoFb3g6qS_vlf38jfQ6fd-rowUXntVp80iDkx01GfqjhTQ1F7pD49CU1a/s72-c/Prova+del+Cuoco1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-6678447790609835144</guid><pubDate>Wed, 25 Aug 2010 07:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-08-25T12:04:53.046+02:00</atom:updated><title>Oye como va</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEimyKohXgrwO0JneMh9-9W_ZGlwmFfa6X3Mo63inrAHrprxsragk8mKmbx4HTHbxEBW3wWCyoXAOn_Gd2WkGBw_eIz2vpRRRxy71hMv2c9TB7A_LaSiIRvZG78NAPXrpOGeeGmU/s1600/Estamos+bien1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEimyKohXgrwO0JneMh9-9W_ZGlwmFfa6X3Mo63inrAHrprxsragk8mKmbx4HTHbxEBW3wWCyoXAOn_Gd2WkGBw_eIz2vpRRRxy71hMv2c9TB7A_LaSiIRvZG78NAPXrpOGeeGmU/s320/Estamos+bien1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Estamos bien&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5509255230568557010&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Copiaco (Cile), miniera si San Jose.&lt;br /&gt;La polvere rovente brilla accarezzata dai raggi del sole che tramonta.&lt;br /&gt;Le squadre di soccorso si alternano nella ricerca disperata di un segnale dai minatori sepolti. La speranza è flebile: sono passate più di due settimane dal crollo. &lt;br /&gt;Dopo 17 interminabili giorni di lavoro, la perseveranza viene premiata da un segno. Un messaggio scritto su un foglio di carta. I 33 minatori sono tutti vivi, al sicuro nel rifugio di emergenza predisposto 700 metri sotto la superficie. E&#39; il 22 Agosto 2010. &lt;br /&gt;La gioia si diffonde rapida e contagiosa tra gli operatori. Soccorritori, giornalisti, colleghi, famigliari: ognuno festeggia incredulo. Poi scende il buio, accompagnato dal freddo. La festa lentamente si spegne e tutti tornano all&#39;accampamento a dormire.&lt;br /&gt;Tutti tranne Oleandro de Montecucco, un collega minatore che ha abusato del pisco, scorso a fiumi durante la festa.&lt;br /&gt;Barcollando e sorridendo, Oleandro si avvicina al cordone ombelicale che collega i minatori intrappolati con la superficie. Oleandro si avvicina &lt;i&gt;al tubo&lt;/i&gt;. Appoggia la bocca e prova a parlare.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Pedro. Augusto. Antonio. Mi sentite?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Voci fioche rotte di commozione rispondono all&#39;appello.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Sì, vi sentiamo. Stiamo tutti bene. Avevamo perso la speranza, ma ci avete salvato. Grazie di cuore. Vi dobbiamo la vita. Siamo qui, tutti e 33. La stanza è piccola e buia, ma stiamo tutti bene. La felicità di essere stati ritrovati ci fa sembrare tutto bellissimo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La stanza è veramente piccola per 33 persone. Oleandro lo sa: l&#39;ha vista durante le esercitazioni. Una cinquantina di metri quadrati. Pochi per un gruppo così numeroso.&lt;br /&gt;Neglio occhi di Oleandro si accende una luce. Tra mille risolini eccitati chiede ai compagni:&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Avete fame? Volete qualcosa da mangiare?&lt;br /&gt;- Sì Sì... Sì, se è possibile!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Oleandro corre incerto fino all&#39;accampamento. Entra in cucina. Nella penombra della luna si guarda attorno. Apre le pentole. Toh, una zuppa: il tubo è piccolo, e una zuppa è l&#39;ideale. Riempe un catino di zuppa e torna verso il tubo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Ragazzi, ecco qui. E&#39; zuppa. Preparatevi, che ora la verso nel tubo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;I minatori eccitati si avvicinano usando il casco protettivo a mo di scodella.&lt;br /&gt;Scende la zuppa. Il primo della fila, Alvaro Corrantes, la beve ancora calda dal suo elmetto. E&#39; buonissima, gli da i brividi. I brividi però cessano. Alvaro sobbalza.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Fermi tutti! Non bevetela. Buttatela a terra.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;I colleghi, atterriti, rovesciano immediatamente a terra la zuppa.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Che c&#39;è Alvaro? E&#39; veleno?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Alvaro esita. Poi ammette:&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Ragazzi, è una fagiolata alla John Wayne. Viste le dimenzioni della stanza è troppo pericolosa!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Nel buio del rifugio si percepisce un moto di indignazione. Alvaro viene pesantemente insultato da tutti i colleghi. Gli insulti sono mossi da due concause.&lt;br /&gt;La prima è la fame. Temendo per la vita, i minatori hanno versato la zuppa sul pavimento di terra battuta, ed ora non è più possibile raccoglierla.&lt;br /&gt;La seconda è il rancore verso Alvaro Corrantes. Lui ha mangiato. Lui ha gustato la fagiolata dopo 17 giorni di freddo cibo insapore. &lt;b&gt;Lui&lt;/b&gt;. Alvaro Corrantes, detto &lt;i&gt;El Pinatubo&lt;/i&gt;, il minatore famoso per le memorabili scoregge.&lt;br /&gt;Alvaro è un ragazzo semplice. Un buono. Cerca di sdrammatizzare la situazione come meglio può...&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Forza ragazzi, non disperiamoci. Presto arriverà altro! A proposito &lt;b&gt;sentite questa...&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Scende il gelo, evidenziato dal suono fiacco e tremolante di una scoreggia. &lt;br /&gt;Alvaro si giustifica: &lt;i&gt;Ragazzi, quante storie, meglio fuori che dentro!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Alvaro è un ragazzo semplice, ma sa quando è tempo di trattiene una risata.&lt;br /&gt;Le urla dei colleghi si trasformano in sdegnata disapprovazione, spintonamenti, botte.&lt;br /&gt;Alvaro chiede scusa. Si giustifica: &lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Vi prego: è più forte di me. Farò del mio meglio per evitare, però risparmiatemi!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;I colleghi accettano un compromesso: se Alvaro riuscirà a trattenere le scoregge, la sua vita sarà risparmiata.&lt;br /&gt;Passano le ore. La fronte di Alvaro è perlata di sudore. La pressione nello stomaco è oramai insopportabile. Disperato chiede una tregua. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Vi scongiuro. Non ce la faccio più. Pietà!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Gli viene concesso uno sfogo, ma a gran voce gli viene imposta la modalità: &lt;i&gt;nel tubo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Alvaro stenta a crederci. E&#39; la fine di un incubo. Contratto dal dolore si avvicina al tubo, si gira e si mette sulle punte dei piedi per far aderire perfettamente il tubo al culo. E&#39; fatta. El Pinatubo può finalmente eruttare.&lt;br /&gt;Il lungo tubo deforma il suono, lo rende greve e innaturale. Strano. Scomposto. Non è una semplice scoreggia. E&#39; una scoreggia mista a rumori liquidi e voci umane. Voci che gridano.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Food is coming. Arriva il cibo: prepate un contenitore.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Alvaro viene spinto lontano dal tubo e i minatori preparano l&#39;elmetto.&lt;br /&gt;Zuppa. L&#39;unica cosa che passa facilmente dal tubo. Zuppa vagamente effervescente al sapore di merda.&lt;br /&gt;Dopo il pasto, il gruppo ringrazia i soccorritori e li rassicura: &lt;b&gt;los trentados&lt;/b&gt; stanno tutti bene.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/08/oye-como-va.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEimyKohXgrwO0JneMh9-9W_ZGlwmFfa6X3Mo63inrAHrprxsragk8mKmbx4HTHbxEBW3wWCyoXAOn_Gd2WkGBw_eIz2vpRRRxy71hMv2c9TB7A_LaSiIRvZG78NAPXrpOGeeGmU/s72-c/Estamos+bien1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-4908427642908735245</guid><pubDate>Tue, 18 May 2010 09:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-05-18T13:07:56.131+02:00</atom:updated><title>Colletti bianchi</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnCxBOvN0vKi2dTkdWHsoTcvwm6ITyi0IGw8hWBPdPFdjDQAFO4IfW1xKlLCH-fptGjVKDWlZ8pF7I3qLUzpbmyNDCzbvgpE4lCnBodtmRdodIPFrxN4YGg8mcKqjMbhN5yj05/s1600/stirare.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnCxBOvN0vKi2dTkdWHsoTcvwm6ITyi0IGw8hWBPdPFdjDQAFO4IfW1xKlLCH-fptGjVKDWlZ8pF7I3qLUzpbmyNDCzbvgpE4lCnBodtmRdodIPFrxN4YGg8mcKqjMbhN5yj05/s320/stirare.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Autoritratto durante l&#39;attività di stiratura&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5472543797291353250&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Dietro un grande uomo c&#39;è sempre una grande donna.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Si vedrà. Intanto, in attesa di diventare un grande uomo, le camicie me le stiro da solo.&lt;br /&gt;Solo le camicie. Il resto lo uso stropicciato, che tanto sono veramente negato a stirare. A volte mi faccio tenerezza da solo. Mi guardo allo specchio e sembro un barbone pulito. Un barbone pulito che indossa una camicia con pieghe profondissime.&lt;br /&gt;Sì. Quella è una delle mie specialità nella stiratura: so fissare in modo indelebile la stropicciatura. Sembra ricamata. Impressa a fuoco.&lt;br /&gt;In effetti quando stiro, per me i casi possibili sono 2.&lt;br /&gt;Il primo è la già citata piega impressa a fuoco. Non mi capacito. Stendo con cura la camicia sull&#39;asse. La accarezzo dolcemente per stenderla. Le passo sopra il ferro da stiro, e al suo passaggio magicamente fiorisce una piega indelebile. E&#39; un fenomeno per me incredibile e inspiegabile. Le prime volte guardavo stupito la piastra del ferro da stiro alla ricerca di ciò che generava le pieghe. Ora invece mi sono rassegnato: attendo il giorno in cui uno stilista lancerà la moda delle stropicciature impresse a fuoco. Farò un figurone! Sarò il migliore.&lt;br /&gt;Il secondo caso possibile è la stiratura a tempo. In pratica la camicia è perfetta e liscia. Ma l&#39;effetto dura un quarto d&#39;ora. Poi la stoffa riprende la stropicciatura originale. Credo che dovrei donare un po&#39; delle mie camicie ai ricercatori nell&#39;ambito dei materiali a memoria di forma. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Che materiale a memoria di forma cercate? Datemelo, io gli do un colpo di ferro da stiro et voilà!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Migliorare con la stiratura per me è impossibile: nonostante il mio impegno, e i molti tentativi, non miglioro.&lt;br /&gt;A volte fisso affascinato chi stira. Cerco di carpirne i segreti. Boh. Non funziona. Con me le stesse cose semplicemente non funzionano.&lt;br /&gt;In principio pensavo fosse un problema di qualità del ferro da stiro. Poi ho sospettato l&#39;asse. Ora inizio a sospettare seriamente del mondo degli stilisti. Cosa aspettano a lanciare le camicie con pieghe impresse a fuoco?!</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/05/colletti-bianchi.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnCxBOvN0vKi2dTkdWHsoTcvwm6ITyi0IGw8hWBPdPFdjDQAFO4IfW1xKlLCH-fptGjVKDWlZ8pF7I3qLUzpbmyNDCzbvgpE4lCnBodtmRdodIPFrxN4YGg8mcKqjMbhN5yj05/s72-c/stirare.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-7618770989101107783</guid><pubDate>Fri, 23 Apr 2010 10:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-23T13:59:41.425+02:00</atom:updated><title>Gerontologismi</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgowZexNoTYNYKStTVNBWzX7bcdvFJJu68U41Pf5zBheQoFC5-sBvUdrbl_Y4EkGozTmioiECxoJl4XW73tRAq1R_sXqPvqFuyLcDeNkmmVvIEpe9Fa-6ynma-vYVn10sXubeAh/s1600/gerontologismo1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 211px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgowZexNoTYNYKStTVNBWzX7bcdvFJJu68U41Pf5zBheQoFC5-sBvUdrbl_Y4EkGozTmioiECxoJl4XW73tRAq1R_sXqPvqFuyLcDeNkmmVvIEpe9Fa-6ynma-vYVn10sXubeAh/s320/gerontologismo1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Un gerontologismo&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5463277798406248306&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questa mattina leggendo il giornale mi sono imbattuto nella parola &lt;i&gt;monili&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Monili&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Che cazzo di parola. &lt;br /&gt;Prova a pronunciarla a voce alta. Come ti suona?&lt;br /&gt;Secondo me meriterebbe un dignitoso oblio. Ha fatto il suo tempo. Ora non serve più. Mi sembra umiliante per tutti riesumarla.&lt;br /&gt;Pensandoci bene, credo che monili non sia un caso isolato.&lt;br /&gt;Un altro caso? &lt;i&gt;Arzillo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;La parola arzillo è morta forse un secolo fa. Il destino delle sue spoglie è però connesso alla parola &lt;i&gt;vecchietto&lt;/i&gt;. Vecchietto si trascina dietro l&#39;orrendo cadavere del termine arzillo, che oramai è privo di ogni significato. Come ti sentiresti se ti dessero dell&#39;arizillo?&lt;br /&gt;Se a me qualcuno dicesse &lt;i&gt;arizillo&lt;/i&gt;, io mi incazzerei come un puma.&lt;br /&gt;Arzillo è il vecchietto. E solo il vecchietto.&lt;br /&gt;Oppure &lt;i&gt;spettabile&lt;/i&gt;. La parola spettabile è morta e si è mummificata sul frontespizio di una lettera. Su una busta.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sai cosa ti dico? Sei proprio spettabile.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;A te come suonerebbe una dichiarazione simile?&lt;br /&gt;Questi termini, vecchi e stanchi, no se la sentono più di uscire. Di apparire in pubblico. Eppure qualche idiota, per un motivo o per l&#39;latro, continua ad evocarli, e non gli permette di spegnersi in santa pace, come meriterebbero. Che destino.&lt;br /&gt;E&#39; il destino dei &lt;b&gt;gerontologismi&lt;/b&gt;. Termini vecchi rimasti intrappolati nel limbo delle frasi fatte della lingua italiana.&lt;br /&gt;Parole che non suonano più come vive. Vorrei fare un appello nazionale: &lt;b&gt;rispettiamo i gerontologismi e lasciamo che si spengano in pace.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Questa mattina mi sono destato arzillo. Pimpante. Anelo raggiungere l&#39;uscio e respirare la scoppiettante aere mattutina. Salutare il Belpaese, grato del mirabolante fenomeno dei gerontologismi. Il monile che porta in dote la nostra beneamata lingua romanza. Mi spoglio del copricapo innanzi a siffatti fenomeni linguistici e mi domando se anche a tuo avviso meritino rispetto.&lt;br /&gt;Se tu sei concorde, lascia che i gerontologismi si spengano e riposino in pace, come meritano. Al fin dona loro il meritato riposo.&lt;/i&gt;</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/04/gerontologismi.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgowZexNoTYNYKStTVNBWzX7bcdvFJJu68U41Pf5zBheQoFC5-sBvUdrbl_Y4EkGozTmioiECxoJl4XW73tRAq1R_sXqPvqFuyLcDeNkmmVvIEpe9Fa-6ynma-vYVn10sXubeAh/s72-c/gerontologismo1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-7979707204721005006</guid><pubDate>Fri, 16 Apr 2010 06:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-16T15:08:09.194+02:00</atom:updated><title>Sul Blackberry, ovvero il telefono anti-uomo</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhC2-S_je0XtkREJ4aVvmuxakhjdHqIxPUQL6pSB1vqsae-jf6va9r84lCZ07da4ASeqneDfAdYpHaPRBS1WNiMnnv-94-TwNkvvB4H2wHvWjKvdQrmebNLjvJRo6kxNL5YMHnB/s1600/blackberry1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 284px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhC2-S_je0XtkREJ4aVvmuxakhjdHqIxPUQL6pSB1vqsae-jf6va9r84lCZ07da4ASeqneDfAdYpHaPRBS1WNiMnnv-94-TwNkvvB4H2wHvWjKvdQrmebNLjvJRo6kxNL5YMHnB/s320/blackberry1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;che telefono del cazzo!&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5460626240067291554&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un prato verde smeraldo nella Cambogia del nord.&lt;br /&gt;Macchie colorate di fiori profumati sul manto erboso.&lt;br /&gt;Una bambina in abiti umili corre felice.&lt;br /&gt;Un bagliore in mezzo all&#39;erba.&lt;br /&gt;La bambina, curiosa, si avvicina al bagliore. In mezzo all&#39;erba è mollemente adagiato un telefono nero, sinuoso, quasi sensuale. Le forme morbide. Lo schermo colorato. La bambina curiosa si avvicina all&#39;oggetto e lo raccoglie.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;ZOT&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il prato si trasforma in una distesa di asfalto. La bambina è vecchia, consunta, con i capelli arruffati e lo sguardo isterico. Attorno a lei squilli, clacson e rumore.&lt;br /&gt;Zoom sulla mano artritica e callosa che sorregge il telefono. Sullo schermo luci, spie lampeggianti, avvisi in rosso.&lt;br /&gt;La mano tremante si apre in uno sforzo estremo per liberarsi del telefono.&lt;br /&gt;Mentre il telefono cade, cessa il rumore e l&#39;ambiente torna sereno. L&#39;apparecchio si adagia di nuovo mollemente sull&#39;erba, e la vecchia si trasforma in cenere che viene portata via dal vento. Il suono del vento cela impercettibile un sospiro di sollievo. Un riso liberatorio. Lo schermo va a nero. Logo RIM e marchio Blackberry.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fossi un milionario eccentrico, pagherei personalmente per questa campagna pubblicitaria.&lt;br /&gt;Purtroppo la mia condizione economica non me lo permette, pertanto mi limiterò ad un messaggio meno figurato e più concreto: &lt;i&gt;Il Backberry fa cagare.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La sua funzione di integrazione con il lavoro è una prigionia. Una schiavitù.&lt;br /&gt;La rubrica contiene solo ed esclusivamente i contatti di Outlook. E i miei amici?!? &lt;br /&gt;A me Outlook ha sempre fatto cagare: ho perso la mia vecchia rubrica del cellulare ed ho trovato al suo posto il rubrichino piccolo e svogliato che avevo distrattamente compilato su Outlook in passato.&lt;br /&gt;Le email sono (mal) gestite come gli SMS.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Toh... un SMS... che bello: vediamo chi mi cerca. Ma vaffanculo: il solito spam Herbal Viagra&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Navigare tra i menù è eterno. Vuoi leggere un messaggio? Click sulla bustina. Mille messaggi. Tutti vecchi. Dov’è il nuovo? Scrolla. Non c’è. Boh. &lt;br /&gt;Guai a cancellare i vecchi: tra di loro ci sono anche le email. Cancellarle significa perdere anche dal computer le email del lavoro…&lt;br /&gt;Vabbé, facciamo una ricerca dei non letti. Eccolo. E dov’era prima?!? Mah… leggiamolo. Ok, il solito Herbal Viagra. Bene. Ma se glie lo compro, dopo smetteranno di tempestarmi di messaggi? &lt;br /&gt;All’uscita dalla funzione messaggi, continua ad essere attivato il segnale di nuovi messaggi. Mah… un altro?&lt;br /&gt;Ri-entrando nell’applicazione, il segnale di nuovi messaggi si disattiva. Che merda! Ma è possibile che devo scancherare come un coglione per 2 ore per fare una roba che con i cellulari da povero in bianco e nero avrei fatto più in fretta e meglio?!?!&lt;br /&gt;L’unica nota positiva è il design. Il reparto tecnico ha dato il massimo sulla forma. Secondo me è stato un impulso egoistico: volevano una forma arrotondata, senza spigoli o parti appuntite, perché temevano prima o poi di incontrare un cliente che gli avrebbe infilato il loro bel telefono del cazzo su per un qualche sfintere.&lt;br /&gt;Per il resto è inutilizzabile. Mi sta facendo rimpiangere la rubrica di carta. Per quel che riguarda gli SMS, ho già risolto: li scrivo su un foglio di carta, e poi li piego e arrotolo sul Blackberry. Poi scaglio il telefono nella direzione della finestra dell&#39;abitazione della persona a cui sono indirizzati. Mi rispondono tutti più velocemente del solito: &lt;i&gt;&#39;sto telefono del cazzo non lo vuole proprio nessuno&lt;/i&gt;!</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/04/sul-blackberry-ovvero-il-telefono-anti.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhC2-S_je0XtkREJ4aVvmuxakhjdHqIxPUQL6pSB1vqsae-jf6va9r84lCZ07da4ASeqneDfAdYpHaPRBS1WNiMnnv-94-TwNkvvB4H2wHvWjKvdQrmebNLjvJRo6kxNL5YMHnB/s72-c/blackberry1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-4084745226313245560</guid><pubDate>Fri, 09 Apr 2010 08:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-04-09T10:30:57.829+02:00</atom:updated><title>Donne al volante 2.0</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhCON-LTZ34G-7AJIp4O0VAV1nKZoXvRUrxuAwZBgoOeL5bIH6u6iyR13x9AH4Lu3DlojguVIE9E2TgBeS6O7t2cPROcVfKulImK9YjlJEWqgOEXSV3qZlFvSDo5oClxf3lkzMh/s1600/Hummer-H21024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhCON-LTZ34G-7AJIp4O0VAV1nKZoXvRUrxuAwZBgoOeL5bIH6u6iyR13x9AH4Lu3DlojguVIE9E2TgBeS6O7t2cPROcVfKulImK9YjlJEWqgOEXSV3qZlFvSDo5oClxf3lkzMh/s320/Hummer-H21024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;SUV per trasporto bimbi a scuola&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5458048819850395474&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Buongiorno Signora Balottelli Pagani Boffa, la sua auto è arrivata. E’ qui in concessionaria. La aspettiamo oggi pomeriggio per la consegna.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Oh, meno male. La attendevo con ansia! Sa, percorro quasi duemila kilometri all’anno, e qui in città avevo proprio bisogno di un’automobile più sicura. Mi capisce vero?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Certo, ha ragione. In città la velocità media di crociera è molto bassa, ma se un giorno il traffico si dissolvesse magicamente, lei sarebbe già pronta. Complimenti per la sua lungimiranza.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Grazie grazie… a proposito di lungimiranza, dice che ho fatto bene a prenderla diesel?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente percorrendo 2000 kilometri all’anno, poteva prenderla anche a Don Perignon del 1967. Comunque il diesel è stato una ottima scelta. Ho capito che lei è una donna attenta negli acquisti quando mi ha chiesto il motore 5000cc biturbo da 400 cavalli, assolutamente necessario per portare il figlio a scuola, ma comunque diesel. Lei ama il risparmio. Brava. Vorrei anche io una moglie così oculata.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sarà abbastanza potente?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia perfetta per le sue esigenze! Ricordo distintamente il giro di prova che abbiamo fatto insieme. Non potrò mai dimenticarlo: non avevo mai visto in autostrada i moscerini sbattere sul vetro, rialzarsi intontiti e volare via. Una cosa simile la potrà fare anche con questa macchina, non si preoccupi.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Grazie per le rassicurazioni e i consigli, vengo a ritirarla subito. A dopo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;A dopo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Poco dopo sul piazzale della concessionaria parcheggia un SUV enorme, con rostri alle ruote e missili terra aria sul tetto. Dal mezzo scendono due donne. Sganciano dal seggiolino i figli, estraggono dal cofano due passeggini e muovono verso l’ingresso.&lt;br /&gt;Il venditore le accoglie calorosamente&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Signora Balottelli Pagani Boffa, buon pomeriggio. Che rapidità. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Buon pomeriggio. Sì, con la guida della mia amica, la Pucci, abbiamo fatto infrettissima. Siamo proprio due pazze noi hahahah&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ecco qui la macchina. Se ha un minuto le spiego le varie funzioni…&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mah… per chi mi ha preso? Cosa insinua? So guidare!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le volevo solo illustrare brevemente il cambio automatico&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Beh… funzionerà automaticamente! Con quel che l’ho pagato…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Certo, è molto intuitivo. Ha ragione. Il mio è stato un eccesso di zelo. Si accomodi a bordo e buon viaggio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La donna si abbarbica sull’altissimo sedile del suo nuovo e potente mezzo.&lt;br /&gt;Chiude la portiera e osserva il cruscotto con lo sguardo sconcertato di una persona che scopre di avere un buco del culo in fronte.&lt;br /&gt;Finge indifferenza e cerca un comando amico per l’accensione. Un enorme pulsante START che lampeggia sembra un buon indizio. Lo preme. Funziona.&lt;br /&gt;Ora viene la parte difficile. Sta levetta del cambio, ‘sti pochi pedali sotto, ‘ste palette sul volante… se è automatico basterà accelerare.&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;Accelerare di più&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;Più a fondo&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;Attorno alla macchina si addensano uomini in camicia bianca e cravatta, con grandi occhiali dalle montature di bachelite. &lt;br /&gt;Una voce amplificata gracchiante inizia un test go/no go.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Start automatic ground launch sequencer&lt;br /&gt;GO&lt;br /&gt;Retract orbiter access arm &lt;br /&gt;GO&lt;br /&gt;Start auxiliary power units &lt;br /&gt;GO&lt;br /&gt;Arm solid rocket booster &lt;br /&gt;GO&lt;br /&gt;Start orbiter aerosurface profile test&lt;br /&gt;GO&lt;br /&gt;Retract gaseous oxygen vent arm&lt;br /&gt;GO&lt;br /&gt;Crew members close and lock&lt;br /&gt;GO&lt;br /&gt;Orbiter transfers from ground to internal power &lt;br /&gt;GO&lt;br /&gt;Main engine start&lt;br /&gt;GO&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Parte un conto alla rovescia mentre alcuni operai approntano più rapidamente possibile la rampa di lancio.&lt;br /&gt;L’automobile è avvolta nel fumo. Nella nebbia il venditore si agita invano gridando IL FRENO A MANO.&lt;br /&gt;All’improvviso un boato. Il cofano si apre.&lt;br /&gt;Dal cofano esce tremolante il motore. Ha una faccia furiosa. Qualcuno deve pagare. Racimola i vari tubi e cavi che lo connettono all’automobile e scavalca la carrozzeria.&lt;br /&gt;A passi pesanti si avvicina alla portiera.&lt;br /&gt;Bussa al vetro.&lt;br /&gt;La signora, vagamente intimorita apre solo un piccolo spiraglio.&lt;br /&gt;Con gli occhi iniettati di sangue, ma con voce calma, il motore le rivolge la parola.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vuoi togliere quel cazzo di piede dall’acceleratore, per piacere?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La signora alza timidamente il piede.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Scendi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La signora è titubante. Si guarda attorno cercando supporto. Un aiuto. Poi si rassegna. Apre la portiera.&lt;br /&gt;Guardando verso il basso scende dalla macchina.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dammi le chiavi. Dammi le chiavi e vai a casa, tu e tutte quelle come te, mi avete rotto il cazzo. Finitela.&lt;/b&gt;</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/04/donna-al-volante.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhCON-LTZ34G-7AJIp4O0VAV1nKZoXvRUrxuAwZBgoOeL5bIH6u6iyR13x9AH4Lu3DlojguVIE9E2TgBeS6O7t2cPROcVfKulImK9YjlJEWqgOEXSV3qZlFvSDo5oClxf3lkzMh/s72-c/Hummer-H21024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-1950937287412355314</guid><pubDate>Mon, 22 Feb 2010 10:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-22T15:02:06.814+01:00</atom:updated><title>Scioperare stanca?</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiVNnERNRFGZ2BfojMCvoDjeWLsH-Xmufhxne3Wf3UddKMopAzXvZRxmVn67GCqJ0f6MqTFDybguZngCm9BOEYn223MzglSqRFDwHnX8qVzckzhN6hhems0u7rWcDbhOg-JSS0h/s1600-h/pilota1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 215px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiVNnERNRFGZ2BfojMCvoDjeWLsH-Xmufhxne3Wf3UddKMopAzXvZRxmVn67GCqJ0f6MqTFDybguZngCm9BOEYn223MzglSqRFDwHnX8qVzckzhN6hhems0u7rWcDbhOg-JSS0h/s320/pilota1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Che s&#39;ha da fa&#39; pe&#39;ccampa&#39;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5441006771363490050&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il 24 Febbraio scadrà il mio visto per l&#39;Iran.&lt;br /&gt;Con un tempismo invocatore di bestemmie potentissime, i piloti Lufthansa hanno indetto uno sciopero e cancellato il mio volo di rientro in Italia.&lt;br /&gt;Chissà cosa prevede la legge locale per i clandestini appartenenti ad un paese che auspica l&#39;ingresso di Israele in Europa... &lt;br /&gt;Boh, preferisco non saperlo, ecco perché la mia attività di oggi è &lt;b&gt;risolvere&lt;/b&gt; il problema. Nota la risolutezza: qui non si parla di &lt;i&gt;cercare o provare&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;Come dice uno dei più grandi pensatori di tutti i tempi (passati e futuri) &lt;blockquote&gt;No! Provare no! Fare. O non fare. Non c&#39;è provare! &lt;br /&gt;&lt;i&gt;(Yoda, Star Wars)&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Ad ora la soluzione più probabile è un volo &lt;i&gt;Iranair&lt;/i&gt; su &lt;i&gt;Roma&lt;/i&gt;. Mi spiego? &lt;i&gt;Iranair su Roma:&lt;/i&gt; in pratica al check-in farò che buttare direttamente nell&#39;immondizia la valigia.&lt;br /&gt;Dico che è la soluzione &lt;i&gt;più probabile&lt;/i&gt; perché qui in Iran vige una ineluttabile vaghezza. Nella fattispecie:&lt;br /&gt;Lufthansa Europa ha una mia riprotezione attiva (significa in poche parole che mi danno un biglietto alternativo), ma loro non la possono implementare perché è contraria alle loro procedure. E&#39; stata inserita da Lufthansa Iran. L&#39;unica soluzione è che io parli direttamente con Lufthansa Iran. Lufthansa Europa &lt;b&gt;non&lt;/b&gt; parla direttamente con Lufthansa Iran. E&#39; solo la stessa azienda, giustamente che cazzo mi posso aspettare?!&lt;br /&gt;Chiamo Lufthansa Iran, ma nessuno risponde. Visto che non è molto distante dal mio ufficio, decido di andare di persona presso di loro.&lt;br /&gt;Sulla porta c&#39;è un cartello: chiudono alle 16. Bene: sono le 15:05.&lt;br /&gt;Entro e l&#39;usciere mi dice che non accettano più clienti: sono chiusi.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Alle 15:05?!?! Ma siete tutti stronzi? Chiamatemi la persona più straniera che lavora qui, voglio parlargli!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Come se nulla fosse l&#39;usciere mi permette di entrare. Ora che sono un po&#39; incazzato loro sono di nuovo aperti. Strana la vita.&lt;br /&gt;L&#39;impiegata mi rilascia un biglietto, rigorosamente cartaceo, con la mia riprotezione: volo con IranAir e con Alitalia. La riprotezione prevede l&#39;uso di compagnie aeree del gruppo Lufthansa, e &lt;i&gt;né&lt;/i&gt; IranAir &lt;i&gt;né&lt;/i&gt; Alitalia appartengono al gruppo. Ecco spiegato perché dall&#39;Europa non mi potevano rilasciare i nuovi biglietti. Qui però possono. &lt;i&gt;Meglio: se non possono, comunque lo fanno.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;L&#39;impiegata mi raccomanda di contattare domani IranAir per ri-confermare la mia presenza. Loro lo hanno già fatto, ma visto che in IranAir l&#39;overbooking è selvaggio, e bene ricordargli più e più volte che si intende veramente prendere l&#39;aereo.&lt;br /&gt;Ora sono qui, con il mio biglietto cartaceo in mano, e con un bigliettino di carta con su scritto il numero di telefono degli uffici IranAir. &lt;br /&gt;Non so se dovrei essere proprio incazzato. Credo che perlomeno dovrei essere teso. In realtà non me ne frega un cazzo. Mi adatto all&#39;ineluttabile vaghezza iraniana. Che cazzo me ne frega? In un modo o nell&#39;altro le cose si aggiusteranno.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Per me&lt;/i&gt; il problema è risolto. &lt;br /&gt;Quando tutte le strade finiscono, puoi fermarti, oppure puoi iniziare a muoverti fuoristrada, scoprendo che in questo modo puoi raggiungere molti più luoghi che con qualsiasi strada.&lt;br /&gt;Vedo la massima di Yoda sotto una luce diversa.&lt;br /&gt;L&#39;ineluttabile vaghezza iraniana mi ha forgiato. In fondo sono contento.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/02/scioperare-stanca.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiVNnERNRFGZ2BfojMCvoDjeWLsH-Xmufhxne3Wf3UddKMopAzXvZRxmVn67GCqJ0f6MqTFDybguZngCm9BOEYn223MzglSqRFDwHnX8qVzckzhN6hhems0u7rWcDbhOg-JSS0h/s72-c/pilota1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-3986374290546164933</guid><pubDate>Sun, 14 Feb 2010 20:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-14T23:27:20.388+01:00</atom:updated><title>Sugli assegni giganti</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9k9UqYXJX1dyR7DMM6D7uMboI00KxvtGJXbDg9yjPc6vpjeqZOp1E-YQHHoR44UGEQgCV9XJj8a6qpq544AO1aFmel4vMZh7GIO5MfukK_IwA2K-Rk7Ukc6mxEyEXUCtzSSJj/s1600-h/assegnogigante1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9k9UqYXJX1dyR7DMM6D7uMboI00KxvtGJXbDg9yjPc6vpjeqZOp1E-YQHHoR44UGEQgCV9XJj8a6qpq544AO1aFmel4vMZh7GIO5MfukK_IwA2K-Rk7Ukc6mxEyEXUCtzSSJj/s320/assegnogigante1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Assegno gigante&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5438202539380868786&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera ho visto in TV un concorso a premi. Una roba inglese in cui si vince uno di quegli assegni giganti. Il vincitore era tutto contento con il suo assegnone in mano.&lt;br /&gt;Tra me e me pensavo: &lt;i&gt;Beato lui! Vorrei essere al suo posto!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Poi però ho immaginato di essere veramente al suo posto. &lt;br /&gt;Ho immaginato di uscire dallo studio in cui tutti mi applaudivano e di trovarmi in strada, con il mio assegno gigante in mano. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Speriamo che nessun malvivente mi noti&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Col cazzo! Andare per strada con un assegno simile è come essere un pesce che scoreggia: non si può non notare!&lt;br /&gt;Tutti che ti fissano, e tu li, come uno stronzo, che ti fai strada con la tua vela di carta in mano. &lt;i&gt;Permesso. Scusi. Permesso. Pardon.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ma se lo piego, &#39;sto assegno sarà ancora valido? Boh. Meglio non rischiare...&lt;br /&gt;Taxi. Taxi...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;I taxi non si fermano: ti deridono, ti scartano e proseguono oltre. Bastardi!&lt;br /&gt;Intanto le persone ti guardano, ti indicano, si danno di gomito. Che tortura.&lt;br /&gt;Fino a casa a piedi. E quando dico &lt;i&gt;fino a casa&lt;/i&gt;, intendo proprio &lt;i&gt;fino a casa&lt;/i&gt; nel senso più esteso del termine: l&#39;assegno non entra nell&#39;ascensore. A stento entra dalla porta d&#39;ingresso.&lt;br /&gt;Mentre l&#39;assegno si trova al sicuro tra le mura domestiche, giro la città alla ricerca di un portafogli da 6 metri quadrati. Tutti i negozianti mi guardano come se fossi stronzo. Cazzo, se cerco un portafogli così ci sarà pur una ragione, no?&lt;br /&gt;Che se ne vadano tutti a fare in culo: dopo tre giorni finalmente posso uscire di casa con il mio portafoglio gigante in tasca: un pellettiere me ne ha confezionato uno su misura. Mi è costato poco meno del valore nominale dell&#39;assegno, ma ne è valsa sicuramente la pena!&lt;br /&gt;Il portafoglio sbuca un po&#39; dalla tasca. A dirla tutta supera abbondantemente la mia testa. E&#39; fissato alla schiena con due bretelle, come uno zaino. Per renderlo un po&#39; più verosimile l&#39;ho abbinato con un cellulare alto 3 metri. Boh, mi sembra che lo stratagemma funzioni abbastanza.&lt;br /&gt;Senza particolari problemi raggiungo la banca. E&#39; stata più facile di quanto credessi.&lt;br /&gt;Apro il portafoglio e sporgo l&#39;assegno. &lt;br /&gt;Cazzo: non passa dalla feritoia dello sportello. Il cassiere mi guarda attonito. Io sdrammatizzo fingendo di spedire un SMS dal mio cellulare gigante. Madonna quanto pesa. E&#39; impossibile fare il disinvolto. Crollo e confesso: è un assegno gigante, e vorrei incassarlo. &lt;br /&gt;Il cassiere sorride e mi indica l&#39;ultimo sportello: &lt;i&gt;Titoli di credito giganti&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Mi avvicino incredulo. Felice. A stento trattengo l&#39;emozione. &lt;br /&gt;Saluto il cassiere e porgo l&#39;assegno gigante attraverso l&#39;apposita feritoia.&lt;br /&gt;Il cassiere lo riceve, lo registra e finalmente prepara il contante.&lt;br /&gt;Apre un cassetto gigante.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ommerda&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Ne estrae banconote giganti e monete grandi come ruote di autobus.&lt;br /&gt;Porca di quella puttana maledetta, ma &#39;sti assegni giganti a che cazzo servono?</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2010/02/sugli-assegni-giganti.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9k9UqYXJX1dyR7DMM6D7uMboI00KxvtGJXbDg9yjPc6vpjeqZOp1E-YQHHoR44UGEQgCV9XJj8a6qpq544AO1aFmel4vMZh7GIO5MfukK_IwA2K-Rk7Ukc6mxEyEXUCtzSSJj/s72-c/assegnogigante1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-6760177057558654444</guid><pubDate>Thu, 03 Dec 2009 09:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-03T14:31:20.163+01:00</atom:updated><title>Understanding Bollywood</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgvKJRNE1oXkqNC4-nFputLYaqL-qSsEPGxKTCgkzY19FtzyJByEzO8_4486lgbgNCQahB4S_S7tx97s3552_ykU_dgWUY-qTuy6WUP0Vqdg4tHN9x9z721o7OV0H-YEDof6poZ/s1600/bollywood460.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 192px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgvKJRNE1oXkqNC4-nFputLYaqL-qSsEPGxKTCgkzY19FtzyJByEzO8_4486lgbgNCQahB4S_S7tx97s3552_ykU_dgWUY-qTuy6WUP0Vqdg4tHN9x9z721o7OV0H-YEDof6poZ/s320/bollywood460.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Mitico balletto in stile Bollywood&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5409082173621557378&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lo sviluppo di una Nazione si comprende dal suono dei suoi strumenti musicali.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Più il paese è povero, più i suoi strumenti musicali fanno un suono del cazzo. &lt;br /&gt;Ci hai mai fatto caso? Senza andare tanto lontano, basta pensare alle chitarrine fastidiose e alle trombette scoreggianti del mondo latino-americano... hai presente?&lt;br /&gt;Evidentemente solo le Nazioni ricche hanno accesso agli strumenti musicali seri.&lt;br /&gt;Poiché la mia dote più nascosta è la diplomazia, ieri parlavo di questa cosa con due indiani.&lt;br /&gt;L&#39;ho già anticipato: &lt;i&gt;la mia dote più nascosta è la diplomazia&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Parlavo con loro dei film di Bollywood. Quei film coloratissimi in cui ogni occasione è buona per cantare e ballare. &lt;i&gt;Ballare.&lt;/i&gt; Ballare è una parola grossa. Le loro coreografie mi ricordano il momento in cui il pesce viene buttato nel barile e si dimena per uscirne: con gli strumenti musicali che hanno, probabilmente non è possibile fare molto di più...&lt;br /&gt;L&#39;occasione era ghiotta, così ho chiesto ai due indiani di aiutarmi a comprendere lo spirito di questi film, così amati da tutto il mondo orientale.&lt;br /&gt;Entusiasta per la domanda, uno dei due ha preso il computer e mi ha fatto subito vedere uno spezzone. L&#39;ambientazione è una stanza enorme. In fondo alla stanza c&#39;è una donna sola, vestita di bianco. Arriva un uomo vestito di blu carico. Ha una scatola. La apre.&lt;br /&gt;L&#39;apertura di una scatola in India è condizione sufficiente per far partire un balletto: 10 minuti di musica cantata, in cui la stanza si riempe di ballerini vestiti con costumi sgargianti.&lt;br /&gt;10 minuti in cui i due indiani di fianco a me cantavano felici. Sapevano &lt;b&gt;tutto&lt;/b&gt; il testo a memoria. Erano così felici che mi hanno contagiato. Non capivo nulla del film, ma mi divertivo.&lt;br /&gt;Alla fine mi hanno spiegato la scena. &lt;br /&gt;La donna vestita di bianco è sposata da un anno. Quello è il giorno del loro primo anniversario. Il marito le porta un regalo. Lei, che in quel momento è un po&#39; giù di baracca, chiede al marito se la ama. Lui le risponde una cosa tipo &lt;i&gt;ovviamente&lt;/i&gt;!&lt;br /&gt;Insomma... la sceneggiatura fa cagare. &lt;br /&gt;Però c&#39;è dell&#39;altro.&lt;br /&gt;Il balletto ed il canto rappresentano i sentimenti e gli stati d&#39;animo della donna che si sente felice della risposta del marito. Le persone che ballano in abiti colorati in realtà non sono personaggi del film. Sono un modo per dare maggiore enfasi alla canzone.&lt;br /&gt;In poche parole i balletti sono gli &lt;i&gt;effetti speciali sentimentali&lt;/i&gt; che usano a Bollywood per esprimere le emozioni, vero fulcro delle loro storie. Gli eventi sono secondari. Bollywood è un affascinante frutto incontaminato della cultura spirituale indiana.&lt;br /&gt;Bello! Quando ho rivisto la scena, finalmente ho compreso ed apprezzato.&lt;br /&gt;Finalmente ho visto oltre la trama orrenda, oltre i balletti sincopati, oltre le loro voci gracchianti, oltre i loro strumenti musicali del cazzo.&lt;br /&gt;Son contento che nel mondo ci sia così tanta varietà di espressione. E&#39; un bene che questi poveri stronzi non abbiano accesso agli strumenti musicali seri. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Evviva!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;...ora può iniziare il balletto colorato per la fine del post: si preparino le cento trombette del cazzo che ho ingaggiato. Io intanto cerco nel barile pieno di pesci l&#39;ispirazione per la coreografia del mio balletto. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Cinque, sei, sette otto...&lt;/i&gt;</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2009/12/understanding-bollywood.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgvKJRNE1oXkqNC4-nFputLYaqL-qSsEPGxKTCgkzY19FtzyJByEzO8_4486lgbgNCQahB4S_S7tx97s3552_ykU_dgWUY-qTuy6WUP0Vqdg4tHN9x9z721o7OV0H-YEDof6poZ/s72-c/bollywood460.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-8614598890791235329</guid><pubDate>Mon, 09 Nov 2009 13:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-09T14:53:00.582+01:00</atom:updated><title>Dello strano fenomeno dell&#39;effetto lazzaretto</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjub6n49eAzXo6I3DMYkeOLW9KeaCZvB5sIqhxnoknXsxuFs50SBi8IULQlU_N7LsG0mqlIyI-lPL6at4K8XA1H6UJN6wZB5nRQXZflpmhUPFYViM5pIoba4snkBaLuc-igqO7m/s1600-h/teatro1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjub6n49eAzXo6I3DMYkeOLW9KeaCZvB5sIqhxnoknXsxuFs50SBi8IULQlU_N7LsG0mqlIyI-lPL6at4K8XA1H6UJN6wZB5nRQXZflpmhUPFYViM5pIoba4snkBaLuc-igqO7m/s320/teatro1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;I tragici risultati dell&#39;effetto lazzaretto&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5400648663679265298&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Serata a teatro. Eleganza, opulenza e volti raggianti. &lt;br /&gt;Discussioni amichevoli e sorrisi. &lt;br /&gt;Poi calano le luci. Il vociare si affievolisce in parallelo con l&#39;intensità dell&#39;illuminazione. &lt;br /&gt;Si fa buio in sala.&lt;br /&gt;Questo è il momento critico dell&#39;&lt;b&gt;effetto lazzaretto&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;L&#39;effetto lazzaretto è il curioso fenomeno secondo il quale le pause di silenzio a teatro scatenano una epidemia di tosse collettiva. Parte il primo con un timido &lt;i&gt;coff&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;Gli fa eco un successivo &lt;i&gt;coff coff&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Hum&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Coff. Coff coff. &lt;br /&gt;Coff coff coff. Etchù. Coff.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;A seguire c&#39;è una scia di morte e distruzione&lt;br /&gt;I registi di teatro sanno benissimo che è sufficiente una pausa di 3 minuti per generare una epidemia in grado di sterminare una platea da 1500 posti a sedere. &lt;br /&gt;Pare che l&#39;influenza aviaria si sia scatenata a causa di un black-out di 7 minuti durante una rappresentazione teatrale dell&#39;opera &lt;i&gt;Il Lago dei Cigni&lt;/i&gt; di Cajkovskij, e da ciò prenda il suo nome.&lt;br /&gt;Non è un caso che le più grandi civiltà del passato si siano estinte dopo la diffusione sociale del teatro.&lt;br /&gt;Se anche tu conosci qualcuno che trova noioso il teatro, pur non avendo mai assistito ad una rappresentazione, sappi che l&#39;apparente contraddizione in realtà è giustificata dall&#39;evoluzione darwiniana. Lui in cuor suo percepisce il pericolo che si nasconde dietro una pausa a teatro. Molto meglio stare davanti alla TV.&lt;br /&gt;Il teatro è roba da temerari. Da gente che non ha paura di sfidare la morte.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2009/11/dello-strano-fenomeno-delleffetto.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjub6n49eAzXo6I3DMYkeOLW9KeaCZvB5sIqhxnoknXsxuFs50SBi8IULQlU_N7LsG0mqlIyI-lPL6at4K8XA1H6UJN6wZB5nRQXZflpmhUPFYViM5pIoba4snkBaLuc-igqO7m/s72-c/teatro1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-2434281884620083501</guid><pubDate>Thu, 05 Nov 2009 15:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-05T16:46:12.921+01:00</atom:updated><title>Intorno al crocifisso</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYtB7_DmKByD1WtV9Kn9-bq2LR-Aadk3Izh_B9q4of-u_otzkJeV8n8f08G4-VADcp4jLCe798Z-6hqnBwJktkP1c0jvXMeGpCIYi-xtvYbhAbdKAOaB3MO64Tv8fELV7bIE1K/s1600-h/Crocifisso1024.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYtB7_DmKByD1WtV9Kn9-bq2LR-Aadk3Izh_B9q4of-u_otzkJeV8n8f08G4-VADcp4jLCe798Z-6hqnBwJktkP1c0jvXMeGpCIYi-xtvYbhAbdKAOaB3MO64Tv8fELV7bIE1K/s320/Crocifisso1024.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Crocifisso&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5400623868577277666&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Illo tempore un me giovanissimo frequentò, peraltro brillantemente, le scuole elementari di Costigliole d’Asti.&lt;br /&gt;Ero un pischello, e i miei ricordi non sono dettagliatissimi. Ricordo un edificio scarno. All’interno banchi vecchi, sedie vecchie, muri vecchi, pavimenti vecchi.&lt;br /&gt;In fondo all’aula una predella vecchia, una cattedra vecchia, una maestra vecchia, e dietro di loro, attaccati al muro, la lavagna, il crocifisso e la foto del presidente della repubblica.&lt;br /&gt;In pratica frequentavo la brutta copia della scuola del libro Cuore. La brutta copia mai ristrutturata della scuola del libro Cuore.&lt;br /&gt;Che ricordi…&lt;br /&gt;Apprendo dai giornali che secondo una recente sentenza della Corte Europea, i ricordi delle prossime generazioni di bambini europei avranno un dettaglio in meno: il crocifisso.&lt;br /&gt;Non entro nel merito del significato politico e religioso della cosa. Il mio commento è puramente culturale.&lt;br /&gt;Girando il mondo per lavoro ho avuto la possibilità di confrontarmi con culture diverse, e negli anni ho maturato una visione generale della religione.&lt;br /&gt;Religione non significa semplicemente cerimonie, preghiere, luoghi di culto e organizzazioni di fedeli.&lt;br /&gt;La religione è anche altro. E’ un filtro impercettibile. Una impronta culturale che si riflette sulla visione del mondo.&lt;br /&gt;E’ un fenomeno comune a tutti, anche all’ateo più radicale. Non è facile percepirlo perché normalmente viviamo all’interno di una matrice culturale uniforme, e quindi siamo portati a pensare che la nostra visione sia semplicemente figlia &lt;i&gt;del buon senso&lt;/i&gt;. Ma che cos’è il buon senso e da dove viene?&lt;br /&gt;Faccio un esempio: il povero. Soffermati e pensa al povero.&lt;br /&gt;Molto probabilmente quando pensi ad un povero, tu pensi ad una persona da aiutare. Ad un bisognoso.&lt;br /&gt;Questo sentimento all&#39;interno della nostra cultura è &lt;i&gt;sensato, ovvio e ragionevole&lt;/i&gt;. Ciò accade semplicemente perché la nostra matrice culturale è cristiana.&lt;br /&gt;Se avessi fatto la stessa domanda ad un indiano, la risposta sarebbe stata diversa.&lt;br /&gt;Per un induista il povero è un riflesso di cattivi comportamenti nelle vite precedenti. Aiutare un povero è sbagliato, perché non gli si permette di espiare e di ambire a migliorarsi nelle prossime vite. All’interno della sua cultura, questo è &lt;i&gt;sensato, ovvio e ragionevole&lt;/i&gt;. La sua matrice culturale è induista.&lt;br /&gt;Le diverse matrici culturali modificano tutti gli aspetti della vita, non solo il concetto di bene e male. Toccano tutti i risvolti della realtà.&lt;br /&gt;Anche aspetti apparentemente oggettivi e misurabili, come il tempo.&lt;br /&gt;Le culture che credono nella reincarnazione hanno una visione ciclica del tempo. Le cose ritornano e si ripetono.&lt;br /&gt;Le culture che credono nell’aldilà invece percepiscono il tempo come lineare. Tutto ha un inizio ed una fine.&lt;br /&gt;Prova a soffermarti su quello che può significare una diversa concezione del tempo… non è solo una questione di filosofia.&lt;br /&gt;Il modello capitalistico è sicuramente figlio di una visione lineare del tempo: tutte le attività sono volte allo sviluppo. Alla crescita. C’è un punto di partenza (la situazione attuale) ed un miglioramento continuo. Lineare e proiettato in avanti.&lt;br /&gt;Cosa sarebbe successo se il modello capitalistico fosse nato in una cultura in cui il tempo è ciclico? In cui tutto ritorna? In cui non si può crescere all’infinito? Sicuramente sarebbe stato un capitalismo diverso.&lt;br /&gt;Sarebbe stato il prodotto di un’altra cultura. Di una cultura rappresentata da un elefante, o da una dea con otto braccia. Non lo so. Io so che la mia cultura e il mio modo di essere sono rappresentati da un crocifisso, e francamente mi stupisce apprendere che un simbolo così importante venga letto in chiave strettamente religiosa e sacrificato in nome di una uguaglianza universale ipocrita, e peraltro ironicamente figlia della stessa cultura cristiana.&lt;br /&gt;Se Dio c&#39;è, ha un gran senso dell&#39;umorismo.</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2009/11/intorno-al-crocifisso.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYtB7_DmKByD1WtV9Kn9-bq2LR-Aadk3Izh_B9q4of-u_otzkJeV8n8f08G4-VADcp4jLCe798Z-6hqnBwJktkP1c0jvXMeGpCIYi-xtvYbhAbdKAOaB3MO64Tv8fELV7bIE1K/s72-c/Crocifisso1024.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-32832492.post-9137815336352515419</guid><pubDate>Mon, 12 Oct 2009 08:21:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-12T11:58:02.352+02:00</atom:updated><title>Dello strano fenomeno dei ciappini tecnologici: Kindle</title><description>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjxbg-3FibhQTYQwDUxSCQK6axjhXq5prJEtPkNobIByVf9ynDn8w1Mrbu-8KtlGMQuHH75QwKoPZskqFTBtj5ZHTo4hUqHJ74EgvtpPUTPetYjF8L2FeGo1FIqT6RGHZx4t0_M/s1600-h/bezos_kindle.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;cursor:pointer; cursor:hand;width: 241px; height: 320px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjxbg-3FibhQTYQwDUxSCQK6axjhXq5prJEtPkNobIByVf9ynDn8w1Mrbu-8KtlGMQuHH75QwKoPZskqFTBtj5ZHTo4hUqHJ74EgvtpPUTPetYjF8L2FeGo1FIqT6RGHZx4t0_M/s320/bezos_kindle.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;Il fenomeno kindle&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5391626116002829250&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni non sei nessuno se non esprimi gratitudine per l&#39;arrivo in Italia di Kindle. &lt;br /&gt;TV, internet, carta stampata, radio... ogni media è buono per esprimere gaudio massimo per l&#39;atteso avvento. &lt;br /&gt;Un mio vicino di casa ha sacrificato il bue più grasso a Kindle. &lt;br /&gt;So di una fondazione che sta raccogliendo soldi per costruire un idolo d&#39;oro con le fattezze di Kindle.&lt;br /&gt;...ammetto di essere un po&#39; ignorante, ma comunque se tutti dicono che &#39;sto Kindle è cosa buona e giusta, beh, devo averlo anche io!&lt;br /&gt;Fedele al benevolo dio Kindle, ieri sono corso all&#39;Ikea a comprarne uno. &lt;br /&gt;Sorpresa delle sorprese: nonstante il nome del cazzo, non è un mobile Ikea. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Eh?!?!? E allora cos&#39;è?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Mi sono documentato: trattasi di ennesimo ciappino tecnologico. Peraltro nella variante &lt;i&gt;ass-plug&lt;/i&gt; (presa per il culo).&lt;br /&gt;Kindle è un bagaglietto grande come una paletta per raccogliere la merda, e con le fattezze di una paletta per raccogliere la merda. Per distinguerlo da una paletta per raccogliere la merda lo hanno dotato di una tastiera.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Già... ma cosa me ne faccio di una paletta per raccogliere la merda con la tastiera?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Gli adepti di Kindle mi educono sul fatto che Kindle permette anche una seconda funzione: leggere gli e-book.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Eh?! Ho capito bene?! Si parla di libri?!?!?&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;...se tutti gli entusiasti sostenitori di Kindle avessero speso il prezzo di Kindle in libri, oggi il proprietario della mia libreria di fiducia si muoverebbe in yacth all&#39;interno di un canale sotterraneo scavato apposta per permettergli di raggiungere la città in barca.&lt;br /&gt;Madonna che ciappino del cazzo han tirato fuori stavolta! Non riesco a capacitarmi.&lt;br /&gt;Per me non c&#39;è paragone tra un libro cartaceo e un e-book.&lt;br /&gt;Un libro cartaceo è &lt;i&gt;sempre&lt;/i&gt; meglio: lo puoi trattare male, buttare in fondo alla valigia, dimenticare al sole, sotto la pioggia. &lt;br /&gt;Lo puoi spiegazzare, scarabocchiare, sottolineare, prestare, regalare. &lt;br /&gt;E alla fine della lettura lo puoi conservare insieme agli altri libri. &lt;br /&gt;Ogni singolo libro, con le sue sottolineature, le note, le pieghe, le macchie, rappresenta un momento della mia storia. E&#39; uno dei fotogrammi che formano il film dell&#39;evoluzione non solo del mio pensiero, ma della mia vita stessa.&lt;br /&gt;Che cazzo ne sa di tutto questo Kindle?&lt;br /&gt;Kindle ha le batterie. Possibile che ogni troiata che ho in casa debba essere elettrica? E&#39; ridicolo.&lt;br /&gt;Se mi dimentico di caricarlo, non posso usarlo.&lt;br /&gt;Se mi dimentico Kindle al cesso, il vapore me lo fulmina.&lt;br /&gt;Se lo butto in fondo alla valigia si spacca.&lt;br /&gt;Se lo porto in spiaggia si rovina.&lt;br /&gt;Se lo uso come spessore per un tavolo che balla, non è regolabile in altezza.&lt;br /&gt;...cazzo, non volevo dirlo, ma temo che perfino per raccogliere la merda vada meglio la carta!</description><link>http://cisternae.blogspot.com/2009/10/dello-strano-fenomeno-dei-ciappini.html</link><author>noreply@blogger.com (Unknown)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjxbg-3FibhQTYQwDUxSCQK6axjhXq5prJEtPkNobIByVf9ynDn8w1Mrbu-8KtlGMQuHH75QwKoPZskqFTBtj5ZHTo4hUqHJ74EgvtpPUTPetYjF8L2FeGo1FIqT6RGHZx4t0_M/s72-c/bezos_kindle.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item></channel></rss>