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	<title>Anto'stuff</title>
	<link>http://www.fininformatica.it/wp</link>
	<description>Periodically re-invent yourself!!</description>
	<pubDate>Tue, 08 May 2012 07:31:11 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Delle insidie delle statistiche elettorali e del perché chi non vota favorisce la maggioranza</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/delle-insidie-delle-statistiche-elettorali-e-del-perch-chi-non-vota-favorisce-la-maggioranza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 07:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[Archiviate le elezioni amministrative, mi “diverto” a leggere e ad ascoltare le dichiarazioni di vincitori (molti) e perdenti (quasi nessuno).
In particolare, a La Spezia è stato riconfermato il sindaco uscente, con il 52,5% dei voti. Alle precedenti elezioni aveva ottenuto il 51%. 
Bene, anche meglio di cinque anni fa

si affretta a sentenziare qualche giornalista locale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Archiviate le elezioni amministrative, mi “diverto” a leggere e ad ascoltare le dichiarazioni di vincitori (molti) e perdenti (quasi nessuno).</p>
<p>In particolare, a <strong>La Spezia </strong>è stato <strong>riconfermato il sindaco uscente</strong>, con il <strong>52,5%</strong> dei voti. Alle precedenti elezioni aveva ottenuto il <strong>51%</strong>. </p>
<blockquote><p>Bene, anche meglio di cinque anni fa</p>
</blockquote>
<p>si affretta a sentenziare qualche <a href="http://www.cronaca4.it/politica/federici_e_di_nuovo_sindaco_al_primo_turno_con_il_53.htm" target="_blank">giornalista locale</a>. </p>
<blockquote><p>una gara che finisce addirittura per rafforzare la posizione del primo cittadino, almeno stando ai numeri </p>
</blockquote>
<p><font color="#333333">sostiene <a href="http://cittadellaspezia.it/La-Spezia/Politica/Federici-Priorita-al-lavoro-Il-Pd-si-e-108692.aspx" target="_blank">un altro</a>.</font></p>
<p><font color="#333333">E che dire del <strong>principale partito, il PD</strong>?</font></p>
<blockquote><p>Il Pd si è consolidato come baricentro e collante del centrosinistra nonostante una minima flessione</p>
</blockquote>
<p><font color="#333333">afferma il <a href="http://cittadellaspezia.it/La-Spezia/Politica/Federici-Priorita-al-lavoro-Il-Pd-si-e-108692.aspx" target="_blank">sindaco stesso</a>.</font></p>
<p>Ma forse non hanno ancora avuto il tempo di fare mente locale sulle <strong>statistiche</strong>, o forse sono troppo impegnati a fare in modo che i cittadini comuni non le consultino direttamente, accontentandosi di queste <strong>sintesi frettolose e fallaci</strong>.</p>
<p>Sì, perché <strong>confrontando </strong>(basta una lettura, neanche particolarmente attenta) i <a href="http://www.repubblica.it/static/speciale/2012/elezioni/comunali/la_spezia.html#risultati" target="_blank">dati odierni</a> con quelli delle <a href="http://www.repubblica.it/speciale/2007/elezioni/comunali/la_spezia.html" target="_blank">elezioni del 2007</a> si scoprono alcuni <strong>particolari </strong>che&#160; consiglierebbero, se non altro, di mitigare i <strong>toni trionfalistici</strong>:</p>
<ul>
<li>in queste elezioni il <strong>sindaco uscente </strong>è stato sostenuto da una <strong>compagine politica formidabile</strong>: l’<strong>intero arco del centro-sinistra</strong>, “ali” incluse (UDC da un lato, IDV, SEL e Federazione della Sinistra), corroborato da una <strong>lista civica personale del sindaco </strong>capitanata incredibilmente da un <strong>ex-candidato sindaco del centro destra </strong>(nel 2002) e da <strong>un’altra lista civica </strong>guidata da un <strong>altro ex-candidato </strong>oppositore diretto del sindaco nel 2007!! Cose che neanche in Bulgaria… vabbé… Ebbene, con cotanto esercito la coalizione che ha rieletto il sindaco ha ottenuto <strong>21.448 </strong>voti. Nelle precedenti elezioni, una compagine simile (ma senza l’appoggio dei due ..ex) ne ebbe <strong>25.569</strong>. L’ex-candidato, ora fiancheggiatore, ne aveva ben 3.856, ridotti oggi a 487 (forse cambiare campo non conviene?). In sintesi, la maggioranza che sostiene il sindaco ha <strong>perso</strong> ben <strong>4121</strong> voti, il <strong>16%</strong> rispetto al 2007. Niente male, come “rafforzamento”!      <br />&#160;<a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/image.png"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb.png" width="244" height="122" /></a><a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/image1.png"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/image_thumb1.png" width="244" height="112" /></a>      <br />2012&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; 2007&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; </li>
</ul>
<ul>
<li>Il <strong>PD</strong>, che secondo il sindaco si sarebbe “consolidato”, passa dai 14.721 voti dell&#8217;Ulivo nel 2007 ai 10.136 di quest’anno. Un “consolidamento” ovvero una “minima flessione” del <strong>32% </strong>in meno!</li>
</ul>
<p>Naturalmente, anche a Spezia c’è stata una buona affermazione del Movimento 5 Stelle (4.368 voti che corrispondono a più del 10%) ma il vero “vincitore” delle elezioni comunali è stato l’<strong>astensionismo</strong>. I votanti sono bruscamente scesi dal <strong>65,22</strong>% del 2007 al <strong>55,98</strong>% (quasi il <strong>10</strong>% in meno!) </p>
<p>Un falso vincitore, che in realtà è l’<strong>autentico perdente</strong>, sconfitto già in partenza.</p>
<p>Forse i cittadini sono ormai frastornati, confondono il “non voto” ai referendum (che ha un’influenza diretta sull’esito) con l’astensionismo elettorale che ha, al contrario, l’<strong>effetto paradossale </strong>di enfatizzare i risultati della maggioranza, dal momento che il numero dei votanti diminuisce e risulta <strong>più facile ottenere percentuali migliori</strong>, utilizzabili anche a scopo propagandistico dopo le elezioni, come sta avvenendo in queste ore. Si <strong>spaccia per grande vittoria </strong>quella che è, in termini numerici, una <strong>mezza </strong>(forse qualcosa di più…) <strong>sconfitta</strong>!</p>
<p>Va considerato che chi si astiene o non va a votare generalmente è un <strong>oppositore</strong>. Il non voto è considerato una forma di <strong>protesta</strong>. Peccato però che, al contrario, di solito chi è favorevole al mantenimento dello status-quo, va volentieri a <strong>riconfermare </strong>il suo candidato.</p>
<p>Per assurdo, se <strong>nessuno</strong> andasse a votare, tranne il candidato contro il quale si è scatenato l’astensionismo, questo vincerebbe facilmente, ottenendo il 100% dei consensi!</p>
<p>Meditate e, soprattutto, non <strong>date retta ai proclami dei politici </strong>o alle <strong>sbrigative sintesi </strong>dei giornalisti.</p>
<p>Informarsi <strong>direttamente dalle fonti </strong>si può. Anzi, si <strong>deve</strong>!</p>
<form id="vozme_form_febf6211caf3a0da4e40914f2bb8f039" method="post" name="vozme_form_febf6211caf3a0da4e40914f2bb8f039" target="febf6211caf3a0da4e40914f2bb8f039" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Delle insidie delle statistiche elettorali e del perch&eacute; chi non vota favorisce la maggioranza.. Archiviate le elezioni amministrative, mi “diverto” a leggere e ad ascoltare le dichiarazioni di vincitori (molti) e perdenti (quasi nessuno).
In particolare, a La Spezia è stato riconfermato il sindaco uscente, con il 52,5% dei voti. Alle precedenti elezioni aveva ottenuto il 51%. 
Bene, anche meglio di cinque anni fa

si affretta a sentenziare qualche giornalista locale. 
una gara che finisce addirittura per rafforzare la posizione del primo cittadino, almeno stando ai numeri 

sostiene un altro.
E che dire del principale partito, il PD?
Il Pd si è consolidato come baricentro e collante del centrosinistra nonostante una minima flessione

afferma il sindaco stesso.
Ma forse non hanno ancora avuto il tempo di fare mente locale sulle statistiche, o forse sono troppo impegnati a fare in modo che i cittadini comuni non le consultino direttamente, accontentandosi di queste sintesi frettolose e fallaci.
Sì, perché confrontando (basta una lettura, neanche particolarmente attenta) i dati odierni con quelli delle elezioni del 2007 si scoprono alcuni particolari che&#160; consiglierebbero, se non altro, di mitigare i toni trionfalistici:

in queste elezioni il sindaco uscente è stato sostenuto da una compagine politica formidabile: l’intero arco del centro-sinistra, “ali” incluse (UDC da un lato, IDV, SEL e Federazione della Sinistra), corroborato da una lista civica personale del sindaco capitanata incredibilmente da un ex-candidato sindaco del centro destra (nel 2002) e da un’altra lista civica guidata da un altro ex-candidato oppositore diretto del sindaco nel 2007!! Cose che neanche in Bulgaria… vabbé… Ebbene, con cotanto esercito la coalizione che ha rieletto il sindaco ha ottenuto 21.448 voti. Nelle precedenti elezioni, una compagine simile (ma senza l’appoggio dei due ..ex) ne ebbe 25.569. L’ex-candidato, ora fiancheggiatore, ne aveva ben 3.856, ridotti oggi a 487 (forse cambiare campo non conviene?). In sintesi, la maggioranza che sostiene il sindaco ha perso ben 4121 voti, il 16% rispetto al 2007. Niente male, come “rafforzamento”!      &#160;      2012&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; 2007&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; 


Il PD, che secondo il sindaco si sarebbe “consolidato”, passa dai 14.721 voti dell&#8217;Ulivo nel 2007 ai 10.136 di quest’anno. Un “consolidamento” ovvero una “minima flessione” del 32% in meno!

Naturalmente, anche a Spezia c’è stata una buona affermazione del Movimento 5 Stelle (4.368 voti che corrispondono a più del 10%) ma il vero “vincitore” delle elezioni comunali è stato l’astensionismo. I votanti sono bruscamente scesi dal 65,22% del 2007 al 55,98% (quasi il 10% in meno!) 
Un falso vincitore, che in realtà è l’autentico perdente, sconfitto già in partenza.
Forse i cittadini sono ormai frastornati, confondono il “non voto” ai referendum (che ha un’influenza diretta sull’esito) con l’astensionismo elettorale che ha, al contrario, l’effetto paradossale di enfatizzare i risultati della maggioranza, dal momento che il numero dei votanti diminuisce e risulta più facile ottenere percentuali migliori, utilizzabili anche a scopo propagandistico dopo le elezioni, come sta avvenendo in queste ore. Si spaccia per grande vittoria quella che è, in termini numerici, una mezza (forse qualcosa di più…) sconfitta!
Va considerato che chi si astiene o non va a votare generalmente è un oppositore. Il non voto è considerato una forma di protesta. Peccato però che, al contrario, di solito chi è favorevole al mantenimento dello status-quo, va volentieri a riconfermare il suo candidato.
Per assurdo, se nessuno andasse a votare, tranne il candidato contro il quale si è scatenato l’astensionismo, questo vincerebbe facilmente, ottenendo il 100% dei consensi!
Meditate e, soprattutto, non date retta ai proclami dei politici o alle sbrigative sintesi dei giornalisti.
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		<title>Perché non possiamo imparare dalla Finlandia</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/perch-non-possiamo-imparare-dalla-finlandia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 14:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Scuola</category>
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		<description><![CDATA[Il sistema educativo finlandese è ammirato e invidiato ovunque. In particolare, negli Stati Uniti si è sviluppato un ampio dibattito su quello che la scuola americana può “imparare dalla Finlandia”.
Questo articolo di Pasi Sahlberg (importante dirigente pubblico finlandese, specialista di sistemi scolastici), apparso sul Washington Post, spiega perché i due sistemi sono così diversi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sistema educativo <strong>finlandese</strong> è ammirato e invidiato ovunque. In particolare, negli Stati Uniti si è sviluppato un ampio dibattito su quello che la scuola americana può “imparare dalla Finlandia”.</p>
<p>Questo <a href="http://www.washingtonpost.com/blogs/answer-sheet/post/what-the-us-cant-learn-from-finland-about-ed-reform/2012/04/16/gIQAGIvVMT_blog.html" target="_blank">articolo di Pasi Sahlberg</a> (importante dirigente pubblico finlandese, specialista di sistemi scolastici), apparso sul Washington Post, spiega perché i due sistemi sono così <strong>diversi</strong> che difficilmente gli USA potranno importare il modello finlandese nelle loro scuole.</p>
<p>La spiegazione di Sahlberg si <strong>adatta perfettamente </strong>anche all’<strong>Italia</strong>.</p>
<p>Ecco perché <strong>non possiamo imparare (quasi) niente </strong>dalla Finlandia e, al contrario, perché stiamo facendo di tutto per somigliare di più agli Stati Uniti! Agli americani la loro scuola non piace, noi invece ci sforziamo di copiarla!</p>
<blockquote><p>Funding of schools: Finnish schools are funded based on a formula guaranteeing <strong>equal allocation of resources to each school </strong>regardless of location or wealth of its community. </p>
</blockquote>
<ul>
<li>In Italia la scuola è <strong>prevalentemente pubblica</strong>, lo sappiamo. I fondi che ogni scuola riceve sono tuttavia sempre più <strong>insufficienti </strong>già per il normale funzionamento. Le riforme che si intravedono dalle nuove proposte, avallate anche da forze politiche di centro-sinistra, vanno esattamente in senso contrario.</li>
</ul>
<blockquote><p>Well-being of children: <strong>All children in Finland have, by law, access to childcare, comprehensive health care, and pre-school </strong>in their own communities. Every school must have a welfare team to advance <strong>child happiness in school</strong></p>
</blockquote>
<ul>
<li><font color="#333333">“Stare bene a scuola”: da noi è più uno <strong>slogan </strong>che una effettiva possibilità. E poi la parola <em>welfare</em> ormai in Italia si legge “spreco-da-tagliare”. Figuriamoci se abbiamo risorse per occuparci di cosucce del genere, a scuola…</font></li>
</ul>
<blockquote><p>Education as a <strong>human right</strong>: All education from preschool to university is <strong>free of charge </strong>for anybody living in Finland. This makes <strong>higher education affordable and accessible for all</strong></p>
</blockquote>
<ul>
<li><font color="#333333">Su questo punto penso di poter evitare ogni commento. Persino la scuola dell’obbligo, costituzionalmente gratuita, non lo è affatto! La tendenza, poi, è esattamente inversa&#8230; Non parliamo dell’università, per carità di patria <img style="border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-top-style: none; border-right-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-sadsmile" alt="Triste" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2012/04/wlEmoticon-sadsmile.png" /></font></li>
</ul>
<blockquote><p>In Finland, there is a <strong>strong sense of trust in schools and teachers</strong> to carry out these responsibilities. There is <strong>no external inspection of schools or standardized testing </strong>of all pupils in Finland</p>
</blockquote>
<ul>
<li><font color="#333333">Anche in questo caso, siamo <strong>orientati in direzione contraria</strong>: i test standardizzati, di invenzione americana e dagli americani stessi messi in forte discussione, sono per noi la “grande novità” che si vorrebbe estendere universalmente! E non manca chi propone <strong>ispezioni </strong>a tappeto nelle scuole…</font></li>
</ul>
<blockquote><p>Finland is home to such a coherent national system of teacher education. And unlike in the United States, <strong>teaching is one of the top career choices </strong>among young Finns. Teachers in Finland are highly regarded professionals</p>
</blockquote>
<ul>
<li><font color="#333333">In Italia (come negli USA e in molti altri paesi..), al contrario, la professione di insegnante sta <strong>perdendo inesorabilmente prestigio sociale e considerazione</strong>. E’ vero, anche noi abbiamo folle di iscritte alle facoltà di Scienze della Formazione Primaria, ma le motivazioni non sono certo quelle di accedere ad una professione prestigiosa…</font></li>
</ul>
<blockquote><p>The <strong>irony </strong>of Finnish educational success is that it derives heavily from classroom innovation and school improvement research in the United States. <strong>Cooperative learning </strong>and <strong>portfolio assessment </strong>are examples of American classroom-based innovations that have been implemented in large scale in the Finnish school system</p>
</blockquote>
<ul>
<li><font color="#333333">Noi, naturalmente, queste “innovazioni americane” le abbiamo <strong>sottovalutate</strong>, seguendo l’esempio degli ideatori stessi. A quanto pare… anche a noi bastano i test.</font></li>
</ul>
<blockquote><p>In the United States, education is mostly viewed as a private effort leading to individual good. The performances of individual students and teachers are therefore in the center of the ongoing school reform debate. By contrast, in Finland, <strong>education is viewed primarily as a public effort serving a public purpose</strong>. As a consequence, education reforms in Finland are judged more in terms of how equitable the system is for different learners. This helps to explain the difference between the American obsession with standardized testing and the Finnish fixation on each school’s ability to cope with individual differences and social inequality. The former is driven by excellence, the latter by equity</p>
</blockquote>
<ul>
<li><font color="#333333">“Qualità” o “equità”? Qualcuno potrebbe amaramente rispondere che da noi non si persegue <strong>né l’una né l’altra</strong>. Tuttavia la retorica della <strong>meritocrazia </strong>è ormai consolidata. Si stanno diffondendo <a href="http://www.disal.it/Objects/Pagina.asp?ID=15520" target="_blank">graduatorie e classifiche di scuole</a>. E quando si parla di “valutazione” non si intende certo valutare l’equità…</font></li>
</ul>
<p><font color="#333333">La <strong>conclusione </strong>di Sahlberg allarga il discorso al modello sociale complessivo dei due paesi:</font></p>
<blockquote><p>school reformers in the United States need to be careful when considering equity-based reform ideas to be imported from Finland. <strong>Many elements of Finnish successful school system are interwoven in the surrounding welfare state</strong>. Simply a transfer of these solutions would add another chapter to already exhausting volume of failed education reforms</p>
</blockquote>
<p><font color="#333333">Certo, non si può pensare di importare “pezzi” di un sistema, senza considerare il <strong>substrato delle politiche sociali </strong>su cui si poggia. E’ un peccato però, perché lo <strong>stato sociale </strong>certo non è tipico della cultura USA, ma lo è invece della nostra! Ma stiamo facendo di tutto per <strong>dimenticarlo.</strong></font></p>
<form id="vozme_form_c3a1b6cd111e6bdc076b70511edd08ce" method="post" name="vozme_form_c3a1b6cd111e6bdc076b70511edd08ce" target="c3a1b6cd111e6bdc076b70511edd08ce" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Perch&eacute; non possiamo imparare dalla Finlandia.. Il sistema educativo finlandese è ammirato e invidiato ovunque. In particolare, negli Stati Uniti si è sviluppato un ampio dibattito su quello che la scuola americana può “imparare dalla Finlandia”.
Questo articolo di Pasi Sahlberg (importante dirigente pubblico finlandese, specialista di sistemi scolastici), apparso sul Washington Post, spiega perché i due sistemi sono così diversi che difficilmente gli USA potranno importare il modello finlandese nelle loro scuole.
La spiegazione di Sahlberg si adatta perfettamente anche all’Italia.
Ecco perché non possiamo imparare (quasi) niente dalla Finlandia e, al contrario, perché stiamo facendo di tutto per somigliare di più agli Stati Uniti! Agli americani la loro scuola non piace, noi invece ci sforziamo di copiarla!
Funding of schools: Finnish schools are funded based on a formula guaranteeing equal allocation of resources to each school regardless of location or wealth of its community. 


In Italia la scuola è prevalentemente pubblica, lo sappiamo. I fondi che ogni scuola riceve sono tuttavia sempre più insufficienti già per il normale funzionamento. Le riforme che si intravedono dalle nuove proposte, avallate anche da forze politiche di centro-sinistra, vanno esattamente in senso contrario.

Well-being of children: All children in Finland have, by law, access to childcare, comprehensive health care, and pre-school in their own communities. Every school must have a welfare team to advance child happiness in school


“Stare bene a scuola”: da noi è più uno slogan che una effettiva possibilità. E poi la parola welfare ormai in Italia si legge “spreco-da-tagliare”. Figuriamoci se abbiamo risorse per occuparci di cosucce del genere, a scuola…

Education as a human right: All education from preschool to university is free of charge for anybody living in Finland. This makes higher education affordable and accessible for all


Su questo punto penso di poter evitare ogni commento. Persino la scuola dell’obbligo, costituzionalmente gratuita, non lo è affatto! La tendenza, poi, è esattamente inversa&#8230; Non parliamo dell’università, per carità di patria 

In Finland, there is a strong sense of trust in schools and teachers to carry out these responsibilities. There is no external inspection of schools or standardized testing of all pupils in Finland


Anche in questo caso, siamo orientati in direzione contraria: i test standardizzati, di invenzione americana e dagli americani stessi messi in forte discussione, sono per noi la “grande novità” che si vorrebbe estendere universalmente! E non manca chi propone ispezioni a tappeto nelle scuole…

Finland is home to such a coherent national system of teacher education. And unlike in the United States, teaching is one of the top career choices among young Finns. Teachers in Finland are highly regarded professionals


In Italia (come negli USA e in molti altri paesi..), al contrario, la professione di insegnante sta perdendo inesorabilmente prestigio sociale e considerazione. E’ vero, anche noi abbiamo folle di iscritte alle facoltà di Scienze della Formazione Primaria, ma le motivazioni non sono certo quelle di accedere ad una professione prestigiosa…

The irony of Finnish educational success is that it derives heavily from classroom innovation and school improvement research in the United States. Cooperative learning and portfolio assessment are examples of American classroom-based innovations that have been implemented in large scale in the Finnish school system


Noi, naturalmente, queste “innovazioni americane” le abbiamo sottovalutate, seguendo l’esempio degli ideatori stessi. A quanto pare… anche a noi bastano i test.

In the United States, education is mostly viewed as a private effort leading to individual good. The performances of individual students and teachers are therefore in the center of the ongoing school reform debate. By contrast, in Finland, education is viewed primarily as a public effort serving a public purpose. As a consequence, education reforms in Finland are judged more in terms of how equitable the system is for different learners. This helps to explain the difference between the American obsession with standardized testing and the Finnish fixation on each school’s ability to cope with individual differences and social inequality. The former is driven by excellence, the latter by equity


“Qualità” o “equità”? Qualcuno potrebbe amaramente rispondere che da noi non si persegue né l’una né l’altra. Tuttavia la retorica della meritocrazia è ormai consolidata. Si stanno diffondendo graduatorie e classifiche di scuole. E quando si parla di “valutazione” non si intende certo valutare l’equità…

La conclusione di Sahlberg allarga il discorso al modello sociale complessivo dei due paesi:
school reformers in the United States need to be careful when considering equity-based reform ideas to be imported from Finland. Many elements of Finnish successful school system are interwoven in the surrounding welfare state. Simply a transfer of these solutions would add another chapter to already exhausting volume of failed education reforms

Certo, non si può pensare di importare “pezzi” di un sistema, senza considerare il substrato delle politiche sociali su cui si poggia. E’ un peccato però, perché lo stato sociale certo non è tipico della cultura USA, ma lo è invece della nostra! Ma stiamo facendo di tutto per dimenticarlo.
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'c3a1b6cd111e6bdc076b70511edd08ce', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'c3a1b6cd111e6bdc076b70511edd08ce', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_c3a1b6cd111e6bdc076b70511edd08ce').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<title>RAI Scuola: una nuova risorsa per il mondo dell’educazione</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 08:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Mondo digitale</category>
	<category>LTEver</category>
	<category>Scuola</category>
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		<description><![CDATA[Per rivitalizzare un po’ il blog, che langue da&#160; troppo tempo, propongo una sintesi dell’articolo che ho&#160; appena scritto per Bricks, dedicato alle novità di RAI Scuola.
RAI Scuola si rinnova con un progetto che ambisce ad unire la tradizionale programmazione televisiva con il web e i social&#160; network. Da fine marzo scorso, Rai Scuola offre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">Per rivitalizzare un po’ il blog, che langue da&#160; troppo tempo, propongo una sintesi dell’<a href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/?p=2539" target="_blank">articolo che ho&#160; appena scritto per Bricks</a>, dedicato alle novità di <strong>RAI Scuola</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"><strong>RAI Scuola</strong> si rinnova con un progetto che ambisce ad unire la tradizionale programmazione televisiva con il web e i social&#160; network.</span> <span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">Da fine marzo scorso, Rai Scuola offre una variegata e rinnovata gamma di contenuti, su diversi media:</span></p>
<ul>
<li style="text-align: justify"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">Il </span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">canale televisivo RAI Scuola</span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">, visibile gratuitamente sia sul digitale terrestre (canale 146) sia su digitale satellitare (ad esempio nel bouquet Sky al canale 806, su TivùSat al canale 33), con una programmazione quotidiana&#160; di 4 ore, ripetuta durante la giornata.</span></li>
<li style="text-align: justify"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">Il sito web </span><a href="about:blank"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #1155cc; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: underline">www.raiscuola.rai.it,</span></a><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"> dal quale </span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">si accede ai siti tematici (Letteratura, Arte, Filosofia, Storia, Economia), dai quali è possibile vedere i programmi, ma anche accedere alla enorme banca dati di video educativi, i quali a loro volta possono essere riutilizzati e inclusi in altre pagine web, secondo la ormai consolidata tecnica dell’</span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">embedding</span>       <br /><input src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/raiscuola1.png" width="485" height="228" type="image" />      <br /><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">Il sito offre inoltre una interessante funzionalità per gli insegnanti: la possibilità di registrarsi e di organizzare i contenuti&#160; per creare percorsi personalizzati, i </span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">lesson plan</span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">, legati ad argomenti&#160; e a punti specifici del curricolo scolastico.&#160; <br /></span>&#160;<input src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/raiscuola2%281%29.png" width="326" height="269" type="image" />&#160;</li>
</ul>
<p style="text-align: center; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt" dir="ltr"><span style="font-size: medium"><font size="4"><span style="font-family: arial"></span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; color: #000000; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"></span></font></span></p>
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<div style="text-align: justify; margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">La disponibilità di specifiche </span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">app</span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">,&#160; per garantire l’accesso in mobilità attraverso smartphone e tablet. Molti contenuti saranno resi progressivamente disponibili anche attraverso magazine tematici specifici per tablet (inizialmente per iPad, entro l’estate anche per Android): già disponibili quelli di <a href="http://www.letteratura.rai.it/apps.aspx" target="_blank">RAI Arte e RAI Letteratura</a>.</span></div>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">
<ul style="margin-top: 0pt; margin-bottom: 0pt" id="internal-source-marker_0.15941497253639925">
<li style="text-align: justify; background-color: transparent; list-style-type: disc; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">La presenza nei principali social network. La pagina Facebook </span><a href="http://www.facebook.com/raiscuola"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #1155cc; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: underline">RAI Scuola</span></a><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"> è il principale “luogo virtuale” di aggregazione, ma sono attivi anche account Twitter dedicati ai canali tematici, oltre ad alcuni </span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">hashtag</span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"> associati ai principali programmi.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">Per concludere, una nota su due trasmissioni completamente nuove: <strong>Nautilus </strong>e <strong>Zettel</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"><strong>Nautilus</strong></span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">, ideato da Gino Roncaglia, propone un itinerario culturale quotidiano tematico, con l’obiettivo di presentare personaggi e argomenti che possano costituire punti di riferimento culturali significativi.</span></p>
<p><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">Il programma va in onda dal lunedì al venerdì, articolandosi su cinque macro aree culturali: il lunedì la Letteratura, il martedì la Filosofia, il mercoledì l’Arte, il giovedì l’Economia e il venerdì il Teatro. Ogni puntata propone contenuti specifici relativi al tema del giorno, oltre a contributi di alta qualità, firmati da grandi nomi della cultura.</span> <span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">Ogni settimana la trasmissione propone un filo conduttore rappresentato dalla presenza di un ospite, un personaggio noto che, intervistato dai due giovani conduttori che si alternano nel programma, commenta i contenuti proposti, racconta le proprie esperienze e propone le proprie opinioni relative all’area tematica del giorno. Il programma è visibile sul canale RAI Scuola e sul sito web. I contributi sui social network sono identificati dall’</span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">hashtag</span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"> “#rainautilus”.</span> <span style="background-color: #ffff00; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">     <br class="kix-line-break" />      <br /></span><iframe height="400" src="http://www.raiscuola.rai.it/embed/nautilus-economia-christian-raimo/14000/default.aspx" frameborder="0" width="530" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"><strong>Zettel</strong> </span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">(con l’eloquente sottotitolo “Filosofia in movimento”) è un programma innovativo, che ambisce a “portare la filosofia in televisione”. Abbandonando lo stile documentaristico, il programma propone temi sempre molto vicini alla realtà quotidiana, con l’obiettivo di fare riflettere e di esercitare la nostra capacità più preziosa: la capacità di pensare. Nelle 20 puntate del programma uno dei maggiori filosofi italiani, Maurizio Ferraris, propone una visione della filosofia diversa da quella convenzionale, mostrandoci come l’attività del filosofo sia in realtà molto vicina ad ognuno di noi. Anche le puntate di Zettel&#160; sono disponibili sul web, dal portale di Rai Scuola, dal quale sarà possibile anche approfondire i contenuti, arricchiti e disponibili anche in forma di magazine multimediale per Tablet. “#raizettel” è l’</span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: italic; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">hashtag</span><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none"> dedicato al programma. Inoltre,&#160; sulla pagina Facebook </span><a href="https://www.facebook.com/pages/Rai-Filosofia/345135395538978?ref=ts"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #1155cc; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: underline">Rai Filosofia</span></a><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">, in contemporanea alla messa in onda del programma, è possibile partecipare a discussioni relative ai temi trattati dalla trasmissione.</span><span style="background-color: #ffff00; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">     <br class="kix-line-break" />      </p>
<p></span></p>
<p><iframe height="400" src="http://www.raiscuola.rai.it/embed/zettel-memoria/13922/default.aspx" frameborder="0" width="530" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify"><span style="background-color: transparent; font-variant: normal; font-style: normal; font-family: arial; color: #000000; font-size: 15px; vertical-align: baseline; font-weight: normal; text-decoration: none">&#160;</span></p>
<form id="vozme_form_4bc8954b374554bb045bb2a27bcc219e" method="post" name="vozme_form_4bc8954b374554bb045bb2a27bcc219e" target="4bc8954b374554bb045bb2a27bcc219e" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="RAI Scuola: una nuova risorsa per il mondo dell&rsquo;educazione.. Per rivitalizzare un po’ il blog, che langue da&#160; troppo tempo, propongo una sintesi dell’articolo che ho&#160; appena scritto per Bricks, dedicato alle novità di RAI Scuola.
RAI Scuola si rinnova con un progetto che ambisce ad unire la tradizionale programmazione televisiva con il web e i social&#160; network. Da fine marzo scorso, Rai Scuola offre una variegata e rinnovata gamma di contenuti, su diversi media:

Il canale televisivo RAI Scuola, visibile gratuitamente sia sul digitale terrestre (canale 146) sia su digitale satellitare (ad esempio nel bouquet Sky al canale 806, su TivùSat al canale 33), con una programmazione quotidiana&#160; di 4 ore, ripetuta durante la giornata.
Il sito web www.raiscuola.rai.it, dal quale si accede ai siti tematici (Letteratura, Arte, Filosofia, Storia, Economia), dai quali è possibile vedere i programmi, ma anche accedere alla enorme banca dati di video educativi, i quali a loro volta possono essere riutilizzati e inclusi in altre pagine web, secondo la ormai consolidata tecnica dell’embedding             Il sito offre inoltre una interessante funzionalità per gli insegnanti: la possibilità di registrarsi e di organizzare i contenuti&#160; per creare percorsi personalizzati, i lesson plan, legati ad argomenti&#160; e a punti specifici del curricolo scolastico.&#160; &#160;&#160;




La disponibilità di specifiche app,&#160; per garantire l’accesso in mobilità attraverso smartphone e tablet. Molti contenuti saranno resi progressivamente disponibili anche attraverso magazine tematici specifici per tablet (inizialmente per iPad, entro l’estate anche per Android): già disponibili quelli di RAI Arte e RAI Letteratura.




La presenza nei principali social network. La pagina Facebook RAI Scuola è il principale “luogo virtuale” di aggregazione, ma sono attivi anche account Twitter dedicati ai canali tematici, oltre ad alcuni hashtag associati ai principali programmi.

Per concludere, una nota su due trasmissioni completamente nuove: Nautilus e Zettel.
Nautilus, ideato da Gino Roncaglia, propone un itinerario culturale quotidiano tematico, con l’obiettivo di presentare personaggi e argomenti che possano costituire punti di riferimento culturali significativi.
Il programma va in onda dal lunedì al venerdì, articolandosi su cinque macro aree culturali: il lunedì la Letteratura, il martedì la Filosofia, il mercoledì l’Arte, il giovedì l’Economia e il venerdì il Teatro. Ogni puntata propone contenuti specifici relativi al tema del giorno, oltre a contributi di alta qualità, firmati da grandi nomi della cultura. Ogni settimana la trasmissione propone un filo conduttore rappresentato dalla presenza di un ospite, un personaggio noto che, intervistato dai due giovani conduttori che si alternano nel programma, commenta i contenuti proposti, racconta le proprie esperienze e propone le proprie opinioni relative all’area tematica del giorno. Il programma è visibile sul canale RAI Scuola e sul sito web. I contributi sui social network sono identificati dall’hashtag “#rainautilus”.            
Zettel (con l’eloquente sottotitolo “Filosofia in movimento”) è un programma innovativo, che ambisce a “portare la filosofia in televisione”. Abbandonando lo stile documentaristico, il programma propone temi sempre molto vicini alla realtà quotidiana, con l’obiettivo di fare riflettere e di esercitare la nostra capacità più preziosa: la capacità di pensare. Nelle 20 puntate del programma uno dei maggiori filosofi italiani, Maurizio Ferraris, propone una visione della filosofia diversa da quella convenzionale, mostrandoci come l’attività del filosofo sia in realtà molto vicina ad ognuno di noi. Anche le puntate di Zettel&#160; sono disponibili sul web, dal portale di Rai Scuola, dal quale sarà possibile anche approfondire i contenuti, arricchiti e disponibili anche in forma di magazine multimediale per Tablet. “#raizettel” è l’hashtag dedicato al programma. Inoltre,&#160; sulla pagina Facebook Rai Filosofia, in contemporanea alla messa in onda del programma, è possibile partecipare a discussioni relative ai temi trattati dalla trasmissione.           


&#160;
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		<title>Natale 2011</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 14:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Dalle stelle tu scendi e ci senti e ci vedi     Addormentati in panchina o indaffarati a far niente


			
			
				
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			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe height="360" src="http://www.youtube.com/embed/sMQ9qnraxhk?rel=0" frameborder="0" width="480" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<blockquote><p>Dalle stelle tu scendi e ci senti e ci vedi     <br />Addormentati in panchina o indaffarati a far niente</p>
</blockquote>
<form id="vozme_form_c52b85ae86a9f26180bea34f2f18eed3" method="post" name="vozme_form_c52b85ae86a9f26180bea34f2f18eed3" target="c52b85ae86a9f26180bea34f2f18eed3" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Natale 2011.. 
Dalle stelle tu scendi e ci senti e ci vedi     Addormentati in panchina o indaffarati a far niente

" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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		<title>MITx</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 20:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>E-learning</category>
	<category>LTEver</category>
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		<description><![CDATA[Il MIT rilancia. 
A dieci anni dal lancio dell’Open Course Ware, l’iniziativa che ha praticamente dato il via al movimento delle Open Educational Resources, il prestigioso ateneo tecnologico americano&#160; si appresta a compiere un altro passo destinato nuovamente a lasciare il segno nel panorama dell’apprendimento online.
In realtà, le risorse educative online ormai abbondano, sicuramente a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>MIT </strong>rilancia. </p>
<p>A dieci anni dal lancio dell’<a href="http://ocw.mit.edu" target="_blank">Open Course Ware</a>, l’iniziativa che ha praticamente dato il via al movimento delle <strong>Open Educational Resources</strong>, il prestigioso ateneo tecnologico americano&#160; si appresta a compiere un altro passo destinato nuovamente a lasciare il segno nel panorama dell’apprendimento online.</p>
<p>In realtà, le risorse educative online ormai abbondano, sicuramente a livello quantitativo, ma ve ne sono anche molte di alta qualità, utilizzabili sia direttamente dagli studenti che da docenti che vogliano farne la base dei propri materiali di lavoro.</p>
<p>Inoltre, negli anni il concetto di “risorsa” è anche progressivamente mutato, superando la modalità puramente erogativa e includendo veri e propri corsi interattivi e collaborativi, come ben testimoniato dall’esperienza ormai consolidata dei <a href="http://www.fininformatica.it/wp/corsi-open-online-si-fa-sul-serio/" target="_blank">MOOC</a> e dalle <a href="http://www.cs101-class.org/" target="_blank">ultime</a>&#160;<a href="https://www.ai-class.com/" target="_blank">proposte</a> dell’Università di Stanford.</p>
<p>A tutte queste iniziative è però sempre mancata (salvo rare <a href="http://www.immagic.com/eLibrary/ARCHIVES/GENERAL/CHRON_HE/C080925Y.pdf" target="_blank">eccezioni</a>…) la <strong>fase certificativa finale </strong>per cui l’apprendimento basato sulle OER sembrava inesorabilmente relegato nell’ambito dell’educazione informale e non-formale. </p>
<p>Il progetto <a href="http://web.mit.edu/newsoffice/2011/mitx-education-initiative-1219.html" target="_blank">MITx</a> promette ora di superare anche questo limite, dal momento che offrirà prossimamente <strong>corsi completi </strong>gestiti dal MIT, inclusa la <strong>certificazione finale degli apprendimenti</strong>:</p>
<blockquote><p>it will offer the online teaching of MIT courses to people around the world and the opportunity for able learners to gain certification of mastery of MIT material</p>
</blockquote>
<p><font color="#333333">Davvero si potrà quindi ottenere una laurea del MIT, interamente online, gratuitamente e senza superare la durissima selezione in entrata degli studenti?</font></p>
<p><font color="#333333">NO! I responsabili hanno già precisato che la certificazione finale sarà emessa (dietro pagamento di una piccola cifra) da un’istituzione parallela, che avrà anche una denominazione diversa, non confondibile con il MIT.</font></p>
<p><font color="#333333">Certo, siamo ancora alla fase dell’annuncio, dal momento che MITx dovrebbe partire nel 2012, ma certamente ne risentiremo parlare. </font></p>
<p><font color="#333333">La differenza tra formale e informale potrebbe diventare davvero minima, fra non molto.</font></p>
<p><font color="#333333">Peccato che, come al solito, in Italia abbiamo tutti altro a cui pensare…</font></p>
<form id="vozme_form_4da93d444894b9fe990ef117147d1fed" method="post" name="vozme_form_4da93d444894b9fe990ef117147d1fed" target="4da93d444894b9fe990ef117147d1fed" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="MITx.. Il MIT rilancia. 
A dieci anni dal lancio dell’Open Course Ware, l’iniziativa che ha praticamente dato il via al movimento delle Open Educational Resources, il prestigioso ateneo tecnologico americano&#160; si appresta a compiere un altro passo destinato nuovamente a lasciare il segno nel panorama dell’apprendimento online.
In realtà, le risorse educative online ormai abbondano, sicuramente a livello quantitativo, ma ve ne sono anche molte di alta qualità, utilizzabili sia direttamente dagli studenti che da docenti che vogliano farne la base dei propri materiali di lavoro.
Inoltre, negli anni il concetto di “risorsa” è anche progressivamente mutato, superando la modalità puramente erogativa e includendo veri e propri corsi interattivi e collaborativi, come ben testimoniato dall’esperienza ormai consolidata dei MOOC e dalle ultime&#160;proposte dell’Università di Stanford.
A tutte queste iniziative è però sempre mancata (salvo rare eccezioni…) la fase certificativa finale per cui l’apprendimento basato sulle OER sembrava inesorabilmente relegato nell’ambito dell’educazione informale e non-formale. 
Il progetto MITx promette ora di superare anche questo limite, dal momento che offrirà prossimamente corsi completi gestiti dal MIT, inclusa la certificazione finale degli apprendimenti:
it will offer the online teaching of MIT courses to people around the world and the opportunity for able learners to gain certification of mastery of MIT material

Davvero si potrà quindi ottenere una laurea del MIT, interamente online, gratuitamente e senza superare la durissima selezione in entrata degli studenti?
NO! I responsabili hanno già precisato che la certificazione finale sarà emessa (dietro pagamento di una piccola cifra) da un’istituzione parallela, che avrà anche una denominazione diversa, non confondibile con il MIT.
Certo, siamo ancora alla fase dell’annuncio, dal momento che MITx dovrebbe partire nel 2012, ma certamente ne risentiremo parlare. 
La differenza tra formale e informale potrebbe diventare davvero minima, fra non molto.
Peccato che, come al solito, in Italia abbiamo tutti altro a cui pensare…
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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		<title>Arriva il signor Wolf</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/arriva-il-signor-wolf/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 14:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[


&#160;
Facciamo finta di non sentire quei pochi molesti (generalmente comunisti, irresponsabili, sovversivi, ecc.) che, invece di ringraziare i prossimi salvatori della patria, gridano alla sospensione della democrazia in favore dell’oligarchia finanziaria. 
Osserviamo serenamente che il fatto di avere l’ex vicepresidente della BCE come primo ministro in Grecia e Mario Monti futuro presidente del consiglio in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object align="left" width="300" height="233"><br />
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<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/WqZHXXZ_7nw?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="233" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>&#160;</p>
<p>Facciamo finta di non sentire quei pochi molesti (generalmente comunisti, irresponsabili, sovversivi, ecc.) che, invece di ringraziare i prossimi salvatori della patria, gridano alla <a href="http://www.la7.it/infedele/pvideo-stream?id=i473368" target="_blank">sospensione della democrazia</a> in favore dell’oligarchia finanziaria. </p>
<p>Osserviamo serenamente che il fatto di avere l’<strong>ex vicepresidente della BCE </strong>come primo ministro in Grecia e <strong>Mario Monti </strong>futuro presidente del consiglio in Italia, è una <strong>semplice coincidenza</strong>.</p>
<p>Anzi, è una <strong>necessità</strong>, perché sono entrambi <strong>tecnici </strong>di grande valore, chiamati a salvare i rispettivi paesi dalla bancarotta, e dovremmo soltanto ringraziarli ed esserne contenti!</p>
<p>Lasciamo da parte tutto questo obsoleto <strong>apparato ideologico </strong>e speriamo che la cura funzioni veramente.</p>
<p>Mentre aspettiamo e speriamo possiamo però riflettere su alcuni <strong>paradossi </strong>di questa situazione:</p>
<p>1) Ricordo male o per anni e anni ci hanno ripetuto che per i politici, inclusi coloro che ricoprono incarichi di governo, non è importante possedere competenze specifiche, perché la politica opera ad un livello superiore, di mediazione e interpretazione dei bisogni del popolo, di visione generale dei problemi? Sbaglio, o in base a questa logica abbiamo avuto ingegneri ministri della giustizia, avvocati ministri dell’istruzione, e gente senza né arte né parte variamente insediata in ruoli importanti, sia a livello centrale che locale? </p>
<p>E allora, perché solo adesso, improvvisamente, invece abbiamo necessità di esperti, di tecnici? Forse perché i politici sono incapaci? </p>
<p>2) Se l’esito della prima domanda fosse che i politici sono <strong>fondamentalmente incompetenti </strong>e che per risolvere i problemi sono necessarie competenze disciplinari specifiche, allora a cosa servono i mille parlamentari e le migliaia di politici locali? Perché dovremmo periodicamente eleggere stuoli di inetti rappresentanti del popolo, se questi si rivelano inefficienti e inutili?</p>
<p>Perché oggi dobbiamo continuare a <strong>mantenere e pagare profumatamente </strong>migliaia di inutili politici? Non sono loro i primi <strong>esuberi da tagliare</strong>, visto che si sono auto-dichiarati incapaci di risolvere i gravi problemi del paese?</p>
<p>3) Alcuni osservano che il <strong>governo tecnico serve subito, adesso, subito</strong>, per risolvere una situazione di emergenza, per evitare il fallimento del paese, dell’Europa, dell’euro e di chissà cos’altro. Come il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WqZHXXZ_7nw&amp;feature=related" target="_blank">signor Wolf di Pulp Fiction</a>, il tecnico Monti e i suoi <em>pards </em>“risolvono problemi”, ma dovranno operare soltanto per il tempo necessario a <strong>risistemare le cose</strong>.     <br />E poi? Anche ammesso che la squadra di superuomini in arrivo riesca nell’apparente <em>mission impossible </em>che si prospetta, dopo che si fa? Dovremmo forse ridare il <strong>paese in mano ai medesimi incompetenti </strong>che hanno reso necessario questo intervento straordinario? </p>
<p>Allora, forse dovremmo forse avere <strong>sempre e soltanto governi tecnici</strong>?</p>
<p>4) Se la numero 3) è vera, a cosa serve ripetere il rito delle elezioni? </p>
<p>Forse, <strong>l’illusione della democrazia </strong>sta ormai veramente finendo?</p>
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&#160;
Facciamo finta di non sentire quei pochi molesti (generalmente comunisti, irresponsabili, sovversivi, ecc.) che, invece di ringraziare i prossimi salvatori della patria, gridano alla sospensione della democrazia in favore dell’oligarchia finanziaria. 
Osserviamo serenamente che il fatto di avere l’ex vicepresidente della BCE come primo ministro in Grecia e Mario Monti futuro presidente del consiglio in Italia, è una semplice coincidenza.
Anzi, è una necessità, perché sono entrambi tecnici di grande valore, chiamati a salvare i rispettivi paesi dalla bancarotta, e dovremmo soltanto ringraziarli ed esserne contenti!
Lasciamo da parte tutto questo obsoleto apparato ideologico e speriamo che la cura funzioni veramente.
Mentre aspettiamo e speriamo possiamo però riflettere su alcuni paradossi di questa situazione:
1) Ricordo male o per anni e anni ci hanno ripetuto che per i politici, inclusi coloro che ricoprono incarichi di governo, non è importante possedere competenze specifiche, perché la politica opera ad un livello superiore, di mediazione e interpretazione dei bisogni del popolo, di visione generale dei problemi? Sbaglio, o in base a questa logica abbiamo avuto ingegneri ministri della giustizia, avvocati ministri dell’istruzione, e gente senza né arte né parte variamente insediata in ruoli importanti, sia a livello centrale che locale? 
E allora, perché solo adesso, improvvisamente, invece abbiamo necessità di esperti, di tecnici? Forse perché i politici sono incapaci? 
2) Se l’esito della prima domanda fosse che i politici sono fondamentalmente incompetenti e che per risolvere i problemi sono necessarie competenze disciplinari specifiche, allora a cosa servono i mille parlamentari e le migliaia di politici locali? Perché dovremmo periodicamente eleggere stuoli di inetti rappresentanti del popolo, se questi si rivelano inefficienti e inutili?
Perché oggi dobbiamo continuare a mantenere e pagare profumatamente migliaia di inutili politici? Non sono loro i primi esuberi da tagliare, visto che si sono auto-dichiarati incapaci di risolvere i gravi problemi del paese?
3) Alcuni osservano che il governo tecnico serve subito, adesso, subito, per risolvere una situazione di emergenza, per evitare il fallimento del paese, dell’Europa, dell’euro e di chissà cos’altro. Come il signor Wolf di Pulp Fiction, il tecnico Monti e i suoi pards “risolvono problemi”, ma dovranno operare soltanto per il tempo necessario a risistemare le cose.     E poi? Anche ammesso che la squadra di superuomini in arrivo riesca nell’apparente mission impossible che si prospetta, dopo che si fa? Dovremmo forse ridare il paese in mano ai medesimi incompetenti che hanno reso necessario questo intervento straordinario? 
Allora, forse dovremmo forse avere sempre e soltanto governi tecnici?
4) Se la numero 3) è vera, a cosa serve ripetere il rito delle elezioni? 
Forse, l’illusione della democrazia sta ormai veramente finendo?
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '4b0d97906fbb3ccdf47bc61944b4c3c7', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '4b0d97906fbb3ccdf47bc61944b4c3c7', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_4b0d97906fbb3ccdf47bc61944b4c3c7').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<title>Asso.Dschola filtro internet per le scuole</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/assodschola-filtro-internet-per-le-scuole/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 15:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>LTEver</category>
	<category>Scuola</category>
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		<description><![CDATA[La presenza di connessioni Internet nelle scuole non è certo una novità. Tuttavia oggi la connettività nella scuola non è più confinata ai laboratori ma è sempre più spesso capillarmente distribuita nelle classi, mediante cablaggio (ad es. per le LIM) o reti wireless.
La necessità di avere un sistema di filtraggio dei contenuti e un efficace [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/image.png"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="left" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/image_thumb.png" width="244" height="152" /></a>La presenza di <strong>connessioni Internet </strong>nelle <strong>scuole </strong>non è certo una novità. Tuttavia oggi la connettività nella scuola non è più confinata ai laboratori ma è sempre più spesso <strong>capillarmente distribuita</strong> nelle classi, mediante cablaggio (ad es. per le LIM) o reti wireless.</p>
<p>La necessità di avere un <strong>sistema di filtraggio dei contenuti </strong>e un efficace <strong>firewall </strong>per garantire a studenti e docenti una navigazione il più possibile <strong>sicura e controllata </strong>è quindi sempre più pressante.</p>
<p>Esistono diverse soluzioni commerciali, da tempo sul mercato, che offrono soluzioni interessanti ed efficaci.</p>
<p>La mia scuola, ad esempio, ha utilizzato per diversi anni <a href="http://www.optenet.com/en-us/index.asp" target="_blank">Optenet</a>, un ottimo servizio a pagamento.</p>
<p>Tuttavia questi sono anche tempi di estrema <strong>scarsità di risorse</strong>, per cui ognuno deve cercare di fare la sua parte per <strong>risparmiare</strong>, senza però rinunciare a certi <strong>livelli essenziali di servizio</strong>.</p>
<p><strong><a href="http://www.associazionedschola.it/asso/default.aspx" target="_blank">Asso.Dschola</a> </strong>è una soluzione Open Source, totalmente gratuita, che risolve il problema del firewall e del filtro contenuti a costo praticamente ZERO!</p>
<p>Il software è basato sul noto firewall <strong>Endian Firewall </strong>ed è stato personalizzato (e interamente tradotto in italiano) dai bravissimi colleghi di <a href="http://www.associazionedschola.it" target="_blank">DSchola</a>.</p>
<p>Ebbene, ormai da qualche settimana, la mia scuola, nelle sue tre sedi, offre una <strong>connessione Internet protetta e sicura</strong>, con la possibilità di personalizzazione delle categorie da filtrare (aggiornate nottetempo in modo automatico, dalla black list dell’Università di Tolosa) e di aggiunta/rimozione di singoli siti e domini.</p>
<p>Costo complessivo dell’operazione: <strong>ZERO</strong>. Con l’aiuto del mio volenteroso assistente tecnico, abbiamo riciclato <strong>tre vecchi computer </strong>(veri residuati, già depositati in magazzino..) che sono rinati a nuova vita e sono anche loro orgogliosi di poter essere ancora utili come firewall<img style="border-bottom-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-left-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-smile" alt="Sorriso" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/wlEmoticon-smile.png" />. L’<strong>installazione</strong> del software è <strong>semplice</strong>, alla portata di chiunque sappia configurare, ad esempio, il router di casa propria (salvo configurazioni più complesse, comunque possibili, ma che richiedono qualche competenza in più..). La documentazione è ottima, molto chiara e aggiornata e consente di configurare e rendere funzionante il sistema in meno di un’ora.</p>
<p>Le prestazioni sono <strong>ottime</strong>, <strong>superiori a quelle del precedente sistema commerciale</strong>, sia in termini di velocità, che di personalizzazione del filtro e di reportistica.</p>
<p>Questo post vale come ringraziamento personale a <a href="http://www.associazionedschola.it/asso/default.aspx" target="_blank"><strong>Dschola</strong></a><strong> </strong>e in particolare a <strong>Dario Zucchini</strong>, conosciuto in occasione del <strong>BarCamp Scuola </strong>all’ultimo Congresso SIe-L, da cui ho avuto le prime informazioni su Asso.</p>
<p>Colleghi responsabili di laboratori e reti scolastiche, che aspettate? Installate subito <a href="http://www.associazionedschola.it/asso/default.aspx" target="_blank"><strong>Asso.DSchola</strong></a>!</p>
<form id="vozme_form_c94b2fd6e94102c01582e1d090e35f8d" method="post" name="vozme_form_c94b2fd6e94102c01582e1d090e35f8d" target="c94b2fd6e94102c01582e1d090e35f8d" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Asso.Dschola filtro internet per le scuole.. La presenza di connessioni Internet nelle scuole non è certo una novità. Tuttavia oggi la connettività nella scuola non è più confinata ai laboratori ma è sempre più spesso capillarmente distribuita nelle classi, mediante cablaggio (ad es. per le LIM) o reti wireless.
La necessità di avere un sistema di filtraggio dei contenuti e un efficace firewall per garantire a studenti e docenti una navigazione il più possibile sicura e controllata è quindi sempre più pressante.
Esistono diverse soluzioni commerciali, da tempo sul mercato, che offrono soluzioni interessanti ed efficaci.
La mia scuola, ad esempio, ha utilizzato per diversi anni Optenet, un ottimo servizio a pagamento.
Tuttavia questi sono anche tempi di estrema scarsità di risorse, per cui ognuno deve cercare di fare la sua parte per risparmiare, senza però rinunciare a certi livelli essenziali di servizio.
Asso.Dschola è una soluzione Open Source, totalmente gratuita, che risolve il problema del firewall e del filtro contenuti a costo praticamente ZERO!
Il software è basato sul noto firewall Endian Firewall ed è stato personalizzato (e interamente tradotto in italiano) dai bravissimi colleghi di DSchola.
Ebbene, ormai da qualche settimana, la mia scuola, nelle sue tre sedi, offre una connessione Internet protetta e sicura, con la possibilità di personalizzazione delle categorie da filtrare (aggiornate nottetempo in modo automatico, dalla black list dell’Università di Tolosa) e di aggiunta/rimozione di singoli siti e domini.
Costo complessivo dell’operazione: ZERO. Con l’aiuto del mio volenteroso assistente tecnico, abbiamo riciclato tre vecchi computer (veri residuati, già depositati in magazzino..) che sono rinati a nuova vita e sono anche loro orgogliosi di poter essere ancora utili come firewall. L’installazione del software è semplice, alla portata di chiunque sappia configurare, ad esempio, il router di casa propria (salvo configurazioni più complesse, comunque possibili, ma che richiedono qualche competenza in più..). La documentazione è ottima, molto chiara e aggiornata e consente di configurare e rendere funzionante il sistema in meno di un’ora.
Le prestazioni sono ottime, superiori a quelle del precedente sistema commerciale, sia in termini di velocità, che di personalizzazione del filtro e di reportistica.
Questo post vale come ringraziamento personale a Dschola e in particolare a Dario Zucchini, conosciuto in occasione del BarCamp Scuola all’ultimo Congresso SIe-L, da cui ho avuto le prime informazioni su Asso.
Colleghi responsabili di laboratori e reti scolastiche, che aspettate? Installate subito Asso.DSchola!
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'c94b2fd6e94102c01582e1d090e35f8d', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'c94b2fd6e94102c01582e1d090e35f8d', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_c94b2fd6e94102c01582e1d090e35f8d').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<item>
		<title>Barcamp sulla scuola al Congresso SIe-L 2011</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/3dpaTeoPeCs/</link>
		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/barcamp-sulla-scuola-al-congresso-sie-l-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 13:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>E-learning</category>
	<category>LTEver</category>
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		<description><![CDATA[Il Congresso SIe-L 2011, che si terrà a Reggio Emilia dal 14 al 16 prossimi si contraddistingue per diversi elementi innovativi, tra cui le web conference (ne ho coordinata una davvero bella a luglio) e i barcamp.
I barcamp sono luoghi di discussione informali, momenti di condivisione tematici nati un po’ in contrapposizione con i tradizionali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/image.png"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="left" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/image_thumb.png" width="230" height="130" /></a>Il <a href="http://www.siel2011.it/" target="_blank">Congresso SIe-L 2011</a>, che si terrà a Reggio Emilia dal 14 al 16 prossimi si contraddistingue per diversi elementi innovativi, tra cui le <strong>web conference</strong> (ne ho coordinata <a href="http://www.siel2011.it/index.php/videoregistrazioni/52-140711-web-session-3c-scuola" target="_blank">una davvero bella a luglio</a>) e i <a href="http://www.siel2011.it/index.php/component/content/article/67-barcamp-scuola-documento-di-avvio" target="_blank"><strong>barcamp</strong></a>.</p>
<p>I <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/BarCamp" target="_blank">barcamp</a> </strong>sono luoghi di discussione informali, momenti di condivisione tematici nati un po’ in contrapposizione con i tradizionali congressi accademici, dove di solito si assiste ad una rigida divisione dei ruoli: i relatori da una parte e il pubblico dall’altra.</p>
<p>Nei barcamp non ci sono ruoli separati: <strong>relatori e pubblico si confondono e si mescolano</strong>, chiunque può proporre una presentazione o uno spunto di discussione.</p>
<p>Con l’amico <a href="http://www.giannimarconato.it/" target="_blank">Gianni Marconato</a>, sarò tra i coordinatori del barcamp dedicato al <a href="http://www.siel2011.it/index.php/component/content/article/67-barcamp-scuola-documento-di-avvio" target="_blank">mondo della scuola</a>, che si terrà nel pomeriggio&#160; del <strong>15 settembre, </strong>nel quale vorremmo proporre come tema principale la <strong>riflessione critica sulle pratiche di didattica con le tecnologie</strong>.</p>
<p>Cari <strong>amici insegnanti</strong>, siete tutti invitati a partecipare! L’<a href="http://www.siel2011.it/conftool/" target="_blank">iscrizione</a> è gratuita e c’è anche <a href="http://www.siel2011.it/index.php/component/content/article/53-concessione-esonero-dal-servizio-per-insegnanti-che-partecipano-a-siel2011" target="_blank">l’esonero ministeriale</a>!</p>
<p>Questi i link per: ulteriori informazioni sui <a href="http://www.siel2011.it/index.php/component/content/article/67-barcamp-scuola-documento-di-avvio" target="_blank">temi del barcamp</a>&#160; (salvo ulteriori proposte, sempre bene accette), <a href="http://www.siel2011.it/index.php/forum/5-barcamp-scuola" target="_blank">discussione preliminare e prenotazione degli interventi</a>.</p>
<p>News dell’ultimissimo minuto: chi non potesse partecipare in presenza il 15 ma volesse comunque dare il suo contributo, può farlo attraverso un breve (max 10 minuti) intervento video registrato in precedenza, a cura dello staff tecnico dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Prenotatevi sul <a href="http://www.siel2011.it/index.php/forum/5-barcamp-scuola/21-interventi-registrati-in-precedenza#21" target="_blank">forum</a>!</p>
<form id="vozme_form_2f034fd203c20395d95585ecf9c7b4b7" method="post" name="vozme_form_2f034fd203c20395d95585ecf9c7b4b7" target="2f034fd203c20395d95585ecf9c7b4b7" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Barcamp sulla scuola al Congresso SIe-L 2011.. Il Congresso SIe-L 2011, che si terrà a Reggio Emilia dal 14 al 16 prossimi si contraddistingue per diversi elementi innovativi, tra cui le web conference (ne ho coordinata una davvero bella a luglio) e i barcamp.
I barcamp sono luoghi di discussione informali, momenti di condivisione tematici nati un po’ in contrapposizione con i tradizionali congressi accademici, dove di solito si assiste ad una rigida divisione dei ruoli: i relatori da una parte e il pubblico dall’altra.
Nei barcamp non ci sono ruoli separati: relatori e pubblico si confondono e si mescolano, chiunque può proporre una presentazione o uno spunto di discussione.
Con l’amico Gianni Marconato, sarò tra i coordinatori del barcamp dedicato al mondo della scuola, che si terrà nel pomeriggio&#160; del 15 settembre, nel quale vorremmo proporre come tema principale la riflessione critica sulle pratiche di didattica con le tecnologie.
Cari amici insegnanti, siete tutti invitati a partecipare! L’iscrizione è gratuita e c’è anche l’esonero ministeriale!
Questi i link per: ulteriori informazioni sui temi del barcamp&#160; (salvo ulteriori proposte, sempre bene accette), discussione preliminare e prenotazione degli interventi.
News dell’ultimissimo minuto: chi non potesse partecipare in presenza il 15 ma volesse comunque dare il suo contributo, può farlo attraverso un breve (max 10 minuti) intervento video registrato in precedenza, a cura dello staff tecnico dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Prenotatevi sul forum!
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '2f034fd203c20395d95585ecf9c7b4b7', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '2f034fd203c20395d95585ecf9c7b4b7', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_2f034fd203c20395d95585ecf9c7b4b7').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<item>
		<title>Corsi Open Online: si fa sul serio?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/GDQFFRrA9bY/</link>
		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/corsi-open-online-si-fa-sul-serio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 13:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>E-learning</category>
	<category>LTEver</category>
	<category>OpenEd</category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fininformatica.it/wp/corsi-open-online-si-fa-sul-serio/</guid>
		<description><![CDATA[Neanche tre anni fa l&#8217;amico David Wiley veniva criticato (quasi irriso…) per “non avere chiesto il permesso” alla sua Università prima di rilasciare il certificato di frequenza del corso Intro Open Ed 2007.
L’autore dell’articolo, apparso sul prestigioso Chronicle of Higher Education si chiedeva:
Who needs college credit when you have a makeshift diploma from a superstar [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/image.png"><img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 0px 0px 5px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: right; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" align="right" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/image_thumb.png" width="244" height="213" /></a>Neanche tre anni fa l&#8217;amico David Wiley veniva <a href="http://www.immagic.com/eLibrary/ARCHIVES/GENERAL/CHRON_HE/C080925Y.pdf" target="_blank">criticato</a> (quasi irriso…) per “non avere chiesto il permesso” alla sua Università prima di rilasciare il <strong>certificato di frequenza </strong>del corso <a href="http://opencontent.org/wiki/index.php?title=Intro_Open_Ed_Syllabus" target="_blank">Intro Open Ed 2007</a>.</p>
<p>L’autore dell’articolo, apparso sul prestigioso <a href="http://chronicle.com/section/Home/5" target="_blank">Chronicle of Higher Education</a> si chiedeva:</p>
<blockquote><p>Who needs college credit when you have a makeshift diploma from a superstar professor?</p>
</blockquote>
<p>Strana nemesi: nello stesso articolo si trovano infatti sia un accenno all’allora imminente <a href="http://ltc.umanitoba.ca/connectivism/" target="_blank">CCK08</a> di Siemens e Downes, per il quale sarà introdotto per la prima volta il termine <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Massive_open_online_course" target="_blank">MOOC</a> (Massive Open Online Course, ora c’è anche la voce su Wikipedia, con una citazione del mio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Massive_open_online_course" target="_blank">articolo</a>! <img style="border-bottom-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-left-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-smile" alt="Sorriso" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/wlEmoticon-smile.png" />), sia un riferimento all’istituzione protagonista dell’iniziativa oggetto di questo post!</p>
<p>Sembravano stravaganze di accademici idealisti, invece ora per la prima volta una <strong>Università</strong>, non un eccentrico professore, offre un corso open online di tipo “massivo” per il quale sarà prevista una certificazione.</p>
<p>E non si tratta di qualche oscuro ateneo di provincia: l’<strong>Università di Stanford</strong>, dopo aver varato un’<a href="http://see.stanford.edu/" target="_blank">iniziativa OER più tradizionale</a>, propone ora un vero salto di qualità per la cosiddetta <a href="http://www.smashwords.com/books/view/77938" target="_blank">DIY</a> (<em>Do-It-Yourself</em>) Education. </p>
<p>Il corso <a href="http://www.ai-class.com/" target="_blank"><strong>Introduction to Artificial Intelligence</strong></a> offerto da Stanford segna un <strong>passaggio importante </strong>per la Open Education e si caratterizza per diversi <strong>punti innovativi</strong>, rispetto ai precedenti MOOC:</p>
<ul>
<li>si tratta di un corso <strong>molto impegnativo</strong>, che richiede pre-conoscenze di tipo matematico non banali. E’ un <strong>corso scientifico “duro”</strong>, a differenza dei precedenti, molto più accessibili. In qualche modo, si può dire che con questo MOOC… <strong>si fa sul serio</strong>, “astenersi perditempo”! </li>
<li>è previsto un vero e proprio <strong>libro di testo, </strong>laddove i precedenti si basavano su risorse aperte online oltre che su un modello didattico molto meno tradizionale. Gli autori del libro sono i docenti del corso… <img style="border-bottom-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-left-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-winkingsmile" alt="Occhiolino" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/wlEmoticon-winkingsmile.png" /> e il volume costa circa $150! Chissà, forse un modello di sostenibilità? “OK, segui gratis il corso però acquisti il libro”? </li>
<li>è prevista una vera e propria <strong>valutazione degli apprendimenti </strong>anche per i partecipanti online, identica a quella degli studenti in presenza; </li>
<li>si nota una certa <strong>attenzione verso gli studenti non di madrelingua inglese </strong>(saranno probabilmente resi disponibili i testi scritti delle lezioni); </li>
<li>se è vero che anche questa volta i corsisti online NON otterranno un vero diploma dell’Università di Stanford,&#160; tuttavia avranno la possibilità di <strong>misurarsi con i criteri di valutazione </strong>di quella prestigiosa istituzione, e riceveranno comunque una </li>
</ul>
<blockquote><p>letter of completion from the instructors which will include information on how well you did</p>
<p>Qualcosa in più del “certificato fatto in casa” di David (che io comunque conservo ed esibisco con orgoglio). E, a quanto pare, <a href="http://chronicle.com/blogs/wiredcampus/stanford-u-offers-free-online-course-in-artificial-intelligence" target="_blank">senza “scandalo”</a>, questa volta!</p>
<p>I tempi stanno davvero cambiando? Forse, ma non necessariamente in meglio, secondo <a href="http://www.downes.ca/cgi-bin/page.cgi?post=56008" target="_blank">alcuni</a>..</p>
</blockquote>
<form id="vozme_form_35ca60018396826ee1987f9ef89e648c" method="post" name="vozme_form_35ca60018396826ee1987f9ef89e648c" target="35ca60018396826ee1987f9ef89e648c" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Corsi Open Online: si fa sul serio?.. Neanche tre anni fa l&#8217;amico David Wiley veniva criticato (quasi irriso…) per “non avere chiesto il permesso” alla sua Università prima di rilasciare il certificato di frequenza del corso Intro Open Ed 2007.
L’autore dell’articolo, apparso sul prestigioso Chronicle of Higher Education si chiedeva:
Who needs college credit when you have a makeshift diploma from a superstar professor?

Strana nemesi: nello stesso articolo si trovano infatti sia un accenno all’allora imminente CCK08 di Siemens e Downes, per il quale sarà introdotto per la prima volta il termine MOOC (Massive Open Online Course, ora c’è anche la voce su Wikipedia, con una citazione del mio articolo! ), sia un riferimento all’istituzione protagonista dell’iniziativa oggetto di questo post!
Sembravano stravaganze di accademici idealisti, invece ora per la prima volta una Università, non un eccentrico professore, offre un corso open online di tipo “massivo” per il quale sarà prevista una certificazione.
E non si tratta di qualche oscuro ateneo di provincia: l’Università di Stanford, dopo aver varato un’iniziativa OER più tradizionale, propone ora un vero salto di qualità per la cosiddetta DIY (Do-It-Yourself) Education. 
Il corso Introduction to Artificial Intelligence offerto da Stanford segna un passaggio importante per la Open Education e si caratterizza per diversi punti innovativi, rispetto ai precedenti MOOC:

si tratta di un corso molto impegnativo, che richiede pre-conoscenze di tipo matematico non banali. E’ un corso scientifico “duro”, a differenza dei precedenti, molto più accessibili. In qualche modo, si può dire che con questo MOOC… si fa sul serio, “astenersi perditempo”! 
è previsto un vero e proprio libro di testo, laddove i precedenti si basavano su risorse aperte online oltre che su un modello didattico molto meno tradizionale. Gli autori del libro sono i docenti del corso…  e il volume costa circa $150! Chissà, forse un modello di sostenibilità? “OK, segui gratis il corso però acquisti il libro”? 
è prevista una vera e propria valutazione degli apprendimenti anche per i partecipanti online, identica a quella degli studenti in presenza; 
si nota una certa attenzione verso gli studenti non di madrelingua inglese (saranno probabilmente resi disponibili i testi scritti delle lezioni); 
se è vero che anche questa volta i corsisti online NON otterranno un vero diploma dell’Università di Stanford,&#160; tuttavia avranno la possibilità di misurarsi con i criteri di valutazione di quella prestigiosa istituzione, e riceveranno comunque una 

letter of completion from the instructors which will include information on how well you did
Qualcosa in più del “certificato fatto in casa” di David (che io comunque conservo ed esibisco con orgoglio). E, a quanto pare, senza “scandalo”, questa volta!
I tempi stanno davvero cambiando? Forse, ma non necessariamente in meglio, secondo alcuni..

" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '35ca60018396826ee1987f9ef89e648c', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '35ca60018396826ee1987f9ef89e648c', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_35ca60018396826ee1987f9ef89e648c').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<title>Il valore delle case</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/4orHDabfWsM/</link>
		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/il-valore-delle-case/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 10:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Personali</category>
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		<description><![CDATA[Tramite Facebook apprendo che una famiglia di amici americani cambia casa (Auguri a David e Rose!).
Dal momento che il caldo mi impedisce di fare cose più serie, perdo ulteriore tempo (visto che cazzeggiavo in FB, è ovvio, già stavo perdendo tempo ), perché mi incuriosisco e finisco su un sito immobiliare USA.
Scopro quindi che una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tramite Facebook apprendo che una famiglia di amici americani cambia casa (Auguri a David e Rose!).</p>
<p>Dal momento che il caldo mi impedisce di fare cose più serie, perdo ulteriore tempo (visto che cazzeggiavo in FB, è ovvio, già stavo perdendo tempo <img style="border-bottom-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-left-style: none" class="wlEmoticon wlEmoticon-winkingsmile" alt="Occhiolino" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/wlEmoticon-winkingsmile1.png" />), perché mi incuriosisco e finisco su un sito immobiliare USA.</p>
<p>Scopro quindi che una <a href="http://www.houseofbrokers.com/p/53/333519?" target="_blank"><strong>graziosa casetta indipendente</strong></a> di 245mq complessivi, molto bella e curata, in una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Columbia,_Missouri" target="_blank">cittadina del Missouri</a>, più o meno delle stesse dimensioni di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_Spezia" target="_blank">Spezia</a> (ma a occhio e croce con qualche cosetta in più, ad esempio la sede di una prestigiosa università..), costa <strong>$208.000 </strong>ovvero circa <strong>€146.000</strong>, precisamente quanto un <strong><a href="http://www.tecnocasa.it/site/it/contents/iltuoimmobile/propertyResults/compro.html?propertyDetails&amp;searchRequest.destinationProperty=CIVIL&amp;searchRequest.districtId=73800372503952&amp;searchRequest.mission=acquis&amp;searchRequest.pageSize=10&amp;searchRequest.price=0&amp;searchRequest.radius=3&amp;searchRequest.searchId=it_1345157660&amp;searchRequest.squareMeters=0&amp;searchRequest.townId=13800324507840&amp;propertyId=20674329&amp;searchRequest.pageNumber=2" target="_blank">buco di 60mq</a> </strong>a due passi da casa mia!</p>
<p><a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/image.png"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/image_thumb.png" width="244" height="164" /></a>vs <a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/image1.png"><img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="image" border="0" alt="image" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/image_thumb1.png" width="164" height="244" /></a></p>
<p>Il confronto tra le due schede e relative, impietose, fotografie è devastante…</p>
<p>Perché è così difficile vivere, in questo paese?</p>
<form id="vozme_form_d5c664bccb6f4227dd25e699512b8f98" method="post" name="vozme_form_d5c664bccb6f4227dd25e699512b8f98" target="d5c664bccb6f4227dd25e699512b8f98" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Il valore delle case.. Tramite Facebook apprendo che una famiglia di amici americani cambia casa (Auguri a David e Rose!).
Dal momento che il caldo mi impedisce di fare cose più serie, perdo ulteriore tempo (visto che cazzeggiavo in FB, è ovvio, già stavo perdendo tempo ), perché mi incuriosisco e finisco su un sito immobiliare USA.
Scopro quindi che una graziosa casetta indipendente di 245mq complessivi, molto bella e curata, in una cittadina del Missouri, più o meno delle stesse dimensioni di Spezia (ma a occhio e croce con qualche cosetta in più, ad esempio la sede di una prestigiosa università..), costa $208.000 ovvero circa €146.000, precisamente quanto un buco di 60mq a due passi da casa mia!
vs 
Il confronto tra le due schede e relative, impietose, fotografie è devastante…
Perché è così difficile vivere, in questo paese?
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'd5c664bccb6f4227dd25e699512b8f98', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
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