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href="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2012/01/empatia-una.jpg?9d7bd4"><img
class="alignright size-full wp-image-2356" title="empatia-una" src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2012/01/empatia-una.jpg?9d7bd4" alt="empatia una Come creare empatia con una sola parola" width="320" height="247" /></a><br
/> Se fossi un eremita che vive solitario sulle vette del Kilimangiaro, non dovrei avere bisogno di <strong>interagire</strong> con le altre persone. Ma visto che il mio paese, per quanto piccolo, conta comunque i suoi diecimila abitanti, per forza di cose parlo ogni giorno con qualcuno. Famiglia, amici o estranei, <strong>le relazioni sociali sono alla base della comunità</strong> nella quale viviamo.</p><p>E per questo è importante imparare <strong>come creare empatia</strong>, come relazionarsi meglio con gli altri.</p><p>Ci sono tanti modi per farlo, dalle parole alla famigerata <strong><a
href="http://www.mindcheats.net/2011/01/entrare-in-sintonia-con-il-linguaggio-non-verbale.html" target="_blank">comunicazione non verbale</a></strong>. Un insieme di tecniche che si propongono di creare un rapporto emotivo fra due persone, in maniera naturale o artificiale. Tuttavia, c&#8217;è una parola magica che funziona in tutte le situazioni e che ti permettere di creare empatia con il tuo interlocutore.</p><p>Non devo stare qui ad illustrarti i vantaggi che si hanno quando si crea un legame emotivo con una persona. Non deve essere per forza amicizia o addirittura amore, basta quel filo di empatia necessaria per farti risaltare rispetto a tutti gli altri. Quanto basta per essere considerato una persona con le sue caratteristiche peculiari, e non uno fra i tanti.</p><p>Fondamentale nel commercio, ma anche nella vita personale. <strong>Migliorando le tue relazioni con gli altri potrai vivere una vita migliore</strong>, più piena perchè con più emozioni.</p><p>In più, e questo mi preme sottolinearlo, la tecnica di oggi non si tratta di qualcosa di artificioso, di innaturale. Ci sono molte tecniche che puntano a creare una specie di empatia fasulla, basata sul nulla. Ad esempio, è risaputo che imitare la postura dell&#8217;interlocutore aumenta la sua empatia nei tuoi confronti. Tuttavia si tratta di un<em> escamotage</em>, perchè si fonda sull&#8217;imitazione non spontanea dei movimenti. Se vuoi mantenere empatia in questo modo, devi continuare ad usare quella tecnica.</p><h2> La parola magica per creare empatia</h2><p>Quindi, qual&#8217; è questa fantastica parola che ha tutte queste proprietà benefiche e nessuna controindicazione? Okay, lo ammetto, <strong>ti ho mentito</strong>: non si tratta di una parola sola. Però la possiamo riassumere molto semplicemente.</p><p>Il nome.</p><p>Tutto qui. Per qualsiasi persona, il proprio nome è la parola più dolce e familiare che possa sentire. Pensaci: nell&#8217;infanzia senti il tuo nome migliaia di volte, pronunciato dai genitori e dalle persone che ti stanno più a cuore. Nei primi anni di vita impari quindi ad <strong>associare</strong> al nome una situazione di benessere, di sicurezza.</p><p>Passata l&#8217;infanzia, le persone iniziano ad usare il tuo nome per chiamarti, per <strong>attirare la tua attenzione</strong>. Hai presente quando sei con la testa fra le nuvole, e non ascolti minimamente le parole di chi ti sta intorno? Quando qualcuno pronuncia il tuo nome, subito caschi dalle nuvole. Questo avviene perchè l&#8217;inconscio ascolta sempre tutto, ma quando sei sovrappensiero le informazioni non passano alla mente conscia. Ma il nome è associato ad una situazione che richiede la tua attenzione, e quindi ha la priorità su tutto il resto.</p><p>Cosa significa questo? Significa che quando pronunci il nome di qualcuno, il suo inconscio automaticamente <strong>si concentra su di te.</strong></p><p>Per dirla con il linguaggio della <strong><a
href="http://www.mindcheats.net/2010/11/cose-la-pnl.html" target="_blank">programmazione neurolinguistica</a></strong>, si crea un&#8217;ancora fra il tuo nome e questa sensazione: senti il tuo nome, e subito vengono richiamante certe emozioni. Per la precisione, sono due le emozioni collegate al nome:</p><ul><li><span
class="evidenzia rosso">Sicurezza, benessere</span></li><li><span
class="evidenzia rosso">Attenzione</span></li></ul><p><strong>Non sei ancora convinto che il semplice nome crei empatia?</strong> Allora prova a pensare a una situazione nella quale il tuo nome è stato pronunciato per rivolgersi a qualcun altro. Può essere una conversazione fra amici, ma può essere anche un libro o un film. Riesci a ricordarti una situazione del genere? Che sensazione hai provato?</p><p>Scommetto che ti ha fatto uno strano effetto, prima di tutto. Normale, l&#8217;inconscio ha già abbinato il tuo nome con la tua identità e fa a fatica a concepire che altre persone possano chiamarsi come te. Se pensi ad una storia dove il protagonista ha il tuo nome, sono sicuro che avrai provato una strana immedesimazione per lui o lei. Quasi come se quel personaggio fossi tu: questa non è forse empatia?</p><h2> Conclusione</h2><p>Se vuoi creare una relazione emotiva con un altra persona, <strong>utilizza spesso il suo nome</strong>. Quando saluti qualcuno non dire semplicemente &#8220;ciao&#8221;, ma dì &#8220;ciao Agamennone&#8221;. E utilizza il nome ogni volta che vuoi dare una certa rilevanza ad una tua frase, quando vuoi che sia recepita pienamente dall&#8217;interlocutore.</p><p>Come vedi, questa non è una tecnica per creare un falso legame. L&#8217;empatia sarà autentica, perchè non stai fingendo niente: l&#8217;unica cosa che fai è dire il nome di qualcuno. Questo ti permetterà di avere delle relazioni più soddisfacenti sotto tutti i punti di vista, e in generale un&#8217;ottima vita sociale.</p><p>Prova ad usare questa parola magica se pensi di non essere bravo a comunicare con gli altri, e vedrai che le cose miglioreranno molto.</p><p>Vantaggio bonus: se ripeti più volte il nome di una persona che hai appena conosciuto, riuscirai a ricordare meglio il suo nome! <img
src="http://www.empaticamente.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?9d7bd4" alt="icon smile Come creare empatia con una sola parola" class='wp-smiley' title="Come creare empatia con una sola parola" /></p><p>Ti è piaciuto questo articolo? Bene! Allora passa a trovarmi sui mio blog <strong><a
href="http://www.mindcheats.net" target="_blank">Mindcheats &#8211; Trucchi per sfruttare la mente</a></strong>. <img
src="http://www.empaticamente.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif?9d7bd4" alt="icon smile Come creare empatia con una sola parola" class='wp-smiley' title="Come creare empatia con una sola parola" /></p><div
class="separator"></div><p>Ho ospitato volentieri questo post di Stefano, passate a salutarlo!</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/E3FChfU4uak" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.empaticamente.it/empatia/come-creare-empatia-sola-parola/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.empaticamente.it/empatia/come-creare-empatia-sola-parola/</feedburner:origLink></item> <item><title>Counseling grafologico</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/empaticamente/~3/1yf6mlgWXYI/</link> <comments>http://www.empaticamente.it/grafologia/counseling-grafologico/#comments</comments> <pubDate>Wed, 18 Jan 2012 07:43:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca</dc:creator> <category><![CDATA[Grafologia]]></category> <category><![CDATA[Consapevolezza]]></category> <category><![CDATA[Crescita]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.empaticamente.it/?p=2337</guid> <description><![CDATA[Un colloquio. Un colloquio di lavoro. Si gioca forse il futuro. “Mi parli di Lei”. “Mi descriva i suoi pregi ed i suoi difetti”. “Come si immagina da qui a 5 anni”? Sono alcune delle classiche domande volte a saggiare in profondità le caratteristiche distintive del candidato e non ultimo a valutare il suo grado [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a
href="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2012/01/parole-grafologia.jpg?9d7bd4"><img
class="alignright size-medium wp-image-2336" title="parole-grafologia" src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2012/01/parole-grafologia-300x218.jpg?9d7bd4" alt="parole grafologia 300x218 Counseling grafologico" width="300" height="218" /></a>Un colloquio. Un colloquio di lavoro. Si gioca forse il futuro.<br
/> <em>“Mi parli di Lei”.</em><br
/> <em> “Mi descriva i suoi pregi ed i suoi difetti”.</em><br
/> <em> “Come si immagina da qui a 5 anni”?</em></p><p><em></em><br
/> Sono alcune delle classiche domande volte a saggiare in profondità le caratteristiche distintive del candidato e non ultimo a valutare il suo grado di consapevolezza e maturità.</p><h4>Come e cosa rispondere?</h4><p>La figura del consulente grafologo prende sempre più piede durante la fase di selezione dei candidati (link articolo <a
href="http://www.corriere.it/economia/trovolavoro/11_luglio_22/de-cesare-colloqui-grafologia-test-psicologici_1e236696-b43f-11e0-a808-3da11ae54dd1.shtml" target="_blank">Corriere della sera</a>) per valutare con chi programmare un colloquio dopo aver acquisito le informazioni di base dal curriculum vitae, offrendo l’opportunità alle aziende di gestire al meglio il tempo dedicato alle nuove assunzioni con un metodo a basso costo. Il lavoro del professionista grafologo riesce infatti ad enucleare le <strong>aree di forza e di miglioramento</strong> (capacità di leadership, di lavorare in team, flessibilità, orientamento al cliente, organizzazione, creatività, resistenza allo stress, capacità di sintesi/analisi etc.), ovvero le qualità che fanno di quella persona <strong>la persona giusta nel posto giusto</strong>, stilando un breve profilo riferito alla posizione in questione mettendo in luce attitudini, motivazioni e bisogni sottesi.</p><p>Il raggio d’azione del consulente esperto in grafologia aziendale non si ferma alla <strong>selezione del personale</strong> o alla <strong>ricollocazione di risorse</strong> dopo ristrutturazioni aziendali, ma si rivolge anche al singolo, come <strong>orientamento professionale</strong> e per <strong>l’elaborazione di possibili piani di carriera</strong>. Il counselor grafologo può infatti divenire un utile alleato anche per chi è in cerca di impiego o per chi si vuole riposizionare nel mercato del lavoro con cognizione di causa.<br
/> Grazie ad un breve percorso potrai pertanto acquisire maggior lucidità sulle tue qualità e le motivazioni che le determinano, sulle potenzialità in nuce e non ancora espresse, accompagnandoti nel trovare <strong>le parole per dirlo</strong>, indispensabili per redigere una tua <strong>short story efficace, autentica e consapevole.</strong></p><blockquote><p>A parità di formazione e di CV professionali, ciò che può veramente costituire la differenza e far ottenere un determinato posto di lavoro è il grado e la qualità della propria motivazione.<cite>Madelaine Blanquefort D’Anglards – Motivazioni e compensazioni</cite></p></blockquote><p><a
href="http://www.empaticamente.it/newsletter"><img
class="aligncenter size-full wp-image-2181" title="NEWSLETTER2" src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2011/07/newsletter-empaticamente.png?9d7bd4" alt="newsletter empaticamente Counseling grafologico" width="510" height="90" /></a></p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/1yf6mlgWXYI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.empaticamente.it/grafologia/counseling-grafologico/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.empaticamente.it/grafologia/counseling-grafologico/</feedburner:origLink></item> <item><title>La vita è come il caffè</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/empaticamente/~3/cRdTO591Ebg/</link> <comments>http://www.empaticamente.it/curiosita/la-vita-e-come-il-caffe/#comments</comments> <pubDate>Wed, 11 Jan 2012 19:55:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca</dc:creator> <category><![CDATA[Curiosita']]></category> <category><![CDATA[Consigli]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.empaticamente.it/?p=2325</guid> <description><![CDATA[Un gruppo di alunni, affermati nelle loro carriere, andarono tutti insieme a trovare il loro vecchio professore dell&#8217;Università. Dopo un pò che erano lì la conversazione si trasformò in una serie di lamentele sullo stress del lavoro e della vita. Volendo offrire del caffè ai suoi studenti il professore andò in cucina e ritornò con [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="align-right"  src="http://www.empaticamente.it/wp-content/themes/Empatia/library/incl/timthumb.php?q=100&amp;w=130&amp;h=130&amp;src=http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2012/01/coffee.jpg" alt="coffee La vita è come il caffè"  title="La vita è come il caffè" /> Un gruppo di alunni, affermati nelle loro carriere, andarono tutti insieme a trovare il loro vecchio professore dell&#8217;Università. Dopo un pò che erano lì la conversazione si trasformò in una serie di lamentele sullo stress del lavoro e della vita. Volendo offrire del caffè ai suoi studenti il professore andò in cucina e ritornò con una grande caraffa con del caffè e un vasto assortimento di tazzine:  di porcellana, di plastica, di vetro, di cristallo; alcune molto decorate, alcune molto pregiate, alcune molto esclusive &#8211; e disse loro di servirsi da soli.</p><p>Quando tutti gli studenti ebbero preso le tazzine in mano, il professore disse:</p><p><em>&#8220;Se notate bene, tutte le tazzine più belle e pregiate sono state scelte, sul vassoio sono rimaste le più semplici ed economiche. E&#8217; normale per voi volere solo il meglio per voi stessi, ma questo è la causa dei vostri problemi e del vostro stress. Potete essere certi che la tazzina non aggiunge qualità al caffè. Nella maggior parte dei casi è solo più cara e a volte nasconde quello che bevete.</em></p><p><em>Quello che tutti voi volevate veramente era il caffè, non la tazzina, ma coscientemente avete scelto le tazzine migliori e poi avete incominciato anche a guardare quelle degli altri. Ora considerate questo: la vita è il caffè. Il lavoro, le case, le macchine, le cose, e la posizione nella società sono le tazzine e sono soltanto usate per contenere e tenere la vita. Il tipo di tazzina che noi abbiamo non determina nè cambia la qualità della vita che viviamo.</em></p><p><em>A volte, concentrandoci solo sulla tazzina, non riusciamo a goderci il caffè. Gustate il caffè, non le tazzine!</em></p><p><em>Le persone più felici non hanno il meglio di ogni cosa, soltanto traggono il meglio da tutto quello che hanno. </em></p><p><em>Vivete semplicemente. </em><br
/> <em>Parlate gentilmente. </em><br
/> <em>Prendete a cuore le situazioni.</em><br
/> <em> Amate generosamente&#8221;.</em></p><h4>- Autore sconosciuto</h4><div
class="sc-video"><div> <object
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class="align-right"  src="http://www.empaticamente.it/wp-content/themes/Empatia/library/incl/timthumb.php?q=100&amp;w=300&amp;h=225&amp;src=http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2012/01/training-autogeno.jpg" alt="training autogeno Training Autogeno e rilassamento"  title="Training Autogeno e rilassamento" /> Il Training autogeno è una <span
class="evidenzia giallo">tecnica di rilassamento</span> ideata nella prima metà del secolo da J.H. Schultz, neurologo e dermatologo,  che prende l’avvio dai suoi studi in medicina psicosomatica e ipnosi. In quest’ambito notò come i suoi assistiti sperimentassero sensazioni di pesantezza e calore dopo le sedute, unitamente a sensazioni di rilassamento. L’ipnosi si basa infatti sulla “commutazione fondamentale” che viene prodotta sia a livello psichico che somatico e Schultz perfezionò una metodologia capace di ottenere il medesimo effetto in modo autoindotto senza l’ausilio del terapeuta al fine di “trasmettere al partecipante migliore contatto col proprio sistema nervoso vegetativo, quindi con il controllo delle energie, dalla fase di strutturazione alla fase di utilizzo delle stesse e viceversa, e di renderlo in ciò più concentrato, disteso, e anche più creativo e produttivo.” (Wallnofer, 2008)</p><p>Training autogeno significa “allenamento” che si genera (greco=genos) “da sé” (greco=autos) e consta nell’ allenarsi, almeno tre volte al giorno, nell’esecuzione di sei esercizi di base che si consiglia siano insegnati da un conduttore che abbia adeguata formazione e che abbia sperimentato il TA su di sè. Nell’arco di una decina di incontri, in gruppo o individuali, è possibile diventare indipendenti  continuando a praticare l’allenamento in completa autonomia.  L’allenamento richiede un setting adeguato allo scopo e che il soggetto entri in contatto mentale con le zone del corpo indicate dalla formula relativa ad ogni esercizio, un’attitudine mentale che focalizzi l’attenzione più sul processo che sul risultato e la ripetizione mentale delle formule autogene secondo le indicazioni del conduttore del training.</p><p>Gli esercizi si dividono in due fondamentali:</p><ul><li>il primo tende a produrre uno stato di rilassamento muscolare, dei muscoli striati e lisci;</li><li>il secondo porta ad una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno e percezione del calore corporeo.</li></ul><p>E  quattro complementari:</p><ul><li>esercizio del cuore</li><li>esercizio del respiro</li><li>esercizio del plesso solare</li><li>esercizio della fronte fresca</li></ul><p>Per sperimentare l’autogenia è necessaria l’inibizione dell’attenzione esterna e la sua commutazione verso l’attenzione interna, l’accettazione passiva di tutte le percezioni presenti e il mantenere per alcuni minuti lo stato di esclusiva percezione del funzionamento dell’organismo in condizioni di minima interferenza della volontà. (De Rivera Y Revuelta). Lo stato mentale della <strong><em>concentrazione passiva</em></strong> ricorda il paradosso Taoista del <strong><em>wei wu wei</em></strong>,<img
class="align-right"  src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2012/01/zen-weiwuwei.jpg?9d7bd4" alt="zen weiwuwei Training Autogeno e rilassamento"  title="Training Autogeno e rilassamento" /> inteso come <strong><em>azione senza azione</em></strong>, per arrivare a concentrarsi e nel contempo lasciar accadere, lasciando fluire e scorrere i pensieri con un atteggiamento mentale di noncuranza. <em>Ci si addestra</em> <em>al non-fare, </em>mantenendo un atteggiamento di osservazione ricettiva senza né rifiutare né partecipare a ciò che si osserva<em>. </em><span
class="evidenzia viola">Possiamo inoltre pensare al training autogeno come alla <strong>via occidentale della meditazione</strong>, in quanto è provato come la concentrazione passiva induca uno stato alterato di coscienza (ASCI); già da sola l’esperienza ASCI  può favorire stabilità emotiva e la soluzione di conflitti interni, donando una visione ampliata della realtà personale.</span><br
/> “Il significato pratico di uno smorzamento della risonanza emotiva è evidentemente di grande importanza nella vita quotidiana.[...] Esso può inoltre essere anche utilizzato come <span
class="evidenzia viola">tecnica profilattica</span> allo scopo di consentire la possibilità di difendersi da situazioni particolarmente impegnative che si debbano affrontare.”<br
/> (J.H. Schultz, 1966)</p><p>Si otterrà così un tono affettivo di base connotato da benessere e pace (sembra essere l’opposto dell’ansia), una consapevole percezione degli organi interni ed una maggior chiarificazione interiore, infatti la pratica costante “consente una specie di interiorizzazione con un<span
class="evidenzia viola"> <em>rientrare in se stessi</em></span>, per cogliervi nello stato di passività […], il nostro mondo interiore.” (J.H. Schultz, 1966)</p><p>L’allenamento può essere svolto in tre differenti posizioni: da seduti, supini o nella posizione del cocchiere, altrimenti detta dello sgabello.</p><p>Gli effetti che si acquisiscono nel tempo sono i seguenti:</p><ul><li>Un più profondo e rapido recupero di energie</li><li>L’autoinduzione della calma</li><li>L’autoregolazione delle funzioni corporee altrimenti involontarie (es. circolazione sanguigna)</li><li>Il miglioramento nelle prestazioni</li><li>La diminuzione della percezione del dolore (non si tratta però di repressione)</li><li>L’autodeterminazione attraverso formule di proponimenti in base alle necessità del singolo</li><li>Introspezione e autocontrollo, grazie alla visualizzazione interiore durante lo stato psichico concentrativo.</li></ul><p>“Il Training Autogeno può dunque contribuire all’autosviluppo e all’autoconoscenza, senza alcuna suggestione esterna e senza un piano esterno secondo il quale l’uomo abbia da svilupparsi. Colui che diventa più calmo, e non certo più indifferente, o più povero di reazioni, può agire più liberamente; e colui che può acquisire questa calma, con l’aiuto di uno specialista (ma autogenicamente!) sarà più sicuro di sé e comunicherà meglio col suo ambiente. Una tale sicurezza interiore – auto conquistata – non solo rende liberi da disturbi, e attutisce reazioni esagerate sia nell’area psichica che fisica, ma <strong>rende libera la via verso il “vero” uomo in noi”</strong>.<br
/> (Wallnofer, 2008)</p><div
class="separator"></div><p>Brancaleone F., TBA: Terapia Bionomico Autogena. Fondamenti, principi, tecniche e applicazioni. Franco Angeli, 2010.</p><p>De Rivera y Revuelta J. L. G., Psicoterapia autogena – 1 parte Training Autogeno di Base, Edizioni libreria Cortina, Torino 2009</p><p>Schultz I.H., Il Training autogeno – metodo di distensione da concentrazione psichica, Collana Campi del Sapere, Feltrinelli, 2010</p><p>Schultz I.H., Quaderno di esercizi per il training autogeno, a cura di D. Langen, Campi del Sapere, Feltrinelli, 2010</p><p>Wallnofer H., Sani con il Training Autogeno e la psicoterapia autogena, Armando Editore, 2008</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/CXRwa2-PDZ4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.empaticamente.it/training-autogeno/training-autogeno-e-rilassamento/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.empaticamente.it/training-autogeno/training-autogeno-e-rilassamento/</feedburner:origLink></item> <item><title>A proposito di scarabocchi…</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/empaticamente/~3/48cWaftGBn4/</link> <comments>http://www.empaticamente.it/grafologia/scarabocchi/#comments</comments> <pubDate>Sun, 18 Sep 2011 20:26:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca</dc:creator> <category><![CDATA[Grafologia]]></category> <category><![CDATA[Mente]]></category> <category><![CDATA[Personalità]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.empaticamente.it/?p=2234</guid> <description><![CDATA[E&#8217; accaduto a molti di noi di ritrovarsi a scarabocchiare sul foglio durante una riunione, nel corso di una telefonata noiosa, da studenti mentre si ascoltava la lezione. Il buon senso comune ci spinge a pensare che il fenomeno  rappresenti una distrazione dal compito e che di conseguenza non vengano immagazzinate nella memoria le informazioni. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;"><img
class="align-right"  src="http://www.empaticamente.it/wp-content/themes/Empatia/library/incl/timthumb.php?q=100&amp;w=130&amp;h=130&amp;src=http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2011/09/ganesh-bw.jpg" alt="ganesh bw A proposito di scarabocchi..."  title="A proposito di scarabocchi..." />E&#8217; accaduto a molti di noi di ritrovarsi a scarabocchiare sul foglio durante una riunione, nel corso di una telefonata noiosa, da studenti mentre si ascoltava la lezione. Il buon senso comune ci spinge a pensare che il fenomeno  rappresenti una distrazione dal compito e che di conseguenza non vengano immagazzinate nella memoria le informazioni. Una ricerca pubblicata da<a
title="What does doodling do?" href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/acp.1561/abstract" target="_blank"> Applied Cognitive Psychology </a>ci spiega che così non è: l&#8217;esperimento è stato condotto con 40 partecipanti divisi in 2 gruppi, a cui veniva fatta ascoltare una telefonata registrata; una metà  dovevano semplicemente appuntare i nomi delle persone citate  in un foglio rigato, mentre l&#8217;altra metà dovevano <em>anche</em> scarabocchiare sia linee che forme arrotondate. Dopo il test i partecipanti vennero sottoposti a sorpresa ad un test di memoria: chi scarabocchiava ebbe una performance di risposte corrette superiore del 29% rispetto agli altri. Se ne deduce che <strong>scarabocchiare durante un compito noioso aumenta la concentrazione</strong> e riduce la tendenza a fantasticare, distraendosi.</p><p
style="text-align: justify;">Per cui se vogliamo evitare di sognare ad occhi aperti durante una situazione noiosa scarabocchiare è tutt&#8217;altro che controproducente! E se vogliamo imparare a farlo in modo artistico stimolando il rilassamento e lasciandoci andare alla creatività, Tina Festa (insegnante di scuola dell&#8217;infanzia) ha importato in Italia una tecnica facile da apprendere: per sapere qualcosa di più dei Zentangles e degli <a
title="Scarabocchi Zen" href="http://www.scarabocchizen.blogspot.com/" target="_blank">Scarabocchi Zen</a> visitate il suo blog.</p><p
style="text-align: justify;">A tal proposito è di questi giorni la pubblicazione di un articolo su <em><a
title="Doodling" href="http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(11)61496-7/fulltext" target="_blank">The Lancet</a></em> che ipotizza come l&#8217;attività di scarabocchiare probabilmente attivi specifici network neuronali nel cervello, tali da stimolare sia creatività che rilassamento, non escludendo addirittura &#8220;effetti terapeutici&#8221;.</p><p
style="text-align: justify;"><strong>Gli scarabocchi possono anche essere analizzati grafologicamente</strong> fin dalla più tenera età:</p><p>Verso il 18º o 20º mese i bimbi iniziano a scarabocchiare e da allora non abbandoneranno più foglio e matita, poi carta e penna; momento importantissimo, possono per la prima volta lasciare un segno nel mondo. Il loro bisogno di esprimersi incontra la possibilità di farlo.<br
/> Secondo<em> Marthe Bernson (Dallo scarabocchio al disegno, Armando Editore, 1968), </em> la prima ad averli studiati a fondo, valgono anche per gli scarabocchi le leggi fondamentali relative a tutti i sistemi di scrittura esistenti:</p><ul><li>il benessere arrotonda, allarga, armonizza i movimenti;</li><li>il malessere li restringe, li comprime, li rimpicciolisce;</li><li>la collera li contrae, li esaspera o li infoltisce, li fa esplodere;</li><li>la sensibilità, sia essa affettiva o mentale, affina e diversifica i movimenti, li sfuma e li cesella, dando al tratto un colore, un chiaroscuro ritmato personalissimo, difficilmente imitabile.</li></ul><p>Evi Crotti  e Alberto Magni invece (<em>I disegni dell&#8217;inconscio &#8211; come interpretare gli scarabocchi degli adulti, Oscar Guide Mondadori) </em>ne analizzano le forme ed i simboli donandoci delle chiavi di lettura sulle varie categorie: geometriche, astratte, figurative, legate alla natura&#8230; Un piccolo esempio: disegnare un cerchio all&#8217;interno di un rombo è espressione di chi sa integrare la propria <em>anima</em> femminile con l&#8217;<em>animus</em> maschile, indipendentemente dal suo sesso.</p><blockquote><p>Ognuno di noi predilige alcuni simboli che vengono ripetuti mentre parliamo con le persone, quando siamo al telefono, quando leggiamo o cerchiamo una concentrazione che fatica a venire. Lo scarabocchio è particolarmente significativo perchè la sua interpretazione è avvantaggiata dal fatto di raccontare in diretta ciò che il soggetto sta vivendo. Ci viene quindi offerto un codice prezioso, che vale la pena di osservare e di imparare a interpretare.<cite>Evi Crotti &#8211; Alberto Magni</cite></p></blockquote> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/48cWaftGBn4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.empaticamente.it/grafologia/scarabocchi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.empaticamente.it/grafologia/scarabocchi/</feedburner:origLink></item> <item><title>Inviti Google +</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/empaticamente/~3/7FGimuW44p4/</link> <comments>http://www.empaticamente.it/curiosita/inviti-google/#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 Jul 2011 21:31:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca</dc:creator> <category><![CDATA[Curiosita']]></category> <category><![CDATA[Media]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.empaticamente.it/?p=2206</guid> <description><![CDATA[Per chi fosse interessato a ricevere un invito per Google + (o Google Plus, che dir si voglia), il nuovo social network in fase di test di casa Google, è sufficiente che me lo scriva nei commenti usando Gmail; se desidera anche cliccare &#8220;mi piace&#8221; sulla pagina facebook di EmpaticaMente oppure iscriversi alla Newsletter, è [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a
href="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2011/07/Google-plus1.jpg?9d7bd4"><img
class="alignright size-medium wp-image-2207" title="Google-plus1" src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2011/07/Google-plus1-300x195.jpg?9d7bd4" alt="Google plus1 300x195 Inviti Google +" width="300" height="195" /></a></p><p
style="text-align: justify;">Per chi fosse interessato a ricevere un invito per <strong>Google + </strong>(o Google Plus, che dir si voglia), il nuovo social network in fase di test di casa Google, è sufficiente che me lo scriva nei commenti usando Gmail; se desidera anche cliccare &#8220;mi piace&#8221; sulla pagina facebook di EmpaticaMente oppure iscriversi alla Newsletter, è il benvenuto, altrimenti Buona Vita!</p><p
style="text-align: justify;">Ovviamente lo invierò comunque <img
src="http://www.empaticamente.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif?9d7bd4" alt="icon wink Inviti Google +" class='wp-smiley' title="Inviti Google +" /></p><h2></h2><h2>Buone vacanze</h2><p>&nbsp;</p><p><a
href="http://www.empaticamente.it/newsletter"><img
class="aligncenter size-full wp-image-2181" title="NEWSLETTER2" src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2011/07/newsletter-empaticamente.png?9d7bd4" alt="newsletter empaticamente Inviti Google +" width="510" height="90" /></a></p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/7FGimuW44p4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.empaticamente.it/curiosita/inviti-google/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.empaticamente.it/curiosita/inviti-google/</feedburner:origLink></item> <item><title>La nostra paura più profonda</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/empaticamente/~3/aIDz92VPVkg/</link> <comments>http://www.empaticamente.it/curiosita/poesie/la-nostra-paura-piu-profonda/#comments</comments> <pubDate>Tue, 14 Jun 2011 17:51:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca</dc:creator> <category><![CDATA[Poesie]]></category> <category><![CDATA[Crescita]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.empaticamente.it/?p=2096</guid> <description><![CDATA[La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati. La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite. E&#8217; la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: &#8220;Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?&#8221; In realtà chi sei tu per non esserlo? Il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="align-right"  src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2011/06/perfetto.jpg?9d7bd4" alt="perfetto La nostra paura più profonda"  title="La nostra paura più profonda" /><br
/> La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.<br
/> La nostra paura più profonda, è di essere potenti oltre ogni limite.<br
/> E&#8217; la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più.<br
/> <strong>Ci domandiamo: &#8220;Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?&#8221;</strong><br
/> In realtà chi sei tu per non esserlo?<br
/> Il nostro giocare in piccolo, non serve al mondo.<br
/> Non c&#8217;è nulla di illuminato nello sminuire se stessi cosicchè gli altri si sentano sicuri intorno a noi.<br
/> Siamo tutti nati per risplendere, come fanno i bambini.<br
/> Siamo nati per rendere manifesto ciò che è dentro di noi.<br
/> Non solo in alcuni di noi. In ognuno di noi.<br
/> E&#8217; come se dentro di noi ci fosse un grande diamante con mille facce: alcune sembrano risplendere più di altre e ogni persona possiede, nel suo petto, un fulgido diamante con mille facce luminose.<br
/> Il diamante è perfetto, senza la minima incrinatura.<br
/> La sola differenza con gli uomini è il numero di facce che la nostra anima ha reso brillanti e luminose.<br
/> <span
class="evidenzia blu">Ogni diamante è diverso e ognuno è perfetto.<br
/> E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente,<br
/> diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso.</span></p><div
class="separator"></div><p><em>Marianne Williamson</em>, citata da Nelson Mandela, durante il suo discorso di investitura a presidente, 1994.</p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/aIDz92VPVkg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.empaticamente.it/curiosita/poesie/la-nostra-paura-piu-profonda/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.empaticamente.it/curiosita/poesie/la-nostra-paura-piu-profonda/</feedburner:origLink></item> <item><title>La storia della matita</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/empaticamente/~3/0Ezm8kl7oUk/</link> <comments>http://www.empaticamente.it/curiosita/la-storia-della-matita/#comments</comments> <pubDate>Mon, 06 Jun 2011 19:23:14 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca</dc:creator> <category><![CDATA[Curiosita']]></category> <category><![CDATA[Consapevolezza]]></category> <category><![CDATA[Crescita]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.empaticamente.it/?p=2073</guid> <description><![CDATA[Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. Ad un certo punto, chiese: &#8220;Stai scrivendo una storia su di noi? E&#8217; per caso una storia su di me?&#8221;. La nonna smise di scrivere, sorrise e disse al nipote: &#8220;In effetti, sto scrivendo su di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;"><img
class="align-right"  src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2011/06/bimbononnamatita.jpg?9d7bd4" alt="bimbononnamatita La storia della matita"  title="La storia della matita" />Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera.<br
/> Ad un certo punto, chiese: &#8220;Stai scrivendo una storia su di noi? E&#8217; per caso una storia su di me?&#8221;.<br
/> La nonna smise di scrivere, sorrise e disse al nipote: &#8220;In effetti, sto scrivendo su di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande.&#8221;<br
/> Il bimbo osservò la matita, incuriosito e non vide niente di speciale.<br
/> &#8220;Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia!&#8221;.<br
/> &#8220;Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose. Ci sono 5 qualità in essa che, se tu riuscirai a mantenere, faranno sempre di te un uomo in pace con il mondo.<br
/> Prima qualità: tu puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una mano che guida i tuoi passi: questa mano noi la chiamiamo Dio e Lui ti dovrà sempre indirizzare verso la Sua volontà.<br
/> Seconda qualità: di quando in quando io devo interrompere ciò che sto scrivendo ed usare il temperino. Questo fa sì che la matita soffra un poco, ma alla fine essa sarà più affilata. Pertanto, sappi sopportare un po&#8217; di dolore, perché ciò ti renderà una persona migliore.<br
/> Terza qualità: la matita ci permette sempre d&#8217;usare una gomma per cancellare gli sbagli. Capisci che correggere qualcosa che abbiamo fatto non è necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via.<br
/> Quarta qualità: ciò che è davvero importante nella matita non è il legno o la forma esteriore, ma la grafite che è all&#8217;interno. Dunque fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.<br
/> Infine la quinta qualità della matita: <em>lascia sempre un segno.</em> Ugualmente, sappi che<em> tutto ciò che farai nella vita lascerà tracce e cerca d&#8217;essere conscio d&#8217; ogni singola azione.</em></p><p
style="text-align: justify;"><em><strong>- Paulo Coelho</strong></em></p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/0Ezm8kl7oUk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.empaticamente.it/curiosita/la-storia-della-matita/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.empaticamente.it/curiosita/la-storia-della-matita/</feedburner:origLink></item> <item><title>Le cento città</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/empaticamente/~3/cEqREqY_PyI/</link> <comments>http://www.empaticamente.it/curiosita/poesie/le-cento-citta/#comments</comments> <pubDate>Fri, 29 Apr 2011 10:32:47 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca</dc:creator> <category><![CDATA[Poesie]]></category> <category><![CDATA[Consapevolezza]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.empaticamente.it/?p=2062</guid> <description><![CDATA[Ognuno ha le sue prigioni Ognuno ci convive Ma quando le pareti cominciano a restringersi, le facce diventano anonime Quando lo specchio comincia a darti del tu Quando i marciapiedi ti provocano vertigini e la strada sembra il tuo tappeto rosso Metti insieme il tuo bagaglio Riempilo di ricordi, speranze, parole, storie vissute e storie [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ognuno ha le sue prigioni<br
/> Ognuno ci convive<br
/> Ma quando le pareti cominciano a restringersi, le facce diventano anonime<br
/> Quando lo specchio comincia a darti del tu<br
/> Quando i marciapiedi ti provocano vertigini e la strada sembra il tuo tappeto rosso<br
/> Metti insieme il tuo bagaglio<br
/> Riempilo di ricordi, speranze, parole, storie vissute e storie da vivere<br
/> Riempilo di emozioni, musiche, liti, illusioni d’epoca, domande e risposte<br
/> Trovati un amico e comincia la condivisione,<br
/> vai a caso, lascia le tue lacrime sul cuscino, incontrati con la vita, scontrati con il dolore, ruba l’amore<br
/> Non avere una meta ma cento, prova a ritornare perché il ritorno da senso al viaggio<br
/> Pensa a Polifemo e alla sua solitudine e rispetta la solitudine altrui<br
/> Gira intorno al mondo<br
/> Non girare con lui<br
/> Affrancati da te stesso e dall’attesa<br
/> Per amare la vita bisogna tradire le aspettative<br
/> Guardati intorno e guardati da chi si professa libero<br
/> Il sapore della libertà è la paura<br
/> Solo chi ha paura della libertà ha il coraggio di inseguirla.</p><p><strong>Vincenzo Cinaski Costantino</strong><em></p><div
class="sc-video"><div> <object
type="application/x-shockwave-flash" style="width:570px; height:347px;" data="http://www.youtube.com/v/WaBiGSRR5Wg&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;"><param
name="movie" value="http://www.youtube.com/v/WaBiGSRR5Wg&amp;fs=1&amp;" /></object></div></p></div> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/cEqREqY_PyI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.empaticamente.it/curiosita/poesie/le-cento-citta/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.empaticamente.it/curiosita/poesie/le-cento-citta/</feedburner:origLink></item> <item><title>A lezione di leadership</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/empaticamente/~3/PV5cVOiTd7w/</link> <comments>http://www.empaticamente.it/mente/a-lezione-di-leadership/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Mar 2011 12:17:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Francesca</dc:creator> <category><![CDATA[Mente]]></category> <category><![CDATA[Consapevolezza]]></category> <category><![CDATA[Crescita]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.empaticamente.it/?p=2010</guid> <description><![CDATA[Se cerchiamo la keyword “leadership” su google otteniamo circa 252.000.000 risultati, il che ci fa presumibilemente pensare che su questo tema sia già stato scritto di tutto e di più. Inutile pertanto raccontare ancora una volta cos&#8217;è (WikipediA come sempre ne offre un breve  sunto), possiamo invece approfondire come si manifesta e quali valori sottende, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p
style="text-align: justify;"><img
class="align-right"  src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2011/03/leadership.jpg?9d7bd4" alt="leadership A lezione di leadership"  title="A lezione di leadership" />Se cerchiamo la keyword “leadership” su google otteniamo circa 252.000.000 risultati, il che ci fa presumibilemente pensare che su questo tema sia già stato scritto di tutto e di più. Inutile pertanto raccontare ancora una volta cos&#8217;è (<a
title="Ledership" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leadership" target="_blank">WikipediA</a> come sempre ne offre un breve  sunto), possiamo invece approfondire come si manifesta e quali valori sottende, osservandola con un differente approccio e da un&#8217;inusuale prospettiva.<br
/> <strong>La leadership non è un punto d&#8217;arrivo, ma un processo, un cambiamento continuo</strong>: ce lo illustra bene <em>Chris Lowney</em> nel suo libro <em>“Leader per vocazione, i principi della leadership secondo i Gesuiti”</em>, publicato nel 2005 dalla casa editrice del Sole24ore. L&#8217;autore, ex-gesuita e poi direttore generale per quasi vent&#8217;anni della J.P. Morgan, analizza come abbia fatto la più grande congregazione del mondo ad avere un successo che continua imperterrito la sua marcia da quasi 500 anni. Ne esamina pertanto i pilastri ed i principi senza tempo che qui brevemente riassumo, estrapolandoli dal testo. Per approfondire acquistate il libro, ne incoraggio caldamente la lettura, interessante anche dal punto di vista storico-culturale.</p><p
style="text-align: justify;"><span
class="evidenzia verde">Consapevolezza di sè:</span><br
/> “ Mettere ordine nella propria vita”<br
/> Un leader si evolve sapendo perfettamente chi è e a quali valori si attiene, raggiungendo la piena consapevoleza di quelli che possono essere i punti ciechi e pericolosi o le debolezze che potrebbero sviarlo dal suo cammino e coltivando l&#8217;abitudine di riflettere su di sé e di approfondire le proprie conoscenze. Pag. 28</p><p
style="text-align: justify;"><span
class="evidenzia verde">Spirito di iniziativa:</span><br
/> “Il mondo intero sarà la nostra casa”<br
/> Un leader si sente e fa sentire gli altri a proprio agio anche in un mondo in evoluzione. Egli esplora avidamente nuove idee, nuovi approcci e nuove culture anziché rinserrarsi in un atteggiamento di difesa da tutto ciò che può essere appostato dietro ogni angolo della vita. Saldamente ancorato a valori e principi “non trattabili”, egli coltiva quell&#8217; “indifferenza” che gli permette di adattarsi a ogni fenomeno senza perdere la propria sicurezza. Pag. 30</p><p
style="text-align: justify;"><span
class="evidenzia verde">Amore:</span><br
/> “Piuttosto amore che timore”<br
/> Un leader affronta il mondo con una sana e sicura percezione di se stesso, sentendosi dotato del talento, della dignità e delle potenzialità necessarie per essere una guida. Questi stessi attributi egli li riscontra negli altri e si impegna con passione a onorare e dischiudere il potenziale che vede in sé e nelle altre persone. Egli crea attorno a sé un ambiente definito e arricchito da sempre nuova energia, affetto e reciproco sostegno. Pag. 32</p><p
style="text-align: justify;"><span
class="evidenzia verde">Eroismo:</span><br
/> “Spronare grandi desideri”<br
/> Un leader ha un&#8217;immagine ispirata del futuro e lotta per darle forma concreta, anziché restarsene a guardare passivamente ciò che accadrà intorno a lui. Gli eroi sanno ricavare oro da ogni opportunità in cui si imbattono, anziché aspettare che sia qualcun&#8217;altro a offrire loro delle dorate opportunità. Pag. 34</p><p
style="text-align: justify;">Essere leader significa essere padroni di se stessi e delle proprie scelte, essere proattivi ed assertivi, lottare pacificamente per ciò in cui si crede, predisporsi al cambiamento ed accogliere il diverso integrandolo in una nuova dinamica visione. Significa guardare all&#8217;altro con amore, stimolando in lui i lati positivi ed aiutandolo per converso a debellare le debolezze proiettando lo sguardo e gli obiettivi al domani. Un modo di essere che non compie soltanto il manager d&#8217;impresa, ma il genitore, l&#8217;insegnante, il compagno di una vita, l&#8217;amico. E perchè no, lo sconosciuto che incontriamo alla fermata del tram.<br
/> Lo può fare ognuno di noi, tutti i giorni.<br
/> Per cambiare.</p><p><img
class="align-right"  src="http://www.empaticamente.it/wp-content/uploads/2011/03/LEADERSHIPE.jpg?9d7bd4" alt="LEADERSHIPE A lezione di leadership"  title="A lezione di leadership" /></p> <img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/PV5cVOiTd7w" height="1" width="1"/>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.empaticamente.it/mente/a-lezione-di-leadership/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> <feedburner:origLink>http://www.empaticamente.it/mente/a-lezione-di-leadership/</feedburner:origLink></item> </channel> </rss><!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

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