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	<title>CorriereUniv.it - Corriere dell&#039;Università e del Lavoro</title>
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	<description>Corriere dell&#039;Università e del Lavoro</description>
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		<title>Informatici e commerciali da Zucchetti</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 09:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[HomePage]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Gruppo Zucchett è è alla ricerca di  figure professionali sia nel campo dell’informatica che nel campo dell’amministrazione per  le diverse sede del territorio nazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17539" title="adv_zucchetti" src="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/adv_zucchetti-150x150.jpg" alt="" width="170" height="170" />Con oltre 1.800 addetti, una rete distributiva che supera gli 800 Partner sull&#8217;intero territorio nazionale e più di 450.000 procedure installate presso oltre 60.000 clienti, il gruppo Zucchetti è uno dei più importanti protagonisti italiani del settore dell&#8217;ICT.</p>
<p>L&#8217;offerta del gruppo Zucchetti, così ampia da non aver confronti né in Italia né in Europa, consente al cliente di acquisire importanti vantaggi competitivi e di avvalersi di un unico Partner informatico in grado di soddisfare le più svariate esigenze di carattere informatico.</p>
<p>Attualmente è alla ricerca di diverse figure professionali sia nel campo dell’informatica che nel campo dell’amministrazione per  le diverse sede del territorio nazionale.</p>
<p>I profili ricercati abbracciano figure quali analisti programmatori, neolaureati in informatica, sviluppatori software, contabile fiscale rivolta a consulenti del lavoro, esperti are paghe e contributi e funzionari di vendita software.</p>
<p>Per prendere visione delle diverse opportunità professionali, visitare il sito <a href="http://www.zucchetti.it/portale/jsp/offerte.jsp?cat_id=145&amp;cat_padre=94&amp;OFFSET=0&amp;LIMIT=10" target="_blank">www.zucchetti.it</a> nella sezione “offerte di lavoro”.</p>
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		<title>Giuri UNISOB: 150 posti</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Facoltà di giurisprudenza]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Fichera]]></category>
		<category><![CDATA[Job Placement]]></category>
		<category><![CDATA[numero prpgrammato]]></category>
		<category><![CDATA[Suor Orsola Benincasa]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora qualche giorno per presentare la domanda di iscrizione alla Facoltà di Giurisprudenza del Suor Orsola Benincasa. Il 14 settembre si svolgerà la prova di selezione per i 150 posti disponibili. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/giuri_n_h.gif"></a><a href="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/giuri_n_h1.gif"><img class="alignright size-full wp-image-17495" title="giuri_n_h" src="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/giuri_n_h1.gif" alt="" width="379" height="113" /></a>C’è ancora tempo fino a <strong>venerdì 10 settembre </strong>per poter presentare la domanda di iscrizione e selezione alla prestigiosa <strong>Facoltà di Giurisprudenza</strong> del <strong>Suor Orsola Benincasa di Napoli</strong>.</p>
<p>La facoltà, diretta dal <strong>Preside Franco Fichera</strong>, è l’unica nel Mezzogiorno (in quest’ambito) ad avere il numero programmato oltre che essere l’unica in tutta Italia con uno specifico <a href="http://www.corriereuniv.it/cms/2010/05/il-giurista-campano/">ufficio di Job Placement</a>. Sono <strong>150 i posti disponibili </strong>che, come ha spiegato il Preside Fichera, consentono un migliore lavoro di affiancamento degli studenti e riducono notevolmente la <strong>percentuale di fuoricorso</strong>.<br />
“Accanto alla classica lezione si dà un ampio spazio allo <strong>studio dei casi</strong>, al commento delle sentenze, alle prove scritte, alle <strong>simulazioni di processo</strong>, perché è solo così che si impara a mettere in opera i saperi giuridici, a ragionare, a risolvere i problemi che è quanto il giurista dovrà fare nella vita professionale” ha spiegato il Preside Fichera.</p>
<p>Nel dettaglio la <strong>Laurea Magistrale in Giurisprudenza </strong>prevede un triennio in cui vengono affrontate le materie di base del diritto ed un biennio specialistico, sta poi allo studente scegliere se orientarsi verso <strong>l’indirizzo forense oppure quello amministrativo</strong>. Inoltre, durante il percorso dal primo al quarto anno, ogni studente acquisirà competenze di <strong>inglese giuridico </strong>per un migliore inserimento nel mondo del lavoro.</p>
<p>I test di selezione si terranno presso i locali dell’ateneo in data <strong>14 settembre</strong>. Per ulteriori informazioni visitare il<a href="http://www.unisob.na.it/universita/facolta/giurisprudenza/index.htm?vr=1"> sito</a>.</p>
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		<title>Lo studente errante alla ricerca del sé professionale</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 22:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono trascorsi quattro giorni dall’inizio della girandola della selezione a quiz del nostro sistema universitario, probabilmente pochi per redigere un compendio socio-formativo, ma sufficienti per iniziare a tracciare la fisionomia della matricola del nuovo millennio. Come ci diceva una giovane neodiplomata  intervistata durante l’attesa per il test di Odontoiatria: “alla precarietà del lavoro si sta sommando l’opaca incertezza sul percorso formativo da intraprendere”.  Una frase dall’amaro sapore di sentenza che arriva dritta dritta alla nostra pancia. Volti sorridenti che accolgono la condizione di “studente errante” come un dato di fatto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17504" title="DTUDENT ERRANTE" src="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/DTUDENT-ERRANTE-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Sono trascorsi quattro giorni dall’inizio della girandola della selezione a quiz del nostro sistema universitario, probabilmente pochi per redigere un compendio socio-formativo, ma sufficienti per iniziare a tracciare la fisionomia della matricola del nuovo millennio. Come ci diceva una<a href="http://www.corriereuniv.it/cms/2010/09/odontoiatria-studenti-alla-seconda-prova/"> giovane neodiplomata</a> intervistata durante l’attesa per il test di Odontoiatria: “alla precarietà del lavoro si sta sommando l’opaca incertezza sul percorso formativo da intraprendere”.  Una frase dall’amaro sapore di sentenza che arriva dritta dritta alla nostra pancia. Volti sorridenti che accolgono la condizione di “studente errante” come un dato di fatto.</p>
<p>Saltellano da un test ad un altro, da una città ad un’altra (chi se lo può permettere), tentando diverse vie, anche opposte una dall’altra. “Sono iscritto al corso di Farmacia, oggi faccio il test di Medicina alla Sapienza, ieri l’ho fatto a Campus, ho già il biglietto aereo per Cagliari”. “Mi hanno appena risposto dalla Facoltà di Medicina dell’Università di Madrid (Spagna), per due punti percentuali non sono rientrato. “Oggi provo a Roma e poi a Milano per Medicina. Altrimenti mi iscrivo a Biologia”.</p>
<p>Genitori che cercano affannosamente di stare dietro alla mobilità dei figli, sgomenti tuttavia in che cosa si stia trasformando  l’immatricolazione: un viaggio dalle dimensioni epiche e alquanto dispendiose. Che lo spostamento sia per via aerea, ferroviaria o grazie all’automobile di papà, mamma, fratello o amici, comporta comunque un’uscita economica. Ogni immatricolazione… al test, una tassa corrispettiva, che il test sia vincolante od orientativo: “Oggi ho fatto il test a Psicologia – 35 euro- , ma data l’indeterminatezza del risultato, mi sono iscritta al test orientativo di Sociologia (25 euro).</p>
<p>I test di psicologia 1 della Sapienza e Psicologia 2, sempre Sapienza sono divisi in logico verbale, logico matematica e comprensione testuale. “Fattibili” è la parola d’ordine degli studenti intervistati che appaiono tranquilli e rilassati: “I quesiti erano semplici, probabilmente ci sarà una lotta sul punteggio all’ultimo infinitesimale” dichiara divertito un candidato che insieme alla fidanzata sono appena usciti dalla “grande aula” che decreterà se una persona “è idonea” per intraprendere la carriera di Psicologia.“Oggi sto qui, nel caso non passassi Medicina”, afferma serenamente una giovane neodiplomata.</p>
<p>La roulette gira e gli studenti “giocano”, ma è un azzardo riflettere sulla reale efficacia della modalità di selezione a crocette?. Prendiamo la professione di psicologo o del medico. Si può ridurre ad esercizi di logica la selezione di un futuro studente di questo settore scientifico? E le competenze trasversali, l’intuizione, la sensibilità, l’intelligenza emotiva, il temperamento, l’equilibrio psico-emotivo, il senso della cultura, questioni di secondo ordine?</p>
<p>Interrogativi che ci poniamo, senza sospingerci nello campo sterile della polemica, vorremmo capire insieme a docenti, studenti, <em>policy maker</em> quale è la via da seguire per assicurare un futuro ai giovani e di conseguenza alla nostra società.</p>
<p><strong>Amanda Coccetti</strong></p>
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		<title>Servizio civile, 464 posti offerti dai salesiani</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 10:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ventotto progetti solo in Italia, due all’estero e un totale di <strong>448 posti</strong> sul territorio nazionale e 16 oltre confine, queste le possibilità per chi voglia svolgere il servizio civile nelle strutture salesiane. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ventotto progetti solo in Italia, due all’estero e un totale di <strong>448 posti</strong> sul territorio nazionale e 16 oltre confine, queste le possibilità per chi voglia svolgere il servizio civile nelle strutture salesiane. Dopo tanta attesa è uscito il bando 2010.</p>
<p>I Salesiani di don Bosco quest’anno realizzano i propri progetti di Servizio Civile Nazionale in scuole, oratori, uffici di pastorale giovanile, case famiglia e comunità per minori di 11 regioni italiane, 4 città spagnole (Madrid, Monzon, Leon, Lugo), 3 paesi in via di sviluppo (Angola, Burundi, Bolivia).</p>
<p>Le aree di intervento dei progetti riguardano prevalentemente l’educazione e la promozione culturale. I volontari, ragazze e ragazzi dai 18 ai 28 anni di età, verranno coinvolti nella vita di strutture destinate all’accoglienza e all’accompagnamento dei giovani. Saranno impegnati dunque in attività di animazione, tutoraggio scolastico, e nell’organizzazione dei tempi e del lavoro dei vari centri.</p>
<p>Come da tradizione salesiana, l’aiuto ai giovani viene collocato al centro d tutto, in un clima di famiglia, di gioco e di accoglienza. Ragazzi che aiutano altri ragazzi… in un circolo virtuoso in cui è chi assiste e collabora che impara di più, perché il servizio civile rimane per intensità, durata, e contenuto un’occasione impedibile e preziosa di crescita personale e professionale, ma anche di formazione civica e di acquisizione di consapevolezza.</p>
<p>Su sito <a href="http://www.federazionescs.org/salesiani-per-il-sociale/l-educazione-e-la-nostra-risorsa">www.federazionescs.org </a>nella sezione “Servizio Civile” sono scaricabili il bando completo e i rispettivi allegati. La pagina “Come Candidarsi” fornisce spiegazioni, dritte e chiarimenti su come compilare la domanda. Nelle sezioni “Italia” ed “Estero” sono disponibili le schede di tutti i progetti cui è possibile partecipare e gli indirizzi a cui inviare le domande. Sul sito anche un’ampia pagina con video e testimonianze di chi ha già vissuto questa esperienza.</p>
<p>È possibile avere informazioni telefonando alla Federazione SCS/Cnos – Salesiani per il sociale allo <strong>06.4940522</strong>. Chi è interessato deve però affrettarsi poiché ci sono solo 30 giorni di tempo per presentare la propria candidatura. Le domande devono pervenire entro il <strong>4 ottobre</strong> alle ore <strong>14.00</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Socialnetwork, Linkedin guarda all&#8217;estero</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 09:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Linkedin, il social network dedicato ai professionisti, ha recentemente aperto uffici in India, Canada, Irlanda e Gran Bretagna e presto potrebbe aprire anche in altri Paesi...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo avere dedicato la sua &#8220;esistenza&#8221; ai professionisti e a tutti coloro che sono alla ricerca di un lavoro <strong><em>Linkedin</em></strong>, il social network che ha raggiunto da poco quota 76 milioni di utenti, ha recentemente aperto uffici in India, Canada, Irlanda e Gran Bretagna e presto potrebbe aprire anche in altri Paesi in vista di una probabile futura Ipo in Borsa. Ne dà notizia il blog Relazioni pubbliche digitali in base ad alcune indiscrezioni.</p>
<p>Più della metà degli utilizzatori del sito, che lo utilizzano per pubblicare <strong>curriculum</strong>, a <strong>caccia di posti di lavoro</strong> e per socializzare con i colleghi, vive al di fuori degli Usa, ma LinkedIn, il cui presidente, <strong>Reid Hoffman</strong>, non ha mai escluso la possibilità di un eventuale Ipo, deve oggi dimostrare che ha in mano un business globale, non solo una base di utenti a livello mondiale.</p>
<p>La strada verso l&#8217;Ipo per il sito di networking professionale LinkedIn passerebbe quindi soprattutto attraverso il consolidamento della propria presenza in Regno Unito, India, Australia, Paesi Bassi e Canada e, probabilmente, attraverso l&#8217;apertura di ulteriori branches in altri Paesi. Jeff Weiner, amministratore delegato di LinkedIn, a questo proposito, ha recentemente dichiarato che le entrate provenienti da Paesi fuori dagli Stati Uniti, rappresentano il 20% dei ricavi annuali di LinkedIn, che nel 2010 dovrebbero attestarsi a 228 milioni di dollari. LinkedIn starebbe oggi cercando di aumentare questa quota rafforzando la propria attività all&#8217;estero.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Clima, arriva s.o.s planet</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 09:41:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ha aperto i battenti da due giorni Sos Planet, l'esposizione universalè sul tema del cambiamento climatico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha aperto i battenti da due giorni Sos Planet, l&#8217; esposizione universalè sul tema del cambiamento climatico. La mostra è ospitata dalla stazione Tgv Guillemins di Liegi, in Belgio, e prevede, su un&#8217;estensione di 6.000 metri quadrati, eventi, seminari, ma soprattutto azioni dimostrative destinate al grande pubblico per sensibilizzare grandi e piccini.</p>
<p>Il percorso espositivo infatti prevede anche spiegazioni a fumetti dedicate proprio agli ecologisti in erba. Ma per i grandi invece sono stati dispiegati grandi mezzi e supporti tecnologici particolarmente innovativi a dimostrazione che l&#8217; ambiente ha bisogno di tecnica, ricerca, progresso scientifico. Tra l&#8217;altro uno degli elementi di attrazione è rappresentato da un film il 3D, una pellicola di animazione dedicata a raccontare in modo spettacolare e suggestivo i fenomeni dell&#8217; effetto serra, il ciclo dell&#8217;acqua, l&#8217;albedo o il ciclo del carbonio. Ma anche gli effetti catastrofici degli eventi estremi che rappresentano il vero pericolo connesso alle variazioni anomale del clima.</p>
<p>Sos Planet si articola su 4 percorsi: l&#8217;uomo osserva, una ricognizione sull&#8217;ambiente ieri e oggi; l&#8217;uomo si allarma, il percorso dedicato agli effetti del cambiamento climatico in 4 settori: acqua, ecosistemi, alimentazione e salute. L&#8217;uomo riflette illustra il ciclo del carbonio, l&#8217;effetto serra e le conseguenze della pressione antropica e delle attività industriali. L&#8217;uomo agisce, infine, propone ipotesi e raccomandazioni sull&#8217;impegno che dovranno assumere Paesi, governi e anche i singoli cittadini per intervenire concretamente a difesa del clima in pericolo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Servizio civile in biblioteca</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 08:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Lib(e)ro accesso: superiamo le barriere in biblioteca": il progetto-bando della CRUI (attivato anche alla SUN e al Sannio) per promuovere la fruizione delle biblioteche da parte di studenti diversamente abili. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/z-biblioteca-alber3_5102006-16239.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-17456" title="z-biblioteca-alber3_5102006-16239" src="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/z-biblioteca-alber3_5102006-16239.jpg" alt="" width="319" height="199" /></a>L’Ufficio Nazionale Servizio Civile </strong><strong>e delle Regioni e Province autonome</strong>, presenta il progetto della <strong>CRUI</strong> “<strong>Lib(e)ro accesso: superiamo le barriere in biblioteca</strong>”.</p>
<p>Saranno <strong>26</strong> gli impiegati selezionati tramite la partecipazione al bando e verranno distribuiti in 13 diverse sedi: tra la CRUI e il Politecnico di Bari, la <strong>Seconda Università degli Studi di Napoli, l’Università degli studi del Sannio</strong>, l’Università degli studi di Sassari e l’Università degli studi di Teramo. Questo progetto è teso al <strong>miglioramento dei servizi della biblioteca per gli studenti diversamente abili </strong>attraverso quattro punti chiave: miglioramento dell<strong>’informazione</strong> sui servizi cui può accedere lo studente disabile, miglioramento dell’<strong>accessibilità</strong> alla struttura, <strong>potenziamento</strong> dell’accesso alle informazioni bibliografiche e a tutti i servizi dedicati ai disabili attraverso il<strong> sostegno </strong>di altri studenti ed infine individuazione con conseguente rimozione di tutte le problematiche che intaccano la <strong>fruizione</strong> della biblioteca.</p>
<p>Coloro che desiderano partecipare al bando dovranno consegnare le domande entro e non oltre le <strong>ore 14.00 del 4 ottobre</strong>. Per conoscere in dettaglio i requisiti per partecipare consultare il <a href="www.serviziocivile.fondazionecrui.it">sito</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scuola bocciata via Internet</title>
		<link>http://www.corriereuniv.it/cms/2010/09/indagine-digitale-scuola-bocciata/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 07:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Odiano le materie che studiano e non sopportano più compiti in classe e interrogazioni. Attualizzazione dello studio mediante l'hi-tech.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17448" title="SCUOLA BOCCIATA" src="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/SCUOLA-BOCCIATA-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Odiano le materie che studiano e non sopportano più compiti in classe e interrogazioni. Gli studenti vogliono utilizzare le nuove tecnologie per rendere lo studio meno noioso e più divertente. Murales ai muri e professori più giovani e “moderni” le altre proposte per una scuola ideale.</p>
<p>Gli studenti non si sentono a proprio agio tra i banchi di scuola (73%). C’e’ chi la considera un luogo di tortura (21%) e chi non ha un buon rapporto con il proprio insegnante e sogna il prof. Keating del film “L’attimo fuggente” (63%).</p>
<p>Inoltre c’è chi parla di programmi troppo “antichi” (56%) e di metodi di insegnamento noiosi e tradizionali (49%). Ed e’ proprio per cambiare la situazione di fatto che i ragazzi salgono in cattedra sul web, lanciando nuove idee per migliorare la scuola: oltre a murales fatti per colorare le pareti (31%) e professori più  giovani (35%), la proposta piu’ “esplosiva” e’ di utilizzare Smartphone, iPad e videogiochi in classe (67%).</p>
<p>Se le materie devono rimanere uguali (27%), studiarle con i new media le renderebbe più fruibili (75%), e migliorebbe il rapporto tra compagni di classe e con l’insegnante (61%). Un esperimento che l’Università di medicina di Stanford metterà in atto il prossimo anno, fornendo alle matricole ben 90 iPad per studiare.</p>
<p>E’ quanto emerge da uno studio promosso da Comunicazione Perbene, associazione no profit che si batte per l’ecologia nella comunicazione fondata dal sociologo Saro Trovato, condotto su 1.600 studenti (scuola media e superiore) e realizzato attraverso un monitoraggio su blog, forum, community specializzate sulla scuola e sui piu’ importanti social network, tra cui Facebook e Twitter.</p>
<p>Nauseati dalla scuola attuale, i ragazzi puntano il dito verso professori incompetenti, metodi di apprendimento troppo classici, materie noiose ed edifici fatiscenti.</p>
<p>Collegata agli insegnanti, ma anche all’organizzazione scolastica in generale, i ragazzi criticano i metodi di apprendimento che sono costretti ad utilizzare. Da chi brucerebbe subito quei “mattoni” che spaccano la schiena (51%) a chi non sopporta piu’ i soliti compiti in classe e interrogazioni (55%) e si sente ridicolo ad imparare le cose a memoria (33%), per finire con chi ha gia’ la nausea a pensare di dover ricominciare a leggere, sottolineare e ripetere per tutto l’anno (47%).</p>
<p>Gli alunni, inoltre, puntano il dito verso i programmi delle materie, che a loro dire sono noiosi e poco interessanti (69%). Non capiscono infatti perché devono essere costretti a studiare il pensiero di uno che e’ morto 500 anni fa (65%) o delle formule matematiche incomprensibili e che non servono a nulla (52%).</p>
<p>Per altri è assurdo utilizzare programmi che sono rimasti uguali a quelli di 50 anni fa (41%). I ragazzi non risparmiano critiche nemmeno alla struttura degli edifici. Classi fatiscenti (61%), pareti sporche e con colori deprimente (43%), sedie scomode e banchi in stato pietoso (71%). Infine c’e’ chi, con le inferriate alle finestre e le aule troppo buie, si sente chiuso in carcere (37%) o chi si lamenta perche’ non c’è  un aula dove rilassarsi per la ricreazione (48%) e aule di informatica con computer inutilizzabili (73%).</p>
<p>Il 67% dei ragazzi vorrebbe una scuola più tecnologica e studiare su Smartphone, iPad e videogiochi. Murales fatti dagli studenti, docenti piu’ giovani e sale ricreative gestite dagli alunni le altre proposte</p>
<p>Quali novita’ vorrebbero trovare i ragazzi a scuola per il nuovo anno? Innanzitutto sognerebbero di poter utilizzare la tecnologia moderna per studiare da una parte (65%) e rilassarsi e divertirsi con i compagni durante l’intervallo dall’altra (71%). C’e’ infatti chi propone internet in classe, come supporto per trovare subito cio’ che interessa (%) e chi addirittura vorrebbe lasciare i libri a casa e studiare attraverso le applicazioni di iPad e Smartphone, utilizzandoli come strumenti di apprendimento (67%).</p>
<p>Molti ragazzi impazzirebbero, invece, all’idea di utilizzare videogiochi, come ad esempio quelli in grado di riconoscere movimenti e voci degli individui permettendo di interagire fisicamente con il gioco, durante l’ora di educazione fisica (73%) o durante l’intervallo per divertirsi con i compagni (69%). O ancora c’è chi dichiara che studierebbe e imparerebbe molto di più se si facessero delle attività  o dei giochi interattivi in cui  sfidare i compagni di classe sui programmi studiati (53%).</p>
<p>Oltre alla tecnologia, non mancano anche altri suggerimenti che riguardano i vari ambiti della scuola. Per alcuni basterebbe avere dei professori più  giovani (35%), piu’ “moderni” (45%), e studiare materie piuù attuali, che non parlino solo di cose accadute almeno un secolo prima (28%). C’e’ poi chi vorrebbe solamente abbellire la scuola con qualche murales fatto proprio dagli studenti (49%) o quantomeno trovare delle pareti colorate in modo più vivace (55%). Per altri sarebbe bello avere una mensa più  fornita, che non proponesse sempre i soliti tramezzini, focacce e fritture varie (31%), e una sala ricreativa dove possono entrare solo i ragazzi e fare ciò  che vogliono (51%).</p>
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		<title>Le frontiere del corpo</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 22:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un periodo  storico in cui corpo (in particolare quello femmnile) è al centro di discussione e analisi sociali e culturali, appare quanto mai attuale, il tema del VI seminario della Scuola delle Donne Pedagogiste che si svolgerà a Livorno dal 23al 25 settembre 2010, presso il polo decentrato alla Facoltà di Scienze della Formazione: Le frontiere del corpo-mutamenti e metamorfosi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-17437 alignleft" title="Le frontiere del corpo" src="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/Le-frontiere-del-corpo.jpg" alt="" width="207" height="156" />In un periodo  storico in cui corpo (in particolare quello femmnile) è al centro di discussione e analisi sociali e culturali, appare quanto mai attuale, il tema del VI seminario della Scuola delle Donne Pedagogiste che si svolgerà a Livorno dal 23al 25 settembre 2010, presso il polo decentrato alla Facoltà di Scienze della Formazione: <strong>Le frontiere del corpo-mutamenti e metamorfosi</strong><strong>.</strong></p>
<p>Sarà un momento di riflessione unico in Italia che vedrà docenti universitari delle più prestigiose università italiane impegnati a dare il loro contributo al dibattito sul corpo che nel nostro Paese negli ultimi anni ha acquisito una forte centralità sia nell’ambito degli studi culturali (sociologia, antropologia, pedagogia, filosofia), sia sotto il profilo mass-mediatico.</p>
<p>Le problematiche suscitate dal documentario di Lorella Zanardo (“Il corpo delle donne”, 2009), così come le puntualizzazioni espresse dalla filosofa Michela Marzano (“Sii bella e stai zitta”, 2010) garantiscono notevoli elementi ad una riflessione alla quale la pedagogia vuole offrire un suo valido apporto ed un rilevante contributo di analisi.</p>
<p>A tale scopo la VI edizione della Scuola delle Donne Pedagogiste mira a mettere a confronto studiose e studiosi di diverse provenienze nel tentativo di decostruire paradigmi socio-culturali che forniscono una descrizione del corpo come strumento per arrivare al successo, finalizzato prevalentemente ad una triste omologazione, con le sue inevitabili manipolazioni estetiche ed identitarie.</p>
<p>L’intera struttura del <strong>Programma 2010</strong> mira alla interdisciplinarietà: si passa infatti dall’approfondimento della casistica giuridica relativa al corpo femminile nei paesi islamici al case study del velo, indagato come simbolo di ridefnizione di relazioni di genere all’interno dell’attuale società europea, per giungere all’analisi delle regole (tra galateo e morale) che definivano il corretto comportamento per le giovani  agli esordi del XX secolo, fino ad arrivare alle rappresentazioni dei corpi femminili durante il Fascismo, nelle colonie e in Italia.</p>
<p>Verrà anche esaminato come all’im-maginario di bambine e giovani donne siano state proposte storicamente eroine letterarie e filmiche e il variare dell’immagine fisica. Uno spazio particolare viene riservato al paradigma della “perfezione”, indagato sia dal punto di vista antropologico che mediatico, con le sue inevitabili conseguenze sull’eccessiva enfatizzazione della sessualità, non più nascosta da un atavico e paternalisticamente coltivato senso del pudore, bensì intenzionalmente e ossessivamente esibita e mercificata.</p>
<p>La visione del documentario “Il corpo delle donne” servirà quindi da stimolo ad una proficua discussione sul binomio corpo-media e a quello sottomissione-violenza alla quale parteciperanno docenti che da tempo hanno fatto di tale topos l’ambito privilegiato delle proprie ricerche. Infine vi sarà una sessione interamente dedicata alle modifcazioni intervenuti negli ultimi anni nell’immaginario del corpo femminile, ma anche maschile e alla lettura analitica dei suoi mutamenti identitari, un terreno decisamente innovativo e ricco di apporti culturali quanto mai interessanti, foriero di ulteriori futuri approfondimenti.</p>
<p>Di particolare interesse le proposte rivolte alla fondazione teorico-pratica di una “pedagogia del corpo”, al corpo vissuto come strumento limitato e autolimitante, fino a dar conto di recenti e interessanti ricerche svolte con giovani di ambo i sessi sul loro personale percepirsi e rappresentarsi come nesso mente/corpo.</p>
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		<title>Lettera estiva di un precario alle 4 stagioni</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 15:54:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Spett. Azienda,

 mi rivolgo alla tua (consentimi il tu) gentile attenzione per sottoporti una breve analisi di alcuni punti che proprio non riesco a capire. Forse la tua lungimiranza ed esperienza mi aiuteranno a fare luce tra il buio pesto nel quale mi barcameno con evidente difficoltà.

La nostra costituzione recita: Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-17440" title="lettera di un precario" src="http://www.corriereuniv.it/cms/wp-content/uploads/2010/09/lettera-di-un-precario-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Spett. Azienda,</p>
<p>mi rivolgo alla tua (consentimi il tu) gentile attenzione per sottoporti una breve analisi di alcuni punti che proprio non riesco a capire. Forse la tua lungimiranza ed esperienza mi aiuteranno a fare luce tra il buio pesto nel quale mi barcameno con evidente difficoltà.</p>
<p>La nostra costituzione recita: <em>Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un&#8217;attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società </em></p>
<p>Il progresso tende per definizione a migliorare le condizioni di vita e di civiltà dell’uomo. Tu pensi di avere contribuito a tale avanzamento? Di solito, ti autodefinisci con parole che trasudano efficienza, qualità e etica. Sentirti parlare è quasi commovente. Se non fosse per l’indurimento emotivo a cui la vita mi ha condotto, avrei anche versato qualche lacrima amarognola per te. Ma poi mi domando il perché di tanti visi rabbuiati, di tanti animi esacerbati, maleducazione e assenza di umanità nell’universo dei lavoratori ed allora che mi chiedo che forse qualcosa non ha funzionato.</p>
<p>Sai, la fidelizzazione del cliente non parte dal cliente stesso. E’ il nucleo professionale capace e in armonia a generare naturalmente la fedeltà. Come puoi pensare che un dipendente elabori un prodotto forte quando è il primo a rimanere escluso dalla filiera lavorativa. Un bosco rado non offre ristoro, ma una squallida visione d’insieme. Senza un’autentica coesione, la produzione rimane ad un livello elementare.</p>
<p>Il regno multimediale, offerto dalla tecnologia non è che uno specchietto per le allodole che si infrange al primo respiro autentico. I ruoli non sono casuali. Ogni persona (ti ricordi il valore di questa parola?) ha un proprio obiettivo e valenza nell’ambito di un contesto collettivo. Se ne mortifichi una, anche se, a tuo avviso, la meno significativa, commetti una offesa duplice: offendi e umili un essere umano e offendi te stessa; prendi a calce una parte di te. Ti indebolisci dall’interno. Dai principio ad un processo inarrestabile di auto decomposizione.</p>
<p>Capisco che non hai interesse nel gratificare qualcuno che consideri inferiore, un mero mezzo per perseguire un tuo personalissimo fine, ma mia cara quanto sei miope in questa considerazione. L’essere umano non è mosso solo da desideri primari. Vi è una lunga lista di necessità intellettuali, spirituali e materiali che tu sembri avere accantonato per smemoratezza o semplice incuria.</p>
<p>Reputi che celare parte della conoscenza aziendale alle parti “più deboli” sia una strategia vincente. Reputi che seminare diffidenza e malsana competizione tra i tuoi “inferiori” aumenti la produttività. Reputi che tenere sotto il giogo della precarietà i collaboratori nutra vitalità professionale e sudditanza lavorativa. Reputi che la mancanza di dignità profferta agli anelli più piccoli della tua enorme (non per volume, ma per pretese) catena di montaggio ne rafforzi l’autorità. Una testa, un tronco e due gambe si trovano ovunque e senza condizioni.</p>
<p>Chissà forse la tua “vision” trionferà. Al momento sei in un mare di guai sommersi o forse già emersi.</p>
<p>La stanchezza dei lavoratori ha raggiunto livelli preoccupanti. L’ambiente è surriscaldato come l’atmosfera e tu, carente di identità. Non hai più un volto. Sei la ripetizione di mille sguardi persi nel vuoto, senza meta, accecati dalla propria ingordigia. L’incoerenza delle tue idee e risultati non è ancora visibile. La gente ha fretta (se solo si fermasse un attimo ad osservare!) e si accontenta della superficie, ma se la società ha ancora una coscienza; i tuoi giorni sono contati.</p>
<p>La scelta tocca a te. Continuare a percorrere il cammino della distorsione umana e professionale o fare marcia indietro o avanti (a seconda di come ne valuti il significato) e provare a costruire un’azienda dal volto umano.</p>
<p>Buona fortuna e a presto.</p>
<p>Una voce per caso</p>
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