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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2italianfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661</atom:id><lastBuildDate>Sat, 21 Feb 2009 11:58:32 +0000</lastBuildDate><title>ecogermania</title><description>Un blog a metà strada tra economia ed ecologia tedesca</description><link>http://www.ecogermania.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/ecogermania" type="application/rss+xml" /><feedburner:feedFlare href="http://www.newsgator.com/ngs/subscriber/subext.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fecogermania" src="http://www.newsgator.com/images/ngsub1.gif">Subscribe with NewsGator</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.bloglines.com/sub/http://feeds.feedburner.com/ecogermania" src="http://www.bloglines.com/images/sub_modern11.gif">Subscribe with Bloglines</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.netvibes.com/subscribe.php?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fecogermania" src="http://www.netvibes.com/img/add2netvibes.gif">Subscribe with Netvibes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://fusion.google.com/add?feedurl=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fecogermania" src="http://buttons.googlesyndication.com/fusion/add.gif">Subscribe with Google</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.pageflakes.com/subscribe.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fecogermania" src="http://www.pageflakes.com/ImageFile.ashx?instanceId=Static_4&amp;fileName=ATP_blu_91x17.gif">Subscribe with Pageflakes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://add.my.yahoo.com/content?lg=it&amp;url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fecogermania" src="http://eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/i/it/my/mioya1.gif">Subscribe with Mio Yahoo!</feedburner:feedFlare><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-6465528608439523287</guid><pubDate>Mon, 19 Jan 2009 10:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-01-19T11:41:48.931+01:00</atom:updated><title>Quasi due milioni di posti di lavoro verdi</title><description>Sarà stata anche superata dalla Cina come terza potenza economica mondiale, ma la Germania continua a guidare indisturbata la classifica dei Paesi che producono più beni ambientali, come impianti eolici o sistemi per lo smaltimento dei rifiuti. Anzi, negli ultimi anni la quota di Berlino nel commercio mondiale di prodotti verdi è aumentata, salendo al 16%. A questa conclusione giunge il "Rapporto sull'economia ambientale" del governo tedesco, presentato nei giorni scorsi. &lt;br /&gt;Lo studio contiene un altro dato significativo: oggi quasi due milioni di tedeschi (1,8 milioni) hanno un lavoro "verde". Un record che potrebbe essere stracciato nei prossimi anni. Le previsioni degli esperti dell'esecutivo parlano infatti di 500.000 nuovi posti di lavoro in questo settore entro il 2020. &lt;br /&gt;Ai livelli di crescita attuali l'industria della protezione dell'ambiente potrebbe scavalcare nel medio periodo settori portanti dell'economia tedesca come quello della costruzione di veicoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-6465528608439523287?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/KvIehZcvRPw/quasi-due-milioni-di-posti-di-lavoro.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2009/01/quasi-due-milioni-di-posti-di-lavoro.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-1779368051481312579</guid><pubDate>Thu, 25 Dec 2008 10:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-25T11:47:56.078+01:00</atom:updated><title>Fröhliche Weihnachten!</title><description>Fröhliche Weihnachten!&lt;br /&gt;Ecogermania tornerà a inizio gennaio. Buone feste a tutti!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-1779368051481312579?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/9kcuN0O7w2c/frhliche-weihnachten.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/12/frhliche-weihnachten.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-6640879793624801582</guid><pubDate>Sat, 13 Dec 2008 13:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-13T14:36:09.121+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cambiamenti climatici</category><title>La cancelliera che difende(va) il clima</title><description>"Abbiamo raggiunto un grosso successo" (Angela Merkel, dopo il vertice di giovedì e venerdì a Bruxelles che ha dato il via libera al pacchetto clima).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo di un taglio delle emissioni di Co2 del 20% entro il 2020 "potrà essere raggiunto a stento, perché sono state ammesse troppe eccezioni" e "probabilmente" possiamo dire addio già oggi all'obiettivo del 30% (Hans Joachim Schellnhuber, direttore del Potsdam Institut für Klimafolgenforschung e consulente di Merkel per le questioni ambientali, intervistato oggi dalla Süddeutsche Zeitung).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nei tre anni da cancelliera Angela Merkel ha fatto delle cose importanti, per la difesa del clima e per la credibilità della politica. Si è comportata come se per i politici ci fossero degli obiettivi che si sottraggono all'opportunismo e agli interessi di potere del momento. Così ha mostrato al mondo qualcosa di grande. E ha fatto una promessa. Ora ha iniziato a infrangerla" (Brigitte Fehrle sulla &lt;a href="http://www.zeit.de/2008/51/01-Klimaschutz"&gt;prima pagina della Zeit&lt;/a&gt; di questa settimana)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-6640879793624801582?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/UXSpU9oGEKk/la-cancelliera-che-difendeva-il-clima.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/12/la-cancelliera-che-difendeva-il-clima.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-7195899688666617931</guid><pubDate>Wed, 10 Dec 2008 20:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-10T23:13:15.370+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cambiamenti climatici</category><title>La difesa del clima mette a rischio i posti di lavoro?</title><description>"Politiche rigorose su clima ed energia danno un impulso positivo alla crescita" e possono contribuire a creare entro il 2020 "mezzo milione di nuovi posti di lavoro in Germania". Parola del Potsdam-Institut für Klimafolgenforschung e del Fraunhofer Institut für System- und Innovationsforschung. I due istituti presenteranno giovedì a Poznan uno &lt;a href="http://www.isi.fhg.de/pr/2008de/pri15/pri15.htm"&gt;studio &lt;/a&gt;che sembra fatto apposta per contraddire la frenata del cancelliere Angela Merkel su questo tema (il vertice Ue di giovedì e venerdì a Bruxelles "non prenderà nessuna decisione sulla difesa del clima che metterà a rischio i posti di lavoro o gli investimenti in Germania", aveva detto Merkel alla Bild). Investendo su energie rinnovabili ed efficienza energetica è possibile aumentare entro il 2020 il Pil tedesco di oltre 70 miliardi, si legge nello studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A confermare questo punto di vista è una ricerca della società di consulenza Roland Berger effettuata per il ministero dell'Ambiente tedesco e citata oggi dall'Handelsblatt. In base allo studio, in Germania le tecnologie verdi cresceranno a tal punto da superare intorno al 2020 due settori-chiave per la prima economia di Eurolandia come la meccanica e la costruzione di veicoli. Entro il 2030 la quota delle tecnologie ambientali sull'intero fatturato dell'industria tedesca passerà dal 4% del 2005 al 16%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha già capito le potenzialità insite in questo settore è Siemens. Le tecnologie raccolte nel "portafoglio verde" del gigante industriale tedesco rappresentano ormai un quarto del fatturato (19 miliardi nel 2008, che dovrebbero diventare 25 da qui al 2011). "Siamo ai vertici mondiali" nel campo "e ci vogliamo restare", ha detto all'Handelsblatt il numero uno di Siemens, Peter Löscher.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-7195899688666617931?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/NSDAtoE3qfU/la-difesa-del-clima-mette-rischio-i.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/12/la-difesa-del-clima-mette-rischio-i.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-3445897149127606975</guid><pubDate>Mon, 01 Dec 2008 10:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-01T11:19:53.421+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">twitter</category><title>Ecogermania e Twitter a Poznan</title><description>In occasione della Conferenza Onu sul clima che si apre oggi a Poznan, in Polonia, ecogermania dà spazio al &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microblogging"&gt;microblogging&lt;/a&gt;. Fino al 12 dicembre (giornata conclusiva dell'incontro) sarà possibile cliccare sul link "&lt;a href="http://search.twitter.com/search?q=poznan"&gt;Follow Poznan on Twitter&lt;/a&gt;" in alto a destra, per accedere a informazioni e commenti ripresi direttamente da Twitter.&lt;br /&gt;Buona conferenza a tutti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-3445897149127606975?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/QixR6UdcC1o/ecogermania-e-twitter-poznan.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/12/ecogermania-e-twitter-poznan.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-6975649635244668376</guid><pubDate>Tue, 25 Nov 2008 16:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-25T19:19:07.932+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">case automobilistiche</category><title>Un milione di auto elettriche per tutti</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/SSxASzfUyTI/AAAAAAAAAC0/jAXmOMwJAKU/s1600-h/Attacco+ricarica+Mini+E.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 220px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/SSxASzfUyTI/AAAAAAAAAC0/jAXmOMwJAKU/s320/Attacco+ricarica+Mini+E.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272659955547425074" /&gt;&lt;/a&gt;L'obiettivo è ambizioso, anche se ricorda in modo sinistro uno slogan elettorale: un milione di auto elettriche sulle strade tedesche entro il 2020. A pronunciarlo è stato oggi il ministro dei Trasporti tedesco Wolfgang Tiefensee, in occasione del lancio di una strategia del governo federale che punta a fare della Germania "il mercato leader della mobilità elettrica". Il ministro dell'Economia Sigmar Gabriel punta ancora più in alto: cinque milioni di auto a batteria entro il 2030. &lt;br /&gt;Il governo ha nel cassetto un programma per accelerare lo sviluppo e l'introduzione sul mercato di auto elettriche, attraverso un'alleanza tra il mondo della ricerca, della politica e dell'economia. Il piano - che si estende su un periodo di dieci anni - verrà presentato a breve. Intanto però è polemica. Gli ambientalisti tedeschi criticano infatti chi si sta già muovendo su questo complesso terreno: Daimler e Bmw. Daimler ha stretto un'alleanza col gigante energetico Rwe per testare alcune Smart elettriche; Bmw ha invece scelto Vattenfall come partner per il lancio a Berlino di 50 Mini E. Sia Vattenfall che Rwe utilizzano però elettricità prodotta da centrali nucleari o a carbone. Il che significa, ha attaccato Greenpeace, che tali auto sono altrettanto dannose per l'ambiente quanto una tradizionale. Secondo i calcoli dell'organizzazione ambientalista, la Mini E rilascia nell'atmosfera 133,5 grammi di Co2 per chilometro, un valore non difforme da quello di un'utilitaria col classico motore a combustione. La Smart elettrica emette invece 90 grammi di Co2 per chilometro, due grammi in più di una Smart a diesel.&lt;br /&gt;"Un'auto elettrica diventa un vero veicolo a emissioni zero solo se utilizza corrente da fonte rinnovabili ", ha ammonito oggi Gabriel. Chissà cosa ne penseranno i colleghi della Cdu/Csu.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;(nella foto: l'attacco per la ricarica della Mini E; fonte: mini.de)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-6975649635244668376?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/ULx-ia7WEIs/un-milione-di-auto-elettriche-per-tutti.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/SSxASzfUyTI/AAAAAAAAAC0/jAXmOMwJAKU/s72-c/Attacco+ricarica+Mini+E.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/11/un-milione-di-auto-elettriche-per-tutti.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-64477777454864426</guid><pubDate>Thu, 20 Nov 2008 15:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-20T18:39:21.801+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">case automobilistiche</category><title>Una svolta verde</title><description>"Astrusa" (Faz), "folle" (Süddeutsche Zeitung), "troppo futuristica" (Berliner Zeitung). Stamattina in Germania i giornali hanno bocciato senza mezzi termini l'offerta di acquisto degli stabilimenti tedeschi di Opel annunciata ieri da SolarWorld, un'azienda specializzata nella produzione di moduli fotovoltaici. Una reazione comprensibile. SolarWorld non ha nessuna esperienza nel settore dell'auto e pone inoltre una condizione difficilmente praticabile: slegare Opel da General Motors, un'idea non solo complessa dal punto di vista pratico, visti i legami dei tedeschi con la casa madre e le altre controllate di GM, ma che, se tradotta in pratica, condannerebbe Opel, lasciandola priva di alleanze. Senza considerare poi il fatto che SolarWorld vorrebbe rilevare i quattro stabilimenti tedeschi più il centro ricerca e sviluppo di Rüsselsheim praticamente gratis (ha offerto un miliardo e pretende di ricevere in cambio una compensazione da un miliardo). &lt;br /&gt;Proviamo a mettere per un momento da parte queste argomentazioni, che rendono poco credibile l'offerta di SolarWorld (anche se il suo numero uno, Frank Asbeck, ha ribadito oggi in un'&lt;a href="http://www.dradio.de/dlf/sendungen/interview_dlf/878480/"&gt;intervista&lt;/a&gt; a Deutschlandfunk la serietà della sua proposta). Il merito dell'uscita di Asbeck è semmai quello di tentare di accelerare il dibattito sul futuro "verde" dell'auto. Veicoli ibridi e motori elettrici, insomma, un campo in cui i costruttori tedeschi annaspano. &lt;br /&gt;In Germania l'industria automobilistica "è minacciata", scrive oggi in un lungo speciale il settimanale Die Zeit, "ma siamo ancora in tempo per una svolta verde".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-64477777454864426?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/JgrEvAl1S7I/una-svolta-verde.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/11/una-svolta-verde.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-7949710253439855663</guid><pubDate>Tue, 18 Nov 2008 10:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-18T11:56:58.687+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">case automobilistiche</category><title>Nazionalizzare Opel?</title><description>Era soltanto una questione di tempo prima che in Germania si levassero le prime voci a sostegno di una nazionalizzazione di Opel. Quello che stupisce è che ad avanzare una simile richiesta non sono settori tradizionalmente favorevoli a un ruolo forte dello Stato nell'economia (penso ad esempio alla Linke di Oskar Lafontaine), bensì esperti come Peter Bofinger. Alla Münchner Merkur di oggi Bofinger, membro del consiglio dei "Cinque saggi", il più influente organismo consultivo del governo federale in campo economico, ha spiegato: "nel caso di Opel l'esecutivo dovrebbe prendere in considerazione l'ipotesi di nazionalizzare temporaneamente l'azienda, per poi rivenderla quanto prima a investitori privati non appena la crisi sarà superata". Dichiarazioni poi ribadite in un'&lt;a href="http://www.dradio.de/dkultur/sendungen/interview/877125/"&gt;intervista&lt;/a&gt; a Deutschlandradio Kultur. &lt;br /&gt;Ieri sera anche il presidente federale Horst Köhler (ex direttore del Fondo monetario internazionale ed esponente della Cdu, il partito cristiano-democratico del cancelliere Angela Merkel) si era detto favorevole agli aiuti statali.&lt;br /&gt;Ultime conferme del fatto che anche a Berlino la crisi finanziaria ha mandato all'aria gli schieramenti tradizionali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-7949710253439855663?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/Ha-qfo20BkQ/nazionalizzare-opel.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/11/nazionalizzare-opel.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-6301920440018137835</guid><pubDate>Mon, 17 Nov 2008 13:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-17T16:49:20.013+01:00</atom:updated><title>Ritorno</title><description>Dopo una lunga pausa Ecogermania sta per tornare. Con due novità. Anzitutto uno spettro più ampio di temi: non si parlerà soltanto del binomio ecologia-economia. E poi con maggiori contenuti multimediali, a cominciare da foto e video.&lt;br /&gt;Bis bald!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-6301920440018137835?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/vWUIfISCy6k/ritorno.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/11/ritorno.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-2065693903361374995</guid><pubDate>Sat, 07 Jun 2008 12:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-06-07T14:51:14.972+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">nucleare</category><title>Atomi, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare il nucleare</title><description>Mi hanno segnalato un video sul nucleare ripreso da "Extra 3", un programma satirico della tv regionale pubblica tedesca Ndr. Ho aggiunto al filmato una traduzione libera in italiano.&lt;br /&gt;Trovate il tutto qui di seguito. Prima, però, due precisazioni che potrebbero essere utili:&lt;br /&gt;1) con "Castor" si intendono i trasporti di scorie radioattive dalla Francia alla Germania, organizzati periodicamente tra le proteste degli ambientalisti;&lt;br /&gt;2) il "Super GAU" è il massimo incidente ipotizzabile in una centrale nucleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="402" height="377"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.overstream.net/swf/player/oplx?oid=evtnl6r0ikiy&amp;noplay=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.overstream.net/swf/player/oplx?oid=evtnl6r0ikiy&amp;noplay=1" type="application/x-shockwave-flash" width="402" height="377" allowFullScreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-2065693903361374995?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/eRyLriwnYaM/atomi-ovvero-come-imparai-non.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/06/atomi-ovvero-come-imparai-non.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-937167524241304556</guid><pubDate>Fri, 30 May 2008 11:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-30T13:26:00.932+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">energie rinnovabili</category><title>Miracoli della comunicazione</title><description>Da un incontro tra alcuni imprenditori attivi nel settore delle energie rinnovabili cui ho partecipato qualche giorno fa a Berlino. A prendere il microfono è l'amministratore di un'azienda che produce collettori solari. &lt;span style="font-family:Verdana,sans-serif;"&gt;«&lt;/span&gt;Lo scorso anno abbiamo chiesto a una società specializzata di effettuare una ricerca di mercato. In base ai risultati ottenuti abbiamo deciso di cambiare la nostra strategia di comunicazione. Mentre prima dicevamo ai clienti: "comprate i nostri pannelli per salvare l'ambiente", ora chiediamo loro: "volete risparmiare 100.000 euro nei prossimi anni?". Oggi vendiamo il doppio degli impianti rispetto a un anno fa&lt;span style="font-family:Verdana,sans-serif;"&gt;».&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-937167524241304556?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/oQnsk77QHsA/miracoli-della-comunicazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/05/miracoli-della-comunicazione.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-8762156498331150101</guid><pubDate>Sat, 10 May 2008 11:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-10T13:03:11.780+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">CCS (Carbon Capture and Storage)</category><title>Rwe prepara il "Co2otto"</title><description>Secondo quanto riporta il sito del settimanale &lt;a href="http://www.stern.de/wirtschaft/unternehmen/unternehmen/:Klimaschutz-RWE-CO2-Pipeline-Deutschland/619779.html"&gt;Stern&lt;/a&gt;, la tedesca Rwe ha intenzione di costruire in Germania una pipeline lunga centinaia di chilometri, per trasportare biossido di carbonio (Co2). Il gas verrà prelevato da una centrale a carbone che dovrebbe entrare in funzione nel 2014 nella Renania (ovest), separato, reso liquido e trasportato attraverso la condotta nello Schleswig-Holstein (nord). Qui dovrebbe essere deposto sotto terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come spiegato allo Stern da Johannes Lambertz, numero uno di Rwe Power, il permesso per la costruzione della pipeline dovrebbe giungere nei prossimi 12-24 mesi, mentre i tempi di costruzione dovrebbero aggirarsi sui sei mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnologia CCS (dall'inglese "Carbon Capture and Storage",  cioè cattura e stoccaggio del biossido di carbonio) ha iniziato a muovere i primi passi in Germania con l'annuncio di un progetto pilota in Brandeburgo gestito da Vattenfall. Secondo gli esperti, comunque, per i primi impieghi concreti bisognerà attendere almeno il 2020. Lambertz è invece convinto che Rwe riuscirà a realizzare già nel 2014 la prima centrale a carbone "priva di Co2" (una denominazione, questa, che un tribunale ha vietato a Vattenfall di usare per il suo progetto pilota).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è ancora chiaro dove il biossido di carbonio verrà seppellito. Lo Stern ipotizza come sito anche l'isola di Sylt, sul Mare del Nord. Sono già partite le proteste dei cittadini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-8762156498331150101?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/u0JfDSAb6Qg/rwe-prepara-il-co2otto.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/05/rwe-prepara-il-co2otto.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-4388583975713517236</guid><pubDate>Tue, 06 May 2008 17:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-06T19:33:49.488+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">energie rinnovabili</category><title>Troppo generosi gli incentivi al fotovoltaico?</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/SCCJnXPWOwI/AAAAAAAAABo/FfU7RwWKkBk/s1600-h/bka2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 308px; height: 204px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/SCCJnXPWOwI/AAAAAAAAABo/FfU7RwWKkBk/s320/bka2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197305279331842818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si riapre in Germania il dibattito sugli incentivi allo sviluppo delle energie rinnovabili. Secondo uno studio dell'istituto Rwi commissionato dal ministero federale dell'Economia e riportato per primo dal quotidiano Handelsblatt, i rimborsi assicurati ai gestori di impianti fotovoltaici costeranno 120 miliardi di euro entro il 2035. L'istituto chiede dunque di tagliare del 30% tali incentivi, per evitare che i costi possano assumere dimensioni simili a quelle delle sovvenzioni statali all'estrazione del carbone (anche se il paragone sembra reggere poco, se si pensa tra l'altro ai differenti contributi delle due tecnologie alla riduzione delle emissioni di Co2).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta dell'istituto Rwi è stata accolta con favore dalla Confindustria tedesca (Bdi) e dalle associazioni dei consumatori, che hanno ugualmente sollecitato un taglio degli incentivi. L'Handelsblatt spiega del resto che il sistema attuale, pur consentendo, da un lato, un rapido sviluppo del fotovoltaico in Germania, dall'altro garantisce elevati margini di guadagno alle aziende presenti in questo ambito.&lt;br /&gt;Per l'Associazione tedesca dell'energia solare, al contrario, una riduzione eccessiva dei rimborsi finirebbe per strozzare il settore, a cominciare dalle imprese più piccole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per scoprire quanto sensibile sia la discussione, basta gettare uno sguardo ai listini di borsa: in questi giorni i titoli delle aziende tedesche attive nel mercato del fotovoltaico registrano un calo costante (Solon, ad esempio, è arrivata a perdere oggi oltre il 6%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge tedesca sulle energie rinnovabili (EEG) consente ai gestori di impianti fotovoltaici di immettere la corrente prodotta nella rete nazionale, ottenendo un incentivo il cui importo - fisso per 20 anni - supera di gran lunga il prezzo di mercato dell'energia elettrica prodotta convenzionalmente. A pagare la differenza sono i consumatori tedeschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema prevede un calo dei rimborsi del 5% all'anno. Il governo federale, che ha intenzione di approvare una modifica della EEG entro fine 2008, vorrebbe ridurre ulteriormente nei prossimi anni gli incentivi, a un tasso, comunque, non superiore al 9% annuo. Secondo l'Associazione tedesca dell'energia solare, se si vogliono evitare effetti catastrofici il taglio non dovrebbe superare invece la soglia del 7%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nella foto: impianto fotovoltaico a Berlino con, sullo sfondo, la cancelleria federale. Fonte: BSW-Solar/Langrock)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-4388583975713517236?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/XuGjLnZw254/troppo-generosi-gli-incentivi-al.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/SCCJnXPWOwI/AAAAAAAAABo/FfU7RwWKkBk/s72-c/bka2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/05/troppo-generosi-gli-incentivi-al.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-8403005854723693638</guid><pubDate>Sun, 27 Apr 2008 10:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-27T13:21:01.003+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">delocalizzazioni</category><title>Frenata delle delocalizzazioni, imprese tedesche tornano indietro</title><description>Sempre più imprese tedesche che in passato avevano delocalizzato parti della produzione all'estero decidono di fare marcia indietro e di tornare in Germania. Lo rivela uno studio del "Fraunhofer Institut für System-             und Innovationsforschung" presentato nei giorni scorsi.&lt;br /&gt;Da metà 2004 a oggi la quota di aziende nei settori chiave dell'industria che trasferiscono all'estero parti della produzione è scesa da una su otto all'anno a una su undici. Alla base di questa evoluzione ci sono diversi motivi. Anzitutto il fatto che "gli imprenditori agiscono a volte in modo miope e non professionale, poiché non prendono in considerazione molti costi", come ha spiegato il presidente dell'Associazione degli ingegneri tedeschi (VDI), Bruno Braun. Molti, ad esempio, sottostimano i costi relativi alla creazione di una nuova rete di fornitori e clienti o le spese per controllare gli impianti. Inoltre la motivazione principale che spinge a spostarsi all'estero risiede nei costi per il personale. E proprio qui la Germania è tornata ad essere attraente. In primo luogo va infatti considerato che  in molte imprese il costo del lavoro costituisce appena il 10% dei costi complessivi, come rivela lo studio. In secondo luogo, secondo i &lt;a href="http://www.destatis.de/jetspeed/portal/cms/Sites/destatis/Internet/DE/Presse/pm/2008/04/PD08__160__624.psml"&gt;dati &lt;/a&gt;dell'Ufficio nazionale di statistica (Destatis), la Repubblica federale è il Paese Ue in cui lo scorso anno il costo del lavoro è cresciuto di meno. Tra i 27 membri dell'Unione europea la Germania si piazza al settimo posto, dietro Danimarca, Svezia, Belgio, Lussemburgo, Francia e Olanda (l'Italia è dodicesima).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre secondo Destatis, tra 2001 e 2006, in seguito alle delocalizzazioni all'estero, le aziende con 100 e più dipendenti hanno tagliato in Germania 188.000 posti di lavoro (contro i 105.000 creati). Ad andare perduti sono stati soprattutto i posti che non richiedono elevate qualifiche professionali (125.000 sui 188.000 complessivi).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-8403005854723693638?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/IOQnJSEdLEE/frenata-delle-delocalizzazioni-imprese.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/04/frenata-delle-delocalizzazioni-imprese.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-7848172187632504640</guid><pubDate>Mon, 21 Apr 2008 19:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-21T21:43:54.442+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">salario minimo</category><title>Bassi salari, Germania supererà presto gli Usa?</title><description>In Germania la quota di lavoratori pagati poco potrebbe essere presto superiore rispetto agli Stati Uniti. Secondo uno &lt;a href="http://www.iaq.uni-due.de/iaq-report/2008/report2008-01.shtml"&gt;studio &lt;/a&gt;dell'istituto IAQ, nel giro di un decennio la percentuale di persone che percepiscono salari bassi - cioè inferiori a 6,81 euro all'ora nell'Est e 9,61 euro nell'Ovest del Paese - è salita dal 15% al 22,2%. Si tratta in tutto di circa 6,5 milioni di persone. Due milioni di tedeschi ricevono addirittura meno di cinque euro all'ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In nessuno dei Paesi esaminati dall'IAQ nella sua ricerca è stata registrata negli scorsi anni una crescita del settore delle occupazioni con retribuzioni basse simile a quella della Germania. In Francia la quota di impiegati con bassi salari è dell'11,1%, in Olanda del 17,6%, in Danimarca dell'8,5%. Negli Stati Uniti raggiunge il 25%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Repubblica federale, inoltre, due terzi degli appartenenti alla categoria dei "Geringverdiener" (coloro che guadagnano poco) hanno un diploma professionale o una laurea.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-7848172187632504640?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/D-Yy5j-pUSc/bassi-salari-germania-superer-presto.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/04/bassi-salari-germania-superer-presto.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-8538657848490639842</guid><pubDate>Fri, 18 Apr 2008 13:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-18T16:39:28.065+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">approvvigionamenti energetici</category><title>Un "buco" nei rifornimenti energetici?</title><description>Quante sono le possibilità che la Germania non riuscirà presto a coprire il suo fabbisogno energetico? Molte, risponde l'Agenzia federale per l'energia (dena). Stando ai suoi calcoli, già nel 2012 le centrali elettriche tedesche non saranno in grado di produrre corrente sufficiente per rispondere ai picchi di domanda. Tale divario è destinato ad ampliarsi, tanto che, nel 2020, la domanda dovrebbe superare le capacità installate di 11.700 megawatt. Per impedire una simile evoluzione (che porterebbe a un ulteriore aumento dei prezzi energetici), la dena propone di costruire nuove centrali a carbone e a gas con una potenza complessiva di 12.000 megawatt. Argomento quanto mai delicato in un Paese in cui nelle ultime settimane si sono moltiplicate le iniziative civiche contro la prevista realizzazione di alcune centrali a carbone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull'argomento è esploso un duro scontro tra il ministro federale dell'Economia, Michael Glos (cristiano-sociale della Csu) e il suo collega dell'Ambiente, Sigmar Gabriel (socialdemocratico della Spd). A differenza di Glos, infatti, Gabriel contesta l'ipotesi di un "buco" nei rifornimenti energetici. Si tratta, spiega, di un annuncio che punta a spaventare i cittadini e a convincerli della necessità di mantenere in attività le centrali nucleari tedesche (che dovrebbe essere gradualmente spente entro il 2021). Una posizione che corrisponde a quella di diverse associazioni ambientaliste, come la Deutsche Umwelthilfe. Dal canto suo, però, Gabriel se la prende anche con i gruppi ambientalisti che, accusa, col loro no a nuove centrali a carbone fanno il gioco dei sostenitori dei reattori nucleari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-8538657848490639842?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/EHOMuXLvRrE/un-buco-nei-rifornimenti-energetici.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/04/un-buco-nei-rifornimenti-energetici.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-8809793133121781025</guid><pubDate>Fri, 21 Mar 2008 11:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-03-21T12:46:38.447+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">raccolta differenziata</category><title>Cresce la raccolta differenziata in Germania</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/R-Oba2am7_I/AAAAAAAAABQ/Os8tPh0PABc/s1600-h/Centro+di+smistamento+degli+imballaggi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 160px; height: 246px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/R-Oba2am7_I/AAAAAAAAABQ/Os8tPh0PABc/s320/Centro+di+smistamento+degli+imballaggi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5180154881992224754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Una breve nota, alla luce dell'accordo per l'invio in Germania di nuove tonnellate di spazzatura campana: nel 2006 la Repubblica federale ha fatto registrare l'ennesima crescita, anche se minima, della raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio.&lt;br /&gt;Secondo i dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, privati cittadini e industrie hanno raccolto in modo differenziato 10,5 milioni di tonnellate di piccoli cartoni, bottiglie di plastica o lattine (+1% rispetto a un anno prima).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ricordava la Süddeutsche Zeitung citando la notizia, le quote di riciclaggio di carta e vetro in Germania non hanno pari in Europa, con punte dell'80%.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-8809793133121781025?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/rGdVD5LSHaI/cresce-la-raccolta-differenziata-in.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/R-Oba2am7_I/AAAAAAAAABQ/Os8tPh0PABc/s72-c/Centro+di+smistamento+degli+imballaggi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/03/cresce-la-raccolta-differenziata-in.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-4193050101560138993</guid><pubDate>Sun, 24 Feb 2008 20:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-24T22:11:11.084+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">energie rinnovabili</category><title>Aumentano i pannelli solari sui tetti tedeschi</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/R8HU7vFMhiI/AAAAAAAAABI/8Rjyb4lWbEM/s1600-h/Solare+Sanierung+im+Wohnungsbau.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 285px; height: 190px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/R8HU7vFMhiI/AAAAAAAAABI/8Rjyb4lWbEM/s320/Solare+Sanierung+im+Wohnungsbau.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5170647969913669154" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sempre più tedeschi utilizzano impianti fotovoltaici, pannelli solari o stufe a pellet. Lo rivela uno studio sulle energie rinnovabili commissionato dal ministero federale dell'Economia e realizzato dall'istituto RWI e dalla società di sondaggi forsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stando alla ricerca, nel 2006 i collettori solari installati sui tetti delle abitazioni erano in tutto 800.000.&lt;br /&gt;In termini percentuali, ciò significa che il 4,9% delle case in Germania veniva riscaldato o riceveva acqua calda attraverso pannelli solari. Nel 2005 la percentuale era del 4,4%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 2005 al 2006&lt;span&gt;&lt;span class="bodyitemid105117siteid0"&gt; gli impianti fotovoltaici hanno fatto segnare un raddoppio della loro quota, dallo o,9 all'1,8%. I sistemi installati erano quasi 300.000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca evidenzia andamenti di crescita simili anche per &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;le pompe di calore (dal &lt;span&gt;&lt;span class="bodyitemid105117siteid0"&gt;2,1 al 2,4%) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="bodyitemid105117siteid0"&gt;e per i sistemi di riscaldamento a pellet (passati &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="bodyitemid105117siteid0"&gt;dallo 0,5 al 2,2% del totale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="bodyitemid105117siteid0"&gt;A fare ancora la parte del leone sono però, com'era prevedibile, le fonti tradizionali. Il metano, ad esempio, mantiene una quota del &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;36,7%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Nella foto: un impianto eliotermico nel quartiere berlinese di Reinickendorf. Fonte: BSW-Solar/Upmann)&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="bodyitemid105117siteid0"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-4193050101560138993?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/nT621I5gXB4/aumentano-i-pannelli-solari-sui-tetti.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/R8HU7vFMhiI/AAAAAAAAABI/8Rjyb4lWbEM/s72-c/Solare+Sanierung+im+Wohnungsbau.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/02/aumentano-i-pannelli-solari-sui-tetti.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-7822891493169625746</guid><pubDate>Sun, 10 Feb 2008 08:09:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-02-10T09:52:09.291+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">delocalizzazioni</category><title>Bye bye Deutschland</title><description>A proposito delle polemiche sulla decisione di Nokia di chiudere lo stabilimento tedesco di Bochum e di spostare la produzione in Romania. Secondo l'Ufficio federale di statistica (Destatis), tra il 2001 e il 2006 il 18% delle aziende con 100 o più dipendenti con sede in Germania ha trasferito parte delle sue attività economiche all'estero (14%) o ha intenzione di farlo entro la fine del 2009 (4%).&lt;br /&gt;Nella maggior parte dei casi (circa il 60%) le delocalizzazioni sono avvenute nei 12 nuovi membri della Ue, seguiti dalla Cina (36%) e dai 15 vecchi membri Ue (30%).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel settore dell'alta tecnologia industriale un'impresa su tre ha trasferito le proprie attività all'estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le conseguenze sul mercato del lavoro, le delocalizzazioni compiute tra 2001 e 2006 hanno portato alla perdita di 188.000 posti di lavoro in Germania. Al tempo stesso le aziende che hanno spostato la produzione all'estero hanno creato nella Repubblica federale 105.000 nuovi posti di lavoro. Molti, certo, ma il saldo resta comunque negativo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-7822891493169625746?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/cTeOBoHJJgc/bye-bye-deutschland.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/02/bye-bye-deutschland.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-8082126886475873393</guid><pubDate>Fri, 18 Jan 2008 16:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-18T18:56:01.449+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">biologico</category><title>Il "bio" cresce (persino troppo)</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/R5DX9OyZFbI/AAAAAAAAABA/tF_F6FVZ_mg/s1600-h/bio+siegel.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 197px; height: 168px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/R5DX9OyZFbI/AAAAAAAAABA/tF_F6FVZ_mg/s200/bio+siegel.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5156859020280665522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Negli ultimi anni in Germania il biologico ha compiuto il grande passo da movimento di nicchia a fenomeno collettivo. Ormai i prodotti col marchio esagonale "Bio" compaiono in bella vista persino sugli scaffali dei discount Aldi e Lidl.&lt;br /&gt;A confermare il trend di crescita sono i calcoli provvisori dell'Associazione dei produttori biologici (&lt;a href="http://www.boelw.de/"&gt;BÖLW&lt;/a&gt;) relativi al 2007. Nello scorso anno il giro d'affari degli alimenti bio è salito del 15%, con un volume di vendite che ha raggiunto per la prima volta i cinque miliardi di euro.&lt;br /&gt;A titolo di paragone: nel 1997 il fatturato dei prodotti alimentari col marchio "Bio" si aggirava intorno a 1,5 miliardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il biologico rischia però di diventare vittima del suo stesso successo. L'aumento delle vendite non va infatti di pari passo con l'espansione della superficie dedicata all'agricoltura biologica, che rappresenta appena il 5% del totale e cresce molto lentamente (nel 2005, ad esempio, era ferma al 4,7%, nel 2006 al 4,9%) . E così, per rispondere a una domanda in rapido sviluppo, la Germania è costretta a far ricorso sempre più alle importazioni (con conseguenti dubbi in quanti, oltre all'assenza di pesticidi, danno peso anche ai chilometri percorsi dalla propria frutta e verdura).&lt;br /&gt;Le cause del fenomeno sono molteplici. Ad esempio vanno ricercate nei costi e nel lungo periodo (tre anni)  necessari agli agricoltori per completare il passaggio dalla coltivazione tradizionale a quella biologica. Per il BÖLW, però, non mancano le ragioni politiche. Nel 2007 quasi tutti i Länder hanno infatti tagliato le sovvenzioni agli agricoltori che passano al biologico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-8082126886475873393?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/Y1Izr1pjzw4/il-bio-cresce-persino-troppo.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_QmrmN1Tk5EY/R5DX9OyZFbI/AAAAAAAAABA/tF_F6FVZ_mg/s72-c/bio+siegel.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/01/il-bio-cresce-persino-troppo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-5774422292991935185</guid><pubDate>Thu, 10 Jan 2008 09:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-10T19:56:41.141+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">case automobilistiche</category><title>L'auto tedesco-indiana da 1700 euro</title><description>Nella "Nano", l'auto da 1700 euro presentata oggi dall'indiana Tata, batte un cuore tedesco. Come rivela un &lt;a href="http://ftd.de/unternehmen/autoindustrie/:Das%20Dollar%20Auto%20Bosch/301412.html"&gt;articolo &lt;/a&gt;del Financial Times Deutschland (&lt;a href="http://www.ftd.de/"&gt;Ftd&lt;/a&gt;), diverse parti del veicolo, come l'elettronica, il sistema d'iniezione e di freno, vengono fornite da Mico, la controllata indiana di Bosch.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'azienda di Gerlingen, in Baden-Württemberg, è entrata nel mercato del subcontinente già nel 1952 e approfitta ora del vantaggio accumulato sui concorrenti. All'incirca il 10% di Nano, calcola il Ftd, arriva da Bosch. La quale marca in questo modo una netta differenza rispetto alle grandi case automobilistiche tedesche, che hanno dimostrato finora di ignorare il segmento delle auto "low cost". Persino Volkswagen, che vuole scavalcare Toyota come primo costruttore mondiale entro il 2018, puntando a espandersi anche nei Paesi asiatici, sembra incapace di produrre auto sotto i 5000 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bosch, al contrario, investirà in tutto, entro il 2010, circa mezzo miliardo di euro nel progetto indiano e si aspetta di centrare alti margini di profitto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-5774422292991935185?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/ID6iYj5Ltnk/lauto-tedesco-indiana-da-1700-euro.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/01/lauto-tedesco-indiana-da-1700-euro.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-5022429126898687591</guid><pubDate>Sun, 06 Jan 2008 10:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-06T12:22:46.864+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">efficienza energetica</category><title>A proposito dell'efficienza (energetica) tedesca</title><description>Come ricorda Bert &lt;span class="bildunterschrift"&gt;Rürup, capo del consiglio dei "cinque saggi" economici, in un'&lt;a href="http://www.dradio.de/dlf/sendungen/interview_dlf/719041/"&gt;intervista&lt;/a&gt; alla radio &lt;a href="http://www.dradio.de/"&gt;Deutschlandfunk&lt;/a&gt;, l'economia tedesca è &lt;/span&gt;&lt;span class="bildunterschrift"&gt;grande &lt;/span&gt;&lt;span class="bildunterschrift"&gt;pressappoco quanto quella cinese. In pratica, i due Paesi producono circa il 6% del Pil mondiale, calcolato in dollari. Eppure ogni giorno la Cina utilizza 7 milioni di barili di petrolio, contro i 2,6 milioni della Germania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi tre decenni, spiega &lt;/span&gt;&lt;span class="bildunterschrift"&gt;Rürup, la Germania ha enormemente aumentato la sua efficienza energetica, un tema sul quale è oggi all'avanguardia sul piano internazionale. La Repubblica federale &lt;/span&gt;&lt;span class="bildunterschrift"&gt;consuma praticamente la stessa quantità di petrolio degli anni '70, anche se nel frattempo è riuscita a raddoppiare il valore del suo Pil. &lt;/span&gt;&lt;span class="bildunterschrift"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte alla crescente domanda dell'oro nero e alle future difficoltà per soddisfarla, &lt;/span&gt;&lt;span class="bildunterschrift"&gt;Rürup invita a insistere su questa strada. "Abbiamo ancora tempo per incrementare l'efficienza energetica", ha detto a Deutschlandfunk.&lt;/span&gt;&lt;span class="bildunterschrift"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-5022429126898687591?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/3Lyy_p1ysx4/proposito-dellefficienza-energetica.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2008/01/proposito-dellefficienza-energetica.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-5520466775167900390</guid><pubDate>Fri, 21 Dec 2007 15:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-21T17:29:02.874+01:00</atom:updated><title>Buon Natale!</title><description>Ecogermania va in vacanza per qualche giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buon Natale a tutti e a presto! Fröhliche Weihnachten!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-5520466775167900390?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/sLxt8EqZwbQ/buon-natale.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2007/12/buon-natale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-659841126648458521</guid><pubDate>Tue, 18 Dec 2007 21:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-18T22:58:34.386+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">salario minimo</category><title>Il salario minimo? Un regalo a Deutsche Post. Parola della commissione sui monopoli</title><description>Il salario minimo per i postini, che dovrebbe essere introdotto in Germania dal primo gennaio 2008, "non ha evidentemente l'obiettivo di tutelare gli interessi dei lavoratori tedeschi, quanto piuttosto quello di silurare la concorrenza nel settore delle poste". Parola della &lt;a href="http://www.monopolkommission.de/"&gt;commissione tedesca sui monopoli&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, che, in uno studio presentato oggi, si scaglia contro la decisione della Grosse Koalition di fissare un minimo salariale per i portalettere compreso tra gli 8 e i 9,80 euro. In questo modo, ha detto Jürgen Basedow, presidente dell'organo consultivo del governo federale, Deutsche Post può aumentare in modo massiccio i costi dei propri concorrenti, senza essere direttamente colpita. Già oggi, infatti, l'ex monopolista statale versa ai propri dipendenti più del salario minimo, mentre Pin e Tnt Post, i suoi due principali concorrenti, si fermano al massimo a 7,50 euro l'ora.&lt;br /&gt;La liberalizzazione del mercato postale tedesco, che scatterà a inizio 2008, verrà così "resa molto più difficile", nota la commissione.&lt;br /&gt;Non solo, ma a rimetterci saranno anche i consumatori tedeschi, perché un salario minimo elevato impedisce il taglio delle tasse postali, ha spiegato Basedow.&lt;br /&gt;Secondo gli esperti della commissione, in futuro sarebbe meglio affidare al Bundeskartellamt (l'Ufficio federale sui cartelli) un diritto di audizione nei casi in cui il Ministero del Lavoro decida di dichiarare obbligatorio per un intero settore un contratto collettivo.&lt;br /&gt;Nel caso delle poste, del resto, il salario minimo è stato negoziato tra i sindacati e un'associazione di categoria (Postdienste) dominata proprio da Deutsche Post.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-659841126648458521?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/kDR7wDjmpVA/il-salario-minimo-un-regalo-deutsche.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2007/12/il-salario-minimo-un-regalo-deutsche.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-8933900891122291661.post-6597400345179304107</guid><pubDate>Mon, 10 Dec 2007 20:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-10T22:49:11.599+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">redditi</category><title>Il salario massimo</title><description>Già, perché un amministratore delegato che ha affondato il titolo in borsa della sua società dovrebbe essere poi premiato con una liquidazione milionaria? L'attacco di Angela Merkel alle buonuscite dorate dei manager, lanciato a inizio mese dal palco del congresso della Cdu ad Hannover, continua a far sentire il suo effetto. Il tema, del resto, assicura facile presa sugli elettori: secondo un  sondaggio TNS-Emnid pubblicato dalla "Bild am Sonntag", quasi due terzi dei tedeschi vorrebbero che lo Stato fissasse un tetto agli stipendi dei manager. Un sentimento che, a pochi mesi dall'avvio di un'importante tornata elettorale a livello regionale, non resta inascoltato. I socialdemocratici della Spd hanno appena creato un gruppo di lavoro, che dovrà verificare la possibilità di ridurre la deducibilità fiscale delle liquidazioni e di aumentare la trasparenza degli stipendi dei manager. Proposte concrete sono attese in primavera.&lt;br /&gt;Per ora, nel polverone sollevato dall'attacco di Merkel, due cose restano certe. La prima: il governo federale non avanzerà nessuna iniziativa di legge per stabilire un limite agli stipendi dei manager. La seconda: l'entità di pagamenti e buonuscite viene decisa all'interno delle aziende. Forse il focus della discussione andrebbe allargato dunque ai consiglieri di sorveglianza. L'&lt;a href="http://www.gesetze-im-internet.de/aktg/__87.html"&gt;articolo 87 &lt;/a&gt;della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aktiengesetz &lt;/span&gt;(la legge tedesca sulle società per azioni) affida a loro il compito di controllare che gli stipendi dei consiglieri di amministrazione siano proporzionati ai loro compiti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8933900891122291661-6597400345179304107?l=www.ecogermania.com'/&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/ecogermania/~3/FFKt1FFGqQw/il-salario-massimo.html</link><author>noreply@blogger.com (Alessandro Alviani)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://www.ecogermania.com/2007/12/il-salario-massimo.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>
