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	<title>SEO agency Roma, Marketing Intelligence, Web Design Agency Roma</title>
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	<description>Web reputation management &#38; sentiment analysis, SEO Roma</description>
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		<title>Antonino Cannavacciuolo ovvero dello chef control</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jan 2018 14:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sentiment Analysis]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi Sentiment]]></category>
		<category><![CDATA[Antonino Cannavacciuolo]]></category>
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		<description><![CDATA[A seguito della notizia del blitz dei Nas al bistrot di Torino dello chef Antonino Cannavacciuolo, abbiamo svolto un’analisi per valutare come l’evento abbia impattato sullo status del noto personaggio televisivo. Il focus scelto per l’analisi è stato il social “Twitter”, e sono stati presi in analisi tutti i “Tweet” riguardanti Cannavacciuolo dal 22 Dicembre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito della notizia del blitz dei Nas al bistrot di Torino dello chef <strong>Antonino Cannavacciuolo</strong>, abbiamo svolto un’analisi per valutare come l’evento abbia impattato sullo status del noto personaggio televisivo.</p>
<p>Il focus scelto per l’analisi è stato il social “<strong>Twitter</strong>”, e sono stati presi in analisi tutti i “Tweet” riguardanti Cannavacciuolo dal 22 Dicembre 2017 dal 6 Gennaio 2018.</p>
<p>Questi “tweet” sono stati raggruppati in <strong>5 categorie</strong>:</p>
<ol>
<li><strong>Blitz Nas: </strong>Tutti i tweet rilevanti il blitz.</li>
<li><strong>Cibi/Cucina:</strong> Commenti relativi alla cucina in generale o alle ricette dello chef.</li>
<li><strong>Satira:</strong> Tweet ironici e sarcastici riguardanti o meno il blitz di Torino.</li>
<li><strong>Generale:</strong> Tutto ciò che riguarda Cannavacciuolo come persona e personaggio televisivo.</li>
<li><strong>Altro:</strong> Tutti i commenti che non rientrano nelle categorie precedenti.</li>
</ol>
<p><img class="alignnone wp-image-14252 size-full" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2018/01/Cluster.jpg" alt="Cluster" width="745" height="507" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2018/01/Cluster.jpg 745w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2018/01/Cluster-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 745px) 100vw, 745px" /></p>
<p>Come si evince dal grafico, la maggioranza del <strong>sentiment negativo</strong> si concentra nel cluster Blitz Nas sebbene in questo campo non manchino commenti positivi a difesa dello chef. Molte persone hanno approfittato della notizia per creare commenti satirici classificati come neutri nel cluster apposito. Molto <strong>sentiment positivo</strong> nella categoria generale perlopiù dovuto all’apprezzamento delle performance di Cannavacciuolo nelle puntate di <strong>Masterchef.</strong></p>
<p>Osservando l’andamento dei commenti in <strong>ordine cronologico</strong>, possiamo notare come il sentiment negativo si concentri nei giorni del 22 e 23 Dicembre, cioè quando è resa nota la notizia del blitz. Sentiment positivo sempre presente, a dimostrare che lo zoccolo duro della fanbase dello chef non ha perso la fiducia in lui ed è pronto a difenderlo.</p>
<p>Con il passare dei giorni, il sentiment negativo viene riassorbito e quello positivo trova un picco nella serata del 4 Gennaio, grazie alla messa in onda delle puntate 7 e 8 di Masterchef.</p>
<p><img class="alignnone wp-image-14253 size-full" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2018/01/Giornaliero.jpg" alt="Giornaliero" width="832" height="435" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2018/01/Giornaliero.jpg 832w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2018/01/Giornaliero-300x157.jpg 300w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2018/01/Giornaliero-768x402.jpg 768w" sizes="(max-width: 832px) 100vw, 832px" /></p>
<p><strong>Tirando le somme, possiamo affermare che lo status di Cannavacciuolo rimane saldamente uno status da STAR.</strong></p>
<p>Molti sono i fan altamente fidelizzati, e la partecipazione a Masterchef e alla trasmissione <em>&#8216;O Mare Mio</em> generano molti feedback positivi.</p>
<p>Non tralasciamo di segnalare che il ristorante vittima del blitz <strong>risulta prenotato completamente fino ad aprile 2018, non male vero?</strong></p>
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		<item>
		<title>L&#8217;evoluzione del digital banking tra criticità e nuove opportunità</title>
		<link>https://www.estrogeni.net/sentiment-analysis-2/levoluzione-del-digital-banking-tra-criticita-e-nuove-opportunita</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 09:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Big Data Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Sentiment Analysis]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sta evolvendo il mondo del digital banking? Alla crescita decisa del totale degli utenti, corrisponde una altrettanto elevata soddisfazione? È quello che ogni mese, in Estrogeni, analizziamo attraverso i nostri servizi di sentiment analysis. Attraverso una piattaforma proprietaria, abbiamo rilevato il sentiment degli italiani sulle principali banche online negli ultimi 12 mesi*, per  un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come sta evolvendo il mondo del digital banking?</strong> Alla crescita decisa del totale degli utenti, corrisponde una altrettanto elevata soddisfazione? È quello che ogni mese, in Estrogeni, analizziamo attraverso i nostri servizi di sentiment analysis.</p>
<p>Attraverso una piattaforma proprietaria, abbiamo rilevato <strong>il sentiment degli italiani sulle principali banche online negli ultimi 12 mesi</strong>*, per  un totale di oltre 80.000 commenti (feed) su Facebook, Twitter, Web Forum, e Google Play**.  Ciascun feed è stato valutato per sentiment e per argomento (cluster) di appartenenza.  Abbiamo quindi aggregato una parte rilevante dei dati in 4 macro-aree:</p>
<ul>
<li>AREA LUDICA E PROMOZIONALE: Engagement e Offerte</li>
<li>AREA SERVIZI DI ACCESSO: App e Sito</li>
<li>AREA PRODOTTI DI BASE: Carte e Conto</li>
<li>AREA PRODOTTI AVANZATI: Trading e Risparmio gestito</li>
</ul>
<p>Su una scala da -100 a +100 abbiamo quindi rappresentato il sentiment per aree, eliminando i commenti neutri (in genere richieste di maggiori informazioni, o discussioni non connotate) per evidenziare meglio i cambiamenti nel tempo. Ecco il grafico che sintetizza i risultati dell’analisi:</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-14243 size-full" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/12/evoluzione-del-digital-banking.jpg" alt="evoluzione del digital banking" width="949" height="537" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/12/evoluzione-del-digital-banking.jpg 949w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/12/evoluzione-del-digital-banking-300x170.jpg 300w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/12/evoluzione-del-digital-banking-768x435.jpg 768w" sizes="(max-width: 949px) 100vw, 949px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risulta evidente come <strong>il sentiment legato ai prodotti personali o gestiti del digital banking è in caduta libera rispetto all’anno scorso</strong> ( parliamo dei cluster Conto, Carte, Trading, Risparmio Gestito).  I canali di accesso, ovvero i siti e in particolare le app, continuano invece ad avere un sentiment prevalentemente positivo, allo stesso modo delle attività ludiche e promozionali.</p>
<p>In breve: cosa sta succedendo? Molte banche online hanno messo in atto diverse manovre di modifica delle condizioni del conto, in genere unilaterali con possibilità di recesso, che <a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/48931_conti-online-aumenti-record-dei-costi-ma-non-si-doveva-spingere-l-e-banking.htm">hanno aumentato i costi dei prodotti bancari</a>, e hanno inevitabilmente inciso sulla soddisfazione dei clienti.</p>
<p>Alcuni esempi? L’introduzione del canone della carta di credito di <em>CheBanca!</em> (ancora azzerabile, ma solo con spesa annuale superiore a 5.000 euro), l’aumento di costo delle commissioni di trading <em>Fineco</em>, l’aumento dei costi di prelievo presso sportelli automatici di terzi da parte di <em>Iwbank</em>, l’introduzione di una commissione di 0.80 euro per prelievi inferiori a 100 euro ancora nel caso di <em>Fineco</em>.  La notizia di diversi ex consulenti finanziari di banca <em>Mediolanum</em> indagati per frode è stata la ciliegina sulla torta del tracollo del sentiment.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Possiamo aspettarci dei cambiamenti a breve di questo trend negativo? Sì, e no</strong>.</p>
<p>Sì, per il continuo aggiornamento e miglioramento delle applicazioni per smartphone, che rende sempre più facile effettuare le operazioni bancarie ovunque. Il trend che rileviamo è più che positivo e ogni mese vengono rilasciate nuove funzionalità che entusiasmano gli utenti, come ad esempio i recenti pagamenti <em>Apple Pay </em>introdotti da <em>Mediolanum </em>e <em>Widiba</em>.</p>
<p>No, perché con l’inizio del 2018 entreranno in vigore nuove discipline europee mirate a regolare i servizi finanziari europei, che porterà <a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/digital/48910_conti-correnti-con-nuove-norme-ue-occhio-ai-rincari.htm">probabilmente ad un ulteriore aumento dei costi dei bonifici e dei prelievi</a>.</p>
<p>Naturalmente, quella proposta è un’analisi aggregata per i vari brand, e in <strong>realtà il sentiment è più che positivo per alcune realtà e decisamente negativo per altre</strong>. Se di base è ovvio che all’aumentare dei costi cresca il malcontento degli utenti, è anche vero che i clienti riconoscono la qualità del servizio offerto, e le strategie di fidelizzazione e l’ampliamento della gamma dei servizi offerti riescono in alcuni casi a più che controbilanciare il sentiment negativo da maggiori costi. Inoltre, alcune banche tengono duro e ancora mantengono servizi e prodotti a costo zero.</p>
<p>Cosa succederà? Senza dubbio il mercato del digital banking continuerà ad evolvere rapidamente, e <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-02-05/facebook-amazon-e-google-stud-iano-banche-182803.shtml">l’annunciato arrivo di altri big player</a> non potrà che accelerare la digital disruption nel settore bancario. Le banche che riusciranno meglio a cavalcare l’onda senza scaricare tutti i costi sugli utenti finali saranno i probabili vincitori. <strong>Noi, interessati spettatori, continueremo a monitorare</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per saperne di più, e per analisi su misura per ciascuna esigenza, scriveteci a <a href="mailto:info@estrogeni.net">info@estrogeni.net</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NOTE METODOLOGICHE</p>
<p>* Banche analizzate: Banca Mediolanum, CheBanca!, Fineco, ING Direct, IWBank, Hello Bank!, Webank, Widiba</p>
<p>** Web &#8211; tutte le fonti per keyword pertinenti (solo i commenti amatoriali); Facebook &#8211; pagine ufficiali dei brand, tutti i commenti; Twitter – tutti i tweet per hashtag e query pertinenti; Google play – tutti i commenti sulle app delle banche analizzate; i risultati di sentiment sono ponderati per like, retweet, favorite sui social («intensità» del sentiment)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il valore dei beni intangibili in un percorso di protezione e sviluppo aziendale</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 08:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo e Virgilio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Big Data Analytics]]></category>
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		<description><![CDATA[La protezione degli asset aziendali costituisce un’esigenza fondamentale per qualsiasi azienda. Quest’affermazione, così come formulata, potrebbe ottenere senza fatica una posizione di rilievo nell’ambito della classifica delle ovvietà del linguaggio di impresa, riferite ad intenti tanto sbandierati quanto poco praticati o, comunque, realizzati con modalità poco proattive. Tranne che in rari casi virtuosi, infatti, la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><em>La protezione degli asset aziendali costituisce un’esigenza fondamentale per qualsiasi azienda</em>.<br />
Quest’affermazione, così come formulata, potrebbe ottenere senza fatica una posizione di rilievo nell’ambito della classifica delle ovvietà del linguaggio di impresa, riferite ad intenti tanto sbandierati quanto poco praticati o, comunque, realizzati con modalità poco proattive.</p>
<p>Tranne che in rari casi virtuosi, infatti, la protezione aziendale continua a essere caratterizzata da un approccio piuttosto datato caratterizzato da due elementi: la <strong>difesa fisica</strong> dell’azienda &#8211; riferita, pertanto, soprattutto agli asset materiali &#8211; e l’<strong>utilizzo di strumenti dedicati di natura inibitoria o coercitiva</strong> (sistemi antintrusione, procedure e check list da osservare da parte dei dipendenti, ecc.).</p>
<p>Questa funzione organizzativa, poiché spesso strutturata come una sorta di polizia privata, finisce con il costituire quasi un corpo estraneo dell’azienda e il maggior ostacolo alla sua integrazione è costituito dalla cultura e dal modus operandi che caratterizza gli operatori.</p>
<p>Una grossa opportunità di cambiamento è stata rappresentata dalla relativamente recente introduzione della sicurezza informatica, che si è proposta fin da subito con visioni, approcci e metodi radicalmente diversi e innovativi.</p>
<p>Purtroppo, finora, le esperienze maturate non hanno fatto registrare quella virtuosa osmosi che avrebbe consentito di fare un salto di qualità al modo di interpretare e attuare la protezione aziendale.</p>
<p>Tuttavia, facendo leva anche sulle indicazioni in merito ad Automazione, digitalizzazione, globalizzazione del recente <strong>Piano Nazionale Impresa 4.0</strong> approntato dal Ministero dello Sviluppo Economico, è auspicabile che passi avanti in tal senso vengano effettuati.</p>
<blockquote><p>Al di là degli stimoli o delle decisioni dirigistiche, restiamo però convinti che le innovazioni, nella maggior parte dei casi, non sono studiate a tavolino ma sono il frutto di situazioni impreviste, favorite da contaminazioni, esigenze di mercato e, ovviamente, dalla capacità di traguardare il futuro individuando non solo i potenziali pericoli ma anche le correlate opportunità.</p></blockquote>
<p>In questo senso, una delle opportunità potrebbe essere costituita dalla <strong>sentiment analysis</strong>, un processo di monitoraggio interno ed esterno in grado di rappresentare un formidabile input per l’innovazione di processo, al fine di reingegnerizzare e riconsiderare , ampliandolo, il concetto di <strong>protezione aziendale</strong>, rispetto ai tanti tentativi di <strong>miglioramento incrementale</strong> risultati spesso vani.</p>
<p>Si tratta di fare propria una mutazione culturale che incide sui classici processi (valutazione, decisione, condivisione) e porta in primo piano la quantificazione di entità fino a oggi poco ponderate e misurate, anche per assenza di strumenti adeguati.</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 2">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Un <strong>cluster di innovazione aziendale</strong> che consente di sostenere le attività di <strong>crisis managament</strong>, attraverso una costante osservazione di flussi di informazione non condizionata, in grado di evidenziare picchi di allerta negativa e neutralizzare, anticipandola, l’eventuale ricaduta sul posizionamento istituzionale o addirittura sulle decisioni d’acquisto da parte dei destinatari dei beni.</p>
<p>La discontinuità con il passato è focalizzata, non a caso, proprio sui parametri a cui abbiamo prima fatto cenno e che sono universalmente riconosciuti da decision maker: <strong>asset</strong> e <strong>strumenti</strong>.</p>
<blockquote><p>In relazione agli asset, rispetto ai beni materiali vengono valorizzati prioritariamente quelli immateriali. Per questi ultimi, allo stato attuale, vi è una maggiore consapevolezza del loro ruolo e, conseguentemente, le aziende devono individuare, valutare e gestire gli asset intangibili in quanto essi sono in grado di incidere in misura rilevante sul vantaggio competitivo rispondendo a diverse esigenze quali:</p></blockquote>
<ul>
<li> l’applicazione dei principi contabili internazionali (IAS 38) per la loro valutazione economica;</li>
<li> la comunicazione del loro valore al mercato dei capitali (le varie Borse Valori);</li>
<li> la formulazione di strategie per creare valore sociale in senso lato (anche responsabilmente sociale, con impatti su uomini e territorio);</li>
<li> la pianificazione e il controllo degli investimenti in beni immateriali (marketing, R&amp;D, ICT, risorse umane), sempre più rilevanti sia dimensionalmente che strategicamente;</li>
<li> la definizione del loro ruolo crescente nella differenziazione del prodotto/servizio.Dopo aver creato un proprio portafoglio di <strong>beni intangibili</strong>, ogni azienda deve naturalmente proteggerli e qui entra in campo l’innovativo strumento della sentiment analysis.<br />
Essa consiste nell’osservazione, estrazione, analisi semantica, ponderazione, polarizzazione e classificazione delle opinioni che gli utenti esprimono in maniera sincera e non indotta all’interno della blogosfera, relativamente a prodotti/servizi/testimonial/offerte/dirigenti, per arrivare a pesare e misurare, anche in chiave comparativa, la <strong>brand reputation</strong>.</p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><img class="wp-image-14232 size-full aligncenter" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/model.png" alt="model" width="842" height="663" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/model.png 842w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/model-300x236.png 300w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/model-768x605.png 768w" sizes="(max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p>Ma qual è il collegamento con la protezione aziendale?<br />
Per rispondere, bisogna partire dal fatto che la prospettiva di tale funzione organizzativa mira tradizionalmente a <strong>tutelare</strong> ciò che è contenuto nel perimetro aziendale (e quindi, ciò che sta dentro). Il maggior rilievo attribuito alla tutela dei beni intangibili porta a modificare questa prospettiva: occorre <strong>proteggere</strong> il bene nel momento di maggiore vulnerabilità che, per i beni immateriali, così come per gran parte di quelli materiali, coincide con quello in cui essi escono dall’azienda ed entrano in contatto con gli <strong>stakeholder</strong> (consumatori, clienti, autorità regolatrici, organi di stampa specializzata, investitori, ecc.).</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><img class="wp-image-14233 size-large aligncenter" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/reputation-graph-model-1024x648.png" alt="reputation-graph-model" width="1024" height="648" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/reputation-graph-model-1024x648.png 1024w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/reputation-graph-model-300x190.png 300w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/reputation-graph-model-768x486.png 768w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/reputation-graph-model.png 1089w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>In definitiva, possiamo affermare che la sentiment analysis ci permette di tutelare i beni intangibili di un’azienda, in primo luogo la sua reputazione, attraverso la possibilità di:</p>
<ul>
<li> analizzare la <strong>percezione</strong> online: possono crearsi situazioni in cui anche un solo cliente insoddisfatto può dar vita ad un’eco di insoddisfazioni in rete verso il brand;</li>
<li> comprendere il <strong>peso</strong> online di un brand/prodotto/personaggio: i commenti che gli utenti pubblicano in rete si diffondono rapidamente, alimentando contenuti che verranno poi condivisi e segneranno in qualche modo il brand in questione (sia positivamente che negativamente);</li>
<li> misurare il <strong>ritorno</strong> delle attività di marketing: in seguito alle attività di comunicazione, in modo particolare sui social media, diventa fondamentale tenere traccia di tutte le opinioni a riguardo e ricavare una visione d’insieme sul tono delle conversazioni.Un processo integrato tra virtuale e reale consente quindi di fornire un potente supporto non solo per la protezione del bene &#8211; collocandola nettamente in una prospettiva di prevenzione &#8211; ma anche per il suo sviluppo.<strong><em style="font-size: 12px;">*Questo articolo è stato scritto in collaborazione con Giuseppe Nucci, esperto di Risk Management. Articolo pubblicato il giorno 10 ottobre 2017 sul sole 24 ore</em></strong></li>
</ul>
</div>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Ammore e rendimento</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 12:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo e Virgilio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Big Data Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Sentiment Analysis]]></category>
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		<description><![CDATA[Per anni, siamo stati impegnati nella comunicazione per il settore della distribuzione cinematografica. Abbiamo esplorato un po’ tutte le possibilità che il digitale è andato via via proponendo, dalla metà del primo decennio del 2000 in avanti. Sostenuti dalla voglia di osare di alcuni responsabili marketing, abbiamo avuto la fortuna di introdurre la pratica del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per anni, siamo stati impegnati nella comunicazione per il settore della <strong>distribuzione cinematografica</strong>.<br />
Abbiamo esplorato un po’ tutte le possibilità che il digitale è andato via via proponendo, dalla metà del primo decennio del 2000 in avanti.<br />
Sostenuti dalla voglia di osare di alcuni responsabili marketing, abbiamo avuto la fortuna di introdurre la pratica del film raccontato attraverso un blog, l’occasione di testare formati creativi fino ad allora inusuali, il piacere di realizzare interazioni tra street e online marketing.</p>
<p>Per un certo periodo, forse in via troppo sperimentale per il panorama italiano, importandolo dall’applicazione nel settore del digital banking, abbiamo spinto molto sul tema della reputation, attraverso attività di sentiment analysis legate al singolo titolo, in un’ottica sia di misurazione dei ritorni o dell’impatto del messaggio che, addirittura, di predizione dell’andamento al box office.</p>
<p>Oggi, che non abbiamo in portafoglio alcuna commessa legata al settore dell’entertainment ma che al cinema restiamo comunque legati, sia a livello personale che professionale, osserviamo con il giusto distacco e una costante attenzione il dibattito intorno alle evoluzioni di mercato.</p>
<p>Difronte a dati o andamenti, notiamo uno spirito critico legato a vecchie interpretazioni, che poco si addicono alle trasformazioni che il settore sta vivendo, in termini di offerta ma soprattutto di domanda.<br />
Continuano a ripetersi schemi di proposizione e pianificazione sempre uguali, una predilezione per la quantità dell’audience superiore alla ricerca di una qualità della profilazione, un processo di assessment incentrato sulla leva del prezzo, senza però coglierne i valori e le ragioni dei singoli pesi che lo compongono o dell’elasticità che offre.</p>
<p>Commentare il lunedì mattina l’andamento del box office comparando sic et simpliciter il totale rispetto alla settimana o all’anno precedente, senza tenere conto dell’incidenza dei costi totali di gestione del lancio di un film (in cui, parte non secondaria è appannaggio della comunicazione), ha pochissimo senso economico/finanziario. Così come proporre al medesimo prezzo film che, a monte produttivamente o a valle commercialmente, risultano budgettizzati in maniera fortemente disomogenea, ha altrettanto pochissimo senso finanziario/culturale.</p>
<p>Tutte queste considerazioni, ci hanno condotto a stilare una piccola analisi comparativa e incrociata (base dati online e offline) tra due film che, in comune, hanno solo la data d’uscita (5 ottobre 2017).<br />
Si tratta, infatti, di <strong>Blade Runner 2049 (Warner Bros Italia)</strong> e <strong>Ammore e Malavita (01 Distribution)</strong>, classificatisi rispettivamente primo e quarto al box office stilato da Cinetel, tra il 5 e l’8 ottobre 2017.</p>
<blockquote><p>La domanda che ci siamo posti è: se, nell’ambito del vasto campo del marketing, la comunicazione ha un senso, è possibile lavorare per ottimizzarla e valorizzarne i ritorni? È possibile incidere quindi in qualche misura sui costi di lancio di un film, rendendo così più sostenibile l’andamento al box office? La gestione, più o meno efficiente, degli strumenti di comunicazione, quale impatto ha o potrebbe avere sulla resa del film in sala?</p></blockquote>
<p><strong>CONTESTO ED EVIDENZE</strong><br />
Abbiamo analizzato<strong> le pagine ufficiali Facebook dei due film</strong> (per Blade Runner 2049,<em> la directory italiana</em>), a partire dall’11 settembre 2017.<br />
Ciò che colpisce a prima vista (ma è puramente un dato quantitativo), è il <strong>numero di fan</strong>.<br />
156.000 circa per Blade Runner 2049 e 20.577 per Ammore e Malavita.</p>
<p>Scendiamo di un primo livello e scopriamo che il <strong>numero di post pubblicati</strong> è di 71 per Blade Runner 2049 e 43 per Ammore e Malavita.<br />
Siamo ancora nell’ambito del quantitativo, che dice poco ma lo dice bene.</p>
<p>Scendiamo di un secondo livello e raggiungiamo il confine del qualitativo. Diciamo quali/quantitativo. Parliamo, quindi, del totale delle <strong>reazioni</strong> (<strong>like, reaction, commenti, condivisioni</strong>). Esse sono 35.323 per Blade Runner 2049 e 51.902 per Ammore e Malavita (s’inizia a percepire un’inversione di tendenza e anche notevole, tra i due film, i due pubblici, i due toni di comunicazione).</p>
<p>Scendiamo di un terzo livello e andiamo nel campo dell’<strong>interazione dei post</strong>. Questo sì che è un valore interessante, sta a significare in termini percentuali quanto i fan trovano mediamente interessante la comunicazione della pagina. Ebbene, il primato va nettamente ad Ammore e Malavita, con il 6%, rispetto a Blade Runner 2049, che fa registrare lo 0.32%.</p>
<div id="attachment_14213" style="width: 763px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-14213 size-full" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/blade-runner-49-social-media-marketing-ammore-e-malavita.png" alt="blade-runner-49-social-media-marketing-ammore-e-malavita" width="753" height="456" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/blade-runner-49-social-media-marketing-ammore-e-malavita.png 753w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/blade-runner-49-social-media-marketing-ammore-e-malavita-300x182.png 300w" sizes="(max-width: 753px) 100vw, 753px" /><p class="wp-caption-text"><strong>Figura 1</strong> <em>Dato percentuale trasformato in valore discreto. Confronto relativo all&#8217;interazione dei post (<strong>Fonte</strong>: Facebook Graph – elaborazione Estrogeni; periodo d’osservazione: 11 settembre – 8 ottobre 2017)</em></p></div>
<p>Scendiamo ancora di un quarto livello e approdiamo al dato forse più interessante, in una prospettiva di correlazione con l’andamento in sala. Parliamo dell’<strong>engagement</strong>. Non era così scontato prevederlo, se ci si fosse fermati a considerare target e serialità di uno dei due ma risulta ancora più performante Ammore e Malavita, con un bel 9,2%, rispetto allo 0,82% dei Blade Runner 2049.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_14216" style="width: 872px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-14216 size-full" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/grafico-a-bolle-fan-facebook-blade-runner-2049-al-cinema.jpg" alt="grafico-a-bolle-fan-facebook-blade-runner-2049-al-cinema" width="862" height="522" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/grafico-a-bolle-fan-facebook-blade-runner-2049-al-cinema.jpg 862w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/grafico-a-bolle-fan-facebook-blade-runner-2049-al-cinema-300x182.jpg 300w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/grafico-a-bolle-fan-facebook-blade-runner-2049-al-cinema-768x465.jpg 768w" sizes="(max-width: 862px) 100vw, 862px" /><p class="wp-caption-text"><strong>Figura 2</strong> Rappresentazione di un grafico a bolle per rendere possibile il confronto delle variabili Numero di post, Engagement, Numero di fan (<strong>Fonte</strong>: Facebook Graph &#8211; elaborazione Estrogeni; Periodo d’osservazione: 11 settembre &#8211; 8 ottobre 2017)</p></div>
<p>A memoria di chi ci legge, ricordiamo anche l’esito in sala: Blade Runner 2049 ha chiuso con 1.995.294 euro, pari a 269.993 spettatori, per una media sala di 2.561 euro; Ammore e Malavita ha chiuso con 590.913 euro, pari a 90.981 spettatori, per una media sala di 2.164 euro.</p>
<div id="attachment_14215" style="width: 2621px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-14215" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/grafico-di-riepilogo.png" alt="Figura 3 Comparazione quali/quantitativa. Scelto 100 come tetto il valore di Blade Runner 2049, su di esso è stata comparata la variazione percentuale di Ammore e Malavita su tutti i cluster (Fonte: Facebook Graph - elaborazione Estrogeni; Periodo d’osservazione: 11 settembre - 8 ottobre 2017) " width="2611" height="1458" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/grafico-di-riepilogo.png 2611w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/grafico-di-riepilogo-300x168.png 300w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/grafico-di-riepilogo-768x429.png 768w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/10/grafico-di-riepilogo-1024x572.png 1024w" sizes="(max-width: 2611px) 100vw, 2611px" /><p class="wp-caption-text"><strong>Figura 3</strong> Comparazione quali/quantitativa. Scelto 100 come tetto il valore di Blade Runner 2049, su di esso è stata comparata la variazione percentuale di Ammore e Malavita su tutti i cluster<br />(<strong>Fonte:</strong> Facebook Graph &#8211; elaborazione Estrogeni; periodo d’osservazione: 11 settembre &#8211; 8 ottobre 2017)</p></div>
<h4>SCENARIO</h4>
<p>Ogni tipo di analisi porta con sé riflessioni e proiezioni. Ogni tipo di evidenza serve a misurare il passato e immaginare il futuro. Predicendolo? Non necessariamente, meglio dire inquadrandolo. Ancora di più, interrogandolo.</p>
<blockquote><p>In una visione quantitativa ideale, confrontando i dati del box office con il numero dei fan, il dato che emerge è che il 57,77% dei fan di Blade Runner 2049 ha convertito il like alla pagina in acquisto del biglietto, rispetto al 22,61% di Ammore e Malavita.</p>
<p>Invece, in una visione qualitativa ideale, confrontando i dati del box office con gli effetti delle azioni di social media marketing (leggi Engagement), possiamo affermare che 1.893 persone/fan di Ammore e Malavita (il 2% del totale di spettatori) hanno poi convertito una qualsiasi reazione ai singoli post in acquisto del biglietto, rispetto alle poco meno di 1.300 persone/fan di Blade Runner 2049 (lo 0,47% del totale di spettatori).</p></blockquote>
<p>Non sta a noi dire se questi tassi di conversione siano sostenibili o meno, dovremmo conoscere le strategie iniziali e i ritorni attesi. Sta a noi (e a chiunque abbia a cuore il futuro del cinema italiano), costruire scenari competitivi.</p>
<blockquote><p>Se la comunicazione della pagina Facebook di Blade Runner 2049 fosse stata più coinvolgente, avesse mostrato un tasso migliore, anche di un solo punto, di Engagement e Interazione con i post, il box office ne avrebbe guadagnato? Se sì, di quanto?<br />
Se la comunicazione della pagina Facebook di Ammore e Malavita avesse intercettato più fan e, nel caso, fosse stata in grado di mantenere lo stesso livello di coinvolgimento, il box office ne avrebbe guadagnato? Se sì, di quanto?</p></blockquote>
<p>E più in generale, ha ancora senso investire nella gestione di una pagina Facebook dedicata al singolo film? Non si rischia, ormai, di rendere omologante e superfluo uno strumento che, invece, nasce per creare relazioni strette e personalizzate?</p>
<p>Ognuno può divertirsi a offrire una risposta, i dati sono a disposizione, così come i parametri.</p>
<p>Quello che ci sentiamo di affermare è che la comunicazione è un valore e un’elevata qualità della comunicazione contribuisce a ridurre il gap di investimenti. Se sai coinvolgere gli utenti, se sai profilarli, se sai tenerli vivi, se sai selezionare argomenti e toni coinvolgenti, potrai sperare di avere maggiori ritorni qualificati al box office.</p>
<p>Chiudiamo con un esempio, non potevamo resistere al fascino dell’ipotesi.</p>
<p>Se l’engagement di Blade Runner 2049 fosse stato =&gt; di Ammore e Malavita, oggi conteggeremmo circa 14.352 persone/fan tra quelli che hanno convertito il like in acquisto del biglietto (un ipotetico 5,31% del totale di spettatori reali).</p>
<p>Di conseguenza, ciò implica che, a parità dell’engagement derivante dalle altre campagne non social, Blade Runner 2049 avrebbe riscontrato un numero di spettatori in più pari a circa 13.060, per un valore di 96.000€ (un +4,8% rispetto all’incasso reale).</p>
<p>Il dato diventa interessante considerando che, dal confronto dell’Ad Value delle due pagine (Ammore e Malavita = 31.000€; Blade Runner 2049 = 19.000€), risulta un gap di soli 12.000€.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Parity Rate Addio: Chi Ci Guadagna?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 14:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michele]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 2 agosto, grazie al voto finale del Senato, è terminato l’iter iniziato nel 2015 e viene approvato il DDL Concorrenza. La clausola della parità tariffaria è ufficialmente passata a miglior vita nel nostro Paese. Cos’era la Parity Rate? Citando l’emendamento: “È nullo ogni patto con il quale l’impresa turistico-ricettiva si obbliga a non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 2 agosto, grazie al voto finale del Senato, è terminato l’iter iniziato nel 2015 e viene approvato il DDL Concorrenza. La clausola della parità tariffaria è ufficialmente passata a miglior vita nel nostro Paese. Cos’era la Parity Rate? Citando l’emendamento:</p>
<p>“<em>È nullo ogni patto con il quale l’impresa turistico-ricettiva si obbliga a non praticare alla clientela finale, con qualsiasi modalità e qualsiasi strumento, prezzi, termini e ogni altra condizione che siano migliorativi rispetto a quelli praticati dalla stessa impresa per il tramite di soggetti terzi, indipendentemente dalla legge regolatrice del contratto.”</em></p>
<p>In sostanza, era vietato per qualsiasi albergo offrire una tariffa più vantaggiosa per il cliente finale rispetto a quelle riportate sui siti delle OTA (Online Travel Agency) come Booking o Expedia.<br />
C’è da aspettarsi una grande rivoluzione? Un abbassamento generale dei prezzi? Oppure lo scatenarsi di una guerra dei prezzi che porterà a una riduzione della qualità del soggiorno?<br />
Probabilmente nessuna delle tre ipotesi. Vediamo insieme il perché.</p>
<p><strong>Cosa offrono le OTA alle strutture ricettive?</strong></p>
<p>Non sono semplici intermediari, dato che questi portali offrono una visibilità mondiale a qualsiasi struttura a prescindere dalle loro dimensioni, quindi sono uno strumento di marketing importantissimo. In cambio, per ogni prenotazione effettuata tramite il loro canale, l’albergatore dovrà pagare una commissione, solitamente del 20%. Nell’epoca della parity rate, il prezzo per la stessa tipologia di camere sul sito dell’albergatore non poteva essere minore rispetto a quello mostrato sul canale di distribuzione delle OTA. Ora che questa clausola non esiste più, la prima cosa che ci viene da pensare è che adesso gli albergatori ridurranno il prezzo sul loro sito. D&#8217;altronde, con una prenotazione diretta, non devono sostenere le spese di commissione e quindi hanno un margine del 20% da giostrare: niente di più facile, sembrerebbe.<br />
In realtà non è così facile, soprattutto per le realtà di piccole e medie dimensioni. Legalmente non sono più tenute a tenere il prezzo uguale rispetto a Booking ma cosa succede nei fatti se abbassano questo prezzo ? La disparità viene notata subito da Booking e la scheda dell’albergo in questione viene penalizzata in visibilità e gettata nel limbo delle ultime pagine.<br />
C’è un modo di dire moderno che recita “<strong>il miglior posto per nascondere un cadavere è pagina 2 di Google</strong>” e lo stesso vale anche per le Booking.</p>
<p>Tirando le somme, per poter avere una disintermediazione dalle OTA efficiente, non basta giocare sul prezzo, bisogna investire nella visibilità, bisogna avere un sito funzionale e aggiornato, bisogna investire su pubblicità online, c’è bisogno di una forte presenza sui social, si deve cercare di fidelizzare i clienti e bisogna avere una piattaforma di prenotazione funzionante all’interno del sito.<br />
Per molte realtà alberghiere italiane, un tale investimento non conviene quando possono lasciar far tutto alle OTA in cambio della commissione. Potrebbe cambiare qualcosa con le grandi catene alberghiere ma, in mia opinione, non cambierà molto dato che in queste realtà si ha a che fare con una buona percentuale della clientela già fidelizzata e, solitamente, chi cerca e dà valore al brand già precedentemente prenotava direttamente sul sito, mentre chi cerca sulle OTA è tendenzialmente più sensibile al prezzo che al brand.</p>
<p>Menzione speciale per <strong>Trivago</strong>, motore di ricerca che confronta i prezzi delle camere d’albergo controllando sia il sito di proprietà sia i siti delle OTA, che potrebbe vedere aumentare i volumi di traffico sul suo sito e quindi diventare il grande vincitore di questo provvedimento.</p>
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		<title>SEO nel web 3.0</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Aug 2017 10:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Virgilio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mondi così diversi, segmenti di mercato variegati, business materiali, immateriali e verticali, insieme di clienti eterogenei. Questa è la nostra quotidianità da qualche anno. Nell&#8217;era digitale del web 3.0 l&#8217;unica costante, l&#8217;unica richiesta che accomuna tutti i nostri clienti è la visibilità. Un posizionamento di qualità che si traduce in quel concetto di web semantico, declinazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="7i6ph" data-offset-key="72rvq-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="72rvq-0-0"><span data-offset-key="72rvq-0-0"><span data-text="true">Mondi così diversi, segmenti di mercato variegati, business materiali, immateriali e verticali, insieme di clienti eterogenei. </span></span>Questa è la nostra quotidianità da qualche anno.<br />
Nell&#8217;era digitale del <strong>web 3.0</strong> l&#8217;unica costante, l&#8217;unica richiesta che accomuna tutti i nostri clienti è la visibilità. Un posizionamento di qualità che si traduce in quel concetto di <strong>web semantico</strong>, declinazione di <em>rete come database</em> di <strong>contenuti correlati</strong> a determinate parole chiave, che permettono la ricerca di informazioni sempre più performante. Il nostro <strong>SEO</strong> è analizzare la rete per posizionare i contenuti a seconda della qualità e della pertinenza, arrivando al concetto di <strong>web potenziato</strong>, perché la potenza del mezzo di comunicazione digitale permette uno scambio di informazioni tra azienda-consumatore, artista-fan, proprietario-visitatore, politico-elettore.</div>
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<div class="" data-block="true" data-editor="7i6ph" data-offset-key="bm0al-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bm0al-0-0"><span data-offset-key="bm0al-0-0"><span data-text="true">Siamo felici di raccontarvi che la nostra ricerca costante, tra <strong>algoritmi, sinonimi e cross linking</strong>, ancora una volta ha condotto due dei nostri clienti a risultati inaspettati. Aumentare in positivo e in valore assoluto indici, parametri e conversioni. Migliorare, ottimizzandolo, il <strong>traffico organico</strong>, riducendo costi di investimento <strong>social</strong> e di <strong>digital marketing</strong>. Passare da 30 pagine indicizzate a 1.010 in 7 mesi, 340 locuzioni indicizzate nelle prime tre pagine, le 3 main keyword indicate dal cliente in prima pagina in 5 mesi, chiavi con una media di 43.000 query mensili su 34.000.000 di risultati nella <strong>SERP di Google</strong>, è possibile grazie a un modello unico elaborato da un team di ingegneri, creativi e studiosi della parola. </span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bm0al-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bm0al-0-0"><span data-offset-key="bm0al-0-0"><span data-text="true"><img class="alignnone size-full wp-image-14070" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/08/SEO-Search-Engine-Optimization-Web30-come-fare-SEO.jpg" alt="SEO-Search-Engine-Optimization-Web30-come-fare-SEO" width="1165" height="700" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/08/SEO-Search-Engine-Optimization-Web30-come-fare-SEO.jpg 1165w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/08/SEO-Search-Engine-Optimization-Web30-come-fare-SEO-300x180.jpg 300w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/08/SEO-Search-Engine-Optimization-Web30-come-fare-SEO-768x461.jpg 768w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/08/SEO-Search-Engine-Optimization-Web30-come-fare-SEO-1024x615.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1165px) 100vw, 1165px" /></span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="7i6ph" data-offset-key="4m6tn-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4m6tn-0-0"><span data-offset-key="4m6tn-0-0"><span data-text="true">Il nostro pensiero, oggi, va dunque a </span></span><span class="_247o" spellcheck="false" data-offset-key="4m6tn-1-0"><span data-offset-key="4m6tn-1-0"><span data-text="true">Fabio Di Bari</span></span></span><span data-offset-key="4m6tn-2-0"><span data-text="true">, per aver creduto in noi con la sua nuova piattaforma </span></span><a href="https://www.flippermusic.it/"><span class="_247o" spellcheck="false" data-offset-key="4m6tn-3-0"><span data-offset-key="4m6tn-3-0"><span data-text="true">FlipperMusic</span></span></span></a><span data-offset-key="4m6tn-4-0"><span data-text="true">. Che, oggi, tra oltre venti milioni di risultati e ventisettemila query mensili, è posizionata al <strong>primo posto</strong> davanti a un colosso come <strong>Universal</strong>.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4m6tn-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="7i6ph" data-offset-key="3coqf-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="3coqf-0-0"><span data-offset-key="3coqf-0-0"><span data-text="true">Dati meno appariscenti ma non meno importanti, riportiamo anche per Federlus, con la sua televisione </span></span><a href="http://orizzonti.tv/"><span class="_247o" spellcheck="false" data-offset-key="3coqf-1-0"><span data-offset-key="3coqf-1-0"><span data-text="true">Orizzonti TV</span></span></span></a><span data-offset-key="3coqf-2-0"><span data-text="true">, prima web television di <a href="http://orizzonti.tv/educazione-finanziaria/"><strong>educazione finanziaria</strong></a>.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="7i6ph" data-offset-key="4578o-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4578o-0-0"><span data-offset-key="4578o-0-0"><span data-text="true">In soli tre mesi, sono triplicati gli accessi organici e la main <em>keyword</em>, presente alla pagina 137 di Google prima del nostro intervento, risulta oggi al dodicesimo posto assoluto, ancora in crescita, tra colossi del settore.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4578o-0-0"></div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4578o-0-0"><img class="size-full wp-image-14073 aligncenter" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/08/SEO-music-library-flippermusic.jpg" alt="SEO-music-library-flippermusic" width="711" height="850" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/08/SEO-music-library-flippermusic.jpg 711w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/08/SEO-music-library-flippermusic-251x300.jpg 251w" sizes="(max-width: 711px) 100vw, 711px" /></div>
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		<title>Social Beauty: quando Facebook ti fa bella</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 09:40:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi parliamo di bellezza. Ma lo facciamo a modo nostro, presentando alcune tra le più interessanti (e recenti) iniziative di Social Media Marketing nel settore della cosmesi. A ispirare questo post è stato l&#8217;intervento sul social media marketing che ho presentato qualche settimana fa in occasione di Sherasade For Business, l&#8217;evento formativo dedicato ai professionisti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Oggi parliamo di bellezza. </span><span style="font-weight: 400;">Ma lo facciamo a modo nostro, presentando alcune tra le più interessanti (e recenti) iniziative di <strong>Social Media Marketing nel settore della cosmesi</strong>.</span></p>
<p>A ispirare questo post è stato l&#8217;intervento sul social media marketing che ho presentato qualche settimana fa in occasione di <a href="http://bit.ly/2lRNy8W" target="_blank"><strong>Sherasade For Business</strong></a>, l&#8217;evento formativo dedicato ai professionisti della bellezza organizzato a Roma da <a href="https://www.facebook.com/lorenzo.termini.7?fref=ts" target="_blank">Lorenzo Termini</a>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un settore, quello del beauty, che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, con un’importante crescita di fatturato a livello mondiale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo i dati diffusi qualche giorno fa da </span><a href="http://www.foxnews.com/health/2017/02/15/how-wellness-trends-may-shape-health-industry-in-2017.html" target="_blank"><span style="font-weight: 400;">FOX news</span></a><span style="font-weight: 400;">, dal 2013 al 2015 il settore ha registrato infatti una crescita di fatturato del 10,6%. E il dato è ancora più interessante se si considera che l’economia globale ha invece avuto una contrazione del 3,6% nello stesso periodo. I primi dati per il 2017, inoltre, sembrano confermare questa tendenza, facendo prevedere una chiusura di anno in ulteriore crescita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Aziende e imprenditori del settore, sulla scia di questo successo, cercano di immaginare e dar vita ad attività di marketing e di comunicazione volte a coinvolgere e sorprendere il proprio pubblico, facendo spesso un uso creativo e intelligente dei canali online e in particolare dei <strong>social network</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Qualche esempio? Qui di seguito ho riportato alcuni casi interessanti, trovati analizzando i social di alcune tra le principali aziende di prodotto e di distribuzione in Italia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>L’Oréal, a tutto colore</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi ha detto che <a href="http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/user-generated-content/user-generated-content/user-generated-content.html" target="_blank">gli ugc</a> (i contenuti generati dagli utenti) sono superati? Per i brand del settore beauty non sembra affatto essere così&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><strong>L’Oréal</strong> per esempio ha di recente lanciato sui propri social la campagna <strong>#iamcolorista</strong>, per dare visibilità alla sua nuova linea di <a href="http://www.loreal-paris.it/colorista.aspx" target="_blank">colorazioni per capelli</a>, disponibili in spray e in altri formati temporanei e permanenti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per l’occasione, le fan sono state invitate a condividere su Instagram i propri selfie con le <strong>acconciature più colorate e originali</strong>, usando appunto l&#8217;hashtag collegato.</span></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Florealparisitalia%2Fposts%2F10154884478359029%3A0&amp;width=500" width="500" height="627" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’obiettivo in questo caso è coinvolgere il pubblico facendolo sentire protagonista attivo della comunicazione del brand. Il risultato?</span></p>
<p>La <a href="http://www.loreal-paris.it/colorista/community.aspx#opi2550286874" target="_blank">partecipazione all&#8217;iniziativa</a> è stata massiccia da parte delle fan, che hanno sfoggiato su Instagram le loro originali colorazioni.</p>
<p>L&#8217;Oréal ha inoltre invitato alcune influencer di settore a partecipare a uno <strong>speciale evento colorista</strong> che si è tenuto a Londra, dando ancora più visibilità al prodotto e all&#8217;iniziativa.</p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Florealparisitalia%2Fposts%2F10154939357664029%3A0&amp;width=500" width="500" height="646" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<h4>Nivea: spazio alla personalizzazione</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">Nelle ultime settimane l’</span><span style="font-weight: 400;">azienda tedesca <strong>Nivea</strong> </span><span style="font-weight: 400;">ha dato l’opportunità ai fan di <strong>personalizzare </strong>con una foto dei propri cari il<strong> classico contenitore cilindrico</strong> di crema.</span></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FNIVEAItalia%2Fposts%2F1454974411182441&amp;width=500" width="500" height="651" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I fan hanno così la possibilità di associare i propri personali momenti di tenerezza al prodotto, che si prende cura della loro pelle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lanciata qualche settimana fa sui canali social, la campagna è stata particolarmente efficace nei giorni che hanno preceduto <strong>San Valentino</strong>, periodo nel quale i fan sono stati invitati a regalare una crema personalizzata ai loro cari.</span></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FNIVEAItalia%2Fposts%2F1465102940169588%3A0&amp;width=500" width="500" height="646" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Limoni, uno stile di vita</h4>
<p>Molto interessanti anche le scelte di comunicazione di <strong>Limoni</strong>.</p>
<p><span style="font-weight: 400;">In alcuni recenti post, il brand sceglie di non concentrare le creatività sui prodotti, ma di inserire questi ultimi in contesti di vita quotidiana.</span></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Flimoniprofumerie%2Fposts%2F10154781118721181%3A0&amp;width=500" width="500" height="491" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;interesse quindi non è più sul prodotto, ma si sposta sullo stile di vita, su una situazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La scelta punta evidentemente a incentivare l&#8217;immedesimazione delle fan con il mondo creato dal brand, facendo apparire quel contenuto come non propriamente pubblicitario.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Profumerie Douglas: content Marketing</h4>
<p><span style="font-weight: 400;">E se invece il prodotto scomparisse del tutto?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È quello che propone la pagina italiana delle <strong>Profumerie Douglas</strong> in una serie di contenuti volti a creare engagement e fidelizzare i fan.</span></p>
<p><iframe style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FDouglasItalia%2Fposts%2F1409019702503247%3A0&amp;width=500" width="500" height="503" frameborder="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di speciali meme-citazioni, le <strong>Douglas Quotes</strong>, frasi ispirazionali pensate per le fan e create coerentemente con l&#8217;immagine coordinata di Douglas.</span></p>
<p>Questi ovviamente sono solo alcuni degli esempi di uso consapevole e strategico dei canali social nel settore beauty.</p>
<p>E voi, avete altri esempi da proporre?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Annunci di sola chiamata: quando e come usarli</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2017 09:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[advertising online]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
		<category><![CDATA[digital ]]></category>
		<category><![CDATA[digital advertising]]></category>
		<category><![CDATA[digital marketing insights]]></category>
		<category><![CDATA[Google AdWords]]></category>

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		<description><![CDATA[Introdotti da Google circa un anno fa, gli annunci AdWords di sola chiamata si sono subito rivelati uno strumento di advertising molto interessante in particolare per le imprese locali. Vediamo insieme come funzionano questi annunci e quali vantaggi possono portare agli inserzionisti che scelgono di attivarli. &#160; I dati sulla navigazione da mobile Negli ultimi anni [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Introdotti da <strong>Google</strong> circa un anno fa, gli <strong>annunci AdWords di sola chiamata</strong> si sono subito rivelati uno strumento di advertising molto interessante in particolare per le imprese locali.</p>
<p>Vediamo insieme come funzionano questi annunci e <strong>quali vantaggi</strong> possono portare agli inserzionisti che scelgono di attivarli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I dati sulla navigazione da mobile</h3>
<p>Negli ultimi anni il tempo dedicato alla <strong>navigazione da mobile</strong> è cresciuto esponenzialmente: secondo quanto riportato nei più recenti <a href="http://www.engage.it/datacenter/audiweb-novembre-total-digital-audience/94043" target="_blank">dati Audiweb</a>, oltre il 77% del tempo trascorso online è attualmente generato dalla navigazione da smartphone e tablet.</p>
<p>Recentemente è stato proprio <a href="https://www.thinkwithgoogle.com/intl/it-it/article/il-marketing-nel-mondo-mobile/" target="_blank">Google</a> a spiegarci che i dispositivi mobili hanno cambiato profondamente  il modo in cui i <strong>consumatori si informano</strong> e trascorrono il loro tempo libero. Tablet e smartphone consentono una fruizione rapida e molto intuitiva dei contenuti online e ci permettono di cercare informazioni sui prodotti o servizi anche quando siamo in movimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Grazie ai dispositivi mobile possiamo sfruttare i momenti di spostamento in treno o in autobus per prenderci cura di noi stessi e cercare quello che ci serve.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo i dati più recenti di Google, il 70% degli utenti che eseguono ricerche da un dispositivo mobile <strong>chiama l&#8217;azienda direttamente dai risultati di ricerca</strong> per avere informazioni più approfondite o prenotare un servizio.</p>
<p>In uno scenario di questo tipo, può rivelarsi quindi molto utile essere particolarmente visibili sui cellulari e creare un collegamento diretto tra azienda e consumatore.</p>
<p>Da qui l’enorme successo delle campagne AdWords di sola chiamata, un tipo di advertising molto potente e vantaggioso, che permette di intercettare i consumatori vicini a noi.</p>
<p>Ma vediamo come funziona questo tipo di campagna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le campagne di sola chiamata</h3>
<p>L’attivazione avviene, come per le altre campagne Google, attraverso la piattaforma di advertising AdWords, selezionando il comando “<strong>campagna di sola ricerca</strong>”. A questo punto sarà possibile scegliere come obiettivo “solo chiamata” e impostare gli annunci con il numero di telefono della nostra azienda.</p>
<p>Una delle caratteristiche più interessanti di questo tipo di annunci è che vengono automaticamente <strong>ottimizzati per il tipo di dispositivo</strong> sul quale vengono visualizzati, in modo da offrire sempre un’ottima esperienza d’uso all’utente.</p>
<p><img class="aligncenter" src="https://lh3.googleusercontent.com/Z7-Bg_pTtj1xQgtUpGn1MtJPuHEtbUkxSqN8x8BjDmINiLyPi8x_NHnj01zC=w395" width="479" height="211" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le possibilità di <strong>personalizzazione delle impostazioni</strong> sono tantissime, come per tutte le campagne AdWords.</p>
<p>Potremo scegliere infatti la località (anche entro un certo raggio d’azione), i giorni e gli orari di pubblicazione (quelli di apertura dell’attività commerciale, per esempio), la lingua degli utenti, il budget giornaliero e la strategia di offerta migliore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Quando attivare questo tipo di campagna?</h4>
<p>Gli annunci di sola chiamata sono uno strumento di advertising molto utile soprattutto per le attività che prevedono una <strong>decisione d’acquisto molto rapida</strong>, in cui la visita al sito internet potrà difficilmente dimostrarsi utile.</p>
<p>Pensiamo ad esempio al caso dell’idraulico. Stiamo uscendo di casa per andare al lavoro e ci rendiamo conto di avere un problema con il lavandino. Nel tragitto verso l’ufficio proviamo a cercare con il nostro smartphone un idraulico in zona e ci appare un annuncio dedicato. In quel caso potremmo decidere di chiamare subito la ditta e fissare un appuntamento per la sera stessa.</p>
<p>Diverso è il caso di altri tipi di prodotti o servizi, come quelli del settore fashion per esempio, per i quali può essere invece più vantaggioso portare il nostro target a visitare il sito web e fidelizzarlo con delle campagne di remarketing.</p>
<p>Avete mai attivato questo tipo di campagna? Che risultati avete ottenuto?</p>
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		<title>Social News &#8211; Le novità di gennaio 2017</title>
		<link>https://www.estrogeni.net/news/social-news-le-novita-di-gennaio-2017</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 16:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Instagram]]></category>
		<category><![CDATA[Likedin]]></category>
		<category><![CDATA[novità]]></category>
		<category><![CDATA[Social Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[social media ]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sa che il web è in continua evoluzione, e si sa che i social media sono ancora più veloci e che ci sono cambiamenti all&#8217;ordine del giorno. Cerchiamo allora di venirne a capo e fare un po&#8217; di ordine per capire cosa è successo dall&#8217;inizio di questo 2017. Facebook Come non iniziare dal re [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si sa che il web è in continua evoluzione, e si sa che i social media sono ancora più veloci e che ci sono cambiamenti all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>Cerchiamo allora di venirne a capo e fare un po&#8217; di ordine per capire cosa è successo dall&#8217;inizio di questo 2017.</p>
<h2>Facebook</h2>
<p>Come non iniziare dal re dei social?</p>
<p><strong>Facebook</strong> ha introdotto o sta per introdurre molte novità di cui alcune piuttosto importanti, vediamo quali:</p>
<ul>
<ul>
<li>A inizio gennaio è stata annunciata l&#8217;introduzione delle <strong>ads sui video</strong> caricati direttamente su Facebook. Avete presente quei banner che compaiono sui video Youtube? Ecco, la stessa cosa, in <strong>mid-roll</strong> dopo 20 secondi di visualizzazione del video. Non si sa ancora bene in che modo verranno visualizzati e se, come per Youtube, sarà possibile chiuderli. L&#8217;unica cosa che si sa è che le revenue degli investimenti saranno divise con i publisher dei video (55% ai publisher e 45% a Facebook). Non male, ma attendiamo l&#8217;effettiva introduzione dello strumento per dare un giudizio definitivo su questa novità;</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><a href="https://media.fb.com/2017/01/11/facebook-journalism-project/" target="_blank"><strong>Facebook Journalism Progect</strong></a> &#8211; Zuckerberg dice no alle bufale e sì al supporto tecnico e logistico alle aziende che sono attive nel mercato dei media. Dopo le pesanti critiche subite dal re dei social durante le elezioni americane, accusato di aver lasciato che notizie false circolassero liberamente, Mark Zuckerberg ha deciso di avviare questo progetto di formazione ai giornalisti e di assistenza alle aziende media. Anche qui aspettiamo futuri aggiornamenti per capire in cosa consiste tutto ciò nel concreto;</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><a href="http://www.ninjamarketing.it/2017/01/12/facebook-aggiorna-live-video/" target="_blank"><strong>Nuove funzionalità e strumenti per i video in diretta</strong></a> &#8211; soprattutto per chi li usa in modo professionale. Innanzitutto si potranno pubblicare dirette anche da browser web e non solo da mobile, inoltre Facebook introdurrà anche un nuovo ruolo per le pagine che permetterà di pubblicare dirette. Quindi non sarà più necessario essere amministratore della pagina, ma semplicemente un <strong>Live Contributor. </strong>Sicuramente un&#8217;ottima cosa che permetterà una gestione più flessibile e sicura delle pagine.  Verranno introdotti inoltre degli insight per le dirette video per i profili personali con più di 5 mila follower e la possibilità di mettere in evidenza i commenti più interessanti che sono stati fatti durante la diretta. Tante novità per le dirette che stanno avendo sempre più successo;</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><a href="https://www.facebook.com/business/help/825186870955247" target="_blank"><strong>Introduzione di Ads sugli Instant Articles</strong></a> &#8211; da poco infatti è possibile scegliere come posizionamento delle inserzioni anche gli instant articles quando si usano specifici formati publicitari come Post della pagina con link, Installazione dell&#8217;app mobile, video e carosello e per 6 degli obiettivi previsti (views del video, traffico, conversione, interazione, installazione app e vendita dei prodotti in catalogo).</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li>Introduzione delle <a href="https://business.facebook.com/business/help/247173332297374/" target="_blank"><strong>regole di automazione per le campagne</strong></a> &#8211; è in roll-out e quindi non ancora disponibile per tutti, però il 2017 ha portato anche la possibilità di impostare delle regole che permettono di attivare notifiche o stoppare campagne al verificarsi di determinati eventi che decide l&#8217;inserzionista. Facebook fa quello che decidi tu quando lo decidi tu e lo fa al tuo posto;</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>Musiche personalizzate all&#8217;interno degli slideshow</strong> &#8211; Finalmente! Anche se ormai nessuno più attiva l&#8217;audio dei video e quindi potrebbe sembrare una cosa da poco. Sta di fatto che per alcune attività potrebbe essere importante e soprattutto possiamo evitare le raccapriccianti proposte di Facebook e decidere noi la colonna sonora dei nostri slideshow (mi raccomando ai diritti però!);</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li>Introduzione delle <strong><a href="https://www.facebook.com/business/help/257808937971866" target="_blank">inserzioni video in-stream</a> </strong>&#8211; ossia brevi inserzioni video all&#8217;interno dei video in target. A differenza di Youtube le inserzioni sono basate sul pubblico e non sul contenuto, quindi due persone che guardano lo stesso video probabilmente vedranno due inserzioni diverse;</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><a href="https://techcrunch.com/2017/01/25/facebook-stories/" target="_blank"><strong>Facebook Stories</strong></a> &#8211; Mark non si ferma mai e ha lanciato in versione beta, e per ora solo in Irlanda, le storie anche su Facebook. Così come ha fatto con il suo altro pargolo Instagram (che ha preso l&#8217;idea a Snapchat), anche su Facebook a breve potremo pubblicare le nostre storie quotidiane. (Ce n&#8217;era bisogno?)</li>
</ul>
<h2>Instagram</h2>
<p>Passiamo appunto alla seconda creatura (adottata) di Zuckerberg.</p>
<p>Quali sono le novità sul social fotografico per eccellenza?</p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.engage.it/social/instagram-stories-insight-formato-adv/93829" target="_blank">Insight sulle Stories e un nuovo formato pubblicitario in arrivo</a></strong> &#8211; proprio così. Le storie pubblicate, almeno per i profili business, potranno finalmente avere degli <strong>indicatori di performance</strong>. Stiamo parlando di reach, impressions, degli exits e dei messaggi inviati da parte degli utenti che visualizzano la storia. Anche qui siamo in roll-out per cui qualcuno potrebbe già averli a disposizione. Inoltre anche su Instagram è stato introdotto il <strong>mid-roll</strong>, ma stavolta sulle stories condivise dagli utenti con immagini o video di massimo 15 secondi.</li>
<p></br></p>
<li>È possibile già da qualche giorno fare <strong>dirette nelle stories </strong>&#8211;  Instagram sta diventando sempre più un social live e i video stanno crescendo sempre di più, ma la fotografia rimane ancora il contenuto principale,  e questo ci porta al prossimo punto&#8230;</li>
<p></br></p>
<li>Gli <a href="http://www.ninjamarketing.it/2017/02/02/anche-su-instagram-arrivano-gli-album-fotografici-come-su-facebook/" target="_blank"><strong>album fotografici</strong></a>. È in fase di test, e solo per <strong>Android</strong> al momento, l&#8217;introduzione degli album fotografici. Quindi se abbiamo più immagini relative ad uno stesso soggetto/evento/momento potremmo creare un album anziché tempestare i nostri follower con foto che sono molto simili tra loro.</li>
</ul>
<p></br></p>
<h2>LinkedIn</h2>
<p>Linkedin non ci regala molte novità, ma quella di questo mese è piuttosto consistente: un <strong>layout</strong> tutto nuovo, molto più user friendly e per certi versi molto simile a Facebook, ma ci piace.</p>
<p>È ancora in fase di roll-out, ma piano piano tutti gli account LinkedIn stanno cambiando veste, proprio come nelle immagini di seguito.</p>
<p>La <strong>nuova home</strong> prevede anche un menù più dettagliato e un accesso diretto a <strong>Slideshare</strong>, che finora non era previsto.</p>
<div id="attachment_13847" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-13847 size-large" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/02/screen-linkedin-1024x679.jpg" alt="Home page Linkedin" width="1024" height="679" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/02/screen-linkedin-1024x679.jpg 1024w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/02/screen-linkedin-300x199.jpg 300w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/02/screen-linkedin-768x509.jpg 768w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/02/screen-linkedin.jpg 1038w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p class="wp-caption-text">Nuova Home di Linkedin</p></div>
<p>Il <strong>profilo</strong> invece mette in evidenza le ultime attività, pubblicazioni e statistiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_13848" style="width: 802px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-13848 size-full" title="Pagina profilo Linkedin" src="http://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/02/screen-linkedin-profilo.jpg" alt="Pagina profilo Linkedin" width="792" height="688" srcset="https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/02/screen-linkedin-profilo.jpg 792w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/02/screen-linkedin-profilo-300x261.jpg 300w, https://www.estrogeni.net/wp-content/uploads/2017/02/screen-linkedin-profilo-768x667.jpg 768w" sizes="(max-width: 792px) 100vw, 792px" /><p class="wp-caption-text">Pagina profilo Linkedin</p></div>
<p>I social nel primo mese dell&#8217;anno ci hanno riservato non poche novità, alcune molto più interessanti di altre, e Facebook in termini di advertising ci lascia con molti nuovi strumenti da approfondire e scoprire.</p>
<p>See you next month!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cinema2Day: il sentiment di gennaio</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2017 13:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Davide]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sentiment Analysis]]></category>
		<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema2day]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo l’analisi sul mese di novembre, che potete trovare qui, andiamo ad analizzare il sentiment del #Cinema2Day di gennaio. L’iniziativa, ormai ampiamente conosciuta,  prevede un biglietto di ingresso a 2€ nel secondo mercoledì del mese e sta registrando un crescente successo di pubblico. La sentiment analysis conferma l’apprezzamento ampio dell’evento, con valori complessivi in sicura [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l’analisi sul mese di novembre, che potete trovare <a href="http://www.estrogeni.net/social-media/cinema2day-la-sentiment-analysis" target="_blank">qui</a>, andiamo ad analizzare il sentiment del #Cinema2Day di gennaio. L’iniziativa, ormai ampiamente conosciuta,  prevede un biglietto di ingresso a 2€ nel secondo mercoledì del mese e sta registrando un <a href="https://blog.screenweek.it/2017/01/cinema2day-boom-presenze-gennaio-oltre-1-1-milioni-spettatori-547054.php" target="_blank">crescente successo di pubblico</a>.</p>
<p>La sentiment analysis conferma l’apprezzamento ampio dell’evento, con valori complessivi in sicura crescita rispetto ad anni passati. L’analisi dei commenti per tipologia di utenti, e la lettura attenta delle (poche) voci critiche, restituiscono però un quadro finale più complesso del previsto.</p>
<p>&nbsp;<br />
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<div style="margin-bottom:5px"> <strong> <a href="https://www.slideshare.net/Estrogeni/analisi-del-sentiment-di-cinema2day-gennaio-2017" title="Analisi del sentiment di #Cinema2Day - gennaio 2017" target="_blank">Analisi del sentiment di #Cinema2Day &#8211; gennaio 2017</a> </strong> from <strong><a target="_blank" href="http://www.slideshare.net/Estrogeni">Estrogeni</a></strong> </div>
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