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		<title>Emilia Paranoica – un omaggio da una fotografa modenese</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 16:38:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una mostra a Modena, nel cuore dell'Emilia, rende omaggio a questa terra scoprendone gli angoli nascosti. Stasera alla Festa del PD di Ponte Alto l'inaugurazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fuori.tv/wp-content/uploads/2010/08/fotoxfronte.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1201" title="Emilia Paranoica" src="http://www.fuori.tv/wp-content/uploads/2010/08/fotoxfronte-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>Questa sera presso la Festa del PD di Ponte Alto (Modena) si terrà l&#8217;inaugurazione di Emilia Paranoica, esposizione fotografica di Cecilia de Bassa. Nei venti scatti in un intensissimo bianco e nero, l&#8217;autrice mostra la sua personale visione della terra in cui vive, immortalando paesaggi che solo chi non conosce queste zone davvero potrebbe considerare alienante. Nel lavoro della fotografa infatti ci sono tutti i tratti di quell&#8217;Emilia così legata alla tradizione popolare, a metà tra il sacro e il profano, un po&#8217; familiare un po&#8217; alienante, contradditoria e soprattutto paranoica.<br />
Questa mostra è un omaggio spassionato a questa terra.</p>
<p>Cecilia de Bassa (1983) ha studiato fotogiornalismo a Firenze ed è una fotografa precaria.<br />
Modenese e orgogliosamente emiliana cattura con l’obiettivo le genti e gli spazi della sua terra, inseguendo il piacere per le piccole cose, gli angoli dimenticati e le storie.</p>
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		<title>Il documentario attraversa la via Emilia</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 11:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sta per arrivare ViaEmiliaDocFest, il primo festival del documentario che si svolge tra Reggio Emilia, Modena e...il web.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Rimane ancora un mese di tempo per votare i documentari in concorso al ViaEmiliaDocFest, il primo Festival online del cinema documentario. Tanti gli autori che hanno inviato le proprie opere sottoponendole al giudizio del pubblico web il quale, potendo esprimere al massimo tre preferenze, andrà a designare la cinquina dei finalisti. Il Festival, infatti, è composto da due parti, una on line iniziata il 20 Maggio 2010 e con termine il 29 Settembre alla chiusura delle votazioni, e una “fisica” che si svolgerà a Reggio Emilia dal 15 al 17 ottobre 2010.</p>
<p>La lunga permanenza sul web garantirà visibilità ai trenta documentari scelti dal Comitato di preselezione presieduto da Fabrizio Grosoli Direttore del Festival, anche grazie alla facilità di streaming che permette di fruire opere anche ad alta definizione. Un modo diverso quindi di concepire i Festival e che permette, al di là del risultato finale di farsi conoscere come autore. Ovviamente i riconoscimenti sono comunque ambiti dai partecipanti, a partire da quelli in denaro che daranno 2.500 euro al vincitore designato dalla giuria ufficiale e 1.000 euro a quello più votato dagli utenti sul web. Ma a fare gola è anche il Premio Current, partner dell&#8217;evento, che garantirà l&#8217;acquisizione e messa in onda di uno dei documentari del concorso, dando ulteriore visibilità all&#8217;opera e all&#8217;autore.</p>
<p>Tra le iniziative parallele al ViaEmiliaDocFest ci saranno anche il Premio Doc/it Professional Award, dedicata ai Fuori concorso, la rassegna International Web Doc e quella Rock around the Doc che chiuderà la kermesse a Modena dal 22 al 24 Ottobre. In attesa dell&#8217;evento fisico non ci resta che goderci il materiale presente sul <a href="http://www.viaemiliadocfest.tv/index.php ">sito</a>, potendo scorrere con un clic tutte le opere in concorso, magari contribuendo con un voto alla vittoria di una di queste.</p>
<p>Di Gabriele Veronesi</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="441" height="441" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.viaemiliadocfest.tv/images/logo_viaemilia.jpg" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="441" height="441" src="http://www.viaemiliadocfest.tv/images/logo_viaemilia.jpg"></embed></object></p>
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		<title>Arriva Officina Democratica</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla Festa del PD in corso a Ponte Alto (Modena), verrà dedicato uno spazio per il giornalismo nell'era del web 2.0, un'occasione per discutere dei linguaggi e dei metodi di comunicazione offerti dai media digitali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Officina Democratica è il nome del progetto di formazione e partecipazione attiva dedicato al giornalismo partecipativo nell&#8217;era dei media digitali. Il percorso, che si svolgerà alla Festa regionale del PD di Modena a Ponte Alto, comprenderà una parte teorica fatta di seminari e una parte di workshop dove si potranno acquisire nozione tecniche che vanno dalla scrittura del pezzo giornalistico alle tecniche di montaggio. Si comincia Giovedì 2 Settembre con Michele Mezza, Vice Direttore di Rai International, a cui seguiranno Cristian Vaccari (Martedì 7 Settembre), Matteo Scanni insieme a Gianluigi De Stefano (Giovedì 9 Settembre) e Luca Conti (Martedì 14 Settembre) accompagnato da Giampaolo Colletti, esperto di web tv e autore del libro “Tv fai-da-web”.</p>
<p>La parte del workshop sarà interamente curata da Matteo Scanni, responsabile della scuola di giornalismo dell&#8217;Università Cattolica di Milano e si svolgerà in tre date, il 16, il 21 e il 23 Settembre. Per i giornalisti del futuro ma anche per chi pratica la professione e vuole saperne di più su questo mondo nuovo e in costante aggiornamento, il laboratorio di Ponte Alto rappresenta un&#8217; interessante opportunità.</p>
<p>Maggiori informazioni e iscrizione: <span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.officinademocratica.tv/">http://www.officinademocratica.tv/</a></span></span></p>
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		<title>Fuori in bici</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 10:51:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Progetto Riqualificazione zona S.Faustino Windsor Park di Francesca Cappi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="600" height="480"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13730022&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff0179&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13730022&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff0179&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="600" height="480"></embed></object></p>
<p>Progetto Riqualificazione zona S.Faustino Windsor Park di Francesca Cappi</p>
<p>Nella giornata di Sabato 17 Luglio si è inaugurato il Ciclo Park, in questa occasione molti abitanti del quartiere sono scesi in strada a festeggiare l&#8217;inizio di una riqualificazione della zona attraverso la costruzione di un luogo dedicato ai bambini</p>
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		<title>Che fine ha fatto Osama Bin Laden?</title>
		<link>http://www.fuori.tv/blog/che-fine-ha-fatto-che-fine-ha-fatto-osama-bin-laden.html</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 12:17:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per chi non va in vacanza e rimane immerso nel caldo torrido cittadino, una buona soluzione per passarsi le serate è andare al cinema. Così almeno dovrebbe essere, ma da noi spesso il meccanismo non funziona e alcuni film si trasformano in veri e propri fantasmi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-size: small;">Forse il nome Morgan Spurlock non dice nulla neanche a certi cinefili che si definiscono attenti e preparati. Qualche anno fa ci servì un indigesto, è proprio il caso di dirlo, documentario che fece incetta di premi e divenne un piccolo cult del circuito indipendente. Il film era </span><span style="font-size: small;"><em>Super Size Me</em></span><span style="font-size: small;">, sorta di pamphlet empirico contro i giganti del fast food, in particolare quello con la emme più famosa del mondo, emblema più di ogni altra cosa delle multinazionali. Dopo quella performance estrema, che aveva portato Spurlock ad un passo dal collasso fisico ma che aveva anche costretto la Mc Donald&#8217;s a ritirare la “super size” dai suoi punti vendita, il giovane filmaker sembrava destinato a diventare una meteora. Peccato, perché la sua prova aveva convinto tutti, era l&#8217;erede designato di Michael Moore e ci si aspettava presto un nuovo exploit.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Nel 2008 arriva negli States </span><span style="font-size: small;"><em>Where in the world is Osama Bin Laden?</em></span><span style="font-size: small;">, sorta di docufiction con Spurlock che alle soglie della paternità immagina il migliore dei mondi possibile per il suo pargolo e parte per il Medio Oriente per capire le ragioni dell&#8217;odio verso gli americani. </span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="382" height="382" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.iwatchstuff.com/2008/04/01/where-world-osama-poster.jpg" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="382" height="382" src="http://www.iwatchstuff.com/2008/04/01/where-world-osama-poster.jpg"></embed></object></p>
<p><span style="font-size: small;">Un viaggio a tappe, ovviamente a modo suo, dissacratorio ma con invito alla riflessione. Il film raccoglie discrete recensioni, poi tutto finisce lì. I fan del regista conoscono il prodotto, ma da noi non arriva, non se ne sente parlare e sul film cala il silenzio. Fino a due settimane fa quando, un po&#8217; in sordina, esce in Italia distribuito dalla Fandango di Procacci. Un&#8217; operazione che apparentemente meriterebbe il plauso, ma se ci si pensa un attimo il film è stato segnato a sparire nel dimenticatoio dei dei film passati in sala. Partiamo dal fatto che l&#8217;uscita estiva, almeno in Italia, significa uccidere una pellicola. La distribuzione è sempre sotto le aspettative, i multisala non bastano e poi ci si mettono pure i mondiali di calcio. Il film è stato distribuito in pochissime copie ad esempio, a Modena e Reggio, non è possibile vederlo. Infine non è stato effettuato il doppiaggio e si è optato per i messi i sottotitoli, tanto per rendere l&#8217;operazione ancora più di nicchia. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Insomma: una storia cominciata male e finita peggio, destino comune a tutte le pellicole che escono in questo periodo nel nostro paese. Una sorte che però tocca anche ai grandi. Toy Story 3 ad esempio, ha ottenuto risultati sotto le aspettative con 4 milioni di euro all&#8217;esordio e mentre da noi si toccano i record negativi negli States, solo le avventure dei pupazzetti animati hanno già totalizzato quasi 600 milioni di dollari. Non potendolo recensire, è consigliabile però mettersi a cercarlo e darci un&#8217;occhiata. Certo che fare 40 km per andare a vedere un film al cinema quando fuori c&#8217;è un caldo asfissiante non è il massimo della vita, ma tant&#8217;è. Non ci resta che sperare di trovarci di fronte ad un buon film e intanto goderci il bellissimo trailer del film che invece, quest&#8217;autunno, sbancherà al botteghino:The social network di David Fincher.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3FnijiMZDaM " /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/3FnijiMZDaM "></embed></object><br />
</span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-size: small;">Scritto da Gabriele Veronesi</span></p>
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		<title>La verità in fondo al mare</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 09:54:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Video realizzato al Museo per la memoria di Ustica il 27 Giugno 2010, in occasione del trentesimo anniversario della strage. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="600" height="338"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13309057&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff0179&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13309057&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff0179&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="600" height="338"></embed></object></p>
<p>Video realizzato al Museo per la memoria di Ustica il 27 Giugno 2010, in occasione del trentesimo anniversario della strage.<br />
All&#8217;interno l&#8217;installazione permanente di Christian Boltanski, un&#8217; opera che invita a riflettere su cosa rimase in fondo al mare quando, quel giorno, l&#8217;Itavia s&#8217;inabissò.</p>
<p>di Gabriele Veronesi</p>
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		</item>
		<item>
		<title>VENERDI’ 9 LUGLIO: GIORNATA DI SILENZIO DELLA RETE</title>
		<link>http://www.fuori.tv/blog/venerdi-9-luglio-giornata-di-silenzio-della-rete.html</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 17:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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		<category><![CDATA[9 luglio]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche Fuori.tv aderisce alla giornata di silenzio indetta dalla Federazione della Stampa Italiana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="626" height="626" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://mail.google.com/a/fuori.tv/?ui=2&amp;ik=89e8e28674&amp;view=att&amp;th=129b2c3c3635c774&amp;attid=0.1&amp;disp=inline&amp;realattid=f_gbdpquyr1&amp;zw" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="626" height="626" src="http://mail.google.com/a/fuori.tv/?ui=2&amp;ik=89e8e28674&amp;view=att&amp;th=129b2c3c3635c774&amp;attid=0.1&amp;disp=inline&amp;realattid=f_gbdpquyr1&amp;zw"></embed></object></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Isola di Capo Rizzuto: tre attentati in quattro giorni. Libera e i cittadini scendono in piazza.</title>
		<link>http://www.fuori.tv/blog/isola-di-capo-rizzuto-tre-attentati-in-quattro-giorni-libera-e-i-cittadini-scendono-in-piazza.html</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 14:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[attentati]]></category>
		<category><![CDATA[Carolina Girasole]]></category>
		<category><![CDATA[isola capo rizzuto]]></category>
		<category><![CDATA[libera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fuori.tv/?p=1138</guid>
		<description><![CDATA[A Isola Capo Rizzuto la situazione si fa decisamente calda. Letteralmente. Tre
attentati incendiari in quattro giorni ai danni di funzionari e amministratori
comunali sono davvero troppi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://www.liberainformazione.org/img/isola2.jpg" class="alignnone" width="220" height="340" /><br />
A Isola Capo Rizzuto la situazione si fa decisamente calda. Letteralmente. Tre<br />
attentati incendiari in quattro giorni ai danni di funzionari e amministratori<br />
comunali sono davvero troppi. Una sequenza micidiale messa a segno con estrema<br />
sfrontatezza da malviventi tuttora ignoti che hanno man mano alzato il tiro fino a<br />
colpire direttamente il sindaco della cittadina Carolina Girasole. Dopo quelle del<br />
dirigente comunale Agostino Biondi e del vice sindaco Anselmo Rizzo, infatti, anche<br />
l’autovettura del primo cittadino è finita al rogo. Intorno all’una e mezzo della notte<br />
tra domenica e lunedì la Ford Focus in uso al sindaco, ma che risulta intestata al<br />
padre, è andata letteralmente distrutta.<br />
L’autovettura era parcheggiata nei pressi dell’abitazione estiva del primo cittadino,<br />
nel centro della località Capo Rizzuto, che in questo periodo dell’anno è frequentata<br />
anche fino a notte tarda. Un messaggio inequivocabile per far comprendere agli<br />
amministratori comunali che possono essere colpiti in qualunque momento e<br />
malgrado tutto, come aveva dichiarato solo poche ore prima lo stesso sindaco<br />
Girasole commentando le intimidazioni a Biondi e a Rizzo.<br />
E’ stata indetta, a seguito di questi episodi criminali, una manifestazione nazionale<br />
sabato 10 luglio, a partire dalle ore 18 presso Palazzo di Città.<br />
“Libera, le oltre 1.500 associazioni aderenti, i gruppi sparsi in tutta Italia, continuano<br />
a procedere al fianco di Carolina Girasole”. Lo ha dichiarato don Luigi Ciotti,<br />
presidente e fondatore di ‘Libera”, appena appreso che il sindaco di Isola Capo<br />
Rizzuto è stato vittima di un’intimidazione, come prima di lei il vicesindaco, Anselmo<br />
Rizzo e il funzionario comunale Agostino Biondi.</p>
<p><a href="http://www.liberainformazione.org/news.php?newsid=11625">Fonte: Liberainformazione</a></p>
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		<title>La libertà passa dalla rete…e vi rimane intrappolata</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:38:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Banda larga]]></category>
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		<description><![CDATA[La rete è una grande opportunità per una libera informazione e la diretta da Piazza Navona lo ha dimostrato. Non tutti però possono beneficiarne e rischiano di rimanere indietro, un monito ignorato dall'Italia che come al solito deve imparare dall'estero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La diretta del primo Luglio da Piazza Navona, a cui Fuori.tv ha partecipato attivamente, ha messo in evidenza per l&#8217;ennesima volta le potenzialità della rete come mezzo per diffondere l&#8217;informazione. Mentre la manifestazione ha trovato poco spazio nei telegiornali ed è stata quasi ignorata dal TG1 di Minzolini, centinaia di migliaia di persone si sono collegate dal proprio computer per seguire una maratona emozionante dalla capitale.<br />
Tante le persone che hanno lavorato gratuitamente per rendere tutto ciò possibile, combattendo contro le fisiologiche difficoltà tecniche regalando, è il caso di dirlo, un servizio che è gratuito, professionale e accessibile a quasi tutti.<br />
Purtroppo l&#8217;uso del quasi è d&#8217;obbligo e in questo sta ancora una volta la nota dolente di queste iniziative. Mentre gli ospiti si alternavano sul palco e i nostri Davide Fonda e Cristina Provenzano intervenivano dalla piazza, una grossa fetta della popolazione sapeva di non poter partecipare alla diretta, sapeva di essere tagliata fuori dall&#8217;evento, come se non fosse stata invitata.<br />
Il problema è che circa 10 milioni di persone sono colpite dal Digital Divide, quella situazione che crea una gap tra chi ha accesso alle tecnologie dell&#8217;informazione e chi invece ne è escluso o ne può usufruire parzialmente. Una sorta di “analfabetismo informatico obbligato” che si aggiunge al vero analfabetismo (12% della popolazione ovvero quasi sei milioni di persone contro il 7,5% di laureati nel 2005).<br />
Una situazione cronica per l&#8217;Italia, con uno sviluppo delle infrastrutture che va a rilento e che continua a fare affidamento a soluzione palliative. Una di queste è l&#8217;uso delle chiavette internet, che hanno visto un boom degli acquisti e proprio per questo stanno subendo i risvolti negativi del proprio successo. Bisogna infatti ricordare che internet funziona come tante autostrade in cui si incanala il traffico e su cui bisogna condividere lo spazio. In Italia, rimanendo su questa immagine, molte persone vengono fermate al casello (quelli che abitano nei centri non raggiunti dall&#8217;ADSL) mentre tutti gli altri pagano il biglietto salato per viaggiare anche se il casellante si dimentica di avvertire sulle lunghe code nelle corsie.<br />
Ecco perché esiste da anni un “secondo bavaglio” che purtroppo non ha la stessa attenzione di quello contestato ieri nella piazze, ma che potrebbe diventare l&#8217;espediente concreto per fare ostruzione all&#8217;informazione libera.<br />
Proprio il primo luglio, in Finlandia la banda larga diventava diritto costituzionale, un percorso durato un anno che ora garantirà almeno 1 Mbps per ogni cittadino ma per il 2015 la velocità salirà a 100 Mbps. Una misura che riguarda quel 4% che era rimasto escluso ma che il Governo finlandese ha ritenuto fondamentale.<br />
In Italia, come concordato dal Servizio Universale, Telecom Italia è tenuta solo ad effettuare l&#8217;allacciamento telefonico, un obbiettivo anacronistico dopo l&#8217;avvento di Internet. Bisogna quindi fare sentire la propria voce, lanciare campagne di sensibilizzazione, per fare in modo che tutti possano assistere comodamente da casa o da una rete wi-fi pubblica, ad eventi come Rai per una notte, Rita 101 o la manifestazione di Piazza Navona. Perché la rete che funziona è quella che dà libertà e non la toglie.</p>
<p>Per informazioni: <a href="http://www.antidigitaldivide.org">www.antidigitaldivide.org</a></p>
<p>Scritto da Gabriele Veronesi</p>
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		<title>Le parole sono importanti</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 09:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ruolo determinante delle parole nel confronto pubblico, perché dietro una battaglia di stampo politico ci sono anche scelte importanti dal punto comunicativo che possono determinarne l'esito. E' il caso della legge sulle intercettazioni...anzi, Legge Bavaglio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo luglio si è tenuta in varie piazze italiane una grande manifestazione che ha visto una grande parte di società civile schierarsi contro una legge sulle intercettazioni battezzata dai deterrenti “Legge bavaglio”. Qualcosa di davvero efficace dal punto di vista linguistico e semantico, tant&#8217;è che ha quasi preso il sopravvento sul nome originale ovvero “legge sulle intercettazioni” e ancora di più sulla definizione estesa, cioè “Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”.<br />
In questo modo si riesce a calamitare maggiormente l&#8217;attenzione dei propri interlocutori, utilizzando una singola parola che è famigliare all&#8217;immaginario del lettore o del telespettatore. In questo caso poi il termine in questione è “bavaglio” e, senza addentrarsi nei meandri della semiotica-questa-sconosciuta, si riconoscono subito i benefici.<br />
“Panno di stoffa che si lega alla bocca di qualcuno per impedirgli di urlare”. Questa la definizione da un dizionario, facile capire perché la parola bavaglio funziona anche dal punto di vista iconografico. Basta l&#8217;immagine di una bocca a cui viene tolta la parola per veicolare altri messaggi come privazione, costrizione, vessazione, censura e violenza.<br />
Si tratta quindi di una parola con un accezione palesemente negativa, che si è diffusa moltissimo in questi mesi, soprattutto sul web. Mentre il termine intercettazioni rimane generalmente attribuibile alla sua vera definizione ed in modo collaterale fa riferimento alla discussione sulla legge, il termine bavaglio si è imposto come bandiera di chi è contro questo provvedimento e vuole fare qualcosa in questo senso.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="438" height="438" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.priolo.altervista.org/notizie/images/jpg/bavaglio-informazione.jpg " /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="438" height="438" src="http://www.priolo.altervista.org/notizie/images/jpg/bavaglio-informazione.jpg "></embed></object><br />
Emblematico il caso di una ricerca su Google. Se con intercettazione i risultati restituiti partono con Wikipedia, davanti a siti principali come quelli che si occupano di prodotti specifici relativi alla parola, nel caso di bavaglio attualmente tutti i link delle prime pagine fanno capo alla protesta in corso. Un ottimo esempio di campagna virale quindi, dove la parola è facile da conoscere, usare, raffigurare, si diffonde rapidamente e porta  già dentro di sé un giudizio esplicito sull&#8217;argomento in questione. Non è la prima volta, va detto, che in ambito giornalistico si fa riferimento a queste metafore o similitudini, ma nell&#8217;era di internet ciò ha l&#8217;effetto di una cassa di risonanza.  Un esempio è la celebre “Legge truffa” del 1953 che consisteva nella modifica in senso maggioritario della legge proporzionale in modo da favorire la Democrazia Cristiana alle elezioni dello stesso anno, con tanto di politici raffigurati nelle vignette come banditi. Circa la stessa disciplina ovvero la legge elettorale, nel 2005 Giovanni Sartori coniò il termine Porcellum in riferimento alla legge elettorale scritta dal Ministro Roberto Calderoli e da lui stesso definito una “porcata”. Definizione molto efficace anche perché di stampo popolare e per certi versi volgare.  La battaglia contro il provvedimento quindi, è già stata vinta almeno sul piano della comunicazione, e anche se l&#8217;interesse sulla questione dovesse scemare (andare a vedere “golpe al rallentatore”, altra immagine efficace), nella storia questa rimarrà come la controversa vicenda della Legge bavaglio. Chissà se basterà per fermarla anche in Parlamento.<br />
La Legge truffa riuscì a passare a colpi di maggioranza e solo per 54.000 voti il suo meccanismo non funzionò, impedendo che la maggioranza controllasse per il 65% la Camera dei Deputati, con esiti preoccupanti per la democrazia. Con la legge Calderoli detta “Porcellum” stiamo ancora votando e nel 2006 le elezioni restituirono un risultato incerto, che paralizzò l&#8217;azione del Governo e lo portò alla caduta dopo solo due anni.</p>
<p>&#8220;Le parole sono importanti&#8221; è una famosa frase tratta dal film Palombella rossa del 1989, di e con Nanni Moretti.</p>
<p>Scritto da Gabriele Veronesi</p>
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