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	<title>Elettronica Open Source</title>
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		<title>Il telegrafo Wi-Fi con ESP32 che comunica tramite MQTT</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 05:50:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Wireless RF]]></category>
		<category><![CDATA[esp32]]></category>
		<category><![CDATA[Internet of things]]></category>
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		<category><![CDATA[MQTT]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/progetti-di-elettronica-1-1.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Wireless" decoding="async" /><br /><br />In questo articolo descriviamo un progetto che unisce la storia delle telecomunicazioni dal codice Morse alle tecnologie dell'IoT. Vedremo come anche un dispositivo iconico come il telegrafo può trovare nuova vita nell’era digitale, sfruttando ESP32, Wi-Fi e protocollo MQTT per comunicare senza confini geografici. In questa versione modernizzata del telegrafo viene eliminato il contatto radio diretto per la messaggistica MQTT tramite Wi-Fi.  Le grandi innovazioni tecnologiche nascono spesso dall’incontro tra tradizione e modernità, ed è proprio questa filosofia a caratterizzare un interessante progetto sviluppato dal giovane maker Anthony Marsico, che ha reinterpretato il concetto di telegrafo trasformandolo in un dispositivo connesso all’ecosistema IoT. L’idea, che prende ispirazione dal celebre sistema di comunicazione che rivoluzionò il XIX secolo, sostituisce le limitazioni fisiche [&#8230;]]]></description>
		
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		<title>Cosa succederebbe se Internet sparisse per un mese?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 05:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza & Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[connettività]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[iot]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/internet.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Internet" decoding="async" /><br /><br />Cosa succederebbe se Internet scomparisse per un mese? Probabilmente il mondo intero entrerebbe in crisi profonda. Dai sistemi IoT alle smart home, dall’automazione industriale al cloud, ogni strato dell’infrastruttura digitale subirebbe contraccolpi immediati e duraturi, con effetti a catena su produzione, logistica e sicurezza.  Se Internet scomparisse per un mese, l’intero ecosistema digitale verrebbe letteralmente messo in ginocchio, non per un collasso fisico dei dispositivi, ma per la rottura delle connessioni che ne abilitano le funzionalità. Il primo strato colpito sarebbe indubbiamente quello dell’Internet of Things, in cui miliardi di sensori e attuatori distribuiti in ambito domestico, industriale e urbano dipendono da connessioni remote per aggiornamenti firmware, raccolta dati e controllo centralizzato. Senza rete, molti di questi dispositivi continuerebbero ad [&#8230;]]]></description>
		
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		<title>Il sistema basato su Arduino e Intelligenza Artificiale che automatizza la documentazione dei progetti elettronici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 05:50:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Arduino]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/embedded-AI-1.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="AI" decoding="async" /><br /><br />Realizzare un progetto elettronico richiede precisione, competenze tecniche e tempo, ma trasformare ogni fase in una documentazione chiara e pubblicabile può diventare ancora più impegnativo della progettazione stessa. Un innovativo sistema basato su Arduino e Intelligenza Artificiale promette ora di rivoluzionare il workflow dei makers. Uno degli aspetti spesso più trascurati ma fondamentali nel panorama della prototipazione elettronica e dello sviluppo embedded, riguarda la documentazione tecnica dei progetti. Chiunque abbia realizzato circuiti, firmware o sistemi IoT conosce bene il problema: fotografare ogni passaggio, registrare video, annotare connessioni hardware e successivamente trasformare tutto in un articolo dettagliato richiede un’enorme quantità di tempo. Da questa esigenza concreta nasce un interessante sistema DIY sviluppato da Kevin McAleer, progettato per automatizzare la creazione di [&#8230;]]]></description>
		
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		<title>Cosa deve sapere davvero il progettista elettronico nel 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Firmware Focus]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 05:50:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Embedded]]></category>
		<category><![CDATA[competenze elettroniche]]></category>
		<category><![CDATA[embedded]]></category>
		<category><![CDATA[progettista elettronico]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/competenze-elettroniche.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="competenze elettroniche" decoding="async" /><br /><br />Tra Intelligenza Artificiale embedded, cybersecurity, progettazione sostenibile e sistemi connessi, il ruolo del progettista elettronico continua ad evolversi rapidamente. Non basta conoscere l’hardware, servono competenze multidisciplinari per affrontare prodotti sempre più intelligenti, sicuri e integrati. Il progettista elettronico si trova ad affrontare sfide molto diverse rispetto a quelle di pochi anni fa, quando la progettazione di una scheda elettronica era principalmente focalizzata sulla sola scelta dei componenti, sulla realizzazione del circuito stampato e sulla scrittura del firmware di base. Un prodotto elettronico di ultima generazione è spesso parte di un ecosistema connesso, comunica con servizi cloud, integra algoritmi di elaborazione locale e deve rispettare requisiti stringenti in termini di sicurezza, affidabilità ed efficienza energetica. Per tale ragione, le competenze professionali [&#8230;]]]></description>
		
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		<title>ChatGPT, Gemini, Grok, Claude e DeepSeek a confronto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 05:50:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI]]></category>
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		<category><![CDATA[modelli IA]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/genAI.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="genAI" decoding="async" /><br /><br />Il mercato dei modelli linguistici evoluti è entrato in una fase di forte competizione tecnologica. ChatGPT, Gemini, Grok, Claude e DeepSeek sono ad oggi le piattaforme più rilevanti, ciascuna con caratteristiche distintive che influenzano produttività, sviluppo software, analisi dati e automazione dei processi. Analizziamo in queste righe le differenze tecniche, le prestazioni e gli scenari applicativi dell’Intelligenza Artificiale generativa.  L’evoluzione dei modelli linguistici Negli ultimi anni il settore dell’Intelligenza Artificiale generativa ha registrato una crescita straordinaria, trasformando strumenti inizialmente destinati alla ricerca in piattaforme utilizzate quotidianamente da aziende, professionisti e sviluppatori. Il confronto tra ChatGPT, Gemini, Grok, Claude e DeepSeek assume particolare rilevanza poiché queste soluzioni rappresentano differenti approcci tecnologici alla progettazione dei Large Language Model (LLM). Sebbene tutte condividano [&#8230;]]]></description>
		
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		<title>Perché il firmware funziona ma il prodotto fallisce</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2026 05:50:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[hardware]]></category>
		<category><![CDATA[prototipazione elettronica]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/firmware.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="firmware" decoding="async" /><br /><br />Un firmware stabile non garantisce il successo di un dispositivo elettronico. Tra progettazione hardware, affidabilità, esperienza utente e produzione industriale, sono numerosi i fattori che possono trasformare un progetto tecnicamente corretto in un prodotto destinato a deludere il mercato. Quando il software embedded non basta a garantire il successo Nel settore dell’elettronica embedded esiste una convinzione tanto diffusa quanto pericolosa. Se il firmware funziona correttamente, allora il prodotto è pronto per il mercato! In realtà, il firmware è soltanto uno degli elementi che contribuiscono alla qualità complessiva di un dispositivo elettronico. Un microcontrollore che esegue il codice senza errori, una comunicazione stabile tra periferiche ed un’interfaccia software affidabile sono certamente una base essenziale, ma non sono sufficienti da soli per [&#8230;]]]></description>
		
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		<title>Make or Buy nell’elettronica. Quando conviene sviluppare in-house</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Firmware Focus]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 05:50:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Make or Buy]]></category>
		<category><![CDATA[obsolescenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/make-or-buy.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="make or buy" decoding="async" /><br /><br />La scelta tra sviluppare internamente una tecnologia o acquistare soluzioni già disponibili ha diretta influenza su costi, tempi di commercializzazione e competitività. Comprendere quando puntare sull’in-house development è un passaggio decisivo per il successo di molti progetti embedded. La decisione tra Make e Buy costituisce uno dei temi più rilevanti nella gestione dei progetti elettronici. Aziende che operano nel campo dell’elettronica industriale, dell’Internet of Things, dell’automazione e dei sistemi embedded si trovano frequentemente davanti ad un dilemma strategico. Investire risorse nello sviluppo interno di hardware e firmware oppure affidarsi a componenti, moduli e piattaforme già disponibili sul mercato? La risposta non è universale, e dipende da una combinazione di fattori tecnici, economici e organizzativi che devono essere valutati con attenzione [&#8230;]]]></description>
		
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		<title>ESP32 e cyberdeck tascabili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 05:50:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Makers & Progetti Fai Da Te]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica open source]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/progetti-.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="progetti di elettronica" decoding="async" /><br /><br />In questo articolo presentiamo un terminale portatile che rivoluziona il debugging dei progetti elettronici. Il dispositivo, basato su pochi componenti economici (un display touchscreen, un ESP32 ed un sistema operativo minimale), è ideale per controllo hardware, automazione GPIO e sviluppo embedded.  L’interesse verso dispositivi compatti, personalizzabili e progettati per svolgere funzioni specifiche senza la complessità dei tradizionali computer portatili, continua ad essere una costante nel panorama dell’elettronica open source. Un interessantissimo progetto realizzato da Hacktuber dimostra come una semplice piattaforma basata su ESP32 possa evolversi in un terminale tascabile multifunzione che può supportare attività di sviluppo, test e controllo hardware direttamente sul campo. Il risultato è una soluzione che richiama l’estetica dei cyberdeck e dei PDA degli anni Novanta, e che [&#8230;]]]></description>
		
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		<title>Console portatile cyberpunk con Arduino Nano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 05:50:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Makers & Progetti Fai Da Te]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/gaming-.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="gaming" decoding="async" /><br /><br />Il fascino del retrogaming incontra il design open source in un progetto che fonde elettronica embedded e stampa 3D per dare vita ad una console portatile dal carattere inconfondibile. Basata su Arduino Nano e matrice LED, questa realizzazione unisce in un unico dispositivo innovazione, design e creatività. Nell'ambito delle console portatili fai-da-te è sempre più semplice assemblare dispositivi che possono eseguire emulatori e giochi classici, utilizzando componenti facilmente reperibili sul mercato. Tuttavia, quando l'obiettivo non è soltanto replicare un prodotto esistente ma creare qualcosa di realmente originale, entrano in gioco competenze che spaziano dall'elettronica alla progettazione meccanica, fino alla definizione di un'identità estetica coerente. È proprio questa filosofia che ha guidato lo sviluppo di un dispositivo unico nel mondo maker, [&#8230;]]]></description>
		
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		<title>Con Synaptics Coralboard l’AI Edge incontra Linux e Gemma 3 in una piattaforma compatta per l’inferenza intelligente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[EOS News]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 05:50:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AI]]></category>
		<category><![CDATA[Embedded]]></category>
		<category><![CDATA[edge AI]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Synaptics Coralboard]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="150" src="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/Synaptics-Coralboard.jpg" class="attachment-medium size-medium wp-post-image" alt="Synaptics Coralboard" decoding="async" srcset="https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/Synaptics-Coralboard.jpg 681w, https://it.emcelettronica.com/wp-content/uploads/2026/05/Synaptics-Coralboard.jpg 680w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br /><br />Mentre l’Intelligenza Artificiale all’edge continua ad evolversi, Synaptics Coralboard rappresenta una delle novità più interessanti del settore. Grazie al supporto hardware per Google Gemma 3, questa piattaforma compatta offre nuove prospettive per computer vision, automazione e sistemi embedded avanzati. Coralboard porta l’AI generativa direttamente sui dispositivi edge L’elaborazione dell’Intelligenza Artificiale sta progressivamente abbandonando il modello cloud per avvicinarsi ai dispositivi periferici, dove latenza ridotta, privacy dei dati e funzionamento autonomo sono diventati requisiti sempre più importanti. Synaptics Coralboard è una nuova scheda di sviluppo progettata per accelerare l’esecuzione locale di modelli AI grazie al SoC Synaptics Astra SL2619 Edge ed all’integrazione del motore di inferenza Synaptics Torq. La piattaforma è stata realizzata con l’obiettivo di offrire agli sviluppatori embedded un ambiente [&#8230;]]]></description>
		
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