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		<title>Ryanair, sempre più grande</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 20:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Turismo e trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[Di manifesti del genere sono pieni gli aeroporti europei. Ryanair ci tiene a ricordare di essere una delle poche compagnie aeree che, nell&#8217;ultimo decennio, non ha mai addebitato sovrattasse carburante. Il che, in effetti, fino a qualche anno fa poteva sembrare un fiore all&#8217;occhiello; oggi, suona ai più come una presa in giro. La politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://www.commeurope.com/images/ryanair_pubblicita.jpg" alt="Un manifesto Ryanair dietro la Carta dei Diritti del Passeggero dell'ENAC" width="330" height="502" />Di manifesti del genere sono pieni gli aeroporti europei. Ryanair ci tiene a ricordare di essere una delle poche compagnie aeree che, nell&#8217;ultimo decennio, non ha mai addebitato sovrattasse carburante. Il che, in effetti, fino a qualche anno fa poteva sembrare un fiore all&#8217;occhiello; oggi, suona ai più come una presa in giro. La politica dei prezzi Ryanair ha infatti esacerbato la propria aggressività: i prezzi base continuano ad essere molto bassi per le prenotazioni con largo anticipo, ma abbondano gli ed &#8220;extra&#8221;.</p>
<p>Non solo super-tariffe per l&#8217;imbarco delle valigie o per il servizio bar di bordo; oggi i tanti utilizzatori quotidiani della compagnia irlandese si lamentano di dover pagare in tutte le fasi, dall&#8217;acquisto con carta di credito all&#8217;imbarco prioritario, dal check-in alla borsetta di troppo portata a bordo. Al pari delle tasse aeroportuali, uguali per tutte le compagnie, le tariffe complessive di Ryanair sono spesso superiori di quelle più blasonate, ma ciò nonostante, i flussi di viaggiatori sono in costante aumento, anno dopo anno.</p>
<p>Ryanair, insomma, non è più (solo) percepita come compagnia low cost. Molte famiglie hanno iniziato ad organizzare le proprie vacanze in maniera molto diversa da un tempo: tratte all&#8217;apparenza bizzarre come Brindisi-Billund o Cagliari-Siviglia nascondono in realtà opportunità turistiche per entrambe le popolazioni coinvolte; collegamenti come Bergamo-Düsseldorf o Bologna-Edimburgo oggi supportano lo sviluppo di molte aziende, di tutte le dimensioni, che possono ottimizzare tempi e costi di trasferta.</p>
<p>Fin quando ci sarà Michael O’Leary in circolazione, le <a title="L'articolo 'Tutte le pubblicità Ryanair: “l’importante è che parlino di noi”' di Musichele" href="http://www.ilparticolarenascosto.it/2008/07/26/tutte-le-pubblicita-ryanair-limportante-e-che-parlino-di-noi/" target="_blank">rumorose campagne pubblicitarie di Ryanair</a> continueranno a far discutere. Ryanair, però, nel frattempo è diventata &#8220;altro&#8221;: in molti mercati svolge ormai un ruolo dominante ed in molti, come ad esempio in Italia, diventerà presto <a title="L'articolo 'Ryanair: “In 2010 we’ll be Italy’s number one”' su ItalianNews.it" href="http://www.italiainformazioni.com/giornale//71393/ryanair-2010-well-italys-number.htm" target="_blank">la prima compagnia aerea</a> per numero di viaggiatori trasportati. Questo porterà il beneficio di nuove rotte interne ed internazionali, ma accrescerà ancora di più l&#8217;arroganza della compagnia irlandese nei confronti dei singoli Stati.</p>
<p>Tutti abbiamo ancora nelle orecchie il clamore che aveva sollevato, su Internet e sui media, la decisione di Ryanair di sospendere le proprie attività italiane per rappresaglia nei confronti del richiamo formale dell&#8217;ENAC riguardo all&#8217;accettabilità di documenti alternativi a Carta d&#8217;Identità e Passaporto sui propri aerei: come prevedibile, il tutto si è rapidamente sgonfiato, con una vittoria quasi totale del vettore irlandese sulle autorità italiane. La situazione si ripresenterà altre dieci, cento, mille volte, specie in assenza di player realmente competitivi sui mercati nazionali. La compagnia ha nella maggior parte dei casi il pieno supporto dei suoi clienti affezionati: ma quanto potrà durare la luna di miele?</p>
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		<title>Google Buzz, il macigno col punto interrogativo sopra</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 20:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Social Network]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un po&#8217; di tempo, la maggior parte degli articoli sulle iniziative &#8220;social&#8221; di Google iniziano con incipit del tipo &#8220;Voglio bene a Google, però stavolta&#8230;&#8221;. Questo potrebbe iniziare allo stesso modo, se non fosse che, parlando di Google Buzz, è un po&#8217; presto per farsi davvero un&#8217;opinione. Vero che si tratta di una piattaforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un po&#8217; di tempo, la maggior parte degli articoli sulle iniziative &#8220;social&#8221; di Google iniziano con incipit del tipo &#8220;Voglio bene a Google, però stavolta&#8230;&#8221;. Questo potrebbe iniziare allo stesso modo, se non fosse che, parlando di Google Buzz, è un po&#8217; presto per farsi davvero un&#8217;opinione. Vero che si tratta di una piattaforma con molte decine di milioni di utenti dal giorno zero, ma il suo utilizzo è ancora troppo limitato per trarre conclusioni.</p>
<p>Dopo l&#8217;accartocciamento di Orkut (oggi sul solo mercato brasiliano), dopo la meteora infuocata di Knol (altro che Wikipedia), dopo lo sgonfiamento di Lively (persino Second Life ha resistito meglio) e soprattutto dopo il trauma collettivo di Wave (il grande sogno divenuto un incubo di usabilità), magari stavolta Google ha azzeccato la formula giusta per svolgere un ruolo preminente nel <a title="L'articolo 'Alcune lessons learned sul social networking' del 4 ottobre 2007" href="http://www.commeurope.com/2007/10/04/alcune-lessons-learned-sul-social-networking/" target="_blank">difficilissimo mondo dei social network &#8220;universali&#8221;</a>.</p>
<p>La formula di Google Buzz, d&#8217;altronde, è ben rodata: è una copia di FriendFeed, spruzzata di &#8220;ispirazioni&#8221; prese da altri social network noti e condita dallo stile Google. Il suo peccato originale è probabilmente la volontà di integrare il più possibile i servizi già esistenti di Google: così come non aveva mai funzionato davvero Google Friend Connect, ora scricchiola il tentativo di trasformare Google Profiles nella base per lo sviluppo di Buzz.</p>
<p>Gmail ha la fiducia di circa 150 milioni di clienti, Facebook quasi tre volte tanto. Google Buzz ha una buona base di partenza nel primo servizio, ma solo in tempi lunghi arriverà a raggiungere la copertura del secondo. Molti di noi lo vivono come un esperimento per avvicinare ai social network gli utilizzatori abituali della posta elettronica Google, magari facendo leva sull&#8217;interazione via mobile che, al momento, non è certo il punto forte di Facebook.</p>
<p>Giudizio sospeso su Google Buzz, dunque, nella speranza di venire smentiti riguardo l&#8217;immaturità della soluzione, comunque in ogni caso un passo avanti rispetto <a title="L'articolo 'Amazon Kindle, Google Wave e le mode degli early adopters' dell'8 novembre 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/11/08/amazon-kindle-google-wave-e-le-mode-degli-early-adopters/" target="_blank">alla macchinosità di Google Wave</a>. Se l&#8217;esperimento di Google funzionerà, nuovi utenti si avvicineranno alle potenzialità di comunicazione offerte dai social network; se il tutto rimarrà così, sarà solo un macigno in più integrato in un&#8217;applicazione un tempo snella e veloce chiamata Gmail.</p>
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		<title>Il Festival di Sanremo e i segnali del Paese reale</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 00:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Febbraio 2009: all&#8217;ultimo giro di votazioni del Festival di Sanremo un brivido scorre per l&#8217;Italia. La triade finale è formata da Sal Da Vinci, da Marco Carta e da Povia: se vince il primo è un brutto segno (il trionfo dei neomelodici?), se vince il secondo è un bruttissimo segno (la musica italiana è in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Febbraio 2009: all&#8217;ultimo giro di votazioni del Festival di Sanremo un brivido scorre per l&#8217;Italia. La triade finale è formata da Sal Da Vinci, da Marco Carta e da Povia: se vince il primo è un brutto segno (il trionfo dei neomelodici?), se vince il secondo è un bruttissimo segno (la musica italiana è in mano ai talent show?), se vince il terzo è un pessimo segno (l&#8217;Italia è così omofoba da appoggiare chi odia i gay?).</p>
<p>Alla fine, vince il giovane sardo Marco Carta, sia al televoto (con quasi il 60% dei voti), sia nelle classifiche di vendita dei dischi (con oltre 120.000 copie). Tutti si convincono che <a title="L'articolo 'Festival di Sanremo 2009: un parere' del 28 febbraio 2009" href="http://www.lacuccia.org/2009/02/28/festival-di-sanremo-2009-un-parere/" target="_blank">ha vinto il male minore</a>, che in fin dei conti &#8217;sto ragazzotto allievo di Maria De Filippi non è così male, che è la solita canzone d&#8217;amore sanremese: viene consacrato un nuovo &#8220;Big&#8221; della canzone italiana, idolo delle ragazzine.</p>
<p>Febbraio 2010: all&#8217;ultimo giro di votazioni del Festival di Sanremo il terrore scorre per l&#8217;Italia. La triade finale è formata da Marco Mengoni, da Valerio Scanu e dal trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici: se vince il primo è un brutto segno (il trionfo di <em>X-Factor</em>?), se vince il secondo è un bruttissimo segno (di nuovo un prodotto creato nel laboratorio di <em>Amici</em>?), se vincono i terzi&#8230; No comment.</p>
<p>Alla fine, vince il giovane sardo Valerio Scanu ed è sancita nuovamente la superiorità del programma di Canale5 rispetto a quello di Rai2 (che comunque si consola col primo premio al &#8220;giovane&#8221; Tony Maiello). Poche decine di minuti prima, Maurizio Costanzo ha lasciato il suo segno indelebile sulla finale del Festival; poche ore dopo, la trasmissione della De Filippi scorrerà sull&#8217;ammiraglia Mediaset.</p>
<p>La loro <a title="L'articolo 'La televisione come modello formativo' del 7 febbraio 2010" href="http://www.commeurope.com/2010/02/07/la-televisione-come-modello-formativo/" target="_blank">egemonia culturale</a> è sempre più palese. E questo Festival di Sanremo così surreale, con le Tagliatelle di Nonna Pina mischiate con la Banda dei Carabinieri mischiata con Dita Von Teese mischiata con la Fiat di Termini Imerese è un degno specchio del Paese reale, quello da cui gli heavy users di Internet, che stravedono per i (pochi) cantanti &#8220;eleganti&#8221; saliti sul palco dell&#8217;Ariston <a title="L'articolo 'I Blogger alle prese col Paese reale' del 20 dicembre 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/12/20/i-blogger-alle-prese-col-paese-reale/" target="_blank">sono lontani anni luce</a>.</p>
<p><img src="http://www.commeurope.com/images/sanremo_2010_rivolta_orchestra.jpg" alt="La rivolta degli orchestrali contro il podio di Sanremo 2010" width="620" height="412" /></p>
<p>I monarchici populisti vs. gli orchestrali in rivolta, i fan dei talent show vs. gli intellettuali che stravedono per la vincitrice del premio per la critica. Qualcuno ha qualche dubbio su chi vincerà le prossime elezioni? E quelle successive? E quelle di fine legislatura? Se ce l&#8217;ha, è perché ha infilato la testa sotto la sabbia e non ha colto quelli che una volta erano &#8220;segnali deboli&#8221; ed ora sono tronchi di albero.</p>
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		<title>Nove centesimi</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 20:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Estate 2005: su .commEurope ci si interrogava sulle campagne di basso profilo che scorrevano su Corriere.it. I fatturati della versione digitale del quotidiano evidentemente non andavano un granché e quindi l&#8217;editore raccimolava centesimi alla meno peggio. Una manciata di mesi dopo, il mercato accoglieva un annuncio a tratti sconvolgente e a tratti prevedibile: RCS Mediagroup [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="L'articolo 'Come si guadagna da vivere Il Corriere della Sera digitale?' del 14 agosto 2005" href="http://www.commeurope.com/2005/08/14/come-si-guadagna-da-vivere-il-corriere-della-sera-digitale/" target="_blank">Estate 2005: su .commEurope ci si interrogava</a> sulle campagne di basso profilo che scorrevano su <em>Corriere.it</em>. I fatturati della versione digitale del quotidiano evidentemente non andavano un granché e quindi l&#8217;editore raccimolava centesimi alla meno peggio. Una manciata di mesi dopo, il mercato accoglieva un annuncio a tratti sconvolgente e a tratti prevedibile: <a title="L'articolo 'La vendetta degli Editori sul Web' del 13 novembre 2005" href="http://www.commeurope.com/2005/11/13/la-vendetta-degli-editori-sul-web/" target="_blank">RCS Mediagroup annunciava con enfasi l&#8217;acquisisizione di Dada</a> e la sua voglia di integrare i servizi multimediali dei due gruppi.</p>
<p>Un bel colpo, che si è tradotto in uno stillicidio lungo quasi un lustro. Ogni manciata di mesi, RCS Mediagroup ha annunciato l&#8217;acquisizione di qualche briciola del capitale sociale di Dada, sino all&#8217;annuncio di gennaio 2010 (!) di aver finalmente superato il 50% del gruppo fiorentino. Complice forse anche questa lunga danza finanziaria, delle possibili sinergie editoriali ed industriali tra i due gruppi, negli ultimi anni si è visto ben poco e quasi tutto in favore di Dada più che del gruppo editoriale.</p>
<p>Mentre Dada ha continuato la sua politica di acquisizioni in ambito <em>digital goods</em>, RCS Mediagroup ha continuato sulla sua strada di indecisioni sul proprio business model, complice la crisi economica generale e quella dell&#8217;editoria in particolare. Flessione continua delle vendite in edicola, qualche piccolo segno positivo in ambito display advertising, <a title="L'articolo 'I quotidiani si agitano e si aggregano' del 5 aprile 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/04/05/i-quotidiani-si-agitano-e-si-aggregano/" target="_blank">il lancio di Premium Publisher Network</a>, gli investimenti per offrire i quotidiani del gruppo via mobile browsing e mobile application.</p>
<p>Proprio su quest&#8217;ultimo punto, in questi giorni, si stanno alzando gli strali verso l&#8217;editore, ritenuto colpevole, con la &#8220;complicità&#8221; di Tre (e si mormora presto con quella degli altri Operatori mobile), di aver iniziato a far pagare i contenuti del quotidiano indipendentemente dalla modalità di visualizzazione. Per la prima volta, notano i più arrabbiati sui social network, si esce dall&#8217;<a title="L'articolo 'Altro che walled gardens…' del 18 febbraio 2007" href="http://www.commeurope.com/2007/02/18/altro-che-walled-gardens/" target="_blank">equazione walled garden=fregatura</a> e si passa direttamente a <a title="L'articolo 'Net Neutrality ora e sempre (anche se…)' del 21 agosto 2006" href="http://www.commeurope.com/2006/08/21/net-neutrality-ora-e-sempre-anche-se" target="_blank">l&#8217;Operatore sa cosa/dove navighi e te lo fa pagare</a> di conseguenza.</p>
<p>Chi oggi si indigna per la scelta di RCS e magari si eccita per Apple iPad e per la possibilità di &#8220;consultare in mobilità i quotidiani&#8221;, forse dimentica che il quotidiano <em>da sempre</em> si consulta in mobilità. E dimentica pure di essere in un Paese in cui appena pochi mesi fa 40.000 persone hanno prenotato un abbonamento da 130 Euro a scatola chiusa al <em>Fatto Quotidiano</em>. Ed in cui si spende abitualmente 10/15 centesimi di Euro per inviare ogni SMS. E che forse 9 centesimi a pagina, molti, li spenderanno pure.</p>
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		<title>La televisione come modello formativo</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 20:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione e Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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Qualche giorno fa Ester Memoli ha segnalato questo video su FriendFeed, dando l&#8217;avvio ad un intenso dibattito su una scena che molti temono si ripeta quotidianamente nelle scuole italiane: allievi aggressivi nei confronti dei docenti, con modi un tempo ritenuti incredibili per un simile contesto formativo. Sorprendentemente, c&#8217;è un aspetto su cui tutti i partecipanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rDlg-ajrEn4&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rDlg-ajrEn4&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Qualche giorno fa <a title="Il thread di Ester 'Hoshimem' Memoli del 31 gennaio 2010" href="http://friendfeed.com/hoshimem/2e6cc760/in-questo-video-una-ragazzina-sbraita-come" target="_blank">Ester Memoli ha segnalato questo video su FriendFeed</a>, dando l&#8217;avvio ad un intenso dibattito su una scena che molti temono si ripeta quotidianamente nelle scuole italiane: allievi aggressivi nei confronti dei docenti, con modi un tempo ritenuti incredibili per un simile contesto formativo. Sorprendentemente, c&#8217;è un aspetto su cui tutti i partecipanti alla discussione concordano: la colpa viene data in maniera univoca ad alcuni programmi televisivi, in particolare a quelli ideati e condotti da Maria De Filippi, che su discussioni e litigi hanno basato la propria fortuna.</p>
<p>Alcuni citano <em>Uomini e donne</em>, altri <em>Amici</em>. Se la prima trasmissione ha un seguito marginale e fatto da casalinghe annoiate, la seconda riesce a catalizzare l&#8217;attenzione del pubblico giovane e in qualche modo rappresenta la migliore approssimazione del &#8220;grande sogno&#8221; che diventa realtà. Non quello di vincere al SuperEnalotto per poi vivere una vita tranquilla &#8220;altrove&#8221;, ma quello di acquisire fama e ricchezza attraverso il proprio talento, per poi passare una vita sui palcoscenici. Personaggi come Marco Carta ed Alessandra Amoroso sono i testimonial di questa illusione.</p>
<p>L&#8217;arroganza degli studenti della &#8220;scuola&#8221; di Maria De Filippi è <a title="L'articolo 'Amici continua a spaccare il pubblico (e la critica)' su TVBlog" href="http://www.tvblog.it/post/8112/amici-continua-a-spaccare-il-pubblico-e-la-critica" target="_blank">cifra stilistica della trasmissione sin dagli esordi</a>, ma negli anni la voglia di protagonismo dei giovani artisti li ha portati a concentarsi sui litigi in pubblico coi professori come mezzo per evidenziare il proprio ego, la propria forza individuale. Scene come quella reale vista sopra sono tradizione ogni domenica sera su Canale5. <a title="L'articolo 'L’arroganza televisiva trabocca nella realtà quotidiana' del 21 giugno 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/06/21/larroganza-televisiva-trabocca-nella-realta-quotidiana/" target="_blank">L&#8217;&#8221;arroganza televisiva&#8221;</a> è ormai uno stile di vita ed i reality show sono al contempo specchio fedele di questa realtà e modelli formativi per persone di tutte le età, non solo giovani.</p>
<p>Qualche anno fa uno studio calcolò <a title="L'articolo 'Cattiva maestra televisione' del 30 ottobre 2007" href="http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=3537" target="_blank">17 ore al giorno di risse televisive in Italia</a>. Non è difficile immaginare che il dato sia in costante aumento; il vero problema è che i nuovi stili di comunicazione e interazione sono ormai abbondantemente tracimati nella realtà e contesti come la scuola sono culle perfette per raccogliere i germi nocivi di questo antagonismo esasperato, continuo e malcelato. La prossima volta che qualcuno parlerà di buoni &#8220;nativi digitali&#8221;, a noi sorgerà il dubbio che in realtà le nuove generazioni contengano più che altro cattivi &#8220;tamarri televisivi&#8221;.</p>
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		<title>Google Street View diventa grande</title>
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		<comments>http://www.commeurope.com/2010/01/31/google-street-view-diventa-grande/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 01:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motori di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quanto tempo non vi capita di utilizzare Google Street View? Dall&#8217;ultima volta che avevate provato a cercare casa vostra senza risultato? Riprovateci oggi, potreste rimanere molto colpiti: come testimonia questa mappa, la copertura di Italia, Francia e Spagna è letteralmente esplosa nelle ultime settimane. Le foto come sempre non sono aggiornatissime (nella maggior parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.commeurope.com/images/google_street_view.png" alt="La copertura Google StreetView del'Europa continentale a gennaio 2010" width="406" height="291" />Da quanto tempo non vi capita di utilizzare <a title="La presentazione del servizio sull'help di Google Maps" href="http://maps.google.it/help/maps/streetview/" target="_blank">Google Street View</a>? Dall&#8217;ultima volta che avevate provato a cercare casa vostra senza risultato? Riprovateci oggi, potreste rimanere molto colpiti: come testimonia questa mappa, la copertura di Italia, Francia e Spagna è letteralmente esplosa nelle ultime settimane. Le foto come sempre non sono aggiornatissime (nella maggior parte dei casi si direbbe risalenti alla scorsa estate), ma la copertura è molto ampia anche nelle zone più remote delle nostre provincie.</p>
<p>Le possibilità offerte da questo sensibile miglioramento del mezzo sono notevolissime: ludiche in primis, visto l&#8217;innegabile fascino di lanciare Pegman (la mascotte arancione di Google Street View) in posti a sorpresa e scoprire ogni volta angoli nuovi, stimolanti ed a volte molto affascinanti; commerciali, considerato che la vista &#8220;dal vivo&#8221; delle vie può risultare particolarmente utile, ad esempio, nella scelta degli esercizi commerciali da visitare o degli immobili per i quali richiedere maggiori informazioni.</p>
<p>Il vero aspetto business di Google Street View, tuttavia, si noterà sempre di più mano a mano che Google riuscirà a liberare l&#8217;estremo potenziale che la manipolazione delle immagini della realtà (e dei relativi spazi pubblicitari) potrà concedere a tutti i partecipanti ai suoi network pubblicitari: quasi per caso (sebbene nel caso di Google il &#8220;caso&#8221; è sempre sospetto), l&#8217;estensione della copertura del servizio è coincisa con la diffusione della <a title="L'articolo del Telegraph che illustra le caratteristiche del brevetto Google" href="http://www.telegraph.co.uk/technology/google/6974066/Google-Street-View-to-carry-real-time-ads.html" target="_blank">notizia di un nuovo brevetto</a> che va proprio in questa direzione.</p>
<p>L&#8217;idea di fondo è quella di consentire agli inserzionisti di &#8220;aggiornare&#8221; in tempo reale i contenuti dei cartelloni pubblicitari fotografati sulle foto di Google che, come noto, difficilmente vengono aggiornate. L&#8217;evoluzione dell&#8217;idea però è molto più interessante: Google si candida a vendere i cartelloni &#8220;unclaimed&#8221; tramite le sue consuete aste, rendendo particolarmente interessante, per gli inserzionisti, contestualizzare i propri annunci non più accanto a pagina di testo, quanto ad immagini tratte dalla realtà.</p>
<p>I portavoce di Google si sono affrettati a moderare il clamore derivante da questa notizia, sottolineando che non tutte le migliaia di brevetti registrati annualmente diventano necessariamente prodotti/servizi della grande G. Involontariamente o meno, però, la pietra nello stagno è stata lanciata e sicuramente è un segno in più dell&#8217;impatto che Google avrà nella nostra vita offline nei prossimi anni. Non solo attraverso la tecnologia (non sarà certo il Nexus One di turno a cambiare lo scenario di mercato), quanto nel doppio flusso di informazioni &#8220;fisiche&#8221; che vengono digitalizzate (è il caso di Google Books) e di investimenti &#8220;digitali&#8221; rispetto a contesti reali (è sicuramente il caso limite cui potrebbe arrivare Google in veste di concessionaria pubblicitaria). Per ora, godiamoci i nostri giri virtuali per spiagge, piazze e colline di mezza Europa.</p>
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		<title>La strana comunicazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 20:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[
A metà dicembre, la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali festeggia i primi 100 giorni di attività con una presentazione alla stampa. Vengono presentate attività interessanti come l&#8217;accordo con Google per visualizzare in Street View gli scavi di Pompei oppure il lancio delle attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" src="http://www.commeurope.com/images/mibac_colosseo.jpg" alt="Una delle immagini della campagna del Ministerto per i Beni e le Attività Culturali" width="282" height="400" /></p>
<p>A metà dicembre, la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali festeggia i primi 100 giorni di attività con una presentazione alla stampa. Vengono presentate attività interessanti come l&#8217;accordo con Google per visualizzare in Street View gli scavi di Pompei oppure il lancio delle attività su Facebook, Twitter e soprattutto Youtube.</p>
<p>Vengono annunciati eventi straordinari di ampio respiro culturale, di cui molti legati al sostegno del recupero del prezioso patrimonio culturale ed artistico abruzzese. Il Ministero pubblica anche <a title="Il comunicato stampa 'I primi 100 giorni della Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale e presentazione del programma 2010' del 16 dicembre 2009" href="http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/Ministero/UfficioStampa/ComunicatiStampa/visualizza_asset.html_86590640.html" target="_blank">un comunicato stampa sul proprio sito</a>, ma il tutto passa sostanzialmente inosservato, finché un mese dopo <a title="L'articolo 'Turismo: pubblicità con ricatto' del 20 gennaio 2010" href="http://robertoventurini.blogspot.com/2010/01/turismo-pubblicita-con-ricatto.html" target="_blank">Roberto Venturini pubblica sul proprio blog</a>, molto seguito dai markettari italiani, un commento alle foto che accompagnano il comunicato stampa.</p>
<p>Si tratta della campagna di comunicazione che, proprio nel suddetto incontro, è stata presentata con fare trionfale dal Ministro Sandro Bondi e che nel frattempo ha iniziato a viaggiare su più canali anche in formato mini-spot, sollevando diverse perplessità in Rete. Roberto la definisce ironicamente &#8220;unconventional&#8221; analizzandola tecnicamente, altri sono molto più aggressivi e criticano aspramente l&#8217;idea creativa e la sua implementazione.</p>
<p>Oltre al Colosseo smontato rappresentato qui sopra, anche il David di Michelangelo ed il Cenacolo di Leonardo Da Vinci vengono maltrattati e accompagnati dallo slogan perentorio &#8220;Se non lo visiti, lo portiamo via.&#8221; scritto a grandi caratteri. Al di là delle valutazioni politiche rispetto alle competenze del Ministro ed al suo operato, le perplessità dei navigatori sono giustificate: qual è il senso profondo di questa campagna, perché è stata ideata ed approvata così?</p>
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		<title>Il futuro ha il touchscreen</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 20:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software e hardware]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa, Vittorio Zambardino stava sperimentando l&#8217;Amazon Kindle quando si rese conto di continuare a tastarne lo schermo in attesa di feedback, senza risultato. L&#8217;oggettino modaiolo infatti non è dotato di touchscreen e questo è sicuramente un grosso neo per il reader, il cui successo continua in queste settimane nonostante gli oggettivi limiti hardware e software [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa, <a title="L'articolo 'Polpastrello d’impulso' del 28 novembre 2009" href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/11/28/polpastrello-dimpulso/" target="_blank">Vittorio Zambardino stava sperimentando l&#8217;Amazon Kindle</a> quando si rese conto di continuare a tastarne lo schermo in attesa di feedback, senza risultato. L&#8217;oggettino modaiolo infatti non è dotato di touchscreen e questo è sicuramente un grosso neo per il reader, <a title="L'articolo 'Amazon Kindle, Google Wave e le mode degli early adopters' dell'8 novembre 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/11/08/amazon-kindle-google-wave-e-le-mode-degli-early-adopters/" target="_blank">il cui successo continua in queste settimane</a> nonostante gli oggettivi limiti hardware e software che lo accompagnano sin dal rilascio delle prime versioni.</p>
<p>L&#8217;esperienza di Zambardino l&#8217;hanno vissuta molti di noi passando dai cellulari tradizionali ai palmari come iPhone e BlackBerry Storm, dai PC tradizionali ai nuovi notebook che puntano sul multitouch nativo di Windows 7, o magari adottando un UMPC come strumento di lavoro in mobilità. Una volta fatto uno o più di questi salti (molti di noi li hanno fatti tutti e tre), è difficile tornare indietro e non iniziare a toccare qualsiasi schermo.</p>
<p>In queste settimane, tutti i gossip a proposito del (presunto) e-book reader/tablet di Apple vertono sulle caratteristiche hardware e tra questi la maggior parte si concentra nell&#8217;immaginare una versione &#8220;gigante&#8221; dell&#8217;iPod Touch, la cui caratteristica principale è appunto l&#8217;interazione via touchscreen. Un aspetto interessante, visto che al contrario l&#8217;Amazon Kindle concentra la propria interazione con l&#8217;utente su una classica tastiera QWERTY.</p>
<p>Il futuro ha il touchscreen per tutti noi. Perché è una modalità di interazione comoda, efficiente ed efficace per la navigazione tra informazioni, pagine Web e dati memorizzati sui terminali. Rimane ancora piuttosto scomodo per scrivere, visto che né il riconoscimento della scrittura né le tastiere virtuali riescono ancora a garantire una velocità di digitazione adeguata: sicuramente la ricerca e sviluppo delle più importanti software house lavorerà su questo.</p>
<p>Indipendentemente dal fatto che Apple lancerà o meno un nuovo terminale, la strada è segnata. La HCI del futuro passerà dal touchscreen e questo rappresenterà un passo avanti significativo nei mondi contigui dell&#8217;informatica e della telematica. Sarà sicuramente una svolta per il modo di comunicare, di interagire tra le informazioni e con le persone. Sperando che, spinti dall&#8217;abitudine, non si inizi anche a tastarci l&#8217;un l&#8217;altro.</p>
<div class="feedflare">
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		<item>
		<title>Noiosi mesi politichesi in corso, di nuovo</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 20:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione politica]]></category>
		<category><![CDATA[User generated contents]]></category>

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		<description><![CDATA[Inquietante notare che la campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2010 sia iniziata ancora prima della decisione ufficiale relativamente alle date della tornata elettorale. Decine, centinaia, migliaia di manifesti hanno iniziato a tappezzare le nostre città con un fenomeno abbastanza nuovo: auto-candidati che hanno iniziato a proporsi al pubblico con manifesti 6&#215;3 prima ancora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inquietante notare che la campagna elettorale per le Elezioni Regionali 2010 sia iniziata ancora prima della decisione ufficiale relativamente alle date della tornata elettorale. Decine, centinaia, migliaia di manifesti hanno iniziato a tappezzare le nostre città con un fenomeno abbastanza nuovo: auto-candidati che hanno iniziato a proporsi al pubblico con manifesti 6&#215;3 prima ancora di essere stati nominati tali da qualcuno.</p>
<p>Quando nel 2006 si parlava di <a title="L'articolo 'Noiosi mesi politichesi in vista' del 4 gennaio 2006" href="http://www.commeurope.com/2006/01/04/noiosi-mesi-politichesi-in-vista/" target="_blank">noiosi mesi politichesi</a>, si sperava in un crescente uso del Web per tagliare proprio questi stupidi costi, utili solo per giustificare crescenti richieste di rimborsi delle spese elettorali, non di certo per convincere i milioni di elettori indecisi. <a title="Dall'articolo 'Noiosissimi mesi politichesi (ricominciamo)' del 6 febbraio 2008" href="http://www.commeurope.com/2008/02/06/noiosissimi-mesi-politichesi-ricominciamo/" target="_blank">Due anni dopo si sperava</a> nell&#8217;emulazione delle campagne Web statunitensi e si finiva per leggere in Rete solo a proposito dei soliti alterchi televisivi tra politici.</p>
<p>Ancora due anni e stavolta non siamo di fronte alle Elezioni Politiche, ma a quelle Regionali. Nel frattempo i blog sono passati di moda ed ora i politici nazionali hanno <a title="L'articolo 'Sdoganamenti' del 12 ottobre 2009" href="http://paolo.evectors.it/italian/2009/10/sdoganamenti.html" target="_blank">imparato ad utilizzare Twitter</a> ed altri <a title="Il profilo di Pier Ferdinando Casini su FriendFeed" href="http://friendfeed.com/pierferdinandocasini" target="_blank">strumenti di interazione con gli elettori</a>, almeno a livello teorico. I politici locali invece non ne vogliono sapere: dicono di essere parte della società civile e come tali si sentono in dovere di gridare come alla sagra del pollo.</p>
<p>Alcuni Governatori uscenti hanno veramente del coraggio a ripresentarsi, dopo svariati incarichi e magari anche qualche simpatica inchiesta sulle spalle. Altri, decapitati direttamente dai partiti a Roma, piangono miseria e reclamano poltrone ministeriali. Gli outsider sperano di venire eletti cercando di sparigliare, di arrivare al cuore degli elettori presentandosi come vergini della politica, senza macchia e senza macchie.</p>
<p>In ogni caso, la consueta noia è garantita. Nelle ultime settimane, il Premier è sospettosamente calmo e l&#8217;opposizione come al solito è non pervenuta. Nessuno ha voglia di colpi di scena ed il dibattito legislativo verte su argomenti di nessun interesse per gli elettori come la riforma della giustizia. Tratteniamo il fiato ed aspettiamo i risultati delle Elezioni: cambierà poco e probabilmente cambierà in peggio.</p>
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		<title>Il 2010 sarà l’anno del Mobile Internet</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 20:08:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Mazza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vita in Rete]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno qualsiasi del 2003, in un&#8217;aula della Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino: un gruppetto di middle manager dell&#8217;ex Omnitel, da poco Vodafone Italia, presenta agli studenti del Master in Business Administration le strategie dell&#8217;Azienda all&#8217;alba dell&#8217;UMTS e poco tempo dopo il lancio di Vodafone Live! e degli MMS, servizi adeguati ai terminali a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno qualsiasi del 2003, in un&#8217;aula della Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino: un gruppetto di middle manager dell&#8217;ex Omnitel, da poco Vodafone Italia, presenta agli studenti del Master in Business Administration le strategie dell&#8217;Azienda all&#8217;alba dell&#8217;UMTS e poco tempo dopo il lancio di Vodafone Live! e degli MMS, servizi adeguati ai terminali a colori da pochissimo presenti sul mercato.</p>
<p>Ad un certo punto, un allievo dell&#8217;MBA alza la manina e chiede come mai Vodafone Italia non abbia ancora lanciato tariffe flat per navigazione GPRS, nemmeno per la clientela aziendale. I manager rispondo indispettiti, rispondendo che la navigazione col cellulare non trova interesse sul mercato. Chi muore dalla voglia, può ricorrere agli interessantissimi servizi di Vodafone Live! via Wap.</p>
<p>Passano pochi anni ed Internet Mobile diventa un fulcro dell&#8217;offerta di Vodafone in tutta Europa. Tutti gli operatori concorrenti, d&#8217;altra parte, hanno da tempo lanciato le ormai diffusissime chiavette USB per sostituire gli ingombranti modem PCMCIA e la rete si è evoluta offrendo prima l&#8217;UMTS, poi l&#8217;HSDPA/HSUPA. I cellulari evoluti, sempre più simili a PDA evoluti, hanno fatto il resto.</p>
<p>La domanda c&#8217;è, eccome. Sebbene la copertura in alcune zone d&#8217;Italia sia instabile o addirittura assente, molti di noi hanno capito i vantaggi della navigazione in movimento. <a title="L'articolo 'Il 2009? Meglio dimenticarlo' del 27 dicembre 2009" href="http://www.commeurope.com/2009/12/27/il-2009-meglio-dimenticarlo/" target="_blank">Si accennava in merito parlando di trend 2009</a>: durante le feste, molti di noi avranno notato un aumento drastico degli auguri via social network. Dall&#8217;altro lato, milioni di persone hanno continuato <a title="L'articolo 'Natale, gli auguri mandano in tilt la Tim' del 25 dicembre 2009" href="http://www.river-blog.com/2009/12/25/natale-gli-auguri-mandano-in-tilt-la-tim/" target="_blank">a far crollare la rete TIM come tradizione</a>.</p>
<p>Quest&#8217;anno ci sarà la svolta. Se proprio bisogna individuare un macrotrend per il 2010, sarà sicuramente l&#8217;esplosione del Mobile Internet, anche tra gli &#8220;insospettabili&#8221; utenti del mass market. I dati di Gartner confermano un&#8217;ampia crescita della diffusione degli smartphone, ma più che un&#8217;evoluzione hardware sarà soprattutto uno shift culturale (prezzi della connettività permettendo).</p>
<p>In maniera abbastanza incredibile, <a title="La presentazione del Mobile Internet Report 2009 di Morgan Stanley" href="http://www.morganstanley.com/institutional/techresearch/mobile_internet_report122009.html" target="_blank">Morgan Stanley ha rilasciato materiale prezioso</a> in maniera pubblica, utile per immaginare l&#8217;evoluzione del mercato e confermare sostanzialmente questa evoluzione del mercato anche a livello internazionale. Teniamocelo da parte, perché potrà esserci utile per comprendere uno dei pochi sviluppi positivi che ci riserva questo difficile 2010.</p>
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