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	<title>EmpaticaMente</title>
	
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	<description>Una finestra sulla mente attraverso gli occhi dell'empatia con articoli e video di counseling, crescita personale e sensibilizzazione sociale.</description>
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		<title>Crescere</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 22:34:44 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Counseling]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti noi &#8211; nessuno escluso &#8211; siamo nati con le potenzialità per crescere. Se impariamo a mettere in pratica questo potenziale, vivremo una vita di intensità e di pienezza indicibili. Riusciremo a sviluppare delle risposte di crescita che ci permetteranno di andare ovunque e di fare qualsiasi cosa. &#8230;[...] Crescere è la nostra vera ragione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tutti noi &#8211; nessuno escluso &#8211; siamo nati con le potenzialità per crescere. Se impariamo a mettere in pratica questo potenziale, vivremo una vita di intensità e di pienezza indicibili. Riusciremo a sviluppare delle risposte di crescita che ci permetteranno di andare ovunque e di fare qualsiasi cosa. &#8230;[...] Crescere è la nostra vera ragione di vita. I processi umani rappresentano il veicolo della nostra crescita. Noi, come esseri umani, siamo il prodotto dei nostri processi. In effetti, siamo umani solo se siamo in grado di gestire i processi umani.</p>
<p style="text-align: justify;">E alla fine, o moriremo crescendo, oppure moriremo condizionati ed impotenti, profughi e senza casa nel nostro stesso mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Arte di aiutare</strong>, Robert Carkhuff, Erikson.</p>
<p><a href="http://empaticamente.it/wp-content/uploads/2010/02/realta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-671" title="realta" src="http://empaticamente.it/wp-content/uploads/2010/02/realta.jpg" alt="" width="396" height="457" /></a></p>

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		<title>La filosofia ubuntu</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 15:46:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Empatia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ubuntu è un&#8217;etica o un&#8217;ideologia dell&#8217;Africa sub-Sahariana che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone.
È un&#8217;espressione in lingua bantu che indica &#8220;benevolenza verso il prossimo&#8221;. È una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto dell&#8217;altro. Appellandosi all&#8217;ubuntu si è soliti dire Umuntu ngumuntu ngabantu, &#8220;io sono ciò che sono in virtù [...]


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<li><a href='http://empaticamente.it/2009/11/giornata-mondiale-della-gentilezza/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Giornata mondiale della gentilezza'>Giornata mondiale della gentilezza</a></li>
<li><a href='http://empaticamente.it/2009/11/balbuzie-consigli-ai-genitori/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Balbuzie: consigli ai genitori'>Balbuzie: consigli ai genitori</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Ubuntu</strong> è un&#8217;etica o un&#8217;ideologia dell&#8217;Africa sub-Sahariana che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">È un&#8217;espressione in lingua bantu che indica &#8220;benevolenza verso il prossimo&#8221;. È una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto dell&#8217;altro. Appellandosi all&#8217;ubuntu si è soliti dire <em>Umuntu ngumuntu ngabantu</em>, &#8220;io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo&#8221;. L&#8217;ubuntu esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l&#8217;umanità intera, un desiderio di pace. Viene sfruttato in Sudafrica in una campagna nazionale per la promozione della società. (da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ubuntu_%28filosofia%29" target="_blank">wikipedia</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">A livello sociale, nell&#8217; ottica della filosofia ubuntu, il rito del saluto assume un significato fondamentale: la formula più diffusa, che equivale al nostro ciao, è l&#8217; espressione SAWU BONA, che significa TI VEDO, a cui un membro della stessa tribù risponderebbe dicendo SIKHONA, SONO QUI.</p>
<p style="text-align: justify;">L &#8216;ordine dello scambio dei saluti è importante: finchè l&#8217;altro non mi vede io non esisto.</p>
<p style="text-align: justify;">Possedere un&#8217;identità nel momento in cui l&#8217;altro ci vede , ci rispetta e ci riconosce come persona significa mettersi in gioco e si riferisce anche all&#8217;individualità dell&#8217; essere umano; esporsi l&#8217;uno all&#8217;altro ( ti vedo / sono qui ) ed essere disponibili ad incontrare le reciproche differenze rendendo l’incontro un vero incontro.</p>
<p style="text-align: justify;">Come dire : <strong>essere riconosciuto per i propri valori, uno dei bisogni fondamentali dell’uomo.</strong></p>


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</ol></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gv2ULWcx0SZ7y3qA9rEpd6htxgs/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gv2ULWcx0SZ7y3qA9rEpd6htxgs/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gv2ULWcx0SZ7y3qA9rEpd6htxgs/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gv2ULWcx0SZ7y3qA9rEpd6htxgs/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/ocSYMItjaGA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>San Valentino …</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 19:15:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;UOMO CHE NON CREDEVA NELL&#8217;AMORE   (racconto tratto dal web)
Voglio raccontarvi una storia molto antica su un uomo che non credeva nell&#8217;amore. Si trattava di un uomo comune, proprio come voi e me, ma ciò che lo rendeva speciale era il suo modo di pensare: era convinto che L&#8217;AMORE NON ESISTESSE. Naturalmente l&#8217;aveva cercato a lungo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;UOMO CHE NON CREDEVA NELL&#8217;AMORE   (racconto tratto dal web)</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio raccontarvi una storia molto antica su un uomo che non credeva nell&#8217;amore. Si trattava di un uomo comune, proprio come voi e me, ma ciò che lo rendeva speciale era il suo modo di pensare: era convinto che L&#8217;AMORE NON ESISTESSE. Naturalmente l&#8217;aveva cercato a lungo, aveva osservato le persone intorno a sé, trascorrendo gran parte della vita in cerca d&#8217;amore, solo per scoprire che l&#8217;amore non esisteva. Dovunque andasse, diceva a tutti che l&#8217;amore è soltanto un invenzione dei poeti e delle religioni, usata per manipolare la debole mente umana, per controllare le persone. Diceva che l&#8217;amore non è reale, e per questo è impossibile trovarlo quando lo si cerca. Era un uomo molto intelligente e riusciva ad essere convincente. Lesse una quantità di libri, frequentò le migliori università e diventò un rinomato studioso. Poteva parlare dovunque, davanti a qualunque pubblico, e la sua logica era inoppugnabile. Diceva che l&#8217;amore è come una droga: ti fa sentire bene, ma crea una dipendenza. E cosa succede se una persona diventa dipendente dall&#8217;amore, e poi non riceve la sua dose quotidiana? Quell&#8217;uomo diceva che la maggior parte dei rapporti d&#8217;amore è come il rapporto che c&#8217;è tra un tossicodipendente e il suo spacciatore. Quello dei due che ha il bisogno maggiore è il drogato, e l&#8217;altro assume il ruolo dello spacciatore. Quest&#8217;ultimo è quello che controlla il rapporto. E&#8217; una dinamica facilmente osservabile, perché in ogni relazione di solito c&#8217;è uno che ama di più e un altro che si limita a ricevere, ad approfittare di chi gli ha donato il suo cuore. E&#8217; facile vedere come si manipolano a vicenda, tramite le loro azioni e reazioni, proprio come un drogato e uno spacciatore. Il tossicodipendente, quello che ha il bisogno maggiore, vive con il timore costante di non ricevere la prossima dose di amore. Pensa: &#8220;Cosa farò se mi lascia?&#8221; E tale paura lo rende possessivo. Diventa geloso ed esigente. Lo spacciatore comunque può sempre manipolarlo, dandogli dosi maggiori o minori, oppure negandogliele del tutto. La persona con il bisogno maggiore si arrende ed accetta di fare qualunque cosa pur di non essere abbandonata. L&#8217;uomo della nostra storia continuava a spiegare a tutti perché l&#8217;amore non esiste. &#8220;Ciò che gli uomini chiamano amore è solo una relazione basata sul controllo e sulla paura. Dov&#8217;è il rispetto? Dov&#8217;è l&#8217;amore che dichiariamo di provare? Non esiste.&#8221; Le giovani coppie davanti a un simulacro di Dio, e davanti alle loro famiglie e agli amici, si scambiano una quantità di promesse: di vivere insieme per sempre, di amarsi e rispettarsi l&#8217;un l&#8217;altro, di restare uniti nella salute e nella malattia. Promettono di amare e onorare l&#8217;altro&#8230;Promesse e ancora promesse. La cosa stupefacente è che credono davvero ciò che promettono. Ma dopo il matrimonio, dopo una settimana, un mese o alcuni mesi, le promesse vengono infrante una dopo l&#8217;altra. &#8220;Scoppia una guerra di potere, di manipolazione, per stabilire chi è il drogato e chi lo spacciatore. Pochi mesi dopo le nozze, il rispetto che avevano giurato di mantenere l&#8217;uno per l&#8217;altra è scomparso. Resta il risentimento, il veleno, il modo in cui si fanno male a vicenda, finchè ad un certo punto, senza che se ne rendano conto, l&#8217;amore finisce. I due restano insieme perché hanno paura di restare soli, temono i giudizi degli altri e anche i propri. Ma dov&#8217;è l&#8217;amore? Quell&#8217;uomo sosteneva di conoscere molte coppie anziane che avevano vissuto insieme per trenta o quarant&#8217;anni, e ne erano molto fiere. Ma quando parlavano del loro rapporto, dicevano: &#8220;Siamo sopravvissuti al matrimonio&#8221;. Ciò significava che uno dei due a un certo punto si era arreso all&#8217;altro. La persona con la volontà più forte aveva vinto la guerra. Ma dov&#8217;era la fiamma che chiamavano amore? Si trattavano come una proprietà l&#8217;uno dell&#8217;altro. &#8220;Lui è mio&#8221;. &#8220;Lei è mia&#8221;. L&#8217;uomo spiegava senza fine tutte le ragioni per cui non credeva nell&#8217;esistenza dell&#8217;amore, e diceva :&#8221;Io ho già vissuto situazioni del genere e non permetterò più a nessuno di manipolare la mia mente, di controllare la mia vita, in nome dell&#8217;amore.&#8221; Le sue argomentazioni erano logiche e convincevano molte persone. L&#8217;AMORE NON ESISTE. Poi un giorno, mentre quell&#8217;uomo camminava in un parco, vide una bella donna in lacrime seduta su una panchina. Si incuriosì e avvicinatosi le chiese se poteva aiutarla. Potete immaginare la sua sorpresa quando lei rispose che piangeva perché aveva scoperto che l&#8217;amore non esiste. L&#8217;uomo disse: &#8220;Stupefacente. Una donna che non crede nell&#8217;esistenza dell&#8217;amore&#8221;. Naturalmente volle subito sapere qualcosa di più. &#8220;Perché dici che l&#8217;amore non esiste?&#8221; chiese &#8220;E&#8217; una lunga storia&#8221; rispose lei &#8220;Mi sono sposata molto giovane, piena di amore e di illusioni. Credevo che avrei condiviso tutta la vita con mio marito. Ci giurammo reciprocamente fedeltà e rispetto, e creammo una famiglia. Ma presto tutto cambiò. Io ero la moglie devota che si occupava della casa e dei bambini. Mio marito continuò a seguire la sua carriera. Il suo successo e la sua immagine esteriore per lui erano più importanti della famiglia. Smise di rispettarmi, e io smisi di rispettare lui. Ci facemmo del male a vicenda e un giorno scoprii che non lo amavo più, e che neppure lui mi amava. &#8220;Ma i bambini avevano bisogno di un padre e quella fu la scusa che adottai per non lasciarlo, facendo anzi di tutto per sostenerlo. Ora i bambini sono diventati adulti e se ne sono andati. Non ho più scuse per restare con lui. Tra noi non c&#8217;è rispetto, né gentilezza. So che anche se trovassi un altro sarebbe la stessa cosa, perché l&#8217;amore non esiste. Non ha senso cercare ciò che non esiste e per questo piango.&#8221; L&#8217;uomo la comprendeva benissimo. L&#8217;abbracciò e disse :&#8221;Hai ragione, l&#8217;amore non esiste. Lo cerchiamo, apriamo il nostro cuore, ci rendiamo vulnerabili e troviamo solo egoismo. Questo ci fa del male anche quando pensiamo di esserne usciti indenni. Non importa quante volte ci proviamo, accade sempre la stessa cosa. Perché allora continuare a cercare l&#8217;amore?&#8221; Erano così simili, che diventarono grandi amici. Il loro era un rapporto meraviglioso. Si rispettavano e nessuno dei due cercava di prevalere sull&#8217;altro. Ogni passo che facevano insieme li rendeva felici. Tra loro non c&#8217;era invidia né gelosia, non c&#8217;era controllo né possesso. La relazione continuava a crescere . Amavano stare insieme, perché si divertivano molto. Quando erano soli ciascuno sentiva la mancanza dell&#8217;altro. Un giorno, mentre l&#8217;uomo era fuori città, gli venne un&#8217;idea assurda. &#8220;Forse ciò che sento per lei è amore&#8221; , pensò. &#8220;Ma è così diverso da ciò che ho provato in passato. Non è ciò che dicono i poeti, o la religione, perché io non mi sento responsabile per lei. Non le chiedo nulla, non ho bisogno che si occupi di me. Non sento la necessità di incolparla dei miei problemi. Insieme stiamo bene e ci divertiamo. Io rispetto il suo modo di pensare e lei non mi mette mai in imbarazzo. Non mi sento geloso quando è con altri e non invidio i suoi successi. Forse l&#8217;amore esiste davvero, alla fine, ma non è ciò che tutti credono che sia.&#8221; Non vedeva l&#8217;ora di tornare a casa e parlare con la donna, per raccontarle dei suoi strani pensieri. Appena cominciarono a parlare, lei disse:&#8221;So esattamente a cosa ti riferisci. Io ho avuto la stessa idea tempo fa, ma non volevo parlartene perché so che non credi nell&#8217;amore. Forse dopotutto l&#8217;amore esiste, ma non è ciò che pensavamo che fosse.&#8221; I due decisero di diventare amanti e di vivere insieme, e sorprendentemente le cose tra loro non cambiarono. Continuavano a rispettarsi e a sostenersi, e l&#8217;amore cresceva sempre di più. Anche le cose più semplici li facevano gioire, perché si amavano ed erano felici. Il cuore dell&#8217;uomo era così pieno di amore che una notte accadde un grande miracolo. Era intento a guardare le stelle, e ne vide una bellissima. Il suo amore era così forte che la stella scese dal cielo e finì nelle sue mani. Quindi accadde un altro miracolo e la sua anima si fuse con la stella. La sua felicità era intensa, e andò subito dalla donna per mettere la stella nelle sue mani. Non appena lo fece, lei ebbe un momento di dubbio: quell&#8217;amore era troppo forte. Non appena quel pensiero le attraversò la mente, la stella le cadde di mano e si ruppe in un milione di pezzi. Ora c&#8217;è un vecchio che gira per il mondo giurando che l&#8217;amore non esiste. E in una casa c&#8217;è una donna anziana che aspetta un uomo, versando lacrime amare per il paradiso che aveva tenuto tra le mani, perdendolo in un momento di dubbio. Questa è la storia dell&#8217;uomo che non credeva nell&#8217;amore. Di chi fu l&#8217;errore? Cosa non funzionò? Fu l&#8217;uomo a sbagliare, pensando di poter dare alla donna la sua felicità. La sua felicità era la stella e l&#8217;errore fu quello di mettere la stella nelle mani della donna. La felicità non viene mai dal di fuori. L&#8217;uomo era felice per tutto l&#8217;amore che proveniva da sé stesso. La donna era felice per tutto l&#8217;amore che proveniva da lei. Ma appena lui la rese responsabile della propria felicità, lei ruppe la stella, perché poteva farsi carico della felicità di un altro essere. Indipendentemente da quanto lo amasse, non avrebbe potuto renderlo felice, perché non poteva sapere ciò che lui aveva in mente, non poteva conoscere le sue aspettative, i suoi sogni. Se prendete la vostra felicità e la mettete nelle mani di un&#8217;altra persona, prima o poi quella persona la distruggerà. Se la felicità invece vive dentro di voi, siete voi ad esserne responsabili. Non possiamo rendere nessuno responsabile della nostra felicità, ma quando andiamo in chiesa e ci sposiamo, la prima cosa che facciamo è quella di scambiarci gli anelli. Mettiamo la nostra stella nelle mani dell&#8217;altro, sperando che ci renda felici e che noi renderemo felici lui, o lei. Ma indipendentemente da quanto amate un&#8217;altra persona, non sarete mai ciò che quella persona vuole che siate. Questo è l&#8217;errore che quasi tutti facciamo fin dall&#8217;inizio. Basiamo la nostra felicità sul partner. Trovate la vostra stella e tenetela nel cuore&#8230;sarà la sua luce a trasmettere l&#8217;amore&#8230;perché L&#8217;AMORE ESISTE!</p>

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		<title>Giornata della Memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 01:50:06 +0000</pubDate>
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Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.<br />
Mai dimenticherò quel fumo.<br />
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.<br />
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.<br />
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l&#8217;eternità il desiderio di vivere.<br />
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.<br />
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong>Elie Wiesel, <em>La notte</em>, La Giuntina, Firenze 1980</strong></h5>
<p style="text-align: justify;">Elie Wiesel, scrittore sopravvissuto all&#8217;Olocausto e premio Nobel per la pace nel 1986, parlerà alla Camera dei Deputati il 27 Gennaio, per celebrare i dieci anni dall’entrata in vigore della legge che ha istituito il Giorno della Memoria per ricordare la Shoah.<br />
La  Giornata  è stata voluta dalla comunità internazionale per commemorare le vittime del nazismo, del fascismo, dell&#8217;Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.</p>
<p><center><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/B51e_UsPMEI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/B51e_UsPMEI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></center></p>
<h2>I bambini di queste immagini sono i nostri figli, gli uomini sono i nostri padri e i nostri fratelli, le donne sono le nostre madri e le nostre sorelle.</h2>
<h2>Siamo tutti ebrei. Come siamo tutti mussulmani, omosessuali, zingari, handicappati, cattolici, buddisti &#8230; ogni volta che accade. Ricordiamo il passato ai più giovani, perchè non si ripeta più.</h2>


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		<title>Uno</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 11:51:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Eco-counseling]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;In India si dice che l&#8217;ora più bella è quella dell&#8217;alba, quando la notte aleggia ancora nell&#8217;aria e il giorno non è ancora pieno, quando la distinzione tra tenebra e luce non è ancora netta e per qualche momento l&#8217;uomo, se vuole, se sa fare attenzione, può intuire che tutto ciò che nella vita gli appare in contrasto, il buio e la luce, il falso e il vero non sono  che due aspetti della stessa cosa. Sono diversi, ma non facilmente separabili, sono distinti ma &#8220;non sono due&#8221;. Come un uomo e una donna, che sono sì meravigliosamente differenti, ma che nell&#8217;amore diventano Uno.&#8221;</p>
<blockquote><p>Da : Un altro giro di giostra, pag. 53. Tiziano Terzani. Longanesi &amp; C. 2004</p></blockquote>
<p><center><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nAfXFIqOxb8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/nAfXFIqOxb8&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>


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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/mqKq_bBxnGXAOJU0GDtISJzxR2Y/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/mqKq_bBxnGXAOJU0GDtISJzxR2Y/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/N3KkEQDuZEs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>La strada che non presi</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 15:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei.
Poi presi l&#8217;altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata;
Sebbene il passaggio le avesse rese
quasi simili
ed entrambe quella mattina erano lì uguali
con foglie [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due strade divergevano in un bosco giallo<br />
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe<br />
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo<br />
a guardarne una fino a che potei.<br />
Poi presi l&#8217;altra, perché era altrettanto bella,<br />
e aveva forse l’ aspetto migliore,<br />
perché era erbosa e meno consumata;<br />
Sebbene il passaggio le avesse rese<br />
quasi simili<br />
ed entrambe quella mattina erano lì uguali<br />
con foglie che nessun passo aveva annerito.</p>
<p>Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!<br />
Pur sapendo come una strada porti ad un&#8217;altra,<br />
dubitavo se mai sarei tornato indietro.<br />
Lo racconterò con un sospiro<br />
da qualche parte tra anni e anni:</p>
<p><a href="http://empaticamente.it/wp-content/uploads/2010/01/strade1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-586" title="strade" src="http://empaticamente.it/wp-content/uploads/2010/01/strade1.jpg" alt="" width="536" height="598" /></a><br />
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/flY8Uoykikyn55DhLT8UUVU-KX8/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/flY8Uoykikyn55DhLT8UUVU-KX8/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/l64kbAUAwcQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Le bugie hanno le gambe corte</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 08:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Mente]]></category>
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		<description><![CDATA[Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito, perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l&#8217;appunto è di quelle che hanno il naso lungo. (Pinocchio, Collodi)
Le ricerche sull’empatia hanno dimostrato che rispecchiare il linguaggio del corpo [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito, perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l&#8217;appunto è di quelle che hanno il naso lungo. (Pinocchio, Collodi)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le ricerche sull’empatia hanno dimostrato che rispecchiare il linguaggio del corpo e del volto dell’interlocutore facilita le interazioni sociali permettendo una migliore comprensione delle emozioni tra gli individui, sentendo ciò che l’altro sente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se l’imitazione, grazie al connaturato sistema dei neuroni specchio, aiuta a comprenderci l’un l’altro può anche avere un ruolo nel rilevare le menzogne?<br />
Un nuovo studio, pubblicato su <a href="http://www3.interscience.wiley.com/journal/122369131/abstract" target="_blank">Psychological Science</a>, ha cercato di rispondere alla domanda.<br />
A 92 soggetti venne chiesto di discorrere con un interlocutore che sosteneva di aver offerto una donazione ad un ente benefico &#8211; alcuni l’avevano realmente fatta, altri mentivano. Il compito prevedeva dichiarare successivamente ai ricercatori se il supposto donatore avesse detto o meno la verità. I partecipanti vennero suddivisi in 3 gruppi secondo le istruzioni ricevute:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li> mimare l’interlocutore</li>
<li> non mimare l’interlocutore</li>
<li> nessuna istruzione</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">I risultati: coloro che non mimavano riuscirono ad identificare i bugiardi più di coloro che mimavano, contraddicendo l&#8217;assunto che il rispecchiamento ci aiuti sempre a comprendere le emozioni altrui. Purtroppo i risultati dimostrarono anche come i partecipanti di tutti i tre gruppi non fossero particolarmente dotati nel rilevare le menzogne, fatto che avvalla un’altra teoria secondo la quale sia una rara capacità innata e che sia difficile funzionare come abili lie-detector, a meno di non aver ricevuto un training specifico.</p>
<p style="text-align: justify;">
<a href="http://empaticamente.it/wp-content/gallery/mio/liedetector.jpg" title="" class="shutterset_singlepic21" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://empaticamente.it/wp-content/gallery/cache/21_watermark_500x355_liedetector.jpg" alt="liedetector" title="liedetector" />
</a>
</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca ci fornisce comunque un piccolo aiuto nella quotidianità: tenere a bada la nostra naturale empatia aumentando la distanza emotiva è un atteggiamento utile qualora nutrissimo dei dubbi sulla persona che abbiamo di fronte (ad esempio un venditore che ci propone un “affare”) e può offrirci qualche possibilità in più nel valutare correttamente la veridicità delle sue affermazioni.  Durante le investigazioni gli inquirenti tendono a mettere a proprio agio l&#8217;interlocutore per indurlo a lasciarsi andare ed abbassare le barriere difesive ma è un metodo complesso che cela sia lati positivi che negativi: diminuisce il nervosismo dell&#8217;intervistato e lo incita all&#8217;apertura ma di converso un suo uso eccessivo riduce anche la capacità di giudizio dell&#8217;intervistatore. E&#8217; infatti provato come distogliere lo sguardo  non sia  sempre segnale di disinteresse o timidezza ma serva ad aumentare la concentrazione, in quanto si ha una difficoltà enorme a guardare un viso e contemporaneamente prendere una decisione e pensare. Ecco spiegato perchè è così difficile diventare degli abili &#8220;scopritori di menzogne&#8221;: è necessario, insieme a precise tecniche di conduzione del colloquio ed a una conoscenza approfondita dei linguaggi del corpo, un controllo costante delle proprie emozioni, calibrando distacco emotivo ed apparente coinvolgimento.</p>


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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/agqmQRdxveX8PsOYprg_QY75cho/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/agqmQRdxveX8PsOYprg_QY75cho/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/UdiKcjuEhrg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Gli adolescenti hanno cervello?</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 18:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mente]]></category>
		<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Una domanda provocatoria? Ogni genitore di figli adolescenti lo pensa spesso scherzosamente, o lo teme preoccupato secondo i casi. Potrebbe sembrare  un giudizio sui giovani in generale, della ben nota serie “ Ai miei tempi sì che &#8230;” E non esiste maniera peggiore per rapportarsi a dei ragazzi che stanno faticosamente crescendo ma che manifestano [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una domanda provocatoria? Ogni genitore di figli adolescenti lo pensa spesso scherzosamente, o lo teme preoccupato secondo i casi. Potrebbe sembrare  un giudizio sui giovani in generale, della ben nota serie “ Ai miei tempi sì che &#8230;” E non esiste maniera peggiore per rapportarsi a dei ragazzi che stanno faticosamente crescendo ma che manifestano comportamenti impulsivi, irrazionali e a volte imprevedibili.<br />
Fino a pochi anni orsono si pensava, grazie agli studi di Jean Piaget, che il gradino più alto della scala dello sviluppo cognitivo fosse la fase delle “operazioni formali”, stadio che si completa intorno ai 12 anni. Inoltre era opinione comune che il comportamento eccitabile ed emotivo degli adolescenti fosse da imputare soltanto allo scoppio ormonale connaturato all’età. Le ricerche scientifiche e gli studi di neuroscienza degli ultimi anni ci dimostrano invece come le cose stiano diversamente: la parte del cervello &#8211; i lobi prefrontali, sede delle capacità di problem-solving &#8211; che rende gli adolescenti più responsabili, non è ancora matura come quella di un’adulto e si ritiene che l&#8217;encefalo nel suo complesso raggiunga lo sviluppo completo non prima dei 21 anni. Pertanto sovrabbondanza di ormoni, certo, ma anche scarsi controlli cognitivi necessari per comportamenti maturi. Un mix esplosivo.<br />
Rispetto al passato la società ha subito spinte che non sempre sono state evolutive ed essere giovani oggi è più difficile di un tempo: vige la legge del tutto e subito, della fruibilità fine a se stessa per riempire vuoti esistenziali, il consumo è diventato pian piano consumismo, dall’uso dei mezzi di comunicazione si è passati all’abuso compulsivo, dalla globalizzazione si è giunti all’omologazione come fuga dalle proprie responsabilità. Le aree del cervello che frenano i comportamenti impulsivi e rischiosi sono ancora in fieri e lasciare i nostri ragazzi soli a se stessi, pensando che “ormai sono grandi” diventa come pretendere che un’automobile scenda e salga dalle montagne senza avere una guida affidabile. 
<a href="http://empaticamente.it/wp-content/gallery/mio/auto.jpg" title="" class="shutterset_singlepic18" >
	<img class="ngg-singlepic ngg-center" src="http://empaticamente.it/wp-content/gallery/cache/18__420x340_auto.jpg" alt="auto" title="auto" />
</a>
</p>
<p style="text-align: justify;">Il compito di noi genitori è, ancor più che nel passato, quello di fungere da mediatori con l’ ambiente esterno, non imponendo divieti categorici ma motivando le scelte educative e suggerendo possibili alternative in un dialogo aperto e costruttivo. Secondo i dati 2009 dell’Osservatorio europeo delle droghe  sta crescendo l’abuso di cocaina ed eroina e l’ Italia è il paese europeo con il consumo più alto di cannabis. Siccome è anche dimostrato come i danni da ecstasy ledano a lungo termine proprio le zone cerebrali deputate alla valutazione del rischio, come possiamo agire in qualità di genitori?<br />
In un certo senso sostituendoci ai loro lobi frontali in via di formazione e stimolandoli con costanza alla riflessione. Una sorta di ginnastica mentale.<br />
Riporto una considerazione di uno dei ricercatori rivolta all’autrice del libro che indico alla fine dell’articolo: “Rifletta, per esempio, su quanto sto per dirle. Lei ha due figlie. Mi dica, crede di influenzarle di più facendo loro ramanzine o con quelle chiaccherate a ruota libera che ha con loro, quando sono sedute sul sedile posteriore della macchina?”</p>
<p>Ricordiamolo sempre: l’autoritarismo ed il controllo fine a se stessi finiscono per risultare la peggior prevenzione.<br />
Una sbarra può venir facilmente scavalcata mentre stimolare la motivazione all’indipendenza di giudizio ha molte più probabilità di ottenere successo.<br />
Un successo che preserverà il futuro dei nostri figli e la loro salute fisica e psichica.</p>
<blockquote><p>Per approfondire: Capire un adolescente, Barbara Strauch, Mondadori.</p>
<p>Il seguente video invece affronta la problematica: &#8220;Cannabis ed adolescenti&#8221;.
</p></blockquote>
<p><center><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aOjDhIRTvF4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/aOjDhIRTvF4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>


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</ol></p>
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		<title>Anno nuovo</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 13:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; Vita nuova. Sembrerà banale ma in verità ogni fine è un nuovo inizio e ci offre l&#8217;opportunità per cambiare, evolvere e diventare persone migliori.
Guardarsi allo specchio con tenera accettazione, offrire a se stessi il perdono per gli errori commessi e gioire dei successi e delle vittorie raggiunte.  Per ricominciare con nuova forza e lottare [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8230; Vita nuova. Sembrerà banale ma in verità ogni fine è un nuovo inizio e ci offre l&#8217;opportunità per cambiare, evolvere e diventare persone migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardarsi allo specchio con tenera accettazione, offrire a se stessi il perdono per gli errori commessi e gioire dei successi e delle vittorie raggiunte.  Per ricominciare con nuova forza e lottare per i propri sogni, ancora e ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">E per chi si sente solo questa notte lascio un pensiero: fai parte dell&#8217;universo, sei una scintilla del tutto ed il tuo essere qui ha un preciso scopo. Non scordarlo mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon anno a tutti. Di cuore.</p>
<p><center><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-n1ehDye_og&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/-n1ehDye_og&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>


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</ol></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/avmLqnKmrmoCc0Z6TPiL9GSRvX4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/avmLqnKmrmoCc0Z6TPiL9GSRvX4/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Buone Feste</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 22:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Empatia]]></category>
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		<description><![CDATA[Che sia un Felice Natale e  un 2010 all&#8217;insegna della serenità, sia interiore che professionale. Nel video potete ascoltare una poesia letta da Fabio Volo: &#8220;Desiderata&#8221;, e a questo Link ne trovate la storia. L&#8217;augurio più vero che posso lasciare è che il sentimento e le emozioni di questi giorni non rappresentino soltanto un fuggevole [...]


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<li><a href='http://empaticamente.it/2009/11/balbuzie-consigli-ai-genitori/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Balbuzie: consigli ai genitori'>Balbuzie: consigli ai genitori</a></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Che sia un Felice Natale e  un 2010 all&#8217;insegna della serenità, sia interiore che professionale. Nel video potete ascoltare una poesia letta da Fabio Volo: &#8220;Desiderata&#8221;, e a questo <a href="http://www.alberosacro.org/desiderata.htm" target="_blank">Link</a> ne trovate la storia. L&#8217;augurio più vero che posso lasciare è che il sentimento e le emozioni di questi giorni non rappresentino soltanto un fuggevole istante, ma un modo di essere da portare  con sè e nelle relazioni con gli altri il più a lungo possibile &#8230;</p>
<p></br></br><br />
<center><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QASTGpL8x-o&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/QASTGpL8x-o&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>


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</ol></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lvUAXLLGUktBXX__CkIedFvAmBw/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lvUAXLLGUktBXX__CkIedFvAmBw/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lvUAXLLGUktBXX__CkIedFvAmBw/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lvUAXLLGUktBXX__CkIedFvAmBw/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/vKBPj6gQlgo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Giornata mondiale contro la violenza sulle donne</title>
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		<comments>http://empaticamente.it/2009/11/violenza-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 13:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Mente]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa Personale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nel nostro Paese circa un terzo delle donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni &#8211; dati Istat &#8211; ha subito atti di violenza fisica o sessuale   nel corso della vita, di cui un quarto  compiuti da sconosciuti,  spesso  addirittura da consanguinei tra le mura di casa. Oltre a sensibilizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Nel nostro Paese circa un terzo delle donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni &#8211; dati Istat &#8211; ha subito atti di violenza fisica o sessuale   nel corso della vita, di cui un quarto  compiuti da sconosciuti,  spesso  addirittura da consanguinei tra le mura di casa. Oltre a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica promuovendo un cambiamento sociale volto al rispetto della persona ed alla rottura del muro del silenzio, è possibile anche stimolare la prevenzione,  con l&#8217;obiettivo di agire su un fronte di più largo respiro. L&#8217;idea di apprendere <strong>tecniche di difesa personale</strong> frequentando corsi mirati spesso intimorisce, immaginando che stimolino un lato aggressivo che poco appartiene per natura e cultura al mondo femminile. Le cose non stanno effetivamente così. E&#8217;  auspicabile invece che siano anche le donne stesse a prendere in mano la propria esistenza diventando parte attiva del cambiamento, al fine di raggiungere una chiara consapevolezza del proprio valore  e delle proprie insospettabili risorse, spesso nascoste. A tal proposito allego qui di seguito un comunicato/presentazione di Federico Fogliano, istruttore di Krav Maga, PNL pratictioner e direttore della scuola <a href="http://www.imparaadifenderti.com">Impara a Difenderti.</a></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Donne e sicurezza personale</span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 25 Novembre è la “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne”, come sancito dalla risoluzione 54/134 delle Nazioni Unite del 17/12/1999.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ con quest’occasione che intendo fare alcune considerazioni proprio sulla possibilità e sulla necessità delle donne di imparare a difendersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le persone hanno il <strong>diritto a difendersi</strong> e, cosa ancora più importante, <strong><span style="text-decoration: underline;">tutti possono imparare a difendersi</span></strong>. Già, perché imparare a difendersi non vuole dire che devi imparare a batterti su un ring o diventare cintura nera di qualche arte marziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Imparare a difenderti vuol dire innanzitutto <strong>stimarti degna di essere difesa e sapere che puoi farlo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tengo corsi di difesa personale da tanti anni e ritengo che imparare il corretto mind set, l’atteggiamento e l’attitudine mentale alla sicurezza sia ancora più importante delle tecniche stesse. Diciamo che imparare tecniche logiche, semplici ed efficaci permette di comunicare sicurezza alla mente inconscia e di conseguenza mette la persona in condizione di poter usare tali tecniche in caso di necessità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei miei corsi lavoro su 4 punti:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Autostima e autoimmagine</li>
<li>Profilo di sicurezza</li>
<li>Tecniche</li>
<li>Condizionamento</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Autostima</strong> è fondamentale per potersi difendere. E’ la cosa più importante senza la quale tutto il resto è assolutamente inutile.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo le persone che si amano e si accettano pienamente sono pronte a battersi per la propria persona. E’ quindi estremamente importante rafforzare questo aspetto e rimuovere blocchi, sabotaggi e credenze limitanti. Si lavora a livello mentale e a livello fisico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">L’Autoimmagine</span></strong> invece riguarda come la persona si vede ed è molto utile costruire un immagine mentale di sicurezza in cui  la persona si vede in grado di difendersi. Possiamo ottenere questo con diverse tecniche mentali, molte delle quali sono basate sulla visualizzazione e sulle affermazioni potenzianti da usare nel dialogo interiore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Profilo di sicurezza</span></strong>. E’ ciò che viene mostrato al resto del mondo, ivi inclusi i potenziali aggressori. In buona parte è il riflesso del livello di autostima e della nostra autoimmagine. Ma è vero anche il contrario, e quindi modificando il profilo, ad esempio lavorando sulla postura, operiamo anche sull’autostima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>profilo che viene percepito dice molto di noi, e l’aggressore lo analizza</em> (generalmente a livello inconscio) e poi decide se scegliere quella vittima o cercarne un’altra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ho avuto ahimé tanti allievi ed allieve che sono venuti da me dopo aver subito un’aggressione o una violenza, ma pochissimi casi di persone che dopo aver seguito i corsi hanno subito le aggressioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo è semplicemente il risultato di aver modificato il <strong>profilo</strong> e la <strong>soglia di attenzione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il profilo è determinato da diverse variabili, tra cui le più importanti sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong><em>Fisiologia</em></strong> (postura, movimenti, gesti, espressioni del volto,      respirazione, ecc.). E’ sicuramente la parte più impattante      sull’osservatore esterno.</li>
<li><strong><em>Acutezza      sensoriale</em></strong>: la capacità di essere      coscienti dell’ambiente in cui ci muoviamo e quindi di percepire il più in      anticipo possibile ogni forma di minaccia o di potenziale aggressione.</li>
<li><strong><em>Focus      mentale</em></strong>: ciò su cui focalizziamo la      nostra attenzione determina il nostro modo di comportarci.</li>
<li><strong><em>Linguaggio</em></strong>: quello che diciamo e soprattutto quello che ci      diciamo;</li>
<li><strong><em>Credenze</em></strong>: le convinzioni profonde, in quanto determinano il      nostro pensiero e di conseguenza le nostre scelte e le nostre azioni.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Tecniche</span></strong>. Le tecniche di autodifesa devono essere <strong>semplici</strong>, <strong>logiche</strong> e di <strong>rapido apprendimento</strong> per tutti. E soprattutto <strong>efficaci</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Krav Maga</strong> è sicuramente il sistema migliore, più veloce da imparare e più efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">Per contro è poco diffuso e sono rari gli istruttori competenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre le tecniche devono essere applicabili in un contesto reale ed è importante allenarsi in condizioni il più vicine possibile, fisicamente e emozionalmente, a una situazione reale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Condizionamento</span></strong>. Una volta imparati i principi tramite le esecuzioni delle tecniche fondamentali, è importante ripetere l’allenamento fino a far diventare la reazione un <strong>automatismo</strong>. Allenarsi progressivamente con un <strong>livello di stress crescente</strong> e portando l’esecuzione in un ambito sempre più reale (ad esempio prima si studia come gestire una minaccia con un coltello in piedi in palestra, e poi si porta la stessa tecnica, con i dovuti adeguamenti, ad esempio in auto, in ascensore, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto che detto così sembra molto complesso, ma credetemi è molto più facile a farsi che a dirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che ogni donna dovrebbe fare un corso per la propria sicurezza personale, e potrebbe scoprire in questo anche un cammino di crescita personale.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Questo è il motivo per cui ci sono sempre più persone che vengono a seguire i corsi. Ci sono i corsi femminili. Ma non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Corsi per anziani e disabili, per ragazzi delle scuole e per i bambini a partire dalle elementari. Sono tutte categorie potenzialmente esposte alle aggressioni e alla violenza e soprattutto per le quali è molto utile incrementare il livello di sicurezza e allo stesso tempo rinforzare l’autostima e l’autoimmagine.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per motivi simili sono stati recentemente sviluppati programmi di formazione per manager e imprenditori.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ stato valutato che un corso di difesa personale femminile, strutturato in questa maniera e della durata di 12-18 ore può incrementare il livello di sicurezza personale fino a 10 volte.</p>
<p style="text-align: justify;">Federico Fogliano</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.imparaadifenderti.com">www.imparaadifenderti.com</a></p>
</blockquote>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/87nOBfZXudgdfG1_k9nVX5g-vBE/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/87nOBfZXudgdfG1_k9nVX5g-vBE/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Il sorriso</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:04:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Mente]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio del corpo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come distinguere un vero sorriso di gioia da uno di circostanza? Guardiamo l’ esempio nell’immagine.
Paul Ekman &#8211; professore di psicologia all’università della california ed esperto nello studio delle emozioni &#8211; nel suo libro &#8220;I volti della menzogna&#8221; analizza le espressioni facciali spontanee e quelle false e simulate dimostrando come le ultime siano caratterizzate da insorgenza [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come distinguere un vero sorriso di gioia da uno di circostanza? Guardiamo l’ esempio nell’immagine.<br />
Paul Ekman &#8211; professore di psicologia all’università della california ed esperto nello studio delle emozioni &#8211; nel suo libro &#8220;<em>I volti della menzogna&#8221;</em> analizza le espressioni facciali spontanee e quelle false e simulate dimostrando come le ultime siano caratterizzate da insorgenza più lenta, da asimmentria e da una persistenza inferiore o grandemente superiore a quelle spontanee. E’ famosa la distinzione tra sorriso simulato e sorriso spontaneo: nel primo interviene soltanto il muscolo grande zigomatico, che contraendosi solleva gli angoli della bocca mentre nel secondo interviene anche il muscolo orbicolare che disegna le tipiche rughe di espressione ai lati degli occhi. La maggioranza delle persone non è in grado di farlo &#8220;a comando&#8221;.<br />
Detto così sembrebbe facile distinguere un vero sorriso di gioia da uno falso o di circostanza osservando semplicemente gli occhi del nostro interlocutore. In realtà, anche se il linguaggio del corpo tradisce spesso le vere emozioni, un bravo attore è in grado di simularle alla perfezione riportando alla mente, ad esempio nel caso del sorriso, un ricordo altamente positivo.</p>


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</ol></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6wtfcBQ1gAn_QUigKS4n8yfVf9w/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6wtfcBQ1gAn_QUigKS4n8yfVf9w/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Balbuzie: consigli ai genitori</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 12:44:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Balbuzie]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Sensibilizzazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://empaticamente.it/?p=391</guid>
		<description><![CDATA[Voi dite che è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione.
E aggiungete: perchè bisogna abbassarsi, inchinarsi, curvarsi, farsi piccoli piccoli.
Ed è là che vi sbagliate,

perchè la cosa che stanca di più non è questa,

ma il fatto che con i bambini si è obbligati a sollevarsi,
a mettersi sulla punta dei piedi per raggiungere l&#8217;altezza dei loro sentimenti, [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 130%; font-weight: bold; color: #156877;"><span style="font-size: 85%;">Voi dite che è faticoso frequentare i bambini. Avete ragione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 130%; font-weight: bold; color: #156877;"><span style="font-size: 85%;">E aggiungete: perchè bisogna abbassarsi, inchinarsi, curvarsi, farsi piccoli piccoli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 130%; font-weight: bold; color: #156877;"><span style="font-size: 85%;">Ed è là che vi sbagliate,<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 130%; font-weight: bold; color: #156877;"><span style="font-size: 85%;">perchè la cosa che stanca di più non è questa,<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size: 130%; font-weight: bold; color: #156877;"><span style="font-size: 85%;">ma il fatto che con i bambini si è obbligati a sollevarsi,</span></span></p>
<p><span style="font-size: 130%; font-weight: bold; color: #156877;"><span style="font-size: 85%;">a mettersi sulla punta dei piedi per raggiungere l&#8217;altezza dei loro sentimenti, per non ferirli.<br />
</span></span></p>
<p><span style="font-style: italic;"> &#8211; Janos Korczak ,  Come amare il bambino.</span></p>
<p>Sappiamo che le persone che balbettano, e i loro genitori, <span style="font-weight: bold;">NON soffrono di disturbi psichiatrici o psicologici più della popolazione in generale</span> e che non li esibiscono in modi che possano essere sospettati di essere la causa del disturbo stesso ( Bloodatain, 1995; Yairi, 1997).</p>
<div style="text-align: justify;">
<p>L’impatto di questa informazione è solitamente di <span style="font-weight: bold;">gran sollievo</span>, perché racchiude in sé il significato che un genitore non ha la colpa di essere stato troppo severo, troppo permissivo, troppo autoritario tale da aver ingenerato nel proprio figlio il disturbo.</p>
<p>Le ricerche non dimostrano con nessuna evidenza che se il genitore avesse agito differentemente avrebbe evitato la comparsa dalla disfluenza.</p>
<p>Ad ogni buon conto, una volta che il disturbo è emerso è bene attuare una serie di comportamenti che si suppone siano utili per non stigmatizzare ( non certo però per acquisire la fluenza) il problema e per fare in modo che al bambino sia evitato il più possibile un carico emotivo di tensione e frustrazione .</p>
<p>Sia che la balbuzie si confermi nel tempo, sia che diminuisca fino a scomparire.</p>
<ul><span></p>
<li><span style="font-weight: bold;">Parlate a vostro figlio senza fretta,</span> con frequenti pause. Aspettate qualche secondo quando ha finito di parlare prima di rispondere. Il vostro eloquio rilassato e lento sarà molto più efficace di qualsiasi consiglio o criticismo tipo: parla più lentamente, prendi fiato, ripetilo con calma etc.</li>
<p></span></ul>
<ul><span></p>
<li><span style="font-weight: bold;">Riducete il numero delle domande</span> che ponete a vostro figlio. I bambini parlano più liberamente se stanno esprimendo le loro idee personali piuttosto che rispondere alle domande degli adulti. Invece di porre domande, argomentate semplicemente ciò di cui vostro figlio sta parlando, facendogli comprendere che lo state ascoltando. Ripetete le frasi con cui si trova maggiormente in difficoltà per dimostrare che avete capito.</li>
<p></span></ul>
<ul><span></p>
<li><span style="font-weight: bold;">Rispettate i turni nel dialogo</span> e spingete gli altri familiari a fare altrettanto. Non interrompetelo con domande, commenti o mettendogli fretta mentre sta cercando di esprimersi.</li>
<p></span></ul>
<ul><span></p>
<li><span style="font-weight: bold;">Usate il linguaggio del corpo</span> e le espressioni del volto per comunicare a vostro figlio che, quando balbetta, state prestando ascolto a cosa dice e non a come lo dice. Non perdete mai il contatto visivo con vostro figlio, non abbassate lo sguardo nemmeno quando la balbuzie si esprime con un blocco totale. Le vostre emozioni, sono le sue emozioni.</li>
<p></span></ul>
<ul><span></p>
<li>Organizzate quotidianamente del <span style="font-weight: bold;">tempo da dedicare a vostro figlio in maniera esclusiva</span>. In quest’occasione lasciatelo svolgere le attività che preferisce e lasciatelo decidere se parlare o meno. Quando parlerà, in questo lasso di tempo speciale, usate un parlato lento, calmo e rilassato, pieno di pause. Può diventare una costruzione di confidenza per i più piccoli che dimostrerà loro che i genitori amano la loro compagnia, mentre per i più grandi può diventare uno spazio dove il bambino si sentirà a proprio agio e si aprirà a raccontare i suoi sentimenti e le sue esperienze. In quest’occasione fategli comprendere che ha molto tempo davanti a sé per spiegarsi.</li>
<p></span></ul>
<ul><span></p>
<li>Se vostro figlio vi parla della sua disfluenza, <span style="font-weight: bold;">rassicuratelo</span>. Ditegli che anche a voi a volte capita di bloccarvi, ma soprattutto fategli capire che lo accettate per come egli è. La forza più potente sarà comunque il vostro supporto sia che balbetti sia che sia fluente.</li>
<p></span></ul>
<ul><span></p>
<li><span style="font-weight: bold;">Non costringetelo ad esibirsi</span> davanti a parenti od amici nel recitare, cantare o nel dire frasi di circostanza soprattutto nei giorni di maggiore disfluenza.</li>
<p></span></ul>
<ul><span></p>
<li><span style="font-weight: bold;">Non terminate le parole o le frasi per lui</span> quando incorre nel blocco. Crediamo di aiutare ma in realtà creiamo frustrazione e rinforziamo l’evitamento di situazioni temute.</li>
<p></span></ul>
<ul><span></p>
<li>Sollecitate fratelli ed amici del bambino a <span style="font-weight: bold;">non imitare il suo parlato</span> non fluente e fate in modo che <span style="font-weight: bold;">non sia deriso o sottovalutato</span>, in particolar modo nell’ambito familiare.</li>
<p></span></ul>
<ul><span></p>
<li><span style="font-weight: bold;">Non fate commenti sul suo modo di parlare</span>, il rischio è di farlo sentire inadeguato e stimolare l’emergere dell’ ansia dell’aspettativa.</li>
<p></span></ul>
<p><span>Questi semplici accorgimenti, che riescono a diminuire la pressione comunicativa, a volte possono portare a una diminuzione degli episodi di disfluenza.</span></p>
<p><span>Ciò che è certo è che vostro figlio si sentirà <span style="font-weight: bold;">accolto e compreso</span>.</span></p>
<p><span>E avrà fiducia in voi perché rappresenterete quel <span style="font-weight: bold;">porto sicuro a cui tornare nei momenti di sconforto</span>. Oltre alla sua crescita personale tutto ciò risulterà di fondamentale importanza qualora la balbuzie non scompaia e diventi auspicabile accedere ad un corso. Ricordate che durante i trattamenti per la balbuzie i genitori rivestono un ruolo che può fare la differenza ai fini del risultato.</span></p>
<blockquote><p><span>Al link seguente è possibile scaricare un documento pdf con materiale informativo: <a class="downloadlink" href="http://empaticamente.it/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=3" title="Version1 downloaded 99 times" >Brochure/balbuzie: consigli per genitori (99)</a><br />
</span></p></blockquote>
<p><span>( Gran parte dei Consigli sopra riportati sono tradotti da una brochure per genitori della <a href="http://www.stutteringhelp.org" target="_blank">Stuttering Foundation of America</a>, organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di sensibilizzazione ed informazione )</span></p>
<p><span><br />
</span></div>


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</ol></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-Ycs4BAZpBrVnR2edMOdDMUxq08/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-Ycs4BAZpBrVnR2edMOdDMUxq08/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-Ycs4BAZpBrVnR2edMOdDMUxq08/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-Ycs4BAZpBrVnR2edMOdDMUxq08/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/KF3A_F7e6bs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Equilibrio</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 17:02:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Eco-counseling]]></category>

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		<description><![CDATA[… Vivere in armonia col Tutto senza esserne in balia come una foglia al vento.


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		<title>Andare in natura</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
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		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;andare in natura,
lo stupirsi dinnanzi ad essa
non è solo evadere dalla realtà artefatta delle città.
E&#8217; anche riconoscere la più vasta complessità del creato,
è scorgere il labile filo che lega il nostro personale destino
a quello del mondo,
è insomma una ricerca di senso.
Un lento procedere verso e dentro noi stessi.
- Francesco Bevilacqua
Elogio dello stupore


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;andare in natura,<br />
lo stupirsi dinnanzi ad essa<br />
non è solo evadere dalla realtà artefatta delle città.<br />
E&#8217; anche riconoscere la più vasta complessità del creato,<br />
è scorgere il labile filo che lega il nostro personale destino<br />
a quello del mondo,<br />
è insomma una ricerca di senso.</p>
<p>Un lento procedere verso e dentro <strong>noi stessi.</strong></p>
<p><em>- Francesco Bevilacqua</em></p>
<p><em>Elogio dello stupore</em></p>


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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/VLsUN3GYdzOMeQM7xsLaXGkYX8A/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/VLsUN3GYdzOMeQM7xsLaXGkYX8A/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/w1AkQDnCKos" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Giornata mondiale della gentilezza</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Empatia]]></category>
		<category><![CDATA[Sensibilizzazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://empaticamente.it/?p=332</guid>
		<description><![CDATA[Oggi è la giornata mondiale della gentilezza. Ricordiamocelo.
La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza dei pensieri crea profondità. La gentilezza del donare crea amore.
- Lao Tze
httpv://www.youtube.com/watch?v=GKvqoO1-Jqc


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è la giornata mondiale della gentilezza. Ricordiamocelo.</p>
<blockquote><p><em>La gentilezza delle parole crea fiducia. La gentilezza dei pensieri crea profondità. La gentilezza del donare crea amore.</em></p>
<p><em>- Lao Tze</em></p></blockquote>
<p>httpv://www.youtube.com/watch?v=GKvqoO1-Jqc</p>


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</ol></p>
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wX54IJR5bfiUaaramVzndFwR4n4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wX54IJR5bfiUaaramVzndFwR4n4/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<item>
		<title>Leggere la mente</title>
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		<comments>http://empaticamente.it/2009/11/leggere-la-mente/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 14:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Empatia]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista al Professor Giacomo Rizzolatti, scopritore dei neuroni specchio.
Per quanto egoista possa essere uno, non c&#8217;è dubbio che dentro di lui ci sia un meccanismo che lo rende contento quando gli altri sono contenti. (cit.)
Per altre interviste ed informazioni collegarsi al Canale Rai di 21 Minuti, i saperi dell&#8217;eccellenza.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista al Professor Giacomo Rizzolatti, scopritore dei neuroni specchio<em>.</em></p>
<p><em>Per quanto egoista possa essere uno, non c&#8217;è dubbio che dentro di lui ci sia un meccanismo che lo rende contento quando gli altri sono contenti. (cit.)</em></p>
<p>Per altre interviste ed informazioni collegarsi al <a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6cecde55-0c1e-4789-b31c-f2ab8e91d4a7.html?p=0" target="_blank">Canale Rai di 21 Minuti</a>, i saperi dell&#8217;eccellenza.<br />
<center><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rPOhrGMLcgQ&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rPOhrGMLcgQ&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></center></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/tsGrA9qineTk0vXHVvRSIKMa8g4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/tsGrA9qineTk0vXHVvRSIKMa8g4/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/tsGrA9qineTk0vXHVvRSIKMa8g4/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/tsGrA9qineTk0vXHVvRSIKMa8g4/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/Ui7K3GpYhqg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Incespicare</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/empaticamente/~3/tD_xBTU45-k/</link>
		<comments>http://empaticamente.it/2009/11/incespicare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 11:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Balbuzie]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://empaticamente.it/?p=312</guid>
		<description><![CDATA[Incespicare, incepparsi
è necessario
per destare la lingua
dal suo torpore.
Ma la balbuzie non basta
e se anche fa meno rumore
è guasta lei pure.
Così bisogna rassegnarsi
a un mezzo parlare.
Una volta qualcuno parlò per intero
e fu incomprensibile.
Certo credeva di essere l’ultimo parlante;
invece è accaduto
che tutti ancora parlano
e il mondo
da allora è muto.
Eugenio Montale


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Incespicare, incepparsi<br />
è necessario<br />
per destare la lingua<br />
dal suo torpore.<br />
Ma la balbuzie non basta<br />
e se anche fa meno rumore<br />
è guasta lei pure.<br />
Così bisogna rassegnarsi<br />
a un mezzo parlare.<br />
Una volta qualcuno parlò per intero<br />
e fu incomprensibile.<br />
Certo credeva di essere l’ultimo parlante;<br />
invece è accaduto<br />
che tutti ancora parlano<br />
e il mondo<br />
da allora è muto.</p>
<p><em>Eugenio Montale</em></p>


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		<title>Giornata Mondiale della Balbuzie – ISAD</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 13:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Balbuzie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata Mondiale della Balbuzie]]></category>
		<category><![CDATA[Sensibilizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ogni anno il 22 Ottobre si celebra la Giornata Internazionale della Balbuzie (ISAD), dal link di download a fine articolo è possibile scaricare la locandina in italiano e successivamente stamparla per la divulgazione.
Dal 1 Ottobre saranno online delle conferenze sul sito dell’ ISAD a cui tutti possono accedere ed è sempre possibile consultare le [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come ogni anno il 22 Ottobre si celebra la Giornata Internazionale della Balbuzie (ISAD), dal link di download a fine articolo è possibile scaricare la locandina in italiano e successivamente stamparla per la divulgazione.<br />
Dal 1 Ottobre saranno online delle conferenze sul sito dell’ ISAD a cui tutti possono accedere ed è sempre possibile consultare le precedenti edizioni.<br />
La Giornata è stata promossa e voluta dall’ISA (International Stuttering Association, un’associazione che raggruppa associazioni nazionali di tutto il mondo) che ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica, favorire la comunicazione tra persone che balbettano e scambiare informazioni tra specialisti di ogni disciplina.<br />
Ma sopra ogni altra mission, dare voce a chi balbetta, per farsi sentire a livello internazionale.<br />
Nel mondo vi sono almeno 60 milioni di persone balbuzienti e nonostante ciò molti non conoscono il problema e regnano pregiudizi e discriminazione. Ancor oggi molte persone pensano che si tratti di un disturbo di origine psicologica o traumatica, mentre le ricerche più recenti definiscono la balbuzie come una condizione neurologica e biologica. L’ansia non è la causa della balbuzie, ma è assodato che la esacerbi, soprattutto in situazioni stressanti come parlare al telefono o di fronte ad un pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ ISA ha voluto questa giornata per promuovere la conoscenza delle sfide che deve affrontare chi balbetta e costruire una società più giusta, umana e compassionevole. Grazie ad Associazioni come l’ISA possiamo ricordare tutti che la balbuzie è molto più di una parola inceppata e che l’unione e la condivisione possono cambiare il Mondo.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L&#8217; articolo è pubblicato anche su <a title="Blog" href="http://www.balbuzienti.info" target="_blank">www.balbuzienti.info</a></p>
<p style="text-align: justify;">Link per la Locandina: <a class="downloadlink" href="http://empaticamente.it/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=2" title=" downloaded 112 times" >Giornata Mondiale della Balbuzie-Poster ISAD (112)</a></p>
</blockquote>


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</ol></p>
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cFRmEwrND2MAgrrNVlh_1OdLqYM/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/cFRmEwrND2MAgrrNVlh_1OdLqYM/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/empaticamente/~4/9ydSM4djP_E" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Cos’e’ la balbuzie ?</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 20:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Balbuzie]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[La balbuzie si manifesta all’incirca nell’ 1 % della popolazione adulta, in ogni cultura e società.
Si tratta di un disordine del ritmo della parola nel quale l&#8217;individuo sa ciò che vorrebbe dire, ma nel contempo non riesce a farlo a causa di involontari arresti, ripetizioni e blocchi nel flusso aereo. Negli ultimi anni si ritiene [...]


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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;">La balbuzie si manifesta all’incirca nell’ 1 % della popolazione adulta, in ogni cultura e società.</h4>
<div style="text-align: justify;">Si tratta di un disordine del ritmo della parola nel quale l&#8217;individuo sa ciò che vorrebbe dire, ma nel contempo non riesce a farlo a causa di involontari arresti, ripetizioni e blocchi nel flusso aereo. Negli ultimi anni si ritiene che possa essere avvenuto un aumento nell’incidenza del fenomeno.<br />
Le forme prevalenti sono due : clonica e tonica.<br />
La forma clonica &#8211; in inglese stuttering &#8211; si caratterizza per ripetizioni di fonemi, di sillabe o di intere parole e qualsiasi vocabolo può causare il disturbo. Spesso il balbuziente palesa una certa dose di logofobia, che potremmo definire come la convinzione, in parte errata, che esistano gruppi di fonemi più difficili di altri da pronunciare. Per evitare le parole ritenute problematiche e le situazioni spinose chi balbetta mette in atto le più complesse tattiche : elusione dello sguardo, evitamento della risposta nel dialogo, circonlocuzioni, sostituzioni di parole, etc<br />
Nella forma tonica – stammering &#8211; si avvertono invece dei blocchi che impediscono al soggetto addirittura l’inizio della parola o ne interrompono coercitivamente il flusso. Di sovente il disagio può causare tensione generalizzata del corpo, spingendo nel tempo chi ne soffre ad avvalersi di una serie infinita di strategie per vincere l’impasse: sincinesie corporee, ammiccamenti, tics, movimenti degli arti come battere un piede, tamburellare con le dita fino a spasmodici moti del volto. In sostanza una serie di dispendiosi meccanismi per sbloccare la fuoriuscita del flusso aereo.<br />
E’ più comune incontrare forme miste tonico-cloniche, le cui manifestazioni si sommano causando una vera e propria disritmia del parlato, interrompendo la linea melodica ed armoniosa della comunicazione. Può accadere che la parola, in situazioni estreme, si faccia intellegibile. La gravità del problema è molto variabile ed unica per ognuno. Esistono casi in cui la comunicazione si rivela quasi impossibile, altri in cui è discontinua ed altri ancora in cui le difficoltà sono minori e vengono mascherate da sottili meccanismi di compensazione.<span id="fullpost"><span id="more-128"></span><br />
A tal proposito sottolineiamo che esiste anche una forma nascosta, che si manifesta nei casi in cui le strategie personali sono apparentemente ben riuscite. Possiamo notare silenzi prolungati prima della risposta, lunghi giri di parole che rendono difficile seguire la continuità logica del pensiero e l’utilizzo costante di parole, fonemi o gesti starter. Si tratta di meccanismi personalizzati che hanno lo scopo di aggirare l’ostacolo o di evitare la pronuncia di “suoni proibiti”. Apparentemente la situazione è ben bilanciata ma il dispendio energetico è comprensibilmente disagevole. Di sovente si tratta di soggetti adulti, con buona cultura di base e con un ricco e forbito vocabolario, spesso conseguenza del tentativo di uscire dal disagio. Non è raro che si tratti di persone che hanno raggiunto un considerevole successo personale.<br />
L’età di insorgenza si colloca tipicamente tra i 3 e i 5 anni nel 5% dei bambini, ma circa l’80%  avranno invece un recupero spontaneo durante l’età scolare. Si tratta di una forma di balbuzie infantile che nella maggioranza dei casi viene superata nell’arco di un anno e mezzo dall’esordio, è comunque utile che i genitori sappiano come comportarsi in modo tale da non stigmatizzare il problema. La prognosi per le bimbe è generalmente migliore rispetto ai maschi, vi è infatti un’incidenza in età adulta di 4 : 1.<br />
La balbuzie è un disturbo che manifesta un’incidenza statistica superiore nelle persone affette da Sindrome di Down anche se tra chi balbetta esistono frequentemente soggetti precoci e dotati di una spiccata vivacità a livello intellettivo.<br />
E’ accertato che non esista un profilo psicologico univoco e non è possibile segnalare costanti disturbi psichici in chi ne è affetto. Ormai è superata l’errata e disturbante convinzione della causa traumatica o psicogena di questa complessa difficoltà nell’eloquio.<br />
E’ possibile e frequente invece che l’ emotività ne resti turbata a causa dei condizionamenti legati alle modalità di reazione al disturbo. Nell’adolescenza si assiste spesso ad allontanamento nei contatti sociali ed ai problemi causati dalla difficile comunicazione si aggiungono quelli legati alla delicata fase dell’età che culmina nell’ affrontare la pubertà. Si ingenera così, col passare del tempo e l’accumularsi di esperienze negative, l’evitamento di situazioni temute, l’ abbassamento dell’autostima, ipersensibilità ed un certo grado di aggressività ed ansia connesso all’aspettativa del danno. Anni ed anni di frustrazione, di eventuale emarginazione non possono che sfociare in abitudini compromesse dalla sofferenza. Anche le sfere lavorative e sociali ne risultano minate ed è assodato che ansia e stress funzionino da cassa di risonanza nell’apparire dei blocchi, perpetuando un circolo vizioso.<br />
E’ in questo contesto che la figura del counselor operatore della balbuzie si rivela nel suo specifico valore di relazione d’aiuto, accompagnando la persona che balbetta verso l&#8217;accettazione e l&#8217;elaborazione della disfluenza.</span></div>


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</ol></p>
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