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	<title>Computerworld Italia</title>
	
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		<title>RIM prevede un primo trimestre in perdita</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2012 09:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/rim-logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="rim logo" title="rim logo" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Research In Motion ha risentito della competitività del mercato, dominato da Apple e Google, e ha dichiarato che dovrà ridurre le spese per tutto il resto dell’anno]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/rim-logo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="rim logo" title="rim logo" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>31 maggio 2012 &#8211; RIM ha comunicato che prevede una perdita operativa per il trimestre in corso, e ha consultato due banche d&#8217;investimento per valutare strategie aziendali alternative. L&#8217;azienda ha spiegato che le pressioni competitive hanno danneggiato la sua attività, e che il trimestre in corso, che termina 2 giugno, probabilmente finirà con una perdita. “<em>L&#8217;attuale contesto competitivo sta influenzando il nostro business sotto forma di minori volumi e delle dinamiche dei prezzi altamente competitivi sul mercato</em>&#8220;, ha dichiarato RIM in un comunicato stampa. Il 29 marzo, la società ha comunicato che avrebbe smesso di dare previsioni trimestrali, ma ha avvertito che si attendeva una pressione sui guadagni per il resto dell&#8217;anno. Per il quarto trimestre, conclusosi il 3 marzo RIM ha riportato una perdita netta di 125 milioni di dollari.<span id="more-4315"></span></p>
<p>Le banche d’investimento JP Morgan e RBC Capital Markets, dopo gli ultimi guadagni, aiuteranno RIM con una revisione del piano strategico dell’azienda, per “<em>valutare i meriti e la fattibilità delle diverse strategie finanziarie, compresa la possibilità di sfruttare la piattaforma BlackBerry attraverso partnership, opportunità di licenza e alternative al modello di business</em>”.</p>
<p>RIM ha lottato contro l&#8217;ascesa di iOS di Apple e Android di Google, le piattaforme mobili dominanti. Le vendite di telefoni sono precipitate del 21 per cento nel quarto trimestre, e nonostante le vendite del suo tablet PlayBook siano salite a 500mila unità, le vendite trimestrali dell’iPad sono state superiori ai dieci milioni.</p>
<p>La comunicazione è arrivata dopo la notizia che RIM ha intenzione di licenziare fino a duemila dipendenti. Nel suo comunicato stampa, RIM ha dichiarato che ci sarebbero state “<em>significative riduzioni di spesa e degli effettivi in tutto il resto dell&#8217;anno fiscale</em>&#8220;, senza fornire ulteriori dettagli.</p>
<p>RIM prevede di annunciare i risultati per il trimestre in corso il 28 giugno.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stephen Lawson</strong></p>
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		<title>Torna l’evento Security Summit a Roma</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/cwi-italia/~3/AoQGk-NVRa4/torna-lappuntamento-con-security-summit-a-roma-4310</link>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 14:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galvani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/Security_Summit_logo_200-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Security_Summit_logo_200" title="Security_Summit_logo_200" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />L’evento, a cui si può partecipare gratuitamente, si terrà i prossimi 6 e 7 giugno presso l’SGM Conference Center ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/Security_Summit_logo_200-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Security_Summit_logo_200" title="Security_Summit_logo_200" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>30 maggio 2012 &#8211; Anche quest’anno ritorna l’edizione romana del Security Summit. L’appuntamento 2012, grazie a un programma dai contenuti concreti e di elevata qualità, è in grado di offrire al pubblico momenti di confronto e approfondimenti sui temi di più stretta attualità.   Giunto alla quarta edizione nella capitale, il Security Summit è ormai riconosciuto come l’evento più atteso da appassionati ed esperti di sicurezza informatica.</p>
<p><span id="more-4310"></span>Come sempre, saranno numerosi gli argomenti che verranno affrontati dalla folta schiera di relatori: Agenda Digitale, mobile security, cybercrime (evoluzione del malware e degli attacchi), cloud security, social media security, security intelligence e cloud, DNS security, rete satellitare e sicurezza, controllo degli accessi tramite smartphone e codici a barre bidimensionali, nuove regole tecniche per la Pubblica Amministrazione, l&#8217;architettura di trust della rete e le sue debolezze, recenti normative e nuove regole per il trattamento dei dati personali, privacy nella cloud e privacy nel mobile, computer forensic, sicurezza delle infrastrutture critiche.</p>
<p>I lavori inizieranno mercoledì 6 giugno presso l’<a href="https://www.securitysummit.it/page/info" target="_blank">SGM Conference Center </a>con la tavola rotonda ”<a href="http://roma2012.securitysummit.it/eventi/view/2" target="_blank">La sicurezza ICT e le proposte per l’Agenda Digitale e l’innovazione in Italia</a>”, durante la quale si analizzerà lo stato della sicurezza ICT in Italia, partendo dal <a href="http://roma2012.securitysummit.it/page/rapporto_clusit" target="_blank">Rapporto Clusit 2012</a>, passando alle iniziative dell&#8217;Agenda Digitale proposte in Cabina di Regia all&#8217;attenzione del Ministro Passera e del Governo Monti e più in generale a quali sono le priorità per 2012 e 2013.</p>
<p>La partecipazione a Security Summit 2012 Roma è gratuita. Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo <a href="http://www.securitysummit.it" target="_blank">www.securitysummit.it</a></p>
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		<title>Google Chromebook, quando un flop non basta</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/cwi-italia/~3/ZjNOuS2N6hI/google-chromebook-quando-un-flop-non-basta-4305</link>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 11:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galvani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/google_chrome_os-150x150.png" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="google_chrome_os" title="google_chrome_os" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Nelle prossime settimane arriverà una nuova versione del sistema operativo Chrome OS, mentre più tardi verranno annunciati i nuovi dispostivi hardware]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/google_chrome_os-150x150.png" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="google_chrome_os" title="google_chrome_os" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>30 maggio 2012 &#8211; Qualcuno si ricorda dei Chromebook? Quella specie di netbook con sistema operativo Chrome OS destinata a vivere sostanzialmente online? Erano stati lanciati circa un anno fa, a prezzi anche abbastanza elevati, e sono subito stati “dimenticati” dal pubblico. Nonostante questo, Google ha deciso di continuare a provare su questa strada e oggi ha presentato alcune migliorie al sistema operativo. Entro poche ore dovrebbero venire presentati anche nuovi modelli di Chromebook e di Chromebox.</p>
<p><span id="more-4305"></span>Sul fronte del software è stata decisa un’accelerata verso il concetto del sistema “app centrico”, in cui a dominare sono le applicazioni. L’interfaccia utente è stata quindi rinnovata per permettere una più efficace gestione delle finestre, che ora possono essere affiancate, e di lavorare con le app preferite in modalità schermo intero. Per chi ha a che fare con i classici documenti di Office è ora possibile visualizzarli senza la necessità di app aggiuntive. Per la condivisione, Google ha deciso di integrare in Chrome OS il servizio Google Drive, che sarà accessibile anche in modalità offline. Quest’ultima è stata potenziata per semplificare la vita di chi si trova in assenza di connessione a Internet.</p>
<p>Completamente rinnovati anche il player multimediale, l’editor di foto e il software per l’upload dei contenuti. Sul Web Store, tra le altre app, saranno disponibili anche Google Play, Kindle Cloud Reader e migliaia di giochi. Infine, grazie a Chromebook Remote Desktop sarà possibile accedere al proprio personal computer anche da una postazione remota. Il Chrome OS dovrebbe essere rilasciato entro le prossime sei settimane.</p>
<p>Nel corso delle prossime ore verranno invece annunciati i nuovi dispositivi hardware, che però inizialmente saranno disponibili solamente negli Stati Uniti e nel Regno Unito. A breve, però, Google prevede di estendere l’offerta anche ad altri Paesi.</p>
<p>Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo <a href="http://googleitalia.blogspot.it/2012/05/un-passo-avanti-nel-percorso-di-chrome.html" target="_blank">http://googleitalia.blogspot.it/2012/05/un-passo-avanti-nel-percorso-di-chrome.html</a></p>
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		<title>Teradata: il data warehousing visto dall’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 10:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galvani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/Vittone_Franco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Vittone_Franco" title="Vittone_Franco" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Ne abbiamo parlato con Franco Vittone, Amministratore Delegato della filiale locale, che ci ha illustrato il particolare approccio della società a questo mercato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/Vittone_Franco-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Vittone_Franco" title="Vittone_Franco" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>30 maggio 2012 &#8211; Teradata, azienda specializzata nel data warehousing, si è recentemente lanciata nel mercato dell’analisi dei “big data” e nell’integrated marketing management. Nel primo caso nella primavera del 2011 la società ha acquisito Aster Data Systems, nel secondo tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 ha acquisito Aprimo. La notizia di questi ultimi giorni è l’integrazione di eCircle in Aprimo. Delle attività italiane e delle prospettive future in questi nuovi mercati abbiamo parlato con Franco Vittone, Amministratore Delegato di Teradata Italia.</p>
<p><span id="more-4299"></span><strong>Come vede per Teradata il mercato italiano?</strong></p>
<p><em>Teradata è sul mercato italiano da più di dieci anni, continuando a proporre il suo approccio all’enterprise data warehouse: costruire un layer aziendale su cui progressivamente caricare i dati di tutta l’impresa, dipartimento per dipartimento. Questo è l’approccio teorico. Naturalmente dalla teoria alla pratica il passo è significativo, ma molti nostri clienti hanno seguito questo approccio e hanno costruito la base dati aziendale per tutte le interrogazioni di tipo analitico. Come casi significativi posso citare quelli di Poste Italiane e Credito Emiliano, dove attraverso progetti intermedi abbiamo portato la base dati analitica su Teradata e sul data warehouse. Sono naturalmente progetti con delle ‘milestone’ intermedie, dove in questi ultimi anni sono stati rilasciati servizi per funzioni aziendali diverse che poi sono stati resi disponibili a tutte le funzioni.</em></p>
<p><strong>Si tratta quindi di progetti complessi e in continua evoluzione…</strong></p>
<p><em>Sono tutti progetti in evoluzione, perché è nella nostra logica che continuino a crescere nel tempo portando progressivamente tutta l’azienda a insistere per tutta la parte analitica, non quella transazionale, sul data warehouse. Di norma c’è quindi una progressiva crescita nel numero degli utenti, che partono da quelli degli uffici centrali per poi allargarsi a tutta l’azienda, comprese le filiali come è avvenuto nel caso di Poste Italiane. Da un punto di vista di tool, Teradata ha sempre avuto un approccio particolarmente aperto, non avendo nessun prodotto da difendere. A differenza di alcuni competitor, che vogliono offrire una soluzione end-to-end e quindi limitano la loro offerta, Teradata è concentrata sulla parte data warehouse. Ci occupiamo sia dei tool di ITL, quindi del caricamento dei dati, sia della parte di presentazione delle informazioni, dal data mining al reporting, e ci integriamo con tutti i tool di mercato, compresi quelli di IBM e SAS, che sono nostri partner.</em></p>
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		<title>Panasonic al debutto italiano con gli smartphone Eluga</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 07:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galvani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/Panasonic_Eluga-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Panasonic_Eluga" title="Panasonic_Eluga" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Il primo prodotto della gamma Android si caratterizza per l’impermeabilità ad acqua e polvere. Annunciato anche il modello Power con schermo da cinque pollici]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/Panasonic_Eluga-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Panasonic_Eluga" title="Panasonic_Eluga" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>30 maggio 2012 &#8211; Per il Panasonic Eluga è arrivata l’ora del debutto sul mercato italiano. Dopo la Germania, l’Italia è il secondo Paese europeo scelto dalla società giapponese per il lancio dei suoi smartphone Android. In un settore dove la concorrenza fra prodotti si fa soprattutto in base alle dimensioni dello schermo o allo spessore e peso del telefono, Panasonic ha puntato su una caratterizzazione unica: la capacità di resistere alla polvere e all’acqua. L’Eluga, infatti, può essere immerso fino a un metro di profondità e fino a trenta minuti senza subire danni, secondo quanto previsto dalla standard internazionale IP57.</p>
<p><span id="more-4294"></span>Dimenticandosi il delirante significato dell’acronimo inventato dai progettisti giapponesi (Eluga starebbe per “ELegant User Gateway”…), l’analisi delle caratteristiche tecniche del prodotto rivela uno smartphone di buon livello. Lo schermo, realizzato con tecnologia OLED, ha una diagonale pari a 4,3 pollici e una risoluzione di 960 per 540 punti, mentre l’ago della bilancia si ferma sull’ottimo valore di 103 grammi. Merito anche del limitatissimo spessore pari a 7,6 millimetri. Il marketing di Panasonic ci tiene a sottolineare che lo schermo occupa il 66 per cento del corpo del telefono, il cui “cuore” è costituito da un processore dual-core Texas Instruments da 1 GHz.</p>
<p>La fotocamera in dotazione, solo frontale, è da otto megapixel, ma le note dolenti arrivano dalla memoria: l’Eluga dispone di soli otto gigabyte integrati, senza possibilità di espansione. Nonostante le vendite partano solo dal primo giugno (il prodotto è stato presentato lo scorso febbraio), il sistema operativo dell’Eluga è Android Gingerbread (version 2.3.5). La società promette che nel corso dell’estate arriverà l’aggiornamento ad Ice Cream Sandwich (Android 4.0). Il prezzo suggerito al pubblico è di 429 euro IVA compresa.</p>
<p>Panasonic punta comunque molto sui telefoni Android. Nei prossimi mesi all’Eluga si affiancherà l’Eluga Power, che perde l’impermeabilità ad acqua e polvere, ma guadagna uno schermo da cinque pollici con risoluzione di 1.280 per 720 punti, un processore Qualcomm Snapdragon S4 da 1,5 GHz e Android 4.0. Il peso rimane contenuto in 133 grammi e la memoria di base, sempre limitata a otto gigabyte, può però essere espansa tramite schede in formato microSD. Disponibilità e prezzi non sono ancora stati annunciati, ma la società ha già dichiarato che intende espandere ulteriormente nei prossimi mesi la sua offerta Android.</p>
<p>Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo <a href="http://smartphones.panasonic.eu/it/" target="_blank">http://smartphones.panasonic.eu/it/</a></p>
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		<item>
		<title>Da VMware arriva la versione 5.1 di vFabric Suite</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 13:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Galvani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/vfabric-150x150.png" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="vfabric" title="vfabric" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Deployment automatizzato, supporto open source enterprise e database in-memory SQLFire offrono alle applicazioni un ambiente “cloud-ready”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/vfabric-150x150.png" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="vfabric" title="vfabric" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>29 maggio 2012 &#8211; La vFabric Suite di VMware è arrivata alla versione 5.1. L’ultima release della piattaforma per le applicazioni cloud è dotata di nuovi funzioni per l’automazione del deployment e per la gestione operativa nell’erogazione dei servizi. Supportata dalla presenza di un database SQLFire distribuito in-memory, la nuova vFabric Suite mette a disposizione i servizi applicativi di base necessari per costruire, far girare e amministrare le applicazioni Java Spring sia on-premise sia nella cloud. Obiettivo della piattaforma rimane quello di abbattere le complessità e ridurre i costi delle tradizionali piattaforme Java.</p>
<p><span id="more-4285"></span>Con la versione 5.1, tramite un set completo di servizi di runtime per lo sviluppo e la gestione di applicazioni in ambienti distribuiti, è possibile automatizzare il deployment delle applicazioni, massimizzare la scalabilità dei dati, ridurre il TCO (costo totale di possesso) del database e fornire supporto enterprise per le più diffuse tecnologie open source. Il software per l&#8217;infrastruttura applicativa può essere acquistato sulla base delle macchine virtuali anziché dell&#8217;hardware fisico, pagando solo per il numero medio di licenze utilizzate. Questo modello elimina la necessità di acquistare software in eccesso per prevedere eventuali fasi di picco.</p>
<p>“<em>L&#8217;era del cloud sta promuovendo un processo di trasformazione che interessa le applicazioni. Oggi la maggior parte di esse si basa su framework di sviluppo open source, viene implementata su container applicativi leggeri, gira su infrastrutture virtuali ed è di tipo data-intensive</em>”, ha osservato Jerry Chen, Vice President, Cloud and Application Services di VMware. “<em>Ciò determina dei cambiamenti anche nel tipo di tecnologie usate dai nostri clienti per costituire e amministrare queste nuove applicazioni. Dal momento in cui è stata introdotta vFabric Suite, un anno fa, abbiamo assistito a un notevole processo di adozione da parte dei nostri clienti, fatto che ha permesso alla nostra Cloud Application Platform di raddoppiare il ritmo di crescita annuale nel 2011</em>”.</p>
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		<title>La dura lotta contro i pirati della privacy</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 07:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/furto_identità-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Password hack" title="Password hack" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Cancellare i propri dati online è (quasi) impossibile, ma con molta attenzione e qualche stratagemma si può nascondere la propria identità digitale per proteggerla da usi impropri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/furto_identità-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Password hack" title="Password hack" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>29 maggio 2012 &#8211; Avete provato a cercarvi su Google di recente? Le informazioni che vi riguardano sono precise o contraddittorie? Sapete che in entrambi i casi potreste essere nei guai? Informazioni corrette ma che vorreste restassero private potrebbero essere utilizzate da eventuali stalker per sapere dove vi trovate, o da cyber-criminali per rubare la vostra identità e, nel peggiore dei casi, svuotarvi il conto in banca. Ugualmente, dati scorretti sul vostro conto che gettano una cattiva luce su di voi possono costare una promozione, un posto di lavoro o addirittura compromettere la nostra azienda. Quindi, in che modo è possibile rivendicare la propria privacy digitale e combattere contro le aziende che raccolgono i dati personali utilizzandoli per trarne profitto? E come fare per eliminare del tutto la proprio presenza online, ammesso che sia possibile?<span id="more-4266"></span></p>
<p>Sfortunatamente, la risposta è che no, non è possibile. In attesa che il sistema per identificare i furti di identità venga migliorato, ecco alcune cose che si possono fare per mascherare la propria identità e rendere la vita difficile ai pirati della privacy.</p>
<p><strong>Stare al sicuro nascondendosi</strong></p>
<p>“<em>Non esiste il pulsante ‘cancella’ su Internet</em>”, dice Avivah Litan, Vice Presidente di Gartner Research e analista specializzato in furti di identità e rilevamento frodi. “<em>Quello che è online non viene mai cancellato. Il massimo che gli utenti generalmente possono fare è pagare alcune aziende affinché nascondano le informazioni negative, così che sia più difficile trovarle. A volte, si riesce anche a risalire alla fonte originaria dei dati e cancellarli definitivamente, ma si tratta di un esercizio lungo, faticoso e spesso senza risultati</em>”.</p>
<p>“<em>Per eliminare completamente l’identità online, servono molto tempo, costanza e concentrazione</em>”, spiega Robert Siciliano, analista specializzato nella sicurezza online di McAfee. “<em>Questo significa inoltre non avere più alcun tipo di profilo online, né sui social media, né un blog, né un sito web ed eliminare nome e informazioni di contatto da qualsiasi tipo di mailing list e dalla rubrica telefonica del telefono, che finisce spesso con l’essere messa online. Anche se acquistate qualcosa online, e chiedete di non essere ricontatti e di non ricevere newsletter, è assai probabile che finirete comunque in qualche lista. Inoltre, per quanti sforzi facciate per cancellare la vostra identità online, serve anche un certo lavoro di ‘manutenzione’ per continuare a vivere offline. Il problema è che qualsiasi informazione digitale è replicabile. A volte, e non importa quanto vi impegnate per evitarlo, chi controlla i dati può non osservare tutte le regole</em>”.</p>
<p>“<em>La questione dell’identità digitale è molto delicata, soprattutto perché con la crescita esponenziale dei social media e l’opportunità di condividere informazioni su più network contemporaneamente, oltre alle tradizionali web mail e iscrizioni alle newsletter, si moltiplicano le possibilità che le proprie informazioni finiscano nelle mani delle persone sbagliate</em>”, afferma Maurizio Martinozzi, Sales Manager Engineering di Trend Micro Italia. “<em>I cyber criminali, inoltre, agiscono con sempre maggior scaltrezza, raccogliendo informazioni attraverso tecniche di social engineering per far cadere gli utenti in trappole difficili da individuare e da bloccare, spesso sotto forma delle classiche mail a prima vista innocue</em>”.</p>
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		<title>Il Galaxy S III in anteprima con Vodafone</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/cwi-italia/~3/HHwD-zT285o/il-galaxi-s-iii-in-anteprima-con-vodafone-4254</link>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 12:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/samsung_galaxy_sIII_3_0512-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="samsung_galaxy_sIII_3_0512" title="samsung_galaxy_sIII_3_0512" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Dalla prima settimana di giugno è disponibile in esclusiva presso i punti vendita Vodafone l’atteso smartphone di Samsung. Ecco prezzi e tariffe di abbonamento]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/samsung_galaxy_sIII_3_0512-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="samsung_galaxy_sIII_3_0512" title="samsung_galaxy_sIII_3_0512" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>28 maggio 2012 &#8211; Il Samsung Galaxy S III, in versione 32 GB, sarà disponibile dalla prima settimana di giugno in anteprima presso i punti vendita Vodafone e sullo shop online del sito Vodafone.it. Il nuovo Galaxy S III vanta uno schermo super amoled HD da 4,8 pollici, la fotocamera da 8 megapixel e il supporto alla tecnologia di NFC per i micro-pagamenti elettronici. Basato su Android 4.0 Ice Cream Sandwich, il Galaxy S III offre tutte le caratteristiche che hanno fatto la fortuna del sistema operativo Google, come la possibilità di personalizzare il proprio terminale grazie alle migliaia di applicazioni presenti su PlayStore, ora acquistabili anche attraverso il credito telefonico grazie a Vodafone. Il prezzo di vendita, con Vodafone, è di 779 Euro per il modello 32 GB, e 699 euro per il modello da 16 GB. E’ disponibile anche l’offerta a rate “Smartphone per te”, in versione ricaricabile e abbonamento, anche senza cambiare il proprio piano tariffario.<span id="more-4254"></span></p>
<p>Fino al 31 luglio il Galaxy S III è in promozione senza canone mensile, attivando l’opzione Smart 1200+ o Smart 2000+, a 10 euro al mese con Smart 600+ o a 15 euro al mese con Smart 300+ e con tutti i pacchetti ricaricabili SMART+ . E’ previsto un contributo iniziale a partire da 5 euro, che varia a seconda dell’opzione scelta dal Cliente.</p>
<p>Galaxy S III è inoltre in grado di sfruttare al meglio le potenzialità della rete Vodafone Italia &#8211; la cui qualità é stata recentemente certificata società tedesca indipendente P3, e supporta lo standard di connessione HSPA+, che consente di raggiungere la velocità di 21Mbps in download.</p>
<p>Di seguito il dettaglio delle offerte Vodafone.</p>
<p><strong>Galaxy S III 32 GB – In esclusiva con Vodafone</strong></p>
<ul>
<li>Smart Zero Limits (sms senza limiti verso numeri Vodafone, chimate senza limiti vs un numero Vodafone , Internet): contributo iniziale 149€, canone mensile 15€</li>
<li>Smart 100+ (100 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 100 sms vs tutti, Internet): contributo iniziale 149€, canone mensile 15€</li>
<li>Smart 300+ (300 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 300 sms, Internet): contributo iniziale 49€, canone mensile 15€</li>
<li>Smart 600+ (600 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 600 sms, Internet): contributo iniziale 49€, canone mensile 10€</li>
<li>Smart 1200+ (1200 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 1200 sms, Internet): contributo iniziale 49€, canone mensile 0€</li>
<li>Smart 2000+ (2000 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 2000 sms, Internet): contributo iniziale 49€, canone mensile 0€</li>
</ul>
<p><strong>Galaxy S III 16 GB</strong></p>
<ul>
<li>Smart Zero Limits (sms senza limiti verso numeri Vodafone, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone , Internet): contributo iniziale 49€, canone mensile 15€</li>
<li>Smart 100+ (100 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 100 sms vs tutti, Internet): contributo iniziale 49€, canone mensile 15€</li>
<li>Smart 300+ (300 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 300 sms, Internet): contributo iniziale 5€, canone mensile 15€</li>
<li>Smart 600+ (600 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 600 sms, Internet): contributo iniziale 5€, canone mensile 10€</li>
<li>Smart 1200+ (1200 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 1200 sms, Internet): contributo iniziale 5€, canone mensile 0€</li>
<li>Smart 2000+ (2000 minuti vs tutti, chiamate senza limiti vs un numero Vodafone, 2000 sms, Internet): contributo iniziale 5€, canone mensile 0€</li>
</ul>
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		<title>VMware presenta le soluzioni per il personal cloud</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/cwi-italia/~3/BSplPS1pReM/vmware-presenta-il-personal-cloud-4246</link>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 10:59:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/VMware-logo-20121-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="vmw_logo_1" title="vmw_logo_1" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Il nuovo portfolio di prodotti View, disponibile nel secondo trimestre 2012, offre ai responsabili IT le tecnologie per un'impresa più agile, produttiva e connessa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/VMware-logo-20121-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="vmw_logo_1" title="vmw_logo_1" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>28 maggio 2012 &#8211; La nuova offerta VMware per l’utente finale, che comprende la soluzione VMware View 5.1 e un portafoglio aggiornato di soluzioni, propone un modello rinnovato attraverso il quale le aziende possono utilizzare risorse cloud ibride per fornire ai dipendenti nuovi metodi di collaborazione tra applicazioni e dati, utilizzando qualsiasi tipo di dispositivo dove e quando necessario. “<em>Oggi i clienti richiedono soluzioni in grado di superare le barriere tecnologiche per spostare l&#8217;attenzione verso servizi accessibili ovunque e da qualunque dispositivo</em>”, ha spiegato Brian Gammage, Chief Market Technologist di VMware. “<em>VMware View 5.1, insieme al nostro sempre più ricco portafoglio di soluzioni per il personal cloud, risponde a questa richiesta di semplificazione tecnologica favorendo una gestione più efficiente e una connettività maggiore per i dipendenti</em>”.<span id="more-4246"></span></p>
<p>Le nuove funzionalità storage presenti in View 5.1, basate su View Storage Accelerator, contribuiscono a ridurre i costi della condivisione storage tramite l&#8217;ottimizzazione dei carichi condivisi. View permette anche di incrementare i livelli di sicurezza e di conformità trasferendo i dati all&#8217;interno del datacenter, implementando a livello centrale le norme di sicurezza per gli endpoint e per la configurazione delle policy, e razionalizzando i processi antivirus.</p>
<p>View con PCoIP si adatta alla connessione di rete dell&#8217;utente finale, garantendogli un&#8217;esperienza personalizzata e di alta qualità sia su LAN che su WAN. Gli utenti possono connettersi al loro desktop VMware View da una varietà di endpoint fissi e mobili con client aggiornati per desktop Linux, Windows e Mac, thin o zero client, Apple iPad, tablet Android e Amazon Kindle Fire.</p>
<p>Il nuovo add-on vCenter Operations for View permette agli amministratori IT di ottenere una maggiore visibilità sulle prestazioni dei desktop, identificare e risolvere più velocemente eventuali problemi, ottimizzare l&#8217;uso delle risorse e affrontare possibili malfunzionamenti in tempo reale.</p>
<p>Horizon Application Manager 1.5, disponibile come appliance virtuale on-premise, è un sistema centralizzato specializzato in policy ed entitlement pensato per mediare l&#8217;accesso degli utenti ad applicazioni, desktop virtuali e risorse dati. Grazie alla presenza delle capacità di virtualizzazione applicativa di ThinApp, Horizon Application Catalog porterà benefici sia agli utenti finali che ai responsabili IT tramite il consolidamento di diverse tipologie di applicazioni in un unico catalogo centralizzato. VMware Horizon Workspace fornisce inoltre all&#8217;utente finale un&#8217;esperienza semplice e trasparente per accedere alle risorse di lavoro residenti su cloud pubblici e privati, a prescindere dal dispositivo utilizzato.</p>
<p>Disponibile inizialmente in versione beta per test, Project Octopus consente alle divisioni IT di dotare i dipendenti di un approccio semplice e immediato per condividere i dati e collaborare con qualsiasi altro utente tramite qualsiasi dispositivo. Implementato in modalità on-premise o reso accessibile attraverso un service provider VMware, Project Octopus permette di gestire l&#8217;utilizzo e definire le policy di accesso e di condivisione delle informazioni all&#8217;interno dell&#8217;azienda o con soggetti esterni.</p>
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		<title>Una nuova idea di azienda al Social Business Forum</title>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2012 09:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Brunelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/SBF-2012-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="logoSBF_vect_CMYK" title="logoSBF_vect_CMYK" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" />Nei due giorni di evento le aziende potranno confrontarsi tra loro e con i migliori esperti internazionali sul futuro del business, del management e della leadership]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="http://www.cwi.it/wp-content/uploads/2012/05/SBF-2012-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="logoSBF_vect_CMYK" title="logoSBF_vect_CMYK" style="float:left; margin:0 15px 15px 0;" /><p>28 maggio 2012 &#8211; Il <a href="http://www.socialbusinessforum.com/?lang=it" target="_blank">Social Business Forum</a>, organizzato da <a href="http://www.open-knowledge.it/" target="_blank">OpenKnowledge</a> il 4 e 5 giugno a Milano, si pone come punto di riferimento per i temi che riguardano l’innovazione partecipata, il social business, il social CRM e l’utilizzo di tecnologie collaborative all’interno dell’impresa, per migliorare vantaggio competitivo, servizio al cliente e capacità di fare innovazione. Il tema chiave di quest’anno è il passaggio dal Social al Business: dalle discussioni puramente teoriche ai progetti, alle esperienze, alle lezioni apprese, alle best practice non solo di social business, ma soprattutto di business. Per questo al centro dell’evento c’è, al di là della tecnologia, l’idea di un’azienda innovativa e competitiva, che sta cercando nuovi strumenti di gestione, anche attraverso i manager più attenti alle nuove tecnologie di condivisione e alle loro potenzialità.<span id="more-4237"></span></p>
<p>Nei due giorni di manifestazione sono previsti interventi e approfondimenti verticali per arricchirsi e beneficiare del punto di vista privilegiato dei protagonisti dell’innovazione mondiale, oltre alla presenza dei maggior vendor mondiali nel settore della tecnologia.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Le aziende protagoniste</strong></p>
<p>Saranno le aziende stesse a raccontare, in appuntamenti da 30 minuti, la propria esperienza fatta di obiettivi di business, idee creative, ostacoli, risultati. All’<a title="Social Business Forum: innovare con i social media" href="http://www.cwi.it/social-business-forum-innovare-con-i-social-media-4091" target="_blank">edizione 2012</a> saranno presenti venti case history dall’Italia, dall’Europa, dal Sud America, dagli Stati Uniti. Tra le aziende ci saranno Luxottica, British Telecom, Pernod, Deutsche Bank, Alcatel Lucent, Citigroup, Sanofi, Legrand, Seat, J&amp;J, Amadori, BNP Paribas, 3M, Scania, Corepla.</p>
<p>A partire da esperienze reali saranno poi analizzati temi come Social CRM, Social Commerce, Social Support, Collaborative Innovation, Community Management, metriche e analytics, social media marketing, modelli organizzativi e di condivisione della conoscenza, socializzazione dei processi. I partecipanti potranno quindi acquisire nuovi strumenti e conoscenze da mettere in pratica nella propria azienda.</p>
<p>La dimensione europea e internazionale dell’evento è testimoniata dalla presenza di speaker e aziende provenienti da diverse nazioni, tra cui Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Belgio, Spagna, Svezia, Stati Uniti, Brasile, Australia.</p>
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