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	<title>NON SOLO SOLARE</title>
	
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	<description>L'energia del sole e le altre fonti rinnovabili...</description>
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		<title>Le gomme per auto high-tech, sempre più funzionali ed ecologiche</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 19:57:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;importanza dell&#8217;utilizzo di pneumatici di qualità e la loro manutenzione Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e con le vacanze alle porte, i chilometri percorsi giornalmente dalle nostre automobili aumentano considerevolmente, ciò che...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">L&#8217;importanza dell&#8217;utilizzo di pneumatici di qualità e la loro manutenzione</h3>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.nonsolosolare.it/wp-content/uploads/2011/06/image_resized.aspx_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1421" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="image_resized.aspx" src="http://www.nonsolosolare.it/wp-content/uploads/2011/06/image_resized.aspx_.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate e con le vacanze alle porte, i chilometri percorsi giornalmente dalle nostre automobili aumentano considerevolmente, ciò che influisce in maniera diretta sul grado di usura degli pneumatici estivi.<br />
Negli ultimi anni i centri di ricerca nella costruzione degli automobili si sono concentrati molto sulla produzione di automobili eco-compatibili. Il futuro è ormai aperto soltanto per i veicoli con livelli di emissione CO2 inferiori ai limiti stabiliti dalle autorità competenti. L&#8217;inquinamento atmosferico è uno dei pericoli principali del XXI secolo ed il futuro di tutti noi dipende anche della cura che dedichiamo alle nostre automobili.<br />
<a href="http://www.123gomme.it/shop/">Gli pneumatici estivi</a> sono sottoposti continuamente non solo all&#8217;usura del battistrada ma anche alla perdita di pressione. Gli pneumatici di qualità hanno una resistenza superiore.  Si impone però una verifica periodica della pressione delle gomme. Nel caso in cui la pressione degli pneumatici registra valori inferiori a quelli regolamentati, non solo la sicurezza del guidatore e di chi lo accompagna è in pericolo ma anche degli altri partecipanti al traffico.<br />
Gli pneumatici che godono di una buona manutenzione, svolta periodicamente e non soltanto quando si è in procinto di partire per le vacanze o per dei lunghi viaggi, sono più sicuri. Le gomme con la pressione bassa, sotto i limiti prestabiliti, non solo sono a rischio di scoppiare con la velocità ma determinano anche l’aumento del consumo di carburante. Non dimenticate quindi che le performance della vostra auto dipendono anche dalla qualità degli pneumatici e della loro manutenzione.</p>

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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/N7X7e_g9jDux2NaDrkajE8bml9Q/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/N7X7e_g9jDux2NaDrkajE8bml9Q/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/feedburner/VVwlU/~4/p4njEEISGjU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Referendum sul nucleare, il grande giorno</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 10:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nonsolosolare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi e domani, i cittadini esprimeranno il loro parere sull&#8217;atomo in Italia, imprimendo una precisa direzione alle scelte future Il giorno fatidico è arrivato, e l&#8217;Italia dell&#8217;energia rinnovabile attende con...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Oggi e domani, i cittadini esprimeranno il loro parere sull&#8217;atomo in Italia, imprimendo una precisa direzione alle scelte future</h3>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.nonsolosolare.it/wp-content/uploads/2011/06/referendum-nucleare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1417" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="referendum-nucleare" src="http://www.nonsolosolare.it/wp-content/uploads/2011/06/referendum-nucleare.jpg" alt="" width="309" height="249" /></a>Il giorno fatidico è arrivato, e l&#8217;Italia dell&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/dismettere-una-centrale-nucleare-impresa-impossibile/">energia rinnovabile</a> attende con ansia il risultato di un <strong>referendum</strong> che vale moltissimo, più di ogni altro referendum indetto nll&#8217;ultimo decennio.<br />
Si spera che sia finita l&#8217;epoca in cui questo fondamentale strumento di democrazia diretta veniva snobbato sia dalle <strong>Istituizioni</strong> che dagli elettori, ed esorbitanti cifre venivano spese per non ottendere di fatto alcun risultato.<br />
Oggi però, la posta in gioco appare alta. Qui non si tratta semplicemente di abrogare una legge, qui si tratta di portare alla luce il reale parere degli italiani sulle <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/dismettere-una-centrale-nucleare-impresa-impossibile/">scelte energetiche nazionali</a>.<br />
Finalmente un&#8217;<strong>istituto democratico</strong> può tastare il polso della nazione, e stabilire in maniera pressochè certa se il nostro paese vuole o non vuole il ritorno all&#8217;energia nucleare.<br />
Gran parte del mondo politico si è arrogato il diritto di prendere una decisione così importante senza tenere conto dell&#8217;opinione popolare. Addirittura si è preteso di sottrarre questa possibilità all&#8217;elettorato, pensando che la tragedia della centrale di <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/dismettere-una-centrale-nucleare-impresa-impossibile/">Fukushima</a> fosse troppo vicina, e che il suo peso emotivo condizionasse il risultato. Ma si è dimenticato che, spesso, l&#8217;emotività ha portato il nostro paese alle decisioni più importanti.</p>
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<p>La nostra carta costituzionale, un documento moderno ed espressione delle forze migliori della nostra democrazia, è arrivata in un momento di totale emotività, l&#8217;emotività di un paese appena uscito dalla guerra più sanguinosa della sua storia.<br />
E sull&#8217;emotività dell&#8217;incidente nucleare di <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/dismettere-una-centrale-nucleare-impresa-impossibile/">Chernobyl</a> l&#8217;Italia sospese il suo <strong>programma nucleare</strong> del tempo, chiuse le centrali, e fece una scelta in controtendenza ma a quanto pare lungimirante.<br />
Oggi un&#8217;altro momento di emotività può portare a qualcosa di buono.<br />
L&#8217;Italia potrebbe a quel punto avviare un nuovo programma, quello del rinnovabile. Finalmente risorse consistenti potrebbero essere investite nel fotovoltaico, e il paese del sole potrebbe finalmente sfruttare la sua vocazione.</p>
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<p>Oggi il <strong>30%</strong> della nostra energia proviene dal <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/dismettere-una-centrale-nucleare-impresa-impossibile/">surplus energetico</a> generato dal nucleare dei nostri paesi confinanti. Il primo obiettivo da attaccare è proprio quello.<br />
Le energie rinnovabili possono sopperire a questa mancanza, e pian piano sostituire i combustibili fossili. Lo dicono i fatti, ce lo dimostrano giorno per giorno le nuove conquiste della ricerca.<br />
Ce lo dice anche la comunità scientifica, anche se studiosi nuclearisti ancora sostengono il contrario.<br />
Oggi, per la prima volta da anni, un voto condiziona in maniera consistente il nostro futuro.<br />
Occorre soltanto aspettare per sapere quale sarà.</p>
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		<title>Impossibile sostituire da subito fonti fossili e nucleare con il rinnovabile. Ma chi l’ha detto?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 19:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nonsolosolare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti concordano nell&#8217;affermare che le energie verdi, per quanto promettenti, non sono ancora pronte a sostituire in toto le altre fonti nel sistema energetico mondiale. Ma è del tutto vero?...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Tutti concordano nell&#8217;affermare che le energie verdi, per quanto promettenti, non sono ancora pronte a sostituire in toto le altre fonti nel sistema energetico mondiale. Ma è del tutto vero? O il primo ostacolo a questa svolta è soprattutto la mentalità.</h3>
<p><a href="http://www.nonsolosolare.it/wp-content/uploads/2011/04/Casafotovoltaica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1413" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Casafotovoltaica" src="http://www.nonsolosolare.it/wp-content/uploads/2011/04/Casafotovoltaica.jpg" alt="" width="334" height="236" /></a>Qualsiasi processo umano, per quanto ci insegna la storia, avviene in modo graduale. Gradualmente le candele sono state sostituite dalle lampade ad olio prima, e all&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">energia elettrica</a> poi. Gradualmente i veicoli a trazione animale sono stati sostitutiti dalle macchine a vapore prima e dalle automobili poi.<br />
Oggi, a dispetto di detrattori e scettici, ci troviamo di fronte ad una nuova svolta che inevitabilmente porterà il pianeta a optare per fonti di energia pulite, ad alta resa e a basso impatto ambientale. <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">Energie inesauribili </a>che la natura eroga con costanza anno dopo anno, secolo dopo secolo.<br />
Ora il punto è: a quando questa svolta? Mai per molti.<br />
Gran parte degli studiosi affermano che è il <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">mix energetico</a> la soluzione ai problemi del pianeta, dove le fonti siano plurime e diversificate, e siano sia fossili, che rinnovabili. Senza disdegnare del nucleare, possibilmente sicuro.</p>
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<p>Ma a fare un ragionamento si semplice, ci si accorge che la svolta al <strong>rinnovabile</strong> è per lo meno sottovalutata.<br />
Certo è impossibile pensare che domattina ci si possa svegliare con gasodotti, oleodotti e centrali nucleari chiusi. E&#8217; improbabile pensare che domattina tutto il pianeta si mobiliti ad installare <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">pannelli fotovoltaici</a> sui tetti delle case o impianti eolici nei luoghi adatti.<br />
Tuttavia un processo del genere, se venisse avviato con la giusta convinzione, potrebbe garantire risultati in pochissimi anni.<br />
La convinzione sbagliata sta nel pensare ai consumi energetici mondiale in continuo aumento e in una struttura energetica quasi immutabile.</p>
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<p>Ma è proprio questo pregiudizio che occorre scavalcare al più presto. Mettiamoci al lavoro, subito, adesso.<br />
A partire da una revisione complessiva dei <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">consumi energetici</a>, e di tutti i dispositivi elettrici di utilizzo quotidiano.<br />
Lavatrici, lavastoviglie, condizionatori, stufe elettriche, possono essere utilizzate che maggiore parsiomonia. Ma anche i produttori possono già da subito concepire prodotti sempre più attenti ai consumi.<br />
Eliminare da subito gli sprechi, magari tassare le dispendiose insegne luminose che sperperano energia per puri fini d&#8217;immagine.<br />
Demandare l&#8217;intera rete di illuminazione pubblica al <strong>fotovoltaico</strong>. Sganciare dalla rete questa onerosa struttura e affidarla ad un tecnologia che la renderebbe da subito indipendente. Convertire da subito tutti gli edifici pubblici al rinnovabile, con largo utilizzo del fotovoltaico.<br />
Attuare un programma di incentivi serio e costante che non si limiti ad assistere poche iniziative isolate ma promuova uno sviluppo diffuso e capillare del settore.</p>
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<p>Rivoluzionare il mercato dell&#8217;<strong>energia</strong>, distruggendo la logica del monopolio del mercato energetico che ha imperversato per un intero secolo.<br />
Smettere definitivamente di credere che al cliente finale vada venduta l&#8217;energia, ma iniziare a impostare una struttura in cui i singoli soggetti acquisiscano e creino dei piccoli centri di produzione indipendenti.<br />
Se si facesse tutto questo, forse non in un mese, forse non in un anno, ma in un periodo perfettamente accettabile le uniche fonti energetiche del nostro pianeta sarebbero il sole, il vento e le altre forze inesauribili forniteci da madre natura.<br />
Alla faccia di ogni detrattore.</p>

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		<title>Dismettere una centrale nucleare, impresa impossibile</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 09:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nonsolosolare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I recenti evventi in Giappone spingono alcuni paesi a dismettere gli impianti piu vecchi. Ma la dismissione totale di un impianto è in realtà un&#8217;utopia. Le reazioni più immediate al...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">I recenti evventi in Giappone spingono alcuni paesi a dismettere gli impianti piu vecchi. Ma la dismissione totale di un impianto è in realtà un&#8217;utopia.</h3>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 369px"><a href="http://www.enplus.it/enplus/img/layer_img/centrale_nucleare.jpg"><img src="http://www.enplus.it/enplus/img/layer_img/centrale_nucleare.jpg" alt="" width="359" height="256" /></a><p class="wp-caption-text">http://www.enplus.it/enplus/img/layer_img/centrale_nucleare.jpg</p></div>
<p>Le reazioni più immediate al disastro nucleare di Fukushima sono arrivate dalla <strong>Germania</strong>. Il primo ministro Merkel, da tempo avviato quantomeno al mantenimento del livello del nucleare in territorio tedesco, ha annunciato che le centrali pià datate verranno dismesse.<br />
Tuttavia oggi esiste molta confusione su ciò che realmente significa dismettere una <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/tutte-le-contraddizioni-del-programma-nucleare-italiano/">centrale nucleare</a>. Partiamo dal presupposto che non di tratta di un comune stabilimento, smantellabile in tempi rapidi e a costi contenuti. Non si tratta semplicemente di svuotare un edificio e magari demolirlo utilizzando poi lo spazio resosi disponibile per altri scopi.<br />
Lo <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/tutte-le-contraddizioni-del-programma-nucleare-italiano/">smantellamento</a> di una centrale è un impresa molto complessa, non priva di pericoli, e nella maggior parte dei casi costosissima.<br />
Basti pernsare che gli impianti italiani, chiusi in seguito al referendum del <strong>1986</strong>, hanno richiesto <strong>30 anni</strong> di attività per la definitiva dismissione.<br />
Le operazioni di dismissione del materiale radioattivo, sono spesso altamente delicate, comportano rischio per il personale impegnato e nella pratica sono operazioni molto lente che richiedono addirittura anni.</p>
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<p>Laddove non esistano possibilità di stoccare adeguatamente le <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/tutte-le-contraddizioni-del-programma-nucleare-italiano/">scorie</a> del materiale fissile poi, lo smantellamento assume addirittura i connotati del paradossale. In taluni casi, in fatti, la centrale rimane perfettamente in piedi mentre i <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/tutte-le-contraddizioni-del-programma-nucleare-italiano/">prodotti di scarto</a> della reazione vengono richiusi in strutture di cemento armato, che isolano ermeticamente il materiale radiottivo dal mondo esterno. Una soluzione, questa, abbastanza curiosa, che ovviamente non mette completamente al riparo dal cedimento delle strutture nel corso degli anni. Trattasi comunque di una pratica abbastanza diffusa, la stessa che si è utilizzata a <strong>Chernobyl</strong> per porre fine al rilascio di sostanze nocive dal reattore danneggiato. Ma sono passati quasi 20 anni, il cemento presenta crepe, e da anni un nuovo rischio incombe.</p>
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<p>Ma la problematica regina nella dismissione di un <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/tutte-le-contraddizioni-del-programma-nucleare-italiano/">impianto nucleare</a>, è e rimarrà per sempre quella legata alla gestione delle scorie, che riguarda ovviamente anche gli impianti in funzione. Ad oggi, persino i più convinti sostenitori dell&#8217;atomo, ammettono che non esistono reali garanzie sullo smaltimento dei prodotti di scarto che rimangono radioattivi e pericolosi per migliaia di anni.<br />
Ad oggi la soluzione più diffusa consiste nel seppellire le scorie più pericolose in miniere di sale, apparentemente ermetiche dall&#8217;esterno e pertanto al riparo da eventuali fuoriuscite. Un convinzione che può rivelarsi errata. Lo hanno scoperto i tedeschi che sono tuttora alle prese con siti minacciati da infiltrazioni d&#8217;acqua e pertanto a rischio fuoriuscite dannose.<br />
Per non parlare del rischio che si crea per le future generazioni che, qualora non venisse segnalato adeguatamente, potrebbero aprire accidentalmente questi depositi di materiale con conseguenze evidenti. Come dire che nessuno sa se fra 5.000 o 6.000 anni forse la nostra memoria storica non verrà trasmessa adeguatamente.</p>
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<p>Ma ci pensate? Nel mondo sono presenti scorie che rimarranno nocive per <strong>10.000 anni</strong>. E&#8217; un po come se un popolazione dell&#8217;antichità ci avesse lasciato una sinistra eredità. Oggi si parla di scorie che saranno attive per solo <strong>1.000 anni</strong>. Solo? Una dichiarazione che ha del ridicolo.<br />
Insomma appare chiaro che le problematiche del nucleare non si esauriscono all&#8217;incidente, ma sono connesse alla difficile gestione dell&#8217;intero processo di vita e di morte di un impianto. I costi occulti e i rischi sono talmente alti da non essere sostenibili per l&#8217;umanità.</p>

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		<title>Tutte le contraddizioni del programma nucleare italiano</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 15:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nonsolosolare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante l&#8217;incidente nucleare di Fukushima, l&#8217;Italia dichiara di voler perseguire comunque il suo programma nucleare, seppure dopo una pausa di riflessione. Quando negli scorsi mesi il Governo Italiano decise il...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Nonostante l&#8217;incidente nucleare di Fukushima, l&#8217;Italia dichiara di voler perseguire comunque il suo programma nucleare, seppure dopo una pausa di riflessione.</h3>
<p style="text-align: left;">
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 270px"><a href="http://3.bp.blogspot.com/_8S-jEChNgcw/TG6FYcVBgEI/AAAAAAAAGTI/SrxXLwx0EMg/s1600/nucleare.jpg"><img src="http://3.bp.blogspot.com/_8S-jEChNgcw/TG6FYcVBgEI/AAAAAAAAGTI/SrxXLwx0EMg/s1600/nucleare.jpg" alt="" width="260" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">http://3.bp.blogspot.com/</p></div>
<p>Quando negli scorsi mesi il Governo Italiano decise il ritorno del nostro paese al <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/la-catastrofe-giapponese-e-linesorabile-tramonto-del-nucleare/">nucleare</a>, si manifestarono da subito molti dubbi.<br />
Tuttavia si avviava la discussione in un clima altamente favorevole, lontani 15 anni dall&#8217;ultimo grande <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/la-catastrofe-giapponese-e-linesorabile-tramonto-del-nucleare/">disastro nucleare</a>, nel pieno di un periodo in cui pareva che anche i reattori più datati potessero reggere tranquillamente all&#8217;usura del tempo e a eventuali calamità.<br />
Il tempo aveva reso l&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/la-catastrofe-giapponese-e-linesorabile-tramonto-del-nucleare/">incidente nucleare di Chernobyl</a> un&#8217;evento isolato, che difficilmente si sarebbe riproposto.<br />
Qualche giorno fa, questa convinzione è stata spazzata via e l&#8217;utopia di un&#8217;energia atomica sicura si è dissolta.<br />
Curiosa è stata la posizione del nostro paese, che si è mostrato dapprima inflessibile sulla sua scelta del rilancio del nucleare, per poi ripiegare su posizioni più riflessive quando ormai anche i più convinti sostenitori dell&#8217;atomo avevano manifestato le proprie perplessità.<br />
Ma quali sono le ragioni che rendono per il belpaese il nucleare una scelta infelice?<br />
Anzitutto il fattore tempo. Le informazione sono confuse ed è il caso di fare chiarezza.</p>
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</script></p>
<p>Per il momento nessuno sa dove verrebbero costruiti i nuovi impianti, e non c&#8217;è regione italiana che accoglierebbe volentieri il progetto. I più ottimisti ritengono che da oggi, fra identificazione siti e avvio dei lavori, le prime centrali saranno completate fra <strong>10 &#8211; 15 anni</strong>. Un tempo lunghissimo.<br />
E gli installazioni nucleari, come si sa, sono fatte per durare almeno 50 anni, per essere adeguatamente redditizie. Questo significa che le centrali italiane sarebbero ancora qui nel <strong>2080</strong> o giù di li. Quando probabilmente il resto del mondo avrà dismesso questa tecnologia a favore delle energie rinnovabili.<br />
L&#8217;altro grande interrogativo è rappresentato dal reale contributo che questa energia può dare.<br />
Si parla di 5 impianti, volti a garantire quel 20% di energia che oggi viene acquistato dall&#8217;estero. Una quota che comunque sarà possibile recuperare concretamente soltanto fra alcune decine d&#8217;anni. Oggi le <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/la-catastrofe-giapponese-e-linesorabile-tramonto-del-nucleare/">energie rinnovabili</a> garantiscono al nostro paese il <strong>20%</strong> del fabbisogno. Sarebbe così impensabile raddoppiare questa quota?</p>
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<p>L&#8217;ultima questione riguarda il mercato delle <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/03/la-catastrofe-giapponese-e-linesorabile-tramonto-del-nucleare/">energie verdi</a> in Italia, che è stato già affossato dagli ultimi decreti. E che potrebbe rappresentare nei prossimi anni un&#8217;opportunità di sviluppo gettata alle ortiche.<br />
Di sicuro si sa che fino ad oggi era un&#8217;area economica in espansione nonostante la crisi, che creava nuovi posti di lavoro e che vedeva il nostro paese ai primi posti nella classifica mondiale. Investire valanghe di denaro nel nucleare, un settore a basse opportunità di sviluppo e occupazionali, in questa situazione, sembra un suicidio.</p>
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</script></p>
<p>Tutti questi fattori erano già manifesti ben prima di <strong>Fukushima</strong>. Oggi appaiono ancora più evidenti.<br />
Cos&#8217;altro per convincersi?</p>

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		<title>La catastrofe giapponese e l’inesorabile tramonto del nucleare</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 11:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nonsolosolare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I recenti eventi dimostrano che, seppure in condizioni estreme, l&#8217;energia nucleare è una fonte pericolosa senza un reale futuro La tragedia che si è consumata da pochi giorni in terra...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">I recenti eventi dimostrano che, seppure in condizioni estreme, l&#8217;energia nucleare è una fonte pericolosa senza un reale futuro</h3>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 398px"><a href="http://www.ilsussidiario.net/img/ANSA3/fukushima-r400.jpg"><img src="     http://www.ilsussidiario.net/img/ANSA3/fukushima-r400.jpg" alt="" width="388" height="267" /></a><p class="wp-caption-text">http://www.ilsussidiario.net/img/ANSA3/fukushima-r400.jpg</p></div>
<p>La tragedia che si è consumata da pochi giorni in terra nipponica ha lasciato il mondo attonito. In un paese così evoluto e moderno come il <strong>Giappone</strong>, la furia della natura ha preteso il suo pesantissimo tributo di vite umane. Nonsolosolare.it si unisce al cordoglio per le vittime del terremoto e dello tsunami, e ribadisce la sua vicinanza all&#8217;eroica popolazione giapponese.<br />
Tuttavia il ruolo di questo blog comporta un&#8217;analisi parziale dell&#8217;accaduto, focalizzata sull&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/entro-il-2050-lintero-fabbisogno-energetico-mondiale-fornito-dal-rinnovabile/">incidente nucleare</a> di <strong>Fukushima</strong>.<br />
Il terremoto e il maremoto hanno determinato serie conseguente ai reattori presenti nel territorio colpito dal cataclisma, incrinando in maniera indelebile il mito del nucleare privo di rischi. Seppure in condizioni estreme, gli impianti non hanno retto, e in queste ore il mondo intero è in apprensione in attesa di notizie sull&#8217;eventuale <strong>fusione del nucleo</strong>. La prospettiva più terrificante, che potrebbe portare a conseguenze davvero gravi e protratte nel tempo.<br />
Anche se il popolo dei sostenitori dell&#8217;atomo si affanna a dire di fermarsi, di non agire sull&#8217;onda delle emozioni, è proprio questo il momento di avviare una profonda riflessione su quelle che saranno le <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/entro-il-2050-lintero-fabbisogno-energetico-mondiale-fornito-dal-rinnovabile/">scelte energetiche</a> dell&#8217;umanità negli anni a venire.</p>
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<p>E&#8217; sacrosanto migliorare le misure di sicurezza dopo un cataclisma, intensificare la lotta al terrorismo dopo un&#8217;attentato, attuare misure di salvataggio dell&#8217;economia in un periodo di crisi. Non si capisce perchè non si dovrebbe agire dopo un disastro del genere.<br />
Per fortuna nel mondo questa cosa la si è capita. Fra tutte spicca la posizione della <strong>Germania</strong> dove si procederà allo spegnimento delle centrali più vecchie e si attuerà una politica capace di portare la quota prodotta da <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/entro-il-2050-lintero-fabbisogno-energetico-mondiale-fornito-dal-rinnovabile/">fonti rinnovabili</a> all&#8217;80% del totale.<br />
Persino scioccante la reazione delle autorità italiane, che invece non fanno nemmeno un passo indietro sul confuso programma di ritorno all&#8217;atomo.<br />
Il fatto è che fino all&#8217;incidente di <strong>Chernobyl</strong> del <strong>1986</strong>, i sostenitori del nucleare sbandieravano la sicurezza delle centrali moderne senza esclusione alcuna.</p>
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<p>La centrale ucraina era facilmente attacabile perchè costruita a cielo aperto e probabilmente difettosa nei sistemi di sicurezza, probabile ragione del catastrofico incidente di fine anni ottanta.<br />
E anche se l&#8217;opinione sembra sorprendentemente mutata, fino all&#8217;incidente di <strong>Fukushima</strong>, nessuno riteneva le centrali giapponesi a rischio incidente, indipendente dal fatto che fossero di prima o seconda generazione, indipendentemente dal fatto che fossero vecchio di 40 anni.<br />
Oggi improvvisamente, il coltissimo popolo dei favorevoli, si affretta a ritenere le centrali di quel tipo non più sicure (sono 1/3 del totale mondiale) e tranquillizza sul fatto che le nuove generazioni sono più che sicure. Almeno fino alla prossima catastrofe.<br />
E la cosa più stupefacente è che in queste condizioni non si vuole nemmeno considerare l&#8217;idea di parlare un pò di più di <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/entro-il-2050-lintero-fabbisogno-energetico-mondiale-fornito-dal-rinnovabile/">energia rinnovabile</a>.<br />
La realtà dei fatti è che questo incidente ha reso sempre più manifesta la realtà. Il nucleare è caro, pericoloso, e sicuramente sulla strada del declino mentre i dati parlano di un&#8217;energia rinnovabile in espansione, sempre più accessibile in fatto di costi e praticamente priva di rischi.<br />
Più di una volta si sono sentiti assurdi paragoni. Si sono messi a confronto una centrale nucleare e la quantità di <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/entro-il-2050-lintero-fabbisogno-energetico-mondiale-fornito-dal-rinnovabile/">pannelli fotovoltaici</a> o <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/entro-il-2050-lintero-fabbisogno-energetico-mondiale-fornito-dal-rinnovabile/">aerogeneratori eolici</a> necessari a generare la stessa energia. Giochi banali per nascondere la realtà.</p>
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<p>Oggi siamo di fronte alla realtà di un modulo fotovoltaico che disposto sul tetto di un abitazione può sopperire al fabbisogno energetico degli abitanti, generando a tratti un surplus da immettere nella rete. Siamo di fronte ad un solare termico che, installato su ogni casa, può provvedere al riscaldamento della stessa.<br />
Cosa occorre sapere di più?<br />
Il problema è che il nucleare consente ancora la possibilità di vendere il prodotto finito (l&#8217;energia) e lucrarvi. Se si sviluppasse il fotovoltaico gli acquirenti comprerebbero delle piccole centrali domestiche, e non dovrebbero più dipendere da un fornitore, escludendo la possibilità del guadagno del fornitore.<br />
La perplessità sta nel fatto che se si procede a testa bassa anche dopo un avvertimento del genere, le conseguenze possano essere catastrofiche.</p>

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		<title>IKEA, azienda leader del settore del mobile a basso costo, punta sul solare</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 08:45:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nonsolosolare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La multinazionale svedese punta sul fotovoltaico per alcune sue sedi tedesche, con l&#8217;obbiettivo di espandere la filosofia La Scandinavia è una regione che da sempre ha visto nel legno una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">La multinazionale svedese punta sul fotovoltaico per alcune sue sedi tedesche, con l&#8217;obbiettivo di espandere la filosofia</h3>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 294px"><a href="http://www.focus.it/media/notizie/2007/ikea.jpg"><img src="http://www.focus.it/media/notizie/2007/ikea.jpg" alt="" width="284" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">http://www.focus.it/</p></div>
<p>La <strong>Scandinavia</strong> è una regione che da sempre ha visto nel legno una risorsa fondamentale, per proteggersi dal freddo, per costruire ripari, per fabbricare utensili di uso quotidiano. Il rapporto di questa zona d&#8217;Europa con questo materiale affonda le sue radici nella notte dei tempi.<br />
Una concezione, questa, che è sopravvissuta fino ai giorni nostri, permettendo ad un intraprendente industriale svedese un successo mondiale.<br />
Fino a pochi anni fa arredare una casa era un&#8217;impresa ardua, principalmente per una questione economica. L&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2009/09/gadget-ikea-e-la-sua-lampada-a-energia-solare/">industria del mobile</a> proponeva prodotti costosi e questo costringeva a scegliere un prodotto solido, magari costoso, ma che durasse nel tempo.<br />
Poi <a href="http://www.nonsolosolare.it/2009/09/gadget-ikea-e-la-sua-lampada-a-energia-solare/">IKEA</a> è sbarcata nel nostro e in altri paesi, proponendo la sua personale filosofia del <strong>mobile da arredo</strong>, rivoluzionando un intero mercato di settore con innovative soluzioni. Il costo del prodotto finito è stato abbattuto grazie a particolari accorgimenti.<br />
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</script><br />
<br />
I materiali utilizzati sono di qualità inferiore, ma garantiscono un&#8217;elevato rapporto qualità prezzo. Come dire che non necessariamente una soluzione da arredo deve essere per sempre.<br />
La scelta del prodotto avviene personalmente da parte del cliente, che si muove all&#8217;interno dello spazio espositivo prelevado il codice del mobile di suo interesse. Quest&#8217;ultimo viene ritirato direttamente dal all&#8217;interno del magazzino <a href="http://www.nonsolosolare.it/2009/09/gadget-ikea-e-la-sua-lampada-a-energia-solare/">IKEA</a>, imballato in apposite scatole.<br />
Il trasporto e il montaggio sono a cura dell&#8217;acquirente. Tutto questo consente risparmi incredibili e di conseguenza una politica dei prezzi assolutamente vincente. Il che ha fatto di <a href="http://www.nonsolosolare.it/2009/09/gadget-ikea-e-la-sua-lampada-a-energia-solare/">IKEA</a> leader mondiale di settore.<br />
I destini di questa industria sono legati indissolubilmente ad uno dei materiali più importanti utilizzati dall&#8217;uomo nel corso della sua storia, il legno.<br />
Per cui appare evidente che <strong>IKEA</strong> debba prestare particolare attenzione alla tutela dell&#8217;ambiente e alla preservazione delle risorse naturali.<br />
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<br />
Già oggi i suoi processi produttivi, tagliando di netto alcuni cicli di lavorazione (come il montaggio ad esempio), risparmiano all&#8217;ecosistema emissioni nocive. Ma certamente si può fare ancora di più.<br />
E cosi il colosso svedese non si è lasciato sfuggire l&#8217;occasione di dotare alcuni suoi stabilimenti in <strong>Germania</strong> di <a href="http://www.nonsolosolare.it/2009/09/gadget-ikea-e-la-sua-lampada-a-energia-solare/">pannelli fotovoltaici</a> per la produzione di energia elettrica. Con il preciso scopo di alimentare con quell&#8217;energia il reparto di illuminazione, gli altri settori espositivi e il ristorante per i clienti.<br />
Un progetto, questo, che presto si estenderà anche negli <strong>Stati Uniti d&#8217;America</strong>, e che c&#8217;è da giurare in breve raggiungerà anche le strutture dislocate nel vecchio continente.<br />
Con una filosofia vincente che mette in primo piano due elementi primordiali indispensabili da sempre alla vita dell&#8217;uomo: il <a href="http://www.nonsolosolare.it/2009/09/gadget-ikea-e-la-sua-lampada-a-energia-solare/">legno</a> e il <a href="http://www.nonsolosolare.it/2009/09/gadget-ikea-e-la-sua-lampada-a-energia-solare/">sole</a>.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_hGTJ4OMSl4zEIB_kZz7zETWfUU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_hGTJ4OMSl4zEIB_kZz7zETWfUU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Entro il 2050 l’intero fabbisogno energetico mondiale fornito dal rinnovabile</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 21:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nonsolosolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altre fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Energia eolica]]></category>
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		<category><![CDATA[100% fabbisogno energetico mondiale]]></category>
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		<category><![CDATA[studio americano fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[surriscaldamento globale]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio americano ritiene possibile questo scenario, e auspica l&#8217;appoggio politico a questa svolta epocale Nel corso degli anni l&#8217;opinione sul ruolo delle fonti rinnovabili è mutato a seconda dei...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Uno studio americano ritiene possibile questo scenario, e auspica l&#8217;appoggio politico a questa svolta epocale</h3>
<p><a href="http://www.consulentenergia.it/err4.jpg"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.consulentenergia.it/err4.jpg" alt="http://www.consulentenergia.it/" width="455" height="273" /></a>Nel corso degli anni l&#8217;opinione sul ruolo delle <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">fonti rinnovabili</a> è mutato a seconda dei periodi.<br />
Fino agli anni 90 si è ritenuto che l&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">energia solare</a>, <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">eolica</a> e <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">geotermica</a> non avrebbero mai apportato un contributo sufficiente al <strong>fabbisogno energetico mondiale</strong> e quindi si credeva irrealizzabile la possibilità di renderle alternative alle fonti fossili.<br />
Nell&#8217;ultimo decennio dello scorso millenio l&#8217;opinione ha cominciato lentamente a mutare.<br />
La ricerca aveva aumentato considerevolmente l&#8217;efficienza delle <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">tecnologie rinnovabili</a>, che ancora non erano competitive ma finalmente promettevano di poter crescere fino a diventare adeguatamente conveniente.<br />
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<br />
Contestualmente lo spettro dell&#8217;esaurimento delle riserve di <strong>petrolio</strong> tornava ad incombere.<br />
Arrivati gli anni duemila, finalmente, si è compreso la svolta verde era possibile e che quantomeno gli impianti mossi da <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">fonti alternative</a> potevano contribuire ad apportare una discreta percentuale di energia sul totale prodotto.<br />
Ma solo in questi anni che si è acquisita la consapevolezza di un futuro possibile in cui il globo sarà interamente alimentato dalle <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">fonti ineasuribili</a>.<br />
A testimoniarlo è oggi uno studio universitario, condotto da un ricercatore americano che afferma che nell&#8217;arco di <strong>20 &#8211; 40 anni</strong> si potrà concretamente sperare in una quota da energie rinnovabili pari al <strong>100%</strong> del totale.<br />
Il <strong>90%</strong> di questa quota sarà garantito dal <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">fotovoltaico</a> e dall&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">eolico</a>, che sono già oggi le due soluzioni più importanti e utilizzate del settore.<br />
Un buon <strong>4% </strong>sarà affidato all&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">energia idroelettrica</a> (giunta già oggi al suo pieno sviluppo potenziale) e dal <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">geotermico</a>.<br />
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<br />
La quota restante verrebbe coperta dall&#8217;energia delle maree e da altre tipologie di impianti.<br />
Lo studio ritiene che entro <strong>20 anni </strong>verrà introdotta una nuova generazione di impianti a<a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/"> energia rinnovabile </a>che garantiranno un&#8217;ulteriore accelerazione al processo e faranno diminuire i costi rendendo le produzioni ancora più convenienti.<br />
In quest&#8217;ottica sarebbero migliorate tutte le infrastrutture, con l&#8217;effetto di far precipitare la richiesta energetica mondiale del <strong>30%</strong>.<br />
L&#8217;impatto benefico sull&#8217;ambiente, poi, sarebbe addirittura incalcolabile con la concreta possibilità di arrivare addirittura ad una soluzione definitiva del problema dell&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">inquinamento</a> e del <a href="http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-germania-350-000-posti-di-lavoro-con-il-rinnovabile-e-in-italia/">surriscaldamento globale</a>.<br />
Insomma lo studio, per quanto non possa prevedere perfettamente il futuro, simula scenati che di anno in anno si fanno sempre più realistici.<br />
L&#8217;ostacolo più ostico, a quanto pare, sembra essere rappresentato dalla volontà politica dei governi mondiali a imboccare la strada della svolta senza ripensamenti per garantire il raggiungimento di questi obbiettivi vitali.</p>

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		<item>
		<title>Il gruppo Nissan Renault porterà le auto elettriche in Svizzera e Austria</title>
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		<comments>http://www.nonsolosolare.it/2011/01/il-gruppo-nissan-renault-portera-le-auto-elettriche-in-svizzera-e-austria/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 14:53:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nonsolosolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[News e Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Austria auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[Nissan Leaf]]></category>
		<category><![CDATA[Nissan-Renault]]></category>
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		<category><![CDATA[Svizzera auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[The Mobility House]]></category>

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		<description><![CDATA[Un recente accordo del gruppo franco-nipponico con The Mobility House punterà sulla diffusione delle auto elettriche nell&#8217;Europa centrale Quanto sia ormai strategico il ruolo del mercato dell&#8217;automobile nella rivoluzione del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Un recente accordo del gruppo franco-nipponico con The Mobility House punterà sulla diffusione delle auto elettriche nell&#8217;Europa centrale</h3>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 360px"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_JZ6oaHSwqMM/S8f_DouebcI/AAAAAAAANcA/GOOCH9vlvbE/s1600/renault-fluence-ze.jpg"><img src="http://2.bp.blogspot.com/_JZ6oaHSwqMM/S8f_DouebcI/AAAAAAAANcA/GOOCH9vlvbE/s1600/renault-fluence-ze.jpg" alt="" width="350" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">http://2.bp.blogspot.com/</p></div>
<p>Quanto sia ormai strategico il ruolo del mercato dell&#8217;automobile nella <a href="http://www.nonsolosolare.it/2010/09/lera-delle-auto-elettriche-moderne-inizia-a-novembre-presso-il-la-auto-show/">rivoluzione del rinnovabile</a> lo si era capito da tempo, e giorno dopo giorno si assiste a nuove svolte in questo scenatio.<br />
L&#8217;ultima riguarda un gruppo automobilistico particolarmente indirizzato su questa strada, il gruppo <strong>Nissan Renault</strong>.<br />
Infatti sia l&#8217;industria giapponese che quella francesce, riconducibili allo stesso gruppo dirigente, sono da tempo impegnate nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per l&#8217;<a href="http://www.nonsolosolare.it/2010/09/lera-delle-auto-elettriche-moderne-inizia-a-novembre-presso-il-la-auto-show/">automobile del futuro</a>. Studi che hanno portato per <strong>Nissan</strong> alla creazione di uno dei primi <a href="http://www.nonsolosolare.it/2010/09/lera-delle-auto-elettriche-moderne-inizia-a-novembre-presso-il-la-auto-show/">prototipi interamente elettrici</a> pronti al lancio sul mercato, l&#8217;interessantissima<strong> Nissan Leaf</strong>.<br />
Discorso simile per ciò che riguarda <strong>Renault</strong>, che ha scelto di dare una vocazione &#8216;verde&#8217; all&#8217;intero processo produttivo, con una particolare attenzione all&#8217;ambiente in ogni fase della realizzazione delle vetture di nuova generazione.<br />
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<br />
Questo connubio perfetto fra il know how tecnologico giapponese e l&#8217;esperienza di un gruppo storico transalpino, stanno per sbarcare in una zona d&#8217;Europa ritenuta matura per il lancio della propulsione elettrica.<br />
Parliamo di <strong>Svizzera</strong> e <strong>Austria</strong>, i due paesi simbolo della cultura Mittel-europea, che tradizionalmente hanno coniugato lo sviluppo economico con la tutela dell&#8217;ambiente. Questa situzione, ha fatto ritenere a <strong>Nissan-Renault</strong>, di pianificare la progressiva introduzione di <a href="http://www.nonsolosolare.it/2010/09/lera-delle-auto-elettriche-moderne-inizia-a-novembre-presso-il-la-auto-show/">veicoli elettrici</a>, come nuove soluzioni per la mobilità nelle due nazioni.<br />
Ad occuparsi della rete per la ricarica dei veicoli sarà la società austriaca The Mobility House, tramite la creazione di un&#8217;infrastruttura indispensabile a far decollare il progetto. Un progetto che nella prima fase vedrà il lancio di <strong>Nissan Leaf</strong>, l&#8217;utilitaria 100% elettrica prima citata.<br />
Poi a turno, sarà la volta di <strong>Renault Fluence Z.E.</strong>, <strong>Renault Kangoo Express Z.E.</strong>, <strong>Renault Twizy</strong> e <strong>Renault Zoe</strong>.<br />
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<br />
A quanto pare in pochi anni per le strade svizzere e austriache sfreccieranno silenziosamente automobili finalmente non inquinanti.<br />
In tempi brevi.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iqDuVYpKT_jv0kWCGANlmB7wWyY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iqDuVYpKT_jv0kWCGANlmB7wWyY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<item>
		<title>In automobile in sintonia con l’ambiente: anche una vecchia utilitaria può essere eco-friendly</title>
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		<comments>http://www.nonsolosolare.it/2011/01/in-automobile-in-sintonia-con-lambiente-anche-una-vecchia-utilitaria-puo-essere-eco-friendly/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 20:32:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nonsolosolare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altre fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[automobili CO2]]></category>
		<category><![CDATA[automobili consigli di guida]]></category>
		<category><![CDATA[automobili consumi]]></category>
		<category><![CDATA[automobili elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[automobili fonti rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[consigli per mantenere bassi consumi auto]]></category>

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		<description><![CDATA[Piccoli accorgimenti possono rendere l&#8217;utilizzo della vostra auto eco-compatibile. Anche se guidate un mezzo datato Le fonti rinnovabili rappresentano il futuro, non ci stancheremo mai di dirlo. Ma la transazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;">Piccoli accorgimenti possono rendere l&#8217;utilizzo della vostra auto eco-compatibile. Anche se guidate un mezzo datato</h3>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 382px"><a href="http://www.forum-auto.com/uploads/200403/teen1503_1079200040_fiat_uno.jpg"><img src="http://www.forum-auto.com/uploads/200403/teen1503_1079200040_fiat_uno.jpg" alt="" width="372" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">http://www.forum-auto.com/</p></div>
<p>Le <a href="http://www.nonsolosolare.it/2010/12/papamobile-a-energia-solare/">fonti rinnovabili</a> rappresentano il futuro, non ci stancheremo mai di dirlo. Ma la transazione fra le attuali tecnologie e quelle che verranno sarà certamente lenta e irta di ostacoli. Probabilmente ci vorranno decenni prima di vedere il tetto di ogni abitazione ricoperto da pannelli per la produzione di energia elettrica.<br />
Ci vorranno decenni anche per vedere le automobili a <a href="http://www.nonsolosolare.it/2010/12/papamobile-a-energia-solare/">propulsione elettrica</a> sostituire definitivamente le loro sorelle a benzina e a gasolio.<br />
Nel frattempo però il grido d&#8217;aiuto di madre natura si alzerà sempre più forte, e un&#8217;atmosfera ormai satura di <a href="http://www.nonsolosolare.it/2010/12/papamobile-a-energia-solare/">anidride carbonica</a> trasformerà radicalmente il clima del globo con conseguenze potenzialmente disastrose.<br />
Questo è uno scenario pessimistico, ma l&#8217;urgenza del problema è concreta.</p>
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<br />
Il cambiamento deve partire e in fretta. E deve partire dal basso, dall&#8217;individuo, da noi stessi.<br />
Purtroppo spesso non sia ha la corretta percezione di quanto si possa in realtà fare già oggi, nell&#8217;immediato, nella vita di tutti i giorni.<br />
Pensiamo ad un&#8217;abitudine assodata, come la guida della propria auto, che ci accompagna per tutta la giornata sia nel momento del lavoro che nel tempo libero. Un&#8217;oggetto di uso davvero comune.<br />
Ebbene, già da oggi possiamo mettere in atto piccoli accorgimenti che ci permetteranno da subito di contribuire, seppure in parte infinitesimale, alla lotta alle <a href="http://www.nonsolosolare.it/2010/12/papamobile-a-energia-solare/">emissioni</a> nocive di CO2 che avvelenano il clima.<br />
E non è necessario possedere un&#8217;auto di ultima generazione, per dare il proprio contributo.<br />
Se possediamo un auto anche datata, magari vecchia di 10 anni, possiamo comunque fare molto.<br />
Questi sono alcuni consigli pratici, da appuntarsi e da cercare di seguire giorno per giorno.<br />
<strong>1) Operare una corretta manutenzione del veicolo</strong>. Effettuare gli interventi periodici sulla propria auto, oltre a prolungare la vita del veicolo nel tempo, consente anche di mantenere l&#8217;impatto ambientale a livelli accettabili<br />
<strong>2) Usare il veicolo solo quando ci occorre davvero.</strong> Non si tratta di cambiare le proprie abitudini ma di essere sensati. Molto spesso fare 2 passi all&#8217;aria aperta può essere più sensato che imbottigliarsi nel traffico per fare un percorso breve.<br />
<strong>3) I portapacchi e i portasci aumentano la resistenza aerodinamica.</strong> E fanno consumare di più. Anche se può essere una noia in più, smontateli nei periodi che non vi occorrono.<br />
<strong>4) L&#8217;aria condizionata e il riscaldamento non sono sempre fondamentali.</strong> Abusarne significa aumentare i consumi del veicolo, se soffocate in estate aprite un finestrino. Se avete freddo, un maglioncino in più alla guida non guasta.<br />
<strong>5) Se non avete lo start &amp; stop, nelle lunghe code spegnete il motore.</strong> Meno scarichi dal vostro motore, e meno consumi per voi<br />
<strong>6) La forza d&#8217;inerzia esiste. </strong>Procedendo in discesa con una marcia adeguata, non avrete bisogno di accelerare.<br />
<strong>7) Una guida più dolce riduce i consumi.</strong> Brusche accelerate e frenate, e una guida nervosa in genere corrispondono ad un motore più assetato.<br />
<strong> <img src='http://www.nonsolosolare.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Mantenere le marce alte.</strong> Aiuta i consumi, neanche a dirlo.<br />
Moltiplicate questi atteggiamenti per tutti i veicoli circolanti nel nostro paese o nel mondo.<br />
I risultati si vedrebbero, eccome.</p>

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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/aXLaD4FhwdYwSbqTys_Izk6gjao/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/aXLaD4FhwdYwSbqTys_Izk6gjao/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/feedburner/VVwlU/~4/XlrIqgFtFkE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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