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	<title>Anto'stuff</title>
	<link>http://www.fininformatica.it/wp</link>
	<description>Periodically re-invent yourself!!</description>
	<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 14:08:29 +0000</pubDate>
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		<title>Il Manifesto degli Insegnanti</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/il-manifesto-degli-insegnanti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 14:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>LTEver</category>
	<category>Scuola</category>
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		<description><![CDATA[Un gruppo di colleghi aderenti al network La Scuola Che Funziona (LSCF) ha lavorato per mesi alla stesura del Manifesto degli Insegnanti.
Il Manifesto &#232; stato pubblicato alcuni giorni fa ed &#232; ora disponibile per la firma da parte di tutti coloro che ne condividono lo spirito.
Sono stato a lungo indeciso se aderire o meno, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un gruppo di colleghi aderenti al network <a href="http://www.lascuolachefunziona.it">La Scuola Che Funziona (LSCF)</a> ha lavorato per mesi alla stesura del <a href="http://www.manifestoinsegnanti.it/"><strong>Manifesto degli Insegnanti</strong></a>.</p>
<p>Il Manifesto &#232; stato pubblicato alcuni giorni fa ed &#232; ora disponibile per la firma da parte di tutti coloro che ne condividono lo spirito.</p>
<p>Sono stato a lungo indeciso se aderire o meno, e per le stesse ragioni per le quali non ho partecipato attivamente alla redazione. </p>
<p>Mi era gi&#224; capitato in occasione della sottoscrizione della <a href="http://www.fininformatica.it/wp/the-cape-town-open-education-declaration/">CapeTown Open Education Declaration</a>.</p>
<p>Il fatto &#232; che ho una specie di allergia per la retorica delle &quot;solenni dichiarazioni&quot;, per i giuramenti, le promesse, le &quot;buone intenzioni&quot;.</p>
<p>Penso che non dovrebbero servire, che non si dovrebbe mai &quot;giurare&quot; perch&#233; i giuramenti tutto sommato sono fatti pi&#249; per essere infranti che osservati, che si dovrebbe semmai agire senza &quot;dichiarare&quot;&#8230;</p>
<p>E poi, perch&#233; un manifesto degli <strong>insegnanti</strong> e non, ad esempio, uno per gli avvocati, i medici (s&#236; lo so che c&#8217;&#232; il giuramento di Ippocrate ma, sinceramente, non lo porterei a ..buon esempio <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ), gli architetti, i giornalisti, i&#8230; politici <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ecc. ecc.?</p>
<p>Perch&#233; gli insegnanti devono &quot;dimostrare&quot; qualcosa (per poi regolarmente non vedersi riconoscere nulla)?</p>
<p>Perch&#233; si dovrebbero pubblicamente e solennemente sottolineare una serie di azioni e comportamenti che invece sarebbe lecito aspettarsi come &quot;naturali&quot; ?</p>
<p>Insomma, una lunga serie di dubbi e obiezioni. </p>
<p>Alla fine per&#242; <strong>ho firmato</strong>. </p>
<p>Non lo so perch&#233;: i dubbi ci sono sempre, ma i tempi che attraversiamo sono <strong>speciali </strong>e forse vale proprio la pena di accantonare le proprie remore anche solo per <strong>affermare ad alta voce </strong>che </p>
<blockquote><p>Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante. </p>
</blockquote>
<p>Chi vuole, con o senza dubbi, pu&#242; <a href="http://www.manifestoinsegnanti.it/index.php?option=com_comprofiler&amp;task=registers&amp;Itemid=6"><strong>aderire e firmare</strong></a>!</p>
<form id="vozme_form_007899e0f49b062b7a84febbb0cfc8bf" method="post" name="vozme_form_007899e0f49b062b7a84febbb0cfc8bf" target="007899e0f49b062b7a84febbb0cfc8bf" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Il Manifesto degli Insegnanti.. Un gruppo di colleghi aderenti al network La Scuola Che Funziona (LSCF) ha lavorato per mesi alla stesura del Manifesto degli Insegnanti.
Il Manifesto &#232; stato pubblicato alcuni giorni fa ed &#232; ora disponibile per la firma da parte di tutti coloro che ne condividono lo spirito.
Sono stato a lungo indeciso se aderire o meno, e per le stesse ragioni per le quali non ho partecipato attivamente alla redazione. 
Mi era gi&#224; capitato in occasione della sottoscrizione della CapeTown Open Education Declaration.
Il fatto &#232; che ho una specie di allergia per la retorica delle &quot;solenni dichiarazioni&quot;, per i giuramenti, le promesse, le &quot;buone intenzioni&quot;.
Penso che non dovrebbero servire, che non si dovrebbe mai &quot;giurare&quot; perch&#233; i giuramenti tutto sommato sono fatti pi&#249; per essere infranti che osservati, che si dovrebbe semmai agire senza &quot;dichiarare&quot;&#8230;
E poi, perch&#233; un manifesto degli insegnanti e non, ad esempio, uno per gli avvocati, i medici (s&#236; lo so che c&#8217;&#232; il giuramento di Ippocrate ma, sinceramente, non lo porterei a ..buon esempio  ), gli architetti, i giornalisti, i&#8230; politici   ecc. ecc.?
Perch&#233; gli insegnanti devono &quot;dimostrare&quot; qualcosa (per poi regolarmente non vedersi riconoscere nulla)?
Perch&#233; si dovrebbero pubblicamente e solennemente sottolineare una serie di azioni e comportamenti che invece sarebbe lecito aspettarsi come &quot;naturali&quot; ?
Insomma, una lunga serie di dubbi e obiezioni. 
Alla fine per&#242; ho firmato. 
Non lo so perch&#233;: i dubbi ci sono sempre, ma i tempi che attraversiamo sono speciali e forse vale proprio la pena di accantonare le proprie remore anche solo per affermare ad alta voce che 
Amo insegnare. Amo apprendere. Per questo motivo sono un insegnante. 

Chi vuole, con o senza dubbi, pu&#242; aderire e firmare!
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '007899e0f49b062b7a84febbb0cfc8bf', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '007899e0f49b062b7a84febbb0cfc8bf', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_007899e0f49b062b7a84febbb0cfc8bf').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<item>
		<title>OpenDNS e filtro dei contenuti con FamilyShield</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/-URbI9Cz0UU/</link>
		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/opendns-e-filtro-dei-contenuti-con-familyshield/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 09:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Mondo digitale</category>
	<category>LTEver</category>
	<category>Scuola</category>
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		<description><![CDATA[OpenDNS &#232; un servizio DNS &#34;alternativo&#34;, rispetto al normale DNS offerto da tutti i provider.
In pratica, per utilizzare OpenDNS &#232; necessario modificare le impostazioni DNS sul proprio computer o sul router, inserendo gli indirizzi IP dei server OpenDNS. I vantaggi? Sostanzialmente, maggiore velocit&#224; e sicurezza. 
Io lo uso da qualche tempo, con soddisfazione (nel senso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.opendns.com"><strong>OpenDNS</strong></a> &#232; un servizio <strong>DNS</strong> &quot;alternativo&quot;, rispetto al normale DNS offerto da tutti i provider.</p>
<p>In pratica, per utilizzare OpenDNS &#232; necessario modificare le <strong>impostazioni DNS</strong> sul proprio computer o sul router, inserendo gli indirizzi IP dei server OpenDNS. I <a href="http://www.opendns.com/solutions/overview/">vantaggi</a>? Sostanzialmente, maggiore velocit&#224; e sicurezza. </p>
<p>Io lo uso da qualche tempo, con soddisfazione (nel senso che non ho avuto mai problemi <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>Chi ha bambini e ragazzi adolescenti in casa &#232; per&#242; inevitabilmente alle prese con il problema della <strong>sicurezza</strong> e dei &quot;contenuti non adatti&quot;. </p>
<p>Certo, finch&#233; i bambini sono piccoli si naviga insieme, si parla, si educano, si consigliano. Tuttavia, prima o poi tutto questo non sar&#224; pi&#249; sufficiente: &#232; poco ragionevole pensare che si possa sempre &quot;co-navigare&quot; con un adolescente.. </p>
<p>Ci troveremo quindi di fronte alla necessit&#224; di installare un sistema di <strong>filtraggio dei contenuti</strong>. Su <a href="http://www.ilfiltro.it">ilFiltro.it</a> si trova una ricca documentazione su questo argomento che, naturalmente, riguarda anche le <strong>istituzioni scolastiche</strong> le quali avrebbero il dovere di intervenire in questo senso, dal momento che, in pratica, &#232; alquanto difficile garantire sempre e comunque un controllo puntuale sui singoli computer collegati in rete.</p>
<p><a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/image.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 5px; border-top: 0px; border-right: 0px" border="0" alt="image" align="left" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/image_thumb.png" width="244" height="64" /></a> Ora, OpenDNS offre un servizio di filtraggio dei contenuti, chiamato <strong>FamilyShield</strong> che ha interessanti funzionalit&#224;, come la possibilit&#224; di essere attivato direttamente su un router. Considerando che anche in ambiente domestico sono ormai diffusissimi i router wireless che consentono l&#8217;accesso a Internet per tutta la famiglia, &#232; un&#8217;opzione davvero utile e pi&#249; sicura rispetto alla soluzione relativa al singolo PC (il ragazzino smanettone che sa come si cambia un&#8217;impostazione DNS non &#232; difficile da trovare <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ) dal momento che la configurazione del router &#232; solitamente protetta da password.</p>
<p>FamilyShield non richiede alcuna installazione di software, essendo basato esclusivamente sulle impostazioni DNS. Registrandosi sul sito, si ottiene la versione Basic del filtro, che consente alcune personalizzazioni, come la selezione di numerose categorie di contenuti da filtrare o meno (inclusi i social network&#8230;). E&#8217; gestita l&#8217;assegnazione di indirizzi dinamici, come accade normalmente per le reti domestiche.</p>
<p>Costo: la versione Basic, ottima per le famiglie, &#232; <strong>gratuita</strong>!! Esistono per&#242; altre <a href="https://www.opendns.com/start/">versioni</a>, a pagamento, ad esempio per le scuole, a prezzi interessanti.</p>
<form id="vozme_form_58214fc61c4dcffbcb279381f4853536" method="post" name="vozme_form_58214fc61c4dcffbcb279381f4853536" target="58214fc61c4dcffbcb279381f4853536" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="OpenDNS e filtro dei contenuti con FamilyShield.. OpenDNS &#232; un servizio DNS &quot;alternativo&quot;, rispetto al normale DNS offerto da tutti i provider.
In pratica, per utilizzare OpenDNS &#232; necessario modificare le impostazioni DNS sul proprio computer o sul router, inserendo gli indirizzi IP dei server OpenDNS. I vantaggi? Sostanzialmente, maggiore velocit&#224; e sicurezza. 
Io lo uso da qualche tempo, con soddisfazione (nel senso che non ho avuto mai problemi  ).
Chi ha bambini e ragazzi adolescenti in casa &#232; per&#242; inevitabilmente alle prese con il problema della sicurezza e dei &quot;contenuti non adatti&quot;. 
Certo, finch&#233; i bambini sono piccoli si naviga insieme, si parla, si educano, si consigliano. Tuttavia, prima o poi tutto questo non sar&#224; pi&#249; sufficiente: &#232; poco ragionevole pensare che si possa sempre &quot;co-navigare&quot; con un adolescente.. 
Ci troveremo quindi di fronte alla necessit&#224; di installare un sistema di filtraggio dei contenuti. Su ilFiltro.it si trova una ricca documentazione su questo argomento che, naturalmente, riguarda anche le istituzioni scolastiche le quali avrebbero il dovere di intervenire in questo senso, dal momento che, in pratica, &#232; alquanto difficile garantire sempre e comunque un controllo puntuale sui singoli computer collegati in rete.
 Ora, OpenDNS offre un servizio di filtraggio dei contenuti, chiamato FamilyShield che ha interessanti funzionalit&#224;, come la possibilit&#224; di essere attivato direttamente su un router. Considerando che anche in ambiente domestico sono ormai diffusissimi i router wireless che consentono l&#8217;accesso a Internet per tutta la famiglia, &#232; un&#8217;opzione davvero utile e pi&#249; sicura rispetto alla soluzione relativa al singolo PC (il ragazzino smanettone che sa come si cambia un&#8217;impostazione DNS non &#232; difficile da trovare  ) dal momento che la configurazione del router &#232; solitamente protetta da password.
FamilyShield non richiede alcuna installazione di software, essendo basato esclusivamente sulle impostazioni DNS. Registrandosi sul sito, si ottiene la versione Basic del filtro, che consente alcune personalizzazioni, come la selezione di numerose categorie di contenuti da filtrare o meno (inclusi i social network&#8230;). E&#8217; gestita l&#8217;assegnazione di indirizzi dinamici, come accade normalmente per le reti domestiche.
Costo: la versione Basic, ottima per le famiglie, &#232; gratuita!! Esistono per&#242; altre versioni, a pagamento, ad esempio per le scuole, a prezzi interessanti.
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			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="40" height="40" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/plugins/vozme/img/megaphone40x40w.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', '58214fc61c4dcffbcb279381f4853536', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
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		<title>Critical Literacies: un altro MOOC?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/0p6W6rbe_to/</link>
		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/critical-literacies-un-altro-mooc/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 20:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>E-learning</category>
	<category>LTEver</category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fininformatica.it/wp/critical-literacies-un-altro-mooc/</guid>
		<description><![CDATA[Downes propone un altro corso open online, sulla Critical Literacy (CritLit2010).
Il tema &#232; sicuramente di grande interesse, l&#8217;organizzazione sembra questa volta pi&#249; &#34;accademica&#34;, con tanto di piano di ricerca gi&#224; delineato e orientato in questo caso al tema dei PLE (Personal Learning Environment).
Il modello didattico &#232; lo stesso gi&#224; sperimentato con gli ormai &#34;leggendari&#34; CCK08 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Downes propone un altro <strong>corso open online</strong>, sulla <em><a href="http://ple.elg.ca/course/">Critical Literacy</a> (CritLit2010)</em>.</p>
<p>Il tema &#232; sicuramente di grande interesse, l&#8217;organizzazione sembra questa volta pi&#249; &quot;accademica&quot;, con tanto di piano di ricerca gi&#224; delineato e orientato in questo caso al tema dei PLE (Personal Learning Environment).</p>
<p>Il modello didattico &#232; lo stesso gi&#224; sperimentato con gli ormai &quot;leggendari&quot; CCK08 e 09 (e prima ancora, in parte, con l&#8217;Intro Open Ed di Wiley): letture, cross-blogging, sessioni sincrone, Moodle per i forum e, naturalmente, l&#8217;ormai irrinunciabile <strong>Daily</strong>, ovvero gli highlights del corso realizzati dai docenti via email! Beh, a quanto ho trovato nella <a href="http://www.irrodl.org/index.php/irrodl/article/view/643/1402">mia ricerchina sul CCK08</a>, il Daily &#232; sicuramente mooolto gradito <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  </p>
<p>Dar&#242; sicuramente un&#8217;occhiata, ma credo senza impegnarmi direttamente.</p>
<p>Intendiamoci, sono certo che sia un&#8217;esperienza di altissimo livello, tuttavia, sinceramente, non sono convinto. </p>
<p>Ho l&#8217;impressione di una certa ripetitivit&#224;, mi sembra che a questo punto manchi l&#8217;ulteriore <strong>svolta</strong>. I corsi open hanno infatti rappresentato negli ultimi anni un primo <strong>passaggio</strong> dalle OER intese come <strong>meri contenuti</strong> (modello MIT-OCW) a qualcosa di pi&#249; <strong>coinvolgente</strong> che includa anche le <strong>interazioni</strong> con i docenti e gli altri corsisti. Inoltre i MOOC (Massive Open Online Courses) hanno anche offerto la possibilit&#224; a personaggi come Siemens e Downes di &quot;provare sul campo&quot; il connettivismo.</p>
<p>Manca ancora la parte finale di qualsiasi attivit&#224; di apprendimento: la <strong>valutazione.</strong></p>
<p>E con essa il riconoscimento, i &quot;crediti&quot;.</p>
<p>Certo, Wiley ci aveva gi&#224; provato anche se su questo punto le istituzioni &quot;formali&quot; hanno gi&#224; ampiamente <a href="http://chronicle.com/article/When-Professors-Print-Their/19017">storto il naso</a> (articolo scaricabile gratuitamente da <a href="http://www.immagic.com/eLibrary/ARCHIVES/GENERAL/CHRON_HE/C080925Y.pdf">qui</a>). </p>
<p>Vengono per&#242; gi&#224; avanzate <a href="http://www.irrodl.org/index.php/irrodl/article/view/641/1389">proposte ed esplorate possibilit&#224;</a>&#8230; </p>
<p>Aspettiamo i prossimi, magari con la sigla MOOC<strong>C </strong>(la seconda C sta per &quot;for Credit)?</p>
<form id="vozme_form_aa8fafd7f36882a032ad973ed1f95234" method="post" name="vozme_form_aa8fafd7f36882a032ad973ed1f95234" target="aa8fafd7f36882a032ad973ed1f95234" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Critical Literacies: un altro MOOC?.. Downes propone un altro corso open online, sulla Critical Literacy (CritLit2010).
Il tema &#232; sicuramente di grande interesse, l&#8217;organizzazione sembra questa volta pi&#249; &quot;accademica&quot;, con tanto di piano di ricerca gi&#224; delineato e orientato in questo caso al tema dei PLE (Personal Learning Environment).
Il modello didattico &#232; lo stesso gi&#224; sperimentato con gli ormai &quot;leggendari&quot; CCK08 e 09 (e prima ancora, in parte, con l&#8217;Intro Open Ed di Wiley): letture, cross-blogging, sessioni sincrone, Moodle per i forum e, naturalmente, l&#8217;ormai irrinunciabile Daily, ovvero gli highlights del corso realizzati dai docenti via email! Beh, a quanto ho trovato nella mia ricerchina sul CCK08, il Daily &#232; sicuramente mooolto gradito   
Dar&#242; sicuramente un&#8217;occhiata, ma credo senza impegnarmi direttamente.
Intendiamoci, sono certo che sia un&#8217;esperienza di altissimo livello, tuttavia, sinceramente, non sono convinto. 
Ho l&#8217;impressione di una certa ripetitivit&#224;, mi sembra che a questo punto manchi l&#8217;ulteriore svolta. I corsi open hanno infatti rappresentato negli ultimi anni un primo passaggio dalle OER intese come meri contenuti (modello MIT-OCW) a qualcosa di pi&#249; coinvolgente che includa anche le interazioni con i docenti e gli altri corsisti. Inoltre i MOOC (Massive Open Online Courses) hanno anche offerto la possibilit&#224; a personaggi come Siemens e Downes di &quot;provare sul campo&quot; il connettivismo.
Manca ancora la parte finale di qualsiasi attivit&#224; di apprendimento: la valutazione.
E con essa il riconoscimento, i &quot;crediti&quot;.
Certo, Wiley ci aveva gi&#224; provato anche se su questo punto le istituzioni &quot;formali&quot; hanno gi&#224; ampiamente storto il naso (articolo scaricabile gratuitamente da qui). 
Vengono per&#242; gi&#224; avanzate proposte ed esplorate possibilit&#224;&#8230; 
Aspettiamo i prossimi, magari con la sigla MOOCC (la seconda C sta per &quot;for Credit)?
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				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'aa8fafd7f36882a032ad973ed1f95234', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_aa8fafd7f36882a032ad973ed1f95234').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<item>
		<title>2010 Odissea nell’e-book</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/jXsQxLVCGm0/</link>
		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/2010-odissea-nelle-book/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 May 2010 19:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Mondo digitale</category>
	<category>LTEver</category>
	<category>Scuola</category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.fininformatica.it/wp/2010-odissea-nelle-book/</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; il tema dell&#8217;anno, non c&#8217;&#232; dubbio.
Ne parlano tutti, anche il mio preside all&#8217;ultimo collegio dei docenti ci ha ricordato che questa di maggio dovrebbe essere stata l&#8217;ultima adozione di libri di testo cartacei..
Anche se gi&#224; nei primi anni 2000, con l&#8217;avvento dei primi palmari, c&#8217;era stato un iniziale picco di interesse. Ricordo di aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il tema dell&#8217;anno, non c&#8217;&#232; dubbio.</p>
<p>Ne parlano tutti, anche il mio preside all&#8217;ultimo collegio dei docenti ci ha ricordato che questa di maggio dovrebbe essere stata l&#8217;ultima adozione di libri di testo cartacei..</p>
<p>Anche se gi&#224; nei primi anni 2000, con l&#8217;avvento dei primi palmari, c&#8217;era stato un iniziale picco di interesse. Ricordo di aver letto (si fa per dire..) il Cantico di Natale di Dickens in versione originale su un vecchio Palm&#160; <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ora per&#242; si fa sul serio.</p>
<p>Nei giorni scorsi ho acquistato ben <strong>quattro</strong> e-book.</p>
<p>Il primo &#232; un libro auto-prodotto e pubblicato su Lulu.com, scaricabile in formato <strong>PDF</strong>, senza alcuna protezione. </p>
<p>Il secondo &#232; un saggio, pubblicato da un&#8217;editore &quot;tradizionale&quot; ma disponibile anche in digitale, in formato <strong>epub</strong>, con forte protezione (impossibile stampare, copiare, ogni capitolo marcato con &quot;copia concessa in licenza a&#8230;&quot;). Per leggerlo ho installato <a href="http://www.mobipocket.com/en/DownloadSoft/default.asp?Language=EN" target="_blank">Mobipocket Reader</a>.</p>
<p>Il terzo &#232; un altro saggio, pubblicato da un editore che vuole invece caratterizzarsi proprio sull&#8217;editoria elettronica, in formato <strong>PDF</strong>, con un livello intermedio di protezione (impossibile copiare ma si pu&#242; stampare). </p>
<p>Infine, il quarto l&#8217;ho acquistato da Amazon e lo leggo via <a href="http://www.amazon.com/gp/feature.html/ref=kcp_pc_mkt_lnd?docId=1000426311" target="_blank">Kindle for PC</a>, un software che consente di emulare un Kindle. Il formato &#232; ovviamente quello proprietario del Kindle (.<strong>azw</strong>).</p>
<p>Insomma, un bel panorama delle possibilit&#224; oggi disponibili, anche in termini di modalit&#224; di scrittura/edizione/pubblicazione/gestione dei diritti.</p>
<p><a href="http://www.techflash.com/seattle/2009/09/the_expanding_universe_of_electronic_books.html"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; border-top: 0px; border-right: 0px" border="0" alt="image" align="left" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/image1.png" width="257" height="155" /></a> Per&#242;, <strong>quattro</strong> libri, <strong>TRE formati diversi</strong> (PDF, epub, kindle), <strong>TRE software diversi </strong>per la lettura, anche se nel frattempo ho scaricato anche <a href="http://www.adobe.com/products/digitaleditions/#fp" target="_blank">Adobe Digital Editions</a> che mi &quot;copre&quot; PDF ed epub e scoperto che Mobipocket pu&#242; leggere anche i PDF! </p>
<p>La lettura stessa &#232; decisamente poco agevole, sul PC, inutile fingere&#8230;</p>
<p>Certo, <strong>NON </strong>possiedo un <strong>ebook reader</strong>, come del resto la stragrande maggioranza della popolazione&#8230; Ma temo che anche se lo avessi, forse ci sarebbe lo stesso pi&#249; di un problemino di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/E-book_reader#Tipi_di_file_supportati" target="_blank">compatibilit&#224;</a>&#8230;</p>
<p>Comunque, in sintesi: un <strong>delirio</strong>! Tutto ancora decisamente TROPPO complicato.</p>
<p>Per passare davvero alla diffusione di massa degli e-book credo siano indispensabili alcune condizioni che ancora non vedo cos&#236; prossime: </p>
<ol>
<li>semplificazione dei formati;</li>
<li>disponibilit&#224; di reader realmente efficaci per la lettura;</li>
<li>abbassamento del costi dei suddetti reader, almeno sotto i 100 euro.</li>
</ol>
<p>In queste condizioni, prevedere che nel maggio 2011, praticamente domani.. <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  </p>
<blockquote><p>il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista (<a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm">art. 15 L 133/2008</a>)</p>
</blockquote>
<p>mi sembra assolutamente <strong>velleitario</strong>.</p>
<form id="vozme_form_2fe53649072954e2c46211096d216f07" method="post" name="vozme_form_2fe53649072954e2c46211096d216f07" target="2fe53649072954e2c46211096d216f07" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="2010 Odissea nell&#8217;e-book.. E&#8217; il tema dell&#8217;anno, non c&#8217;&#232; dubbio.
Ne parlano tutti, anche il mio preside all&#8217;ultimo collegio dei docenti ci ha ricordato che questa di maggio dovrebbe essere stata l&#8217;ultima adozione di libri di testo cartacei..
Anche se gi&#224; nei primi anni 2000, con l&#8217;avvento dei primi palmari, c&#8217;era stato un iniziale picco di interesse. Ricordo di aver letto (si fa per dire..) il Cantico di Natale di Dickens in versione originale su un vecchio Palm&#160;  
Ora per&#242; si fa sul serio.
Nei giorni scorsi ho acquistato ben quattro e-book.
Il primo &#232; un libro auto-prodotto e pubblicato su Lulu.com, scaricabile in formato PDF, senza alcuna protezione. 
Il secondo &#232; un saggio, pubblicato da un&#8217;editore &quot;tradizionale&quot; ma disponibile anche in digitale, in formato epub, con forte protezione (impossibile stampare, copiare, ogni capitolo marcato con &quot;copia concessa in licenza a&#8230;&quot;). Per leggerlo ho installato Mobipocket Reader.
Il terzo &#232; un altro saggio, pubblicato da un editore che vuole invece caratterizzarsi proprio sull&#8217;editoria elettronica, in formato PDF, con un livello intermedio di protezione (impossibile copiare ma si pu&#242; stampare). 
Infine, il quarto l&#8217;ho acquistato da Amazon e lo leggo via Kindle for PC, un software che consente di emulare un Kindle. Il formato &#232; ovviamente quello proprietario del Kindle (.azw).
Insomma, un bel panorama delle possibilit&#224; oggi disponibili, anche in termini di modalit&#224; di scrittura/edizione/pubblicazione/gestione dei diritti.
 Per&#242;, quattro libri, TRE formati diversi (PDF, epub, kindle), TRE software diversi per la lettura, anche se nel frattempo ho scaricato anche Adobe Digital Editions che mi &quot;copre&quot; PDF ed epub e scoperto che Mobipocket pu&#242; leggere anche i PDF! 
La lettura stessa &#232; decisamente poco agevole, sul PC, inutile fingere&#8230;
Certo, NON possiedo un ebook reader, come del resto la stragrande maggioranza della popolazione&#8230; Ma temo che anche se lo avessi, forse ci sarebbe lo stesso pi&#249; di un problemino di compatibilit&#224;&#8230;
Comunque, in sintesi: un delirio! Tutto ancora decisamente TROPPO complicato.
Per passare davvero alla diffusione di massa degli e-book credo siano indispensabili alcune condizioni che ancora non vedo cos&#236; prossime: 

semplificazione dei formati;
disponibilit&#224; di reader realmente efficaci per la lettura;
abbassamento del costi dei suddetti reader, almeno sotto i 100 euro.

In queste condizioni, prevedere che nel maggio 2011, praticamente domani..   
il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista (art. 15 L 133/2008)

mi sembra assolutamente velleitario.
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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		<title>Privacy: dagli al Facebook cattivo!</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/privacy-dagli-al-facebook-cattivo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 14:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Mondo digitale</category>
	<category>LTEver</category>
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		<description><![CDATA[Mi stupisco dello stupore!
Dunque, c&#8217;&#232; un giovanotto che si ritrova sull&#8217;hard disk i dati di mezzo miliardo di persone, ai quali offre un simpatico servizio con il quale ognuno pu&#242; ritrovare i vecchi compagni dell&#8217;asilo, mostrare al mondo le proprie foto da piccolo, giocare a alla vecchia fattoria, chattare, organizzare gruppi &#34;collaborativi&#34; per qualsiasi cosa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi stupisco dello stupore!</p>
<p>Dunque, c&#8217;&#232; un giovanotto che si ritrova sull&#8217;hard disk i dati di mezzo miliardo di persone, ai quali offre un simpatico servizio con il quale ognuno pu&#242; ritrovare i vecchi compagni dell&#8217;asilo, mostrare al mondo le proprie foto da piccolo, giocare a alla vecchia fattoria, chattare, organizzare gruppi &quot;collaborativi&quot; per qualsiasi cosa, pi&#249; molto altro, il tutto <strong>gratis</strong>!</p>
<p>Ebbene, quale stupore nell&#8217;apprendere che il suddetto giovanotto, pur gi&#224; multi-milionario, voglia ulteriormente far fruttare questo capitale che, spontaneamente e gratuitamente(!), ogni utente di Facebook ha contribuito a costruire!</p>
<p>Riprovazione mondiale verso il ragazzaccio che osa dire che la <strong>privacy &#232; un concetto obsoleto</strong>: ma se in FB la maggioranza delle persone fa a gara a &quot;mostrarsi&quot; in tutti i modi possibili!</p>
<p>Sinceramente: se voglio <strong>davvero </strong>difendere la mia privacy, semplicemente, NON uso Facebook, n&#233; nessun altro sistema online.</p>
<p>E&#8217; chiaro a tutti che appena si carica una foto o qualsiasi altro artefatto sul web, indipendentemente dalle clausole di privacy, questo &#232; immediatamente sottratto al controllo di chi l&#8217;ha inserito?</p>
<p>S&#236;, d&#8217;accordo, ma Facebook &quot;cede&quot; i nostri dati ad altre aziende! E&#8217; gravissimo!</p>
<p>Sicuri?</p>
<p>Deve essere a causa di Facebook, ad esempio, che ricevo quotidianamente almeno una telefonata di qualcuno che vuole vendermi qualcosa (o anche &quot;regalare&quot;, la settimana scorsa ad esempio volevano omaggiarmi di un filtro per l&#8217;acqua potabile!), nonostante il mio numero <strong>non sia pi&#249; presente da anni</strong> in alcun elenco telefonico!</p>
<p>E certamente &#232; stato Zuckerberg in persona a propagare il mio indirizzo di casa a innumerevoli venditori di vino, olio, surgelati e servizi di ogni genere che mi inviano patinatissime proposte commerciali.</p>
<p>Scrive <a href="http://www.wired.com/epicenter/2010/05/facebook-rogue/" target="_blank">Ryan Singel su Wired</a>:</p>
<blockquote><p>In Facebook&#8217;s view, everything (save perhaps your e-mail address) should be public </p>
</blockquote>
<p>Ma siamo sicuri che questo non sia proprio il punto di vista della stragrande maggioranza degli utenti di FB? Il vero scopo non &#232; proprio rendere la propria esistenza il pi&#249; possibile &quot;<strong>pubblica</strong>&quot;?</p>
<p>Sinceramente, non capisco questa improvvisa ondata di &quot;consapevolezza&quot; rispetto ad un problema che comunque esiste non certo soltanto da quando FB ha modificato le impostazioni di privacy! </p>
<p>Il problema vero secondo me &#232; che noi <strong>conferiamo volontariamente e gratuitamente</strong> tutte queste informazioni ad un privato, per il quale esse costituiscono un capitale vero e proprio. </p>
<p>Siamo merce. Le nostre identit&#224; in rete sono quotate in borsa.</p>
<p>E infatti, nello stesso articolo, c&#8217;&#232; un altro passaggio:</p>
<blockquote><p>But that doesn&#8217;t mean the company has earned the right to own and define our identities. </p>
<p>It&#8217;s time for the best of the tech community to find a way to let people control what and how they&#8217;d like to share. Facebook&#8217;s basic functions can be turned into protocols, and a whole set of interoperating software and services can flourish</p>
</blockquote>
<p>Questo mi sembra davvero un punto importante: si &#232; spesso paragonato Facebook ad una &quot;piazza&quot;. Bene, ricordiamoci sempre che &#232; una <strong>piazza privata</strong>, ci passeggiamo gratis ma c&#8217;&#232; comunque un <strong>padrone </strong>(e un qualche prezzo, occulto, da pagare..)!</p>
<p>Sarebbe ora che provassimo a crearne una <strong>pubblica!</strong></p>
<form id="vozme_form_3bbf964a9b5890ac30fb667457b91bf3" method="post" name="vozme_form_3bbf964a9b5890ac30fb667457b91bf3" target="3bbf964a9b5890ac30fb667457b91bf3" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Privacy: dagli al Facebook cattivo!.. Mi stupisco dello stupore!
Dunque, c&#8217;&#232; un giovanotto che si ritrova sull&#8217;hard disk i dati di mezzo miliardo di persone, ai quali offre un simpatico servizio con il quale ognuno pu&#242; ritrovare i vecchi compagni dell&#8217;asilo, mostrare al mondo le proprie foto da piccolo, giocare a alla vecchia fattoria, chattare, organizzare gruppi &quot;collaborativi&quot; per qualsiasi cosa, pi&#249; molto altro, il tutto gratis!
Ebbene, quale stupore nell&#8217;apprendere che il suddetto giovanotto, pur gi&#224; multi-milionario, voglia ulteriormente far fruttare questo capitale che, spontaneamente e gratuitamente(!), ogni utente di Facebook ha contribuito a costruire!
Riprovazione mondiale verso il ragazzaccio che osa dire che la privacy &#232; un concetto obsoleto: ma se in FB la maggioranza delle persone fa a gara a &quot;mostrarsi&quot; in tutti i modi possibili!
Sinceramente: se voglio davvero difendere la mia privacy, semplicemente, NON uso Facebook, n&#233; nessun altro sistema online.
E&#8217; chiaro a tutti che appena si carica una foto o qualsiasi altro artefatto sul web, indipendentemente dalle clausole di privacy, questo &#232; immediatamente sottratto al controllo di chi l&#8217;ha inserito?
S&#236;, d&#8217;accordo, ma Facebook &quot;cede&quot; i nostri dati ad altre aziende! E&#8217; gravissimo!
Sicuri?
Deve essere a causa di Facebook, ad esempio, che ricevo quotidianamente almeno una telefonata di qualcuno che vuole vendermi qualcosa (o anche &quot;regalare&quot;, la settimana scorsa ad esempio volevano omaggiarmi di un filtro per l&#8217;acqua potabile!), nonostante il mio numero non sia pi&#249; presente da anni in alcun elenco telefonico!
E certamente &#232; stato Zuckerberg in persona a propagare il mio indirizzo di casa a innumerevoli venditori di vino, olio, surgelati e servizi di ogni genere che mi inviano patinatissime proposte commerciali.
Scrive Ryan Singel su Wired:
In Facebook&#8217;s view, everything (save perhaps your e-mail address) should be public 

Ma siamo sicuri che questo non sia proprio il punto di vista della stragrande maggioranza degli utenti di FB? Il vero scopo non &#232; proprio rendere la propria esistenza il pi&#249; possibile &quot;pubblica&quot;?
Sinceramente, non capisco questa improvvisa ondata di &quot;consapevolezza&quot; rispetto ad un problema che comunque esiste non certo soltanto da quando FB ha modificato le impostazioni di privacy! 
Il problema vero secondo me &#232; che noi conferiamo volontariamente e gratuitamente tutte queste informazioni ad un privato, per il quale esse costituiscono un capitale vero e proprio. 
Siamo merce. Le nostre identit&#224; in rete sono quotate in borsa.
E infatti, nello stesso articolo, c&#8217;&#232; un altro passaggio:
But that doesn&#8217;t mean the company has earned the right to own and define our identities. 
It&#8217;s time for the best of the tech community to find a way to let people control what and how they&#8217;d like to share. Facebook&#8217;s basic functions can be turned into protocols, and a whole set of interoperating software and services can flourish

Questo mi sembra davvero un punto importante: si &#232; spesso paragonato Facebook ad una &quot;piazza&quot;. Bene, ricordiamoci sempre che &#232; una piazza privata, ci passeggiamo gratis ma c&#8217;&#232; comunque un padrone (e un qualche prezzo, occulto, da pagare..)!
Sarebbe ora che provassimo a crearne una pubblica!
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			<div style="text-align:left;">
			
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		<title>Dialettica in rete</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/dialettica-in-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 May 2010 17:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Personali</category>
	<category>Mondo digitale</category>
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		<description><![CDATA[Ho letto in giro un post che non mi &#232; piaciuto.
Ho proposto, anche polemicamente, una discussione critica sui contenuti di questo post.
La proposta &#232; stata dapprima accolta con favore.
La discussione &#232; diventata per&#242; sempre pi&#249; polemica e ruvida, anche a causa mia.
Infine, gli interlocutori hanno deciso di trasformarla in un attacco personale, contro di me, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto in giro un <strong>post</strong> che <strong>non</strong> mi &#232; piaciuto.</p>
<p>Ho proposto, anche polemicamente, una discussione critica sui <strong>contenuti</strong> di questo post.</p>
<p>La proposta &#232; stata dapprima accolta con <strong>favore</strong>.</p>
<p>La discussione &#232; diventata per&#242; sempre pi&#249; <strong>polemica e ruvida, </strong>anche a causa mia<strong>.</strong></p>
<p>Infine, gli interlocutori hanno deciso di trasformarla in un <strong>attacco personale</strong>, <strong>contro</strong> di <strong>me</strong>, ovviamente. </p>
<p>Nessun problema, pu&#242; capitare. Forse me la sono anche <strong>cercata</strong> <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> . </p>
<p>Per&#242;, tra i <strong>commenti</strong> dei miei interlocutori ho trovato questa affermazione:</p>
<blockquote><p>Antonio, se sei contro <strong>XY </strong>(continuo a non capirne il motivo) sei contro la vita e contro le migliori intenzioni dell&#8217;uomo.       <br />Questo dovresti capire.</p>
</blockquote>
<p><em>(XY sono le idee, le opinioni, la corrente di pensiero dell&#8217;interlocutore, che a me, semplicemente, non piacciono)</em></p>
<p>Vedo due alternative possibili:</p>
<ol>
<li>il mio interlocutore ha <strong>scherzato</strong>, mi ha preso in giro.&#160; <br />In questo caso c&#8217;&#232; l&#8217;altissima probabilit&#224; che <strong>io </strong>abbia fatto la figura del <strong>cretino,</strong> in tutta la discussione, avendo preso sul serio quello che invece serio non era.</li>
<li>il mio interlocutore <strong>NON ha scherzato</strong>.       <br />Sinceramente non ho un commento per questa alternativa&#8230; </li>
</ol>
<p>Continuo a coltivare la speranza che sia <strong>vera</strong> l&#8217;alternativa <strong>numero 1</strong>.</p>
<form id="vozme_form_387b360c5779d0747d1ae3e5e67992e2" method="post" name="vozme_form_387b360c5779d0747d1ae3e5e67992e2" target="387b360c5779d0747d1ae3e5e67992e2" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Dialettica in rete.. Ho letto in giro un post che non mi &#232; piaciuto.
Ho proposto, anche polemicamente, una discussione critica sui contenuti di questo post.
La proposta &#232; stata dapprima accolta con favore.
La discussione &#232; diventata per&#242; sempre pi&#249; polemica e ruvida, anche a causa mia.
Infine, gli interlocutori hanno deciso di trasformarla in un attacco personale, contro di me, ovviamente. 
Nessun problema, pu&#242; capitare. Forse me la sono anche cercata  . 
Per&#242;, tra i commenti dei miei interlocutori ho trovato questa affermazione:
Antonio, se sei contro XY (continuo a non capirne il motivo) sei contro la vita e contro le migliori intenzioni dell&#8217;uomo.       Questo dovresti capire.

(XY sono le idee, le opinioni, la corrente di pensiero dell&#8217;interlocutore, che a me, semplicemente, non piacciono)
Vedo due alternative possibili:

il mio interlocutore ha scherzato, mi ha preso in giro.&#160; In questo caso c&#8217;&#232; l&#8217;altissima probabilit&#224; che io abbia fatto la figura del cretino, in tutta la discussione, avendo preso sul serio quello che invece serio non era.
il mio interlocutore NON ha scherzato.       Sinceramente non ho un commento per questa alternativa&#8230; 

Continuo a coltivare la speranza che sia vera l&#8217;alternativa numero 1.
" /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
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		<item>
		<title>La competenza digitale nella scuola</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/ep1mjbsPGMU/</link>
		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/la-competenza-digitale-nella-scuola/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 May 2010 13:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Mondo digitale</category>
	<category>LTEver</category>
	<category>Scuola</category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; appena uscito il volume&#160; La competenza digitale nella scuola - Modelli e strumenti per valutarla e svilupparla nel quale, con Antonio Calvani e Maria Ranieri, facciamo il punto sul tema della competenza digitale, tuttora grande &#34;sconosciuta&#34; nell&#8217;ambito scolastico italiano nonostante sia da anni inclusa tra le otto competenze chiave per il lifelong learning riconosciute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; appena uscito il volume&#160; <a href="http://www.erickson.it/erickson/product.do?id=2284" target="_blank"><strong>La competenza digitale nella scuola - Modelli e strumenti per valutarla e svilupparla</strong></a> nel quale, con Antonio Calvani e Maria Ranieri, facciamo il punto sul tema della <a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/image.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 5px; border-top: 0px; border-right: 0px" border="0" alt="image" align="left" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2010/05/image_thumb.png" width="134" height="188" /></a><strong>competenza digitale</strong>, tuttora grande &quot;sconosciuta&quot; nell&#8217;ambito scolastico italiano nonostante sia da anni inclusa tra le otto <a href="http://www.indire.it/content/index.php?action=read&amp;id=1507" target="_blank"><strong>competenze chiave per il lifelong learning</strong></a><strong> </strong>riconosciute a livello europeo e internazionale.</p>
<p>E&#8217; anche un&#8217;occasione per riflettere ancora una volta (e pare che l&#8217;argomento sia sempre <a href="http://www.giannimarconato.it/2010/05/didamatica-2010-e-fondazione-agnelli/" target="_blank">attuale</a>&#8230;) sull&#8217;impiego delle <strong>tecnologie nella scuola</strong>. Dopo decenni di esperienze del loro uso, infatti, si intravedono oggi pi&#249; criticit&#224; che successi, mentre rimane assolutamente vaga la consapevolezza di cosa si intenda per <em>competenza digitale, </em>come si possa valutarla e diffonderla nelle scuole. </p>
<p>Tra coloro che la identificano con la padronanza di tecniche che si ritengono acquisite dai giovani in modo del tutto naturale (in quanto &#171;<a href="http://www.fininformatica.it/wp/il-mito-dei-nativi-digitali/" target="_blank">nativi digitali</a>&#187;) per i quali si pensa che non siano necessari particolari interventi educativi, e altri, che invece guardano ai modelli certificativi stile ECDL, la proposta avanzata nel libro (che fa seguito al lavoro realizzato nell&#8217;ambito del progetto <a href="http://www.digitalcompetence.org" target="_blank">Digital Competence Assessment</a>), &#232; quella di un modello di competenza digitale fondato su basi <strong>educative</strong>, con una forte rilevanza attribuita alle dimensioni critica, cognitiva ed etica.</p>
<p>La competenza digitale viene quindi riportata ad un <strong>quadro complesso</strong> di competenze articolate che comprendono non solo il possesso di abilit&#224; procedurali, ma anche componenti pi&#249; elevate, come la capacit&#224; di analizzare e valutare dati, rappresentare e risolvere problemi, esplorare contesti tecnologici sconosciuti, stabilire sinergie collaborative.</p>
<p>Nel primo capitolo Maria Ranieri fornisce un <strong>quadro generale della ricerca</strong> sulla nozione di competenza digitale nel contesto internazionale. </p>
<p>Nel secondo capitolo Antonio Calvani presenta il <strong>modello teorico</strong> di competenza digitale utilizzato nel libro. </p>
<p>Il terzo capitolo, che ho curato personalmente, riguarda in modo specifico uno degli <strong>strumenti di valutazione</strong> inclusi nella proposta, quello pi&#249; rivolto verso la modalit&#224; quantitativa, ovvero i questionari online <a href="http://www.digitalcompetence.org/moodle" target="_blank">Instant DCA</a>, i quali sono stati utilizzati nei mesi scorsi per una sperimentazione a livello nazionale che ha coinvolto pi&#249; di mille alunni delle classi seconde superiori. I risultati di questa applicazione sono presentati in modo esteso nel capitolo.</p>
<p>Infine, nel quarto capitolo, Maria Ranieri presenta, alla luce di una riflessione pi&#249; ampia sul concetto di valutazione, i criteri che ci hanno guidati alla scelta degli strumenti qualitativi derivati dal modello (le cosiddette <em><strong>prove situate</strong></em>).</p>
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E&#8217; anche un&#8217;occasione per riflettere ancora una volta (e pare che l&#8217;argomento sia sempre attuale&#8230;) sull&#8217;impiego delle tecnologie nella scuola. Dopo decenni di esperienze del loro uso, infatti, si intravedono oggi pi&#249; criticit&#224; che successi, mentre rimane assolutamente vaga la consapevolezza di cosa si intenda per competenza digitale, come si possa valutarla e diffonderla nelle scuole. 
Tra coloro che la identificano con la padronanza di tecniche che si ritengono acquisite dai giovani in modo del tutto naturale (in quanto &#171;nativi digitali&#187;) per i quali si pensa che non siano necessari particolari interventi educativi, e altri, che invece guardano ai modelli certificativi stile ECDL, la proposta avanzata nel libro (che fa seguito al lavoro realizzato nell&#8217;ambito del progetto Digital Competence Assessment), &#232; quella di un modello di competenza digitale fondato su basi educative, con una forte rilevanza attribuita alle dimensioni critica, cognitiva ed etica.
La competenza digitale viene quindi riportata ad un quadro complesso di competenze articolate che comprendono non solo il possesso di abilit&#224; procedurali, ma anche componenti pi&#249; elevate, come la capacit&#224; di analizzare e valutare dati, rappresentare e risolvere problemi, esplorare contesti tecnologici sconosciuti, stabilire sinergie collaborative.
Nel primo capitolo Maria Ranieri fornisce un quadro generale della ricerca sulla nozione di competenza digitale nel contesto internazionale. 
Nel secondo capitolo Antonio Calvani presenta il modello teorico di competenza digitale utilizzato nel libro. 
Il terzo capitolo, che ho curato personalmente, riguarda in modo specifico uno degli strumenti di valutazione inclusi nella proposta, quello pi&#249; rivolto verso la modalit&#224; quantitativa, ovvero i questionari online Instant DCA, i quali sono stati utilizzati nei mesi scorsi per una sperimentazione a livello nazionale che ha coinvolto pi&#249; di mille alunni delle classi seconde superiori. I risultati di questa applicazione sono presentati in modo esteso nel capitolo.
Infine, nel quarto capitolo, Maria Ranieri presenta, alla luce di una riflessione pi&#249; ampia sul concetto di valutazione, i criteri che ci hanno guidati alla scelta degli strumenti qualitativi derivati dal modello (le cosiddette prove situate).
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		<title>Dottorato: finito! Con Prezi…</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/dottorato-finito-con-prezi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 16:36:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>E-learning</category>
	<category>LTEver</category>
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		<description><![CDATA[Per la discussione finale dell&#8217;8 aprile scorso ho provato a usare Prezi, un &#34;esoterico&#34; tool per presentazioni, niente affatto simile al buon vecchio Powerpoint!  
Ecco qui:

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Dottorato 8-4-2010 on Prezi


Un saluto a tutti i i colleghi neo-dottori di ricerca del XXII ciclo del Dottorato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la discussione finale dell&#8217;8 aprile scorso ho provato a usare Prezi, un &quot;esoterico&quot; tool per presentazioni, niente affatto simile al buon vecchio Powerpoint! <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ecco qui:</p>
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<p><a title="Presentazione per la discussione della tesi di dottorato" href="http://prezi.com/-cyqylvw_edq/">Dottorato 8-4-2010</a> on <a href="http://prezi.com">Prezi</a></p>
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<p>Un saluto a tutti i i colleghi neo-dottori di ricerca del XXII ciclo del <a href="http://tsi.det.unifi.it/" target="_blank">Dottorato in Telematica e Societ&#224; dell&#8217;Informazione</a> dell&#8217;Universit&#224; di Firenze!</p>
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Ecco qui:

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Dottorato 8-4-2010 on Prezi


Un saluto a tutti i i colleghi neo-dottori di ricerca del XXII ciclo del Dottorato in Telematica e Societ&#224; dell&#8217;Informazione dell&#8217;Universit&#224; di Firenze!
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		<title>Sinistra Italiana, il primo di Aprile</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/sinistra-italiana-il-primo-di-aprile/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 16:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[Riflettendo sui risultati delle ultime elezioni (ma anche delle precedenti&#8230;) emerge un dato che credo sia significativo: la sinistra (senza trattini n&#233; prefissi) ESISTE(rebbe) ancora!    Allora, facciamo un po&#8217; di fantapolitica: immaginiamo che domani, primo aprile (eh eh eh!) venga presentato il nuovo partito &#34;Sinistra Italiana&#34;, i cui promotori siano provvisoriamente rappresentati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/image1.png"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; border-top: 0px; border-right: 0px" border="0" alt="image" align="left" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/image_thumb1.png" width="120" height="120" /></a>Riflettendo sui risultati delle ultime elezioni (ma anche delle precedenti&#8230;) emerge un dato che credo sia significativo: la <strong>sinistra</strong> (senza trattini n&#233; prefissi) ESISTE(rebbe) ancora!    <br />Allora, facciamo un po&#8217; di <strong>fantapolitica</strong>: immaginiamo che domani, <strong>primo aprile</strong> (eh eh eh!) venga presentato il nuovo partito <strong>&quot;Sinistra Italiana&quot;</strong>, i cui promotori siano provvisoriamente rappresentati dalle residue innovative e illuminate personalit&#224; del PD (se ancora ve ne sono&#8230;) e altre formazioni di sinistra, ma che gi&#224; si impegnano a ad eleggere <strong>nuovi dirigenti</strong> entro l&#8217;anno, tramite Congresso, con accesso a chiunque interessato, sia in presenza che online.    <br />Immaginiamo che siano accantonate improvvisamente (ma <strong>definitivamente</strong>! rivalit&#224; personali, interessi di pi&#249; o meno piccola bottega, diatribe varie su inni, simboli, falci, martelli e affini.    <br />Il nuovo partito, semplicemente, si ispira al morettiano e mai dimenticato motto &quot;<strong>D&#236; qualcosa di sinistra</strong>&quot; <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> ; fa proprie quelle <strong>istanze della sinistra</strong>, che oggi sono portate avanti in modo sempre pi&#249; sfilacciato da varie formazioni, pi&#249; o meno organizzate, partendo da una certa parte del PD (sempre pi&#249; a disagio..), agli &quot;storici&quot; residui di Rifondazione, al &quot;laboratorio&quot; di Vendola, fino a Di Pietro e&#160; ai grillini. La nuova <em>Sinistra Italiana</em> non occhieggia al centro, non blandisce la Chiesa n&#232; aspira al voto dei &quot;cattolici&quot;, non &#232; attaccata a poltrone e poltroncine, non ha &quot;funzionari&quot; n&#233; &quot;figli di..&quot;, &#232; un partito laico, snello, democratico, <b>solo di sinistra</b> (non di centro-), non &#232; comunista ma &#232; <strong>rivoluzionario</strong> (nel senso proposto da Mario Monicelli a Raiperunanotte).    <br />Ebbene, secondo me questo partito che si <em>appresta a nascere il <strong>primo di aprile</strong></em><strong> </strong>potrebbe contare, gi&#224; oggi, su pi&#249; voti del PD, arrivando a sfiorare e forse a superare, il <strong>30%</strong>!    <br />Proviamo a fare due <strong>fanta-conti</strong>, basandoci sui risultati delle recenti <strong>Regionali</strong>.    <br />Cominciamo a sommare il <strong>3,03</strong>% di <strong>Sinistra Ecologia e Libert&#224;</strong> con il <strong>2,74</strong>% della <strong>Federazione della Sinistra</strong> e siamo ad un piccolo ma gi&#224; significativo <em><strong>5,77</strong></em>%, aggiungiamo lo <strong>0,67</strong>% dei <strong>Verdi</strong> e otteniamo il <strong>6,44</strong>%.     <br />A questo punto, entriamo nella fantapolitica vera e propria, ci travestiamo da <strong>Mago Otelma </strong>e le spariamo davvero grosse: il 35% non ha votato? Beh, ipotizziamo che di questo 35% un <strong>8</strong>% sarebbe disposto a votare il nuovo partito di sinistra! Abbiamo cos&#236; raggiunto il <strong>14,44</strong>%!    <br />Non ci fermiamo, per&#242;, perch&#233; a questo punto dobbiamo aggredire il <strong>dinosauro</strong>, l&#8217;animale in estinzione, il PD! Di quel 26% di votanti che ancora miracolosamente raccoglie, &#232; ragionevole pensare che la met&#224; siano elettori &quot;di sinistra&quot;? Penso di s&#236;! Ebbene, se ci prendiamo questo ulteriore <strong>13</strong>%, siamo al <strong><em>27,44</em></strong>%. E&#8217; pensabile infine che qualche frangia del <strong>7</strong>% che oggi vota per <strong>Di Pietro</strong> darebbe credito al nuovo partito? Diciamo un <strong>2</strong>%, per cominciare?    <br />Ok, cos&#236; siamo al <strong><em>29,44</em></strong>%, pertanto arrotondare al <strong>30</strong>% non &#232; scorretto, no?     <br />Certo, capisco, dove si va con solo il 30%? Non lo so, per&#242; sarebbe un 30% SOLO DI SINISTRA!     <br />Un sogno?    <br />Intanto.. domani &#232; il primo di aprile&#8230; <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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				<div style="margin-left:48px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '7afc6846ccac41f60ec45254e8a01fdb', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_7afc6846ccac41f60ec45254e8a01fdb').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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		<title>Pubblicità elettorale/2: treni, che passione…</title>
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		<comments>http://www.fininformatica.it/wp/pubblicit-elettorale2-treni-che-passione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.fini</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[Seconda parte della saga sui depliant elettorali dei candidati alle elezioni regionali. Ho iniziato cos&#236; per gioco, per vedere chi la sparava pi&#249; grossa..   e soprattutto per &#34;annotare&#34; le migliori perle..
Dopo la prima esilarante puntata, sono gi&#224; costretto ad integrare con gli ultimi due arrivi in cassetta, entrambi dedicati allo spinoso tema dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Seconda parte della saga sui <strong>depliant elettorali</strong> dei candidati alle elezioni regionali. Ho iniziato cos&#236; per gioco, per vedere chi la sparava pi&#249; grossa.. <img src='http://www.fininformatica.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  e soprattutto per &quot;annotare&quot; le migliori perle..</p>
<p>Dopo la <a href="http://www.fininformatica.it/wp/pubblicit-elettorale-cantanti-e-giovani-confusi/" target="_blank">prima esilarante puntata</a>, sono gi&#224; costretto ad integrare con gli ultimi due arrivi in cassetta, entrambi dedicati allo spinoso tema dei trasporti ed in particolare delle ferrovie.</p>
<p>Un <strong>assessore</strong> uscente, voglioso di riconferma, informa i cittadini della grande innovazione nel trasporto locale, rappresentata dal Memorario. Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Memorario" target="_blank">Memorario</a> esiste da diversi anni in alcune regioni e consiste in pratica nell&#8217;orario cadenzato dei treni per cui, su una certa linea, le partenze avvengono sempre agli stessi minuti. L&#8217;orario in questo modo &#232; facile da ricordare. Ad esempio, tra Pisa e Firenze, dove &#232; in funzione da anni, i treni partono da Pisa sempre ai minuti 01 e 32 di ogni ora.     <br />Dall&#8217;aprile 2009, dovrebbe esserci l&#8217;orario cadenzato anche tra <strong>La Spezia e Monterosso</strong>, a servizio delle Cinque Terre, da anni quotidianamente prese d&#8217;assalto da battaglioni di turisti.     <br />Ebbene, questo &#232; l&#8217;orario dei treni da Spezia a Monterosso (dal sito Trenitalia):     <br />00.50 - 04.30 - 05.02 - 05.08 - 05.48 - 05.56 - 06.27 - 06.40 - 07.12 - 07.55 - 10.01 - 10-07 - 10.40 - 11.10 - 12.00 - 12.22 - 12.40 - 12.55 - 13.17 - 13.27 - 14.00 - 14.06 - 14.40 - 15.02 - 15.10 - 15.27 - 16.01 - 16.40 - 17.00 - 17.05 - 17.13 - 17.27 - 18.00 - 18.06 - 18.40 - 19.02 - 19.10 - 19.29 - 20.00 - 20.18 - 21.16 - 21.23 - 22.22 - 23.10.    <br />Ma&#8230; dov&#8217;&#232; la <strong>cadenza</strong>????? Quali sarebbero gli &quot;stessi minuti&quot;?? Addirittura al mattino c&#8217;&#232; un buco di due ore tra le 7.55 e le 10.01! Gli altri treni poi partono a qualunque minuto, salvo quale rara ripetizione (forse del tutto casuale?). Sar&#224; un mio limite, ma questo orario non riesco proprio a <strong>memorizzarlo</strong>!     </p>
<p>Un <strong>locale politico di lunghissimo corso</strong> (inclusi alcuni cambi di casacca&#8230;) si presenta con l&#8217;accattivante slogan &quot;Ritorno al futuro&quot; e promette una <strong>nuova linea ferroviaria diretta Levanto - La Spezia(!) </strong>per riservare quella attuale all&#8217;uso come metropolitana(!) oltre ad una <strong>nuova stazione ferroviaria in citt&#224;(!)</strong><strong>. </strong>Per completare la faraonica proposta, aggiunge un elenco di colossali opere stradali (caselli autostradali, complanari, ecc.).     <br />Ora, chiunque conosca il territorio della provincia della Spezia e delle Cinque Terre in particolare, pu&#242; capire quanto sia <strong>assurdo</strong> fare proposte simili!&#160;&#160; <br />Uno sguardo alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Pisa-La_Spezia-Genova#Sestri_Levante_-_La_Spezia" target="_blank">storia dell&#8217;esistente linea ferroviaria</a> pu&#242; essere istruttivo&#8230; </p>
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Dopo la prima esilarante puntata, sono gi&#224; costretto ad integrare con gli ultimi due arrivi in cassetta, entrambi dedicati allo spinoso tema dei trasporti ed in particolare delle ferrovie.
Un assessore uscente, voglioso di riconferma, informa i cittadini della grande innovazione nel trasporto locale, rappresentata dal Memorario. Il Memorario esiste da diversi anni in alcune regioni e consiste in pratica nell&#8217;orario cadenzato dei treni per cui, su una certa linea, le partenze avvengono sempre agli stessi minuti. L&#8217;orario in questo modo &#232; facile da ricordare. Ad esempio, tra Pisa e Firenze, dove &#232; in funzione da anni, i treni partono da Pisa sempre ai minuti 01 e 32 di ogni ora.     Dall&#8217;aprile 2009, dovrebbe esserci l&#8217;orario cadenzato anche tra La Spezia e Monterosso, a servizio delle Cinque Terre, da anni quotidianamente prese d&#8217;assalto da battaglioni di turisti.     Ebbene, questo &#232; l&#8217;orario dei treni da Spezia a Monterosso (dal sito Trenitalia):     00.50 - 04.30 - 05.02 - 05.08 - 05.48 - 05.56 - 06.27 - 06.40 - 07.12 - 07.55 - 10.01 - 10-07 - 10.40 - 11.10 - 12.00 - 12.22 - 12.40 - 12.55 - 13.17 - 13.27 - 14.00 - 14.06 - 14.40 - 15.02 - 15.10 - 15.27 - 16.01 - 16.40 - 17.00 - 17.05 - 17.13 - 17.27 - 18.00 - 18.06 - 18.40 - 19.02 - 19.10 - 19.29 - 20.00 - 20.18 - 21.16 - 21.23 - 22.22 - 23.10.    Ma&#8230; dov&#8217;&#232; la cadenza????? Quali sarebbero gli &quot;stessi minuti&quot;?? Addirittura al mattino c&#8217;&#232; un buco di due ore tra le 7.55 e le 10.01! Gli altri treni poi partono a qualunque minuto, salvo quale rara ripetizione (forse del tutto casuale?). Sar&#224; un mio limite, ma questo orario non riesco proprio a memorizzarlo!     
Un locale politico di lunghissimo corso (inclusi alcuni cambi di casacca&#8230;) si presenta con l&#8217;accattivante slogan &quot;Ritorno al futuro&quot; e promette una nuova linea ferroviaria diretta Levanto - La Spezia(!) per riservare quella attuale all&#8217;uso come metropolitana(!) oltre ad una nuova stazione ferroviaria in citt&#224;(!). Per completare la faraonica proposta, aggiunge un elenco di colossali opere stradali (caselli autostradali, complanari, ecc.).     Ora, chiunque conosca il territorio della provincia della Spezia e delle Cinque Terre in particolare, pu&#242; capire quanto sia assurdo fare proposte simili!&#160;&#160; Uno sguardo alla storia dell&#8217;esistente linea ferroviaria pu&#242; essere istruttivo&#8230; 
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