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	<title>Nelle tasche del tricheco</title>
	
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	<description>Appunti e riflessioni di Fabio Curzi</description>
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		<title>Incontri sulla canzone italiana a Grottammare</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 11:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[biblioteca comuna grottammare]]></category>
		<category><![CDATA[Canzone Italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[In collaborazione con il Comune di Grottammare, da alcuni anni, tengo una serie di incontri sulla canzone italiana. Serate di ascolto di brani e di conversazione e interpretazione che avevano un carattere prevalentemente cronologico. Quest&#8217;anno invece gli appuntamenti si svilupperano intorno a quattro tematiche connesse tra loro.
Per chi volesse seguire l&#8217;andamento degli incontri, per ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In collaborazione con il Comune di Grottammare, da alcuni anni, tengo una serie di incontri sulla canzone italiana. Serate di ascolto di brani e di conversazione e interpretazione che avevano un carattere prevalentemente cronologico. Quest&#8217;anno invece gli appuntamenti si svilupperano intorno a quattro tematiche connesse tra loro.</p>
<p>Per chi volesse seguire l&#8217;andamento degli incontri, per ora c&#8217;è una pagina evento su <a href="http://www.facebook.com/?ref=logo#!/event.php?eid=310441553100&amp;ref=nf" target="_blank">Facebook</a>.</p>
<p><strong>Le tue radici danno la saggezza<br />
</strong><em>Chiacchierate e ascolti sulla Canzone Italiana</em></p>
<p>Biblioteca Comunale, Grottammare<br />
martedì 23 febbraio, 2-9-16 marzo<br />
Ingresso gratuito.</p>
<p>Gli autori di canzoni fanno spesso emergere un rapporto forte con il proprio territorio: si cantano le città vissute e le campagne abbandonate, si cantano i mestieri dei genitori e i sogni per i figli, si cantano la noia e la confidenza della provincia.</p>
<p><strong>Terra mia</strong> – Il rapporto con la vita di campagna già dal primo &#8216;900 e poi da Modugno a Celentano, da Battisti a Silvestri è un rapporto contraddittorio. Una terra faticosa, con poche occasioni di migliorare la propria vita, o al contrario il rifugio nel quale ritrovare valori umani ed equilibrio con la natura.</p>
<p><strong>Città oblique</strong> – Le strade delle città sono state giungla e ricovero: da Milano a Napoli, da Genova a Bologna, Torino e Roma hanno attratto generazioni di italiani trasformandone la vita. Nelle canzoni si trovano le tracce di questi cambiamenti, dei traumi e delle speranze che hanno prodotto.</p>
<p><strong>Le case </strong>– Il rapporto tra le generazioni è spesso raccontato attraverso il ricordo di case abitate nel passato. Giocattoli nascosti in soffitta o macine di mulino sul muro fanno emergere le ombre di se stessi e dei propri antenati, ombre a cui chiedere del proprio destino.</p>
<p><strong>Viaggi e miraggi</strong> – La partenza, l&#8217;emigrazione o la fuga, il ritorno: i viaggiatori delle canzoni inseguono sogni e miraggi o fuggono da realtà dure. Presi tra volontà di migliorare la loro vita, di trasformarla o in un desiderio di annullamento che li porta a rinnegarsi.</p>
<div id="attachment_341" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><a href="http://www.fabiocurzi.it/wp-content/uploads/2010/02/locandina.jpg" title="Le tue radici danno la saggezza" rel="lightbox[340]"><img class="size-medium wp-image-341" title="Le tue radici danno la saggezza" src="http://www.fabiocurzi.it/wp-content/uploads/2010/02/locandina-213x300.jpg" alt="Incontri sulla canzone italiana a Grottammare" width="213" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Le tue radici danno la saggezza</p></div>

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		<title>Invertising Vs Il grande silenzio. Due recensioni al prezzo di una.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 16:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alberto Asor Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[BTO Buy Tourism Online]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Metitieri]]></category>
		<category><![CDATA[Il grande inganno del web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Invertising]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Iabichino]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho contattato Emidio, tramite Facebook, e gli ho ordinato un libro. Qualche volta sui libri nutro aspettative e allora mi piace comprarli in una libreria vera. In modo che già l&#8217;atto dell&#8217;acquisto stabilisca un legame tra me e il libro.
Settimane fa avrei voluto scrivere una recensione ad un libro-intervista ad Alberto Asor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Qualche giorno fa ho contattato <a href="http://www.facebook.com/people/Emidio-Girolami" target="_blank">Emidio</a>, tramite Facebook, e gli ho ordinato un libro. Qualche volta sui libri nutro aspettative e allora mi piace comprarli in una libreria vera. In modo che già l&#8217;atto dell&#8217;acquisto stabilisca un legame tra me e il libro.</em></p>
<p>Settimane fa avrei voluto scrivere una recensione ad un libro-intervista ad <strong>Alberto Asor Rosa</strong> uscito quest&#8217;estate. Inizialmente pensavo che Il grande silenzio, Intervista sugli intellettuali potesse essere abbinato al libro di <strong>Fabio Metitieri</strong>, <em>Il grande inganno del web 2.0</em>. Li vedevo appaiati, nel descrivere un mondo dove le idee fanno fatica a farsi largo, ad essere condivise e masticate. Poi la recensione al libro di Metitieri l&#8217;ho messa su <a href="http://www.anobii.com/books/Il_grande_inganno_del_Web_2.0/9788842089179/01c5b0db6ec4cca049/" target="_blank">Anobii</a> e quella ad Asor Rosa è rimasta a sedimentare ancora. Tagliando con l&#8217;accetta il libro può essere riassunto in questi concetti<br />
1) Non esistono più i <em>maître à penser</em>, quelle figure di riferimento che indirizzano la società;<br />
2) In Italia non esistono più gli intellettuali che, da una formazione umanistica e specialistica (filosofi, critici della letteratura), riescano a proporre modelli culturali forti e generali;<br />
3) Esiste una <strong>civiltà montante</strong> che sradica la tradizione e la sostituisce. Di questa <strong>civiltà montante</strong> fanno parte, a pari diritto, la televisione e Internet.<br />
Ho l&#8217;impressione che la realtà non sia questa ed è questo il motivo per cui ho aspettato a scrivere la recensione. Non avevo ben chiaro da dove partire per organizzare una risposta.</p>
<p>Poi sono andato a Firenze e al <a href="http://www.buytourismonline.com" target="_blank">BTO-Buy Tourism Online</a> ho avuto modo di scoprire (tardi) <a href="http://friendfeed.com/iabicus" target="_blank"><strong>Paolo Iabichino</strong></a>. In quell&#8217;occasione ha messo in gioco una riflessione intitolata <strong>Invertising</strong> e riassunta nel video che segue, tratto da un suo intervento al Festival dell&#8217;Economia di Trento di giugno 2009.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/CYab2AgXpbc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/CYab2AgXpbc&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Questo materiale è diventato il libro che ho preso da Emidio, e che si intitola appunto <em>Invertising</em>. Il primo capitolo del libro è stato messo in condivisione sul <a href="http://www.invertising.it" target="_blank">sito</a> dedicato al progetto. Il libro parla di pubblicità e di comunicazione e di marketing, ma non soltanto.<br />
Parte dalla constatazione che le cose stanno cambiando. Non sono iniziate a cambiare oggi e non finiranno di cambiare oggi. Si tratta di un processo radicale al quale molti analisti prestano attenzione. Ma questi analisti non sono intellettuali nel senso in cui li intendeva Asor Rosa. Sono professionisti, sono imprenditori, che vedono il mondo cambiare e si pongono delle domande e cercano risposte. Ci sono anche sociologi, anche economisti, che il più delle volte si trovano impegnati in una sorta di prima linea. Tutti autori che Iabichino cita e che sono già impegnati in un confronto che valica i confini nazionali.<br />
Un elemento molto interessante del libro è che non proponga ricette. Pone questioni e interroga il lettore sulle soluzioni possibili, ma non è un manuale per pubblicitari. Credo che questo faccia parte dello spirito dei tempi, in cui la risposta piuttosto che provenire da una sola fonte è il frutto di una conversazione a cui tutti possono partecipare.</p>
<p>Provo allora a rispondere alle tre questioni che ho sintetizzato dal libro di Asor Rosa.<br />
1) I <em>maître à penser</em> ci sono ancora. Ma il loro accreditamento non passa dal consorzio accademico, dalle classifiche di vendita dei libri e neppure dal numero degli accessi al sito web. Sono riconosciuti da una sorta di <strong>&#8220;res publica&#8221; di pari digitali</strong>, ma pressoché sconosciuti al resto del mondo.<br />
2) Gli intellettuali esistono, ma non svolgono un&#8217;attività prevalentemente speculativa. <strong>Fanno &#8220;cose&#8221; oltre a fare &#8220;idee&#8221;.</strong> Sono pubblicitari, ingegneri, sviluppatori, start-upper. Solo che invece di lavorare a testa bassa condividono la loro visione del mondo. Contemporaneamente questi due gruppi costruiscono e mettono in atto i modelli culturali della <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2009/02/03/facebook-e-lascesa-della-cyberborghesia-1/" target="_blank">cyberborghesia</a>.<br />
3) <strong>La televisione non fa parte della civiltà montante più di quanto non ne faccia parte il teatro kabuki.</strong> Vengono tutte e due da un&#8217;altra era. La civiltà montante, ammesso che la definizione sia corretta, ha al suo centro Internet. E&#8217; la spina dorsale, il midollo, di tutte le connessioni in atto. La rete nervosa che raccoglie e trasporta gli stimoli al cervello.</p>

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		<title>Il tempo dello stoccafisso. Riflessioni sul futuro.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 17:45:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi sono stato invitato a Ripatransone, da amici, a mangiare lo stoccafisso.
Ignorando le tradizioni ripane sono caduto nell&#8217;errore di pensare ad un pranzo al ristorante. Si trattava invece di un pranzo tra amici, con cucina in casa. Così ho scoperto che a Ripatransone, per festeggiare Sant&#8217;Antonio il 17 gennaio, si organizzavano pranzi tra [...]]]></description>
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</a>

<p>Nei giorni scorsi sono stato invitato a Ripatransone, da amici, a mangiare lo stoccafisso.</p>
<p>Ignorando le tradizioni ripane sono caduto nell&#8217;errore di pensare ad un pranzo al ristorante. Si trattava invece di un pranzo tra amici, con cucina in casa. Così ho scoperto che a Ripatransone, per festeggiare Sant&#8217;Antonio il 17 gennaio, si organizzavano pranzi tra amici a base del merluzzo norvegese essiccato.</p>
<p>Già questo è un mezzo mistero per me. Come sono arrivati da noi stoccafisso e baccalà, come sono entrati nella cucina tradizionale? Non preparavamo noi stessi pesce essiccato o salato? (La risposta è sì, la domanda ulteriore è: perché non lo facciamo più?).<br />
Torno ai ripani. Ho capito che la cucina dello stoccafisso è un fatto maschile. Le ricette venivano passate tra uomini, quasi di padre in figlio, ed era compito dell&#8217;uomo la preparazione del piatto. Inoltre al pranzo di Sant&#8217;Antonio partecipavano solo gli uomini.</p>
<p>Per la preparazione del piatto è necessario acquistare lo stoccafisso entro Natale. Per renderlo commestibile, infatti, andrà messo a bagno nell&#8217;acqua corrente (un filo d&#8217;acqua che scorre continuamente) per 12-14 giorni. Per poterlo mangiare al 17 gennaio bisognerà quindi avviare la preparazione quasi un mese prima. Inoltre l&#8217;essicazione del merluzzo richiede, da sola, sei mesi di tempo.</p>
<p>Qualche giorno dopo sono tornato a riflettere su questo pranzo.</p>
<p>Nella gestione dei progetti ognuno sa quanto sia importante la gestione dei tempi, la pianificazione e la sincronia del lavoro. Da qualche mese si sta affermando un web in tempo reale che, grazie a Twitter e i servizi di lifestreaming, permettono di conoscere e reagire in tempi brevi ad eventi, permettono una grande mobilitazione collettiva. Aiutano ad amplificare il sentimento del presente.</p>
<p>Inizio a pensare, però, che non siano strumenti efficaci per la preparazione del futuro.</p>
<p>Il futuro richiede un pescatore delle Lofoten, un essiccatore norvegese, un trasporto attraverso l&#8217;Europa, un negozietto di specialità, e un cuoco previdente.</p>

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		<title>Che c’è di meglio per te? La risposta di Hunch</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 16:19:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[It’s not “What’s Best”, it’s “What’s Best for You” è il titolo dell&#8217;ultimo post sul blog di Hunch, uno dei progetti più interessanti presentati nel 2009, tanto da suscitare l&#8217;interesse di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, che è entrato nel board della società ai primi di dicembre.
Hunch è si propone come uno strumento di aiuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.hunch.com/?p=12594" target="_blank">It’s not “What’s Best”, it’s “What’s Best for You”</a> è il titolo dell&#8217;ultimo post sul blog di <a href="http://www.hunch.com" target="_blank">Hunch</a>, uno dei progetti più interessanti presentati nel 2009, tanto da suscitare l&#8217;interesse di <a href="http://blog.jimmywales.com/2009/12/07/whats-new-for-me-hunch/" target="_blank">Jimmy Wales</a>, fondatore di Wikipedia, che è entrato nel <a href="http://blog.hunch.com/?p=10694" target="_blank">board</a> della società ai primi di dicembre.</p>
<p>Hunch è si propone come uno strumento di aiuto nel prendere decisioni, dalla migliore destinazione per una vacanza all&#8217;opportunità di farsi un tatuaggio o di mollare il/la ragazzo/a. (Dicono loro).</p>
<p>La questione che pone Hunch mi sembra uno dei temi centrali di questo periodo, vale a dire la personalizzazione delle risposte a seconda dell&#8217;utente. Anche in questo senso Google ha da poco attivato il servizio &#8220;<a href="http://googlemobile.blogspot.com/2010/01/finding-places-near-me-now-is-easier.html" target="_blank">Near me now</a>&#8221; destinato alla ricerca da apparecchio mobile ad integrazione della ricerca <a href="http://googlemobile.blogspot.com/2009/09/introducing-new-local-search-for-mobile.html" target="_blank">locale</a>.</p>

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		<title>Canto e disincanto – Battisti, il cavallo e Prudente</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa sera presso il circolo culturale Babazuf di Castel di Lama terrò il primo di una serie di incontri sulla canzone italiana. Vista l&#8217;occasione ne approfitto per pubblicare sul blog un articolo in uscita per la rivista Over.


Durante gli anni &#8216;60 i romanzi di Jack Kerouac e i fondatori della beat generation avevano contribuito a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Questa sera presso il circolo culturale Babazuf di Castel di Lama terrò il primo di una serie di <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=255734409523&amp;ref=ts" target="_blank">incontri sulla canzone italiana</a>. Vista l&#8217;occasione ne approfitto per pubblicare sul blog un articolo in uscita per la rivista Over.</em><br />
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<p>Durante gli anni &#8216;60 i romanzi di Jack Kerouac e i fondatori della <em>beat generation</em> avevano contribuito a diffondere il mito di un viaggio-vagabondaggio che più che un attraversamento di luoghi era un percorso di scoperta della propria dimensione interiore. Anche tra i giovani d&#8217;Italia  circolavano racconti di avvenure ad Amsterdam e Londra, di leggendari viaggi fino a Capo Nord in autostop o di ancor più mitiche escursioni negli <em>ashram</em> indiani pubblicizzati dai Beatles.</p>
<p>Non stupisce quindi che all&#8217;inizio degli anni settanta nel percorso personale di un musicista o più in generale di un&#8217;artista trovasse spazio un “viaggio di formazione” e soprattutto che questo avesse una dimensione pubblica (d&#8217;altra parte già da una decina d&#8217;anni erano stati fatti pubblici anche il servizio militare di Elvis Presley o Gianni Morandi..).</p>
<p>Nel 1970 Mogol aveva 34 anni e Lucio Battisti 27. Su proposta del paroliere i due progettarono un viaggio a cavallo da Milano a Roma che ebbe luogo tra giugno e luglio. Battisti lo raccontò in tre articoli per “Tv-Sorrisi e Canzoni”, ma il segno più importante di quell&#8217;esperienza si manifestò nell&#8217;album <em>Amore e non amore.</em></p>
<p>La partenza avvenne il 21 giugno dalla Cascina Longora, nel comune di Carpiano, <span id="more-315"></span>dove il cantautore aveva preso le prime lezioni di equitazione in previsione del viaggio. Neppure Mogol era un cavaliere esperto e l&#8217;organizzazione complessiva era abbastanza casereccia. Durante il tragitto furono accompagnati da Oscar Prudente (poi collaboratore di Ivano Fossati) che li precedeva con una jeep e una roulotte, cercando ospitalità presso case di contadini e avvertendo gli abitanti dei paesi e delle frazioni dell&#8217;arrivo della coppia a cavallo. Il percorso seguito puntò dapprima in direzione di Pavia e, valicando l&#8217;Appennino, verso Sarzana e l&#8217;Aurelia, seguendo tuttavia strade secondarie e sentieri meno trafficati della statale. A tappe di circa 30 km al giorno i due entrarono a Roma il 26 di luglio. Il filmato di quel momento, girato in Super8 e sonorizzato dallo stesso Battisti con Mario Tessuto, è rintracciabile su Youtube.</p>
<p>A distanza di quasi quarant&#8217;anni (40, per dire, meno di quanti ne passano tra il viaggio a cavallo e la Seconda Guerra Mondiale) oggi quell&#8217;esperienza sembra poterci offrire ancora alcuni spunti di riflessione. Si trattò di uno dei primi approcci <em>pop </em>in Italia al tema dell&#8217;ecologia e del rapporto con le tradizioni. Non uno studio antropologico alla De Martino o un documentaristico viaggio sul Po alla Soldati, ma l&#8217;attraversare in maniera insolita e libertaria, <em>beat</em>, il terreno che per altri era consuetudine di vita e fatica. <em>Amore e non amore</em>, il frutto artistico di quel viaggio, si presentò non come un disco di riflessione o ricostruzione folklorica, ma come uno dei semi della musica <em>progressive </em>italiana. I musicisti che accompagnarono Battisti nel disco erano Alberto Radius e Dario Baldan Bembo e i membri del complesso I Quelli (Premoli, Di Cioccio, Mussida, Piazza) che cambiò presto nome in Premiata Forneria Marconi. A quattro canzoni di impianto tradizionale Battisti e Mogol alternarono quattro brani strumentali in cui il titolo si presenta di lunghezza insolita: <em>Seduto sotto un platano con una margherita in bocca guardando il fiume nero macchiato dalla schiuma bianca dei detersivi</em>, <em>7 agosto di pomeriggio. Fra le lamiere roventi di un cimitero di automobili solo io, silenzioso eppure straordinariamente vivo</em>, <em>Davanti ad un distributore automatico di fiori dell&#8217;aeroporto di Bruxelles, anch&#8217;io chiuso in una bolla di vetro</em>, <em>Una poltrona, un bicchiere di cognac, un televisore, 35 morti ai confini di Israele e Giordania</em>. I titoli nella loro lunghezza  cristallizzano momenti di riflessione che si sviluppano nei brani strumentali. Di fronte a tematiche forti, sociali, esistenziali ed ecologiche, sembra che Mogol rinunci alla narratività della canzone per sospendere uno sguardo oggettivo e passare ad una dimensione soggettiva ed interiore in cui lo sviluppo degli arrangiamenti <em>prog </em>permette di arrivare di fronte ad una intuizione. Il disco, pronto alla fine dell&#8217;estate 1970, venne distribuito dalla Ricordi solo nel 1971 dopo il successo ottenuto dall&#8217;altro LP <em>Emozioni</em>, registrato nell&#8217;autunno del &#8216;70.</p>
<p>Un secondo spunto di riflessione può essere dato dall&#8217;approccio <em>naif</em> a quella che oggi sarebbe considerata un&#8217;operazione di marketing. Anziché considerare il viaggio come un momento privato Oscar Prudente, paese per paese, aveva il compito di attirare l&#8217;attenzione della provincia italiana sull&#8217;astro nascente della canzone e del suo fido scudiero. Per quanto l&#8217;organizzazione fosse incerta è difficile non scorgere in questo comportamento un intento pubblicitario vero e proprio. La sfera privata d&#8217;altra parte era già da tempo un oggetto di consumo che la gente di spettacolo dava in pasto al pubblico. Colpisce però che nello stesso anno Battisti smetta di esibirsi in tour (5 agosto, Grottammare) avviando quel processo di allontanamento dalle scene che culminerà con l&#8217;auto-esclusione dalla televisione.</p>
<p>Il percorso di formazione di un&#8217;artista (di un intellettuale) ha quasi sempre un peso nella valutazione delle sue opere da parte del pubblico. Non solo per una patina festicista e voyeuristica, ma di più perché sembra che nelle esperienze personali ci sia parte del senso che si troverà nel libro, nel quadro o nella canzone. Ma come leggere un&#8217;esperienza come quella di Battisti e Mogol, così sulla linea tra spontaneismo e pianificazione, in un momento storico che la sensibilità di Pasolini definirà come quello della “morte delle lucciole”?</p>

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</ul><br />
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