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	<title>Il blog di Franco Corleone</title>
	
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	<description>Appunti e pensieri</description>
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		<title>Solidarietà al Rototom Sunsplash Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà la prima udienza del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash Festival, per l&#8217;accusa di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Negli atti di accusa, convalidati dal GIP, si legge fra le motivazioni che il Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di persone in preda alle “suggestioni culturali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 31 maggio a Tolmezzo si terrà <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/mappamondo/europa/italia/rassegna_stampa/rototom-un-processo-assurdo">la prima udienza</a> del processo contro Filippo Giunta, responsabile del Rototom Sunsplash  Festival, per l&#8217;accusa di “agevolazione all’uso di sostanze  stupefacenti”.</p>
<p>Negli atti di accusa, convalidati dal GIP, si legge fra  le motivazioni che il Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di  persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia  rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijuana”.</p>
<p>Così  Fuoriluogo ha deciso di lanciare un&#8217;appello per una mobilitazione in  solidarietà con il Rototom e per una nuova politica sulle droghe.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è in Piazza XX settembre a Tolmezzo il 31 di maggio. <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2012/02/01/31-maggio-rototom-a-processo-noi-in-piazza-processiamo-la-legge-giovanardi/">Aderite anche voi!</a></p>
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		<title>Rototom, un processo assurdo</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La persecuzione giudiziaria contro  il festival Rototom Sunsplash è iniziata nel luglio 2009 dopo una indagine bizzarra dei carabinieri con l’accusa agli organizzatori di “agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Oggi, a distanza di tre anni, sta diventando una storia infinita dopo il recente rinvio a giudizio di Filippo Giunta, responsabile dell’evento culturale. Nel frattempo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La persecuzione giudiziaria contro  il festival Rototom Sunsplash è  iniziata nel luglio 2009 dopo una indagine bizzarra dei carabinieri con  l’accusa agli organizzatori di “agevolazione all’uso di sostanze  stupefacenti”. Oggi, a distanza di tre anni, sta diventando una storia  infinita dopo il recente rinvio a giudizio di Filippo Giunta,  responsabile dell’evento culturale. Nel frattempo il festival in Italia  non esiste più, perché da Osoppo è emigrato in Spagna.<br />
E’ l’ennesima  conferma della crisi (e dei tempi) della giustizia, che sceglie di  perseguire i deboli e salvare i potenti. Per sostenere i teoremi  ideologici della legge Giovanardi sulle droghe, si dilapidano  allegramente soldi pubblici e soprattutto si distolgono forze  dall’accertamento e dalla <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">repressione</a> di reati gravi, da quelli  ambientali a quelli finanziari.<br />
La montatura giudiziaria si aggrappa  all’art. 79 della legge antidroga (309/90): esso prevede la pena da tre  a dieci anni di carcere per  chiunque adibisce un locale pubblico o un  circolo privato a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso  di droghe. E’ una norma ambigua, che raramente è stata utilizzata negli  impianti accusatori per la difficoltà interpretativa. Ma il giudice per  le indagini preliminari, Roberto Venditti, ha accolto l’impianto  accusatorio e ha sbrigativamente equiparato il Parco del Rivellino,  frequentato da decine di migliaia di persone, alle quattro mura di un  caffé. Per rafforzare la sua interpretazione della norma nel  provvedimento di rinvio a giudizio, il magistrato richiama il secondo  comma che allarga la previsione “a un immobile, un ambiente o un veicolo  a ciò idoneo”. Tace però che lo stesso comma specifica che si deve  trattare di un luogo di “convegno abituale di persone”. La  partecipazione a un concerto, a un dibattito o la visita agli stand  hanno un carattere occasionale, non certo abituale. In più, quando si  parla di convegno abituale, ci si riferisce con evidenza a un “giro”  definito di persone.<br />
Il giudice Venditti ricalca anche le  valutazioni del procuratore del tribunale di Tolmezzo Giancarlo  Buonocore, secondo cui  Rototom sarebbe stato un punto d’incontro di  persone in preda alle “suggestioni culturali riconducibili all’ideologia  rastafariana che prevede l’associazione tra musica reggae e marijana”  (sic!). Meno pregiudizi razzisti e più conoscenza della storia dei  Caraibi e dei movimenti di resistenza al dominio coloniale avrebbero  potuto evitare affermazioni così spericolate.<br />
Ma sospetto e  pregiudizio ancora ricorrono quando il Gup ritiene di trovare conferma  del comportamento “dolosamente tollerante” degli organizzatori del  festival nel servizio di assistenza legale all’interno del festival. Di  fronte a una legge fra le più punitive in Europa,  che riempie le galere  di tossicodipendenti e di consumatori con pene che vanno da 6 a 20 anni  di carcere, si dovrebbe fare come Ponzio Pilato?<br />
Nel 2009 una  medesima montatura contro il Livello 57di Bologna fu alla fine  ridicolizzata da una sentenza di assoluzione, giunta però troppo tardi  per riparare il danno provocato dalla chiusura del centro sociale.<br />
Il processo che si svolgerà in Carnia deve diventare l’occasione per  mettere sul banco degli imputati la legge Giovanardi. L’appuntamento è  dunque per il 31 maggio a Tolmezzo in nome della giustizia giusta e del  diritto, della cultura e della libertà.</p>
<p>(da <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2012/02/01/rototom-un-processo-assurdo/">Fuoriluogo.it</a>)</p>
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		<title>Relazione annuale</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consiglio comunale di Firenze: Relazione del garante per i diritti delle persone private della libertà personale, Franco Corleone (audio da Radioradicale)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio comunale di Firenze: Relazione del garante per i diritti delle persone private della libertà personale, Franco Corleone (audio da <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/341793/consiglio-comunale-di-firenze-relazione-del-garante-per-i-diritti-delle-persone-private-della-liberta-pers">Radioradicale</a>)</p>
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		<title>Scuola Langer</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[garante dei diritti dei detenuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Scuola di formazione politica e culturale ALEXANDER LANGER anno accademico 2011 / 2012 II sessione: gennaio &#8211; maggio 2012 Coordinatore: Roberto De Bernardis Segreteria: Emma Di Girolamo sabato 3 marzo 2012 TRENTO ore 15-19 Palazzo della Regione IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA. Crisi e riforma del carcere relatore: Franco CORLEONE Garante dei diritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/Schermata-2012-01-26-a-10.52.52.png"><img class="alignright size-medium wp-image-736" title="Schermata 2012-01-26 a 10.52.52" src="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/Schermata-2012-01-26-a-10.52.52-265x300.png" alt="" width="265" height="300" /></a>Scuola di formazione  politica e culturale ALEXANDER LANGER</p>
<p>anno accademico 2011 / 2012<br />
II sessione: gennaio &#8211; maggio 2012</p>
<p>Coordinatore: <strong>Roberto De Bernardis </strong><br />
Segreteria: <strong>Emma Di Girolamo</strong></p>
<p>sabato 3 marzo 2012<br />
TRENTO<br />
ore 15-19<br />
Palazzo della Regione</p>
<p><strong>IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA.</strong><br />
Crisi e riforma del carcere<br />
relatore: <strong>Franco CORLEONE</strong><br />
Garante dei diritti dei detenuti a Firenze.<br />
Coordinatore nazionale dei Garanti dei diritti dei detenuti.<br />
Sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001 (Governi Prodi, D’Alema e Amato).<br />
Promotore dell’associazione “Forum droghe” e presidente de “La Società della Ragione”.<br />
Autore di saggi in materia di giustizia, carcere e tossicodipendenze.<br />
È stato parlamentare radicale e verde.</p>
<p>Info: <a href="http://www.verdideltrentino.net/SCUOLA%20LANGER_2011-12.html">http://www.verdideltrentino.net/SCUOLA%20LANGER_2011-12.html<br />
</a>Scarica il programma completo: <a href="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/ScuolaLanger_2012_GEN-MAG_1.pdf">ScuolaLanger_2012_GEN-MAG_1.pdf</a>.</p>
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		<title>Ennesimo suicidio di un giovane detenuto. Questa volta è toccato al Gozzini.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 09:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[garante dei diritti dei detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[Gabriele è morto a 28 anni. Non ha retto alla fatica di vivere e soprattutto al peso di una giustizia per lui insopportabile. Questa morte non può essere attribuita al sovraffollamento ma a ragioni più profonde e per questo chiede il massimo rispetto. Da questo punto di vista il dolore sincero dei suoi compagni, della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gabriele è morto a 28 anni. Non ha retto alla fatica di vivere e soprattutto al peso di una giustizia per lui insopportabile. Questa morte non può essere attribuita al sovraffollamento ma a ragioni più profonde e per questo chiede il massimo rispetto. Da questo punto di vista il dolore sincero dei suoi compagni, della direttrice e degli educatori, mi ha profondamente angosciato.</p>
<p>A maggior ragione in questo caso si impone una riflessione sul senso della pena e sul carcere per persone fragili, che avrebbero bisogno di speranze di vita e non l’oppressione dei muri di una istituzione totale. Se si continuerà a pensare che il carcere possa essere il nuovo welfare, dovremo aspettarci altre tragedie.</p>
<p>Mi preoccupa che il disegno di legge in discussione al Senato sulla detenzione domiciliare, trascuri completamente il destino dei tossicodipendenti e le conseguenze criminogene della legge sulla droga.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il corpo e lo spazio della pena a Firenze</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[garante dei diritti dei detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
		<category><![CDATA[il corpo e lo spazio della pena]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente del Consiglio Provinciale di Firenze David Ermini Il Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze Andrea Calò invitano alla presentazione del libro IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA Architetture, urbanistica e politiche penitenziarie (A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi) Sarà presente il curatore Franco Corleone Garante dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/locandina1.png"><img class="alignright size-medium wp-image-727" title="locandina" align="right" src="http://www.francocorleone.it/blog/wp-content/upload/locandina1-210x300.png" alt="" width="210" height="300" /></a>Il Presidente del Consiglio Provinciale di Firenze David Ermini<br />
Il Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze Andrea Calò<br />
invitano alla presentazione del libro</p>
<p><strong>IL CORPO E LO SPAZIO DELLA PENA</strong><br />
Architetture, urbanistica e politiche penitenziarie<br />
(A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi)<br />
Sarà presente il curatore <strong>Franco Corleone</strong><br />
Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze</p>
<p>Giovedì 2 Febbraio 2012 – Ore 17.00<br />
Sala Nicola Pistelli – Palazzo Medici Riccardi – Via Cavour, 1 Firenze</p>
<p>Interverranno<br />
<strong>Salvatore Allocca </strong>- Assessore Regionale al Welfare e Politiche per la Casa<br />
<strong>Alessandro Margara</strong> &#8211; Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana<br />
<strong>Corrado Marcetti</strong> &#8211; Direttore della Fondazione Michelucci<br />
<strong>Michele Passione</strong> &#8211; Componente Osservatorio Carcere dell’Unione Camera Penale di Firenze</p>
<p>Coordina <strong>Andrea Calò</strong> Presidente della 6° Commissione della Provincia di Firenze</p>
<p>RSVP &#8211; Segreteria Organizzativa 6° Commissione Dott.ssa Alessandra Tozzi 055/2760026</p>
<p><a href="http://www.societadellaragione.it/sito/home/associazione/pubblicazioni/il-corpo-e-lo-spazio-della-pena">Vai alla scheda del libro sul sito de La Società della Ragione</a>.</p>
<p><a href="http://www.ediesseonline.it/catalogo/saggi/il-corpo-e-lo-spazio-della-pena">Acquista il libro sul sito di Ediesse</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il corpo e lo spazio della pena</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 10:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[garante dei diritti dei detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[franco corleone]]></category>
		<category><![CDATA[luca zevi]]></category>
		<category><![CDATA[politiche penitenziarie]]></category>
		<category><![CDATA[stefano anastasia]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; in uscita in tutte le librerie da oggi il volume de La Società della Ragione: Il corpo e lo spazio della pena. Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi. 2011 &#8211; EDIESSE &#8211; 13,00 Euro &#8211; ISBN 978-88-230-1601-9. La vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell’ultimo ventennio ha fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; in uscita in tutte le librerie da oggi il volume de La Società della Ragione:<br />
<strong><a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/wp-content/upload/cop-corpospaziopena.png"><img title="cop-corpospaziopena" src="http://www.fuoriluogo.it/blog/wp-content/upload/cop-corpospaziopena-185x300.png" alt="" width="185" height="300" align="right" /></a>Il corpo e lo spazio della pena</strong>.<br />
Architettura, <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">urbanistica</a> e <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">politiche penitenziarie</a><br />
A cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Luca Zevi.<br />
2011 &#8211; EDIESSE &#8211; 13,00 Euro &#8211; ISBN 978-88-230-1601-9.</p>
<p>La  vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell’ultimo ventennio ha  fatto esplodere il problema del sovraffollamento penitenziario, e con  esso quello della qualità della pena nel rispetto della dignità della  persona detenuta. Tra timide riforme e occasionali provvedimenti  deflattivi, la costruzione di nuove carceri e la saturazione di quelle  esistenti continuano a dominare l’agenda politica.</p>
<p>La struttura  architettonica, la qualità edilizia e la collocazione <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">urbanistica</a> del  penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo di interpretare  la pena privativa della libertà. Chi si propone di riformare la pena non  può rinunciare, quindi, a ripensare lo spazio penitenziario, almeno  fino a quando il carcere resterà dominante nelle nostre culture e nelle  nostre pratiche punitive.</p>
<p><em>Testi di Sebastiano Ardita, Vittorio  Borraccetti, Cesare Burdese, Alessandro De Federicis, Patrizio  Gonnella, Francesco Maisto, Corrado Marcetti, Alessandro Margara, Mauro  Palma, Sonia Paone, Eligio Resta, Leonardo Scarcella, Adriano Sofri,  Maria Stagnitta, Grazia Zuffa.</em></p>
<p><strong>Stefano Anastasia</strong>,  ricercatore in Filosofia e Sociologia del diritto nell’Università di  Perugia, è stato presidente dell’associazione Antigone e della  Conferenza nazionale del volontariato della giustizia.<br />
<strong>Franco Corleone</strong>,  sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001, è Garante dei detenuti  nel Comune di Firenze e presidente della Società della Ragione.<br />
<strong>Luca Zevi</strong>,  architetto e urbanista, direttore del «Manuale del Restauro  Architettonico» e del «Nuovissimo Manuale dell’Architetto », ha  insegnato nelle Università di Roma e Reggio Calabria.</p>
<p><a href="http://www.societadellaragione.it/sito/home/associazione/pubblicazioni/il-corpo-e-lo-spazio-della-pena">Vai alle recensioni sul sito de la Società della Ragione</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Canapa in giardino, la svolta</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[canapa]]></category>
		<category><![CDATA[carcere e giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Franco Corleone commenta un'importante sentenza della Corte di Appello di Cagliari per la rubrica di Fuoriluogo sul il Manifesto del 16 novembre 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Sardegna giungono buone notizie rispetto alla criminalizzazione   della coltivazione domestica di canapa. L’8 luglio scorso, la Corte   d’Appello di Cagliari ha cancellato la condanna contro due fratelli di   Carbonia: in primo grado, il Tribunale di Cagliari li aveva condannati   ad otto mesi di reclusione e duemila euro di multa per avere coltivato   quindici piantine nella propria abitazione.<br />
La perizia aveva  accertato che solo una piantina alta 50 cm. conteneva  164 mg di Thc  (quantitativo inferiore al valore della quantità massima  detenibile a  uso personale), mentre le altre, tra i 10 e 20 cm., non  avevano  materiale analizzabile.<br />
La dott.ssa Fiorella Pilato, presidente  estensore della sentenza di  assoluzione perché il fatto non costituisce  reato, ha affrontato il  problema se la coltivazione di poche piante  destinate all’uso personale  possa avere rilevanza penale o se invece  tale condotta possa essere  assimilabile alla detenzione (ad uso  personale): lo ha fatto prendendo  le distanze dal dictum della sentenza  28605 del 10 luglio 2008 delle  Sezioni Unite della Cassazione che  affermò il principio della  punibilità della coltivazione “senza se e  senza ma”, indipendentemente  dalla quantità e dalla destinazione.<br />
La  dr.ssa Pilato sottopone a serrata confutazione l’assunto della   Cassazione secondo cui la coltivazione “merita un trattamento diverso e   più grave” rispetto alla detenzione, per il solo fatto di aumentare la   quantità complessiva di stupefacenti presenti sul mercato (sic!).  Questa  affermazione apparentemente logica si mostra invece come un vero  e  proprio paralogismo. La quantità di stupefacenti  presente sul  mercato è  nell’ordine di svariate tonnellate e non è certo qualche  piantina che  può aumentarla significativamente. Ma paradossali sono le  conseguenze:  il verdetto della Suprema Corte spingerebbe il  consumatore, la cui  attività è penalmente irrilevante, a rivolgersi al  mercato illecito e  clandestino incentivando lo spaccio e i proventi di  una attività  criminale. Conclude la dr.ssa Pilato: “Soltanto in  astratto può  affermarsi che qualsiasi coltivazione rappresenti un  disvalore  assoluto”.<br />
La sentenza delle Sezioni unite della Cassazione afferma  che la  risoluzione del problema della droga “deve essere circoscritta al   legislatore e ad esso soltanto è la responsabilità delle scelte circa i   limiti, gli strumenti, le forme di controllo da adottare”, volendo con   ciò limitare il potere di interpretazione delle norme da parte del   giudice. Ma, in contrasto con quanto dichiarato, si arroga il diritto di   aggravare le disposizioni di una legge già estremamente punitiva per   l’introduzione di un’unica tabella per tutte le sostanze; e perfino di   andare oltre il dettato della Convenzione internazionale di Vienna del   1988 che (par. 2 dell’art.3) equipara la coltivazione per consumo   personale al possesso e all’acquisto. Come ho già scritto, la sentenza   della Cassazione è culturalmente mediocre e senza alcun  pregio   giuridico, frutto solo del pregiudizio ideologico e moralistico.<br />
Infine,  la dr.ssa Pilato ribadisce l’interpretazione contenuta in una  sentenza  del Tribunale di Milano: gli articoli 26 e successivi, che  stabiliscono  le pene per la coltivazione, si riferiscono alle attività  di carattere  industriale, non ai vasi sul balcone. Perciò, gli atti dei  due fratelli  di Carbonia sono stati rimessi al Prefetto per le  sanzioni  amministrative previste dall’art.75 per il consumo personale.<br />
Dopo la magistratura, sarebbe ora che anche la politica battesse un colpo.</p>
<p><em><a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/11/16/canapa-in-giardino-la-svolta/">Articolo</a> di Franco Corleone per la <a href="http://www.fuoriluogo.it/sito/home/archivio/fuoriluogo-sul-manifesto">rubrica di Fuoriluogo</a> su il Manifesto del 16 novembre 2011.</em></p>
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		<title>GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni)</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 18:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[carlo giovanardi]]></category>
		<category><![CDATA[cnca]]></category>
		<category><![CDATA[forum droghe]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni serpelloni]]></category>

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		<description><![CDATA[Forum Droghe e CNCA mentre si profile la fine del Governo Berlusconi lanciano un appello per chiedere discontinuità anche nelle politiche sulle droghe nel nostro paese. Firmate quest’appello: GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni) Le dimissioni prossime del Governo Berlusconi nella condizione drammatica dell’Italia impongono una discontinuità di contenuti, di stile, di cultura. Da questo punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forum Droghe e CNCA mentre si profile la fine del Governo Berlusconi <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/11/11/giovanardi-addio-e-anche-serpelloni/">lanciano</a> un appello per chiedere discontinuità anche nelle politiche sulle  droghe nel nostro paese. Firmate quest’<a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/appelli/giovanardi-addio-e-anche-serpelloni/">appello</a>:</p>
<blockquote><p><strong>GIOVANARDI ADDIO! (e anche Serpelloni)</strong></p>
<p>Le dimissioni prossime del Governo Berlusconi nella condizione  drammatica dell’Italia impongono una discontinuità di contenuti, di  stile, di cultura.<br />
Da questo punto di vista si deve porre immediatamente fine anche all’esperienza catastrofica della politica sulle droghe.<br />
La legge che porta il nome di Carlo Giovanardi ha riempito le carceri di consumatori e di tossicodipendenti.<br />
Non solo: la retorica proibizionista ha finanziato campagne di pseudo  informazione terroristiche e antiscientifiche e ha cancellato la scelta  della politica di riduzione del danno con una rottura del rapporto con  le Regioni e il mondo delle Comunità e delle associazioni di impegno  civile e sociale e del Volontariato.<br />
L’Italia ha contrastato addirittura la Strategia sulle droghe  dell’Unione Europea 2005-2012 portando avanti un’assurda battaglia di  retroguardia contro la riduzione del danno, addirittura pretendendo di  dettare agli altri paesi europei l’elenco degli interventi “accettabili”  e quelli “inaccettabili”.<br />
Un’imposizione ovviamente respinta dagli altri paesi europei.<br />
Ancora di recente, al meeting di Alto livello dell’Onu sull’Aids, la  delegazione italiana ha cercato di nuovo di far cancellare il termine  “riduzione del danno”. Anche questa battaglia è stata perduta con la  conseguenza però di aumentare il discredito dell’Italia in sede  internazionale, mettendo il nostro paese in una condizione di isolamento  provinciale.<br />
Tutto questo è avvenuto non solo per la determinazione dello zar  antidroga, ma con la collaborazione politica del Dipartimento Nazionale  Politiche Antidroga e del suo capo Giovanni Serpelloni.<br />
Nell’ipotesi di un governo “tecnico”, ossia non determinato dagli  equilibri e dalle logiche di partito, chiediamo lo smantellamento di una  struttura di potere, di interessi particolari, che ha fatto della  faziosità la propria regola.</p>
<p>Primi firmatari:<br />
don Armando Zappolini<br />
don Andrea Gallo<br />
Franco Corleone<br />
Riccardo De Facci<br />
Giorgio Bignami<br />
Fabio Scaltritti<br />
Grazia Zuffa<br />
Alberto Barni<br />
Beppe Battaglia<br />
Cecco Bellosi<br />
Tiziana Ciliberto<br />
Maria Stagnitta</p></blockquote>
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		<title>Facciamo i conti al proibizionismo</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 07:42:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Corleone</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica sulle sostanze]]></category>
		<category><![CDATA[forum droghe]]></category>
		<category><![CDATA[fuoriluogo]]></category>
		<category><![CDATA[proibizionismo]]></category>
		<category><![CDATA[transform]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione del 50esimo anniversario della convenzione ONU sulle droghe, un gruppo di organizzazioni mondiali impegnate sulle politiche sulle sostanze, sui diritti umani, salute, sviluppo, crimine e giustizia ha lanciato la campagna Count the cost. Il primo obbiettivo è raccogliere in un unico &#8220;contenitore&#8221; i costi del proibizionismo, che siano questi sociali, ambientali, economici o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del 50esimo anniversario della convenzione ONU sulle  droghe, un gruppo di organizzazioni mondiali impegnate sulle politiche  sulle sostanze, sui diritti umani, salute, sviluppo, crimine e giustizia  ha lanciato la campagna <a href="http://www.countthecosts.org/">Count the cost</a>.</p>
<p>Il  primo obbiettivo è raccogliere in un unico &#8220;contenitore&#8221; i costi del  <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">proibizionismo</a>, che siano questi sociali, ambientali, economici o per la  salute delle persone, in modo che Governi e Nazioni Unite siano messi  di fronte all&#8217;evidenza del fallimento della War on Drugs. Il secondo  obbiettivo è quello di promuovereil dibattito sulle alternative  possibile e documentare le strategie di uscite dal <a href="http://www.francocorleone.it/blog/tag/%post_tag%">proibizionismo</a>. Il  tutto raccolto in modo differenziato per le grandi aree continentali e  sotto sette grandi tematiche: sicurezza internazionale, svilluppo e  conflitti energetici, diritti umani, salute pubblica e disagio,  discriminazione, deforestazione e inquinamento, crimine, costi  economici.</p>
<p>L&#8217;iniziativa è coordinata da Transform ed ha avuto il  supporto di numerose sigle mondiali, fra cui IDPC, Drug Policy Alliance,  TNI, WOLA . Per l&#8217;Italia ha aderito anche Forum Droghe.</p>
<p>Per  quanto ancora dovremmo seguire politiche che minano lo svilluppo e la  sicurezza internazionale, minacciano la salute pubblica e causano morti,  minano i diritti umani, promuovono stigma e discriminazione costi,  causano deforestazione e inquinamento, creano criminalità e la  arrichiscono, sprecano miliardi in politiche repressive inefficaci?  Aiutaci a cambiare rotta, firma anche tu on line!</p>
<p>Qui si può firmare:<br />
<a href="http://www.countthecosts.org/take-action/sign-our-statement">http://www.countthecosts.org/take-action/sign-our-statement</a></p>
<p>I promotori<br />
<a href="http://www.countthecosts.org/supporters"> http://www.countthecosts.org/supporters</a></p>
<p>(da <a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2011/10/17/facciamo-i-conti-al-proibizionismo/">fuoriluogo.it</a>)</p>
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