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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><title>Fuori Onda Blog</title><link>http://fuoriondablog.blogspot.com/</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/fuoriondablog" /><description>Spazio libero di approfondimento economico, politico e sociale. Per provare a riflettere sull'attualità oltre il velo della propaganda.</description><language>en</language><managingEditor>noreply@blogger.com (David Incamicia)</managingEditor><lastBuildDate>Sat, 18 Feb 2012 09:18:45 PST</lastBuildDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">563</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">25</openSearch:itemsPerPage><feedburner:info uri="fuoriondablog" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/</creativeCommons:license><feedburner:emailServiceId>fuoriondablog</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item><title>Quando la legge è davvero uguale per tutti. Nella nuova Italia che s'affaccia, anche dalla giustizia giungono buoni segnali</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/LYnlxOkyMf8/quando-la-legge-e-davvero-uguale-per.html</link><category>Eternit</category><category>Cambiamento</category><category>Ilva di Taranto</category><category>Spaccarotella</category><category>Giustizia</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Sat, 18 Feb 2012 09:18:45 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-765032200097045082</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;img border="0" height="257" src="http://3.bp.blogspot.com/-QudVD7i1anY/Tz6T4Krk_pI/AAAAAAAAEpk/-248VT_lUww/s400/bilancia%2520giustizia%2520.jpg" width="400" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'Italia che prova a cambiare arrivano segnali incoraggianti pure sul versante della giustizia. E proprio nel momento in cui cade il ventennale dalla cosiddetta rivoluzione di "mani pulite", che a distanza di tempo continua a dividere e ad agitare il dibattito politico. Dopo quell'intervento deciso della magistratura per porre fine a un consunto e non più sostenibile sistema di corruttele ad ogni livello della sfera pubblica, bisogna ammettere che ben poco è cambiato in termini di rispetto della legalità nel nostro Paese come raccontano le cronache quotidiane.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Anzi, piuttosto di capitalizzare la lezione morale di quell'esperienza capace, nel bene e nel male, di modificare la nostra storia più recente, gli italiani si&amp;nbsp;sono affidati a un degno epigono della prima repubblica, il cui dominio incontrastato sulla società, durato fino a tre mesi or sono, ha finito per peggiore ulteriormente la situazione con l'aggravante della continua e scellerata opera di delegittimazione di un fondamentale ordine costituzionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Ciò su cui voglio però puntare l'attenzione, lasciando a storici, sociologi e giuristi una disamina più approfondita sul fenomeno dell'illegalità e sullo stato complessivo della giustizia italiana, è la serie di recenti casi giudiziari che, secondo l'antico vizio di casa nostra di dividersi in tifoserie&amp;nbsp;rispetto a qualsiasi questione, da un lato dimostrano agli scettici e ai prevenuti che la legge resta nonostante alcune storture un indispensabile baluardo civile, mentre dall'altro confermano forse nel proprio convincimento dogmatico i più accaniti sostenitori del principio della certezza della pena. &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Partiamo da quello che ha fatto più rumore: la condanna in primo grado a 16 anni di reclusione inflitta dal Tribunale di Torino ai manager Eternit per disastro doloso e omissione di cautele sul lavoro con conseguenti risarcimenti, fra parti civili e familiari delle circa 2000 vittime, di oltre 95 milioni di euro. Una sentenza attesissima, che vale tuttavia solo per i reati commessi negli stabilimenti piemontesi di Casale e Cavagnolo successivamente al 13 agosto 1999, poichè per quelli precedenti e per quelli degli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia)&amp;nbsp;è purtroppo scattata la prescrizione.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Inoltre una sentenza storica, perché dopo 30 anni di battaglie e denunce accerta finalmente in modo chiaro le responsabilità dell'infinita e silenziosa strage di amianto, aprendo un varco importantissimo nella zona grigia dei procedimenti penali per la piaga delle "morti bianche", troppo spesso rese vittime due volte proprio dal mancato riconoscimento definitivo dei colpevoli.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="369" src="http://www.youtube.com/embed/a0jwjPtYaBc?rel=0" width="500"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Un'altra buona notizia, se così ci si può esprimere a commento del comune e consueto assolvimento della funzione giurisdizionale, arriva da Roma dove la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 9 anni e 4 mesi di carcere, per omicidio volontario, dell'agente di Polizia Luigi Spaccarotella che nel 2007 uccise con un colpo di pistola il giovane tifoso della Lazio Gabriele Sandri. Una decisione che peraltro ha effettivamente dell'eccezionale in una realtà come quella italiana assai spesso contrassegnata, anche in epoca recente, da ambiguità ed omissioni quando sul banco degli imputati finiscono membri delle forze dell'ordine.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Per continuare&amp;nbsp;però a dare conto con spirito laico e distaccato della vicenda, pure in questo caso la lettura della sentenza è stata accompagnata dalla commozione dei familiari della vittima disposti provocatoriamente a rinunciare, per bocca del proprio legale, al risarcimento di due milioni di euro già disposto dal Viminale. Perché dopo tante polemiche anche politiche, dopo il clima infuocato che ha caratterizzato i due precedenti gradi di giudizio, dopo le reazioni scomposte della parte più estrema del tifo che pretendeva insensata vendetta invece di attendere con fiducia, proprio come la famiglia stessa, il responso della giustizia&amp;nbsp;ciò che conta è per l'appunto e solo la sentenza della Suprema Corte.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hj76b94VPGU/Tz_ZXHgyTWI/AAAAAAAAEqU/K4YoKJwdXvQ/s1600/287401_omicidio%2520sandri.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="266" src="http://3.bp.blogspot.com/-hj76b94VPGU/Tz_ZXHgyTWI/AAAAAAAAEqU/K4YoKJwdXvQ/s400/287401_omicidio%2520sandri.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Infine, per tornare ai reati legati all'ambiente e alla salute dei cittadini, l'ultimo episodio che merita adeguato risalto è l'incidente probatorio di qualche giorno fa al Tribunale di Taranto nel processo a carico dell'Ilva per la diossina, col deposito della &lt;a href="http://download.repubblica.it/pdf/repubblica-bari/2012/ilva_Relazione_conclusioni.pdf" target="_blank"&gt;maxi perizia&lt;/a&gt; che ha accertato la connessione fra l'inquinamento del territorio e le attività dello stabilimento siderurgico.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;La discussione si è svolta in un'aula presa d'assalto da centinaia e centinaia di cittadini ansiosi di conoscere la verità, che hanno risposto all'appello lanciato dai comitati e dalle assoziazioni ambientaliste indossando una fascia bianca al braccio.&amp;nbsp;I periti incaricati dal Gip di eseguire l'indagine chimico-batteriologica hanno compiuto ricerche per oltre un anno, producendo un gigantesco lavoro esaminato in Camera di consiglio che di fatto mette sotto accusa la fabbrica tarantina dell'acciaio per le  emissioni incontrollate di fumi e polveri che da decenni piovono sulla città.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;L'inquietante rapporto dei periti - recepito dal collegio giudicante ed è questa la circostanza che fa di nuovo sperare in una conclusione pienamente giusta del procedimento - fa pure riferimento all'abbattimento nel 2008 di migliaia di capi di bestiame&amp;nbsp;da parte degli allevatori, perché nelle loro carni venne riscontrata una&amp;nbsp;massiccia presenza di diossina.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;L'inchiesta, avviatasi tre anni fa in seguito al ritrovamento di pericolose tracce inquinanti nei formaggi provenienti dagli ovini che pascolavano nei pressi della zona industriale, vede indagati tutti i vertici dell'Ilva su cui pendono pesanti capi d'imputazione: disastro ambientale colposo e doloso, avvelenamento colposo di sostanze alimentari, getto e sversamento di cose e sostanze pericolose, omissione dolosa  di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni  pubblici&amp;nbsp;e inquinamento atmosferico.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;All'elenco manca ancora l'accusa di omicidio in quanto bisognerà attendere gli esiti dell'ulteriore indagine epidemiologica, da depositare agli atti processuali entro il prossimo primo marzo per la successiva discussione nell'udienza del 30 marzo, atta proprio a stabilire l'eventuale nesso di causalità fra l'inquinamento e le numerose patologie riscontrate nell'area che a questo punto pare una semplice formalità.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-16JWDtgauag/Tz_Xs0oQV2I/AAAAAAAAEqM/dgLcONA4xSY/s1600/10bfc04b4caadc19978c6d545b365e95.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="255" src="http://4.bp.blogspot.com/-16JWDtgauag/Tz_Xs0oQV2I/AAAAAAAAEqM/dgLcONA4xSY/s400/10bfc04b4caadc19978c6d545b365e95.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, pur trasversalmente sottoposta dalla politica, negli ultimi due decenni, ad accuse a dir poco infamanti, ed al netto dei procedimenti contro Berlusconi che inevitabilmente finiscono sempre sotto la lente d'ingrandimento dei media, la giustizia continua a fare normalmente il proprio corso e il proprio dovere. Non sempre in silenzio e lontana dei riflettori come le converrebbe e talvolta nemmeno immune ad errori più o meno eclatanti.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Ma la sua solenne bilancia non può in ogni caso essere forzosamente indebolita o stravolta da interessati e punitivi interventi legislativi. E perfino il tema della responsabilità civile dei magistrati, che al pari dell'art. 18 in ambito giuslavoristico non può essere un totem del quale è a priori impossibile discutere, se inserito nel contesto più ambio dei condivisi cambiamenti sociali e culturali della fase attuale può davvero rappresentare un iniziale passo verso l'affermazione di quell'orizzonte della "giustizia giusta" da più parti invocato.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Intanto, in attesa che gli stessi processi a carico del vecchio premier giungano a conclusione e stabiliscano&amp;nbsp;definitivamente se egli è stato&amp;nbsp;in tutti questi anni un perseguitato o se invece andava realmente messo al bando dalla vicenda pubblica nazionale, rispettiamola sul serio la giustizia e applaudiamo ai responsi in grado di non suscitare la nostra ilarità nel leggere&amp;nbsp;la frase &lt;em&gt;"la legge è uguale per tutti".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-765032200097045082?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene sì, da quando non c'è più "lui" niente è come prima. Nemmeno la cara e vecchia mamma tv, che nell'era del postberlusconismo e con l'avvento del temperato regime tecnico ha perso colpi in termini di share. Non solo l'informazione e l'approfondimento paiono non suscitare più l'interesse di una volta ma perfino la comicità e la satira, tradizionali baluardi dell'intrattenimento nazionalpopolare, stentano a rinnovarsi d'abito e a stare sul pezzo.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Anche uno come me cresciuto a pane e politica, appassionato seguace dei talk-show made in Rai del martedì e del giovedì che furono, rifugiatosi infine presso la nicchia di La7 per sfuggire alla nefasta influenza del monopolio "raiset" e alle scorribande della "struttura delta", ora che &lt;em&gt;todo es cambiado&lt;/em&gt; ha ceduto come tanti altri all'andazzo del nuovo corso e la sera, stanco dei soliti schiamazzi fra guelfi e ghibellini, della vuota propaganda a go-go e delle massicce dosi di pestifera demagogia dispensate dai Gasparri o dai Di Pietro di turno, preferisce godersi un bel film avvolto dal calore del focolare domestico. A meno che a discutere di crisi economica e sociale in video ci siano i più credibili tecnici e non i politici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Questo Paese, dopo un ventennio perduto a far nulla nell'illusione di poter campare all'infinito di rendita, una interminabile transizione da arrestare e cancellare al più presto dalla storia nazionale, ha urgente bisogno di disintossicarsi. E così come rispetto alla politica la maggioranza dei cittadini ha saggiamente optato, come dimostrano gli alti indici di gradimento del governo Monti, per il repentino accontonamento delle panzane recitate a memoria dai grotteschi partituncoli nostrani, allo stesso modo ha stimato di comportarsi nel rapporto col tubo catodico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Il tendenziale calo di ascolti della "macchina da guerra" Ballarò e dei contenitori politici in genere, il mezzo fallimento del comunque innovativo progetto santoriano di Servizio Pubblico, il flop in prima serata di consolidati format come quelli di Serena Dandini e di Piero Chiambretti, assieme alla crescente disaffezione da parte del pubblico per quasi tutti i programmi di satira (il caso di Zelig è emblematico) non sono affatto fenomeni casuali. E' piuttosto un normale processo di riflusso demosociale, ora che "lui" è uscito di scena.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Perchè fino a qualche mese fa tutto ruotava attorno a Berlusconi: si restava incollati davanti al monitor per sfogare la propria indignazione contro il vecchio premier e i suoi pretoriani sempre pronti a difenderlo e a negare ogni evidenza, oppure per solidarizzare con lui e sostenerlo di fronte agli attacchi dell'orda di comici, commentatori e conduttori "servi dei poteri forti e nemici del voto popolare". Due tifoserie, insomma. E pure chi stremato cambiava canale, lo faceva non in virtù di sincere preferenze personali ma solo per non sentir più strillare di berlusconismo e di antiberlusconismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
L'esordio del festival di Sanremo di quest'anno, con lo sketch formidabile di Luca e Paolo, ha inteso prendere in giro un po' tutti: non solo i protagonisti di quell'insensato proluvio di immagini e parole che per oltre tre lustri ha dominato la programmazione televisiva ma pure i&amp;nbsp; teledipendenti succubi, presunti o reali, dell'attuale mutato scenario. E in fondo ha voluto schernire, in modo brillantemente autocritico, gli stessi attori dell'immenso circo satirico rimasti come tutti orfani del Caimano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Il primo segnale del radicale cambiamento di rotta del pubblico si è registrato col recente spettacolo di Fiorello, un autentico Monti della televisione. Si dirà che quello è un campione e avrebbe fatto il boom di ascolti a prescindere dal contesto politico e sociale ed in parte è vero. Solo che stavolta le sue serate hanno avuto più pubblico della nazionale alla finale dei mondiali di calcio, e ciò vorrà pur significare qualcosa di più e di diverso rispetto ai precedenti. Forse è semplicemente una esagerata voglia di "normalità". Di ritrovarsi, di abbassare il volume, magari anche di accontentarsi ma con serietà e buonsenso. Insomma, può darsi che il pubblico sia più avanti dei propri beniamini televisivi che invece fanno fatica  a reinventarsi e a suscitare ancora interesse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Proprio nello show di Fiorello, come dimenticare la figuraccia di Roberto Benigni evidentemente impacciato e impreparato dinanzi all'inatteso regime-change della politica? Ormai continuare a prendersela con una vecchia gloria come Berlusconi non paga più in termini di audience, è demodé, e perfino un'icona come il "toscanaccio" ha dovuto&amp;nbsp;capirlo a proprie spese. Inciampo nel quale invece non è incorso il "re degli ignoranti" (e dei qualunquisti) Adriano Celentano che nell'atteso sermone sanremese - utile solo per la promessa benefica a vantaggio di qualche bisognoso - si è come sempre prodotto in apprezzate (sigh!) chiacchiere da bar, tenendosi bene alla larga dal rischio di citare il presidente del consiglio precedente ma vincendo ugualmente il personalissimo festival dell'ovvietà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Del resto, dopo una guerra civile strisciante che nella seconda repubblica ha trasformato la tv nel principale campo di battaglia, ci stanno bene anche le pause e le castronerie del molleggiato. Per dirla con le parole di un arguto osservatore come Giampiero Mughini, che nel melmoso habitat televisivo degli ultimi anni ci ha sguazzato eccome, con la caduta di Berlusconi se ne va pure una televisione che "per molti è stata una manna durata a lungo". Ministri, leaderini e giornalisti sempre ansiosi di partecipare come ospiti a trasmissioni sempre uguali a se stesse, dove  limitarsi a "dire e ripetere sempre gli stessi sì, gli stessi no, gli stessi ni".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già, quando c'era "lui" era tutto più facile ed in molti hanno avuto l'opportunità e il demerito di sollazzarsi: argomenti effimeri, incapacità dilagante, sarcasmo fin troppo scontato. Ma il bello, soprattutto se Mario Monti terrà fede all'impegno di mettere mano pure alla televisione pubblica, viene invece adesso proprio come per la politica. Che il professore lo abbia bene a mente: l'unico divertimento davvero agognato dagli infiacchiti italiani è una composta e salutare redenzione da comportamenti e stili di vita sorpassati dalla dura, progressiva ma necessaria attualità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="320" src="http://www.youtube.com/embed/Rv_-NX4eTZQ?rel=0" width="500"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-6739774964849027559?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y-le4DjG4-WWcFgFI8STfZLTaj4/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y-le4DjG4-WWcFgFI8STfZLTaj4/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/ipCDrmqp_O0" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-16T17:34:48.631+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-7S-wvjyGJ6E/TzucojPf2HI/AAAAAAAAEpQ/Q76lG7XpRws/s72-c/tv-berlusconi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/02/perche-il-caimano-e-il-caimano-come.html</feedburner:origLink></item><item><title>Eluana Englaro, tre anni dopo: che fine ha fatto la legge sul biotestamento?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/0EkSGXcpI3c/eluana-englaro-tre-anni-dopo-che-fine.html</link><category>Eluana Englaro</category><category>Parlamento</category><category>Libertà</category><category>Diritti civili</category><category>Laicità</category><category>Salute</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Tue, 14 Feb 2012 09:52:43 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-7926524530215977541</guid><description>&lt;div style="text-align: center; clear: both;" class="separator"&gt;&lt;a style="margin-right: 1em; margin-left: 1em;" href="http://4.bp.blogspot.com/-R1xb_0tAqng/TzplbLVOGRI/AAAAAAAAEpI/XuduvEeFwu8/s1600/2864271126.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-R1xb_0tAqng/TzplbLVOGRI/AAAAAAAAEpI/XuduvEeFwu8/s400/2864271126.jpg" width="400" height="334" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; clear: both;" class="separator"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il 9 febbraio scorso è stato il terzo anniversario dalla morte di Eluana Englaro, una ricorrenza passata quasi inosservata e sotto l'assoluto silenzio di gran parte dei media intenti a raccontare le abbondanti nevicate abbattutesi sull'Italia. Lo stesso silenzio che l'ha accompagnata fino all'ultimo istante di vita (di vita?) dentro una stanza di ospedale, mentre intorno a lei infuriavano le bacchettone e volgari diatribe sul suo destino. La politica, in particolare, si è distinta per aver fatto scempio della sua dignità e del suo già martoriato corpo, trasformatosi in involontario feticcio di visioni contrapposte nell'antico scontro ideologico sull'eutanasia e sulla libertà di cura.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Eppure, se Eluana è stata e continua ad essere davvero un simbolo è innanzitutto grazie alla coraggiosa battaglia legale di suo padre Beppino, che si è opposto a quanti, in nome di fuoriose ingerenze oscurantiste, volevano costringerlo a tenere sua figlia inchiodata ad un letto contravvenendo proprio alle volontà da lei messe per iscritto all'inizio del suo calvario. Perchè Eluana non avrebbe di certo voluto trascorrere 17 anni in stato vegetativo, ma Beppino non poteva appellarsi a nessuna legge per convincere i medici a staccare la spina. E così a colmare quel vuoto ci ha dovuto pensare la magistratura, con una decisione tanto contestata quanto sofferta assunta in una lotta contro il tempo per impedire l'ennesima barbara intromissione del Parlamento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Già, il Parlamento. Cosa ha fatto, a tre anni dalla morte sconvolgente di Eluana, quel luogo avvolto da una solennità fasulla, continuamente manipolata, dove gli esponenti cattolici non sbattono ciglia che il Vaticano non voglia e dove gli esponenti laici (tranne rarissime eccezioni) rinnegano di continuo i propri civili comandamenti per non perdere le simpatie degli elettori credenti? E' vero, siamo forse ad un passo dall'approvazione di una legge sul cosiddetto biotestamento per disciplinare le disposizioni anticipate ma se mai l'iter arriverà a conclusione sarà pur sempre un compromesso al ribasso, un'ipocrita soluzione che fa prevalere vecchi dogmatismi e una visione illiberale dello Stato sull'effettivo diritto dei cittadini di avere libertà di cura e di decidere autonomamente della propria esistenza. Per questo, come annuncia lo stesso Beppino ricordando Eluana, bisognerà continuare a lottare.&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; clear: both;" class="separator"&gt;&lt;a style="margin-right: 1em; margin-left: 1em;" href="http://2.bp.blogspot.com/-P_i982a3Bn0/TzpKSlrfOuI/AAAAAAAAEow/kss458fyv90/s1600/giuseppe-englaro_290x435.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-P_i982a3Bn0/TzpKSlrfOuI/AAAAAAAAEow/kss458fyv90/s400/giuseppe-englaro_290x435.jpg" width="266" height="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; clear: both;" class="separator"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.lucacoscioni.it/pdl-test-bio" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(230, 145, 56);font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;" &gt;disegno di legge Calabrò&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; (dal nome del Senatore proponente), che ha già subito diversi interventi restrittivi nella successiva discusione alla Camera, appare infatti incostituzionale laddove non estende la possibilità di decidere del proprio destino, allo stato ipotizzata solo per i soggetti capaci di intendere e di volere, anche alle persone in stato vegetativo per questo impossibilitate, se non appunto attraverso dichiarazioni preventive, a compiere qualsiasi scelta. In sostanza, il testo impedisce ai cittadini di scrivere nero su bianco, esattamente come fece Eluana, che non vorranno essere alimentati e idratati artificialmente in caso di perdita permanente di coscienza. Ma se la Costituzione riconosce a tutti il godimento dei diritti fondamentali, il Parlamento può limitare la possibilità di esercitare quello della libertà di cura decidendo quale categoria di cittadini può accedervi e quale no?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sempre ammesso che il provvedimento vedrà mai la luce, è logico attendersi numerosi ricorsi pure in virtù della &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.contrappunti.info/ma/index2.php?option=com_content&amp;amp;do_pdf=1&amp;amp;id=693" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(230, 145, 56);font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;" &gt;sentenza della Corte di Cassazione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; che ha invece espressamente sancito che l'autodeterminazione terapeutica, in quanto diritto personale inviolabile, non può incontrare limiti. Molti cittadini, del resto, proprio dopo aver assistito ai penosi contorni della vicenda di Eluana, non sono affatto intenzionati a farsi imporre una restrizione delle proprie libertà civili in nome di precetti morali o religiosi. Nel caso della salute, poi, l'etica non può c'entrare nulla ma deve intervenire appunto ed in via esclusiva la volontà personale. Che si tratti di un'ovvia circostanza lo dimostra il fatto che continuano ad aumentare le persone che si rivolgono agli uffici comunali dove sono istituiti i relativi registri, per dichiarare e certificare le proprie disposizioni anticipate di trattamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dunque, il clima culturale del nostro Paese, pur trattandosi di una società ancora arretrata e governata da una politica priva di coraggio e raramente in sintonia col sentimento più profondo della gente, come spesso accade (basta citare le battaglie per l'aborto e per il divorzio) è andato radicalmente rovesciandosi negli anni più recenti. Per tale ragione è doveroso pretendere che il Parlamento, se proprio vuole intervenire sulla materia, agisca senza cedere a ingerenze esterne e soprattutto nel più totale rispetto della Costituzione. Altrimenti, non è infondato ritenere che, anche in questo caso, l'iniziativa dal basso della società civile si farà sempre più pressante e decisiva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; clear: both;" class="separator"&gt;&lt;a style="margin-right: 1em; margin-left: 1em;" href="http://4.bp.blogspot.com/-OcST8SHphfQ/TzpLQx8kOTI/AAAAAAAAEo4/oph6v4sSKY4/s1600/biotestamento01G.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-OcST8SHphfQ/TzpLQx8kOTI/AAAAAAAAEo4/oph6v4sSKY4/s400/biotestamento01G.jpg" width="400" height="285" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Di seguito, la sintesi dei punti salienti e più controversi del testo di legge già approvato dal Senato e ancora all'esame della Camera:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Divieto di eutanasia o di aiuto al suicidio&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; - La vita umana è tutelata quale diritto inviolabile e indisponibile anche nella fase terminale dell'esistenza e nell'ipotesi in cui la persona non sia più in grado di intendere e di volere, fino alla morte accertata. Il medico, cui spetta comunque l'ultima decisione sul trattamento, è obbligato a informare il paziente sul divieto di eutanasia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Consenso informato&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; - Ogni trattamento sanitario è attivato previo consenso informato esplicito e dopo corrette informazioni dei medici. Il documento di consenso informato, sottoscritto dal paziente, diventa parte integrante della cartella clinica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Stop idratazione e alimentazione solo per malati terminali&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; - Alimentazione e idratazione artificiali non possono mai essere oggetto di Dichiarazioni anticipate di trattamento, ed è vietato sospenderle tranne quando diventino inefficaci nella fase terminale della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;In Dichiarazioni solo orientamenti e non volontà&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; - Nelle Dichiarazioni anticipate di trattamento si potranno esprimere semplici orientamenti e non vere e proprie volontà, e solo sui trattamenti che si intende attivare ma non su quelli che si vuole sospendere o a cui ci si rifiuta di essere sottoposti. Rimane in ogni caso previsto che si possa rinunciare alle cure che appaiono sproporzionate o sperimentali, vale a dire nei casi di accanimento terapeutico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Ristretta la platea dei fruitori&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; - Rispetto alla versione del Senato, un emendamento presentato alla Camera prevede che le Dichiarazioni anticipate in origine estese anche ai soggetti permanentemente non in grado di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario e le sue conseguenze, tornano ad avere esclusiva efficacia quando invece c'è accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale. In altri termini, solo per gli stati vegetativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Videoricostruzioni vietate&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; - I videotestamenti e le ricostruzioni filmate di intenti fatte a posteriori non hanno alcun valore legale. Il biotestamento si può fare solo in forma scritta o dattiloscritta con firma autografa del soggetto interessato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nomina fiduciario&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; - Nel testamento biologico si può nominare un fiduciario. In assenza, i compiti assegnati a quest'ultimo passano ai familiari del paziente secondo l'ordine previsto dal codice civile per le successioni dei beni materiali: prima i genitori, poi i figli e i successivi gradi di parentela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Niente più collegio speciale per controversie&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; - Salta la previsione di un apposito collegio medico, designato dall'Asl, per dirimere le controversie fra medico e fiduciario. In questo modo, il medico curante torna ad avere più potere decisionale e gli orientamenti del malato saranno da lui valutati in scienza e coscienza, in applicazione del principio dell'inviolabilità della vita umana. Nessuna commissione avente parere divergente potrà più stopparne l'iniziativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: rgb(153, 153, 153);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="background-color: rgb(153, 153, 153);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center; clear: both;" class="separator"&gt;&lt;a style="margin-right: 1em; margin-left: 1em;" href="http://4.bp.blogspot.com/-Iz1otYZZiuw/Tzpdd3enzLI/AAAAAAAAEpA/XcmkT0MtmiQ/s1600/testamento-biologico.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;span style="background-color: rgb(153, 153, 153);"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-Iz1otYZZiuw/Tzpdd3enzLI/AAAAAAAAEpA/XcmkT0MtmiQ/s400/testamento-biologico.jpg" width="400" height="300" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNoSpacing"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Infine, uno &lt;/span&gt;&lt;a href="http://images.prod.fondazioneveronesi.it/listitems/1302267664_73/modulotestamentobiologico.pdf" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: rgb(230, 145, 56);font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;" &gt;schema tipo di testamento biologico&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt; predisposto dalla "Fondazione Veronesi per il progresso delle scienze". Nella speranza che si possa giungere presto al miglior impianto normativo possibile e che, a tal fine, la libertà di coscienza dei cittadini prevalga come è giusto su quella dei parlamentari e di chi ne ispira dall'esterno l'azione legislativa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-7926524530215977541?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wHrEgkPlkMFFvGbohtODkh0KqPw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wHrEgkPlkMFFvGbohtODkh0KqPw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wHrEgkPlkMFFvGbohtODkh0KqPw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/wHrEgkPlkMFFvGbohtODkh0KqPw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/0EkSGXcpI3c" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-14T18:52:43.928+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-R1xb_0tAqng/TzplbLVOGRI/AAAAAAAAEpI/XuduvEeFwu8/s72-c/2864271126.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/02/eluana-englaro-tre-anni-dopo-che-fine.html</feedburner:origLink></item><item><title>Impreparati e cialtroni: quello strano vizio degli italiani di farsi ridere dietro dal mondo</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/idtASlam6LI/impreparati-e-cialtroni-quello-strano.html</link><category>Alemanno</category><category>Monti</category><category>Obama</category><category>Forconi</category><category>Schettino</category><category>Neve</category><category>Italia</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Fri, 10 Feb 2012 06:42:03 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-4679407978790432323</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-bQMyS3ZUnyg/TzOZOeC22NI/AAAAAAAAEog/uPwjamfqn0A/s1600/alemanno-spala-neve.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="285" src="http://3.bp.blogspot.com/-bQMyS3ZUnyg/TzOZOeC22NI/AAAAAAAAEog/uPwjamfqn0A/s400/alemanno-spala-neve.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Dopo vent'anni di berlusconismo non c'è di che sorprendersi, ma con l'avvento del governo dei capaci pensavamo di essere divenuti tutti un po' più maturi e seri. E invece no. Le ultime settimane - fra capitani codardi, forconi spuntati e sindaci spalatori - ci hanno regalato una serie di gag davvero niente male per un popolo abituato da sempre a farsi ridere dietro dal mondo. E' nella nostra indole, e non se ne abbiano a male i soliti stagionali dell'ipocrita patriottismo, quelli "che pure gli altri c'hanno i loro difetti".&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Noi italiani, per citare "Il Carbonaro", una spassosa striscia pubblicata dal quotidiano online "il futurista", siamo un popolo di &lt;em&gt;«Mammoni, piagnoni, pigri e svogliati. Ma anche ipocriti, furbi e paraculi&lt;/em&gt;&lt;em&gt; [...] &lt;/em&gt;&lt;em&gt;al contempo immorali e moralisti. Siamo tutto e il contrario di tutto, diciamo convinti una cosa e la neghiamo il giorno dopo. Ecco perchè veniamo schifati dall'Europa: perchè siamo degli spergiuri, dei chiagniefotti, dei tagliagole devoti alla Maronna. Popolo bue, popolo beo, popolo baubau. Portatori di pizza ai citofoni d'Europa, ecco il nostro destino».&lt;/em&gt; Ed io sottoscrivo in pieno.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Perchè, per citare sempre un intervento della stessa rubrica, &lt;em&gt;«Io no, non credo. Non ci credo che questo Paese cambi, che diventi moderno e normale. Sì, fottutamente normale. Io vi odio italiani pecioni, raffazzonati, bugiardi. Sì, voi figli di Pinocchio, voi che sotterrate soldi perchè ne cresca un albero, voi che correte dietro al primo Lucignolo, voi che anche quando ragliate da somari la colpa non è mai vostra, voi che pregate la Madonna mentre andate a puttane. No, non cambierà mai nulla in questo Paese. Viziati come quei cani che i padroni lasciano cagare al centro del marciapiede, come quei padroni figli di cane che "senza la fattura c'è lo sconto". Vi ucciderei tutti, 58 milioni di volte...».&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Esagero? Sono troppo ingeneroso? Sputo nel piatto in cui mangio fin dalla nascita? Può darsi. Ma quando guardo negli occhi i miei ancora piccoli e inconsapevoli figli e penso a quale società li attende, allora detesto me stesso per averli messi al mondo e i miei genitori sessantenni e tutta la loro egoista generazione che ha spremuto questo Paese come un limone vivendo a lungo al di sopra delle proprie possibilità. Per lasciare in eredità un cumulo di macerie sociali, economiche e morali a noi venuti dopo e a chi ancora ci succederà.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Schettino, quel pacioso italiano medio che ha causato la tragedia della nave Concordia, non è come pure alcuni indulgenti sociologi hanno azzardato nelle proprie analisi "un raro ed eccezionale esempio di cialtroneria capitato per caso al posto sbagliato nel momento sbagliato". No, perdio, lui è la regola! Perchè di sciagurati simili se ne incontrano a bizzeffe in ogni ambito della società, anche in quelli in cui proprio non dovrebbero stare, e loro sanno bene di non essere l'eccezione né di suscitare, per questo, l'automatico disprezzo di chi li circonda e conosce.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Questo, in fondo, è il Paese del familismo e dei leccaculo; degli idioti che alimentano l'indotto mediatico dei reality; dei Lavitola e degli Schettino; dei Lele Mora e dei Fabrizio Corona; del turismo dell'orrore ad Avetrana; dei milioni di voti a Berlusconi; delle cricche, degli evasori fiscali, della criminalità organizzata. Questo è il Paese in cui uno come me favorevole al nucleare è costretto a votare SI al referendum ben sapendo che a mettere le mani sul business delle centrali sarebbero stati la mafia, la 'ndrangheta o la camorra, magari in combutta con un Anemone o un Piscicelli qualsiasi. Questo è il Paese in cui per ottenere qualcosa basta urlare, minacciare, fare ammuina e dove invece studiare, essere seri ed onesti, rispettare le regole suscita l'ironia della massa e conduce solo all'emarginazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;O forse bisogna davvero considerare i vergognosi dati statistici che ci riguardano, puntualmente raccolti e diffusi dalle principali agenzie internazionali, inopportune manifestazioni "antitaliane" punto e basta? E' semplicemente un pregiudizio, in Europa e nel mondo intero, verificare e certificare ad esempio che siamo al solito il Paese occidentale più corrotto e in cui si rispettano meno le pari opportunità sul lavoro e in cui si studia, si legge e ci si informa di meno?&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;In giro ci sarà pure chi non nasconde la sua viscerale antipatia per il nostro modo di vivere e di pensare, ma la verità è che da noi non conta la sostanza ma solo la forma, l'immagine, la finzione. Alemanno, fedele a questa prassi, ha battuto tutti i record e ha trascorso quasi l'intera settimana della bufera di 10 centimetri di neve abbattutasi sulla Capitale con la vanga in mano e le telecamere al seguito. Ma ha fatto bene, perchè chi l'ha eletto lo vuole proprio così: fasullo, demagogo, scaricabarile e da ultimo perfino complottardo. E il popolo italiano - quello bue, beo e baubau - purtroppo ci mette sempre una vita per accorgersi dei propri errori e di pacchiane storture che altrove non farebbero fatica a individuare e ad espellere.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Pazienza. Senza dissimulare l'indignazione, personalmente continuerò a sputare questa pietanza indigesta fregandomene delle reprimende dei sopracciò assuefatti al sistema (che include a pieno titolo pure quanti berciano contro di esso in nome del popolo, fuori e dentro i Palazzi del potere). E sforzandomi tuttavia di acconciare, per il futuro, un pasto migliore per i miei bambini perchè questo è pur sempre il Paese nel quale cresceranno e col quale dovranno fare i conti. E' pur sempre il mio stesso Paese, che credo di amare più di tanti italiani medi prontissimi a difenderlo dagli attacchi esterni ma ancor più a farne scempio dall'interno per il proprio misero tornaconto.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Un Paese che oggi, nonostante i milioni di Schettino, di forconi e di Alemanno liberi di imperversare, nonostante un tessuto sociale profondamente arretrato e una classe politica in larga parte penosa, tenta grazie a Monti e a quanti sinceramente lo sostengono di recuperare un briciolo di dignità e di riconquistare di nuovo il rispetto dell'Occidente.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Bj4FEBWKWOg/TzUI3vSpSwI/AAAAAAAAEoo/AlBMfYOgaAk/s1600/ap-monti-obama.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="182" src="http://3.bp.blogspot.com/-Bj4FEBWKWOg/TzUI3vSpSwI/AAAAAAAAEoo/AlBMfYOgaAk/s400/ap-monti-obama.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-4679407978790432323?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gqUX77q8Vou7Evfcg44muVZRG4k/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gqUX77q8Vou7Evfcg44muVZRG4k/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gqUX77q8Vou7Evfcg44muVZRG4k/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/gqUX77q8Vou7Evfcg44muVZRG4k/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/idtASlam6LI" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-02-10T15:42:03.628+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-bQMyS3ZUnyg/TzOZOeC22NI/AAAAAAAAEog/uPwjamfqn0A/s72-c/alemanno-spala-neve.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/02/impreparati-e-cialtroni-quello-strano.html</feedburner:origLink></item><item><title>Casta che vince, casta che perde. Come intervenire sui costi della politica oltre i gesti simbolici</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/3zxw4mWpMxI/casta-che-vince-casta-che-perde-come.html</link><category>Finanziamenti ai partiti</category><category>Democrazia</category><category>Costi della politica</category><category>Stipendi parlamentari</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Fri, 03 Feb 2012 23:58:06 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-4923445725463713455</guid><description>&lt;iframe allowtransparency="true" frameborder="0" id="twttrHubFrame" name="twttrHubFrame" scrolling="no" src="http://platform.twitter.com/widgets/hub.1326407570.html" style="height: 10px; position: absolute; top: -9999em; width: 10px;" tabindex="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9Rvvha_1M4g/Tykm8_8Fj6I/AAAAAAAAEnw/PVfZJzMVhhM/s1600/tnsc--1657013336.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="250" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-9Rvvha_1M4g/Tykm8_8Fj6I/AAAAAAAAEnw/PVfZJzMVhhM/s400/tnsc--1657013336.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Che la politica e i suoi costi dovessero tornare prepotentemente al centro del dibattito pubblico, specie in questa fase di enormi sacrifici per i cittadini, era fuori discussione. Ma che se ne stia parlando stavolta senza scadimenti demagogici, quando invece in passato non si faceva altro che inveire propagandisticamente contro la "casta" per lasciare poi sempre inalterate le cose, è il vero elemento di novità probabilmente favorito dal clima di sobrietà e di rigore inaugurato dal governo dei tecnici e dal consenso che questo riscuote nella comunità.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad osservare bene il quadro complessivo della nostra società, si avverte infatti che i feroci istinti improntati all'antipolitica stanno via via cedendo spazio a un più razionale sentimento di responsabilità pur nella netta rivendicazione di chiari segnali di rinnovamento, almeno fra i cittadini stessi che comprendono che certe misure "rivoluzionarie" sono a questo punto inevitabili e che il bene comune deve rappresentare finalmente l'orizzonte condiviso da tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Il 17 febbraio prossimo, per uno strano scherzo del destino, cadrà il ventennale dall'esplosione di tangentopoli. Una pagina fosca della nostra vicenda nazionale dalla quale si provò ad uscire anche allora affidando le speranze di salvezza alla competenza del tecnico Ciampi e dei suoi ministri, in una cornice caratterizzata da agitazioni popolari forse ancora più accese delle attuali. In quel caso si protestava contro la diffusa corruzione dei partiti e le presunte connivenze fra Stato e mafia (si era alla vigilia delle stragi di Capaci e di Via d'Amelio), e comunque emergeva una possibile alternativa sul piano politico grazie all'impegno del vasto e trasversale movimento referendario promosso da Mario Segni e dal solito attivismo dei Radicali.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Oggi, al contrario, non si riesce a intravedere nessuna opzione credibile e affidabile in grado di subentrare alla fallimentare seconda repubblica, sorta proprio sulle ceneri dell'esperienza precedente rimossa a furor di popolo, tanto che l'ostilità non si manifesta più verso i partiti come vent'anni fa ma&amp;nbsp;si rivolge alla politica - e quindi al sistema - in senso ampio. E quest'ultima, divenuta negli ultimi lustri una sorta di "partitocrazia senza partiti", assurta agli onori delle cronache più per la propria inettitudine che per le distinzioni ideali e programmatiche, fondata su una rete di contenitori autoreferenziali e spesso personali, priva di reale legittimazione democratica per un sistema elettorale assurdo e capace solo di produrre una pletora di incopetenti manutengoli sostentati dalla collettività, come ha pensato di uniformarsi al gravoso new deal tutto lacrime e sangue? Col tanto invocato taglio delle retribuzioni dei parlamentari? Sì, ma si tratta solo di un'illusione come già molti esperti e commentatori hanno dimostrato e di un provvedimento che peraltro non convince affatto gli elettori.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-eB5RmaaEIps/Tyv5bM87eXI/AAAAAAAAEoI/DGzsVQpmpk8/s1600/Listener4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="201" src="http://3.bp.blogspot.com/-eB5RmaaEIps/Tyv5bM87eXI/AAAAAAAAEoI/DGzsVQpmpk8/s400/Listener4.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;In teoria, sarebbe appunto una sforbiciata di 1.300                   euro lordi mensili (pari a circa 700 euro netti in meno); in realtà, è semplicemente il congelamento (provvisorio o definitivo?) dell'aumento delle indennità di deputati e senatori già stabilito prima dell'avvento del severo Monti. Insomma, una decisione                   giunta all'ultimo istante utile e modulata sul contestuale provvedimento che prevede - come per tutti gli italiani - il passaggio dal&amp;nbsp;regime pensionistico retributivo a quello contributivo. Misura, quest'ultima, considerato che gli odiosi vitalizi sono parte dell'imponibile a differenza dei contributi previdenziali, che in assenza di modifiche avrebbe avuto come effetto paradossale quello di aumentare la busta                   paga netta degli eletti (meglio definirli "nominati").&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Ecco perchè gli uffici di presidenza di Camera e Senato, probabilmente indotti a ciò anche dalle vivaci polemiche seguite alla pubblicazione dei &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2012/01/cifre-commissione-giovannini.pdf?uuid=b28bf69a-36a3-11e1-aef3-a69d3345115a" target="_blank"&gt;risultati dell'indagine commissionata dal governo e realizzata dall'Istat&lt;/a&gt; qualche settimana fa (la cosiddetta "Commissione Giovannini), che descrive i nostri deputati e senatori come i più pagati in Europa, si sono affrettati a correre ai ripari sbandierando come vere e proprie rinunce dei tagli neanche simbolici ma di fatto solo formali che in sostanza non ridurranno le retribuzioni percepite dagli inquilini del Palazzo. Certo, alla fine il risparmio per le casse dello Stato ci sarà ma consisterà in un blando placebo inadeguato a risolvere alla radice il bubbone dei costi eccessivi della politica italiana. Sarebbe stato molto meglio, se davvero si aveva intenzione di spendere una buona carta dal valore emblematico, intervenire più drasticamente proprio sui vitalizi per eliminarli&amp;nbsp;del tutto&amp;nbsp;invece di limitarsi ad&amp;nbsp;alleggerirli.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Retribuzioni dei deputati europei:&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;table border="1" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="78"&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Italia&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Francia&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="78"&gt;Germania&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Spagna&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Olanda&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Belgio&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Austria&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="78"&gt;Stipendio&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;11.283&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;7.100&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="78"&gt;7.668&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;2.813&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;8.500&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;7.374&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;8.160&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="78"&gt;Diaria&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;3.503&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="78"&gt;3.984&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;1.823&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;1.638&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="78"&gt;Rimborso trasporti&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;1.131&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="78"&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Retribuzioni&amp;nbsp;dei senatori europei:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table border="1" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Italia&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Francia&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Spagna&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Olanda&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Belgio&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Austria&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;Vitalizio&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;11.555&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;7.100&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;3.126&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;2.323&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;7.374&lt;/td&gt;&lt;td valign="top" width="72"&gt;4.080&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Del resto, regalando meno soldi pubblici a un migliaio di allegri buontemponi che indegnamente (o degnamente, fate un po' voi) ci rappresentano in Parlamento, si possono forse appagare gli istinti giustizialisti di qualche indignato ma non si contribuisce a riformare seriamente il sistema politico nel suo complesso. La politica, atavicamente sorda alle sollecitazioni dell'opinione pubblica e puntualmente distratta quando si tratta di dare il buon esempio, va costretta a ripensare il proprio&amp;nbsp;ruolo tanto sul piano sociale quanto su quello istituzionale. Con i partiti che, così come sono ridotti, hanno l'obbligo morale di rifondarsi e di azzerare anche la propria storia più recente in nome di un interesse superiore.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Il primo, vero e tangibile elemento di discontinuità sarebbe quello di rinunciare alle proprie rendite piccole o grandi per supportare efficacemente, senza trucchi e senza inganni,&amp;nbsp;l'arduo tentativo del governo Monti di farci uscire dal tunnel della recessione. In fondo, se siamo a questo punto, è innanzitutto a causa della cattiva politica e di un lungo periodo di immobilismo. Più nello specifico, invece, occorre urgentemente definire nuovi modelli di rappresentanza per rendere daccapo i cittadini protagonisti della nostra imperfetta democrazia e, di pari passo, varare una sorta di codice etico riconosciuto e rispettato da tutte le parti in campo proprio&amp;nbsp;al fine di&amp;nbsp;ridurre il dilagante sentimento di idiosincrasia popolare nei confronti di quella che è considerata a ragione la casta per eccellenza.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-txAdnCaRD0c/TywCPEm865I/AAAAAAAAEoQ/d_IAbGv4HS8/s1600/alfano_bersani_casini_monti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="266" src="http://4.bp.blogspot.com/-txAdnCaRD0c/TywCPEm865I/AAAAAAAAEoQ/d_IAbGv4HS8/s400/alfano_bersani_casini_monti.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In sostanza, si dovrebbe procedere quasi a&amp;nbsp;"liberalizzare" la funzione stessa della politica e dei partiti, aprendoli al contributo spontaneo di chi è pronto a spendersi civicamente solo sulla scorta della condivisione di idee e di valori e precludendo loro, con opportune e adeguate previsioni normative, l'asfissiante occupazione di settori vitali della vita sociale a partire dall'informazione e dalla sanità.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;I fatti clamorosi di questi giorni (ma se si guarda a ciò che sta avvenendo ad esempio in Lombardia dovremmo dire "di questi mesi"), che hanno visto tornare alla ribalta tanti casi di corruzione strettamente connessi all'annosa questione del finanziamento ai partiti, la dicono lunga sul rispetto delle regole che vige in questo Paese anche ai più alti livelli istituzionali. A mente lucida, però, si può affermare che nell'ultima vicenda che ha riguardato l'ex tesoriere della Margherita, che ha sottratto 13 milioni di euro al suo partito, non è tanto il risvolto penale a colpire quanto piuttosto la circostanza che un soggetto politico da tempo inesistente continui a percepire risorse pubbliche sotto forma di rimborsi elettorali o di contributi a fondazioni e a giornali a latere.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Naturalmente - benché in modo isolato Bersani e Casini, forse perchè a differenza di altri leader politici magari più idealisti ma meno smaliziati hanno fiutato una nuova ondata giudiziaria esattamente come nel 1992 (pure stavolta saranno coinvolte figure di primo piano che "non potevano non sapere"?), stiano prontamente sollecitando azioni legislative del Parlamento per sanare quest'ennesimo obbrobrio italiano - è scontato attendersi che le segreterie dei partiti avranno molte titubanze dinanzi all'eventualità di non vedersi più riconosciuti i lauti sostentamenti statali finora incassati. Pertanto, pure in questo caso, sarebbe bene che ad intervenire&amp;nbsp;fosse l'attuale governo col suo solito piglio decisionista seppure assolutamente politico. E se quella che si spaccia per "vera politica" osasse ostacolarne l'iniziativa con ricatti o, peggio ancora, facendolo saltare per difendere i propri privilegi ormai indifendibili,&amp;nbsp;&amp;nbsp;dovrebbe assumersi la responsabilità davanti al Paese che certamente non ne gioverebbe.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Sono anni che attendiamo, magari non tutti ma certamente in tanti, riforme vere che contribuiscano ad abbattere la deleteria influenza della politica sulla spesa pubblica: dal taglio reale delle province all'eliminazione di una delle due camere, per non parlare della consistente riduzione dei consiglieri regionali e della soppressione di enti, autority e analoghe sub-strutture assolutamente inutili e funzionali solo al bisogno dei partiti&amp;nbsp;di piazzare i propri affiliati trombati e recalcitranti. Ma finora, al di là delle promesse da campagna elettorale e dei periodici proclami propagandistici, assolutamente nulla. Figurarsi allora se i nostrani partiti di cartapesta avranno mai il coraggio di mettere mano ai meccanismi di finanziamento della politica! E pure laddove lo faranno, non è infondato ritenere che si tratterà nuovamente di provvedimenti-spot demagogici, sulla falsariga della (presunta) riduzione delle indennità parlamentari.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Di seguito, il peso della politica sulle tasche dei cittadini nell'ultimo triennio:&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-KmkWVYME5YA/Tyv4zgTzq-I/AAAAAAAAEoA/yWSrqSfg0EM/s1600/Listener3.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-KmkWVYME5YA/Tyv4zgTzq-I/AAAAAAAAEoA/yWSrqSfg0EM/s640/Listener3.png" width="427" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;L'obiezione di alcuni secondo cui "la democrazia ha dei costi" non è più sufficiente a giustificare un andazzo di fatto illegale.&amp;nbsp;Sì, perchè dietro la spinta emotiva scaturita proprio da tangentopoli uno dei referendum del lontano 1993 aveva abrogato il regime del finanziamento pubblico ai partiti i quali, come dimostra l'odierna cronaca, se ne sono tuttavia infischiati continuando a dissipare&amp;nbsp;sotto altre forme le risorse della cosa pubblica. Si pensi proprio all'attuale legislatura: quanti gruppi e sotto-gruppi fasulli sono nati dentro il Parlamento, anche per ragioni di misero trasformismo di singoli deputati e senatori, solo per estorcere soldi allo Stato?&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Il finanziamento ai partiti fantasma, usciti di scena da anni ma che sono ancora lì a percepire il contributo al gruppo di riferimento pur non avendo più membri in Parlamento  a rappresentare i cittadini, è una vera e propria truffa bipartisan.&amp;nbsp;I casi più eclatanti, oltre alla citata Margherita, riguardano Forza Italia, Alleanza  Nazionale e i Ds che addirittura in alcune realtà regionali avevano fino a pochi mesi fa i propri gruppi consiliari regolarmente costituiti, pur essendosi presentati alle elezioni coi nuovi nomi e coi nuovi simboli.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Escamotage reso possibile da un comma (approvato trasversalmente, &lt;span class="st"&gt;ça va sans dire) &lt;/span&gt;del decreto cosiddetto "mille proroghe" del 2006 che ha consentito, peggiorando&amp;nbsp;i precedenti impianti normativi già dalle maglie molto larghe (la Legge n. 157/1999 e la Legge n. 156/2002), di ottenere&amp;nbsp;il  finanziamento pubblico per tutta la legislatura anche in caso della sua interruzione anticipata. In concreto, per menzionare a tal riguardo la fattispecie che ha più dell'incredibile, dopo la crisi politica del 2008 che portò alla caduta del governo Prodi e alle elezioni anticipate&amp;nbsp;quasi tutti i partiti presenti in quel Parlamento hanno continuato a ricevere i finanziamenti pure durante l'attuale legislatura, malgrado in alcuni casi si siano sciolti oppure non abbiano ottenuto rappresentati nelle Camere per il mancato&amp;nbsp;superamento della soglia di sbarramento prevista. Si tratta di un vulnus democratico forse perfino più grave della squallida legge elettorale che ci ritroviamo.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Attenzione, però, perchè la voracità dei partiti non si realizza solo a livello di&amp;nbsp;trasferimenti di denaro sui propri conti correnti (attivi non solo in Italia) da parte dello Stato&amp;nbsp;ma anche per le rendite patrimoniali derivanti dal tesoretto composto da decine e decine di immobili acquisiti da enti pubblici dismessi - secondo una consuetudine comune ai sindacati - e spesso concessi in locazione a studi professionali, ad agenzie finanziarie e a catene commerciali pur mantenendo per legge l'attribuzione di voce di spesa nel bilancio dello Stato. Sarà forse questa la ragione che ha sempre impedito, nelle più recenti manovre finanziarie approvate in tempi di crisi, di inserire una norma che prevedesse la dismissione di gran parte del patrimonio pubblico ormai infruttifero? Senza dimenticare&amp;nbsp;le somme&amp;nbsp;incamerate a titolo di contributi all'editoria - non di rado&amp;nbsp;ingiustificate se si pensa&amp;nbsp;al foglio diretto da Lavitola - che gonfiano ancora di più la bolla.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;La voce principale e più anomala rimane comunque quella relativa ai rimborsi elettorali. Prendendo in esame soltanto i contributi erogati alle forze politiche nel corso della seconda repubblica, vale a dire dal 1994 (subito dopo il referendum che abrogò il finanziamento pubblico) alla data delle ultime elezioni politiche svoltesi nel 2008, questo è il quadro che ne risulta così come rilevato pure dalla Corte dei Conti:&lt;/div&gt;&lt;table class="stripeMe" style="text-align: center;"&gt;&lt;tbody style="text-align: left;"&gt;
&lt;tr style="text-align: left;"&gt;&lt;th style="text-align: left;"&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: left;"&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: left;"&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: left;"&gt;&lt;/th&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class="alt" style="text-align: left;"&gt;&lt;th style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Elezioni&lt;/span&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Spese &lt;/span&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Contributi &lt;/span&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Differenza&lt;/span&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/th&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;POLITICHE&amp;nbsp;1994&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&amp;nbsp; 36.264.124,34&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;46.917.449,32&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;10.653.324,98&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class="alt" style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;EUROPEE 1994&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;15.595.788,66&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;23.458.724,66&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;7.862.936,00&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;REGIONALI 1995&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;7.073.555,52&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;29.722.776,08&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;22.649.220,56&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class="alt" style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;POLITICHE 1996&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;19.812.285,84&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;46.917.449,32&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;27.105.163,48&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;EUROPEE 1999&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;39.745.844,39&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;86.520.102,57&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;46.774.258,18&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class="alt" style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;REGIONALI 2000&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;28.673.945,87&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;85.884.344,63&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;57.210.398,76&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class="over" style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;POLITICHE 2001&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;49.659.354,92&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;476.445.235,88&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;426.785.880,96&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class="alt" style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;EUROPEE 2004&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;87.243.219,52&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;246.625.344,75&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;159.382.125,23&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;REGIONALI 2005&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;61.933.854,85&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;208.380.680,00&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;146.446.825,15&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class="alt" style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;POLITICHE 2006&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;122.874.652,73&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;499.645.745,68&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;376.771.092,95&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr style="text-align: left;"&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;POLITICHE 2008&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;110.127.757,19&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;503.094.380,09&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;392.966.623,71&lt;/td&gt;&lt;td style="text-align: right;"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr class="alt" style="text-align: left;"&gt;&lt;th style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;TOTALE&lt;/span&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;579.004.383,83&lt;/span&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;2.253.612.233,79&lt;/span&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&amp;nbsp;1.674.607.849,96&lt;/span&gt;&lt;/th&gt;&lt;th style="text-align: right;"&gt;&lt;/th&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt; &lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E questi sono invece i finanziamenti ricevuti dai singoli partiti o movimenti politici nel decennio 1994/2004 a titolo di rimborsi elettorali (espressi in milioni di euro):&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Partito/&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;Rimborso&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forza Italia - 638,2&lt;br /&gt;
PD - 253,1&lt;br /&gt;
AN - 237,2&lt;br /&gt;
PDS/DS - 184,6&lt;br /&gt;
L'Ulivo - 151,9&lt;br /&gt;
Uniti nell'Ulivo per l'Europa - 114,4&lt;br /&gt;
UDC - 113,8&lt;br /&gt;
Rifondazione Comunista - 104,9&lt;br /&gt;
Lega Nord - 102,4&lt;br /&gt;
Margherita - 85,1&lt;br /&gt;
IDV - 72,1&lt;br /&gt;
Verdi - 35,3&lt;br /&gt;
PPI - 33,1&lt;br /&gt;
Comunisti Italiani - 31,1&lt;br /&gt;
PDL - 22,7&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Infine, la tabella dei rimborsi accordati a ciascun partito per le sole elezioni politiche del 2008:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-IQ4hfCh6EXE/Tyv4db6GwlI/AAAAAAAAEn4/Q9ptLzoCFg0/s1600/rimborsi_partiti_2009.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="348" src="http://3.bp.blogspot.com/-IQ4hfCh6EXE/Tyv4db6GwlI/AAAAAAAAEn4/Q9ptLzoCFg0/s400/rimborsi_partiti_2009.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Nelle more che il severo prof. Monti sculacci e metta in riga, dopo&amp;nbsp;aver castigato i cittadini comuni,&amp;nbsp;anche i riottosi e poco disciplinati parlamentari, è come spesso accade la società civile ad attivarsi proponendo soluzioni di riforma radicale del sistema politico. Un comitato appena costituitosi e&amp;nbsp;presieduto da Elio Veltri, promuove una &lt;a href="http://www.nomos.name/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=9:riforma-dei-partiti-e-taglio-dei-costi-della-politica&amp;amp;catid=12&amp;amp;Itemid=121" target="_blank"&gt;legge di iniziativa popolare per la riforma dei partiti e il taglio dei costi della politica&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In particolare, essa prevede la piena attuazione dell'art. 49  della Costituzione attivando più scrupolosi meccanismi di controllo della democrazia interna ai soggetti politici,&amp;nbsp;soprattutto in riferimento&amp;nbsp;ai finanziamenti e ai bilanci, e la corresponsione dei rimborsi elettorali vincolata al parere della Corte dei Conti. Ancora, mira a legare la percezione di indennità e vitalizi all'effettivo tempo di&amp;nbsp;svolgimento delle funzioni elettive, che si tratti di&amp;nbsp;parlamentari&amp;nbsp;o di  consiglieri regionali. E da ultimo, vuol sottrarre completamente alla politica&amp;nbsp;il potere di nomina dei vertici di aziende partecipate come RAI, ENI, ENEL e Finmeccanica. Un impianto di proposte molto interessanti che merita di essere approfondito, ma che a mio avviso si basa su una netta volontà punitiva sul sentiero pericoloso dell'antipolitica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'osservanza delle regole, tutto sommato, si può favorire ricorrendo a percorsi più aperti e flessibili.&amp;nbsp;E' per questo che considero più suggestiva la proposta avanzata di recente dal prof.&amp;nbsp;Massimo Teodori, presidente dell'&lt;a href="http://www.associazioneliberaitalia.it/" target="_blank"&gt;Associazione Libera Italia&lt;/a&gt; e sincero riformista di lungo corso. Questa consiste nella definizione di un sistema di finanziamento  misto pubblico-privato, non statalista ma fondato sulle&amp;nbsp;esplicite scelte volontarie dei singoli cittadini o delle persone giuridiche (società, fondazioni, ecc.), stabilendo a monte le soglie massime delle donazioni. Si tratta di una soluzione già sperimentata in molte&amp;nbsp;democrazie occidentali, in primo luogo&amp;nbsp;negli Stati Uniti dove l'elezione dei Presidenti si gioca anche sulla capacità di creare lobby - che non è di per sé un termine disdicevole - e di stimolarle nelle attività di "fund raising". &lt;span class="adv"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo Teodori, tale metodo potrebbe&amp;nbsp;incentivare anche nel nostro Paese e pure fra i cittadini meno abbienti le donazioni volontarie ai soggetti politici, a patto che si preveda un meccanismo chiaro  di completa deducibilità dalle tasse entro vincoli stabiliti per tenere a freno le velleità dei più facoltosi impedendo loro di condizionare il regolare funzionamento della democrazia. Basterebbe in fondo istituire un registro dei soggetti abilitati a ricevere i finanziamenti e obbligarli per legge a rendicontare i contributi ottenuti. Bisognerebbe poi fissare dei tetti massimi alle spese elettorali, prevedendo rigide sanzioni pure sul piano amministrativo&amp;nbsp;(ad esempio la perdita dei diritti politici) per chi non rispetta le  regole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per ovviare alla consueta obiezione, specialmente in una realtà come la nostra abituata a&amp;nbsp;non accontentarsi,&amp;nbsp;che una democrazia non può reggersi solo attraverso un sistema volontario-privatistico di donazioni, si&amp;nbsp;potrebbe infine conservare un  limitato rimborso elettorale di tipo pubblico in proporzione ai voti effettivamente ottenuti e&amp;nbsp;da effettuarsi  direttamente ai soggetti che localmente concorrono alle elezioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In definitiva, un metodo misto pubblico-privato avrebbe al contrario l'effetto di rafforzare la trasparenza della democrazia in quanto i finanziamenti volontari dei cittadini al soggetto politico preferito: 1) assicurerebbero pari opportunità di partenza alle forze in campo;&amp;nbsp; 2) scoraggerebbero la nascita sconsiderata&amp;nbsp;di gruppi fasulli ed estemporanei motivati dall'unica ragione sociale di compiere latrocini a danno della collettività; 3) consentirebbero il rispetto delle volontà individuali deprimendo le  pulsioni antipolitiche; 4) metterebbero i gruppi d'ogni genere in condizione di  sostenere legittimamente e alla luce del sole i partiti, i movimenti&amp;nbsp;e le persone che difendono i loro interessi;  5) solleciterebbero&amp;nbsp;infine i partiti a funzionare secondo regole più trasparenti, sottraendo  gli iscritti allo strapotere&amp;nbsp;degli apparati interni che controllano i contributi pubblici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un sogno. Solo che l'Italia non è purtroppo una moderna democrazia liberale ma è anzi&amp;nbsp;un Paese&amp;nbsp;profondamente conservatore, dove o non si riesce a cambiare niente o quando si abbozza qualche riforma lo si fa spesso al prezzo di compromessi tanto dolorosi quanto in prospettiva inefficaci. Per questo, senza smettere di sognare, godiamoci fino in fondo la presenza del governo Monti che ha già del miracoloso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il commento del prof. Gianfranco Pasquino, firmatario proprio del manifesto&amp;nbsp;dell'Associazione Libera Italia promosso da Massimo Teodori, agli ultimi fatti di corruzione che hanno investito la politica:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http: //download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10, 0,0,0" height="340" width="500"&gt;&lt;param value="http://flv.kataweb.
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&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/mKgWysMwQf88bLxpUe-BBOFc-4w/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/mKgWysMwQf88bLxpUe-BBOFc-4w/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le parole pronunciate dal neo ministro della giustizia Paola Severino in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario non possono suscitare obiezioni: lo stato incivile del nostro regime carcerario (si legga in proposito l'ultimo &lt;a href="http://www.osservatorioantigone.it/upload/images/7108sintesi_VIII_Rapporto.pdf"&gt;Rapporto dell'Osservatorio Antigone&lt;/a&gt;), dopo tante battaglie e inutili denunce meritava una decisa presa di posizione sul piano dell'azione istituzionale. Il cosiddetto &lt;a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00624512.pdf"&gt;Decreto "svuota carceri"&lt;/a&gt;, promosso dal ministro stesso e approvato con &lt;a href="http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00626109.pdf"&gt;modificazioni&lt;/a&gt; dal Senato lo scorso 25 gennaio, va proprio nella direzione di rendere più efficiente il sistema di detenzione italiano, da tempo al collasso a causa del sovraffollamento.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E lo fa, in particolare, nel tentativo di rispondere a una duplice esigenza: quella di garantire maggiore rispetto dei diritti umani negli istituti di pena, per porre freno alla drammatica contabilità dei suicidi; e quella, in perfetta sintonia col nuovo corso improntato all'austerity, di consentire allo Stato di risparmiare notevoli risorse finanziarie (solo nel 2011, per ingiusta detenzione o errore giudiziario, le casse dell'Erario hanno dovuto esborsare 46 milioni di euro).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;object ?="" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" data="data:application/x-oleobject;base64,btt80m2uzxGWuERFU1QAAGdVZlUACQAA2BMAANgTAAAIAAIAAAAAAAgAAAAAAAgAAAAAAAgADgAAAFcAaQBuAGQAbwB3AAAACAAGAAAALQAxAAAACAAGAAAALQAxAAAACAAKAAAASABpAGcAaAAAAAgAAgAAAAAACAAGAAAALQAxAAAACAAAAAAACAACAAAAAAAIABAAAABTAGgAbwB3AEEAbABsAAAACAAEAAAAMAAAAAgABAAAADAAAAAIAAIAAAAAAAgAAAAAAAgAAgAAAAAADQAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAACAAEAAAAMQAAAAgABAAAADAAAAAIAAAAAAAIAAQAAAAwAAAACAAIAAAAYQBsAGwAAAAIAAwAAABmAGEAbABzAGUAAAA=" height="344" id="null" width="500"&gt; &lt;embed height="344" type="application/x-shockwave-flash" width="500" src="http://www.rainews24.rai.it/it/js/flowplayer-3.2.7.swf" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" cachebusting="true" flashvars="config=%7B%22playlist%22%3A%5B%7B%22autoPlay%22%3Afalse%2C%22url%22%3A%22http%3A//www.rainews24.rai.it/ran24/clips/2012/01/severino-anno.mp4%22%7D%5D%2C%22plugins%22%3A%7B%22sharing%22%3A%7B%22url%22%3A%22http%3A//www.rainews24.rai.it/it/js/flowplayer.sharing-3.2.1.swf%22%2C%22share%22%3A%7B%7D%7D%7D%2C%22clip%22%3A%7B%22autoPlay%22%3Afalse%2C%22url%22%3A%22http%3A//www.rainews24.rai.it/ran24/clips/2012/01/severino-anno.mp4%22%7D%7D" bgcolor="#000000" quality="true"&gt;&lt;/embed&gt;  &lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo il Guardasigilli, insomma, un uso meglio calibrato della custodia cautelare in carcere - assieme a una maggiore celerità dei processi - porterebbe vantaggi non solo al sistema carcerario ma all'amministrazione giudiziaria nel suo complesso, senza alcuna controindicazione per la collettività se è vero che le esigenze di sicurezza dei cittadini possono essere alternativamente garantite da un ampio ventaglio di opzioni di cui già oggi il giudice dispone e che si può provare ancora a migliorare e a incrementare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La linea del ministro sembra mossa da valide e sincere ragioni garantiste e incontra lo spirito che anima da lungo tempo l'impegno sul campo dei Radicali, autori di numerose &lt;a href="http://www.fainotizia.it/inchiesta/28-11-2011/lora-daria-dellinformazione"&gt;inchieste&lt;/a&gt; sul dramma della giustizia carceraria: "lo Stato non ripaga mai con la vendetta, ma vince con il diritto e l'applicazione scrupolosa delle regole. Ed è questo il modo migliore per dimostrare ai criminali l'intima diversità tra legalità della nostra democrazia e ogni forma di intollerabile arbitrio". È in tale frase che risiede forse la sfida più ardua e decisiva che attende il governo di cui l'avvocato Severino fa parte e con esso l'intera società italiana, che deve essere disabituata a vivere al di sopra delle proprie possibilità e a pretendere rendite e privilegi ormai non più sopportabili dal sistema.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A tale missione vogliono assolvere i provvedimenti pur dolorosi appena varati e quelli calendarizzati in tema di liberalizzazioni economiche e di riforme sociali, ma ora è necessario, soprattutto in questa fase in cui i vari populismi della politica sembrano essere stati provvisoriamente disinnescati, affiancare agli interventi di natura legislativa azioni anche simboliche di tipo morale e culturale. Perchè essere liberali e garantisti non può far dimenticare che l'Italia, come dimostrano pure le barbare reazioni di alcune categorie sociali alle draconiane misure dell'esecutivo, è da sempre attraversata da istinti egoistici e da diffuse pratiche illegali, piccole o grandi che siano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E certi abusi vanno puniti in modo esemplare se non a livello penale, visto che la frequenza con cui le vicende di malaffare assurgono alla ribalta delle cronache sta lì ad evidenziare che i tanti corrotti del nostro Paese non temono seriamente la prospettiva del carcere, almeno sul piano dell'emarginazione sociale e mediante l'espropriazione di beni e risorse accumulati indebitamente che vanno redistribuiti ai fini dell'affermazione del tanto invocato principio di equità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chissà, forse pure stavolta si tratterà solo di un caso ma da quando c'è stato il cambio di governo cominciano appunto ad essere divulgate con l'attenzione che meritano le notizie di frodi, latrocini, abusi e furberie di ogni sorta, perpetrati da singoli o da gruppi e a vari livelli della cosa pubblica. Senza passare frettolosamente e asetticamente fra le sbiadite pagine della "nera" ma accompagnate da commenti e approfondimenti di tipo sociologico e finanche economico considerato che fra le principali ragioni del profondo stato di disagio e di squilibrio sociale in cui versa l'Italia vi è certamente l'assenza di legalità, con particolare riguardo alla dannata evasione fiscale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-nrBDZrrTlpI/TyWHsNVHHhI/AAAAAAAAEno/ZWYGzwmorRs/s1600/il_movimento_forconi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300px" src="http://4.bp.blogspot.com/-nrBDZrrTlpI/TyWHsNVHHhI/AAAAAAAAEno/ZWYGzwmorRs/s400/il_movimento_forconi.jpg" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Come ha sottolineato Sergio Romano in un suo recente editoriale sul Corriere della Sera, le ultime rivolte partite dal Sud non devono trarre in inganno. Esse sono sì in parte mosse da ragioni di effettivo disagio, ma la posta in gioco è appunto la conservazione di privilegi che sono fondamentalmente locali ed estranei all'interesse nazionale, specialmente per quanto riguarda il regime contributivo che ad esempio nelle regioni a statuto speciale gode di garanzie sconosciute alla maggioranza dei cittadini italiani.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per non parlare delle rivendicazioni ulteriori di autonomia, così come enunciate in questi giorni dai Forconi siciliani, che mal si conciliano con la consolidata prassi che ha invece indotto per decenni lo Stato centrale, stimolato dalla cattiva politica, a destinare a quei territori ingentissimi finanziamenti mai di fatto utilizzati per lo sviluppo ma finiti in gran parte nel circuito della criminalità organizzata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perchè i partiti e i sindacati nazionali, si chiede giustamente Romano, si comportano come se il compito di risolvere i motivi di protesta di questo o di quel territorio, di questa o di quella categoria, fosse esclusivamente dell'attuale governo? Chi vuole sforzarsi di indagare sui fatti oltre il proprio naso non può che trovare tali osservazioni fondate. E qui interviene l'esigenza di carattere "educativo" che deve essere esercitata anche dalla politica e dalle forze sociali, e che presuppone la volontà di affrontare energicamente le tante situazioni di illegalità.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il rispetto delle regole, dopo anni e anni di riduzione - sempre per colpa della cattiva politica - ad allegro esercizio opzionale immune a ogni significativa conseguenza che non fosse la ricorrente indulgenza collettiva e nonostante l'organizzazione Transparency abbia confermato l'Italia fra le realtà più corrotte al mondo anche nel &lt;a href="http://www.transparency.it/ind_ti.asp?idNews=194&amp;amp;id=bpi" target="_blank"&gt;rapporto del 2011&lt;/a&gt;, deve tornare ad assumere la "normale" valenza di elemento caratterizzante e fondamentale del nostro essere sistema civile. Auspicio che non rimuove automaticamente i dubbi e le titubanze proprio della politica a schierarsi dalla parte obiettivamente più giusta, che almeno in teoria dovrebbe coincidere col benessere generale e non con i capricci insostenibili di lobby e corporazioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo proposito, una interessante analisi "laica", vale a dire sgombra da pregiudizi, l'ha svolta il glorioso quotidiano l'Avanti (che dopo la cialtronesca parentesi dello squallido Lavitola è di nuovo in pubblicazione). Al di là dell'approfondimento intorno alle ragioni storiche, culturali e antropologiche della refrattarietà italiana alle regole, il quotidiano giunge a una conclusione amara ma pragmatica al tempo stesso. Pur in presenza di fitte ombre che da sempre oscurano la realtà sociale del nostro Paese, solo gli osservatori disincantati e non viziati nel proprio giudizio da retropensieri ideologici possono sottrarsi alle trappole della propaganda e agli estremismi di chi alza la voce per protestare o per sostenere, spesso strumentalmente, chi le proteste le attua.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di conseguenza, solo se si buttano a mare le finzioni e le ipocrisie dei partiti, i compromessi inconfessabili e i disdicevoli esempi di una miserrima classe dirigente, diventerà agevole rieducare i cittadini stessi - sistematicamente fiaccati nelle loro forze vitali da almeno vent'anni di rozza propaganda e di assoluta inazione - all'onestà e alla legalità. E magari far comprendere perfino a quanti oggi bloccano i taxi, i tir, le barche, i trattori e imbracciano i forconi che non è lo Stato il loro nemico ma chi l'ha a lungo rappresentato in modo indegno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È una "mission impossible"? Pazienza, l'importante è che capiscano i cittadini corretti che non hanno mai avuto la possibilità di evadere, di ricattare, di sbraitare per difendere o per ottenere qualcosa e che oggi devono poter contare più di quelli che hanno contribuito, con la propria furbizia e col proprio egoismo, a rendere tutti più sofferenti sul piano sociale ed economico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-z8iImGJAuaE/TyWHBbkFAOI/AAAAAAAAEng/eWee0Ko2hYg/s1600/finanza_soldi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="215px" src="http://1.bp.blogspot.com/-z8iImGJAuaE/TyWHBbkFAOI/AAAAAAAAEng/eWee0Ko2hYg/s400/finanza_soldi.jpg" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Il vero fisco "immorale", tanto per citare una delle espressioni più ricorrenti nelle proteste del cosiddetto popolo delle partite iva, non è quello imposto dallo Stato ma è quello occulto imposto dai disonesti che allignano fra gli stessi ceti produttivi. La Corte dei Conti ha qualche tempo fa quantificato il costo sociale dell'illegalità italiana: 120 miliardi di euro all'anno (quasi tutti dovuti all'evasione fiscale), pari a circa 4 mila euro per ogni cittadino.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se poi alla corruzione "comune" - quella dei finti poveri, dei falsi invalidi, degli scontrini non emessi, delle frodi comunitarie e delle cricche varie - aggiungiamo la holding illegale per eccellenza, cioè la rete delle mafie, allora il costo si fa ancora più notevole: fra pizzo, usura, contraffazione, contrabbando, narcotraffico, prostituzione e reati cosiddetti minori, il giro di affari della criminalità organizzata si aggira intorno ai 130 miliardi di euro con un utile di 70 miliardi ovviamente esentasse.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine della giostra, care categorie indignate, il mancato gettito alle casse dello Stato è più o meno di 250 miliardi annui. Che significa che la corruzione, i guadagni illeciti, i ricavi non dichiarati sono la vera causa, assieme all'eccessiva spesa pubblica determinata dall'affollatissimo bosco e sottobosco politico, del nostro sciaguratissimo debito pubblico. Con tutti quei soldi le tasse si potrebbero quanto meno dimezzare in men che non si dica. E si potrebbe consentire alla generazione composta dai trentenni e ormai anche da molti quarantenni, di accedere ai meccanismi di mobilità sociale e di essere finalmente inserita nel mercato del lavoro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Purtroppo, però, di toccare i privilegi - sia i propri sia quelli dei blocchi sociali che si intende rappresentare - la politica (quella dei partiti e quella dei sindacati) non ne ha mai voluto né mai ne vorrà sapere. Scontentare troppi potenziali elettori o iscritti, peraltro già fortemente garantiti, significa perdere consensi e allora l'illegalità si tollera considerandola quasi alla stregua di un ammortizzatore sociale, come ad esempio ha denunciato Nunzia Penelope nel suo ottimo libro-inchiesta "Soldi rubati".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Proprio pochi giorni fa, in una conferenza stampa congiunta tenuta alla Camera, Di Pietro e Vendola hanno lanciato un appello a Bersani affinchè questi riveda la posizione di sostegno al governo Monti adducendo come motivazione che "non si può regalare la protesta sociale in atto al populismo di destra". Ah sì, e a chi bisogna affidarla, al populismo di sinistra che sempre populismo antistorico e dannoso è? Si deve quindi far cadere Monti per paura di perdere le elezioni? Dobbiamo tutti continuare demagogicamente a usare il disagio (quello vero) della gente, per mantenere in vita uno &lt;em&gt;status quo&lt;/em&gt; di fatto allo stremo?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la politica italiana, specchio fedele di una società mai completamente matura e consapevole. Una società che anche laddove riesce finalmente a comprendere cosa le è davvero più congeniale, non sa mai imporsi in nome della giustizia e delle regole nei confronti di chi disinvoltamente la rappresenta. Quando il direttore dell'Agenzia delle Entrate Befera, una settimana fa, ha rilevato che la lotta ai furbetti del fisco è diventata centrale solo di recente, non credo abbia voluto riferirsi a particolari fasi politiche degli ultimi anni ma proprio ai due mesi appena trascorsi sotto l'egida tecnica di Monti e della sua squadra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E se qualche barlume di rinnovamento culturale si sta iniziando ad avvertire fra i cittadini, che in parte manifestano di non nutrire più alcuna ammirazione verso i drittoni che "sanno stare al mondo" dirottando invece il consenso verso chi quei furbi li combatte, è forse merito di Di Pietro e Vendola, di Berlusconi e Bossi, oppure di un Capo dello Stato che anche in maniera irrituale ha imposto il cambio di rotta al Paese e di un premier che quando deve decidere lo fa senza tentennamenti avendo finalmente come rotta solo il bene comune?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passerò anche stavolta per antitaliano ma voglio citare una felice eccezione nel fosco panorama di speculazioni politiche e di rivolte sociali selvagge che sta angustiando il Paese, quella di un brianzolo molto diverso da altri famosi brianzoli che hanno dominato le cronache nell'ultimo ventennio. Non si chiama Brambilla o Cazzaniga ma Quamar Abbas, un paffuto trentasettenne pachistano che fa il venditore di rose nell'interland milanese solo che a differenza dei suoi colleghi immigrati - e della quasi totalità dei commercianti italiani come dimostrano i continui blitz delle fiamme gialle - rilascia lo scontrino fiscale ai clienti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-SlI61__t0XA/TyV-6vNjFZI/AAAAAAAAEnY/4xR67j-K_nE/s1600/quamar-abbas4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="290px" src="http://4.bp.blogspot.com/-SlI61__t0XA/TyV-6vNjFZI/AAAAAAAAEnY/4xR67j-K_nE/s400/quamar-abbas4.jpg" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Non si allarmino le sempre solerti "guardie padane", Quamar risiede ormai da 10 anni nel nostro Paese ed è assolutamente in regola col permesso di soggiorno. Uno che compila e versa il suo F24 ogni anno fino all'ultima rata. Allora, ditemi, chi è più italiano fra lui che rispetta le regole per meglio sentirsi parte della nostra comunità nazionale e i milioni di nativi connazionali che al contrario se ne fregano del dovere civico e di assumersi le responsabilità a cui sono chiamati?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se noi "cittadini purosangue" ci comportassimo tutti con la stessa onestà del nostro ospite venuto da lontano, forse la cancelliera Merkel sarebbe più disponibile ad allentare i cordoni della capiente borsa teutonica per alleviare le difficoltà italiane. Anzi, fose in quel caso l'Italia non avrebbe affatto bisogno di chiedere solidarietà e aiuti economici in sede comunitaria. Diamoci da fare allora, e non reagiamo stizziti solo quando in giro per il mondo ridono di noi e ci considerano indolenti e inaffidabili ma facciamolo attraverso la presa di coscienza reale e collettiva del fatto che il baratro non è stato ancora del tutto allontanato dal nostro orizzonte nonostante l'eccellente esordio dell'esperienza Monti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, per tornare al tema della giustizia e del grado di civiltà di uno Stato, pur con tutti i nostri vizi e le nostre degenerazioni restiamo una fra le maggiori democrazie occidentali e abbiamo pertanto il dovere di coniugare le esigenze di rigore e di crescita sul piano economico col rispetto dei più basilari principi umani e civili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque, ben venga un provvedimento di clemenza che interesserà tanti diseredati finiti in galera solo perchè magari la vita non ha offerto loro alternative concrete. Ma se quei posti lasciati vacanti, caro ministro Severino, venissero poi rimpiazzati dalla miriade di truffaldini di casa nostra che con cadenza quotidiana vengono scovati dal fisco e dalle forze dell'ordine e che con la condotta illecita avvelenano il pane e inquinano il futuro dei propri stessi figli, credo che pure le organizzazioni umanitarie avrebbero assai poco da obiettare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-5215199257298104576?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-RDQwOf2k-HnmX8Fl6yUHEgD9zA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-RDQwOf2k-HnmX8Fl6yUHEgD9zA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/Ydh9FJ-GCXg" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-30T15:24:27.596+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-GWZrP55rhj8/TyQsNYfxb6I/AAAAAAAAAD4/-G-rdaC_dbU/s72-c/8fe93762bb0705a80cbd66b2c6170ed1.png" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/01/e-vero-lo-stato-delle-carceri-indica-il.html</feedburner:origLink></item><item><title>Forconi spuntati e spicciole prolusioni: così l'Italia rischia ancora il disastro</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/F2dG_tW3BIY/forconi-spuntati-e-spicciole-prolusioni.html</link><category>Monti</category><category>Bagnasco</category><category>Proteste</category><category>Forconi</category><category>Evasione fiscale</category><category>Partiti</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Wed, 25 Jan 2012 00:36:08 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-710168414049187487</guid><description>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WeFx7LauAOU/Tx7OSTBw13I/AAAAAAAAEnI/MhO-wK-2OB4/s1600/belpaese-di-merda.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="320px" src="http://1.bp.blogspot.com/-WeFx7LauAOU/Tx7OSTBw13I/AAAAAAAAEnI/MhO-wK-2OB4/s320/belpaese-di-merda.jpg" width="302px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; text-align: justify;"&gt;Che strano Paese è l'Italia. Strano ma in fondo coerente. Sì, perché ad osservare tutto quel che sta avvenendo da quando Mario Monti si è insediato a Palazzo Chigi si comprendono una volta di più le ragioni che hanno consentito prima al CAF e poi a Berlusconi di restare tanto a lungo saldamente in sella. A parte gli episodici movimenti di protesta antigovernativa organizzati in virtù di una ben marcata appartenenza politica o ideologica (studenti, donne, opposizioni in genere), qualcuno ricorda le categorie cosiddette produttive scendere in piazza e agitarsi con la stessa veemenza di oggi durante gli anni della precedente esperienza di governo? Perché solo ora i vari autotrasportatori, allevatori, commercianti e agricoltori si ricordano che la crisi morde e che lo Stato è cattivo? Non sarà forse che prima, sempre ammesso che adesso siano iniziative spontanee, si sentivano anche sul piano della rappresentanza istituzionale più garantiti e protetti?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Di forconi in marcia contro la cattiva politica locale e nazionale, o contro l'asfissiante ingerenza della criminalità organizzata sull'economia e sulla vita civile del territorio, francamente non ho memoria. Ho memoria, invece, anche recentissima, di sedicenti "liberali" al potere usi a porre la propria azione legislativa al servizio di lobby e corporazioni. E ricordo anche tanti egoismi di casta, attuati al limite della legalità specialmente in materia fiscale e finanziaria, trasformatisi in consenso elettorale in un perverso meccanismo di mutua assistenza fra politica e poteri forti. Tutte reminiscenze che mi portano a maledire il Paese nel quale vivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Eppure lo spread comincia a pesare di meno e i mercati mandano qualche incoraggiante segnale all'economia nazionale sottoposta all'opportuna e improcrastinabile cura del nuovo esecutivo, considerato tecnico più per semplificazione mediatica che per carenza di una reale piattaforma ispirata alla gestione eccezionalmente riguardosa, rispetto ai disgraziati precedenti, della "res publica". Ma evidentemente ciò non è ancora sufficiente a trasformare, come per magia, la stessa società italiana alleviandola dalle sue ataviche zavorre culturali e perfino antropologiche. Chi è abituato da sempre a sguazzare nel torbido dei furbi espedienti e a difendere le proprie rendite con ogni mezzo, non può improvvisamente divenire nordico (nel senso di scandinavo e non di "padano") e apprendere l'autentico significato di concetti come dovere civico, senso di responsabilità, osservanza delle regole.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Da queste parti, purtroppo, riscuote maggiori consensi il proverbio latino "mors tua, vita mea". E allora, almeno per quel che mi riguarda, all'entusiasmo per la rimozione di quel coagulo di lerci interessi affaristico-politici che è stato il berlusconismo, e per il successivo avvento di una fase carica di promesse finalmente realistiche circa la possibilità di perseguire azioni indirizzate al benessere collettivo e non più motivate da tornaconti particolari, si sta sovrapponendo un sentimento di stizzito fatalismo. Perché fuori e dentro il parlamento, ma in questo particolare frangente soprattutto "dentro", i partiti sono in prevalenza mossi dai medesimi istinti di prima, sempre trasversalmente timidi dinanzi agli schiamazzi di chi non vuol perdere qualche privilegio a beneficio di chi non ne ha affatto e sempre poco adatti ad assumere fino in fondo le proprie responsabilità innanzitutto nei confronti della parte migliore e più silenziosa del Paese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Paradossalmente, per tenere viva la speranza che il governo Monti riesca a completare la sua indispensabile opera di risanamento almeno a livello economico, bisogna tifare per i più squallidi peones che allo stato occupano immeritatamente gli scranni parlamentari. Per un Razzi o uno Scilipoti qualsiasi (eh, caro Di Pietro, che gentaglia sei stato capace di nominare!) o per tutti quegli altri che temono come la peste la prospettiva di una interruzione anticipata di questa intensissima legislatura. In una recente intervista, un pensatore illuminato come Massimo Cacciari ha evocato un fantasma che inquieta anche la mia più umile prospettiva: l'incapacità di arrestare sul nascere&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3; font-family: Arial;"&gt;proprio per il terrore malamente dissimulato delle forze politiche di sostenere con trasparenza il gravoso percorso di riforme tracciato dal governo, la montante ribellione (che ha già provocato un morto) dell'eterogeneo cartello di categorie aggregatesi nella lotta al sistema non si sa bene perché e per come e prontamente difese dai Gasparri e dai Diliberto di turno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Il dramma della situazione è accentuato ancor di più dall'amara constatazione che non vi è all'orizzonte un'alternativa plausibile a Monti e alle sue misure. Mettiamo il caso che Bersani, per tenere unito il suo partito e per quell'odioso bizantinismo tutto italiano secondo il quale è meglio costringere alla convivenza posizioni inconciliabili (Casini e Fini con Di Pietro e Vendola?) piuttosto che rinunciare fisiologicamente a qualche gradino nella scala del potere fine a se stesso in nome dell'affidabilità e della coerenza, perseveri nella condotta di sostenere l'attuale governo con tanti se e con tanti ma; e mettiamo pure, allo stesso tempo, che Berlusconi decida improvvisamente di interrompere la luna di miele tattica col suo più stimato successore per tornare demagogicamente a cavalcare l'onda delle proteste insieme al fido Bossi, nell'illusione che con questa legge elettorale di merda e con le palate di quattrini di cui dispone riuscirà daccapo a prevalere nelle urne. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3; font-family: Arial;"&gt;Insomma, immaginate il caos che scaturirebbe dall'ennesimo scontro elettorale fra due giganti di carta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;Allora sì che sarebbe default, sia nel caso che a prevalere fosse l'allegra combriccola della foto di Vasto sia che trionfasse nuovamente l'arzillo vecchietto di Arcore che già manca molto agli oligarchi levantini e latinoamericani presso i quali era solito recarsi in compagnia di Lavitola. E in quel caso, signori Bersani, Berlusconi, Camusso, Bonanni e Angeletti, altro che allegorici forconi e scioperi più o meno selvaggi: sareste inseguiti non dall'egoismo delle tantissime caste allergiche alle&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;a href="http://www.leggioggi.it/wp-content/uploads/2012/01/CdM-Liberalizzazioni-20-gennaio-2012Lo2.pdf"&gt;liberalizzazioni&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Arial;"&gt; &lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;ma dall'ira dei giovani, che ormai sono gli unici a non avere un cazzo da perdere!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Se l'Italia, come detto, è un Paese assai coerente pur nella sua disinvolta originalità, questa coerenza si manifesta con particolare efficacia soprattutto nell'ipocrisia bacchettona con cui si reagisce di fronte alle questioni scomode. Poteva mancare, in questo momento di grande confusione politica e di pericolosa effervescenza sociale, l'ennesima &lt;a href="http://download.repubblica.it/pdf/2012/prolusione.pdf"&gt;prolusione&lt;/a&gt; del capo dei porporati cattolici? Certo che no. Cosicché, dopo la "terrificante" pubblicità progresso voluta da Tremonti, quella che paragona con scrupolo scientifico gli evasori fiscali a dei parassiti, ecco arrivare la "temuta" scomunica del cardinale Bagnasco: "evadere le tasse è un peccato". Un peccato? Peccare, secondo la spirituale visione di Santa Romana Chiesa, non è altro che una concessione divina affidata all'umano libero arbitrio, che dunque presuppone disponibilità alla tolleranza e al perdono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;E invece sottrarsi illegalmente al fisco, per noi che miseramente osserviamo il credo civile dello Stato di diritto sforzandoci di rispettare le regole e vivendo con dignità solo di quello che abbiamo, non può incontrare alcuna indulgenza o comprensione perché è un reato! Checché ne dica e pensi il "cattolicissimo" (definirsi solo "liberale" per lui era troppo poco) Berlusconi, a lungo coccolato proprio Oltretevere malgrado abbia concorso parecchio, non solo metaforicamente, a mandare l'Italia a puttane.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Ecco a cosa ci siamo infine ridotti come Nazione, a un'accozzaglia di non-cittadini in preda al disorientamento più totale, perennemente disinformati e banderuole facili da trasportare, senza la capacità di ridefinire punti di riferimento legittimi e condivisi, alienati rispetto alle ragioni del bene comune e pronti a mobilitarci solo quando qualcuno prova a toccare ciò che ci appartiene, umanamente invidiosi non tanto dell'altrui ceto o censo quanto invece infastiditi dal rigore morale, dalla correttezza, dalla cultura e dalle capacità di chi prova faticosamente a distinguersi dalla massa. La minaccia del redivivo Cicchitto, sotto questo aspetto, è quanto mai emblematica: "Monti la smetta di ergersi a primo della classe o il Pdl dovrà riesaminare il proprio appoggio al governo". Sortita che, pur riconoscendole l'attenuante della schiettezza rispetto a quella più banale di Bagnasco, ad un antitaliano minoritario come me (per necessità più che per scelta) fa venire un gran voltastomaco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Chi sta scendendo in piazza (non tutti ma la gran parte) tenendo in ostaggio l'Italia e rifiutando le regole, chi ne accarezza le intollerabili rivendicazioni solo per fare cassa in termini di voti, può forse assicurare ai giovani (che dovrebbero essere i "primi della classe" della nostra società) una prospettiva di emancipazione e di benessere consentendo al Paese di rimanere nell'élite europea e occidentale? Il vero punto di discrimine, l'unico bipolarismo oggi sensato, è proprio questo: da un lato chi sceglie di resistere al cambiamento fiancheggiando ancora e comunque i garantiti (che sovente, parafrasando un'illuminate affermazione di Berlusconi, sono "quelli non molto istruiti che siedono all'ultimo banco"), dall'altro chi invece vuole rendere più equo il sistema valorizzando il merito e dando cittadinanza alle istanze finora inascoltate delle nuove generazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Per questo, pur sapendo che non si tratta di un orientamento in grado di conquistare popolarità sul web, continuo a parteggiare per Monti e per il tentativo anche forzoso di normalizzare, come auspicato più di due secoli or sono da un altro visionario radicalchic di nome Massimo d'Azeglio, l'Italia e gli italiani. Senza caste e privilegi, senza partiti arcaici e autoreferenziali, senza un sindacato che si schiera sempre dalla parte della generazione sbagliata, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3; font-family: Arial;"&gt;senza furbi che la fanno franca, senza mafie in affari con lo Stato. E magari, con un Presidente del Consiglio che quando incontra il Papa non si china per baciargli l'anello... Diamine, ma almeno quest'ultimo forse ce l'abbiamo già!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-710168414049187487?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/F2dG_tW3BIY" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-25T09:36:08.211+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-WeFx7LauAOU/Tx7OSTBw13I/AAAAAAAAEnI/MhO-wK-2OB4/s72-c/belpaese-di-merda.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/01/forconi-spuntati-e-spicciole-prolusioni.html</feedburner:origLink></item><item><title>Liberalizzazioni e riforme, avanti tutta! Contro i populismi e i privilegi che incatenano il Paese</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/vW2_nqF_6aA/liberalizzazioni-e-riforme-avanti-tutta.html</link><category>Politica</category><category>Riforme</category><category>Liberalizzazioni</category><category>Economia</category><category>Lobby</category><category>Lavoro</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:59:41 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-3243219589966914032</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-KJunwaZ2Vzo/TxcHQpGsxHI/AAAAAAAAEmY/gJc5DKMiYlQ/s1600/4281606969_fb362615f0_z.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="268" src="http://3.bp.blogspot.com/-KJunwaZ2Vzo/TxcHQpGsxHI/AAAAAAAAEmY/gJc5DKMiYlQ/s400/4281606969_fb362615f0_z.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Ripartire dall'ABC non è affatto un dramma. Specie se ciò significa, al di là della coincidenza&amp;nbsp;con le iniziali dei tre leader delle forze parlamentari che oggi sostengono il governo Monti, innanzitutto recuperare il fondamentale senso delle regole e quell'amore per l'interesse comune sciaguratamente rimosso dalle quotidiane preoccupazioni nazionali. Il ceto politico, nel suo complesso autoreferenziale e carente in termini di buonsenso e lungimiranza, abbisogna più di altre categorie di emendarsi dalle gravissime responsabilità morali accumulate dinanzi a una società troppo a lungo malamente guidata e diseducata.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'occasione, splendida e irripetibile, la fornisce proprio la provvidenziale parentesi del nuovo esecutivo tecnico, assieme agli inevitabili temi all'ordine del giorno in materia di riforme e di liberalizzazioni. Sapendo che occorrerà sfidare e vincere, stavolta sul serio, le basse speculazioni e le odiose resistenze trasversali delle tante corporazioni italiane e dei populismi irresponsabilmente avvezzi ad assecondarne gli egoistici pruriti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La politica ha pertanto due strade davanti a sé: da un lato, può perseverare nel comodo ruolo di regina di tutte le caste, continuando a ignorare la tempesta del cambiamento in atto e l'urgenza di forti misure ad un tempo di contrasto e di salvezza; d'altro canto, può rimboccarsi le maniche e prodursi in uno scatto di orgoglio decisivo, per svolgere finalmente quelle funzioni che pure la Costituzione le riconosce nella suprema visione di concorrere al benessere collettivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni arroccamento è allo stato dei fatti irragionevole oltre che fuori tempo massimo. Una questione, questa, che investe molto da vicino le stesse parti sociali con le organizzazioni sindacali, in particolare, chiamate a perseguire soluzioni possibili di confronto nella direzione di affermare il sacrosanto principio di equità pure dentro ambiti sensibili come il welfare e il mercato del lavoro, tradizionalmente viziati da logiche conservatrici.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le parole d'ordine del governo Monti, in questo senso, non possono non incontrare ampia condivisione. Perché la lotta alle non più tollerabili posizioni di rendita precostituite, in economia come nel mondo del lavoro e delle professioni, è un inatteso refolo di modernità che soffia su una società arcaica e chiusa a riccio come la nostra. Anzi, alle mobilitazioni e agli scioperi di tassisti e benzinai, di notai e farmacisti e di ogni segmento palesemente più garantito di altri meno rumorosi, bisognerebbe rispondere con un sonoro e appropriato "chissenefrega!".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-y2lJ4CsUu3Q/TxgSXpY1TzI/AAAAAAAAEmo/BjHmaXlE-_M/s1600/liberainformazione.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="221" src="http://3.bp.blogspot.com/-y2lJ4CsUu3Q/TxgSXpY1TzI/AAAAAAAAEmo/BjHmaXlE-_M/s400/liberainformazione.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La linea settaria del "NO" aprioristico ad ogni spiraglio di riforma, infatti, è destinata al fallimento e risulta profondamente ingiusta agli occhi della stragrande maggioranza di cittadini che, invece, soprattutto dopo le prime avvisaglie di cambiamento di rotta sul versante ad esempio del contrasto all'elusione e all'evasione fiscale, dimostra di aver compreso senza ambiguità di sorta l'indispensabile utilità di certi pur dolorosi percorsi legislativi. Senza scordare che i sacrifici imposti a furor di spread, oltre a servire alla salvezza del sistema Italia nel suo insieme, sono innanzitutto necessari alla creazione di migliori prospettive per i giovani, la vera e drammatica questione del nostro tempo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Merito e concorrenza, legalità e responsabilità sono concetti e valori che vanno lasciati vibrare alleggerendoli dalle infami zavorre dei privilegi, spesso conseguiti solo con furbi espedienti e difesi con la forza del ricatto. Un ragazzo che si è laureato in farmacia o in legge o in medicina deve poter avviare la propria attività semplicemente perché vale e non in quanto è figlio di farmacisti o di notai o di medici. Analogamente, più taxi in città, maggiori possibilità di scelta fra compagnie petrolifere alternative alla stessa pompa di benzina e un mercato energetico realmente libero equivalgono a opzioni tariffarie più convenienti per un'utenza fortemente disagiata sul piano economico a causa della grave contingenza.&amp;nbsp;E non è un caso che fra chi sostiene il tentativo del governo di modernizzare l'economia vi siano le maggiori associazioni dei consumatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le piazze in rivolta avevano certamente motivo d'essere fino a qualche settimana fa, quando l'irresponsabilità di "un sol uomo al comando" e la sua ostinata resistenza al potere hanno finito per rendere ancor più dura e di difficile risoluzione la pesante situazione sociale del Paese determinata, come nel resto dell'occidente, dagli effetti perversi di decenni di politiche ultra-liberiste in campo finanziario.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma oggi, proprio per evitare il tracollo definitivo, occorre che tutti giochino nella stessa squadra evitando di attardarsi in inutili discussioni sulle cause, che comunque non vanno rimosse, del degradato scenario nel quale viviamo. Gli egoismi vanno rimossi senza se e senza ma. Così come l'ancora poderosa demagogia che arringa a destra e a manca.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-z3K2KbSiqbA/TxgRrPUMxPI/AAAAAAAAEmg/Z9NS89EbGWk/s1600/liberalizzazioni_da_dove_cominciare.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="328" src="http://2.bp.blogspot.com/-z3K2KbSiqbA/TxgRrPUMxPI/AAAAAAAAEmg/Z9NS89EbGWk/s400/liberalizzazioni_da_dove_cominciare.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Chi oggi sbraita ai quattro venti, additando alle folle un nuovo e immaginario "nemico del popolo" solo per conservare un briciolo di visibilità (si tratta di una compagnia assai bizzarra e variopinta: da Grillo, Vendola e Di Pietro a Bossi e qualche berluscones più realista del re), francamente non può non essere considerato in assoluta mala fede. All'elenco delle liberalizzazioni, insomma,&amp;nbsp;onde poter meglio rieducare la stessa comunità nazionale&amp;nbsp;ne manca una forse perfino più urgente delle altre: riformare il livello della rappresentanza politica, imponendole qualche simbolico boccone amaro sulla medesima scia lastricata di lacrime e sangue già ripetutamente percorsa dai cittadini e costringendola a varare una nuova e più democratica legge elettorale.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Se siamo in presenza di uno Stato inefficiente e dominato dalle diseguaglianze, tanto da richiedere un piano di misure straordinarie, lo si deve prevalentemente all'azione nefasta della cattiva politica e del cattivo sindacato sempre intenti, per un verso, ad alimentare l'orda infinita di privilegiati e ad incoraggiare opportunismi e comportamenti incivili; per l'altro, a garantire la conservazione delle rendite sociali ed economiche accumulate a spese della collettività. Quando si obietta che "questa è l'Italia e non cambierà mai niente" si fa torto all'onestà e all'intelligenza di chi sinceramente si sente indignato, senza bisogno di lasciarsi andare ad eccessi o di seguire facili onde emotive.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Invece il cambiamento è possibile ed è pure già in corso, qualcosa di estremamente faticoso ma appena agli inizi. E da qualche parte, in effetti, bisognava pur cominciare nello sforzo - niente affatto blando come i soliti professionisti del populismo in giacca e cravatta osano sostenere - di risanamento economico, morale e culturale dell'Italia. Uno sforzo che in questa fase appare concentrato su settori più circoscritti seppure non meno influenti nel mercato delle lobby, ma che è destinato a proseguire, come lascia intendere la &lt;a href="http://download.repubblica.it/pdf/2012/economia/liberalizzazioni.pdf" target="_blank"&gt;bozza ancora provvisoria del decreto del governo&lt;/a&gt;, fino a intaccare guarentigie ben più corpose attivissime tanto nel mondo della finanza e dell'energia, quanto nei servizi pubblici locali e nella sproporzionata macchina del welfare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="ctnTxt" id="pos1"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I dubbi residui riguardano due specifiche materie: il controverso art. 18 che pure meriterebbe,&amp;nbsp;dopo il giusto innalzamento dell'età pensionabile e l'eliminazione dell'assurda difformità di trattamento previdenziale fra il regime retributivo e quello contributivo,&amp;nbsp;un approfondimento scevro da pregiudizi ideologici proprio alla luce dell'urgenza di fornire garanzie e opportunità a quella generazione senza volto oggi completamente estromessa dal mercato del lavoro; inoltre, nel novero dei servizi locali suscettibili di interventi, la gestione del sistema idrico poiché un indirizzo privatistico andrebbe ad inficiare la netta volontà referendaria espressa di recente esattamente nella direzione opposta da 26 milioni di cittadini.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-w83SpTCZdLw/TxhBlgFhH1I/AAAAAAAAEm4/n3lza_X6lU4/s1600/populismi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="148" src="http://2.bp.blogspot.com/-w83SpTCZdLw/TxhBlgFhH1I/AAAAAAAAEm4/n3lza_X6lU4/s400/populismi.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In ogni caso, la politica e l'"alta società" italiane dovranno d'ora in avanti tener conto della nuova aria che tira nella base popolare, facendo responsabilmente la propria parte e smettendola di giocare sporco congiurando contro un governo che, nonostante tutto, continua a registrare un grado di favore nell'opinione pubblica che ha del miracoloso. Circostanza che potrebbe suscitare l'invidia dei partiti, soprattutto in virtù dei magri risultati dei sondaggi elettorali che contestualmente confermano il crescente sentimento di idiosincrasia della gente rispetto alla "casta" per antonomasia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saranno dunque le forze politiche, almeno quelle che ora forniscono appoggio parlamentare all'esecutivo guidato da Mario Monti, in grado di mantenere coerentemente fino al termine della legislatura questo impegno solenne di consentire alle élite al governo di provare a salvare il Paese? Saprà il Pd resistere alle sirene della parte più massimalista del sindacato e ai timori di perdere consensi sul proprio versante sinistro? Infine, saprà il Pdl mostrarsi sempre meno "berlusconicentrico" e più disponibile ad emarginare le sacche di estremismo reazionario al proprio interno?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo spread e i mercati, come è evidente a tutti gli osservatori, continuano a restare molto instabili nonostante l'Europa e Napolitano siano riusciti dopo mille peripezie a far saltare da Palazzo Chigi il tappo che teneva bloccato il sistema Italia impedendogli di contrastare efficacemente il declino.&amp;nbsp;La verità,  purtroppo, prescindendo dalle improbabili analisi di maniera variamente interessate, non è poi così difficile da ipotizzare. Il messaggio che la finanza globale lancia al nostro Paese è di forte timore rispetto all'eventuale repentino ritorno al potere dell'attuale classe politica, per di più senza preventivi aggiustamenti dei meccanismi elettorali e gli opportuni ricambi generazionali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'incertezza alimentata non tanto dalla minoritaria schiera di urlanti oppositori e contestatori delle politiche del governo, quanto appunto dalla condotta ambivalente dei due principali partiti italiani nei confronti dei propositi che esso esprime e che invece, oltre a non essere come detto disdegnati in patria dai cittadini, registrano il favore dell'establishment internazionale che andrebbe a sua volta sottoposto ad un'accurata revisione per quanto attiene agli strumenti di governance della politica economica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per citare una recente e puntualissima analisi di Giuseppe Turani, lo spauracchio che si aggira dalle parti di Bruxelles e sui mercati stessi è che ci si possa ritrovare entro la prossima primavera senza più l'attuale esecutivo in sella, con la strada spianata alla riproposizione delle stesse coalizioni che hanno caratterizzato il bipolarismo rozzo degli ultimi vent'anni e contribuito in larga misura al disastro attuale, incapaci di prendere decisioni e perennemente perse in estenuanti mediazioni e in risse televisive.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco perché uno con le capacità e il coraggio di Monti dovremmo tenercelo ben stretto, che non vuol dire mortificare la democrazia né ridimensionare la nostra sovranità nazionale in nome di presunte ingerenze esterne e nemmeno rinunciare alla normale dialettica civile. Significa solo cercare di attuare una piattaforma di riforme non più&amp;nbsp;rinviabili, pretendere maggiore equità sociale fra i cittadini e più trasparenza nell'esercizio del potere da parte delle istituzioni, invocare regole meno opprimenti ma chiare e rispettate da tutti, sostenere il merito e favorire uguali diritti e opportunità per chiunque abbia voglia di crescere individualmente all'interno di una società più giusta, coesa e consapevole dei propri doveri.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tlODsXLGgc4/Txg8YlJv7oI/AAAAAAAAEmw/KHu3RacabSk/s1600/monti_mario.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="276" src="http://1.bp.blogspot.com/-tlODsXLGgc4/Txg8YlJv7oI/AAAAAAAAEmw/KHu3RacabSk/s400/monti_mario.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella speranza che le corporazioni e le caste di ogni settore, assieme ai furbi e agli incapaci che sempre imperversano nella società e nella politica del nostro Paese, non rompano questo incantesimo e ricomincino a fare danni.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-3243219589966914032?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sypQnD0jqIDFhI09ikM691l6Vwo/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sypQnD0jqIDFhI09ikM691l6Vwo/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sypQnD0jqIDFhI09ikM691l6Vwo/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sypQnD0jqIDFhI09ikM691l6Vwo/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/vW2_nqF_6aA" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-19T17:59:41.850+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-KJunwaZ2Vzo/TxcHQpGsxHI/AAAAAAAAEmY/gJc5DKMiYlQ/s72-c/4281606969_fb362615f0_z.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/01/liberalizzazioni-e-riforme-avanti-tutta.html</feedburner:origLink></item><item><title>Quando a guidare la nave è un vile gradasso. Metafora dell'Italia cialtrona che tarda a scomparire</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/D1cZ5ZGba1s/quando-guidare-la-nave-e-un-vile.html</link><category>Attualità</category><category>Società</category><category>Naufragio</category><category>Nave Concordia</category><category>Cronaca</category><category>Italia</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Mon, 16 Jan 2012 07:05:16 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-3708642188146371980</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-bfhujGqMDdw/TxQFIe4jzrI/AAAAAAAAEh4/UV6VyfOPq9I/s1600/asinosolo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-bfhujGqMDdw/TxQFIe4jzrI/AAAAAAAAEh4/UV6VyfOPq9I/s1600/asinosolo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora, con chi vogliamo prendercela? E' colpa dei Bizantini o dei Borgia,&amp;nbsp;di Machiavelli o di Longanesi, di Neri Parenti o&amp;nbsp;del Grande Fratello? O forse è proprio nell'innata indole di noi italiani una certa dose di bonario pressappochismo, che talvolta diviene&amp;nbsp;così inopinatamente spinto da provocare insensate ed evitabili tragedie? Senza andare assai in là nel tempo, quel che è accaduto alla nave Concordia della Costa Crociere, schiantatasi contro uno scoglio nei pressi dell'Isola del Giglio per un "banale" quanto incauto sollazzo del suo comandante, è l'ennesima metafora di un Paese&amp;nbsp;che ha smarrito&amp;nbsp;la rotta morale, in cui il "Me ne frego" di fascistiana memoria e il "Ghe pensi mi" berlusconiano si sono sciaguratamente mescolati ed hanno a tal punto attecchito nella società da trasformare ogni regola in un urticante optional.&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
L'unico relativismo oggi dominante, che finanche gli antirelativisti d'ordinanza del Vaticano hanno dovuto catalogare con l'infamante etichetta di "catastrofe antropologica", è appunto quello del perenne stato di eccezione tanto a livello civile quanto sul piano della legalità. Dove molti italiani, purtroppo ancora troppi&amp;nbsp; malgrado gli sforzi di un Presidente della Repubblica che per trovarne uno di pari levatura bisogna recuperare forse la figura di Sandro Pertini, fanno un pessimo uso della propria cittadinanza arrogandosi il diritto&amp;nbsp;di contravvenire alle norme e di eludere le responsabilità, in ossequio alle turpi consuetudini concettuali del "così fan tutti" o del "tanto ci penserà qualcun'altro". Non è forse questa la rappresentazione caricaturale più ricorrente di gran parte delle italiche degenerazioni, che non di rado e non sempre a torto ci fanno guadagnare disprezzo e antipatia oltre i patrii confini? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Quell'avvicinarsi alla riva oltre il consentito, omaggio stupido e&amp;nbsp;scellerato del comandante della Concordia al solo membro del suo equipaggio originario proprio del Giglio&amp;nbsp;- secondo alcuni testimoni -&amp;nbsp;o al Sindaco dell'Isola&amp;nbsp;stessa - secondo altri -&amp;nbsp;ha assunto repentinamente le sembianze di un'assurda&amp;nbsp;disgrazia consumatasi in mondovisione. Per quella forma molto pericolosa e diffusa di esercizio narcisista del potere che, come dimostra il ventennio alle nostre spalle, allorquando prende il sopravvento sul buonsenso e, per l'appunto,&amp;nbsp;sul rispetto assoluto delle regole ha come unico approdo possibile il rovinoso naufragio. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stavolta è finita malissimo, in altre occasioni solo il caso ha evitato&amp;nbsp;esiti peggiori. Come quando a Capri, qualche mese addietro, un comandante&amp;nbsp;"piacione" della Snav si azzardò a lasciare la guida del proprio aliscafo colmo di turisti alla civetta passeggera&amp;nbsp;di turno. O come tutte le volte che un conducente di tram o di autobus si distrae col cellulare mentre è al volante. In Italia, specialmente in Italia, la madre degli idioti è sempre incinta!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'ottimo Pigi Battista ha scritto sul Corriere della Sera, a commento dei drammatici fatti del Giglio, che in quella vicenda&amp;nbsp;&lt;em&gt;"di tragico, oltre alla morte di tante persone, c'è la sconcertante sequenza di leggerezze, di manifestazioni di incompetenza, di fatuità, di irresponsabilità e di viltà che, tutte, richiedono una severità senza indulgenze per chi si è macchiato di comportamenti così folli"&lt;/em&gt;. Per chi, non pago dell'incalcolabile danno umano ed economico causato, ha successivamente&amp;nbsp;abbandonato come un sorcio la nave e perso la dignità nel proditorio tentativo&amp;nbsp;di addossare le responsabilità su altri. Illudendosi così, con macabra faciloneria, di poter nascondere le proprie mancanze a se stesso, alle vittime, al mondo intero e di farla franca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Del resto, si tratta di un copione ben noto. Negli ultimi anni siamo stati abituati ad ascoltare a ripetizione, anche in politica, l'odiosa cantilena delle menzogne perfino di fronte a situazioni oggettive.&amp;nbsp;Con potenti strumenti di propaganda e macchine del fango costantemente all'opera, per cercare di sovrapporre realtà e finzione e di confondere una già largamente sprovveduta opinione pubblica. Battista ha ragione: certe condotte non possono più rimanere impunite nella nuova Italia che faticosamente prova ad affermarsi. Quella dei controlli fiscali che non destano scalpore e della guerra ai privilegi corporativi, delle lacrime e del sangue da sopportare con equa condivisione, delle riforme e delle liberalizzazioni imposte come ultima spiaggia in nome di ragioni superiori, della sobrietà e della responsabilità elevate finalmente al rango di esemplari modelli di convivenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perchè dietro l'angolo, grazie ai meccanismi della nostra grottesca&amp;nbsp;"metademocrazia fai da te", c'è sempre il rischio che&amp;nbsp;a guidare la nave Italia torni daccapo un audace gradasso pronto a ingannarci e a spremerci come limoni, per poi lasciarci vilmente in balia delle onde nel pieno della tempesta preferendo mettere al riparo i propri interessi particolari. E' una preoccupazione talmente ovvia che non dovrebbe lasciare indifferenti nemmeno i vari attori sociali più o meno legittimamente indignati e incazzati, i quali farebbero meglio a svegliarsi e a piantarla di correre dietro a improbabili teorie complottarde e ad agit-prop di professione, mettendo invece oppurtunamente al servizio della Nazione il proprio candido entusiasmo. La gravità del momento ha bisogno di protagonisti consapevoli e capaci di conquistarsi un ruolo, non di anonymous velleitari e vocianti.&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-3708642188146371980?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/D1cZ5ZGba1s" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-16T16:05:16.736+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-bfhujGqMDdw/TxQFIe4jzrI/AAAAAAAAEh4/UV6VyfOPq9I/s72-c/asinosolo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/01/quando-guidare-la-nave-e-un-vile.html</feedburner:origLink></item><item><title>Una pessima giornata che non fermerà il cambiamento</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/A4DHAGXzHJo/una-pessima-giornata-che-non-fermera-il.html</link><category>Napolitano</category><category>Monti</category><category>Democrazia</category><category>Casta</category><category>Cambiamento</category><category>Porcellum</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Fri, 13 Jan 2012 05:29:51 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-4843258381922183186</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; display: block; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vMxR8z3EZnw/TxAR5f_xU-I/AAAAAAAAEf8/kOFiveCstvU/s1600/vergogna.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" kba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-vMxR8z3EZnw/TxAR5f_xU-I/AAAAAAAAEf8/kOFiveCstvU/s1600/vergogna.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; display: block; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;God save the Presidents! E' questo il grido&amp;nbsp;che bisognerebbe scandire all'unisono e con&amp;nbsp;forza liberatoria, ripensando all'Italia che&amp;nbsp;era&amp;nbsp;fino a due mesi fa e osservando come ora i giganti della normalità&amp;nbsp;e del buonsenso, Napolitano e Monti, provano tenacemente a rivoluzionarla. Ciò che la nostrana politichetta nazional-popolare non è riuscita ad ottenere in lustri e lustri di rigoroso "tirare a campare", ora quei due lo invocano e lo promuovono con allegra naturalezza. Anche se non sempre riescono a scardinare le resistenze di chi proprio non vuole rassegnarsi a piegare&amp;nbsp;i particolarismi&amp;nbsp;al bene comune. &lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;E in effetti tanto tuonò che piovve. A furia di agitare lo spauracchio dell'usurpazione, la casta ce l'ha fatta a prendersi la&amp;nbsp;sua&amp;nbsp;estemporanea rivincita sull'ingombrante élite piazzata al governo da un&amp;nbsp;"megacomplotto delle plutocrazie internazionali", facendoci ripiombare nel peggior incubo berlusconiano con la&amp;nbsp;fugace riedizione del tristissimo copione appena&amp;nbsp;rimosso dalla vicenda patria a furor di popolo e di spread. &lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;Eppure tutto procedeva nel segno dei migliori auspici: Minzolini scacciato a pedate dalla poltronissima del Tg1, le fantomatiche pulsioni separatiste della Lega private di un'indebita e a lungo tollerata dignità istituzionale, gli evasori fiscali finalmente inseguiti dalla vindice gogna di un rinsavito Stato, per non parlare dei più beceri&amp;nbsp;populismi della&amp;nbsp;trapassata repubblica ridotti ai margini del dibattito politico e dell'azione civile. E aggiungiamoci pure il crollo negli ascolti di trasmissioni televisive come il Grande Fratello, che negli anni addietro rappresentavano&amp;nbsp;un must perfino per chi nutriva aspirazioni di assurgere a ruoli pubblici di primissimo piano.&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;Potevamo davvero confidare nell'en plein e illuderci che il ceto politico, sull'onda del nuovo corso tutto responsabilità condivise e sacrifici equamente ripartiti, mutasse repentinamente pelle? Troppa grazia. L'infida serpe,&amp;nbsp;almeno per un giorno, ha invece di nuovo sequestrato il parlamento tenendolo occupato non in noiosissime discussioni su come far uscire il Paese dalla crisi bensì nella tracotante difesa del proprio affiliato Cosentino. E proprio nel mentre che i rispettabilissimi soloni dell'alta corte sancivano che quel milioneduecentodiecimilaquattrocentosei&amp;nbsp;valorosi cittadini, che la scorsa estate si erano affannati nella rivendicazione dal basso di un sistema elettorale effettivamente democratico, avrebbero fatto meglio a fare i bagagli e a portare la famiglia&amp;nbsp;al mare.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;Siamo messi male, non c'è che dire.&amp;nbsp;Ma una cosa è certa: senza l'ostinata voglia di dare un taglio netto a certe consunte abitudini che da mesi dilaga nella parte migliore della società, quella che soffre&amp;nbsp;ma non perde la capacità di indignarsi, e senza il coraggio di fare finalmente "pessimo viso a cattivo gioco"&amp;nbsp;mostrato dalla sobria e affiatata coppia Napolitano-Monti, saremmo già sprofondati nel baratro e oggi suoneremmo la lira e balleremmo il sirtaki in compagnia dei cugini greci, rammentando i fasti dei tempi andati nell'olimpo dell'autocommiserazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;E' per questa ragione che non bisogna demordere e&amp;nbsp;occorre anzi perseverare nella lotta, magari rinunciando all'insensato berciare in stile&amp;nbsp;Di Pietro (che dimostra sempre di più di non&amp;nbsp;voler&amp;nbsp;sopravvivere all'odiato berlusconismo, di cui&amp;nbsp;è in parte imbevuto) contro i simboli solenni della Costituzione. Perchè stavolta l'orda infame dei&amp;nbsp;peggiori, fuori e dentro il Palazzo, può realmente perdere la guerra, anche se di tanto in tanto&amp;nbsp; piazzerà ancora qualche colpo di coda. &lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;Fidiamoci dunque dei due nostri degnissimi Presidenti, assai apprezzati nel mondo e talvolta mal sopportati in patria,&amp;nbsp;e continuiamo nel contempo&amp;nbsp;a presidiare le piazze reali e virtuali dell'imperfetta democrazia italiana. Perchè il&amp;nbsp;cambiamento è già cominciato e chi si ostina a sottovalutarne la forza, per miseri opportunismi che&amp;nbsp;poco o nulla hanno a che vedere con le sorti della comunità nazionale, è condannato a farsi travolgere.&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: block; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-4843258381922183186?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/A4DHAGXzHJo" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-13T14:29:51.092+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-vMxR8z3EZnw/TxAR5f_xU-I/AAAAAAAAEf8/kOFiveCstvU/s72-c/vergogna.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/01/una-pessima-giornata-che-non-fermera-il.html</feedburner:origLink></item><item><title>Debiti, diseguaglianze, solitudine: la crisi è sempre più assassina</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/FWtzeHo9jgs/debiti-diseguaglianze-solitudine-la.html</link><category>Carceri</category><category>Suicidi</category><category>Fisco</category><category>Disoccupazione</category><category>Crisi</category><category>Disagio</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Sat, 07 Jan 2012 11:39:25 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-766508097577768053</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-77n3IhZ_V_U/TwV2ZE_uiuI/AAAAAAAAEec/fFqkSMhlrIM/s1600/black-male-suicide.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-77n3IhZ_V_U/TwV2ZE_uiuI/AAAAAAAAEec/fFqkSMhlrIM/s1600/black-male-suicide.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Non solo Cortina, con l'infinita orda di infami truffaldini giustamente scovati dal "famelico fisco" e abituati a campare nel lusso a spese dei cittadini onesti. E non solo Lele Mora, iscritto per meriti acquisiti sul campo al predetto&amp;nbsp;club di furbastri impenitenti, al quale mi sento di suggerire&amp;nbsp;con&amp;nbsp;una punta di cinico&amp;nbsp;entusiasmo, la prossima volta che sarà percorso da impeti di generosità verso il mondo, di ricorrere a metodi ben più efficaci degli innocui cerottini per la bua. No, lorsignori tutto sono fuorché vittime e non meritano alcuna indulgenza. Perchè la crisi, purtroppo,&amp;nbsp;sta&amp;nbsp;continuando a&amp;nbsp;mietere vittime reali&amp;nbsp;aggredendo soprattutto quei settori della società più esposti ed indifesi.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Il suicidio, che di recente sta guadagnandosi la ribalta delle cronache nazionali,&amp;nbsp;è diventato quasi una tendenza di massa, praticata con drammatica e quotidiana regolarità da&amp;nbsp;ogni sorta di reietto dai meccanismi del sistema. Nelle carceri, sovraffollate ai limiti dell'inumano,&amp;nbsp;la contabilità dei morti per solitudine è&amp;nbsp;ormai attestata su livelli apocalittici; nel mondo del lavoro, decine di giovani precari senza futuro e di padri di famiglia che perdono il posto ricorrono sempre più spesso all'estremo gesto di disperazione; infine le new entry, persone che fino a&amp;nbsp;poco tempo fa venivano considerate privilegiate, piccoli e medi imprenditori divenuti insolventi proprio malgrado, abbattuti dagli effetti nefasti di una crisi economica senza precedenti e strozzati dai debiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il boom del fenomeno ha cominciato a manifestarsi più intensamente a partire dal 2009, certificato da una &lt;a href="http://www.eures.it/upload/doc_1305878239.pdf" target="_blank"&gt;indagine di Eures&lt;/a&gt; condotta sulla prima ondata di fallimenti e di&amp;nbsp;licenziamenti che ha rivelato il lato più cupo della recessione: fra chi ha perso il lavoro, che si tratti di imprenditori o di dipendenti, la decisione di ricorrere al suicidio è aumentata di&amp;nbsp;oltre il&amp;nbsp;40% in un anno, con la triste media di un morto al giorno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A livello più generale,&amp;nbsp;benchè frequentissimo fra i giovani in cerca di prima occupazione o segnati da gravi condizioni di precarietà economica,  sul piano socio-demografico il suicidio si conferma decisamente più diffuso nella fascia più anziana di popolazione, con maggiore incidenza al Nord (1.600 casi soltanto nel 2009 pari al  53,6% del totale, a fronte dei 561 casi del Centro e degli 825 del Sud). Il dato più preoccupante si riferisce alla comune "matrice economica" dello stato di sofferenza, a conferma della forte interdipendenza, innanzitutto a livello identitario, fra capacità di ruolo sociale e, per l'appunto, autonomia economico-occupazionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' negli ultimi 12 mesi, invece,&amp;nbsp;che gli organi di informazione hanno dovuto battere con crescente frequenza le notizie di suicidi fra i titolari di aziende in crisi. Nel Nord-Est, in proposito, si registra un vero e proprio allarme sociale.&amp;nbsp;Al di là degli episodi più recenti che hanno funestato il periodo natalizio (e che per la verità hanno riguardato pure le regioni meridionali), già nel 2010,&amp;nbsp;soprattutto nel settore dell'edilizia, decine di imprenditori si erano uccisi non potendo più far fronte ai loro problemi economici. Al punto da indurre l'&lt;a href="http://www.ance.it/ance/jsp/home.jsp?sTipoPagina=HOME%20PAGE" target="_blank"&gt;Associazione Costruttori&amp;nbsp;del Veneto&lt;/a&gt;, per tentare di arginare il macabro andazzo,&amp;nbsp;a rivolgersi al noto luminare della&amp;nbsp;psichiatria Vittorino Andreoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le cause della disperazione sono sempre le stesse: eccesso di burocrazia, ritardati pagamenti da parte della pubblica amministrazione, insostenibilità dell'imposizione fiscale, inaccessibilità al sistema creditizio, ricorso alla rete illegale dell'usura. E quando un'azienda è costretta a dichiarare default, come è ovvio, tanti&amp;nbsp;operai e dipendenti finiscono per strada assieme al proprio datore di lavoro,&amp;nbsp;andando ad&amp;nbsp;ampliare la zona&amp;nbsp;grigia della sofferenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E qui interviene il dibattito su &lt;a href="http://www.gruppoequitalia.it/equitalia/opencms/it/" target="_blank"&gt;Equitalia&lt;/a&gt;&amp;nbsp;ed i suoi metodi di riscossione, con molti&amp;nbsp;osservatori, in particolare proprio nel cosiddetto "popolo delle partite iva", che le lanciano legittimamente strali definendola come una sorta di&amp;nbsp;spietato vampiro che soffoca la libera iniziativa e impedisce la crescita economica, inducendo cittadini e imprese&amp;nbsp;a forme estreme di rivolta e non di rado alla morte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Circostanza, quest'ultima, che non può in alcun modo diventare un alibi&amp;nbsp;sia per quanti eludono ed evadono le tasse frodando coscientemente lo Stato (soggetti che costituiscono il vero impedimento allo sviluppo e la principale causa del diffuso disagio nel Paese), sia per coloro che vogliono strumentalizzare solo a fini ideologici la dura attualità dispensando pallottole a destra e a manca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Beppe Grillo ha&amp;nbsp;senza dubbio&amp;nbsp;esagerato con la provocazione di affermare che vanno comprese le ragioni anche di chi compie&amp;nbsp;atti&amp;nbsp;terroristici contro le sedi di Equitalia, ma sono altresì inopportune le&amp;nbsp;intimidazioni verbali&amp;nbsp;rivolte all'Agenzia delle Entrate e alla Guardia di Finanza, solo perchè esercitano il proprio dovere di effettuare controlli e di perseguire le illegalità, da molti&amp;nbsp;esponenti di&amp;nbsp;Pdl e Lega. Due forze politiche che hanno governato per 10 anni l'Italia, fino a due mesi fa,&amp;nbsp;tollerando sistematicamente (spesso perfino incoraggiandoli) i comportamenti illeciti di chi non si è mai curato di partecipare dei sacrifici a cui tutti siamo oggi chiamati per evitare il tracollo del sistema-nazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo non è più il tempo dei populismi, delle carezze interessate ai settori dell'elettorato ritenuti più prossimi, degli egoismi e degli schiamazzi.&amp;nbsp;La fase attuale è talmente grave che nessuno, specialmente fra chi riveste ruoli di responsabilità politica, può più permettersi di giocare col futuro della gente per i meschini tornaconti di lobby più o meno pulite.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora, se essi servono a sostenere l'arduo percorso di salvezza del Paese, ben vengano i blitz degli agenti del fisco, al Nord come al Sud, nel privato come nel pubblico,&amp;nbsp;a dimostrare che non è vero che lo Stato è assente&amp;nbsp;o non è capace di colpire chi si sottrae all'obbligo civile e morale&amp;nbsp;dell'onestà. Ma ben vengano pure leggi più eque sul piano della concorrenza e della crescita, una burocrazia meno vessatoria e onerosa, un&amp;nbsp;sistema creditizio più trasparente e flessibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perchè, tornando alla riflessione di partenza, è fra i&amp;nbsp;meno garantiti&amp;nbsp;che si annidano i rischi maggiori&amp;nbsp;di cedere all'oblio. Fra i derelitti di una società profondamente ingiusta e irresponsabile in cui chi ha troppo non ha mai concesso nulla al senso comunitario anzi, ha sempre spremuto il sistema e preteso di più; e chi ha poco non ha di contro più&amp;nbsp;nulla da perdere, nemmeno la propria dignità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dei tanti casi di suicidio degli ultimi giorni,&amp;nbsp;colpisce in modo particolare quello dell'anziano pensionato di Bari che si è tolto la vita per paura di non riuscire a restituire&amp;nbsp;all'Inps la somma di 5 mila euro indebitamente percepita (per un errore di calcolo dell'Inps stesso)&amp;nbsp;e di perdere conseguentemente la propria unica casa. L'uomo,&amp;nbsp;di 75 anni, viveva con 700 euro al mese frutto di una pensione sociale italiana e di due miseri assegni elargiti da Germania e Olanda, dove aveva lavorato per qualche anno&amp;nbsp;da giovane emigrante. L'ente previdenziale gli ha fatto recapitare la lettera fra Natale e Capodanno,&amp;nbsp;invitandolo a rimborsare quanto dovuto con rate di 50 euro al mese che per lui, fra cibo e bollette,&amp;nbsp;erano comunque un'enormità. Così è intervenuta, risolutivamente, la depressione assassina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Depressione e solitudine, accanto alle motivazioni economiche, sono le altre principali cause del suicidio, capaci di infierire anche per futili motivi o comunque senza apparenti e valide ragioni. Come a Vicenza, dove una ragazzina di 15 anni si è ammazzata, stando allo sfogo da lei stessa affidato al profilo di&amp;nbsp;facebook prima di andarsene per sempre,&amp;nbsp;perchè "delusa dal Capodanno". O come a Ferrara, dove uno stimato avvocato, presidente delle Camere penali e impegnatissimo sul versante della lotta alla mafia, ha deciso improvvisamente di impiccarsi in&amp;nbsp;garage. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'angoscia letale&amp;nbsp;è dunque un sentimento trasversale e beffardamente democratico,&amp;nbsp;che non tiene affatto conto dell'età o del ceto sociale quando sceglie la propria vittima. Chi pare&amp;nbsp;non poter sfuggire alle sue grinfie, ancor più che i disoccupati o gli imprenditori&amp;nbsp;falliti, è la dannata categoria dei detenuti, definita dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano nel suo discorso di fine anno come una &lt;em&gt;"prepotente urgenza sul piano costituzionale e                               civile"&lt;/em&gt; . Forse fra le questioni eticamente più pressanti, assieme a quella della cittadinanza ai figli degli immigrati nati nel nostro Paese,&amp;nbsp;con cui&amp;nbsp;il governo dei tecnici e il parlamento degli screditati dovranno presto misurarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche dentro le carceri l'anno appena iniziato sta seguendo la stessa scia di morte di quelli precedenti, con il bollettino dei suicidi&amp;nbsp;continuamente aggiornato dall'osservatorio dell'&lt;a href="http://www.associazioneantigone.it/" target="_blank"&gt;Associazione Antigone&lt;/a&gt; e dall'&lt;a href="http://www.agenziaradicale.com/" target="_blank"&gt;Agenzia Radicale&lt;/a&gt;. I numeri parlano chiaro: dal 1997 a tutto il 2011 si sono tolti la vita negli Istituti di pena 882 detenuti e 90 agenti di custodia; solo lo scorso anno&amp;nbsp;si sono contati 66 casi di suicidio fra i reclusi (ma su altri 23 casi le ingadini sono ancora in corso),&amp;nbsp;un terzo dei quali stranieri; nella prima settimana del 2012, infine, sono già quattro i suicidi accertati. A tutto questo bisogna aggiungere che negli ultimi 24 mesi, grazie all'intervento del personale di vigilanza, sono stati sventati 2000 tentativi di suicidio fra i detenuti, quasi tutti di età inferiore ai 40 anni e perlopiù&amp;nbsp;sottoposti a custodia in attesa di giudizio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le organizzazioni italiane da sempre attive nel campo dei diritti civili, cogliendo proprio la rinnovata apertura di sensibilità del Presidente della Repubblica,&amp;nbsp;tornano ora a chiedere a gran voce alle istituzioni di porre fine a questa strage infinita, attraverso misure in grado di risolvere finalmente l'annosa problematica del&amp;nbsp;sovraffolammento e mediante&amp;nbsp;controlli più accurati sulle condizioni di permanenza dei detenuti all'interno dei penitenziari e sul trattamento loro riservato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Considerando i moti tempestosi di rinnovamento che stanno attraversando l'intero pianeta a livello politico ed economico, con effetti non sempre positivi sulle popolazioni interessate, è del tutto evidente come proprio questo sia il momento&amp;nbsp;di mettere da parte egoismi e interessi di parte per sforzarsi invece di contribuire al benessere della comunità alla quale si appartiene innanzitutto sul piano dell'affermazione dei diritti e delle opportunità,&amp;nbsp;ciascuno secondo le proprie possibilità. Solo così si potrà sperare di abbattere realmente il muro delle sperequazioni, offrendo a chi soffre del "male di vivere" l'appiglio della dignità umana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Italia, in particolare, sperduta provincia del decadente impero occidentale, se non saprà dimostrarsi all'altezza delle sfide presenti e future cancellando con un deciso colpo di spugna le proprie ataviche storture morali e culturali (dai rapporti di &lt;a href="http://www.transparency.it/" target="_blank"&gt;Transparency&lt;/a&gt; risultiamo anche nel 2010 fra i Paesi più corrotti al mondo, &lt;a href="http://www.censis.it/" target="_blank"&gt;Censis&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.istat.it/" target="_blank"&gt;Istat&lt;/a&gt; continuano a ripeterci che&amp;nbsp;il 30% dei nostri giovani&amp;nbsp;non lavora, &lt;a href="http://www.openpolis.it/" target="_blank"&gt;Openpolis&lt;/a&gt;&amp;nbsp;descrive la classe politica italiana come la meno competente e la più pagata d'Europa, senza scordarci della criminalità organizzata e del debito pubblico e della già citata evasione fiscale), condannerà se stessa all'autoannientamento. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà poi la storia&amp;nbsp;a decidere se bisognerà parlare della nostra fine ingloriosa come di un imprevisto incidente di percorso o come di un suicidio collettivo consapevole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-766508097577768053?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/i5unr8VBvkl9uhsXP3sP_KcRP1Y/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/i5unr8VBvkl9uhsXP3sP_KcRP1Y/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/FWtzeHo9jgs" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-07T20:39:25.350+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-77n3IhZ_V_U/TwV2ZE_uiuI/AAAAAAAAEec/fFqkSMhlrIM/s72-c/black-male-suicide.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/01/debiti-diseguaglianze-solitudine-la.html</feedburner:origLink></item><item><title>2012, saranno ancora lotte e sacrifici ma all'insegna della tecnologia</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/kmh-UCKhgG0/2012-saranno-ancora-lotte-e-sacrifici.html</link><category>2012</category><category>Statistiche</category><category>Internet</category><category>Crisi</category><category>Tecnologia</category><category>Disagio</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:23:53 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-9213152797724414276</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VDH_rs_VSpg/TwGJGHB8RkI/AAAAAAAAEcg/DdEdFXQXc04/s1600/2012.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="306" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-VDH_rs_VSpg/TwGJGHB8RkI/AAAAAAAAEcg/DdEdFXQXc04/s400/2012.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se n'è appena andato un anno terribile, segnato da sofferenze sociali ed economiche senza precedenti capaci di fiaccare perfino l'opulento occidente. Prende il suo posto il 2012, già carico di cattivi presagi alimentati dalla famigerata&amp;nbsp;profezia dei Maya (tranquilli, fra 12 mesi saremo ancora qui a ridere con Crozza dell'ultima parodia di &lt;em&gt;Kazzenger&lt;/em&gt;) e che certamente continuerà a funestare la finanza globale costringendoci a&amp;nbsp;nuove e massicce dosi di lacrime e sangue.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, forse è proprio a causa del crescente disagio fra le popolazioni del pianeta che&amp;nbsp;si può affermare che l'anno che comincia fornirà nuovi spazi e nuove opportunità sul piano dell'interazione&amp;nbsp;digitale e dei progressi tecnologici. E' ormai evidente, infatti, che&amp;nbsp;col passare del tempo&amp;nbsp;si ampliano le occasioni di interconnessione e di contaminazione. Gli smartphone, in particolare, ci stanno abituando a condividere in Rete ogni nostro movimento quotidiano. Il fenomeno viene analizzato dal sito specializzato &lt;a href="http://www.globalpublishers.it/" target="_blank"&gt;Global Publishers Italia&lt;/a&gt;,&amp;nbsp;che riprende&amp;nbsp;la previsione sulle principali tendenze "social"&amp;nbsp;del 2012 così come vaticinate da David Armano, notissimo guru di Harvard.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, non sempre si tratta di aspirazioni realmente utili. Se, ad esempio, si prende come riferimento un recente esperimento della &lt;em&gt;Coca Cola&lt;/em&gt;, che ha creato un parco dove gli utenti sono muniti di un badge che consente, strisciandolo negli esercizi commerciali,&amp;nbsp;di pubblicare sul proprio profilo&amp;nbsp;Facebook ciò che si sta facendo in quel momento, allora viene da maledire l'eccessiva invadenza di Internet. &lt;em&gt;Domino's Pizza&lt;/em&gt;, per citare un altro caso "insolito", ha installato uno schermo gigante in Time Square per far&amp;nbsp;scorrere i feedback non filtrati dei suoi clienti. Non può essere questa la nuova ed auspicabile frontiera dell'interconnessione fra mondo digitale e vita reale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se è vero che è in corso una gara a sviluppare&amp;nbsp;sistemi in grado di premiare chi esercita la maggior influenza sui social network, meglio forse spostare lo sguardo altrove. Una piattaforma che sta emergendo è &lt;a href="http://klout.com/home" target="_blank"&gt;Klout&lt;/a&gt;, la cui missione è di convertire appunto&amp;nbsp;l'influenza in valore economico. Chiunque abbia qualcosa da dire, che si tratti di cittadini comuni o di più celebri opinion leaders,&amp;nbsp;ha ora la possibilità di&amp;nbsp;trasformare la propria capacità di influenzare gli altri in guadagno, grazie a una ben definita un'unità di misura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;Idee, opinioni e&amp;nbsp;aggiornamenti di stato sono ciò che davvero rende i social media potenti. L'industria della comunicazione e dell'informazione l'ha compreso prima di altri settori, aggiungendo possibilità di condivisione dei contenuti e&amp;nbsp;guadagnando così in termini di contatti e&amp;nbsp;di risultati sui motori di ricerca. Su questa scia, è l'e-commerce che punta&amp;nbsp;adesso a nuove opportunità di pubblicazione, dalla recensione di una scheda prodotto direttamente dal sito fino alla condivisione&amp;nbsp;della vacanza appena prenotata o al suggerimento di un qualsiasi servizio sulla propria bacheca. Insomma, è&amp;nbsp;l'affermazione del "total&amp;nbsp;sharing" oltre i semplici contenuti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E la televisione, saprà adeguarsi all'incedere della rivoluzione digitale o resterà indietro? Guardare la tv è per molte persone&amp;nbsp;già di per sè un'attività sociale. Sono tante, per esempio,&amp;nbsp;le trasmissioni che consentono agli spettatori di commentare la diretta attraverso gli&amp;nbsp;sms o su Twitter, ma nel 2012 l'interazione con la&amp;nbsp;"scatola magica"&amp;nbsp;diventerà un'esperienza ancora più social.&amp;nbsp;E'&amp;nbsp;nata da poco, ad esempio,&amp;nbsp;l'innovativa piattaforma &lt;a href="http://getglue.com/" target="_blank"&gt;Get Glue&lt;/a&gt;, che permette di fare un vero e proprio "check-in" alle trasmissioni preferite e di creare album a tema. Una tendenza destinata a stravolgere il mercato del settore, da sempre&amp;nbsp;scosso dalle polemiche sul sistema di rilevazione degli ascolti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Visto che, come ci ha ricordato pure il presidente Napolitano nel suo discorso di fine 2011, il nuovo anno si porterà dietro i vecchi problemi economici,&amp;nbsp;lo stesso&amp;nbsp;settore dei soldi si sta avviando lungo un sentiero caratterizzato dall'approccio più social.&amp;nbsp;Alcune interessanti piattaforme, in particolare, si stanno dotando di strumenti di "micro-economia", per dare a chiunque abbia un progetto la possibilità di attuarlo ricorrendo a forme di sostegno spontaneo in Rete in cambio di un piccolo ritorno economico. Una di queste di chiama &lt;a href="http://www.quirky.com/" target="_blank"&gt;Quirky&lt;/a&gt; e si occupa di ricerca, consentendo alle idee&amp;nbsp;più valide&amp;nbsp;di essere notate e aiutate a essere prodotte e vendute. La formula è quella del guadagno/risparmio, con tanti altri&amp;nbsp;esempi di siti in cui a farla da padrone è la negoziazione diretta tra i singoli col superamento di ogni sovrastruttura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c'è che dire, tante belle e promettenti innovazioni. Ma guardando alla sola realtà italiana, quale potrà essere l'impatto del progresso tecnologico?&amp;nbsp;Dai dati dell'ultimo censimento &lt;a href="http://www.istat.it/" target="_blank"&gt;Istat&lt;/a&gt;, si evince la sempre maggiore dimistichezza degli italiani con le nuove tecnologie ma si confermano altresì gli storici ritardi. Nel 2011, rispetto al 2010, è cresciuta di oltre un punto percentuale la quota di famiglie in possesso di&amp;nbsp;un personal computer attestandosi intorno al&amp;nbsp;59%. L'accesso a Internet (54,5%) è&amp;nbsp;invece aumentato di circa due punti percentuali, così come la connessione a banda larga (dal 43,4% al 45,8%).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo andamento è dovuto soprattutto ai giovani. Le famiglie con almeno un minorenne sono infatti quelle più tecnologiche, con l'84,4% che possiede un computer, il 78,9% che ha accesso a internet e il 68% che utilizza la banda larga.&amp;nbsp;Sul piano della composizione sociale e demografica degli utenti, al Nord (con valori intorno al 50%) si naviga in Rete&amp;nbsp;maggiormente che al Sud (distanziato di una decina di punti percentuali). Il divario si fa ancora più sensibile (quasi 25 punti percentuali) fra i nuclei in cui il capofamiglia&amp;nbsp;è un operaio e quelli in cui è un dirigente, un imprenditore o un libero professionista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto ai motivi dell'utilizzo,&amp;nbsp;gli italiani frequentano la Rete prevalentemente per spedire o ricevere e-mail (80,7%) e per cercare informazioni su merci e servizi (68,2%). Rispetto al&amp;nbsp;passato, cresce pure&amp;nbsp;la quota di coloro che usano Internet per leggere news online (+7%) e per avere consigli sanitari (+5%). Rimane stabile, infine,&amp;nbsp;il numero di persone che si rivolgono al web per ottenere informazioni dai siti della Pubblica Amministrazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" style="text-align: justify;"&gt;Analoga fotografia l'ha scattata sul finire del 2011 il &lt;a href="http://www.censis.it/" target="_blank"&gt;Censis&lt;/a&gt;, che ha concentrato l'attenzione&amp;nbsp;proprio sulle nuove generazioni. Intanto, viene confermato il dato che vuole oltre la metà degli italiani&amp;nbsp;connessi,&amp;nbsp;traguardo raggiunto grazie appunto alle fasce più giovani e più istruite della popolazione (87,4% rispetto al 15% degli anziani e al 37,7% dei meno scolarizzati). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" style="text-align: justify;"&gt;Secondo il rapporto dell'istituto di Piazza Novella, il 12,3% degli italiani (26,8%&amp;nbsp;per i giovani) cerca lavoro sul web; il 37,9% (46,5% per i giovani) si connette per cercare una strada o una località;&amp;nbsp;il 22,5% (18,6% per i giovani) compie operazioni bancarie; infine, il 26,5% ascolta musica, il 19,3% fa acquisti, il 18% prenota viaggi e&amp;nbsp;il 14,6% guarda un film (si tratta, in tali ultimi casi,&amp;nbsp;quasi esclusivamente di giovani).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" style="text-align: justify;"&gt;Per quel che riguarda l'informazione, anche per il Censis cresce la quantità di italiani (29,5%) che attinge le notizie dal web.&amp;nbsp;Dato che lievita&amp;nbsp;al 49% nel caso dei giovani, usi a consultare anche portali non strettamente giornalistici. In particolare, il 26,8% s'informa con Facebook, il 16,7% con Youtube, il 12,9% con gli sms&amp;nbsp; (per i giovani la percentuale sale al 17,1) e il 2,5% con Twitter (4,8% per i giovani).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" style="text-align: justify;"&gt;Al di là dei dettagli forniti dalle statistiche, tutti i principali punti di osservazione demoscopica e i maggiori analisti in campo tecnologico annunciano che nel 2012, esattamente come negli ultimi anni, il web si caratterizzerà comunque, almeno per quella fetta di &lt;em&gt;netizen&lt;/em&gt; più evoluta e sensibile, come uno strumento sempre più sociale mediante il quale condurre battaglie civili e sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto a tematiche assai rilevanti. Purtroppo, in questo senso, le occasioni per fare Rete e per mobilitarsi continueranno a non mancare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" style="text-align: justify;"&gt;Tale tendenza è stata ripresa dalla giornalista Sara Picardo nel &lt;a href="http://www.ediesseonline.it/catalogo/materiali/nettwork" target="_blank"&gt;libro&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Net@twork, storie di lotte di uomini e donne in Rete&lt;/em&gt;, di recente pubblicazione e che vale la pena leggere. Affronta tante vicende di disperazione e di conflitto sociale: dalle ex lavoratrici dell'&lt;em&gt;Omsa&lt;/em&gt; alla mamma di Federico Aldrovandi,&amp;nbsp;dai blogger che hanno acceso la miccia della primavera araba ai dissidenti perseguitati dal regime cinese,&amp;nbsp;dai cassaintegrati dell'Asinara ai giovani palestinesi di Gaza, dai precari del call center &lt;em&gt;Teleperformance&lt;/em&gt; al Popolo Viola. Tutte rievocate, attraverso la stessa voce dei protagonisti, dal punto di vista della Rete che ha consentito loro di sfondare la rigida barriera eretta dal cosiddetto giornalismo mainstream.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di persone che hanno affidato alla sconfinata&amp;nbsp;comunità del web i propri&amp;nbsp;messaggi di dolore e le proprie battaglie, cercando ascolto dopo essere stati ignorati dall'informazione che conta, sono pieni i blog e i social network. Esempi "vissuti" che testimoniano le infinite potenzialità della Rete e i motivi per cui, come osserva la stessa autrice di &lt;em&gt;Net@twork&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;una protesta isolata come quella dei lavoratori sardi della &lt;em&gt;Vinyls&lt;/em&gt; può incontrare più sostenitori di quanti telespettatori (idioti e decerebrati!)&amp;nbsp;non ottenga il Grande Fratello.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insomma, il progresso è tale solo se si rivela utile alla società e se trova in essa ampie possibilità di condivisione. A maggior ragione se si tratta delle moderne tecnologie con le quali, volenti o nolenti e specialmente nel decisivo ambito della comunicazione, tutti dovremo imparare a fare i conti. Proprio come con la crisi economica.&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-9213152797724414276?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0YRvjhFiFD8Zb1ctVqeEgNk4oMA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0YRvjhFiFD8Zb1ctVqeEgNk4oMA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0YRvjhFiFD8Zb1ctVqeEgNk4oMA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0YRvjhFiFD8Zb1ctVqeEgNk4oMA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=kmh-UCKhgG0:N9hkEoxNDHU:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=kmh-UCKhgG0:N9hkEoxNDHU:qj6IDK7rITs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?d=qj6IDK7rITs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=kmh-UCKhgG0:N9hkEoxNDHU:7Q72WNTAKBA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=kmh-UCKhgG0:N9hkEoxNDHU:TzevzKxY174"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?d=TzevzKxY174" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=kmh-UCKhgG0:N9hkEoxNDHU:gIN9vFwOqvQ"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?i=kmh-UCKhgG0:N9hkEoxNDHU:gIN9vFwOqvQ" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/kmh-UCKhgG0" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-02T18:23:53.474+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-VDH_rs_VSpg/TwGJGHB8RkI/AAAAAAAAEcg/DdEdFXQXc04/s72-c/2012.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2012/01/2012-saranno-ancora-lotte-e-sacrifici.html</feedburner:origLink></item><item><title>Democrazia, libertà, ricerca: cosa resterà di buono del 2011 nonostante la crisi</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/PS0MhQ8LYdw/democrazia-liberta-ricerca-cosa-restera.html</link><category>Diritti</category><category>2011</category><category>Democrazia</category><category>150 anni</category><category>Ricerca</category><category>Mondo</category><category>Italia</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Sat, 24 Dec 2011 00:56:30 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-394069529056419044</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pkPqDq0Dks0/TvHEOiL8uZI/AAAAAAAAD08/4kw6V_6dDpg/s1600/2011PredictionsLeadTat-537x309.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="189" oda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-pkPqDq0Dks0/TvHEOiL8uZI/AAAAAAAAD08/4kw6V_6dDpg/s400/2011PredictionsLeadTat-537x309.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 2011 volge al termine, lasciandosi dietro tantissimi avvenimenti destinati, nel bene&amp;nbsp;e nel male, a restare nella storia. L'Italia e il mondo intero hanno dovuto subire&amp;nbsp;significativi e veloci cambiamenti, soprattutto sull'onda della gravissima crisi economica avviatasi nel 2008 che proprio quest'anno ha&amp;nbsp;toccato i picchi di maggiore intensità. Fra i fatti che meritano di essere ricordati,&amp;nbsp;accanto a singoli episodi comunque importanti come l'uccisione del "Re del terrore" Osama bin Laden o come la scomparsa del "genio futurista" Steve Jobs, ve ne sono alcuni che investono settori decisivi dell'esistenza umana quali l'affermazione di nuovi spazi partecipativi, le&amp;nbsp;conquiste in tema di diritti e i progressi nel campo scientifico.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-lnQ5UdlXARs/TvRiJ0nmA3I/AAAAAAAAD3k/MnrP60trl-U/s1600/proteste-roma.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="220" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-lnQ5UdlXARs/TvRiJ0nmA3I/AAAAAAAAD3k/MnrP60trl-U/s320/proteste-roma.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Democrazia e cittadini&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Andiamo per ordine. L'anno agli sgoccioli è stato scandito dalla nascita di vari movimenti spontanei di lotta e di sensibilizzazione, sospinti dalla forza divulgativa dei social network. Nel nostro Paese,&amp;nbsp;il potere ha dovuto ripetutamente fare i conti con quanti hanno deciso di organizzarsi per rivendicare il diritto di decidere autonomamente del proprio futuro.&amp;nbsp;Da &lt;a href="http://www.senonoraquando.eu/" target="_blank"&gt;"Se Non Ora Quando"&lt;/a&gt;&amp;nbsp;a &lt;a href="http://www.ilnostrotempoeadesso.it/" target="_blank"&gt;"Il Nostro Tempo è Adesso"&lt;/a&gt; ai &lt;a href="http://occupiamobankitalia.wordpress.com/" target="_blank"&gt;"Draghi Ribelli"&lt;/a&gt;,&amp;nbsp;le donne e&amp;nbsp;i giovani, i precari e gli studenti si sono battuti solo all'insegna&amp;nbsp;della "buona politica" e in nome della giustizia sociale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come dimenticare la ventata referendaria che ha travolto l'Italia, col clamoroso risultato sul nucleare, l'acqua pubblica e la giustizia? O le vittorie altrettanto sorprendenti&amp;nbsp;di Pisapia e De Magistris alle amministrative,&amp;nbsp;con quell'infinita "onda arancione" che ha contagiato tutta la Penisola? Semplicemente persone, centinaia di migliaia, che riunendosi in comitati e associazioni hanno spiazzato la politica ufficiale dimostrando che si può ancora contare dal basso. Oltre la deleteria partitocrazia italiana senza partiti e fino all'ultimo grande traguardo della scorsa estate: il milione e passa di cittadini che hanno firmato per abrogare la legge elettorale "porcata".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un'intelligenza collettiva, animata da&amp;nbsp;tanti corpi intermedi che vogliono vivere in una società trasparente, aperta e realmente libera. E che utilizzano i nuovi strumenti digitali per fare "Rete", confrontantosi a livello globale e superando l'autoreferenzialità dei vecchi e rigidi apparati decisionali (partiti e sindacati su tutti)&amp;nbsp;buoni solo a resistere a ogni cambiamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' lo stesso metodo che ha mosso e continua a muovere i protagonisti di &lt;a href="http://occupywallst.org/" target="_blank"&gt;"Occupy Wall Street"&lt;/a&gt;, indotta all'azione dalle macerie sociali prodotte dalla voracità della finanza e che tanti emuli ha incoraggiato pure in Europa, o della cosiddetta &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Primavera_Araba" target="_blank"&gt;"Primavera Araba"&lt;/a&gt;, capace di abbattare diversi regimi dispotici in Nord Africa e in Medio Oriente&amp;nbsp;ma non ancora&amp;nbsp;di rimpiazzarli con sistemi compiutamente democratici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti degli effetti di questi avvenimenti sono ancora in corso e certamente&amp;nbsp;domineranno il dibattito pubblico anche nei prossimi mesi.&amp;nbsp;Anzi è il dissenso, assieme alla voglia di un futuro migliore, che si fa esso stesso argomento di discussione nell'agenda dei media e delle istituzioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-KHEIj7uy4F0/TvRi2IsjPBI/AAAAAAAAD3w/C0kI2vHNLbk/s1600/Nuova+immagine.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-KHEIj7uy4F0/TvRi2IsjPBI/AAAAAAAAD3w/C0kI2vHNLbk/s320/Nuova+immagine.bmp" width="268" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Libertà e diritti&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Per elencare i tanti straordinari risultati ottenuti nel corso del 2011 nel campo dei diritti umani e delle libertà civili, è utile ricorrere ai dati pubblicati da quella che è forse la massima autorità nel settore: &lt;a href="http://www.amnesty.org/" target="_blank"&gt;Amnesty International&lt;/a&gt;. L'impegno di questa come di altre attivissime&amp;nbsp;agenzie umanitarie, ha consentito di liberare numerosi prigionieri politici in tutto il mondo, di evitare l'esecuzione di condanne a morte e di fermare atti di sgombero forzato nei confronti delle minoranze.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Fra le 12 migliori buone notizie&amp;nbsp;del 2011 citate da Amnesty, si guadagna un posto anche l'Italia grazie alla decisione con la quale il Consiglio di Stato, nel novembre scorso, ha dichiarato illegali le misure sulla cosiddetta "emergenza nomadi" varate nel 2008.&amp;nbsp;Scorriamo le altre buone notizie dell'elenco.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Prigionieri di coscienza - Tunisia&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 19 gennaio le autorità tunisine dispongono il rilascio di tutti i prigionieri politici e di coscienza.&amp;nbsp;Fra questi, il giornalista Fahem Boukadous e l'attivista Hassan Ben Aldallah, entrambi arrestati&amp;nbsp;e condannati a quattro anni di carcere&amp;nbsp;per le proteste scoppiate nel Paese&amp;nbsp;tre anni prima&amp;nbsp;e dopo un processo iniquo, con l'accusa di appartenere a un'associazione criminale e di turbare l'ordine pubblico&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Prigionieri di coscienza - Cuba&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 4 febbraio, dopo quasi otto anni di prigionia,&amp;nbsp;viene rimesso in libertà l'attivista per i diritti umani Guido Sigler. Era stato arrestato&amp;nbsp;per ordine del regime castrista&amp;nbsp;nell'ambito di una dura&amp;nbsp;repressione contro il dissenso e condannato a 20 anni di carcere per reati di opinione e in difesa della sicurezza nazionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il successivo 12 febbraio, il governo&amp;nbsp;ordina pure&amp;nbsp;la scarcerazione dei prigionieri di coscienza Hector Maseda e Angel Moya,&amp;nbsp;condannati sempre a 20 anni di carcere nel 2003.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Infine, il 23 marzo vengono rilasciati Felix Navarro e José Ferrer, anch'essi prigionieri di coscienza condannati a 25 anni di carcere per reati contro l'indipendenza del Paese.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Violenza contro le donne - Repubblica Democratica del Congo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 21 febbraio il colonnello Kibibi Mutware viene giudicato colpevole per aver ordinato lo stupro di 35 donne in un villaggio nell'est del Paese, assaltato nel corso di un'operazione militare dalle forze armate.&amp;nbsp;E' la prima condanna emessa da un Tribunale&amp;nbsp;congolese, dopo decenni d'impunità, per la pratica assai in voga in alcune realtà africane dello stupro di massa.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Pena di morte - Stati Uniti d'America&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 9 marzo, dopo una moratoria sulle esecuzioni durata 11 anni, l'Illinois diventa il sedicesimo Stato degli Usa ad abolire la pena di morte. Il governatore Pat Quinn, nel prendere la decisione,&amp;nbsp;commuta anche&amp;nbsp;le condanne a morte degli ultimi 15 prigionieri in attesa di esecuzione.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 22 novembre, il governatore&amp;nbsp;dell'Oregon John Kitzhaber annuncia che non permetterà l'esecuzione della condanna a morte di Gary Haugen, prevista il 6 dicembre, né quella di qualsiasi altro detenuto rinchiuso nel braccio della morte, durante il suo mandato.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 7 dicembre,&amp;nbsp;il Procuratore di Philadelphia comunica&amp;nbsp;di rinunciare a chiedere la pena di morte per Mumia Abu-Jamal,&amp;nbsp;giornalista e attivista arrestato nel 1981 per l'omicidio di un agente di polizia.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Sparizioni - Argentina&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 31 marzo, il generale in pensione Eduardo Cabanillas&amp;nbsp;subisce la&amp;nbsp;condanna all'ergastolo per aver diretto nel 1976 il centro "Automotores Orletti" di Buenos Aires, dove&amp;nbsp;venivano torturati e uccisi i prigionieri politici provenienti da altri Paesi del Sud America.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 14 aprile, l'ex presidente Reynaldo Bignone, al potere&amp;nbsp;nei primi anni '80, viene condannato all'ergastolo per i crimini commessi durante la dittatura.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 16 maggio, otto ex militari che parteciparono alla fucilazione di 15 prigionieri politici nel 1976, sono condannati all'ergastolo per crimini contro l'umanità.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Prigionieri di coscienza - Azerbaigian&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 26 maggio viene scarcerato Eynulla Fatullayev, uno dei più noti giornalisti del Paese condannato per diffamazione e terrorismo&amp;nbsp;a causa dei suoi articoli contro il regime.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Giustizia internazionale - Balcani&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 23 febbraio, il &lt;a href="http://www.icty.org/" target="_blank"&gt;Tribunale Penale Internazionale per l'ex Yugoslavia&lt;/a&gt; condanna a 27 anni di carcere Vlastimir Djordjevic,&amp;nbsp;ex funzionario&amp;nbsp;di polizia serbo giudicato colpevole dell'omicidio di almeno 724 kossovari albanesi nel 1999, molti dei quali civili disarmati, e del successivo spostamento in Serbia di almeno 900 corpi per occultare il massacro. Djordjevic è giudicato colpevole anche della deportazione di almeno 200.000 kossovari albanesi.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 14 aprile,&amp;nbsp;lo stesso Tribunale condanna rispettivamente a 24 e 18 anni di carcere, per le uccisioni di massa&amp;nbsp;e le deportazioni inflitte ai danni della popolazione serba&amp;nbsp;durante l' "Operazione tempesta" del 1995,&amp;nbsp;i generali dell'esercito croato Ante Gotovina e Mladen Markac.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 26 maggio viene arrestato su mandato delle Nazioni Unite il generale serbo&amp;nbsp;Ratko Mladic, sospettato di crimini di guerra in relazione ai sanguinosi fatti di&amp;nbsp;Srebrenica del 1995, durante i quali vennero&amp;nbsp;sterminati almeno 8000 musulmani.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 20 luglio, con le accuse di omicidio e riduzione ai lavori forzati di civili croati fra il 1991 e il 1993,&amp;nbsp;viene arrestato&amp;nbsp;l'ex presidente della Repubblica Serba di Krajina Goran Hadzic, ultimo principale indiziato di crimini contro l'umanità nei Balcani ancora latitante.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 6 settembre, infine,&amp;nbsp;il Tribunale dell'Aja condanna a 27 anni di carcere Momcilo Perisic, ex capo dell'esercito jugoslavo, per le atrocità commesse durante l'assedio di Sarajevo dal 1992 al 1995 e per il genocidio di Srebrenica.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Prigionieri di coscienza - Russia&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 27 luglio viene rilasciato&amp;nbsp;Aleksei Sokolov, fondatore di una organizzazione non governativa per i diritti umani, dopo oltre due anni di detenzione con le pretestuose accuse di furto e rapina.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Prigionieri di coscienza - Iran&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 27 agosto, in occasione della fine del Ramadan, la Guida suprema Ali Khamemei&amp;nbsp;concede la grazia a circa 70 prigionieri di coscienza e&amp;nbsp;politici condannati per&amp;nbsp;reati vaghi contro la sicurezza,&amp;nbsp;tra i quali la partecipazione alle proteste dell' "Onda verde" susseguitesi dal 2009 in poi.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Prigionieri di coscienza - Myanmar&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 12 ottobre, oltre 200 prigionieri politici e di coscienza&amp;nbsp;tornano in libertà a seguito di un'amnistia concessa dalla giunta militare. Tra i rilasciati figurano il noto attore dissidente&amp;nbsp;Zarganar, la sindacalista Su Su Nway e l'attivista studentesco Zaw Htet Ko Ko.&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Pena di morte - Cina&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="testo" style="text-align: justify;"&gt;Il 23 novembre, dopo una revisione del processo, la Corte intermedia della città di Dandong&amp;nbsp; commuta in ergastolo la condanna a morte di Leng Guoquan, inflitta nel 2009 a seguito di confessioni estorte con la tortura per il suo presunto coinvolgimento in una rete di trafficanti di droga.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-KZt0H9Sb4SI/TvRk_5hko-I/AAAAAAAAD38/IIWOF91cNtA/s1600/ricerca-scientifica1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="251" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-KZt0H9Sb4SI/TvRk_5hko-I/AAAAAAAAD38/IIWOF91cNtA/s320/ricerca-scientifica1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Ricerca e progresso&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante nemmeno il 2011 sia stato tenuto al riparo dai conservatorismi e dagli integralismi, soprattutto religiosi, che vedono nella scienza e nella tecnica due nemici del genere umano da abbattere con ogni mezzo, non sono mancate le nuove scoperte, anche rivoluzionarie, ottenute dopo anni di ricerche e di studi faticosi. La&amp;nbsp;"top ten"&amp;nbsp;dei più utili e importanti traguardi scientifici degli ultimi dodici mesi,&amp;nbsp;in questo caso, si può stilare girovagando qua e là per la Rete e consultando vari blog e siti specializzati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Ringiovanimento delle cellule umane&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già nel 2010 la comunità scientifica era stata sconvolta dalla ricerca di alcuni studiosi francesi che avevano dimostrato come, controllando la degradazione dei telomeri, fosse possibile invertire il processo di invecchiamento nei topi. Quest'anno, il ricercatore dell'Università di Montpellier Jean-Marc Lemaître, ha ottenuto un risultato perfino più ambizioso: &lt;a href="http://www.telegraph.co.uk/science/science-news/8861115/Stem-cell-hope-for-elderly-patients.html" target="_blank"&gt;riprogrammare cellule umane&lt;/a&gt; prese da un paziente di 100 anni e trasformarle in cellule staminali virtualmente identiche a quelle embrionali. Naturalmente, con l'obiettivo&amp;nbsp;di capire se queste cellule possano essere riutilizzate per produrre nuovi tessuti&amp;nbsp;e curare molte malattie genetiche anche letali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Levitazione quantica&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'Università di Tel Aviv, un gruppo di ricercatori&amp;nbsp;ha inventato un modo per far levitare oggetti, da&amp;nbsp;fermi o in movimento, ricorrendo alla tecnica&amp;nbsp;della &lt;a href="http://www.quantumlevitation.com/levitation/The_physics.html" target="_blank"&gt;levitazione quantica&lt;/a&gt;. Sfruttando lo stesso principio della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Meissner-Ochsenfeld" target="_blank"&gt;levitazione magnetica&lt;/a&gt;, questa procedura permette di intrappolare un superconduttore dentro un campo magnetico prodotto da un magnete, e di instaurare con esso&amp;nbsp;un legame quasi impercettibile ma di una forza straordinaria e finora sconosciuta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;code&gt;&lt;/code&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Trattare il Parkinson riprogrammando le staminali&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una equipe australiana, guidata dal professor Lachlan Thompson, è riuscita nel tentativo di &lt;a href="http://parkinsonsnetwork.org/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=776:stem-cell-hope-for-parkinsons-patients&amp;amp;catid=1:latest-news" target="_blank"&gt;riprogrammare le cellule embrionali per trasformarle in neuroni dopaminergici&lt;/a&gt;, la cui perdita è responsabile del morbo di Parkinson. Il prossimo passo, sarà appunto quello di impiantare tali cellule nel cervello di persone affette da Parkinson.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Kepler-22b, una nuova Terra nell'universo&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nella costellazione del cigno, a 600 anni luce dalla Terra, un pianeta simile al nostro orbita attorno a un sole altrettanto simile a quello&amp;nbsp;che ci riscalda. &lt;a href="http://www.lescienze.it/news/2011/12/06/news/esopianeti_abitabili_il_catalogo_questo-719879/" target="_blank"&gt;La scoperta&lt;/a&gt; è di questi giorni e riguarda il pianeta "Kepler-22b", il primo a mostrare&amp;nbsp;caratteristiche tanto compatibili da candidarlo come possibile pianeta abitabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Il chip quantistico italiano&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una scoperta dell'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Cnr segna un importante passo in avanti nello sviluppo dei computer quantistici. Si chiama &lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/11_novembre_29/computer-quantistico-caprara_62944f5a-1aad-11e1-a0da-00d265bd2fc6.shtml" target="_blank"&gt;Cnot&lt;/a&gt;&amp;nbsp;ed è un chip di vetro grande quasi due centimetri che integra un circuito scritto tramite laser, consentendo il trasporto di informazioni non più tramite elettroni ma attraverso i fotoni. L'obbiettivo della ricerca è quello di moltiplicare di varie unità di grandezza le attuali prestazioni dei computer.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Un braccio robotico controllato col pensiero&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo la sedia a rotelle guidata dal pensiero e i primi tentativi di costruire auto manovrabili col pensiero, presso l'Università di Pittsburgh un paziente paralizzato è riuscito a &lt;a href="http://www.newscientist.com/blogs/nstv/2011/10/paralysed-man-controls-robotic-arm-with-his-mind.html" target="_blank"&gt;controllare un braccio robotico con la mente&lt;/a&gt;. Grazie alla scoperta di alcuni studiosi che&amp;nbsp;hanno abbinato specifiche onde elettromagnetiche prodotte dal cervello&amp;nbsp;umano&amp;nbsp;a specifici movimenti di uso comune come lo stringere una mano, impiantando degli elettrodi sottopelle.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;code&gt;&lt;/code&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Nanoantenne solari&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'Unversità del Missouri hanno sviluppato un prototipo di nuova &lt;a href="http://scitation.aip.org/getabs/servlet/GetabsServlet?prog=normal&amp;amp;id=JSEEDO000132000001011014000001&amp;amp;idtype=cvips&amp;amp;gifs=yes&amp;amp;ref=no" target="_blank"&gt;cella solare flessibile&lt;/a&gt; che, secondo i ricercatori, potrebbe&amp;nbsp;garantire efficienze energetiche superiori al 90%. Il segreto sta nell'utilizzo di nanoantenne capaci di catturare energia dalla luce anche a livello di spettri infrarossi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Ingegneria molecolare&amp;nbsp;per combattere la leucemia&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli scienziati dell'Università della Pennsylvania hanno estratto delle cellule T da pazienti affetti da leucemia linfoide cronica,&amp;nbsp;integrando nel loro DNA la proteina&amp;nbsp;CAR in grado&amp;nbsp;di legarsi a cellule che presentano proteine CD19 come appunto quelle della leucemia. &lt;a href="http://health.upenn.edu/news/News_Releases/2011/08/t-cells/" target="_blank"&gt;I primi risultati sono incoraggianti&lt;/a&gt;: nei pazienti si è osservata una significativa riduzione della massa tumorale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;code&gt;&lt;/code&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Uno scanner che legge nella mente&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'Università di Berkeley, una squadra di ricercatori guidata dal prof. Jack Gallant è riuscita per la prima volta a &lt;a href="http://www.newscientist.com/blogs/nstv/2011/09/mind-reading-movies-reconstruct-what-you-see.html" target="_blank"&gt;riprodurre quello che un soggetto sta vedendo&lt;/a&gt;, rielaborando le onde cerebrali registrate durante la visione di&amp;nbsp;scene tratte da film di Hollywood. I risultati sono ancora&amp;nbsp;da verificare, ma la strada imboccata appare quella giusta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;code&gt;&lt;/code&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Clonate le prime cellule umane&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al fine di dotarsi di strumenti più efficaci per combattere il diabete e i traumi alla spina dorsale,&amp;nbsp;lo Stem Cell Foundation Laboratory di New York ha ottenuto &lt;a href="http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2011/10/06/non-chiamatela-clonazione/" target="_blank"&gt;importantissimi risultati nel tentativo di clonare le prime cellule staminali umane&lt;/a&gt;. Si tratta, tuttavia, di una sperimentazione dalle prospettive incerte in quanto le cellule riprodotte hanno un corredo cromosomico diverso da&amp;nbsp;quello presente nell'uomo. Occorrerà approfondire.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-CV9OOtQMkYw/TvRluncL2bI/AAAAAAAAD4I/ZfqXCTIsy5Y/s1600/festa_de6b.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" closure_uid_xikthf="320" height="210" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-CV9OOtQMkYw/TvRluncL2bI/AAAAAAAAD4I/ZfqXCTIsy5Y/s320/festa_de6b.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;150° Unità d'Italia&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="flashmovie" style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="flashmovie" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Infine, per quel che riguarda in particolare il nostro Paese, quello che se ne va è stato anche l'anno delle celebrazioni per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Una carellata di iniziative tuttora in corso, segnate da una partecipazione popolare straordinaria e senza precedenti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="flashmovie" style="text-align: justify;"&gt;Il miglior ricordo, sono le parole tratte dai tanti discorsi tenuti durante le celebrazioni&amp;nbsp;stesse dal principale artefice del ritrovato orgoglio nazionale della comunità degli italiani, vale a dire il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:&lt;/div&gt;&lt;div class="flashmovie" style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;''E' stato un lungo tragitto quello dei 150 anni, che ha visto l'Italia crescere e trasformarsi tra molte contraddizioni e conoscendo anche periodi bui&amp;nbsp;e fatali cadute (...) L'unità nazionale ha retto anche a prove estreme,&amp;nbsp;tornando a rivivere pure quando dopo le guerre sembrava che fosse stata mortalmente compromessa e spezzata&amp;nbsp;(...)&amp;nbsp;Oggi l'Italia è un Paese democratico fra i più avanzati in quell'Europa che ha concorso a fondare.&amp;nbsp;Unito e libero, solidamente ancorato&amp;nbsp;alla Costituzione repubblicana partorita&amp;nbsp;grazie al sacrificio di tanti figli della Patria (...) Su questa strada, lungo la quale&amp;nbsp;nuove ardue sfide e opportunità l'attendono, l'Italia potrà tanto meglio procedere quanto più resterà saldamente unita".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="flashmovie" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="flashmovie" style="text-align: justify;"&gt;Buon 2012 a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-394069529056419044?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3YYA0aVqcJ7bfa-kWpUyfRniKXo/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3YYA0aVqcJ7bfa-kWpUyfRniKXo/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3YYA0aVqcJ7bfa-kWpUyfRniKXo/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3YYA0aVqcJ7bfa-kWpUyfRniKXo/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=PS0MhQ8LYdw:r8xSmibfJtI:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=PS0MhQ8LYdw:r8xSmibfJtI:qj6IDK7rITs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?d=qj6IDK7rITs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=PS0MhQ8LYdw:r8xSmibfJtI:7Q72WNTAKBA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=PS0MhQ8LYdw:r8xSmibfJtI:TzevzKxY174"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?d=TzevzKxY174" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?a=PS0MhQ8LYdw:r8xSmibfJtI:gIN9vFwOqvQ"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fuoriondablog?i=PS0MhQ8LYdw:r8xSmibfJtI:gIN9vFwOqvQ" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/PS0MhQ8LYdw" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-24T09:56:30.103+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-pkPqDq0Dks0/TvHEOiL8uZI/AAAAAAAAD08/4kw6V_6dDpg/s72-c/2011PredictionsLeadTat-537x309.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/12/democrazia-liberta-ricerca-cosa-restera.html</feedburner:origLink></item><item><title>Nebbie nere sull'Italia, ma la violenza razzista non avrà la meglio sul processo di integrazione</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/EackkuyAkLw/nebbie-nere-sullitalia-la-violenza.html</link><category>Violenze</category><category>Razzismo</category><category>Neonazisti</category><category>Intolleranza</category><category>Cronaca</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Sun, 18 Dec 2011 11:00:31 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-5813004950865497520</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-JmZ9yUtp6F0/TunurpOxmpI/AAAAAAAADyk/yqf7lL1WJIo/s1600/1242902426052_30.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="266" oda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-JmZ9yUtp6F0/TunurpOxmpI/AAAAAAAADyk/yqf7lL1WJIo/s400/1242902426052_30.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Sul nostro Paese si stanno addensando nubi cariche di odio. Gli episodi di violenza razzista dei giorni scorsi sono un segnale inquietante che non va sottovalutato, anche se il clima sociale pare negli ultimi tempi essersi assestato su toni più sobri e tranquilli, dopo un ventennio di feroce guerra civile simulata fra le forze politiche che ha avvelenato gli animi e le menti. Ma le scorie di quella fase rimangono, e forse&amp;nbsp;è proprio&amp;nbsp;in questo momento, ora che sono stati rimossi dal governo&amp;nbsp;i maggiori responsabili, sul piano culturale, della crescente paura del diverso, che occorre alzare la guardia.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Le due vittime senegalesi di Firenze sono state uccise innanzitutto da quella paura,&amp;nbsp;la stessa che ha indotto una irresponsabile mocciosetta torinese a raccontar frottole per proteggere se stessa e accendere la miccia dell'intolleranza contro la comunità dei Rom. Che spinge ogni giorno tanti "italioti" a lanciare sguardi diffidenti agli extracomunitari&amp;nbsp;nei tram, in metropolitana, al mercato. A volte, purtroppo, perfino nelle aule scolastiche. Chi si ostina a ricorrere, magari indossando buffe camicie o cravatte verdi,&amp;nbsp;a slogan populistici privi di senso meriterebbe di essere messo al bando e rinchiuso in una cella buia e ammuffita.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Foad Aodi, medico e presidente della Comunità araba in Italia, ha lanciato l'allarme subito dopo i fatti di Firenze evidenziando come da tempo&amp;nbsp;gli stranieri presenti nel nostro Paese si sentano&amp;nbsp;sotto tiro e rivolgendosi direttamente al neo ministro Riccardi affinchè si impegni per riconoscere loro maggiori tutele e garanzie. Torino, in particolare, anche se a differenza di Firenze lì non ci sono stati i&amp;nbsp;morti,&amp;nbsp;rappresenta un caso assai grave ed&amp;nbsp;emblematico del corto circuito,&amp;nbsp;spesso criminale, nel quale è piombata la società italiana.&amp;nbsp;La rappresaglia, costruita sul pregiudizio,&amp;nbsp;ne è l'elemento distintivo. Capace di evocare tristissime pagine della nostra storia della quale non si può certo andar fieri, checché ne dicano illustri parlamentari della destraccia berlusconiana alla Ciarrapico o alla Mussolini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le politiche di integrazione attuate nel nostro Paese, anche ai tempi della consociazione catto-comunista, sono&amp;nbsp;state un vero fallimento. Anzi, il razzismo è andato via via emancipandosi anche sul piano istituzionale, soprattutto a causa dell'anomalia politica sorta nel civilissimo Nord che fa della guerra al diverso la propria principale, se non esclusiva, bandiera ideologica. Sventolata non di rado pure&amp;nbsp;da fogliacci, fino a qualche settimana fa proni al regime,&amp;nbsp;mandati alle stampe non per stimolare ragionamenti ma solo per solleticare i peggiori istinti del volgo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cHvZ2csIrmw/TuskFXFjurI/AAAAAAAADy8/4xeD8lP6guU/s1600/20111122_borghezio_mario.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="265" oda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-cHvZ2csIrmw/TuskFXFjurI/AAAAAAAADy8/4xeD8lP6guU/s400/20111122_borghezio_mario.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Istinti che possono svilupparsi spontaneamente fra i comuni cittadini, come a Torino, o darsi una vera e propria organizzazione ideologica e a volte paramilitare,&amp;nbsp;al punto da&amp;nbsp;indurre alla follia omicida come invece è accaduto a Firenze. E come spessissimo avviene nella Capitale, con le barbare incursioni dei gruppi neonazisti a danno degli immigrati e degli omosessuali.&amp;nbsp;Fra le squadriglie dell'odio e della violenza si distingue per pericolosità "Militia", che proprio&amp;nbsp;recentemente ha dovuto subire un duro colpo da parte dei nuclei antiterrorismo con arresti e perquisizioni per le ripetute azioni contro la comunità ebraica&amp;nbsp;di Roma e le minacce al Sindaco Alemanno e ai presidenti di Camera e Senato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Autentici delinquenti abituati&amp;nbsp;a dare fuoco alle attività commerciali gestite da stranieri e a incontrarsi presso la palestra "Primo Carnera"&amp;nbsp;o la discoteca "Kinky Club",&amp;nbsp;dove sfogano la propria passione nera al grido di "Oltre il fascismo nulla!". E invece, cari balordi e vigliacchi che sapete prendervela solo coi più deboli, oltre quel nulla&amp;nbsp;c'è la vostra emarginazione sociale e si spera pure il carcere duro. Anche se il percorso di pulizia e di affrancazione dal marciume ideologico che tristemente incarnate è ancora lungo e abbisogna pure di interventi, accanto alla repressione, di tipo culturale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo sforzo maggiore, in questo senso, deve essere rivolto all'abbattimento del muro dei luoghi comuni, quello secondo cui se un albanese rapina le ville tutti gli albanesi sono rapinatori,&amp;nbsp;se un rumeno violenta una donna tutti i rumeni sono "zingari maiali"... e i negri puzzano, i froci&amp;nbsp;sono&amp;nbsp;malati e i meridionali dei parassiti senza voglia di lavorare.&amp;nbsp;L'intolleranza è fra i mali più subdoli dell'umanità, che si annida proprio dove l'ignoranza si alimenta continuamente di stereotipi e di disinformazione. Nessuno ne è al riparo&amp;nbsp;e se proprio dobbiamo prendercela con qualcuno è il caso di farlo con noi stessi, con una società costruita sulle insidiose fondamenta dell'egoismo e del mito del successo, dove la competizione coincide con la legge del più forte e dove il più debole,&amp;nbsp;di solito quello considerato&amp;nbsp;"diverso",&amp;nbsp;va sconfitto e rimosso con le buone o con le cattive.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=10,0,0,0" height="350" width="560"&gt;&lt;param value="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" name="movie"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="always" name="allowScriptAccess"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="true" name="allowFullScreen"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="high" name="quality"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="direct" name="wmode"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="#ffffff" name="bgcolor"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param value="autostart=true&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2011/12/magnete_bonini141211.mp4?width=560&amp;height=350&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=edizione&amp;subcategory=firenze&amp;videotitle=L\'Italia nera che coltiva l\'odio&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/edizione/firenze/l-italia-nera-che-coltiva-l-odio/83699/82089&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=83699&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" name="flashvars"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" flashvars="autostart=true&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2011/12/magnete_bonini141211.mp4?width=560&amp;height=350&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=edizione&amp;subcategory=firenze&amp;videotitle=L\'Italia nera che coltiva l\'odio&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/edizione/firenze/l-italia-nera-che-coltiva-l-odio/83699/82089&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=83699&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" allowScriptAccess="true" quality="high" wmode="direct" bgcolor="#FFFFFF" width="560" height="350" type="application/x-shockwave-flash"  /&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;L'analisi di Carlo Bonini su Repubblica&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tornando all'episodio di Torino, cosa è davvero più incivile e intollerabile, la presenza dei Rom o il fatto che due italianissimi&amp;nbsp;genitori, nel 2011, considerino la perdita della verginità della propria figlia prima del matrimonio come&amp;nbsp;un marchio infamante? L'arretratezza e non altro, questo&amp;nbsp;è il vero cancro della società italiana!&amp;nbsp;Prendersela con lo straniero, cercare le colpe altrove è sbagliato oltre che troppo facile.&amp;nbsp;I nostri&amp;nbsp;avi, unici e veri patrioti, non hanno combattuto e sconfitto la dittatura oltre mezzo secolo fa,&amp;nbsp;partorendo una fra le più giuste Costituzioni del mondo, per consentire oggi a razzisti, fascisti e leghisti di ogni specie di minare liberamente e impunemente i fragili equilibri della società italiana! Serve quindi una risposta decisa, iniziando da una maggiore chiarezza sul piano delle responsabilità penali.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se quei barbari delle vallate padane, ad esempio, finiti inopinatamente nel Parlamento nazionale solo per tutelare i discutibili interessi di qualche allevatore in rotta col fisco, proseguissero nella propria scellerata campagna di delegittimazione dell'unità del Paese, con annesse e reiterate&amp;nbsp;minacce di scatenare le baionette contro Roma, sarebbe forse il caso di dichiarare il loro movimento politico fuori legge e di mandare i Carabinieri a prenderli. Altro che "facciamo come la Cecoslovacchia"!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In proposito, la rivista MicroMega ha appena lanciato un&amp;nbsp;&lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&amp;amp;idappello=391236" target="_blank"&gt;appello&lt;/a&gt; sul web,&amp;nbsp;che ha già raccolto migliaia di firme e rivolto al Presidente Napolitano, per chiedergli di intervenire su governo e magistratura affinchè i fascisti, i negazionisti e i fascisti in genere vengano puniti con la galera. Va detto che proprio da parte del nuovo esecutivo, guidato da quel "servo dei poteri forti"&amp;nbsp;(beota chi lo pensa) che risponde al nome di Mario Monti, sta arrivando qualche segnale confortante di civiltà in netta discontinuità col precedente governo. Il ministro dell'Interno Cancellieri, infatti, ha firmato una direttiva indirizzata a tutti i Prefetti che finalmente consente ai rappresentanti degli organi di informazione, dopo le grandi polemiche degli scorsi anni,&amp;nbsp;l'accesso ai Centri di accoglienza&amp;nbsp;per testimoniare come vengono trattati gli immigrati.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-wmfxIa69XuU/TutH8M5qhNI/AAAAAAAADzE/gmQRiSlXh34/s1600/dsc0549ve2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="225" oda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-wmfxIa69XuU/TutH8M5qhNI/AAAAAAAADzE/gmQRiSlXh34/s400/dsc0549ve2.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Il problema del razzismo, è bene ribadirlo, si risolve innanzitutto promuovendo nuove politiche di integrazione a livello istituzionale. Giustificate dal fatto - anche se è vero che la crisi economica sta fermando i flussi migratori verso l’Italia -&amp;nbsp;che gli stranieri già presenti nel nostro Paese sono sempre più radicati sul territorio. Lo dice il &lt;a href="http://www.ismu.org/index.php?page=665" target="_blank"&gt;rapporto Ismu 2011 sulle migrazioni&lt;/a&gt;, che ha certificato che in un anno (dal&amp;nbsp;1° gennaio 2010 al 1° gennaio 2011) si sono contate solamente 70 mila nuove presenze (con un calo dell'86%)&amp;nbsp;a fronte delle 500 mila dell'anno precedente. In generale, su 5 milioni e mezzo circa di stranieri presenti in Italia al 1° gennaio 2011, oltre 4 milioni risultavano effettivamente residenti (+335 mila) e&amp;nbsp;appena 443 mila erano irregolari (11 mila in meno rispetto al 2010). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il maggiore radicamento è provato da fenomeni&amp;nbsp;quali l'aumento dei nuclei familiari di origine&amp;nbsp;straniera&amp;nbsp;o misti (cresciuti dal 1991 al 2009 addirittura di tredici volte),&amp;nbsp;l'acquisto di una casa di proprietà&amp;nbsp;da parte del 15% delle famiglie straniere e del 50% di quelle miste, infine dalla cifra degli alunni stranieri che ha ormai raggiunto l'8% dell'intera popolazione scolastica. Altro dato decisivo, quello relativo alla maggiore presenza di lavoratori stranieri a dispetto della crisi economica: tra il 1° trimestre 2010 e il 1° trimestre 2011, questi sono infatti&amp;nbsp;aumentati di quasi 276 mila unità (+14%). La componente straniera rappresenta attualmente il 10% degli occupati totali, contribuento a formare il 12% del prodotto interno lordo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante si tratti di numeri positivi per l'economia italiana, che proprio grazie agli immigrati può rimanere competitiva nonostante la difficile congiuntura finanziaria, il &lt;a href="http://www.west-info.eu/files/Eurobarometer-20111.pdf" target="_blank"&gt;rapporto Eurobarometro 2011&lt;/a&gt; evidenzia come l'immigrazione sia invece percepita da ben il&amp;nbsp;24% degli italiani intervistati come il principale problema da affrontare su scala nazionale (+11% rispetto al dato precedente). Intervengono,&amp;nbsp;pure in questo caso, i luoghi comuni di sempre:&amp;nbsp;"rubano il nostro lavoro", "portano delinquenza", "hanno una cultura incompatibile con la nostra".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;In realtà, il nostro Paese continua a restare per gli stranieri la prospettiva migliore per far crescere i&amp;nbsp;propri figli. Se nell'ultimo &lt;a href="http://www.censis.it/33?resource_235=114275&amp;amp;relational_resource_435=114275&amp;amp;relational_resource_424=114275&amp;amp;relational_resource_236=114275&amp;amp;relational_resource_237=114275&amp;amp;relational_resource_422=114275&amp;amp;relational_resource_423=114275&amp;amp;relational_resource_518=114275" target="_blank"&gt;Rapporto CENSIS&lt;/a&gt; gli italiani emergono come sempre più "fragili e&amp;nbsp;isolati", gli immigrati comunicano&amp;nbsp;fiducia nel futuro proprio grazie all'ottima percezione della realtà italiana e alla solida volontà di integrarsi in essa.&amp;nbsp;Oltre il 72% di loro, infatti, pensa che da qui a 10 anni non lascerà l'Italia. Dallo studio del Censis emerge, pertanto, la sempre più convinta posizione dei 4,5 milioni di immigrati censiti (che nel prossimo decennio si stima arriveranno a 7 milioni) in tema di &amp;nbsp;cittadinanza: il 54% considera l'Italia "uno dei Paesi del mondo dove si vive meglio".&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa immensa fiducia nel futuro si traduce in un forte investimento sulla formazione, per garantire un percorso di crescita e di riscatto sociale ai propri figli: il 98,4%&amp;nbsp;dei genitori immigrati intende infatti farli studiare, e il 75,8% vorrebbe che prendessero addirittura una laurea. Sono cifre quasi doppie rispetto alle medesime rivelazioni riguardanti gli italiani. Come bisogna rispondere a tanto entusiasmo, a questa voglia di sentirsi pienamente cittadini italiani? Con la diffidenza o, peggio, con la violenza razzista di questi giorni? Oppure avendo il coraggio e la lungimiranza di ripensare i nostri modelli sociali e culturali?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-mWriquDj7QQ/TutIeYdnYrI/AAAAAAAADzM/muxUbOfdaK8/s1600/nuovi-italiani-500x336.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="268" oda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-mWriquDj7QQ/TutIeYdnYrI/AAAAAAAADzM/muxUbOfdaK8/s400/nuovi-italiani-500x336.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Ecco, allora, che la questione della cittadinanza ritorna prepotentemente ad occupare il dibattito pubblico. Il &lt;a href="http://www.caritasitaliana.it/home_page/pubblicazioni/00002486_Dossier_Statistico_Immigrazione_Caritas_Migrantes_2011.html" target="_blank"&gt;dossier Caritas-Migrantes 2011&lt;/a&gt;, ad esempio, oltre a confermare i dati interessanti sulla presenza degli stranieri nel nostro Paese, ha&amp;nbsp;messo in risalto che&amp;nbsp;le leggi sulla cittadinanza attualmente in vigore,&amp;nbsp;concepite vent'anni fa&amp;nbsp;per rispondere a vecchie questioni riguardanti la nostra emigrazione all'estero, non&amp;nbsp;sono invece in grado di affrontare in modo adeguato il nuovo fenomeno dell'immigrazione. Ogni tentativo riformatore, del resto, è quanto mai arduo per la convivenza di due differenti posizioni: da un lato, quella di chi considera la cittadinanza solo come una diga per tutelare le peculiarità culturali e identitarie dell'Italia; dall'altro, chi la&amp;nbsp;riduce a semplice mezzo per l'integrazione immediata, senza percorsi graduali di inserimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per gli analisti della Caritas, si tratta di due correnti di pensiero agli antipodi ma ugualmente estreme. Mentre la prima è anacronistica e pericolosa, proprio perchè rischia di fomentare il sentimento di odio e di intolleranza, l'altra è ingenua in quanto presume che la sola agevolazione dei meccanismi di cittadinanza corrisponda all'automatica integrazione, a prescindere dall'adesione personale del richiedente che ha invece&amp;nbsp;bisogno di andare oltre la prassi e di radicarsi nell'intimo del complesso di regole fondamentali e di tradizioni storico-culturali del Paese in cui vive.&amp;nbsp;Il rischio da scongiurare, insomma, è quello di far nascere una infinità di&amp;nbsp;"cittadini estranei", riconosciuti sul piano giuridico ma esclusi dalle dinamiche di coesione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="ctnTxt" id="pos4" style="text-align: justify;"&gt;La questione dei minori nati in Italia merita un discorso a parte ed è&amp;nbsp;indubbiamente più urgente: sia per ragioni psicologiche, perchè un periodo di 18 anni fa perdere il collegamento fra l'aspirazione e il conseguimento dell'obiettivo, sia per ragioni culturali, perchè chi è nato in Italia ha vissuto la sua socializzazione sul posto e non&amp;nbsp;sarà mai un "cittadino estraneo". La revisione della normativa sulla cittadinanza, da tale punto di vista, è più che mai necessaria e rappresenta una battaglia di civiltà con la quale il nostro Paese sarà presto chiamato a misurarsi. Per isolare ogni istinto xenofobo e per dare un futuro migliore, non soltanto a livello economico, alla nostra società. I vecchi e nuovi estremisti neri, ma anche verdi, se ne facciano pure una ragione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1ekw6Y4ipuc/TutMTTaEJHI/AAAAAAAADzU/QFoTchrZssU/s1600/fascismo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="231" oda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-1ekw6Y4ipuc/TutMTTaEJHI/AAAAAAAADzU/QFoTchrZssU/s400/fascismo.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-5813004950865497520?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qNlFziGD3vjZRdoDbzUuqzYz4Tg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qNlFziGD3vjZRdoDbzUuqzYz4Tg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/EackkuyAkLw" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-18T20:00:31.549+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-JmZ9yUtp6F0/TunurpOxmpI/AAAAAAAADyk/yqf7lL1WJIo/s72-c/1242902426052_30.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/12/nebbie-nere-sullitalia-la-violenza.html</feedburner:origLink></item><item><title>Disabilità e lavoro, la crisi economica accentua le difficoltà di inserimento</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/c7Z32ZpzA9c/disabilita-e-lavoro-la-crisi-economica.html</link><category>Diritti</category><category>Disabilità</category><category>Integrazione</category><category>Lavoro</category><category>Disagio</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Sun, 15 Jan 2012 00:02:01 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-5198940026997745866</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-iK848sTKzAQ/TucuM_G-lbI/AAAAAAAADvg/OdTwOzVnGgg/s1600/disabili_lavoro4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="301" oda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-iK848sTKzAQ/TucuM_G-lbI/AAAAAAAADvg/OdTwOzVnGgg/s400/disabili_lavoro4.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Trovare un lavoro con uno stipendio adeguato, che oggi&amp;nbsp;è diventato un percorso ad ostacoli per chiunque, per i disabili continua a rappresentare&amp;nbsp;una meta spesso irraggiungibile.&amp;nbsp;Nei Paesi in via di sviluppo come anche in quelli&amp;nbsp;che fanno parte del mondo&amp;nbsp;più evoluto e industrializzato, Italia inclusa. Per i disabili la vita quotidiana è già di per sè piena di barriere e difficoltà, ma quando si affronta la questione occupazionale, la situazione si complica terribilmente. E perfino dove esiste una normativa in materia, le denunce&amp;nbsp;per discriminazioni aumentano.&amp;nbsp;Lo scenario è tratto&amp;nbsp;dal &lt;a href="http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/@europe/@ro-geneva/@ilo-rome/documents/publication/wcms_155373.pdf" target="_blank"&gt;Rapporto "Uguaglianza nel lavoro: una sfida continua"&lt;/a&gt; diffuso dall'&lt;a href="http://www.ilo.org/global/lang--en/index.htm" target="_blank"&gt;Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa di lavoro&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Secondo l'&lt;a href="http://www.un.org/en/" target="_blank"&gt;ONU&lt;/a&gt;, il 10% della popolazione mondiale, pari a circa 650 milioni di persone, presenta una disabilità fisica, mentale, sensoriale o intellettuale. Fra loro, oltre 470 milioni di soggetti sono in età lavorativa. Il basso tasso di occupazione di&amp;nbsp;questa categoria svantaggiata indica che le discriminazioni per motivi di lavoro&amp;nbsp;sono lontane dall'essere debellate. C'è poi qualcuno&amp;nbsp;ancora più a rischio, come le persone colpite da Hiv/Aids&amp;nbsp;che subiscono le&amp;nbsp;discriminazioni già nel momento in cui si vedono imporre test obbligatori o&amp;nbsp;che non garantiscono la riservatezza dei risultati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto al problema della disparità salariale, non esistono stime dettagliate su questo tipo di discriminazione a causa delle differenze nelle definizioni nazionali e nei metodi statistici utilizzati. Negli Stati Uniti, ad esempio, un'indagine del Dipartimento del lavoro ha rilevato come le persone con disabilità abbiano un tasso di disoccupazione del 16,2%, a fronte di un tasso del 9,2% per persone senza disabilità. In&amp;nbsp;Svezia, invece, nel 2008 il 62% delle persone con disabilità aveva un lavoro rispetto al 75% delle persone non disabili. In generale, le persone con disabilità hanno comunque salari più bassi. Sempre negli Stati uniti, nel 2007 il reddito medio di una persona con disabilità con&amp;nbsp;contratto di&amp;nbsp;lavoro a tempo pieno era di 34.200 dollari annui, rispetto ai 40.700 dollari per le persone senza disabilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le discriminazioni sul lavoro sono messe in evidenza anche dalle denunce presentate dagli stessi disabili. Nel biennio 2008/2009, la Commissione&amp;nbsp;per i diritti umani dell'Australia ha ricevuto 980 denunce relative alla disabilità, il 43% del totale.&amp;nbsp;In Canada, ancora,&amp;nbsp;tra il 2007 e il 2009&amp;nbsp;si sono registrati 102 casi di discriminazione sul lavoro per disabilità su un totale di 206 presentati alla&amp;nbsp;preposta Commissione nazionale. Il rapporto evidenzia pure che durante i periodi di recessione economica si tende a dare minore priorità alle politiche volte alla lotta contro la discriminazione e a promuovere una maggiore consapevolezza dei diritti dei lavoratori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le stesse Nazioni Unite stimano che l'80% delle persone diversamente abili, nei Paesi in via di sviluppo viva ben al di sotto della soglia di povertà. Secondo la &lt;a href="http://www.worldbank.org/" target="_blank"&gt;Banca mondiale&lt;/a&gt;, inoltre, il 20% dei poveri del mondo soffre di qualche forma di disabilità. Un importante passo in avanti dal punto di vista legislativo è rappresentato dall'entrata in vigore della &lt;a href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/74966B31-0855-4840-B542-3D9D0AEFCB83/0/Libretto_Tuttiuguali.pdf" target="_blank"&gt;Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei portatori di handicap&lt;/a&gt;. Negli ultimi anni,&amp;nbsp;perfino realtà &lt;em&gt;borderline&lt;/em&gt;&amp;nbsp;come il Mozambico&amp;nbsp;o il Kazakistan hanno&amp;nbsp;tentato di modificare le proprie norme sul lavoro includendo misure specificamente rivolte alle persone con disabilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più in generale, sono molti i Paesi che nel tempo si sono dotati di leggi contro le discriminazioni. Nel 2007, il Cile e la Corea hanno adottato norme che vietano la discriminazione della disabilità. Altri ancora, come la Thailandia (2007), la Giordania (2007),&amp;nbsp;l'Etiopia (2008), la Malaysia (2008), la Cambogia (2009) e il Vietnam (2010), hanno adottato leggi specifiche in materia di diritti delle persone disabili. In Giamaica,&amp;nbsp;il governo ha stanziato fra il 2008 e il 2009 oltre 20 milioni di dollari per un progetto destinato a fornire piccoli prestiti a persone con disabilità che desiderano avviare una propria attività. Infine l'emancipata Europa, dove si segnala il caso del Regno Unito, che nel 2008 ha attuato un programma speciale di accesso al lavoro per migliaia di&amp;nbsp;persone con difficoltà di apprendimento e&amp;nbsp;disabilità mentale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qual è, invece, la situazione del nostro Paese? L'&lt;a href="http://www.istat.it/it/" target="_blank"&gt;Istat&lt;/a&gt;, in una indagine svolta nel 2010, ha certificato che il 66% delle persone con disabilità&amp;nbsp;è fuori dal mercato del lavoro, e il solo collocamento obbligatorio non basta ad elevarne il tasso di occupazione. In questo senso, diventa quanto mai&amp;nbsp;necessario che imprese e istituzioni collaborino per integrare&amp;nbsp;i disabili e valorizzare la diversità in azienda. In un momento di crisi può sembrare ancora più difficile mettere al centro del dibattito il diritto al lavoro delle persone con disabilità, ma proprio per questo è necessario unire gli sforzi, al fine di&amp;nbsp;assicurare il pieno&amp;nbsp;rispetto della &lt;a href="http://www.anidaonlus.it/ONU.pdf" target="_blank"&gt;Dichiarazione ONU&lt;/a&gt; che assicura l'inclusione e l'accessibilità al mondo del lavoro dei disabili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Proprio la crisi economica di questi ultimi anni non ha certamente risparmiato le persone con disabilità.&amp;nbsp;E' bene ricordare, infatti, che lo stato di crisi di un'azienda sospende l'obbligo di ottemperare alla legge sulle assunzioni. C'è stato, di conseguenza, un forte rallentamento negli inserimenti. Il dovere, civile e morale, delle istituzioni è dunque quello di ampliare il più possibile gli interventi di tutela,&amp;nbsp;valorizzando ad esempio l'autoimprenditorialità e il ruolo delle cooperative sociali.&amp;nbsp;Auspici, questi,&amp;nbsp;nuovamente espressi dal &lt;a href="http://www.sodalitas.it/impresa_e_lavoro/lavoro_e_disabilita.aspx" target="_blank"&gt;Laboratorio Lavoro &amp;amp; Disabilità&amp;nbsp;della Fondazione Sodalitas&lt;/a&gt;, che giusto a un anno di distanza dal suo lancio propone una serie di iniziative in rete per condividere le esperienze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fra queste,&amp;nbsp;sono in programma alcuni incontri formativi per la gestione dell'inclusione in azienda, attraverso cui intraprendere attività di sensibilizzazione sugli strumenti più efficaci per gestire il complesso e delicato tema. "Porte Aperte" è invece un progetto realizzato dalle imprese del Laboratorio, che ospiteranno alcuni studenti universitari disabili per brevi periodi di stage previsti dal loro percorso accademico e attraverso cui conoscere la realtà aziendale ed essere orientati nella scelta della propria futura professione. Infine, è previsto un percorso di formazione scolastica negli istituti superiori per orientare gli studenti con disabilità al mondo del lavoro e alle diverse possibilità di inserimento professionale nell'impresa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' indubbiamente molto, ma è qualcosa che viene messo in campo sempre e soltanto per iniziativa dei soggetti privati più sensibili e disponibili. La speranza è che ora, utilizzando magari anche l'ottima presenza di una personalità come &lt;a href="http://www.governo.it/Governo/Biografie/ministri/riccardi_andrea.html" target="_blank"&gt;Andrea Riccardi&lt;/a&gt; all'appena istituito&amp;nbsp;dicastero per l'Integrazione, anche il pubblico cominci seriamente a fare la propria indispensabile parte.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-5198940026997745866?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/W_-QLR-dFpevYoRL_KXO2t-EALo/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/W_-QLR-dFpevYoRL_KXO2t-EALo/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/c7Z32ZpzA9c" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-15T09:02:01.280+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-iK848sTKzAQ/TucuM_G-lbI/AAAAAAAADvg/OdTwOzVnGgg/s72-c/disabili_lavoro4.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/12/disabilita-e-lavoro-la-crisi-economica.html</feedburner:origLink></item><item><title>La fabbrica degli sprechi, come la malasanità incide sulla crisi economica</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/6QEUWKZ8bek/la-fabbrica-degli-sprechi-come-la.html</link><category>Malasanità</category><category>Politica</category><category>Ricerche</category><category>Sprechi</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Mon, 12 Dec 2011 04:23:09 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-308647660799887485</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--gF_yFIHYbM/TuXMwauWolI/AAAAAAAADuc/Zrr6ZGqT1zI/s1600/sanit%2525C3%2525A0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/--gF_yFIHYbM/TuXMwauWolI/AAAAAAAADuc/Zrr6ZGqT1zI/s1600/sanit%2525C3%2525A0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;13&amp;nbsp;miliardi di euro, a tanto ammonta la mole di risorse pubbliche devastate dall'inefficienza degli ospedali italiani, pari a circa il 29% dei&amp;nbsp;finanziamenti&amp;nbsp;ricevuti dallo Stato che continuano a risultare di gran lunga superiori alle prestazioni effettivamente erogate ai cittadini. Si tratta di uno spreco inaudito, che se oculatamente rimosso&amp;nbsp;potrebbe contribuire a risolvere la crisi economica che stiamo vivendo.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A rivelare questo fosco scenario - ma non c'era certo bisogno di ulteriori dossier per comprendere in quale stato di coma quasi irreversibile versi la sanità italiana - è il &lt;a href="http://www.aiop.it/sito/rapportoaiop.aspx" target="_blank"&gt;Rapporto Aiop 2011 su "Ospedali e Salute"&lt;/a&gt;, appena presentato alla Camera dei Deputati. L'analisi mette in luce, oltre alla fitta rete di sperperi, il crescente ricorso da parte dell'utenza (oltre l'82%&amp;nbsp;in più rispetto al 2010), evidentemente proprio a causa della&amp;nbsp;grave crisi economica,&amp;nbsp;ai centri pubblici rispetto alle strutture private.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Quanto invece agli sprechi, che rappresentano la parte sostanziale dello studio, ai dati emersi si è giunti attraverso il confronto dei finanziamenti pubblici per la gestione ordinaria ricevuti dalle aziende ospedaliere con la stima del valore economico delle prestazioni erogate. Ebbene, la sorpresa è&amp;nbsp;che l'inefficienza&amp;nbsp;non riguarda più solo il&amp;nbsp;Mezzogiorno,&amp;nbsp;con Campania, Sicilia, Puglia, Calabria e Lazio comunque saldamente in coda alle classifiche dell'efficienza, già divulgate la scorsa estate dal &lt;a href="http://www.west-info.eu/files/spesa-sanitaria-sanità-assistenza-differenze-regionali1.pdf" target="_blank"&gt;Rapporto CERM 2011 sulla spesa sanitaria&lt;/a&gt;, ma investe ormai&amp;nbsp;pure il&amp;nbsp;Nord&amp;nbsp;con punte medie di&amp;nbsp;dissipazione&amp;nbsp;che&amp;nbsp;sfiorano il&amp;nbsp;22%.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più in generale, anche nel&amp;nbsp;2011&amp;nbsp;la Calabria risulta essere la regione peggiore, con più del 46% di inefficienza riscontrata.&amp;nbsp;Al Nord, invece, la Lombardia perde il primato di regione più virtuosa (19% di improduttività), e viene superata dal Veneto (17%), ma rimane assieme all'Emilia Romagna quella che attrae più pazienti dal resto d'Italia. Al Centro, la regione che in assoluto spreca più soldi è il Lazio&amp;nbsp;con quasi 2 miliardi di euro bruciati nel 2011. Assai critica è anche la situazione delle regioni a Statuto Speciale,&amp;nbsp;con una inefficienza media del 36% e picchi del 42% in Sardegna. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il rapporto offre un altro spunto di riflessione molto interessante:&amp;nbsp;nel nostro Paese continuano ad&amp;nbsp;aumentare le richieste di cure, a conferma del progressivo e inesorabile invecchiamento della società. Nell'anno che sta per concludersi, ben un cittadino su tre (29,5%, +6% rispetto al 2010) ha dovuto usufruire delle prestazioni&amp;nbsp;ospedaliere. In sensibile aumento (+2,6%) anche&amp;nbsp;il ricorso&amp;nbsp;ai presidi di pronto soccorso. In&amp;nbsp;flessione, come detto, i numeri del privato: 17,8% (-2%) per&amp;nbsp;le strutture accreditate,&amp;nbsp;4,6% (-0,5) per le cliniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nonostante le palesi disfunzioni, l'indagine sui cittadini ha evidenziato una positiva percezione dei servizi offerti dai centri ospedalieri. Un giudizio "molto" o "abbastanza soddisfatto" è stato espresso addirittura dall'87,8% dei pazienti che hanno usufruito delle strutture pubbliche e dal 96,6% di chi si è rivolto invece a quelle private.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure, circa mezzo milione di&amp;nbsp;cittadini rimane vittima ogni anno negli ospedali italiani di&amp;nbsp;eventi cosiddetti "avversi".&amp;nbsp;Una infezione provocata da una ferita,&amp;nbsp;una malattia batterica, un problema legato a un errore commesso in sala operatoria, sono sempre più numerosi gli eposidi di "malasanità" narrati dalle cronache dei media. Spesso si tratta di danni assolutamente&amp;nbsp;evitabili (nel 56,7% dei casi), semplicemente osservando in modo corretto le procedure&amp;nbsp;o&amp;nbsp;tenendo fede alla deontologia professionale. Ma quasi sempre sono errori le cui conseguenze sul malcapitato paziente possono spingersi fino alla disabilità permanente o alla morte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo stesso Ministero della Salute ha condotto la prima ricerca italiana sulla delicata materia, avvalendosi del prezioso apporto del &lt;a href="http://www.regione.toscana.it/rischioclinico" target="_blank"&gt;Centro rischio clinico della regione Toscana&lt;/a&gt;. Lo studio ha preso in esame 8 mila cartelle cliniche di cinque grandi policlinici italiani (Milano, Firenze, Pisa, Roma e Bari), valutando i risultati delle cure. E' un approfondimento innovativo e scrupoloso che, a differenza di quanto avviene già da tempo in altri Paesi evoluti, in Italia non era mai stato eseguito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ne risulta che il 5,1% dei&amp;nbsp;10 milioni di ricoveri annui italiani, si caratterizza per un "evento avverso" ai danni del malato. Vale a dire, come attestato dai ricercatori,&amp;nbsp;&lt;em&gt;"per un incidente inatteso e indesiderato, incluso nella cartella clinica e attribuibile alla gestione sanitaria piuttosto che alla patologia di base del paziente, che ha provocato una lesione e/o disabilità e/o il prolungamento del ricovero e/o la morte".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La conseguenza più ricorrente dell'errore sanitario&amp;nbsp;(pari al 66% dei casi rispetto al 28% in cui si verifica il decesso) è il prolungamento del ricovero, che comporta un esborso supplementare di denaro da parte dello Stato.&amp;nbsp;Un giorno di degenza in ospedale, infatti,&amp;nbsp;costa all'incirca 400 euro al servizio sanitario nazionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque, malasanità e sperpero di risorse spesso coincidono. Un lusso che il nostro Paese in particolare, dove nonostante le buone intenzioni e le competenze del governo Monti gli egoismi delle tante caste esistenti sembrano voler ancora prevalere sul buon senso e sul bene comune,&amp;nbsp;non può più permettersi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come se ne esce? Pure in questo caso, con maggiore democrazia. Quella vera, però, basata sulla buona Politica. Che in Italia, visti i cialtroni che occupano abusivamente il Parlamento e i più o meno noti conflitti di interessi&amp;nbsp;che resistono&amp;nbsp;tentando di condizionare gli eventi, paradossalmente significa meno peso delle oligarchie travestite da partiti. E una sanità senza partiti, così come l'informazione pubblica o l'istruzione o la cultura, ci farebbe compiere un bel salto di qualità.&amp;nbsp;Individualmente e come Nazione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-308647660799887485?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/6QEUWKZ8bek" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-12T13:23:09.854+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/--gF_yFIHYbM/TuXMwauWolI/AAAAAAAADuc/Zrr6ZGqT1zI/s72-c/sanit%2525C3%2525A0.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/12/la-fabbrica-degli-sprechi-come-la.html</feedburner:origLink></item><item><title>Testimoni di giustizia, non lasciamoli soli</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/x61ODqOV980/testimoni-di-giustizia-non-lasciamoli.html</link><category>Legalità</category><category>Lotta alle mafie</category><category>Diritti civili</category><category>Testimoni di giustizia</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Tue, 06 Dec 2011 05:29:16 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-6337156731918892873</guid><description>&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-c7mcf7ELDjk/Tt4LC__J_pI/AAAAAAAADmc/ElLu73-kO54/s1600/difendiamo%2525202.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="320px" src="http://2.bp.blogspot.com/-c7mcf7ELDjk/Tt4LC__J_pI/AAAAAAAADmc/ElLu73-kO54/s320/difendiamo%2525202.jpg" width="223px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;"Salve, sono un testimone di giustizia che vive a [...]. Non voglio annoiarvi con un lungo romanzo perchè per spiegare la mia storia ci vorrebbero pagine e pagine. Vi dico solo che oggi non ho potuto far mangiare moglie e figlie. L'unica speranza che mi resta è togliermi la vita".&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt; Sono le parole drammatiche scritte in una mail dal testimone di giustizia &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Luigi Coppola&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, che come tante altre persone che hanno spezzato le catene dell'omertà è costretto a vivere senza garanzie costituzionali e nel più assoluto abbandono da parte delle istituzioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;I testimoni di giustizia sono ben altra cosa dai "collaboratori di giustizia". A differenza di questi ultimi,&amp;nbsp;non hanno mai fatto parte delle organizzazioni malavitose ma hanno semplicemente esercitato il proprio diritto-dovere di testimoniare contro le loro attività criminali,&amp;nbsp;perdendo per questo&amp;nbsp;casa, lavoro e la libertà di condurre una normale e civile esistenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;La gran parte dei 70 testimoni di giustizia italiani ha più volte&amp;nbsp;manifestato il proprio disagio, in modo singolo o collettivo,&amp;nbsp;chiedendo&amp;nbsp;il rispetto degli accordi a suo tempo presi da parte dello Stato. C'è addirittura chi si è spinto fino a forme estreme di digiuno finendo&amp;nbsp;in ospedale, come la calabrese &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;strong&gt;Maria Castiglione&lt;/strong&gt;,&lt;/span&gt; in quella terra in cui le donne che si ribellano vengono massacrate senza pietà. Sorte toccata a &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Maria Concetta Cacciola &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Tita Buccafusca&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, entrambe "suicidate"&amp;nbsp;nell'acido muriatico nel corso del 2011&amp;nbsp;e solo gli ultimi esempi di una mattanza&amp;nbsp;infinita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Senza dimenticare lo scempio fatto&amp;nbsp;del corpo della povera &lt;b&gt;Lea Garofalo&lt;/b&gt;, che per aver rotto i rapporti con la propria famiglia e aver denunciato molte persone è stata legata e imbavagliata, torturata e&amp;nbsp;uccisa brutalmente con un colpo di pistola alla nuca per poi essere sciolta anche lei nell'acido. Le sue ultime parole di disperazione, indirizzate al Capo dello Stato e con le quali si definiva "giovane madre allo stremo delle forze",&amp;nbsp;sono state rese pubbliche solo dopo il suo assassinio: &lt;em&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;"Oggi e dopo tutti i precedenti mi chiedo ancora come ho potuto anche solo pensare che in Italia esista&amp;nbsp;realmente qualcosa di simile alla giustizia"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;Davvero difficile darle torto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;E ancora,&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Angela Costantino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;una ragazzina scomparsa nel nulla&amp;nbsp;quando era&amp;nbsp;incinta, perchè il figlio che portava in grembo non era del marito boss e per questo doveva pagare con la vita. Fu strangolata e seppellita in un terreno mentre la sua auto&amp;nbsp;finiva in mare,&amp;nbsp;in modo&amp;nbsp;da simulare un suicidio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Tutte queste vittime sono sempre state chiamate "collaboratori di giustizia", con una espressione utilizzata impropriamente che chi invece&amp;nbsp;svolge&amp;nbsp;l'importante ruolo di&amp;nbsp;"testimone di giustizia" considera inaccettabile, avvertendola come un macigno che toglie dignità e serenità alla propria vita e a quella dei propri familiari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;La loro situazione è stata più volte oggetto di discussioni parlamentari, che però non hanno mai prodotto misure davvero adeguate di tutela e di garanzia. Anche di recente, il governo Berlusconi, che si è distinto invece per aver sistematicamente smontato i programmi di protezione, ha respinto proposte tese ad agevolare l'inserimento lavorativo dei testimoni di giustizia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Chi continua a battersi&amp;nbsp;per tali soggetti privi di cittadinanza giuridica è la società civile. Un cartello composto da&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;a href="http://www.movimentocivico.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;Movimenti Civici&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.radicalsocialismo.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;Movimento RadicalSocialista&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.19luglio1992.com/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;Movimento Agende Rosse&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;e&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.democrazialegalita.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;Associazione Democrazia e Legalità&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;ha promosso una &lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://www.petizionionline.it/petizione/tutela-per-i-testimoni-di-giustizia/5444" target="_blank"&gt;PETIZIONE&lt;/a&gt; &lt;/span&gt;che verrà presto consegnata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il tentativo è proprio quello di chiedere al Parlamento di recuperare ed approvare quell'emendamento bocciato dal precedente governo, per garantire sicurezza e riconoscere piena legittimità sociale ai testimoni di giustizia assumendoli nella Pubblica Amministrazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Grazie alla&amp;nbsp;divulgazione sul web, la petizione ha ottenuto una media di cento firme&amp;nbsp;al giorno producendo un moltiplicarsi di link e pubblicazioni tra siti e blog in tutta Italia.&amp;nbsp;Le adesioni, che continuano a pervenire ai promotori da ogni regione, vengono adesso raccolte anche su moduli cartacei. Si tratta di un'iniziativa che sta&amp;nbsp;contribuendo a rivelare&amp;nbsp;lo scenario inquietante delle condizioni in cui versano i tanti testimoni di giustizia dimenticati dallo Stato ma che ora, confortati dalla mobilitazione della Rete, stanno decidendosi finalmente a rendere pubbliche le&amp;nbsp;proprie storie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Il primo a rompere gli indugi è stato appunto l'imprenditore&amp;nbsp;campano &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Luigi Coppola&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, che osò sfidare la camorra e che&amp;nbsp;per questo ha ripetutamente e inutilmente chiesto al Ministero degli Interni, sostenuto con forza dall'&lt;a href="http://www.familiarivittimedimafia.com/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;Associazione Nazionale Famigliari Vittime di Mafia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, di essere protetto. Come lui i coniugi &lt;a href="http://antonioefrancescatestimonidigiustizia.blogspot.com/" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;Antonino&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;Francesca&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;Candela&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, che hanno raccontato invece in una lunghissima e dettagliata lettera la&amp;nbsp;propria tragica esperienza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Si tratta di&amp;nbsp;persone&amp;nbsp;vere, con&amp;nbsp;storie di disagio e di sofferenza da raccontare e con famiglie fisicamente ed emotivamente coinvolte nella loro disperata&amp;nbsp;battaglia per la sopravivenza contro le mafie e l'indifferenza. Non&amp;nbsp;hanno spazio nei programmi televisivi&amp;nbsp;né sulle prime pagine dei giornali, ma non rinunciano alla speranza di una vita più degna che affidano al passaparola fra i cittadini e&amp;nbsp;al tam tam di Internet, nella speranza di diventare finalmente visibili e di far giungere il proprio grido di dolore all'attenzione di media e istituzioni. Perchè non si può smettere improvvisamente di esistere, solo per aver compiuto il proprio dovere di cittadini rispettosi della legalità. Non è giusto e non è morale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;I primi firmatari della petizione a loro dedicata sono il consigliere regionale lombardo di IDV, sottoposto a&amp;nbsp;scorta, Giulio Cavalli e le deputate calabresi Doris Lo Moro del PD&amp;nbsp;ed Angela Napoli di FLI. E poi, il deputato PD componente della Commissione Antimafia&amp;nbsp;Franco Laratta, assieme al suo collega di partito senatore Giuseppe Lumia e alla europarlamentare IDV Sonia Alfano. Ma accanto ai politici,&amp;nbsp;non mancano&amp;nbsp;personalità di primo piano dell'associazionismo da sempre impegnate nella lotta alla criminalità organizzata come Salvatore Borsellino, Elio Veltri, il Presidente di &lt;a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;Libera&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; don Luigi Ciotti e&amp;nbsp;la responsabile dell'&lt;a href="http://www.strageviadeigeorgofili.org/indici/index.php" target="_blank"&gt;&lt;span style="color: #f6b26b;"&gt;Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage di via dei Georgofili&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Giovanna Maggiani Chelli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Le firme raccolte saranno portate al Quirinale il prossimo gennaio, e si spera che il Presidente Napolitano, pure in quell'occasione, saprà confermare la sua straordinaria e rara sensibilità civile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Fino ad allora,&amp;nbsp;si potrà continuare a&amp;nbsp;sottoscrivere la petizione cliccando sul seguente link:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: 18pt; margin: 0cm 0cm 0pt; mso-line-height-rule: exactly; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;a href="http://www.petizionionline.it/petizione/tutela-per-i-testimoni-di-giustizia/5444" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background: #f3f3f3; color: #990000; font-family: Arial; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;LAVORO E SICUREZZA AI TESTIMONI DI GIUSTIZIA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-6337156731918892873?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XWDH3ROroketDnP4cDyy2bNBuHY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XWDH3ROroketDnP4cDyy2bNBuHY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XWDH3ROroketDnP4cDyy2bNBuHY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/XWDH3ROroketDnP4cDyy2bNBuHY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/x61ODqOV980" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-06T14:29:16.761+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-c7mcf7ELDjk/Tt4LC__J_pI/AAAAAAAADmc/ElLu73-kO54/s72-c/difendiamo%2525202.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/12/testimoni-di-giustizia-non-lasciamoli.html</feedburner:origLink></item><item><title>Nasce "Uribu", il network davvero social</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/6HIimToxO4I/nasce-uribu-il-network-davvero-social.html</link><category>Diritti</category><category>Social Network</category><category>Denuncia</category><category>Cittadini</category><category>Uribu</category><category>Internet</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Mon, 05 Dec 2011 03:42:00 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-4181735045815660663</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5YjiHEq_FxI/TtY3NMWO2qI/AAAAAAAADlw/-n7hw3-Y9bw/s1600/schema.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="222px" src="http://1.bp.blogspot.com/-5YjiHEq_FxI/TtY3NMWO2qI/AAAAAAAADlw/-n7hw3-Y9bw/s400/schema.png" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà un&amp;nbsp;ulteriore segno dei tempi che cambiano, ma nella Rete&amp;nbsp;è sbarcata una piattaforma innovativa di cui si sentiva probabilmente il bisogno.&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.uribu.com/" target="_blank"&gt;Uribu&lt;/a&gt; è frutto della straordinaria creatività di un gruppo di giovani italiani messa al servizio del bene comune,&amp;nbsp;un&amp;nbsp;network che farà il social sul serio occupandosi dei piccoli e grandi soprusi&amp;nbsp;quotidiani, dei cattivi comportamenti e del disprezzo delle regole che troppo spesso ammorbano la vita nel nostro Paese.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Darà spazio alle denunce degli internauti, almeno di quelli più impegnati e sensibili, che finalmente potranno condividere in Rete vere e proprie battaglie di civiltà senza trascorrere ore e ore davanti al&amp;nbsp;Pc&amp;nbsp;usandolo solo per un insulso cazzeggio&amp;nbsp;e per&amp;nbsp;futili scacciapensieri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uribu è la prima piattaforma online per segnalare in maniera del tutto anonima soprusi o malfunzionamenti di servizi pubblici e privati. E' una civetta che&amp;nbsp;osserva e racconta&amp;nbsp;tutto ciò che non va. La base ideale sembra essere quella del discusso progetto di &lt;a href="http://wikileaks.org/" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Wikileaks&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, con la differenza che in questo caso non vi sono inchieste stimolate dalle rivelazioni di "gole profonde" del sistema ma l'unica protagonista è la cittadinanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulla home del sito,&amp;nbsp;si legge&amp;nbsp;una frase che ricorda molto&amp;nbsp;anche lo spirito che anima&amp;nbsp;una trasmissione televisiva fortunatissima&amp;nbsp;come &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.striscialanotizia.mediaset.it/" target="_blank"&gt;Striscia la notizia&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;: &lt;em&gt;"Se per te l'abbandono di un cane, il maltrattamento di un disabile, la sosta su uno scivolo del marciapiede o un semplice autista che non rispetta le fermate pubbliche e altri milioni di esempi sono azioni normali, chiudi pure questo sito. In caso contrario se credi che il rispetto, la giustizia siano fondamentali rimani pure e aspetta la nascita di Uribu".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La completa operatività del&amp;nbsp;portale dovrebbe scattare&amp;nbsp;da&amp;nbsp;metà dicembre, e gli amministratori confidano nella possibilità di ottenere finanziamenti spontanei da&amp;nbsp;semplici cittadini, attraverso le micro donazioni Paypal,&amp;nbsp;e&amp;nbsp;da mecenati più illustri, magari del mondo dell'impresa,&amp;nbsp;dotati di particolare sensibilità rispetto alle tematiche sociali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A disposizione dell'utenza ci saranno dei form, ognuno dei quali dedicato ad accogliere le segnalazioni inerenti una specifica area:&amp;nbsp;dai trasporti pubblici alle infrazioni stradali, dalla sanità all'istruzione. Si potranno poi condividere le foto e i video delle indecenze rilevate dai cittadini, nell'auspicio che&amp;nbsp;ciò possa rappresentare un ulteriore impulso all'azione delle autorità. Il tutto affidandosi a una semplice interfaccia grafica basata su categorie e&amp;nbsp;integrata con &lt;a href="http://maps.google.it/" target="_blank"&gt;Google Maps&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I giovani e competenti "rivoluzionari" che hanno sviluppato Uribu si propongono, come loro stessi hanno annunciato in qualche intervista, di cambiare i concetti di diritto, di uguaglianza e di giustizia sul web, &lt;em&gt;"perchè è arrivato il momento di riprendersi la parola dopo che per anni hanno tentato di imbavagliare la Rete"&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli unici dubbi, in tal senso,&amp;nbsp;riguardano i possibili rischi&amp;nbsp;legati alla&amp;nbsp;violazione delle norme sulla privacy e al ricorso indiscriminato alla delazione laddove si consentisse la pubblicazione&amp;nbsp;senza filtri di foto o filmati diffamanti, riguardanti ad esempio volti, abitazioni&amp;nbsp;o targhe di autoveicoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, sempre gli ideatori del sito provano a tranquillizzare i più scettici: una volta pubblicata, la denuncia verrà quindi sottoposta al giudizio della community, chiamata a valutarne l'attendibilità&amp;nbsp;col classico sistema di votazione da 1 a 5 stelle, che dovrebbe permettere di individuare e rimuovere le segnalazioni fasulle. Sarà lo stesso web, insomma, a svolgere il delicato ruolo di moderatore ma non mancheranno altri strumenti di sicurezza per evitare voti multipli o tentativi di hackeraggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per gli abusi e le ingiustizie, per gli sprechi e il&amp;nbsp;malaffare arriva dunque un nuovo&amp;nbsp;nemico assai determinato e temibile: la voglia di ritrovato protagonismo di quell'ampia fascia di cittadini attivi e indignati, che hanno scelto&amp;nbsp;Internet come proprio modello di impegno&amp;nbsp;etico e di partecipazione civile.&amp;nbsp;Le darà voce Uribu, un po' Wiki e un po' Striscia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-4181735045815660663?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YYThWUwXPupdECY5jQSPhEl99L8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YYThWUwXPupdECY5jQSPhEl99L8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YYThWUwXPupdECY5jQSPhEl99L8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/YYThWUwXPupdECY5jQSPhEl99L8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/6HIimToxO4I" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-05T12:42:00.772+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-5YjiHEq_FxI/TtY3NMWO2qI/AAAAAAAADlw/-n7hw3-Y9bw/s72-c/schema.png" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/12/nasce-uribu-il-network-davvero-social.html</feedburner:origLink></item><item><title>Italia dei veleni, ora c'è la mappa</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/4flz2IDc9r8/italia-dei-veleni-ora-ce-la-mappa.html</link><category>Ambiente</category><category>Ricerche</category><category>Diossina</category><category>Amianto</category><category>Salute</category><category>Inquinamento</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Tue, 29 Nov 2011 05:43:45 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-705001067141578346</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WeLvsnxfnjg/TtTXVIU_CqI/AAAAAAAADlg/Xb18sOVl58A/s1600/inceneritore-1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="256px" src="http://1.bp.blogspot.com/-WeLvsnxfnjg/TtTXVIU_CqI/AAAAAAAADlg/Xb18sOVl58A/s400/inceneritore-1.jpg" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindici aree al sud, ventuno al nord e otto al centro. E' la mappa del territorio malato di amianto e&amp;nbsp;diossina, disseminato di discariche pericolose e di siti tossici abbandonati. Porto Marghera&amp;nbsp;e Gela, Taranto e&amp;nbsp;Porto Torres, Brindisi e&amp;nbsp;Massa Carrara, ma anche Castel Volturno e il Melfese nell'ex "isola felix" Basilicata. Da decenni questi ed altri territori vivono nel più assoluto inquinamento, eredità di un processo di industrializzazione che avrebbe dovuto diffondere sviluppo e benessere ma che invece e sovente ha significato&amp;nbsp;degrado e morte.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I centri più colpiti sono&amp;nbsp;44, dove le misure di bonifica&amp;nbsp;non sono mai decollate ed il&amp;nbsp;tasso di morbilità tumorale ha raggiunto punte elevatissime con&amp;nbsp;le vittime che si contano ormai a migliaia.&amp;nbsp;Questi dati, "biologicamente ed ecologicamente" disastrosi, sono stati appena diffusi dallo studio "Sentieri", Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento realizzato dall'Istituto Superiore di Sanità. Evidenziano numeri impressionanti, da cui emerge un quadro di profondo malessere in cui molti cittadini rischiano quotidianamente la vita solo perchè risiedono vicino a fonti di emissioni pericolose, respirando aria contaminata e&amp;nbsp;mangiando prodotti tossici che essi stessi coltivano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il veleno&amp;nbsp;agisce ovunque e nell'ombra, contro l'ambiente e contro le persone.&amp;nbsp;I killer più spietati sono le industrie insalubri e le discariche abusive. Come&amp;nbsp;a Taranto, dove l'Ilva confina con il&amp;nbsp;centro abitato&amp;nbsp;e i bambini continuano a morire per la diossina. O come nelle zone lucane della Val d'Agri e del Metapontino, dove le falde acquifere risentono dei depositi nocivi degli stabilimenti estrattivi di gas e petrolio.&amp;nbsp;Ma ad aggravare il quadro è anche l'incuria delle istituzioni, non di rado oggetto di sospetti di collusione col malaffare tutt'altro che infondati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'esempio di maggior clamore, in tal senso, riguarda&amp;nbsp;di nuovo&amp;nbsp;la Basilicata dove&amp;nbsp;proprio di recente sono stati inquisiti diversi politici e disposti gli arresti domiciliari nei confronti di numerosi funzionari&amp;nbsp;pubblici rei di aver omesso&amp;nbsp;i prescritti&amp;nbsp;controlli - e in taluni casi di averne invece contraffatto gli esiti - sull'impianto mega inceneritore "Fenice" di San Nicola di Melfi, autentica bomba ecologica che ha infestato l'aria, l'acqua e i terreni dell'area Nord della regione (della quale&amp;nbsp;chi scrive è originario).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le località altamente inquinate,&amp;nbsp;nell'indagine svolta dall'Iss sono state ribattezzate "Sin":&amp;nbsp;Siti di bonifica di interesse nazionale.&amp;nbsp;Le statistiche di mortalità relative alle&amp;nbsp;aree di riferimento, circa 300 comuni con oltre 5 milioni e mezzo di abitanti, hanno fatto emergere nel periodo ricompreso fra la metà degli anni '90 ed il 2002&amp;nbsp;ben 10 mila decessi in più (dei&amp;nbsp;quali circa&amp;nbsp;9000 nel solo&amp;nbsp;Meridione, dove le cosiddette "ecomafie" e il sistema di corruttele perversano) rispetto alla cifra&amp;nbsp;attesa&amp;nbsp;considerando tutte le cause di morte. Limitando l'analisi alle patologie chiaramente ricollegabili, invece,&amp;nbsp;alla prossimità urbana agli stabilimenti siderurgici e alle raffinerie, alle miniere e&amp;nbsp;alle cave, alle discariche e ai centri di trasformazione, il dato delle morti&amp;nbsp;si attesta intorno a poco più di 3.500 unità, che rimane comunque sproporzionato e intollerabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nello specifico, una delle casistiche più ricorrenti&amp;nbsp;è quella rappresentata dalle morti per tumore alla pleura&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;contratto nei siti contaminati da amianto. Tra questi, particolare rilevanza assumono le situazioni di Casale Monferrato, Broni, Biancavilla, Massa Carrara, Priolo, Pitelli, di alcuni comuni situati lungo il litorale vesuviano e dei territori confinanti con lo stabilimento "Fibronit" di Bari.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'impatto sulle popolazioni locali delle presenze industriali ed estrattive di Taranto, Gela, Porto Torres, Sulcis-Iglesiente e Porto Marghera&amp;nbsp;assume addirittura tratti drammatici per quanto concerne l'incidenza letale dei&amp;nbsp;tumori polmonari e delle malattie respiratorie in genere.&amp;nbsp;Gli aumentati&amp;nbsp;decessi per insufficienza renale e per altre malattie del sistema urinario sono invece fortemente legate&amp;nbsp;alle emissioni di metalli pesanti, di composti alogenati e di idrocarburi nei dintorni degli stabilimenti di Piombino, Massa Carrara e&amp;nbsp;Orbetello. Si registra, infine, un incremento anomalo delle morti per malformazioni congenite nelle aree di Falconara e Milazzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;LA MAPPA DEI SITI DA BONIFICARE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-nyp26bQqSU8/TtTX5KCk_qI/AAAAAAAADlo/hbdZ9iVQkf8/s1600/diossina-amianto-mappa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="400px" src="http://4.bp.blogspot.com/-nyp26bQqSU8/TtTX5KCk_qI/AAAAAAAADlo/hbdZ9iVQkf8/s400/diossina-amianto-mappa.jpg" width="343px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le patologie colpiscono indiscriminatamente tutta la popolazione e&amp;nbsp;non soltanto gli operai che hanno lavorato nei siti industriali interessati dal dossier. E' questa la conclusione amara dello studio epidemiologico dell'Istituto Superiore di Sanità. Il più subdolo fra i veleni,&amp;nbsp;quello che colpisce&amp;nbsp;le sue vittime nascosto nelle tubature e nei rivestimenti di case ed edifici pubblici, è proprio l'amianto, che nel nostro Paese uccide purtroppo 3 mila persone ogni anno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'impiego di tale minerale è stato bandito in Italia da circa un ventennio ma&amp;nbsp;nel nostro ecosistema ne restato a tutt'oggi&amp;nbsp;32 milioni di tonnellate, pari a 5 quintali per ogni cittadino. Lo smaltimento, nonostante viviamo in un'era ipertecnologica, è&amp;nbsp;fra i&amp;nbsp;maggiori problemi che impediscono una piena e definitiva opera di bonifica. E il livello di rischio cancerogeno, come denunciano gli esperti del Ministero della Salute,&amp;nbsp;è ancora&amp;nbsp;scarsamente percepito dalla stessa popolazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primato negativo, in tal caso, spetta al Piemonte&amp;nbsp;con 200 nuovi malati all'anno.&amp;nbsp;Qui aveva sede la fabbrica "Eternit",&amp;nbsp;i cui vertici sono ancora sotto processo con migliaia di parti lese, in prevalenza ex operai e dipendenti, in attesa di risarcimento.&amp;nbsp;Ma è significativa anche l'esposizione familiare, con nuovi casi che riguardano mogli&amp;nbsp;e figli entrati in passato in contatto con&amp;nbsp;l'amianto tramite gli indumenti dei lavoratori esposti. L'Iss calcola che l'aumento dell'incidenza della connessa forma tumorale, il mesotelioma, durerà almeno fino al 2015.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riassumendo i dati del rapporto, sono oltre 9 milioni gli italiani residenti in aree contaminate, che rappresentano&amp;nbsp;il 3% dell'intero territorio nazionale. La Sardegna è la regione più contaminata con 445 mila ettari di terreno da bonificare, seguita dalla Campania con 345 mila ettari. I siti a&amp;nbsp;rischio sono in tutto 57&amp;nbsp;e la relativa "speciale" classifica vede stavolta in testa la Lombardia con 7 siti, seguita nuovamente dalla Campania con 6, da Piemonte e Toscana con 5, da Puglia e Sicilia con 4.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al di là della mappatura delle aree degradate in attesa di risanamento, la cui&amp;nbsp;definizione è certamente un passo in avanti, permane lo stato di emergenza denunciato&amp;nbsp;ad esempio&amp;nbsp;dall'associazione dei geologi e dovuto all'assenza di un piano nazionale per le bonifiche che conti su investimenti certi e su procedure snelle ed efficaci. Occorre, insomma, uno strumento normativo che vincoli più seriamente le istituzioni e le autorità di vigilanza e le preservi dalle infiltrazioni della criminalità organizzata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La percentuale di malattie tumorali e di decessi, che nelle zone "testate" dall'Iss aumenta come&amp;nbsp;visto in maniera esponenziale, finisce per riflettersi negativamente anche sulle rispettive economie, legate nella maggior parte dei casi prevalentemente al turismo e all'agricoltura. Per tale ragione, concludono gli scienziati impegnati in questa campagna di sensibilizzazione,&amp;nbsp;vanno prese decisioni coraggiose che consentano di passare dalla perenne logica emergenziale degli ultimi anni a una fase attuativa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;LE TABELLE DELLO STUDIO "SENTIERI"&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JBBFitCywnY/TtTV2Osl-nI/AAAAAAAADlA/SsiyzkC8ujM/s1600/tabella1.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="314px" src="http://2.bp.blogspot.com/-JBBFitCywnY/TtTV2Osl-nI/AAAAAAAADlA/SsiyzkC8ujM/s400/tabella1.bmp" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-gf2aJ8aBTJs/TtTWSMQ61pI/AAAAAAAADlI/eqYUxOTKx-Q/s1600/tabella2.1.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="262px" src="http://4.bp.blogspot.com/-gf2aJ8aBTJs/TtTWSMQ61pI/AAAAAAAADlI/eqYUxOTKx-Q/s400/tabella2.1.bmp" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-nr1Lgp3Rqxk/TtTWZTHISQI/AAAAAAAADlQ/IN0WxLV3DsQ/s1600/tabella2.2.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="291px" src="http://3.bp.blogspot.com/-nr1Lgp3Rqxk/TtTWZTHISQI/AAAAAAAADlQ/IN0WxLV3DsQ/s400/tabella2.2.bmp" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LnuOMlQQN50/TtTWfHXXA-I/AAAAAAAADlY/47Pldn_FDZI/s1600/tabella2.3.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="142px" src="http://4.bp.blogspot.com/-LnuOMlQQN50/TtTWfHXXA-I/AAAAAAAADlY/47Pldn_FDZI/s400/tabella2.3.bmp" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-705001067141578346?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/4flz2IDc9r8" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-29T14:43:45.550+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-WeLvsnxfnjg/TtTXVIU_CqI/AAAAAAAADlg/Xb18sOVl58A/s72-c/inceneritore-1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/11/italia-dei-veleni-ora-ce-la-mappa.html</feedburner:origLink></item><item><title>Hanno la pelle scura o gli occhi a mandorla, ma sono e vogliono sentirsi italiani!</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/ghmh3Wo7wuo/hanno-la-pelle-scura-o-gli-occhi.html</link><category>Napolitano</category><category>Integrazione</category><category>Diritti civili</category><category>Nuovi italiani</category><category>Immigrati</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Sat, 26 Nov 2011 00:40:04 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-5554910460414793294</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Omm-DKYSZjg/Ts9eT4BDwKI/AAAAAAAADko/U1UXp_2Uclg/s1600/Tricolore-italiano.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="249" src="http://4.bp.blogspot.com/-Omm-DKYSZjg/Ts9eT4BDwKI/AAAAAAAADko/U1UXp_2Uclg/s400/Tricolore-italiano.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;"Il fatto che non venga riconosciuta la cittadinanza ai bambini nati in Italia e figli di immigrati è una autentica follia, un'assurdità".&lt;/em&gt; A pronunciare parole così forti e accorate non poteva che essere il padre nobile della nostra Patria Giorgio Napolitano, come sempre sensibile ai nuovi temi civili e pronto a stigmatizzare quegli obbrobri&amp;nbsp;sociali perpetuati dalla noncuranza delle istituzioni.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per tornare con tanta perentorietà sull'urgenza di riformare la legge sulla cittadinanza, il Capo dello Stato ha scelto l'occasione dell'incontro coi "Nuovi cittadini italiani", immigrati di seconda generazione, ricevuti al Colle la settimana&amp;nbsp;scorsa. Di bambini&amp;nbsp;nati in Italia da genitori immigrati ne&amp;nbsp;esistono a migliaia,&amp;nbsp;integrati nelle nostre scuole e partecipi della vita civile del Paese. Riconoscere loro la cittadinanza, per&amp;nbsp;dirla proprio con il Presidente della Repubblica,&lt;em&gt;&amp;nbsp;"è non solo un diritto elementare, ma dovrebbe anche corrispondere alla visione della nostra Nazione di acquisire nuove energie per mantenere viva una società invecchiata, se non sclerotizzata".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La politica, come&amp;nbsp;da consuetudine, ha reagito all'appello del Quirinale in modo variamente scomposto. I più ostili a una prospettiva di rinnovamento basata sull'effettiva e piena integrazione dei piccoli nuovi italiani sono da un lato coloro i quali, come gli allegri burloni in camicia verde sedicenti padani, di per sè&amp;nbsp;e a priori rifiutano di identificarsi con la storia e con la cultura dell'Italia, e dall'altro quanti invece rivendicano con enfasi anacronistica (e ridicola) l'utopia della purezza della stirpe italica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sul versante opposto, fra i fanatici sostenitori del multiculturalismo&amp;nbsp;ideologico e gli entusiasti solidaristi cattolici trova spazio una posizione laicamente favorevole, ispirata a un sensato principio di civiltà giuridica e democratica che&amp;nbsp;è stato il seme di varie iniziative promosse a esempio da radicali e futuristi, e che di recente ha trovato come naturale approdo l'avvio di una campagna dall'intitolazione inequivocabile: "L'Italia sono anch'io".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I punti qualificanti del progetto, promosso da ben 19 organizzazioni della società civile, sono l'introduzione del principio dello &lt;em&gt;jus soli &lt;/em&gt;nel nostro ordinamento, il riconoscimento della cittadinanza italiana a chi è nato&amp;nbsp;nel nostro Paese&amp;nbsp;e la possibilità di acquisirla da maggiorenne per chi vi è entrato entro il decimo anno di vita, il diritto di voto&amp;nbsp;agli stranieri per le elezioni degli enti locali dopo cinque anni di soggiorno e maggiori competenze ai sindaci in materia di diritti civili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.litaliasonoanchio.it/" target="_blank"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="90" src="http://2.bp.blogspot.com/-R1qNDUv9p0w/Ts90Y2Svm-I/AAAAAAAADkw/T53HNCRRO40/s400/tqiQyj1308825236.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Oggi vivono in Italia oltre 5 milioni di persone di origine straniera, molte delle quali sono per l'appunto bambini e ragazzi nati o cresciuti fra noi che solo al compimento del diciottesimo anno di età si vedono riconosciuta la possibilità di ottenere la cittadinanza,&amp;nbsp;attraverso un lungo e difficoltoso percorso burocratico che genera diseguaglianze e ingiustizie. E che limita le possibilità di un compiuto processo di integrazione disattendendo il dettato costituzionale dell'art. 3, che impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione delle pari opportunità per ogni individuo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;L'azione di sensibilizzazione delle associazioni aderenti al cartello di "L'Italia sono anch'io", che hanno appena avviato due raccolte firme per altrettante leggi di iniziativa popolare (una di riforma dell'attuale normativa sulla cittadinanza, l'altra sul diritto di voto alle elezioni amministrative), può pertanto trovare nuovo impulso grazie al magistrale &lt;a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;amp;key=2302"&gt;intervento di Napolitano&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si tratta di&amp;nbsp;un'istanza assolutamente etica, coerente col dovere di fornire risposte istituzionali ai minori stranieri nati nel nostro Paese. Ma non va trascurata nemmeno una evidente opportunità di carattere socio-economico, in parte ripresa dallo stesso Capo dello Stato: l'Italia continua inerorabilmente ad invecchiare, e l'oltre mezzo milione di&amp;nbsp;minori che da domani possono diventare nostri concittadini, che qui studiano e crescono&amp;nbsp;acquisendo ogni tratto distintivo dell'italianità, rappresentano un enorme patrimonio da utilizzare al servizio della comunità nazionale. Sono, in partica, un&amp;nbsp;elemento di coesione sociale "a costo zero".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Qualche giorno fa è salito alla ribalta delle cronache nazionali il caso, assai emblematico di questa virtuosità culturale a tutto tondo come pure delle contraddizioni e dei ritardi che caratterizzano il&amp;nbsp;dibattito pubblico intorno alla questione,&amp;nbsp;della scuola elementare "Fabio Filzi" di Prato dove quasi il 70% dei 200 studenti è di nazionalità straniera.&amp;nbsp;I docenti dell'istituto dicono con orgoglio che nella loro scuola "c'è tutto il mondo". Ma forse sarebbe più giusto affermare, proiettando quella situazione ad un ambito più generale,&amp;nbsp;che è in Italia che oggi convivono tante culture del mondo, portando&amp;nbsp;per naturale&amp;nbsp;conseguenza la nostra istituzione scolastica ad assumere il ruolo di esemplare&amp;nbsp;fucina di integrazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non vi è dubbio alcuno circa il fatto che gli studenti, specialmente nella moderna&amp;nbsp;società fondata sulla "misticanza" e certamente con maggiore&amp;nbsp;autenticità e immediatezza rispetto agli adulti, riescano oggi a vivere la multiculturalità come un'esperienza stimolante e arricchente. Ma a questa genuina propensione dal basso non corrisponde un adeguato impianto legislativo (la &lt;a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/servizi/legislazione/cittadinanza/legislazione_30.html"&gt;legge n. 91 del 1992&lt;/a&gt; è quanto di più "evoluto" il nostro sistema contempli), con l'avvilente effetto pratico di un'infinità di bambini di origine straniera&amp;nbsp;costretti in una sorta di limbo ed esclusi da tutta una&amp;nbsp;serie di diritti primari per i quali è espressamente previsto l'effettivo possesso della cittadinanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3RpxKUQH2CI/Ts-iZ_2gCKI/AAAAAAAADk4/a_cgra9rCww/s1600/napolitano%252520e%252520i%252520nuovi%252520italiani.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-3RpxKUQH2CI/Ts-iZ_2gCKI/AAAAAAAADk4/a_cgra9rCww/s1600/napolitano%252520e%252520i%252520nuovi%252520italiani.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;Le ragioni che inducono ad essere pessimisti rispetto alla concreta possibilità di una svolta, che spezzi questo connaturato e insensato immobilismo, sono senza dubbio maggiori dei motivi di fiducia. Eppure, dopo Napolitano, anche il neo Ministro per la Cooperazione e l'Integrazione Andrea Riccardi,&amp;nbsp;tradizionalmente impegnato nel sociale sul fronte dell'accoglienza,&amp;nbsp;è intervenuto per sostenere le aspirazioni dei "nuovi italiani". Non solo ha definito gli immigrati&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;"una grande chance per il domani dell'Italia"&lt;/em&gt;, ma ha annunciato che terrà fede anche nella nuova veste di uomo di governo agli ideali che&amp;nbsp;lo hanno sempre ispirato nell'azione civile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se poi si vuol mettere da parte la prosa buonista, per ricercare magari motivazioni più pragmatiche e utilitaristiche, è sufficiente rammentare una volta di più agli avversari della cittadinanza facile ciò che molti imprenditori da tempo sostengono: l'economia italiana beneficia e non può fare a meno della presenza degli immigrati. Tanto che&amp;nbsp;quasi tre milioni e mezzo di loro hanno quest'anno presentato allo Stato la dichiarazione dei redditi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Chissà che il nuovo corso di riconciliazione imposto proprio da Giorgio Napolitano, e avviatosi assieme all'esecutivo guidato da Mario Monti per mondare il clima sociale dalle scorie del berlusconismo, non consenta di trovare pure un'intesa civile fra le forze politiche del Paese&amp;nbsp;al fine di addivenire presto alla totale legittimazione dei desideri e dei diritti finora negati ai bambini italiani nati con la pelle scura o con gli occhi a mandorla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nelle more di comprendere come il dibattito potrà evolversi ed eventualmente attecchire nell'opinione pubblica, non si può che ringraziare il Presidente della Repubblica per la straordinaria correttezza istituzionale nuovamente dimostrata rispetto a una questione così delicata e complessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come ha già fatto la &lt;a href="http://www.secondegenerazioni.it/" target="_blank"&gt;Rete G2&lt;/a&gt;&amp;nbsp;che rappresenta gli immigrati italiani di seconda generazione con un comunicato ufficiale, o ricorrendo alla suggestiva espressione utilizzata dal responsabile dell'&lt;a href="http://www.amsimed.it/"&gt;Associazione dei Medici di origine Straniera in Italia&lt;/a&gt; prof. Foad Aodi: &lt;em&gt;"La ringraziamo per&amp;nbsp; far sentire i nostri bambini e giovani cittadini italiani a tutti gli effetti, aiutandoli a non soffrire più di doppia identità&amp;nbsp;e senza&amp;nbsp;considerarli cittadini di serie B inferiori ai loro coetani e colleghi...&amp;nbsp;Perchè nascere&amp;nbsp; in Italia non&amp;nbsp;è una colpa. Anzi,&amp;nbsp;è un'opportunità di arricchimento&amp;nbsp;reciproco".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/-KEMgZGojOs?rel=0" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;em&gt;Trailer del Docufilm &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.18-ius-soli.com/"&gt;&lt;em&gt;18 IUS SOLI&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;, uscito a ottobre 2011 &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-5554910460414793294?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4Y3f5RJYtL_OYUZ3T_s_MrrirxY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4Y3f5RJYtL_OYUZ3T_s_MrrirxY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4Y3f5RJYtL_OYUZ3T_s_MrrirxY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4Y3f5RJYtL_OYUZ3T_s_MrrirxY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/ghmh3Wo7wuo" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-26T09:40:04.966+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-Omm-DKYSZjg/Ts9eT4BDwKI/AAAAAAAADko/U1UXp_2Uclg/s72-c/Tricolore-italiano.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/11/hanno-la-pelle-scura-o-gli-occhi.html</feedburner:origLink></item><item><title>"Lo Stato siamo noi", recuperare la lezione civile di Calamandrei per ricostruire l'Italia sulle macerie del berlusconismo</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/_tIpbyRebsk/lo-stato-siamo-noi-recuperare-la.html</link><category>Politica</category><category>Società</category><category>Libri</category><category>Cultura</category><category>Azionismo</category><category>Personaggi</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Wed, 23 Nov 2011 04:24:14 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-7681750433543772181</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Qaxmnu-ygNA/Tsu3E_s3bGI/AAAAAAAADkg/Sh7hjJH-Jug/s1600/copertina_big.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Qaxmnu-ygNA/Tsu3E_s3bGI/AAAAAAAADkg/Sh7hjJH-Jug/s1600/copertina_big.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="400px" src="http://4.bp.blogspot.com/-Qaxmnu-ygNA/Tsu3E_s3bGI/AAAAAAAADkg/Sh7hjJH-Jug/s400/copertina_big.jpg" width="225px" /&gt;&lt;/a&gt;L'Italia, di nuovo matrigna degenere del proprio infausto destino, sta vivendo giorni gravi ed incerti dopo aver consumato un redivivo ventennio carico di sciagure. Forse all'epilogo della fase storica del berlusconismo,&amp;nbsp;segnata&amp;nbsp;da profonde metastasi civili, si riscopre esausta e fragile dinanzi a un cumulo di macerie etiche e culturali, sociali ed economiche. La seconda repubblica, nata a furor di popolo per normalizzare la nostra democrazia e favorire l'alternanza dopo decenni di alterazioni consociative, ha tradito non solo la propria missione riformatrice e salvifica ma ha rinnegato pure la base ideale iscritta nella Costituzione col sangue di migliaia di martiri.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Lo scenario che si apre oggi somiglia molto a quello immediatamente successivo alla caduta del regime fascista. Ora come allora si invoca la pacificazione della Nazione, ci si affida daccapo alle&amp;nbsp;migliori risorse della società per riscrivere le regole di convivenza. Ma mentre i protagonisti del dopoguerra furono gli stessi attori che avevano combattuto contro la dittatura, divenendo per un processo quasi naturale classe dirigente nella politica e nelle istituzioni, nell'attuale situazione a mancare è proprio il tessuto connettivo tradizionalmente rappresentato dai partiti, obiettivamente inadeguati e per questo osteggiati dall'opinione pubblica prevalente&amp;nbsp;in nome di una legittima ed autentica aspirazione al rinnovamento e non solo per scialbe e riduttive pulsioni antisistema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo deficit&amp;nbsp;di credibilità - e per ineluttabile conseguenza&amp;nbsp;anche di rappresentanza -&amp;nbsp;non poteva che essere colmato dalla chiamata in causa al servizio del Paese di quelle avanguardie della modernità da molti definite, a torto e con disprezzo, "tecnocrati". Al di là delle ovvie differenze culturali, dettate soprattutto dall'enorme arco temporale che li divide,&amp;nbsp;le eccellenze&amp;nbsp;appena insediatesi al governo hanno comunque un compito&amp;nbsp;del tutto paragonabile a quello dei padri Costituenti. E si tratta di un&amp;nbsp;dovere assolutamente ed eminentemente politico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Forse non è casuale, a conferma della fondatezza delle teorie cicliche di Vico, successivamente riprese e approfondite da un illustre esponente del pensiero azionista come Norberto Bobbio, che&amp;nbsp;sia uscito proprio&amp;nbsp;in questo periodo&amp;nbsp;l'&lt;a href="http://www.chiarelettere.it/libro/instant-book/lo-stato-siamo-noi/index.php"&gt;instant book edito da Chiarelettere "Lo Stato siamo noi"&lt;/a&gt;, che raccoglie&amp;nbsp;una selezione di interventi e di scritti di Piero Calamandrei e rappresenta una testimonianza molto attuale circa l'esigenza di uno sforzo collettivo tendente al recupero di radici storiche condivise&amp;nbsp;per l'affermazione di una "politica altra".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" id="b0aec59b-83d0-4e79-3084-c5c28e93d24d" style="height: 415px; width: 520px;"&gt;&lt;param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v2/IssuuReader.swf?mode=mini&amp;amp;backgroundColor=%23222222&amp;amp;documentId=111025151713-1e0e8d12d25d4456a1221a196228c98d" /&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"/&gt;&lt;param name="menu" value="false"/&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"/&gt;&lt;embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v2/IssuuReader.swf" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" menu="false" wmode="transparent" style="width:520px;height:415px" flashvars="mode=mini&amp;amp;backgroundColor=%23222222&amp;amp;documentId=111025151713-1e0e8d12d25d4456a1221a196228c98d" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="height: 18px; text-align: left; width: 669px;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com/chiarelettere/docs/lo_stato_siamo_noi_per_sito?mode=window&amp;amp;backgroundColor=%23222222" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vicenda umana e politica di Calamandrei, eroe partigiano di "Giustizia e Libertà" e membro dell'Assemblea Costituente, fine giurista&amp;nbsp;e&amp;nbsp;co-rifondatore del glorioso Partito d'Azione di mazziniana memoria assieme a personalità del calibro di Piero Gobetti, Carlo Rosselli, Ugo La Malfa, Ferruccio Parri, Emilio Lussu e Vittorio Foa, è stata interamente scandita dal progetto di defascistizzazione degli italiani, nella prospettiva alta e nobile di edificare una nuova "religione civile"&amp;nbsp;saldamente poggiata&amp;nbsp;sulla Costituzione del 1948. E' a lui, su tali basi, che si deve la&amp;nbsp;nascita del concetto di&amp;nbsp;"cittadinanza attiva" che ancor oggi conserva intatta la sua forza manifestandosi nelle molteplici iniziative della cosiddetta area movimentista.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Piero Calamandrei fu, insomma, fra i principali protagonisti della rinascita morale dell'Italia repubblicana sulle ceneri della tragedia bellica.&amp;nbsp;In un celebre discorso tenuto ai giovani nel 1955,&amp;nbsp;vero e proprio appello all'agire politico&amp;nbsp;inteso come "scienza della libertà", rivendicava l'urgenza e il bisogno di conservare viva nel tempo la nostra Magna Carta attraverso l'impegno civico delle nuove generazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
La libertà perseguita da Calamandrei non era di tipo individualistico, pervicacemente ancorata al "me ne frego!" fascista, ma era quella dell'interdipendenza umana e della giustizia sociale. Anche oggi, a distanza di oltre&amp;nbsp;mezzo secolo, è necessario affrancarsi dai dogmi dei nuovi egoismi ispirati al mito berlusconiano del "ghe pensi mi" e al settarismo leghista che ha ingannevolmente distorto&amp;nbsp;la visione unificante del federalismo. Per riuscire nell'impresa, tutt'altro che semplice, occorre riscoprirsi partecipi di un comune destino e recuperare la coscienza morale dei Costituenti. Affinchè partendo da un unico e piccolo centro, e seguendo un tracciato ideale di interconnessione solidale lungo cerchi sempre più estesi, dal singolo individuo si possa giungere a una comunità più vasta e via così fino all'umanità intera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
L'individualismo e&amp;nbsp;la chiusura, la paura dell'altro da sè,&amp;nbsp;l'assenza di futuro, così come ogni forma di desistenza civile, di ignavia e di rassegnazione, nell'insegnamento di Calamandrei rappresentano la massima abiura dei valori costituzionali. Che invece traggono linfa da&amp;nbsp;un approccio laico ma severo di partecipazione e di resistenza, anche morale, alla cieca e dissennata assenza dei&amp;nbsp;singoli dalla vicenda patria collettiva. E' il&amp;nbsp;sentimento che ha ispirato tutto il filone culturale repubblicano e liberalsocialista, e che purtroppo solo alcune minoranze illuminate hanno cercato di perpetuare provando a fornirgli un'organizzazione ben definita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le parole d'ordine erano e rimangono&amp;nbsp;assolutamente onerose, oltre che attualissime nella loro necessarietà: Stato e politica, etica e impegno, responsabilità e senso del dovere. Incitamenti espressi con grande forza&amp;nbsp;emotiva, capaci di sfidare non sempre con successo l'infimo pragmatismo della partitocrazia italiana. Concetti ed idee, inoltre, che in questo particolare tornante della storia possono risultare&amp;nbsp;utilissimi specialmente ai più giovani, alla continua ricerca di punti di riferimento&amp;nbsp;a cui affidare&amp;nbsp;dubbi, aspirazioni e passioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Perchè, come avrebbe detto proprio Piero Calamandrei se avesse potuto assistere al disfacimento morale e civile dell'Italia presente, &lt;em&gt;"la politica non è una piacevole cosa, però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni, e che auguro a voi di non sentire mai (...), ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
Una nuova etica pubblica, un effettivo e compiuto rinnovamento morale&amp;nbsp;e culturale sono dunque possibili. Esattamente come negli anni che seguirono la seconda guerra mondiale. Ma senza fede&amp;nbsp;in noi stessi e nello Stato che siamo, senza quello sforzo supremo teso a preservare la religione civile che è la libertà dalle lusinghe delle umane debolezze, la nostra società è destinata a ripetere periodicamente i propri atavici errori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="415" src="http://www.youtube.com/embed/fhgMfmog6NE" width="520"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-7681750433543772181?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/_tIpbyRebsk" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-23T13:24:14.602+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-Qaxmnu-ygNA/Tsu3E_s3bGI/AAAAAAAADkg/Sh7hjJH-Jug/s72-c/copertina_big.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/11/lo-stato-siamo-noi-recuperare-la.html</feedburner:origLink></item><item><title>"Monti's List", il risveglio delle élites</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/-nuHTv0vQlE/montis-list-il-risveglio-delle-elites.html</link><category>Monti</category><category>Politica</category><category>Democrazia</category><category>Governo</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 06:19:58 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-1091187621407052000</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VNZ-SX1WsU0/TsTzPikHqQI/AAAAAAAADiU/3k_B6qaJDPg/s1600/ADG-Governo-Monti2.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="400px" src="http://3.bp.blogspot.com/-VNZ-SX1WsU0/TsTzPikHqQI/AAAAAAAADiU/3k_B6qaJDPg/s400/ADG-Governo-Monti2.png" width="360px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poteri forti? Se con questa espressione si vuole indicare l'insieme delle eccellenze italiane che, dopo anni di torpore e di colpevole silenzio, hanno compreso che non era più rinviabile il proprio impegno diretto al servizio del Paese, allora non si può che esclamare: finalmente!&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ovviamente, un'adesione quasi acritica al nuovo corso postberlusconiano rischia di urtare la suscettibilità del populismo dogmatico di certa destra e di certa sinistra. Eppure è impossibile trattenere l'esultanza per il varo dell'esecutivo&amp;nbsp;di specialisti&amp;nbsp;guidato da Mario Monti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perchè è quanto di meglio si potesse auspicare per provare a risollevare le sorti, non solo economiche e finanziarie, della nostra agonizzante Nazione. E perchè,&amp;nbsp;da un'attenta analisi,&amp;nbsp;finisce paradossalmente per risultare perfino più "politico" di molti altri governi che l'hanno preceduto benché non fornito di legittimazione democratica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anzi, a voler essere oltremodo precisi, non è per niente azzardato definirlo "governo risorgimentale". Sia per le particolari condizioni&amp;nbsp;di attesa salvifica che ne hanno ispirato e accompagnato la nascita, sia per la sua apparente caratura valoriale (liberaldemocratica, liberalsocialista?) e per le storie personali di chi lo compone. E forse non è un caso che una simile creatura sia sorta a corollario delle straordinarie, per partecipazione civile e per attenzione mediatica,&amp;nbsp;celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'avvento della&amp;nbsp;"Monti's List" segna il&amp;nbsp;passaggio netto e repentino, innanzitutto su di un piano squisitamente culturale e politico, dall'ultraliberismo selvaggio e&amp;nbsp;ideologico dell'asse berlusconian-leghista, a una forma più sobria e tranquillizzante di economia sociale di mercato. Dove al rigore e alle sperequazioni, almeno intenzionalmente, dovrebbero sostituirsi la crescita e l'equità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un potere forte è per definizione egoista e settario, interpreta la concorrenza come la legge del più forte, malsopporta le garanzie e i contrappesi&amp;nbsp;richiesti dal&amp;nbsp;welfare e dal mercato stesso.&amp;nbsp;E', in estrema sintesi, quanto di più naturalmente illiberale possa esistere. Ergo, chi è allergico alle lobbies e si perde oggi in estenuanti e cavillose esplorazioni intorno all'essenza del neonato governo, dovrebbe di contro gioire poiché la vera oligarchia, l'unica che ha consentito ai piccoli e gran maestri delle varie&amp;nbsp;P2, P3 e P4 di prosperare nell'ombra,&amp;nbsp;è stata appena rimossa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poter contare, finalmente,&amp;nbsp;su una &lt;em&gt;res publica&lt;/em&gt; guidata dai "migliori" e non da inetti ciarlatani privi di competenze e non di rado finanche di istruzione, è semplicemente un sollievo. E a chi obietta che gli illuminati cattedratici imposti a furor di complotto&amp;nbsp;pluto-clerical-massonico&amp;nbsp;non sono stati eletti dal popolo, bisognerebbe di grazia domandare: da quale popolo?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello "italiota" geneticamente predisposto a sostenere chicchessia, non in virtù di un convincimento ideale ma solo per il proprio tornaconto di suddito corrotto e compiacente? Lo stesso plasmato da decenni di insensata videocrazia, che non ha studiato e non si informa, fiero della propria&amp;nbsp;pacchiana ignoranza? L'orda mediocre capace solo di innalzare, in meno di un secolo, duci e caimani sugli altari patrii?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se è questo il popolo che taluni invocano ed esigono come sovrano, la&amp;nbsp;squadra&amp;nbsp;bocconiana di presunti tecnocrati dovrebbe allora durare &lt;em&gt;sine die&lt;/em&gt; e per decreto presidenziale!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fortunatamente, al di là delle provocazioni, non sarà così. E crollato il regime cartavelinato di Arcore, con tutti i positivi effetti politici che ne conseguiranno (espulsione della Lega e di&amp;nbsp;ogni radicalismo &lt;em&gt;vintage&lt;/em&gt; dal recinto di governo, scioglimento del bipolarismo muscolare, scomposizione e ricomposizione dei parapartiti della seconda repubblica), di tempo e di spazio per rifondare la nostra democrazia non mancheranno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sì, perchè occorre adesso rieducare la gente a un nuovo senso di appartenenza e di cittadinanza, ripulendo la società -&amp;nbsp;assieme alla stessa politica -&amp;nbsp;dalle fetide incrostazioni del berlusconismo. Ivi compresa la tentazione, che più passano i giorni e più si appalesa come una triste realtà, di cancellare con un subdolo colpo di spugna le colpe di chi quell'epoca infausta l'ha prodotta e incarnata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;Se il disarmo generale - e l'impunità di qualcuno -&amp;nbsp;servirà a rendere più agevole e privo di insidie il lavoro del nuovo governo, l'unico oggi veramente in grado di rappresentare gli interessi della Polis, e quindi a portare giovamento alla salute pubblica del Paese dopo vent'anni di disgraziato immobilismo e di odiosi schiamazzi, è un ultimo sacrificio che può valere la pena di sopportare. Ben sapendo che un giorno si tornerà a votare e che a quell'appuntamento ci si dovrà però presentare forti di un&amp;nbsp;sostanziale rinnovamento etico e civile, alla base come al vertice.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;Va da sé che il sistema nel suo complesso e la gretta partitocrazia italiana in particolare non possono più permettersi errori; ogni velleità di interferenza e di condizionamento deve essere bandita proprio per il bene della rinascita democratica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #f3f3f3;"&gt;Siamo dunque nelle mani dei migliori, che vanno sostenuti senza diffidenze da parte dei cittadini e senza ipocrisie da parte del sedicente ceto politico dirigente. Giorgio Napolitano e, da ultimo, il presidente della Camera&amp;nbsp;Fini ci hanno messo a più riprese in guardia: se fallisce Monti, fallisce l'Italia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-1091187621407052000?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/-nuHTv0vQlE" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-21T15:19:58.847+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-VNZ-SX1WsU0/TsTzPikHqQI/AAAAAAAADiU/3k_B6qaJDPg/s72-c/ADG-Governo-Monti2.png" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/11/montis-list-il-risveglio-delle-elites.html</feedburner:origLink></item><item><title>Sì, abbiamo legittimamente gioito per la fine di un'epoca buia. Ma adesso, per favore, risparmiateci la paternale</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/deO__5nEgZw/si-abbiamo-legittimamente-gioito-per-la.html</link><category>Berlusconismo</category><category>Politica</category><category>Società</category><category>Piazza</category><category>Seconda repubblica</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Tue, 15 Nov 2011 00:59:31 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-5071887643698631381</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-iB2UsRVBzKA/TsED_Ps8BPI/AAAAAAAADiM/Q2zIWm5NNiE/s1600/berlusconi-4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" nda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-iB2UsRVBzKA/TsED_Ps8BPI/AAAAAAAADiM/Q2zIWm5NNiE/s1600/berlusconi-4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span id="goog_1101315025"&gt;La commedia è finita. E' questa l'espressione più efficace, presa in prestito&amp;nbsp;dall'ultimo &lt;a href="http://www.ft.com/intl/cms/s/0/5054b196-0c9c-11e1-a45b-00144feabdc0.html#axzz1dfPLmz8o"&gt;intervento di Beppe Severgnini sul Financial Times&lt;/a&gt;, per descrivere la lunga fase che ha costretto il Paese, fino alle ultime battute di&amp;nbsp;questi giorni inquieti di piazze e contropiazze effervescenti,&amp;nbsp;a subire la narrazione farsesca imposta dalla "metademocrazia" rozza e decadente della seconda repubblica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Dunque, stavolta è vero:&amp;nbsp;Berlusconi è caduto. Disarcionato dai mercati e dai partners occidentali, è stato costretto a quel passo indietro tante volte invocato dalle opposizioni interne ma sempre considerato un affronto alla sovranità popolare e, in primo luogo,&amp;nbsp;al proprio smisurato ego.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, a guardare anche l'ultimo &lt;a href="http://video.repubblica.it/dossier/berlusconi-dimissioni-governo-2011/il-videomessaggio-di-berlusconi-le-mie-dimissioni-un-gesto-generoso/80665/79055"&gt;videomessaggio&lt;/a&gt; alla Nazione è difficile dire se la sua uscita di scena possa considerarsi definitiva o solo tattica e provvisoria.&amp;nbsp;Di conseguenza, non è scontato affermare, come alcuni stanno affrettandosi a fare quasi con perentorietà storiografica e con eccessivo fatalismo, che il nostro muro è crollato. Ecco perchè resta indispensabile&amp;nbsp;una severa opera di vigilanza, checchè ne dicano i vari propugnatori dell'armistizio degli anni duemila.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;D'accordo, occorre guardare finalmente avanti,&amp;nbsp;sforzarsi di&amp;nbsp;mettere una pietra sopra la guerra civile strisciante che ha avvelenato il clima nel Paese dal 1994 a oggi. Ma chiedere anche di far finta che gli abusi e le forzature perpetrati in questo interminabile frangente non siano mai avvenuti è francamente&amp;nbsp;troppo!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rimuovere la verità dall'analisi&amp;nbsp;della fase storico-politica appena implosa è un tentativo indegno oltre che pericoloso, ed è bene mettere in chiaro, almeno ora che l'odioso assetto costruito sulla propaganda e sulla dissimulazione vacilla inesorabilmente, che chi ha determinato i modelli culturali e il penoso quadro sociale dell'ultimo ventennio è il maggiore responsabile dell'attuale condizione di declino e di smarrimento della comunità nazionale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo seri: se Berlusconi non avesse avuto la drammatica certezza della vittoria dell'odiata sinistra alle elezioni anticipate, col terrore&amp;nbsp;di venire quindi&amp;nbsp;colpito nel proprio vasto sistema di potere e di privilegi attraverso il&amp;nbsp;ripristino di quelle regole da lui volgarmente calpestate, avrebbe mai accettato di fornire appoggio al nascente governo Monti?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ex premier&amp;nbsp;è entrato in campo 17 anni fa per la stessa ragione per la quale oggi (apparentemente) ne esce: la tutela dei propri interessi, sempre anteposti al bene collettivo. Per questo un governo tecnico che giunga a scadenza naturale della legislatura, con buona pace&amp;nbsp;dei recalcitranti ex missini, neocon&amp;nbsp;e ultraliberisti&amp;nbsp;del Pdl, a lui non può che convenire.&amp;nbsp;La stella polare, insomma,&amp;nbsp;rimane quella di sempre: prima si deve mettere in sicurezza&amp;nbsp;"la roba", poi si può tornare a fingere di amare l'Italia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come si fa, pertanto,&amp;nbsp;a condannare chi è sceso per strada nella magica notte del 12 novembre scorso?&amp;nbsp; Come è possibile considerare addirittura teppista o violento chi ha dato libero sfogo a un profondo senso d'impotenza e di frustrazione accumulato per quasi un ventennio, il cui unico desiderio era ed è quello di tornare finalmente a respirare un'aria più pulita? E' stato semplicemente giusto e normale essere lì, sotto i palazzi del potere ad attendere l'annuncio ufficiale delle dimissioni di Silvio Berlusconi. E' stato catartico urlare tutta la propria rabbia contro il simbolo del degrado etico e civile del Paese e abbracciare i propri amici e cantare e ballare fino a tardi e stappare bottiglie di spumante e godersi quegli istanti di ritrovata fiducia...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/6h_dvQextxY?rel=0" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A meno che non si voglia assolvere Berlusconi anche sul piano morale, dato che è del tutto evidente che il prezzo che&amp;nbsp;taluni sono disposti a pagare per consentire al Prof. Monti di risanare i nostri conti pubblici -&amp;nbsp;e all'Italia di liberarsi del suo più grande ingombro dai tempi di Mussolini -&amp;nbsp;è la concessione di un salvacondotto giudiziario e patrimoniale al presidente del Consiglio dimissionario.&amp;nbsp;Ma un armistizio, un processo di pacificazione non si favorisce cedendo al ricatto di un infido malfattore. Per restituire armonia alla società italiana occorre ripartire dai principi di&amp;nbsp;equità, di giustizia e di etica pubblica. E soprattutto dalla verità. Altrimenti il fuoco che cova sotto la cenere prima o poi arderà tutto, altro che monetine!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante le assai probabili manovre sotterranee della politica di queste ore, dei &lt;a href="http://video.corriere.it/monti-l-italia-vinca-sfida-riscatto/79cbfb48-0e35-11e1-a3df-26025bf830b6"&gt;buoni propositi di Mario Monti&lt;/a&gt; bisogna avere per il momento fiducia. E non&amp;nbsp;tanto per le sue indubbie competenze, utili&amp;nbsp;a trascinarci fuori dal collasso economico, quanto invece per la presunta capacità (che pure avrà modo di essere ripetutamente testata) di resistere ai bizantinismi e ai ricatti della partitocrazia italiana.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già il fatto di avere rispedito al mittente la richiesta di Berlusconi di avere due figure di garanzia nel nuovo governo (Letta come vice premier e la giudice Iannini, consorte di Bruno Vespa, alla Giustizia)&amp;nbsp;e di non&amp;nbsp;mettere mano alla legge sull'assetto radiotelevisivo (che in ogni caso non&amp;nbsp;potrebbe essere&amp;nbsp;fra le priorità di un esecutivo "di scopo"), depone a suo favore.&amp;nbsp;Tuttavia, in questo senso&amp;nbsp;è proprio dai partiti che bisogna attendersi cattive sorprese, a dispetto delle aperture dello stesso neo Senatore a vita che non disdegnerebbe affatto delle qualificate e trasversali presenze politiche nel costituendo esecutivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di cosa non bisogna fidarsi, allora? L'insistente ecumenismo di maniera&amp;nbsp;alla Casini, le solite trame dei settori più pragmatici del Pd, gli&amp;nbsp;iniziali segnali di abboccamento fra&amp;nbsp;il Cavaliere e Fini, tutto&amp;nbsp;con la benedizione dell'improvvisamente iperattivo&amp;nbsp;Corriere della Sera, devono far drizzare le antenne a quanti in questi anni si sono spesi in nome del bene comune e delle regole scendendo a più riprese a manifestare in piazza. L'Italia non può permettersi di rinunciare alla sua necessaria e ideale "Piazzale Loreto", di stampo civile e morale, pur di aderire ai&amp;nbsp;sacrosanti &lt;a href="http://www.rainews24.it/it/video.php?id=25166"&gt;appelli alla concordia del Capo dello Stato&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' un'esigenza fondamentale se si vuole ridisegnare il profilo anche&amp;nbsp;culturale del Paese, perchè è inaccettabile che riesca a farla franca chi ha gravi responsabilità non solo politiche, chi ha&amp;nbsp;mercificato le istituzioni, chi ha consentito a squallidi faccendieri di fare incetta di pubbliche risorse, chi ha piegato l'informazione ai propri interessi, chi ha diffuso ignoranza e volgarità con lo strumento della videocrazia, chi ha mortificato il ruolo della donna, chi ha riempito di fango l'Italia nel mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Del resto, anche ammesso che la parabola politica di Berlusconi è veramente destinata presto a concludersi, nel Paese rimarranno le tossine della dottrina da lui diffusa: il berlusconismo, ancor più nocivo e difficile da eliminare. Non scordiamoci che gli italiani sono stati per quasi vent'anni in maggioranza fedeli al mito dell'uomo del fare (soprattutto quel che gli pare e infischiandosene delle regole) e in fondo forse lo sono ancora, pur se in questo momento hanno&amp;nbsp;il pudore di manifestarsi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per cui&amp;nbsp;sono più che fondati i richiami a tenere alta la guardia che provengono a livello politico, in modo isolato, dallo "spauracchio"&amp;nbsp;Di Pietro (che&amp;nbsp;pure non è condivisibile&amp;nbsp;quando tenta furbescamente di ottenere una rendita di posizione elettorale,&amp;nbsp;minacciando di non&amp;nbsp;sostenere lo sforzo dell'asse Monti-Napolitano) e da tutto quel mondo culturale inviso a Giuliano Ferrara, di destra e di sinistra,&amp;nbsp;che possiamo annoverare nel cosiddetto "nuovo azionismo": &lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/"&gt;Il Fatto&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.ilfuturista.it/"&gt;Il Futurista&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.serviziopubblico.it/"&gt;Santoro&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno pare aver compreso, anche sul web,&amp;nbsp;l'insidia di questo tentativo di&amp;nbsp;rimozione dovuto all'esigenza di un&amp;nbsp;nuovo corso ispirato&amp;nbsp;all'"amor di Patria". Su Twitter, ad esempio, dove accanto ai popolari hashtag &lt;em&gt;#laresadeiconti&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;#maipiù&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;#doposilvio&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;#rimontiamo&lt;/em&gt;, comincia ad affacciarsi qualche sporadico &lt;em&gt;#nosalvacondotti&lt;/em&gt;. Se la coesione nazionale&amp;nbsp;non marcia a braccetto con la correttezza&amp;nbsp;e con l'onestà, col rispetto della legalità, con la fedeltà ai principi della Costituzione, si riduce anch'essa a semplice propaganda, con l'unico discutibile risultato di sostituire alla spregiudicata ostentazione dei cattivi comportamenti la loro&amp;nbsp;assoluta rimozione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In buona sostanza, qualche intransigente e arcigna sentinella delle regole&amp;nbsp;servirà ancora a lungo alla malconcia società italiana. L'antiberlusconismo non esiste per caso, e si spegnerà solo quando anche il berlusconismo sarà estirpato e sarà fatta giustizia dei troppi eccessi praticati dal ceto politico e subiti dai cittadini durante l'incubo della seconda repubblica. Senza revisionismi e senza paternalismi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/deO__5nEgZw" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-15T09:59:31.562+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-iB2UsRVBzKA/TsED_Ps8BPI/AAAAAAAADiM/Q2zIWm5NNiE/s72-c/berlusconi-4.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/11/si-abbiamo-legittimamente-gioito-per-la.html</feedburner:origLink></item><item><title>Dimissioni ad personam</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/M45KEaabioA/dimissioni-ad-personam.html</link><category>Napolitano</category><category>Politica</category><category>Spread</category><category>Dimissioni</category><category>Berlusconi</category><category>Opposizioni</category><category>Crisi</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Wed, 09 Nov 2011 09:48:36 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-7534492056593694896</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-CeM6Rd4Q5As/Trps_LAh5SI/AAAAAAAADhc/bV-4cem2e7U/s1600/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-si-appoggiano.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="257" ida="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-CeM6Rd4Q5As/Trps_LAh5SI/AAAAAAAADhc/bV-4cem2e7U/s400/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-si-appoggiano.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Non c'è niente da fare. Un baro è un baro e pure in punto di morte troverà sempre la forza per provare a truccare la partita. Del resto, pur volendo confidare&amp;nbsp;nel rigore e nella capacità del&amp;nbsp;Capo dello Stato&amp;nbsp;di far sì che il percorso indicato nella sua nota ufficiale si compia senza sorprese, come si fa di contro a credere che Berlusconi intenda realmente mantenere fede al solenne impegno annunciato dopo essere salito al Quirinale? E' la&amp;nbsp;storia di quest'ultimo che rende sospettosi, scandita da lustri di molteplici proclami sempre uguali a se stessi e puntualmente disattesi. E dall'anteposizione spregiudicata, ostentata al limite della decenza, dei propri interessi personali a quelli del Paese.&lt;/div&gt;
&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Le dimissioni, in una democrazia degna di questo nome, si rassegnano e non si promettono.&amp;nbsp;In una&amp;nbsp;società che funziona non si consente a un premier imbonitore di trascorrere&amp;nbsp;le ore decisive della bufera finanziaria, che rischia di&amp;nbsp;mettere a repentaglio le sorti del proprio governo e la tenuta sociale della comunità nazionale, a consulto col proprio "azzeccagarbugli", con gli amministratori delle proprie aziende e, dulcis in fundo, in compagnia di una delle tante giovani e disponibili cortigiane. Se vivessimo&amp;nbsp;nella normalità, con la borsa che affonda e lo spread che si impenna&amp;nbsp;il presidente del consiglio&amp;nbsp;si sforzerebbe di gestire la crisi assieme a quello della Repubblica, al governatore della Banca centrale, al ministro dell'economia. Ma siccome, ormai&amp;nbsp;dal lontanissimo&amp;nbsp;1994, tutta la vicenda pubblica di questo Paese ruota attorno alle ben note esigenze di un sol uomo, c'è poco di cui essere sorpresi.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
E "lui" non si è smentito neanche questa volta, pensando bene di verificare in via assolutamente prioritaria i rischi che potrebbe correre, assieme alla sua "roba", nel caso rimettesse a disposizione della politica la poltrona di Palazzo Chigi. Il problema, dal suo punto di vista, è tutto qua: come evitare di finire in galera e come salvare l'impero personale dall'assalto della Guardia di Finanza.&amp;nbsp;Ecco perchè&amp;nbsp;i diletti Piersilvio e Marina, col vecchio amico Confalonieri, lo hanno supplicato di non mollare.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Ma allora dove sta il trucco? L'ultima "berlusconata", a prima vista, sarebbe tutta politica e consisterebbe nella tattica dilazionatoria che vincola l'ufficializzazione del passo indietro all'approvazione delle misure di stabilità che peraltro, pur essendo urgenti e indispensabili, non sono ancora state presentate e discusse in parlamento. Senza tempi certi, dunque,&amp;nbsp;e&amp;nbsp;con il palese obiettivo di resistere fino a dicembre nella speranza di far emergere le divisioni nello schieramento avverso e recuperare consensi, ovvero di scongiurare la formazione di un governo alternativo favorendo invece lo scioglimento anticipato delle camere.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Tuttavia, non è detto che il&amp;nbsp;tentativo riesca. Non soltanto per le forti pressioni delle opposizioni affinchè si arrivi il prima possibile al passaggio di testimone fra Berlusconi e un altro premier (Mario Monti?)&amp;nbsp;e per&amp;nbsp;i dubbi di Napolitano circa l'opportunità di una campagna elettorale proprio mentre i nostri mercati sono sottoposti a un attacco senza precedenti da parte della speculazione internazionale, ma pure per le divisioni dentro il Pdl e la Lega con le aree cosiddette degli "scaioljani" e dei "maroniani"&amp;nbsp;decisamente poco consenzienti all'interruzione prematura della legislatura, nemmeno se a guidare il centrodestra a nuove&amp;nbsp;elezioni fosse il più presentabile delfino Alfano. Non&amp;nbsp;scordiamoci, infine, dei tanti peones terrorizzati dalla prospettiva di non maturare il diritto al vitalizio e di non essere ricandidati e rieletti.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
La realtà, quindi, potrebbe essere ben diversa da come appare. In gioco, a voler essere fino in fondo perfidi e circospetti, non c'è tanto la salvezza del politico Berlusconi, del bipolarismo, della seconda repubblica, del modello politico-istituzionale plasmato a sua immagine e somiglianza in tutti questi anni, quanto invece proprio quella dell'uomo Berlusconi e del suo patrimonio. E allora, il vero ricatto del "me ne vado se" potrebbe mirare all'ottenimento di quel salvacondotto giudiziario e&amp;nbsp;patrimoniale da molti evocato nelle scorse settimane e poi apparentemente finito nel dimenticatoio. Una questione, una proposta di scambio, rispetto a cui ci si può porre solo in due modi:&amp;nbsp;accettando o rifiutando.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Dando di nuovo per scontata l'irreprensibilità etica e istituzionale del Presidente della Repubblica, e auspicando che la prima opzione non trovi assolutamente cittadinanza nelle invisibili trame politiche di queste ore, magari attraverso l'inserimento di straforo, all'ultima occasione utile,&amp;nbsp;dell'ennesima legge ad personam dentro l'approvando provvedimento di stabilità,&amp;nbsp;suggerirei alle forze di opposizione di non attendere passivamente l'indeterminata data delle paventate dimissioni del premier e&amp;nbsp;di procedere senza indugio a raccogliere&amp;nbsp;le firme per tenersi comunque pronte a presentare una mozione di sfiducia.&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style="text-align: justify;"&gt;
Lo spread continua a volare (e magari quelli più realisti del re diranno ora che è la prova provata che il collasso economico dell'Italia non è legato alla presenza di Berlusconi), il disagio sociale continua a dilagare nel Paese (tanto da essere&amp;nbsp;ormai prossimi allo sciagurato epilogo della Grecia) e di quel personaggio lì, col senso delle regole&amp;nbsp;e coi quattrini che si ritrova,&amp;nbsp;non ci si&amp;nbsp;deve più&amp;nbsp;fidare. Neanche se sta esalando l'ultimo respiro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-7534492056593694896?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AGeRbxzrGEdcDhsw6f81RjEgBS0/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AGeRbxzrGEdcDhsw6f81RjEgBS0/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/fuoriondablog/~4/M45KEaabioA" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-09T18:48:36.668+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-CeM6Rd4Q5As/Trps_LAh5SI/AAAAAAAADhc/bV-4cem2e7U/s72-c/Angelino-Alfano-e-Silvio-Berlusconi-si-appoggiano.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://fuoriondablog.blogspot.com/2011/11/dimissioni-ad-personam.html</feedburner:origLink></item><item><title>E adesso ripartiamo da loro</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/fuoriondablog/~3/XXvKjEOElP0/ripartiamo-da-loro.html</link><category>Solidarietà</category><category>Società</category><category>Genova</category><category>Volontariato</category><category>Giovani</category><category>Neet</category><author>noreply@blogger.com (David Incamicia)</author><pubDate>Tue, 08 Nov 2011 07:47:50 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2250519397226557023.post-3482783420306589197</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-sooOZ7HBas0/Trk6QjvsBrI/AAAAAAAADhU/V-DgA_FCmD0/s1600/volontari.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="265px" ida="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-sooOZ7HBas0/Trk6QjvsBrI/AAAAAAAADhU/V-DgA_FCmD0/s400/volontari.jpg" width="400px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questa Italia che sprofonda nel fango, non solo metaforicamente, appare sempre più marcata ed evidente la divaricazione morale fra chi nella melma ci sguazza per naturale inclinazione e chi, invece, quasi a voler raccogliere idealmente l'appello accorato del cardinale Bagnasco di qualche settimana fa,&amp;nbsp;si rimbocca le maniche nel tentativo di "purificare l'aria" di una società ammorbata da decenni di eccessi e di sregolatezze.&lt;/div&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La rappresentazione più efficace di tale contrasto è ciò che&amp;nbsp;sta avvenendo nel Paese proprio negli ultimi giorni: da un lato, chi il fango lo diffonde a mezzo stampa e nelle istituzioni in ossequio a quel che resta della boriosa autorità&amp;nbsp;del proprio decadente sovrano; dall'altro, centinaia di ragazzi perbene (studenti, precari, disoccupati, operai, perfino immigrati) che il fango lo spalano incessantemente per riportare in vita una nobile città del Nord ferita dall'incuria e dall'irresponsabilità umana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, mentre chi dovrebbe statutariamente occuparsi&amp;nbsp;dei cittadini è perennemente avvitato su se stesso, distratto da bassissimi istinti di sopravvivenza e in preda alla sbornia autoreferenziale, l'esempio migliore viene proprio dai cittadini, specialmente dai più giovani,&amp;nbsp;che si&amp;nbsp;producono in un'alta prova di civiltà dimostrando ancora una volta che un'Italia diversa è possibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con buona pace di un vecchio arnese dello "sguaiatismo" mediatico come Vittorio Feltri, che ancora ieri sera, durante la trasmisisone "Otto e mezzo" condotta da Lilli Gruber,&amp;nbsp;si è prodotto in giudizi ingenerosi e incauti nei confronti delle nuove generazioni italiane definendole alla stregua di un'orda di dissennati scansafatiche in quanto, come ha nuovamente denunciato la Banca d'Italia nel suo &lt;a href="http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/ecore/2011/analisi_m/1123_economieregionali/economia-delle-regioni-italiane.pdf"&gt;rapporto sulle economie regionali&lt;/a&gt;, sono sempre di più quelli che fra loro non lavorano né studiano. E naturalmente, per una certa linea di pensiero fedele al&amp;nbsp;dogma del &lt;em&gt;politically incorrect&lt;/em&gt;, la colpa di questa condizione di perenne precarietà sociale sarebbe dei giovani stessi e non, invece, dell'egoismo di chi li ha preceduti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/fangosullemagliette"&gt;"Angeli col fango sulle magliette"&lt;/a&gt;, così sono stati subito ribattezzati&amp;nbsp;i ragazzi accorsi a Genova da ogni parte d'Italia, pronti ad adoperarsi per risollevare quella comunità colpita dalla ferocia delle intemperie. In meno di 48 ore ne sono arrivati a migliaia, tutti mobilitatisi spontaneamente per un fine supremo e con uno spirito di servizio assai raro di questi tempi. Semplicemente in nome dell'antico valore italico della solidarietà, senza bisogno di essere blanditi, corteggiati,&amp;nbsp;allettati dalla promessa di ricompense postume come uno Scilipoti qualsiasi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricorrendo anche alle enormi potenzialità del web hanno dato prova di grande efficienza: si sono auto organizzati in squadre e&amp;nbsp;messi a&amp;nbsp;disposizione della Protezione Civile, hanno contattato i Municipi e gestito i punti di raccolta. Restituendo il sorriso alla popolazione locale colta da un'immane sciagura e costringendo larga parte dell'opinione pubblica nazionale a riflettere sulla circostanza che, malgrado Berlusconi e la casta, malgrado il declino economico e il decadimento culturale, malgrado le cricche, i faccendieri e la dilagante corruzione,&amp;nbsp;un motivo valido per&amp;nbsp;tenere in vita quel piccolo&amp;nbsp;barlume di speranza che ognuno si porta ancora dentro esiste eccome!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La ministra&amp;nbsp;della Gioventù Giorgia Meloni, a differenza dei tipi arcigni e vuoti di empatia alla Feltri,&amp;nbsp;s'è affrettata a dichiarare davanti alle telecamere che quei giovani sono la parte migliore del Paese. Certo,&amp;nbsp;a guardare le igieniste dentali e le "trote" che imperversano nelle istituzioni non si può che essere d'accordo. Ma occorre pure aggiungere che, per disintossicare la Nazione dal flagello della Seconda Repubblica, è proprio da chi è disposto a sporcarsi le mani per il prossimo che bisogna far ripartire la ricostruzione culturale ed etica dell'Italia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene sì, per ridisegnare il Paese ricominciamo dallo spontaneismo positivo della società civile e dalle nuove generazioni. Ancor più e ancor prima che da un Monti o da un Letta o da ipotetiche larghe intese sempre circoscritte all'astratto alveo della&amp;nbsp;politica politicante.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2250519397226557023-3482783420306589197?l=fuoriondablog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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