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	<title>Stefano Esposito</title>
	
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	<description>Partito Democratico PD</description>
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		<title>OdG Primarie per i Parlamentari</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 08:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO ALLA ASSEMBLEA REGIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI TORINO PREMESSA I risultati delle elezioni amministrative e dei referendum del 12 giugno, la crisi verticale nella tenuta dell’attuale coalizione di maggioranza, aprono una fase nuova nella vita politica del nostro Paese. L’evoluzione di questa fase e la necessità di un nuovo quadro politico, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO ALLA ASSEMBLEA REGIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI TORINO</p>
<p style="text-align: justify;">PREMESSA</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati delle elezioni amministrative e dei referendum del 12 giugno, la crisi verticale nella tenuta dell’attuale coalizione di maggioranza, aprono una fase nuova nella vita politica del nostro Paese.<br />
L’evoluzione di questa fase e la necessità di un nuovo quadro politico, capace di esprimere un Esecutivo in grado di affrontare i problemi e le sfide a cui l’attuale governo non sa dare risposta, indicano una sola via maestra: quella dello scioglimento delle camere e di nuove elezioni.<br />
Il Partito Democratico deve sentire ed assumere la responsabilità primaria di guidare questa fase, di indicare il percorso che dovrà condurre il Paese fuori dalla crisi politica e democratica nella quale l’ha precipitata il fallimento dell’illusione populista e personalista berlusconiana.<br />
Per assolvere a tale funzione, è necessario attrezzare il PD affinché possa e sappia esprimere un progetto per l’Italia, porlo nelle condizioni di intercettare e rappresentare quel risveglio della coscienza democratica, civica e progressista che è certamente in atto, ma che non è scontato possa trasformarsi in sostegno ad un progetto politico alternativo all’attuale quadro politico.<br />
Siamo chiamati a trovare, in un percorso condiviso e collettivo di elaborazione politica e progettuale, le ragioni della nostra identità, l’orizzonte della nostra visione della democrazia italiana, le priorità della nostra proposta di governo del Paese.<br />
Siamo chiamati anche a mettere in campo una nuova leva di dirigenti politici profondamente rinnovata nelle esperienze, nell’approccio culturale ai problemi del governo, nella relazione con l’elaborazione politica del Partito.<br />
Accanto e insieme a Bersani, va costruita una squadra di governo che non può essere composta, dalle stesse personalità che hanno vissuto e caratterizzato le precedenti esperienze di governo del centro sinistra.<br />
Accanto e insieme a Bersani, da subito e nel minor tempo possibile, questa squadra deve costruire la propria credibilità e rappresentare la credibilità del PD nel guidare il progetto di governo del centro sinistra.<br />
Noi siamo ad un passaggio di fase che non può essere mancato. E’ tempo di costruire un nuovo racconto ed una nuova narrazione. Il nostro racconto non ha più come soggetto l’opposizione al governo in carica. Il nostro racconto, da oggi, ha come soggetto la nostra proposta di governo per il Paese.<br />
Un racconto che oggi non può che partire dalle riforma che più di ogni altra può dare fiato e ossigeno ad un processo di ricostruzione della nostra democrazia rappresentativa.<br />
La riforma elettorale è una priorità ed è un impegno a cui il PD deve dedicare ogni energia, costruendo le condizioni per avviare una discussione parlamentare serrata. Presentando in quella sede la nostra proposta di riforma, che esiste e che è fondata sul sistema maggioritario a doppio turno, con collegi e recupero proporzionale e cercando, nel confronto parlamentare, la sintesi intorno ad una proposta di riforma elettorale con il maggior grado e livello di condivisione.<br />
In ogni caso, per il PD il primo obiettivo è quello di liberare il Paese dall’attuale legge elettorale e dai suoi aspetti più odiosi, su tutte l’impossibilità per gli elettori di scegliere, attraverso l’espressione delle preferenze, i propri rappresentanti.<br />
Per questa ragione, e pur nella consapevolezza che non è con i referendum che si riforma una legge elettorale, ogni iniziativa, anche di natura referendaria, che si prefigge lo scopo di eliminare lo scempio delle liste bloccate non può trovare nel PD né ostilità, né indifferenza ed anzi deve poter contare sul sostegno concreto del nostro Partito.</p>
<p style="text-align: justify;">TUTTO CIO’ PREMESSO</p>
<p style="text-align: justify;">L’Assemblea regionale del Partito Democratico del Piemonte, riunita in Torino il 9 luglio 2011</p>
<p style="text-align: justify;">IMPEGNA</p>
<p style="text-align: justify;">il Segretario regionale e gli organismi dirigenti del Partito</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>A promuovere, con piena partecipazione di tutte le articolazioni territoriali e provinciali del Partito, delle aree e sensibilità che animano il nostro pluralismo interno, dei nostri amministratori e con il coinvolgimento dei soggetti e delle aggregazioni sociali che con noi hanno naturali relazioni di confronto, un percorso serrato di elaborazione culturale e politica sull’identità ed il profilo politico del PD, sul progetto ed il programma per il governo del Paese. Un’elaborazione da offrire, quale contributo originale ed autonomo del partito democratico piemontese alla riflessione avviata con l’ultima direzione nazionale, dal nostro Partito.</li>
<li>A promuovere una forte azione di sensibilizzazione e di condivisione della proposta di riforma elettorale avanzata dal PD, fondata sul sistema maggioritario a doppio turno, con collegi e recupero proporzionale.</li>
<li>A sostenere qualunque iniziativa, anche di natura referendaria, finalizzata all’eliminazione, nell’attuale legge elettorale, delle liste bloccate ed al ripristino delle preferenze.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"> L’Assemblea regionale del Partito Democratico del Piemonte, riunita in Torino il 9 luglio 2011</p>
<p style="text-align: justify;">IMPEGNA INOLTRE</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>il Segretario regionale e gli organismi dirigenti regionali, qualora il Parlamento non dovesse provvedere alla riforma della legge elettorale, mantenendo l’attuale sistema a liste bloccate, a deliberare, adottando i necessari strumenti regolamentari, lo svolgimento di consultazione primarie fra gli elettori per la scelta dei candidati del partito Democratico alle elezioni per il rinnovo di Camera e Senato</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Esposito: “Tra gli accademici No Tav anche professori di lingua spagnola”</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 08:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MARIACHIARA GIACOSA &#8211; Repubblica «Gli appelli politici sono tutti legittimi, ma non si spacci per accademico ciò che accademico non è». Lo sostengono il parlamentare del Pd Stefano Esposito e il suo compagno di partito Paolo Foietta, dirigente della Provincia di Torino e membro dell´Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione che hanno spulciato la lista dei 360 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">MARIACHIARA GIACOSA &#8211; Repubblica</p>
<p style="text-align: justify;">«Gli appelli politici sono tutti legittimi, ma non si spacci per accademico ciò che accademico non è». Lo sostengono il parlamentare del Pd Stefano Esposito e il suo compagno di partito Paolo Foietta, dirigente della Provincia di Torino e membro dell´Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione che hanno spulciato la lista dei 360 professori firmatari dell´appello con il quale si chiede al premier Mario Monti di sospendere i lavori dell´alta velocità. «I No Tav stessi li chiamano &#8220;fondamentalmente accademici&#8221; e ci è venuta voglia di capire chi sono: chiunque può firmare appelli e prendere posizioni, ma non farsi passare per professore se non lo è».</p>
<p style="text-align: justify;">La disanima dell´elenco è diventata una lettera al premier Monti per metterlo in guardia. «Se si dice 360 accademici contro la Tav &#8211; spiegano &#8211; passa l´idea che la scienza stia dalla parte di chi si oppone all´alta velocità. E non è vero».</p>
<p style="text-align: justify;">«Gli accademici &#8211; proseguono Esposito e Foietta &#8211; sono solo 192, ovvero il 3 per mille dei docenti italiani». L´esame passa poi alle competenze: appena 51 si occupano di tematiche inerenti alla Torino-Lione e solo 28 sono professori ordinari o associati. «Gli altri si occupano delle materie più strane &#8211; aggiunge Foietta &#8211; come «buchi neri, lingua spagnola, malattie infettive degli animali domestici e uccelli polari, solo per dare qualche idea». «L´uso distorto di titoli accademici per dare importanza e valenza scientifica alle posizioni dei firmatari &#8211; spiegano &#8211; non è certo un esempio edificante di obiettività, onestà intellettuale e rigore scientifico».</p>
<p style="text-align: justify;">Esposito torna poi a chiedere al Rettore del Politecnico di organizzare presto un confronto tra posizioni pro e contro la Tav: «per togliere un´istituzione prestigiosa come il Politecnico di Torino dall´imbarazzo di essere considerato un luogo privilegiato di elaborazione del pensiero No Tav, visto che, per altro, i professori No Tav al Poli sono 11, ovvero 1,35 per cento del corpo accademico dell´ateneo».</p>
<p style="text-align: justify;">Che ci possa essere un confronto lo auspica anche Marina Clerico, docente di sicurezza ambientale e dei cantieri e attivista No Tav, «ma è chiaro che anche loro devono accettare gli inviti». Clerico risponde poi a Foietta e Esposito sulla credibilità dei firmatari: «Sono tutte persone legate al mondo accademico e hanno le competenze per ragionare e quindi per esprimere il loro pensiero sulla Torino-Lione». E riguardo agli ambiti di studio e all´attinenza delle materia insegnate rispetto alla Tav, Clerico osserva: «In questi anni abbiamo spesso visto aggregarsi intorno al tema dell´alta velocità competenze inattese. Fino a qualche mese fa nessuno avrebbe pensato che gli studiosi di costi e benefici avessero a che fare con la questione e invece ora è diventato un tema centrale». Durissima poi la reazione di Massimo Zucchetti, docenti di impianti nucleari al Politecnico: «Ci rispondano nel merito: quando si screditano le persone per combattere le idee è perché si è alla frutta. Anche la mafia fa così», dice. «L´appello è di professori e tecnici, economisti, sociologi perchè la Tav è un tema molto complesso che va al di là della questione puramente trasportistica» prosegue ricordando che dopo questo appello ce ne sono stati altri. L´ultimo è di pochi giorni fa e arriva dal mondo della cultura. «Forse Asor Rosa (che ha firmato, ndr) non è un esperto di trasporti &#8211; aggiunge Zucchetti &#8211; ma non mi risulta che nemmeno Esposito lo sia».</p>
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		<title>“I 360 professori No Tav? Di treni non sanno nulla”</title>
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		<pubDate>Sat, 26 May 2012 06:59:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Maurizio Tropeano &#8211; LaStampa Tra i 360 «studiosi e firmatari» dell’appello No Tav inviato al premier Mario Monti «soltanto il 14 per cento svolge attività accademiche attinenti alla realizzazione della Torino-Lione e comunque si tratta appena dello 0,17% del totale degli accademici italiani accreditati al ministero». Lo sostengono il deputato Pd, Stefano Esposito e Paolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Maurizio Tropeano &#8211; LaStampa</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i 360 «studiosi e firmatari» dell’appello No Tav inviato al premier Mario Monti «soltanto il 14 per cento svolge attività accademiche attinenti alla realizzazione della Torino-Lione e comunque si tratta appena dello 0,17% del totale degli accademici italiani accreditati al ministero». Lo sostengono il deputato Pd, Stefano Esposito e Paolo Foietta, autori del libro «Tav sì», dopo aver analizzato i curricula dei firmatari</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo i due esponenti del Pd, dei 360 professori solo 192 possono essere considerati «fondamentalmente accademici» e, in ogni caso si «tratta del 3 per mille su base nazionale». E tra questi la maggioranza è specializzata in discipline diverse da quelle attinenti alla Tav: «Si va &#8211; spiegano &#8211; dagli uccelli polari alle interfacce cervellocomputer, dai buchi neri alla paleoecologia applicata alle isole di Capo Verde, dalla didattica del cinema alla ginecologia veterinaria, dall’oncologia dei piccoli animali all’energia disponibile per la vita extraterrestre».</p>
<p style="text-align: justify;">Esposito e Foietta scriveranno un contro-appello al premier., Mario Monti: «Nessuno discute la libertà di firmare appelli e neppure di sostenere posizioni politiche contrarie alla Tav, ma trasformare automaticamente questi privati cittadini in scienziati è davvero eccessivo». E aggiungono: «Vogliamo anche sfatare il mito che il Politecnico di Torino sia una centrale di elaborazione del pensiero No Tav: i firmatari sono 11, l’1,35% degli accademici».</p>
<p style="text-align: justify;">Marina Clerico, docente del Politecnico e assessore della Comunità Montana Valsusa-Valsangone, replica: «Trovo incredibile che si metta in discussione un contributo interdisciplinare da parte di tanti accademici. Tra loro ci sono giovani ricercatori non strutturati perché chi governa punta a sprecare soldi con le grandi opere invece che investirli nella ricerca e nella formazione». E il professor Sergio Ulgiati aggiunge: «Il Pd dopo la “batosta Grillo”, ha deciso di perdere ancora altri voti falsando sempre di più la realtà. Cosa non si farebbe per mantenere gli appalti». E spiega: «Hanno firmato anche economisti, sociologi, ecologi, come è giusto che sia in una questione che coinvolge una vallata e un Paese intero in maniera complessa».</p>
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		<title>CEDERE GLI IMPIANTI OLIMPICI? GIA’ FATTO.  MA CURTO SA DI COSA PARLA?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 13:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina il Segretario di Sel Michele Curto, distintosi in questi mesi per la sua costante azione di opposizione interna alla maggioranza in Comune, criticando tutte le scelte di questa amministrazione e cavalcando tutte le manifestazioni di protesta contro la Giunta Fassino dagli asili alla Tav passando per le liberalizzazioni, dà una notizia politicamente rilevante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina il Segretario di Sel Michele Curto, distintosi in questi mesi per la sua costante azione di opposizione interna alla maggioranza in Comune, criticando tutte le scelte di questa amministrazione e cavalcando tutte le manifestazioni di protesta contro la Giunta Fassino dagli asili alla Tav passando per le liberalizzazioni, dà una notizia politicamente rilevante, ovvero che non intende uscire dalla maggioranza. Ci auguriamo che a questa affermazione politicamente impegnativa corrispondano anche scelte e comportamenti conseguenti nei rapporti con il resto della maggioranza.<br />
Il Consigliere Michele Curto dichiara che la sua priorità è il ‘lavoro, lavoro, lavoro’, e visto che ha ripreso una frase di Pierluigi Bersani non possiamo che essere d’accordo con lui. Così come condividiamo la necessità di cercare soluzioni che garantiscano i servizi, da quelli educativi a quelli sociali, con particolare attenzione verso le fasce deboli, tutte cose che peraltro la Giunta Fassino sta già garantendo e non certo a parole.<br />
Ci permettiamo, però, di far notare che per avanzare proposte è necessario conoscere bene le cose di cui si vuol parlare. Infatti, Michele Curto sostiene che l’alternativa all’alienazione delle quote delle società partecipate da parte del Comune (quote che devono essere vendute, non svendute), è rappresentata dalla cessione degli impianti olimpici. Ora, avanzare una proposta di questo tipo significa non sapere di che cosa si sta parlando. Per aiutare il Consigliere Michele Curto a colmare le sue lacune amministrative gli ricordiamo che gli impianti olimpici da lui citati (Palavela e Palaisozaki), ma non solo, sono già stati ceduti nel 2009 per la gestione e la manutenzione per 30 anni attraverso una gara pubblica internazionale che ha portato al passaggio del 70% della società Parcolimpico, che prima era interamente pubblica, ad uno dei più importanti player mondiali dell’entertainment, ovvero Live Nation International. Sgravando in tal modo le casse di Comune, Provincia e Regione di alcune decine di milioni di euro l’anno di spesa corrente, e trasformando Torino nella capitale italiana della musica e del rock con significative e mai troppo valorizzate ricadute economiche per la città stessa.<br />
Consigliamo, quindi, a Michele Curto nella sua rinnovata veste di parte integrante della maggioranza comunale di formulare proposte che corrispondano alla realtà e alle possibilità, evitando così di suggerire cose già praticate e realizzate nelle precedenti amministrazioni cittadine a guida PD, quindi in tempi in cui Curto non si dedicava ancora all’amministrazione della cosa pubblica.<br />
Per ultimo, ricordiamo a Curto nella sua veste di esponente di un partito extraparlamentare (nel senso letterale del termine), che i parlamentari piemontesi di tutte le forze politiche, su nostra iniziativa, hanno reso possibile l’approvazione della legge che destina i 100 milioni di euro dell’eredità olimpica a tutti gli impianti che sono rimasti in gestione pubblica. Rimaniamo a disposizione di Michele Curto per colmare altre sue eventuali lacune e per ogni ulteriore approfondimento di merito dei problemi da lui sollevati”.</p>
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		<title>L’APPELLO DEI  360  “PROFESSORI” NOTAV A MARIO MONTI   SCIENZA, COMPETENZA,  ATTINENZA  E   DECENZA</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 12:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella deriva autorefererenziale ed autocelebrativa tipica del movimento NOTAV, tale documento è progressivamente diventato il documento dei PROFESSORI. Una breve rassegna, riportata in allegato, da conto della progressiva enfasi con cui sono trattati e definiti i firmatari della petizione-appello sul web. Chiunque ha la possibilità di firmare, come privato cittadino, qualsiasi appello su internet. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella deriva autorefererenziale ed autocelebrativa tipica del movimento NOTAV, tale documento è progressivamente diventato il documento dei PROFESSORI. Una breve rassegna, riportata in allegato, da conto della progressiva enfasi con cui sono trattati e definiti i firmatari della petizione-appello sul web.</p>
<p>Chiunque ha la possibilità di firmare, come privato cittadino, qualsiasi appello su internet. Ma che poi qualcuno, in modo strumentale, tenti di sfruttare tale adesione trasformando automaticamente privati cittadini in professori o scienziati, è davvero eccessivo e soprattutto un inqualificabile vezzo italiano.</p>
<p><a href="http://www.stefanoesposito.net/wp-content/360_prof.pdf" target="_blank"> SCARICA IL DOCUMENTO</a></p>
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		<title>Crediti dello stato nei confronti delle imprese</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 13:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si parla molto di crediti da parte dello stato nei confronti delle imprese, pubblico 2 documenti che illustrano gli interventi predisposti dal Governo Monti per cercare di rispondere a questo drammatico problema. Pagamenti_Pubblica_Amministrazione Crediti e debiti della Pubblica amministrazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni si parla molto di crediti da parte dello stato nei confronti delle imprese, pubblico 2 documenti che illustrano gli interventi predisposti dal Governo Monti per cercare di rispondere a questo drammatico problema.</p>
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		<title>L’APPELLO DEI 360 “PROFESSORI” NOTAV  A MARIO MONTI</title>
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		<pubDate>Thu, 24 May 2012 09:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 25 maggio 2012, alle ore 12.30, presso la sede regionale del Partito Democratico del Piemonte, in via Masserano 6/A, a Torino, l’On. Stefano ESPOSITO (Parlamentare Partito Democratico) e l’architetto Paolo FOIETTA terranno una conferenza stampa relativa all’Appello dei 360 “Professori” NOTAV a Mario Monti. Il Movimento NOTAV ha dato grande enfasi mediatica a un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 25 maggio 2012, alle ore 12.30, presso la sede regionale del Partito Democratico del Piemonte, in via Masserano 6/A, a Torino, l’On. Stefano ESPOSITO (Parlamentare Partito Democratico) e l’architetto Paolo FOIETTA terranno una conferenza stampa relativa all’Appello dei 360 “Professori” NOTAV a Mario Monti.<br />
Il Movimento NOTAV ha dato grande enfasi mediatica a un Appello rivolto al Presidente Mario Monti per un ripensamento del progetto della Torino-Lione. L’Appello sarebbe stato sottoscritto da 360 studiosi presentati come “fondamentalmente accademici”.<br />
Ma chi sono realmente i sottoscrittori dell’Appello a Mario Monti?<br />
Quanti di loro sono autenticamente “accademici” (ovvero ordinari, associati, ricercatori, docenti a contratto, ecc.)?<br />
Quanti tra i sottoscrittori hanno competenze specifiche in materia di infrastrutture, trasporti, logistica, economia?<br />
A quali e a quanti atenei appartengono i sottoscrittori?<br />
Il Politecnico di Torino è da considerarsi una centrale di elaborazione del pensiero NoTav?<br />
Stefano ESPOSITO e Paolo FOIETTA hanno compiuto un meticoloso lavoro di ricerca per rispondere a questi interrogativi e invieranno una contro lettera a Monti con gli esiti dell’indagine.</p>
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		<title>Pd, lite sul ko di Cuneo “Garelli, grande errore”</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 07:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SARA STRIPPOLI &#8211; Repubblica Crolla la destra e il centrosinistra riconquista Asti e Alessandria, lasciate all´avversario negli anni duri del berlusconismo. Ma a Cuneo crolla anche il candidato ufficiale della coalizione trasformando il capoluogo in una specie di Palermo piemontese con la vittoria di Federico Borgna. Mentre a Rivalta, nodo cruciale del nuovo tracciato della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">SARA STRIPPOLI &#8211; Repubblica</p>
<p style="text-align: justify;">Crolla la destra e il centrosinistra riconquista Asti e Alessandria, lasciate all´avversario negli anni duri del berlusconismo. Ma a Cuneo crolla anche il candidato ufficiale della coalizione trasformando il capoluogo in una specie di Palermo piemontese con la vittoria di Federico Borgna. Mentre a Rivalta, nodo cruciale del nuovo tracciato della Torino-Lione, il Comune finisce al No Tav Mauro Marinari che strappa la carica di sindaco al centrosinistra e porta la battaglia contro il supertreno alla guida della città, come già accaduto ad Avigliana.</p>
<p style="text-align: justify;">All´indomani del voto, il Pd del Piemonte si confronta con un quadro contraddittorio. Lunedì sera, a urne appena chiuse, la segreteria provinciale del partito ha tentato l´analisi dell´accaduto. Tra i critici, l´onorevole Stefano Esposito che attacca il segretario Gianfranco Morgando: «Mi pareva ovvio &#8211; spiega il parlamentare &#8211; che a Cuneo si dovessero prendere le distanze da Gigi Garelli prima delle primarie. Il partito ha scelto di non farlo ed è stato a mio avviso un grande errore. Non si va alle primarie senza avere un programma definito e tantomeno si può accettare che il candidato uscito vincitore dalle primarie si permetta il lusso di attaccare il nostro sindaco uscente, come ha fatto Garelli». Il voto di Rivalta deve essere letto come un giudizio negativo nei confronti del sindaco Amalia Neirotti, dice ancora Esposito, che attacca anche i compagni di partito: «Non si va ad Avigliana a fare campagna per il candidato No Tav. Un po´ di coerenza non guasterebbe. Non possiamo sempre inseguire: ieri i No Tav, oggi, come propone qualcuno, i grillini».</p>
<p style="text-align: justify;">Sul movimento del comico genovese i giudizi nel Pd sono infatti diversi: «Va seguito con attenzione», dice Stefano Lepri. «Non dobbiamo lasciarci incantare, gli spazi della protesta sono occupati, noi dobbiamo pensare alle risposte ai problemi», risponde Esposito. Il capogruppo in Regione, Aldo Reschigna, propone la classica mediazione: «Pongono problemi sentiti ma non possiamo inseguirli rinunciando alla nostra identità. Non riflettere su quel voto sarebbe un errore». Sulla coerenza tra programmi, candidati sostenuti e comportamenti dei singoli in campagna elettorale, interviene con un duro comunicato il consigliere regionale Nino Boeti, rivolese: «A Rivalta, a differenza di altri colleghi del mio partito, ho fatto la campagna elettorale per Sergio Muro», il candidato di centrosinistra che ha perso. «Se qualcuno si è occupato finora dei fatti propri &#8211; aggiunge Boeti &#8211; è pregato di continuare a farseli». La sconfitta di Rivalta brucia. E la tensione sale.</p>
<p style="text-align: justify;">«Andare a casa? E perché? Abbiamo avuto nel 2010 il legittimo mandato degli elettori per governare il Piemonte fino alla scadenza prevista, cioè il 2015. E porteremo a termine il nostro compito, non c´è ragione per interrompere la legislatura adesso o in futuro». È un coro quello che sia alza dal centrodestra, dai capigruppo di Pdl e Lega Luca Pedrale e Mario Carossa fino all´ultimo dei consiglieri regionali, un coro che spiega come la possibilità che «Cota vada a casa» come chiedono le opposizioni (più o meno convinte) è oggi una possibilità davvero remota.</p>
<p style="text-align: justify;">È vero, e tutti se ne rendono conto anche nel centrodestra, di motivi per pensare che la coalizione che governa la Regione sia in difficoltà ce ne sono più di una. E la vicenda Giovine non è certo la più importante. La sconfitta elettorale in questa tornata amministrativa è stata netta, e va aggiungersi alle difficoltà interne al Pdl che si è spaccato in due in Consiglio (con cinque consiglieri eretici che hanno «abbandonato» il gruppo creandone uno autonomo) che rendono la maggioranza su cui si basa Cota risicata (un voto, tre con il «soccorso bianco» dell´Udc). Poi c´è la denuncia che il Pd ha presentato alla Corte dei Contu perché ritiene che il bilancio preventivo 2012 appena approvato sia falso, lo scioglimento del Consiglio comunale di Rivarolo che colpisce un personaggio importante del Pdl. Insomma come si vede di ragioni per preoccuparsi a destra in Piemonte ce ne sono tante.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi però almeno per ora non ci sarà: «Per motivi politici prima di tutto, ma anche per altri meno nobili» dice un esponente di rilievo del Pdl che chiede però di rimanere anonimo. Quelli politici sono chiari: oggi nel centrodestra a nessuno conviene tornare alle urne perché il rischio di una sconfitta anche clamorosa sarebbe forte. E la sconfitta porterebbe come naturale conseguenza il non ritorno a Palazzo Lascaris di molti consiglieri: un ragionamento che vale anche per qualche rappresentante dell´opposizione e che, anche se è meno nobile, è un buon motivo per non abbandonare anzi tempo le laute prebende che il seggio regionale garantisce. «Almeno fino al 2013 siamo garantiti quindi &#8211; ripete sorridendo l´anonima fonte &#8211; poi si vedrà. Perché è vero, se dovesse cambiare il quadro politico nazionale in modo clamoroso allora anche maggioranze come quella piemontese potrebbero essere messe in discussione». Ma il discorso probabilmente a quel punto varrebbe anche per le altre regioni governate da Lega e Pdl.</p>
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		<title>MAFIA: PD, SCIOGLIMENTO RIVAROLO CONFERMA INFILTRAZIONI NORD</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 17:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 22 MAG &#8211; &#8216;Lo scioglimento del consiglio comunale di Rivarolo e&#8217; una nuova conferma che il pericolo delle infiltrazioni mafiose al nord si fa sempre piu&#8217; elevato. La preoccupazione aumenta dopo le polemiche del vice coordinatore del PdL Piemonte, Agostino Ghiglia: invece di assicurare un impegno maggiore per tenere lontani politici o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ANSA) &#8211; ROMA, 22 MAG &#8211; &#8216;Lo scioglimento del consiglio comunale di Rivarolo e&#8217; una nuova conferma che il pericolo delle infiltrazioni mafiose al nord si fa sempre piu&#8217; elevato. La preoccupazione aumenta dopo le polemiche del vice coordinatore del PdL Piemonte, Agostino Ghiglia: invece di assicurare un impegno maggiore per tenere lontani politici o burocrati collusi da amministrazioni, si lamenta perche&#8217; lo scioglimento avviene senza che sia stato inquisito nessun amministratore. Ci sorprende che un deputato non sia cosciente che lo scioglimento per mafia e&#8217; uno strumento preventivo che serve ad evitare ulteriori danni alle citta&#8217; da parte di amministrazioni che non hanno saputo tenere le porte ben chiuse alle mafie. Se Ghiglia tiene veramente alla lotta alle mafie, assicuri che prendera&#8217; le distanze dagli amministratori responsabili dello scioglimento&#8217;: lo dicono Laura Garavini e Stefano Esposito, deputati del Pd.</p>
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		<title>Valsusa, polemica sui manifesti con la lista delle aziende Sì Tav</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 07:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FABIO TANZILLI &#8211; Repubblica «Queste ditte vogliono distruggere la nostra valle, digli di smettere». Ecco l´ultimo messaggio che i No Tav hanno diffuso lungo tutta la Val Susa, appendendo centinaia di manifesti abusivi contro le imprese che stanno lavorando per il cantiere della Maddalena. Sul manifesto compaiono i nomi, con indirizzi e numeri di telefono, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">FABIO TANZILLI &#8211; Repubblica</p>
<p style="text-align: justify;">«Queste ditte vogliono distruggere la nostra valle, digli di smettere». Ecco l´ultimo messaggio che i No Tav hanno diffuso lungo tutta la Val Susa, appendendo centinaia di manifesti abusivi contro le imprese che stanno lavorando per il cantiere della Maddalena. Sul manifesto compaiono i nomi, con indirizzi e numeri di telefono, tra cui anche una storica pasticceria di Susa. Ma l´ultima azione dei No Tav non è affatto piaciuta ai sindaci, che durante l´incontro di ieri a Susa con Confindustria e sindacati, hanno duramente condannato quest´ultima azione del movimento. «Mi sono vergognato come valsusino e come amministratore – ha affermato Ferrentino, sindaco di Sant´Antonino – li abbiamo subito rimossi&#8221;. La condanna arriva anche da Fracchia, sindaco No Tav di Sant´Ambrogio: «E´ un´azione immorale e incivile». Dei manifesti contro lo imprese ne hanno parlato ieri durante la presentazione del nuovo piano di sviluppo per la Valle, proposto dai 16 principali enti datoriali e sindacali del Piemonte. Da Confindustria alla Cgil-Cisl-Uil, da Confocommercio a Legacoop. Sul piatto 60 milioni: sono una parte della cifra totale (300 milioni) frutto dell´accordo Governo-Regione siglato nel 2008 dalla Bresso e Berlusconi per il nodo di Torino. Di quei 300 milioni, 60 sono stati resi disponibili per la Val Susa. Hanno partecipato all´incontro anche alcuni Comuni No Tav, che hanno chiesto di coinvolgere al tavolo la Comunità Montana di Plano. E questa mattina il movimento andrà nuovamente alla Maddalena per ricostruire il presidio.</p>
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