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	<title>Cronache di un disadattato</title>
	
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	<description>Il blog di Obi-Fran Kenobi</description>
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		<title>Codice Genesi: il bel film che non ti aspetti</title>
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		<comments>http://www.obifrankenobi.it/2010/03/07/codice-genesi-il-bel-film-che-non-ti-aspetti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 05:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema & TV]]></category>
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		<description><![CDATA[Notizia vecchia, copiata da Camminando Scalzi.
Dai, sinceramente: cosa avete pensato quando avete visto il trailer di &#34;Codice Genesi&#34;? Avete pensato: &#34;ancora film post-apocalittici?&#34;, avete pensato &#34;bah, l&#39;ennesimo filmetto d&#39;azione&#34;, avete pensato &#34;Ts&#232;, Denzel Washington ormai non azzecca pi&#249; un film da anni&#34;, avete pensato &#34;i fratelli Hughes?! Quelli di From Hell?! Per carit&#224;!&#34; (ok, questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Notizia vecchia, copiata da <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/codice-genesi-il-bel-film-che-non-ti-aspetti.html" target="_blank">Camminando Scalzi</a>.</p>
<p><a href="http://filmup.leonardo.it/posters/loc/500/codicegenesi.jpg" rel="lightbox[1060]" target="_blank"><img align="left" alt="Locandina di Codice Genesi" border="0" class="alignleft" height="215" src="http://filmup.leonardo.it/locand/codicegenesi.jpg" style="width: 150px; height: 215px;" width="150" /></a>Dai, sinceramente: cosa avete pensato quando avete visto il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Hn3fZ-KrQDI" target="_blank">trailer</a> di &quot;Codice Genesi&quot;? Avete pensato: &quot;ancora film post-apocalittici?&quot;, avete pensato &quot;bah, l&#39;ennesimo filmetto d&#39;azione&quot;, avete pensato &quot;Ts&egrave;, Denzel Washington ormai non azzecca pi&ugrave; un film da anni&quot;, avete pensato &quot;i fratelli Hughes?! Quelli di From Hell?! Per carit&agrave;!&quot; (ok, questo forse non l&#39;avete pensato. So che From Hell &egrave; piaciuto a tanta gente ma, da fanatico lettore di Alan Moore, per me rimane un film orribile).</p>
<p>Ed &egrave; pi&ugrave; o meno con lo stesso vostro scetticismo che sono entrato in sala. Scetticismo mitigato solamente da una sottile speranza nata dalla locandina, dove Denzel sembra un personaggio preso di peso dal videogioco-capolavoro &quot;Fallout&quot; (e infatti il film sembra attingere a piene mani da questo gioco, chi lo conosce se ne accorger&agrave;, gli altri diano un&#39;occhiata a <a href="http://media.multiplayer.it/images/2009/07/25/287451.fallout-3-per-pc.img.jpg" rel="lightbox[1060]" target="_blank">questa immagine</a>). Che volete farci, non c&#39;&egrave; nessuna maniera per farmi venire a noia l&#39;ambientazione apocalittica post-nucleare.</p>
<p>La trama &egrave; presto detta: 30 anni prima dell&#39;epoca del film, a causa delle guerre e dell&#39;inquinamento, &quot;nel cielo si apr&igrave; un buco e ne scatur&igrave; una pioggia di fuoco&quot;&#8230; Eli (Denzel Washington) non si dilunga molto e spiega ancora meno&#8230; Buco nell&#39;ozono? <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Distruzione_mutua_assicurata" target="_blank">Distruzione mutua assicurata</a>? Apocalisse divina? Fatto sta che ci ritroviamo in un mondo desertificato dove l&#39;acqua costa quanto un calciatore odierno e i cannibali sono distinguibili da tipici tremori; un mondo dove arrivare vivo alla fine della giornata &egrave; un miracolo e se vai in giro disarmato sei considerato uno sprovveduto (nonch&eacute; un uomo morto che cammina).</p>
<p>Nulla di dissimile insomma da quell&#39;ambientazione a cui decine e decine di altri film, libri, fumetti e videogiochi ci hanno abituati, prima fra tutti la mai dimenticata e mai troppo amata serie di Mad Max (in Italia: Interceptor, Il guerriero della strada, Mad Max: oltre la sfera del tuono), di George Miller con l&#39;esordiente Mel Gibson, 1979.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://witneyman.files.wordpress.com/2010/01/book-of-eli.jpg" rel="lightbox[1060]" target="_blank"><img align="middle" alt="the book of Eli" border="0" class="aligncenter" height="331" src="http://witneyman.files.wordpress.com/2010/01/book-of-eli.jpg" width="499" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Codice Genesi rimane sulla falsariga di Mad Max anche registicamente: inquadrature lente e ampie, lunghe panoramiche sul territorio brullo e il cielo grigio; il film si prende i suoi tempi, e senza fretta segue il passo lento del buon Eli, in viaggio verso Ovest per una missione sconosciuta che comprende la consegna di un particolare libro, capace forse di cambiare le sorti dell&#39;umanit&agrave;. I fratelli Hughes cominciano a distaccarsi da Miller con la prima scena d&#39;azione: inquadratura fissa a campo largo, in silouhette. Una cosa che non ricordo di aver mai visto prima, semplicemente bellissima. Non &egrave; l&#39;unica scena originale del film; molte altre soluzioni creative (piani sequenza arditi, riprese circolari, eccetera&#8230;) mi hanno ricordato un altro film, anch&#39;esso post-apocalittico ma molto diverso quando a background: quel &quot;I figli degli uomini&quot; di Alfonso Cuar&ograve;n del 2006 che non mi stancherei mai di rivedere.</p>
<p>Ma le ispirazioni non si fermano qui: uno dei personaggi del film fischietta pi&ugrave; volte il motivetto di uno degli immortali western di Sergio Leone, e l&#39;idea stessa di un personaggio che cerca di portare in salvo l&#39;ultima copia di un libro importantissimo per l&#39;umanit&agrave; rimanda immediatamente alla trama di quel caposaldo della fantascienza letteraria: Fahrenheit 451 di Ray Bradbury (di cui fece una riduzione cinematografica niente meno che Fran&ccedil;ois Truffaut, nel &#39;66), in particolare con il concetto degli uomini-libro. Rimandi immediati che non fanno che confermare la teoria che porto avanti da quando studio cinema: non importa che quello che racconti sia per forza originale e nuovo, conta come lo racconti. Tutti copiano, fa parte del lavoro di scrittura, ma Codice Genesi mette insieme tanti elementi diversi con un&#39;eleganza e una capacit&agrave; che sinceramente sembravano completamente trasparenti (diciamo pure assenti) in From Hell.</p>
<p>La sceneggiatura di Gary Whitta (all&#39;esordio) &egrave; buona e robusta: pochi dialoghi ben dosati, che non vanno mai sopra le righe e dicono esattamente quello che c&#39;&egrave; da dire; personaggi ben caratterizzati e accadimenti ben piazzati che non fanno pesare la particolare calma della regia. Gli Hughes perdono un po&#39; di eleganza sul finale, risultando un po&#39; ridondanti, forse per la preoccupazione &#8211; non fondata &#8211; di non aver spiegato abbastanza. Ho trovato particolarmente rozza la chiusura del film, la classica &quot;americanata&quot; che si spiega male e di cui si poteva fare a meno, ma considerando le aspettative con cui ero andato al cinema, &egrave; grasso che cola.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://filmreviewonline.com/wp-content/gallery/book-of-eli/book-of-eli-mila-kunis.jpg" rel="lightbox[1060]" target="_blank"><img align="middle" alt="Mila Kunis" border="0" class="aligncenter" height="185" src="http://filmreviewonline.com/wp-content/gallery/book-of-eli/book-of-eli-mila-kunis.jpg" style="vertical-align: middle;" width="441" /></a></p>
<p>Il cast &egrave; di tutto rispetto: oltre a Denzel Washington &#8211; che, s&igrave;, forse ha sbagliato parecchi copioni negli ultimi anni, ma rimane un grande attore, altamente espressivo &#8211; nella parte della nemesi di turno abbiamo il grande Gary Oldman, istrionico come sempre; la spalla femminile &egrave; affidata alla bellissima e bravissima Mila Kunis (forse sono un po&#39; di parte, dato che ne sono follemente innamorato), voce originale di Meg Griffin, anche lei un mistero, dato che sceglie pochissimi copioni, ma non sempre di qualit&agrave; (&quot;Max Payne&quot; l&#39;avete visto? Spero di no per voi); infine, apprezzatissime comparsate di Tom Waits (visto recentemente nella fantastica parte del Diavolo in &quot;Parnassus&quot; di Terry Gilliam) e di Malcolm McDowell.</p>
<p>Ad avvolgere e sottolineare l&#39;atmosfera di abbandono e solitudine, una bellissima colonna sonora originale di Atticus e Leopold Ross e Claudia Sarne, compositori che avevano gi&agrave; lavorato con gli Hughes ma che qui danno il meglio di loro confezionando musiche d&#39;atmosfera minimaliste ed essenziali, eppure emotivamente coinvolgenti.</p>
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		<title>Pagato a carne umana</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 11:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco come vengo presentato ai nuovi collaboratori di Camminando Scalzi da quel bastardo del Griso  
L&#39;elemento di cui sopra sar&#224; il tuo terribile nemico, revisioner&#224; tutti gli articoli, e trover&#224; sempre qualcosa che non va, SEMPRE. 
		Mandarlo affanculo non serve a niente, insultarlo manco, lo farai solo incattivire di pi&#249;. Lo abbiamo assunto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco come vengo presentato ai nuovi collaboratori di Camminando Scalzi da quel bastardo del Griso <img src='http://www.obifrankenobi.it/wp-includes/images/smilies/asd.gif' alt=':asd:' class='wp-smiley' /> </p>
<blockquote><p>L&#39;elemento di cui sopra sar&agrave; il tuo terribile nemico, revisioner&agrave; tutti gli articoli, e trover&agrave; sempre qualcosa che non va, SEMPRE. <br />
		Mandarlo affanculo non serve a niente, insultarlo manco, lo farai solo incattivire di pi&ugrave;. Lo abbiamo assunto per questo. Lo paghiamo a carne umana. Alcuni maligni narrano che abbia revisionato persino il testo sulla carta di identit&agrave;. Trovando degli errori.</p>
</blockquote>
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		<title>Il meta-cinema da Blair Witch Project a Il Quarto Tipo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 22:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[viral marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Sensazione di Dej&#224;-vu? Non &#232; un errore di Matrix, &#232; che l&#39;avete gi&#224; visto su Camminando Scalzi!
Immagino sarete gi&#224; completamente rincoglioniti dalla pubblicit&#224; massiva adoperata per mandare pi&#249; gente possibile a vedere Paranormal Activity, il nuovo &#34;film costato niente ma fatto troppo bene veramente cio&#232;, ha pure spaventato a morte Stiven Spilberg, terendiconto?&#34;. Se ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Sensazione di Dej&agrave;-vu? Non &egrave; un errore di Matrix, &egrave; che l&#39;avete gi&agrave; visto su <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/il-meta-cinema-da-blair-witch-project-a-paranormal-activity.html" target="_blank">Camminando Scalzi</a>!</p>
<p>Immagino sarete gi&agrave; completamente rincoglioniti dalla <strong>pubblicit&agrave; massiva</strong> adoperata per mandare pi&ugrave; gente possibile a vedere <strong>Paranormal Activity</strong>, il nuovo &quot;film costato niente ma fatto troppo bene veramente cio&egrave;, ha pure spaventato a morte Stiven Spilberg, terendiconto?&quot;. Se ne parla ovunque, dai trailer spammati su qualsiasi canale ai servizi del TG2, e personalmente ho visto persino una scritta in un bagno &quot;mi sono cacato sotto guardando Paranormal Activity&quot;. Ok, no, l&#39;ultima me la sono inventata.</p>
<p>Ma cos&#39;&egrave; &#39;sto Paranormal Activity e: fa davvero cos&igrave; paura? Con calma. Mi sembra adeguato prima di tutto chiarire di cosa si sta parlando. Paranormal Activity &egrave; l&#39;ultimo pargolo del <strong>meta-cinema</strong>, che in parole povere significa il cinema &quot;che va oltre&quot;, &quot;che supera i limiti&quot;, cio&egrave; che non si limita a sfruttare le tecniche classiche ma magari le aggira o le perfeziona o le usa come base per poi per&ograve; perseguire un obiettivo diverso (esempio classico di meta-cinema &egrave; quando un attore &quot;guarda in macchina&quot;, cio&egrave; sfonda la cosiddetta quarta parete, l&#39;obiettivo della telecamera).</p>
<p><a href="http://filmup.leonardo.it/posters/loc/500/blairwich.jpg" rel="lightbox[1026]" target="_blank"><img alt="Blair Witch Project" border="0" height="216" src="http://filmup.leonardo.it/posters/loc/500/blairwich.jpg" style="float: left;" width="150" /></a></p>
<p>Uno dei primi film di un certo successo a presentare un esperimento di meta-cinema al grande pubblico &egrave; stato il contestato &quot;<strong>Blair Witch Project</strong>&quot; di Daniel Myrick ed Eduardo S&aacute;nchez, del 1999. Grazie anche ai primi tentativi di marketing virale, anche su internet, il film venne spacciato come vero, nel senso che si fece credere che il contenuto del film fosse un documentario amatoriale girato da un gruppo di ragazzi determinati ad indagare sul mistero della strega del bosco di Blair. I ragazzi, dopo aver fatto interviste e ricerche pi&ugrave; o meno accurate sull&#39;argomento, si avventurano nel bosco armati di tende, torce, viveri e altri materiali da campeggio e, notte dopo notte, scoprono a loro spese la verit&agrave; sulla strega di Blair. Il film fece clamore e divise pubblico e critica. Ancora oggi c&#39;&egrave; chi lo ama e chi lo odia, ed &egrave; continuamente citato e parodiato anche da media diversi da quello cinematografico. Personalmente, mi terrorizz&ograve; non poco, all&#39;epoca: l&#39;inquietante ambiente boschivo, l&#39;isolamento e la totale vulnerabilit&agrave; dei protagonisti, i rumori, le ombre&#8230; Tutto &egrave; narrato come un incubo, in cui <em>sai</em> che c&#39;&egrave; qualcosa che non va, ma <em>non ne hai mai la prova</em>. Non si &quot;vede niente&quot; in Blair Witch Project, ed &egrave; proprio questa la chiave narrativa del film: il tessere una tela di mitologia intorno alla strega e al suo <em>modus operandi</em>, per poi scoprire la verit&agrave; solo all&#39;ultimo momento. Il tutto, per tornare a noi, <strong>&egrave; ovviamente artificiale</strong>, girato con attori (sconosciuti), da una troupe cinematografica (per quanto ridotta) e con una telecamera (per quanto semi-professionale), ma viene venduto come filmato reale, per aumentare il pathos e l&#39;immedesimazione dello spettatore. Per cui ecco riprese fuori fuoco e sgranate, telecamere a spalla che saltano e si muovono in continuazione, inquadrature non equilibrate, scavalcamenti di campo e tutto quello che caratterizza una ripresa amatoriale. Questo &egrave; meta-cinema.</p>
<p><a href="http://filmup.leonardo.it/posters/loc/500/cloverfield.jpg" rel="lightbox[1026]" target="_blank"><img align="right" alt="Cloverfield" border="0" class="alignright" height="214" src="http://filmup.leonardo.it/locand/cloverfield.jpg" style="width: 150px; height: 214px;" width="150" /></a>Dopo Blair Witch Project, questo modo di fare cinema &egrave; sparito per anni dal panorama mainstream, fino ad arrivare al 2008, quasi dieci anni dopo. &Egrave; il Re Mida <strong>J.J. Abrams</strong> (Alias, Lost, Mission Impossible 3, Fringe, Star Trek&#8230;) a far tornare in auge la meta-cinematografia, assumendosene anche un po&#39; gigionamente e arrogantemente il merito, forse. <strong>Cloverfield</strong> (diretto da Matt Reeves) narra dell&#39;arrivo di un mostro non meglio identificato a New York, e dei relativi provvedimenti da parte del mondo civilizzato. Il tutto &egrave; per&ograve; narrato dall&#39;occhio di una telecamerina da quattro soldi, precedentemente impegnata a filmare la festa di compleanno del protagonista. Cloverfield sfrutta praticamente tutti i trucchetti inventati da Blair Witch Project, compreso il <strong>marketing virale</strong> e gli annunci &quot;ufficiali&quot; a inizio cassetta/film. Se per&ograve; non si deve dare il merito dell&#39;invenzione di questa tecnica ad Abrams, sicuramente gli si deve riconoscere la professionalit&agrave; e la meticolosit&agrave; con cui ha realizzato il film. In Blair Witch Project la storia era semplice e le informazioni da somministrare al pubblico relativamente poche, facili da gestire&#8230; In Cloverfield invece si analizzano tantissimi aspetti diversi, ed essere riusciti a dare informazioni evitando l&#39;<em>info-dump</em> &egrave; stata un&#39;impresa da manuale eseguita con un&#39;eleganza e una precisione invidiabili.</p>
<p>Tuttavia, Cloverfield si limita a &quot;rivedere e correggere le puntate precedenti&quot; e al massimo &#8211; non &egrave; certo poco &#8211; a fornire un &quot;modello standard di meta-cinema&quot; a disposizione di tutti i filmmaker con budget ridotto (non che Cloverfield sia costato cos&igrave; poco, per via degli effetti speciali). In realt&agrave;, in Spagna ci avevano gi&agrave; pensato da s&eacute;, un anno prima, con &quot;<strong>Rec</strong>&quot;, il cui seguito &egrave; uscito recentemente (ne &egrave; stata fatta anche una versione &quot;americanizzata&quot; intitolata &quot;Quarantine&quot;). &quot;Rec&quot; segue le vicende di una giovane giornalista e del suo cameraman, che si ritrovano chiusi all&#39;interno di un palazzo messo in quarantena per un non meglio identificato contagio letale. Si scopre poi che tale contagio rende le persone mostri senza cervello affamati di carne umana. Anche qui la tecnica meta-cinematografica riprende i canoni di Blair Witch Project, con camera a spalla molto movimentata, visione notturna, immagini sgranate, &quot;lapsus&quot; tecnici di regia eccetera.</p>
<p><a href="http://filmup.leonardo.it/posters/loc/500/paranormalactivity_us.jpg" rel="lightbox[1026]" target="_blank"><img alt="Paranormal Activity" height="223" src="http://filmup.leonardo.it/locand/paranormalactivity_us.jpg" style="float: left;" width="150" /></a>Ma ancora non ci siamo: anche Rec non dice nulla di nuovo sull&#39;argomento. Purtropppo, l&#39;avrete ormai capito da voi, nemmeno Paranormal Activity ci riesce. La storia riguarda un fantasma (o pi&ugrave; generalmente una &quot;presenza&quot;) che perseguita la paffuta protagonista. Il suo ragazzo (della protagonista, non del fantasma) decide di iniziare a filmare gli eventi paranormali di cui &egrave; sciagurato testimone. Ecco una piacevole novit&agrave; del filone meta-cinematografico: meno riprese con macchina a spalla e pi&ugrave; inquadrature fisse su cavalletto, in quanto la telecamera &egrave; montata su un mobile nella camera da letto dei due ragazzi. Lo spunto si presta quindi a tutte le scene da brivido che caratterizzano le ghost story: rumori sinistri, sospiri, luci che si accendono e spengono da sole, porte che si aprono o si chiudono di scatto, fino ad arrivare a lenzuola che volano, psicocinesi, possessioni, eccetera. Fa paura? Certo questo dipende generalmente dal vostro grado di impressionabilit&agrave;, soprattutto per quanto riguarda i fantasmi. Sinceramente, a me &egrave; sembrato un film piuttosto deboluccio, noioso, mal raccontato, con personaggi che scadono spesso nello stereotipo e nella parodia, e che troppe volte vanno sopra le righe pronunciando battute fuori luogo. Ci sono un paio di scene effettivamente ben realizzate e molto credibili, e quelle sicuramente impressionano, ma una volta che le avete viste nel trailer, cade un po&#39; il senso di andare a vederlo al cinema.</p>
<p>Dobbiamo aspettare ancora un po&#39; per avere dei veri progressi nella narrazione meta-cinematografica. Insieme a Paranormal Activity trovate al cinema anche &quot;<strong>Il quarto tipo</strong>&quot;, di Olatunde Osunsanmi con Milla Jovovich. <a href="http://filmup.leonardo.it/posters/loc/500/thefourthkind.jpg" rel="lightbox[1026]" target="_blank"><img alt="Il Quarto Tipo" height="214" src="http://filmup.leonardo.it/locand/thefourthkind.jpg" style="float: right;" width="150" /></a> &Egrave; anche questo un documentario, stavolta incentrato sulla biografia della dottoressa Abbey Tyler, che scopre che i disturbi del sonno di praticamente tutti gli abitanti della cittadina di Nome sono causati dai rapimenti alieni e dalla successiva rimozione dei ricordi. Ma quello che porta avanti la tecnica, in questo film, &egrave; il doppio (triplo?) strato di finzione: il film inizia con Milla Jovovich nella parte di s&eacute; stessa, che dice che il film &egrave; basato su un racconto veramente accaduto e su documenti reali. Ovviamente non &egrave; cos&igrave;, ma il film alterna scene girate con tecniche cinematografiche classiche (in cui &egrave; protagonista la Jovovich) ad altre girate invece meta-cinematograficamente: registrazioni audio e video amatoriali, telecamere di sorveglianza eccetera. Le prime vengono spacciate per &quot;ricostruzioni basate sul racconto&quot; ad opera del regista (che &egrave; lo stesso del film-contenitore, cio&egrave; &quot;Il quarto tipo&quot;, mi seguite?), le seconde vengono spacciate per documenti veri. Abbiamo quindi un doppio lavoro: quello meta-cinematografico di ricostruzione di finti-documenti-veri, e quello cinematografico classico. L&#39;effetto &egrave; sorprendente, e molto pi&ugrave; semplice da vedere che da spiegare: ci si immedesima completamente nella storia, e si giustificano persino i molti punti morti o sottotono perch&eacute; &quot;&egrave; tratto da una storia vera&quot;. Lasciandosi andare, &egrave; impossibile non provare <em>vera</em> paura quando cominciano a succedere cose inquietanti e difficilmente spiegabili razionalmente.</p>
<p>Questa immedesimazione non l&#39;ho avuta affatto guardando invece Paranormal Activity&#8230; Forse la meta-cinematografia nonostante sia stata poco sfruttata ha dato ormai il suo meglio e ormai risulta banale? Io non credo. Credo invece che sia una tecnica che &egrave; possibile ancora esplorare e raffinare, e film come &quot;Il quarto tipo&quot; ne sono la prova evidente; cos&igrave; come &quot;Paranormal Activity&quot; &egrave; la prova evidente che s&igrave;: si pu&ograve; fare un film con pochi soldi (che poi&#8230; &quot;Pochi&quot;&#8230; 15.000 dollari non sono proprio due spiccioli, ma tralasciamo) camuffando le carenze tecniche grazie al meta-cinema e alla meta-narrazione, ma se la sceneggiatura alla base non &egrave; buona, il risultato sar&agrave; comunque mediocre. Eh&#8230; La tecnologia avanza, le telecamere diventano sempre pi&ugrave; complicate, assistiamo all&#39;avvento del 3D&#8230; Ma la qualit&agrave; della semplice penna dello scrittore <strong>rimane indispensabile e imprescindibile</strong>, quando si vuole raccontare una storia.</p>
<p style="text-align: center;">Trailer di &quot;Paranormal Activity&quot;</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="340" width="560"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mXr7r5PTTVU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="340" src="http://www.youtube.com/v/mXr7r5PTTVU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="560"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">Trailer de &quot;Il quarto tipo&quot;</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="340" width="560"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wuyUrZHee2E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="340" src="http://www.youtube.com/v/wuyUrZHee2E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" width="560"></embed></object></p>
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		<title>Dodgem Logic, la fanzine di Alan Moore</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 21:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri & Fumetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Precedentemente apparso su Camminando Scalzi.

Come spiegare in due righe chi &#232; Alan Moore a chi non lo conosce? Non &#232; semplicemente possibile. Per cui, perdonate fin d&#39;ora se questo riassunto &#232; quanto pi&#249; di superficiale e incompleto ci possa essere.
Alan Moore &#232; uno scrittore, fumettista, poeta e mago. Ha la tendenza a rivoluzionare completamente qualsiasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Precedentemente apparso su <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/dodgem-logic-la-fanzine-di-alan-moore.html" target="_blank">Camminando Scalzi</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="Alan Moore" class="aligncenter" height="222" src="http://img268.imageshack.us/img268/3871/moorek.jpg" width="449" /></p>
<p style="text-align: left;">Come spiegare in due righe chi &egrave; <strong>Alan Moore</strong> a chi non lo conosce? Non &egrave; semplicemente possibile. Per cui, perdonate fin d&#39;ora se questo riassunto &egrave; quanto pi&ugrave; di superficiale e incompleto ci possa essere.</p>
<p style="text-align: left;">Alan Moore &egrave; uno <strong>scrittore, fumettista, poeta e mago</strong>. Ha la tendenza a rivoluzionare completamente qualsiasi ambiente in cui mette piede. &Egrave; principalmente famoso per aver cambiato la concezione che il mondo ha dei fumetti con due graphic novel ormai leggendarie, ovvero &quot;<strong>V for Vendetta</strong>&quot; e soprattutto &quot;<strong>Watchmen</strong>&quot;. Impossibile da inquadrare in un genere, e dotato di saldi principi che lo rendono incorruttibile, &egrave; riuscito a litigare con qualunque grande major del fumetto, dalla Marvel alla DC, finch&eacute;, esasperati, i dirigenti di quest&#39;ultima gli hanno affidato una collana autogestita, che lui ha chiamato provocatoriamente &quot;<strong>America&#39;s Best Comics</strong>&quot; (Moore &egrave; inglese, e tende a spostarsi il meno possibile dalla sua citt&agrave; natale, Northampton), e su cui ha pubblicato altri grandi lavori come &quot;<strong>La lega degli straordinari gentlemen</strong>&quot; e &quot;<strong>Promethea</strong>&quot;, in cui ha riversato tutta la sua conoscenza di magia e cultura esoterica. S&igrave;, perch&eacute; la biografia di Moore cambia drasticamente al compimento dei suoi quarant&#39;anni, quando si dichiara &quot;mago&quot;. Non approfondir&ograve; oltre, perch&eacute; ci sarebbe da parlare per pagine e pagine solo di questo, cos&igrave; come ci sarebbe da parlare per altre pagine degli adattamenti cinematografici dei suoi lavori, del suo romanzo &quot;<strong>La voce del fuoco</strong>&quot;, e in generale di come l&#39;impatto di tutto ci&ograve; che ha fatto in vita abbia avuto delle ripercussioni notevoli sull&#39;immaginario collettivo, senza che la sua immagine mai ascendesse del tutto a personaggio pubblico e/o di spettacolo.</p>
<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_I6fRquEc_PQ/StRGtnfAM-I/AAAAAAAAO88/XSKjQYdGV1o/s400/dodgem+logic" target="_blank"><img align="left" alt="Dodgem Logic" border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/_I6fRquEc_PQ/StRGtnfAM-I/AAAAAAAAO88/XSKjQYdGV1o/s400/dodgem+logic" style="border: 0pt none ;" width="283" /></a> No, lasciamo perdere la sua biografia e concentriamoci sulla notizia: &egrave; uscito a novembre 2009 il primo numero della fanzine da lui ideata e prodotta. Si chiama <strong>Dodgem Logic</strong>, ed &egrave; una cosa che non avevate ancora mai visto, credetemi. La fanzine segue la stessa natura del suo creatore, e pertanto rifugge catalogazioni ed etichette. Non si pu&ograve; definirla in poche parole, nemmeno Moore mi sembra che ci riesca granch&eacute;. Andate a farvi un giro sul bellissimo sito della rivista e leggetevi l&#39;<a href="http://www.dodgemlogic.com/about" target="_blank">about</a> (per il primo issue Moore aveva fatto un&#39;intervista-presentazione divertentissima, ma non &egrave; pi&ugrave; reperibile. Magari salta fuori su youtube tra un po&#39;). Il sottotitolo riassume comunque tutto: &quot;<strong>Colliding ideas to see what happens</strong>&quot;. Lasciando perdere quindi anche la catalogazione di tale fanzine, facciamo l&#39;unica cosa utile e possibile: analizziamone i contenuti. Tanto per chiarire subito che la fanzine che avete in mano &egrave; una rivista <em>underground</em>, la seconda di copertina di Dodgem Logic presenta una rubrica chiamata &quot;the great hipsters in history&quot; (&quot;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hipster_%28contemporary_subculture%29" target="_blank">hipster</a>&quot; &egrave; un termine degli anni &#39;40, tornato in auge tra i &#39;90 e i 2000, che indica un giovane adulto o un tardo teenager di classe media, fruitore di prodotti culturali non mainstream: alternative rock, cinema indipendente, eccetera&#8230;), per poi passare, nell&#39;editoriale, ad una critica alla societ&agrave; moderna, tema ricorrente nel Moore-pensiero. Ma questa traccia non si perde, e gi&agrave; da pagina due &egrave; ancora Moore che ci guida nella<strong> storia delle riviste underground</strong>, raccontandoci tutto quello che c&#39;&egrave; da sapere al riguardo, dai primi esempi del 1200 &#8211; ben prima dell&#39;invenzione della stampa ad opera del buon Johannes Gutenberg &#8211; fino ai giorni nostri, in un articolo di 6 pagine illustrato ed impaginato nei modi pi&ugrave; bizzarri (che potete <a href="http://www.dodgemlogic.com/featured" target="_blank">leggere gratuitamente</a> sul sito della fanzine). A pagina 8 Claire Ashby illustra il suo tentativo di &quot;<strong>giardinaggio-guerriglia urbana</strong>&quot; tramite un fumetto disegnato con l&#39;abilit&agrave; di un bambino dell&#39;asilo, caratteristica provocatoria, questa, che rivedremo anche pi&ugrave; avanti. A pagina 12 si trova un intervento di <strong>Graham Linehan</strong>, che alcuni riconosceranno come il creatore e sceneggiatore principale di &quot;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/The_IT_Crowd" target="_blank">The IT Crowd</a>&quot;, che ipotizza un <em>what if</em> sull&#39;incontro tra John Lennon e Paul McCartney. Seguono due pagine di <strong>ricette culinarie</strong>: il &quot;pudding di riso al limone&quot; e la &quot;zuppa di zucca e quinoa&quot; (una pianta simile alla barbabietola). A pagina 16 l&#39;inserto del daily mustard, una filiale di due pagine di <a href="http://www.mustardweb.org/about/faq.htm" target="_blank">Mustard</a>, una rivista anch&#39;essa indipendente, gi&agrave; al quarto numero, che &egrave; pi&ugrave; di genere rispetto a Dodgem Logic, in quanto orientata alla comicit&agrave; e alla satira. A pagina 18 Tamsyn Payne ci insegna a fare una &quot;rosa di stoffa&quot; con una cravatta, orpello estetico che affonda le sue radici nel <strong>dandismo ottocentesco</strong> pi&ugrave; puro. <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/moore.gif" rel="lightbox[1021]"><img align="right" alt="il fumetto di Moore" border="0" class="size-medium wp-image-3029  " height="220" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/moore.gif" style="border: 0pt none ; width: 300px; height: 220px;" title="moore" width="300" /></a> A pagina 20 torna Alan Moore, e lo fa con uno scoop, dato che presenta <strong>una strip di una pagina disegnata da lui</strong>. Moore infatti ha cominciato la sua carriera fumettistica proprio disegnando, e in particolare disegnando delle strip quotidiane chiamate &quot;Maxwell the magic cat&quot;. Smise di disegnare molto presto, appena cap&igrave; che il suo posto era dietro la macchina da scrivere. Continuando a leggere, apparentemente saltando di palo in frasca, arriviamo a pagina 21 e troviamo un resoconto di <a href="http://www.selfsufficientish.com/" target="_blank">Dave Hamilton</a>, un &quot;golia verde&quot; come lo definisce il cappello introduttivo, che ha provato a <strong>vivere senza soldi</strong> (quasi completamente) per sei settimane. A pagina 23 <strong>Kevin O&#39;Neill</strong>, disegnatore de &quot;La lega degli straordinari gentlemen&quot; ci delizia con un&#39;illustrazione che definire assurda sarebbe un eufemismo. &Egrave; strana, &egrave; disturbante, esteticamente appagante, e <strong>parla di sesso</strong>. Non saprei dirvi altro. <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/josielong.jpg" rel="lightbox[1021]"><img align="left" alt="josie long" border="0" class="size-medium wp-image-3028 " height="197" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/josielong-300x197.jpg" style="border: 0pt none ;" title="josielong" width="300" /></a> A pagina 24 fa il suo esordio<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Josie_Long" target="_blank"> Josie Long</a>, astro nascente della comicit&agrave; britannica, con un fumetto di due pagine che parla delle <strong>relazioni amorose</strong>, disegnato anche questo alla meno peggio, come nel caso di quello di Claire Ashby. Non chiedetemi perch&eacute;. <strong>Steve Aylett</strong> si destreggia a pagina 26 in quello che potrei definire un <strong>flusso di coscienza</strong> che illustra tutte le possibilit&agrave; pi&ugrave; assurde &quot;se Armstrong (Neil, l&#39;astronauta dell&#39;Apollo 11) fosse stato interessante&quot;. Per farvi degli esempi: &quot;Se Armstrong fosse stato interessante, sarebbe uscito dalla capsula lunare indossando le orecchie di Topolino&quot;, &quot;Se Armstrong fosse stato interessante, avrebbe detto in conferenza stampa che tutto il viaggio sulla luna &egrave; stato una perdita di tempo&quot;, e va avanti cos&igrave; per due intere colonne. A pagina 28 <strong>Lejorne Pindling</strong> firma un pezzo aggressivo sull&#39;<strong>industria musicale moderna</strong>, corrotta, plagiata e basata su concezioni sbagliate della musica. Uno dei pezzi pi&ugrave; incisivi dell&#39;intera fanzine. <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/clown.jpg" rel="lightbox[1021]"><img align="right" alt="clown" border="0" class="size-medium wp-image-3031 " height="286" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/clown-300x286.jpg" style="border: 0pt none ;" title="clown" width="300" /></a> Segue un fumetto di una pagina con protagonista un <strong>pagliaccio volgare e schifoso</strong>, realizzato con scarsa perizia, non firmato, probabilmente (e comprensibilmente) per vergogna dell&#39;autore. A pagina 30 l&#39;<strong>inserto &quot;medico&quot;</strong>, con due dottori (per la precisione &quot;gp&quot;, cio&egrave; <em>general practitioner</em>, che dovrebbero essere l&#39;equivalente dei nostri &quot;medici di famiglia&quot;, se non erro) che parlano delle loro esperienze, in attesa di ricevere le prime lettere con i dubbi dei lettori di Dodgem Logic. A pagina 32 arriva <strong>Melinda Gebbie</strong>, attuale moglie di Alan Moore di cui ha illustrato la graphic novel porno &quot;Lost Girls&quot;. Insieme a quello di Pindling, quello di Melinda &egrave; l&#39;articolo che mi ha colpito di pi&ugrave;: &egrave; un&#39;accurata esanima psico-culturale dei <strong>movimenti femministi</strong>, nella storia e fino ad oggi. La sua &egrave; una lucida analisi che verte sulla superficialit&agrave; su cui troppo spesso questi tipi di movimento si basano, e conclude con una citazione di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Emma_goldman" target="_blank">Emma Goldman</a> che &egrave; semplicemente da incorniciare, e che riporto: &quot;one must be a person first, with goals, ideals and a code of behaviour which is fair to everyone, before one attempts to segregate the sexes and make half the world wrong on the basis of genital function&quot;, cio&egrave; <strong>&quot;uno deve prima essere una persona, con obiettivi, ideali e un codice di comportamento corretto verso tutti quanti, prima di provare a segregare i sessi e fare torto a mezzo mondo sulla base delle sue funzioni genitali&quot;</strong>. Se non &egrave; illuminazione questa. Numero dedicato molto alla musica, il primo, dato che le ultime 6 pagine, ad opera di <strong>Gary Ingham</strong>, riguardano la <strong>storia della scena musicale rock nella citt&agrave; di Northampton</strong>. Anche il <strong>cd musicale allegato gratuitamente</strong> alla rivista &egrave; una collezione di brani di artisti di Northampton. Il cd &egrave; piuttosto piacevole, e contieni pezzi che spaziano dal jazz al rock &#39;n&#39; roll al blues, alla musica elettronica fino all&#39;hip-hop e alla musica da camera. Il primo brano, tra l&#39;altro &egrave; <strong>scritto e cantato da Alan Moore</strong>, veramente una chicca divertente e imperdibile per tutti i suoi fan.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/stuff.jpg" rel="lightbox[1021]"><img align="left" alt="roba varia" border="0" class="size-medium wp-image-3032 " height="300" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/stuff-225x300.jpg" style="border: 0pt none ;" title="stuff" width="225" /></a> Per finire, Dodgem Logic contiene anche un <strong>inserto locale di otto pagine</strong>, chiamato &quot;Notes from Noho&quot;. Il primo numero contiene un racconto di <strong>Martin Marprelate</strong>, un altro di Alan Moore che racconta la storia di una ciminiera simbolo del decadimento e dell&#39;abbandono, una pagina con recensioni di musica locale, e un pezzo di <strong>Norman Adams</strong>, attivista veterano che racconta la sua lotta per i diritti umani. Questo inserto &egrave; appunto locale, per cui eventuali future edizioni di Dodgem Logic distribuite su suoli differenti da quello di Northampton conterranno notizie relative alla loro zona.</p>
<p>Che dire di questo esperimento? Il fatto che sia <strong>un&#39;accozzaglia di roba eterogenea e dalla qualit&agrave; palesemente altalenante</strong>, rende ovvio che sia un&#39;effetto voluto. Scelta che viene spiegata e giustificata da tutta l&#39;analisi sul mondo delle riviste underground, sia nell&#39;editoriale, sia nel reportage di Moore, sia sul sito e in generale su internet, in vari filmati ed interviste. Di nuovo, il sottotitolo &egrave; la chiave per capire Dodgem Logic, e capire cio&egrave; che non c&#39;&egrave; niente da capire: &egrave; una &quot;collisione di idee per vedere cosa succede&quot;. La direzione di Moore <strong>accantona una volta tanto la coerenza e la classica logica di consumo</strong> e si mette sul piatto della bilancia opposto alle pubblicazioni mainstream, cos&igrave; patinate, cos&igrave; raffinate, cos&igrave; alla moda e sempre al passo con i tempi, per quanto spesso completamente vuote di contenuto, significato e consigli semplicemente <em>utili</em> nella vita. Non so, e se lo sapessi non ve lo direi comunque, se Dodgem Logic sia o meno un buon prodotto. <strong>Ha al suo vertice una delle persone pi&ugrave; creative e immaginifiche che gli ultimi secoli abbiano partorito</strong>, e questo a me basta e avanza, ma non vorrei fare la parte del fanboy, per cui vi dico: avete letto la recensione, sapete cosa Dodgem Logic contiene. Alcune cose sono <a href="http://www.dodgemlogic.com/steal" target="_blank">scaricabili gratuitamente</a> dal sito (persino tutto il cd musicale in .mp3, e il fumetto inedito di Moore), quindi vedetevela voi. Informatevi, cercate, testate in prima persona. Leggete, ascoltate, assaporate. Pensate. <strong>Giudicate da voi</strong>. Credo che lo scopo di esperimenti del genere sia proprio questo: scatenare una reazione di pensiero, in questo mondo che sempre pi&ugrave; si sta impoverendo di menti indipendenti, capaci di crearsi un giudizio autonomo, non viziato n&eacute; corrotto dal manipolatore di turno. All&#39;atto pratico, Dodgem Logic <strong>costa solo 2 sterline e 50</strong> &#8211; neanche 3 euro &#8211; e potete<a href="http://www.dodgemlogic.com/shop" target="_blank"> acquistarlo</a> direttamente dal sito ufficiale, tramite il nuovo-di-pacca Google Checkout (per esperienza personale, sconsiglio di acquistarlo su altri siti; in particolare ho avuto un pessimo servizio da Forgotten Planets). Dodgem Logic &egrave; <strong>bimestrale</strong>, &egrave; pertanto appena uscito anche il secondo numero, dedicato al sesso, con un fumetto inedito di otto pagine scritto e disegnato da Alan Moore il cui titolo &egrave; tutto un programma: &quot;<strong>Astounding Weird Penises</strong>&quot;.</p>
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		<title>Cadaveri di gatti nello specchietto</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 22:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[Streams of (un)consciousness]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;&#160;&#160;&#160; Miliardi di anni fa, quando lavoravo ancora come tecnico informatico, tornando a casa la sera, a poche decine di metri da lavoro, investii un gatto. Un cucciolo, per la precisione. Descrissi la cosa in un testo, che ovviamente potrete leggere solo postumo. Ora: io, come potrete intuire, amo i gatti; li venero forse al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Miliardi di anni fa, quando lavoravo ancora come tecnico informatico, tornando a casa la sera, a poche decine di metri da lavoro, investii un gatto. Un cucciolo, per la precisione. Descrissi la cosa in un testo, che ovviamente potrete leggere solo postumo. Ora: io, come potrete intuire, amo i gatti; li venero forse al livello degli antichi egizi, e ucciderne uno, un cucciolo, in un modo cos&igrave; banale e truce mi turb&ograve; nel profondo per diverso tempo.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nel testo mi interrogavo, tra le altre cose, sul modo in cui non fossi stato in grado di frenare, di impedire la morte del gatto. In quel millesimo di secondo io avrei potuto forse inchiodare, sterzare, fare qualcosa per evitare la tragedia, ma non riuscii a fare niente. Era come se stessi sognando, come se fossi altrove.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Oggi capisco che era davvero cos&igrave;.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; C&#39;&egrave; un concetto, in meditazione, che si chiama <em>presenza</em>. La nostra mente, che gli antichi saggi chiamavano non a caso &quot;mente-scimmia&quot;, tende a vagare da tutte le parti, a saltare da un ramo all&#39;altro come una scimmia. Tutto questo tribolare, pensare, elaborare senza sosta, d&agrave; inizio a tutta una serie di meccanismi automatici che portano la persona a non essere conscia di quello che sta facendo.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Uno degli obiettivi della meditazione &egrave; quindi sviluppare la capacit&agrave; di essere <em>presenti</em>, cio&egrave; di non farsi &quot;portare via&quot; dai ricordi, pensieri, chiacchiere interne che la mente produce in continuazione.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mentre guidavo, quel giorno, la mia mente-scimmia si lanciava da chiss&agrave; quale ramo verso chiss&agrave; quale altro, frustrata per la giornata lavorativa (che sar&agrave; stata al 90% schifosa, come quasi tutto il periodo in cui ho fatto quel lavoro); non ero presente. Non c&#39;entravano i riflessi, che all&#39;epoca erano sicuramente meglio allenati di oggi, dato che praticavo ancora attivamente Kung-Fu: <em>io non ero l&igrave;</em>. Il gattino &egrave; uscito di scatto da un cespuglio, ma io avrei potuto salvarlo, se fossi stato nel mio corpo, se ne avessi avuto il pieno controllo.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Invece sono andato avanti, mentre subito la mia mente-scimmia tirava fuori un sacco di scuse, giustificazioni e fantasie assurde&#8230; &quot;Non l&#39;hai preso, tranquillo&quot;, &quot;si &egrave; salvato&quot;, &quot;eri distratto&quot;, &quot;non &egrave; colpa tua&quot;&#8230; Sono andato avanti, cercando di tapparmi le orecchie per non ascoltare il voc&igrave;o di chiacchiere interne, e quando ho alzato lo sguardo sullo specchietto retrovisore, quello che ho visto non &egrave; stato il consueto asfalto logoro della via in cui lavoravo, bens&igrave; il corpo accasciato di un gattino morto.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Stasera invece, mentre tornavo da meditazione, un altro gatto mi ha attraversato la strada, stavolta praticamente davanti casa. Le condizioni erano anche peggiori della volta precedente, dato che pioveva e io sono al momento un ciccione dai riflessi pari a quelli di un comodino, ma ero <em>presente</em>.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Io ero dentro il mio corpo, e il corpo seguiva la mia Volont&agrave;. La mia Volont&agrave; era non uccidere pi&ugrave; gatti, ed essa si &egrave; espressa premendo il fottuto freno in tempo.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quando ho alzato lo sguardo sullo specchietto retrovisore, dietro di me c&#39;era solo lo scuro asfalto bagnato. Nessun cadavere di gatto.</p>
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		<title>Considerazioni sparse su Avatar</title>
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		<comments>http://www.obifrankenobi.it/2010/01/26/considerazioni-sparse-su-avatar/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 19:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema & TV]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[avatar]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[isaac asimov]]></category>
		<category><![CDATA[james cameron]]></category>
		<category><![CDATA[olografia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;&#160;&#160;&#160; Non mi va di fare una vera e propria recensione: ci sarebbe troppo da dire, da spiegare e da giustificare, e sinceramente non credo ne valga la pena. Per cui ecco una serie di pensieri che l&#39;evento pre-film, il film stesso e le riflessioni post-film mi hanno indotto.
&#160;&#160;&#160;&#160; Premessa: indispensabile che prima leggiate l&#39;intervista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non mi va di fare una vera e propria recensione: ci sarebbe troppo da dire, da spiegare e da giustificare, e sinceramente non credo ne valga la pena. Per cui ecco una serie di pensieri che l&#39;evento pre-film, il film stesso e le riflessioni post-film mi hanno indotto.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Premessa:</strong> indispensabile che prima leggiate l&#39;intervista a James Cameron pubblicata su Wired di gennaio, e riproposta a <a href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2010/01/storie/nuovo-cinema-avatar.aspx" target="_blank">questo indirizzo</a>. La citer&ograve; continuamente. E&#39; lunga ma ne vale la pena, datemi retta: c&#39;&egrave; chi dopo averla letta ha esordito dicendo &quot;aah, Cameron, l&#39;incarnazione del sogno americano!&quot; e gli ha dato ancora pi&ugrave; stima e fiducia, e chi invece (come me) ha realizzato che &egrave; ancora pi&ugrave; idiota di quanto pensasse prima. Buona lettura, ci vediamo tra dieci minuti.</p>
<p><a href="http://www.linesandcolors.com/images/2006-05/dean_450.jpg" rel="lightbox[1002]" target="_blank"><img align="left" alt="" border="0" src="http://www.linesandcolors.com/images/2006-05/dean_450.jpg" style="width: 301px; height: 197px;" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Impressioni in breve:</strong> mi &egrave; piaciuto abbastanza. &Egrave; un buon fantasy camuffato da film di fantascienza (come il suo adorato Star Wars, d&#39;altronde), scorre abbastanza bene, gli attori &#8211; in digitale o meno &#8211; son diretti bene e danno una buona prova. La sceneggiatura &egrave; mediocre, in particolare i dialoghi li ho trovati quasi tutti pessimi. Ci sono un paio di personaggi caratterizzati molto pesantemente, che per&ograve; riescono magicamente a non cadere nel banale (il colonnello a capo delle operazioni), altri che invece sono palesemente stereotipi con le gambe (Norm Spellman, il giovane ricercatore secchione). Ci sono scene raccontate davvero male, altre che invece hanno un&#39;armonia incredibile. C&#39;&egrave; poco da dire sulla tecnologia e l&#39;estetica: siamo semplicemente allo stato attuale dell&#39;arte. Siamo sul picco tecnologico di questo primo decennio del nuovo millennio, e si vede. Questo film &egrave; semplicemente imprescindibile per qualunque professionista e/o appassionato di estetica, arte, animazione, grafica. Le ispirazioni sono tante, alcune evidenti (date un occhio ai lavori di <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/13335/avatar-roger-dean-e-le-copertine-degli-yes/" target="_blank">Roger Dean</a>, artista delle copertine degli album degli Yes), altre meno, ma non &egrave; questo che conta. Ricordiamo comunque che, insomma, con 400 milioni di dollari forse forse son buoni quasi tutti, soprattutto procedendo con il metodo che ha usato Cameron, che dovrebbe esservi chiaro se avete letto l&#39;intervista e di cui parler&ograve; in seguito. Con 400 milioni si risana il debito pubblico di uno stato in via di sviluppo, invece si preferisce farci un film. Non facciamo gli ipocriti e i bigotti, per carit&agrave;, per&ograve; insomma a me questa riflessione &egrave; venuta in mente (e s&igrave; che non sono assolutamente il pi&ugrave; filantropo delle creature di questo pianeta, anzi).<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma i difetti pi&ugrave; grandi di questo film sono la struttura narrativa, che contiene buchi talmente grossi da diventare invisibili (si legga &quot;La lettera rubata&quot; di Edgar Allan Poe) e una superficialit&agrave; su taluni argomenti che chiamare imbarazzante &egrave; dir poco.</p>
<p><strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Discorso 3D / non 3D: </strong>ho visto Avatar in 2D. Ho visto un solo film in 3D (il pessimo &quot;San Valentino di sangue&quot;, ma all&#39;epoca era l&#39;unico disponibile, non rompete), e mi &egrave; bastato per capire che si tratta di una tecnologia ancora molto rozza. Prima di tutto, &egrave; abbastanza alienante per chi ha un occhio leggermente pi&ugrave; allenato della media: io non sono affatto un tecnico, e ne so molto molto poco di fotografia e telecamere, per&ograve; il 3D mi ha dato comunque fastidio, perch&eacute; tende a creare dei fuochi &quot;artificiali&quot; (non fuochi d&#39;artificio <img src='http://www.obifrankenobi.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  ) per tenere l&#39;attenzione su quello che vuole il regista, mentre se spostate l&#39;occhio su un particolare non considerato importante, lo troverete fuori fuoco. L&#39;ho trovato molto confusionario soprattutto nelle scene d&#39;azione, soprattutto se girate male (troppo strette, troppo veloci, con dinamiche poco chiare, eccetera). Mi &egrave; sembrata, in definitiva, una baracconata buona per i pecoroni pronti a sfoderare pi&ugrave; di 10 euro in nome di &quot;un&#39;esperienza visiva incredibile&quot;. Io non ci ho trovato nulla di incredibile, ma magari ho visto il film sbagliato. Film realizzati <em>apposta</em> per il 3D, come il caso di Avatar, magari renderanno di pi&ugrave;, ma sinceramente ci credo poco. Ci sono scene d&#39;azione in Avatar che mi hanno dato fastidio pure in 2D, figurarsi in 3D. Pensate che <a href="http://www.news.com.au/entertainment/feature/man-died-after-watching-avatar/story-e6frfnv0-1225821333043" target="_blank">c&#39;&egrave; addirittura chi &egrave; morto</a>, per questo motivo, ma chiaramente sono casi limite. Non credo, sinceramente, che il 3D sia il futuro del cinema. Il futuro del cinema immersivo saranno al limite le proiezioni olografiche (leggetevi <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/holorama-ologrammi-olografia.html" target="_blank">questo articolo</a> di Francesco Mazzocchi, al riguardo), idea classica che si ritrova in tutta la narrativa fantascientifica, da Asimov a Dick, ma &egrave; una tecnologia per cui dovremo ancora aspettare parecchio, temo.<br />
	<strong><a href="http://img.listal.com/image/226815/600full-orson-welles.jpg" rel="lightbox[1002]" target="_blank"><img align="right" alt="" border="0" src="http://img.listal.com/image/226815/600full-orson-welles.jpg" style="width: 211px; height: 262px;" /></a></strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <u>Diceva Orson Welles</u> che &quot;la macchina da presa &egrave; solo uno strumento senza nessuna importanza, che deve sempre essere messo al servizio della storia e dell&#39;umanit&agrave; degli attori&quot;; io aggiungo che le tecnologie che cambiano davvero il cinema non costano centinaia di milioni di dollari. Le telecamere fatte fare su misura da Cameron le useranno lui, Spielberg e pochi altri raccomandati che possono permettersele e, lasciatemelo dire, la rivoluzione non si fa in cinque o sei persone. Sapete qual &egrave; stata una tecnologia davvero rivoluzionaria, tanto per fare un esempio? Il <em>vertigo</em> di Hitchcock. La telecamera si sposta indietro, lo zoom va in avanti: effetto di sfasamento dello sfondo che &egrave; perfetto per simulare smarrimento, sorpresa, paura o (nell&#39;intento originario, appunto) vertigini. Questa &egrave; una verit&agrave; talmente palese che &egrave; sotto gli occhi di tutti: quanti altri film avete visto, negli ultimi 2, 3 anni, che sfruttano il <em>bullet time</em> messo a punto nella serie Matrix? E quanti film, invece, avete visto che usano il vertigo, a distanza di 50 anni? I numeri parlano da soli: non &egrave; la pura tecnologia costosa a cambiare il cinema, ma la tecnica semplice, efficace ed abbordabile da <em>tutti i filmaker</em>, amatori e semi professionisti compresi.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Hanno molto da blaterare, coloro che dicono &quot;ma Avatar &egrave; stato <em>pensato </em>in 3D, <em>non ha senso</em><em> </em>andarlo a vedere diversamente&quot;. Davvero? La mia risposta: se un film non ha senso visto in 2D, non ha senso e basta.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Contenuti e ambientazione:</strong> bella Pandora, per carit&agrave;. Bella da vedere, senz&#39;altro. Ma vogliamo parlare della sua genesi? Secondo voi, quanto &egrave; malato di mente uno che per tutta la vita si &egrave; messo in testa di voler &quot;battere&quot; (che significato ha, poi, questa frase usata in questo contesto? Battere in quanto a incassi? Battere in quanto a tecnologia? Complessit&agrave; dell&#39;universo narrativo? Amore dei fan? Boh&#8230;) lo Star Wars di George Lucas? Uno che, fatta fortuna con quella merda di Titanic, decide di assumere pagando fior di quattrini, esperti di tutti i settori &#8211; biologi, astronomi, astrofisici, geologi, botanici, astronauti e quant&#39;altro &#8211; solo per mettere insieme quella che &egrave; stata chiamata la &quot;Pandorapedia&quot;? Il bello della scrittura &#8211; e in particolare della scrittura della fantascienza, ma come abbiamo detto Avatar &egrave; invece un fantasy, nonostante Cameron sia convinto del contrario &#8211; &egrave; proprio la magia di mettersi a tavolino e pensare &#8211; con la propria testa, per&ograve; &#8211; a come pu&ograve; variare un mondo alieno rispetto al nostro. &Egrave; qualcosa che si forma con la propria cultura e la propria sensibilit&agrave; e immaginazione, non una trafila di dati tecnici scritti da terzi che, per quanto accurati e &quot;scientifici&quot;, non raggiungeranno mai e poi mai l&#39;emotivit&agrave; necessaria a scrivere una grande epopea cinematografica.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma questi son pareri tutto sommato soggettivi, per cui torniamo ai fatti e chiediamoci: ma tutta &#39;sta gente, ha in fin dei conti fatto un ottimo lavoro, per tutti i soldi che Cameron ha sborsato? Mah&#8230; L&#39;animaletto che vola come un petardo di fine anno mi ha lasciato parecchi dubbi sulla sua sopravvivenza in quell&#39;ambiente ostile che &egrave; Pandora. Tutto il pianeta &egrave; pieno di contraddizioni, che non son riuscito a capire se siano legate al lavoro degli &quot;esperti&quot; o allo sputtanamento che ha fatto Cameron per giustificare la storia&#8230; Montagne volanti? WTF? Ok, Pandora ha la gravit&agrave; bassa&#8230; Ma se volano le montagne, non dovrebbe volare anche tutto il resto? Eppure i Na&#39;vi e gli altri animali si muovono come se la gravit&agrave; fosse quella terrestre. Ok, i Na&#39;vi sono longinei e dalle tette ritte, sempre per via della gravit&agrave;, ma che dire del resto della fauna? I rinoceronti-martello sembrano usciti pi&ugrave; da una camera a gravit&agrave; aumentata che da un mondo in cui le montagne fluttuano nell&#39;aria.<br />
	<a href="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/storia-dell-ecologia-l-ipotesi-gaia-di-james-lovelock.jpg" rel="lightbox[1002]" target="_blank"><img align="left" alt="" border="0" height="295" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/storia-dell-ecologia-l-ipotesi-gaia-di-james-lovelock.jpg" width="200" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non so, a volte Cameron sembra aver dato almeno un&#39;occhiata ai romanzi di Asimov, altre volte invece sembra snobbarlo bellamente. Eppure in &quot;Neanche gli dei&quot; c&#39;&egrave; tutto quello che poteva servirgli per descrivere un mondo a bassa gravit&agrave;.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Vogliamo parlare dell&#39;ipotesi del &quot;mondo vivente&quot;? La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_Gaia" target="_blank">teoria di Lovelocke</a> &egrave; vecchia di 30 anni, durante i quali &egrave; stata sviscerata in letteratura e cinema (nessuno, secondo me, l&#39;ha raccontata meglio di Asimov nel suo ciclo delle Fondazioni). Ma Cameron la banalizza&#8230; Rende un concetto che ha molto di spirituale e metafisico assurdamente tangibile e a portata del cervellino umanino. Non &egrave; plausibile che un essere vivente dell&#39;ordine di un pianeta abbia reazioni fisico-mentali simili a quelle di un essere umano. La scena in cui il protagonista &quot;telefona&quot; allo spirito del pianeta &egrave; semplicemente ridicola, sotto tutti i punti di vista. Cos&igrave; com&#39;&egrave; assurdo interpretare che sia il pianeta a &quot;comandare&quot; gli animali e la fauna, usandoli come pupazzetti per respingere gli invasori, e qui arriviamo ad un punto chiave di questo film&#8230;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Etica:</strong> i messaggi sono tanti, confusionari e trasmessi superficialmente. In particolare, c&#39;&egrave; <u>un buco grosso come una casa</u> che mina la struttura stessa di tutto il film: cosa sono gli avatar? Creature realizzate in laboratorio, geneticamente ibridate tra Na&#39;vi e essere umani. Ok, mi fa piacere, ma il film <u>non parla mai</u> di questo piccolissimo dettaglio: <u>un essere vivente ha una coscienza</u>. Non parlo di collegamenti neuronali che sviluppano una mente (concetto scientificamente osservabile e confutabile, almeno parzialmente), bens&igrave; di quell&#39;enorme mistero che &egrave; alla base della vita stessa: l&#39;anima (concetto su cui la scienza si interroga da sempre senza risposta, dato che &egrave; un qualcosa di non osservabile e non riproducibile empiricamente). E se un essere vivente nasce con una sua coscienza/anima, che succede quando, tramite l&#39;apposito macchinario di Avatar, <em>un&#39;altra</em> coscienza prende il suo posto? Si tratta di una violenza che va oltre ogni possibile limite, un concetto di una gravit&agrave; sconcertante, che per&ograve; il film <u>non prende nemmeno in considerazione</u>. Il motivo &egrave; facilmente intuibile: parliamo di rispetto della vita, rispetto dell&#39;ambiente, blablablabla, e poi il protagonista, cos&igrave; nobile e altruista, non ha scrupoli quando si tratta di entrare in un altro corpo violando la coscienza dell&#39;essere residente. Gli avatar sono pezzi di carne, marionette, robot biologici, ma questo non &egrave; scientificamente possibile: se cos&igrave; fosse, avrebbero dovuto essere assemblati da pezzi di carne, ma in questa maniera non sarebbero stati Na&#39;vi ma solo loro simulacri, Frankenstein tecnologici senza le caratteristiche essenziali per la trama, una su tutte la connessione con Pandora (anche qui, vogliamo parlare della banalit&agrave; e superficialit&agrave; di spiegare un concetto cos&igrave; profondo con un &quot;cavo&quot; fisico che si pu&ograve; attaccare qua e l&agrave; per il mondo?).<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Chiuso in un vicolo cieco, Cameron ha fatto la cosa giusta: non ne parla proprio, di questo problema concettuale. Lo nasconde con abile mano, perch&eacute; sa che se il pubblico arriva a farsi questa domanda, e non trova risposta, si alza dal cinema e va via. &quot;Il popolo creder&agrave; a qualunque bugia, purch&eacute; sia abbastanza grossa&quot;. Andate a cercare da soli chi ha detto questa cosa, che oggi &egrave; il giorno della memoria e mi pare fuori luogo. <img src='http://www.obifrankenobi.it/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> <br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &quot;Avatar&quot; <u>non esiste</u>, &egrave; basato sul niente assoluto. Altro che rivaleggiare con Star Wars <img src='http://www.obifrankenobi.it/wp-includes/images/smilies/azz.gif' alt=':doh:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <span style="font-weight: bold;">Il camionista</span><strong>:</strong> Cameron, tuttavia, &egrave; un genio. Per essere un camionista, intendo. La natura non si rinnega: o si scopre qualcosa che ci cambia la vita, oppure si rimane ci&ograve; che si &egrave; fino alla morte. Ho sempre ritenuto Cameron un regista chiassoso e confusionario. Ci ha dato i Terminator, &egrave; vero, e per questo va lodato in eterno, ma avrei gradito molto che si fosse fermato l&igrave;. Trovo il suo Aliens il peggiore della serie (s&igrave;, <u>il peggiore</u>, anche peggio del 4, problemi? E, per farvi incazzare ancora di pi&ugrave;, vi dico qual &egrave; il mio preferito: il terzo, quello di Fincher, al pari del primo. Ti&eacute;!) e su Titanic nemmeno voglio commentare. Se ha un merito, il camionista, &egrave; quello di conoscere i suoi polli. Riesce a confezionare dei film che abbracciano un consenso talmente ampio di pubblico da sfondare record su record (Titanic record di incassi imbattuto fino ad oggi. Chi l&#39;ha battuto? Avatar). Va bene il battage pubblicitario (costato 150 dei 400 milioni di budget totale), ma in fondo, non c&#39;&egrave; battage che tenga quando un film non piace alla gente: il vox populi dilaga e un film che va bene il primo weekend gi&agrave; dal secondo collassa. Invece Cameron d&agrave; un po&#39; di tutto sia allo scienziato ultraquarantenne che all&#39;adolescente in calore: strizza l&#39;occhio alla fantascienza ma si mantiene <a href="http://skepacabra.files.wordpress.com/2009/06/new-age.jpg" rel="lightbox[1002]" target="_blank"><img align="right" alt="" border="0" src="http://skepacabra.files.wordpress.com/2009/06/new-age.jpg" style="width: 243px; height: 265px;" /></a>sul fantasy banalotto; prende input visivi un po&#39; dappertutto: gli esoscheletri di Matrix, il Gollum e il King Kong di Jackson, qualche inquadratura di battaglie aeree alla Lucas, e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta; butta nel calderone la cultura degli indiani d&#39;america (<a href="http://www.tdf.it/2010/avatar_ita.htm" target="_blank">qui</a> una recensione mirata sugli aspetti filosofici) e la leggenda di Pocahontas, ma mescola la loro spiritualit&agrave; con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/New_Age" target="_blank">new age anni &#39;60</a>, che come ormai spero si sappia, &egrave; un discreto porcaio di roba mescolata insieme a caso. Non contento, affronta tutti questi temi, che sarebbero spiritualmente rilevanti, con l&#39;anima del camionista. Non me ne vogliano eventuali lettori camionisti e/o loro parenti e amici: mi riferisco allo stereotipo generale, che non vede il camionista esattamente come la creatura pi&ugrave; fine, delicata ed istruita del mondo.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Difatti, scene che di per s&eacute; fluirebbero armoniosamente, vengono violentate da sparate all&#39;americana come il discorso alla William Wallace, prima della battaglia finale. Non c&#39;&egrave; niente da fare: si vede palesemente che Cameron non si sa proprio confrontare con certi argomenti, che il suo scopo &egrave; un altro, e cio&egrave; stupire, meravigliare, fare casino, con tutti i mezzi possibili, senza piet&agrave;, per forza. Ma per forza non si fa nemmeno l&#39;aceto, e infatti il mio amico regista Misbah si &egrave; quasi addormentato durante la battaglia finale.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Eppure, Cameron ha saputo cogliere il momento giusto. Oggigiorno l&#39;ambientalismo sta cessando di essere una moda per diventare una necessit&agrave;: si parla ogni giorno di modi per salvaguardare l&#39;ambiente, e Avatar esce proprio in questo periodo. Fosse uscito quando Cameron ha scritto la prima bozza, 15 anni fa, nessuno l&#39;avrebbe probabilmente cacato di striscio, perch&eacute; sarebbe stato troppo precoce. Forse &egrave; stato un bene per lui che all&#39;epoca &quot;non ci fosse la tecnologia&quot;.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <strong>Dubbi finali:</strong> mi chiedo se il fatto di stare 12 anni lontano dalla macchina da presa, di spendere milioni di dollari nella costruzione di qualcosa che poi risulta prettamente artificiale e fine a s&eacute; stesso, di chiudere un occhio su opere di dubbio gusto (Titanic) solo perch&eacute; alla fine &egrave; andata bene e l&#39;hanno reso ricco, di fare tutto questo per &quot;battere Lucas&quot; (ancora non riesco a capacitarmi dell&#39;assurdit&agrave; di questa affermazione), non tradisca un disamore per il cinema. A Cameron non interessa raccontare storie, non interessa la narrazione visiva, la coerenza o altri orpelli simili&#8230; Lui vuole &quot;rivoluzionare il cinema&quot; con effetti mai visti prima: si sbatte per mettere il 3D nei cinema di tutto il mondo, nonostante sia una tecnologia rozza; si sbatte per creare nuove telecamere che per&ograve; solo lui e pochi altri eletti potranno utilizzare; si sbatte per fare un&#39;enciclopedia del suo mondo immaginario per &quot;fare meglio dell&#39;enciclopedia di Star Wars&quot;, senza <a href="http://josh-wyxl.itmblog.com/files/2009/07/george-lucas.jpg" rel="lightbox[1002]" target="_blank"><img align="left" alt="" border="0" src="http://josh-wyxl.itmblog.com/files/2009/07/george-lucas.jpg" style="width: 266px; height: 198px;" /></a>fermarsi nemmeno un secondo a considerare che &quot;l&#39;enciclopedia di Star Wars&quot; non l&#39;ha scritta Lucas: l&#39;hanno scritta i suoi fan. La profondit&agrave; e l&#39;intelligenza di Star Wars affondano nella semplicit&agrave;, in una cultura formatasi in anni di crescita, e in una ricerca <em>personale</em> di Lucas, che per&ograve; lui non ostenta mai nei tre film che hanno reso la saga immortale. Queste sono cose che Cameron non capir&agrave; mai, cos&igrave; come la citazione di Welles, e pertanto, mai raggiunger&agrave;.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Grossi dubbi anche sull&#39;idea di Cameron di fare almeno altri due film. La storia di Avatar &egrave; chiusa: gli archi narrativi sono arrivati in fondo. Riaprirli, mantenendo gli stessi elementi, non pu&ograve; che voler dire fallimento, perch&eacute; si perderebbe quel pur minimo coinvolgimento emotivo che deriva dall&#39;esplorazione di Pandora e della spiritualit&agrave; dei Na&#39;vi. Il ritorno degli umani con armi pi&ugrave; grosse significa solamente un film d&#39;azione fine a s&eacute; stesso (non che questo sia molto di pi&ugrave;, ma ci siamo capiti). Se proprio vuole ancora mettere mano al mondo di Pandora, Cameron dovr&agrave; spremersi parecchio il cervello per trovare qualcosa di interessante da raccontare. Ma, come avrete capito, non credo che spremersi le meningi per raccontare qualcosa sia l&#39;intento cinematografico di Cameron.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma insomma, tutto sommato, niente male per un camionista, via. &nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Coniugare Scienza e Paranormale</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 19:17:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_jM85ptgcS_A/SktghBgkY5I/AAAAAAAAAbM/7U9ozcrlk5A/s320/LogoCicap300x150.jpg" rel="lightbox[989]" target="_blank"><img align="left" alt="" border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_jM85ptgcS_A/SktghBgkY5I/AAAAAAAAAbM/7U9ozcrlk5A/s320/LogoCicap300x150.jpg" style="width: 182px; height: 116px;" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dopo l&#39;immersione totale nella spiritualit&agrave; degli ultimi anni, un bagno nella Scienza Pura mi ci voleva. Sono infatti fresco da un weekend a Pavia, trascorso al &quot;<a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273997" target="_blank">corso di indagatore del mistero</a>&quot; che il <a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100439#Come_mettersi_in_contatto_con_il_CICAP" target="_blank">C.I.C.A.P.</a> organizza ormai da otto anni.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Partiamo dalle basi, per chi non sa nemmeno cosa sia il cicap&#8230; &Egrave; l&#39;acronimo di Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. Nasce da un&#39;idea di Piero Angela del 1979, che per&ograve; riesce a realizzare solo dieci anni dopo, nel 1989, con l&#39;aiuto di personaggi come Margherita Hack, Massimo Polidoro, Tullio Regge, Silvio Garattini e altri scienziati. Lo scopo del cicap non &egrave; quello che erroneamente si potrebbe pensare, cio&egrave; di <em>smontare</em> o smentire i potenziali sensitivi (chiaroveggenti, astrologi, rabdomanti e quant&#39;altro), bens&igrave; di fornire un rigoroso, sistematico ma soprattutto pi&ugrave; imparziale possibile <em>controllo</em> delle affermazioni sul paranormale (parola che oggigiorno ha una definizione molto sfuggente, tra l&#39;altro). Non parliamo quindi di un&#39;indagine puramente scettica ricolma di pregiudizio, di un&#39;azione &quot;violenta&quot; alla Striscia la notizia, bens&igrave; dell&#39;applicazione del Metodo Scientifico per constatare se i poteri o le capacit&agrave; paranormali dichiarate da un individuo sono statisticamente significative o meno.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non &egrave; raro (anzi, credo che rappresentino la maggior parte dei casi del cicap) che gli stessi sensitivi contattino direttamente il cicap per farsi &quot;testare&quot;: &egrave; infatti comunissimo che queste persone siano completamente o almeno in parte in buona fede, fatta eccezione ovviamente per i soliti delinquenti che invece sfruttano l&#39;infinita ignoranza e voglia di credere delle persone comuni per fare soldi (e questo tipo di persone, ovviamente, dal cicap si tiene ben distante).<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il cicap &egrave; un&#39;associazione senza fini di lucro, e si mantiene (oltre che al supporto di personalit&agrave; di spicco come quelle gi&agrave; citate pi&ugrave; altre come Umberto Eco, Umberto Veronesi, Silvan, Tiziano Sclavi, Piergiorgio Odifreddi, eccetera) grazie alla pubblicazione di libri (spesso prodotti privatamente, per tagliare i costi di distribuzione, per cui li potete ordinare solo dal <a href="http://www.cicap.org/new/prometeo.php" target="_blank">bookshop del Cicap</a> o ovviamente andando alla sede di Padova), riviste (&quot;<a href="http://www.cicap.org/new/rivista.php?id=86" target="_blank">Scienza e Paranormale</a>&quot;, &quot;<a href="http://www.rivistamagia.it/testi/ultimonumero.php" target="_blank">Magia</a>&quot;) e, ovviamente, su convegni e corsi come quello che ho fatto io.</p>
<p><a href="http://www.wired.com/news/images/full/amazingrandi1_f.jpg" rel="lightbox[989]" target="_blank"><img align="right" alt="James Randi" border="0" height="174" src="http://www.wired.com/news/images/full/amazingrandi1_f.jpg" style="width: 158px; height: 174px;" title="James Randi" width="158" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non c&#39;&egrave; da stupirsi pi&ugrave; di tanto che gli aspiranti sensitivi si mettano volentieri in dubbio davanti al comitato scientifico del cicap: oltre appunto al coraggio e alla sicurezza provenienti dalla buona fede, si pu&ograve; notare, non senza una lieve dose di malignit&agrave;, come il cicap sia legato a doppio filo con la fondazione dell&#39;illusionista e &quot;indagatore del mistero&quot; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Randi" target="_blank">James Randi</a>. Randi &egrave; il promotore del premio che prende il suo cognome: da quasi trent&#39;anni, Randi &egrave; disposto a pagare la cifra di un milione di dollari a chiunque riesca a dimostrare, sotto rigorosi controlli scientifici, di essere in grado di fare qualcosa di paranormale. In questi trent&#39;anni, nessuno ha ancora vinto il premio, cos&igrave; come la percentuale di test con esito positivo condotti dal cicap &egrave; uguale a zero.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma il bello del cicap, e delle persone che ci lavorano, &egrave; che non nega a prescindere che esistano fenomeni paranormali. Con il giusto rigore scientifico e lo scetticismo razionalistico, si limita a constatare i risultati dei test: nessuno, finora, &egrave; riuscito a dimostrare di avere capacit&agrave; paranormali capaci di ottenere un successo statistico maggiore di quello che chiunque, facendo a caso la stessa cosa, avrebbe comunque.</p>
<p><img align="left" alt="Luigi Garlaschelli" border="0" height="174" src="http://www.luigigarlaschelli.it/Ape/immagini/gigi.jpg" style="width: 148px; height: 174px;" title="Luigi Garlaschelli" width="148" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il corso &egrave; stato introdotto da <a href="http://sites.google.com/site/luigigarlaschelli/" target="_blank">Luigi Garlaschelli</a>, un chimico che potreste aver sentito nominare, dato che &egrave; l&#39;uomo dietro la <a href="http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273973" target="_blank">riproduzione della Sindone</a> e del <a href="http://www.luigigarlaschelli.it/Altrepubblicazioni/SProd.Ch.Ind.html" target="_blank">sangue di San Gennaro</a> (oppure magari conoscete i lavoretti &quot;alternativi&quot; che ha fatto sotto lo pseudonimo di <a href="http://fulviofulleri.wordpress.com/" target="_blank">Fulvio F&ugrave;lleri</a>, il protagonista di un suo romanzo). La palla &egrave; poi passata ai due principali relatori, ovvero <a href="http://www.andreaferrero.it/index.php?id=3" target="_blank">Andrea Ferrero</a> e <a href="http://sentimentocuorcontento.blogspot.com/" target="_blank">Stefano Bagnasco</a>. Il primo &egrave; un ingegnere che si occupa di satelliti all&#39;agenzia spaziale italiana, il secondo un fisico che si divide tra l&#39;istituto nazionale di fisica nucleare e il CERN di Ginevra, ovviamente nel tempo libero, quando non &egrave; impegnato a inventare le sue <a href="http://www.bagnasco.net/stefano/ricette/ricette.php" target="_blank">ricette culinarie</a> (tra l&#39;altro, potete <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6532ac9c-ab2f-4b0a-a2d9-494cdbb2cbc2.html?p=0" target="_blank">vederlo</a> nella puntata di Porta a Porta di marted&igrave; 19 gennaio, dedicata all&#39;astrologia). <img src='http://www.obifrankenobi.it/wp-includes/images/smilies/asd.gif' alt=':asd:' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&nbsp;<img align="right" alt="Stefano Bagnasco" border="0" height="150" src="http://www.comune.massa.ms.it/?q=system/files/immagini/eventi/Bagnascosmall.jpg" title="Stefano Bagnasco" width="150" />&nbsp;&nbsp;&nbsp; Subito mi sono ritrovato a mio agio. La scienza dovrebbe essere sempre cos&igrave;: non il testardo quanto goffo tentativo di negare tutto ci&ograve; che non appartiene al mondo &quot;conosciuto&quot;, ma l&#39;intelligenza razionalistica di dire non solo che non ci sono prove scientifiche dell&#39;esistenza di fenomeni paranormali, ma anche che la scienza &egrave; tutto sommato limitata, non solo dagli strumenti che possiede, ma anche appunto dalla razionalit&agrave; che impone, anzi si basa, sul dubbio. &quot;Se non posso testarlo, non posso dimostrare che esiste, ma nemmeno che non esiste&quot;, anche se il motto che deve regnare nella mente del ricercatore &egrave; piuttosto &quot;correlazione non implica causalit&agrave;&quot;.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E l&#39;ironia. Ci&ograve; che ritengo imprescindibile dalla vita stessa, e quindi da qualsiasi altra cosa, soprattutto la scienza. La prima diapositiva della presentazione powerpoint vedeva il prof. Bagnasco seduto a gambe incrociate su un letto di chiodi, con le mani nella classica posizione dello yogi e un&#39;espressione abbastanza soddisfatta sul volto.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non tutti riuscivano a mascherare la propria incredulit&agrave;: nella voce di Garlaschelli ho colto a volte la scocciatura di ripetere all&#39;infinito le stesse cose, e uno scetticismo maturato dall&#39;esperienza pluriennale; Bagnasco &egrave; quello che meno si &egrave; curato delle apparenze, e mi &egrave; risultato subito spontaneo e sincero; Ferrero &egrave; quello che, sotto questo punto di vista, mi &egrave; piaciuto di pi&ugrave;: ha mantenuto un&#39;equidistanza perfetta senza mai tradire un&#39;eccessiva credulit&agrave; o un eccessivo scetticismo. Ce ne fossero.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ben pi&ugrave; assatanati e col dente avvelenato erano semmai i partecipanti. Atei convinti e scettici della peggior specie. Come forse saprete, le posizioni estreme non mi hanno mai convinto, n&eacute; da una parte n&eacute; dall&#39;altra. Per me un credente ed un ateo sono sullo stesso piano. Nessuno dei due ha modo di provare la sua teoria, ma entrambi ci credono ciecamente, e non &egrave; possibile ragionarci. Per come la vedo io, sono entrambi manifestazioni della Fede, anche se si basano su un presupposto (&quot;sento che esiste qualcosa&quot;) o il suo opposto (&quot;non sento niente quindi non esiste niente&quot;). Due facce di una stessa medaglia, insomma. A me che non sono mai stato competitivo, le medaglie non interessano granch&eacute;.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A parte questi personaggi, comunque, il gruppo mi &egrave; piaciuto parecchio. Di composizione abbastanza eterogenea, anche se ho visto poche donne (meno di una decina su circa quaranta partecipanti, di cui solo una pi&ugrave; o meno mia coetanea), e un&#39;et&agrave; media piuttosto alta, diciamo sui 40 anni, con picchi che superavano i 60 e con me che probabilmente rappresentavo uno dei pi&ugrave; giovani (ma la barba, il cappello e la preparazione intellettuale hanno aiutato a camuffarmi, mahahahah).<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La preparazione intellettuale, eh s&igrave;. Questo corso &egrave; stato motivo anche di un aumento notevole di autostima&#8230; Intendiamoci, non che l&#39;ingegnere e il fisico parlassero come fossero ad una loro lezione in Universit&agrave;, il linguaggio &egrave; stato quasi sempre divulgativo e generalmente accessibile&#8230; Eppure, certi concetti, certi ragionamenti e certe conoscenze di base date a volte per scontate non sono stati capiti e assorbiti da tutti, come ho avuto modo di constatare parlando con gli altri partecipanti dopo il convegno. Io invece ho capito praticamente tutto, e piuttosto profondamente. E&#39; stato importante per me capire che i miei studi privati non sono stati del tutto inutili, e che probabilmente la strada che ho scelto per il mio cammino intellettuale non &egrave; poi cos&igrave; malaccio.</p>
<p><a href="http://profile.ak.fbcdn.net/v222/905/41/n1645971341_5106.jpg" rel="lightbox[989]" target="_blank"><img align="left" alt="Andrea Ferrero" border="0" height="164" src="http://profile.ak.fbcdn.net/v222/905/41/n1645971341_5106.jpg" title="Andrea Ferrero" width="200" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &Egrave; stato bellissimo anche confrontarmi con altre persone; persone dalla variet&agrave; culturale e sociale: psicologi, filosofi (uno specializzato in una cosa che non sapevo esistere: &quot;teoria e pratica dell&#39;argomentazione&quot;, una cosa di cui avremmo un gran bisogno tutti, nel mondo ma soprattutto in Italia), banchieri, scienziati di vario genere, un prestigiatore e mentalista e addirittura una coraggiosa pranoterapeuta entrata nella tana del drago! Persone che &#8211; ahim&eacute; &#8211; non ho la fortuna di incontrare tutti i giorni, per la vita che faccio e per il posto dove vivo. Non si trova dappertutto qualcuno con cui puoi parlare degli argomenti pi&ugrave; disparati, dalla storia alla politica, dalla teologia ad argomenti scientifici abbastanza specifici, nel corso di una conversazione di 15 minuti, tenuta mentre si sta andando a prendere un caff&eacute;. &Egrave; stata sicuramente la mancanza pi&ugrave; significativa che ho sentito al momento di tornare a casa.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Nonostante fossi a mio agio, ho tenuto un profilo bassissimo. Non ho parlato praticamente mai di me a nessuno, tranne quando &egrave; stato impossibile evitarlo. Soprattutto, ho evitato il discorso meditazione e magia.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Come ho detto, &egrave; difficile discutere con un ateo e/o scettico convinto, e a me non andava di mettermi a fare l&#39;avvocato del diavolo, litigare per difendere posizioni che non penso abbiano bisogno di essere difese, per poi scoprire che stato tutto inutile, dato che nessuno ha cambiato posizione sull&#39;argomento, e si &egrave; ottenuto solamente il rilascio di un po&#39; di adrenalina e la tensione di qualche nervo.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per&ograve;, ho avuto la conferma che la scienza e ci&ograve; che va oltre essa, non sono incompatibili. Il metodo scientifico si pu&ograve; benissimo applicare a quello che sto imparando andando al corso di meditazione, o leggendo Moore e Crowley.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Si rafforza in me l&#39;idea che Scienza ed Esoterismo fossero davvero un tutt&#39;uno, in origine, e siano stati separati nel corso dei secoli, per colpa della stupidit&agrave; e l&#39;incapacit&agrave; di pochi (ma potenti).<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sarebbe bello poter unire di nuovo le due cose, far dialogare ancora i due mondi.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Aprire veramente le menti di tutti, e far finalmente ricongiungere lo Ying con lo Yang.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &quot;Aprire le menti, ma non tanto da far cadere il cervello&quot;, come recita lo slogan stampato sul sacchetto di plastica del cicap.</p>
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		<item>
		<title>Buon anno!</title>
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		<comments>http://www.obifrankenobi.it/2009/12/31/buon-anno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 12:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[galassia]]></category>
		<category><![CDATA[galaxy song]]></category>
		<category><![CDATA[la canzone della galassia]]></category>
		<category><![CDATA[monty python]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[universo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fonte
	
&#160;
E se il concetto non fosse abbastanza chiaro, un grande classico (testo tradotto):

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/17jymDn0W6U&amp;color1=0x6699&amp;color2=0x54abd6&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="344" src="http://www.youtube.com/v/17jymDn0W6U&amp;color1=0x6699&amp;color2=0x54abd6&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.amnh.org/news/2009/12/the-known-universe/" target="_blank">Fonte<br />
	</a></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">E se il concetto non fosse abbastanza chiaro, un grande classico (<a href="http://sgalambro.altervista.org/manliosgalambro.tk/Works/Entries/2009/5/8_La_canzone_della_galassia.html" target="_blank">testo tradotto</a>):</p>
<p style="text-align: center;"><object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/buqtdpuZxvk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="344" src="http://www.youtube.com/v/buqtdpuZxvk&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="425"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>Berlusconi fu ferito (questo pulpito non l’avete ancora sentito, credetemi)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/cronachediundisadattato/~3/SsiXTqBe_XE/</link>
		<comments>http://www.obifrankenobi.it/2009/12/18/berlusconi-fu-ferito-questo-pulpito-non-lavete-ancora-sentito-credetemi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 18:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.obifrankenobi.it/?p=977</guid>
		<description><![CDATA[&#160;&#160;&#160;&#160; Mi spiace fare un post cos&#236; gretto, becero e dai contenuti violenti dopo il post sulla morte. Avrebbe meritato un proseguimento migliore. Ma immagino che la vita non vada sempre come si vuole, eh?
	&#160;&#160;&#160;&#160; Su Camminando Scalzi dico la mia sulla faccenda del duomo in faccia a Berlusconi.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mi spiace fare un post cos&igrave; gretto, becero e dai contenuti violenti dopo il post sulla morte. Avrebbe meritato un proseguimento migliore. Ma immagino che la vita non vada sempre come si vuole, eh?<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Su <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/berlusconi-fu-ferito.html" target="_blank">Camminando Scalzi</a> dico la mia sulla faccenda del duomo in faccia a Berlusconi.</p>
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		<title>Così finisce, così comincia.</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 16:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[Streams of (un)consciousness]]></category>
		<category><![CDATA[cimiteri]]></category>
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		<category><![CDATA[magia]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160;&#160;&#160;&#160; Oggi wikipedia fornisce una definizione molto pi&#249; ampia e precisa di &#34;organismo vivente&#34;, ma quando andavo alle elementari era molto pi&#249; semplice:
	&#160;&#160;&#160;&#160; Un essere vivente nasce,
	&#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; respira,
	&#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; si nutre,
	&#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; cresce,
	&#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; si riproduce
	&#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; &#160;&#160;&#160;&#160; e muore.
&#160;&#160;&#160;&#160; Ovviamente, &#232; una definizione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Oggi wikipedia fornisce una definizione molto pi&ugrave; ampia e precisa di &quot;organismo vivente&quot;, ma quando andavo alle elementari era molto pi&ugrave; semplice:<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un essere vivente nasce,<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; respira,<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; si nutre,<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; cresce,<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; si riproduce<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; e muore.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ovviamente, &egrave; una definizione che studi in quel periodo di innocenza, senza realizzarne l&#39;importanza, e poi dimentichi.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Eppure, ripensandoci dopo pi&ugrave; di venti anni, &egrave; devastante la potenza e la portata di quelle parole.</p>
<p>Se un essere vivente &egrave; qualcosa che <em>muore&#8230;</em></p>
<p style="text-align: right;">&#8230; Significa che la morte <em>definisce</em> la vita.</p>
<p style="text-align: center;">La <em>morte</em> definisce la <em>vita</em>.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E&#39; un&#39;affermazione eterica che ritrovo nei miei studi su esoterismo, meditazione, magia. Qualcosa di intrinsecamente filosofico e metafisico, dall&#39;importanza estrema.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Chiss&agrave; se gli scienziati che hanno formulato quella ormai vetusta definizione di essere vivente hanno pensato alle implicazioni. Probabilmente no.</p>
<p style="text-align: right;">Aleister Crowley apre &quot;Magick&quot; dicendo che l&#39;esistenza &egrave; piena di sofferenze; che ogni uomo &egrave; un criminale condannato, che per&ograve; non conosce la data della sua esecuzione.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La morte &egrave; scomoda e fastidiosa, e arriva quando d&agrave; pi&ugrave; fastidio a chi ancora sta cercando di vivere.</p>
<p style="text-align: right;">D&#39;altronde, le coincidenze non esistono.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La camera ardente &egrave; piccola, ma i decori floreali sono grandi e appariscenti, chiss&agrave; quanto saranno stati pagati. Quanto ci sforziamo di convincere il prossimo che non siamo ipocriti, che davvero ci interessa.</p>
<p style="text-align: right;">Ovviamente, non ci riusciamo affatto.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L&#39;uomo &egrave; piccolo e scavato, ormai lo scheletro &egrave; appariscente testimone delle sue passate sofferenze. C&#39;&egrave; un bizzarro strumento di plastica trasparente sotto la sua mascella. Serve per tenergli chiusa la bocca. Lo trovo lugubremente divertente. La mia mente-scimmia visualizza la sua mascella storta e cadente, la dentiera spostata, la lingua esangue che pende da una guancia. Odo nella mia testa i commenti e i gridolini di scandalo e orrore, impassibile. Mi chiedo se immaginare questo sia bene o male.</p>
<p style="text-align: right;">&quot;Nulla in se stesso &egrave; buono o malvagio. Il pericolo si manifesta quando applicando la Volont&agrave;, si ottiene qualcosa che non si vuole.&quot;<br />
	E la mente-scimmia salta da un ramo all&#39;altro senza che la tua Volont&agrave; possa farci niente. Almeno finch&eacute; non trovi i metodi per controllarla davvero.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Arrivano tante facce. Alcune le conosco. Di alcune sono sorpreso. La maggior parte mi sono sconosciute. I lontani parenti sono come mosche, attratte dall&#39;odore della putredine. Vengono, sospirano, pregano, poi tornano nell&#39;obl&igrave;o.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La cerimonia &egrave; la farsa pi&ugrave; fastidiosa.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Mi chiedo che senso abbia salvare le apparenze ad ogni costo.</p>
<p style="text-align: right;">Vivi nel mondo della materialit&agrave;. L&igrave;, ci&ograve; che &egrave; normale &egrave; diverso da ci&ograve; che &egrave; davvero.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; A celebrare la funzione &egrave; un prete sconosciuto da me, da noi, soprattutto dal morto.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Parla per decine di minuti. Fa il gioco del sacco pieno, sacco vuoto. Tutti si alzano e si risiedono al suo comando, i pi&ugrave; religiosi persino un attimo prima (non dovrebbero avere delle penalit&agrave;, per questo?). E&#39; un tripudio di gesti rituali. Nord, sud, ovest est. Tutto &egrave; crocifisso/incrociato. Le mie mani sono immote lungo i fianchi. Tutto il rispetto che potrete ricavare da me &egrave; la mia partecipazione a sacco pieno, sacco vuoto, e il fatto che indossi la giacca.</p>
<p style="text-align: right;">Immagino sia una sofferenza, l&#39;eterna incapacit&agrave; di conformarsi.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Parla per decine di minuti, il calvo, rubicondo, anonimo, traballante uomo di Dio.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E di lui parla, di Dio, non del morto, che nemmeno conosceva.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Perch&eacute; parliamo di Dio, della sua grandezza, della sua bont&agrave;, della sua magnificenza?<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Qualcuno &egrave; morto, qui. Qualcuno che prima era vivo. Preferirei parlare di lui.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Al prete non sembra interessare, mentre proclama il suo discorso.</p>
<p style="text-align: right;">La sua voce non &egrave; stabile, n&eacute; convincente. E&#39; evidente che il suo chakra Vishudda &egrave; atrofizzato. Ma non dovrebbe essere un uomo illuminato, se fa parte di una religione?</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La parola &quot;religione&quot; viene dal latino &quot;religo&quot;, che significa unire; cos&igrave; come la parola &quot;yoga&quot;. In origine, l&#39;&quot;unione&quot; riguardava il corpo fisico con quello spirituale. La Chiesa cattolica oggi lo intende al limite come &quot;riunire delle persone&quot;.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non vedo unione, in questa mesta stanza, di nessun tipo.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Vedo solo tante solitudini raccolte in uno stesso spazio.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L&#39;incenso non ha un buon odore. Preferisco il mio al muschio.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L&#39;aspersorio disegna una croce molto imprecisa. Se questo &egrave; un rituale, io sono Brad Pitt.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il cimitero &egrave; un brutto posto. Una fredda trafila di costose e inutili lapidi, ad indicare il posto in cui &egrave; sepolto qualcosa, ma non certo la persona che abbiamo conosciuto quando era in vita.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Una anziana cugina ci conduce &#8211; novella Caronte femminile di novantatre anni &#8211; negli invisibili sentieri di questo tetro parco, fino al punto in cui giacciono i resti di sua nipote e del relativo fidanzato, morti poco pi&ugrave; che ventenni in un incidente in moto.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lei &egrave; molto bella e ha gli occhi tristi. Qualcosa mi si stringe in gola.</p>
<p style="text-align: right;">Ma non &egrave; per la morte dei ventenni. E&#39; per la sofferenza della novantatreenne, non &egrave; vero?</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I morti non provano dolore. Noi lo proviamo per la loro mancanza.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Quando qualcuno muore, dovremmo pensare a chi &egrave; rimasto vivo. Per noi dovrebbero essere le celebrazioni. Ci&ograve; che &egrave; morto, non &egrave; pi&ugrave; in questa sfera di esistenza, noi s&igrave;.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La figura del becchino mi ha sempre affascinato.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; E&#39; un lavoro come un altro, ma ti porta ad una percezione molto distaccata della morte, credo.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La percezione che dovremmo avere tutti.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Non come cinica ed inumana freddezza, ma come deduzione logica e scientifica.</p>
<p style="text-align: right;">La morte <em>definisce </em>la vita. Solo chi muore &egrave; vivo davvero.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I becchini sono illuminati Maestri?<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; C&#39;&egrave; una vanga, ma non fa il grosso del lavoro. Sembra quasi che sia l&igrave; perch&eacute; ci <em>deve essere sempre</em> una vanga, in un sotterramento. Un simbolo eterno di un antico retaggio. Ci sar&agrave; una vanga anche tra mille anni, quando i nostri corpi morti saranno atomizzati e archiviati su una memoria virtuale?<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il Governo taglia i fondi ai Comuni e i Comuni compensano come possono.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Morire una volta era pi&ugrave; economico: adesso per essere sotterrato ti servono 250 euro.<br />
	&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; I poveri non possono permettersi nemmeno pi&ugrave; di morire. Chi ha il senso dell&#39;umorismo scherza spesso sul momento in cui tasseranno l&#39;aria che respiriamo, senza accorgersi che intanto gli vengono tolti altri diritti fondamentali da sotto il naso.</p>
<p style="text-align: right;">Se continuate a guardare il dito, non scorgerete mai la luna.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; C&#39;&egrave; una vanga, ma &egrave; inutile. E&#39; la piccola ruspa a fare il grosso del lavoro. Il suo braccio meccanico si muove con una delicatezza sorprendente. Prende la terra con una dolcezza umana, come fosse una mano; la lascia cadere sul legno plastificato della bara, poi la compatta come un bambino con il suo castello di sabbia.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma &egrave; la vanga, o ci&ograve; che essa rappresenta, a compiere l&#39;ultimo gesto.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Il metallo ricurvo penetra la zolla di terra scura e umida.</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Essa vola nell&#39;aria, attraverso l&#39;ossigeno, l&#39;anidride carbonica, l&#39;azoto&#8230;</p>
<p style="text-align: right;">Attraverso il <em>prana</em> che tutto penetra, che tutto costituisce&#8230;</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cos&igrave; finisce.</p>
<p style="text-align: right;">Cos&igrave; comincia.</p>
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