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	<title>Dunter.</title>
	
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	<description>Creative. Digital. Thinkers.</description>
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		<title>Yes! A Torino l’accoglienza è soprattutto un sorriso.</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 12:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con piacere vi presentiamo in questo post una case history sviluppata per il Marchio di Qualità Yes! Torino, Quality for Travellers, che si occupa di coinvolgere in un processo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con piacere vi presentiamo in questo post una case history sviluppata per il Marchio di Qualità <a title="Visita il sito Yes! Torino" href="http://www.yestorinohotel.it/" target="_blank">Yes! Torino, Quality for Travellers</a>, che si occupa di coinvolgere in un processo di crescita qualitativa oltre <strong>90 strutture tra Hotel e Rifugi di Torino e Provincia</strong>, sotto centinaia di aspetti legati, ad esempio, alle prestazioni ambientali, all&#8217;accoglienza, alla pulizia. La città è cambiata molto anche a livello<strong> turistico,</strong> avendo cavalcato in modo ottimale i big events dal 2006 in su (Olimpiadi, Universiadi, Europei, Arte Contemporanea, 150 anni Unità d&#8217;Italia). Per coloro che però non ci sono più stati, Torino rimane una città fredda e grigia con un vetusto stereotipo appiccicato addosso.</p>
<p>Ed ecco<strong> l&#8217;idea</strong> che ha coinvolto 20 strutture di Yes!:<strong> il gioco dei Sorrisi 2011</strong>. Ad ogni albergatore o gestore di rifugio Yes! è stato chiesto di inviare una fotografia che riflettesse il titolo del gioco. I materiali pervenuti sono quindi state pubblicati e votati su <a title="Diventa Fan " href="http://www.facebook.com/yestorino" target="_blank">Facebook</a>, creando un effetto buzz davvero interessante.</p>
<p>Per gustare il risultato, fatto di <strong>sorrisi e goliardia dei &#8220;freddi torinesi&#8221;</strong>, crediamo che la gallery parli da sola: <strong><a title="Gallery Fotografica Yes! Torino Sorrisi 2011" href="http://goo.gl/7eWPg" target="_blank">http://goo.gl/7eWPg</a></strong></p>
<p>Il gioco, inoltre, è stato molto apprezzato in rete su tutti i canali social di Yes!: oltre a Facebook, soprattutto su<a href="http://www.twitter.com/yestorino" target="_blank"> Twitter</a> e <a href="http://www.foursquare.com/yestorino" target="_blank">Foursquare</a>. Prossimamente verrà realizzato un video clip della gallery che verrà pubblicato anche su <a href="http://www.youtube.com/yestorinochannel" target="_blank">Youtube</a>, confermando <a href="http://www.yestorinohotel.it" target="_blank">Yes! Torino</a> come realtà &#8220;addicted&#8221; per la promozione turistica coordinata sui nuovi media.</p>
<p>Dunter paw <img src='http://www.dunter.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Questi non sono i Truly Design</title>
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		<comments>http://www.dunter.com/questi-non-sono-i-truly-design/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Iaconisi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Rems182, Mach505, Mauro149 e Ninja1 sono i Truly Design, un collettivo artistico nato a Torino e costituito da quattro ragazzi accomunati da una passione totalizzante per i graffiti e la street art. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/11/TrulyDesign-by-Bea-De-Giacomo_11111.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3258" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/11/TrulyDesign-by-Bea-De-Giacomo_11111-680x214.jpg" alt="" width="680" height="214" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">Rems182, Mach505, Mauro149 e Ninja1 sono i <strong><a title="Truly" href="http://www.truly-design.com/" target="_blank">Truly Design</a></strong>, un collettivo artistico nato a Torino e costituito da quattro ragazzi accomunati da una passione totalizzante per i graffiti e la <strong>street art</strong>. Quattro approcci, quattro stili, quattro differenti prospettive che, combinandosi, danno vita ad una sensazionale e feconda sinergia. Oggi Truly Design è una società e studio di arti visive molto vitale che dall’Italia inizia ad affacciarsi all’estero, con risultati sempre sorprendenti. Proprio ora, fino al fino al 27  novembre, la Galo Art Gallery (Via Saluzzo 11g) ospita la mostra dal titolo <strong>“Questo non è un graffito”</strong> che raccoglie opere indoor del collettivo.</p>
<p>Come Creative Thinkers non potevano sfuggirci: <strong>li abbiamo incontrati</strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000">D:</span> L’artista è, essenzialmente, un individualista. Come riuscite a conciliare personalità così diverse e sfaccettate come le vostre e trasformare gli slanci artistici di 4 cervelli e 8 mani in un unico progetto?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #339966"><strong>T:</strong></span> Ciascuno di noi ha una personalità artistica individuale ma tutti siamo in grado di cooperare inmaniera armoniosa e produttiva: i lavori che ne derivano sono la somma delle nostra  potenzialità artistiche, più che lo snaturamento del singolo. Chi nasce nell&#8217;individualismo artistico può andare incrisi ma noi nasciamo come gruppo, come graffitari, e come tali abbiamo sviluppato un inconsueto spirito di squadra che non appartiene ad altri tipi di collettivi artistici. La nostra esperienza ci porta quindi ad andare naturalmente in questa direzione e a condividere tutto. Quando diciamo tutto intendiamo anche gli utili: questo, tra l’altro, ci consente anche di far fronte ai capricci dell’ispirazione individuale che è per sua natura incostante. Siamo artisti, dopotutto…</p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>D:</strong></span> <strong>Da graffitari ad artisti completi, spesso legati alle esigenze di una committenza. Come è avvenuto il &#8220;salto&#8221;?</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/11/GaloArtGallery_21.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3265" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/11/GaloArtGallery_21-250x150.jpg" alt="" width="250" height="150" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #339966"><strong>T: </strong></span>L’esperienza del graffito “puro” si è esaurita, a livello di entusiasmo, all’incirca quando avevamo 20 anni. Il valore aggiunto e l’entusiasmo per continuare l’hanno apportato gli studi e i percorsi sensibilmente diversi che ognuno di noi ha intrapreso e catapultato nel calderone del nostro collettivo artistico. La chiave di volta è stata quindi la contaminazione all&#8217;interno del gruppo, che ha spostato e ridefinito i confini del graffito e dell&#8217;arte in genere. La categoria dei graffiti è sempre stata chiusa e spesso richiedeva un certo grado di conformismo: il salto è avvenuto nel momento in cui abbiamo preso coscienza del fatto che la ricerca e lo spiegamento di nuovi linguaggi e percorsi andasse inteso necessariamente come sinonimo di perdita di coerenza ma dovesse essere considerato un valore aggiunto.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000">D:</span> Uno dei lavori più importanti che avete concluso è quello legato al nuovo disco dei Subsonica, Eden. Come nasce la collaborazione con loro? Perché la scelta, per la copertina, di un anamorfismo?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #339966"><strong>T: </strong></span>Quando i Subsonica si sono trovati a dover realizzare la copertina del nuovo disco hanno chiesto idee e preventivi in alcuni studi, tra cui il nostro. Questo perché Max Casacci era già entrato in contatto con la nostra dimensione acquistando alcune opere Truly in un evento torinese. La proposta che abbiamo avanzato è stata vincente ed il suo valore aggiunto è stato proprio la scelta dell’anamorfismo e quindi la realizzazione di un’opera unica tra grafica e packaging. Dal punto di vista concettuale la nostra proposta era coerente con l’idea di eden che viene proposta nel disco, cioè di un immaginario in cui ciascuno tende a fuggire e a nascondersi: sul retro del cd una stanza vuota, davanti una proiezione mentale e irreale, un’immagine piatta che non ha senso se osservata da altre direzioni.</p>
<p><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/11/trulyeden1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3267" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/11/trulyeden1-680x286.jpg" alt="" width="680" height="286" /></a></p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>D:</strong></span><strong> In un’intervista avete parlato della possibilità, nonostante l’apertura della città di Torino alle vostre forme d’arte, di spostarvi all’estero. Si respirano atmosfere migliori?</strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #339966"><strong>T:</strong></span> Purtroppo, rispetto all&#8217;Italia, si respirano ovunque atmosfere migliori, anche nei paesi tradizionalmente considerati in via di sviluppo. Oseremmo dire che anche l’Europa dell&#8217;est, è in crescita dal punto di vista artistico rispetto all&#8217;Italia. Spostandoci abbiamo avuto modo di constatare che all’estero molti coetanei hanno delle possibilità davvero concrete e possono contare su un mercato molto dinamico e su acquirenti giovani, che rappresentano il target ideale dei nostri lavori. Questo non significa sia semplice, lavorare all’estero è un sogno ma si tratta di un percorso duro in cui non deve mancare qualche colpo di fortuna e qualche occasione “giusta” da cogliere al volo.</p>
<p><span style="color: #ff0000"><strong>D:</strong></span> <strong>Consigli per i giovani artisti che sognano di trasformare la loro passione, l’arte, in un lavoro.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #339966"><strong>T:</strong></span> Un consiglio imprescindibile: non idealizzare NIENTE. Bisogna essere consapevoli del fatto che il 70% dei lavori commissionati non saranno nelle vostre corde, non saranno tutti stimolanti e interessanti allo stesso modo. Poi, sicuramente consigliamo di prendere coscienza del fatto che vivere facendo soltanto l&#8217;artista è un sogno, non una realtà: chi vuole unire le due cose e farne un mestiere deve adattarsi il più possibile perché il momento storico e il paese in cui viviamo non consentono di porsi in maniera selettiva di fronte alle proposte di lavoro. All’inizio sarà dura, probabilmente sarà necessario dividersi tra due lavori. Insomma, il consiglio è: partite senza pretese, preparàti, con una buona dose di realismo nello zaino: se piacete, siete già sulla buona strada!</p>
<p><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/11/LogoTD.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-3260" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/11/LogoTD.gif" alt="" width="100" height="100" /></a></p>
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		<title>Circo Italia: un monumento funebre (collettivo e condiviso) per l’Italia</title>
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		<comments>http://www.dunter.com/circo-italia-un-monumento-funebre-collettivo-e-condiviso-per-litalia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 11:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Perri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C'è chi festeggia il 150°, c'è chi gli organizza un funerale. Idea grottesca? Forse. Un progetto ambizioso? Sicuramente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>C&#8217;è chi festeggia il 150°, c&#8217;è chi gli organizza un funerale. Idea grottesca? Forse. Un progetto ambizioso? Sicuramente.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Dal 2 al 6 di novembre ricomincia Paratissima a Torino (<a href="http://www.dunter.com/paratissima-2010-dunter-incontra-lorenzo-gemark/">leggi l&#8217;intervista fatta a Lorenzo Germak lo scorso anno sul blog di Dunter</a>), tra gli oltre 500 artisti partecipanti, accadrà qualcosa di molto particolare presso lo Spazio Sintesi, nel quartiere San Salvario.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Ho voluto lasciare uno spazio totalmente libero agli amici di Housedada per spiegarci Circo Italia, il loro progetto 2.0 che partirà dalle strade di Torino e (come tante altre realtà) si aprirà a tutta l&#8217;Italia con appuntamenti nelle più grandi città della Penisola.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong>Ecco quanto scrive Michele Canevese, cofounder di Housedada:</strong></div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Nel 150° anniversario, il collettivo <a href="http://www.housedada.com"><strong>Housedada</strong></a> e lo studio di architettura <a href="http://www.weekendinamorning.com/"><strong>Weekend In A Morning</strong></a> annunciano la <strong>morte dell’Italia</strong> e l’avvio del tour per il Bel Paese di <strong>CIRCO ITALIA</strong>,  la più grande opera d’arte collettiva degli ultimi 150 anni, che  raccoglie le immagini e le riflessioni di artisti e cittadini &#8211; <strong>secondo  il principio della condivisione e dell’aggregazione</strong> &#8211; sul tema “<em>150  anni. Un Monumento Funebre per l’Italia. Perché prima di una resurrezione servono comunque un funerale e un sepolcro</em>”.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>L’<strong>obiettivo del progetto</strong> è quello di offrire un  ritratto della nazione che possa fare emergere quelle realtà  circoscritte che ne costituiscono il substrato creativo. Realtà che  vivono e si sviluppano indipendentemente dal clima economico, politico,  sociale e culturale del paese e, spesso, nonostante quelle stesse  condizioni.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/10/circoitalia_dossier-x2.jpg"><img class="size-large wp-image-3232 aligncenter" title="Circo Italia" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/10/circoitalia_dossier-x2-680x487.jpg" alt="Circo Italia" width="500" height="358" /></a></p>
</div>
<div>Le opere rappresentano visioni diverse che si completano l’una con l’altra. Monumenti funebri all’Italia  a cui si può rendere omaggio partecipando al funerale surreale che  viene messo in scena, ogni giorno, nello <strong>spazio Sintesi, durante  Paratissima, a Torino</strong> – prima capitale d’Italia e prima tappa del tour per il Bel Paese che toccherà le città di Bologna, Palermo, Roma, Milano, Venezia.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div><strong>12 testimonial</strong> partecipano al lancio dell&#8217;iniziativa proponendo le loro opere pilota:</div>
<p>&nbsp;</p>
<div><em>2A+P/A</em></div>
<div><em>Marco Cervetti</em></div>
<div><em>Comoglio Architetti</em></div>
<div><em>Daniele Galliano</em></div>
<div><em>MARC</em></div>
<div><em>OFL Architecture</em></div>
<div><em>Alex Pinna</em></div>
<div><em>Salottobuono</em></div>
<div><em>Beniamino Servino</em></div>
<div><em>Super!</em></div>
<div><em>(Patrick Tuttofuoco,</em></div>
<div><em>Riccardo Previdi,</em></div>
<div><em>Massimiliano Buvoli)</em></div>
<div><em>Max Tomasinelli</em></div>
<div><em>Yellow Office</em></div>
<div><em><br />
</em></div>
<div>per info: <a href="http://www.docmagazine.it/index.php/circo-italia">Circo Italia</a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div><em>Autore: <a href="http://www.housedada.com">Michele Canevese</a> (designer e videomaker da molti anni presso il Collettivo Housedada) per il Blog di Dunter.</em></div>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dunter/~4/VNXphy5Cz1g" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’invasione degli UltraKorps</title>
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		<comments>http://www.dunter.com/linvasione-degli-ultrakorps/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 22:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Filippo Tha</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Discoforgia]]></category>
		<category><![CDATA[Electro]]></category>
		<category><![CDATA[Motel Connection]]></category>
		<category><![CDATA[Pisti]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia collaborazione, tramite Dunter, con i torinesi Motel Connection ha inizio con la creazione di un side-project musicale che unisce Discoforgia con Dj Pisti sotto il nome, dal sapore molto 80s, di UltraKorps.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012885472-hvgy8a-original.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-3195" title="artworks-000012885472-hvgy8a-original" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/10/artworks-000012885472-hvgy8a-original-680x679.jpg" alt="" width="441" height="440" /></a></p>
<p>La mia collaborazione, tramite Dunter, con i torinesi <a href="https://www.facebook.com/pages/Motel-Connection/22178101521">Motel Connection</a> ha inizio con la creazione di un side-project musicale che unisce <a href="https://www.facebook.com/arcade.discoforgia">Discoforgia </a>con <a href="https://www.facebook.com/pages/Dj-Pisti/73413527069">Dj Pisti</a> sotto il nome, dal sapore molto 80s, di <strong>UltraKorps</strong>.</p>
<p>Il progetto &#8220;UltraKorps&#8221; vuol essere, oltre ad un&#8217;occasione di incontro artistico per sperimentare ed affinare nuove sonorità, una sorta di &#8220;cavallo di troia&#8221; all&#8217;interno della blogosfera musicale per preparare il terreno a ciò che succederà con i Motel Connection nel prossimo futuro.<br />
Il tutto traendo isipirazione (e campionamenti) dalla New Wave e dal Synth Pop a cavallo tra gli anni &#8217;70 e &#8217;80 con l&#8217;intento di fonderli con le più recenti influenze ed attitudini della musica elettronica.<br />
La prima traccia, <strong>rilasciata rigorosamente in free download</strong>, s&#8217;intitola &#8220;<em>Mass Disorder</em>&#8221; e, dopo essere stata concessa e pubblicata in anteprima esclusiva all&#8217;importante music blog americano <a href="http://digi10ve.com/2011/10/13/digilove-exclusive-ultrakorps-mass-disorder/">Digi10ve</a> la settimana scorsa, è stata ripostata e recensita da svariati altri blogs in giro per il mondo. La potete ora ascoltare e scaricare anche da Soundcloud:</p>
<p><object width="100%" height="81"><param name="movie" value="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F25819621" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="81" src="http://player.soundcloud.com/player.swf?url=http%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F25819621" allowscriptaccess="always"></embed></object> <span><a href="http://soundcloud.com/arcade-z/ultrakorps-mass-disorder">UltraKorps &#8211; Mass Disorder</a> by <a href="http://soundcloud.com/arcade-z">DISCOFORGIA</a></span></p>
<p>Enjoy It!</p>
<p><span><br />
</span></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dunter/~4/txlSnhLoySA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dunter.com/linvasione-degli-ultrakorps/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>The Perfect House, il primo film distribuito esclusivamente su Facebook</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dunter/~3/cABy7wi4ggo/</link>
		<comments>http://www.dunter.com/the-perfect-house-il-primo-film-distribuito-esclusivamente-su-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 12:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama &#8220;The Perfect House&#8221; ( &#8216;La casa perfetta&#8217;) ed è a tutti gli effetti il primo film distribuito esclusivamente su Facebook.  A partire dallo scorso week-end infatti gli utenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama &#8220;The Perfect House&#8221; ( &#8216;La casa perfetta&#8217;) ed è a tutti gli effetti il primo film distribuito esclusivamente su Facebook.  A partire dallo scorso week-end infatti gli utenti del Social Network di Palo Alto hanno la possibilità di &#8220;affittare&#8221; il film dei registi  indipendenti Kris Hulbert e Randy Kent, un&#8217;ora e ventidue minuti di puro horror alla vecchia maniera.</p>
<p>Da parte dell&#8217;industria cinematografica non è il primo tentativo di sfruttare la potenza degli 800 milioni di utenti di Facebook. Ma mentre Facebook nei mesi scorsi aveva acquisito i diritti di distribuzioni di film come &#8220;The Big Lebowski&#8221; e &#8220;The Dark Knight&#8221; (ormai veri e propri Cult), il caso di &#8220;The Perfect House&#8221; segna una novità assoluta. L&#8217;indie horror in questione è forse il primo film &#8220;made-for-Facebook&#8221;, che non arriverà nei cinema ma soltanto sulle pagine del Social Network.</p>
<p>E di fatto segna anche un nuova frontiera per i registi indipendenti. Già attraverso piattaforme come <a href="https://signup.netflix.com/global" target="_blank">Netflix</a> (film mainstream) o <a href="http://www.fandor.com/" target="_blank">Fandor</a> (film indie) l&#8217;industria del Cinema ha cambiato il modo di concepire la distribuzione di film.  Semmai ci fossero dei dubbi sulla potenzialità di tale scelta, basta ascoltare le parole di Hulbert, fondatore del North Hollywood Gratwick Film, la casa di produzione di &#8220;The Perfect House&#8221;: &#8220;In futuro vogliamo continuare a distribuire film esclusivamente per la rete&#8221;. Se fate due conti, se ne intuisce anche la convenienza:iIl film è costato circa 150mila dollari, un&#8217;inezia per un budget cinematografico e per distribuirlo ovviamente non si può spendere di più. Ecco quindi la scelta di &#8220;affittarlo&#8221; on demand sulla rete. Costi bassi e una platea, teoricamente, molto più vasta di ogni altra distribuzione nelle sale.</p>
<p>Nel frattempo c&#8217;è già chi pensa al prequel di &#8220;The Perfect House&#8221;, anche quello, ovviamente, distribuito solo su Facebook. Ma per adesso godiamoci il trailer di questo film.</p>
<p><iframe width="500" height="284" src="http://www.youtube.com/embed/70TqoielZXU" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Torino TRue: la non mostra di Fabrizio Vespa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 09:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Casaleggio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti visive]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[Torino TRue è una non mostra curata da Fabrizio Vespa che ha realizzato gli scatti attraverso il suo iPhone. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fabrizio Vespa</strong> ci iniziò a parlare di Torino TRue nel cuore dell&#8217;estate. Da allora, passo dopo passo, quello che era riposto nella memoria del suo iPhone è stato riordinato, ripreso, selezionato e stampato. <strong>Oggi incontriamo l&#8217;ideatore del progetto.</strong></p>
<p><strong>D: </strong><strong>Gli americani, quelli come te, li chiamano Iphonographer: 3 megapixel con cui fai un reportage direttamente dalla pancia della Torino che hai incontrato.Quando sei partito e quando hai iniziato a capire che, scatto dopo scatto, le foto potessero far parte di un progetto?</strong></p>
<p>«E’ stata una<strong> folgorazione al rallentatore</strong>. Il primo scatto in assoluto è stato il cartello che indica il senso unico su cui Opiemme, uno street artist cittadino aveva appiccicato la scritta “cocaina”. Questa è stata<strong> la scintilla</strong>. <strong>L’innesco</strong> è arrivato molto tempo dopo. Quando dopo una notte trascorsa nella suite dell’NH Hotel in via della Basilica sono uscito in strada: era mezzogiorno di sabato e in pochi passi mi sono ritrovato <strong>tra i banchi di Porta Palazzo</strong>. Tappa da Bertino e Bertone, il negozio di nastri e pacchi. A suggellare questo splendido contrasto tra alto e basso che ho respirato in pochi metri quadri, con una intensità assoluta, è intervenuto il commento della ragazza che era con me che ha detto:<strong> “tutto questo è molto true!”</strong> E da lì è nato Torino TRue.</p>
<p><strong>D: </strong><strong>Oggi Torino True è (come l&#8217;hai definita tu) una &#8220;non mostra&#8221;. Tra l&#8217;altro, non hai volutamente usato nessun effetto.</strong></p>
<p><strong> </strong>«E’ una non mostra perché io<strong> non sono un fotografo </strong>e credo che il telefonino sia appunto uno strumento non assimilabile fino in fondo ad un classico apparecchio fotografico. Per me <strong>il telefonino rimane uno strumento di comunicazione</strong> anche quando fa delle foto o dei video tant’è vero che quelle foto e quei video vengono quasi immediatamente dati in pasto al web. In senso più esteso l’uso del telefonino in Torino TRue è molto<strong> più simile a quello di una penna </strong>con cui, attraversando la città e i suoi spazi, annoto ciò che vedo e che mi colpisce sotto l’ottica particolare del mio personale Torinodrome. L’artista torinese <strong>Paolo Leonardo</strong> ha definito questo atteggiamento come quello di un moderno flaneur digitale. In più per aderire in pieno alla filosofia dello Stay TRue gli scatti non devono ricorrere a <strong>nessun tipo di ritocco</strong> o elaborazione da parte di qualche app.»</p>
<p><img class="size-full wp-image-3160 alignleft" title="torino True" src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/10/php8MqeqVAM.jpg" alt="toretto turet" width="350" height="246" /></p>
<p><strong>D: </strong><strong>Sono tre i luoghi in cui sono esposti i 150 scatti: sabato 22 c&#8217;è il Finissage.</strong></p>
<p>«<strong>Il finissage si terrà al TAC in piazza Emanuele Filiberto</strong> angolo via Sant’Agostino: per la festa di chiusura verrà presentato il libro di Torino TRue Vol. 1 edito da Espress Edizioni. Gli scatti sono stati esposti oltre che al TAC anche allo <strong>Spazio Ferramenta</strong> di via Bellezia 8 e al<strong> Blah Blah</strong> in via Po 26. Lo scopo della mostra è soprattutto quello di promuovere<strong> <a href="http://www.facebook.com/torinotrue">la pagina Facebook di Torino TRue</a> </strong>in cui tutti sono invitati a postare e condividere gli scatti della propria Torino TRue. Così facendo la prossima non mostra sarà un’opera collettiva che potrà coinvolgere molti più locali cittadini. <strong>Alla fine l’idea di fondo è di arrivare a “truizzare” altre città italiane</strong> fino al progetto<strong> Italia TRue </strong>e di sfruttare in generale Torino TRue come uno strumento di comunicazione virale grazie naturalmente al<strong> supporto di Dunter che si è fatto carico di tutta la promozione web</strong> nonché della<strong> rielaborazione grafica</strong> delle immagini.»</p>
<p><strong>D: </strong><strong>Torino True finirà, oltre che appeso ai muri, anche su carta. Offri qualche anteprima ai lettori del blog di Dunter.? Personalmente trovo molto bella anche la scelta della copertina</strong>.</p>
<p>«Il libro è un ulteriore strumento di promozione del progetto su web e in chiave viral. Dal punto di vista grafico mi sono affidato al lavoro di<strong> Skesis, un giovane street artist torinese</strong> di cui apprezzo molto l’opera e che ho già coinvolto in alcuni miei lavori precedenti: lui si è occupato della copertina e di tutta l’impaginazione.<strong> Mentre il logo è merito di Nico di<a href="http://www.dunter.com"> Dunter.</a></strong><a href="http://www.dunter.com">»</a></p>
<p>Quindi scopri tutti gli scatti realizzati dagli altri sulla pagina ufficiale di <a href="http://www.facebook.com/torinotrue">Facebook</a> e <strong>condividi i tuoi! </strong></p>
<p>Naturalmente, <strong>stay TRue! </strong></p>
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		<title>Arriva Store Merch, l’e-commerce per i canali musicali di Youtube</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dunter/~3/426rYWn1Ufw/</link>
		<comments>http://www.dunter.com/youtube-lancia-le-commerce-per-i-canali-musicali/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Youtube è uno dei Social dove l'ascolto della musica monetizza di più. Migliaia di band internazionali, famose e meno famose, si mantengono con le visualizzazioni e i relativi ADV dei loro video. Il salto di qualità è arrivato in queste ore, con l'annuncio di Youtube (leggi Google) di lanciare lo Store Merch, uno strumento che permetterà ai musicisti di passare direttamente dalla monetizzazione pubblicitaria a quella delle vendite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Youtube è uno dei Social dove l&#8217;ascolto della musica monetizza di più. Migliaia di band internazionali, famose e meno famose, si mantengono con le visualizzazioni e i relativi ADV dei loro video. Il salto di qualità è arrivato in queste ore, con l&#8217;annuncio di Youtube (leggi Google) di lanciare lo <em>Store Merch</em>, uno strumento che permetterà ai musicisti di passare direttamente dalla monetizzazione pubblicitaria a quella delle vendite. Fra un po&#8217; su Youtube si potrà insomma scaricare musica digitale dietro il pagamento di qualche dollaro, ma non solo: anche biglietti per concerti, magliette, gadgets della band e molto altro.</p>
<p>Youtube ha collaborato con diverse società per implementare la propria piattaforma video con l&#8217;e-commerce, incluso <a href="http://www.topspinmedia.com/" target="_blank">Topspin</a> (per i gadgets), <a href="http://www.songkick.com/" target="_blank">Songkick</a> (per concerti), <a href="http://www.amazon.it/" target="_blank">Amazon</a> e <a href="http://www.apple.com/it/itunes/" target="_blank">iTunes </a>(per i download di musica). Il &#8220;negozio&#8221; Merch, lanciato in queste ore in USA, sarà esteso a livello globale &#8220;nelle prossime settimane.&#8221; Parola di Weitenberner, account tecnico di YouTube, che ha anticipato la novità sul <a href="http://youtube-global.blogspot.com/2011/10/new-youtube-features-for-music-artists.html" target="_blank">suo blog</a>.</p>
<p>Facebook Music, dunque, è servito: mentre Zuckerberg sembra puntare sul buzz social come veicolo per vendere musica, Youtube punta dritto al cuore dell&#8217;industria discografica mettendo in mano agli artisti un nuovo e potenziale strumento di marketing professionale.</p>
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		<title>Ciao, Steve.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dunter/~3/r0YXNc2xnQ4/</link>
		<comments>http://www.dunter.com/ciao-steve/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 14:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News from dunter]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Come creative digital thinkers, oggi non potevamo non ricordare con un post la grandezza di un uomo che ha cambiato il modo di vivere il mondo. E vorremo farlo con la citazione qui sopra, che ci suggerisce di ricordare Steve Jobs non tanto quanto innovatore tecnologico (chi conosce la sua biografia sa che in realtà era un pessimo ingegnere) ma piuttosto come il più grande umanista a cavallo fra i due secoli. E non stiamo esagerando.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Nel nostro dna c&#8217;è l&#8217;idea che la tecnologia da sola  non sia sufficiente. Solo quando si sposa alle discipline umanistiche  riesce a produrre risultati che fanno vibrare il  cuore.</p></blockquote>
<p style="text-align: right;">Steve Jobs, 2010</p>
<p>Come <em>creative digital thinkers</em>, oggi non potevamo non ricordare con un post la grandezza di un uomo che ha cambiato il modo di vivere il mondo. E vorremo farlo con la citazione qui sopra, che ci suggerisce di ricordare Steve Jobs non tanto quanto innovatore tecnologico (chi conosce la sua biografia sa che in realtà era un pessimo ingegnere) ma piuttosto come il più grande umanista a cavallo fra i due secoli. E non stiamo esagerando.</p>
<p>Oggi forse facciamo fatica a ricordarlo, ma a metà degli anni &#8217;80 (quando Apple era ancora agli esordi, Pixar e Wired non esistevano e le dotcom erano solo un bel sogno) esisteva un confine invalicabile fra tecnologia ed umanesimo, fra bit e creatività. Da una parte c&#8217;erano i &#8220;nerd&#8221;, per cui parlare di computer era l&#8217;unico orizzonte quotidiano e dall&#8217;altra c&#8217;era la diffidenza un po&#8217; snobistica del mondo intellettuale e culturale nei confronti delle nuove tecnologie: lavorare a un terminale per un qualsiasi creativo era la morte della propria creatività, una gabbia grigia ed alienante da cui stare lontani. Nessuno avrebbe mai pensato che due strade così diverse si potessero incrociare.</p>
<p>Poi è arrivato Steve Jobs. Che ha dimostrato che alla tecnologia si può unire la stessa ispirazione semantica di una poesia. Che ha concepito il computer come opera d&#8217;arte, i fonts come quadri, lo spazio digitale come un piccolo museo da andare a visitare ogni tanto. Ecco, al bivio fra tecnologia ed umanesimo, Jobs scelse la multidisciplinarità e il &#8220;pensare di traverso&#8221;. Ha concepito l&#8217;esperienza tecnologica come un&#8217;esperienza emotiva, la stessa che si prova ascoltando una canzone, leggendo un libro o guardando un film. Tanto che dei suoi dipendenti, diceva: &#8220;sono solo poeti e filosofi che nel tempo libero hanno deciso di dedicarsi all&#8217;informatica&#8221;. Questa è la sua più grande intuizione, quella che oggi ha reso Apple l&#8217;azienda che conosciamo e quella che permette a un&#8217;intera generazione di creativi digitali di farsi strada nel crocevia di quei due mondi che oggi sono ancora più vicini, sempre più inclusi l&#8217;uno nell&#8217;altro.</p>
<p>Ecco, più di ogni altra cosa, prodotto, o invenzione rivoluzionaria, i <em>dunters</em> ci tengono a dire che l&#8217;eredità più grande che ci ha lasciato Steve Jobs  è la consapevolezza che le dimensioni più affascinanti della cultura del genere umano nascono dalla contaminazione delle discipline e non dalla loro purezza. Quel <em>menage a trois</em> fra filosofia, umanesimo e scienza, che Italo Calvino aveva intravisto nelle sue <a href="http://www.michelmartone.org/universita/lezioni-americane-di-italo-calvino" target="_blank">Lezioni Americane,</a> con Steve Jobs è stato un futuro diventato realtà. E noi oggi, quotidianamente, da buoni creativi digitali, continuamo ad esplorarlo e a scoprine nuove potenzialità, provando a sorprendere e a sorprenderci. Eppure se non fosse esistito quel &#8220;folle ed affamato&#8221; <em>iCEO</em>, probabilmente non saremmo esistiti nemmeno noi.</p>
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		<title>La linea di moda Minkoff lancia un ADV crowdsourcing su Instagram</title>
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		<comments>http://www.dunter.com/la-linea-di-moda-minkoff-lancia-un-adv-crowdsourcing-su-instagram/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 13:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Lombardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Rebecca Minkoff è una stilista geniale di New York, famosa per lo stile inconfondibilmente animalier delle sue borse (ma non solo: guardate ad esempio i suoi condom realizzati poco tempo fa). Con la stessa capacità di spiazzare critica ed ammiratori, la stilista ha pensato ad un nuovo modo di pubblicizzare i suoi prodotti, chiamando direttamente i propri fan alla progettazione di un ADV cartaceo. E in particolare usando la popolare applicazione per fotografie Instagram.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rebecca Minkoff è una stilista geniale di New York, famosa per lo stile inconfondibilmente <em>animalier </em>delle sue borse (ma non solo: guardate ad esempio i <a href="http://www.pinkblog.it/post/8985/rebecca-minkoff-anche-i-preservativi-sfilano-in-passerella" target="_blank">suoi condom </a>realizzati poco tempo fa). Con la stessa capacità di spiazzare critica ed ammiratori, la stilista ha pensato ad un nuovo modo di pubblicizzare i suoi prodotti, chiamando direttamente i propri fan alla progettazione di un ADV cartaceo. E in particolare usando la popolare applicazione dedicate alle &#8220;fotografie veloci&#8221;: <a href="http://instagr.am/" target="_blank">Instagram</a>.</p>
<p>L&#8217;appello della Minkoff è semplice: chiede ai propri seguaci su Twitter di caricare le fot0 dei propri prodotti in Instagram, usando l&#8217;hashtag #RebeccaMinkoff:  tra oggi e il 1 ottobre le migliori foto saranno incluse nella campagna ADV che andrà in stampa nel mese prossimo nel numero d&#8217;esordio della rivista <a href="http://www.style.com/magazine" target="_blank">Style.com.</a></p>
<p>Uri Minkoff, CEO (e fratello maggiore) di Rebecca Minkoff, dice che il brand di moda ha scelto di utilizzare Instagram per la sua potenzialità di editing, capace di rendere le foto qualcosa di più che un semplice scatto: piuttosto un &#8220;distintivo&#8221;, quasi un &#8220;logo istantaneo&#8221; del brand, forse più artificioso ma decisamente più gradevole per una campagna ADV. Aggiugendo, naturalmente, che l&#8217;utilizzo di Instagram dà anche la possibilità all&#8217;azienda di coinvolgere i fan, molti dei quali sono il vero successo di Rebecca Minkoff.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dunter/~4/YZQFPmSoNyE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Social Media Week, il report dei top influencer nel mondo. C’è anche Dunter.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dunter/~3/X_cbJ6whytY/</link>
		<comments>http://www.dunter.com/social-media-week-il-report-dei-top-influencer-nel-mondo-ce-anche-dunter/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 10:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Perri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[News from dunter]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[carlo antonelli]]></category>
		<category><![CDATA[chinaski]]></category>
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		<category><![CDATA[mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[Motel Connection]]></category>
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		<category><![CDATA[Social Media Week]]></category>
		<category><![CDATA[sounday]]></category>
		<category><![CDATA[Wired]]></category>

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		<description><![CDATA[La Social Media Week è terminata venerdì 23 settembre. I due panel organizzati da Dunter hanno visto susseguirsi professionisti del settore web a confronto con professionisti di diversi ambiti quali cinema, editoria e musica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Social Media Week</strong> è terminata venerdì 23 settembre. I due panel organizzati da <strong>Dunter</strong> hanno visto susseguirsi professionisti del settore web a confronto con professionisti di diversi ambiti quali musica, cinema ed editoria.</p>
<p>Approfittiamo di questo spazio per ringraziare, in assoluto ordine alfabetico, tutti gli ospiti che gratuitamente hanno dato forma alle nostre conferenze:</p>
<p><strong>Carlo Antonelli</strong> &#8211; Direttore di Wired Italia<br />
<strong>Jacopo Barigazzi</strong> &#8211; Giornalista de Linkiesta.it<br />
<strong>Paolo Bottazzini</strong> &#8211; Giornalista de Linkiesta.it e autore di Googlecrazia<br />
<strong>Daniele Cassandro</strong> &#8211; Giornalista di Wired Italia<br />
<strong>Luca Fantacone</strong> &#8211; International Marketing Director di Sony Music<br />
<strong>Michele Fornasero</strong> &#8211; Produttore di Indyca per ZooSchool<br />
<strong>Andrea Landini</strong> &#8211; CoFounder di Eppela.com<br />
<strong>Fernando Mantovani</strong> &#8211; Direttore Vendite di LaFeltrinelli.it<br />
<strong>Paolo &#8220;Chinaski&#8221; Pavanello</strong> &#8211; Chitarrista dei Linea77<br />
<strong>Pierfunk</strong> &#8211; Bassista dei Motel Connection<br />
<strong>Emanuele Pietripaoli</strong> &#8211; Head of Playmaker Mtv Italia<br />
<strong>Giuseppe Ravello</strong> &#8211; Founder di Sounday Music<br />
<strong>Stefano &#8220;Acty&#8221; Rocco</strong> &#8211; Founder di Rockit.it</p>
<p>Non ultima, <a href="http://www.metatrongroup.com">Metatron</a> per l&#8217;importante supporto organizzativo e comunicativo.</p>
<p>Durante i due panel noi Dunters abbiamo seguito l&#8217;evento con una costante cronaca via Twitter conversando e informando il più possibile il mondo della rete e dei social media.</p>
<p><a href="http://www.synthesio.com">Synthesio.com</a>, Ranking System del web, ha realizzato un&#8217;infografica nella quale rilascia alcuni dati interessanti sull&#8217;utilizzo di Twitter nei giorni della Social Media Week che, ricordiamo, si è tenuta in <strong>12 città del mondo</strong> (Beirut, Berlino, Bogotà, Buenos Aires, Chicago, Glasgow, Los Angeles, Milano, Mosca, Rio de Janeiro, San Paolo e Vancouver).</p>
<p><a href="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/09/DZN-SYNTHESIO-Social_Media_Week-v2-info-01.png"><img src="http://www.dunter.com/wp-content/uploads/2011/09/DZN-SYNTHESIO-Social_Media_Week-v2-info-01.png" alt="Social Media Week Ranking Data System" title="Social Media Week Ranking Data System" class="aligncenter size-full wp-image-3108" /></a></p>
<p>Tra i top influencer italiani, al terzo posto, spunta <a href="http://www.twitter.com/dunters">@dunters</a>.</p>
<p>Un&#8217;altra missione è stata compiuta. </p>
<p>Qui una serie di videointerviste ad alcuni ospiti:</p>
<p><strong>Emanuele Pietripaoli &#8211; Head of Playmaker Mtv Italia</strong></p>
<p><iframe width="500" height="284" src="http://www.youtube.com/embed/BvN7KIR3uBs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Pierfunk &#8211; Motel Connection</strong></p>
<p><iframe width="500" height="284" src="http://www.youtube.com/embed/EVgmJtDNLSg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Andrea Landini &#8211; CoFounder di Eppela.com</strong></p>
<p><iframe width="500" height="284" src="http://www.youtube.com/embed/5fXykKzVTH0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E qui di seguito link di articoli usciti su alcuni blog:</p>
<p><strong>Blogosfere</strong>: <a href="http://hightech.blogosfere.it/2011/09/social-media-week-milano-2011-musica-20-promozione-distribuzione-condivisione-e-partecipazione-nelle.html">link</a><br />
<strong>Web-target</strong>: <a href="http://www.web-target.com/open-target/543-e-festival-2011-la-proprieta-intellettuale-nellera-digitale">link</a><br />
<strong>DanRaina</strong>: <a href="http://www.danraina.com/2011/09/musica-editoria-e-cinema-la-proprieta-intellettuale-ed-una-sola-crisi/">link</a></p>
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