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	<title>.commEurope</title>
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	<description>.communication, .community, e.commerce, European style</description>
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		<title>Italo, family day e LGBT</title>
		<link>https://www.commeurope.com/2016/01/24/italo-family-day-e-lgbt/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2016 20:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo e trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci si potrebbe domandare cosa sia peggio nei due messaggi pubblicati oggi su Facebook da NTV: il tono, il contenuto, la finalità. Tutto sbagliato, surreale per una società che vorrebbe presentarsi come innovativa e moderna: un misto di arroganza, supponenza &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2016/01/24/italo-family-day-e-lgbt/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.facebook.com/ItaloTreno" target="_blank"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone" src="http://www.commeurope.com/images/italo_treno_facebook_family_day.PNG" alt="" width="485" height="597" /></a></p>
<p>Ci si potrebbe domandare cosa sia peggio nei due messaggi pubblicati oggi su Facebook da NTV: il tono, il contenuto, la finalità. Tutto sbagliato, surreale per una società che vorrebbe presentarsi come innovativa e moderna: un misto di arroganza, supponenza e probabilmente anche modesta visione di business.</p>
<p>I treni Italo viaggiano già semi-vuoti dalla nascita: ora una nuova ondata di utenti insoddisfatti sta correndo a dichiarare il proprio boicottaggio, spesso sottolineando di aver fatto lo stesso <a href="http://www.commeurope.com/2013/09/30/aggressivita-e-il-cibo/" target="_blank">dopo le dichiarazioni di Guido Barilla</a>. Non solo gay: stavolta i diritti civili in gioco sono più ampi e NTV è riuscita a scontentare tutti.</p>
<p>Cercare di cavalcare tematiche sociali è piuttosto difficile: i consumatori sono diffidenti e proprio il mondo LGBT è quello più <a href="https://www.jwtintelligence.com/2014/04/data-point-lgbt-advertising-provokes-skepticism-even-among-lgbt-consumers/" target="_blank">maturo e &#8220;scafato&#8221;</a> nell&#8217;individuare marchi sinceri rispetto a chi vuole solo approfittare di una patina cool. Molti markettari saranno sempre più tentati: ma i diritti civili sono una cosa davvero seria.</p>
<p>Sarebbe interessante vedere se gli sconti concessi per il family day riusciranno a far vendere più biglietti, sufficienti almeno per coprire quelli non più venduta a causa del backlash. Sarebbe bastato non fare nulla, come Trenitalia: se non si riesce a essere empatici e socialmente responsabili, meglio stare sottotraccia.</p>
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		<title>Saluti da Delhi</title>
		<link>https://www.commeurope.com/2016/01/10/saluti-da-delhi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2016 20:11:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Turismo e trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni tanto spunta su questo blog un post della serie &#8220;Saluti da&#8221;: si tratta di riflessioni post-viaggio in giro per il mondo. Stavolta è il turno di Delhi, capitale dell&#8217;India da 16 milioni di abitanti. Una megalopoli che è la &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2016/01/10/saluti-da-delhi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto spunta su questo blog un post della serie &#8220;Saluti da&#8221;: si tratta di riflessioni post-viaggio in giro per il mondo. Stavolta è il turno di Delhi, capitale dell&#8217;India da 16 milioni di abitanti. Una megalopoli che è la somma storica di diverse città, stratificate e miscelate a livello culturale ma anche fisico.</p>
<p>Un insieme eterogeneo e affascinante, decisamente interessante anche dal punto di vista turistico: come in altre aree dell&#8217;India viene fuori il carattere decisamente arabo delle attrazioni più belle. Moschee, minaretti e palazzi che meritano una visita per gli appassionati di arte, storia, archeologia.</p>
<p>Quello che noi europei definiremmo &#8220;centro storico&#8221; è un crocevia pazzesco di persone, attività e business: Chandni Chowk e Chawri Bazar sono il sogno di ogni economista. Una specie di mercato perfetto organizzato in cluster uniformi di attività, dove i prezzi sono del tutto discrezionali e variabili.</p>
<p>Ma New Delhi è anche una città molto moderna: da Connaught Place in poi si alternano gli uffici delle principali multinazionali, uffici pubblici e hotel di lusso. Il tutto, come spesso accade in India, alternato con veri e propri slum che spuntano del tutto inaspettati, con un effetto a dir poco straniante.</p>
<p>D&#8217;altra parte poveri e mendicanti non mancano: nello smisurato territorio di Delhi si trovano bellissimi spazi verdi e poi anche strazianti baraccopoli ove non è raro vedere bruciare la spazzatura. Cosa peraltro vista ovunque in India: ma nel capoluogo tutto è moltiplicato e amplificato.</p>
<p>Delhi merita sicuramente una visita turistica: gli Occidentali nostalgici avranno la possibilità di trovare prodotti e servizi del loro mondo, ma è solo provando a tuffarsi un po&#8217; nel deliziosamente folle spirito indiano che la si capirà davvero. O almeno ci si potrà trovare, per interesse personale o di business.</p>
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		<title>Buon 2016 (sopravvivendo al 2015)</title>
		<link>https://www.commeurope.com/2015/12/28/buon-2016-sopravvivendo-al-2015/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2015 20:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[.commEurope]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Beauty care]]></category>
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					<description><![CDATA[Pressoché tutti i giornali italiani a cavallo del Natale si sono confrontati sull&#8217;interpretazione dei dati sull&#8217;incremento di mortalità rilevato nei primi due quadrimestri dell&#8217;anno rispetto al precedente. Decine di migliaia di morti in più, con ipotesi assortite sulla possibile correlazione &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2015/12/28/buon-2016-sopravvivendo-al-2015/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pressoché tutti i giornali italiani a cavallo del Natale <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/1981071/morti-in-italia-2015/" target="_blank">si sono confrontati</a> sull&#8217;interpretazione dei dati sull&#8217;incremento di mortalità rilevato nei primi due quadrimestri dell&#8217;anno rispetto al precedente. Decine di migliaia di morti in più, con ipotesi assortite sulla possibile correlazione con crisi e minori cure.</p>
<p>Un impeto di ottimismo collettivo, giusto per chiudere in bellezza l&#8217;ennesimo anno economicamente difficile; anche se venisse confermato il segno + nella crescita dell&#8217;economia italiana su base annua, difficile pensare che 1 per mille sia un valore significativo per poter dire di aver &#8220;svoltato&#8221;.</p>
<p>Buoni festeggiamenti di fine anno a tutti i lettori di .commEurope con <a href="http://www.commeurope.com/2012/12/31/solite-lagne-di-fine-anno/" target="_blank">la solita lagna</a>: prima o poi magari la crescita tornerà a essere dell&#8217;1 per cento e ci sembrerà tantissimo. Nel frattempo continueremo a raccogliere i cocci qua e là, sperando siano sufficienti per tirare avanti&#8230; In salute.</p>
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		<title>Acquisition, semplicità e retention</title>
		<link>https://www.commeurope.com/2015/12/14/acquisition-semplicita-e-retention/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2015 20:02:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 99% dei lanci di nuovi prodotti quest&#8217;anno è fallito. Il dato, proveniente dal Breakthrough Innovation Report di Nielsen, emerge dall&#8217;analisi di quasi 9.000 nuovi prodotti in tutta Europa: meno di un centinaio dunque sono quelli che probabilmente sopravvivranno sugli &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2015/12/14/acquisition-semplicita-e-retention/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/2015/12/04/il-99-dei-lanci-di-nuovi-prodotti-in-europa-nel-2015-non-ha-dato-i-risultati-attesi-perche/" target="_blank">Il 99% dei lanci di nuovi prodotti quest&#8217;anno è fallito</a>. Il dato, proveniente dal Breakthrough Innovation Report di Nielsen, emerge dall&#8217;analisi di quasi 9.000 nuovi prodotti in tutta Europa: meno di un centinaio dunque sono quelli che probabilmente sopravvivranno sugli scaffali dei negozi.</p>
<p>Un dato che farebbe desistere parecchie società: perché investire in R&amp;D quando potrebbe essere più facile continuare a investire sulle &#8220;cash cow&#8221;? E soprattutto: perché sforzarsi di innovare quando si potrebbe svendere le cash cow in questione a prospect, per crescere la base clienti?</p>
<p>Sono domande da marketing elementare, eppure non è che si vedano sul mercato europeo delle risposte così precise e soprattutto efficaci. La strategia più comune sembra: butto sul mercato di tutto dando sconti folli a chi non è ancora cliente, poi qualcosa rimarrà attaccato alla rete.</p>
<p><a href="https://marketoonist.com/2013/11/acquisition.html" target="_blank"><img decoding="async" class="alignnone" src="http://www.commeurope.com/images/tom_fishburne_acquisition.jpg" alt="" width="550" height="398" /></a></p>
<p>Questa pesca a strascico però non è che dia grandi risultati. <a href="https://hbr.org/2013/11/to-avoid-the-customer-recency-trap-listen-to-the-data/" target="_blank">I clienti &#8220;storici&#8221;</a> spesso si accontenterebbero del proprio prodotto di sempre, venduto a un prezzo decente, senza complicazioni non necessarie. <a href="http://www.minimarketing.it/2015/12/feature-novita-paradosso-della-scelta-e-altre-cose-che-non-ci-fanno-vendere-di-piu.html" target="_blank">Le feature &#8220;premium&#8221;</a> spesso finiscono per distrarre più che convincere.</p>
<p>Non c&#8217;è una ricetta magica per capire in quale quadrante della matrice prodotto tradizionale/innovativo vs. retention/acquisition posizionare la propria azienda o i singoli prodotti; ma è abbastanza certo ormai che piuttosto che provare ad acquisire a vanvera, ha senso coltivare l&#8217;orto.</p>
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		<title>Carne rossa e catene bio</title>
		<link>https://www.commeurope.com/2015/11/30/carne-rossa-e-catene-bio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2015 20:55:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Quanto può far male a un&#8217;industria un avviso dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità? Nel caso della carne cancerogena: un decremento a due cifre per wurstel e carne in scatola, quasi del 7% per la carne rossa fresca. Un giro di affari &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2015/11/30/carne-rossa-e-catene-bio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto può far male a un&#8217;industria un avviso dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità? Nel caso della carne cancerogena: <a href="http://www.wired.it/lifestyle/food/2015/11/16/allarme-oms-mercato-carne/" target="_blank">un decremento a due cifre</a> per wurstel e carne in scatola, quasi del 7% per la carne rossa fresca. Un giro di affari di milioni di Euro sfumato in pochi giorni.</p>
<p>Ma è davvero una novità? Sul serio sino ad ora tutti avevano ignorato <a href="http://italiaxlascienza.it/main/2014/09/la-carne-causa-il-cancro/" target="_blank">le decine di studi sull&#8217;argomento</a>? C&#8217;era bisogno di questo nuovo studio per mettere in relazione su vasta scala carni processate e tumore al colon? Ora siamo tutti certi e non ne mangeremo più, mano sul cuore?</p>
<p>Certo che no. Alla fine passata la buriana gli onnivori torneranno a ingozzarsi di salumi e i vegani saranno ulteriormente convinti delle proprie posizioni. Si stanno costruendo veri e propri muri tra fazioni, con atteggiamenti irragionevoli su entrambi i fronti, altro che scienza.</p>
<p>La grande distribuzione più smart sta provando a lanciare <a href="http://www.gdonews.it/2015/10/15/distribuzione-specializzata-nuovi-players-agitano-il-mercato/" target="_blank">nuove catene come Bio C&#8217; Bon e Piacere Terra</a>, che fanno sicuramente gola ai puristi ma cercano di costruire ponti anche verso chi sino ad ora era vissuto nella campana del &#8220;va-tutto-bene-basta-mangiare-un-po&#8217;-di-tutto&#8221;.</p>
<p>Il punto socialmente delicato è che queste catene sono sempre &#8220;premium&#8221;, anche se non come la madre NaturaSì, nota da sempre per i suoi prezzi poco popolari; esattamente come carissima è la carne rossa di alta qualità, forse più sicura dal punto di vista alimentare.</p>
<p>Nel mezzo un sacco di poveri cristi che mangiano wurstel perché costano poco, molto meno delle verdure bio; là non c&#8217;è studio scientifico che tenga, perché l&#8217;unico driver di scelta è il prezzo. <a href="http://www.commeurope.com/2012/05/16/la-comunicazione-di-eataly-in-tempi-di-crisi/" target="_blank">Altro che Eataly</a>, sono i discount quelli che non vedono un momento di crisi.</p>
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		<title>Siamo un po&#8217; sotto schock</title>
		<link>https://www.commeurope.com/2015/11/15/siamo-un-po-sotto-schock/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2015 20:58:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Siamo un po&#8217; imbarazzanti quando facciamo la classifica dei peggiori eventi; quando di fronte all&#8217;orrore consumatosi nelle scorse ore a Parigi tutto sommato ridimensioniamo quanto successo a gennaio da Charlie Hebdo in poi e col bilancino posizioniamo i nuovi attentati &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2015/11/15/siamo-un-po-sotto-schock/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo un po&#8217; imbarazzanti quando facciamo la classifica dei peggiori eventi; quando di fronte all&#8217;orrore consumatosi nelle scorse ore a Parigi tutto sommato ridimensioniamo <a href="http://www.commeurope.com/2015/01/18/morti-a-parigi-liberta-di-espressione-e-complottisti/" target="_blank">quanto successo a gennaio</a> da Charlie Hebdo in poi e col bilancino posizioniamo i nuovi attentati dopo <a href="http://www.commeurope.com/2005/07/07/e-continua-a-succedere/" target="_blank">quelli del 2004 a Madrid</a>, perché in fin dei conti il numero di morti è l&#8217;unico KPI cui guardiamo con sospetta attenzione.</p>
<p>Siamo un po&#8217; terrorizzati quando sappiamo benissimo che prima o poi avverrà anche in Italia; non ci sono grandi razionali perché la furia cieca degli assassini continui a sfogarsi nel resto d&#8217;Europa e non da noi. C&#8217;è solo da sperare di non trovarci nel posto sbagliato al momento sbagliato: di sicuro chi abita a Milano, Roma, Venezia o Firenze probabilmente ha qualche preoccupazione in più.</p>
<p>Siamo un po&#8217; manipolati quando non ci rendiamo conto che siamo i migliori alleati dei terroristi: ci teniamo ad aggiungere il peso da novanta a ogni avvenimento, aggiungiamo terrore a terrore sguazzando nei dettagli delle stragi, nella descrizione di profili e atti di chi ha speso la propria vita inseguendo un ideale di odio. Alcuni giornali in particolare sembra ci provino davvero gusto.</p>
<p>Siamo un po&#8217; sognatori quando pensiamo che da un giorno all&#8217;altro tutto ciò finirà. Così, come è iniziato. Che a un certo punto non ci siano più attentati, massacri, stragi e decapitazioni. Che si possa tornare a uno stato di serenità che poi, nella realtà, non abbiamo mai vissuto davvero; in 60 anni siamo passati dalla grande guerra al terrorismo nero alla mafia al terrorismo islamico.</p>
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		<title>Nostalgia di Expo 2015</title>
		<link>https://www.commeurope.com/2015/10/31/nostalgia-di-expo-2015/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2015 20:02:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Da alcuni quartieri di Milano stasera era possibile vedere in lontananza i fuochi d&#8217;artificio per la chiusura di Expo 2015. Qualcuno tirava un sospiro di sollievo pensando ai treni della metropolitana che torneranno a svuotarsi; qualcun altro già si lamentava &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2015/10/31/nostalgia-di-expo-2015/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da alcuni quartieri di Milano stasera era possibile vedere in lontananza i fuochi d&#8217;artificio per la chiusura di Expo 2015. Qualcuno tirava un sospiro di sollievo pensando ai treni della metropolitana che torneranno a svuotarsi; qualcun altro già si lamentava del ritorno &#8220;alla provincia&#8221; di un capoluogo che per qualche mese si era sentito &#8220;internazionale&#8221;.</p>
<p>In effetti qualcosa di Expo 2015 ci mancherà: la possibilità di avere delle finestre aperte sul mondo a pochi chilometri da casa, un sistema adeguato di trasporti pubblici, alberghi e ristoranti pieni di facce diverse. <a href="http://www.commeurope.com/2010/05/02/expo-2015-che-paura/" target="_blank">Nonostante le paure degli scorsi anni</a>, alla fine bisogna riconoscere alla manifestazione di aver smosso per bene le acque negli ultimi mesi.</p>
<p>Allo stesso tempo non ci mancheranno i padiglioni sempre pieni, alcuni ristoranti interni a dir poco mediocri (ma con prezzi crescenti di mese in mese), il cattivo spirito di parte dello staff, probabilmente stremato da stipendi bassi e turni estenuanti. Tutti elementi che sarebbe interessante valutare in confronto ad altre manifestazioni simili in giro per il mondo.</p>
<p>La nostalgia per Expo 2015 la sentiremo comunque soprattutto nei prossimi mesi: quando la stazione dei treni non verrà più servita dai Frecciarossa (peccato, era comoda), i padiglioni inizieranno a cadere a pezzi e tutta l&#8217;area diventerà un lugubre ricordo di ciò che è stato. Qualcuno già dice che Sala su quella nostalgia ci costruirà una carriera politica.</p>
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		<title>Grom diventa grande</title>
		<link>https://www.commeurope.com/2015/10/15/grom-diventa-grande/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 19:32:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Alimentazione e agricoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[Quanto poteva durare Grom da sola? Quanto poteva ancora crescere la parabola, negli anni comunque esplosa fino a coprire oltre 60 punti vendita nel mondo, restando un&#8217;aziendina italiana fondamentalmente in mano ai fondatori, al netto di qualche piccola quota in &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2015/10/15/grom-diventa-grande/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto poteva durare Grom da sola? Quanto poteva ancora crescere la parabola, negli anni comunque esplosa fino a coprire oltre 60 punti vendita nel mondo, restando un&#8217;aziendina italiana fondamentalmente in mano ai fondatori, al netto di qualche piccola quota in mano a terzi?</p>
<p>Finire nel Gruppo Unilever, mostro da quasi 50 miliardi di fatturato, tutto sommato è stata la chiusura naturale di quella parabola; non bastavano più l&#8217;amicizia, il gelato e i fiori (per riprendere gli ingredienti di uno dei libri sognanti dei fondatori) per crescere ancora, diventare &#8220;grandi&#8221;.</p>
<p>La qualità dei gelati Grom si è nel tempo mantenuta adeguata; al di là della facile retorica dei detrattori nel non definirli &#8220;artigianali&#8221;, i prodotti del dinamico duo Martinetti-Grom hanno permesso all&#8217;intero settore di riposizionarsi verso l&#8217;alto, con marginalità un tempo sconosciute.</p>
<p>Ora non è difficile immaginare che Grom seguirà la strada di Häagen-Dazs diventando un marchio globale; in fin dei conti è pur sempre una sorta di &#8220;democratizzazione&#8221; di un prodotto italiano un tempo wannabe-di nicchia. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-11/coldiretti-indesit-shopping-brand-2-miliardi-italia-2014--132827.shtml" target="_blank">Sono altri i marchi che abbiamo perso e dovremmo rimpiangere.</a></p>
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		<title>Alice Sabatini è Miss Italia 2015 (e ce lo ricorderemo a lungo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2015 19:28:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Qualcuno sa chi sia Clarissa Marchese senza andare su Google? Se sì (bisogna proprio essere appassionati), sa che fine ha fatto? Probabilmente no. Perché Miss Italia 2014 è passata direttamente dal (mini) pubblico televisivo della finale su La7 al dimenticatoio. &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2015/09/30/alice-sabatini-e-miss-italia-2015-e-ce-lo-ricorderemo-a-lungo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno sa chi sia Clarissa Marchese senza andare su Google? Se sì (bisogna proprio essere appassionati), sa che fine ha fatto? Probabilmente no. Perché Miss Italia 2014 è passata direttamente dal (mini) pubblico televisivo della finale su La7 al dimenticatoio. Tra le miss che l&#8217;hanno preceduta forse solo Giusy Buscemi ha avuto un minimo di follow-up: merito probabilmente delle sue fiction su Rai1.</p>
<p>Molti di noi sanno chi è Alice Sabatini; OK, c&#8217;è sicuramente un effetto di novità che svanirà nel giro di qualche settimana, eppure non è difficile immaginare che questa Miss Italia 2015 rimarrà impressa a molti. Forse non per l&#8217;aspetto fisico o i tatuaggi, quanto per la sovraesposizione mediatica sin dalla notte delle elezione e poi via <a href="http://www.tvblog.it/post/1185765/alice-sabatini-a-che-tempo-che-fa-sabato-3-ottobre-la-gaffe-conquista-pure-fazio" target="_blank">a reti unificate</a>, dai programmi più trash a quelli più wannabe-culturali.</p>
<p>I sociologi si sono divisi nel definirla da un lato un&#8217;interprete della sua generazione, dall&#8217;altra una svampita focalizzata sulla propria bellezza del tutto staccata dai suoi coetanei impegnati. La verità è che Alice Sabatini è sicuramente immersa nel suo tempo, ma soprattutto che sia impossibile etichettare i ragazzini di oggi in maniera uniforme. Non lo era nemmeno in passato, ma ora è del tutto impossibile, sterile.</p>
<p><a href="http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201509231253118444" target="_blank">A leggere le ricerche sui teenager</a>, vengono fuori citazioni colte come Khaled Hosseini tra gli autori (sarebbe interessante scoprire quanti di noi adulti lo citerebbero) ma anche Roberto Benigni come &#8220;modello di riferimento&#8221;; le ragazze citano Rita Levi Montalcini e i loro coetanei Steve Jobs. Ma non è difficile pensare che dietro i nomi più noti ci sia un caleidoscopio fatto di artisti, imprenditori, scienziati, scrittori.</p>
<p>Probabilmente nell&#8217;immaginario di Alice Sabatini e dei suoi coetanei mancano i politici, ma non è difficile immaginare che se la Miss avesse dato una qualche valenza politica alle sue dichiarazioni, sarebbe stata ulteriormente scannata; in fin dei conti citare Michael Jordan come riferimento è tutto sommato un atto di sincerità. O di genialità commerciale: almeno ora tutti si ricorderanno di lei, giovane e bella ma non scema.</p>
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		<title>Willwoosh e YouTube</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Mazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 19:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Un po&#8217; a sorpresa, dopo due anni di assenza da YouTube, è tornato Willwoosh. Il video di ri-presentazione ha dei toni decisamente più tristi rispetto a quelli celebri pubblicati prima del blackout, che poi probabilmente si è esteso oltre al &#8230; <a href="https://www.commeurope.com/2015/09/16/willwoosh-e-youtube/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un po&#8217; a sorpresa, dopo due anni di assenza da YouTube, è tornato Willwoosh. Il video di ri-presentazione ha dei toni decisamente più tristi rispetto a quelli celebri pubblicati prima del blackout, che poi probabilmente si è esteso oltre al sito: anche ultimi programmi radiofonici e apparizioni al cinema risalgono al 2013.</p>
<p><iframe title="Che fine ha fatto Willwoosh." width="584" height="329" src="https://www.youtube.com/embed/afksowUF6TQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Probabilmente il buon Guglielmo Scilla aveva fatto overdose di visibilità nel biennio 2011-2012: un&#8217;escalation partita dal suo ampio seguito sul Tubo (ai tempi era sicuramente il titolare del canale italiano più seguito) che l&#8217;ha portato a ottenere visibilità anche in TV e persino in ambito editoriale, con un successo spesso meritato.</p>
<p>Nel frattempo, nei due anni di assenza, YouTube in Italia è drasticamente cambiata. Guardando <a href="http://www.gekissimo.net/2015/06/migliori-youtuber-italiani-classifica.html" target="_blank">una qualsiasi classifica</a> relativa alle iscrizioni, Willwoosh continua a stazionare tra i 600 e i 700 mila utenti, mentre oggi il più seguito, l&#8217;inossidabile Faviji, è intorno ai 2 milioni di fans; seguono una quindicina di altre celebrities.</p>
<p>Al netto del caso di Cutie Pie Marzia (che è anglofona edi fatto <a href="http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2015/09/16/youtubers-uno-su-mille-ce-la-fa" target="_blank">gioca in un&#8217;altra &#8220;lega&#8221;</a>), il pubblico italiano segue in maniera enorme i tanti ventenni di talento che si sono mano a mano specializzati in termini di contenuti, spesso attingendo allo stile primordiale di Willwoosh, reinterpretato per montaggio, stile e anche slogan.</p>
<p>Gu (come si faceva chiamare per radio cercando di smarcarsi dal personaggio Willwoosh) ha davanti una bella sfida: dalla sua sicuramente la giovane età, contro la necessità di trovare nuovi temi e nuove modalità espressive. Nei commenti al suo video ha già tirato fuori le unghie contro i &#8220;concorrenti&#8221;, chissà come saranno i video.</p>
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