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	<title>FreeFinance</title>
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	<description>La finanza libera</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Nov 2023 16:20:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>FreeFinance</title>
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		<title>La settimana finanziaria in pochi minuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2023 07:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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<h2><strong>News di politica monetaria: BCE</strong></h2>
<ul>
<li>Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale del Belgio, ha detto che <strong>la BCE potrebbe dover alzare ancora i tassi se le scommesse sul mercato sul taglio del costo del denaro dovessero compromettere l’orientamento politico dell’istituto</strong>. Wunsch nota che gli investitori hanno una visione ottimistica e se tutti credono che l’Eurotower abbasserà i tassi, allora ciò potrebbe indicare che la politica monetaria è meno restrittiva. In questo quadro, si starebbe sottovalutando la possibilità che si debba fare di più o che il costo del denaro andrà mantenuto più a lungo sui livelli attuali. In seguito, ha ribadito che le scommesse troppo ottimistiche del mercato in merito al taglio dei tassi da parte della BCE <strong>amplificano il rischio che si verifichi un altro incremento</strong>. Wunsch ha detto che se si guarda alla curva dei rendimenti, la speculazione riduce l’entità della restrizione monetaria. L’esponente del board della BCE ha inoltre messo in evidenza che non siano necessari ulteriori incrementi, ma l’opzione potrebbe rimanere sul tavolo <strong>fino a metà 2024</strong>. Il Governatore dell’istituto centrale belga ha sottolineato che un rallentamento economico non dovrebbe essere drammatizzato, in quanto “l’elevata occupazione ha mantenuto il costo sociale del rallentamento piuttosto basso”. Da mettere in luce come Wunsch abbia suggerito che <strong>si potrebbe discutere sul margine di tolleranza intorno al target di inflazione del 2%, in quanto non è realistico raggiungerlo ogni anno</strong>.</li>
<li>Pablo Hernandez de Cos, Presidente della Banca centrale spagnola, ha detto che è ancora <strong>prematuro sia parlare di tagli nei tassi di interesse che fare previsioni sul futuro della politica monetaria</strong>. L’esponente del board della BCE ha ribadito il fatto che il livello attuale del costo del denaro, se mantenuto per un tempo sufficientemente lungo, può essere sufficiente a riportare i prezzi al 2% nel medio termine. De Cos ha evidenziato che nel breve e medio termine non ci si dovrà aspettare elementi espliciti di forward guidance.</li>
<li>Francois Villeroy de Galhau, Presidente della Bank of France, ha detto che la BCE manterrà fermi i tassi agli attuali livelli per alcuni trimestri, giudicando <strong>premature le scommesse su un taglio</strong>. Oltre a questo, l’esponente del board dell’Eurotower ha sottolineato che l’istituto potrebbe interrompere prima di fine 2024 i reinvestimenti nell’ambito del PEPP. In seguito ha evidenziato che<strong> la BCE non alzerà ulteriormente i tassi a meno di eventi inaspettati</strong>. Per quanto riguarda i tagli, Villeroy ha affermato che non si è ancora arrivati al punto di parlarne e ha ribadito nuovamente l’impegno dell’Eurotower nel riportare l’inflazione al 2% entro il 2025.</li>
<li>Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, si è unito agli altri esponenti della BCE che sostengono sia ancora <strong>prematuro per parlare di tagli dei tassi e che il mercato starebbe sopravvalutando questa possibilità nel breve</strong>. Per Simkus comunque, non c’è nemmeno il motivo per parlare di un incremento del costo del denaro a dicembre.</li>
<li>La BCE ha avvertito che <strong>l’esposizione delle banche europee al settore immobiliare commerciale potrebbe erodere la stabilità finanziaria</strong> se si dovesse verificare uno shock maggiore. Per l’istituto centrale, il settore immobiliare commerciale presenta le potenzialità per amplificare in modo significativo uno scenario avverso, aumentando di conseguenza le probabilità di perdite rilevanti per il sistema bancario. L’Eurotower ritiene che il 10% dei prestiti complessivi delle banche dell’Eurozona sia esposta agli immobili commerciali, sotto il 30% di quelli residenziali.</li>
<li>Christine Lagarde, Presidente della BCE, ha detto che <strong>non si può ancora dichiarare vittoria nella battaglia dell’inflazione</strong>, ma c’è tempo per valutare l’evolversi dei prezzi. Inoltre, sono premature le scommesse del mercato in merito ad un taglio in quanto il costo del denaro potrebbe <strong>rimanere agli attuali livelli per un paio di trimestri</strong>. Lagarde ritiene che si debba stare attenti ai rischi di un’inflazione persistente e ha ribadito il fatto che l’indice dei prezzi al consumo potrebbe accelerare nei prossimi mesi. La BCE monitorerà se le aziende assorbiranno gli aumenti salariali attraverso margini di profitto più bassi, se le aspettative di inflazione a lungo termine rimarranno ancorate al 2% e se le tensioni sul mercato del lavoro si attenueranno. Venerdì ha detto che <strong>l’istituto centrale si trova in un punto in cui è in grado di mettere in pausa i rialzi dei tassi</strong>, valutando l’impatto delle mosse precedenti. Lagarde ha ribadito che non è ancora il momento di dichiarare vittoria.</li>
<li>Nella sua Financial Stability Review, la BCE ha evidenziato che la debolezza della crescita in Eurozona rischia di <strong>amplificare i rischi per la stabilità finanziaria derivanti dalla campagna di aumento dei tassi di interesse</strong>. Il rischio è che venga compromessa la capacità di persone, imprese e Governi di onorare i propri debiti. Il rapporto mostra che i mercati si aspettino un soft landing, in cui si verifica una moderazione dell’inflazione senza un significativo impatto sulla crescita. Nella pratica però, viene evidenziato come questo scenario sia <strong>difficile da realizzare</strong>, specie “se si considera l’entità degli aumenti del costo del denaro in un breve periodo di tempo. Il rapporto sottolinea anche che si sta assistendo ad un <strong>incremento delle insolvenze aziendali</strong>, elemento che potrebbe crescere ulteriormente se la crisi economica diventasse più ampia e i costi del credito aumentassero. Ciò provocherebbe effetti a catena su banche, investitori non bancari e prospettive occupazionali. Per gli istituti di credito, lo scenario è complicato anche dai maggiori accantonamenti e dai maggiori costi di finanziamento. Un altro rischio messo sotto i riflettori dal FSR è relativo alle <strong>banche ombra</strong>, che rischiano di ricevere margin call o richieste di rimborsi dai clienti che <strong>non riuscirebbero ad affrontare per via della mancanza di liquidità a disposizione</strong>. L’Eurotower ha visto che molti fondi obbligazionari non avevano abbastanza liquidità per resistere a 30 giorni di deflussi rilevanti.</li>
<li>Mario Centeno, Presidente della Banca centrale portoghese, ha detto che le aspettative di inflazione rimangono ancorate intorno al 2% e, nelle ultime settimane, questo risultato è stato rafforzato. Centeno ha poi detto di aspettarsi che <strong>le condizioni macroeconomiche porteranno ad un’inversione del ciclo di rialzo dei tassi nel prossimo futuro</strong>, anche se andranno mantenuti alti fino a che non ci saranno segnali coerenti con la convergenza dell’indice dei prezzi al consumo verso il target.</li>
<li>Luis de Guindos, Vicepresidente della BCE, ha affermato che <strong>gli investitori potrebbero aver sottovalutato il rischio di un colpo più forte all’economia dell’Eurozona</strong> dopo il percorso di rialzo dei tassi e con le numerose tensioni geopolitiche in atto. Questi elementi mettono a rischio le prospettive di atterraggio morbido. Per de Guindos, c’è un po’ di wishful thinking nei confronti dell’evoluzione economica. L’esponente del board dell’Eurotower ha ribadito la dipendenza dai dati e l’approccio meeting-by-meeting. Oltre a ciò il percorso di discesa dei prezzi potrebbe essere accidentato per via degli effetti base, ma il target dovrebbe essere raggiunto. Dopo qualche giorno, ha dichiarato che <strong>i rischi all’orizzonte mettono l’economia dell’Eurozona nella posizione di archiviare risultati peggiori delle attese</strong>. De Guindos evidenzia che nella seconda metà del 2023 si potrebbe assistere ad una stagnazione, mentre le performance economiche di questo trimestre possono essere simili a quelle del precedente. È stato nuovamente ribadito che, se mantenuti al livello attuale per abbastanza tempo, i tassi sono sufficientemente alti per riportare l’inflazione al target.</li>
<li>Joachim Nagel, Presidente della Bundesbank, ha detto che <strong>la BCE potrebbe essere vicina o aver raggiunto il picco dei tassi</strong>, per essere sicuri di ciò si dovranno attendere nuovi dati. Nagel si è detto scettico in merito alle prospettive di hard landing e ha affermato di essere “cautamente ottimista” sulle prospettive di crescita dell’Eurozona, con la situazione che dovrebbe <strong>migliorare in modo più marcato a partire dal 2025</strong>. In ogni caso, il percorso dell’indice dei prezzi al consumo appare accidentato. L’esponente del board dell’Eurotower si è anche detto fiducioso che i Paesi del blocco riusciranno a trovare un accordo sul patto di stabilità, mettendo in luce la necessità di ridurre il debito. In dichiarazioni successive, ha affermato che <strong>la BCE deve “resistere a qualsiasi tentazione” di tagliare prima del previsto i tassi di interesse</strong>. Questo perché la parte più dura della lotta all’inflazione potrebbe non essere alle spalle, con i prezzi che dovrebbero salire un po’ nei prossimi mesi.</li>
<li>Dai verbali dell’ultima riunione della BCE (25-26 ottobre), è emerso come il board abbia deciso di <strong>lasciare sul tavolo l’ipotesi di aumentare ulteriormente i tassi se necessario, sebbene ciò non rientri nello scenario base</strong>. Dalle minutes viene evidenziato che l’atteggiamento dell’istituto per la riunione dovesse essere più rivolto alla comunicazione, e non all’azione. Inoltre è stato sottolineato che la Banca centrale deve essere “persistente e vigile” per riuscire a riportare l’inflazione al 2%. Su questa tematica, è stato affermato che il processo di disinflazione sta procedendo come previsto, anche se la crescita è stata sotto le attese. La trasmissione della politica monetaria sta continuando in modo più sostenuto rispetto a quanto stimato a settembre, mentre “<strong>una parte significativa” di questo processo è ancora in sospeso</strong>. Il board ha ritenuto che un ostacolo alla flessione dei prezzi derivasse dalla flessione dell’euro. Infine, sul tema PEPP l’Eurotower ha visto “un ampio consenso” nel mantenere la continuità dei reinvestimenti: <strong>una fine anticipata di questi è stata ritenuta ancora prematura</strong>.</li>
<li>Gabriel Makhlouf, Presidente della Banca centrale irlandese, ha detto di aspettarsi che le proiezioni di dicembre da parte della BCE mostrino che il <strong>target dell’inflazione venga raggiunto prima di fine 2026</strong>. Makhlouf ha poi dichiarato che è ancora troppo presto per parlare di taglio dei tassi e non sono invece esclusi altri incrementi.</li>
<li>Robert Holzmann, Presidente della Banca centrale austriaca, ha detto che nel meeting di dicembre <strong>il board della BCE dovrebbe discutere se chiudere i reinvestimenti nell’ambito del PEPP in anticipo</strong>. Per Holzmann si potrebbero iniziare a ridurli a partire da marzo 2024. L’esponente dell’Eurotower ha sottolineato anche che la probabilità di un altro rialzo dei tassi non è inferiore a quella di un taglio, in un contesto in cui l’inflazione è ancora alta.</li>
</ul>
<h2><strong>News di politica monetaria: Fed</strong></h2>
<ul>
<li>Dai verbali dell’ultima riunione del FOMC è emersa <strong>unità nel procedere con cautela nelle prossime mosse di politica monetaria</strong>: per procedere con altri rialzi, si dovrebbero avere informazioni relative al fatto che i progressi sull’indice dei prezzi al consumo sono insufficienti. I funzionari si sono trovati d’accordo nel ritenere che i prossimi dati contribuiranno a chiarire i processi in tema di prezzi e di moderazione della domanda aggregata con un irrigidimento delle condizioni di credito e finanziarie. In tema dell’aumento dei rendimenti a lungo termine, il board ha evidenziato come i fattori alla base di questo fenomeno e la relativa persistenza appaiono incerti. Tuttavia, se questi cambiamenti si rivelassero persistenti, <strong>potrebbero avere implicazioni sulla politica monetaria</strong>. Inoltre, è stato ribadito il fatto che l’inflazione resta inaccettabilmente alta e sopra il target. <strong>Serviranno dunque ulteriori prove per capire che i prezzi stiano tornando verso il 2%: fino a quel momento, il costo del denaro andrà mantenuto in territorio restrittivo.</strong></li>
</ul>
<h2><strong>Altre news finanziarie ed economiche</strong></h2>
<ul>
<li>Lo scorso 17 novembre, a mercati chiusi, Moody’s ha <strong>mantenuto il rating sull’Italia al gradino più basso, Baa3, migliorando però l’outlook da “negativo” a “stabile”.</strong> Per l’agenzia il Paese ha visto una stabilizzazione delle prospettive economiche, del settore bancario e delle dinamiche del debito pubblico. Inoltre, ci sono meno pericoli per le forniture energetiche: questo fattore insieme all’implementazione del PNRR <strong>sostiene le prospettive di medio termine</strong>. Moody’s ritiene che il deficit sarà al 4,4% del PIL nel 2024, mentre il rapporto debito/PIL arriverà al 140,3% quest’anno (era 141,7% nel 2022).</li>
<li>In Cina, le banche commerciali hanno mantenuto i <strong>tassi di riferimento sui mutui a 1 e 5 anni fermi rispettivamente al 3,45% e al 4,2%.</strong> Diversi analisti evidenziano come il Paese potrebbe aver chiuso con i tagli dei tassi, cercando altre modalità di sostegno dell’economia e della crescita del credito guardando al 2024. Gli economisti di Bloomberg Intelligence si aspettano infatti un ulteriore allentamento, ma con il focus principale basato sullo stimolo alla crescita creditizia che alla riduzione dei costi di finanziamento.</li>
<li>Ieri la Conference Board ha pubblicato il Leading Index di ottobre. <strong>Il dato è stato pari al -0,8%, sotto il -0,7% atteso da Reuters e il -0,7% precedente</strong>. Justyna Zabinska-La Monica, Senior Manager, Business Cycle Indicators del Conference Board, ha detto che la flessione del mese è stata proncipalmente determinata dal peggioramento delle aspettative dei consumatori sulle condizioni di business, la diminuzione dell’ISM sui nuovi ordini, il ribasso delle azioni e l’inasprimento delle condizioni di credito. Il CB evidenzia che il LEI ha ripreso a segnalare una recessione di breve. L’istituzione si aspetta un PIL reale allo 0,8% nel 2024 e si aspetta una <strong>recessione molto breve</strong> a causa dell’inflazione elevata, i tassi elevati e la flessione della spesa dei consumatori.</li>
<li>A ottobre le <strong>vendite di case esistenti in USA</strong> hanno registrato un -4,1%, attestandosi a 3,79 milioni di unità, sotto le stime Reuters a 3,9 milioni e ai precedenti 3,95 milioni (rivisto da 3,96 milioni). Le vendite su base annuale sono scese del 14,6%. Per la rilevazione, si tratta del <strong>valore più basso da agosto 2010</strong>. Il prezzo medio di vendita è salito del 3,4% a/a, arrivando a 391.800 dollari, archiviando il quarto mese consecutivo di aumento dei prezzi.</li>
<li>Il meeting dell&#8217;OPEC+, inizialmente previsto per i prossimi 25 e 26 novembre, è stato spostato al 30 novembre.</li>
<li>In USA le <strong>richieste di sussidi di disoccupazione dell’ultima settimana</strong> si sono <strong>attestate a 209mila unità</strong>, sotto le 226mila attese da Reuters e le 233mila precedenti (rivisto da 231mila). Le <strong>richieste continue</strong> per la settimana che si è conclusa l’11 novembre sono state di <strong>1,84 milioni</strong>, meno del consensus a 1,875 milioni e ai precedenti 1,865 milioni (rivisto da 1,862 milioni). A dispetto della flessione dell’ultimo dato, la tendenza generale è relativa ad un incremento delle domande.</li>
<li>In Eurozona gli HCOB PMI manifatturieri di novembre (preliminari) si sono attestati a 43,8 punti, oltre i 43,4 punti attesi da Reuters e il precedente 43,1 punti di ottobre. Il dato sui servizi è stato pari a 48,2 punti, anche in questo caso sopra il consensus a 48,1 punti e i 47,8 punti precedenti. La rilevazione composita si è attestata a 47,1 punti, oltre le previsioni a 46,9 punti e i 46,5 punti di ottobre. A dispetto del miglioramento, <strong>i dati suggeriscono che ci sarà una nuova contrazione nel 4° trimestre</strong>, dando il via ad una recessione tecnica (2 trimestre consecutivi a crescita negativa).</li>
<li>A novembre, in USA l’S&amp;P Global PMI manifatturiero (preliminare) si è attestato a 49,4 punti, sotto le attese Reuters s 49,8 punti e i 50 punti precedenti. Il dato sui servizi è stato pari a 50,8 punti, meglio del consensus a 50,4 punti e dei 50,6 punti di novembre. Dal report è emerso come per la prima volta dal 2020 le buste paga del settore dei servizi è sceso, mentre quelle del settore manifatturiero sono scese per il secondo mese.</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>5 motivi per un rialzo dell&#8217;S&#038;P 500 a 5.000 punti entro fine 2024</title>
		<link>https://freefinance.biz/5-motivi-per-un-rialzo-dellsp-500-a-5-000-punti-entro-fine-2024/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=5-motivi-per-un-rialzo-dellsp-500-a-5-000-punti-entro-fine-2024</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Nov 2023 16:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Sia da un punto di vista statistico (https://t.me/freefinancepro/1775) che guardando alle ricerche di diversi analisti (https://t.me/freefinancepro/1809), il 2024 potrebbe essere un altro anno positivo per le azioni. In un altro studio, Bank of America ritiene che entro la fine dell’anno prossimo l’S&#38;P 500 possa raggiungere i 5.000 punti. Fonte: ricerca Bank of America Per gli<p class="more-link"><a href="https://freefinance.biz/5-motivi-per-un-rialzo-dellsp-500-a-5-000-punti-entro-fine-2024/" class="themebutton">Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sia da un punto di vista statistico (<a href="https://t.me/freefinancepro/1775">https://t.me/freefinancepro/1775</a>) che guardando alle ricerche di diversi analisti (<a href="https://t.me/freefinancepro/1809">https://t.me/freefinancepro/1809</a>), il 2024 potrebbe essere un altro anno positivo per le azioni. In un altro studio, Bank of America ritiene che <strong>entro la fine dell’anno prossimo l’S&amp;P 500 possa raggiungere i 5.000 punti.</strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13020" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-17.jpg" alt="" width="644" height="501" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-17.jpg 644w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-17-300x233.jpg 300w" sizes="(max-width: 644px) 100vw, 644px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Bank of America</em></p>
<p>Per gli esperti è stato superato il massimo dell’incertezza macroeconomica, con il mercato che ha già assorbito importanti shock geopolitici. BofA non ha una view costruttiva per le attese di un taglio dei tassi da parte della Fed, ma per quanto l’istituto centrale è riuscito ad ottenere.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13021" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-14.jpg" alt="" width="947" height="229" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-14.jpg 947w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-14-300x73.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-14-768x186.jpg 768w" sizes="(max-width: 947px) 100vw, 947px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Bank of America</em></p>
<p>Oltre a ritenere che le società si siano adattate ad un regime di tassi e prezzi più alti, ci sono altri 5 motivi per avere una view costruttiva:</p>
<ol>
<li>A dispetto dei rialzi, è ancora <strong>distante l’euforia che contraddistingue la fine di un bull market</strong>: la ponderazione azionaria dei fondi pensione è ai minimi da 25 anni, il consensus sulla crescita degli utili a lungo termine per l’S&amp;P 500 è sui livelli più bassi dal 1986 (COVID escluso) e i fondi attivi “abbracciano” i loro benchmark mantenendo un’esposizione ciclica limitata;</li>
<li>Un sondaggio di BofA sulle attese degli analisti per il 2024 mostra <strong>ampie aspettative per i prezzi in decelerazione</strong>, ma non in calo; <strong>margini più elevati</strong> in cui l’inflazione salariale è compensata da guadagni di efficienza e un calo dei costi altrove. Inoltre il BofA Analyst Tone evidenzia una <strong>positività in crescita per i titoli ciclici</strong>;</li>
<li>Dopo aver avuto la loro recessione (https://t.me/freefinancepro/1722), <strong>gli utili potrebbero crescere del 6% su base annuale nel 2024 anche in caso di rallentamento del PIL</strong>. Un precedente riguarda gli anni ’50, quando gli EPS hanno toccato un minimo sei trimestri prima della recessione. Un altro elemento a favore è la normalizzazione dei beni rispetto ai servizi. <strong>Dal 1950, l’accelerazione degli EPS e la decelerazione del PIL hanno rappresentato il miglior contesto per le azioni</strong>. Al contrario, una situazione di un ciclo di allentamento in un contesto da un restringimento del credito è la situazione peggiore;</li>
<li><strong>La statistica è favorevole agli anni di elezioni presidenziali</strong>. A dispetto della possibile volatilità in aumento nel 2° semestre e il pericolo di austerità fiscale, il supporto bipartisan al mantenimento della spesa per la difesa e al nearshoring della manifattura USA sono favorevoli al ciclo;</li>
<li><strong>Gli USA hanno numerosi vantaggi ancora intatti</strong>, l’aumento del prezzo del petrolio ha spinto gli EPS e la sicurezza energetica del Paese è considerata un vantaggio importante. Lo status di riserva di valuta del dollaro offre agli Stati Uniti una maggior libertà per affrontare il deficit, mentre i baby boomers e il loro patrimonio netto di circa 80.000 miliardi di dollari stanno beneficiando dei tassi più alti. Inoltre, il trasferimento di ricchezza ai millennials è iniziato.</li>
</ol>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13022" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-11.jpg" alt="" width="966" height="586" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-11.jpg 966w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-11-300x182.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-11-768x466.jpg 768w" sizes="(max-width: 966px) 100vw, 966px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Bank of America</em></p>
<p>Sulla base di queste considerazioni, BofA ha alzato il rating sul settore Communications Services a marketweight e ha abbassato l’infotech a underweight. Tuttavia, nel lungo termine il comparto tecnologico è visto come vincente.</p>
<p><em>Fonte: ricerca Bank of America</em></p>
<h3><strong>Di seguito le altre news di giornata pubblicate su FreeFinance PRO. Per riceverle in tempo reale <a href="https://t.me/freefinancepro" target="_blank" rel="noopener noreferrer">iscriviti gratuitamente al canale Telegram.</a></strong></h3>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Holzmann e Villeroy (BCE) su PEPP e tassi</strong></h3>
<ul>
<li>Robert Holzmann, Presidente della Banca centrale austriaca, ha detto che nel meeting di dicembre <strong>il board della BCE dovrebbe discutere se chiudere i reinvestimenti nell’ambito del PEPP in anticipo</strong>. Per Holzmann si potrebbero iniziare a ridurli a partire da marzo 2024. L’esponente dell’Eurotower ha sottolineato anche che la probabilità di un altro rialzo dei tassi non è inferiore a quella di un taglio, in un contesto in cui l’inflazione è ancora alta.</li>
<li>Francois Villeroy de Galhau, Presidente della Bank of France, ha detto che <strong>la BCE non alzerà ulteriormente i tassi a meno di eventi inaspettati</strong>. Per quanto riguarda i tagli, Villeroy ha affermato che non si è ancora arrivati al punto di parlarne e ha ribadito nuovamente l’impegno dell’Eurotower nel riportare l’inflazione al 2% entro il 2025</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Lagarde su percorso dei tassi</strong></h3>
<p>Christine Lagarde, Presidente della BCE, ha detto che <strong>l’istituto centrale si trova in un punto in cui è in grado di mettere in pausa i rialzi dei tassi</strong>, valutando l’impatto delle mosse precedenti. Lagarde ha ribadito che non è ancora il momento di dichiarare vittoria.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Azioni USA: ecco chi ha spinto i rialzi a novembre</strong></h3>
<p>Novembre si sta rivelando un mese molto positivo per le Borse. Sono stati due gli eventi che hanno scatenato gli acquisti sulle azioni USA: il primo è relativo alla <strong>riunione della Fed di inizio mese</strong>, che i mercati hanno interpretato come un segnale di fine del percorso di rialzo dei tassi; il secondo, il <strong>report sull’inflazione di ottobre</strong>, ha dato ulteriori conferme di una conclusione del percorso di aumenti e delle possibilità di soft landing per l’economia. Chi ha contribuito maggiormente al movimento rialzista sono stati principalmente quei <strong>settori più colpiti dall’aumento dei tassi e dalle paure di una recessione</strong>.</p>
<p>Dal 14 novembre, data dell’ultimo report sull’inflazione statunitense, l’indice delle <strong>small cap</strong> Russell 2000 ha registrato un rialzo del 5,3%. Questa indicazione potrebbe essere vista in ottica positiva sulle prospettive economiche del Paese, visto che <strong>tali aziende tendono a registrare gran parte dei ricavi in territorio domestico</strong>. Inoltre, le società a piccola capitalizzazione hanno beneficiato delle prospettive di una Fed meno restrittiva, visto che l’aumento dei costi di finanziamento pesa maggiormente sui loro bilanci.</p>
<p>Questa situazione ha spinto anche i rialzi delle <strong>banche</strong>, con l’indice KBW NASDAQ Bank salito del 5,9%. A penalizzare gli istituti di credito durante l’anno è stato l’incremento del costo del denaro, che le ha costrette a pagare più interessi sui depositi e ha messo sotto pressione i portafogli in bond. Con le migliori prospettive sull’economia poi, iniziano a venir meno anche i timori per le perdite non realizzate.</p>
<p>La situazione ha poi portato <strong>benefici ai titoli ciclici</strong>, come ad esempio il real estate e quello dei materiali. Le speranze di atterraggio morbido hanno spinto le azioni nel settore dei trasporti (dal 14 novembre il Dow Jones Transportation Average è cresciuto del 4,5%), grazie alle prospettive di aumento della domanda di beni e del trasporto delle materie prime necessarie a produrli. L’andamento di queste azioni è visto come un indicatore dell’attività commerciale.</p>
<p>Da segnalare infine il rialzo delle <strong>società più speculative</strong>, che tendono ad essere penalizzate quando crescono i tassi. Questo perché gli investitori hanno numerose altre alternative meno rischiose per trovare rendimenti.</p>
<p><em>Fonte: Wall Street Journal</em></p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni de Guindos (BCE) su possibile crescita economica più lenta del previsto</strong></h3>
<p>Luis de Guindos, Vicepresidente della BCE, <span style="font-size: 14px">ha dichiarato che </span><strong style="font-size: 14px">i rischi all’orizzonte mettono l’economia dell’Eurozona nella posizione di archiviare risultati peggiori delle attese</strong><span style="font-size: 14px">. De Guindos evidenzia che nella seconda metà del 2023 si potrebbe assistere ad una stagnazione, mentre le performance economiche di questo trimestre possono essere simili a quelle del precedente. È stato nuovamente ribadito che, se mantenuti al livello attuale per abbastanza tempo, i tassi sono sufficientemente alti per riportare l’inflazione al target.</span></p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>S&amp;P Global PMI USA scendono sotto i 50 punti a novembre</strong></h3>
<p>A novembre, in USA l’S&amp;P Global PMI manifatturiero (preliminare) si è attestato a 49,4 punti, sotto le attese Reuters s 49,8 punti e i 50 punti precedenti. Il dato sui servizi è stato pari a 50,8 punti, meglio del consensus a 50,4 punti e dei 50,6 punti di novembre. Dal report è emerso come per la prima volta dal 2020 le buste paga del settore dei servizi è sceso, mentre quelle del settore manifatturiero sono scese per il secondo mese.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Obbligazioni: i rendimenti non torneranno sui livelli del 2020 nonostante i tagli dei tassi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 16:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Se tutti sono ormai d’accordo nel dire che i tagli dei tassi sono in arrivo, un elemento che crea diverse diatribe riguarda le tempistiche di queste mosse. TS Lombard evidenzia che i maggiori rialzi dei titoli di Stato USA nell’ultimo mese è stato guidato dalle scadenze a 5 e 10 anni. Questi indica che i<p class="more-link"><a href="https://freefinance.biz/obbligazioni-i-rendimenti-non-torneranno-sui-livelli-del-2020-nonostante-i-tagli-dei-tassi/" class="themebutton">Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se tutti sono ormai d’accordo nel dire che i tagli dei tassi sono in arrivo, un elemento che crea diverse diatribe riguarda le <strong>tempistiche di queste mosse</strong>. TS Lombard evidenzia che i maggiori rialzi dei titoli di Stato USA nell’ultimo mese è stato guidato dalle scadenze a 5 e 10 anni. Questi indica che <strong>i mercati sono fiduciosi che la Fed taglierà il costo del denaro</strong>, ma c’è <strong>incertezza sulle prospettive al 2024</strong>. Le attese del mercato per l’anno prossimo vanno dal 2,75% al 5,25%, prezzando in media 100 punti di ribasso. Ma le opinioni sono varie e cambiano a seconda degli scenari attesi dai previsori. Gli analisti evidenziano inoltre come il rallentamento della crescita statunitense parta da livelli elevati, elemento che rende <strong>archiviabile lo scenario di soft landing.</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-13007" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-16-1024x415.jpg" alt="" width="1024" height="415" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-16-1024x415.jpg 1024w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-16-300x122.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-16-768x311.jpg 768w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-16.jpg 1480w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca TS Lombard</em></p>
<p>TS Lombard ritiene che <strong>la disinflazione darà alla Fed la flessibilità per tagliare nel corso dell’anno prossimo</strong>. Interessante evidenziare che negli 11 cicli di ribasso del costo del denaro, il PCE a/a medio al momento del primo taglio era del 4,9% per l’headline e del 4,3% del core. Per evitare una recessione, la Federal Reserve <strong>ridurrà i tassi al primissimo segno di rallentamento</strong>.</p>
<p>Un punto di vista espresso nello studio è che ora <strong>non è il momento adatto per entrare nel reddito fisso statunitense</strong>, in quanto il rally recente appare eccessivo e i rendimenti del 10 anni tra il <strong>4,5%-5% sembrano adeguati nell’ipotesi centrale della Fed</strong>. Oltre a ciò, ci sono rischi al ribasso per via di un premio a termine inferiore alla norma, degli shock geopolitici e di sorprese al rialzo sulla crescita.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13008" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-13.jpg" alt="" width="735" height="597" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-13.jpg 735w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-13-300x244.jpg 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca TS Lombard</em></p>
<p>Guardando all’Europa, <strong>la BCE potrebbe aver alzato in modo troppo aggressivo i tassi e potrebbe dunque doverli tagliare prima della Fed e ad un livello più vicino alla neutralità</strong>. Se ciò non accadesse, si dovrebbe osservare un rischio negativo per la crescita che comunque provocherebbe un ribasso delle valute e dei rendimenti. Su quest’ultimo tema, gli yield del blocco hanno registrato un andamento simile a quelli statunitensi, ma s trovano solo poco sopra il livello implicito della politica monetaria. <strong>Un fair value identificato da TS Lombard per il decennale si troverebbe intorno al 2,5%.</strong> Per l’Eurozona inoltre, le prospettive di crescita economica sono limitate e la prospettiva è quella di “stagnazione con rischi al ribasso”.</p>
<p>A livelli ciclico, gli analisti evidenziano di avere una <strong>view ciclica bullish sui bond</strong>, ma avvertono che non si tornerà ad un regime di rendimenti come quello medio del 2020. La recessione dovrebbe essere limitata, le emissioni di titoli di Stato resteranno alte a livello globale e i tagli dei tassi potranno comunque essere accompagnati da una prosecuzione del quantitative tightening. I cambiamenti strutturali renderanno il 2% di inflazione un minimo e non un massimo, richiedendo <strong>tassi, premi a termine e rendimenti più alti</strong>.</p>
<p><em>Fonte: ricerca TS Lombard</em></p>
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<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Nagel (BCE) su tassi ed economia Eurozona</strong></h3>
<p>Joachim Nagel, Presidente della Bundesbank, ha detto che <strong>la BCE potrebbe essere vicina o aver raggiunto il picco dei tassi</strong>, per essere sicuri di ciò si dovranno attendere nuovi dati. Nagel si è detto scettico in merito alle prospettive di hard landing e ha affermato di essere “cautamente ottimista” sulle prospettive di crescita dell’Eurozona, con la situazione che dovrebbe <strong>migliorare in modo più marcato a partire dal 2025</strong>. In ogni caso, il percorso dell’indice dei prezzi al consumo appare accidentato. L’esponente del board dell’Eurotower si è anche detto fiducioso che i Paesi del blocco riusciranno a trovare un accordo sul patto di stabilità, mettendo in luce la necessità di ridurre il debito.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>PMI dell&#8217;Eurozona meglio delle attese a novembre ma la debolezza resta alta</strong></h3>
<p>In Eurozona gli HCOB PMI manifatturieri di novembre (preliminari) si sono attestati a 43,8 punti, oltre i 43,4 punti attesi da Reuters e il precedente 43,1 punti di ottobre. Il dato sui servizi è stato pari a 48,2 punti, anche in questo caso sopra il consensus a 48,1 punti e i 47,8 punti precedenti. La rilevazione composita si è attestata a 47,1 punti, oltre le previsioni a 46,9 punti e i 46,5 punti di ottobre. A dispetto del miglioramento, <strong>i dati suggeriscono che ci sarà una nuova contrazione nel 4° trimestre</strong>, dando il via ad una recessione tecnica (2 trimestre consecutivi a crescita negativa).</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Verbali riunione BCE 25-26 ottobre</strong></h3>
<p>Dai verbali dell’ultima riunione della BCE (25-26 ottobre), è emerso come il board abbia deciso di <strong>lasciare sul tavolo l’ipotesi di aumentare ulteriormente i tassi se necessario, sebbene ciò non rientri nello scenario base</strong>. Dalle minutes viene evidenziato che l’atteggiamento dell’istituto per la riunione dovesse essere più rivolto alla comunicazione, e non all’azione. Inoltre è stato sottolineato che la Banca centrale deve essere “persistente e vigile” per riuscire a riportare l’inflazione al 2%. Su questa tematica, è stato affermato che il processo di disinflazione sta procedendo come previsto, anche se la crescita è stata sotto le attese. La trasmissione della politica monetaria sta continuando in modo più sostenuto rispetto a quanto stimato a settembre, mentre “<strong>una parte significativa” di questo processo è ancora in sospeso</strong>. Il board ha ritenuto che un ostacolo alla flessione dei prezzi derivasse dalla flessione dell’euro. Infine, sul tema PEPP l’Eurotower ha visto “un ampio consenso” nel mantenere la continuità dei reinvestimenti: <strong>una fine anticipata di questi è stata ritenuta ancora prematura</strong>.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Nagel e Makhlouf (BCE) su inflazione e politica monetaria</strong></h3>
<ul>
<li>Joachim Nagel, Presidente della Bundesbank, ha detto che <strong>la BCE deve “resistere a qualsiasi tentazione” di tagliare prima del previsto i tassi di interesse</strong>. Questo perché la parte più dura della lotta all’inflazione potrebbe non essere alle spalle, con i prezzi che dovrebbero salire un po’ nei prossimi mesi.</li>
<li>Gabriel Makhlouf, Presidente della Banca centrale irlandese, ha detto di aspettarsi che le proiezioni di dicembre da parte della BCE mostrino che il <strong>target dell’inflazione venga raggiunto prima di fine 2026</strong>. Makhlouf ha poi dichiarato che è ancora troppo presto per parlare di taglio dei tassi e non sono invece esclusi altri incrementi.</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Wunsch (BCE) su politica monetaria</strong></h3>
<p>Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale del Belgio, ha ribadito che le scommesse troppo ottimistiche del mercato in merito al taglio dei tassi da parte della BCE <strong>amplificano il rischio che si verifichi un altro incremento</strong>. Wunsch ha detto che se si guarda alla curva dei rendimenti, la speculazione riduce l’entità della restrizione monetaria. L’esponente del board della BCE ha inoltre messo in evidenza che non siano necessari ulteriori incrementi, ma l’opzione potrebbe rimanere sul tavolo <strong>fino a metà 2024</strong>. Il Governatore dell’istituto centrale belga ha sottolineato che un rallentamento economico non dovrebbe essere drammatizzato, in quanto “l’elevata occupazione ha mantenuto il costo sociale del rallentamento piuttosto basso”. Da mettere in luce come Wunsch abbia suggerito che <strong>si potrebbe discutere sul margine di tolleranza intorno al target di inflazione del 2%, in quanto non è realistico raggiungerlo ogni anno</strong>.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Le Banche centrali a livello globale stanno effettuando più tagli che aumenti dei tassi: cosa significa?</strong></h3>
<p>In una ricerca piuttosto recente, Jim Reid di Deutsche Bank ha messo in luce come è la prima volta dal 2021 che si sta verificando una situazione in cui i tagli dei tassi da parte delle Banche centrali globali sono maggiori dei rialzi. In generale dunque, i numeri mostrano un <strong>livello molto più basso dell’attività degli istituti centrali</strong>. La domanda di Reid riguarda se si assisterà presto all’avvio di un percorso di allentamento monetario: <strong>se non si verificasse una recessione in USA, questo scenario appare poco verosimile nel breve periodo</strong>, specie se si considera che il livello dell’inflazione è ancora sopra il target in tutte le principali economie. Se tuttavia si verificasse un evento recessivo, si potrebbe osservare <strong>una forte inversione di tendenza con un numero di tagli superiore alle attese</strong>: si pensi infatti che al momento le riduzioni del costo del denaro sono prezzate in un contesto di attese di soft landing. Reid ritiene che <strong>alla fine si vedranno più tagli in quanto l’atterraggio sarà più duro del previsto</strong>.</p>
<p><em>Fonte: ricerca Deutsche Bank</em></p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Le azioni sotto la lente</strong></h3>
<ul>
<li>Secondo quanto riporta Reuters, le autorità antitrust UE sono pronte ad approvare l’acquisizione da 1,4 miliardi di dollari di iRobot da parte di Amazon.</li>
</ul>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Settore del lusso: ecco i 6 temi da monitorare nel 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 15:50:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Da inizio anno l’S&#38;P Global Luxury Goods, che raggruppa le 80 principali società quotate che producono o distribuiscono beni o servizi di lusso, sta segnando il +7,43% e sta quindi sottoperformando l’S&#38;P 500 (al momento +18,2% da gennaio). Fonte: ricerca UBS Le cause sono diverse, ma le principali risiedono nel raffreddamento dell’euforia che aveva caratterizzato<p class="more-link"><a href="https://freefinance.biz/settore-del-lusso-ecco-i-6-temi-da-monitorare-nel-2024/" class="themebutton">Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da inizio anno l’S&amp;P Global Luxury Goods, che raggruppa le 80 principali società quotate che producono o distribuiscono beni o servizi di lusso, sta segnando il +7,43% e sta quindi sottoperformando l’S&amp;P 500 (al momento +18,2% da gennaio).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12996" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-15.jpg" alt="" width="646" height="390" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-15.jpg 646w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-15-300x181.jpg 300w" sizes="(max-width: 646px) 100vw, 646px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca UBS</em></p>
<p>Le cause sono diverse, ma le principali risiedono nel <strong>raffreddamento dell’euforia che aveva caratterizzato gli acquisti post pandemici e nell’indebolimento economico cinese</strong>. UBS nota che dal 2016 il comparto ha registrato una crescita delle vendite organiche del 10%, meglio rispetto all’8% della media storica. A questo numero hanno contribuito ulteriormente i prezzi più elevati del 6% medio (rispetto all’1% del 2016-2019) del periodo 2020—2023.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12997" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-12.jpg" alt="" width="682" height="343" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-12.jpg 682w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-12-300x151.jpg 300w" sizes="(max-width: 682px) 100vw, 682px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca UBS</em></p>
<p>Le attese di un contesto macroeconomico meno favorevole tuttavia, apre le porte a d un rallentamento dei ricavi organici al 6% nel prossimo anno, con un rischio di ribasso dei margini. Per il 1° trimestre 2024, le vendite sono stimate in crescita solo dell’1%. In generale, l’intero anno dovrebbe vedere un incremento del fatturato del 6%, spinto soprattutto da un +3% dei prezzi.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12998" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-10.jpg" alt="" width="901" height="713" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-10.jpg 901w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-10-300x237.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-10-768x608.jpg 768w" sizes="(max-width: 901px) 100vw, 901px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca UBS</em></p>
<p><strong>Ancora una volta, gran parte della crescita (60%) arriverà dai consumatori cinesi</strong>. In questo quadro, gli analisti hanno abbassato le stime sugli EPS di un -5% medio. UBS ritiene che siano 6 i temi chiave da monitorare:</p>
<ol>
<li><strong>Segnali di ripresa da parte dei consumatori americani</strong>, i quali hanno registrato per primi un rallentamento;</li>
<li>La <strong>crescita dei consumatori cinesi e la ripresa offshore come driver dell’aumento dei ricavi</strong>;</li>
<li>Il <strong>contributo del pricing</strong> in un contesto in cui si sta uscendo dal periodo di alta inflazione;</li>
<li>Il <strong>rischio che la crescita delle vendite resti di sotto della media storica</strong> per via dei forti incrementi dopo il 2020;</li>
<li><strong>L’impatto dei tassi di cambio</strong>;</li>
<li><strong>Le aspettative in merito al Capex</strong> per le principali aziende dopo il 2023.</li>
</ol>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12999" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/4-3.jpg" alt="" width="668" height="633" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/4-3.jpg 668w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/4-3-300x284.jpg 300w" sizes="(max-width: 668px) 100vw, 668px" /></p>
<p>A dispetto delle incertezze di breve periodo, gli analisti continuano a ritenere il settore capace di archiviare una <strong>crescita di lungo termine</strong>.</p>
<p><em>Fonte: ricerca UBS</em></p>
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<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Financial Stability Report della BCE: rischi per la stabilità a causa dei tassi elevati e della crescita debole</strong></h3>
<p>Nella sua Financial Stability Review, la BCE ha evidenziato che la debolezza della crescita in Eurozona rischia di <strong>amplificare i rischi per la stabilità finanziaria derivanti dalla campagna di aumento dei tassi di interesse</strong>. Il rischio è che venga compromessa la capacità di persone, imprese e Governi di onorare i propri debiti. Il rapporto mostra che i mercati si aspettino un soft landing, in cui si verifica una moderazione dell’inflazione senza un significativo impatto sulla crescita. Nella pratica però, viene evidenziato come questo scenario sia <strong>difficile da realizzare</strong>, specie “se si considera l’entità degli aumenti del costo del denaro in un breve periodo di tempo. Il rapporto sottolinea anche che si sta assistendo ad un <strong>incremento delle insolvenze aziendali</strong>, elemento che potrebbe crescere ulteriormente se la crisi economica diventasse più ampia e i costi del credito aumentassero. Ciò provocherebbe effetti a catena su banche, investitori non bancari e prospettive occupazionali. Per gli istituti di credito, lo scenario è complicato anche dai maggiori accantonamenti e dai maggiori costi di finanziamento. Un altro rischio messo sotto i riflettori dal FSR è relativo alle <strong>banche ombra</strong>, che rischiano di ricevere margin call o richieste di rimborsi dai clienti che <strong>non riuscirebbero ad affrontare per via della mancanza di liquidità a disposizione</strong>. L’Eurotower ha visto che molti fondi obbligazionari non avevano abbastanza liquidità per resistere a 30 giorni di deflussi rilevanti.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>OPEC+ verso nuovi tagli nel prossimo meeting?</strong></h3>
<p>Pierre Andurand, gestore di Andurand Capital Management, ha evidenziato alla Bloomberg TV che l’OPEC+ potrebbe dover <strong>annunciare tagli alla produzione di petrolio più profondi visto l’incremento dell’offerta da parte di USA e altri Paesi</strong>. Per Andurand, l’Arabia Saudita potrebbe esercitare delle pressioni sugli altri produttori del Cartello per fare in modo che anche loro incrementino le riduzioni dell’output. Se ciò non dovesse avvenire, ci sarebbe la possibilità di assistere alla decisione di <strong>revocare la riduzione volontaria da 1 milione di barili</strong> al giorno da parte di Ryad.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Rinviato il meeting dell&#8217;OPEC+</strong></h3>
<p>Il meeting dell&#8217;OPEC+, inizialmente previsto per i prossimi 25 e 26 novembre, è stato spostato al 30 novembre.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Centeno e de Guindos (BCE) su aspettative di inflazione ed economia Eurozona</strong></h3>
<ul>
<li>Mario Centeno, Presidente della Banca centrale portoghese, ha detto che le aspettative di inflazione rimangono ancorate intorno al 2% e, nelle ultime settimane, questo risultato è stato rafforzato. Centeno ha poi detto di aspettarsi che <strong>le condizioni macroeconomiche porteranno ad un’inversione del ciclo di rialzo dei tassi nel prossimo futuro</strong>, anche se andranno mantenuti alti fino a che non ci saranno segnali coerenti con la convergenza dell’indice dei prezzi al consumo verso il target.</li>
<li>Luis de Guindos, Vicepresidente della BCE, ha affermato che <strong>gli investitori potrebbero aver sottovalutato il rischio di un colpo più forte all’economia dell’Eurozona</strong> dopo il percorso di rialzo dei tassi e con le numerose tensioni geopolitiche in atto. Questi elementi mettono a rischio le prospettive di atterraggio morbido. Per de Guindos, c’è un po’ di wishful thinking nei confronti dell’evoluzione economica. L’esponente del board dell’Eurotower ha ribadito la dipendenza dai dati e l’approccio meeting-by-meeting. Oltre a ciò il percorso di discesa dei prezzi potrebbe essere accidentato per via degli effetti base, ma il target dovrebbe essere raggiunto.</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>USA: il rialzo delle richieste di sussidi di disoccupazione prende una pausa</strong></h3>
<p>In USA le <strong>richieste di sussidi di disoccupazione dell’ultima settimana</strong> si sono <strong>attestate a 209mila unità</strong>, sotto le 226mila attese da Reuters e le 233mila precedenti (rivisto da 231mila). Le <strong>richieste continue</strong> per la settimana che si è conclusa l’11 novembre sono state di <strong>1,84 milioni</strong>, meno del consensus a 1,875 milioni e ai precedenti 1,865 milioni (rivisto da 1,862 milioni). A dispetto della flessione dell’ultimo dato, la tendenza generale è relativa ad un incremento delle domande.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>USA: i consumi dovrebbero crescere anche in questa stagione festiva</strong></h3>
<p>Ci sono altre indicazioni in merito a della forza residua dei consumatori per questa stagione delle festività. Un sondaggio Deloitte sulle <strong>intenzioni di spesa per le feste mostra come queste siano di 1.652 dollari, in crescita rispetto ai 1.455 dollari del 2022</strong>. Stephen Rogers di Deloitte ha evidenziato che <strong>i consumatori tendono a gestire i loro risparmi in occasione di questi eventi</strong>, generalmente molto apprezzati. Il Wall Street Journal mostra inoltre che sebbene i risparmi accantonati nel corso della pandemia siano diminuiti in modo importante, <strong>rimangono circa 433 miliardi di eccesso residuo</strong> stando ai dati della Fed di San Francisco a settembre. Questo vale per tutte le fasce di reddito stando ad uno studio del Bank of America Institute sui conti dei clienti.</p>
<p>Un altro motivo che offre una quota di sicurezza riguarda il <strong>mercato del lavoro</strong>, in quanto negli USA ci sono 2,4 milioni di posti in più rispetto a dicembre 2022 e in generale la Fed di New York mostra che ad ottobre i consumatori ritengono che la probabilità di perdere il posto di lavoro in 12 mesi è del 12,7%, sotto il 14,7% del pre-pandemia. Oltre a ciò, <strong>la ripresa dei prestiti studenteschi non ha ancora intaccato la capacità di spesa come si temeva</strong>. I prezzi dell’energia in discesa sono un altro elemento favorevole a spingere i consumi natalizi visto i minori soldi necessari per il carburante.</p>
<p>Tuttavia, ci sarà una maggiore attenzione alle buone offerte, come rivela un’indagine di Citi. <strong>Un segnale di attenzione arriva dal credito al consumo</strong>, con i dati della Fed di New York ed Equifax che mostrano come la percentuale di utenti di carte di credito che sono passati dall’essere puntuali sui pagamenti ad avere 30 o più giorni di ritardo sono cresciuti al 2% nel 3° trimestre, oltre i livelli pre-pandemia.</p>
<p><em>Fonte: Wall Street Journal</em></p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Trimestrale NVIDIA</strong></h3>
<ul>
<li>Ricavi: 18,12 miliardi di dollari, stime a 16,182 miliardi (dati Refinitiv)</li>
<li>EPS: 4,02 dollari, attese a 3,37 dollari (dati Refinitiv)</li>
<li>EBITDA: 11,929 miliardi di dollari, previsioni a 10,043 miliardi (dati Refinitiv)</li>
<li>Il margine lordo è cresciuto su base annuale dal 56,1% al 75%</li>
<li>Jenseng Huang, fondatore e AD del gruppo, ha detto che la forte crescita è guidata dalla transizione all’AI generativa</li>
<li>Per il quarto trimestre, il gruppo si aspetta ricavi nell’ordine dei 20 miliardi di dollari (+/- 2%). Il margine lordo è visto al 75,5% (+/- 50 punti base). Le spese operative sono previste a 2,983 miliardi di dollari. Il gruppo prevede anche il calo delle vendite in Cina per via delle nuove regole USA</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Le azioni sotto la lente</strong></h3>
<ul>
<li>Truist Securities ha tagliato il target price sulle azioni Carnival da 17 a 15 dollari</li>
<li>Moody’s ha migliorato il rating su Banco BPM da BA2 a BAA3, con un outlook di lungo termine rimasto a “stabile”.</li>
<li>Citigroup è tornata a coprire Carnival con un rating buy e un target a 18 dollari</li>
</ul>
</blockquote>
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		<item>
		<title>Sotto gli 80 dollari il petrolio Brent è sottovalutato?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Nov 2023 17:24:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Le quotazioni del petrolio Brent hanno una sorta di floor a 80 dollari? Dopo aver visto le attese di Goldman Sachs, che per il 2024 vede le quotazioni veleggiare tra 80 e 100 dollari al barile (https://t.me/freefinancepro/1830), vediamo quelle di Deutsche Bank. In una recente ricerca, gli analisti infatti sottolineano come ribassi sotto gli 80<p class="more-link"><a href="https://freefinance.biz/sotto-gli-80-dollari-il-petrolio-brent-e-sottovalutato/" class="themebutton">Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le quotazioni del petrolio Brent hanno una sorta di floor a 80 dollari? Dopo aver visto le attese di Goldman Sachs, che per il 2024 vede le quotazioni veleggiare tra 80 e 100 dollari al barile (https://t.me/freefinancepro/1830), vediamo quelle di Deutsche Bank. In una recente ricerca, gli analisti infatti sottolineano come <strong>ribassi sotto gli 80 dollari al barile siano esagerati e porterebbero la commodity al di sotto del suo fair value, visto in questo trimestre intorno agli 87 dollari</strong>. Gli esperti sottolineano che si è <strong>esaurita la narrativa ribassista che ha caratterizzato settembre e ottobre</strong>, caratterizzata da una produzione USA migliore delle attese, da una domanda più debole da parte della Cina, da un aumento delle scorte di carburante negli Stati Uniti e la flessione dei margini di raffinazione. DB nota che si sta assistendo ad una stabilizzazione dei margini di raffinazione, cresciuti da 7 a 11 dollari al barile. Supponendo che persistano una parte dell’allentamento fondamentale da parte della produzione USA e la domanda apparente da parte della Cina, le previsioni sono per un <strong>deficit di 300mila barili al giorno nel 4° trimestre</strong> (inferiore rispetto alle stime precedenti di 1 milione di barili al giorno).</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12989" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-14.jpg" alt="" width="875" height="732" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-14.jpg 875w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-14-300x251.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-14-768x642.jpg 768w" sizes="(max-width: 875px) 100vw, 875px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Deutsche Bank</em></p>
<p>Gli analisti vedono potenziali <strong>problemi di fornitura da parte di Iran, Iraq e Venezuela</strong>. Per il primo Paese, l’export potrebbe essere compromesso dall’eventuale inasprimento delle sanzioni USA in una strategia di deterrenza da un’escalation del conflitto in Medio Oriente.</p>
<p>In Iraq invece, il Ministro del Petrolio ha evidenziato che ci potrebbe essere un possibile accordo con il Kurdistan e delle imprese petrolifere estere che consentirebbe la ripresa dell’export di petrolio dall’Iraq settentrionale. Arrivando al Venezuela, con un potenziale alleggerimento delle sanzioni da parte degli Stati Uniti le compagnie petrolifere globali potrebbero essere lente a investire nuovamente nel territorio. Ciò per via di una difficoltà di attirare professionisti qualificati del comparto che hanno lasciato il Paese da anni e per la possibile necessità di rinnovare le attuali infrastrutture petrolifere. Un’altra minaccia per gli investimenti deriva da un potenziale ritorno delle sanzioni se non venissero rispettati gli impegni a indire elezioni libere ed eque.</p>
<p>Guardando al 2024, DB vede un equilibrio meno costruttivo tra domanda e offerta, con un eccesso di 500mila barili al giorno da parte di quest’ultima nel caso di un atteggiamento dell’OPEC invariato. Nella seconda metà dell’anno il valore potrebbe passare a 1 milione di barili. <strong>Ciò evidenzia che i prezzi potrebbero assestarsi intorno agli 80 dollari</strong>. Deutsche Bank evidenzia che i Paesi non-OPEC riusciranno a soddisfare la crescita della domanda globale, portando il Cartello a <strong>non avere la possibilità di rinunciare alla politica di tagli attualmente in essere</strong>. In questo quadro ci potrebbe essere un taglio alla produzione di 1 milione di barili al giorno a partire da gennaio, il quale è ritenuto sufficiente a riportare i prezzi verso i 90 dollari. Un altro scenario giudicato improbabile, ma che presenta dati interessanti, è relativo al ritiro del taglio volontario dell’Arabia Saudita. Se ciò avvenisse, un obiettivo sarebbe sui 70 dollari al barile intorno alla metà del 2024. Ciò eserciterebbe una pressione al ribasso sul settore del tight oil USA, il più reattivo dell’offerta e che contribuisce a mantenere un <strong>prezzo di equilibrio poco osservato a 75 dollari</strong>.</p>
<p><em>Fonte: ricerca Deutsche Bank</em></p>
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<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Villeroy (BCE): ancora presto per iniziare a parlare di tagli dei tassi</strong></h3>
<p>Francois Villeroy de Galhau, Presidente della Bank of France, ha detto che la BCE manterrà fermi i tassi agli attuali livelli per alcuni trimestri, giudicando <strong>premature le scommesse su un taglio</strong>. Oltre a questo, l’esponente del board dell’Eurotower ha sottolineato che l’istituto potrebbe interrompere prima di fine 2024 i reinvestimenti nell’ambito del PEPP.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Il Leading Economic Index di ottobre torna a segnalare una recessione</strong></h3>
<p>Ieri il Conference Board ha pubblicato il Leading Index di ottobre. <strong>Il dato è stato pari al -0,8%, sotto il -0,7% atteso da Reuters e il -0,7% precedente</strong>. Justyna Zabinska-La Monica, Senior Manager, Business Cycle Indicators del Conference Board, ha detto che la flessione del mese è stata proncipalmente determinata dal peggioramento delle aspettative dei consumatori sulle condizioni di business, la diminuzione dell’ISM sui nuovi ordini, il ribasso delle azioni e l’inasprimento delle condizioni di credito. Il CB evidenzia che il LEI ha ripreso a segnalare una recessione di breve. L’istituzione si aspetta un PIL reale allo 0,8% nel 2024 e si aspetta una <strong>recessione molto breve</strong> a causa dell’inflazione elevata, i tassi elevati e la flessione della spesa dei consumatori.</p>
<p>Fonte: Conference Board</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Simkus (BCE) su possibili tagli dei tassi</strong></h3>
<p>Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, si è unito agli altri esponenti della BCE che sostengono sia ancora <strong>prematuro per parlare di tagli dei tassi e che il mercato starebbe sopravvalutando questa possibilità nel breve</strong>. Per Simkus comunque, non c’è nemmeno il motivo per parlare di un incremento del costo del denaro a dicembre.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Consumi USA: attenzione ai segnali della fascia alta della classe media</strong></h3>
<p>Bloomberg mette in evidenza un segnale negativo che arriva dai consumatori più ricchi in USA, i quali hanno <strong>ridotto le loro spese in vista del Black Friday</strong>. L’analisi dei dati svolta da Bloomberg Second Measure mette in luce come un gruppo dei rivenditori che guardano alla parte alta della classe media (tra cui compaiono Apple, Coach e NordStrom) ha registrato il <strong>calo delle vendite più grande degli ultimi due anni</strong>: non si sono salvati nemmeno i centri commerciali nelle aree più ricche (viene comunque evidenziato che i dati complessivi sono cresciuti).</p>
<p>Kyla Bruun della società di sondaggi Morning Consult ha evidenziato che questi consumatori hanno guidato gran parte della spesa più forte del previsto, ma ora chi ha un reddito superiore ai 100mila dollari sta iniziando a diventare sempre più frugale. Quanto sta accadendo è rilevante, in quanto <strong>gli individui benestanti tendono a spendere denaro quando i tempi sono buoni e a ritirarsi più velocemente dei ricchi quando iniziano a sentirsi sotto pressione</strong>. Per questo studio, Bloomberg ha preso in considerazione l’affluenza di 30 grossi rivenditori e marchi di 10 categorie con valori medi delle transazioni superiori ai peer. Da gennaio le vendite dei centri commerciali e dei marchi nell’indice hanno subito un deterioramento, che di recente è peggiorato. Da agosto a ottobre <strong>il 70% delle aziende considerate ha visto una flessione delle vendite, con la variazione mediana del -14%.</strong> In generale si sta assistendo anche a un calo del 3,3% nel traffico all’interno dei centri commerciali negli ultimi 3 mesi. Un motivo di questo fenomeno è evidenziato sempre da Bruun e riguarda il fatto che la classe media è <strong>preoccupata per il proprio posto di lavoro e sta scegliendo di saldare i debiti dopo aver speso per le vacanze estive</strong>.</p>
<p>Fonte: Bloomberg</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>USA: a ottobre vendite di case esistenti ai minimi da agosto 2010</strong></h3>
<p>A ottobre le <strong>vendite di case esistenti in USA</strong> hanno registrato un -4,1%, attestandosi a 3,79 milioni di unità, sotto le stime Reuters a 3,9 milioni e ai precedenti 3,95 milioni (rivisto da 3,96 milioni). Le vendite su base annuale sono scese del 14,6%. Per la rilevazione, si tratta del <strong>valore più basso da agosto 2010</strong>. Il prezzo medio di vendita è salito del 3,4% a/a, arrivando a 391.800 dollari, archiviando il quarto mese consecutivo di aumento dei prezzi.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Per la BCE i prestiti al settore immobiliare commerciale presentano rischi per la stabilità finanziaria</strong></h3>
<p>La BCE ha avvertito che <strong>l’esposizione delle banche europee al settore immobiliare commerciale potrebbe erodere la stabilità finanziaria</strong> se si dovesse verificare uno shock maggiore. Per l’istituto centrale, il settore immobiliare commerciale presenta le potenzialità per amplificare in modo significativo uno scenario avverso, aumentando di conseguenza le probabilità di perdite rilevanti per il sistema bancario. L’Eurotower ritiene che il 10% dei prestiti complessivi delle banche dell’Eurozona sia esposta agli immobili commerciali, sotto il 30% di quelli residenziali.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Lagarde (BCE) su inflazione</strong></h3>
<p>Christine Lagarde, Presidente della BCE, ha detto che <strong>non si può ancora dichiarare vittoria nella battaglia dell’inflazione</strong>, ma c’è tempo per valutare l’evolversi dei prezzi. Inoltre, sono premature le scommesse del mercato in merito ad un taglio in quanto il costo del denaro potrebbe <strong>rimanere agli attuali livelli per un paio di trimestri</strong>. Lagarde ritiene che si debba stare attenti ai rischi di un’inflazione persistente e ha ribadito il fatto che l’indice dei prezzi al consumo potrebbe accelerare nei prossimi mesi. La BCE monitorerà se le aziende assorbiranno gli aumenti salariali attraverso margini di profitto più bassi, se le aspettative di inflazione a lungo termine rimarranno ancorate al 2% e se le tensioni sul mercato del lavoro si attenueranno.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Le azioni sotto la lente</strong></h3>
<ul>
<li>Deutsche Bank ha tagliato il rating su Banco BPM da buy a hold portando il prezzo obiettivo da 5,4 a 6,1 euro.</li>
<li>NIO ha annunciato l’intenzione di collaborare con Changan Automobile nello sviluppo di auto elettriche a scambio batterie, che permetteranno al gruppo di migliorare la redditività. Il processo di sostituzione delle batterie permette agli utenti di sostituire il pacco con uno completamente carico, senza dover quindi collegare il veicolo ad un punto di ricarica.</li>
<li>Truist Securities ha tagliato il target price sulle azioni Carnival da 17 a 15 dollari</li>
</ul>
</blockquote>
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			</item>
		<item>
		<title>Ecco cosa attendersi dai magnifici 7 nel corso del 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 17:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel corso del 2023 una delle caratteristiche del mercato azionario è stata quella relativa alla sovraperformance dei “magnifici 7”, ossia Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon, Nvidia, Meta e Tesla. In una recente ricerca, Goldman Sachs evidenzia che questi titoli rappresentano il 29% della capitalizzazione dell’S&#38;P 500 e hanno registrato un rendimento complessivo del 71% nel corso<p class="more-link"><a href="https://freefinance.biz/ecco-cosa-attendersi-dai-magnifici-7-nel-corso-del-2024/" class="themebutton">Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso del 2023 una delle caratteristiche del mercato azionario è stata quella relativa alla sovraperformance dei “magnifici 7”, ossia Apple, Microsoft, Alphabet, Amazon, Nvidia, Meta e Tesla. In una recente ricerca, Goldman Sachs evidenzia che questi titoli rappresentano il 29% della capitalizzazione dell’S&amp;P 500 e hanno registrato un rendimento complessivo del 71% nel corso dell’anno contro il 6% degli altri 493 titoli che compongono il listino. Ciò significa che queste azioni hanno <strong>contribuito al 76% di rialzo del principale indice di Borsa USA</strong>. Uno dei motivi per questo rialzo è però relativo al forte calo registrato nel 2022 (-39% contro il -11% medio dei restanti titoli).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-12983" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-13-1024x702.jpg" alt="" width="1024" height="702" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-13-1024x702.jpg 1024w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-13-300x206.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-13-768x526.jpg 768w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-13.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
<p>GS evidenzia che non esiste una relazione storica tra la sovraperformance dei 7 titoli principali dell’S&amp;P 500 e gli altri e <strong>si aspetta che questo fenomeno continui anche nel 2024</strong>. Tuttavia, questa eventuale operazione non è giudicata molto interessante visto il <strong>basso rapporto tra rischio e rendimento</strong>. In ogni caso, ci sono diversi motivi per avere una view positiva su queste società, come un CAGR 2023-2025 dei ricavi più alto (11% contro 3%), margini 2023 più alti (22% vs 10%) e un rapporto di reinvestimento maggiore (61% nei confronti del 18%). Il focus sarà confrontare le vendite e gli utili con le aspettative attuali.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-12984" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-11-1024x439.jpg" alt="" width="1024" height="439" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-11-1024x439.jpg 1024w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-11-300x129.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-11-768x329.jpg 768w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-11.jpg 1358w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
<p>Nel 2000 infatti, la sottoperformance degli allora “magnifici 7” si è <strong>verificata nel momento in cui queste aziende non sono riuscite a soddisfare le elevate attese sulla crescita</strong>, elemento che ha causato un crollo dei multipli. Se ciò avvenisse nuovamente, allora è <strong>probabile che le valutazioni si avvicinino a quelle del resto dell’indice</strong>. Dei possibili driver di un ribasso potrebbero essere relativi al minore entusiasmo sul tema dell’intelligenza artificiale o un esito sfavorevole dei processi antitrust. Gli esperti evidenziano che <strong>anche un migliore contesto di crescita per gli altri titoli implicherebbe una sottoperformance dei magnifici 7</strong>. Un recupero verrebbe innescato anche da un contesto di un sostanziale ribasso dei tassi di interesse e di crescita stabile.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-12985" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-9-1024x408.jpg" alt="" width="1024" height="408" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-9-1024x408.jpg 1024w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-9-300x119.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-9-768x306.jpg 768w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-9-380x152.jpg 380w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-9.jpg 1366w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
<p>Per i 7 un problema è rappresentato anche dalla loro <strong>concentrazione negli hedge fund</strong>: i dati di GS Prime Services mostrano che all’inizio del 2023 le esposizioni nette degli hedge fund USA single stock sui titoli tech a grande capitalizzazione si collocavano al dodicesimo percentile rispetto allo storico dal 2016. Oggi il valore è cresciuto al 99° percentile. <strong>I tassi non sono giudicati invece un fattore determinante per la performance dei magnifici 7 nel 2023</strong>.</p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
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<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>La Cina lascia i tassi sui mutui a 1 e 5 anni fermi</strong></h3>
<p>In Cina, le banche commerciali hanno mantenuto i <strong>tassi di riferimento sui mutui a 1 e 5 anni fermi rispettivamente al 3,45% e al 4,2%.</strong> Diversi analisti evidenziano come il Paese potrebbe aver chiuso con i tagli dei tassi, cercando altre modalità di sostegno dell’economia e della crescita del credito guardando al 2024. Gli economisti di Bloomberg Intelligence si aspettano infatti un ulteriore allentamento, ma con il focus principale basato sullo stimolo alla crescita creditizia che alla riduzione dei costi di finanziamento.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Moody&#8217;s migliora l&#8217;outlook sull&#8217;Italia da negativo a stabile</strong></h3>
<p>Lo scorso 17 novembre, a mercati chiusi, Moody’s ha <strong>mantenuto il rating sull’Italia al gradino più basso, Baa3, migliorando però l’outlook da “negativo” a “stabile”.</strong> Per l’agenzia il Paese ha visto una stabilizzazione delle prospettive economiche, del settore bancario e delle dinamiche del debito pubblico. Inoltre, ci sono meno pericoli per le forniture energetiche: questo fattore insieme all’implementazione del PNRR <strong>sostiene le prospettive di medio termine</strong>. Moody’s ritiene che il deficit sarà al 4,4% del PIL nel 2024, mentre il rapporto debito/PIL arriverà al 140,3% quest’anno (era 141,7% nel 2022).</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Wunsch (BCE) su possibili nuovi rialzi dei tassi</strong></h3>
<p>Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale del Belgio, ha detto che <strong>la BCE potrebbe dover alzare ancora i tassi se le scommesse sul mercato sul taglio del costo del denaro dovessero compromettere l’orientamento politico dell’istituto</strong>. Wunsch nota che gli investitori hanno una visione ottimistica e se tutti credono che l’Eurotower abbasserà i tassi, allora ciò potrebbe indicare che la politica monetaria è meno restrittiva. In questo quadro, si starebbe sottovalutando la possibilità che si debba fare di più o che il costo del denaro andrà mantenuto più a lungo sui livelli attuali.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>ETF sul BItcoin: nel tempo il mercato potrebbe raggiungere il valore di 100 miliardi di dollari</strong></h3>
<p>Entro metà gennaio 2024, la Securities and Exchange Commission dovrebbe dare il <strong>via libera agli ETF sul Bitcoin</strong> dopo aver passato circa 10 anni a rifiutare queste proposte. Le stime di Bloomberg Intelligence mostrano che il coinvolgimento nel mercato di pesi massimi di BlackRock, Fidelity e Invesco <strong>potrebbe portare l’ETF a valere 100 miliardi di dollari</strong>. Tra i motivi dell’entusiasmo del mercato troviamo gli incentivi dell’industria del money management e il fascino delle valute digitali nel sistema finanziario. Bloomberg ricorda che al momento sono disponibili ETF solo sul future sul Bitcoin, che possono comportare costi aggiuntivi e pesare sui rendimenti. A chi interessa l’investimento “puro” deve rivolgersi a piattaforme come Coinbase. Per alcuni analisti, questo strumento riuscirà a normalizzare un’asset class screditata negli ultimi anni, potenzialmente ridisegnando il mercato in modi inediti.</p>
<p><em>Fonte: Bloomberg</em></p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni de Cos (BCE) su politica monetaria</strong></h3>
<p>Pablo Hernandez de Cos, Presidente della Banca centrale spagnola, ha detto che è ancora <strong>prematuro sia parlare di tagli nei tassi di interesse che fare previsioni sul futuro della politica monetaria</strong>. L’esponente del board della BCE ha ribadito il fatto che il livello attuale del costo del denaro, se mantenuto per un tempo sufficientemente lungo, può essere sufficiente a riportare i prezzi al 2% nel medio termine. De Cos ha evidenziato che nel breve e medio termine non ci si dovrà aspettare elementi espliciti di forward guidance.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Le azioni sotto la lente </strong></h3>
<ul>
<li>Berenberg ha alzato il target price su UnICredit da 31 a 34 euro</li>
</ul>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Market mover, l&#8217;agenda economica dal 20 al 24 novembre: riflettori sui PMI di Eurozona e USA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 07:30:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[L’agenda macroeconomica della settimana non sarà molto ricca di appuntamenti. In particolare, il focus sarà da porre sui PMI di novembre per l’Eurozona e gli Stati Uniti. Inoltre, sarà da fare attenzione ai verbali dell’ultima riunione della Fed e della BCE. In questa ottava è da segnalare che il 23 novembre Wall Street sarà chiusa<p class="more-link"><a href="https://freefinance.biz/market-mover-lagenda-economica-dal-20-al-24-novembre-riflettori-sui-pmi-di-eurozona-e-usa/" class="themebutton">Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’agenda macroeconomica della settimana non sarà molto ricca di appuntamenti. In particolare, il focus sarà da porre sui PMI di novembre per l’Eurozona e gli Stati Uniti. Inoltre, sarà da fare attenzione ai verbali dell’ultima riunione della Fed e della BCE. In questa ottava è da segnalare che il 23 novembre Wall Street sarà chiusa per il Giorno del Ringraziamento. Vediamo quali sono i market mover da monitorare:</p>
<h3><strong>Lunedì 20 novembre</strong></h3>
<ul>
<li>Oggi non è previsto nessun dato degno di nota da segnalare.</li>
</ul>
<h3><strong>Martedì 21 novembre</strong></h3>
<ul>
<li>Oggi il focus sarà posto sulle rilevazioni degli Stati Uniti in merito alle vendite di case esistenti a ottobre. Le attese Reuters vedono un dato a 3,93 milioni, in leggero ribasso rispetto ai 3,96 milioni di settembre.</li>
<li>Alle 20:00 è prevista la pubblicazione dei verbali della riunione del FOMC del 31 ottobre-1° novembre.</li>
</ul>
<h3><strong>Mercoledì 22 novembre</strong></h3>
<ul>
<li>Per quanto riguarda gli Stati Uniti, oggi il calendario economico prevede la pubblicazione dei <strong>sussidi di disoccupazione dell’ultima settimana</strong>, i quali sono visti a 225mila unità, in calo rispetto alle 231mila precedenti. Saranno inoltre resi noti i dati sugli ordini di beni durevoli, stimati in calo del 3% ad ottobre contro il +4,6% di settembre.</li>
<li>Per l’Eurozona verrà pubblicato l’indice di <strong>fiducia dei consumatori di novembre</strong> (flash), previsto a -17,5 punti rispetto ai -17,9 punti di ottobre.</li>
</ul>
<h3><strong>Giovedì 23 novembre</strong></h3>
<ul>
<li>Oggi il focus sarà principalmente rivolto agli <strong>HCOB manifatturieri, dei servizi e compositi di novembre per l’Eurozona</strong>: le attese di Reuters sono rispettivamente per dati a 43,4 punti, 48 punti e 46,9 punti dai 43,1, 47,8 e 46,5 punti.</li>
<li>Per il Regno Unito attenzione agli S&amp;P Global PMI manifatturieri, dei servizi e compositi di novembre (preliminari) visti a 48,7, 45 e 49,5 punti.</li>
<li>Alle 13:30 saranno pubblicati i verbali dell&#8217;ultima riunione della BCE</li>
</ul>
<h3><strong>Venerdì 24 novembre</strong></h3>
<ul>
<li>Alle 10:00 si conosceranno gli <strong>indici IFO tedeschi di novembre</strong>. Le attese sono per un dato sul clima di business a 87,4 punti (da 86,9 punti), per quello sulle condizioni correnti a 89,5 punti (da 89,2 punti) e per quello sulle aspettative a 85,7 punti (da 84,7 punti). L’indice IFO elaborato dal Center for Economic Studies di Monaco, misura la fiducia delle imprese tedesche sul presente e per i successivi sei mesi.</li>
<li>Per gli USA i riflettori saranno puntati sugli <strong>S&amp;P Global PMI manifatturieri e dei servizi di novembre</strong> (preliminari), stimati a 49,7 e 50,4 punti.</li>
</ul>
<p>Ecco quali sono i <strong>discorsi degli esponenti di BCE e Fed attualmente calendarizzati da Refinitiv</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Lunedì</strong> parleranno Lane e Villeroy per la BCE e Barkin (non votante) per la Fed;</li>
<li><strong>Martedì</strong> è atteso il discorso di Schnabel e Lagarde della BCE;</li>
<li><strong>Mercoledì</strong> è prevista una dichiarazione di Elderson per la BCE;</li>
<li><strong>Giovedì</strong> è visto un nuovo discorso di Schnabel;</li>
<li><strong>Venerdì</strong> invece la settimana si chiuderà con le parole di Lagarde e de Guindos per la BCE.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
					
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		<title>La settimana finanziaria in pochi minuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Nov 2023 07:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Come tutte le settimane, riassumiamo in pochi minuti di lettura le principali notizie finanziarie della settimana. Se vuoi ricevere gli aggiornamenti sulle ultime news finanziarie puoi iscriverti gratuitamente alla nostra Newsletter o al nostro Canale Telegram FreeFinance nonchè al Canale Telegram FreeFinance PRO, un canale in cui troverai le più importanti news, articoli e approfondimenti di mercato che ti aiuteranno ad<p class="more-link"><a href="https://freefinance.biz/la-settimana-finanziaria-in-pochi-minuti-40/" class="themebutton">Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come tutte le settimane, riassumiamo in pochi minuti di lettura le principali notizie finanziarie della settimana. Se vuoi ricevere gli aggiornamenti sulle ultime news finanziarie puoi iscriverti gratuitamente alla nostra <a href="https://freefinance.biz/newsletter/">Newsletter</a> o al nostro <a href="https://t.me/freefinanceofficial">Canale Telegram FreeFinance</a> nonchè al <a href="https://t.me/freefinancepro">Canale Telegram FreeFinance PRO</a>, un canale in cui troverai le più importanti news, articoli e approfondimenti di mercato che ti aiuteranno ad informarti come i veri PROfessionisti.</p>
<h2><strong>News di politica monetaria: BCE</strong></h2>
<ul>
<li>Luis de Guindos, Vicepresidente della BCE, ha detto che la crescita economica dell’Eurozona rimarrà debole nel breve termine per via dell’indebolimento dei servizi e del mercato del lavoro. Oltre a ciò è <strong>probabile che l’inflazione torni a salire nei prossimi mesi, anche se la tendenza alla disinflazione rimarrà in piedi nel medio termine</strong>. Tra le maggiori fonti di incertezza vi sono i prezzi dell’energia, le tensioni geopolitiche e l’impatto delle misure fiscali. Sul fronte dei tassi, de Guindos ha rimandato alle maggiori informazioni che saranno disponibili a dicembre. È stato infine ribadito che, se mantenuto abbastanza a lungo, l’attuale livello del costo del denaro svolgerà un ruolo sostanziale nel ridurre i prezzi.</li>
<li>Mario Centeno, Presidente della Banca centrale portoghese, ha espresso <strong>preoccupazioni in merito alle possibilità di soft landing dell’economia dell’Eurozona vista la mancanza di crescita degli ultimi trimestri</strong>. Ciò contribuirà comunque a far scendere l’inflazione, anche se la convergenza verso il target del 2% sarà più lenta rispetto a prima. Infine, Centeno ritiene che la BCE debba ridurre il suo bilancio e non vede motivi per accelerare l’APP.</li>
<li>Francois Villeroy de Galhau, Presidente della Bank of France, ha detto che il rallentamento dell’inflazione ha “pienamente giustificato” la decisione della BCE di mettere in pausa gli aumenti dei tassi. Villeroy ha ribadito di essere fiducioso che i prezzi torneranno al target entro il 2025, ma l’istituto centrale dovrà mantenere il costo del denaro fermo per un periodo proporzionato alla piena trasmissione.</li>
<li>Robert Holzmann, Presidente della Banca centrale austriaca, ha detto che <strong>la BCE non taglierà i tassi di interesse nel 2° trimestre 2024, definendo premature le attese del mercato</strong>. In realtà, Holzmann ritiene che non sia da escludere neanche una prosecuzione del ciclo dei rialzi viste le incertezze in merito alla dinamica dei salari e ai prezzi dei generi alimentari.</li>
<li>Joachim Nagel, Presidente della Bundesbank, ha detto che la BCE dovrebbe <strong>ridurre l’ammontare di interesse che paga sui depositi delle banche commerciali e non escludere un altro rialzo dei tassi</strong> visto che l’inflazione è ancora troppo alta. Nagel ritiene che le banche che beneficiano dei generosi interessi da parte dell’Eurotower tendono a concedere più prestiti, complicando il lavoro dell’istituto centrale nell’abbassare l’inflazione tramite la politica monetaria. Per contrastare questo effetto, uno strumento potrebbe essere il coefficiente di riserva obbligatoria. Infine, l’esponente del board della BCE ha detto di essere ottimista in merito alla possibilità dell’Eurozona di evitare un hard landing.</li>
<li>Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale del Belgio, ha affermato che <strong>prima di iniziare a tagliare i tassi la BCE deve essere “assolutamente certa” che l’inflazione stia tornando al target del 2%.</strong> Wunsch ritiene che ci potrebbe essere il rischio che la BCE inizi il taglio dei tassi un po’ troppo tari, anche se questo non è giudicato un grosso problema visto che l’istituto centrale può correggere rapidamente la traiettoria. Inoltre, ritiene che si dovrebbe iniziare una discussione sulla fine anticipata dei reinvestimenti del PEPP.</li>
</ul>
<h2><strong>News di politica monetaria: Fed</strong></h2>
<ul>
<li>Mary Daly, Presidente della Fed di San Francisco, ha detto di <strong>non essere pronta a dire se la Banca centrale ha finito di alzare i tassi per riportare l’inflazione al 2%.</strong> Per Daly, la Federal Reserve dovrà continuare a tenere sotto controllo i dati e tenersi pronta ad agire. In tema di aumento dei rendimenti, la Governatrice della Fed di San Francisco ha affermato che questi stanno ancora pesando sull’economia nonostante la recente flessione. Tuttavia, <strong>l’istituto centrale dovrà porre l’attenzione sul tema se questo fenomeno continuasse</strong>. In una successiva intervista al Financial Times, ha detto che l’istituto centrale <strong>rischierebbe di mettere a rischio la propria credibilità</strong> se dichiarasse vittoria nella lotta all’inflazione trovandosi poi costretto ad alzare nuovamente il costo del denaro. Pur giudicando positivi gli ultimi dati economici, Daly ritiene che ulteriori ritocchi al rialzo dei tassi non possano essere esclusi vista l’incertezza sul fatto che la Fed abbia fatto abbastanza. L’esponente della Banca centrale USA ha affermato che i rischi di fare troppo e fare troppo poco sono maggiormente bilanciati e si aspetta un rallentamento della crescita economica, anche se <strong>meno significativo rispetto a quanto si attendesse in precedenza</strong>. Per quanto riguarda i <strong>tagli dei tassi, questi non avverranno per un</strong> <strong>po’</strong>. In ogni caso, l’anno prossimo il dibattito riguarderà la normalizzazione del costo del denaro. Per ponderare la politica monetaria, Daly ha detto che guarderà le <strong>aspettative di inflazione a un anno e le performance dell’economia reale</strong>.</li>
<li>Thomas Barkin, Presidente della Fed di Richmond, ha detto di <strong>non essere convinto che l’inflazione sia in un percorso “agevole” per tornare al target del 2%.</strong> Per Barkin, gran parte del calo è dovuta ad una parziale inversione dei picchi dell’era Covid. Sebbene i dati vadano nella direzione giusta, l’economia sembra notevolmente resistente. L’esponente del board della Fed ha evidenziato che le imprese non abbasseranno i prezzi fino a che non saranno costrette a farlo: <strong>ciò probabilmente richiederà un rallentamento dell’economia</strong>.</li>
<li>Austan Goolsbee, Presidente della Fed di Chicago, ha detto che gli ultimi dati sull’inflazione USA sono positivi, anche se la strada per il ritorno al 2% è ancora lunga. Secondo Goolsbee, per avere ulteriori progressi positivi sul dato <strong>si dovrà vedere cosa avviene sull’inflazione abitativa</strong>. Per via delle numerose incertezze sulle prospettive economiche, il Governatore della Federal Reserve di Chicago ritiene che i funzionari debbano concentrarsi sulle rilevazioni relative ai prezzi. Successivamente, ha dichiarato che la Federal Reserve farà tutto il necessario per riportare l’indice dei prezzi al consumo al 2%, anche se il dato sembra già essere sulla buona strada. Per Goolsbee, sarà da monitorare con attenzione l’inflazione sui prezzi delle case.</li>
<li>Lisa Cook, esponente del board della Fed, ha detto che la Banca centrale dovrà stare attenta al rischio di stringere troppo la politica monetaria, ma anche a quello di fare troppo poco. Cook ritiene che <strong>il soft landing sia ancora una possibilità</strong>, anche se c’è il rischio che la crescita e la spesa dei consumatori rallentino il processo di disinflazione mantenendo economia e mercato del lavoro in tensione. Comunque bisogna anche tener conto dei progressi, come un maggior numero di lavoratori entrati a far parte della forza lavoro soddisfacendo parte della domanda. Oltre a ciò la funzionaria della Federal Reserve ha notato che si sono <strong>segnali di potenziale stress</strong>, con le famiglie a basso reddito che hanno abbondantemente i risparmi e le piccole imprese che devono affrontare condizioni più rigide di credito. Un altro elemento da considerare è il fatto che altre Banche stiano restringendo la politica monetaria, elemento che potrebbe portarle a fare “un po’ meno” per via degli effetti di spillover. Infine, Cook ha detto di essere attenta al pericolo di nuovi shock economici globali.</li>
<li>Loretta Mester, Presidente della Fed di Cleveland, ha affermato che <strong>ci vorrà del tempo prima che l’inflazione torni al 2%.</strong> Mester ha evidenziato che se l’economia si dovesse evolvere in modo diverso rispetto al previsto, la Federal Reserve dovrà rispondere in modo appropriato per realizzare entrambe le parti del suo mandato.</li>
<li>Reuters riporta che i tre esponenti più recenti della Fed, tra cui il Vicepresidente Philip Jefferson (gli altri sono Cook e Kugler), hanno scritto in una lettera al Senatore repubblicano Rick Scott che <strong>non è chiaro quanto si protrarrà il processo di riduzione del bilancio</strong>, con la dimensione che dipenderà dalla domanda del pubblico per le passività della Federal Reserve. Nella lettera si legge che le dimensioni del bilancio potrebbero ridursi considerevolmente prima di raggiungere un livello coerente con il quadro operativo ampio delle riserve.</li>
<li>Susan Collins, Presidente della Fed di Boston, ha detto che <strong>l’istituto centrale statunitense non dovrebbe escludere un altro incremento del costo del denaro</strong>. Collins ha detto di vedere diversi segnali positivi in merito al fatto che i tassi restrittivi stiano riallineando la domanda e l’offerta nell’economia, anche se è stato evidenziato il recente calo dei rendimenti a lungo termine. L’esponente del board della Fed ha predicato prudenza, in quanto i dati presentano del rumore di fondo e risultano disomogenei.</li>
</ul>
<h2><strong>Altre news finanziarie ed economiche</strong></h2>
<ul>
<li>Nella serata dello scorso 10 novembre <strong>Moody’s ha tagliato l’outlook sugli USA da Aaa “stabile” ad Aaa “negativo”.</strong> Per l’agenzia, è <strong>probabile che i deficit fiscali restino ampi</strong> “indebolendo in modo significativo l’accessibilità del debito”, specie se si considera che ciò avviene con tassi di interesse alti, senza misure di abbassamento della spesa o di aumento delle entrate. Moody’s ritiene che <strong>la sostenibilità del debito continuerà ad essere un problema</strong> per gli Stati Uniti nei prossimi anni. Inoltre, l’abbassamento dell’outlook copre tutti <strong>i rischi legati ad un altro shutdown</strong>. Secondo le previsioni, <strong>il pagamento degli interessi federali comparato alle entrate e al PIL sarà di rispettivamente il 26% e il 4,5% entro il 2033</strong>, ben oltre il 9,7% e l’1,9% del 2022. Le stime riguardano l’ipotesi di tassi alti più a lungo e di un rendimento del decennale che raggiungerà il picco del 4,5% nel 2024. Ricordiamo che tra le principali agenzie di rating, Moody’s è l’unica che mantiene il suo merito di credito più alto per gli USA.</li>
<li>Nel suo report mensile, l’OPEC ha sottolineato che <strong>i fondamentali del mercato petrolifero rimangono solidi e che il recente calo dei prezzi è attribuibile agli speculatori</strong>. Tra i motivi che forniscono positività ci sono le forti importazioni cinesi, i minori rischi per la crescita economica e un mercato fisico solido. Il Cartello ha anche <strong>alzato le stime di crescita della domanda globale a 2,46 milioni di barili al giorno nel 2023</strong> (20mila in più rispetto alle precedenti attese), mentre per il 2024 le previsioni sono invariate a 2,25 milioni di barili al giorno. Sul fronte dell’output, a ottobre la produzione è aumentata grazie agli incrementi di Iran, Angola e Nigeria.</li>
<li>Bloomberg riporta che la People’s Bank of China intenderebbe fornire almeno 1.000 miliardi di yuan in finanziamenti a basso costo per i programmi di ristrutturazione dei villaggi urbani e per quelli di edilizia accessibile. I fondi verrebbero iniettati nel sistema a fasi e alla fine arriverebbero alle famiglie per l’acquisto di case. Il Governo potrebbe fare l’annuncio già a novembre.</li>
<li>L’International Energy Agency ha detto che <strong>nel trimestre in corso il mercato petrolifero globale sarà meno rigido di quanto atteso in precedenza</strong>. L’IEA si aspetta che nel 4° trimestre permanga un <strong>deficit di offerta</strong>, ma sarà di circa 900mila barili al giorno, il <strong>30% in meno di quanto stimato in precedenza</strong>. L’Agenzia ritiene che la domanda aumenterà quest’anno di 2,4 milioni di barili (più di quanto atteso a ottobre), arrivando ad una media di 102 milioni di barili al giorno. La causa principale dell’incremento risiede nel consumo record della Cina, che rappresenterà circa il 75% dell’aumento. Inoltre è previsto un surplus dell’offerta nella prima metà del 2024 a causa di un <strong>crollo del 60% nella crescita della domanda</strong>, a 930mila barili al giorno: <strong>meno della metà di quanto atteso dall’OPEC</strong> (<a href="https://t.me/freefinancepro/1762">https://t.me/freefinancepro/1762</a>).</li>
<li>A ottobre scende più delle attese l’inflazione USA. La rilevazione headline si è attestata al 3,2% su base annuale, sotto il 3,3% stimato da Reuters e il 3,7% precedente. La variazione mensile è stata dello 0%, contro un aumento dello 0,1% previsto. La misurazione core si è attestata al 4%, anche in questo caso inferiore alle attese che vedevano un dato stabile rispetto a settembre al 4,1%. Su base mensile si è assistito ad un aumento dello 0,2% sullo 0,3% stimato. Le variazioni principali si sono viste sui prezzi dell’energia (-2,5% m/m) e su quelli delle auto usate (-0,8%) e su quelli dei servizi di trasporto (+0,8%). I costi per le abitazioni (shelter) hanno visto un +0,3% a/a: anche se in rallentamento rispetto ai mesi precedenti, <strong>questo è stato il fattore principale che ha guidato l’incremento del dato core</strong>.</li>
<li>Scende l’inflazione inglese ad ottobre: la <strong>rilevazione headline si è attestata al 4,6%, sotto le stime Reuters al 4,8% a/a </strong>e al precedente 6,7%.<strong> Il dato core è stato invece pari al 5,7%,</strong> anche in questo caso inferiore al consensus al 5,8% e al precedente 6,1%. Per l’indice dei prezzi al consumo britannico, quella di oggi è la misurazione più bassa degli ultimi due anni. Oltre a ciò, la flessione di 2,1 punti percentuali è la più forte dal 1992. L’Office for National Statistics ha evidenziato che il maggior freno di questo mese è relativo ai prezzi degli alimenti e delle bevande non alcoliche.</li>
<li>La Commissione Europea ha <strong>tagliato le stime di crescita per l’Eurozona per il 2023 dallo 0,8% allo 0,6% per via dell’impatto più forte del previsto dell’aumento dei tassi, dell’inflazione elevata e della debolezza della domanda esterna</strong>. La crescita dovrebbe però riprendere forza nel 4° trimestre dell’anno, con un PIL in aumento dello 0,2% su base trimestrale. Nel 2024 il dato è visto all’1,2% e nel 2025 all’1,6%. La ripresa verrà supportata dai consumi, da un mercato del lavoro più solido, da una diminuzione dell’inflazione e da una crescita salariale sostenuta. L’indice dei prezzi al consumo è visto al 3,2% nel 2024 e al 2,2% nel 2025. I deficit aggregati sono attesi al 2,8% nel 2024 e al 2,7% nel 2025, in calo grazie alla riduzione dei sussidi energetici e alla loro successiva eliminazione. Un avviso è stato lanciato a Francia, Italia, Slovacchia, Malta e Belgio, che dovrebbero avere deficit superiori al 4% del PIL in entrambi gli anni. <strong>Per questi Paesi potrebbero scattare provvedimenti disciplinari</strong>.</li>
<li>A ottobre, in Cina le vendite al dettaglio sono cresciute del 7,6% su base annuale, oltre il 7% atteso da Reuters e il precedente 5,5% (attenzione: si trattava di un mese positivo per i consumi, ossia quello della Golden Week che ha comunque deluso <a href="https://t.me/freefinancepro/1275">https://t.me/freefinancepro/1275</a>). Al contempo, la produzione industriale è riuscita ad archiviare un +4,6% a/a, anche in questo caso sopra le stime al 4,4% e al 4,5% di settembre. Anche se l’obiettivo della crescita al 5% appare raggiungibile, diversi economisti si aspettano che Pechino vari nuove misure di stimolo nel 2024 al fine di <strong>stabilizzare il mercato immobiliare e migliorare il sentiment delle famiglie</strong>.</li>
<li>Peggiora la situazione del mercato immobiliare cinese. A ottobre i prezzi delle nuove case in 70 città (ad esclusione di quelle sovvenzionate dallo Stato), è sceso dello 0,38% su base mensile: si tratta della peggiore contrazione da febbraio 2015. Il mercato dell’usato ha invece registrato un calo dello 0,58%, il peggiore da ottobre 2014.</li>
<li>Nell’ultima settimana, in USA le <strong>richieste di sussidi di disoccupazione</strong> si sono attestate a 231mila unità, oltre le 220mila attese da Reuters e le 218mila precedenti (riviste da 218mila). Il dato è il maggiore da agosto. Nella settimana conclusa il 4 novembre invece, le <strong>richieste continue di sussidi</strong> sono state pari 1,865 milioni di unità, oltre le stime a 1,847 milioni e le precedenti 1,833 milioni (riviste da 1,834 milioni): per questa rilevazione, si tratta del <strong>valore più alto da due anni</strong>.</li>
<li>A novembre, l’indice del mercato immobiliare NAHB/Wells Fargo si è attestato a 34 punti, sotto i 40 stimati da Reuters e arrivando ai minimi del 2023. Per il Capoeconomista della NAHB, Robert Dietz, i recenti dati macro indicano però un <strong>miglioramento delle condizioni per la costruzione di case nei prossimi mesi</strong>.</li>
<li>Secondo quanto riporta Freddie Mac, i tassi ipotecari in USA hanno registrato la terza flessione consecutiva arrivando ai minimi da fine settembre. Nel dettaglio, il tasso medio sui mutui a tasso fisso a 30 anni è sceso dal 7,5% della scorsa settimana al 7,44%. Alcuni analisti segnalano che il calo dei rendimenti dei Treasury, che svolgono un ruolo importante nei costi di finanziamento delle case, possa <strong>favorire l’accessibilità al mercato immobiliare</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Petrolio Brent: il 2024 sarà all&#8217;insegna del trading range tra 80 e 100 dollari?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 17:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Continuiamo con la serie sugli outlook di Goldman Sachs, focalizzandoci sulle attese per il 2024 sul petrolio. GS vede una crescita solida della domanda e un’offerta bassa da parte dei Paesi core dell’OPEC. Le stime sono per un Brent nel range compreso tra gli 80 e i 100 dollari al barile, mantenuto tramite il potere<p class="more-link"><a href="https://freefinance.biz/petrolio-brent-il-2024-sara-allinsegna-del-trading-range-tra-80-e-100-dollari/" class="themebutton">Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continuiamo con la serie sugli outlook di Goldman Sachs, focalizzandoci sulle attese per il 2024 sul petrolio. GS vede una crescita solida della domanda e un’offerta bassa da parte dei Paesi core dell’OPEC. Le stime sono per un <strong>Brent nel range compreso tra gli 80 e i 100 dollari al barile</strong>, mantenuto tramite il <strong>potere di determinazione dei prezzi del Cartello</strong>. Il floor evidenziato dovrebbe essere mantenuto anche a dispetto del rischio di aumento dell’offerta dei Paesi non-OPEC e del calo del PIL, sempre che l’associazione dei principali produttori non diventi meno assertiva.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12964" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-12.jpg" alt="" width="815" height="544" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-12.jpg 815w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-12-300x200.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-12-768x513.jpg 768w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-12-570x380.jpg 570w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-12-380x254.jpg 380w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-12-285x190.jpg 285w" sizes="(max-width: 815px) 100vw, 815px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
<p>In sostanza, ci sono tre elementi che sosterranno questo livello:</p>
<ul>
<li>Il primo è relativo alla <strong>convinzione che la cosiddetta “OPEC put” continuerà a rimanere in vigore</strong> e si trovi tra gli 80 e 85 dollari al barile;</li>
<li>Il secondo riguarda le <strong>attese di soft landing dell’economia</strong>, con l’inflazione core che tornerà all’obiettivo senza causare troppi danni alla domanda di lavoro e di petrolio;</li>
<li>Infine, la <strong>domanda pubblica e privata della materia prima aumenta quando i prezzi scendono</strong>.</li>
</ul>
<p>Dall’altro lato, è ritenuto improbabile che i prezzi superino i 100 dollari in modo duraturo:</p>
<ul>
<li>La <strong>capacità inutilizzata di 6 milioni di barili al giorno</strong> limita il rialzo dei prezzi a lungo termine:</li>
<li>È <strong>improbabile che l’OPEC spinga i timespread a livelli estremi</strong>, fattore che ridurrebbe la domanda residua a lungo termine dei barili del Cartello. Gli analisti evidenziano che la crisi energetica del 2022 ha aumentato l’offerta non-OPEC a lungo termine, riducendo al contempo la domanda di oro nero a lungo termine per via degli investimenti in energie alternative.</li>
<li>La riduzione delle scorte in Cina e gli impatti sulla domanda derivante dall’erosione dei margini di raffinazione dopo l’arrivo del Brent a 100 dollari di settembre, ha messo in luce che l’elasticità dei prezzi alla richiesta in Cina e le raffinerie sono un <strong>meccanismo chiave di bilanciamento</strong>.</li>
</ul>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12965" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-10.jpg" alt="" width="819" height="515" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-10.jpg 819w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-10-300x189.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-10-768x483.jpg 768w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
<p>GS vede un <strong>deficit di domanda di 0,7 milioni di barili al giorno</strong>, che porterà la materia prima a <strong>scambiare intorno ai 92 dollari l’anno prossimo</strong>. La domanda è vista in crescita di 1,6 milioni di barili al giorno, grazie alle attese di un PIL in crescita, gli aumenti strutturali da parte dei mercati emergenti e una ripresa dei carburanti per aerei. Inoltre a causa del calo degli impianti di perforazione, della disciplina sul capitale e della scarsa produttività, l’output negli USA è visto in rallentamento. Dall’altro lato è atteso una riduzione graduale del taglio volontario dell’Arabia Saudita, oltre ad un’estensione dei tagli dell’OPEC visto che sostengono i ricavi. Sul tema della raffinazione, sebbene ci sia una grande capacità inutilizzata, si dovrebbe osservare una situazione strutturalmente rigida.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-12966" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-8.jpg" alt="" width="518" height="922" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-8.jpg 518w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-8-169x300.jpg 169w" sizes="(max-width: 518px) 100vw, 518px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
<p>GS mette in luce tre scenari di stress al suo outlook, vediamoli:</p>
<ol>
<li>Una <strong>recessione moderata</strong>, che potrebbe portare ad una flessione del Brent di 17 dollari rispetto allo scenario base, a seconda della risposta dell’OPEC. Nello specifico, il fenomeno viene ipotizzato nei Paesi OCSE a partire dal 1° trimestre 2024, con una durata di 4 trimestre e con ricadute esterne alla stessa OCSE. Probabilmente, l’OPEC+ non incrementerebbe gradualmente l’output e se rimanesse invariata porterebbe dunque il petrolio Brent a <strong>77 dollari</strong> nel 4° trimestre 2024. Se invece la pproduzione aumentasse a dispetto della recessione, a fine 2024 il Brent potrebbe tornare a veleggiare sui <strong>62 dollari</strong> al barile.</li>
<li>Il secondo scenario implica che <strong>l’offerta dei Paesi non-OPEC</strong> (a cui vengono escluse anche Iran, Iraq e Russia) <strong>batta ancora le aspettative come avvenuto nel 2023</strong>. Questo potrebbe provocare un’estensione del taglio volontario dell’Arabia Saudita fino al 2024 e di quello dei Paesi OPEC fino al 1° trimestre 2025. In tale quadro, il Brent potrebbe scendere fino a <strong>82 dollari</strong> a fine 2024, mentre se l’output OPEC aumentasse lo stesso i prezzi potrebbero raggiungere i <strong>74 dollari al barile</strong>.</li>
<li>Infine, l’ultimo scenario vede un <strong>aumento di mezzo milione di barili al giorno in interruzioni di produzione non pianificate</strong>. L’Arabia Saudita potrebbe quindi iniziare a sciogliere i suoi tagli volontari nel 2° trimestre 2024, prima delle attese, portando il Brent intorno ai <strong>99 dollari</strong> a fine anno. I prezzi potrebbero arrivare a <strong>102 dollari</strong> nel caso in cui si verificasse anche un proseguimento del percorso di approvvigionamento base previsto.</li>
</ol>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
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<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Cook e Mester su politica monetaria</strong></h3>
<ul>
<li>Lisa Cook, esponente del board della Fed, ha detto che la Banca centrale dovrà stare attenta al rischio di stringere troppo la politica monetaria, ma anche a quello di fare troppo poco. Cook ritiene che <strong>il soft landing sia ancora una possibilità</strong>, anche se c’è il rischio che la crescita e la spesa dei consumatori rallentino il processo di disinflazione mantenendo economia e mercato del lavoro in tensione. Comunque bisogna anche tener conto dei progressi, come un maggior numero di lavoratori entrati a far parte della forza lavoro soddisfacendo parte della domanda. Oltre a ciò la funzionaria della Federal Reserve ha notato che si sono <strong>segnali di potenziale stress</strong>, con le famiglie a basso reddito che hanno abbondantemente i risparmi e le piccole imprese che devono affrontare condizioni più rigide di credito. Un altro elemento da considerare è il fatto che altre Banche stiano restringendo la politica monetaria, elemento che potrebbe portarle a fare “un po’ meno” per via degli effetti di spillover. Infine, Cook ha detto di essere attenta al pericolo di nuovi shock economici globali.</li>
<li>Loretta Mester, Presidente della Fed di Cleveland, ha affermato che <strong>ci vorrà del tempo prima che l’inflazione torni al 2%.</strong> Mester ha evidenziato che se l’economia si dovesse evolvere in modo diverso rispetto al previsto, la Federal Reserve dovrà rispondere in modo appropriato per realizzare entrambe le parti del suo mandato.</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Jefferson, Cook e Kugler (Fed) ritengono che la riduzione del bilancio dipenda dall&#8217;economia</strong></h3>
<p>Reuters riporta che i tre esponenti più recenti della Fed, tra cui il Vicepresidente Philip Jefferson (gli altri sono Cook e Kugler), hanno scritto in una lettera al Senatore repubblicano Rick Scott che <strong>non è chiaro quanto si protrarrà il processo di riduzione del bilancio</strong>, con la dimensione che dipenderà dalla domanda del pubblico per le passività della Federal Reserve. Nella lettera si legge che le dimensioni del bilancio potrebbero ridursi considerevolmente prima di raggiungere un livello coerente con il quadro operativo ampio delle riserve.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>USA: i tassi sui mutui a 30 anni scendono per la terza settimana di fila</strong></h3>
<p>Secondo quanto riporta Freddie Mac, i tassi ipotecari in USA hanno registrato la terza flessione consecutiva arrivando ai minimi da fine settembre. Nel dettaglio, il tasso medio sui mutui a tasso fisso a 30 anni è sceso dal 7,5% della scorsa settimana al 7,44%. Alcuni analisti segnalano che il calo dei rendimenti dei Treasury, che svolgono un ruolo importante nei costi di finanziamento delle case, possa <strong>favorire l’accessibilità al mercato immobiliare</strong>.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Villeroy (BCE) su pausa nel rialzo dei tassi</strong></h3>
<p>Francois Villeroy de Galhau, Presidente della Bank of France, ha detto che il rallentamento dell’inflazione ha “pienamente giustificato” la decisione della BCE di mettere in pausa gli aumenti dei tassi. Villeroy ha ribadito di essere fiducioso che i prezzi torneranno al target entro il 2025, ma l’istituto centrale dovrà mantenere il costo del denaro fermo per un periodo proporzionato alla piena trasmissione.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Holzmann e Nagel (BCE) su possibili tagli dei tassi e coefficiente di riserva obbligatoria delle banche</strong></h3>
<ul>
<li>Robert Holzmann, Presidente della Banca centrale austriaca, ha detto che <strong>la BCE non taglierà i tassi di interesse nel 2° trimestre 2024, definendo premature le attese del mercato</strong>. In realtà, Holzmann ritiene che non sia da escludere neanche una prosecuzione del ciclo dei rialzi viste le incertezze in merito alla dinamica dei salari e ai prezzi dei generi alimentari.</li>
<li>Joachim Nagel, Presidente della Bundesbank, ha detto che la BCE dovrebbe <strong>ridurre l’ammontare di interesse che paga sui depositi delle banche commerciali e non escludere un altro rialzo dei tassi</strong> visto che l’inflazione è ancora troppo alta. Nagel ritiene che le banche che beneficiano dei generosi interessi da parte dell’Eurotower tendono a concedere più prestiti, complicando il lavoro dell’istituto centrale nell’abbassare l’inflazione tramite la politica monetaria. Per contrastare questo effetto, uno strumento potrebbe essere il coefficiente di riserva obbligatoria. Infine, l’esponente del board della BCE ha detto di essere ottimista in merito alla possibilità dell’Eurozona di evitare un hard landing.</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Wunsch (BCE) su possibile inizio del taglio dei tassi</strong></h3>
<p>Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale del Belgio, ha affermato che <strong>prima di iniziare a tagliare i tassi la BCE deve essere “assolutamente certa” che l’inflazione stia tornando al target del 2%.</strong> Wunsch ritiene che ci potrebbe essere il rischio che la BCE inizi il taglio dei tassi un po’ troppo tari, anche se questo non è giudicato un grosso problema visto che l’istituto centrale può correggere rapidamente la traiettoria. Inoltre, ritiene che si dovrebbe iniziare una discussione sulla fine anticipata dei reinvestimenti del PEPP.</p></blockquote>
<blockquote>
<h3><strong>Titoli di Stato USA: gli investitori esteri riducono la domanda</strong></h3>
<p>Il Wall Street Journal ha sottolineato un elemento particolarmente negativo per gli Stati Uniti: <strong>la flessione della domanda da parte degli investitori esteri</strong>. Un tempo infatti vi era un grande appetito per il debito a stelle e strisce, specie per quello da parte di Cina e Giappone. Il calo sta avvenendo in un momento non propriamente positivo, in quanto quest’anno il Tesoro ha emesso 2.000 miliardi di debito: un record se si esclude la pandemia. Dopo la domanda piuttosto contenuta per l’ultima asta di titoli di Stato a 30 anni USA, il Treasury Borrowing Advisory Committee ha detto che <strong>il calo della richiesta è arrivato principalmente da banche e investitori stranieri</strong>.</p>
<p>Nel medio termine è attesa quindi un’ulteriore contrazione da parte di questi soggetti. Stando ai dati della Securities Industry and Financial Markets Association <strong>i soggetti esteri possiedono il 30% dei bond governativi statunitensi, ben al di sotto rispetto al 43% di 10 anni fa</strong>. A settembre, le vendite nette da parte di questi soggetti si sono attestate a 2,4 miliardi di dollari portando il totale detenuto a 6.500 miliardi. Nell’ultimo anno la composizione degli acquirenti è cambiata: Europa, America Latina e Medio Oriente hanno contribuito a compensare il calo di Giappone e Cina.</p>
<p>Gli analisti ritengono comunque che ciò non sia abbastanza per contrastare i cambiamenti strutturali di lungo periodo, che continuano a vedere un indebolimento della domanda. Un altro punto di debolezza può essere rappresentato dal <strong>rallentamento degli acquisti da parte delle Banche centrali, su cui ha pesato la forza del dollaro</strong>. Gli istituti centrali hanno approfittato di ciò per vendere, utilizzando i profitti per rafforzare le valute domestiche. Oltre a ciò, la Cina ad esempio ha diversificato acquistando obbligazioni garantite da agenzie governative a stelle e strisce, le quali offrono <strong>rendimenti più alti</strong>. In Giappone invece, il problema della domanda di Treasury USA è rappresentato dal fatto che <strong>nel mercato domestico gli yield si stanno facendo più interessanti. </strong></p>
<p><em>Fonte: Wall Street Journal </em></p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Dichiarazioni Collins e Goolsbee (Fed) su inflazione </strong></h3>
<ul>
<li>Susan Collins, Presidente della Fed di Boston, ha detto che <strong>l’istituto centrale statunitense non dovrebbe escludere un altro incremento del costo del denaro</strong>. Collins ha detto di vedere diversi segnali positivi in merito al fatto che i tassi restrittivi stiano riallineando la domanda e l’offerta nell’economia, anche se è stato evidenziato il recente calo dei rendimenti a lungo termine. L’esponente del board della Fed ha predicato prudenza, in quanto i dati presentano del rumore di fondo e risultano disomogenei.</li>
<li>Austan Goolsbee, Presidente della Fed di Chicago, ha detto che la Federal Reserve farà tutto il necessario per riportare l’indice dei prezzi al consumo al 2%, anche se il dato sembra già essere sulla buona strada. Per Goolsbee, sarà da monitorare con attenzione l’inflazione sui prezzi delle case.</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Le azioni sotto la lente</strong></h3>
<ul>
<li>Berenberg ha alzato il target su Intesa Sanpaolo da 2,8 a 3 euro</li>
<li>Banco BPM ha annunciato oggi l’offerta di riacquisto di tutto o parte del prestito obbligazionario perpetuo AT1 da 300 milioni di euro e cedola all’8,75%. L’offerta del buyback scadrà alle 17:00 del 24 novembre e permetterà a chi aderirà di reinvestire i fondi nei titoli di nuova emissione (sempre AT1 per 300 milioni di euro).</li>
<li>Amazon ha annunciato che taglierà diverse centinaia di posti di lavoro nell’unità di Alexa a causa del cambiamento delle priorità aziendali verso l’IA generativa.</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Trimestrale ASSICURAZIONI GENERALI (risultati su 9 mesi)</strong></h3>
<ul>
<li>Premi lordi sottoscritti: 60,461 miliardi di euro, il 4,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2022</li>
<li>EPS: 1,93 euro (+32,5% a/a)</li>
<li>Solvency II ratio: 224%, 4 punti in più rispetto a fine 2022</li>
<li>A livello di risultati operativi, quello del segmento Vita è stato sostanzialmente fermo a 2,786 miliardi di euro (-1,1% a/a), mentre è da segnalare la forte crescita del ramo Danni a 2,155 miliardi di euro (+50,3%)</li>
<li>Cristiano Borean, CFO del gruppo, ha detto che l’impatto delle catastrofi naturali di ottobre e novembrre avrà un impatto a doppia cifra alta. Inoltre, il Sovency Ratio a fine ottobre è stato al 222%</li>
<li>Il gruppo ha confermato i target del piano “‘Lifetime Partner 24: Driving Growth” di una crescita degli EPS tra il 6% e l’8% nel periodo 2021-2024, flussi di cassa di oltre 8,5 miliardi di euro tra il 2022 e il 2024 e una distribuzione di dividendi cumulati nel periodo 2022-2024 tra i 5,2 e i 5,6 miliardi di euro</li>
</ul>
</blockquote>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
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		<title>S&#038;P 500: obiettivo a 4.700 punti nel 2024</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ufficio Studi FreeFinance]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2023 17:12:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Goldman Sachs ritiene che l’S&#38;P 500 possa chiudere il 2024 a 4.700 punti, con una performance a 12 mesi del 5%. Il rialzo dell’equity nel 2024 è in linea, anche se in misura inferiore in termini di performance, ad un’altra ricerca di Bank of America in cui si metteva in evidenza la tendenza positiva nel<p class="more-link"><a href="https://freefinance.biz/sp-500-obiettivo-a-4-700-punti-nel-2024/" class="themebutton">Read More</a></p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Goldman Sachs ritiene che l’S&amp;P 500 possa chiudere il 2024 a 4.700 punti</strong>, con una performance a 12 mesi del 5%. Il rialzo dell’equity nel 2024 è in linea, anche se in misura inferiore in termini di performance, ad un’altra ricerca di Bank of America in cui si metteva in evidenza la tendenza positiva nel quarto anno del ciclo presidenziale https://t.me/freefinancepro/1775. Gli analisti ritengono che <strong>l’anno prossimo l’economia statunitense possa espandersi ad un ritmo modesto, evitando una recessione</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-12956" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-11-1024x740.jpg" alt="" width="1024" height="740" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-11-1024x740.jpg 1024w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-11-300x217.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-11-768x555.jpg 768w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/1-11.jpg 1034w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
<p>Gli utili sono visti in aumento del 5%, mentre la valutazione del mercato azionario dovrebbe sarò di 18x, vicina agli attuali livelli di P/E. Le stime sono per un PIL al +2,1% nel 2024, mentre la Fed dovrebbe rimanere in attesa fino al 4° trimestre 2024 (ben oltre rispetto alle attuali attese del mercato che vedono un taglio dei tassi già a partire dal 2° trimestre). Gli esperti si aspettano anche che i “magnifici 7” continuino a sovraperformare il mercato.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-12957" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-9-1024x453.jpg" alt="" width="1024" height="453" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-9-1024x453.jpg 1024w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-9-300x133.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-9-768x340.jpg 768w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/2-9.jpg 1374w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
<p>Sono tre le raccomandazioni di GS:</p>
<ol>
<li><strong>Possedere titoli di qualità</strong> (alta redditività, bilanci solidi, basso rischio storico di drawdown, stabilità delle vendite e crescita degli utili). Queste azioni potrebbero sovraperformare se l’ansia da fine ciclo economico continuasse anche l’anno prossimo.</li>
<li><strong>Preferire le azioni growth con elevati rendimenti sul capitale</strong> in presenza di crescita e tassi stabili.</li>
<li><strong>Guardare ai titoli ciclici più penalizzati</strong>, in quanto il rischio di recessione è più basso delle attese.</li>
</ol>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-12958" src="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-7-1024x620.jpg" alt="" width="1024" height="620" srcset="https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-7-1024x620.jpg 1024w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-7-300x182.jpg 300w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-7-768x465.jpg 768w, https://freefinance.biz/wp-content/uploads/2023/11/3-7.jpg 1052w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
<p>Goldman evidenzia anche i rischi di upside e downside per il suo outlook. Partendo dagli upside, uno scenario caratterizzato da una <strong>crescita più rapida e rendimenti più bassi</strong>, l’S&amp;P 500 potrebbe chiudere l’anno a <strong>5.000 punti</strong> (+11% e segnerebbe un nuovo massimo storico).</p>
<p>Al contrario, un contesto di <strong>crescita più lenta e rendimenti più alti (senza recessione)</strong> porterebbe l’S&amp;P a chiudere a <strong>4.150 punti</strong>, in calo dell’8%. I titoli tecnologici a grande capitalizzazione potrebbero essere più penalizzati, in quanto tendono ad avere una duration più lunga e ad essere detenuti ampiamente dagli hedge fund. La solidità dei loro bilanci potrebbe fornire però un po’ di isolamento.</p>
<p>Infine, uno <strong>scenario recessivo</strong> porterebbe il principale indice di Borsa USA a chiudere sui <strong>3.700 punti</strong>, lasciando sul terreno il 18%. In questo quadro, gli EPS sono visti in flessione del 15% prima di un recupero del 9% nel 2025. La Fed dovrebbe allentare la presa sui tassi, provocando una discesa dei rendimenti reali e attenuando il calo delle valutazioni.</p>
<p><em>Fonte: ricerca Goldman Sachs</em></p>
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<h3><strong>Intervista Daly (Fed) al Financial Times</strong></h3>
<p>In un’intervista al Financial Times Mary Daly, Presidente della Fed di San Francisco, ha detto che l’istituto centrale <strong>rischierebbe di mettere a rischio la propria credibilità</strong> se dichiarasse vittoria nella lotta all’inflazione trovandosi poi costretto ad alzare nuovamente il costo del denaro. Pur giudicando positivi gli ultimi dati economici, Daly ritiene che ulteriori ritocchi al rialzo dei tassi non possano essere esclusi vista l’incertezza sul fatto che la Fed abbia fatto abbastanza. L’esponente della Banca centrale USA ha affermato che i rischi di fare troppo e fare troppo poco sono maggiormente bilanciati e si aspetta un rallentamento della crescita economica, anche se <strong>meno significativo rispetto a quanto si attendesse in precedenza</strong>. Per quanto riguarda i <strong>tagli dei tassi, questi non avverranno per un</strong> <strong>po’</strong>. In ogni caso, l’anno prossimo il dibattito riguarderà la normalizzazione del costo del denaro. Per ponderare la politica monetaria, Daly ha detto che guarderà le <strong>aspettative di inflazione a un anno e le performance dell’economia reale</strong>.</p></blockquote>
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<h3><strong>La debolezza del prezzo del rame complica la transizione energetica</strong></h3>
<p>Mentre uno dei focus politici attuali è quello relativo al passaggio alle rinnovabili, la realtà è che questa transizione potrebbe essere più complicata del previsto. Uno dei motivi è relativo alla debolezza dei prezzi del rame, provocata da una ripresa cinese più debole del previsto, il rallentamento del settore manifatturiero globale, lo stop alle interruzioni in Cile e Perù, oltre al rafforzamento del dollaro. Questo surplus di offerta temporaneo <strong>disincentiva le società minerarie a fare investimenti</strong> per riuscire ad avere abbastanza rame da soddisfare i fabbisogni di espansione di parchi eolici, parchi solari e auto elettriche.</p>
<p>Nicholas Snowdon di Goldman Sachs ritiene che questa situazione porterà il mercato ad una contrazione che potrebbe portare a picchi nei prezzi e scarsità della materia prima. In effetti, sono diversi gli analisti che ritengono necessari investimenti nel minor tempo possibile, visto che sviluppare una miniera richiede anni: McKinsey vede un deficit di 6,5 milioni di tonnellate metriche nel 2031. <strong>GS vede prezzi a 4,5 dollari a libbra tra un anno e a 6,8 dollari nel 2025</strong>. Nel breve le prospettive sono meno rosee, vista la debolezza attesa dell’economia e il fatto che attualmente solo il 10% della domanda è per la transizione energetica.</p>
<p><em>Fonte: Wall Street Journal</em></p></blockquote>
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<h3><strong>Cina: restano le difficoltà nel mercato immobiliare</strong></h3>
<p>Peggiora la situazione del mercato immobiliare cinese. A ottobre i prezzi delle nuove case in 70 città (ad esclusione di quelle sovvenzionate dallo Stato), è sceso dello 0,38% su base mensile: si tratta della peggiore contrazione da febbraio 2015. Il mercato dell’usato ha invece registrato un calo dello 0,58%, il peggiore da ottobre 2014.</p></blockquote>
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<h3><strong>HelloFresh in forte ribasso dopo il taglio della guidance dell&#8217;ultimo trimestre 2023</strong></h3>
<p>Oggi HelloFresh ha registrato un calo record del 24%, cancellando 844 milioni di euro di valore di mercato, dopo che l&#8217;azienda di consegna di kit pasto ha <strong>stupito gli investitori tagliando la guidance</strong> solo tre settimane dopo aver ribadito i propri obiettivi.</p>
<p>L&#8217;azienda berlinese ha dato la colpa al <strong>calo dei nuovi clienti negli Stati Uniti e alle difficoltà riscontrate nei suoi impianti di produzione</strong>, come le &#8220;sfide&#8221; legate al personale e la carenza d&#8217;acqua. &#8220;Le difficoltà in entrambi gli impianti di produzione di cibi pronti sono state ampiamente risolte, ma comporteranno un contributo negativo ai profitti rispetto al piano precedente&#8221;, ha dichiarato HelloFresh in un comunicato.</p>
<p>Pur non prevedendo un impatto significativo sulle sue prospettive per il 2024, <strong>l&#8217;azienda ha tagliato le sue previsioni di Ebitda rettificato per il 2023 a un intervallo compreso tra 430 e 470 milioni di euro, rispetto ai 470 e 540 milioni di euro che aveva confermato solo il mese scorso. Questo dato si confronta con la stima media di 478,3 milioni di euro degli analisti intervistati da Bloomberg</strong>.</p>
<p>Un taglio della guidance così presto dopo gli utili ha colto di sorpresa gli analisti. Marcus Diebel di JPMorgan ha affermato che il management dovrà probabilmente affrontare le domande degli investitori sulla visibilità dell&#8217;attività. &#8220;Facciamo ancora fatica a capire cosa sia cambiato esattamente nelle 2-3 settimane successive ai risultati&#8221;, ha dichiarato in una nota William Woods, analista di Bernstein, aggiungendo che si aspetta che le &#8220;ambiziose&#8221; aspettative di consenso per la performance di HelloFresh negli ultimi anni vengano riviste al ribasso. &#8220;L&#8217;aumento del marketing può sostenere le aggiunte degli utenti, ma la relativa convenienza dei kit pasto deve attirare i clienti meno abbienti per alimentare la crescita&#8221;, ha dichiarato Diana Gomes, analista di Bloomberg Intelligence.</p>
<p><em>Fonte: Bloomberg</em></p></blockquote>
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<h3><strong>USA: sentiment dei costruttori di case ai minimi annuali a novembre</strong></h3>
<p>A novembre, l’indice del mercato immobiliare NAHB/Wells Fargo si è attestato a 34 punti, sotto i 40 stimati da Reuters e arrivando ai minimi del 2023. Per il Capoeconomista della NAHB, Robert Dietz, i recenti dati macro indicano però un <strong>miglioramento delle condizioni per la costruzione di case nei prossimi mesi</strong>.</p></blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Le azioni sotto la lente</strong></h3>
<ul>
<li>Oppenheimer ha alzato il target price sulle azioni Bank of America da 49 a 51 dollari</li>
<li>Amazon ha annunciato che i due prototipi di satelliti per le comunicazioni lanciati nello spazio lo scorso 6 ottobre funzionano come previsto. La produzione di massa dovrebbe quindi iniziare nella prima metà del 2024. Vodafone e Verizon saranno le prime società di telecomunicazioni a testare il servizio nel corso della seconda parte dell’anno prossimo. La rete internet del progetto Kuiper sarà in competizione con la Starlink di Elon Musk.</li>
</ul>
</blockquote>
<blockquote style="position: relative;font-weight: 450;background: #f3f3f3;border-left: 3px solid #1eaaf1;padding: 5px 15px;margin: 20px 0 20px 15px;color: black">
<h3><strong>Trimestrale ALIBABA</strong></h3>
<ul>
<li>Ricavi: 224,79 miliardi di yuan, attese a 224,32 miliardi (dati Refinitiv)</li>
<li>EPS: 15,63 yuan, stime a 15,37 yuan (dati Refinitiv)</li>
<li>EBITDA: 49,237 miliardi di yuan, previsioni a 49,125 miliardi (dati Refinitiv)</li>
<li>La società ha annunciato la distribuzione del suo primo dividendo per un ammontare di 2,5 miliardi di dollari</li>
<li>Il gruppo ha detto che a causa delle restrizioni all’export di microchip avanzati da parte degli USA, è stato messo in pausa il processo di spin-off completo della divisione Cloud Intelligence Group in quanto questo potrebbe non avere l’effetto desiderato in termini di aumento del valore per gli azionisti. L’obiettivo è quello di sviluppare un modello di crescita sostenibile di questo business.</li>
<li>L’IPO di Freshippo è stata messa in pausa “per valutare le condizioni di mercato e altri fattori”</li>
</ul>
</blockquote>
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