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	<title>Magrathea</title>
	
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	<description>Rivista di narrativa fantastica. Fantasy, fantascienza, horror. Notizie, recensioni e anticipazioni di libri, film, giochi e serie tv</description>
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		<title>I trend nel fantastico</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 13:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho analizzato l'andamento di alcune chiavi di ricerca legate al fantastico. Dalle analisi emerge il livello di interesse per alcuni argomenti in Italia negli ultimi 12 mesi. Twilight e i vampiri dominano l'interesse nel campo del fantastico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dovrei scrivere la recensione di <strong>Toy Story 3</strong> (magnifico) e <strong>Yattaman</strong> (molto divertente). Ma ho il cervello che fuma e chiudere quest&#8217;anno di lavoro sta assorbendo tutte le mie energie.</p>
<p>Però ho il tempo di fare una rapida <strong>analisi dell&#8217;andamento di alcune parole chiave legate al mondo del fantastico in Italia negli ultimi 12 mesi</strong>. E&#8217; un&#8217;analisi che ho fatto al volo mentre aspettavo di andare a mangiare, non uno studio accurato, ma può essere la base per qualcosa di più serio in futuro.</p>
<p>Ecco cosa ho fatto: usando uno strumento di analisi del volume di ricerche di termini su Google, ho confrontato alcune parole chiave. Il risultato è una serie di grafici che mostra l&#8217;andamento delle ricerche per quei termini negli ultimi 12 mesi (da agosto del 2009 a oggi), in Italia.</p>
<p>Il volume di ricerche riflette l&#8217;interesse per quella particolare parola chiave, rispetto ad altre. <strong>Interesse e sentimento sono due concetti molto diversi</strong>: io posso cercare un forum dedicato a un libro per lamentarmi di quanto è scritto male. Questa ricerca genera interesse positivo, ma sentimento negativo. Questi grafici mostrano solo l&#8217;interesse.</p>
<p>Ecco i grafici, cliccateli per vederli a dimensione originale.</p>
<p><strong>Interesse per genere</strong></p>
<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/generi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-846" title="generi" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/generi.jpg" alt="generi" width="575" height="243" /></a></p>
<p>Quale genere ha suscitato maggiore interesse negli ultimi 12 mesi? Il <strong>fantasy</strong>, non c&#8217;è storia, seguito dall&#8217;horror. Sono un po&#8217; sorpreso nel vedere fantascienza e supereroi così in basso, nonostante l&#8217;hype generato da film e serie TV. Le linee per la fantascienza e il supereroistico sembrano lineari perché schiacciate dal fantasy. Togliendo questo genere dalla ricerca, le linee per gli altri generi si fanno più frastagliate. La fantascienza mostra un picco a gennaio, in occasione dell&#8217;uscita di <strong>Avatar</strong>, evidentemente.</p>
<p><strong>Il Signore degli Anelli contro Twilight contro Harry Potter<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/isdavstwilightpotter.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-850" title="isdavstwilightpotter" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/isdavstwilightpotter.jpg" alt="isdavstwilightpotter" width="575" height="243" /></a></p>
<p><strong>Twilight è horror o fantasy</strong>? A voler essere rigorosi dovrebbe essere un horror, ci sono i vampiri! Ma sembra più un urban fantasy, che è un genere elastico e in effetti sconfina nell&#8217;horror e nel weird. Comunque, è una saga che ha conquistato un grande seguito di appassionati. Ho provato a confrontare Twilight con la saga che ha entusiasmato più di una generazione, quella de <strong>Il Signore degli Anelli</strong>, e con una più recente: <strong>Harry Potter.</strong> Ecco il risultato: la caduta del mito! Il ciclo di romanzi più ricercato su Google degli ultimi 12 mesi è quelli di Twilight. Il Signore degli Anelli viaggia su linea piatta, schiacciato dall&#8217;interesse per i romanzi della Meyer. I picchi di Twilight si hanno in corrispondenza dell&#8217;uscita dei film in Italia: a novembre New Moon, a giugno Eclipse.  Twilight vinceanche su Harry Potter, ma i romanzi del maghetto suscitano più interesse delle vicende degli hobbit.</p>
<p><strong>Vampiri o lupi mannari?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/mostri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-844" title="mostri" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/mostri.jpg" alt="mostri" width="575" height="243" /></a></p>
<p>Parlando di Twilight non si può non parlare di Team Edward e Team Jacob. Quale creatura delle tenebre genera maggiore interesse, il vampiro o il lupo mannaro? Il fascino di Benicio del Toro non può nulla contro la corazzata Twilight: negli ultimi 12 mesi <strong>i vampiri hanno generato molto più interesse dei lupi mannari</strong>, nonostante siano usciti anche un po&#8217; di libri che hanno come protagonisti dei mannari. In realtà i vampiri sono trendy da decenni. Twilight non ha creato il fenomeno, ma lo ha rafforzato e trasmesso a una nuova generazione.</p>
<p><strong>Star Trek o Star Wars?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/saghe.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-845" title="saghe" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/saghe.jpg" alt="saghe" width="575" height="243" /></a></p>
<p style="text-align: left;">
<p>Confronto inevitabile. Guerre Stellari o Star Trek? Qual è la saga fantascientifica che ha riscosso più interesse negli ultimi 12 mesi? Se ci limitiamo all confronto &#8220;Star Trek&#8221; vs &#8220;Guerre Stellari&#8221;, vince Star Trek. Ma a quanto pare anche in Italia il termine più ricercato è &#8220;Star Wars&#8221;. <strong>La saga di Lucas, quindi, genera più ricerche di quella di Roddenberry</strong>. Il film di Star Trek firmato da JJ Abrams è di maggio 2009. Andando indietro nel tempo si vede un picco per Star Trek, che nelle settimane precedenti e successive all&#8217;uscita del film supera Star Wars, per poi tornare sotto.</p>
<p><strong>Heroes o Lost?</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/lostheroes.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-843" title="lostheroes" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/lostheroes.jpg" alt="lostheroes" width="575" height="243" /></a></p>
<p>Infine, ho dato un&#8217;occhiata alla televisione.</p>
<p>Quale serie TV ha generato maggiore interesse? Ho cercato solo Lost e Heroes, per l&#8217;hype che hanno generato. Vince <strong>Lost </strong>e non è una sorpresa: la serie durava da più tempo, quindi aveva costruito una maggiore base di fan e la curiosità per il finale era molto alta. Heroes, d&#8217;altra parte, dopo la splendida prima stagione era diventato una barzelletta negli USA. Qui da noi, a causa del doppiaggio e dell&#8217;adattamento terrificanti, non ha mai preso piede.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BQ6K7rpWOw4QKYfKYHLa5vff26E/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BQ6K7rpWOw4QKYfKYHLa5vff26E/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BQ6K7rpWOw4QKYfKYHLa5vff26E/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BQ6K7rpWOw4QKYfKYHLa5vff26E/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/feedburner/spVB/~4/0FdEQQHoQK8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Scott Pilgrim Vs. The World</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 11:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>

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		<description><![CDATA[Scott Pilgrim è uno dei più bei fumetti che abbia mai letto. E' scritto e disegnato da Bryan Lee O'Malley. E' divertente e poetico, pieno di citazioni da videogiochi e invenzioni visive e narrative fenomenali. Dal fumetto è stato tratto il film Scott Pilgrim vs the World, che uscirà ad agosto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_835" class="wp-caption alignleft" style="width: 343px"><strong><strong><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/scott-pilgrim.jpg"><img class="size-full wp-image-835 " style="margin: 2px;" title="scott-pilgrim" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/scott-pilgrim.jpg" alt="Scott Pilgrim" width="333" height="500" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Scott Pilgrim</p></div>
<p><strong><a href="http://www.scottpilgrim.com/">Scott Pilgrim</a></strong> è una serie a fumetti scritta e disegnata dal fumettista canadese <strong>Bryan Lee O’Malley</strong>. Racconta la storia di Scott Pilgrim, un pigro, ingenuo, videogiocatore, suonatore di basso di Toronto, che si innamora della misteriosa Ramona Flowers. Ramona ricambia i suoi sentimenti, ma lo avverte che potranno stare insieme solo se Scott riuscirà a sconfiggere in combattimento i suoi sette malvagi ex.</p>
<p>La storia si dipana per sei volumi, cinque già usciti e l’ultimo previsto per il 20 luglio. Ogni volumetto è in bianco e nero, con qualche raro inserto a colori. Il disegno e lo stile narrativo sono influenzati dai manga. Influenzato dai manga per molto tempo voleva dire che il disegnatore occidentale provava a disegnare in stile manga, ottenendo un risultato a metà tra il tratto europeo e quello giapponese. Insomma, in sintesi, disegnato male. Non è il caso di O’Malley: il suo tratto è una <strong>sintesi personale e originale</strong>, che gli permette di esprimere le complicate emozioni che provano i suoi personaggi con pochi convincenti tratti e di rendere le scene d’azione fluide e dinamiche. I volumi sono usciti al ritmo di uno all’anno, dal 2004 a oggi. E’ eccezionale la progressione di O’Malley, di volume in volume è sempre più sicuro nel tratto, sempre più bravo nella sceneggiatura. Il modo in cui padroneggia la narrazione sequenziale <strong>farebbe felice Will Eisner</strong>.</p>
<p>Anche se la premessa della storia è “Scott deve combattere contro gli ex”, le scene d’azione e combattimento sono relativamente poche. I volumi hanno dalle 168 alle 216 pagine e la maggior parte del tempo è dedicata a seguire la vita quotidiana di Scott e dell’ampio cast: il coinquilino di Scott Wallace Wells, Ramona, i membri della band in cui suona Scott, i Sex Bob-omb e molti altri amici e parenti.</p>
<p>O’Malley mescola bene la storia delle amicizie e delle relazioni tra personaggi con la trama principale della lotta contro i malvagi ex. L&#8217;<strong>ambientazione è bizzarra</strong>: una Toronto contemporanea rappresentata in maniera realistica, in cui  però superpoteri, robot, ninja, pony express che utilizzano passaggi dimensionali e tante citazioni dai più popolari videogiochi sono del tutto normali. La facilità con cui vengono miscelati in modo convincente e appassionante elementi da soap opera ed elementi fantastici <strong>ricorda il miglior Chris Claremont dei tempi di X-Men</strong>.</p>
<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/scott_pilgrim_3_500.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-836" style="margin: 2px;" title="scott_pilgrim_3_500" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/scott_pilgrim_3_500.jpg" alt="scott_pilgrim_3_500" width="500" height="280" /></a>Dalla serie a fumetti è stato tratto un <strong>film</strong>, <a href="http://www.scottpilgrimthemovie.com/">Scott Pilgrim Vs. The World</a>, che uscirà negli USA il 13 agosto e da noi il 19 novembre. La <strong>regia è di Edgar Wright</strong>, regista de L’<strong>Alba dei Morti Dementi</strong> (Shaun of the Dead) e <strong>Hot Fuzz</strong>. Il protagonista è <strong>Michael Cera</strong>, già visto in <strong>Arrested Development – Ti Presento i Miei</strong>. A giudicare dal trailer, il film riprende l’atmosfera pop e da videogioco del fumetto. Wright ha collaborato con O’Malley per assicurare ai fan una fedele trasposizione del fumetto. Ovviamente c’è il massimo riserbo sul finale, che potrebbe essere differente da quello del fumetto, il cui ultimo volume uscirà appena tre settimane prima della pellicola.</p>
<p>Fin qui le notizie. Ora consentitemi un’opinione personale. <strong>Scott Pilgrim è una figata pazzesca</strong>. Davvero. Non capisco perché stiate leggendo questo post, quando potreste catapultarvi in fumetteria e comprare i fumetti adesso. <strong>Adesso</strong>!</p>
<p>I volumi usciti fino a ora sono <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/1932664084?ie=UTF8&amp;tag=magratheait-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1634&amp;creative=19450&amp;creativeASIN=1932664084">Scott Pilgrim&#8217;s Precious Little Life</a><img style="border:none !important; margin:0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=magratheait-21&amp;l=as2&amp;o=2&amp;a=1932664084" border="0" alt="" width="1" height="1" />, <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/1932664122?ie=UTF8&amp;tag=magratheait-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1634&amp;creative=19450&amp;creativeASIN=1932664122">Scott Pilgrim Versus The World</a><img style="border:none !important; margin:0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=magratheait-21&amp;l=as2&amp;o=2&amp;a=1932664122" border="0" alt="" width="1" height="1" />, <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/193266422X?ie=UTF8&amp;tag=magratheait-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1634&amp;creative=19450&amp;creativeASIN=193266422X">Scott Pilgrim and the Infinite Sadness</a><img style="border:none !important; margin:0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=magratheait-21&amp;l=as2&amp;o=2&amp;a=193266422X" border="0" alt="" width="1" height="1" />, <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/1932664491?ie=UTF8&amp;tag=magratheait-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1634&amp;creative=19450&amp;creativeASIN=1932664491">Scott Pilgrim Gets It Together</a><img style="border:none !important; margin:0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=magratheait-21&amp;l=as2&amp;o=2&amp;a=1932664491" border="0" alt="" width="1" height="1" />, <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/000735147X?ie=UTF8&amp;tag=magratheait-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1634&amp;creative=19450&amp;creativeASIN=000735147X">Scott Pilgrim vs the Universe</a><img style="border:none !important; margin:0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=magratheait-21&amp;l=as2&amp;o=2&amp;a=000735147X" border="0" alt="" width="1" height="1" />. Li ho divorati nel corso di una notte, semplicemente non potevo smettere di leggere. Ho alternato momenti di commozione ad altri in cui ridevo fino alle lacrime, emozione, divertimento, riflessione. Altre risate. L&#8217;ultimo sarà <a href="http://www.amazon.co.uk/gp/product/0007340508?ie=UTF8&amp;tag=magratheait-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=1634&amp;creative=19450&amp;creativeASIN=0007340508">Scott Pilgrim&#8217;s Finest Hour</a><img style="border:none !important; margin:0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.co.uk/e/ir?t=magratheait-21&amp;l=as2&amp;o=2&amp;a=0007340508" border="0" alt="" width="1" height="1" />.</p>
<p>Se non sapete l’inglese, i primi tre sono stati <a href="http://lizard.rcslibri.corriere.it/autore/o_malley_bryan_lee.html">tradotti in italiano</a> dalla Rizzoli Lizard. <a href="http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&amp;xy=scott+pilgrim">Comprateli</a>!</p>
<p>I personaggi vengono presentati con tag da videogioco. Ogni tanto Scott raccoglie un power up e sembra del tutto normale che appaiano vite extra in mezzo alla strada. Il sistema educativo viene visto come il livellamento di un personaggio in un gioco di ruolo (“non posso usare lo skateboard di mithril, non ho preso l’abilità in quinta elementare”). Gli ex sconfitti esplodono in nuvole di fumo, lasciandosi dietro monete e oggetti, come in Super Mario. E’ tutto geniale. Non entravo così in trip per un fumetto dai tempi di <strong>Sandman</strong>.</p>
<p>In attesa del volume conclusivo, guardo e riguardo il trailer di Scott Pilgrim Vs. The World e sto giocando con tutti i giochini disponibili, come l’<a href="http://www.scottpilgrimthemovie.com/avatarCreator/">avatar creator</a>. Non arriverò al punto di comprare una PlayStation per giocare col videogioco, <em>ma sono stato tentato</em>.</p>
<p>Scott Pilgrim di Bryan Lee O’Malley. Sul serio, leggetelo. Se è sangue quello che scorre nelle vostre vene e un cuore quello che batte nel vostro petto, non potrà non piacervi.</p>
<p>Ecco il trailer internazionale di Scott Pilgrim Vs. The World</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kjt4vhSqtFQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/kjt4vhSqtFQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YF7FzI8Gf-1oiVKb3Uov7MpjlrM/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YF7FzI8Gf-1oiVKb3Uov7MpjlrM/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YF7FzI8Gf-1oiVKb3Uov7MpjlrM/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YF7FzI8Gf-1oiVKb3Uov7MpjlrM/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/feedburner/spVB/~4/dMuVJZI3Yew" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Il Drago di Sua Maestà di Naomi Novik</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 10:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto Il Drago di Sua Maestà, di Naomi Novik. Primo romanzo del ciclo di Temeraire. E' un flintlock fantasy in cui le guerre napoleoniche vengono combattute usando i draghi come aviazione. Una lettura leggera, perfetta per l'estate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/9788834712443g.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-827" style="margin: 2px;" title="9788834712443g" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/07/9788834712443g.jpg" alt="9788834712443g" width="200" height="302" /></a>Ho letto <strong><a href="http://www.ibs.it/code/9788834712443/novik-naomi/drago-di-sua-maest-agrave.html">Il Drago di Sua Maestà</a></strong>, primo del <strong>ciclo di Temeraire</strong> di <a href="http://www.temeraire.org/">Naomi Novik</a>, un po’ per caso.</p>
<p>Ho scaricato Kindle per Android, il programma di lettura ebook che porta le funzionalità del <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B0015T963C?ie=UTF8&amp;tag=magratheait-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=390957&amp;creativeASIN=B0015T963C">Kindle di Amazon</a><img style="border:none !important; margin:0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=magratheait-20&amp;l=as2&amp;o=1&amp;a=B0015T963C" border="0" alt="" width="1" height="1" /> sui cellulari con sistema operativo Android. Mi sono collegato al Kindle shop per provarlo subito, sono andato nella sezione fantascienza, ho ordinato l’elenco dei libri per prezzo crescente e ho iniziato a scorrere i titoli. Volendo solo fare una prova, ho guardato solo i titoli a costo zero. Tolti quelli che avevo già letto, come varie opere di Mary Shelley, e i libri di analisi storica erroneamente catalogati come science fiction, questo <strong>His Majesty’s Dragon</strong> in promozione sembrava l’unico titolo appetibile. Quindi l’ho scaricato e me lo sono letto.</p>
<p>Letto è sbagliato, l’ho divorato. Ammetto che l’ho divorato più per la possibilità di leggere comodamente, senza sforzo in ogni momento libero, che per i meriti del romanzo in sé. Grazie a Kindle ho potuto leggere mentre cucinavo, annaffiando il giardino, durante gli spostamenti tra un cliente e l’altro, ritrovandomi sempre sull’ultima pagina letta ogni volta che riprendevo in mano il libro. Non ho sfruttato la possibilità di sincronizzare la lettura tra telefono e computer, perché leggere sullo schermo del telefono si è rivelato molto più confortevole che sul monitor da 24 pollici. Il monitor è rigido, mentre il cellulare ha la maneggevolezza di un libro. Lo schermo è chiaro, la possibilità di regolare l&#8217;illuminazione permette di non affaticare la vista, i caratteri sono ben leggibili, l&#8217;interfaccia è scarnaì, ma funzionale. Unico appunto: è difficile capire quanto manca alla fine del capitolo, per decidere se sospendere o meno la lettura.</p>
<p>Comunque, se il libro non fosse stato per lo meno interessante, Kindle o non Kindle non gli avrei dedicato del tempo.</p>
<p>Il Drago di Sua Maestà è <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Horatio_Hornblower">Hornblower</a> coi draghi</strong>. Forse avrete visto il film con Gregory Peck, o la serie TV con Ioan Gruffud. Hornblower è un ciclo di romanzi scritti da Cecil Scott Forester che racconta le avventure dell’ufficiale della reale marina inglese Horatio Hornblower durante le guerre napoleoniche. Ecco, prendete un esemplare capitano della marina di Sua Maestà, aggiungete una spruzzata di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_d%27Inghilterra">Battaglia d’Inghilterra</a>, condite tutto con tanti draghi usati per combattere battaglie aeree e missioni di bombardamento e avrete un’idea del mondo creato da Naomi Novik.</p>
<p>I draghi, nel mondo di Temeraire, esistono e convivono con gli umani da sempre. Sono intelligenti, in grado di parlare e collaborare con gli uomini e di venire addestrati. Quando un uovo si schiude, se ci sono umani intorno, il drago potrebbe scegliere uno di loro come compagno e permettergli di dargli un nome. Una volta che il nome viene dato, si forma un vincolo indissolubile tra umano e drago: l’animale vede l’umano a cui si è legato come un amico e sviluppa una forma di affetto e di fedeltà assoluta per il suo padrone. I draghi vengono utilizzati per scopi militari e, per quanto riguarda gli inglesi, diventare il padrone di un drago significa dover rinunciare alla propria vita ed entrare in aviazione, per dedicarsi anima e corpo ad accudire il proprio drago e alla difesa dell’Inghilterra.</p>
<p>E’ quello che accade al capitano Will Laurence, comandante di una nave da guerra inglese. Durante una missione di pattuglia intercetta e cattura una nave francese che trasporta un uovo di drago. Al momento della schiusa, il drago sceglie proprio Laurence come suo custode. Laurence battezza il drago Temeraire. Da Bravo ufficiale di Sua Maestà, Laurence conosce il proprio dovere: abbandonare la carriera in marina, rinunciare a comandare una nave, abbandonare la vita condotta fino a quel momento e tutti i progetti fututi e unirsi ai corpi aerei. Tanto è rigida, formale, disciplinata e organizzata la vita in marina, tanto è informale e anarchica la vita nei corpi aerei. Laurence avrà quindi difficoltà ad adattarsi alla sua nuova situazione. E d’altra parte, Temeraire è un raro esemplare di drago cinese e anche lui avrà difficoltà a integrarsi con gli altri draghi del suo squadrone. La maggior parte del romanzo racconta l’addestramento di Laurence e Temeraire e il loro percorso per farsi accettare tra gli aviatori.</p>
<p>Il romanzo è ben scritto, la Novik ha fatto un notevole sforzo di ricerca per descrivere con precisione il periodo storico: dal linguaggio agli eventi, dai comportamenti alle opinioni la ricostruzione è credibile. La storia si svolge nell’arco di un anno, quasi tutto dedicato all’addestramento di drago e comandante, e si conclude subito dopo la Battaglia di Trafalgar, con elementi che richiamano la Battaglia d’Inghilterra e la situazione della RAF durante la Seconda Guerra Mondiale: pochi mezzi, pochi uomini, ottimo addestramento, grande organizzazione.</p>
<p>Se la storia è ben scritta, non sempre è coinvolgente. Laurence è un perfetto capitano di marina inglese ottocentesco. Il che vuol dire che spesso è rigido, arroccato sulla difesa del suo onore e lento ad adattarsi alla nuova situazione. Ovvero, spesso è antipatico. Il rapporto con Temeraire, ma in generale dei draghi coi loro padroni, è bizzarro. Sono mossi dalla stessa cieca fedeltà tipica del bravo cane. Però sono creature di intelligenza variabile, ma sicuramente superiore a quella di un cane. E parlano. L’effetto dell’intelligentissimo Temeraire che parla un inglese forbito e lo usa per ottenere l’equivalente verbale dello scodinzolare e rotolarsi ai piedi del padrone è decisamente strano. Come è strano vedere Temerarire che passa fasi di insicurezza adolescenziale, ma non ha problemi a spiegare a Laurence i passi più difficili dei testi di fisica, matematica e filosofia che il suo capitano gli legge. I draghi di questo mondo hanno un qualche grado di originalità: presentano le caratteristiche tipiche di questa razza di animali fantastici, compreso il gusto del possesso dei tesori, associate a una personalità più umana. Da adolescente umano, per quanto visto fino a ora. Non sempre essere originali significa essere convincenti. Soprattutto quando si spinge molto sul lato adolescente umano.</p>
<p>Attorno ai due protagonisti ruota un cast abbastanza corposo, composto dai membri dell&#8217;equipaggio di Laurence, altri capitani, draghi e ufficiali dell&#8217;aviazione. Nessuno è caratterizzato in maniera profonda ma, aiutandosi con parecchi luoghi comuni, la scrittrice riesce a dare a ciascuno una sua personalità.</p>
<p>La storia è molto telefonata. Potrei mettere un&#8217;<strong>allerta spoiler</strong> qui, ma non ce n’è bisogno: tutti i colpi di scena sono prevedibili. Appena un certo personaggio fa la sua comparsa, tutti voi penserete “ecco la spia francese”. Sul finire del libro, lo squadrone di Laurence e Temeraire riceve la notizia della vittoria ottenuta da Nelson nella battaglia navale e aerea di Trafalgar. Mentre i personaggi festeggiano, voi guarderete il numero di pagine che ancora rimangono da leggere e vi renderete conto di due cose: che ne mancano tante e che Laurence e Temeraire non hanno ancora avuto modo di partecipare a una vera battaglia. Manca insomma la Grande Scena d’Azione. E quale può essere una Grande Scena d’Azione in un romanzo che racconta le guerre napoleoniche combattute coi draghi? Ovviamente un tentativo di invasione aerea della Gran Bretagna che ricorda da vicino la Battaglia d’Inghilterra. Invasione respinta grazie alla scoperta all’ultimo secondo, un vero e proprio deus ex machina, che non solo Temeraire è in grado di soffiare – cosa rara tra i draghi – ma il suo soffio è il più raro e potente che esista, meglio del fuoco o dell’acido. Anche questa rivelazione è scontatissima: fin dalla prima volta in cui Temeraire chiede se sarà mai in grado di soffiare, per noi lettori è chiaro che oh, sì, soffierai e sarà fichissimo. E quando i draghi inglesi iniziano a trovarsi in difficoltà contro gli invasori sapremo che ecco, è il momento del soffio misterioso!</p>
<p>La Novik ha dei problemi con le descrizioni. I draghi sono di varie dimensioni. Temeraire è un drago di quelli grossi. Pesa svariate tonnellate e trasporta un piccolo equipaggio: il capitano Laurence, vari sottufficiali, fucilieri, almeno un medico, un conciatore per riparare le imbracature che assicurano bagagli e uomini al corpo del drago. Però, quando la scrittrice descrive le scene di intimità tra il drago e il suo capitano, quando i due si appartano per leggere, meditare sulla loro condizione di estranei nel corpo degli aviatori, o semplicemente chiacchierare, il drago sembra molto più piccolo. Viene sempre descritto come un animale imponente, Laurence si accoccola tra le sue zampe per leggere o dormire, ma non sembra mai grande e ingombrante quanto un piccolo camion.</p>
<p>Ci sono problemi con le scene d’azione: è chiaro che la Novik ha in mente delle scene di volo e combattimento aereo spettacolari, ma non riesce a mettere su carta quello che vede nella sua testa e molta della potenza di queste scene viene annacquata. Purtroppo il caso più eclatante è proprio quello della tentata invasione francese. Enormi trasporti pieni di soldati, ciascuno trasportato da quattro enormi draghi (non sono un po’ pochi per tutto quel peso? D’accordo che è un fantasy, però&#8230;) e scortati da nuvole di altri draghi. Nella mia immaginazione, le immagini e la battaglia sono molto più vivide e appassionanti di quanto scritto nel libro. E sicuramente meno edulcorate di quanto descritto. Immaginate un film d’azione adatto anche per bambini, come i Pirati dei Caraibi: battaglie e morti, ma senza una goccia di sangue. Anche i pasti dei draghi sono edulcorati: vengono descritti come faccende feroci: bestiame divorato vivo, sangue e interiora che schizzano ovunque, ma non c’è mai qualcosa di veramente disgustoso. Come il pasto dei dinosauri in Jurassic Park.</p>
<p>La storia è un po’ monotona. Anche se il linguaggio è avvincente, la trama alla fine dei conti non è altro che un lungo periodo di addestramento e ambientazione, intramezzato da poche scene di tensione. E durante le une e le altre la Novik non perde occasione per ricordare quanto è bello Temeraire, quanto è forte Temeraire, quanto è elegante Temeraire, quanto è intelligente Temeraire, quanto è raro come esemplare di drago Temeraire, è l’unico drago conosciuto in grado di rimanere in volo sul posto Temeraire e quanto sono bravi Laurence e Temeraire che in appena un anno raggiungono e superano il livello di preparazione di aviatori in servizio da quando avevano dieci anni. A Temeraire manca solo di essere un vampiro di Twilight, poi il quadro sarebbe completo.</p>
<p>Nonostante questi problemi il libro si lascia leggere. L’ambientazione è più interessante e fantasiosa di quanto sia descritto nel testo: l’immaginazione di Naomi Novik in questa sua prima opera è migliore della sua capacità di descriverla. Questo è un mondo in cui si entra volentieri. Il libro è una lettura leggera e perfetta per l’estate.</p>
<p>Con Il Drago di Sua Maestà la Novik ha vinto il <strong>Compton Crook Award</strong>, il <strong>premio John Wood Campbell</strong> come migliore esordiente ed è stata candidata all’<strong>Hugo</strong> come migliore romanzo. Peter Jackson ha opzionato i diritti del libro per trarne un film. Non è detto che si farà, ma non mi dispiacerebbe vedere un flintlock fantasy al cinema.</p>
<p>Il Drago di Sua Maestà è il primo libro del <strong>ciclo di Temeraire</strong>, che continua con Il Trono di Giada, La Guerra dei Draghi, L’Impero d’Avorio, tradotti in italiano, e Victory of the Eagles, ancora da tradurre. E’ previsto un altro romanzo, per ora intitolato Tongues of the Serpents e sul <a href="http://www.temeraire.org/">sito di Naomi Novik</a> vi sono anche dei racconti. Non mi dispiacerebbe tornare nell’Europa alternativa di Temeraire, ma i giudizi su Amazon per questi seguiti sono abbastanza scoraggianti. Se anche questi titoli verranno messi in offerta a zero dollari per Kindle, potrei leggerli. Altrimenti, no.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1mJFqKIStEqdhJKqAmGqMr5VJPc/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/1mJFqKIStEqdhJKqAmGqMr5VJPc/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>La Mummiona e altre storie: le avventure della gatta Panino Panino</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 10:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>magratheastorie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[In un mercato sempre più dominato dalla narrativa per adolescenti, faccio una passo indietro e leggo La Mummiona e altre storie, un libro di favole di Nicoletta Santini, edito da Prospettiva Editrice.
E sono proprio favole e fiabe i tre racconti che costituiscono il libro. Fiabe moderne in cui appaiono mummie, vampiri e zombie (gatti – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/06/public-recensioni-immagini-309_la-mummiona.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-823" title="public-recensioni-immagini-309_la mummiona" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/06/public-recensioni-immagini-309_la-mummiona.jpg" alt="public-recensioni-immagini-309_la mummiona" width="200" height="287" /></a>In un mercato sempre più dominato dalla narrativa per adolescenti, faccio una passo indietro e leggo La Mummiona e altre storie, un libro di favole di Nicoletta Santini, edito da Prospettiva Editrice.</p>
<p>E sono proprio favole e fiabe i tre racconti che costituiscono il libro. Fiabe moderne in cui appaiono mummie, vampiri e zombie (gatti – zombie, per la precisione), ma con un taglio godibile, perfetto per dei bambini e con una notevole inventiva che permette ai racconti della Santini di creare storie avvincenti, ma non spaventose, per il pubblico a cui si rivolge. Storie interpretate da una comitiva di animali e scheletri parlanti, capitanati dalla gatta Panino Panino (vegetariana e lesta di lingua), che non hanno problemi a comunicare tra loro e a rompere la quarta parete per parlare della scrittrice che sta narrando le loro avventure.</p>
<p>Il volumetto è impreziosito dalle illustrazioni dell’autrice e da citazioni e rimandi letterari effettuati con intelligenza: se è naturale che i bambini cui è destinato il libro non possano conoscere opere come I Promessi Sposi, l’autrice cita passaggi noti e popolari, che possono essere riconosciuti come provenienti da un altro testo. Molti degli episodi richiamano episodi resi familiari ai bambini dalla televisione, e soprattutto dalla pubblicità, come è il caso per le miracolose diete dimagranti al centro di una delle favole. Oppure vengono chiamati in causa direttamente o per assonanza cicli famosi come quello di Rambo o di Harry Potter.</p>
<p>La scrittura è semplice e pensata per un pubblico di bambini: il testo è quasi tutto formato da dialogo diretto tra i personaggi, con battute continue e litigi tra i personaggi, intramezzati da frequenti eventi che catturano l’attenzione dei bambini, proni alla distrazione. Ogni personaggio ha un suo modo di parlare tipico, che lo rende facilmente riconoscibile.</p>
<p>Il ritmo è serrato come quello di un cartone animato, ma non travolgente al punto da far perdere il filo ad un giovane lettore, o a un giovanissimo a cui il libro viene letto. La Santini riesce a mettere nelle sue pagine i ritmi giusti a cui sono abituati i bambini, esposti a programmi televisivi e cartoni per l’infanzia. Ma riesce anche a usare una lingua italiana semplice, ma corretta e raffinata, concedendosi a volte giochi di parole intelligenti che dovrebbero suscitare nei lettori il gusto e l’amore per la lettura.</p>
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		<title>Il sequel più desiderato: Star Trek o Guerre Stellari?</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 13:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Serie TV]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
		<category><![CDATA[star trek]]></category>
		<category><![CDATA[star wars]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa vorrebbero vedere gli appassionati di fantascienza? Una serie TV di Star Trek ambientata dopo Voyager o nuovi sequel di Guerre Stellari ambientati dopo Il Ritorno dello Jedi? La discussione è in corso su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span class="sfforumlink"><a href="http://www.magrathea.it/forum/fantascienza/il-sequel-piu-desiderato-star-trek-o-guerre-stellari/"><img src="http://www.magrathea.it/wp-content/plugins/simple-forum/styles/icons/default/bloglink.png" alt="" /> Discuti questo post sul forum</a> - (1) Posts</span><p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/06/star_trek_wars.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-810" style="margin: 2px;" title="star_trek_wars" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/06/star_trek_wars.jpg" alt="star_trek_wars" width="244" height="167" /></a>Sulla pagina Facebook del blog <a href="http://io9.com/">io9</a> è in corso una <a href="http://www.facebook.com/io9.com?v=wall&amp;story_fbid=132649770089752#!/io9.com?v=wall">discussione</a>: cosa vorrebbero vedere gli appassionati di fantascienza? Una nuova serie TV di <strong>Star Trek</strong> ambientata dopo <strong>Voyager</strong> o una nuova trilogia di film di <strong>Guerre Stellari</strong> ambientati dopo <strong>Il Ritorno dello Jedi</strong>?</p>
<p>Al momento Guerre Stellari post Jedi è in vantaggio.</p>
<p>La discussione è del tutto teorica, perché per ora Star Trek vivrà solo al cinema, col sequel del film di Abrams. Mentre per Guerre Stellari è in preparazione una serie live, ambientata tra La Vendetta dei Sith e Una Nuova Speranza. In più si vocifera di una serie comica affidata a Seth Green, autore dei due special di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robot_Chicken">Robot Chicken</a> dedicati a Guerre Stellari.</p>
<p>Però è interessante, perché permette di vedere quali speranze hanno i fan per il futuro delle due serie.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? Ho aperto una <a href="http://www.facebook.com/topic.php?topic=14247&amp;uid=153908604327">discussione</a> sulla <a href="http://www.facebook.com/magrathea.fantasy.scifi">pagina Facebook di Magrathea</a> per parlarne.</p>

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		<title>Ho visto Saw VI. Paura</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 20:51:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Saw VI è un degno film della serie torture porn basata sui crudeli giochi proposti dall'Enigmista. Non è il film migliore per avvicinarsi alla saga, ma chi la conosce già lo apprezzerà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/06/email_saw_head.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-803" style="margin: 2px;" title="email_saw_head" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/06/email_saw_head-300x255.jpg" alt="email_saw_head" width="300" height="255" /></a><a href="http://www.saw6film.com/main.html">Saw VI</a> è il nuovo capitolo della saga torture porn per eccellenza. Il film prosegue la storia sviluppata nelle prime cinque pellicole e, ovviamente, si chiude lasciando ampi spazi per un settimo capitolo.</p>
<p>I cultori della serie horror troveranno tutto quello che cercano in un nuovo film della saga di <strong>Saw</strong> e una conclusione alle questioni lasciate in sospeso nel quinto episodio. Per chi invece non conosce questa serie di film dell&#8217;orrore, forse questo Saw VI non è il punto di ingresso migliore. Ci sono troppi flashback per una narrazione fluida, ma troppo pochi per ricostruire la storia narrata nei primi cinque episodi. C’è sempre la sensazione di non aver capito tutto. Non che capire tutto sia importante, se quello che si cerca è il marchio di fabbrica della serie Saw, ovvero sangue e tortura fisica e psicologica. Quelle davvero non mancano e anzi si torna alla freschezza e all’inventiva dei primi capitoli. Saw VI, però, nel complesso soffre molto il sue essere l’ultimo capitolo di una trilogia basata su una precedente trilogia. A complicare la situazione c’è anche il fatto che, in previsione di Saw VII, vengono lanciati altri interrogativi e inserite nuove ragioni di conflitto tra i personaggi.</p>
<p>Inutile raccontare la storia, anche per non rovinare i colpi di scena. Ma è importante assicurare i fan che l’<strong>Enigmista</strong> è presente anche in questo ultimo capitolo della seconda trilogia, sempre interpretato dal bravo Tobin Bell. Al debutto alla regia della serie Kevin Greutert, che nelle precedenti pellicole svolgeva il ruolo di editor e qui porta un passo più deciso e rapido nelle scene.</p>
<p>Il Saw VI segna un ritorno alle origini per quanto riguarda i giochi, le complicate trappole in cui le sfortunate vittime degli eredi di John Kramer subiscono violenze fisiche e mentali. Anche se alcune sono complesse e grandiose, si torna a una relazione più stretta e claustrofobica tra la vittima e la trappola in cui viene messa alla prova.</p>
<p>Nel complesso, Saw VI è un film buono, ma non eccezionale e sicuramente non il migliore della serie. Prima di vederlo, vi consiglio di guardare i cinque episodi precedenti: sarete più coinvolti dalla storia.</p>
<p>Ultima nota tecnica: ho potuto vedere in anteprima il film grazie a Fusion Networking, che ha organizzato una proiezione in streaming in collaborazione con <a href="http://www.play4film.com/default.aspx?lang=it-IT">Play4Film</a> e <a href="http://www.movieplayer.it/">Movieplayer</a>. Mentre vedere un filmato in streaming non è di per sé niente di eccezionale, sono rimasto sorpreso dalla fluidità con cui ho potuto vedere un film in alta definizione con la mia linea ADSL tutto sommato sub standard. Esperienza interessante, anche se non riproduce l’atmosfera che si prova vedendo un film del genere in una sala gremita di spettatori che trattengono il respiro.</p>

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		<title>Intervista con Marco Menozzi, autore de Il Re Nero</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 12:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista con Marco Menozzi, autore de Il Re Nero, romanzo fantasy con un protagonista originale. Al romanzo è legato un concorso, in palio pass per Lucca Comics.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/re-nero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-731" style="margin: 2px;" title="re nero" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/04/re-nero-202x300.jpg" alt="re nero" width="202" height="300" /></a>Continuiamo il ciclo di interviste con autori esordienti. Stavolta è il turno di <strong>Marco Menozzi</strong>, autore dell&#8217;originale <strong>Il Re Nero</strong>, edito da Fazi editore. Il Re Nero è un libro particolare: è uno dei pochi romanzi fantasy che ha un protagonista di colore. Le risposte di Marco sono particolarmente interessanti: come vedrete il libro nasce da un ciclo di partite di gioco di ruolo. Non è il primo romanzo ad avere un&#8217;origine simile: le barriere tra le varie forme di narrazione, compresa la narrazione partecipativa dei giochi di ruolo, sono sempre più permeabili.</p>
<p>Prima di lasciarvi all&#8217;intervista con Marco Menozzi, vi segnalo un&#8217;iniziativa di Fazi per promuovere Il Re Nero. Si tratta di un <strong>concorso che mette in palio ogni settimana un abbonamento per il prossimo Lucca Comics &amp; Games</strong>. Per partecipare è sufficiente riempire il form che si trova sul <a href="http://www.fazieditore.it/RENERO/Question.asp">sito di Fazi Editore</a>.</p>
<p>Ed ecco l&#8217;intervista:</p>
<p><strong>La scrittura è una passione che coltivi da tempo, oppure questa è la prima volta che scrivi?</strong></p>
<p>Questa è la mia prima esperienza nel campo della scrittura. Fin da bambino sono stato un lettore appassionato, e quindi per me scrivere è un&#8217;esperienza davvero emozionante.</p>
<p><strong>Come ti è venuta l’idea di scrivere Il Re Nero?</strong></p>
<p>Per anni io ho giocato di ruolo insieme ad un gruppo di amici, ritrovandoci una o più volte la settimana. Uno di questi ragazzi, <a href="http://www.edizpiemme.it/autori/pierdomenico-baccalario">Pierdomenico Baccalario</a>,è diventato uno scrittore affermato, e a distanza di anni mi ha proposto di scrivere le avventure che narravo. Mi ha convinto, e così è nato il Re Nero.</p>
<p><strong>Quali sono state le tue ispirazioni per i personaggi, l’ambientazione, la trama?</strong></p>
<p>La scintilla da cui è nato Valdar, il mondo che io ho creato, mi venne quasi venti anni fa leggendo il Silmarillion di Tolkien. Egli era riuscito a creare un mondo del tutto nuovo, dotandolo di leggende, miti, eroi nati dalla sua fantasia, e perfettamente coerenti. Mi resi conto che volevo provare a fare qualcosa di anche vagamente simile, e così iniziai a lavorare su Valdar.</p>
<p><strong>Si vede che hai fatto un grande sforzo per costruire un mondo originale. Che lavoro c’è dietro? Hai effettuato delle ricerche? Se sì, di che tipo?</strong></p>
<p>Sono sempre stato un grande appassionato di mitologia ed epica di ogni tipo. I miti e leggende dei popoli antichi sono una grandissima fonte di ispirazione, che ho cercato di modellare sulle caratteristiche di Valdar. Spero di essere riuscito a creare una cosmogonia interessante e con qualche elemento originale, un lavoro difficile, e che ancora ora porto avanti.</p>
<p><strong>Che ispirazioni hai seguito per costruire i personaggi? Che metodo hai usato per assicurarti che fossero tutti credibili e interessanti?</strong></p>
<p>I personaggi del Re Nero nascono dalle partite di Gioco di ruolo. Molti dei personaggi che si possono leggere erano quelli che usavano i miei amici. Creati seguendo gli spunti da me dati, e modellati dalla loro fantasia. A loro tutti devo un eterno ringraziamento. Senza la loro passione e amore per le storie e le ambientazione da me create Valdar non sarebbe quello che è oggi.</p>
<p><strong>C’è qualche personaggio a cui ti senti legato?</strong></p>
<p>Sinceramente mi sono affezionato un po&#8217; a tutti!  Sirasa comunque è quello che ha il carattere più simile al mio, brontolone e burbero, sempre con qualcosa da protestare. Maugis e Jagred sono quelli che più mi sono divertito a scrivere.</p>
<p><strong>La scelta di avere un protagonista di colore è originale. Come nasce questa decisione?</strong></p>
<p>La razza dei Warantu, di cui Manatasi è parte, la creai ispirandomi alle storie e alle leggende africane. Quella del Re Nero era una storia che partiva da queste ispirazioni. Fu Pierdomenico a rendersi conto della particolarità di avere un protagonista di colore, una cosa che, stranamente, non ha praticamente precedenti nel fantasy.</p>
<p><strong>Ci sono degli scrittori con cui senti di essere in debito, che sono stati di ispirazione diretta o indiretta per il tuo libro?</strong></p>
<p>Tolkien, Gemmel e Martin. Veri maestri del fantasy, che tramite le loro storie mi hanno spinto a creare Valdar.</p>
<p><strong>Che metodo di lavoro hai seguito per scrivere il libro?</strong></p>
<p>Ho voluto seguire le varie vicende dei personaggi, seguendo di volta in volta il punto di vista personale di molti di loro. Ho potuto così seguire la vicenda da diverse angolazioni, dando maggiore completezza.</p>
<p><strong>Prima di iniziare la stesura del testo hai scritto una scaletta degli eventi? Sapevi già come sarebbe finito il libro quando lo hai iniziato? Oppure la storia si è sviluppata man mano che scrivevi?</strong></p>
<p>Il Re Nero era una storia che feci giocare ai miei amici quattordici anni fa. Naturalmente per scriverla ho dovuto adattarla, ma avevo tutto ben chiaro in mente.</p>
<p><strong>Quante riscritture ci sono volute prima di arrivare alla stesura finale?</strong></p>
<p>Una sola.</p>
<p><strong>Ti sei trovato a dover riscrivere completamente un pezzo di libro? O a eliminare completamente degli episodi? Il testo finale è simile o diverso a quello che avevi in mente quando hai cominciato a scrivere?</strong></p>
<p>In origine il Re Nero avrebbe dovuto di essere di 280 pagine circa. Come si può vedere mi è un po&#8217; sfuggito di mano! Se avessi dovuto seguire il mio istinto sarebbe stato ben più lungo, ma ho dovuto eliminare qualcosa. Ho tagliato alcuni capitoli e personaggi.</p>
<p><strong>Quanto tempo ci hai messo a scrivere il libro?</strong></p>
<p>Circa quattro mesi.</p>
<p><strong>C’è qualche aneddoto legato alla scrittura de Il Re Nero che vorresti raccontare?</strong></p>
<p>Nella prima settimana mi si sono bruciati due computer! Mi dissi: “Meglio non scriverlo questo libro, oppure mi brucia la casa!” Per fortuna casa mia non è ancora bruciata e il libro è già uscito.</p>
<p><strong>Come hai fatto a farti pubblicare? E’ stato difficile trovare una casa editrice? Hai spedito molte copie del tuo testo in giro?</strong></p>
<p>Tutto merito di Pierdomenico. Lui mi ha proposto di scrivere il Re Nero e mi è stato vicinissimo in questi difficili passi. E&#8217; stato lui a proporre il progetto. E qui colgo l&#8217;occasione di ringraziarlo ancora una volta.</p>
<p><strong>Intendi scrivere altre storie ambientate nello stesso mondo? Oppure con altre ambientazioni?</strong></p>
<p>Valdar ha davvero molte storie da narrare, e mi piacerebbe farne conoscere il più possibili.</p>
<p><strong>Stai già scrivendo un altro libro? Se sì, puoi darci qualche anticipazione?</strong></p>
<p>Dico solo che il Re Nero lascia aperto qualche spunto, e più di un personaggio (Audatia ed Amon, tanto per citarne due) ha interrogativi rimasti senza risposta. Sto lavorando ad un seguito.</p>
<p><strong>Vorresti cimentarti con altre forme narrative (animazione, film, fumetti&#8230;)?</strong></p>
<p>Sono un  grande appassionato di fumetti, ma visto come disegno faccio un favore al mondo e li leggo e basta! A parte gli scherzi devo ancora imparare a scrivere prima di pensare ad altro.</p>
<p><strong>Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?</strong></p>
<p>Dico solo che se una storia è bella prima o poi si farà strada. Bisogna solo saper essere pazienti.</p>

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		<item>
		<title>Intervista a Paolo Bruni, autore di Dreamwalker</title>
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		<comments>http://www.magrathea.it/2010/05/intervista-con-paolo-bruni-autore-di-dreamwalker/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 May 2010 14:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista con Paolo Bruni, autore del romanzo fantasy-horror di ambientazione onirica The Dreamwalker.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/n224683793415_5506.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-790" style="margin: 2px;" title="n224683793415_5506" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/n224683793415_5506.jpg" alt="n224683793415_5506" width="200" height="280" /></a><a href="http://it-it.facebook.com/people/Paolo-Sefyro-Bruni/1266429601">Paolo Bruni</a> è il giovane autore di <a href="http://www.facebook.com/pages/The-Dreamwalker/224683793415">The Dreamwalker</a>, un romanzo onirico a cavallo tra horror e fantasy.</p>
<p>Gli ho fatto qualche domanda, ecco le sue risposte:</p>
<p><strong>La scrittura è una passione che coltivi da tempo, oppure The Dreamwalker è è la tua prima opera?</strong></p>
<p>Ho sempre coltivato la passione per la scrittura. Fin da piccolo mi divertivo a scrivere brevi racconti di cavalieri e draghi, alimentati da favole e romanzetti per bambini. Poi ho scoperto Dungeons &amp; Dragons e lì la fantasia ha preso piede, permettendomi di far divertire anche i miei amici oltre che solo me stesso. Dopo un lungo periodo di pausa ho ripreso a scrivere cinque o sei anni fa, sono partito da racconti, per lo più horror, fino ad arrivare all&#8217;idea di mettermi alla prova scrivendo un romanzo&#8230; The Dreamwalker ne è il risultato.</p>
<p><strong>Come ti è venuta l’idea di scrivere The Dreamwalker?</strong></p>
<p>Beh quale modo migliore se non un sogno?</p>
<p><strong>Quali sono state le tue ispirazioni per i personaggi, l’ambientazione, la trama? Che lavoro e ricerche hai svolto per costruirli?</strong></p>
<p>L&#8217;ispirazione, come detto sopra, è partita da un sogno, tra l&#8217;altro uno dei pochi che mi sia mai ricordato una volta sveglio, da	questo sogno ho ricavato buona parte della trama. Invece ho svolto qualche ricerca soprattutto per quanto riguarda i combattimenti, le tecniche di guerra medioevale, la struttura di alcuni edifici&#8230;</p>
<p><strong>Che ispirazioni hai seguito per costruire i personaggi? Che metodo hai usato per assicurarti che fossero tutti credibili e interessanti?</strong></p>
<p>Ho cercato di pensare a come quei personaggi si sarebbero comportati realmente. Quindi, e questo è un errore che fanno in molti (io per primo a volte), il problema principale stava nel farli pensare con una loro testa e non con la mia, cercando di tenere a mente tutti gli eventi che li avevano portati fin lì, il loro background in definitiva.</p>
<p><strong>C’è qualche personaggio a cui ti senti legato?</strong></p>
<p>Sicuramente Damien, ma non aggiungo altro&#8230; potrei rovinare la lettura a qualcuno!</p>
<p><strong>Ci sono degli scrittori con cui senti di essere in debito, che sono stati di ispirazione diretta o indiretta per il tuo libro?</strong></p>
<p>Solo un autore: Howard Philips Lovecraft. Va bene, so che il mio libro non ha nulla a che vedere con l&#8217;horror del grande maestro americano, ma la lettura del suo romanzo breve  “La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath” è stata alla base di quel sogno che ha ispirato il mio libro. Strana come cosa se ci si pensa&#8230; un libro sui sogni che genera un sogno che da vita ad un altro libro sui sogni&#8230; da non dormirci la notte! (ok, scusate il gioco di parole)</p>
<p><strong>Che metodo di lavoro hai seguito per scrivere il libro?</strong></p>
<p>Costanza. Essenzialmente si tratta di quello. Ho cercato di mantenermi sempre legato al mio lavoro, ma senza forzare le tappe. Ovvio che se un&#8217;idea non arriva non ci si può fare un granché, ma allo stesso tempo ho sempre evitato di abbandonare la scrittura per periodi troppo lunghi.</p>
<p><strong>Prima di iniziare la stesura del testo hai scritto una scaletta degli eventi? Sapevi già come sarebbe finito il libro quando lo hai iniziato? Oppure la storia si è sviluppata man mano che scrivevi?</strong></p>
<p>Ho cominciato a scrivere il romanzo pensando, stupidamente, di non aver bisogno di scalette&#8230; mi sono ricreduto ben presto! Infatti durante la prima rilettura i capitoli iniziali hanno avuto bisogno di serie modifiche prima di arrivare a una versione definitiva.  Una volta buttata giù la scaletta (ero arrivato circa al quarto capitolo nel frattempo) mi era già chiaro come avrebbe dovuto proseguire la storia e quale sarebbe stato il finale. Più o meno.</p>
<p><strong>Quante riscritture ci sono volute prima di arrivare alla stesura finale?</strong></p>
<p>Ho ripreso in mano parti del libro un paio di volte. Più che altro i primi per quanto spiegato sopra. Il resto, grazie ad un&#8217;accurata scaletta, è stato più veloce da sistemare&#8230; piccoli errori qua e là, frasi da sistemare&#8230; le solite cose insomma.</p>
<p><strong>Ti sei trovato a dover riscrivere completamente un pezzo di libro? O a eliminare completamente degli episodi? Il testo finale è simile o diverso a quello che avevi in mente quando hai cominciato a scrivere?</strong></p>
<p>Quello che ha richiesto maggior tempo e impegno è stato la riscrittura del terzo e del quarto capitolo. Le versioni originali erano realmente pessime! Devo dire però che alla fine il libro ha rispecchiato abbastanza fedelmente l&#8217;idea di partenza.</p>
<p><strong>Quanto tempo ci hai messo a scrivere il libro?</strong></p>
<p>La prima stesura ha richiesto quasi un anno di tempo, poi riletture varie, modifiche e tagli hanno richiesto altrettanto tempo. Tirando le somme, quasi due anni di lavoro.</p>
<p><strong>Come hai fatto a farti pubblicare? E’ stato difficile trovare una casa editrice? Hai spedito molte copie del tuo testo in giro?</strong></p>
<p>Ho perso il conto di quante copie ho spedito alle varie case editrici. È veramente dura riuscire ad arrivare alla pubblicazione. Il modus operandi delle case editrici resta per me un mistero.</p>
<p><strong>Intendi scrivere altre storie ambientate nello stesso mondo? Oppure vuoi provare altre ambientazioni?</strong></p>
<p>L&#8217;idea originale si basava su quattro libri ognuno composto da una storia auto-conclusiva che avesse Caleb e il Mondo dei Sogni come protagonisti, ma le cose stanno un po&#8217; cambiando nella mia testa. Attualmente sto progettando l&#8217;ambientazione  per una saga fantasy più matura a sfondo medioevale.</p>
<p><strong>Vorresti cimentarti con altre forme narrative (animazione, film, fumetti&#8230;)?</strong></p>
<p>Sto pensando di ricavare una graphic novel dal mio racconto L&#8217;Appeso (online sul sito fantastorie) e se le cose andassero bene avrei già in mente altri piccoli lavori per quell&#8217;ambientazione. Per la sceneggiatura ci sto lavorando, ma mi servirebbe un disegnatore&#8230; Anzi facciamo che lancio un appello qui per trovarne uno!</p>
<p><strong>Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?</strong></p>
<p>Non posso permettermi di dare consiglio. Sono io stesso, in un certo senso, un aspirante scrittore. L&#8217;unica cosa che mi sento di dire è che per scrivere bisogna innanzitutto leggere!  Sembra ovvio, ma conosco “scrittori” che rimarrebbero stupiti nel leggere queste mie ultime parole.</p>
<p>Se volete conoscere Paolo di persona, parteciperà al prossimo <a href="http://www.parmafantasy.com/2010/index.php">Parma Fantasy</a>. Ci sarà anche <a href="http://charizaworld.splinder.com/">Francesca Angelinelli</a>.</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rObDOQ3CNA3rW8U_azHdBhDhGnI/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/rObDOQ3CNA3rW8U_azHdBhDhGnI/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<item>
		<title>Intervista ad Antonio Renna, autore di L’anima tra le Aquile</title>
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		<comments>http://www.magrathea.it/2010/05/intervista-con-antonio-renna-autore-di-lanima-tra-le-aquile/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 May 2010 15:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LiLi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista con Antonio Renna, autore di L'anima tra le Aquile. L'autore presenterà il suo libro a Roma il prossimo 28 maggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/l-anima-tra-le-aquile.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-785" style="margin: 2px;" title="l-anima-tra-le-aquile" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/l-anima-tra-le-aquile-220x300.jpg" alt="l-anima-tra-le-aquile" width="220" height="300" /></a>Ho avuto occasione di intervistare Antonio Renna, autore del romano <strong>L&#8217;Anima tra le Aquile</strong>.</p>
<p>Antonio presenterrà il suo libro (qui il <a href="http://www.ilfiloonline.it/shop/file/capitolo1.pdf">primo capitolo in PDF</a>)  il prossimo 28 maggio a Roma, presso la libreria Il Filo in via Basento 52/e alle ore 17.  Se siete intenzionati a partecipar ealla presentazione, con questa intervista avrete modo di sapere qualcosa di più sullo scrittore che incontrerete.</p>
<p><strong>La scrittura è una passione che coltivi da tempo, oppure questa è la prima volta che scrivi?</strong></p>
<p>Più che la scrittura la &#8220;creazione di mondi e personaggi&#8221; è una passione che coltivo da tempo, fin da quando ero bambino. Questa è la prima volta che scrivo un romanzo ed è stata un’esperienza formativa straordinaria: penso che dedicherò la mia vita alla scrittura.</p>
<p><strong>Come ti è venuta l’idea di scrivere L&#8217;anima tra le aquile?</strong></p>
<p>Inizialmente &#8211; circa cinque anni fa &#8211; ebbi il desiderio di scrivere un romanzo fantasy, di dare un contributo al genere. Per fortuna l&#8217;idea mi passò in fretta (sorride). Dico questo perché quel primo racconto, che fu la traccia generica de “L&#8217;anima tra le aquile”, non era un granché.</p>
<p><strong>Quali sono state le tue ispirazioni per i personaggi, l’ambientazione, la trama?</strong></p>
<p>Per i personaggi mi sono ispirato al mondo della cavalleria e della nobiltà medievali, nello specifico all’Ordine dei Cavalieri Templari. Ambientazione e trama meritano un discorso a parte. Gli eventi narrati si svolgono in un Medioevo lievemente riveduto, in un mondo più piccolo del nostro dove gli uomini hanno conquistato da un pezzo la pacificazione sociale e stabilito un’alleanza tra i popoli per mantenerla. Questo ha permesso loro di sviluppare la spiritualità e le scienze in maniera simbiotica, traendone grande vantaggio. Circa la trama credo, anzi, “spero” (sorride), di non aver copiato nessun’altra storia, ma so che è quasi impossibile:  inconsciamente siamo sempre influenzati da ciò che ci piace, il punto è riuscire a riformulare il tutto in maniera originale.</p>
<p><strong>Si vede che hai fatto un grande sforzo per costruire un mondo originale. Che lavoro c’è dietro? Hai effettuato delle ricerche? Se sì, di che tipo?</strong></p>
<p>Per dare verosimiglianza al narrato ho studiato un po’ di storia medievale, armi, arti marziali, miti, leggende, meditazione e, non per ultima, la lingua italiana. Dovrò studiare ancora molto (sono appena agli inizi) per portare avanti la saga: quello che ho fatto finora è solo un assaggio di ciò che ho in mente.</p>
<p><strong>Che ispirazioni hai seguito per costruire i personaggi? Che metodo hai usato per assicurarti che fossero tutti credibili e interessanti?</strong></p>
<p>Oltre alle fonti di ispirazione già citate, ho cercato di immaginare come degli individui si sarebbero comportati nella realtà; in alcuni casi ho preso spunto da persone che ho conosciuto o di cui ho letto qualcosa.</p>
<p><strong>C’è qualche personaggio a cui ti senti legato?</strong></p>
<p>Me lo chiedi?! Helcolai, naturalmente! In realtà un po’ a tutti: ognuno di loro porta con sé qualcosa che mi appartiene (Dramante, Ulien e Eniari).</p>
<p><strong>Ci sono degli scrittori con cui senti di essere in debito, che sono stati di ispirazione diretta o indiretta per il tuo libro?</strong></p>
<p>Il primo che mi viene in mente è Alexandre Dumas ma in realtà ce ne saranno molti altri (sempre per quel discorso dell’inconscio).</p>
<p><strong>Che metodo di lavoro hai seguito per scrivere il libro?</strong></p>
<p>Inizialmente ho scritto i primi capitoli della storia. Questi sono stati letti da alcune persone che li hanno trovati convincenti; decisi dunque di proseguire.</p>
<p><strong>Prima di iniziare la stesura del testo hai scritto una scaletta degli eventi? Sapevi già come sarebbe finito il libro quando lo hai iniziato? Oppure la storia si è sviluppata man mano che scrivevi?</strong></p>
<p>Avevo due punti fermi: come doveva iniziare questo primo capitolo e come doveva finire la saga. Durante i mesi di scrittura appuntavo delle idee e me ne venivano in mente altre man mano che sviluppavo la storia. Adesso ho un’agenda piena zeppa di eventi e colpi di scena che tratterò nei libri successivi.</p>
<p><strong>Quante riscritture ci sono volute prima di arrivare alla stesura finale?</strong></p>
<p>Tante, non ricordo.</p>
<p><strong>Ti sei trovato a dover riscrivere completamente un pezzo di libro? O a eliminare completamente degli episodi? Il testo finale è simile o diverso a quello che avevi in mente quando hai cominciato a scrivere?</strong></p>
<p>Ho esteso molti capitoli (anche all’ultimo momento) e l’idea complessiva del primo romanzo; non ho eliminato nulla.</p>
<p><strong>Quanto tempo ci hai messo a scrivere il libro?</strong></p>
<p>Circa dieci o dodici mesi, le correzioni prendono molto tempo. Una delle tante difficoltà fu un disturbo del sonno che rovinò cinque anni della mia vita. Adesso però sono guarito.</p>
<p><strong>C’è qualche aneddoto legato alla scrittura di L’Anima tra le aquile che vorresti raccontare?</strong></p>
<p>Ti racconto quello che più mi ha colpito. Nel Quadrato Pentamero, dopo aver disposto le parole, è “magicamente” (o forse dovrei dire “divinamente”) spuntata l’espressione “ONORO JOVRD”. Queste due parole sono disposte a croce, centralmente.</p>
<p><strong>Come hai fatto a farti pubblicare? E’ stato difficile trovare una casa editrice? Hai spedito molte copie del tuo testo in giro?</strong></p>
<p>Pubblicare è stato un calvario: ho spedito molte copie, diversi editori non risposero nemmeno. A volte non vedo nessuna logica nella scelta dei testi da parte di questi ultimi.</p>
<p><strong>Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi capitoli della saga?</strong></p>
<p>Ancora più emozioni: la storia è appena iniziata.</p>
<p><strong>Oltre a proseguire la saga, intendi scrivere altre storie ambientate nello stesso mondo? Oppure con altre ambientazioni?</strong></p>
<p>Finita questa saga vorrei dedicarmi ai racconti del terrore.</p>
<p><strong>Vorresti cimentarti con altre forme narrative (animazione, film, fumetti&#8230;)?</strong></p>
<p>Certo che sì. Per l’animazione la vedo dura: servono molte persone per fare qualcosa di professionale e di esteso (il mio book trailer l’ho realizzato completamente da solo ma non arriva al minuto di durata). Guardo il mondo del cinema con rinnovato interesse: non mi dispiacerebbe contribuire ad una trasposizione del mio romanzo, magari con Zack Snyder come regista (potrebbe ripetere il miracolo di “300”).</p>
<p><strong>Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori?</strong></p>
<p>Per scrivere qualcosa di valido bisogna studiare, per maturare nella scrittura servono libri e molto tempo; per me è un tirocinio perpetuo, non c’è un punto d’arrivo.</p>

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		<title>30 anni di Fanta Festival. Dal 25 maggio a Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 07:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ancos</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[fantafestival]]></category>
		<category><![CDATA[fantascienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Fanta Festival arriva alla trentesima edizione. Eventi e anteprime importanti per il festival romano del cinema horror, fantasy e di fantascienza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/manifesto_ff_286x402.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-782" style="margin: 2px;" title="manifesto_ff_286x402" src="http://www.magrathea.it/wp-content/uploads/2010/05/manifesto_ff_286x402-213x300.png" alt="manifesto_ff_286x402" width="213" height="300" /></a>Data importante per il <strong><a href="http://www.fanta-festival.it/home/">Fanta Festival</a></strong>: lo storico appuntamento con il <strong>cinema horror, fantasy e di fantascienza</strong> arriva alla trentesima edizione. Per festeggiarla a partire da martedì 25 maggio un ricco <a href="http://www.fanta-festival.it/programma-2010/">programma</a> che si articolerà nelle sale dei <a href="http://www.fanta-festival.it/category/luoghi/">cinema di Roma</a> Nuovo Aquila, Embassy e Trevi. <a href="http://www.fanta-festival.it/category/eventi/">Eventi</a> e anteprime importanti quest’anno.</p>
<p>Tra le numerose <a href="http://www.fanta-festival.it/category/anteprime/">anteprime</a> troviamo <strong>La regina dei castelli di carta</strong>, il terzo capitolo della trilogia Millennium, l’atteso <strong>La Strada</strong>, con Viggo Mortensen e tratto dal romanzo di Cormac McCarthy, e <strong>Survival of the Dead</strong>, nuovo capitolo della saga degli zombie di George A. Romero.</p>
<p>Tra gli eventi, oltre alla proiezione di film classici o poco noti della cinematografia fantastica <a href="http://www.fanta-festival.it/2010/05/13/brividi-italiani-i-film/">italiana</a> e straniera, vedremo un ciclo di film dedicato a <a href="http://www.fanta-festival.it/2010/04/10/omaggio-a-ray-harryhausen/"><strong>Ray Harryhausen</strong></a>, uno dei pionieri del cinema fantastico ricco di effetti speciali, e un omaggio a <a href="http://www.fanta-festival.it/2010/05/23/omaggio-a-roger-corman/"><strong>Roger Corman</strong></a>, che incontrerà il pubblico del Fanta Festival il 27 maggio. Nell&#8217;ambito del ciclo Harryhausen verrà proiettato, tra gli altri, il suo <strong>King Kong</strong>, con le scene perdute ricostruite e reinserite nella pellicola originale. Per celebrare Corman verranno proiettati alcuni dei suoi capolavori, tra cui <strong>I Maghi del Terrore</strong> e <strong>Il Pozzo e il Pendolo</strong>, entrambi interpretati da Vincent Price.</p>
<p>La madrina del festival sarà Asia Argento, mentre il padre Dario ARgento presenterà il suo nuovo thriller: <a href="http://www.fanta-festival.it/2010/05/13/dario-argento-presenta-giallo/"><strong>Giallo</strong></a>, interpretato tra gli altri dal premio Oscar Adrien Brody.</p>

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