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	<title>Corriere Etrusco</title>
	
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	<description>Quotidiano on-line della Costa degli Etruschi</description>
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		<title>APPELLO PER FERMARE L’EOLICO NELLE CAMPAGNE DELLA VAL DI CORNIA</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 18:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Corriere Etrusco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; partita in questi giorni una imponente raccolta di firme per fermare il progetto delle 17 torri eoliche della società WKN, che saranno indirizzate al Presidente della Regione Toscana, all’Assessore regionale all’Ambiente, al Presidente della Provincia, al Sindaco di Campiglia M.ma, al Sindaco di Piombino, al Sindaco di San Vincenzo, al Sindaco di Suvereto, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12239" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/01/eolico_val_di_cornia.jpg"><img class="size-medium wp-image-12239" title="eolico_val_di_cornia" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/01/eolico_val_di_cornia-300x166.jpg" alt="" width="300" height="166" /></a><p class="wp-caption-text">Una riproduzione di come sarà il Campo eolico a Venturina</p></div>
<p><strong>E&#8217; partita in questi giorni una imponente raccolta di firme per fermare il progetto delle 17 torri eoliche della società WKN, che saranno indirizzate al Presidente della Regione Toscana, all’Assessore regionale all’Ambiente, al Presidente della Provincia, al Sindaco di Campiglia M.ma, al Sindaco di Piombino, al Sindaco di San Vincenzo, al Sindaco di Suvereto, al Sindaco di Sassetta. Per aderire all&#8217;appello, che riportiamo integralmente qui sotto, potete contattare i numeri 0566 910046 e 392 9432839, oppure scrivere all&#8217;indirizzo inf@montebamboli.it</strong></p>
<p>___________________________</p>
<p>«Ci rivolgiamo alle Autorità regionali, provinciali e locali per chiedere di esaminare con la dovuta attenzione il progetto presentato dalla Società WKN di Catania per la costruzione di 17 torri eoliche alte 150 metri, per una potenza complessiva di 34 MW, nella pianura agricola dei  Comuni di Campiglia Marittima e Piombino.</p>
<p>Grandi pale eoliche sono previste a Banditelle, Amatello, Pescinone, La Sdriscia, Franciana, Affitti, Ponte di Ferro, Rinsacca, Populonia, Granai, Pozzi Magona, Lavoriere, Diacci Vecchi.</p>
<p>Tutte località ad alta vocazione agricola, terreni frutto della bonifica storica e oggi coltivati a ortaggi e cereali (grano, carciofi, spinaci, meloni, pomodori e altre produzioni ortive), in parte ricadenti anche nella zonazione vitivinicola a marchio Doc e Docg “Val di Cornia”.</p>
<p>Le tradizioni mezzadrili della nostra agricoltura con l’appoderamento delle terre fin dall’800, intensificato con i provvedimenti della riforma agraria negli anni ‘50 dello scorso secolo, hanno fatto si che le campagne siano oggi caratterizzate da un’alta densità di case e di annessi rurali. La dismissione del patrimonio rurale non più necessario all’agricoltura ha prodotto anche una elevata diffusione di civili abitazioni nelle campagne, molte delle quali sono andate ad incrementare, negli ultimi decenni, l’offerta agrituristica e il reddito delle aziende agricole.</p>
<p>Tutto questo per segnalare che siamo in presenza di un territorio con potenziale agricolo molto elevato, densamente popolato da imprenditori agricoli, turisti e famiglie che abitano in campagna.  Nel suo insieme conserva ancora una chiara connotazione rurale e il suo paesaggio contribuisce a creare l’immagine della Val di Cornia, completando un sistema paesaggistico che integra in maniera unitaria le sue diverse componenti: dalle colline ai borghi storici, dai poderi alle coste, dai boschi ai beni archeologici sintetizzati nel sistema dei Parchi della Val di Cornia.</p>
<p>Trattandosi di un territorio relativamente piccolo che si propende verso il mare, la pianura del Cornia è un bacino circondato da vere e proprie emergenze paesaggistiche e ambientali: a valle ci sono le coste dei parchi naturali della Sterpaia e di Rimigliano e il parco archeologico del promontorio di Populonia, a monte le colline di Campiglia, Suvereto, fino al parco di Montioni. A pochissima distanza si trovano l’Oasi naturale di Orti Bottagone e i centri termali di Caldana e del Calidario. Tutto nel raggio di pochi chilometri e ben visibile da qualsiasi punto si osservi la Val di Cornia.</p>
<p>Il progetto della WKN localizza 17 grandi torri eoliche nei pochi terreni che restano se si tolgono le distanze dalle case, dalle strade, dai corsi d’acqua e dai vincoli ambientali. Ne scaturisce una disseminazione casuale e disordinata di grandi pale eoliche che determineranno, senza ombra di dubbio, un grave danno al paesaggio rurale e più in generale al paesaggio complessivo della Val di Cornia.</p>
<p>Ma non ci saranno solo le 17 grandi torri. Ci saranno anche chilometri di canalizzazioni per il trasporto dell’energia,  occorrerà costruire nuove strade e adeguare quelli esistenti per consentire il transito di carichi speciali,  aumenterà il traffico pesante nelle campagne, aumenterà il rumore di fondo. Tutti fattori destinati ad incidere negativamente sulla ruralità del territorio e più in generale sull’economia agricola e turistica della Val di Cornia.</p>
<p>Pensiamo che la Val di Cornia, con le grandi centrali di termoelettriche di Piombino, ed ora anche con una massiccia presenza di grandi impianti fotovoltaici disseminati malamente nelle nostre campagne, stia già dando un forte contributo alla produzione di energia in Toscana. In ogni caso, per i grandi impianti di produzione di energie rinnovabili, qui esistono sicuramente altre soluzioni. Ci sono enormi territori industriali in gran parte dismessi o non utilizzati. Ci sono grandi cave che devono essere recuperate e possono essere riusate per la produzione di energia pulita. In questi territori i danni ambientali sono minori.</p>
<p>Cambiare i connotati alle nostre campagne è, invece, un danno grave che si arreca all’economia locale e al nostro futuro.</p>
<p>Invitiamo pertanto le Autorità pubbliche ad adoperarsi affinché lo sviluppo delle energie rinnovabili  non comprometta ulteriormente beni comuni ed essenziali per il nostro futuro come l’agricoltura, il turismo,  il paesaggio e il patrimonio culturale e ambientale».</p>
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		<title>TIRRENICA, ROSSI: “TRE CONDIZIONI PER IL COMPLETAMENTO DELL’AUTOSTRADA”</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 17:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Corriere Etrusco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le proposte della Regione  Toscana c’è l’esenzione dal pedaggio per 20Km ai residenti. Come al solito su questa vicenda la montagna ha partorito il topolino… FIRENZE – La Regione Toscana considera la realizzazione dell’autostrada tirrenica un fattore determinante per l’ammodernamento della viabilità e lo sviluppo regionale. Proprio per questo ritiene sia possibile arrivare presto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2010/11/No_pedaggio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8044" title="No_pedaggio" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2010/11/No_pedaggio-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Tra le proposte della Regione  Toscana c’è l’esenzione dal pedaggio per 20Km ai residenti. Come al solito su questa vicenda la montagna ha partorito il topolino…</strong></p>
<p>FIRENZE – La Regione Toscana considera la realizzazione dell’autostrada tirrenica un fattore determinante per l’ammodernamento della viabilità e lo sviluppo regionale. Proprio per questo ritiene sia possibile arrivare presto a un accordo che consenta di far partire la realizzazione, attraverso una soluzione dei problemi del pedaggio e del tracciato secondo precise condizioni. E’ quanto affermato dal presidente Enrico Rossi nel corso della riunione che si è svolta oggi a Roma con i rappresentanti della Sat e il direttore generale del ministero delle infrastrutture. Accompagnavano il presidente gli assessori alle infrastrutture Luca Ceccobao e all’ambiente Annarita Bramerini.</p>
<p>“In uno spirito di collaborazione e di dialogo con il governo – ha affermato il presidente Rossi – siamo stati disponibili a considerare l’ipotesi di utilizzazione del tracciato dell’Aurelia, quando sono emerse le difficoltà finanziarie che avrebbero reso impossibile realizzare l’infrastruttura su tracciato proprio. Abbiamo accettato la sfida proprio perché consideriamo l’opera di importanza strategica. Ma chiediamo che siano rispettate alcune condizioni che riteniamo ineludibili, nell’interesse dei cittadini toscani e del territorio”.</p>
<p>“Le prime due – ha proseguito il presidente – hanno a che vedere con il problema del pedaggio. Vogliamo una soluzione che possa tutelare il traffico locale e nello stesso tempo evitare che l’introduzione del pedaggio penalizzi residenti e pendolari e provochi un appesantimento di traffico sulla viabilità secondaria, con tutti i disagi e i rischi di inquinamento del caso. La soluzione che proponiamo è che venga previsto, per residenti e pendolari, lo sgravio del pedaggio fino ad un percorso massimo di 20 chilometri”.</p>
<p>“Questa misura, che comporta un minore introito per il gestore, può essere finanziata attraverso sgravi fiscali previsti dalla legge finanziaria per il 2012 per le opere realizzate con il project financing. Proprio per consentire anche alla SAT di accedere ai benefici fiscali abbiamo chiesto un’apposita modifica all’articolo 18 della finanziaria, che così come formulato sembra escludere questa possibilità.</p>
<p>Di questo ne ho già parlato con il ministro Passera e con il viceministro Ciaccia, oltre a sensibilizzare i parlamentari toscani di ogni parte politica. Il project è importante, non vedo perché questo territorio non possa usufruire di agevolazioni concesse ad altre aree del paese, soprattutto dopo che la Regione ha accettato un taglio da 1800 milioni. E qualora – ha precisato Rossi – la modifica dell’articolato non fosse possibile il governo intervenga con un provvedimento apposito. L’importante è dare soluzione giusta a questo problema.</p>
<p>La Toscana non può accettare questa discriminazione. Naturalmente i benefici dovranno essere destinati a finanziare l’ulteriore riduzione del pedaggio per residenti e pendolari”.</p>
<p>“Sempre in questa ottica di compensazione – ha aggiunto il presidente – sarebbe possibile utilizzare anche parte del canone che, come ho appreso, Sat dovrà pagare ad Anas per l’utilizzazione a fini autostradali dell’attuale sedime dell’Aurelia”.</p>
<p>“Infine prima di mandare il progetto al Cipe per l’approvazione – ha concluso il presidente Rossi – dovrà essere definito il nuovo corridoio per il tratto di Orbetello. La Regione Toscana è pronta a sostenere la soluzione che maggiormente corrisponde alle esigenze espresse dalle istituzioni locali, anche in termini di tutela paesaggistica e ambientale. Queste sono le nostre condizioni. Aspettiamo la risposta del governo e, se sarà positiva, saremo in grado di far decollare finalmente questa infrastruttura attesa da così tanto tempo”.</p>
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		<title>VAL DI CORNIA: DALLA TASSA DI SOGGIORNO ALLA GESTIONE ASSOCIATA DEL TURISMO</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 13:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Corriere Etrusco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I comuni della Val di Cornia al lavoro per arrivare ad una gestione associata delle politiche turistiche, guardando ai Comuni limitrofi. Un percorso che si dovrebbe concludere nel 2013, iniziato quest’anno con l’introduzione della tassa di soggiorno. Comune capofila di questo progetto sovracomunale, che ruota intorno alla Parchi Val di Cornia, è San Vincenzo. «La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/sindaci_val_di_cornia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12571" title="sindaci_val_di_cornia" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/sindaci_val_di_cornia-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>I comuni della Val di Cornia al lavoro per arrivare ad una gestione associata delle politiche turistiche, guardando ai Comuni limitrofi. Un percorso che si dovrebbe concludere nel 2013, iniziato quest’anno con l’introduzione della tassa di soggiorno. Comune capofila di questo progetto sovracomunale, che ruota intorno alla Parchi Val di Cornia, è San Vincenzo.</strong></p>
<p>«La Parchi deve avere un ruolo ancora più importante – ha spiegato il sindaco di San Vincenzo Michele Biagi – come Comune abbiamo deciso di fare un ulteriore passo in avanti, aumentando anche il contributo che verseremo alla società. Da circa 70mila euro di un anno fa siamo già passati, per il 2012, a circa 300mila euro. (Si presume che a San Vincenzo dalla tassa arriverà circa un milione di euro.</p>
<div style="text-align: left;">I soldi restanti saranno spesi sempre per obiettivi turistici<strong><em></em></strong>. Vogliamo rilanciare una politica di territorio e rilanciare l’idea di sinergie più ampie, passando magari da Castagneto all’Alta Maremma e all’Arcipelago. Il 2012 deve servire per avviare questo percorso che si concluderà nel 2013, anno in cui si dovranno rivedere le politiche turistiche del territorio. Il nostro obiettivo è arrivare ad una gestione associata delle politiche turistiche del territorio della Val di Cornia, sperando di allargarci ad altri comuni».</div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;">Una gestione  associata che vede San Vincenzo come ruolo guida. “Il nostro obiettivo – ha concluso Biagi &#8211; è quello di creare un contenitore all’interno della gestione associata. Da lì dovrà partire un’elaborazione di progetti. La Parchi ci aiuterà nel lavoro di promozione e dovrà trasformarsi e riorganizzarsi, tenendo conto delle risorse umane. Le risorse economiche una volta centralizzate andranno a finanziare progetti specifici. La tassa di soggiorno non serve a ripianare i buchi di nessun bilancio”. E dall’imposta di soggiorno si stima che arriveranno in Val di Cornia circa 2 milioni di euro.</div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;">“La tassa di soggiorno è un patto a tre: fra operatori, amministrazione comunale e turista – ha detto il sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli &#8211; fare turismo è infatti anche fare manutenzione delle strade, pulizia dei centri storici. Con questo progetto stiamo ricostruendo le politiche sovracomunali”. Piombino, Suvereto e Campiglia metteranno nella gestione comune soldi della tassa in maniera progressiva, partendo si presume da un 75%. In tutta questa operazione la Parchi non avrà nessuna contrazione di entrata.</div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: left;">“La tassa di soggiorno serve per liberare risorse per i bilanci dei comuni (“il milione che arriverà dai parcheggi per il comune di Piombino è linfa”) – ha concluso il sindaco di Piombino Gianni Anselmi &#8211; e per alimentare il progetto che ruota intorno ai Parchi”. Soddisfazione è arrivata anche dal sindaco di Campiglia Rossana Soffritti: «E’ un progetto condiviso per la promozione turistica, che credo rappresenti l’eccellenza, anche in Toscana».<br />
<strong></strong></div>
<div style="text-align: left;"></div>
<div style="text-align: right;"><strong>Maila Papi</strong></div>
<div style="text-align: right;"><strong>Tratto da &#8220;La Nazione&#8221; del 24-2-12</strong></div>
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		<title>PIOMBINO: DOMENICA ULTIMA SFILATA DI «BACCO IN MASCHERA 2012»</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 10:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Trinchini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica 26 febbraio ultima grande sfilata di «Bacco in Maschera 2012». Il Carnevale di Piombino &#8220;Città del Vino&#8221; che di anno in anno diventa sempre più un riferimento tra i carnevali della Toscana. Ogni sfilata ha le sue peculiarità e l&#8217;ultima chiuderà alla grande con  due importanti ospiti d&#8217;eccezione. La Banda cittadina &#8220;A. Galantara&#8221; che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12567" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/bacco-in-maschera-2012.jpg"><img class="size-medium wp-image-12567" title="bacco in maschera 2012" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/bacco-in-maschera-2012-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Un momento delle sfilate</p></div>
<p><strong>Domenica 26 febbraio ultima grande sfilata di «Bacco in Maschera 2012». Il Carnevale di Piombino &#8220;Città del Vino&#8221; che di anno in anno diventa sempre più un riferimento tra i carnevali della Toscana.</strong></p>
<p>Ogni sfilata ha le sue peculiarità e l&#8217;ultima chiuderà alla grande con  due importanti ospiti d&#8217;eccezione. La Banda cittadina &#8220;A. Galantara&#8221; che intratterra il pubblico con le Majorettes e con musiche tradizionali del suo repertorio, ed una delegazione dal comune di Lanuvio (RM), che verrà con una nutrita delegazione che si esibirà con una rappresentazione folkloristica in abiti tradizionali &#8220;castellani&#8221; tipica dei castelli romani.</p>
<p>Completeranno la manifestazione le sfilate dei carri allegorici, le degustazioni al RIvellino e le musiche in piazza Verdi.</p>
<p>Sabato 25 febbraio due appuntanti in centro con il veglione per bambini con animatori in Piazza Gramsci a partire dalle ore 15.00 e poco dopo l&#8217;apertura delle degustazioni al Rivellino.</p>
<p>Il veglione alla discoteca &#8220;Casa Rossa&#8221; (in Via della Principessa)  di domenica 26 febbraio con DJ Stella e DJ Calvi è stato annullato per motivi tecnici e sostituito con Veglione, sempre alla Casa Rossa il giorno Sabato 25 febbraio con  DJ Marco Bresciani.</p>
<p><strong>Cenni storico/culturali sulla città del vino di Lanuvio (RM):</strong></p>
<p><strong>Lanuvio</strong> (l&#8217;antica <em>Civita Lavinia</em>) è un comune di 13.147 abitanti situato in provincia di Roma, a circa 33 km a sud est della capitale, sui <a title="Colli Albani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colli_Albani">Colli</a> <a title="Colli Albani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colli_Albani">Albani</a>; fa parte dei Castelli Romani. Il territorio di Lanuvio ricade in parte all&#8217;interno dei confini del Parco regionale dei Castelli Romani.</p>
<p>Lanuvio è un antico paese latino arroccato sull&#8217;ultimo colle meridionale dei Castelli Romani, le cui origini sono riconducibili all&#8217;Età del Ferro, circa trenta secoli fa. Diede i natali a due imperatori romani, Antonino Pio e Commodo; al vincitore della battaglia di Lepanto, Marcantonio Colonna; a personaggi di cultura come Elio Stilone Preconiano, Luscio Lanuvino, Roscio Comedo, Silvio Stampiglia, Giacomo Lauri Volpi e Publio Sulpicio Quirino che ordinò il censimento in Palestina quando nacque Gesù&#8230; poi storie e ad altre storie di oggi! Un nucleo sociale che si caratterizza per il buon mantenimento dei suoi reperti archeologici,del bellissimo panorama che si estende a 360° dalla pianura romana alla pianura pontina e poi dell&#8217;attenzione e della tutela del suo vasto territorio. Feste patronali e mariane, la Festa della Musica, la Festa della Rosa, la Festa dell&#8217;Uva e del Vino, la Festa dei &#8220;Fiori di Zucca&#8221; e della Festa del &#8220;Vino Novello&#8221; riempiono il calendario dei festeggiamenti di Lanuvio.</p>
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		<item>
		<title>FUSTI ALLA GORGONA, PARTE PESCHERECCIO ARPAT PER ANALISI</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 09:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Corriere Etrusco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FIRENZE &#8211; “Il piano di recupero dei fusti tossici dispersi in mare il 17 dicembre scorso deve essere presentato nel più breve trempo possibile e deve prevedere condizioni di massima sicurezza per evitare altre perdite di materiali in mare”. Questa è quanto richiede l&#8217;asessore regionale all&#8217;ambiente Annarita Bramerini, commentando le notizie scaturite dalla riunione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4600" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2009/07/orate-gorgona.jpg"><img class="size-medium wp-image-4600" title="orate-gorgona" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2009/07/orate-gorgona-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Le reti da pesca al largo dell&#39;Isola di Gorgona</p></div>
<p><strong>FIRENZE &#8211; “Il piano di recupero dei fusti tossici dispersi in mare il 17 dicembre scorso deve essere presentato nel più breve trempo possibile e deve prevedere condizioni di massima sicurezza per evitare altre perdite di materiali in mare”. Questa è quanto richiede l&#8217;asessore regionale all&#8217;ambiente Annarita Bramerini, commentando le notizie scaturite dalla riunione del tavolo tecnico che si è tenuta oggi pomeriggio al Ministero dell&#8217;ambiente, a Roma.</strong></p>
<p>Secondo quanto appreso sono stati ritrovati i 2 semirimorchi e una parte dei fusti.  I fusti ritrovati sono in parte ancora integri, in parte deformati dalla pressione dell&#8217;acqua e  in parte aperti.</p>
<p>Al tavolo tecnico hanno partecipato, a supporto della Capitaneria del Porto di Livorno (soggetto competente per il recupero di materiale disperso in mare) , la Regione, l&#8217;Arpat, l&#8217;ISPRA, il comune e la provincia di Livorno, il Ministero della slaute e dell&#8217;ambiente, l&#8217;Istituto superiore di sanità.  Scopo dell&#8217;incontro valutare la situazione e definire modalità condivise di campionamento e di recupero dei bidoni finiti in mare dal cargo Venezia, anche sulla base di proposte della Società armatrice.</p>
<p>Le decisioni adottate.<br />
Il piano di monitoraggio specifico presentato dalla Grimaldi e integrato dalle richieste dei partecipanti all&#8217;incontro, consiste nell&#8217;analisi dei sedimenti, del bentos, ossia l&#8217;insieme degli organismi che vivono sul fondo del mare,  e della colonna d&#8217;acqua.  E&#8217; stato deciso, su proposta della società armatrice, di ampliare la zona delle ricerche verso nord-nordest per ritrovare gli altri bidoni.</p>
<p>Il piano di monitoraggio prevede anche l&#8217;analisi degli organismi e pesci di fondale attraverso il posizionamemto di trappole di cattura sul fondo dell&#8217;area. Le attività partono domani, la nave Minerva Uno è già a Livorno ed è operativa. Il monitoraggio viene realizzato dalla Grimaldi, ma un certo numero di campioni saranno consegnat a Ispra, Arpat e Istituto zooprofilattico.</p>
<p>Quanto al recupero dei bidoni la Grimaldi si è impegnata a presentare un piano corredato da valutazione dei rischi, che non può prescindere da un&#8217;analisi approfondita delle condizioni dei fusti ritrovati in profondità. E&#8217; un&#8217;operazione molto delicata e bisogna scongiurare il pericolo  che il prelievo possa provocare perdite ulteriori.</p>
<p>Nel frattempo stanotte parte il peschereccio con i tecnici Arpat. Le condizioni del mare sono migliorate e per questo da Viareggio nella nottata partirà un peschereccio attrezzato per la pesca ad alte profondità con a bordo i tecnici di Arpat.</p>
<p>Avrà il compito di fare due prelievi di pesce: uno il più possibile vicino alla zona del ritrovamento dei fusti e un altro più a sud, sottovento, che darà la possibilità di fare il cosiddetto “bianco”, cioè una pescata che serva da termine di confronto con quella da esaminare.</p>
<p>Il peschereccio rientrerà nella notte di venerdì. Dopodiché l’Istituto zooprofilattico lavorerà anche sabato e domenica per eseguire le analisi sul pescato. Gli esiti saranno poi inviati, per essere valutati, all’Istituto superiore di sanità.</p>
<p>La decisione di utilizzare il peschereccio per nuovi rilievi era stata annunciata ieri dal presidente Enrico Rossi.</p>
<p>Intanto proseguono senza interruzioni le ricerche per il ritrovamento dei 143 fusti mancanti e la Capitaneria di Porto, da stamani, ha vietato la pesca nel raggio di 3 miglia dal luogo del ritrovamento dei fusti.</p>
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		<title>PIOMBINO: GRAVE SPACCATURA SULLA TASSA DI SOGGIORNO</title>
		<link>http://www.corriereetrusco.it/2012/02/22/piombino-grave-spaccatura-sulla-tassa-di-soggiorno/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 19:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Trinchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
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		<description><![CDATA[Approvata l’imposta di soggiorno anche a Piombino. Sel assente dal consiglio comunale, astenuta Italia dei Valori. Nervosismo in consiglio al limite degli insulti. Una situazione indubbiamente di nervosismo che mostra chiaramente il dissenso per una tassa ritenuta dai più ingiusta. Piombino, insieme ai Comuni di San Vincenzo, San Gimignano, Fiesole, Castagneto, Monteriggioni ed altri ancora, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2011/11/tassa_soggiorno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11686" title="tassa_soggiorno" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2011/11/tassa_soggiorno-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Approvata l’imposta di soggiorno anche a Piombino. Sel assente dal consiglio comunale, astenuta Italia dei Valori. Nervosismo in consiglio al limite degli insulti. Una situazione indubbiamente di nervosismo che mostra chiaramente il dissenso per una tassa ritenuta dai più ingiusta. </strong></p>
<p>Piombino, insieme ai Comuni di San Vincenzo, San Gimignano, Fiesole, Castagneto, Monteriggioni ed altri ancora, è stata inserita nell’elenco regionale delle località turistiche o città d’arte. Un requisito fondamentale per l’applicazione della tassa di soggiorno, discussa questa mattina nel consiglio comunale di Piombino.</p>
<p>Il regolamento di applicazione della tassa, che gli assessori Massimo Giuliani e Luca Pallini hanno discusso in diverse occasioni nelle settimane scorse con le associazioni di categoria e con i soggetti interessati, è stato sottoposto all’approvazione del consiglio comunale ed è stato approvato con i voti di PD e Gruppo Misto (Mambrini). Contrarie tutte le altre forze politiche di opposizione mentre dell’Italia dei Valori si è astenuta. Assente dal consiglio comunale Sinistra e Libertà.</p>
<p>La tassa, la cui entità è prevista tra 0,5 e 2,5 euro al giorno, che saranno applicati in modo differenziato secondo le caratteristiche delle strutture, sarà valida per tutte le strutture alberghiere ed extralberghiere, compresi campeggi, agriturismi ecc e per quest’anno sarà in vigore dal 1° aprile al 31 ottobre.</p>
<p>“Le tariffe che abbiamo previsto sono tra le più basse della Toscana e forse tra le più basse d’Italia – ha spiegato l’assessore Giuliani nella sua introduzione. Sono previste inoltre esenzioni per gite scolastiche, per minori di età inferiore a 12 anni, per familiari di persone ricoverate in ospedale”.</p>
<p>L’Italia dei Valori ha proposto quattro emendamenti al regolamento, tra i quali anche la possibilità di far decorrere l’applicazione dell’imposta dal 2013, e la possibilità dell’esenzione dal 16° pernottamento in poi.</p>
<p>Solo quest’ultimo è stato approvato, dopo una lunga discussione tra i gruppi consiliari.</p>
<p>Da parte del Popolo delle Libertà, di Futuro e Libertà, di Gelichi del Gruppo Misto, di Coppola dell’Udc e di Rifondazione Comunista, è stata espressa invece un’opposizione molto netta nei confronti di un’imposta che a loro parere rischierebbe di mettere in difficoltà il turismo nel territorio, in una fase di forte criticità.</p>
<p>“Il sistema pubblico ci pone di fronte a scelte di un certo tipo – ha spiegato il sindaco nelle sue conclusioni – inviterei anche i più forti oppositori a questo strumento, che esiste da anni in Europa nei paesi che consideriamo motori dello sviluppo turistico di qualità, a valutarlo in un’altra ottica. Come possibilità cioè di promuovere un progetto complessivo di promozione turistica del territorio.”</p>
<p>Con la soppressione delle Apt, infatti, si porrà il problema di elaborare nuove strategie di marketing territoriale e i proventi della tassa di soggiorno potrebbero essere utilizzati, dal 2013, anche per elaborare una progettualità in questo senso, che veda la Parchi come uno strumento strettamente collegato.</p>
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		<title>AUTOSTRADA TIRRENICA: SAT NON VUOLE FARE CAMBIAMENTI AL PROGETTO</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 08:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Trinchini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[La SAT non vuole cambiare una virgala del suo progetto autostradale da Rosignano a Grosseto (a questo indirizzo l&#8217;articolo completo che vi invitiamo a leggere con attenzione) e rimanda a tempi migliori l&#8217;autostrada tra Grosseto sud e Civitavecchia. Quindi per un semplice adeguamento dell&#8217;attuale variante Aurelia i residenti saranno costretti a pagare come per un&#8217;autostrada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12556" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/No-SAT-autostrada.jpg"><img class="size-medium wp-image-12556" title="No SAT autostrada" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/No-SAT-autostrada-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Come sarà la nuova autostrada vista dai No SAT</p></div>
<p><strong>La SAT non vuole cambiare una virgala del suo progetto autostradale da Rosignano a Grosseto (<a title="SAT Autostrada" href="http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2012/02/20/news/autostrada-la-sat-nega-le-complanari-1.3204596" target="_blank">a questo indirizzo l&#8217;articolo completo che vi invitiamo a leggere con attenzione</a>) e rimanda a tempi migliori l&#8217;autostrada tra Grosseto sud e Civitavecchia. Quindi per un semplice adeguamento dell&#8217;attuale variante Aurelia i residenti saranno costretti a pagare come per un&#8217;autostrada nuova, e senza la SS398 fino al porto, come ha ribadito SAT. Questo secondo la nostra redazione è inaccettabile, e quello che preoccupa di più è davvero il silenzio delle pubbliche amministrazioni che così facendo si rendono di fatto &#8220;complici&#8221; di questo ulteriore balzello che si sommerà alla benzina a 2 euro al litro, compromettendo di fatto tutta la mobilità della costa tirrenica e facendo levitare i costi di cibi e merci.</strong></p>
<p>Riportiamo un commento delle liste civiche della Val di Cornia, una delle poche voci, insieme a qualche partito di minoranza, IDV e SEL che hanno dichiarato irricevibile la proposta.</p>
<p>________________________________________________</p>
<p><strong>Gli assordanti silenzi dei Comuni sull’autostrada.</strong></p>
<p>«Cosa aspettano i nostri Comuni &#8211; iniziano le liste civiche della Val di Cornia -  a tutelare gli interessi dei propri cittadini e a chiedere, come era previsto fino al 2001, l’adeguamento della variante Aurelia, che avrebbe costi enormemente inferiori e risponderebbe  meglio alle necessità dei territori?  La SAT parla ormai senza freni, risponde negativamente alla Regione, cambia unilateralmente il  progetto, taglia opere che erano state ritenute irrinunciabili come le complanari e i collegamenti con i porti di Livorno e Piombino, rinvia il tema cruciale delle tariffe che tutti, prima o poi, dovranno pagare, pretende che il progetto sia approvato per singoli lotti per evitare il confronto con tutti i Comuni della costa tirrenica.</p>
<p>I nostri Comuni, rifuggendo dall’ideologia secondo la quale questa autostrada porterebbe sviluppo, devono spiegare ai propri cittadini e alle imprese quali benefici ci saranno nel regalare alla SAT una strada pubblica a quattro corsie con limite di 110Km/orari, la quale, con minimi adeguamenti, imporrà a tutti l’obbligo di pagare tariffe esose. Secondo le ipotesi fatte dagli stessi Comuni, per andare a tornare da Venturina a Rosignano si pagherebbero 15,52 euro, a Grosseto 24,70 euro. Andata e ritorno sulla tratta Rosignano-Grosseto 40,36 euro. Tutto questo per una strada che c’è e che, dopo una prima non meglio precisata fase di sconti per i residenti, tutti saranno costretti a pagare, non avendo più alternative percorribili.  Un salasso pesantissimo per i cittadini, per le imprese, per chi riceve e spedisce merci, per il turismo pendolare che orbita nelle nostre zone.</p>
<p>Dove sono i benefici? A queste domande, che non hanno mai ricevuto risposta dalle nostre amministrazioni, si oppone un presunto interesse europeo. A parte il fatto che le indicazioni dell’Europa per  corridoi a lunga percorrenza, come quello tirrenico, indicano lo sviluppo delle reti ferroviarie e portuali, le stesse stime della SAT dicono che questa autostrada avrà bassi flussi di traffico e, proprio per questo, alte tariffe.</p>
<p>Per non parlare della vera e propria questione morale. Come si fa ad ignorare che per anni le autorità pubbliche hanno sostenuto che la concessione era a costo zero, mentre il governo aveva previsto un rimborso di 3,8 miliardi di euro alla SAT a fine concessione (esattamente pari al costo dell’opera), nonostante gli introiti delle tariffe?</p>
<p>Come si fa a dimenticare che nel 2010, dopo il taglio dello scandaloso rimborso, la SAT, smentendo se stessa, rivede le stime sui flussi di traffico riducendoli del 40% per giustificare tariffe esose?</p>
<p>Come giustificare il fatto che nel tratto a sud di Grosseto la SAT ha sempre sostenuto l’impossibilità di usare il tracciato della vecchia Aurelia e, ora che non ci sono più i soldi pubblici da spendere, sostiene esattamente l’opposto?</p>
<p>Come si fa a non vedere che rappresenta una grave anomalia che il Presidente della SAT (società privata), sia stato nominato commissario governativo per controllore se stesso?</p>
<p>La realtà è che nessuno riesce a dimostrare che l’autostrada al posto dell’Aurelia sia la soluzione che risponde agli interessi pubblici, mentre si configura sempre più come investimento finanziario per gli azionisti che oltre a Benetton, vedono oggi la partecipazione di Caltagirone, delle Cooperative e del  Monte dei Paschi.</p>
<p>Ancora una volta sconcerta il silenzio dei nostri Comuni i quali non aspettano altro che veder partire i cantieri. Poco importa se i cittadini saranno costretti a pagare un privato, a caro prezzo, per transitare su  un bene pubblico che hanno già pagato».</p>
<p>20 febbario 2012</p>
<p style="text-align: right;"> <strong>I capigruppo delle liste civiche CdC, Forum per San Vincenzo, UpS</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>«BACCO IN MASCHERA»: OGGI IL ROGO DEL CICCIOLO</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 06:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Corriere Etrusco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Appuntamento di &#8220;Martedì grasso&#8221; con il carnevale di Piombino. Oltre alle sfilate dei carri allegorici, alle degustazioni di vini e prodotti gastronomici, oggi l&#8217;ospite d&#8217;eccezione è il &#8220;Cicciolo&#8221;, il tradizionale mascherone che sarà dato alle fiamme alle ore 17.30 in Piazza Bovio. Appuntamento da non perdere. A San Vincenzo, a partire dalle 15, baby dance [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/cicciolo-2011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12545" title="cicciolo 2011" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/cicciolo-2011-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Appuntamento di &#8220;Martedì grasso&#8221; con il carnevale di Piombino. Oltre alle sfilate dei carri allegorici, alle degustazioni di vini e prodotti gastronomici, oggi l&#8217;ospite d&#8217;eccezione è il &#8220;Cicciolo&#8221;, il tradizionale mascherone che sarà dato alle fiamme alle ore 17.30 in Piazza Bovio. Appuntamento da non perdere. A San Vincenzo, a partire dalle 15, baby dance e animazione nella sala della Cittadella. Al centro civico Mannelli a Campiglia la ludoteca comunale organizza una festa per tutti i bambini.<img src="http://secure-it.imrworldwide.com/cgi-bin/count?url=&amp;rnd=1329809349356&amp;cid=&amp;ref=http%3A//quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/iltirreno/Edizione_Giornaliera/mappe/LB_piombinoelba_16.html&amp;sr=sr1680x1050:cd24:lgit-IT:jey:cky:tz1:ctna:hpna" alt="" width="1" height="1" /><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>VAL DI CORNIA: «ACCANIMENTO TERAPEUTICO» CON LE RINNOVABILI?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 06:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Trinchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Piombino negli ultimi dieci anni è stata contemporaneamente una città di innamoramenti, e successive delusioni, tutti sempre a discapito del territorio e dei residenti. Una città delle &#8220;mode&#8221;.  E allora prima c&#8217;è stata la moda dei Fanghi di Bagnoli, una grande svolta epocale per il territorio. Poi la moda dell&#8217;Autostrada che ci darà la SS.398, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/colmata_fotovoltaico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12539" title="colmata_fotovoltaico" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/colmata_fotovoltaico-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Piombino negli ultimi dieci anni è stata contemporaneamente una città di innamoramenti, e successive delusioni, tutti sempre a discapito del territorio e dei residenti. Una città delle &#8220;mode&#8221;.  E allora prima c&#8217;è stata la moda dei Fanghi di Bagnoli, una grande svolta epocale per il territorio. Poi la moda dell&#8217;Autostrada che ci darà la SS.398, la moda &#8220;storica&#8221; del progetto Utopia, trasformato in &#8220;Città Futura&#8221; e ora tornato &#8220;Utopia&#8221;. La moda delle frane, ogni tanto c&#8217;è n&#8217;è una nuova, qualcuna di origine naturale, qualcun&#8217;altra meno.  Poi la moda dell&#8217;ospedale a Riotorto, un must, il cui progetto è a &#8220;Chi l&#8217;ha visto&#8221; e al quale ci dicono che  non possiamo certo rinunciare, mentre intanto smantellano, un pezzettino alla volta, per non fare rumore, quello di Piombino. Poi la moda dei porti turistici&#8230; oggi  è il turno della moda delle rinnovabili. Ettari di pannelli solari a coprire le campagne  invece di stare sui tetti di case e capannoni, e 20 pale eoliche, alte come grattacieli di 40 piani, messe a &#8220;random&#8221; in mezzo alla campagna della Val di Cornia, giusto per rendere insignificanti le due ciminiere dell&#8217;Enel, che a quel punto faranno solo &#8220;Pendant&#8221;, e dare una &#8220;sana&#8221; mazzata al turismo locale.</strong></p>
<p>Sull&#8217;argomento riportiamo un approfondimento di Giuliano Parodi che illustra con documenti alla mano, l&#8217;accanimento terapeutico che ci sarà a breve nell&#8217;area di &#8220;Colmata&#8221;. Buona lettura.</p>
<p>_________________________</p>
<p>«L’aggressione al territorio agricolo del comune di Piombino &#8211; inizia Parodi &#8211; da parte delle energie rinnovabili, circoscritto all’area intorno alla foce del Cornia non trova pace.</p>
<p>Cosi’ dopo i due impianti Eolici da 18 e 6 Mw, con delibera di Giunta n.1126  il 12 dicembre 2011 la Regione Toscana ha dato parere favorevole con prescrizioni di compatibilita’ ambientale al progetto di realizzazione del mega campo fotovoltaico proposto dalla ditta Officine Elettriche Balsini srl.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/eolico6boccadicornia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12540" title="C:Documents and SettingsAlessandro PaolettiDesktopPiombino_16.06" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/eolico6boccadicornia-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a>L&#8217;area interessata dal progetto è situata in località Bocca di Cornia, all&#8217;interno di un triangolo delimitato <strong><em>(vedi foto allegata)</em></strong><em> </em>ad est dall&#8217;argine del Fiume Cornia, a sud dalla S.P. 23 bis “Strada della Base Geodetica” e ad ovest dal Fosso del Cornia Vecchio, che corre lungo la S.S. 398; la superficie totale del lotto è di circa <strong>47 ettari</strong><strong>, di cui circa 25 sono occupati dal campo fotovoltaico</strong> e nei restanti 22 sono previste attività agricole-pastorali ed una vasca di compensazione, trattandosi di zona a rischio idraulico notevole.</p>
<p>L&#8217;impianto è suddiviso in tre sezioni distinte da 6 MW ciascuna, per un totale di 60.390 pannelli fotovoltaici connessi in serie e installati ad un&#8217;altezza di 1,2 m da terra, mediante una struttura collegata al terreno con pali a vite profondi 1,60 m; <strong>l&#8217;altezza totale delle lavagne, inclinate di 30° rispetto al terreno, è pari a 3,9m.</strong></p>
<p>Il Regolamento Urbanistico del Comune di Piombino, prevede  che questi impianti possano essere consentiti  “<em>nelle sottozone agricole E1 a ridotta capacità produttiva,</em> <em>caratterizzate da fenomeni di ingressione del <strong>cuneo salino</strong>”. </em></p>
<p>Questa norma accompagnata da nessuna azione concreta dei Comuni volta alla diminuzione del cuneo stesso, <strong>dovuto all’eccessivo emungimento della falda a causa delle numerose perdite nell’acquedotto, stimate nell’ordine del 40% che obbligano a emungere ed immettere nella rete idrica un quantitativo di acqua superiore alle effettive necessita’ della popolazione</strong>, di fatto da via libera all’abdicazione dell’agricoltura e alla semina di pannelli e pale eoliche.</p>
<p>Sempre per  quanto riguarda la risorsa idrica, il progetto prevede la pulizia dei pannelli da effettuare due volte all&#8217;anno per un totale di 75 giorni, <strong>con approvvigionamento dall&#8217;acquedotto comunale</strong> e trattamento di demineralizzazione.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/TracciatoGALSI.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12541" title="TracciatoGALSI" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2012/02/TracciatoGALSI-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>In ultima analisi assistiamo ad un <strong>“accanimento terapeutico”</strong> intorno ad un area che presenta gia’ un profilo confuso tra zone industriali e zone protette, su cui andrebbero ad insistere: 23 torri eoliche di oltre 120 metri, 25 ettari di pannelli fotovoltaici, il terminale di arrivo del metadonotto algerino GALSI, ubicato in gran parte nell’area contigua della riserva naturale Orti-Bottagone, <strong><em>(vedi foto allegata)</em></strong> con approdo nell’ambito della spiaggia certificata Bandiera Blu della costa est, e l’eventuale bretella 398 fino al porto nell’ambito del completamento dell’autostrada Tirrenica.</p>
<p>La mancanza di pianificazione salta all’occhio, le energie rinnovabili sono da difendere ma in primis devono essere soggette a localizzazione da parte delle Amministrazioni che, una volta individuate le aree adeguate, danno via libera alle aziende private che vogliono investirci <strong>e non viceversa</strong>, altrimenti si ottiene solo un ampliamento del degrado ambientale a favore della mera speculazione».</p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giuliano Parodi</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Responsabile Enti Locali </strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>PRC Federazione Elba-Val di Cornia</strong></p>
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		<title>PIOMBINO: SUL PIEDE DI GUERRA PER L’ALBERGO AL CASONE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 20:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Trinchini</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
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		<category><![CDATA[Baratti]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8138" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2010/11/casone_baratti_2.jpg"><img class="size-medium wp-image-8138" title="casone_baratti_2" src="http://www.corriereetrusco.it/wp-content/uploads/2010/11/casone_baratti_2-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Il casone oggi</p></div>
<p><strong>Venerdì 17 febbraio si è tenuta la presentazione delle conclusioni della conferenza dei servizi che a gennaio si è pronunciata sul piano indicando, per il Casone, «interventi di alta qualità alberghiera» disattendendo in pratica le previsioni del percorso partecipato, che a questo punto ci chiediamo perché i soldi per la sua realizzazione non sono stati destinati a qualcosa di più utile, e più serio, come ad esempio il Carnevale, che ricordiamo riceve dal comune, per tutto (dai chiodi alla SIAE, dalle vernici alle assicurazioni) solo 7500 euro.</strong></p>
<p>Gli architetti Camilla Cerrina Ferroni (ufficio urbanistica del Comune) ed Emanuela Morelli (studio Viviani) hanno illustrato il piano, che è stato arricchito di approfondimenti ed immagini e parzialmente diverso nei contenuti rispetto alla prima stesura.</p>
<p>Il garante della comunicazione Massimo Morisi, nell’occasione ha ribadito quanto già affermato dall’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson: «La prescrizione “di alta qualità alberghiera” è senza dubbio un’espressione poco felice».</p>
<p><a href="http://www.valdicornianews.it/VAL_DI_CORNIA_News/Piombino.html" target="_blank">Il video integrale della serata è visionabile a questo indirizzo.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riportiamo due commenti di <strong><em>Giuliano Parodi Responsabile enti locali  Federazione Elba- Val di Cornia PRC, e del movimento “Giù le mani da Baratti”. </em></strong></p>
<p><strong> _____________________________</strong></p>
<p><strong>PARODI: ARCHEOLOGIA, LA GRANDE ASSENTE</strong> <em></em></p>
<p>«Il nuovo Piano Particolareggiato di Baratti dopo 18 mesi e un percorso partecipato dai cittadini nel mezzo viene presentato e portato in votazione in Consiglio Comunale in tutta la sua <strong>debolezza.</strong></p>
<p>Il grande assente del piano e’ ancora una volta<strong> l’Archeologia</strong>. Il sito di Baratti e’ soprattutto, per non dire <strong>unicamente </strong>un sito archeologico di portata mondiale, quindi qualunque tipo di pianificazione a lungo termine deve per forza di cose concentrarsi su quell’aspetto.</p>
<p>Mentre siamo di fronte ad un serie di tavole e decine di pagine di relazioni che in maniera ragionieristica e minimale sistemano in maniera spot alcune criticita’ presenti, demolendo qualche manufatto, mettendo qualche piastrella o piantando qualche alberello, senza una vera visione di insieme e soprattutto di progetto per il futuro.</p>
<p>La regolamentazione della <strong>presenza antropica</strong> sulla duna e nel parco, motore propulsore della bozza del 3 agosto 2010 e criticita’ principe secondo l’Amministrazione, e’ completamente assente in questa nuova versione, si evince dal drastico ridimensionamento della porta al parco a Caldanelle.</p>
<p>Qui giustamente e’ stata fatta una riduzione di volumi per quanto riguarda la struttura ricettiva, ma non si capisce perche’ a questa e’ seguita <strong>la riduzione del parcheggio</strong> annesso, il punto di scambio dove i turisti lasciano l’auto e vengono serviti da navette per raggiungere il Golfo.</p>
<p>Con queste premesse e in questo scenario il problema Casone diventa secondario, per il semplice fatto che all’interno di un sito archeologico, patrimonio dell’umanita’, tutelato a breve dall’UNESCO, <strong>un albergo non ci puo’ e non ci deve stare</strong>.</p>
<p>L’attenzione andra’ poi concentrata sui terreni agricoli facenti parte della proprieta’ del Casone, esclusi da questa pianificazione che potranno riservare delle sorprese, dove il vincolo di <strong>non-edificabilita’</strong> sottolineato a gran voce dai cittadini durante il percorso partecipativo, potrebbe essere messo seriamente in discussione dalle norme del nuovo Regolamento Urbanistico.</p>
<p>Un piano particolareggiato, che ha impegnato l’architetto Silvia Viviani e il suo staff per molti mesi, di cui sarebbe interessante sapere il costo complessivo, che esprime una <strong>pianificazione a corto raggio, miope, che tampona qualche situazione ma che non si pone la domanda e tanto meno la risposta di cosa  fare del Parco Archeologico e del Golfo di Baratti “da grande”.</strong></p>
<p><strong>La montagna &#8211; conclude Parodi &#8211; ha partorito nuovamente un topolino».</strong></p>
<p align="right"><strong><em>Giuliano Parodi</em></strong></p>
<p align="right"><strong><em>Responsabile enti locali </em></strong></p>
<p align="right"><strong><em>Federazione Elba- Val di Cornia PRC</em></strong></p>
<p><strong> ___________________________</strong></p>
<p><strong>GLMDB: SU BARATTI L’AMMINISTRAZIONE MEDITI SERIAMENTE</strong></p>
<p><strong>Riceviamo e pubblichiamo integralmente da &#8220;Giù le mani da Baratti&#8221;.</strong></p>
<p>«Ieri è stato presentato il piano particolareggiato di Baratti e Populonia. Ancora una volta è emersa quella di cui si era sentita sin dalla prima stesura l’assenza, cioè una visione di insieme del territorio e del suo collegamento con la più ampia economia locale che chiaramente non si limita a pochi metri di costa: ed è di solo di questi pochi metri che sembra occuparsi il piano.</p>
<p>Ieri si sono levate nitide ed esplicite le voci di archeologi, architetti ed economisti, tutte unanimemente critiche nei confronti di questo documento che si è avuto l’arroganza di presentare come arricchito di analisi tecniche e che invece, a una lettura anche veloce, risulta un “infiorettato” reportage fotografico.</p>
<p>L’amministrazione ha avuto l’audacia di presentarsi con uno sparuto manipolo costituito soltanto dall’assessore all’urbanistica Luciano Francardi e da due tecnici non firmatari del piano. A discutere un documento di pianificazione territoriale mancava l’assessore all’ambiente, per non parlare del Sindaco, che del resto che non si è mai visto dall’inizio di questa storia.</p>
<p>Il reinserimento del progetto dell’albergo di lusso al Casone e le sforbiciate in qua e là al piano sembrano rispettivamente la necessità di soddisfare l’esigenza di un singolo interesse privato e di dare un contentino alla partecipazione pubblica.</p>
<p>Baratti genera economia per come è: mettere le sue risorse uniche in rete con le risorse del resto del territorio e dotare tutto ciò di un sistema di servizi adeguato, questa è la strada maestra da percorrere e da cui ricavare le indicazioni strategiche per lo sviluppo sia di Baratti sia del territorio di cui Baratti fa parte. Il comune non ha visto questa opportunità e nemmeno vuole vederla. Quello che ci attendiamo è che l’amministrazione si metta seriamente a pensare.</p>
<p align="right"><strong>Giù le mani da Baratti</strong></p>
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