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	<title>Due Chiacchiere</title>
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	<description>Benvenuti nella mia piccola dimora virtuale.</description>
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		<title>Lavoretti di ferragosto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[camu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 02:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ingresso]]></category>
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					<description><![CDATA[C'era una cosa che l'omino talebano mi chiedeva di sistemare da un pezzo sul blog.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>C&rsquo;era una cosa che l&rsquo;omino talebano mi chiedeva di sistemare da un pezzo sul blog. Senza scendere troppo nel tecnico, quando ho traslocato su SupportHost, preso dall&rsquo;entusiasmo per l&rsquo;avere a disposizione strumenti come Git e cron job, configurai il mio sito con <a href="https://github.com/gerlandotermini/dash" class="svg external">DaSh</a>, un semplice boilerplate (come li chiamano quelli che hanno studiato) per WordPress, creato dal sottoscritto quando lavoravo a New York, per gestire in maniera semplice ed organizzata tema, plugin e WordPress stesso tramite Git. Tutto buono e giusto, tranne il fatto che SupportHost ha un gestore di WordPress (WP Toolkit) nel pannello di controllo, che per&ograve; non sembra essere compatibile con DaSh. Ora, l&rsquo;omino talebano voleva che io rimuovessi il boilerplate, per poter usare tutte le funzionalit&agrave; di WP Toolkit appunto, dai backup automatici all&rsquo;aggiornamento con un click della baracca.<span id="more-17194"></span></p>
<p>Cos&igrave; questo fine settimana, approfittando di un pomeriggio di relax, mi sono messo al lavoro ed ho aggiornato la configurazione, riportando il blog ad un&rsquo;installazione standard di WordPress. Ho anche rimosso la configurazione che mi faceva avere la bacheca ad un indirizzo diverso, per non falsare le statistiche di accesso, ed anche per nascondere ai malintenzionati quella parte del sistema, che non fa mai male. Tutto questo per dire che se noti qualcosa di strano, il motivo sono probabilmente queste manovre dello scorso fine settimana. Mentre c&rsquo;ero, ho anche lavorato un po&rsquo; alla performance, dato che all&rsquo;omino talebano dava fastidio non avere 100% nelle valutazioni di Google. Tutto sistemato anche l&igrave;, per la gioia di grandi e piccini.</p>
<figure id="attachment_17195" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-17195 size-full" src="https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/08/performance-agosto-2026.webp" alt="" width="1291" height="742" srcset="https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/08/performance-agosto-2026.webp 1291w, https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/08/performance-agosto-2026-640x368.webp 640w" sizes="(max-width: 1291px) 100vw, 1291px" /><figcaption class="wp-caption-text" aria-hidden="true">Promosso a pieni voti da Google</figcaption></figure>

<p><a href="https://duechiacchiere.it/lavoretti-di-ferragosto#comment-form">Lascia un commento</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>I post più gettonati di luglio 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[camu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Aug 2026 02:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ripostiglio]]></category>
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					<description><![CDATA[Ti propongo la classifica delle dieci pagine più cliccate di luglio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Confesso che mi fa sempre piacere quando s&rsquo;instaura una nuova <em>tradizione</em>. D&rsquo;altro canto, come cantavano Elio e le Storie Tese tantissimo tempo fa, sono abitudinario (e veramente leggo la targhetta sopra l&rsquo;ascensore per conoscerne la capienza). Non potrebbe essere diversamente per uno del segno della Vergine, sempre ben organizzato, sempre l&igrave; a piegarsi le magliette invece che tenerle in una montagna spaventosa come fanno le figlie adolescenti &#129296;. Ti propongo allora la classifica dei dieci post pi&ugrave; cliccati di luglio. Dato che alcuni erano una ripetizione rispetto al <a href="https://duechiacchiere.it/i-post-piu-gettonati-di-giugno-2026">mese precedente</a>, tipo La profezia di Celestino, ho deciso di ometterli nella lista qui sotto, per dare spazio a qualche <em lang="en">new entry</em>.<span id="more-17185"></span></p>
<ol>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/groupon-regala-400-euro-ai-miei-lettori">Groupon regala 400 euro ai miei lettori</a> (810). Erano i tempi d&rsquo;oro della blogosfera, quando era possibile raggranellare qualche spicciolo dalle aziende che vedevano in queste piattaforme il futuro delle pubblicit&agrave;. Siamo stati l&rsquo;avanguardia degli influencer moderni.</li>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/alcuni-canali-youtube-italiani-che-seguo">Alcuni canali YouTube italiani che seguo</a> (431). Post ben pi&ugrave; recente, in cui condividevo la lista dei canali a cui sono abbonato. Lista che nel corso del 2026 &egrave; cambiata un po&rsquo;, quindi mi sa che tocca farci un post.</li>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/marmellata-di-mele-cotogne">Marmellata di mele cotogne</a> (425). Quand&rsquo;ero piccolo ed abitavo in Sicilia, non vedevo l&rsquo;ora che le mele cotogne maturassero sugli alberi in campagna, per poter gustare questa bont&agrave; di marmellata lasciata essiccare nelle formelle di terracotta.</li>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/come-producono-la-mia-corrente">Come producono la mia corrente</a> (355). Devo dare un&rsquo;occhiata alla bolletta della corrente che mi manda la nuova compagnia, per vedere se anche loro mi dicono come producono la mia corrente.</li>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/come-wordpress-ha-sconfitto-joomla">Come WordPress ha sconfitto Joomla</a> (351). L&rsquo;eterna lotta tra sistemi per la gestione dei contenuti web &egrave; oramai un retaggio del passato. Eppure, con mia grande sorpresa, recentemente ho incontrato qualcuno che ancora oggi usa Joomla per gestire il sito della sua organizzazione.</li>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/come-va-con-amazon-italia">Come va con Amazon Italia?</a> (294). Un post che ha generato nel tempo la bellezza di 122 commenti, una cosa rarissima per questo blog. Beh, oggi Amazon funziona molto bene, a quanto mi dicono, ed i miei timori sui servizi di spedizione si sono rivelati infondati.</li>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/dai-un-voto-a-questarticolo">Dai un voto a quest&rsquo;articolo</a> (261). Una riflessione su come siamo diventati bulimici dei social, nel lontano 2011. Gi&agrave; vedevo all&rsquo;epoca dove saremmo andati a finire. Anzi, le cose sono peggiori di quanto avessi potuto immaginare, con i nostri figli lobotomizzati da queste piattaforme.</li>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/affilare-le-lamette-del-rasoio">Affilare le lamette del rasoio</a> (234). Non solo sono della Vergine, ma ho sempre avuto il braccino un po&rsquo; corto (solo quando si tratta di me stesso, con gli altri non bado a spese). Cos&igrave; trovai un sistema per far durare le lamette pi&ugrave; a lungo. Ancora lo uso, e funziona abbastanza bene.</li>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/iltuohosting-rescinde-unilateralmente-il-contratto">IlTuoHosting rescinde unilateralmente il contratto</a> (213). Una storiaccia che vede il sottoscritto coinvolto in una diatriba online con quel provider da quattro soldi, che per fortuna nel frattempo ha chiuso i battenti.</li>
<li><a href="https://duechiacchiere.it/la-cina-mette-i-pannelli-solari-in-mare">La Cina mette i pannelli solari in mare</a> (182). Manco a farlo apposta, la classifica si chiude in bellezza con un post sulla Cina &#128513;.</li>
</ol>

<p><a href="https://duechiacchiere.it/i-post-piu-gettonati-di-luglio-2026#comment-form">Lascia un commento</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Galleria scorrevole e mongolfiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[camu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 02:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ingresso]]></category>
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					<description><![CDATA[Devo ammettere che l'omino talebano che siede sulla mia spalla, ultimamente è stato molto tranquillo per quanto riguarda il blog.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Devo ammettere che l&rsquo;omino talebano che siede sulla mia spalla da tempo immemore (forse un segno del mio disturbo dissociativo della personalit&agrave;, ma quello &egrave; argomento da trattare a parte), ultimamente &egrave; stato molto tranquillo per quanto riguarda il blog. C&rsquo;erano tempi in cui non la smetteva di richiedere questa o quella funzionalit&agrave;, probabilmente vista da qualche altra parte. Ieri per&ograve;, mentre scattavo qualche foto ad una fiera dell&rsquo;agricoltura che si teneva in un paesello qui vicino, ed io gi&agrave; pensavo a quale scatto avrei aggiunto al sito, la sua vocina sibillina non ha perso l&rsquo;occasione di sussurrarmi all&rsquo;orecchio &ldquo;e chi ha detto che ne devi scegliere per forza soltanto una?&rdquo; Eh gi&agrave;, tra le righe, il mascalzoncello mi stava suggerendo di aggiungere una galleria scorrevole al mio blog.<span id="more-17171"></span></p>
<p>In effetti, gi&agrave; in passato avevo sentito il desiderio di mostrare pi&ugrave; di una foto in calce ad un post che stavo scrivendo. Finora avevo tralasciato l&rsquo;idea per il timore di appesantire troppo il tema del blog per qualcosa che user&ograve;, si e no, una volta ogni tre mesi (le ultime parole famose &#128584;). Ma come si fa a resistere a quegli occhioni da tenerone dell&rsquo;omino talebano quando ti chiede di aggiungere qualcosa? E cos&igrave; ho aperto una chat con San ChatGPT per capire quanto fosse complesso. Il cervellone artificiale, anche lui a conoscenza di quanto esigente sia l&rsquo;omino talebano, ha suggerito una libreria esistente piccola (solo 30k) ma funzionale: <a href="https://splidejs.com/" class="svg external">Splide</a>. L&rsquo;integrazione con il mio tema, vista la sua struttura modulare (sia benedetto sempre <abbr lang="en" title="Node Package Manager">NPM</abbr>), &egrave; stata semplice ed indolore. Considerando anche il fatto che non m&rsquo;interessavano funzioni avanzate, il risultato finale ha fatto contenti tutti.</p>
<p>Quisquiglie tecniche a parte, l&rsquo;evento di ieri &egrave; stato molto piacevole, un modo diverso per passare mezza giornata all&rsquo;aria aperta, tra bancarelle che vendevano i cappelli di Trump (figurati se questa gente riesce a guardare oltre il proprio naso), e stand con i prodotti tipici locali, dalla frutta ai dolci. C&rsquo;erano anche dei capannoni in cui i bambini potevano toccare vari animali: mucche, pecore, capre, cavalli e galline avevano una pazienza spropositata e non si scomponevano davanti alla folla di marmocchi pronti ad accarezzarli.</p>
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				<div class="splide__track">
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											<li class="splide__slide">
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																<figcaption class="wp-caption-text">
									Le due mongolfiere usate per i visitatori								</figcaption>
															</figure>
						</li>
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									E mentre la gente saliva e scendeva, altre mongolfiere si preparavano a partire								</figcaption>
															</figure>
						</li>
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									La fila per questa simpatica esperienza è stata di due ore in piedi, ma ne è valsa la pena								</figcaption>
															</figure>
						</li>
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									Ciao ciao, mongolfiere, buon viaggio!								</figcaption>
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						</li>
											<li class="splide__slide">
							<figure class="wp-caption alignnone">
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									Ecco che ci si prepara al gran finale serale								</figcaption>
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						</li>
											<li class="splide__slide">
							<figure class="wp-caption alignnone">
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																<figcaption class="wp-caption-text">
									Tre caprette si riposano dopo una lunga giornata tra marmocchi strillanti								</figcaption>
															</figure>
						</li>
										</ul>
				</div>
			</div>
			
<p>Ed infine c&rsquo;erano le mongolfiere, appunto. Che una alla volta venivano gonfiate e prendevano il volo verso orizzonti sconosciuti. Un paio di queste, ancorate saldamente a delle automobili, erano a disposizione di coraggiosi visitatori per farsi un voletto di una trentina di metri per qualche minuto. Secondo te potevo lasciarmi perdere quest&rsquo;occasione? Devo dire che, timori iniziali a parte, &egrave; stata un&rsquo;esperienza davvero bella.</p>

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		<title>Emma mi ricorda tanto Volunia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[camu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 02:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[angolo pc]]></category>
		<category><![CDATA[siti]]></category>
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					<description><![CDATA[Se dovessi far leva sulla storica rivalità tra informatici (come il sottoscritto) ed ingegneri, direi che a progettare Emma deve essere stato un gruppo di ingegneri usciti dai peggiori bar di Caracas, come diceva una volta una pubblicità.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Se dovessi far leva sulla storica rivalit&agrave; tra informatici (come il sottoscritto) ed ingegneri, direi che a progettare Emma deve essere stato un gruppo di ingegneri usciti dai peggiori bar di Caracas, come diceva una volta una pubblicit&agrave; &#128541; Mi riferisco alla notizia circolata recentemente sulle <a href="https://www.dday.it/redazione/57849/emma-lia-italiana-finita-nei-meme-per-le-sue-risposte-assurde-ecco-perche-sbaglia-cosi-tanto" class="svg external">figuracce accumulate da Emma</a>, la prima intelligenza artificiale <em>tutta italiana</em>, stando ad <a href="https://egomnia.com/" class="svg external">Egomnia</a> (mamma mia, che sito brutto), la societ&agrave; che l&rsquo;ha lanciata e praticamente chiusa dopo poche ore. Ma com&rsquo;&egrave; possibile che questa gente non si assicuri che almeno per le domande di base, il sistema sia in grado di fornire risposte almeno decenti? Com&rsquo;&egrave; possibile, che con tutti i laureati bravi che sforniamo ogni anno in Italia, poi il risultato finale sia questo, specialmente nel caso di un&rsquo;azienda privata?<span id="more-17027"></span></p>
<p>Tutto ci&ograve; mi ricorda un caso simile che, <a href="https://duechiacchiere.it/una-meteora-di-nome-volunia">circa 14 anni fa</a>, scaten&ograve; una sonora controversia in rete (e non c&rsquo;erano nemmeno i social a quel tempo). Un motore di ricerca che si proponeva, con modestia da vendere, nientepopodimeno che l&rsquo;anti-Google italiano. <a href="https://volunia.it/" class="svg external">Volunia</a> voleva essere una piattaforma che univa concetti apparentemente molto diversi fra loro, una specie di Minecraft mischiato con un motore di ricerca. Ed invece oggi &egrave; rimasto un sogno non realizzato del prof. Marchiori, che si era messo in prima fila per portare avanti quell&rsquo;iniziativa. L&rsquo;ennesima conferma, a suo tempo come oggi, che &egrave; sempre difficile fare innovazione seria in Italia, e provare a competere con i colossi americani da cui la maggior parte di noi dipende quotidianamente per organizzare la propria vita. Ma &egrave; meglio che mi fermo qui, perch&eacute; se comincio uno dei miei sfoghi sull&rsquo;Europa, poi <a href="https://www.dreamsworld.it/emanuele/" class="svg external">Emanuele</a> e <a href="https://koolinus.net/blog/" class="svg external">kOoLiNuS</a> s&rsquo;inalberano &#128584;.</p>

<p><a href="https://duechiacchiere.it/emma-mi-ricorda-tanto-volunia#comment-form">Lascia un commento</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Fontanelle nei luoghi pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[camu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 02:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[ripostiglio]]></category>
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					<description><![CDATA[Sebbene il mio sentimento nei confronti del Paese a stelle e strisce sia mutato notevolmente nell'arco di questi 18 anni di permanenza, rimangono certe cose che salverei ed importerei in Italia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sebbene il mio sentimento nei confronti del Paese a stelle e strisce sia mutato notevolmente nell&rsquo;arco di questi 18 anni di permanenza, ci sono ancora certe cose che salverei ed importerei in Italia. Una di queste &egrave; l&rsquo;onnipresenza di fontanelle per bere in praticamente tutti gli edifici pubblici, dagli aeroporti agli ospedali, dalle palestre alle scuole. Una cosa che, devo ammettere, mi manca quando torno in Sicilia, specialmente d&rsquo;estate quando ti viene un po&rsquo; d&rsquo;arsura e non vuoi comprare una bottiglietta d&rsquo;acqua al bar. Dove abitavo io in Sicilia, ricordo ancora quand&rsquo;ero piccolo, c&rsquo;era una serie di fontane pubbliche in un paesino limitrofo, e noi andavamo a riempire i bidoni, perch&eacute; si diceva che quella era <em>acqua buona</em>, che veniva direttamente da una sorgente non molto distante. Era un luogo dove la comunit&agrave; si ritrovava, scambiava due chiacchiere, e nascevano a volte nuove amicizie. A quanto mi dicono, per&ograve;, adesso quelle fontane non funzionano pi&ugrave;. Tanto abbiamo i filtri a osmosi inversa a casa. Peccato.<span id="more-16546"></span></p>
<figure id="attachment_16547" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-16547 size-full" src="https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/04/fontane-nei-luoghi-pubblici.webp" alt="" width="1280" height="761" srcset="https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/04/fontane-nei-luoghi-pubblici.webp 1280w, https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/04/fontane-nei-luoghi-pubblici-640x381.webp 640w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption class="wp-caption-text" aria-hidden="true">Le fontane pubbliche in genere le trovi vicino ai bagni</figcaption></figure>

<p><a href="https://duechiacchiere.it/fontanelle-nei-luoghi-pubblici#comment-form">Lascia un commento</a></p>]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Mia, una storia adolescenziale bella e struggente</title>
		<link>https://duechiacchiere.it/mia-una-storia-adolescenziale-bella-e-struggente</link>
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		<dc:creator><![CDATA[camu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 02:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[soggiorno e tv]]></category>
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					<description><![CDATA[Un paio di settimane fa, sulla pagina principale di RaiPlay, tra i film suggeriti c'era quest'opera drammatica con Edoardo Leo, Mia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Un paio di settimane fa, sulla pagina principale di RaiPlay, tra i film suggeriti c&rsquo;era quest&rsquo;opera drammatica con Edoardo Leo, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mia_(film_2023)" class="svg external">Mia</a>. In genere cerco di evitare le storie drammatiche, perch&eacute; di dramma ne ho gi&agrave; abbastanza nella mia vita quotidiana, ma in questo caso ho voluto fare un&rsquo;eccezione, perch&eacute; con due figlie che hanno gli stessi atteggiamenti della protagonista del film, volevo capire come gli sceneggiatori provavano a fornire una soluzione alle sfide di crescere figli nel contesto <em>social</em> dei tempi moderni. Come dicevo a Piero in calce ad <a href="https://losfogo.netsons.org/?p=4673" class="svg external">un suo recente post</a>, i nostri figli sono bravi ed educati perch&eacute; fa parte del nostro DNA, e questo diventa un problema in una societ&agrave; oramai troppo aggressiva in cui tra i giovani non contano pi&ugrave; le buone maniere.<span id="more-16988"></span></p>
<p>Partiamo dalla trama:</p>
<blockquote><p>Sergio, conducente di ambulanze, e Valeria sono una coppia affiatata con un&rsquo;unica figlia adolescente, Mia. Nella loro vita entra improvvisamente il ventenne Marco, che diventa il primo ragazzo di Mia. Marco, incapace di amare, si rivela da subito un manipolatore, che stravolge la vita della quindicenne controllandole il cellulare e allontanandola dallo sport, dalla scuola e dalle amiche. Dopo molte peripezie (non ti svelo tutto), i due si lasciano, e lui per vendetta manda a tutti i suoi amici foto di lei nuda. La ragazza, avendo smesso di parlare con la mamma e con la sua migliore amica, si sente d&rsquo;un tratto sola ed abbandonata, finendo per compiere un gesto disperato.</p></blockquote>
<p>Come puoi immaginare, si tratta di un film che <em>fa male</em>. Specialmente per chi, come me, vede gli stessi comportamenti, e la stessa confusione nella propria figlia. E secondo me, fa male anche per come il regista decide di raccontare la storia, mettendola in scena su un palcoscenico reale, credibile, fatto di gente comune che cerca di portare avanti la famiglia senza troppe pretese.</p>
<figure id="attachment_17051" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-17051 size-full" src="https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/07/mia-protagonisti.webp" alt="" width="1545" height="1080" srcset="https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/07/mia-protagonisti.webp 1545w, https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/07/mia-protagonisti-640x447.webp 640w" sizes="(max-width: 1545px) 100vw, 1545px" /><figcaption class="wp-caption-text" aria-hidden="true">Una bella famiglia, direbbero tutti</figcaption></figure>
<p>Le case, i luoghi di lavoro, le strade, i capelli dei protagonisti, le loro reazioni emotive: non c&rsquo;&egrave; nulla di posticcio e plastificato, tutto pulsa di vita vera. E cos&igrave; la storia di Mia si amplifica, e la seguiamo con il fiato sospeso, con un crescendo di ansia e preoccupazione verso una ragazza a cui vorremmo gridare attraverso lo schermo di aprire gli occhi, di parlare con la mamma (parlare con il pap&agrave; &egrave; una causa persa, ne so qualcosa), invece che rinchiudersi in un silenzio ed una paura di star sbagliando.</p>
<p>Alla fine, pur nella sua drammaticit&agrave;, il film mi &egrave; piaciuto, perch&eacute; porta a riflettere su come il dialogo tra genitori e figli si sia spezzato, pur con i salti mortali che noi genitori spesso facciamo per incoraggiare una comunicazione pi&ugrave; aperta, pi&ugrave; sincera, pi&ugrave; basata sulla fiducia che sulla paura di essere giudicati e puniti per aver fatto qualcosa di sbagliato. Quindi se non hai paura di un pugno allo stomaco, questo &egrave; un film che ti consiglio di guardare.</p>

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		<title>In giro per le campagne del New Jersey</title>
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		<dc:creator><![CDATA[camu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 02:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[garage]]></category>
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					<description><![CDATA[Finalmente un fine settimana con temperature gradevoli, sole ed una brezza leggera per rinfrescarsi.]]></description>
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<p>Finalmente un fine settimana con temperature gradevoli, sole ed una brezza leggera per rinfrescarsi. Viste queste condizioni ideali, ieri ho deciso di tirar fuori la mia Piccola Ribelle ed andar a far un giro per le campagne della zona. Avevo completato la lista di commissioni (spesa, panni da lavare, pulizie, ecc) il giorno prima, quindi l&rsquo;omino talebano ligio a &ldquo;prima il dovere, poi il piacere&rdquo;, non aveva nulla di cui lamentarsi. E poi, ora che Piero ha cominciato a mettere sul suo blog dei <a href="https://losfogo.netsons.org/?p=4697" class="svg external">video alquanto professionali</a> sullo stesso <em>argomento</em>, avevo bisogno di materiale per continuare questo piacevole botta e risposta.<span id="more-17129"></span></p>
<div style="width: 800px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-17129-1" width="800" height="450" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/07/in-giro-per-le-campagne.mp4?_=1" /><a href="https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/07/in-giro-per-le-campagne.mp4">https://duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2026/07/in-giro-per-le-campagne.mp4</a></video></div>
<p>A differenza del video di Piero, qui il traffico della domenica in campagna &egrave; molto meno intenso, con buona pace del sottoscritto: a me piace godermi il panorama, l&rsquo;odore di erba appena tagliata, il sole che ti stuzzica ad ogni curva. Quindi mi irrita avere macchine dietro che hanno fretta di andare dove devono andare. A volte metto la freccia ed accosto, per lasciarli passare, a volte finisce che svoltano da qualche parte e mi lasciano in pace 🙂 Anche perch&eacute;, sebbene abbia gi&agrave; macinato i miei primi 500 chilometri in questi mesi, la tensione dell&rsquo;alta velocit&agrave; ancora non mi abbandona.</p>
<p>Una nota di colore riguardante i motociclisti americani. Qui, come penso di aver gi&agrave; detto in passato, le due ruote non sono un mezzo di locomozione quotidiano. Non si vede nessuno andare al supermercato o dal barbiere in moto, tanto per intenderci. Semplicemente non fa parte della loro cultura. Quindi la maggior parte dei motociclisti sono quelli che io chiamo &ldquo;rinnegati della domenica&rdquo; (da una vecchia serie tv, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Renegade_(serie_televisiva)" class="svg external">Renegade</a>) che usano la moto solo per sfizio, e che sembrano spesso fatti con lo stampino: casco alla tedesca, barba lunga, tatuaggi a pi&ugrave; non posso, abbigliamento in pelle.</p>
<p>Se vai al minuto 4:10 del video, vedrai un gruppo di rinnegati venirmi incontro sull&rsquo;altra corsia. Ebbene, ho imparato che qui si usa fare un gesto con le dita per salutarsi, facendo una V (immagino come pace?) e tenendo il braccio sinistro teso verso il basso. Il video scorre troppo in fretta per vedere il gesto da parte di quei motociclisti, ma mi chiedevo se fosse una cosa normale anche in Italia? Invece per la pizzeria segnalata nel video al minuto 1:20, non so spiegarmi il fatto che non ci sia mai un cliente, quando passo da quelle parti. Un giorno ho deciso di provare la loro pizza, ed era davvero scadente. Per&ograve; ho sentito il cuoco parlare italiano. Allora mi son convinto che il tizio sia nel programma di protezione testimoni, e che la pizzeria sia tutta una copertura &#128584; dato che continua a rimanere aperta nonostante tutto.</p>

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		<title>Ama finché non fa male</title>
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		<dc:creator><![CDATA[camu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 02:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[camera da letto]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi prendo l'ispirazione da una canzone di musica elettronica che mi è sempre piaciuta moltissimo, Love until it hurts, cantata da Stine Grove.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Da tempo immemore camu non indossava la papalina notturna, l&rsquo;abbigliamento adatto quando archivio qualcosa nella camera da letto della mia casetta virtuale. Oggi prendo l&rsquo;ispirazione da una canzone di musica elettronica che mi &egrave; sempre piaciuta moltissimo, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jg0TAk5OB0M" class="svg external">Love until it hurts</a>, cantata da Stine Grove, un&rsquo;artista danese nota nei circoli della musica <em>vocal trance</em>, come la chiamano quelli che hanno studiato. Un piccolo capolavoro dove sia la melodia che le parole riescono ogni volta a farmi venire quasi la pelle d&rsquo;oca, un mix di energia ed emozioni come oramai &egrave; raro provare in questo mondo in cui si continua a correre inseguendo chiss&agrave; cosa. <span id="more-17086"></span></p>
<p>Allora ho chiesto a ChatGPT di aiutarmi a tradurre il testo in modo da rendere il senso pi&ugrave; profondo di quelle parole. Eccoti qui di seguito ci&ograve; che l&rsquo;intelligenza artificiale ha concepito. Niente male, direi. Niente male. Una precisazione sul senso profondo del testo originale: in inglese, &ldquo;Love until it hurts&rdquo; non implica affatto cercare il dolore o farsi del male. Significa piuttosto amare cos&igrave; profondamente che, inevitabilmente, a un certo punto l&rsquo;amore ci fa sentire talmente vivi da far male.</p>
<blockquote>
<p class="isSelectedEnd">Ama finch&eacute; non fa male, ama finch&eacute; sentirai<br>
la tristezza nel tuo cuore, un dolore che guarirai.<br>
Ama finch&eacute; non fa male, finch&eacute; scoprirai che, in fondo,<br>
tutto ci&ograve; che resta da donare<br>
&egrave; tutto ci&ograve; per cui vivi.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ama finch&eacute; non fa male, ama finch&eacute; il cuore sanguiner&agrave;.<br>
Quando sai che &egrave; amore vero,<br>
non esiste altra via.<br>
Ama finch&eacute; le stelle<br>
danzeranno nel cielo,<br>
illuminando il tuo cammino,<br>
mostrandoti dov&rsquo;&egrave; la verit&agrave;.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ama finch&eacute; non fa male.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ama finch&eacute; non fa male, finch&eacute; spezzer&agrave;<br>
quel vuoto che ti spaventa<br>
e render&agrave; chiare le tue scelte.<br>
Ama finch&eacute; non fa male, finch&eacute; lascerai andare<br>
i ricordi del passato,<br>
che non appartengono pi&ugrave; al presente.</p>
<p class="isSelectedEnd">A volte hai bisogno di pi&ugrave;<br>
di quanto le parole sappiano dire.<br>
Ti senti sprofondare dentro,<br>
desiderando soltanto sentire<br>
quelle parole che ci diciamo.</p>
<p class="isSelectedEnd">Ama finch&eacute; non fa male,<br>
non lasciarti svanire.<br>
Non andare via.</p>
<p>Ama finch&eacute; non fa male.<br>
Fino in fondo.</p></blockquote>
<p>Una bellissima poesia che ci ricorda come dovremmo vivere le nostre relazioni. Lo so, il lavoro, gli impegni, il logorio della vita moderna, ci mettono sempre i bastoni fra le ruote e ci distraggono da quello che conta veramente alla fine dei conti. Un amore come quello descritto in questa canzone/poesia &egrave; davvero raro da trovare. Ma quando lo trovi, non lasciartelo scappare, continua a coltivarlo, non farlo cadere nell&rsquo;abitudine, nella routine. Perch&eacute; amare fino a che il cuore non duole, secondo me, &egrave; il vero senso della vita. Tutto il resto&hellip; &egrave; noia, come diceva una volta qualcuno.</p>

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