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	<title>.commEurope</title>
	
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	<description>.communication, .community, e.commerce, European style</description>
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		<title>La televisione come modello formativo</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 20:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione e Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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Qualche giorno fa Ester Memoli ha segnalato questo video su FriendFeed, dando l&#8217;avvio ad un intenso dibattito su una scena che molti temono si ripeta quotidianamente nelle scuole italiane: allievi aggressivi nei confronti dei docenti, con modi un tempo ritenuti incredibili per un simile contesto formativo. Sorprendentemente, c&#8217;è un aspetto su cui tutti i partecipanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rDlg-ajrEn4&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rDlg-ajrEn4&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Qualche giorno fa <a title="Il thread di Ester 'Hoshimem' Memoli del 31 gennaio 2010" href="http://friendfeed.com/hoshimem/2e6cc760/in-questo-video-una-ragazzina-sbraita-come" target="_blank">Ester Memoli ha segnalato questo video su FriendFeed</a>, dando l&#8217;avvio ad un intenso dibattito su una scena che molti temono si ripeta quotidianamente nelle scuole italiane: allievi aggressivi nei confronti dei docenti, con modi un tempo ritenuti incredibili per un simile contesto formativo. Sorprendentemente, c&#8217;è un aspetto su cui tutti i partecipanti alla discussione concordano: la colpa viene data in maniera univoca ad alcuni programmi televisivi, in particolare a quelli ideati e condotti da Maria De Filippi, che su discussioni e litigi hanno basato la propria fortuna.</p>
<p>Alcuni citano <em>Uomini e donne</em>, altri <em>Amici</em>. Se la prima trasmissione ha un seguito marginale e fatto da casalinghe annoiate, la seconda riesce a catalizzare l&#8217;attenzione del pubblico giovane e in qualche modo rappresenta la migliore approssimazione del &#8220;grande sogno&#8221; che diventa realtà. Non quello di vincere al SuperEnalotto per poi vivere una vita tranquilla &#8220;altrove&#8221;, ma quello di acquisire fama e ricchezza attraverso il proprio talento, per poi passare una vita sui palcoscenici. Personaggi come Marco Carta ed Alessandra Amoroso sono i testimonial di questa illusione.</p>
<p>L&#8217;arroganza degli studenti della &#8220;scuola&#8221; di Maria De Filippi è <a title="L'articolo 'Amici continua a spaccare il pubblico (e la critica)' su TVBlog" href="http://www.tvblog.it/post/8112/amici-continua-a-spaccare-il-pubblico-e-la-critica" target="_blank">cifra stilistica della trasmissione sin dagli esordi</a>, ma negli anni la voglia di protagonismo dei giovani artisti li ha portati a concentarsi sui litigi in pubblico coi professori come mezzo per evidenziare il proprio ego, la propria forza individuale. Scene come quella reale vista sopra sono tradizione ogni domenica sera su Canale5. <a title="L'articolo 'L’arroganza televisiva trabocca nella realtà quotidiana' del 21 giugno 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/06/21/larroganza-televisiva-trabocca-nella-realta-quotidiana/" target="_blank">L&#8217;&#8221;arroganza televisiva&#8221;</a> è ormai uno stile di vita ed i reality show sono al contempo specchio fedele di questa realtà e modelli formativi per persone di tutte le età, non solo giovani.</p>
<p>Qualche anno fa uno studio calcolò <a title="L'articolo 'Cattiva maestra televisione' del 30 ottobre 2007" href="http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=3537" target="_blank">17 ore al giorno di risse televisive in Italia</a>. Non è difficile immaginare che il dato sia in costante aumento; il vero problema è che i nuovi stili di comunicazione e interazione sono ormai abbondantemente tracimati nella realtà e contesti come la scuola sono culle perfette per raccogliere i germi nocivi di questo antagonismo esasperato, continuo e malcelato. La prossima volta che qualcuno parlerà di buoni &#8220;nativi digitali&#8221;, a noi sorgerà il dubbio che in realtà le nuove generazioni contengano più che altro cattivi &#8220;tamarri televisivi&#8221;.</p>
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		<title>Google Street View diventa grande</title>
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		<comments>http://www.commeurope.com/2010/01/31/google-street-view-diventa-grande/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 01:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quanto tempo non vi capita di utilizzare Google Street View? Dall&#8217;ultima volta che avevate provato a cercare casa vostra senza risultato? Riprovateci oggi, potreste rimanere molto colpiti: come testimonia questa mappa, la copertura di Italia, Francia e Spagna è letteralmente esplosa nelle ultime settimane. Le foto come sempre non sono aggiornatissime (nella maggior parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.commeurope.com/images/google_street_view.png" alt="La copertura Google StreetView del'Europa continentale a gennaio 2010" width="406" height="291" />Da quanto tempo non vi capita di utilizzare <a title="La presentazione del servizio sull'help di Google Maps" href="http://maps.google.it/help/maps/streetview/" target="_blank">Google Street View</a>? Dall&#8217;ultima volta che avevate provato a cercare casa vostra senza risultato? Riprovateci oggi, potreste rimanere molto colpiti: come testimonia questa mappa, la copertura di Italia, Francia e Spagna è letteralmente esplosa nelle ultime settimane. Le foto come sempre non sono aggiornatissime (nella maggior parte dei casi si direbbe risalenti alla scorsa estate), ma la copertura è molto ampia anche nelle zone più remote delle nostre provincie.</p>
<p>Le possibilità offerte da questo sensibile miglioramento del mezzo sono notevolissime: ludiche in primis, visto l&#8217;innegabile fascino di lanciare Pegman (la mascotte arancione di Google Street View) in posti a sorpresa e scoprire ogni volta angoli nuovi, stimolanti ed a volte molto affascinanti; commerciali, considerato che la vista &#8220;dal vivo&#8221; delle vie può risultare particolarmente utile, ad esempio, nella scelta degli esercizi commerciali da visitare o degli immobili per i quali richiedere maggiori informazioni.</p>
<p>Il vero aspetto business di Google Street View, tuttavia, si noterà sempre di più mano a mano che Google riuscirà a liberare l&#8217;estremo potenziale che la manipolazione delle immagini della realtà (e dei relativi spazi pubblicitari) potrà concedere a tutti i partecipanti ai suoi network pubblicitari: quasi per caso (sebbene nel caso di Google il &#8220;caso&#8221; è sempre sospetto), l&#8217;estensione della copertura del servizio è coincisa con la diffusione della <a title="L'articolo del Telegraph che illustra le caratteristiche del brevetto Google" href="http://www.telegraph.co.uk/technology/google/6974066/Google-Street-View-to-carry-real-time-ads.html" target="_blank">notizia di un nuovo brevetto</a> che va proprio in questa direzione.</p>
<p>L&#8217;idea di fondo è quella di consentire agli inserzionisti di &#8220;aggiornare&#8221; in tempo reale i contenuti dei cartelloni pubblicitari fotografati sulle foto di Google che, come noto, difficilmente vengono aggiornate. L&#8217;evoluzione dell&#8217;idea però è molto più interessante: Google si candida a vendere i cartelloni &#8220;unclaimed&#8221; tramite le sue consuete aste, rendendo particolarmente interessante, per gli inserzionisti, contestualizzare i propri annunci non più accanto a pagina di testo, quanto ad immagini tratte dalla realtà.</p>
<p>I portavoce di Google si sono affrettati a moderare il clamore derivante da questa notizia, sottolineando che non tutte le migliaia di brevetti registrati annualmente diventano necessariamente prodotti/servizi della grande G. Involontariamente o meno, però, la pietra nello stagno è stata lanciata e sicuramente è un segno in più dell&#8217;impatto che Google avrà nella nostra vita offline nei prossimi anni. Non solo attraverso la tecnologia (non sarà certo il Nexus One di turno a cambiare lo scenario di mercato), quanto nel doppio flusso di informazioni &#8220;fisiche&#8221; che vengono digitalizzate (è il caso di Google Books) e di investimenti &#8220;digitali&#8221; rispetto a contesti reali (è sicuramente il caso limite cui potrebbe arrivare Google in veste di concessionaria pubblicitaria). Per ora, godiamoci i nostri giri virtuali per spiagge, piazze e colline di mezza Europa.</p>
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		<title>La strana comunicazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali</title>
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		<comments>http://www.commeurope.com/2010/01/24/la-strana-comunicazione-del-ministero-per-i-beni-e-le-attivita-culturali/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 20:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[
A metà dicembre, la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali festeggia i primi 100 giorni di attività con una presentazione alla stampa. Vengono presentate attività interessanti come l&#8217;accordo con Google per visualizzare in Street View gli scavi di Pompei oppure il lancio delle attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.commeurope.com/images/mibac_colosseo.jpg" alt="Una delle immagini della campagna del Ministerto per i Beni e le Attività Culturali" width="282" height="400" /></p>
<p>A metà dicembre, la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali festeggia i primi 100 giorni di attività con una presentazione alla stampa. Vengono presentate attività interessanti come l&#8217;accordo con Google per visualizzare in Street View gli scavi di Pompei oppure il lancio delle attività su Facebook, Twitter e soprattutto Youtube.</p>
<p>Vengono annunciati eventi straordinari di ampio respiro culturale, di cui molti legati al sostegno del recupero del prezioso patrimonio culturale ed artistico abruzzese. Il Ministero pubblica anche <a title="Il comunicato stampa 'I primi 100 giorni della Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale e presentazione del programma 2010' del 16 dicembre 2009" href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Ministero/UfficioStampa/ComunicatiStampa/visualizza_asset.html_86590640.html" target="_blank">un comunicato stampa sul proprio sito</a>, ma il tutto passa sostanzialmente inosservato, finché un mese dopo <a title="L'articolo 'Turismo: pubblicità con ricatto' del 20 gennaio 2010" href="http://robertoventurini.blogspot.com/2010/01/turismo-pubblicita-con-ricatto.html" target="_blank">Roberto Venturini pubblica sul proprio blog</a>, molto seguito dai markettari italiani, un commento alle foto che accompagnano il comunicato stampa.</p>
<p>Si tratta della campagna di comunicazione che, proprio nel suddetto incontro, è stata presentata con fare trionfale dal Ministro Sandro Bondi e che nel frattempo ha iniziato a viaggiare su più canali anche in formato mini-spot, sollevando diverse perplessità in Rete. Roberto la definisce ironicamente &#8220;unconventional&#8221; analizzandola tecnicamente, altri sono molto più aggressivi e criticano aspramente l&#8217;idea creativa e la sua implementazione.</p>
<p>Oltre al Colosseo smontato rappresentato qui sopra, anche il David di Michelangelo ed il Cenacolo di Leonardo Da Vinci vengono maltrattati e accompagnati dallo slogan perentorio &#8220;Se non lo visiti, lo portiamo via.&#8221; scritto a grandi caratteri. Al di là delle valutazioni politiche rispetto alle competenze del Ministro ed al suo operato, le perplessità dei navigatori sono giustificate: qual è il senso profondo di questa campagna, perché è stata ideata ed approvata così?</p>
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		<title>Il futuro ha il touchscreen</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 20:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software e hardware]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa, Vittorio Zambardino stava sperimentando l&#8217;Amazon Kindle quando si rese conto di continuare a tastarne lo schermo in attesa di feedback, senza risultato. L&#8217;oggettino modaiolo infatti non è dotato di touchscreen e questo è sicuramente un grosso neo per il reader, il cui successo continua in queste settimane nonostante gli oggettivi limiti hardware e software [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa, <a title="L'articolo 'Polpastrello d’impulso' del 28 novembre 2009" href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/11/28/polpastrello-dimpulso/" target="_blank">Vittorio Zambardino stava sperimentando l&#8217;Amazon Kindle</a> quando si rese conto di continuare a tastarne lo schermo in attesa di feedback, senza risultato. L&#8217;oggettino modaiolo infatti non è dotato di touchscreen e questo è sicuramente un grosso neo per il reader, <a title="L'articolo 'Amazon Kindle, Google Wave e le mode degli early adopters' dell'8 novembre 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/11/08/amazon-kindle-google-wave-e-le-mode-degli-early-adopters/" target="_blank">il cui successo continua in queste settimane</a> nonostante gli oggettivi limiti hardware e software che lo accompagnano sin dal rilascio delle prime versioni.</p>
<p>L&#8217;esperienza di Zambardino l&#8217;hanno vissuta molti di noi passando dai cellulari tradizionali ai palmari come iPhone e BlackBerry Storm, dai PC tradizionali ai nuovi notebook che puntano sul multitouch nativo di Windows 7, o magari adottando un UMPC come strumento di lavoro in mobilità. Una volta fatto uno o più di questi salti (molti di noi li hanno fatti tutti e tre), è difficile tornare indietro e non iniziare a toccare qualsiasi schermo.</p>
<p>In queste settimane, tutti i gossip a proposito del (presunto) e-book reader/tablet di Apple vertono sulle caratteristiche hardware e tra questi la maggior parte si concentra nell&#8217;immaginare una versione &#8220;gigante&#8221; dell&#8217;iPod Touch, la cui caratteristica principale è appunto l&#8217;interazione via touchscreen. Un aspetto interessante, visto che al contrario l&#8217;Amazon Kindle concentra la propria interazione con l&#8217;utente su una classica tastiera QWERTY.</p>
<p>Il futuro ha il touchscreen per tutti noi. Perché è una modalità di interazione comoda, efficiente ed efficace per la navigazione tra informazioni, pagine Web e dati memorizzati sui terminali. Rimane ancora piuttosto scomodo per scrivere, visto che né il riconoscimento della scrittura né le tastiere virtuali riescono ancora a garantire una velocità di digitazione adeguata: sicuramente la ricerca e sviluppo delle più importanti software house lavorerà su questo.</p>
<p>Indipendentemente dal fatto che Apple lancerà o meno un nuovo terminale, la strada è segnata. La HCI del futuro passerà dal touchscreen e questo rappresenterà un passo avanti significativo nei mondi contigui dell&#8217;informatica e della telematica. Sarà sicuramente una svolta per il modo di comunicare, di interagire tra le informazioni e con le persone. Sperando che, spinti dall&#8217;abitudine, non si inizi anche a tastarci l&#8217;un l&#8217;altro.</p>
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		<title>Noiosi mesi politichesi in corso, di nuovo</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 20:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Inquietante notare che la campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2010 sia iniziata ancora prima della decisione ufficiale relativamente alle date della tornata elettorale. Decine, centinaia, migliaia di manifesti hanno iniziato a tappezzare le nostre città con un fenomeno abbastanza nuovo: auto-candidati che hanno iniziato a proporsi al pubblico con manifesti 6&#215;3 prima ancora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inquietante notare che la campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2010 sia iniziata ancora prima della decisione ufficiale relativamente alle date della tornata elettorale. Decine, centinaia, migliaia di manifesti hanno iniziato a tappezzare le nostre città con un fenomeno abbastanza nuovo: auto-candidati che hanno iniziato a proporsi al pubblico con manifesti 6&#215;3 prima ancora di essere stati nominati tali da qualcuno.</p>
<p>Quando nel 2006 si parlava di <a title="L'articolo 'Noiosi mesi politichesi in vista' del 4 gennaio 2006" href="http://www.commeurope.com/2006/01/04/noiosi-mesi-politichesi-in-vista/" target="_blank">noiosi mesi politichesi</a>, si sperava in un crescente uso del Web per tagliare proprio questi stupidi costi, utili solo per giustificare crescenti richieste di rimborsi delle spese elettorali, non di certo per convincere i milioni di elettori indecisi. <a title="Dall'articolo 'Noiosissimi mesi politichesi (ricominciamo)' del 6 febbraio 2008" href="http://www.commeurope.com/2008/02/06/noiosissimi-mesi-politichesi-ricominciamo/" target="_blank">Due anni dopo si sperava</a> nell&#8217;emulazione delle campagne Web statunitensi e si finiva per leggere in Rete solo a proposito dei soliti alterchi televisivi tra politici.</p>
<p>Ancora due anni e stavolta non siamo di fronte alle Elezioni Politiche, ma a quelle Regionali. Nel frattempo i blog sono passati di moda ed ora i politici nazionali hanno <a title="L'articolo 'Sdoganamenti' del 12 ottobre 2009" href="http://paolo.evectors.it/italian/2009/10/sdoganamenti.html" target="_blank">imparato ad utilizzare Twitter</a> ed altri <a title="Il profilo di Pier Ferdinando Casini su FriendFeed" href="http://friendfeed.com/pierferdinandocasini" target="_blank">strumenti di interazione con gli elettori</a>, almeno a livello teorico. I politici locali invece non ne vogliono sapere: dicono di essere parte della società civile e come tali si sentono in dovere di gridare come alla sagra del pollo.</p>
<p>Alcuni Governatori uscenti hanno veramente del coraggio a ripresentarsi, dopo svariati incarichi e magari anche qualche simpatica inchiesta sulle spalle. Altri, decapitati direttamente dai partiti a Roma, piangono miseria e reclamano poltrone ministeriali. Gli outsider sperano di venire eletti cercando di sparigliare, di arrivare al cuore degli elettori presentandosi come vergini della politica, senza macchia e senza macchie.</p>
<p>In ogni caso, la consueta noia è garantita. Nelle ultime settimane, il Premier è sospettosamente calmo e l&#8217;opposizione come al solito è non pervenuta. Nessuno ha voglia di colpi di scena ed il dibattito legislativo verte su argomenti di nessun interesse per gli elettori come la riforma della giustizia. Tratteniamo il fiato ed aspettiamo i risultati delle Elezioni: cambierà poco e probabilmente cambierà in peggio.</p>
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		<title>Il 2010 sarà l’anno del Mobile Internet</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 20:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vita in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno qualsiasi del 2003, in un&#8217;aula della Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino: un gruppetto di middle manager dell&#8217;ex Omnitel, da poco Vodafone Italia, presenta agli studenti del Master in Business Administration le strategie dell&#8217;Azienda all&#8217;alba dell&#8217;UMTS e poco tempo dopo il lancio di Vodafone Live! e degli MMS, servizi adeguati ai terminali a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno qualsiasi del 2003, in un&#8217;aula della Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino: un gruppetto di middle manager dell&#8217;ex Omnitel, da poco Vodafone Italia, presenta agli studenti del Master in Business Administration le strategie dell&#8217;Azienda all&#8217;alba dell&#8217;UMTS e poco tempo dopo il lancio di Vodafone Live! e degli MMS, servizi adeguati ai terminali a colori da pochissimo presenti sul mercato.</p>
<p>Ad un certo punto, un allievo dell&#8217;MBA alza la manina e chiede come mai Vodafone Italia non abbia ancora lanciato tariffe flat per navigazione GPRS, nemmeno per la clientela aziendale. I manager rispondo indispettiti, rispondendo che la navigazione col cellulare non trova interesse sul mercato. Chi muore dalla voglia, può ricorrere agli interessantissimi servizi di Vodafone Live! via Wap.</p>
<p>Passano pochi anni ed Internet Mobile diventa un fulcro dell&#8217;offerta di Vodafone in tutta Europa. Tutti gli operatori concorrenti, d&#8217;altra parte, hanno da tempo lanciato le ormai diffusissime chiavette USB per sostituire gli ingombranti modem PCMCIA e la rete si è evoluta offrendo prima l&#8217;UMTS, poi l&#8217;HSDPA/HSUPA. I cellulari evoluti, sempre più simili a PDA evoluti, hanno fatto il resto.</p>
<p>La domanda c&#8217;è, eccome. Sebbene la copertura in alcune zone d&#8217;Italia sia instabile o addirittura assente, molti di noi hanno capito i vantaggi della navigazione in movimento. <a title="L'articolo 'Il 2009? Meglio dimenticarlo' del 27 dicembre 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/12/27/il-2009-meglio-dimenticarlo/" target="_blank">Si accennava in merito parlando di trend 2009</a>: durante le feste, molti di noi avranno notato un aumento drastico degli auguri via social network. Dall&#8217;altro lato, milioni di persone hanno continuato <a title="L'articolo 'Natale, gli auguri mandano in tilt la Tim' del 25 dicembre 2009" href="http://www.river-blog.com/2009/12/25/natale-gli-auguri-mandano-in-tilt-la-tim/" target="_blank">a far crollare la rete TIM come tradizione</a>.</p>
<p>Quest&#8217;anno ci sarà la svolta. Se proprio bisogna individuare un macrotrend per il 2010, sarà sicuramente l&#8217;esplosione del Mobile Internet, anche tra gli &#8220;insospettabili&#8221; utenti del mass market. I dati di Gartner confermano un&#8217;ampia crescita della diffusione degli smartphone, ma più che un&#8217;evoluzione hardware sarà soprattutto uno shift culturale (prezzi della connettività permettendo).</p>
<p>In maniera abbastanza incredibile, <a title="La presentazione del Mobile Internet Report 2009 di Morgan Stanley" href="http://www.morganstanley.com/institutional/techresearch/mobile_internet_report122009.html" target="_blank">Morgan Stanley ha rilasciato materiale prezioso</a> in maniera pubblica, utile per immaginare l&#8217;evoluzione del mercato e confermare sostanzialmente questa evoluzione del mercato anche a livello internazionale. Teniamocelo da parte, perché potrà esserci utile per comprendere uno dei pochi sviluppi positivi che ci riserva questo difficile 2010.</p>
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		<title>Il 2009? Meglio dimenticarlo</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Dec 2009 20:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Una piccola tradizione su .commEurope è il post di fine anno, quello che cerca di commentare i trend visti nel corso dei mesi. Consuetudine comoda anche per poter poi tornare indietro a scorrere gli archivi e capire cosa è successo dal 2004 ad oggi. Basta rileggere l&#8217;articolo di chiusura del 2008, ad esempio, per sentire di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una piccola tradizione su .commEurope è il post di fine anno, quello che cerca di commentare i trend visti nel corso dei mesi. Consuetudine comoda anche per poter poi tornare indietro a scorrere gli archivi e capire cosa è successo dal 2004 ad oggi. Basta rileggere <a title="L'articolo '2008, l’anno della caduta dei miti' del 28 dicembre 2008" href="http://www.commeurope.com/2008/12/28/2008-anno-della-caduta-dei-miti/" target="_blank">l&#8217;articolo di chiusura del 2008</a>, ad esempio, per sentire di nuovo il brivido di un anno che ha cambiato molte carte in gioco, in cui la crisi ha iniziato a mietere vittime nascendo in ambito finanziario internazionale ed iniziando a maturare effetti sulla vita quotidiana.</p>
<p>Quegli effetti si sono poi librati in tutta la loro drammaticità nel corso di questo terribile 2009. <a title="L'articolo 'Auguri per un 2009 sereno a tutti i pubblicitari' del 4 gennaio 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/01/04/auguri-per-un-2009-sereno-a-tutti-i-pubblicitari/" target="_blank">Come si era previsto ad inizio anno</a>, pubblicitari e consulenti di comunicazione sono stati abbondantemente falcidiati: nel migliore dei casi, molti di noi hanno fortunatamente mantenuto la propria occupazione, pur lavorando in contesti fortemente colpiti dalla crisi come quello <em>finance</em>. Il segreto è stato quello scritto da <a title="L'articolo 'Una specie di bilancio del 2009' del 22 dicembre 2009" href="http://www.minimarketing.it/2009/12/una-specie-di-bilancio-del-2009.html" target="_blank">Gianluca Diegoli nel suo bilancio di fine anno</a>: trovare il coraggio e cambiare, lasciare per ricominciare.</p>
<p>Il marketing quest&#8217;anno ha sostanzialmente giocato in difesa: non tanto e non solo per il taglio dei budget, quanto per la necessità di adottare un <em>tone of voice</em> adeguato al clima di tensione quotidiano. Pochi i settori che hanno mostrato un minimo di vivacità: quello automobilistico, fortemente drogato dagli incentivi statali; quello televisivo, con le prime adozioni di massa del digitale terrestre e la necessità degli incumbent di mantenere le posizioni consolidate; quello delle TLC, grazie alle prospettive offerte da Internet in mobilità.</p>
<p>Per il resto, mestizia come se piovesse. Un anno da dimenticare, anche e soprattutto per coloro che tra noi <a title="L'articolo 'Il calore del mio amore per te' del 22 luglio 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/07/22/il-calore-del-mio-amore-per-te/" target="_blank">hanno avuto problemi personali</a>, tanto per condire fatturati in crollo e un generale clima di sfiducia legato a fatti di cronaca truci ed incredibili. Molti di noi hanno trovato conforto su FriendFeed, che è stata la piattaforma simbolo del 2009 per tutti i geeks, proprio nell&#8217;anno in cui il mass market scopriva Twitter dopo l&#8217;ubriacatura di Facebook. Per il resto, meglio dimenticare quanto successo e quanto non successo.</p>
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		<title>I Blogger alle prese col Paese reale</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 20:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Gaspar Torriero passa qualche settimana lontano da Internet e (ri)scopre un mondo diverso da quello quotidiano. Un mondo fatto di esseri umani lontani anni luce dalle dinamiche di Rete, dai suoi miti e dalle discussioni che si rincorrono nei forum tematici o negli spazi aperti offerti dai social network. Qualche mese fa Sir Squonk aveva fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="L'articolo 'Lontano da internet e da tutto' di Gaspar Torriero" href="http://www.gaspartorriero.it/2009/12/lontano-da-internet-e-da-tutto.html" target="_blank">Gaspar Torriero passa qualche settimana lontano da Internet</a> e (ri)scopre un mondo diverso da quello quotidiano. Un mondo fatto di esseri umani lontani anni luce dalle dinamiche di Rete, dai suoi miti e dalle discussioni che si rincorrono nei forum tematici o negli spazi aperti offerti dai social network. Qualche mese fa <a title="L'articolo 'Quindici giorni nel Paese Reale' di Sir Squonk" href="http://www.blogsquonk.it/?p=3248" target="_blank">Sir Squonk aveva fatto altrettanto</a>, regalandoci un quadretto ben fatto della realtà vista in giro per le spiagge italiane.</p>
<p>L&#8217;immagine restituita oggi da Gaspar ha segno maggiormente negativo, perché rilevata in un contesto economico più difficile, in termini di tempo e di luogo. E soprattutto è ulteriormente distante da quella realtà che immaginiamo quotidianamente nei nostri post in Rete e che solo <a title="L'articolo 'L’immagine internazionale dell’Italia' del 13 dicembre 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/12/13/immagine-internazionale-dell-italia/" target="_blank">eventi traumatici come quello della scorsa settimana</a> possono farci riscoprire. Eventi che peraltro passano sui nostri schermi come materiale di discussione. E basta.</p>
<p>Discutiamo, magari animatamente, di tecnologia e marketing, di hobby e politica internazionale. Ci piace comunicare in Rete, sentirci la parte culturalmente viva di un Paese morto, ma in fin dei conti siamo semplicemente estranei rispetto alla cultura dominante. <a title="L'articolo 'Il paese reale esiste, ma non mi frequenta' di Guia Soncini" href="http://www.guiasoncini.com/2009/10/07/il-paese-reale-esiste-ma-non-mi-frequenta/" target="_blank">Esultiamo per la bocciatura del Lodo Alfano</a>, mentre il resto del Paese non ha la minima idea di cosa sia, in cosa differisca da un Lodo Mondadori o da un Lodo Schifani.</p>
<p>D&#8217;altra parte, siamo avidi consumatori di news, rispetto a quello che chiamiamo con fare schifato &#8220;Paese reale&#8221; e che immaginiamo eternamente schiavo del TG nazional-popolare di turno. Ce la tiriamo, sicuri di noi e dei nostri strumenti di comunicazione, dedicando loro cure ed attenzioni. Il Paese reale va a votare e noi ci meravigliamo dei risultati elettorali. Che stolti loro, nelle loro cabine elettorali. E noi, nelle nostre torri d&#8217;avorio.</p>
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		<title>L’immagine internazionale dell’Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 22:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questa foto dell&#8217;attuale pagina del sito CNN rimarrà nelle nostre memorie per lungo tempo. Testimonia con forza quella che è l&#8217;immagine che in questi giorni, in queste settimane, l&#8217;Italia presenta a livello internazionale. Da un lato ciò che è successo a Milano poche ore fa, al centro un richiamo alle ultime notizie da Perugia, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://www.commeurope.com/images/home_page_cnn_13_dicembre_2009.png" alt="L'immagine dell'attuale home page di CNN" width="599" height="352" /></p>
<p>Questa foto dell&#8217;attuale pagina del sito CNN rimarrà nelle nostre memorie per lungo tempo. Testimonia con forza quella che è l&#8217;immagine che in questi giorni, in queste settimane, l&#8217;Italia presenta a livello internazionale. Da un lato ciò che è successo a Milano poche ore fa, al centro un richiamo alle ultime notizie da Perugia, a destra un indicatore del peso che queste notizie gridate in home page hanno rispetto al resto dei contenuti.</p>
<p>L&#8217;interesse per entrambe le vicende potrebbe essere morboso: un anziano maltrattato e sanguinolento, una ragazzina incarcerata dopo losche storie di sesso e morte. Vicende accomunate non solo dall&#8217;essersi svolte a poche centinaia di kilometri ed entrambe nel nostro Paese, ma anche dall&#8217;avere direttamente o indirettamente un rapporto con la Legge, con la Giustizia ed i suoi rapporti con la Politica e le attese delle persone.</p>
<p>Attese di giustizia che si scontrano con la voglia di linciaggio. Sete di serenità che si infrange contro vicende occulte, poco chiare e mal comunicate dai media. Non si saprà mai se Amanda Knox ed i suoi amici siano stati davvero i truci esecutori, non si saprà mai perché il deficiente abbia aggredito Silvio Berlusconi. Tutti ci faremo un&#8217;idea, contorta per cause di forza maggiore, delle vicende e dei protagonisti. E non solo in Italia.</p>
<p>Qualche giorno fa <a title="L'articolo 'Fare opposizione danneggia il turismo' di Alessandro Gilioli" href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/12/10/fare-opposizione-danneggia-il-turismo/" target="_blank">il Ministro Michela Brambilla ha dichiarato</a> che, in sostanza, le manifestazioni contro il Governo delle scorse settimane abbiano danneggiato l&#8217;immagine dell&#8217;Italia a livello internazionale. Può essere vero, ma né più né meno di queste altre vicende squallide che contraddistinguono ormai ciò che sembriamo più ciò che siamo. Non è colpa di Opposizione, Governo o Magistratura: è un intero sistema che va a rotoli.</p>
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<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/commeurope?a=UwSJ57SNOQY:xMbt4AbCg8w:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/commeurope?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/commeurope?a=UwSJ57SNOQY:xMbt4AbCg8w:dnMXMwOfBR0"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/commeurope?d=dnMXMwOfBR0" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/commeurope?a=UwSJ57SNOQY:xMbt4AbCg8w:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/commeurope?i=UwSJ57SNOQY:xMbt4AbCg8w:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/commeurope?a=UwSJ57SNOQY:xMbt4AbCg8w:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/commeurope?i=UwSJ57SNOQY:xMbt4AbCg8w:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a>
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		<title>Premio Nobel per la Pace ad Internet? Forse è ancora presto</title>
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		<comments>http://www.commeurope.com/2009/12/06/premio-nobel-per-la-pace-ad-internet-forse-e-ancora-presto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 20:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Barack Obama non meritava il Nobel per la Pace. Gli vogliamo bene, abbiamo fiducia in lui e speriamo che un giorno possa maturare davvero il diritto di ricevere un premio talmente importante, ma al momento non ha fatto nulla per ottenere il riconoscimento, anzi (cfr. i migliaia di soldati statunitensi sparsi in giro per il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Barack Obama non meritava il Nobel per la Pace. <a title="L'articolo 'Barack Obama tra buona fede e media mix' del 9 novembre 2008" href="http://www.commeurope.com/2008/11/09/barack-obama-tra-buona-fede-e-media-mix/" target="_blank">Gli vogliamo bene, abbiamo fiducia in lui</a> e speriamo che un giorno possa maturare davvero il diritto di ricevere un premio talmente importante, ma al momento non ha fatto nulla per ottenere il riconoscimento, anzi (cfr. i migliaia di soldati statunitensi sparsi in giro per il mondo in aumento). I soldi del suo premio finiscono in beneficienza, ma la cicatrice sul Premio rimane: si è aperto un dibattito più o meno strisciante sulle altre persone e le altre istituzioni che avrebbero meritato il Nobel più di Obama.</p>
<p>La presa di posizione più forte, sebbene volutamente non in contrapposizione con l&#8217;attribuzione al Presidente degli Stati Uniti, è quella del Comitato che propone di <a title="Il sito ufficiale di Internet for Peace" href="http://www.internetforpeace.org/" target="_blank">assegnare ad Internet il prossimo Nobel per la Pace</a>. L&#8217;iniziativa è partita dall&#8217;Italia, in particolare dalla redazione di <em>Wired</em>, per poi riuscire a coinvolgere importanti esponenti dell&#8217;élite culturale internazionale. Personaggi come Umberto Veronesi, Giorgio Armani e Nicholas Negroponte hanno speso la propria immagine per appoggiare a livello internazionale la causa della rivista Condè Nast.</p>
<p>Onore a Riccardo Luna per essere riuscito a portare così in alto <a title="L'articolo 'Una gara per dire Io amo internet. E un sogno per il 2010' di Riccado Luna" href="http://riccardoluna.tumblr.com/post/114909437" target="_blank">un suo sogno</a>. Sicuramente è affascinante l&#8217;idea di inseguire un proprio ideale e portarlo avanti in maniera coinvolgente per tutti; sicuramente bisogna ammettere che per l&#8217;edizione italiana di <em>Wired</em> è stato un bel colpo di immagine patrocinare l&#8217;iniziativa. Con meno sicurezza, invece, si può affermare che l&#8217;idea stessa sia &#8220;giusta&#8221;, che vada perseguita e condivisa da tutto il &#8220;popolo&#8221; che vive abitualmente su Internet, arricchendo le pagine del Web di passione e contenuti di valore.</p>
<p>Le reazioni sono state diverse, <a title="L'articolo 'Nobel per la Pace a Internet? Un’idea sbagliata' di Giacomo Dotta" href="http://blog.webnews.it/20/11/2009/nobel-per-la-pace-a-internet-unidea-sbagliata" target="_blank">alcune totalmente negative</a>, altre più possibiliste, come <a title="L'articolo 'Il Nobel a Internet? Pro e contro' su Filtr" href="http://www.bookcafe.net/filtr/articolo.cfm?id=79" target="_blank">racconta Gabriella Longo</a>. La verità è che difficilmente si può prendere una posizione netta su questa ipotesi che, a seconda dei punti di vista, potrebbe esaltare <a title="L'articolo 'Quaranta anni di Internet' del 15 novembre 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/11/15/quaranta-anni-di-internet/" target="_blank">la centralità di Internet nelle dinamiche sociali più importanti</a>, ma anche metterla eccessivamente in mostra in un periodo in cui i censori internazionali già la aggrediscono in maniera crescente. Forse è solo troppo presto, forse la Rete è ancora un germoglio che deve crescere in serenità.</p>
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