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Sarete ospiti ben graditi. (-:</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://g-weblog.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://g-weblog.blogspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7487518/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Grizzly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16043804098732468263</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="24" height="32" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2340/94/1600/grz.jpg" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>926</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" 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/><author><name>uibbs2</name></author><updated>2012-01-26T05:42:05-08:00</updated><id>http://www.delicious.com/url/4c20256cc054158983b350c803b6a8fb#uibbs2</id><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://feeds.delicious.com/v2/rss/url/4c20256cc054158983b350c803b6a8fb</wfw:commentRss><summary type="html">&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/WKUy__uS39w" height="1" width="1"/&gt;</summary><feedburner:origLink>http://zerocalcare.it/2012/01/02/pedagogia/</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Ak4EQX8-fSp7ImA9WhRWE0g.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7487518.post-6515492162828878984</id><published>2011-12-31T20:15:00.000+01:00</published><updated>2011-12-31T20:15:00.155+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-31T20:15:00.155+01:00</app:edited><title>Messaggio di fine anno del DdV</title><content type="html">Tratto da un sogno fatto qualche pomeriggio fa, mentre cercavo un po' di relax.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I tempi avanzano, la tecnologia si evolve, per non dire che tutto si evolve. L'altro giorno guardavo il mio nuovo orsacchiotto di peluche (un regalo, viene dall'Inghilterra) e mi dicevo che forse non tutto si evolve. Forse, però devo riconoscere che lo guardavo mentre girava sul piatto del forno a microonde: ancora un minuto e sarebbe stato un orsacchiotto tutto coccoloso, quasi un kg di semini al delicato profumo di lavanda e alla piacevole temperatura di circa 38~40 gradi.&lt;br /&gt;
Cos'è l'evoluzione? L'evoluzione in questi ultimi anni è quella situazione per la quale sembra che l'apporto di innovazioni tecnologiche e non solo serva a rendere la vita più semplice ed efficace per tutti. Sembra che sia così, ma non sono d'accordo.&lt;br /&gt;
Perché penso: faccio una passeggiata, clima permettendo, e mi vado a prendere un bel gelato. Un bel gelato presunto artigianale, ma in realtà dell'Antica Gelateria di Gallifrey. «Au Giovà, l'hai messa la bustina in ammollo con due litri di latte? A posto, ecco il suo gelato, signore». Uguale a Siracusa, come a Milano, come a Londra o, magari, Kathmandu. Stesso prezzo, stesse calorie, stesso sapore, stesso gelato. Un'appiattimento in stile fast-food per rendere le cose più semplici: un giro da milioni di euro non perché qualche bravo artigiano sa ancora fare il gelato come una volta, bensì perché è tutto pronto, in scatola, a prova di imbecille. Siamo tutti pasticceri, gelatai, tecnici informatici e, perché no? Medici, magari.&lt;br /&gt;
La cura per il cancro? Magari sulla Wikipedia trovo qualcosa, e se ci sono farmaci sperimentali da procurare, non serve il mercato nero. Vedrai che una carta di credito ricaricabile intestata alla nonna novantenne del tuo vicino e una farmacia on-line in Russia sono tutto quello che serve e che ci basta.&lt;br /&gt;
Oggi che tutto corre. L'adsl in casa che mi rende connesso 24 ore al giorno, persino senza motivo. Io rimpiango gli anni fa, rimpiango il mio modem a 14.4k, il suono dell'handshaking e la scoperta del cyberspazio come un mondo ristretto, limitato e con le sue regole, rimpiango quando "UNIX" era un parolone che richiamava alla mente il sistema operativo di qualche gigantesco sistema informatico industriale sull'orlo dell'epoca degli informatici in camice bianco, e non l'amorfo e impalpabile variante che mi gira persino sul tablet o con cui posso interagire col telefonino cellulare mentre sono in fila per il mio gelato da McDonalds.&lt;br /&gt;
E non lo rimpiango perché c'è un gusto del vintage, bensì perché l'evoluzione non è stato un passaggio positivo, ma un appiattimento progressivo degli strumenti, del mondo, della mente. Della tecnologia come della cultura. Il social network sta uccidendo la comunicazione, e un giorno ci troveremo su due grandi fazioni contrapposte: noi blogger che cerchiamo di sostenere ancora un minimo la libertà d'espressione, contrapposti agli utenti dei social network, che reclamano il loro spazio per uniformarsi con tutti gli altri, ognuno spargendo indomite puttanate che vengono sommerse dalle puttanate scritte da tutti gli altri, in uno spazio ristretto del web (ahhhh, il &lt;i&gt;web&lt;/i&gt;, come odio questo termine) dove bisogna essere iscritti per leggere le elucubrazioni in questo enorme carnaio comune per tutti. Io me ne sono andato da facebook, come tantissimi altri stanno facendo tutti i giorni. Ma c'è ancora gente che alza il dito e non si rende conto che mi chiama "anticonformista".&lt;br /&gt;
Anticonformista del web (eccolo, di nuovo quel termine!). Perché io da blogger nel web ci metto i contenuti, quella cosa che agli utenti del social network non va giù: perché quelli vogliono continuare a condividere foto di gatti che si leccano intorno alle palle e barzellette dell'epoca fenicia. Odio definire internet il web, per quanto la tecnologia abbia fatto evolvere l'ipertesto. Ci sono tanti altri strumenti, dimenticati. Come l'e-mail, come la connessione diretta sistema-sistema. Ma a che servono? Tanto si fa tutto sul web. Tutto, parola sostenuta dagli utenti dei social network che hanno vissuto e vivono l'evoluzione in un appiattimento culturale senza limiti.&lt;br /&gt;
Io ho spento la televisione, già da molto tempo. Consumo libri. Tanti libri. Sto leggendo molta fantascienza, perché mi piace come genere letterario, ma con la velocità che sto prendendo, presto finirò i grossi temi, e di certo (per buona curiosità, soprattutto) mi aprirò anche alle altre forme narrative. Agli autori più grandi del panorama letterario mondiale, ma anche a quelli di nicchia. Come è giusto che sia o, piuttosto, come sarebbe giusto che fosse, visto che in un mondo dettato dalla tecnologia tutti si comprano l'e-book reader (e hanno da dire come preferiscono il libro cartaceo) mentre si leggono l'ennesimo romanzo da cui è stata tratta una saga (o forse dovrei dire sag&lt;b&gt;R&lt;/b&gt;a) di film o telefilm per adolescenti nel pieno delle tempeste ormonali. Eppure io sono cresciuto in una generazione che i "libri per ragazzi" ce li aveva, e li leggeva. Mi stupisce (non poco) sapere che un sacco di quindicenni-ventenni che incontro oggi non hanno la più pallida idea di chi sia, per esempio, il signor Fallaninna di quella geniale raccolta di Rodari intitolata "Le favole al telefono", né che appunto ha mai letto qualsiasi altra cosa di Rodari (quando non sa manco chi diavolo sia questo signor Rodari che cito). Diciamo che però mi considero fortunato perché ho avuto genitori che mi hanno fatto fare la "sperimentazione alla lingua inglese alla scuola elementare" (perché nei primi anni '80 l'inglese era solo sperimentale), o ancora perché ho avuto modo di leggere molti libri quando lo strumento principale era andare a comprarli in libreria, dopo aver letto qualche recensione sui giornali o sentito qualche amico. Oggi l'evoluzione (che parola importante, vero?) aiuta a trovare nuovi libri, nuovi testi, nuovi autori, anzi: aiuta addirittura a diventare autori (come è successo con me, o con Francesco Candelari, o con tanti altri).&lt;br /&gt;
Eppure c'è sempre qualcosa che mi resta con l'amaro in bocca: quest'evoluzione che ha creato così tanti strumenti e mezzi, ma che ha ucciso lentamente la diffusione della cultura. Grazie all'evoluzione al giorno d'oggi abbiamo modo di comunicare da una parte all'altra del mondo in un solo battere di ciglia, ma ora - come recitava una vecchia battuta sull'argomento - non ci resta che aspettare l'uscita di un software che ci generi i contenuti, che decida che cosa dire da una parte all'altra del mondo.&lt;br /&gt;
Concludo, con un'ultima frase importante sull'evoluzione. Grazie all'evoluzione io ho una carta di credito ricaricabile, ho un sito internet che mi trova i viaggi che mi piacerebbe fare a un prezzo che fino a qualche anno fa mi sarei sognato, a forza di girare per agenzie di viaggi e amici vari, e soprattutto grazie a questa evoluzione io ho scritto questo messaggio di fine anno il 26 dicembre ma voi lo potrete leggere a partire dalle 20:15 del 31 dicembre, quando io sarò a cena, mi auguro con un gruppo di persone interessanti come l'anno scorso, fuori dall'Italia e lontano dalla tecnologia per una tre giorni di puro relax, cosa di cui avevo un profondo ed inestimabile bisogno dopo quasi un mese di lavoro improponibile.&lt;br /&gt;
Buon anno a tutti voi, con l'augurio che il futuro ci porti un po' di quei contenuti e di quei sentimenti che l'evoluzione lentamente ci ha portato via. (-:&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/daW7K_W66Bo" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
Immagini inquietanti ma, per fortuna, tutto sotto controllo rapidamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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E mi sento nauseato dalle polemiche nate intorno al (presunto o reale) stipendio percepito dal ragazzo: che avesse preso otto euro l'ora, o piuttosto ottomila, questo in qualche modo potrebbe giustificare il fatto che sia morto sotto il crollo di un'impalcatura di metallo?&lt;br /&gt;
Mi auguro che finalmente si chiudano le sterili polemiche sull'argomento: ce n'è un gran bisogno...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Una ragazzina di sedici anni dice di essere stata stuprata da due rumeni.&lt;br /&gt;
Una manifestazione (spontanea?) nasce con l'intenzione di una fiaccolata, ma finisce come una massa informe di persone armate di torce e forconi che, al grido di "crepate merde" (o tanti altri epiteti sullo stesso livello) da alle fiamme un campo nomadi alla periferia di Torino.&lt;br /&gt;
E subito si scatenano le posizioni: chi è contrario al comportamento della popolazione, chi è contrario alla presenza di rom clandestini (pronto? Siamo in comunità europea e anche loro, non sono clandestini...) in campi abusivi e chi invece si riempie la bocca che "Torino non è una città razzista".&lt;br /&gt;
Ma poi... ma poi la magia! Perché poi la ragazzina ammette, placidamente, che non è vero niente: era lei che aveva scopato col fidanzato ma voleva tenere alla verginità.&lt;br /&gt;
E adesso? E adesso chiede scusa e RISCHIA una denuncia.&lt;br /&gt;
Rischia? Io invito tutte le associazioni a difesa delle donne vittime di stupri e violenza a DENUNCIARE quella ragazza che si è fatta forte di un reato odioso e spregevole per coprire una propria scappatella, senza la minima idea di quale dolore bruciante si porti dentro una VERA vittima di una violenza carnale.&lt;br /&gt;
E invito il sindaco di Torino, il presidente della provincia, le autorità tutte a ricredersi prima di dire che "Torino non è una città xenofoba".&lt;br /&gt;
Perché in una città civile una cosa del genere forse provoca una manifestazione pacifica, ma ciò non toglie che la manifestazione o era organizzata ed autorizzata dalla questura (e quindi ci sarebbero dovute essere forze dell'ordine a scortarla e, eventualmente, isolare immediatamente i violenti), oppure no (e quindi si doveva bloccare sul nascere, con la civilità e l'obbligo di disperdersi, ma anche costringendo mille persone al fermo di polizia e all'identificazione per manifestazione non autorizzata. Perché se una città non è xenofoba, i suoi cittadini non mettono a ferro e fuoco lo spazio occupato da un gruppo di poveracci. Se no, è invece una città xenofoba eccome, in cui è il momento di dire "abbiamo sbagliato, colpiremo i colpevoli e faremo in modo di ripulirci da questa immagine orribile che abbiamo dato a tutta l'Italia".&lt;br /&gt;
Ma no, come sempre: "Volemose bene, siamo tutti brava gente". Vediamo se il campo se lo sono bruciato i nomadi da soli.&lt;br /&gt;
Soprattutto perché in questo periodo di profonda crisi, di tagli da tutte le parti possibili e immaginabili, mi chiedo con tutto il cuore perché ci sono frange pronte a mettere a ferro e fuoco una baraccopoli piena di donne e bambini, ma negli ultimi anni non sono riusciti a mettere a ferro e fuoco il parlamento e i personaggi che hanno mangiato l'Italia guadagnando sulle nostre spalle, spesso indipendentemente dal colore politico di ciascuno. Gli stessi che adesso piangono merenda per la proposta di tagliare il loro stipendio di qualche punto. Io ce l'ho una proposta in tal senso: il tempo di elaborarla con calma e porrò fra qualche giorno su questo blog...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Ma per ora direi che la maniera migliore di cominciare, consiste nel tirare una linea, e cominciare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fra novembre e dicembre io ho fatto molti acquisti su e-bay ed altri siti di negozianti cinesi. Piccole cose (sotto i 15~20 euro mediamente, a parte due cose sopra i 60), tutte dedicate a piccoli esperimenti che sto facendo, a prodotti che vorrei analizzare con un paio di amici per vedere se potrebbero avere un mercato qui in Italia ma, soprattutto, qualche solido passatempo tecnologico e non solo che vorrei mettermi da parte.&lt;br /&gt;
Anzitutto io mi sono comprato un tablet da 7" con Android 2.2 (un I-INN M77V): un modello "economy" del centro commerciale preso sotto i 150 euro, ma comunque con Android 2.2 ben funzionale, accesso all'android market ufficiale, usb, wi-fi (no, niente 3g, dovrebbe riconoscere alcuni pennini umts, ma al momento quelli che abbiamo provato ci hanno risposto cilecca: non riconosciuto).&lt;br /&gt;
In effetti in questi frangenti io ammetto che la mia scelta era fra un tablet e un e-book reader, dato che una delle cose a cui punto principalmente è proprio uno strumento per leggere più comodo del portatile.&lt;br /&gt;
Naturalmente non si può paragonare un tablet a un e-book reader (per durata della batteria e differenza fra lo schermo e-ink e quello attivo touch del tablet), ma tutto sta anche a una funzione: la mia abitudine a leggere testi sullo schermo del pc (d'altronde è la stessa abitudine di quando scrivo sul blog, o di quando sviluppo un racconto, un libro o un racconto usando lo schermo del computer).&lt;br /&gt;
Detto questo, c'è un oggetto in particolare che ha attirato la mia attenzione in questi giorni: la cosiddetta "dash cam".&lt;br /&gt;
La &lt;i&gt;dash cam&lt;/i&gt; è una piccola telecamera che viene montata sul parabrezza dell'auto. Riprende quello che vede l'autista del veicolo (alcuni modelli, più evoluti, addirittura riprendono sia quello che avviene fuori dal veicolo che quello che avviene dentro, e addirittura dispongono di un'antenna GPS che registra anche posizione e velocità del veicolo, oltre a un accelerometro integrato che reagisce ai comportamenti "particolari" come improvvise decelerazioni etc).&lt;br /&gt;
Questo genere di telecamere sono molto diffuse in USA e in Russia, dove qualche compagnia di assicurazione offre un piccolo sconto agli utenti che accettano di tenere tale sistema (che diventa una vera e propria "scatola nera") in funzione sul veicolo: in caso di incidente si evidenzia subito chi ha saltato la precedenza o è passato col rosso (e inoltre smaschera facilmente alcune truffe assicurative come quello che si ferma accanto all'amico con gli stop spenti per farsi tamponare, salvo poi dimostrare che gli stop funzionano (un interruttore nascosto per escluderli), o altri giochi simili. Ovviamente in Italia, con la normativa sulla privacy esistente, al momento non si possono utilizzare in modo ufficiale. Ma io me ne sono comunque ordinata una, perché voglio passarmi il piacere (oscurando le targhe) di poter caricare su youtube lo splendido comportamento medio di molti automobilisti siracusani che saltano il rosso o fanno tante altre cose carine e che meriterebbero d'essere sanzionate con lo STRAPPO UFFICIALE DELLA PATENTE...&lt;br /&gt;
Concludo questa parte citando il sito che raccoglie un po' di filmati di incidenti registrati con queste telecamere: &lt;a href="http://www.dashcamcrash.com/"&gt;http://www.dashcamcrash.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre, vorrei poter dire la mia sull'ICI/IMU (anche se tratterò l'argomento governo in un articolo separato). Perché tanto si è detto a proposito del pagamento delle imposte da parte, soprattutto, della Chiesa Cattolica (e con uno strascico di polemiche che ha investito le altre confessioni religiose e, soprattutto, in generale le altre categorie esenti da un po' di pagamenti).&lt;br /&gt;
Intanto apro una parentesi: l'ICI è stata progressivamente abolita per la prima casa fra il 2006 ed il 2008. Siamo nel 2011, il che significa che siamo rimasti senza questa imposta per la prima casa fra i cinque (fasce più deboli) ed i tre (le altre fasce) anni. Sentire adesso una lamentela del tipo "una famiglia di due giovani con un lavoraccio che prende uno stipendio da fame e sta pagando il mutuo, come fa a pagare anche l'ICI/IMU?", mi fa sorridere.&lt;br /&gt;
Primo perché rispondo: "come abbiamo sempre fatto tutti quanti, almeno fino al 2008 (dal 2006 soprattutto anziani con la pensione minima erano esonerati). E perché sono d'accordo che sia un ennesimo balzello sugli italiani, ma anche che questo balzello c'è sempre stato ed ha sempre portato una minima ma funzionale quantità di fondi nelle casse dei comuni. I comuni adesso hanno le casse piene delle quantomai catulliane ragnatele, e in questi momenti ci si ingegna nelle soluzioni più disparate per recuperare fondi, come l'allargamento a macchia d'olio delle aree di sosta "a strisce blu", improvvisi disseminamenti di divieti di sosta con vigili che girano nei posti più dimenticati staccando centinaia di multe, improvvisi controlli con l'autovelox in luoghi con limiti di velocità assurdi (zona con limite di 20km/h per esempio) e cose simili (ricordate quei simpatici semafori automultanti chi passava col rosso?)&lt;br /&gt;
Bene. Io sono del parere che togliendo al comune la possibilità di fare giochetti un tantinello maliziosi, tolga tout-court la possibilità (ci sarà sempre qualche sindaco che fa il biricchino, ma ci saranno sempre i controlli e le denunce che evidenziano comportamenti non più sull'orlo della legalità, ma proprio dalla parte dell'illegalità che spesso vengono sanzionati. Magari non in maniera esemplare come si meriterebbe, ma vengono sanzionati).&lt;br /&gt;
Detto questo, da agnostico ma rispettoso delle scelte di coscienza degli altri, ho sentito di tutto a proposito del diffuso discorso del pagamento dell'IMU da parte della Chiesa. Di tutto, veramente. Compreso che con il lavoro che fa la chiesa gratuitamente con gli oratori e lo spazio che da gratuitamente ai bambini, dovremmo essere noi debitori verso di essi (forse abbiamo dimenticato l'otto per mille, il cinque per mille e tanti altri meccanismi di donazione?). Ma transeat, perché c'è una cosa che mi sta sullo stomaco, e che sta sullo stomaco di molte persone che, come me, cercano solo un equilibrio.&lt;br /&gt;
Io sono favorevole che i luoghi di culto (effettivamente ed ESCLUSIVAMENTE di culto, come le chiese medioevali che sono anche patrimonio storico e culturale) siano esonerati dal pagamento dell'imposta mi sta anche bene (*tutti* i luoghi di *tutti* i culti: anche le Sale del Regno dei Testimoni, le moschee, le sinagoghe eccetera).&lt;br /&gt;
Ma che questa invece colpisca, e anche con violenza, tutti gli altri luoghi in cui un movimento religioso ha fatto lo spazio per guadagnare del vile denaro, a cominciare da alberghi, case del pellegrino, appartamenti da affittare a famiglie bisognose, terreni agricoli forniti con contratti non dissimili al latifondo, e tante altre belle proprietà che con la pratica del culto religioso ben poco hanno a che fare.&lt;br /&gt;
Questo non lo dico solo io: lo diciamo tutti noi italiani stufi di sapere che ci viene richiesto di fare l'ennesimo sacrificio, e come sempre ci troviamo sempre la cricca di "eletti" che non ha da fare nessun sacrificio oppure delle variazioni sul tema moooolto all'acqua di rose. Soprattutto perché, e mi dispiace dirlo, se pur vero che ci sono moltissime cose positive fatte dai movimenti religiosi, ma anche purtroppo tanti che ne approfittano per trovare un tornaconto economico non indifferente, specie sulle spalle della povera gente&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Detto questo: in questi giorni si è parlato tanto di portare l'età della pensione allo stesso livello per uomini e donne, &lt;i&gt;seguendo il modello tedesco&lt;/i&gt;. Ecco, perché non seguiamo TUTTO il modello tedesco: gli operai che non prendono uno stipendio da fame, i parlamentari che prendono uno stipendio normale e dopo cinque anni se vanno in pensione prendono meno di mille euro al mese, anziché cifre luculliane. Dove tutti i luoghi di culto di qualsiasi religione pagano le tasse e le imposte come tutti gli altri luoghi. Dove l'autorità di controllo sul mercato se un'azienda fa un "gioco sporco" nei confronti dell'utente gli da una sanzione lacrime &amp;amp; sangue della serie che l'azienda ci pensa mille volte prima di ritentarci. E dove lo Stato può prendere la tua licenza di servizio pubblico e STRACCIARLA se non segui le regole. Dove l'asta per l'assegnazione delle frequenze (radio, tv, telefonia mobile, DVB eccetera) porta miliardi di euro nelle casse dello stato, anziché regalare le frequenze ai soliti noti, dove... dove mi fermo, perché mi sta salendo una sgradevole sensazione. No, non è acidità, ma piuttosto quel fastidio provocato dalla rotazione contropelo delle pa%%e, la quale provoca peraltro un pesante spostamento d'aria. Provate la stessa sensazione, non è vero?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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In quell'occasione ho girato un filmato con la mia micro-cam (e un altro filmato l'ha girato il collega LF); peraltro ho anche pubblicato delle fotografie (direttamente dal cellulare su twitter).&lt;br /&gt;
Le foto sono una decina, e &lt;a href="https://twitter.com/#%21/g_sr/media/slideshow?url=http%3A%2F%2Ftwitpic.com%2F7jua0k"&gt;partono da questo link&lt;/a&gt; (slideshow), mentre i due filmati sono su Youtube:&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://youtu.be/Cx32lVjEWdo"&gt;Questo&lt;/a&gt; è il primo (il mio);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://youtu.be/VHKq3p6IrSo"&gt;Questo&lt;/a&gt; è il secondo;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
In questi giorni dovrebbero anche organizzarsi delle partenze successive per dare una mano nella gestione della cucina ma, in questo caso, a causa dei miei impegni lavorativi in occasione del mese di dicembre, non sarò disponibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Sabato 26 novembre, giorno in cui in mattinata avrei dovuto lavorare, e nella serata dedicarmi probabilmente a dare una mano con la raccolta di derrate per il Banco Alimentare, invece ho dato la disponibilità per salire a Barcellona Pozzo di Gotto. Dobbiamo montare l'attrezzatura (un tendone con tavoli e panche) per realizzare il refertorio.&lt;br /&gt;
Sarà mia cura aggiornare dai luoghi, poi vediamo come si muovono le cose.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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[vediamo se riusciamo a lanciare il fenomeno]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Se prima si passavano i pomeriggi seduti sul divano con un joystick più o meno ingombrante fra le mani, adesso sempre più videogiochi lasciano gli utenti non solo spiazzati, ma soprattutto sudati, pieni di acido lattico e letteralmente doloranti al termine di una partita pesante.&lt;br /&gt;
Non parlo di realtà virtuale aumentata, bensì di un nuovo sistema di approcciarsi all'idea stessa del "game controller", rendendo l'utente parte integrante del controller stesso.&lt;br /&gt;
Ci sono stati vari progetti (a cominciare dai vari "tappeti interattivi" per ballare), ma la primo innovazione partita da un'idea completamente nuova è stata la Nintendo, che ha sviluppato il progetto della console "Wii" e, soprattutto, del telecomando multiuso "Wii-Mote": grazie a un accelerometro e alla lettura della posizione di una barra a infrarossi che viene posizionata sotto il televisore, è possibile scoprire un nuovo modo di interfacciarsi ai videogame: non basta più sedersi comodi sul divano e premere dei tasti: ora se si vuole che il tennista tiri una schiacciata bisogna faticare e tirare fisicamente la schiacciata come se si avesse la racchetta in mano!&lt;br /&gt;
In mezzo a tutto questo ragionamento arriva anche Microsoft, in questo caso come produttore della console XBOX-360. Perché rispetto agli altri vuole portare un'altra innovazione, e arriva al concetto in cui il videogiocatore stesso è il controller del videogioco, ma senza bisogno di altri ammenicoli.&lt;br /&gt;
Nasce il Kinect, un controller basato su una telecamera infrarossi e una telecamera VGA accoppiate, assieme a una serie di microfoni: un sistema che comprende la profondità 3D dell'ambiente e riesce, in tal modo, a identificare la persona che si trova davanti all'apparato e a stilizzarne lo "scheletro" potendo quindi determinare la sua posizione e i suoi movimenti, per utilizzarli nell'interazione con il videogame.&lt;br /&gt;
Ma succede a questo punto una cosa molto particolare: come era successo col Wii-Mote (e con altri sistemi) qualcuno aveva pensato bene di smontare il controller, capire come funzionava e cercare di trovarne un uso alternativo. Ad esempio per &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Jd3-eiid-Uw"&gt;tracciare la posizione della testa, con l'esperimento di Johnny Chung Lee&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Quello che succede col Kinect di Microsoft è un fenomeno non del tutto dissimile: arriva qualcuno che scopre che alla fine è una normale connessione USB, prova a collegarlo al computer e si arrovella per realizzare un driver che permetta di utilizzarlo come periferica.&lt;br /&gt;
Ma a questo punto succede l'incredibile. Da una parte i progetti si susseguono uno dietro l'altro, e ora non pubblico i video per non saturare la pagina, ma vi mando qualche link:&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Wic-_yK4Wz4"&gt;controllare Windows 7 col Kinect&lt;/a&gt; [youtube];&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://youtu.be/tAGnSrdOfyA"&gt;marionetta elettronica col Kinect&lt;/a&gt; [youtube];&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;E tanti altri cercando su Youtube "&lt;a href="http://www.youtube.com/results?search_query=hacked+kinect&amp;amp;aq=f"&gt;hacked kinect&lt;/a&gt;", ma soprattutto:&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;il geniale sito &lt;a href="http://kinecthacks.net/"&gt;http://kinecthacks.net/&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Ma poi un filmato glielo metto proprio. Perché quello che succede in Microsoft è una reazione duplice. Da una parte il team di sviluppo si sente un tantinello incavolato perché qualcuno ha fatto dei lavoracci per niente presupposti dalla casa madre per riutilizzare il loro controller da gioco in altri modi...&lt;br /&gt;
... ma dall'altro, in Microsoft stessa, apprezzano quello che sta venendo fuori, e per una volta decidono di sostenere questo gioco di "pirateria sociale": nessuno ha scoperto i protocolli che danno il funzionamento della periferica per truccare i videogiochi, quello che è stato fatto è stato, semplicemente, utilizzare la periferica attraverso la sua porta USB, per fare qualcosa di diverso.&lt;br /&gt;
E poi questo qualcosa di diverso è diventato qualcosa di interessante. Di molto interessante, quando ha cominciato a coinvolgere università, progetti medici, progetti tecnologici, progetti di ogni genere. A questo punto Microsoft ha deciso di condividere questa cosa, e di renderla addirittura più semplice, rilasciando addirittura una &lt;a href="http://kinectforwindows.org/"&gt;SDK gratuita per sviluppare con Windows&lt;/a&gt; progetti in Visual Studio.&lt;br /&gt;
Ma non solo, perché ha dedicato una sezione del sito a quello che è diventato il fenomeno, anzi, per usare le parole di Microsoft, l'&lt;a href="http://www.xbox.com/it-it/Kinect/Kinect-Effect"&gt;&lt;i&gt;effetto Kinect&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Per concludere, quindi, vi regalo la campagna pubblicitaria proprio sull'argomento:
&lt;iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/FU-v7-wPuNo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4tTOTuN5KCw/TrWuaBiGCwI/AAAAAAAAAi0/BZToQ-23xNg/s1600/Immagine.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-4tTOTuN5KCw/TrWuaBiGCwI/AAAAAAAAAi0/BZToQ-23xNg/s200/Immagine.jpeg" width="158" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Francesco Candelari qualche mese fa è uscito con "Gli occhi di Magenta", un romanzo di fantascienza "impegnato", che tratta di argomenti "scabrosi" come la possessione demoniaca, ma che ci racconta, con il piacere di un romanzo, la storia di questa giovane ragazza, Magenta, costretta a convivere con un mostro ma anche a vivere la sua vita.&lt;br /&gt;
Il racconto mi è piaciuto molto (e ve ne avevo &lt;a href="http://g-weblog.blogspot.com/2011/05/gli-occhi-di-magenta.html"&gt;già parlato qualche tempo fa&lt;/a&gt;) ma oggi voglio rinnovare gli auguri a Francesco, non solo per il quarto libro che sta avendo un grande successo, non solo per gli altri romanzi che ha già in cantiere, ma innanzi tutto per lo splendido articolo che gli è stato dedicato sul quotidiano "La Sicilia" qualche giorno fa. (-:&lt;br /&gt;
Il nostro amico infatti non solo continua a fare il suo lavoro di farmacista, ma per di più da sempre più spesso sfogo alla sua passione per la fantascienza con progetti sempre nuovi ed intriganti.&lt;br /&gt;
E poi aggiungo alla mia personale #pacca_sulla_spalla all'amico e collega scrittore, anche l'idea del nostro prossimo "progetto a quattro mani" che lentamente sta prendendo piede, e nei ritagli di tempo stiamo plasmando anche questo prossimo lavoro. La vena di scrittore che non si ferma mai: il suo quinto romanzo è in dirittura d'arrivo e, posso dirlo con il cuore in mano, visto che ho l'onore di aiutarlo nella rilettura ed impaginazione, che è un'altra storia coinvolgente e che merita veramente, ma per quello vi rimando alla sua prossima pubblicazione. Per ora non mi resta che ricordarvi ancora una volta, a proposito di "Gli occhi di Magenta" il suo numero ISBN: 978-1-4477-2335-6 per trovarlo in libreria, e il link della &lt;a href="http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/gli-occhi-di-magenta/15770673"&gt;vetrina virtuale di Francesco su Lulu.com&lt;/a&gt; dove è possibile acquistarlo direttamente on-line.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Ma è proprio di questo che voglio parlare per un attimo. Perché naturalmente in mezzo alle persone che sono rimaste "ferite" nell'animo a vedere il lavoro di tanti anni distrutto con un paio d'ore di pioggia, ci sono anche quelle persone che sono rimaste ferite fisicamente, quando non disperse o addirittura uccise dalla furia degli elementi.&lt;br /&gt;
Soprattutto di una persona, perché è una cosa che mi tocca come volontario di protezione civile: perché questa persona si chiamava Sandro Usai. Di origini sarde, volontario di protezione civile dell'area di Monterosso, che è stato letteralmente spazzato via da un'onda di piena, e il suo corpo è stato ripescato in mare dopo qualche giorno...&lt;br /&gt;
Voglio parlare di lui per un motivo molto importante e, mi dispiace dirlo, il motivo non è quello di osannare un eroe comune.&lt;br /&gt;
Perché Sandro è stato un collega, e fra noi volontari ci definiamo anche amici vicini e lontani: siamo tutti accomunati dal bisogno di renderci utili agli altri senza un tornaconto economico. Ma Sandro è stato un collega che è morto. Ed è morto non nel tentativo di compiere un'azione eroica, bensì nell'aver fatto un grave, fatale errore.&lt;br /&gt;
Partiamo un momento da una breve digressione. Come ho detto siamo volontari, ossia "persone con buona volontà" che (almeno nel mio caso) preferiscono all'indignarsi e/o commuoversi di fronte alle notizie di cronaca del telegiornale, alzarsi le maniche e andare a dare una mano più concreta ed efficace. Diciamo che ci da più soddisfazione di dire, davanti alla tv "Oh, poverini. Vabè, che ha fatto la squadra di calcio, invece?".&lt;br /&gt;
Ebbene. Entriamo in un'associazione di volontariato. Facciamo la gavetta, studiamo, facciamo soprattutto i volontari, ossia ci organizziamo per partire nelle situazioni più complesse per dare una mano d'aiuto durante le emergenze. E che cosa succede? Succede che impariamo. Impariamo facendo lezioni e formazione, succede che impariamo vedendo le cose sul campo, succede che impariamo quello che ci servirà per essere dei volontari "funzionali" e non delle persone inutili che rischiano di dare solo impaccio a chi nell'emergenza è venuto per soccorrere.&lt;br /&gt;
Bene: cominciamo col mettere i puntini sulle "i". Nessuna associazione vuole degli eroi, ma soprattutto nessuna associazione e nessun volontario vuole vedere appese nella bacheca della sede delle medaglie, meno che mai "alla memoria". E questo non è un commento che viene in questi momenti, ma una regola: non siamo pagati per fare i volontari, pertanto nessuno di noi deve assolutamente rimetterci del suo lavoro o della sua vita. In nessun caso.&lt;br /&gt;
Ma non sempre è così: purtroppo ci sono i casi in cui tutti noi siamo costretti a calare la testa e vedere la bacheca che riceve una medaglia. Una bella medaglia, magari d'oro, alla memoria. E non perché qualcuno dei volontari ha dimostrato di avere una memoria di ferro o di essere un bravo mentalista, no: alla memoria perché di quella persona ci è rimasto, a noi tutti, solo il ricordo. Solo il ricordo, e nulla più. Non una medaglia che sostituisce un padre, un fratello, un figlio, un amico, un collega. No. Solo il ricordo.&lt;br /&gt;
E questo perché? Forse perché un volontario ha cercato di fare più di quanto fosse il suo compito? Forse.&lt;br /&gt;
Forse perché quel volontario ha pensato di mettere a repentaglio la sua stessa vita per portare aiuto a qualcuno? &lt;a href="http://www.quirinale.it/elementi/onorificenze.aspx"&gt;Come scrive il quirinale nelle motivazioni di alcune grandi onorificenze&lt;/a&gt;, come la medaglia d'oro al valor civile: "&lt;i&gt;facendo olocausto della giovane vita&lt;/i&gt;". Per questo?&lt;br /&gt;
Forse, ma non sempre. Perché Sandro Usai è stato un collega, è stato probabilmente anche un eroe e se mai qualcuno volesse dedicargli una medaglia, andrà sempre il mio grande rispetto e la mia grande ammirazione per quel collega. Ma quel collega è morto, ha "immolato la propria vita" non già nello slancio di salvare delle vite, quanto in quello di aver fatto (scusatemi il francesismo) una cazzata colossale.&lt;br /&gt;
Perché Sandro non stava trascinando via delle persone bloccate dall'onda di piena, quando la stessa onda ha spazzato via lui. No. Sandro stava, come confermato da decine di testimoni, aprendo dei tombini fognari.&lt;br /&gt;
Ora. Quando ci sono delle alluvioni, si parla spesso del sistema fognario, e io di nuovo faccio una rapida digressione, prima di dire quello che è successo.&lt;br /&gt;
Punto primo: lo scopo di un sistema fognario è quello di trasportare i liquidi reflui (i &lt;i&gt;liquami&lt;/i&gt;) dal luogo "di produzione" (le abitazioni) in direzione del sistema di smaltimento, recupero o ritrattamento (es. depuratore) e da quello, poi, per la reimmissione in natura (fiumi, mari, laghi etc).&lt;br /&gt;
Il sistema fognario nasce per gestire al 70%-80% i liquami di "produzione urbana" (scarichi domestici, principalmente) e per il restante 20%-30% le "acque meteoriche". La portata media di un collettore fognario è calcolata in base al presupposto carico medio plausibile: se ci sono tante o poche abitazioni, se ci sono strade eccetera. Prendiamo un collettore, e consideriamo quanto liquame può attraversarlo in un secondo. Approssimativamente ci attestiamo sul centinaio di litri al secondo. Un collettore unisce diverse linee, e tanti collettori arrivano del depuratore, a raggruppamenti successivi ad albero. In una grande città un collettore fognario può trasportare anche duemila, forse tremila litri di liquame ogni secondo. Se c'è un carico di acque meteoriche e la fognatura arriva quasi a "intasarsi" diciamo pure che raddoppiamo la portata. Arriviamo a seimila litri d'acqua che passano ogni secondo.&lt;br /&gt;
Bene. Se un fiume ha un'onda di piena, o rompe i margini, la quota d'acqua che si muovimenta ogni secondo è molta di più. Molta. Per valori inconcepibli di "molta" rispetto alla portata della fognatura: immaginiamo un torrente robusto come il Bisagno: se rompe gli argini vuol dire che passa un mostro largo un decina di metri e alto più di due. A una velocità media di 50-60km/h significa che in un secondo si muove un blocco di quasi 120 metri cubi d'acqua ogni secondo. Un metro cubo sono mille litri d'acqua, e centoventi metri cubi fanno 120mila litri. Centoventimila litri d'acqua che si muovono ogni secondo. Facciamo che un seimila-settemila se ne vanno giù nelle fogne, i restanti centododicimila e rotti ogni secondo percorrono quello che c'è sopra le fognature, spazzando, danneggiando, distruggendo.&lt;br /&gt;
Ma c'è sempre chi, quando viene giù una quantità abnorme di pioggia, è pronto a dire che le fognature erano intasate (a dirlo anche se fossero state linde e pinte. Non metto in dubbio che ci siano state anche delle fognature poco manutenzionate, ma non credo affatto che tutte le volte che c'è un'alluvione, sotto di essa ci sono fognature mai manutenzionate SEMPRE E DOVUNQUE). Così come ci sono quelli che hanno sempre da sbraitare che non li ha aiutati nessuno. E una volta ho visto delle persone piangere in televisione perché "Siamo stati abbandonati da tutti. Non è venuto nessuno, se non era per la protezione civile non saremmo qui". Non è venuto "&lt;i&gt;nessuno&lt;/i&gt;"? E la protezione civile chi ve l'ha mandata? Si è materializzata lì da sola? O volevate che venisse il sindaco a spalare il fango e tirarvi fuori uno per uno?&lt;br /&gt;
E secondo punto, che spesso viene dimenticato: &lt;b&gt;Madre Natura batte l'uomo dieci a uno&lt;/b&gt;. Sempre, dovunque e comunque. Non dieci a zero, perché ogni tanto qualche peletto all'uomo riesce, ma notoriamente noi siamo inermi di fronte alle forze naturali: non si può evitare un terremoto, un'alluvione, un incendio... è importante fare "prevenzione", ossia lavorare affinché questi grandi eventi catastrofici creino il minor danno possibile. Anche se domani avessimo un modo per prevedere un terremoto, questo comunque non ci darebbe alcuno strumento per far sì che la scossa non avvenga. Quello che possiamo fare è costruire edifici che non crollino in caso di scossa. Sull'argomento alluvioni ci sono tante cose che si sono dette, e tante che si possono e si potrebbero fare, a cominciare dall'evitare il più possibile di disboscare, perché si tolgono le radici, che tengono fisicamente il terreno, aprendo la strada a frane e smottamenti più o meno disastrosi. Si può evitare di costruire sui greti di fiumi e torrenti, o peggio ancora sui letti degli stessi, come avviene in alcune città in cui i fiumi vengono costretti in canali sotterranei. E tante altre cose del genere, ma soprattutto si può determinare che quando c'è un pericolo, reale o presunto, di frana, di alluvione, si può evacuare una città e mettersi in posizioni di sicurezza.&lt;br /&gt;
Una regola e mi allaccio all'errore di Sandro Usai, che si impara è dettata dalla logica. Abbiamo visto che una fognatura difficilmente è in grado di assorbire l'intera onda d'urto di una piena improvvisa. Ma ad ogni modo se la piena non è molto robusta e consistente, può aiutare. Ma qui si pone un problema: una fognatura durante un'alluvione può funzionare oppure no (non ci sono altri meccanismi: o la fogna va, o la fogna è intasata, non è un apparecchio elettrico che si accende e spegne come capita).&lt;br /&gt;
Se la fognatura funziona, allora funzionerà indipendentemente da quello che può fare ognuno di noi per aiutarla od ostacolarla, perché da soli non possiamo pretendere di incanalare un fiume in piena che ha rotto un argine, e aprire o chiudere dei tombini non cambierà la situazione: se la fognatura funziona, fa incanalare l'acqua e la porta verso il depuratore e gli scarichi. In questo caso nessuno di noi deve intervenire aprendo o chiudendo i tombini: pensa a tutto il sistema fognario da solo.&lt;br /&gt;
Se la fognatura non funziona, come dicevo, vuol dire che è tappata, piena di fango, bloccata, che non si muove nulla, e che quindi non scarica né assorbe le acque meteoriche. Se &lt;b&gt;l'intero&lt;/b&gt; sistema fognario è bloccato, ugualmente nessuno di noi può intervenire aprendo i tombini e cercando di fare qualcosa: che cosa può fare un uomo solo contro chilometri e chilometri di cunicoli pieni di fango?&lt;br /&gt;
Ma può succedere un caso particolare. La fognatura funziona, ma quel tombino lì [che sto indicando col dito (-: ] è tappato. Bene. C'è un'onda di piena, lunga chilometri e chilometri, larga centinaia di metri. Se quel tombino non funziona, ce ne sono almeno mille prima di questo, e altri mille, dopo, che funzionano. Pertanto ugualmente non c'è bisogno di andare lì ed aprirlo per cercare di liberarlo.&lt;br /&gt;
Ma Sandro, invece, spinto dal bisogno di rendersi utile in qualche modo ha, come ho detto prima, pensato alla "cazzata": aprire i tombini in mezzo alla strada. Mentre scende l'onda di piena. Se non avesse fatto quest'azione, questo ragazzo molto probabilmente sarebbe ancora con noi. Ritengo importante dire questo, affinché la sua morte non sia stata vana, affinché non si venga a dire "è morto facendo il suo dovere", e affinché nessun altro abbia a tentare di imitarlo. Come lo ripeto: siamo volontari, vogliamo essere utili agli altri, ma non vogliamo le medaglie, e non ci interessa essere chiamati "eroi", soprattutto non ci interessa di sapere che la nostra memoria rimarrà a lungo sulla bacheca di un'associazione. Per questo io sono triste per questa perdita, ma anche arriabbiato, perché questa perdita era abbondantemente evitabile. Perché Sandro, e con lui moltissimi altri colleghi, hanno commesso un errore di valutazione, e questo errore è costato una vita umana. Un costo altissimo, un costo che nessuno avrebbe dovuto minimamente mettere in conto. Addio Sandro, mi dispiace che sia andata a finire così, ma almeno mi auguro questo tragico evento possa aiutare gli altri a imparare anche da questi fatali errori, per evitare che questi incidenti possano ripetersi in futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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L'attività è stata programmata da mesi, ma adesso alcuni volontari mi dicono che fare un'attività del genere nel circondario di Siracusa quando da fine settembre si registrano scosse nella zona della provincia (particolarmente nel circondario di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Canicattini_Bagni"&gt;Canicattini Bagni&lt;/a&gt;, con scosse lievi e superficiali, ma avvertibili dalla popolazione e che hanno fatto evacuare scuole e altri edifici pubblici in questi giorni), potrebbe essere solo &lt;b&gt;deleterio&lt;/b&gt;: un modo per gettare benzina sul fuoco del panico diffuso fra la popolazione.&lt;br /&gt;
Io faccio un'osservazione, pura e semplice.&lt;br /&gt;
Se la protezione civile non facesse mai nulla, cadrebbe di certo nel grave errore che ha portato agli errori dell'Abruzzo nel 2008-2009: a forza di dire "state tranquilli e tutti a casa" nessuno pensò manco a fare, chessò, un semplice elenco degli uomini e mezzi disponibili. Ne è venuto fuori un dramma.&lt;br /&gt;
Sono d'accordo nel dire che se si fanno attività legate a se stesse coinvolgendo marginalmente la popolazione, molti &lt;i&gt;terroristi&lt;/i&gt; ne avranno ben donde di dire «Ecco! La protezione civile è in fermento, allora STA PER SUCCEDERE QUALCOSA!»&lt;br /&gt;
Quello che molti colleghi (in tal senso ne ho avuto un esempio in una edificante discussione su un post di facebook l'anno scorso, dopo uno strale ridicolo lanciato da un'associazione di volontari abruzzesi, che provocò un fermento esploso in quasi seicento commenti, prima che l'autore mettesse la coda fra le zampe e cancellasse tutto il post tout-court) e quello che quasi tutta la popolazione italiana dimentica, è semplice: &lt;b&gt;il mondo non è bianco o nero, ma fatto di tante sfumature di grigio&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Una scossa tellurica non è prevedibile. No, questo è errato, ma parlando in termini scientifici. Vi spiego come funziona: avendo a disposizione il dovuto numero di strumenti piantati tutto intorno un punto che si vuole osservare, e un cluster di computer con capacità di calcolo assimilabili ai supercomputer della lista &lt;a href="http://www.top500.org/"&gt;Top500&lt;/a&gt;, sarebbe in teoria possibile dopo aver registrato e analizzato un buon numero di scosse, determinare l'arrivo di un movimento sismico con un anticipo massimo (e bisogna essere fortunati) di poco meno di &lt;b&gt;TRE SECONDI&lt;/b&gt;, determinando l'epicentro con un errore in un raggio di una decina di km (e la profondità dell'ipocentro più o meno con lo stesso possibile errore), e determinare l'intensità presunta di questa scossa prevista con uno scarto compreso fra il 90% ed il 100%, ossia se si suppone una magnitudo di 3,5 in quei tre secondi prima che arrivi la scossa, la stessa poi potrebbe avere una magnitudo compresa fra 2,1 e 5,5. Ah, dimenticavo: in condizioni ottimali ci sarebbero tre secondi, ma in condizioni reali parliamo tra l'altro di &lt;b&gt;solo alcuni decimi di secondo&lt;/b&gt; di anticipo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Contenti? Non è che un terremoto non sia prevedibile, magari si riesce ad avere il tempo di dire: «Ragazzi: sta per arrivare una sco&lt;b&gt;BROAAAMMMMMMM&lt;/b&gt;!!!» (((-:&lt;br /&gt;
Scappare? No. Non si scappa &lt;i&gt;durante la scossa&lt;/i&gt;. Mai. Durante la scossa l'importante è ripararsi: sotto un tavolo, sotto i banchi di scuola, sotto gli architravi: se siete all'aperto portandovi in mezzo alla strada, e se siete in aperta campagna potete stendervi per terra con un filo d'erba in bocca e aspettare che finisca: di certo non vi cascheranno dei calcinacci sulla testa se la casa più vicina sta a due chilometri!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma torniamo a noi. La prevedibilità dell'arrivo di una scossa tellurica è ristretta a un campo non superiore al paio di secondi. E con un paio di secondi non ci facciamo un bel niente, per cui diciamo per definizione che non è possibile sapere in anticipo se ci sarà una scossa di terremoto in un determinato luogo.&lt;br /&gt;
Di nuovo però delle previsioni (ma anche esse da prendere con il beneficio dell'inventario) sono fattibili: osservata per diversi anni (non due o tre, e manco una decina, parlo di un secolo o due) una zona e determinato che è "ad alto rischio sismico", di nuovo è possibile azzardare una previsione: che di qui ai prossimi due-trecento anni si possa verificare un fenomeno sismico più o meno simile che coinvolge un punto qualsiasi lungo la faglia. Ma qua i miei lettori mi risponderanno, giustamente "e grazie al ficus [o al cactus (-: ndG]: è per questo che si dice che una zona è 'a rischio sismico', mica per altro..."&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però c'è questo limite: la tecnologia attuale e, soprattutto, gli studi 
attuali ci permettono solo questo. &lt;br /&gt;
E allora cosa si fa? Ci se ne frega tutti quanti finché non viene il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Big_One"&gt;Big One&lt;/a&gt;, e poi si piangono le vittime? Oppure si evacuano le città ogni volta che una mucca molla una flatulenza vicino a un sismografo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che si dovrebbe fare, prendendo esempio da una terra come il Giappone, che veramente potrebbe usare le scosse sismiche come SEGNALE ORARIO ("Che ore sono?" &lt;b&gt;BRAAAAARRRRM&lt;/b&gt;! "Era la scossa delle undici e venti!"), è una sacra cosa chiamata &lt;b&gt;PREVENZIONE&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Le mie parole di poche righe fa: il mondo non è bianco o nero. Non possiamo sapere se e quando ci sarà un terremoto, ma possiamo sapere quali sono le zone a rischio sismico, e dato che notoriamente non abbiamo alcuna difesa contro gli interventi di Madre Natura, non ci resta che organizzarci e saperlo affrontare.&lt;br /&gt;
Qui in Italia se un'associazione di volontari di protezione civile riesce ad ottenere i permessi, le licenze e i beneplacet di tanti di quegli enti pubblici che a un certo punto sei sicuro che in mezzo agli incartamenti ci sia anche una richiesta in carta bollata al Papa, per organizzare un'esercitazione di evacuazione in una scuola pubblica, che cosa succede?&lt;br /&gt;
Per l'appunto quando un'associazione vuole organizzare questo tipo di attività (una prova generale di evacuazione di una scuola pubblica, cavoli, non una manifestazione di piazza con carri armati e lancio di missili terra-aria!) e decide di sopportare di andare a sbattere contro un muro di gomma di papelli burocratici non indifferenti, arriva un bel giorno che, davanti al sindaco, alle massime autorità e a quattro giornalisti; non diremo che ci sono buone probabilità che se non fosse per il coinvolgimento della stampa, l'associazione starebbe ancora passando carte su carte cancellando ettari di Amazzonia, perché tutti quanti siamo comunque ottimisti e pensiamo che l'iter comunque all'esercitazione ci debba portare. Comunque siamo qui.&lt;br /&gt;
Suona la sirena, le lezioni si interrompono, tutti i ragazzi si caracollano fuori in preda al panico (seee, come no?). Applausi, ringraziamenti: tutto è andato come previsto.&lt;br /&gt;
A questo punto arriva l'organizzatore che tanto ha faticato: "Direi che è andata bene. Ci vediamo il mese prossimo per ripeterla?"&lt;br /&gt;
"Ripeterla? MA NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO! MA L'ABBIAMO GIÀ FATTA, COSA VOGLIAMO RIPETERE????"&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In Giappone le esercitazioni di evacuazione per terremoto non sono soltanto un'abitudine. Sono un obbligo di legge. Le aziende, le scuole, gli edifici pubblici, tutti quanti sono &lt;b&gt;OBBLIGATI&lt;/b&gt; per legge a fare almeno un'esercitazione di fuga per terremoto una volta al mese. Obbligati, signori miei: come si suol dire "voce del verbo &lt;b&gt;vi chiudiamo e vi facciamo una multa così pesante che finiranno di pagarla i vostri nipoti&lt;/b&gt;".&lt;br /&gt;
La legge permette di saltare l'esercitazione se e solo se il giorno che era prevista c'è stata per davvero una scossa di terremoto per cui l'edificio sia stato comunque evacuato.&lt;br /&gt;
In Giappone, che notoriamente si trova su un altro pianeta, rispetto all'Italia.&lt;br /&gt;
Qui si cerca di fare quel che si può, si opera per svolgere questo lavoro importante con i mezzi ristretti e le capacità economiche ristrette. La differenza sapete qual è? Semplice, anzi ovvia: che qui si fanno pochissime esercitazioni. In Giappone tutti hanno gli elmetti e il kit di sicurezza costantemente a portata di mano, qui se viene una scossa seria, vediamo gente che scappa in pigiama e pantofole.&lt;br /&gt;
Le esercitazioni, che coinvolgano soprattutto la popolazione (e non per dare spettacolo, ma coinvolgendo attivamente la gente), aiutano a costruire con la ripetizione costante, un fenomeno.&lt;br /&gt;
Quando c'è una scossa di terremoto, e parlo di una scossa forte, lunga, di una di quelle che in un ufficio postale &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=faARjLftci4"&gt;fanno scuotere una cassaforte alta un metro e mezzo&lt;/a&gt; come se fosse un foglio di carta sballonzolato dal vento, succede una cosa: le persone si fanno prendere dal panico.&lt;br /&gt;
E quando sei nel panico, non riesci a capire che cosa stai facendo, cominci a fare delle cose meccaniche, a tratti stupide. Qui interviene la costanza nelle esercitazioni di evacuazione: sei talmente stufo e talmente abituato a fare quelle stramaledette procedure che potrebbero essere sempre uguali, che la tua mente quando entra nel pallone ti fa fare meccanicamente quelle cose che hai già fatto mille volte, ti fa ripetere la procedura che sai a memoria, perché in mezzo al panico non ti viene in mente nulla, e quella è l'unica cosa sensata che sai fare, ed è l'unica cosa sensata che ti garantisce di salvarti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Detto questo, a futura memoria voglio ricordare a tutti come fare un minimo di prevenzione in casa. Queste sono regole dettate dal buon senso, che possono sembrare persino stupide, ma pare che siano ben pochi a metterle in pratica nella vita di tutti i giorni.&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;Tenete sotto il letto un paio di scarpe chiuse (scarpe da ginnastica, se siete in campagna scarponi da trekking, se siete muratori un vecchio paio di antinfortunistiche) in maniera che resti a portata di mano e non siate costretti a uscire in pantofole;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Tenete sempre pronto un borsone con abiti di emergenza: qualche camicia, qualche maglietta, qualche cambio di biancheria: fate in modo che sia adatto al clima stagionale (non servono sei maglioni ad agosto in Sicilia), ma anche se in estate tenete una felpa o qualcosa con cui ripararvi da eventuale temporale estivo o folate di vento non esattamente fresco;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Se prendete farmaci salvavita, tenete in camera da letto un beauty-case con una confezione di quei farmaci. Aggiungeteci qualche prodotto di automedicazione (dell'aspirina, cerotti, un disinfettante, un paio di bende);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Tenete a portata di mano una torcia, che sia sempre ben carica, funzionante e possibilmente che faccia più luce di un portachiavi con led...&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Procuratevi e tenete sottomano una piccola radio portatile a pilette (le trovate in qualsiasi negozio di cineserie sottocasa, addirittura ce ne sono alcune che vanno "a manovella": si gira la manovella per dieci minuti e si ascolta la radio per un'oretta). Vero è che parecchi cellulari hanno anche la possibilità di ricevere la radio, ma penso che vi convenga conservare la carica della batteria del cellulare per telefonare (sempre se non si spegne la rete di telefonia mobile);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Tenete delle bottiglie d'acqua da mezzo litro a portata di mano, e tenete una tanica da cinque-dieci litri d'acqua (per lavarsi le mani, non da bere!) sempre in macchina;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
Ma oltre a questo, ci sarebbe un'altra regola d'oro, che funziona poco: quando ci sono esercitazioni di protezione civile per ogni genere di simulazione d'emergenza: fatevi coinvolgere. La protezione civile fa attività di esercitazione non per dare spettacolo, ma per essere preparata a soccorrere la popolazione in caso di necessità e, soprattutto, per poter insegnare alla popolazione cosa fare in caso di emergenza: come comportarsi, che luoghi raggiungere, come chiedere aiuto, etc.&lt;br /&gt;
E non pensate che quando c'è un'esercitazione, avviene perché si aspetta qualcosa: il massimo che ci si può aspettare è il maltempo, ma quando c'è l'allerta meteo, non c'è il tempo di mettersi a giocare con le esercitazioni...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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La città è stata messa a ferro e fuoco da una frangia limitata di estremisti che si sono presentati alla manifestazione armati di spranghe, bombe carta rinforzate, caschi, maschere antigas e protezioni personali... insomma tutto il necessario per trasformare un semplice corteo di piazza in un occasione per demolire tutto e tutti. Ma che bello.&lt;br /&gt;
No, dico: veramente. Ho sempre sognato di andare a smantellare tutto, lanciare petardi e fare questo movimento in mezzo a tanti che si divertono. Poi il regista ci da lo stop e ricominciamo il tempo di spostare le inquadrature: deve venire un film bellissimo.&lt;br /&gt;
Come dite? No? Ah, aspetta: non c'è il regista? Non è un film di fantascienza?&lt;br /&gt;
È LA REALTÀ?&lt;br /&gt;
No, ma voi state scherzando: ma è ovvio che è un film! Ma chi potrebbe essere quel gruppo di decelebrati che vanno a una manifestazione di piazza piena di colori, di donne e bambini, di famiglie, a tirare sanpietrini e fare un porcaio di danni? Non è un film. Ah, ok. Stiamo parlando di decelebrati che queste cose le fanno nella realtà.&lt;br /&gt;
Forse sono convinti loro di essere in un film. Un film. Un videogioco, magari, dove chi spacca più cose fa più punti, e poi alla fine vince.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;UN MONGOLINO D'ORO, VINCE!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; &lt;/b&gt;Ma come si può concepire che dopo Genova ci sia ancora qualcuno che è in grado di mettere a ferro e fuoco una città? Come si può pensare che fra servizi segreti e forze dell'ordine non si riesca a tenere testa a una cinquantina di teste vuote (perché i caschi ce li avevano, il problema è che dentro i caschi non c'erano le teste, solo un po' di segatura).&lt;br /&gt;
Ma poi guardo ai forum dei sindacati di polizia, ai siti istituzionali delle forze dell'ordine. Alle manifestazioni indette dalle questure per sensibilizzare le persone alla raccolta di fondi, perché ci sono agenti di polizia che si devono ficcare le mani in tasca e uscire denaro per fare carburante sul mezzo.&lt;br /&gt;
O se no torniamo ai tempi di una volta: il poliziotto in bicicletta (la sua personale, of course!) che gira nel quartiere e, se c'è una rapina, magari si porta una bella fionda perché fra poco non ci saranno manco i soldi per comprarsi le pallottole della pistola. Sempre che ci siano almeno le pistole, sempre of course!&lt;br /&gt;
Perché ci sono persone, nelle FdO, che per poco più di mille euro al mese e il rischio di uscire di casa la mattina per rientrarci la sera su una carrozzina quando non addirittura in una bella confezione di legno pregiato, continuano a fare il loro lavoro. Sono persone che ammiro, perché credono, come me, nello Stato. Il problema non è che non ci sono questi eroi moderni. Il problema è che questi eroi si vergognano di credere nello Stato. Perché non ci crede più nessuno: perché non si può fare il proprio lavoro (sia esso il pattugliamento, sia il controllo delle manifestazioni di piazza, siano le indagini o in generale tutto il lavoro che serve a far rispettare la legalità di questa repubblica martoriata) in un posto in cui continuano a tagliarti fondi su fondi. Però quando poi succede un macello, per strada, sono tutti pronti a riempirsi la bocca: complimenti alle forze dell'ordine, e facciamo nuove leggi.&lt;br /&gt;
Ormai anche le FdO ne hanno le scatole piene di queste parole di amicizia e vicinanza al loro corpo, che poi nei fatti si trasforma in una serie di tagli che neanche &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Goemon_Ishikawa_XIII"&gt;Goemon&lt;/a&gt; colla sua katana; anzi sarebbe veramente da proporre l'attuale governo alle aziende che si occupano del taglio dei diamanti. Perché sono sicuro che sono pure in grado di tagliare il diamante, cavoli...&lt;br /&gt;
Chapeau ai manifestanti che sono anche riusciti a bloccare tre, non so come chiamarli: bestie mi pare offensivo nei confronti degli animali. Chiamiamoli "teste vuote". Dicevo Chapeau a quei manifestanti, e un paio di fischi a quegli idioti che hanno invece detto che "il servizio d'ordine dei manifestanti sarebbe potuto essere più efficace": provateci voi con una bottiglietta d'acqua a fermare una cricca di pazzi gettanti sanpietrini, bombe carta e sprangate.&lt;br /&gt;
Ultima considerazione. Una cosa che dicono alcuni politici in questi casi (e infatti puntuale è arrivato il Ministro degli Interni Roberto Maroni): ci vogliono nuove leggi...&lt;br /&gt;
... ma "&lt;i&gt;porcu di lu cunigghiu!&lt;/i&gt;" come si diceva una volta in Sicilia. Facciamola una nuova legge. Facciamola una volta per tutte: "il deputato parlamentare che propone una nuova legge, esprimendo tale concetto con parole, scritti, sogni, pensieri o qualsiasi metodo di comunicazione ivi compreso il pensare una cosa per se stesso, è punito immediatamente, con un processo sommario ed un unico grado di giudizio, con una pena che comprende la reclusione in regime di 41bis per un periodo di tempo non inferiore ai duecento anni, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per lui e tutti i familiari e conviventi fino alla settima generazione, e se possibile la fustigazione con il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gatto_a_nove_code"&gt;Gatto a Nove Code&lt;/a&gt; sulla pubblica piazza".&lt;br /&gt;
Perché quello che molti politici non hanno capito è che quando giustamente si chiede tutti assieme una certezza della pena, quello che fa la certezza della pena non è certo continuare a gonfiare il carrozzone legislativo italiano con altre norme inutili. Le leggi ci sono, quello che ci vuole è solo un po' di repulisti, affinché si possano applicare senza dubbi quelle esistenti. Vedremo come si muovono le cose, per intanto si stanno analizzando le fotografie e i filmati, e si parlava peraltro anche di un siracusano coinvolto. Non vado a cercare pene esemplari, bensì semplicemente una pena giusta, equa e, soprattutto, che avvenga dall'inizio alla fine. Sono tre anni di galera? Bene: che questo tizio entri in cella adesso e la cella venga riaperta fra due anni e trecentosessantaquattro giorni. Basterebbe già questo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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... addio Dennis Ritchie. Il mondo ha perso una delle menti più geniali nel mondo dell'informatica. Ha perso l'uomo che ha gettato veramente le basi di pressoché tutta l'informatica moderna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/QBtY7-rZelw" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://g-weblog.blogspot.com/feeds/4964479905320679779/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7487518&amp;postID=4964479905320679779" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7487518/posts/default/4964479905320679779?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7487518/posts/default/4964479905320679779?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/diariodiviaggio/~3/QBtY7-rZelw/il-k-ha-perso-la-r.html" title="Il K&amp;R ha perso la R" /><author><name>Grizzly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16043804098732468263</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="24" height="32" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2340/94/1600/grz.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://g-weblog.blogspot.com/2011/10/il-k-ha-perso-la-r.html</feedburner:origLink></entry><entry><title type="text">Sculture in gomma da masticare [del.icio.us]</title><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/diariodiviaggio/~3/-yhEAdYS27A/i-am-not-as-obsessed-with-gum-as-i-have.html" /><author><name>uibbs2</name></author><updated>2011-10-13T05:18:42-07:00</updated><id>http://www.delicious.com/url/c71673fbec62a3ffb024289dfc0534b8#uibbs2</id><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://feeds.delicious.com/v2/rss/url/c71673fbec62a3ffb024289dfc0534b8</wfw:commentRss><summary type="html">&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/-yhEAdYS27A" height="1" width="1"/&gt;</summary><feedburner:origLink>http://www.ohhaveyouseenthis.com/2008/01/i-am-not-as-obsessed-with-gum-as-i-have.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkYHQX87fCp7ImA9WhdUGUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7487518.post-8165452814881850485</id><published>2011-10-07T11:35:00.001+02:00</published><updated>2011-10-07T12:42:10.104+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-07T12:42:10.104+02:00</app:edited><title>Testimone... dell'incidente</title><content type="html">Leggo &lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/10/06/foto/banca-22787726/1/"&gt;su Repubblica&lt;/a&gt;: "Germania, il pullman si schianta contro la banca", continuo a leggere la didascalia (è una "galleria fotografica" con due foto):&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;
Queste immagini arrivano dalla Germania. A Bayreuth, nell'Est del Paese, un pullman ha centrato la filiale di una banca, distruggendola parzialmente. L'incidente è stato la conseguenza di uno scontro avvenuto pochi minuti prima tra il pullman e un tir. Fortunatamente non ci sono state vittime&lt;/blockquote&gt;
Ora voglio tralasciare il passaggio "&lt;i&gt;uno scontro avvenuto &lt;b&gt;pochi minuti prima&lt;/b&gt; tra ...&lt;/i&gt;" e fermarmi per un istante al "&lt;i&gt;Fortunatamente non ci sono state vittime&lt;/i&gt;":&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-WExGAwhdkFc/To7Hb2kMlRI/AAAAAAAAAig/HioDsimVP6s/s1600/banca_orsetto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="262" src="http://3.bp.blogspot.com/-WExGAwhdkFc/To7Hb2kMlRI/AAAAAAAAAig/HioDsimVP6s/s400/banca_orsetto.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Niente vittime? Fiuuuuuuu! Allora quel povero orsacchiotto di peluche che ha assistito in prima fila è sopravvissuto. Meno male: mi ero preoccupato. Chissà lo spavento che si è preso, però, povero piccolo... ((-:&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/tsvfvH_p_S4" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://g-weblog.blogspot.com/feeds/8165452814881850485/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7487518&amp;postID=8165452814881850485" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7487518/posts/default/8165452814881850485?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7487518/posts/default/8165452814881850485?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/diariodiviaggio/~3/tsvfvH_p_S4/testimone-dellincidente.html" title="Testimone... dell'incidente" /><author><name>Grizzly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16043804098732468263</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="24" height="32" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2340/94/1600/grz.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-WExGAwhdkFc/To7Hb2kMlRI/AAAAAAAAAig/HioDsimVP6s/s72-c/banca_orsetto.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://g-weblog.blogspot.com/2011/10/testimone-dellincidente.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CU8NQHgzfip7ImA9WhdUGEo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7487518.post-4796254886127072053</id><published>2011-10-06T05:54:00.003+02:00</published><updated>2011-10-06T06:04:51.686+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-06T06:04:51.686+02:00</app:edited><title>RIP Steve Jobs</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EEOQtTSt6W0/To0mWqYlS-I/AAAAAAAAAic/1ZxW0BSFQng/s1600/apple-Jobs.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="228" src="http://4.bp.blogspot.com/-EEOQtTSt6W0/To0mWqYlS-I/AAAAAAAAAic/1ZxW0BSFQng/s320/apple-Jobs.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&amp;nbsp;Il mio silenzioso rispetto e le mie più sentite condoglianze ai familiari, agli amici e ai colleghi di Steve Jobs: un grande uomo che ho criticato ma anche ammirato per le sue scelte, e che ha perso con onore una grande battaglia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
&amp;Egrave; vietato utilizzare questo contenuto per opere derivate e/o a scopo commerciale (ivi compresa la ripubblicazione con banner pubblicitari) senza l'espressa autorizzazione scritta dell'autore.&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7487518-4796254886127072053?l=g-weblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/Wmn5GenXBq4" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://g-weblog.blogspot.com/feeds/4796254886127072053/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7487518&amp;postID=4796254886127072053" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7487518/posts/default/4796254886127072053?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7487518/posts/default/4796254886127072053?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/diariodiviaggio/~3/Wmn5GenXBq4/rip-steve-jobs.html" title="RIP Steve Jobs" /><author><name>Grizzly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16043804098732468263</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="24" height="32" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2340/94/1600/grz.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-EEOQtTSt6W0/To0mWqYlS-I/AAAAAAAAAic/1ZxW0BSFQng/s72-c/apple-Jobs.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://g-weblog.blogspot.com/2011/10/rip-steve-jobs.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkECSHs8fSp7ImA9WhdbE0Q.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7487518.post-3638853970807347203</id><published>2011-10-03T18:04:00.001+02:00</published><updated>2011-10-12T05:37:49.575+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-12T05:37:49.575+02:00</app:edited><title>Effetto Streisand</title><content type="html">Nel corso dell'anno 2003 l'attrice Barbra Streisand citò in giudizio un fotografo e il suo sito perché fra le 12mila e passa fotografie della costa californiana (fatte, peraltro, per mostrare l'erosione della costa) si vedeva parte della sua casa dall'esterno (credo una foto aerea), per implicazioni sulla privacy. L'azione ebbe l'effetto contrario: milioni di persone ora sapevano dove si trovava la casa dell'attrice e la foto fece il giro di migliaia di siti web.&lt;br /&gt;
Coniato da un blogger, il termine identifica quei casi in cui il tentativo di censura di un argomento, una fotografia, un filmato o in generale un contenuto disponibile sul web, rende invece quell'argomento diffusissimo.&lt;br /&gt;
Di queste ore è, ad esempio, la notizia che il cantante &lt;a href="http://zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;amp;cod=15775"&gt;Vasco Rossi ha denunciato il sito NonCiclopedia&lt;/a&gt; per diffamazione, e gli amministratori hanno deciso di chiudere il sito in attesa di sviluppi.&lt;br /&gt;
Come è avvenuto con altre cose, questo ha immediatamente scatenato la rete, e il contenuto si è diffuso viralmente da tutte le parti, scatenando peraltro reazioni sul limite dell'incavolato nero da parte di centinaia di persone (come ad esempio &lt;a href="https://twitter.com/#%21/search/%23vascomerda"&gt;il boom dell'hashtag #vascome$$a su Twitter&lt;/a&gt;). Il contenuto adesso gira da ogni parte grazie al Web Archive e non solo, oltre al fatto che il personaggio coinvolto in questi giorni abbia avuto esternazioni molto interessanti a proposito di cancro, di altri cantautori, di droga e compagnia briscola.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che posso dire? Complimenti anche a Vasco, che &lt;a href="http://g-weblog.blogspot.com/2011/09/un-ministro-per-ghermirli-e-nel-tunnel.html"&gt;dopo il Ministro Gelmini&lt;/a&gt; è riuscito anche lui a far coalizzare tante persone: oggi come oggi non è affatto facile. (-:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;Aggiornamento ore 22&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
C'è stata una risposta ufficiale dello studio legale di Vasco, a proposito dell'argomento. Non me la sento di rispondere, perché entrambe le parti dicono di aver offerto una forma collaborativa e che la controparte ha fatto orecchie da mercante. Ciò nonostante, considerati i contenuti particolarmente e prolissamente deliranti della NonCiclopedia, considero da una parte questo un attacco alla satira tout-court, dall'altra esprimo biasimo per le parole che ha usato il Blasco in questi giorni su argomenti spinosi, e sebbene io possa apprezzare il concetto sulla libertà di decidere in propria coscienza se farsi curare o meno un cancro, non apprezzo i toni con cui li ha esposti, e con cui ha esposto pareri ed idee molto discutibili nel corso della sua vita artistica e non. Non mi è mai piaciuto più di tanto (come cantante, apprezzo qualcuno dei suoi lavori fine '80 - inizio '90. Stop), e non comincerà di certo a piacermi adesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;Aggiornamento 4 ottobre ore 7:30&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Consiglio vivamente &lt;a href="http://gilda35.com/2011/10/03/lettera-aperta-pro-nonciclopedia-ai-legali-di-vasco-rossi/"&gt;questo articolo sul blog Gilda35: Lettera aperta pro Nonciclopedia ai legali di Vasco Rossi&lt;/a&gt;. E chapeau all'autore, il collega blogger Jovanz74. (-:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;Aggiornamento 11 ottobre ore 22&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Congratulazioni a Vasco per le critiche espresse su Nonciclopedia a proposito dell'eventuale limite fra satira e altro. Congratulazioni sentitissime: ci voleva un grande maestro di vita come lui per salire sul pulpito e fare la predica agli altri. Congratulazioni, perché vederlo alzarsi a paladino della giustizia dopo tutte le sue farneticazioni mi fa vedere come, semplicemente, stia allargando l'argomento delle sue farneticazioni: droga, alcol, cancro, nonciclopedia, tutto sullo stesso piano. Ma per piacere...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Da una parte, da blogger, mi sento molto preoccupato da questo discorso: come si deve gestire questa storia? Possibile che, come sempre in questi casi, gli organi di informazione di massa (tv in primis) non stiano affatto dando qualche spazio a questa situazione? Anche se la cosa non mi stupisce, visto che ritengo (a buona ragione, temo) che buona parte degli organi di informazione siano abbastanza schierati da fornire le informazioni che ritengono necessarie, ma niente di più.&lt;br /&gt;
Dall'altra, invece, voglio dire di essere una voce fuori dal coro: mi chiedo, infatti, al contrario di molti blogger, una cosa ben precisa. Perché leggendo le modifiche proposte, mi faccio questa domanda: "le modifiche a questa legge, riguardano in effetti, anche noi blogger?", e il motivo è semplice. Un blog in che misura è da considerarsi una pubblicazione periodica? Basta il disclaimer che mettiamo tutti quanti sui nostri blog personali? Io, obiettivamente, penso di no. Ma questo non toglie che esistano anche quotidiani e periodici che esistono sul web. E se io non voglio essere paragonato, che ne so, al sito istituzionale del &lt;a href="http://www.corriere.it/"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;, non vedo perché viceversa si debba paragonare un sito con una redazione alle spalle al mio blog amatoriale: perché non si definisce, una volta per tutta, cos'è un periodico on-line e cosa no?&lt;br /&gt;
Ma tanto c'è di peggio, per cui è meglio non tirare troppo la corda: col governo regnante che si preoccupa di ben altre leggi, queste improvvise porcherie sono uno sputo nell'oceano. PS: io ho firmato per il referendum contro il &lt;i&gt;porcellum&lt;/i&gt;, e voi? (-:&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Mi voglio complimentare perché quello che ne è venuto fuori ha messo in evidenza un'ipocrisia incredibile, e il bisogno di dover dire che ogni occasione è buona per fare delle critiche strumentali, anziché voler ammettere l'errore madornale.&lt;br /&gt;
Mi voglio complimentare, perché il boom dell'&lt;a href="https://twitter.com/#%21/search/%23tunnelgelmini"&gt;hashtag #tunnelgelmini su twitter&lt;/a&gt; mi ha fatto passare un pomeriggio di sano relax. E chapeau a &lt;a href="http://attivissimo.blogspot.com/2011/09/la-gelmini-e-il-tunnel-da-730-km-epic.html"&gt;Paolo Attivissimo&lt;/a&gt;, specie per la frase: «Anche così, comunque, la frase &lt;i&gt;“tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso” &lt;/i&gt;non
 è giustificabile. Altrimenti si potrebbe costruire una passerella su 
uno scoglio al largo di Cagliari e poi vantarsi che c'è &lt;i&gt;“un ponte tra Cagliari e Palermo”&lt;/i&gt;».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Non solo per l'atmosfera piacevole nella serata, non solo per la bella compagnia. No, non solo per tutto questo che, comunque, ci è stato benissimo fino in fondo.&lt;br /&gt;
No, soprattutto è andato bene perché mi ha fatto trovare una certa soddisfazione.&lt;br /&gt;
Perché ieri sera eravamo una ventina di persone. E io (aiutato nella preparazione, ma comunque con la cucina sotto controllo) mi sono passato un piacere: il piacere di preparare e cucinare la cena per i miei amici. Una cena trentina (&lt;i&gt;canderli&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;oseletti scampadi&lt;/i&gt;), ma soprattutto appunto il piacere di cucinare per venti persone.&lt;br /&gt;
Perché sono anche questo: sono uno a cui piace mettersi alla prova, sono uno a cui piace cucinare e non sono il tipo da "un piatto di spaghetti al volo e via". E sono anche un bravo uomo di casa, ma questa è un'altra storia.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zGouCmidvVU/ToKfsm5biUI/AAAAAAAAAiY/2Tk5XVDGiFw/s1600/272309cb47909c4b7bfdfd3ed83f255c7a7866e271b9868bcfb077eb3b56de0b.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-zGouCmidvVU/ToKfsm5biUI/AAAAAAAAAiY/2Tk5XVDGiFw/s320/272309cb47909c4b7bfdfd3ed83f255c7a7866e271b9868bcfb077eb3b56de0b.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
La soddisfazione che ho provato è quella che mi porta a considerare l'ipotesi, l'anno prossimo, di provare a fare una bella ripetizione di questa serata, ma con il resto del parentado e lavorando un po' meno (piatti più semplici, eh!) ma magari per più persone.&lt;br /&gt;
Ad ogni modo, questa esperienza mi ha insegnato che faccio bene a mettermi in gioco e, soprattutto, che la cosa da grandissime soddisfazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E a proposito di soddisfazioni: io ho invitato gli amici a questa serata perché avevo piacere di cucinare per loro e di passare con loro una serata in compagnia, non certo perché si rinnovasse il bisogno di portarmi dei regali di compleanno. Ma ciò nonostante i ragazzi hanno comunque voluto rendermi partecipi dei loro pensieri. Fra tutti questi pensieri, uno è venuto per accrescere la mia già ampia collezione: un orsacchiotto di peluche un po' speciale (visto che porta l'uniforme della protezione civile), dono di alcuni colleghi, è entrato ufficialmente a far parte della mia quantità abnorme di animali.&lt;br /&gt;
Adesso fa bella mostra di sé su una mensola del mio ufficio, perché penso che sia un cucciolo da mostrare con orgoglio. (-:&lt;br /&gt;
Ora non mi resta che condividere le altre fotografie della serata: Francesco le ha pubblicate su facebook, e ora io (per ovvi motivi di rintracciabilità in rete) le girerò, probabilmente, anche su Picasa.&lt;br /&gt;
Ora non mi resta che dirlo: ho fatto i miei primi trentacinque anni con una certa soddisfazione. Vediamo come saranno i prossimi ((-:&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Ho fatto una scelta molto importante, perché in un mondo dominato dai layout a larghezza fissa, io che tento di non porre limitazioni al browser o alla risoluzione dello schermo del mio lettore, invece, mi sono affidato a un layout "liquido" che peraltro sto già sperimentando da qualche tempo sulle "Pagine Oscure".&lt;br /&gt;
In questi giorni comunque concluderò tutte il processo di sistemazione di fronzoli e particolari: ma niente paura! L'impaginazione può aver subito una variazione (anche se parliamo di una variazione che dovrebbe anche aiutare un po' chi ha problemi di accessibilità), ma questo non toglie che i contenuti non variano ((-: &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/gVlI_CH_ad0" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://g-weblog.blogspot.com/feeds/5911260156683287352/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7487518&amp;postID=5911260156683287352" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7487518/posts/default/5911260156683287352?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/7487518/posts/default/5911260156683287352?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/diariodiviaggio/~3/gVlI_CH_ad0/il-cambio-della-grafica.html" title="Il cambio della grafica" /><author><name>Grizzly</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16043804098732468263</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="24" height="32" src="http://photos1.blogger.com/blogger/2340/94/1600/grz.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://g-weblog.blogspot.com/2011/09/il-cambio-della-grafica.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkQAR3cyeyp7ImA9WhdWEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-7487518.post-4462746664011833446</id><published>2011-09-03T11:27:00.001+02:00</published><updated>2011-09-03T12:05:46.993+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-03T12:05:46.993+02:00</app:edited><title>Il rientro... morde!</title><content type="html">Eccomi qua, sono ancora vivo: non temete. Sono rientrato dalle ferie il 17 agosto, ma mi sono fermato ancora qualche giorno per prendere un po' di fresco [fresco? Sì: sotto l'aria condizionata! (-: ], e poi giorno 22 agosto ho riaperto l'ufficio. Ho avuto modo di poter riaprire con un po' di calma (anziché buttarmi a capofitto nel lavoro ai primi di settembre con mille persone sbraitanti fuori dalla porta).&lt;br /&gt;
Ma ciò nonostante sono riuscito anche a fare altre cose, a godermi un'ultima settimana di vacanze andando un po' al mare, e persino a riprendere il lavoro pesante con la protezione civile. Ma permettetemi subito di partire con un po' di arretrati, che di argomenti ce n'è parecchi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;Rientro dalle ferie: Trento-Torino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Dopo aver fatto panini vari, caricato per bene l'auto con bagagli buttati dentro alla maledetta (vista l'antifona ho messo dentro la roba come capitava, lasciando i borsoni vuoti sotto la moquette, e sopra tutto quanto ci ho sparso i vestiti sporchi). Intorno alle undici sono partito da Cadine: un cielo che più che definire "nuvoloso" dovrei definire "nero come dopo il tramonto". E infatti non sono arrivato manco alla barriera di Trento Sud dell'autostrada, che è cominciato un diluvio pazzesco. Acqua a secchiate e limite di 110km/h fino a Verona, con un paio di tratte di pioggia talmente fitta che si procedeva tutti a 50km/h e facendo una maledetta fatica a vedere persino i tergicristalli. Sono uscito ad Affi che stava finendo di piovere, ed ho girato per Sirmione e il lungolago sud seguendo il consiglio del navigatore, che però evidentemente ignorava il traffico nella zona sud del Lago di Garda nella settimana di Ferragosto. Ho mangiato un boccone lì a Sirmione, poi ho continuato in direzione di Brescia, entrando in autostrada poco prima ed ho continuato sulla Piacenza-Torino arrivando a scattare la foto che ho pubblicato della centrale di Caorso (in effetti arrivando all'uscita di Caorso, la centrale è proprio lì accanto, ma mi sono fermato prima per fare quella foto anche perché volevo evitare di fermarmi in prossimità dell'uscita senza aree di sosta. L'ambiente intorno alla centrale è spettrale, ma insegna molto: tutti i terreni circostanti, che potrebbero essere agricoli, sono invece ovviamente terreni "all'abbandono". Ma a differenza che con i terreni improduttivi e inadatti al pascolo che vediamo soprattutto qui in Sicilia, lasciati selva di sterpaglie finché qualcuno non ci butta sopra un opportuno fiammifero (e piantatela di dirmi che ci sono mozziconi di sigarette e vari pezzi di vetro: ci sono posti come Monasteri e Cavasecca che sembrano avere un abbonamento, e non credo che siano seminati di bottiglie!), tutti i terreni erano curati come giganteschi prati all'inglese. E se sono d'accordo con i vigili del fuoco che mi dicono: "li curano perché hanno paura di un incendio intorno alla centrale nucleare", comunque noto che in molti posti del nord Italia quando si abbandona un terreno, poi i controlli che venga pulito &amp;amp; curato per non essere selva di incendi sono costanti.&lt;br /&gt;
E mi sorge spontaneo un commento: avere un terreno intorno all'edificio di una centrale nucleare che, se pur spenta, ha il nucleo attivo e non smontabile, mette in una situazione difficile. Perché nessuno mi obbliga a dichiarare un terreno coltivato o un pascolo come "terreno improduttivo", ma dall'altra parte se io piantassi i pomodori intorno alla centrale, obiettivamente chi se li comprerebbe?&lt;br /&gt;
La strada è continuata fino a Torino, e poi lungo la città fino alla stazione (litigando fra il navigatore che mi indica la stazione sulla mia sinistra e i divieti di svolta del comune di Torino che mi hanno costretto a fare un giro non indifferente).&lt;br /&gt;
Sono arrivato, infine, fuori dal cancello del terminal auto-al-seguito intorno alle cinque del pomeriggio, con il carico che cominciava fra le 17:45 e le 18, e mi sono fermato: all'andata ho provato a girare per qualche centro commerciale per cercare una soluzione per il vetro rotto (cellophane e scotch, fondamentalmente) appurando però che i vari centri commerciali del Lingotto oltre a sembrare casermoni poco accoglienti, disponevano tutti quanti di parcheggio a pagamento. Alla fine grazie a un carrozziere sulla direzione di Moncalieri sono riuscito a coprire il vetro e fare strada.&lt;br /&gt;
Ne ho anche approfittato per togliermi gli scarponi con cui ho guidato fino a lì, e mettermi i sandali [e così in mezzo ai bagagli ci sono finiti anche un paio di calzini arroventati... q-: ].&lt;br /&gt;
Alle cinque e mezza hanno aperto il cancello e siamo entrati. In attesa dell'arrivo dei vari viaggiatori (il carro auto era pieno) ho chiesto ai ragazzi di far salire la mia auto sopra, ma senza chiedermi di specificare il motivo davanti a tutti, ma non c'è stato alcun problema.&lt;br /&gt;
Finalmente intorno alle sette meno un quarto mi sono diretto in stazione, dove ho fatto un veloce giretto prima di fermarmi a bordo binario e aspettare che venisse aperto il treno. Treno che poi, ignoro il motivo (si vociferava un guasto) è partito dalla stazione con oltre un'ora di ritardo. Il ritardo si è ripercosso per tutta la tratta, e siamo giunti a Villa San Giovanni con quasi due ore di ritardo.&lt;br /&gt;
A Villa abbiamo appurato che, stavolta, è andato tutto secondo i piani (nessuna auto danneggiata) per cui ho fatto una scappata (erano quasi le due) al ristorante di sempre per mangiare qualcosa, e infine sono sceso a prendere il traghetto per fare il resto della strada.&lt;br /&gt;
Guidando con calma sono rientrato a casa intorno alle 17:30 e, dopo aver scaricato tutti i bagagli mi sono finalmente stravaccato sul divano. Per cena, però, mi sono sentito con un amico e sono stato a mangiare da lui, perché la voglia di cucinare appena arrivato tendeva radicalmente a zero... (-:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;Grigliata con Midian&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Finalmente dopo vari rimandi, quest'anno siamo riusciti a vederci tutti quanti a Morghella per una giornata di relax, e una serata di grigliata molto piacevole. L'indomani mattina sono anche tornato a Morghella per una mattinata di mare rapida e poi ho salutato Midian che partiva per tornare a Torino.&lt;br /&gt;
In compenso qualche giorno dopo (mi pare fosse venerdì 19 o forse sabato 20) sono salito a Morghella alle sette e mezza di mattina, e sono scappato sull'orlo del colpo di calore verso le 10:30, quando già la spiaggia si era quasi del tutto svuotata per lo stesso motivo: sotto l'ombrellone c'era un caldo assurdo e si sudava, in acqua sembrava di stare a mollo del brodo e col sole che picchiava, e a un certo punto mi sono reso conto di essermi bruciato le spalle, rimanendo praticamente quasi tutto il tempo sotto l'ombrellone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;Speciale 29 agosto: pomeriggio di passione con la protezione civile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Nel corso di alcuni pomeriggi al termine delle giornate di lavoro, abbiamo preso un po' di chiamate da parte della Regione Sicilia per via di incendi boschivi.&lt;br /&gt;
Vorrei prima fare una breve digressione, e spiegare un po' a tutti come funziona.&lt;br /&gt;
La cosa nota è che noi siamo &lt;i&gt;volontari&lt;/i&gt;, ossia siamo comuni cittadini che mettono a disposizione il loro tempo e il loro spazio a un ente pubblico (la Regione, o nei casi più grossi come il terremoto in Abruzzo, lo Stato) offrendo delle specializzazioni nella logistica in supporto alle forze istituzionali, con un grande spirito di cooperazione e di solidarietà nei confronti della gente, colpita da calamità più o meno gravi. Per me questo è un grandissimo valore aggiunto, perché l'impegno nella solidarietà aiuta a sviluppare degli altissimi valori morali che sono alla base di una vita civile basata sul rispetto altrui. La scelta del volontariato è una lezione di vita che si dovrebbe imparare sin da piccoli, coinvolgendo i bambini in attività come lo scoutismo (l'ho sempre detto e lo ripeto: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Baden-Powell"&gt;B.-P.&lt;/a&gt; è clamorosamente riuscito nell'intento di creare un insieme di persone pronte a lasciare il mondo migliore di come lo hanno trovato), e scoprire da adulti il senso del volontariato come educazione al vivere in una società civile.&lt;br /&gt;
Noi volontari, però, soprattutto qui in Sicilia, mettiamo a disposizione le nostre capacità e le nostre specializzazioni per essercele costruite passo dopo passo, con l'esperienza, con il tempo, talvolta grazie a specifici corsi di formazione sugli argomenti basilari della protezione civile, ma spesso ci appoggiamo a colleghi che hanno fatto corsi personalmente o hanno abilitazioni professionali fatte sul posto di lavoro. C'è una lunga esperienza, indubbiamente, ma io personalmente ad esempio ho seguito corsi di formazione sul trattamento del fuoco solo in base teorica. Per fortuna non partiamo "allo sbaraglio" e abbiamo sempre in ogni squadra qualcuno che fa questo lavoro o ha fatto dei corsi più specifici.&lt;br /&gt;
Una delle cose con cui combattiamo ogni anno, ad esempio, è la maledizione degli incendi estivi. Incendi che interessano ampie zone coltivate o non coltivate dell'entroterra, attaccando sterpaglie di ogni ordine e grado (spesso anche a causa della carente o tout-court mancata manutenzione dei terreni produttivi o improduttivi) e aiutati dal caldo, in rari casi dall'incuria di chi getta mozziconi di sigarette vari in giro, ma in molti casi anche soprattutto da chi pensa di potersi dare una ripulita al terreno spargendo fiammiferi accesi in giro e senza pensare alle conseguenze.&lt;br /&gt;
Diverse volte ci è capitato persino di trovarci a cercare di salvare abitazioni minacciate da fiamme altissime, mentre chi passa per strada insulta tutti con frasi del tipo "E lasciate bruciare tutto, almeno se ne vanno via topi &amp;amp; zecche!" (certo, facile dirmi così: vediamo se mi dici la stessa cosa mentre fiamme alte dieci metri cercano di lambirti la casa al mare, cafone).&lt;br /&gt;
Ma qui casca l'asino. Noi non siamo professionisti, la legge inquadra il volontario che agisce per conto e su richiesta di un ente pubblico nella funzione dell'&lt;i&gt;incaricato di pubblico servizio&lt;/i&gt; (&lt;a href="http://it.wikisource.org/wiki/Codice_penale/Libro_II/Titolo_II#Art._358_Nozione_della_persona_incaricata_di_un_pubblico_servizio"&gt;art. 358 codice penale&lt;/a&gt;), con i diritti e le responsabilità legate a questa funzione. Ma come può agire un volontario che non ha una specializzazione e un'abilitazione professionale? Facciamo un esempio pratico: occupiamoci del problema degli incendi estivi.&lt;br /&gt;
Quando si muove la protezione civile? Quando brucia un cassonetto dei rifiuti e nessuno ha voglia di intervenire? Ma non diciamo castronerie!&lt;br /&gt;
Quando c'è un emergenza (diciamo: un incendio di sterpaglie) voi comuni cittadini che fate? Fate il vostro dovere: chiamate il 115 (vigili del fuoco) o il 1515 (corpo forestale) e segnalate l'incendio. E il corpo manda una squadra sul luogo dell'intervento. E un'altra chiamata arriva, ed ecco che esce un'altra squadra. E un'altra, e poi un'altra, e poi un'altra ancora. All'infinito? Sarebbe bello, ma no, decisamente no. Perché a un certo punto le squadre &lt;i&gt;finiscono&lt;/i&gt;. Ci sono per esempio sei squadre fra Siracusa, Noto, Palazzolo, Sortino e Lentini. Quando ci sono sei incendi, anche se sono tutti a Siracusa, si cominciano a mandare le squadre disponibili. E quando finiscono? Si comincia ad accodare il settimo incendio verso la squadra che sta per finire l'intervento. E l'ottavo, e il nono. Ma se invece gli incendi sono estesi? Se sono, chessò, una quarantina e tutti minacciano case, terreni coltivati, strade? A questo punto le forze istituzionali sono costrette a chiedere aiuto. Chiamano la sala operativa della regione (che ad esempio durante il periodo estivo fa gli straordinari restando attiva tutti i giorni praticamente quasi per 24 ore), e chiedono l'intervento dei volontari. La sala operativa contatta le varie associazioni e verifica la disponibilità di squadre attivabili. A questo punto il responsabile dell'associazione che ha preso la chiamata contatta i volontari, cerca di formare una o più squadre (a seconda dei mezzi disponibili, ad esempio se serve un'autobotte e c'è del personale, serve anche un autista con la patente C) e comunica i tempi tecnici per la partenza, mentre noi allertati ci cambiamo (abbiamo degli specifici DPI personali e l'uniforme) e raggiungiamo la sede, controlliamo il mezzo, se necessario carichiamo acqua, facciamo carburante [spesso anticipandolo a nostre spese, perché poi la regione lo rimborserà più avanti nel tempo (beh, di solito almeno abbiamo un po' di fondocassa: difficilmente prima di partire dobbiamo mettere anche mano al portafogli, ma è capitato anche questo, sappiatelo)] e infine partiamo in direzione della destinazione che ci è stata assegnata. Per aiutare gli amici vigili del fuoco (o la forestale) già sul posto, ma anche per spegnere incendi di sterpaglie in cui al momento non può andare nessuno perché già impegnati su altri fronti. Eppure, ufficialmente, noi dovremmo collaborare con i vigili del fuoco o i forestali nella sola logistica (tirando manichette, passando acqua ai loro mezzi, collaborando nella bonifica finale, poco altro). Ma spesso questo non avviene, e dobbiamo operare come veri e propri vigili del fuoco andando in determinati posti da soli e controllando incendi che possono essere leggeri o pesanti, anche rischiando di mettere a repentaglio le nostre stesse vite. Perché la gestione dell'emergenza estiva è fatta da funzionari che hanno anch'essi buona volontà, ma talvolta non hanno una idea ben chiara di quale siano le attività effettivamente svolte da noi volontari, e per questo ci invitano a tenere comportamenti al limite del ridicolo. Abbiamo sentito frasi come "arrivate sul posto e, anche se avete un modulo antincendio o un'autobotte carica, non intervenite finché non arrivano i pompieri". Sì, interessante, e se sta per prendere fuoco una casa e il proprietario è fuori, mi faccio linciare mentre aspetto i vigili del fuoco? O peggio "sì, i ragazzi non devono spegnere, ma via, se deve succedere, vorrà dire che chiudiamo uno o entrambi gli occhi e poi...". E poi? E poi quando succede la famosa &lt;b&gt;minch$ata&lt;/b&gt;? Tutti a lavarsi le mani perché i volontari non avrebbero dovuto intervenire? Alcuni anni fa un nostro collega volontario di Canicattini Bagni, il giovane Giuseppe Cassarino, durante lo spegnimento di un vasto incendio di sterpaglie, rimase intossicato dai fumi inalati e finì in ospedale, dove morì per una crisi respiratoria. Adesso alla famiglia rimane solo il ricordo e una medaglia d'oro al merito civile alla memoria. Ma noi non siamo eroi, e non ci interessano le medaglie (meno che mai quelle alla memoria). Per quest'anno siamo arrivati al limite, e adesso quando finiamo da soli sul luogo di un incendio, abbiamo una sacra abitudine: una bella chiamata al 115 (così la chiamata è registrata) e segnaliamo la situazione:&lt;br /&gt;
VF: "Avete attrezzatura?"&lt;br /&gt;
Noi: "Un modulo antincendio da 400 litri"&lt;br /&gt;
VF: "Ok, allora buttateci sopra un po' d'acqua"&lt;br /&gt;
Noi: "Va bene, &lt;b&gt;ma me lo stai dicendo tu&lt;/b&gt;"&lt;br /&gt;
Dopo vediamo se dovessimo anche sentirci dire "e voi chi vi ha autorizzati?"&lt;br /&gt;
Comunque ci capita anche di arrivare su luoghi d'intervento dove la situazione è talmente complicata che non opera nessuno, e ci limitiamo a tenere sotto controllo il fuoco in attesa dell'intervento dei &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lotta_aerea_antincendio"&gt;mezzi aerei (elicotteri o Canadair)&lt;/a&gt; perché ad esempio la zona è troppo impervia per raggiungerla coi mezzi o a piedi, e/o magari l'incendio è troppo vasto per affrontarlo con pompe e naspi.&lt;br /&gt;
Ad esempio mercoledì 24 agosto siamo stati chiamati per un incendio a Monasteri di Sotto vicino al bivio del Tivoli, che era ormai stato spento dai vigili del fuoco, e poi spostati a Cavasecca, dove la situazione era relativamente sotto controllo (mentre siamo arrivati, un contadino col trattore ha tracciato un tagliafuoco per non farsi attaccare il terreno, e quindi il fuoco che si spandeva sul vallone è stato attaccato dall'elicottero della forestale). Sono riuscito in quell'occasione a "rubare" al volo qualche immagine dei lanci che avvenivano molto vicini:&lt;br /&gt;
&lt;iframe width="420" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/PTUC-88-ORQ" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
Ma ad esempio lunedì 29 agosto ci siamo trovati a dover fronteggiare una situazione più complessa, che è partita con un incendio all'uscita autostradale di Cassibile (che si è spento da solo perché isolato mentre ci preparavamo ad arrivare), ma poi altri interventi fra cui un lungo pomeriggio sulla strada "Maremonti", concluso con un'apoteosi di fuoco accanto alla zona della Damma, e di cui essendomi portato appresso la telecamerina cinese, fra un istante e l'altro sono anche riuscito a girare qualche immagine:&lt;br /&gt;
&lt;iframe width="420" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/DpiIwVzPHFY" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
E in questa situazione abbiamo visto il significato della frase "mettersi a repentaglio", visto che poco dopo aver spento la telecamera ed essersi spostati di un paio di metri, una bomboletta spray in mezzo alla spazzatura che bruciava è esplosa, per fortuna senza fare grossi danni perché doveva essere ormai vuota (solo un gran botto: ma se ci fosse stato un po' di roba dentro, se fosse partita una fiammata o qualche scheggia di metallo, poi che succedeva?).&lt;br /&gt;
Infine, grazie all'amico e collega Maurizio, anche qualche istante dell'intervento del giorno successivo (martedì 30 agosto) a Tremilia è stato in qualche modo documentato:&lt;br /&gt;
&lt;iframe width="420" height="345" src="http://www.youtube.com/embed/3Hm76jp03H8" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
Come vedete, può succedere di fare servizio con gli amici vigili del fuoco, ma può succedere anche di trovarsi da soli a spegnere. Può succedere anche perché comunque il nostro spirito di volontari non ci fa tirare indietro: non è che possiamo passare davanti al bordo della strada che brucia e tapparci gli occhi. (-:&lt;br /&gt;
Concludo l'argomento con una considerazione: nonostante fare i volontari ci metta sempre più spesso di fronte a problemi non indifferenti di carattere burocratico, continuiamo a farlo con lo stesso spirito di sempre: lo spirito di solidarietà nei confronti di tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: large;"&gt;Varie dalla cronaca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
La situazione che si sta vivendo in Italia con la crisi e una manovra economica pirotecnica per ora non me la sento di commentarla. Anche perché (e faccio mie le parole di Giacalone su RTL102.5 pochi giorni fa) per commentarla seriamente dovrei aggiornare l'articolo praticamente ogni ora, visto che le variazioni sul tema e le proposte dichiarate definitive e ritirate girano con quella velocità media. Sta di fatto che viviamo in una situazione inquietante, e se non facciamo nulla le cose rischiano di precipitare sempre di più...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ora è tutto. Ora mi rifaccio di un po' di contenuti sulle pagine oscure e poi riprendo con calma sul blog: sono in ufficio e sto scrivendo questo articolo rubando qualche istante fra un pc e l'altro... (-:&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Feed per un articolo tratto da "Diario di viaggio", il blog di Grizzly - Tutti i diritti riservati - &lt;a href="http://www.g-sr.eu/"&gt;http://www.g-sr.eu/&lt;/a&gt;
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Enjoy ambient music to lift your mood. // Birds [del.icio.us]</title><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/diariodiviaggio/~3/K8etr3uJ5T0/" /><category term="audio" /><category term="blog" /><category term="cultura" /><category term="giochi" /><category term="html" /><category term="musica" /><category term="video" /><category term="webdesign" /><author><name>uibbs2</name></author><updated>2011-02-24T20:44:36-08:00</updated><id>http://www.delicious.com/url/2bc8ffd12d8ea4ab165738b43adfd131#uibbs2</id><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://feeds.delicious.com/v2/rss/url/2bc8ffd12d8ea4ab165738b43adfd131</wfw:commentRss><summary type="html">&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/K8etr3uJ5T0" height="1" width="1"/&gt;</summary><feedburner:origLink>http://moodturn.com/</feedburner:origLink></entry><entry><title type="text">Bes Elettronica [del.icio.us]</title><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/diariodiviaggio/~3/2WomQYAwldo/" /><category term="elettronica" /><category term="hardware" /><category term="informatica" /><category term="gadget" /><author><name>uibbs2</name></author><updated>2011-02-18T21:29:10-08:00</updated><id>http://www.delicious.com/url/04a1ab1805886f4ee84f4c1ffb3363af#uibbs2</id><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://feeds.delicious.com/v2/rss/url/04a1ab1805886f4ee84f4c1ffb3363af</wfw:commentRss><summary type="html">&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/2WomQYAwldo" height="1" width="1"/&gt;</summary><feedburner:origLink>http://www.beselettronica.it/</feedburner:origLink></entry><entry><title type="text">Failing hard drive sounds - Datacent.com - Datacent [del.icio.us]</title><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/diariodiviaggio/~3/Dw9JrgNFtA0/hard_drive_sounds.php" /><author><name>uibbs2</name></author><updated>2011-02-08T23:42:47-08:00</updated><id>http://www.delicious.com/url/3499ca577b685ead279d7b01461e2cf9#uibbs2</id><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://feeds.delicious.com/v2/rss/url/3499ca577b685ead279d7b01461e2cf9</wfw:commentRss><summary type="html">&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/Dw9JrgNFtA0" height="1" width="1"/&gt;</summary><feedburner:origLink>http://datacent.com/hard_drive_sounds.php</feedburner:origLink></entry><entry><title type="text">No Resolution [del.icio.us]</title><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/diariodiviaggio/~3/S9aRmN_nnDs/" /><category term="firefox" /><category term="firefox3" /><category term="html" /><category term="informatica" /><category term="internet" /><category term="css" /><author><name>uibbs2</name></author><updated>2011-02-04T22:21:10-08:00</updated><id>http://www.delicious.com/url/83a7b72f462d6a9af22339bcb75325bb#uibbs2</id><wfw:commentRss xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/">http://feeds.delicious.com/v2/rss/url/83a7b72f462d6a9af22339bcb75325bb</wfw:commentRss><summary type="html">&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diariodiviaggio/~4/S9aRmN_nnDs" height="1" width="1"/&gt;</summary><feedburner:origLink>http://www.cssliquid.com/</feedburner:origLink></entry><entry><title type="text">ISDE Trentino A.A. 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