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	<title>Magrathea</title>
	
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	<description>Rivista di narrativa fantastica. Fantasy, fantascienza, horror. Notizie, recensioni e anticipazioni di libri, film, giochi e serie tv</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Sep 2010 10:35:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ricche arcologie e poveri insediamenti. Il mondo del futuro</title>
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		<comments>http://www.magrathea.it/2010/09/ricche-arcologie-e-poveri-insediamenti-il-mondo-del-futuro/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 10:35:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Worth Enough è un’illustrazione di Radoslav Zilinsky che contrappone un’arcologia in cui abitano i ricchi all’insediamento neomedievale in cui vivono i poveri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/09/worldinyear3000.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-960" style="margin: 2px;" title="worldinyear3000" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/09/worldinyear3000-288x300.jpg" alt="worldinyear3000" width="288" height="300" /></a><strong><a href="http://www.radoxist.com/artworks/56">Worth Enough</a></strong> (clicca per vederla più grande) è un’illustrazione di <a href="http://www.radoxist.com/">Radoslav Zilinsky</a> che contrappone  un’arcologia in cui abitano i ricchi all’insediamento neomedievale in  cui vivono i poveri. E’ fantascienza fino a un certo punto, come potete  leggere in questo <a href="../2008/06/il-futuro-arriva-lentamente-ma-arriva/">vecchio articolo</a>.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R1NDxQhKhK9fAVUQgItbedDWJxs/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R1NDxQhKhK9fAVUQgItbedDWJxs/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R1NDxQhKhK9fAVUQgItbedDWJxs/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R1NDxQhKhK9fAVUQgItbedDWJxs/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/feedburner/spVB/~4/cJI_W2EtuTs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Concorso “Una Breve Storia di Fine Ottobre”</title>
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		<comments>http://www.magrathea.it/2010/09/concorso-una-breve-storia-di-fine-ottobre/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 14:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>magratheastorie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[halloween]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione della festa di Halloween, La Bottega delle Arti di Arezzo, in collaborazione con la rivista Eco d'Arte Moderna, indice anche per il 2010, il concorso di arti visive, letteratura e poesia "Una Breve Storia di Fine Ottobre: sortilegi, spettri, vampiri, licantropi &#038; co." che avrà per tema "In una terra stregata, sotto  un cielo di tenebra".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della festa di Halloween, La Bottega delle Arti di Arezzo, in collaborazione con la rivista Eco d&#8217;Arte Moderna, indice anche per il 2010, il concorso di arti visive, letteratura e poesia &#8220;<strong>Una Breve Storia di Fine Ottobre: sortilegi, spettri, vampiri, licantropi &amp; co.</strong>&#8221; che avrà per tema &#8220;<em>In una terra stregata, sotto  un cielo di tenebra</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è nata dalla volontà di promuovere l&#8217;arte, per creare momenti di incontro e per poter esprimere sentimenti , emozioni, immaginazione e fantasia. Incontri diversi, legati al fantastico e<br />
l&#8217;horror, giocando a farci un po&#8217; paura.</p>
<p>Le opere visive dovranno pervenire all&#8217;organizzazione del concorso entro il 15 ottobre 2010, quelle letterarie e di poesia entro il 10 ottobre 2010.</p>
<p>Tutte le informazioni sul <a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/halloween2010.pdf">bando del concorso &#8220;Una breve storia di Fine Ottobre&#8221;</a></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lnKfzOVMUh7bz2yE7dq_nU8wRp8/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lnKfzOVMUh7bz2yE7dq_nU8wRp8/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lnKfzOVMUh7bz2yE7dq_nU8wRp8/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/lnKfzOVMUh7bz2yE7dq_nU8wRp8/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/feedburner/spVB/~4/WcMI9GAyM00" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Starcraft 2</title>
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		<comments>http://www.magrathea.it/2010/08/starcraft-2/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 08:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>OneBACo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giochi e videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalemente, dopo soli 12 anni di attesa e dopo ben più di due dal suo annuncio, il 27 luglio è uscito Starcraft 2, il seguito del videogioco che ha definito il genere del real time strategy. OneBACo, che è un grande appassionato del primo capitolo, recensisce questo nuovo videogioco targato Blizzard.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/starcraft2_logo_copy.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-951" style="margin: 2px;" title="starcraft2_logo_copy" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/starcraft2_logo_copy.jpg" alt="starcraft2_logo_copy" width="320" height="235" /></a>Finalemente, dopo soli 12 anni di attesa e dopo ben più di due dal suo annuncio, il 27 luglio è uscito <a href="http://eu.battle.net/sc2/it/"><strong>Starcraft 2</strong></a>, il seguito del videogioco che ha definito il genere del real time strategy.</p>
<p>C&#8217;è un solo modo per commentare il gioco: <strong>Wow</strong>!</p>
<p>Andando in ordine completamente sparso, seguendo più le emozioni che la struttura che una vera e propria recensione vorrebbe, vi racconto le ragioni del mio commento.</p>
<p>Starcraft 2 è probabilmente uno dei migliori giochi usciti degli ultimi anni. E&#8217; riuscito a compiere un piccolo miracolo, evolvendo il genere RTS, pur mantenendosi fedele alla sua natura. Il gioco è semplice, ma senza essere mai banale; i personaggi e la ricchezza di contenuti lo rendono piuttosto vario, con una complessità crescente ma sempre alla portata anche di chi si accosta al genere per la prima volta. La Blizzard è riuscita a fare, in meglio, ciò che in parte aveva fallito in <strong>Warcraft 3</strong>; ha portato, cioè, elementi di gioco di ruolo in una meccanica RTS, senza però tradirne la natura.</p>
<p>Il risultato, come detto, è spettacolare. Il gioco si evolve sotto le mani del giocatore, mano mano che la storia, assolutamente avvincente, si dispiega. Il giocatore così, non solo è spettatore, ma è anche protagonista con alcune scelte che determinano il modo di affrontare le avventure successive. Sì, <em>avventure</em>. Perchè sebbene siano tecnicamente delle missioni, si è così coinvolti da ritenerle delle avventure. Usando la Hyperion come &#8220;hub&#8221; per le missioni, la Blizzard ha ricreato una meccanica tipica dei <strong>giochi di ruolo</strong>, in cui un luogo permette al giocatore di riposarsi, migliorare le proprie truppe, ingaggiare mercenari, fare ricerche, scoprire nuovi dettagli della storia parlando con gli npc ed infine partire alla carica per una nuova avventura. In sostanza l&#8217;Hyperion è per per Starcraft 2 ciò che il &#8220;campo&#8221; è per Dragon Age: Origins.</p>
<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/starcraft_2_gameplay.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-953" style="margin: 2px;" title="starcraft_2_gameplay" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/starcraft_2_gameplay.jpg" alt="starcraft_2_gameplay" width="306" height="229" /></a>Il reparto gdr è completato da una serie di animazioni pre e post avventura, che permettono di capire meglio la psicologia dei personaggi, apprezzando le sfumature della storia. Se si fa attenzione ai particolari, come al solito, ci sono migliaia di citazioni ed autocitazioni disseminate nel gioco.</p>
<p>La grafica è spettacolare, l&#8217;audio eccezionale, la colonna sonora ottima e ricorda sia il gioco originale che, a tratti, <strong>Firefly</strong>. Come in Warcraft 3 si può cambiare l&#8217;inquadratura per apprezzare meglio i dettagli. Considerate, che come per WC3, alcune delle animazioni sono fatte con il motore del gioco. Ma ovviamente non mancano i filmati in CGI, che sono uno meglio dell&#8217;altro. Mi tremano le dita, vorrei raccontarvi le emozioni che suscitano certi filmati, ma vi racconterei troppo ed io non voglio spoilerare nulla. Per quello c&#8217;è <a href="http://www.youtube.com/results?search_query=starcraft+2&amp;page=&amp;utm_source=opensearch">YouTube</a>.</p>
<p>Dal punto di vista del gameplay c&#8217;è niente e tutto da dire. Niente, perchè hanno mantenuto intatto e coerente il modo di giocare un gioco del genere; tutto, perchè nonostante sembra non sia cambiato nulla, molti sono i cambiamenti introdotti: dalle hot key per comandare le truppe, al fatto che i gruppi possono essere composti da più di 12 elementi, alle avventure che possono essere sia giocate alla &#8220;accumula e poi distruggi&#8221; sia in modo più tattico e più veloce, che al &#8220;massacro&#8221; pur di raggiungere l&#8217;obiettivo, o gli obiettivi! Ogni missione, infatti, ha degli obiettivi principali ed alcuni secondari che permettono di accedere a più risorse. Vi assicuro che se da una parte si vuole andare avanti velocemente nella storia, rimane sempre la voglia di completare tutti gli obiettivi. L&#8217;effetto finale è quello di allungare ulteriormente la longevità del gioco.</p>
<p>Proprio la longevità è un punto cruciale. Online ci sono molte critiche al gioco per la sua presunta scarsa longevità e per il fatto che è solo un terzo della storia (strano eh? se esce il primo capitolo di una trilogia, cosa si aspettava la gente, tutta la storia lì?).</p>
<p>Commento dopo, intanto vi racconto: per i 60€ del digital download (54, circa se comprate la scatola, ma se lo fate in Italia, ve lo ritrovate completamente in italiano), avrete circa 20 ore di gameplay se siete giocatori normali e lo giocate a difficoltà normale. Se passate in modalità hard, allora le cose cambiano parecchio, perchè diventa radicalmente più difficile. Ma in ogni caso, tranquilli: quando avete finito lo story mode, c&#8217;è ancora parecchio da fare.</p>
<p>Il sistema di achievements, praticamente identico come idea a quello di World Of Warcraft, spinge anche il giocatore meno competitivo a cercare di assicurarsi il maggior numero di achievements. Questi si ottengono completando le missioni entro un tempo prestabilito o completando alcuni obiettivi sotto certe condizioni. In sostanza, vi spingono a giocare nuovamente il gioco, ma con un altro approccio. Con il risultato di tenervi incollati al gioco altre ore.</p>
<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/starcraft-2-gdr.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-954" style="margin: 2px;" title="starcraft-2-gdr" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/starcraft-2-gdr.jpg" alt="starcraft-2-gdr" width="364" height="249" /></a>Ci sono poi una serie di missioni, chiamate &#8220;Challenge&#8221;, che servono ad &#8220;insegnare&#8221; tecniche base, intermedie ed avanzate del gioco, per preparare il giocatore sia allo Storymode, che all&#8217;esperienza online. Anche queste missioni prendono altre ore di gioco.</p>
<p>E non sto prendendo in considerazione il multiplayer, perchè non ho tempo di giocarci, ma lì il numero di ore è pressocchè infinito e al momento battlenet è gratis. Non si paga per giocare online.</p>
<p>Pertanto chi si lamenta dell&#8217;eccessivo costo del gioco, non ha capito un fico secco.</p>
<p>In poche parole, Wow! E non sono lettere scelte a caso. Forse è la speranza che mi fa credere quello che sto scrivendo, ma vi assicuro che la sensazione, giocando SC2, è che la Blizzard abbia ripercorso una strada già nota, cominciando a gettare le fondamenta per un mmporg basato su Starcraft.</p>
<p>Se così fosse, devo trovare il modo di vivere senza dover lavorare, non avrei il tempo.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OmyTy5O9s7sB9PosKA0P9LqLcQ0/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OmyTy5O9s7sB9PosKA0P9LqLcQ0/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OmyTy5O9s7sB9PosKA0P9LqLcQ0/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OmyTy5O9s7sB9PosKA0P9LqLcQ0/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/feedburner/spVB/~4/7uQtpe_kFdY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Recensione di The Umbrella Conspiracy</title>
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		<comments>http://www.magrathea.it/2010/08/recensione-di-the-umbrella-conspiracy/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 10:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[videogiohi]]></category>

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		<description><![CDATA[The Umbrella Conspiracy è la trasposizione del primo videogioco della serie Resident Evil della scrittrice Stephani Danielle Perry. Ambientata nell'immaginaria località di Racoon City, la storia ci conduce assieme ai membri della squadra speciale S.T.A.R.S. lungo i tenebrosi sentieri seguiti dalla potente Umbrella Corporation.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/re.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-916" style="margin: 2px;" title="re" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/re.jpg" alt="re" width="203" height="300" /></a>Uscito nell&#8217;Ottobre del 2001 in versione pocket Mondadori con il titolo Tyrant il Distruttore e rimesso in vendita nel Luglio del 2002 in contemporanea con l&#8217;uscita del film assieme al secondo libro della serie (in una non troppo onesta manovra commerciale la prima e seconda raccolta, che includeva il terzo e quarto libro, avevano una sovracopertina rappresentante il poster del film) <strong>The Umbrella Conspiracy</strong> è la <strong>trasposizione del primo Resident Evil</strong> della scrittrice <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/S._D._Perry">Stephani Danielle Perry,</a> che si è occupata in precedenza dei marchi Predator, Aliens, Xena e Star Trek.</p>
<p>I restanti libri <strong>Caliban Cove</strong>, <strong>City of the Dead</strong>, <strong>Underworld</strong>, <strong>Nemesis</strong>, <strong>Code Veronica</strong> e <strong>Zero Hour</strong> sono le trasposizioni di altri capitoli della saga (terzo, quinto, sesto e settimo libro) o storie originali con gli stessi protagonisti dei videogiochi (Caliban Cove e Underworld).</p>
<p>Ambientata all&#8217;interno e nelle immediate vicinanze della immaginaria località di Racoon City la storia ci conduce assieme ai membri della <strong>squadra speciale S.T.A.R.S.</strong> <strong>Jill Valentine</strong> e <strong>Chris Redfield</strong> durante la loro investigazione lungo i tenebrosi sentieri seguiti dalla potente Umbrella Corporation nello sviluppo di bioarmi e gli accadimenti successivi a quello che sembra inizialmente come un incidente dalle conseguenze terrificanti.</p>
<p>The Umbrella Conspiracy non è un capolavoro di narrativa, non pretende di esserlo e non potrebbe, nonostante le opinioni di alcuni fan meno smaliziati della serie, estasiati  dall&#8217;idea di poter leggere abbastanza fedelmente i percorsi che hanno seguito durante la loro avventura orrorifica inizialmente su <strong>PS1</strong>.</p>
<p>La <strong>scrittura</strong> della Perry è (volutamente?) <strong>semplice e lineare,</strong> tanto semplice che alcuni dialoghi che dovrebero essere colmi di terribili rivelazioni e atti di indicibile tradimento risultano imbarazzanti per la loro assenza di pathos. Divisa dal tentativo di descrivere in dettaglio i movimenti dei personaggi durante il gioco dando <strong>motivazione logica agli indovinelli</strong> che affrontano e in quello di offrire una <strong>panoramica a volo d&#8217;uccello su una situazione che va oltre l&#8217;esperienza ludica</strong> (iniziando la narrazione degli eventi qualche tempo prima della cruenta opening del videogioco, introducendo dettagli non canonici sulla vita dei personaggi e inserendo elementi esterni come l&#8217;Ufficio Bianco della Umbrella ed il misterioso Trent che la scrittrice utilizzerà come collante per le sue storie) la Perry fallisce nell&#8217;offrire quell&#8217;esperienza di suspence tecnofobica che l&#8217;opera richiede.</p>
<p>Anzi, descrivendo i pensieri ed le azioni dell&#8217;ambiguo <strong>Wesker</strong> (qui visto non come un ambizioso e freddo manipolatore  che ascenderà al ruolo iconico di malvagio della serie ma come un sin troppo fallibile mercenario con velleità da villain di serie B, in contrapposizione al personaggio di Trent, creato dalla scrittrice), che nel videogioco si muove quasi interamente nell&#8217;ombra, <strong>i piani della corporazione vengono mostrati  immediatamente al lettore</strong>, laddove in RE 1 si comprendono gradualmente via via che la trama si dipana all&#8217;interno della casa infestata e inquietanti indizi vengono alla luce. Peggio ancora i personaggi del gioco risultano stereotipati e senza reale spessore, mentre invece quelli creati dall&#8217;autrice  mostrano nelle loro brevi apparizioni una cura maggiore. La descrizione delle situazioni talvolta si fa confusa, come se la stessa autrice non si rendesse conto dove i personaggi si muovono e perchè.</p>
<p>Il libro non è comunque privo di qualche merito: sebbene senza palpitazioni o colpi di scena è assolutamente privo di impegno e scorre rapidamente, una perfetta lettura da spiaggia.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C52ABxAW9FZJQtaUevgdVnf0LRI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C52ABxAW9FZJQtaUevgdVnf0LRI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C52ABxAW9FZJQtaUevgdVnf0LRI/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/C52ABxAW9FZJQtaUevgdVnf0LRI/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/feedburner/spVB/~4/r_4DIGOYA0M" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Persi nel Vuoto di Vincenzo Malara</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 14:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>magratheastorie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>

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		<description><![CDATA[Persi nel Vuoto è un horror in cui si intrecciano cinque storie, unite da un sottile filo, le cui uniche soluzioni possibili sono la pazzia, la morte o il credere all’irrealtà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/persi-nel-vuoto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-898" style="margin: 2px;" title="persi nel vuoto" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/persi-nel-vuoto.jpg" alt="persi nel vuoto" width="194" height="266" /></a>A metà tra il genere horror e thriller, fantascienza e mystery, <a href="http://www.ibs.it/code/9788863072884/malara-vincenzo/persi-nel-vuoto.html"><strong>Persi nel Vuoto</strong></a> era stato originariamente pensato come libro formato da cinque racconti indipendenti a tinte forti. In seguito, però, Malara preferisce amalgamare La casa di Rose, Persi nel vuoto, Sam e la voce, Incredibile America e Verso Est – tutti ambientati in USA – in una storia unica, eliminando i titoli e creando continue alternanze tra personaggi e ambienti, con una tecnica quasi cinematografica, interrompendo i racconti nel punto di maggiore trepidazione, così da tenere alta la suspense fino alle ultime pagine, momento in cui tutte le narrazioni giungono a una conclusione.</p>
<p>Un filo sottile unisce i personaggi tra di loro, a testimonianza del fatto che spesso chi incrociamo nel nostro cammino non è</p>
<p>uno sconosciuto, ma una persona già collegata in qualche modo alla nostra vita. Cosa di cui non ci rendiamo nemmeno conto, presi dalle nostre attività quotidiane: «&#8230;il segno che ogni uomo intreccia la propria vita con quella degli altri, anche di sconosciuti, sfiorandosi anche senza accorgersene&#8230;».</p>
<p>Follia «che mangia dentro come un cancro e alimenta la mente», disagio interiore, inquietudine, disorientamento, impotenza, ricordi e rimpianti sono i tratti caratteristici dei personaggi che vivono in un mondo in cui succedono eventi inspiegabili, straordinari. «A volte», infatti, «le cose succedono senza spiegazioni», al confine con la realtà, e ai protagonisti non resta che l’ira, la vendetta, la punizione, la morte.</p>
<p>Rose Thompson è la prima protagonista che incontriamo: una grassona misantropa, affezionata ad alcuni topi che lei stessa ha allevato e che considera la sua famiglia. Un giorno l’idraulico Kevin Dusdey viene chiamato dalla donna per effettuare una riparazione al lavandino del bagno che, accidentalmente, uccide un topo. L’episodio porterà Rose a una tale follia da desiderare un’agghiacciante punizione per l’uomo a cui ha aperto, in via del tutto eccezionale, la sua casa e parte di sé.</p>
<p>Follia che si ritrova anche nel secondo racconto che vede Sam Starkey perseguitato da una misteriosa e inquietante voce che esce dal buco del lavandino. Mentre la moglie partecipa all’ennesimo presunto convegno di lavoro, quella voce lo mette a conoscenza di un’amara verità: i tradimenti della donna. Perduta completamente la ragione decide allora di andare a cercarla per ucciderla assieme al suo amante. Ma la voce, che lo segue dappertutto, gli riserverà un inaspettato finale&#8230;</p>
<p>È il 1969 quando i bambini Paul e Joseph assistono non solo al suicidio del loro amico Tom Ford, ma anche alla morte, dovuta però a uno sparo fortuito, della loro piccola amica Mihana. Rimasti soli e convinti della loro colpevolezza, i due inizieranno una fuga disperata e angosciante attraverso gli Stati Uniti che si concluderà con l’imponente raduno hippy di Woodstock.</p>
<p>Nel quarto racconto Joseph Garry è ormai adulto ed è diventato giornalista di una rivista che si occupa di misteri e paranormale. Alla costante ricerca di sensazionali notizie, viene a conoscenza di un certo Carlito Omerras, detenuto in un penitenziario nel deserto del Nevada, in grado di uccidere la gente con la forza del pensiero. L’intervista all’uomo porterà tuttavia a una svolta inaspettata della sua vita, riportando a galla una terribile verità che lo coinvolge e che credeva esistere solo nella sua mente.</p>
<p>Il personaggio del quinto racconto, Paul Kaine, anch’egli adulto, si perde con l’auto nel deserto e incontra la Gente dell’Est, una strana comitiva di persone che vaga nel nulla, che lo conoscono – come conoscevano Joseph, con cui non sono riusciti a mettersi in contatto – e gli rivelano qualcosa di inquietante sul suo futuro.</p>
<p>Nessun personaggio che esce dalla penna dell’autore è escluso dalla sensazione di essere perso nel vuoto, disorientato e impotente davanti a un destino già prestabilito. E il lettore non può che venire trasportato dall’intensità della trama, dalla profondità psicologica e forza espressiva degli individui, costretto ad arrendersi a quelle che sembrano le uniche soluzioni possibili: la pazzia, la morte o il credere all’irrealtà.</p>

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		<title>Viaggio nel Passato di Marco Pezza</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 13:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>magratheastorie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>

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		<description><![CDATA[Viaggio nel passato è una raccolta di sei brevi, ma inquietanti e misteriosi racconti, posti tra realtà e finzione, dell’autore esordiente Marco Pezza, il cui stile si ispira a E. A. Poe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/viaggi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-891" style="margin: 2px;" title="viaggi" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/viaggi.jpg" alt="viaggi" width="186" height="271" /></a><strong>Viaggio nel passato</strong> è una raccolta di sei brevi, ma inquietanti e misteriosi racconti, posti tra realtà e finzione, dell’autore esordiente <strong>Marco Pezza</strong>, il cui stile si ispira a <strong>E. A. Poe</strong>.</p>
<p>Pezza riprende infatti quel gusto neo-gotico dell’angosciante, dell’orrido, dell’incubo tipico del famoso scrittore americano.</p>
<p>In <em>Viaggio nel passato</em> il protagonista svela, dopo più di mezzo secolo, la sua scioccante avventura tra i ghiacci dell&#8217;Antartide dove, nel gennaio del 1927, avrebbe visto, fra terrore e sbalordimento, “qualcosa che non apparteneva al mondo, allo spazio e al tempo che conosciamo”: forse Atlantide, “il continente che diecimila anni fa sarebbe scomparso inghiottito dalle acque”. Miraggio, allucinazione o verità? Verrà mai per l’umanità il momento in cui credere in fenomeni, segni o eventi apparentemente assurdi, incoerenti e illogici senza per questo essere considerati pazzi?</p>
<p>Una lotta fraterna per l’eredità si sviluppa in <em>Incubo o realtà?</em> La bramosia per il dio denaro, il desiderio di sbarazzarsi dei propri consanguinei per stringere una maggiore ricchezza nelle proprie mani, e infine il buio, il soffocamento in una bara sotto metri di terra&#8230; La presunta vittima diventa l’omicida, chi escogita il delitto si trasforma in vittima.</p>
<p><em>L’uomo dagli occhi di vetro</em> riporta invece all’orrore dei campi di concentramento: unghie staccate, ustioni, percosse, scosse elettriche ai genitali e tutte le varie sevizie e sperimentazioni sui corpi umani vivi.</p>
<p><em>Gerald Tribe</em>, tra stenti ed espedienti di ogni sorta, soprattutto illegali, si lascia coinvolgere da un sporco affare che, in L’ultima scommessa, terrà il lettore con il fiato sospeso fino all’infausta fine del protagonista.</p>
<p><em>La casa in vendita</em>, isolata dal resto del mondo, immersa nella massima quiete, è il posto ideale per chi desidera starsene in pace. E sebbene la casa sia maledetta, trova comunque degli affittuari, tra cui James Nestfield che, incurante della fama della casa, decide di stabilircisi, a suo rischio e pericolo.</p>
<p><em>Cosa prova l’uomo in punto di morte?</em> Quali sono le sensazioni nell’esperienza pre-morte successiva a un trauma fisico? Lo psichiatra James Cornall decide di sperimentare personalmente cosa accade tra la vita e la morte facendosi portare in coma clinico.</p>
<p>Il lettore non potrà che essere trasportato intensamente ed emotivamente da questi racconti in cui si alternano allucinazioni, incubi, percezioni illusorie, ossessioni, orrori, soffocamento, mistero, morte, avidità umana, finzione e realtà. Ai protagonisti è riservato un finale sempre drammatico che conduce alla pazzia o al decesso. L’indefinibile e l’incomprensibile, la freddezza e il calcolo sono alla base di questo libro, scritto in modo scorrevole e coinvolgente.</p>

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		<title>Irregolare: un cyberpunk italiano per l’estate</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2010 12:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>magratheastorie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[cyberpunk]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Irregolare è un romanzo cyberpunk di Vincenzo Bosica che arriva a imbrigliare il lettore in una morsa adrenalinica con la sua velocità di narrazione. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/irregolare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-873" style="margin: 2px;" title="irregolare" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/irregolare.jpg" alt="irregolare" width="200" height="296" /></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788889756959/bosica-vincenzo/irregolare.html">Irregolare</a> è un <strong>romanzo cyberpunk</strong>, una fantascienza noir distopica, dalla forte personalità, che lascia poco spazio ai sentimenti comprensivi e benevoli e arriva a imbrigliare il lettore in una morsa adrenalinica con la sua velocità di narrazione.</p>
<p>L’opera riesce a riproporre le leggendarie ambientazioni alla <strong>Blade Runner</strong> in un thriller/poliziesco futuristico. I risvolti tecnologici sono estremamente dettagliati, mentre i protagonisti sono complessi e imperfetti, contaminati da difetti e con i nervi a fior di pelle. La trama si dipana attraverso una torbida e pericolosa investigazione su un efferato omicidio, che finisce per intrecciare eventi e personaggi a un ritmo vertiginoso, in un mondo corroso dalla violenza e inquinato oltre limite, nel quale la vita media ha superato il secolo grazie agli <strong>impianti cibernetici sostitutivi e potenzianti</strong>.</p>
<p>In questo futuro verosimile e non così lontano, dove il collasso demografico viene scongiurato attraverso un rigidissimo controllo delle nascite, il detective Shaun Morrison indaga sul caso con tutti i mezzi tecnologici a disposizione fino a trovarsi davanti a qualcuno che va oltre la Legge, oltre la normalità, oltre  le regole: un irregolare.</p>
<p>Irregolare si legge tutto d’un fiato nonostante la costante presenza fantascientifica e tecnologica; è un opera alla portata di tutti, non solamente per gli appassionati del genere, che regala sfolgoranti intermezzi d’azione, un intreccio degno dei migliori gialli e, soprattutto, riesce a dare una ventata di freschezza alla narrativa fantascientifica  italiana.</p>
<p>Per maggiori informazioni sul libro e su Vincenzo Bosica potete visitare il <a href="http://irregolare-sf.blogspot.com/">sito ufficiale di Irregolare</a>.</p>

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		<title>Eileen e il Sogno Velathri</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 13:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>magratheastorie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>

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		<description><![CDATA[Eileen e il sogno di Velathri è il secondo romanzo di Elena Stefania Pietra. La giovane Eileen è una fata affidata a tutori umani per proteggerla dalla perfida fata Nimue. Insieme ai suoi amici e compagni dovrà viaggiare nel tempo per far luce sui suoi sogni misteriosi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/eileen.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-879" style="margin: 2px;" title="eileen" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/eileen.jpg" alt="eileen" width="239" height="330" /></a><a href="http://www.ibs.it/code/9788883890451/zzz1k1456/eileen-e-il-sogno.html"><strong>Eileen e il sogno di Velathri</strong></a> è l’episodio che segue il romanzo d’esordio Eileen e il Salice del Tempo (Zephyro Edizioni,2008), di <strong>Elena Stefania Pietra</strong>, vincitrice del <strong>Premio Valtenesi narrativa per ragazzi</strong>.</p>
<p>Questo romanzo per adolescenti ci riporta in un mondo fantastico in cui le dimensioni spazio-temporali della vita degli umani scompaiono per fare posto alla magia e agli incantesimi e all’eterna lotta tra il bene e il male, protagonista di ogni racconto fantasy che si rispetti.</p>
<p>Eileen viene consegnata dai genitori alle zie nel mondo degli esseri umani per tenerla al riparo dalla perfidia della fata Nimue.</p>
<p><em>«Era trascorso circa un anno da quando Eileen, in una fredda giornata invernale come quella che stava nascendo, aveva scoperto di essere una fata, una fata del tempo.»</em></p>
<p>La storia inizia un anno dopo le vicende raccontate in Eileen e il Salice del Tempo. Tutto sembra tranquillo quando strani incubi notturni iniziano a tormentarla: un essere orribile prende forma da una piccola pagliuzza argentata. Sono puri e semplici sogni o premonizioni?</p>
<p>Nel frattempo nella città etrusca di Velathri arriva l’arrogante Charun, un Cepen (sommo druido) che non ispira simpatia bensì preoccupazione di tutti, e non a torto.</p>
<p>Eileen, durante un consiglio degli Anziani, esprime la sua convinzione che le visioni in qualche modo la riguardino. Non può assolutamente starsene a guardare, e decide pertanto di partire per Velathri. In che modo la fata Thanaquil e la custode dell’acqua Vetusta condividono la sua sorte? A che cosa andranno incontro Eileen, la sua fedele gattona magica Peete e i suoi amici seguendola nel suo viaggio nel tempo? Quali lunghi e complicati incantesimi dovranno sfoderare per far fronte al perfido Charun e riportare la pace in una città dominata dalla paura e dall’insicurezza?</p>
<p>Amicizia, amore, mistero, magia, spie nascoste nei luoghi più impensabili e inaccessibili sono altri ingredienti di questa seconda avvincente avventura della giovane fata.</p>

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		<title>Gatchman the Movie: alla fine si farà</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 11:12:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[gatchman]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>

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		<description><![CDATA[La Imagi conferma che il film in CGI Tratto dall'anime Gatchman - La Battaglia dei Pianeti uscirà al cinema nel 2011. Qualche tempo fa la casa di produzione ha avuto forti problemi economici e aveva deciso di non ultimare la produzione del film. Invece ora arriva l'annuncio della ripresa dei lavori e rilascia un nuovo teaser trailer.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/Imagi+Gatchaman+Poster.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-935" style="margin: 2px;" title="Imagi+Gatchaman+Poster" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/Imagi+Gatchaman+Poster.jpg" alt="Imagi+Gatchaman+Poster" width="287" height="400" /></a>Nonostante la <a href="http://www.imagi.com.hk/web/eng/">Imagi</a>, casa di produzione responsabile di Astroboy, avesse dichiarato di <a href="http://www.magrathea.it/2010/04/fuori-gatchman-dentro-gaiking-e-capitan-harlock-altri-film-tratti-da-anime-in-arrivo/">aver staccato la spina</a> al progetto <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gatchaman">Gatchman</a></strong>, ora conferma che sono ricominciati i lavori sul film tratto dalla serie animata degli anni &#8217;70 targata Tatsunoko Production (Polymar, Tekkaman, <a href="http://www.magrathea.it/2010/08/recensione-di-yattaman-the-movie/">Yattaman</a>).</p>
<p>Evviva! L&#8217;<a href="http://www.magrathea.it/2008/07/ma-quanti-film-tratti-da-manga-e-anime-ci-sono-in-produzione/">elenco di film tratti da manga e anime</a> ritrova un titolo importante!</p>
<p>La Imagi ha rilasciato un nuovo teaser trailer per il film e ha confermato il 2011 come data di uscita.</p>
<p>Gatchman è passato in Italia nell&#8217;adattamento USA, col nome di <strong>La Battaglia dei Pianeti</strong>. L&#8217;anime racconta la storia di un gruppo di ragazzi reclutati per formare il gruppo di ninja scientifici Gatchman e combattere la minaccia rappresentata dalla banda criminale Galactor, comandata dall&#8217;alieno Generalissimo X.</p>
<p>Ken l’aquila, Joe il condor, Pretty Jun il cigno, Gimpy la rondine e Ryu il gufo rappresentano la prima incarnazione di una serie che avrà poi molto successo: quella dell&#8217;action team composto da 5 elementi.</p>
<p>Ecco il nuovo teaser trailer.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="650" height="276"><param name="movie" value="http://ictv-tf-ec.indieclicktv.com/player/embed/97b1fda2ca43d6c29eaf63ed1ec347c6/4c3fd49c7d84c/31/0/defaultPlayer-player.swf"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowScriptAccess" value="always"></param><embed src="http://ictv-tf-ec.indieclicktv.com/player/embed/97b1fda2ca43d6c29eaf63ed1ec347c6/4c3fd49c7d84c/31/0/defaultPlayer-player.swf" type="application/x-shockwave-flash" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" width="650" height="276"></embed></object></p>
<p>E questo è il primo trailer rilasciato dalla Imagi. Come vedete, ci sono delle differenze nel design dei personaggi</p>
<p style="text-align: center;"><object width="640" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/v0ijXoblVPo?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/v0ijXoblVPo?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"></embed></object></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9MY_kDjQ2nc9x1XzwHtDHU2to3Y/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9MY_kDjQ2nc9x1XzwHtDHU2to3Y/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9MY_kDjQ2nc9x1XzwHtDHU2to3Y/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9MY_kDjQ2nc9x1XzwHtDHU2to3Y/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/feedburner/spVB/~4/Oz_n3P3kHow" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ho visto Avatar. E’ un film ok</title>
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		<comments>http://www.magrathea.it/2010/08/ho-visto-avatar-e%e2%80%99-un-film-ok/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 14:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni film]]></category>
		<category><![CDATA[avatar]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Avatar di James Cameron è un film riuscito a metà. Dal punto di vista tecnologico è una meraviglia che consegna ai registi nuovi strumenti per realizzare film sempre più realistici e coinvolgenti. Dal punto di vista della storia, è competente e corretto, ma senza sprazzi e originalità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/Avatar.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-927" style="margin: 2px;" title="Avatar" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/08/Avatar.jpg" alt="Avatar" width="269" height="266" /></a>Con <em>soli</em> sette mesi di ritardo, è stato un lungo inverno, sono riuscito a vedere <a href="http://www.avatarmovie.com/"><strong>Avatar</strong></a>, la pellicola di fantascienza di <strong>James Cameron</strong> che dovrebbe rivoluzionare il modo di realizzare film. La mia prima impressione sul film è riassunta nella frase che ho <a href="http://twitter.com/ancos/status/20744818734">twittato</a> appena uscito dal cinema e che vedete come titolo di questa recensione.</p>
<p>In realtà ho avuto l’impressione di aver visto <strong>due film</strong> e non solo per la durata. Entrambi mi sono piaciuti, ma uno molto più dell’altro. Il primo film è quello di cui avevo già parlato in <a href="http://www.magrathea.it/2009/09/avatar-di-james-cameron-punto-di-svolta-per-la-cinematografia/">questo articolo</a>, ovvero una meraviglia tecnologia che <strong>consegna ai registi nuovi strumenti per creare film fantastici più realistici e coinvolgenti</strong>, strumenti che permettono di portare sul grande schermo mondi fantastici che prima potevano essere realizzati in maniera convincente solo con fumetti e cartoni animati. Il film di cui parlavo in quell’articolo del settembre 2009, dunque scritto prima dell’uscita di Avatar, faceva delle promesse. Il film uscito pochi mesi dopo e che finalmente ho visto l’altro giorno mantiene tutte quelle promesse. E mi è piaciuto tanto.</p>
<p>L’altro film è quello ok. E’ il film spogliato da tutte le conquiste e gli avanzamenti nel campo degli effetti speciali. Un film ok. La storia, lo sapevo già, non era originale. Una via di mezzo tra <strong>Balla coi Lupi</strong> e <strong>Pocahontas</strong>. Questo non è un male: come sappiamo dagli appunti di scrittura, alla fine <a href="http://www.magrathea.it/2008/07/appunti-di-scrittura-le-36-infinite-trame/">le possibili trame sono sempre quelle</a>. <strong>Ciò che secondo me è mancato è stata un’originalità nella traduzione di questa trama in sceneggiatura</strong>. Intendiamoci: la sceneggiatura è <strong>competente</strong> e la regia con cui è stata tradotta in film è <strong>corretta</strong>. Ma, appunto, niente di più: competente e corretta. Non dico che un bravo studente di sceneggiatura e un bravo studente di regia appena usciti dall’università avrebbero ottenuto lo stesso risultato. Ma, insomma, quasi. Il film è molto pulito, molto ben fatto, molto competente e corretto. E quindi, <strong>molto prevedibile, poco coinvolgente, con poco cuore</strong>.</p>
<p>Tutti i film moderni utilizzano la stessa struttura di base per raccontare le loro storie,  ovvero, la stessa sequenza di eventi principali. Ne ho parlato in un <a href="http://www.magrathea.it/2008/08/appunti-di-scrittura-struttura-e-tema-la-mappa-e-la-bussola/">altro appunto di scrittura</a>. A grandi linee: <em>presentazione dei personaggi, prime sfide, risoluzioni delle sfide, nuove difficoltà, nuove risoluzioni, sfida principale, momento in cui tutto sembra perduto, vittoria finale, conclusione</em>. All’interno di questo schema si trovano molte coppie di <em>anticipazione – risoluzione</em>, ovvero la tecnica del <em>foreshadowing</em>. La più famosa definizione di questo schema binario, utilizzata per predicare la sintesi, è quella del drammaturgo russo Anton Chekhov: <em>una pistola mostrata nel primo atto deve sparare nel terzo</em>.</p>
<p>I film vanno avanti combinando struttura e foreshadowing. Ormai tutti hanno capito qual è la successione degli eventi in un film. <strong>Da cosa si vedono il bravo sceneggiatore e il bravo regista? Dal fatto che riescono a sorprendere il pubblico</strong>: gli spettatori sanno cosa sta per succedere (una nuova difficoltà, un salvataggio all’ultimo momento), ma non riescono a immaginare cosa causerà questo evento. E questo evento deve essere anticipato nel corso della storia, non si può trattare di una difficoltà o di una soluzione uscite fuori dal nulla.</p>
<p>Pensate a <a href="http://www.magrathea.it/2010/08/toy-story-3/">Toy Story 3</a>. La prima cosa che i giocattoli vedono appena arrivati alla discarica è l’artiglio di una gru. I tre alieni giocattolo del Pizza Planet lo guardano ammirati: “l’Artigliooo!!!” Poi i giocattoli finiscono sul nastro trasportatore, arrivano nell’inceneritore, tutto sembra perduto, si preparano a morire insieme. E vengono salvati dagli alieni del Pizza Planet, usando l’artiglio. Questo è un <strong>perfetto esempio di anticipazione e risoluzione</strong>, il foreshadowing al suo meglio: lo strumento con cui viene risolto il problema viene mostrato prima di passare alla situazione problematica. L’oggetto è intimamente legato alla mitologia e all’ambientazione del film. E con una tecnica narrativa eccezionale, gli autori di Toy Story 3 riescono in un <strong>gioco di prestigio perfetto: dopo aver mostrato la soluzione, la fanno sparire</strong>. Gli spettatori se ne dimenticano, coinvolti come sono nella storia. Coinvolti al punto che non si rendono conto che i tre alieni, personaggi secondari, sono spariti da 5 minuti e non si sono visti né sul nastro trasportatore né nella fornace.</p>
<p><strong>Ad Avatar tutto questo manca</strong>. La struttura è usata correttamente, tutti i problemi e tutte le soluzioni vengono anticipati e risolti in maniera competente. E quindi prevedibile. Soprattutto nel terzo atto, sembra quasi che i personaggi si rivolgano allo spettatore: faccio <em>questo</em> adesso, così poi succederà <em>quello</em> più tardi.</p>
<p>Proprio perché il film è competente, alla fine mi è piaciuto. Il fatto che quella trama fosse arricchita da quell’ambientazione e realizzata con quegli effetti speciali lo ha reso ancora migliore. Ma alla fine, come film, Avatar per me è sullo stesso piano di <strong>Starship Troopers</strong> (che a me, e credo solo a me, è piaciuto) e forse anche un quarto di gradino più in basso.</p>
<p>E però Avatar mi ha anche deluso. Un film d’azione fantascientifica non ha bisogno di avere per forza una trama che rivaleggia con <strong>Memento</strong>. Ma, a parità d’azione fantascientifica e di regista, <strong>Aliens</strong> e <strong>Terminator 1 e 2</strong>, erano film migliori. Più coinvolgenti. Con più cuore.</p>

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