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	<title>CORRISPONDENZE'S WEBLOG</title>
	
	<link>http://www.francescabertoldi.com</link>
	<description>La Nature est un temple où de vivants piliers laissent parfois sortir de confuses paroles...Charles Baudelaire</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Jul 2009 14:41:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>‘Les Fleurs Du Mal’</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/07/12/906/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 14:35:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte e filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[invito alla lettura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[al lettore]]></category>
		<category><![CDATA[baudelaire]]></category>
		<category><![CDATA[i fiori del male]]></category>
		<category><![CDATA[il cancello]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8221; Il Diavolo regge i fili che ci muovono!
Gli oggetti ripugnanti ci affascinano;
ogni giorno discendiamo di un passo verso l&#8217;inferno,
senza provare orrore, attraversando tenebre mefitiche. &#8221;
(estratto di &#8216;Al Lettore&#8217; &#8211; da &#8216;Les Fleurs Du Mal&#8217;)
Ogni qual volta si accenna ai poeti maledetti o al movimento letterario del decadentismo la mente porta alla luce immediatamente il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://img148.imageshack.us/img148/5699/dreamcatcherbylarafairino7.jpg" alt="" width="400" height="600" /></p>
<p>&#8221; Il Diavolo regge i fili che ci muovono!</p>
<p>Gli oggetti ripugnanti ci affascinano;</p>
<p>ogni giorno discendiamo di un passo verso l&#8217;inferno,</p>
<p>senza provare orrore, attraversando tenebre mefitiche. &#8221;</p>
<p>(estratto di &#8216;Al Lettore&#8217; &#8211; da &#8216;Les Fleurs Du Mal&#8217;)</p>
<p>Ogni qual volta si accenna ai poeti maledetti o al movimento letterario del decadentismo la mente porta alla luce immediatamente il nome di Charles Baudelaire e con esso richiama la sua opera immortale: &#8216;Les Fleurs Du Mal&#8217;.</p>
<p>Il termine maledetto, in realtà improprio ed adottato quasi in segno di compiacimento da <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/29/275/" title="Verlaine">Verlaine</a> per indicare un gruppo di poeti (Tristan Corbière, Arthur Rimbaud, Stèphane Mallarmé, Marceline Desbordes-Valmore, Villers De L&#8217;Isle Adam e se stesso con lo pseudonimo di Paure Lelian) che stravolgerà la poesia influenzando la poetica del novecento (Mallarmé sarà il massimo esponente del simbolismo) e a cui lo stesso <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/29/275/" title="Verlaine">Verlaine</a> dedicherà un libro dal titolo Les Poètes Maudits, non venne riferito all&#8217;inizio a Baudelaire.</p>
<p>Alla stessa <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>era vennero lasciati fuori da questo elenco autori che avrebbero a ragione meritato l&#8217;appellativo di &#8216;maledetto&#8217; (per poetica a per condotta di vita) quali Lautreamont, Cros, Noveau e Laforgue.</p>
<p>Oggigiorno è consuetudine pensare a Baudelaire quale poeta maledetto per eccellenza in quanto la sua opera influenzò notevolmente la generazione futura di poeti ribelli.</p>
<p>Perché dunque maledetti?</p>
<p>Maledetti perché si opponevano al conformismo borghese della società che li aveva partoriti, alla quale replicavano non solo poeticamente, ma anche attraverso la propria condotta morale, infrangendo convenzioni letterarie e non.</p>
<p>La loro esistenza è un&#8217;accusa <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>festa alla città moderna, industriale e capitalistica (per capire appieno la poetica è necessario essere coscienti dei mutamenti socio-politici nei quali il poeta è immerso) e alla perdita di valori, che si traduce in una ricerca dell&#8217;Ideale da parte del Poeta.</p>
<p>Il rapporto disu<a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>zzato, figlio della società capitalistica, conduce l&#8217;uomo ad una profonda solitudine e sofferenza, che il poeta rende <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>festa, universalizzando la propria soggettività.</p>
<p>Spettri si materializzano come simboli, e non possono essere esorcizzati tramite versi.</p>
<p>Perduto il paradiso naturale si fa ricorso così a paradisi artificiali, affondando nel vizio dell&#8217;alcol, del sesso, della droga; eccessi esplorati da Baudelaire negli scritti de &#8220;I paradisi artificiali&#8221; (1851), sul vino e sull&#8217;hascish come mezzi di moltiplicazione dell&#8217;individualità.</p>
<p>Un&#8217;esistenza che è negazione della vita stessa, ma che in realtà nasconde un profondo appello alle coscienze sorde e disu<a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>zzate della società, persa nella meccanizzazione e nel profitto.</p>
<p>L&#8217;eccesso come <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>festo, ribellione al moralismo e all&#8217;ipocrisia delle persone.</p>
<p>La disarmonia e l&#8217;eccesso divengono i temi prediletti, come il brutto, perché è nell&#8217;orrore e nella distorsione che l&#8217;u<a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>tà vive, schiava della povertà, dell&#8217;ignoranza causate dalle distorsioni sociali.</p>
<p>E così il decadentismo, termine dispregiativo con cui venne tacciato il movimento letterario (la cui consacrazione avvenne con questo articolo, redatto nel 1886 da Anatole Baju) dall&#8217;ordine borghese, e successivamente adottato con orgoglio dagli stessi artisti &#8216;decadenti&#8217; per farsi beffe dei loro dispregiatori, diviene in realtà un inno all&#8217;uomo e ricerca di valori più profondi, ormai sommersi sotto cumuli di metallo ed ipocrisia.</p>
<p>La città in cui Baudelaire vive i propri tormenti è Parigi, la sua amata/odiata Parigi, teatro di mutamenti profondi, che lo attraggono e allo stesso tempo gli provocano repulsione, e della quale il poeta sottolinea con maestria luci ed ombre.</p>
<p>Parigi messa a nudo nel suo splendore e nelle sue oscenità assurge a protagonista nell&#8217;opera suprema &#8216;Les Fleurs Du Mal&#8217;, sotto vesti poetiche, e nel volume &#8216;Le Spleen de Paris&#8217;, rivestendosi di suggestioni prosaiche.</p>
<p>Da più parti &#8216;Les Fleurs Du Mal&#8217; è stato definito il libro degli angeli caduti, così come lo stesso autore è stato visto come nient&#8217;altro che l&#8217;incarnazione di un angelo ribelle.</p>
<p>Ma nella sua struttura organica (La prima edizione è del 1857. Il libro venne processato per immoralità, l&#8217;editore, Poulet-Malassis, fu costretto a sopprimere sei poesie e Baudelaire stesso subì un processo. A questa edizione verranno ad aggiungersi più di una trentina di nuovi testi, sino a quella del 1861) compaiono molteplici ossessioni e figure nella metropoli dannata: spettri, vampiri, maschere, invocazioni a Satana (si vedano per esempio poesie quali &#8216;Il Vampiro&#8217;, &#8216;La maschera&#8217;, &#8216;Un fantasma&#8217;, &#8216;Lo spettro&#8217;, &#8216;Danza Macabra&#8217;, &#8216;Le litanie di Satana&#8217;, e molte altre…) quali simboli ed emblemi del degrado e malessere dell&#8217;uomo, che si rifugia nelle illusioni del vino e del sesso, esattamente come farà l&#8217;uomo Charles Baudelaire nella propria esistenza terrena.</p>
<p>&#8221; Poi ch&#8217;ella ebbe succhiato tutto il midollo delle mie ossa,</p>
<p>mi volsi languidamente verso di lei</p>
<p>per darle un ultimo bacio, ma non vidi più</p>
<p>che un otre viscido e marcescente! &#8221;</p>
<p>(estratto da &#8216;Le Metamorfosi del vampiro&#8217; &#8211; &#8216;Les Fleurs Du Mal&#8217;)</p>
<p>E se i temi sono scandalosi, eccessivi, meravigliosi e rivoluzionari, a questi si contrappone una sorta di antitesi formale: la metrica usata è tradizionale e si fonda sull&#8217;uso costante del verso alessandrino.</p>
<p>Eppure l&#8217;uso magistrale di ossimori, antitesi e figure retoriche creano una tensione costante, palpabile, in grado di animare e nobilitare le figure e le creature evocate.</p>
<p>Ma l&#8217;unico modo di comprendere &#8216;Les Fleurs Du Mal&#8217; e la poetica Baudeleriana è immergersi nelle poesie che lo compongono, vivendo il crepuscolo di cui sono rivestite.</p>
<p>&#8221; E&#8217; la noia! &#8211; l&#8217;occhio gravato da una lacrima involontaria,</p>
<p>sogna patiboli fumando la sua pipa.</p>
<p>Tu lo conosci, lettore, questo mostro delicato,</p>
<p>- tu ipocrita lettore, &#8211; mio simile &#8211; mio fratello!&#8221;</p>
<p>(da &#8216;Al Lettore&#8217; &#8211; &#8216; Les Fleurs Du Mal&#8217;)</p>
<p style="MARGIN-LEFT: 10px; TEXT-INDENT: 1px; MARGIN-RIGHT: 10px" align="justify"><span style="color: #ffffff;"><strong><span style="color: #000000;">fonte:</span></strong></span></p>
<p style="MARGIN-LEFT: 10px; TEXT-INDENT: 1px; MARGIN-RIGHT: 10px" align="justify"><span style="color: #ffffff;"><strong><span style="color: #000000;"><a href="http://www.ilcancello.com/">http://www.ilcancello.com/</a></span></strong></span></p>
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		<title>diffondo volentieri</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 10:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Penso che sia giusto, oggi più che mai, dare voce a questo messaggio. Pubblicizza la trasmissione del film &#8220;Come un uomo sulla terra&#8221;  di A. Segre 9 LUGLIO 2009 RAI 3 ore 23.40 (trasmissione DOC3)
E&#8217; un film girato e raccontato da un ragazzo che ha vissuto il viaggio attraverso deserto e Libia per arrivare finalmente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.cinemafrica.org/local/cache-vignettes/L219xH128/arton708-06be4.jpg" alt="" width="219" height="128" /></p>
<p>Penso che sia giusto, oggi più che mai, dare voce a questo messaggio. Pubblicizza la trasmissione del film &#8220;Come un uomo sulla terra&#8221;  di A. Segre 9 LUGLIO 2009 RAI 3 ore 23.40 (trasmissione DOC3)</p>
<p>E&#8217; un film girato e raccontato da un ragazzo che ha vissuto il viaggio attraverso deserto e Libia per arrivare finalmente, dove ora vive, a Roma.</p>
<p>In un giorno come questo in cui il Parlamento italiano ha ucciso (tra l&#8217;altro) il diritto alla salute e all&#8217;istruzione per tutti, per provare a continuare a sentirsi degli esseri u<a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>, è importante e vitale dare grande visibilità a questa trasmissione.</p>
<p>Chi ha già visto &#8220;come un uomo sulla terra&#8221; lo sa bene: questo filmato documenta e descrive le tante sofferenze, umiliazioni, torture ed omicidi che stanno dietro alla politica dei &#8220;respingimenti&#8221; messa in atto dal nostro governo e profumatamente finanziata con il denaro pubblico.</p>
<p>Per risalire dal baratro in cui siamo franati è fondamentale che tante &#8220;persone di buona volontà&#8221;, soprattutto al di fuori del &#8220;solito giro&#8221;, assistano a questa trasmissione</p>
<p>X FAVORE DIFFONDETE IL PIU&#8217; POSSIBILE</p>
<p>Entrate tutti nel sito e firmate al più presto la petizione online, anche<br />
perché tra qualche giorno dopo la messa in onda la raccolta delle firme<br />
verrà chiusa e si organizzerà la consegna.<br />
Siamo già quasi a 10mila firme. Con la messa in onda e l&#8217;aiuto di tutti<br />
possiamo crescere ancora.</p>
<p><strong>fonte:</strong><br />
<a href="http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/">http://comeunuomosullaterra.blogspot.com</a></p>
<p><a href="mailto:comeunuomosullaterra@zalab.org">comeunuomosullaterra@zalab.org</a></p>
<p><a href="http://www.cinemafrica.org/spip.php?article708">http://www.cinemafrica.org/spip.php?article708</a></p>
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		<title>il tempo ritrovato</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/06/29/il-tempo-ritrovato/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 16:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte e filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[dimensione]]></category>
		<category><![CDATA[proust]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;E, parola mia, appena arrivati, nel glauco e in un diffuso d&#8217;un chiaro di luna davvero simile a uno di quelli di cui la pittura classica ammanta Venezia, e su cui la sagoma della cupola dell&#8217;Istituto fa pensare alla Chiesa della Salute nei dipinti del Guardi, ho un po&#8217; l&#8217;illusione di trovarmi sulla riva del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.rythmus.it/img/tempo.jpg" alt="" width="464" height="310" /></p>
<p>&#8220;E, parola mia, appena arrivati, nel glauco e in un diffuso d&#8217;un chiaro di luna davvero simile a uno di quelli di cui la pittura classica ammanta Venezia, e su cui la sagoma della cupola dell&#8217;Istituto fa pensare alla Chiesa della Salute nei dipinti del Guardi, ho un po&#8217; l&#8217;illusione di trovarmi sulla riva del Canal Grande.&#8221;</p>
<p><strong>(Marcel Proust, Il tempo ritrovato)</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><em>Il tempo ritrovato, dimensione proustiana. Il passato esaltato, idealizzato e riacquistato per difenderci dal vero, dal presente…ed ecco la celebrazione della memoria, l’incanto del ricordo, dell’evocazione…  fino a sposare una ideazione e paradossalmente quasi una progettazione del tempo fino a investigare sul significato dell’identità…fino alla “meraviglia”  e al “tormento” del nostro mondo “bambino”, appassionata quanto dolorosa  traccia del nostro passato… tra le sue schegge fino al presente.</em></strong></p>
<p><strong><em>Dopo queste riflessioni ho pensato ad Antonin Artaud per il quale lo spazio e il tempo si dilatavano e si contraevano (ad esempio nelle sue opere teatrali) e si riempivano di pensiero e ricordo … come un&#8217;avanzare  a fatica e con dolore  tra i labirinti  della propria anima e del proprio passato</em></strong>.</p>
<p><em>F.</em></p>
<p>Ogni sogno è un pezzo di dolore che noi strappiamo ad altri esseri.</p>
<p>Nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito o inventato se non per uscire letteralmente dall&#8217;inferno.</p>
<p>Per il teatro come per la cultura, ciò che conta è dare un nome alle ombre e guidarle.</p>
<p>Bisogna fare uno sforzo per risalire il corso delle cose, e capovolgere gli eventi. Con purezza e sincerità di fronte a noi stessi&#8230;perche&#8217; vivere non è seguire come pecore il corso degli eventi, nel solito tran tran di questo insieme di idee, di gusti, di percezioni, di desideri, di disgusti che confondiamo con il nostro io e dei quali siamo appagati senza cercare oltre, piu&#8217; lontano. Vivere è superare se stessi, mentre l&#8217;uomo non sa far altro che lasciarsi andare.</p>
<p>(da &#8220;Vivere è superare se stessi&#8221;)</p>
<p><strong>Antonin Artaud</strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
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		<title>omaggio a michael jackson</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 14:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Michael Jackson dead at 50]]></category>

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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="320" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lH5SO8cLpdw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/lH5SO8cLpdw&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;color1=0x5d1719&#038;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>personaggi africani</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/06/23/personaggi-africani/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 19:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[invito alla lettura]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[manlio]]></category>
		<category><![CDATA[moggioli]]></category>

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&#8220;Personaggi africani&#8221;&#8230;dalle pagine del diario di viaggio del mio compagno di Scrittura 
    Manlio Moggioli


“E così tu ti interesserai dei futuri sviluppi dell’Impresa 
    in Etiopia.”
“Sì, Presidente.”  “Allora, ci vedremo spesso.”
 “Senz’altro, Presidente.”
Mi trovo ad Addis Ababa nell’ex studio privato di Hailé Selassié,
 il Prescelto da Dio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><img class=" " title="personggi africani" src="http://www.antichisplendori.it/download/GRUPPO01~GALLERIE/etiopia-tribu-caro.jpg" alt="tribu" width="512" height="383" /><p class="wp-caption-text">tribu</p></div>
<p><strong><em>&#8220;Personaggi africani&#8221;&#8230;dalle pagine del diario di viaggio del mio compagno di Scrittura <br />
    Manlio Moggioli</em></strong></p>
<p>
</p>
<p>“E così tu ti interesserai dei futuri sviluppi dell’Impresa <br />
    in Etiopia.”<br />
“Sì, Presidente.”  “Allora, ci vedremo spesso.”<br />
 “Senz’altro, Presidente.”</p>
<p>Mi trovo ad Addis Ababa nell’ex studio privato di Hailé Selassié,<br />
 il Prescelto da Dio, il Signore dei Signori, il Re dei Re, il Leone<br />
Conquistatore della Tribù di Giuda. Il Presidente è il Presidente<br />
della Repubblica Federale Democratica d’Etiopia, Girma Wolde<br />
-Giorgis. </p>
<p>Ottanta anni passati, piccolo di statura, rotondetto, veste<br />
 semplicemente, con giacca scura e cravatta. Mi scuso per esser<br />
 vestito da viaggio … “Vengo da Juba.” … “Poveretto”, mi dice.</p>
<p>“Presidente, lei parla molto bene l’italiano.” “L’ho imparato da<br />
ragazzo, durante i cinque anni della vostra occupazione.” Sorride<br />
 amabilmente, dimostrando così la sua simpatia per gli italiani.<br />
Le immagini dei bombardamenti all’iprite del 1936 dei Marescialli<br />
 Badoglio e Graziani è scomparsa dalla sua memoria.</p>
<p>Assieme ad uno dei proprietari dell’Impresa, cui offro consulenza,<br />
 sono stato ricevuto nell’ex Palazzo del Giubileo per spiegare, al<br />
Presidente della Repubblica stesso, la strategia della Società di<br />
Costruzioni locale, costituita con il recente investimento dell’Impresa.</p>
<p>E’ presente anche Sua Santità il Patriarca della Chiesa Ortodossa<br />
d’Etiopia, Abuna Paulos. Rigorosamente vestito di bianco, è<br />
accompagnato da tre sacerdoti, tutti neri e non solo per il colore<br />
della faccia e delle <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>.</p>
<p>“Ricordati, Domenico, che il tuo ingresso in Etiopia passa attraverso<br />
 la Chiesa …” si rivolge, in inglese, il Patriarca all’Impresario e gli<br />
segnala il desiderio che venga realizzato un centro religioso nella<br />
Capitale. “Nessun problema, stiamo già sviluppando il progetto” è<br />
la risposta.</p>
<p>Mi guardo attorno. Imponenti candelabri di cristallo di Murano<br />
pendono dal soffitto. Arazzi e tappeti di valore rendono calda<br />
 l’atmosfera, anche se, forse, troppo esotica e colorata. Due vasi,<br />
preziosissimi, di alabastro ai lati della scrivania centrale dietro alla<br />
quale siede il Presidente. Il Patriarca è seduto in una ampia poltrona,<br />
 al lato, circondato dai suoi assistenti, in poltrone più piccole, uguali<br />
a quelle sulle quali siamo seduti noi.</p>
<p>In un angolo una signora in costume tradizionale, accoccolata in terra,<br />
 sta preparando la cerimonia del caffè all’etiopica, tostato al momento,<br />
che va bevuto per tre volte di seguito in un crescendo di sapore.<br />
Mi suggeriscono di dire <em>“yale sukkar”</em>, senza zucchero. Il profumo si<br />
espande per tutto lo studio.</p>
<p>La scrivania, intarsiata di madreperla, è sormontata da un ampio<br />
 baldacchino.<br />
Al centro di essa un prezioso servizio di scrittura, con calamaio<br />
 d’argento. Al suo lato un basso orologio mostra le ore al<br />
Presidente.<br />
 Sul suo retro, verso gli ospiti, una scritta:<br />
 “COMUNE DI MARANELLO”.  <br />
Manlio Moggioli </p>
<p>ottobre 2006</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>piange il mio cuore</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/06/21/885/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 13:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesie d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[maledetti]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[poeti]]></category>
		<category><![CDATA[rimbaud]]></category>
		<category><![CDATA[verlaine]]></category>

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		<description><![CDATA[

&#160;
Piange il mio  cuore
Piange il mio cuore
come piove sulla citt&#224;.
Che &#232; questo languore
che penetra il mio cuore?
O bruir dolce della pioggia
in terra e sopra i tetti!
Per un cuore che s&#8217;annoia,
oh il canto della pioggia!
Piange senza ragione 
in questo cuore che s&#8217;accora.
Che! Nessun tradimento?
Questo duolo &#232; senza ragione.
E&#8217; ben la maggior pena
non sapete perch&#233;,
senza amore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<input width="350" type="image" height="254" src="http://digidownload.libero.it/sesolofossid/MESSAGGI/Piove.gif" longdesc="undefined" />
&nbsp;</p>
<p><b><u><i><font face="Arial" color="#66747a">Piange il mio  cuore</font></i></u><font size="2" face="Arial" color="#66747a"></p>
<p>Piange il mio cuore<br />
come piove sulla citt&agrave;.<br />
Che &egrave; questo languore<br />
che penetra il mio cuore?</p>
<p>O bruir dolce della pioggia<br />
in terra e sopra i tetti!<br />
Per un cuore che s&#8217;annoia,<br />
oh il canto della pioggia!</p>
<p>Piange senza ragione <br />
in questo cuore che s&#8217;accora.<br />
Che! Nessun tradimento?<br />
Questo duolo &egrave; senza ragione.</p>
<p>E&#8217; ben la maggior pena<br />
non sapete perch&eacute;,<br />
senza amore e senza odio,<br />
il mio cuore ha tanta pena.</p>
<p>Paul <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/29/275/" title="Verlaine">Verlaine</a><br />
</font></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal"><span class="corpo">In n <span style="">&nbsp;</span>lavoro letterario del 1874, (Art po&eacute;tique), <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/29/275/" title="Verlaine">Verlaine</a>&nbsp; sottoline&ograve;, in due versi famosi (de la musique avant toute chose) (tout le reste est litt&eacute;rature) ci&ograve; che &egrave; falso e inutile. In queste dichiarazioni&nbsp; c&rsquo;&egrave; tutto il senso e la qualit&agrave; dell&rsquo;opera di <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/29/275/" title="Verlaine">Verlaine</a>:&nbsp; dichiarazioni non particolarmente concettuali n&eacute; profonde ma evidentemente in grado di concepire opere di inconsueta forza. In questo spirituale espressivo il poeta sollevava l&#8217;esigenza anti-romanticista intingendola in una emotivit&agrave; pi&ugrave; confusa, forse eccessiva, ma magicamente vaga, nebulosa colorandola di <span style="">&nbsp;</span>un alito febbricitante,&nbsp; irrequieto, ma proprio per questo appassionato.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span class="corpo"> Cos&igrave; <a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/29/275/" title="Verlaine">Verlaine</a> sfoggia quasi una sofferenza esistenziale, di un&#8217;intimit&agrave; a tratti straziante, come in questa lirica.</span><o></o></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nazim Hikmet</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/06/17/nazim-hikmet/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/2009/06/17/nazim-hikmet/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 17:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte e filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[poesie d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[politica e filosofia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il mio secolo non mi fa paura 
 Il mio secolo non mi fa paura,
il mio secolo pieno di miserie e di crudelt&#224;
il mio secolo coraggioso e eroico.
Non dir&#242; mai che sono vissuto troppo presto
o troppo tardi.
Sono fiero di essere qui, con voi.
Amo il mio secolo che muore e rinasce
un secolo i cui ultimi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://mhpbooks.com/mobylives/wp-content/uploads/2009/01/nazim-hikmet-2.jpg" /></p>
<h3><em><b>Il mio secolo non mi fa paura</b> </em></p>
<p><strong><em> Il mio secolo non mi fa paura,<br />
il mio secolo pieno di miserie e di crudelt&agrave;<br />
il mio secolo coraggioso e eroico.<br />
Non dir&ograve; mai che sono vissuto troppo presto<br />
o troppo tardi.<br />
Sono fiero di essere qui, con voi.<br />
Amo il mio secolo che muore e rinasce<br />
un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:<br />
il mio secolo splender&agrave; un giorno<br />
come i tuoi occhi.</em></strong></h3>
<h3><b><a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Naz%C4%B1m_Hikmet" class="extiw" title="q:Nazım Hikmet">Nazım Hikmet</a></b></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nazim Hikmet, Salonicco 1902, fu un caro amico di Pablo Neruda che raccontava quanto fosse alta la sua capacit&agrave; di emozionarsi, quanto l&#8217; amare fosse intensamente vissuto da lui, quanto non si preoccupasse di ridere a crepapelle o piangere di fronte a chiunque se ne avesse avuto l&#8217;urgenza, e soffrire infine fino a provare dolore fisico, ma a sollevarsi&nbsp; poi con rinnovata forza col canto. Cantava prima piano e poi a squarciagola&#8230; cos&igrave; combatteva&nbsp; le sue fragilit&agrave; e sopportava le torture.</p>
<p>Il suo canto si alzava alto tra gli escrementi dove lo costringevano dopo averlo obbligato a camminare e camminare fino allo sfinimento. Avversario del regime di Kemal Ataturk fu condannato a 28 anni di carcere, accusato di incoraggiamento al tumulto, alla rivoluzione.&nbsp; Per la sua liberazione nel &#8216;49 firmarono a Parigi, tra gli altri, Sartre, Picasso e Robeson. Usc&igrave; dal carcere in seguito ad un&#8217;amnistia generale,&nbsp; ma fu comunque braccato e tentarono per ben due volte di ucciderlo. Privato della cittadinanza&nbsp; si rifugi&ograve; all&#8217;estero. Mor&igrave; a Mosca a Mosca nel 1963.</p>
<p><img src="http://immagini.p2pforum.it/images.php/i5500_divisori147.gif" alt="" /></p>
<p>Ma a noi &egrave; dato di dire&#8230;o solo pensare : <em><strong>&quot;il mio secolo cos&igrave; coraggioso ed eroico?&quot;</strong></em></p>
<p>A voi, amici cari, fa paura questo nostro secolo?</p>
<p><em><strong>F.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>una giornata malinconica</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/06/10/una-giornata-malinconica/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/2009/06/10/una-giornata-malinconica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 16:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte e filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri crudeli]]></category>

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		<description><![CDATA[
Odilon Redon, Cellule dor&#233;e, 1892;  
Olio e pittura metallizzata dorata su  carta rivestita,
0.1 x 24.6 cm; The  British Museum, Londra
Oggi &#232; una di quelle giornate che la tristezza ingoia quasi per intero, ingorda ruba le ore alla luce e il cielo &#232; spento anche se c&#8217;&#232; il sole. Una di quelle giornate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="559" width="450" alt="" src="http://www.ibiblio.org/wm/paint/auth/redon/redon.golden-cell.jpg" /></p>
<p><span style="font-size: 85%;">Odilon Redon, <em>Cellule dor&eacute;e</em>, 1892;  </span><br />
<span style="font-size: 85%;">Olio e pittura metallizzata dorata su  carta rivestita,</span><br />
<p>0.1 x 24.6 cm; The  British Museum, Londra</span></p>
<p>Oggi &egrave; una di quelle giornate che la tristezza ingoia quasi per intero, ingorda ruba le ore alla luce e il cielo &egrave; spento anche se c&#8217;&egrave; il sole. Una di quelle giornate che le strade si intersecano ostili e quasi ti sbarrano il passo e nemmeno ai ricordi, quelli che di solito ti scaldano e ti sorprendono a questo o a quell&#8217;angolo, lasciano accesso.</p>
<p>Che giornata spessa, ma spessa di cuore in subbuglio e all&#8217;erta, di porte che paiono chiuse quando di solito sono perlomeno accostate. E niente spiragli oggi, quelle lame di luce e pulviscolo che infiammano e accecano gli occhi, ma accendono l&#8217;anima.</p>
<p>Chiudo gli occhi e nel pensiero pitturo il mio volto d&#8217;azzurro, d&#8217;azzurro e oro, e lascio spazio al do<a rel="bookmark" href="http://www.francescabertoldi.com/2008/01/21/258/" title="mani">mani</a>.</p>
<h1><strong><em><span style="color: rgb(255, 0, 0);">F.</span></em></strong></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>Charles Baudelaire<br />
<em>Spleen</em><!-- InstanceEndEditable --></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="citazione">Quando il cielo basso e greve pesa come un coperchio sullo  spirito che geme in preda a lunghi affanni, e versa, abbracciando l&#8217;intero giro  dell&#8217;orizzonte, un giorno nero pi&ugrave; triste della notte; </p>
<p>quando la terra &egrave;  trasformata in umida prigione dove la Speranza, come un pipistrello, va  sbattendo contro i muri la sua timida ala e picchiando la testa sui soffitti  marci; </p>
<p>quando la pioggia, distendendo le sue immense strisce, imita le  sbarre d&#8217;un grande carcere, e un popolo muto d&#8217;infami ragni tende le sue reti in  fondo ai nostri cervelli, improvvisamente delle campane sbattono con furia e  lanciano verso il cielo un urlo orrendo, simili a spiriti vaganti e senza  patria, che si mettono a gemere ostinatamente. </p>
<p>(&#8230;)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dylan Thomas</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/05/31/dylan-thomas-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 19:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Add new tag]]></category>
		<category><![CDATA[arte poesie poeta scrittore]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Oh, fatemi una maschera e un muro per nascondere alle spie
Dei vostri occhi aguzzi e laccati e degli artigli occhialuti
Lo stupro e la rivolta degli asili infantili del mio volto,
Mordacchia d&#8217;albero ammutito per bloccare contro i nemici scoperti
La lingua baionetta in questo indifeso pezzo da preghiera
(Questa bocca) e la tromba delle bugie soavemente sonata,
Espressione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Oh, fatemi una maschera e un muro per nascondere alle spie<br />
Dei vostri occhi aguzzi e laccati e degli artigli occhialuti<br />
Lo stupro e la rivolta degli asili infantili del mio volto,<br />
Mordacchia d&rsquo;albero ammutito per bloccare contro i nemici scoperti<br />
La lingua baionetta in questo indifeso pezzo da preghiera<br />
(Questa bocca) e la tromba delle bugie soavemente sonata,<br />
Espressione di tonto scolpita in quercia e in antica armatura<br />
Per proteggere il cervello corrusco e smussare gli ispettori,<br />
E un vedovile dolore unto di lacrime languente dal ciglio<br />
Per velare la belladonna e lasciare che gli occhi asciutti<br />
Scorgano gli altri tradire le lagnose bugie delle loro sconfitte<br />
Con la curva della bocca nuda e il sorriso sopra i baffi.</p>
<p>(Dylan Marlais Thomas 1914-1953)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Artista di grande talento Dylan Thomas ebbe successo professionale anche come  giornalista. &quot;Poeta dalla immensa e sfrenata immaginazione&quot;  scavava nel torbido e sfiorava l&#8217;oscuro, era spesso in contrasto con se stesso, ed era difficile comprenderlo ad un livello personale. Questa lotta interiore potrebbe derivare da un&#8217;incapacit&agrave; di occuparsi delle richieste estreme che gli pervenivano a causa di una fama improvvisa. Una certa spiegazione deve anche trovarsi nelle varie sfaccettature della sua personalit&agrave; descritta come particolarmente bizzarra, per cui appariva timido, confuso ed insicuro interiormente ma, esteriormente, egoista e altero. Tuttavia sempre ed estremamente affascinanante.<br />
Al suo induscusso valore come poeta e scrittore corrispose sempre un&#8217;assoluta incapacit&agrave; di gestire la sua vita, la famiglia viveva i negli stenti a causa dela sua &quot;dedizione&quot; all&#8217;alcolismo.<br />
Gli fu commissionato da Igor StravinsKy un libretto per un&#8217;opera lirica perch&egrave; lo considerava &quot;il miglior scrittore vivente&quot;, ma l&#8217;opera non fu mai iniziata.<br />
L&#8217;anno successivo alla morte di Dylan, Stravinsky compose il suo pezzo &quot;In memoriam Dylan Thomas&quot;.</p>
<input width="400" type="image" height="565" src="http://www.ckappa.it/wp-content/uploads/2008/01/mistero-maschera.JPG" />
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		</item>
		<item>
		<title>ballando nudi nel campo della mente</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/05/22/ballando-nudi-nel-campo-della-mente-3/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/2009/05/22/ballando-nudi-nel-campo-della-mente-3/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 10:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte e filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[invito alla lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#160;
J.P.Sartre sosteneva che ognuno di noi si costruisce il proprio inferno,e che esso &#232; composto dalle persone che ci circondano. Se avesse conosciuto Nancy,avrebbe forse condiderato che almeno un uomo, un giorno,avrebbe potuto essere cosi&#8217; fortunato da creare, con una delle persone intorno a lui,il proprio paradiso.
Lei sar&#224; il suo mattino e la sua stella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<input type="image" src="http://www.scibiz.it/blogs/media/kary%20mulis.jpg" />
<p>&nbsp;</p>
<div><span style="font-size: 10pt;">J.P.Sartre sosteneva che ognuno di noi si costruisce il proprio inferno,e che esso &egrave; composto dalle persone che ci circondano. Se avesse conosciuto Nancy,avrebbe forse condiderato che almeno un uomo, un giorno,avrebbe potuto essere cosi&#8217; fortunato da creare, con una delle persone intorno a lui,il proprio paradiso.<br />
Lei sar&agrave; il suo mattino e la sua stella della sera,splendendo in questo paradiso con la piu&#8217; brillante e dolce delle luci. Sar&agrave; la fine delle sue peregrinazioni, ed il loro amore far&agrave; sbocciare le giunchiglie in primavera,dopo i crochi e prima degli iris. La fiducia che avranno l&#8217;uno nell&#8217;altra sar&agrave; piu&#8217;profonda del tempo, ed il loro eterno spirito sar&agrave; ancora ancora una volta unito. O forse,avrebbe detto solo:<br />
&quot;<em>Se avessi avuto una donna come lei, i miei libri non avrebbero trattato della disperazione</em>&quot;.</span></div>
<p><b><a title="q:Kary Mullis" class="extiw" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Kary_Mullis">Kary Mullis</a></b></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong><span style="font-size: 10pt;">(</span> Premio nobel per ricerche sul dna nel 1993).</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><strong>Tratto dal suo libro</strong><br />
&quot;Ballando nudi nel campo della mente&quot;. Le idee (e le avventure) del pi&ugrave; eccentrico tra gli scienziati moderni&quot;<br />
</span></p>
<div><span style="font-size: 10pt;">Kary Mullis Il piu&#8217; eccentrico tra gli scienziati moderni. Uomo dotato di un desiderio di conoscere senza confini. In questo libro egli</span> <span style="font-size: 10pt;">si muove tra la scienza e la parapsicologia, ci parla dei ragni dalla puntura mortale fino a spingersi alla discussa espansione del virus HIV,e infine di astrologia e della possibilit&agrave; addirittura di accendere una lampadina con l&rsquo;effetto della mente.&nbsp;</span></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>la strada</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/05/07/la-strada/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/2009/05/07/la-strada/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 May 2009 10:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[istantanee]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[proust]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[strada]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;

la strada &#232; sempre quella, ora. prima no. non ci passavo mai, o quasi mai. una strada che spesso percorrevo nei miei sogni ricorrenti: una corsa affannata&#160;, i piccoli piedi stretti&#160;nelle scarpette con cinturino, bianche di bianchetto fresco. la corsa d&#8217;improvviso si fermava davanti ad un negozio, ma potevo vedere solo dei grossi sacchi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://nunzyconti.files.wordpress.com/2008/03/4a21a3a819ade1eec5af4205681151ec1.jpeg" alt="" /></p>
<p>la strada &egrave; sempre quella, ora. prima no. non ci passavo mai, o quasi mai. una strada che spesso percorrevo nei miei sogni ricorrenti: una corsa affannata&nbsp;, i piccoli piedi stretti&nbsp;nelle scarpette con cinturino, bianche di bianchetto fresco. la corsa d&#8217;improvviso si fermava davanti ad un negozio, ma potevo vedere solo dei grossi sacchi di juta e scaffali strabordanti di barattoli e vecchie bottiglie impolverate,&nbsp;come i miei pensieri strabordanti di euforie infantili. questo nel sogno, si. ed ora? passando di l&agrave; forzatamente la rivedo quella ragazzina, il vestito a quadretti principe di galles, quadri piccoli dentro quadri pi&ugrave; grandi,&nbsp;distillato leggero estratto&nbsp;dalle agili dita di zia pina da un pantalone di mio cugino gianfranco (dieci anni pi&ugrave; di me). ma non c&#8217;&egrave; solo lei , in questa &quot;<em>memoria involontaria</em>&quot;, c&#8217;&egrave; la mamma con i capelli neri arricciati sulle punte, come si portavano allora e&nbsp;il sorriso largo, generoso, c&#8217;&egrave; il pap&agrave; con i baffetti chiari e gli occhi verdi lunghi e la sua vecchia&nbsp; agfa col fodero marrone scuro acquistata nel &#8216;59 sempre pronta per la lettura della sua versione del mondo, c&#8217;&egrave; la ragazzina con le trecce folte che sembra non prestarmi attenzione, presa da altri mondi.</p>
<p>&egrave; la vecchia strada dove ci si ferma a recuperare&nbsp; ricordi che, come per Proust, riemergono &nbsp;vivi, ma senza sforzo poich&eacute;&nbsp; la memoria domandata , pretesa, non concede che sembianze scolorite.. quando il caso al contrario, la stessa strada ad esempio, ci regala una percezione e un&rsquo;emozione identica a un&#8217;altra vissuta molti anni prima, restituendoci il passato. e questo passato io me lo torno a prendere, ogni&nbsp;volta, pur se involontariamente. i giorni trascorsi in&nbsp;&quot;<em>un frammento di tempo allo stato puro</em>&quot;.</p>
<p>F.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>la notte in cui sei nato</title>
		<link>http://www.francescabertoldi.com/2009/04/26/la-notte-in-cui-sei-nato/</link>
		<comments>http://www.francescabertoldi.com/2009/04/26/la-notte-in-cui-sei-nato/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 21:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[premi]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[qualcosadi mio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.francescabertoldi.com/?p=825</guid>
		<description><![CDATA[

poesia nata dopo la lettura del libro:

&#34;Raccontami la notte in cui sono nato&#34;
dii Paolo di Paolo
&#160;
La notte in cui sei nato

Smodate onde fino a fondo ventre,
da alta a bassa marea.
Acque dense, calde, sommergono,
ad intervalli brevi, il mio e il tuo respiro.
Ora la violenta rottura, prepotente, invade la diga
e la abbatte e sconquassa il buio con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lamisuradellecose.wordpress.com/2008/09/08/raccontami-la-notte-in-cui-sono-nato/"><br />
</a></p>
<p>poesia nata dopo la lettura del libro:</p>
<p><a href="http://lamisuradellecose.wordpress.com/2008/09/08/raccontami-la-notte-in-cui-sono-nato/"><img src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788860041296" alt="" /></a></p>
<p><em><strong>&quot;Raccontami la notte in cui sono nato&quot;</strong></em><a href="http://lamisuradellecose.wordpress.com/2008/09/08/raccontami-la-notte-in-cui-sono-nato/"><em><strong><br />
</strong></em></a><em><strong>dii Paolo di Paolo</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: larger;">La notte in cui sei nato</span></strong></p>
<p>
<span style="font-size: larger;">Smodate onde fino a fondo ventre,<br />
da alta a bassa marea.<br />
Acque dense, calde, sommergono,<br />
ad intervalli brevi, il mio e il tuo respiro.<br />
Ora la violenta rottura, prepotente, invade la diga<br />
e la abbatte e sconquassa il buio con un unico, stridulo<br />
vagito.<br />
Sottotono l&rsquo;urlo stanco, spossato.<br />
Eccola la notte in cui sei nato<br />
e come un naufrago approdasti all&rsquo;isola,<br />
tenera anima che quell&rsquo;oceano non seppe trattenere.<br />
E non eri solo, figlio mio.</span></p>
<p>&nbsp; <em><strong><span style="font-size: larger;">F.</span></strong></em></p>
<p>
I vincitori del premio Cose a Parole<br />
cura della Redazione<br />
Sezione A &#8211; Poesia singola</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Finalisti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giulio Bertoluzza, Carta da musica</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Francesca Bertoldi, La notte in cui sei nato</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Michele Porsia, Senza titolo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vincitore: Francesca Bertoldi </strong></p>
<p><strong>Motivazione: Per la dolcezza e la maturit&agrave; del verso, per l&#8217;intensit&agrave; dell&#8217;intenzione poetica ed umana, e per la corrispondenza intrecciata con altri testi ed altre penne.</strong><em><span style="color: rgb(255, 0, 0);"><strong><br />
</strong></span></em></p>
<p><em><span style="color: rgb(255, 0, 0);"><strong><a href="http://giulioperroneditore.it/node/317">http://giulioperroneditore.it/node/317</a> </strong></span></em></p>
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