<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151</id><updated>2024-03-20T16:51:21.412+01:00</updated><category term="*"/><category term="fili"/><category term="casa"/><category term="strada"/><category term="Sicilia"/><category term="tempo"/><category term="volare"/><category term="errori"/><category term="intrattenimento"/><category term="cenere"/><category term="loop"/><category term="nonluoghi"/><category term="notte"/><category term="radici"/><category term="sabbia"/><category term="umorismo"/><category term="Erri De Luca"/><category term="Möbius"/><category term="Savigliano"/><category term="alcool"/><category term="arte"/><category term="bellezza"/><category term="bianco"/><category term="ferite"/><category term="forbici"/><category term="funambolismi"/><category term="geometrie"/><category term="gioco"/><category term="guerra"/><category term="immersioni"/><category term="letterine"/><category term="life is a stage"/><category term="luoghi"/><category term="mani"/><category term="nero"/><category term="paura"/><category term="regola"/><category term="rivoluzione"/><category term="rosso"/><category term="spirito"/><category term="vento"/><title type='text'>notepad</title><subtitle type='html'>amiamoci e patiamo.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://galeot.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>31</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-9090080981802660136</id><published>2014-12-20T03:24:00.000+01:00</published><updated>2014-12-20T14:53:29.511+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fili"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="radici"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sabbia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="strada"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="volare"/><title type='text'>ramificazioni</title><content type='html'>È stato uno dei miei pochi giorni liberi di questo mese, e l&#39;ho impiegato per dedicarmi a cose che mi fanno stare bene, perlomeno quelle che posso procurarmi autonomamente: dormire, camminare, bere vino rosso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A quanto pare sembra che io stia smettendo di ribellarmi e lottare contro l&#39;idea di lasciar fare al tempo il suo lavoro, e coi suoi mezzi minuti di raccoglimento riduca in sabbia quell&#39;impietoso massiccio di basanite. E la consegni al vento e non al sogno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre camminavo, passando sotto gli alberi spogli e a ridosso di una strana radura urbana, mi è venuta in mente la storia di un ramo secco. Tutta la bellezza della sua capacità di restare saldo al fusto o distaccarsene, e dei lunghi viaggi che avrebbe fatto restando a galla, se avesse avuto la fortuna di crescere vicino al mare, fintanto che le onde - come sempre accade - non l&#39;avessero restituito alla terra. Non potendo più giocare si sarebbe contentato di giovare alla vita, essere raccolto da mani sapienti nell&#39;uso delle lame e da esse intagliato, o trasformato in luce e calore, cenere e carbone.&lt;br /&gt;
Ma quando ho provato a formularle mi sono reso conto che le parole non sono rami secchi, sulla strada del ritorno si erano tutte ingarbugliate in apparente disordine. È che non sono per nulla preparato sulla ramificazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.treccani.it/enciclopedia/ramificazione_%28Enciclopedia-Italiana%29/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Ho studiato&lt;/a&gt;. Le mie parole ramificano per cima simpodiale scorpioide arrotolata a pastorale e portante i fiori sul lato dorsale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sono chiesto anche se un ramo secco possa fornire una buona struttura per la costruzione di un nido, senza però venirne a capo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta che un nido ce l&#39;ho. Più d&#39;uno. &lt;br /&gt;
Le conservo, le mie ali, e le curo. Sono scure, folte di piume e forti di ossa cave e muscoli dorsali. Ampie e adatte a lunghe traversate, mi rendono impacciato quando cammino tra chi sa stare con i piedi per terra. Ripiegate come sono, però, forniscono una buona protezione dal freddo e uno schermo dal giudizio di occhi che mi vedono senza sapermi. Ci si sente al sicuro, lì dentro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dirigendomi verso casa, comincio a indovinare le strade senza guardarle, camminando col naso all&#39;insù. Riconosco il vicoletto giusto se, girando a sinistra, mi appare di fronte all&#39;improvviso il piccolo carro. A quel punto, io lo so, ci sono quasi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Del paragon la pietra / a tempo usar conviene:&lt;br /&gt;
chi prova e non risolve / un seccator diviene;&lt;br /&gt;
si rende altrui ridicolo / per farsi singolar.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg1TNfaoI6mdLHVpNcAyZ7gt2dH-TLIvAvBhWcjr3jl_biU14S4ZyrYuqOp-L7Bj-lU_S4noPRmUvx911OHvtG3GtrmZJND4-OJ_S83UKYXyBLao1-sgSddx78QRW29T7HoBwltJG-uGwOw/s1600/20141219_160200.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg1TNfaoI6mdLHVpNcAyZ7gt2dH-TLIvAvBhWcjr3jl_biU14S4ZyrYuqOp-L7Bj-lU_S4noPRmUvx911OHvtG3GtrmZJND4-OJ_S83UKYXyBLao1-sgSddx78QRW29T7HoBwltJG-uGwOw/s1600/20141219_160200.jpg&quot; height=&quot;300&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/9090080981802660136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/9090080981802660136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/12/ramificazioni.html' title='ramificazioni'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg1TNfaoI6mdLHVpNcAyZ7gt2dH-TLIvAvBhWcjr3jl_biU14S4ZyrYuqOp-L7Bj-lU_S4noPRmUvx911OHvtG3GtrmZJND4-OJ_S83UKYXyBLao1-sgSddx78QRW29T7HoBwltJG-uGwOw/s72-c/20141219_160200.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-5687740700541596064</id><published>2014-11-04T02:53:00.000+01:00</published><updated>2014-11-04T03:23:08.933+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="immersioni"/><title type='text'>correo</title><content type='html'>Sarà che non mi capisco mai troppo bene. Una cosa è certa: quello che non ho è la visione d&#39;insieme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci ho messo sei ore prima di rendermi conto di non aver neanche guardato l&#39;altro lato della cartolina, quello che di solito s&#39;intende come principale, la foto. Questione di un istante: paesaggio urbano, didascalia, cartolina voltata. Seguono minuti dedicati alla minuziosa e involontaria analisi di scelte e composizioni sintattiche, morfologiche, sonore e geometriche delle parole, per poi ingigantire col tocco dei polpastrelli oculari i particolari del francobollo, prender nota di tutte le date, divertirmi con i giochi di parole che offre il timbro, seguire tracce di pennellate che lascia il pennarello sul cartoncino nonostante la punta fine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Forse è una caratteristica molto bambina, questa manìa per i particolari. Sono un maniaco del dettaglio? Non è colpa mia se certe persone sono soprattutto i loro polsi, l&#39;intonazione della voce mentre parlano spontaneamente. Immagino che la parte adulta dovrebbe spingermi a una maggiore attenzione per l&#39;aspetto generale, complessivo delle cose. Un quadro ottenuto attraverso le valutazioni costi/benefici, tempo/resa e altre incombenze dell&#39;età dei bilanci e del &lt;i&gt;diciamoci le cose come stanno&lt;/i&gt; (le cose stanno come ce le diciamo).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È rasserenante pensare che non sia davvero colpa mia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con questo non intendo dire che non mi piaccia guardare i paesaggi. Il problema è che la prima cosa che riesco a notarne sia la distanza. Visti dal vivo o mediati dal ricordo di un luogo che ho vissuto danno tutto un altro effetto, rendono possibili le immersioni come un cielo stellato in un luogo alto e buio in una notte tersa di marzo o d&#39;agosto. Ma in foto sono faticosi. Così statici da avere tutto il tempo per indagare sulla nuvola che avvolge il faro come un abbraccio, sulla ELLE nel cielo e sui tetti rossi irrimediabilmente remoti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E allora accetto la legge del più forte delle parti adulte altrui. Continuino pure a divertirsi delle mie espressioni meravigliate per il modo in cui &lt;i&gt;vanno le cose&lt;/i&gt;, per le scommesse incoscienti e i rischi. La mia parte intatta ne viene smussata di volta in volta, ma è ancora lei che comanda; non l&#39;involucro che cambia forma ogni volta che incollo di nuovo i frammenti. Lo scrive così sfacciatamente, la vanitosa, se la ride e puntualmente si vergogna di essersi mostrata a chi vuole vederla perché è bizzarra, &lt;i&gt;I think you&#39;re freaky and i like you a lot&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In fondo a lei piace restare nascosta a patto che il gioco consista nel farsi cercare.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Quello che non ho sono le mani in pasta 
&lt;br /&gt;quello che non ho è un indirizzo in tasca 
&lt;br /&gt;quello che non ho sei tu dalla mia parte 
&lt;br /&gt;quello che non ho è di fregarti a carte. 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Quello che non ho è una camicia bianca 
&lt;br /&gt;quello che non ho è di farla franca&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnNT14TsusggEj9wdYpDiVkRQTJzDavk6Sx5jDtSN1cOU5CmM0LpU3Ww2zpJDuJwzNbwfdI-C9vDWr_JLvattX7ymJTNso7jSoCIWai704gT58CqWB1AOJhIx0wXtzLMVGI1ZobRuQdKbp/s1600/20141031_222826.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnNT14TsusggEj9wdYpDiVkRQTJzDavk6Sx5jDtSN1cOU5CmM0LpU3Ww2zpJDuJwzNbwfdI-C9vDWr_JLvattX7ymJTNso7jSoCIWai704gT58CqWB1AOJhIx0wXtzLMVGI1ZobRuQdKbp/s1600/20141031_222826.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;b&gt;&amp;nbsp;stesso fondale, sotto luci diverse&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj_cntzcGxDXMFFbGr-P-DP8gyXLgIJraRPvZII6oGIycl_bL55mDZk9QRWe6NNYLhToxy1aiQVkgDQTj-nUk3q9SUeYAF3I-OTGfWGJgFkUOwRTl_MqJ_70BDeHGGmKg9ltugXs64l4cej/s1600/20141031_222701.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj_cntzcGxDXMFFbGr-P-DP8gyXLgIJraRPvZII6oGIycl_bL55mDZk9QRWe6NNYLhToxy1aiQVkgDQTj-nUk3q9SUeYAF3I-OTGfWGJgFkUOwRTl_MqJ_70BDeHGGmKg9ltugXs64l4cej/s1600/20141031_222701.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/5687740700541596064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/5687740700541596064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/11/correo.html' title='correo'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnNT14TsusggEj9wdYpDiVkRQTJzDavk6Sx5jDtSN1cOU5CmM0LpU3Ww2zpJDuJwzNbwfdI-C9vDWr_JLvattX7ymJTNso7jSoCIWai704gT58CqWB1AOJhIx0wXtzLMVGI1ZobRuQdKbp/s72-c/20141031_222826.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-6011326712986126821</id><published>2014-10-26T18:57:00.002+01:00</published><updated>2014-10-27T02:31:57.750+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="casa"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="regola"/><title type='text'>Oliver</title><content type='html'>Oliver mi ha detto che è molto importante saperci fare con la Domenica. Che è il giorno delle partite impegnative e bisogna giocarsela bene. Così oggi sono andato a seguire un incontro di rugby, a fare il tifo per un amico. Mi sono divertito anche se ho perso il conto dei punti e non ho capito le regole; il gioco rimane senz&#39;altro uno dei due buoni motivi per faticare e farsi male. Ho scambiato una sola monetina per un sacchetto di carta colmo di caldarroste; un vero sollievo per le mani.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stavo lì a occuparmi della polpa attirando le attenzioni di una cagnolina di due mesi e mezzo, mentre mi investivano le parole delle donne attorno: esatte, attente, appassionate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;- Guarda quanti ormoni in campo!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;i&gt;- Prendi terreno! Prendi terreno!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;- Stefano sta zoppicando.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;- L&#39;importante è che si divertano.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;i&gt;- Fa più male guardarli che essere con loro in campo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;- Sta zoppicando, l&#39;ho visto che sta zoppicando.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;- Stanno giocando bene! È per questo che mi arrabbio&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;- Io l&#39;ho visto. Sta zoppicando.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;- Quanti mesi ha? Che bel musetto!&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;- Lo vedi, che sta zoppicando? &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;- L&#39;hai trovata o l&#39;hai comperata? &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;i&gt;- Fa molto più male guardarli.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;- Quanto manca alla fine? Io sto soffrendo&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;i&gt;- Me l&#39;hanno regalata. Perché è un meticcio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;- Sta zoppicando! Ma come fa a giocare così? &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Oliver non ha simpatia per i cani, ma neanche li teme. Per loro prova tenerezza e ne fa volentieri destinatari del suo esuberante affetto da gatto rosso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io l&#39;ho conosciuto un mese fa, poco prima di quest&#39;Ottobre infinitamente lungo e già alla fine, mentre litigavo con la notte. È elegante, ingombrante, silenzioso, con la testa tonda, e molto bello. Non corre mai, ma cammina svelto. La sua ospite mi aveva avvisato: &lt;i&gt;non impressionarti, i suoi modi non sono sempre felini. È un gatto da riporto!&amp;nbsp; &lt;/i&gt;Non è stato motivo di stupore per me. Il nome l&#39;ho appreso solo un paio di giorni fa dall&#39;altro uomo con cui abita, davanti al cancello di casa. &lt;i&gt;Oliver! Non allontanarti! - Torna, torna. &lt;/i&gt;l&#39;ho rassicurato.&lt;i&gt; - Sì, ma sai, non s&#39;è ancora abituato alla nuova casa, così quando va in giro, poi spesso finisce per tornare dove stavamo prima e ci tocca andarlo a prendere lì.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;ho incontrato anche in un&#39;altra occasione. C&#39;era il sole, stendevo il bucato. Lui s&#39;è avvicinato, mentre una gattina grigia ci guardava gelosa, seminascosta dietro l&#39;angolo. Abbiamo parlato delle abitudini in comune, e ci siamo trovati sulla notte: entrambi la preferiamo perché bisogna conquistarsela, corteggiarla, a volte tollerarla ed altre maledirla, ascoltarla sempre. La notte è una presenza, sa starti vicina e entrarti dentro, o avvolgerti. &lt;i&gt;Anche il sole non è male &lt;/i&gt;ha poi miagolato, &lt;i&gt;ma è come i cani. Quando c&#39;è, è normale che ti faccia stare bene. Bravo, fagli asciugare i tuoi calzini: bisogna approfittarne finché c&#39;è. &lt;/i&gt;A quel punto mi sono intenerito e l&#39;ho accarezzato, e la grigina non è più riuscita a far finta di niente: restando a debita distanza, ha cominciato a soffiare rabbiosamente contro di lui. Oliver mi ha sussurrato &lt;i&gt;non farci caso, è st&#39;Estate di San Martino. Vedrai che l&#39;Inverno non tarderà e dormiremo un po&#39; di più tutti&lt;/i&gt;, per poi tentare di avvicinarsi a lei. Ha rimediato un miagolio stizzito e una zampata schivata grazie ai suoi buoni riflessi, dopodiché è scappata via, e lui ha affrettato il passo per seguirla, per quanto gli fosse possibile senza correre.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;we could slip away&lt;br /&gt;
wouldn&#39;t that be better?&lt;br /&gt;
me with nothing to say&lt;br /&gt;
and you in your autumn sweater&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbzbHIW5jmQPg55881-fgkEI5nfuYXtlu1hGHxsgq_a8oSXCW3nhmW5ebt5CLhTjnKNSDrnOeUHLcBc-QrOsKmayZvIcNWODQjwCiW3uq-UlpSnigO1Typs31q1v0Z4-lSivxSJimzARt6/s1600/mischia.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbzbHIW5jmQPg55881-fgkEI5nfuYXtlu1hGHxsgq_a8oSXCW3nhmW5ebt5CLhTjnKNSDrnOeUHLcBc-QrOsKmayZvIcNWODQjwCiW3uq-UlpSnigO1Typs31q1v0Z4-lSivxSJimzARt6/s1600/mischia.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgXpwBnRN3-WvI-b8vxNGP4RsgynQ1ZJIRCgCrjnOF5VKS6aM4MQfDikiZ5FCY5W-z1hnZw-sRZ7EUTWVYBj3DjWwdNolhELZ8WaosD2lJKIrtWQSA2DnF_ec9ezgU4T1OMN3cVM6x01L4R/s1600/20141007_121214.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/6011326712986126821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/6011326712986126821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/10/oliver.html' title='Oliver'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbzbHIW5jmQPg55881-fgkEI5nfuYXtlu1hGHxsgq_a8oSXCW3nhmW5ebt5CLhTjnKNSDrnOeUHLcBc-QrOsKmayZvIcNWODQjwCiW3uq-UlpSnigO1Typs31q1v0Z4-lSivxSJimzARt6/s72-c/mischia.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-3756958431850261752</id><published>2014-10-15T05:34:00.000+02:00</published><updated>2014-10-15T12:49:16.331+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="casa"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fili"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="notte"/><title type='text'>venirne a capo</title><content type='html'>Mi chiedi cosa faccia ogni notte sveglio. Non ci sono rituali, ognuna ha la sua storia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Devo imparare a sentirmi a casa qui, te l&#39;ho detto. Di notte ne sento la voce. Abituandomi al ronfare del frigorifero semivuoto - un vocino da donna anziana dal respiro affannoso - sento emergere il &lt;i&gt;woooosh&lt;/i&gt; di qualcosa che scorre senza mai smettere. Piccoli rumori di qualcosa che si sposta all&#39;interno di una dispensa mi regalano istanti di vero allarme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Gli insetti - minuti invasori - escono allo scoperto, e do loro la caccia. Ho avuto un ospite, qualche settimana fa: un grosso gatto rosso bene educato, che non ha miagolato neanche un commento sul disordine. Convenevoli silenziosi, un aristocratico contegno ha limitato la sua indole evidentemente affettuosa, consentendogli di mantenere le giuste distanze ed evitare strusciamenti.&lt;br /&gt;
Mi piacerebbe ricevere di nuovo la sua visita, credo che lo divertirebbe unirsi a me nella caccia; ma non è più passato a trovarmi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per il resto non leggo libri, fumo sigarette, gusto il sapore diverso che hanno le mele, il cioccolato, lo yogurt bianco, il pane e le solite cose che mangio anche di giorno, di notte. Passo troppo tempo su internet a giocare, ripromettermi di iniziare un film (a volte provo, ma mi arrendo dopo pochi minuti), a dialogare con persone lontane, chiedere loro &lt;i&gt;stai bene?&lt;/i&gt; e mentire a loro e a me stesso dicendo che sto per mettermi a letto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indago sul mio corpo, mi chiedo se funzioni. Funzionicchia, come la Cinquecento: qualche aritmia nella camera di scoppio, qualche noia a giunti e trasmissione, rumori strani, ammaccature e ruggini, e intanto tira avanti. Mi faccio diagnosticare una serie di malattie da Google, in seguito ad una rapida autoanamnesi; &lt;i&gt;sto abbastanza bene, però&lt;/i&gt; mi dico per poi rendermi conto che per avere un confronto su altri stati di salute non drogati da sostanze e circostanze dovrei tornare indietro fin dove la memoria non può più accompagnarmi. Figuriamoci la Cinquecento.&lt;br /&gt;
A quel punto decido che per sentirmi a casa qui dovrei avere un medico curante. Non ne ho mai avuto uno, perché ad Acireale il mio medico di famiglia è papà. Tutto bene, finché sono stato piccolo abbastanza da parlargli. Non ho idea di come si faccia a diventare assistiti, ma sono paziente. Anche stavolta chiederò ai miei amici, che pur non conoscendomi bene hanno già smesso da tempo di essere sorpresi o spaventati dalle mie stravaganze.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aleggio su vite altrui annunciato da un pallino verde, come se avessi lasciato una delle mie iridi a sigillo del nome che sono. Commento senza posa, pizzicando di volta in volta una delle mie tre corde: la seria, la civile o la pazza. Taglio fili, è uno dei miei nuovi passatempi preferiti. Più di duemila nelle ultime settimane. Ho iniziato con i pubblicitari, continuato con i nomi che non mi dicevano niente, proseguito con molte donne che avevo coinvolto perché mi erano piaciute e molte altre che mi volevano comprare. Dopo una prima sgrossatura la ricerca è diventata laboriosa, così ho cambiato metodo. Ogni notte controllo la lista dei compleanni e, una ad una, ficco il naso in quelle vite. Se il nome non mi è immediatamente familiare, basta notare una qualsiasi forma di attivismo politico per rimuoverle senza ripensamenti; altrimenti valuto l&#39;età, controllo che non ci siano conversazioni passate o questioni in sospeso da anni. Ne guardo le foto, ne giudico insindacabilmente le ispirazioni. E poi le cancello, basta un click.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando voglio forzarmi a prendere sonno mi masturbo, poi il pentimento accompagna a letto la coscienza. Mi rendo conto che non è gentile, da parte mia, dirtelo così. Del resto sei tu che hai formulato la domanda, e poi non ti ho costretto io a leggere questo fazzoletto imbrattato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma so che la tua domanda era retorica, e che la risposta più educata sarebbe stata &lt;i&gt;niente&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scusami. È che devo cominciare ad andare a dormire prima, se voglio svegliarmi di mattina e andare a cercare un medico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Is the sea everything?&lt;br /&gt;Hello, hello.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGuCLRlbi9fiqqLioswJpl6yVysG6wTMQnB4AXgHu9H_ZG3qloz0QMhS-YKRizlOtRfVausrvMc8FuVbgVjtllD_qaELY8gvoqlstcGmVKWlu8hYqNs2plCpRQ5zCfJtRjKLgxcqvAw5hT/s1600/casa+del+mirto.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGuCLRlbi9fiqqLioswJpl6yVysG6wTMQnB4AXgHu9H_ZG3qloz0QMhS-YKRizlOtRfVausrvMc8FuVbgVjtllD_qaELY8gvoqlstcGmVKWlu8hYqNs2plCpRQ5zCfJtRjKLgxcqvAw5hT/s1600/casa+del+mirto.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/3756958431850261752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/3756958431850261752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/10/venirne-capo.html' title='venirne a capo'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiGuCLRlbi9fiqqLioswJpl6yVysG6wTMQnB4AXgHu9H_ZG3qloz0QMhS-YKRizlOtRfVausrvMc8FuVbgVjtllD_qaELY8gvoqlstcGmVKWlu8hYqNs2plCpRQ5zCfJtRjKLgxcqvAw5hT/s72-c/casa+del+mirto.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-8088189835760933572</id><published>2014-10-08T04:12:00.000+02:00</published><updated>2014-10-08T05:07:48.273+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="casa"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fili"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Savigliano"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sicilia"/><title type='text'>altalenando</title><content type='html'>Camminando per le strade di Savigliano è molto facile imbattersi in minuscoli parchetti, tanto dolci da vedere alla luce del sole quanto lugubri di notte. Ne ho visti davvero molti! Nascosti dietro i condomini, vicini ai quadrivi, di qua e di là del fiume Maira, lungo i vicoletti. Fazzoletti di prato d&#39;una decina di metri quadri, quattro panche, una fontana, pattumiere, a volte una giostrina meccanica o uno scivolo, quasi sempre un&#39;altalena. Quasi nessuno sembra abbandonato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Irresistibilmente rimandano a un confronto con l&#39;infanzia. Anche nella casa dove ho vissuto pomeriggi estivi interminabili c&#39;è stata un&#39;altalena. L&#39;avevo costruita io, come la costruirebbe un bambino di sei anni: male. Avevo fissato alle estremità del piano di seduta - un pezzo d&#39;asse un po&#39; marcio - numerosi avvolgimenti di fil di ferro per agganciarlo alle corde, assicurate con l&#39;unico nodo che conoscevo al ramo di un albero con le foglie e la chioma tonde, come quelli che disegnano i bambini. Questo era piantato in un&#39;aiuola ricavata sul lato del cortile rialzato di un paio di metri sul livello della strada. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Siccome c&#39;era la ringhiera vicina, per non battervi le ginocchia io ero costretto a dondolarmi dandole le spalle. Mi imprimevo una prima spinta aiutandomi con i piedi, poi sfruttavo piegamenti ed estensioni delle gambe per far crescere l&#39;oscillazione fino al punto massimo, che mi vedeva per qualche istante sospeso a filo ringhiera, suscitando il terrore degli automobilisti che uscivano dalla curva e passavano di là.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le sensazioni sedimentate nella memoria: il cigolìo prodotto dalla sollecitazione della corda sul fil di ferro, il crepitìo del ramo mentre mi davo lo slancio, il divertimento semplice del movimento e del vento in faccia, senza stipulare un contratto di fiducia con il ramo, la corda e le mie braccia mentre venivo proiettato all&#39;indietro verso la strada. E poi mi piaceva scegliere il momento di stallo in avanti per saltare giù al volo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi sono fatto male in decine di modi diversi, in quegli anni: lanciandomi rannicchiato dentro casse da frutta giù per rampe di scale trasformate in improbabili scivoli con assi di legno; improvvisando giochi da circensi con le bombole del gas vuote; andando per strada con skateboard o carretti fatti di assi e cuscinetti a sfera come ruote; correndo su sentieri boschivi o pietrosi con una vecchia bmx privata delle gomme;  e ancora, costruendo fionde e archi e frecce, intagliando barchette nel legno, accendendo dei fuochi,&amp;nbsp; arrampicandomi su muretti e alberi, saltando giù dai terrazzamenti nell&#39;orto, nel corso delle violente e quotidiane risse con mio fratello. Ma mai giocando con quell&#39;altalena.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sapevo giocare, in quello ero bravo. &quot;&lt;i&gt;Malu ragiunatu&lt;/i&gt;&quot;, mi diceva la nonna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span class=&quot;userContent&quot;&gt;&lt;span class=&quot;text_exposed_show&quot;&gt;Guarda com’è pacifico il mondo.&lt;br /&gt; La notte&lt;br /&gt; ha imposto al cielo&lt;br /&gt; un tributo stellato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9BBOi6lM9DA4Ct_QWoFn13pEx4bwuSN86hIKsWKtja_BfCxyYBdXj-RePtAWkyUdAgzeGraATHa2cFi-ojmU0CfDMRmLIVTFmDBkkBpf9cCXGfAe4WreFgkNs9i7CMrYHUu2Nb9Q02W6b/s1600/casa.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9BBOi6lM9DA4Ct_QWoFn13pEx4bwuSN86hIKsWKtja_BfCxyYBdXj-RePtAWkyUdAgzeGraATHa2cFi-ojmU0CfDMRmLIVTFmDBkkBpf9cCXGfAe4WreFgkNs9i7CMrYHUu2Nb9Q02W6b/s1600/casa.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;253&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/8088189835760933572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/8088189835760933572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/10/altalenando.html' title='altalenando'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj9BBOi6lM9DA4Ct_QWoFn13pEx4bwuSN86hIKsWKtja_BfCxyYBdXj-RePtAWkyUdAgzeGraATHa2cFi-ojmU0CfDMRmLIVTFmDBkkBpf9cCXGfAe4WreFgkNs9i7CMrYHUu2Nb9Q02W6b/s72-c/casa.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-1779185699107599585</id><published>2014-10-06T14:41:00.001+02:00</published><updated>2014-10-06T15:02:27.413+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="loop"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mani"/><title type='text'>lutto continua</title><content type='html'>Hai mai provato a stringere un chicco di grandine in un pugno? Non sempre puoi aspettare che si sciolga dentro, se è grande ci vuole molto tempo e fa male.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così distendi un dito per volta, fino a lasciarlo cadere. È giusto così.&lt;br /&gt;
È proprio un vizio assurdo, chinarsi a raccoglierlo finché non svanisce completamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E le mie mani sono fredde.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;The world is neither fair nor unfair &lt;br /&gt;
The idea is just a way for us to understand &lt;br /&gt;
No the world is neither fair nor unfair &lt;br /&gt;
So some survive &lt;br /&gt;
And others die&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDi5_53Z5xfnAor77-ppRacqa7-RVzgfcTAaIZuPVQuz5qAPiQRqkKLP7NW4WD9K13VBEh4P_1HBJO3QwOWNiYfymaM2LgQvAV18slVJ_Wgje9aDNKfA6Q73mXwM2w78upm0FV9Tn32rHV/s1600/20130609_173454.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDi5_53Z5xfnAor77-ppRacqa7-RVzgfcTAaIZuPVQuz5qAPiQRqkKLP7NW4WD9K13VBEh4P_1HBJO3QwOWNiYfymaM2LgQvAV18slVJ_Wgje9aDNKfA6Q73mXwM2w78upm0FV9Tn32rHV/s1600/20130609_173454.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/1779185699107599585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/1779185699107599585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/10/lutto-continua.html' title='lutto continua'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjDi5_53Z5xfnAor77-ppRacqa7-RVzgfcTAaIZuPVQuz5qAPiQRqkKLP7NW4WD9K13VBEh4P_1HBJO3QwOWNiYfymaM2LgQvAV18slVJ_Wgje9aDNKfA6Q73mXwM2w78upm0FV9Tn32rHV/s72-c/20130609_173454.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-6596738416656316637</id><published>2014-10-01T19:33:00.001+02:00</published><updated>2014-10-01T19:33:24.819+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="*"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fili"/><title type='text'>memento morbi</title><content type='html'>Quando sei malato, molte deroghe sono concesse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È lecito avere ogni paura, tranne la paura di avere paura. La pietà va a abbracciare la miseria, le dice che è piccola e bella (e lei si fa bella, e lei si fa piccola). È lecito non avere fretta di proclamare guarigione, lasciarsi passare nelle sale d&#39;attesa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non ci si urli dentro per invocare forza e coraggio: sono impegnati, tutti intenti nel loro mestiere della lotta - che piaccia o no. Ma è concesso acquistarne da chi vuole tenerti vivo, al prezzo della riconoscenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono accordati giorni macinati a letto, sogni senza interpretazione, viaggi indolori tra i ricordi e alimenti digeribili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È permesso guarire. Morire è un peccato perdonabile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;span lang=&quot;it&quot;&gt;ricorda Signore questi servi disobbedienti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang=&quot;it&quot;&gt;
alle leggi del branco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang=&quot;it&quot;&gt;
non dimenticare il loro volto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang=&quot;it&quot;&gt;
che dopo tanto sbandare&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span lang=&quot;it&quot;&gt;
è appena giusto che la fortuna li aiuti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxjFcFkx2rl1yk350BNR8xqxHzXEj0RmGVefM7LZb9Qb1b-5D0xHDGB_N-gVpdtN8Q3fpjDhV87uXG2CPpKq6OG0vprqGFKOzKc5yOC6V8DWGHJS5AC5RyrGnRKGKrs3OYx-dVdqzzRMDJ/s1600/10422509_10203909966204033_800111160336862847_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxjFcFkx2rl1yk350BNR8xqxHzXEj0RmGVefM7LZb9Qb1b-5D0xHDGB_N-gVpdtN8Q3fpjDhV87uXG2CPpKq6OG0vprqGFKOzKc5yOC6V8DWGHJS5AC5RyrGnRKGKrs3OYx-dVdqzzRMDJ/s1600/10422509_10203909966204033_800111160336862847_n.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/6596738416656316637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/6596738416656316637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/10/memento-morbi.html' title='memento morbi'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhxjFcFkx2rl1yk350BNR8xqxHzXEj0RmGVefM7LZb9Qb1b-5D0xHDGB_N-gVpdtN8Q3fpjDhV87uXG2CPpKq6OG0vprqGFKOzKc5yOC6V8DWGHJS5AC5RyrGnRKGKrs3OYx-dVdqzzRMDJ/s72-c/10422509_10203909966204033_800111160336862847_n.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-1133011871394205082</id><published>2014-09-23T17:27:00.002+02:00</published><updated>2014-09-23T17:28:10.004+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="casa"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fili"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sicilia"/><title type='text'>quasi</title><content type='html'>Il minore di quattro fratelli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Della sua storia non conosco che frammenti. Mi mancano molte parti importanti: ad esempio, non so niente della sua vita fino ai trent&#39;anni, se abbia viaggiato molto o cosa si prepari abitualmente da mangiare in quella casa in cui vive da una cinquantina d&#39;anni, e che ha visto svuotarsi un po&#39; per volta, a causa dell&#39;abbandono della madre in seguito alla separazione, dei tre fratelli maggiori - il primogenito a causa di complicazioni cardiache, i due mezzani per metter su famiglia - e infine del padre, andato a spegnere i suoi ultimi anni come un cerino, in una struttura sanitaria, più o meno venti anni fa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ha un nome piccolo, adatto per un fratello minore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In quella casa ha goduto di uno splendido paesaggio, potendo spaziare senza muovere un passo dai faraglioni di Aci Trezza all&#39;Etna da cima a valle. Perlomeno, prima che sorgessero le serre intorno. Le sue ore notturne dovrebbero essere ancora scandite dall&#39;intermittenza della luce proiettata dal faro di Capomulini attraverso la finestra. Il pavimento su cui da sempre misura i passi è fatto di quadrelle di terracotta scure e usurate, e sicuramente ricorda ancora il soffitto a volta affrescato a puttini com&#39;era prima che venissero raschiati via. I mobili dovrebbero aver superato per merito di anzianità la peculiarità che da&#39; loro il nome, ed eletti a composizione monumentale immutabile.&lt;br /&gt;
Non si è mai arreso alla scoperta dell&#39;acqua calda in senso moderno, ma continua a scaldarne un pentolone per lavarsi d&#39;inverno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da lui ho imparato il piacere di giocare con i numeri. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lavorava in banca. Aveva ottenuto uno di quei posti di lavoro che molti invidierebbero, nei quali non si sa bene qual è la propria mansione ma si capisce che è meglio star dentro che fuori, che lo stipendio non è male e col tempo sarebbe aumentato.&lt;br /&gt;
Ha saputo abbandonare quel porto sicuro (&quot;altri tempi&quot;, potrebbe protestare qualcuno) per inseguire una delle sue passioni e iniziare i suoi studi in Architettura. Le altre di cui mi sono giunte notizie: il disegno, la musica (principalmente jazz, con ampie concessioni alla psichedelia di Atom Heart Mother - in particolare, Alan&#39;s Psychedelic Breakfast - e ai dischi dei King Crimson - in particolare Starless And The Bible Black. Ma senza mai tradire la sua alta fedeltà per Chet Baker), la polemica, la fotografia, l&#39;archeologia, le sigarette, i pochi ed eterni amici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non l&#39;ho mai visto in dolce compagnia. Ma sentendo parlare di lui, nel corso degli anni ho sentito citare troppe volte la storia di quella donna che si gettò giù dalla scogliera per togliersi la vita. Lui non ne ha mai fatto menzione. Non so neanche quando lei sia accaduta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Adesso fa l&#39;insegnante, e presta molta cura alle generazioni di gatti semi-randagi con i quali, da chissà quanto, ha stretto un sodalizio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Credo stia quasi bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;
Now your eyes are red from crying&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjAYMIaACCnP-fRmrR-_7BbGsDLthFOnuAsq6Kui4Li85UE8iWDdCXlBpeaxlHqmTNIc-gEqqke5_F-RDai8VI4zHrRGFIN9umzfnIRP4KAVZOIQQoKd0Cih9MUnLIzjDMOzAMN43VQSJ6B/s1600/chetbaker.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjAYMIaACCnP-fRmrR-_7BbGsDLthFOnuAsq6Kui4Li85UE8iWDdCXlBpeaxlHqmTNIc-gEqqke5_F-RDai8VI4zHrRGFIN9umzfnIRP4KAVZOIQQoKd0Cih9MUnLIzjDMOzAMN43VQSJ6B/s1600/chetbaker.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/1133011871394205082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/1133011871394205082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/09/quasi-blue.html' title='quasi'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjAYMIaACCnP-fRmrR-_7BbGsDLthFOnuAsq6Kui4Li85UE8iWDdCXlBpeaxlHqmTNIc-gEqqke5_F-RDai8VI4zHrRGFIN9umzfnIRP4KAVZOIQQoKd0Cih9MUnLIzjDMOzAMN43VQSJ6B/s72-c/chetbaker.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-6675657308145325901</id><published>2014-09-16T18:28:00.000+02:00</published><updated>2014-09-16T18:53:21.466+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="*"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="casa"/><title type='text'>piccoli passi verso casa</title><content type='html'>Assaggio un caffè a cui rinuncio subito dopo essermene bagnato le labbra. Fiammetta (la moka baffuta) è ancora troppo nuova. È comunque un momento che merita di essere ricordato, il primo caffè preparato in casa. Andava sottolineato con la giusta compagnia, così ho messo via i Daft Punk e ascolto un disco di Cohen, probabilmente il peggiore. Quello in cui si rende conto di essere anziano e non conta più di pompini d’addio al Chelsea Hotel, ma canta la gloria del signore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Del resto quel vecchio furbo ha sempre cantato le regole, sa che quando si è troppo vecchi per fare danni è buona educazione togliersi il cappello e chiedere scusa. Con quella voce, sfido dio a non perdonarlo, o il demonio a non offrirgli un bel contratto artistico a tempo indeterminato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avrò sempre desiderio di ascoltarla, quella voce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;So we&#39;ll go no more a-roving&lt;br /&gt;
So late into the night,&lt;br /&gt;
Though the heart be still as loving,&lt;br /&gt;
And the moon be still as bright.&lt;br /&gt;
For the sword outwears its sheath,&lt;br /&gt;
And the soul outwears the breast,&lt;br /&gt;
And the heart must pause to breathe,&lt;br /&gt;
And love itself have rest.&lt;br /&gt;
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgzQQCZEKD5ofTLoq0Y5-gHyGRSlqZfyeOPaf4ozLlyRqbk7l0vxOmRHTuOAB78TZ9p9k0WZ0gh7_n1eYUJOlehyphenhyphend8k3Qa9BSQs4EzJc7VCCDmiM0CWDlS6ejtZk2vOlbPNalnQhCNVs45_/s1600/fiammetta.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgzQQCZEKD5ofTLoq0Y5-gHyGRSlqZfyeOPaf4ozLlyRqbk7l0vxOmRHTuOAB78TZ9p9k0WZ0gh7_n1eYUJOlehyphenhyphend8k3Qa9BSQs4EzJc7VCCDmiM0CWDlS6ejtZk2vOlbPNalnQhCNVs45_/s1600/fiammetta.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/6675657308145325901'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/6675657308145325901'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/09/piccoli-passi-verso-casa.html' title='piccoli passi verso casa'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgzQQCZEKD5ofTLoq0Y5-gHyGRSlqZfyeOPaf4ozLlyRqbk7l0vxOmRHTuOAB78TZ9p9k0WZ0gh7_n1eYUJOlehyphenhyphend8k3Qa9BSQs4EzJc7VCCDmiM0CWDlS6ejtZk2vOlbPNalnQhCNVs45_/s72-c/fiammetta.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-5256966807140002502</id><published>2014-09-08T14:30:00.001+02:00</published><updated>2014-09-08T15:13:12.078+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cenere"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fili"/><title type='text'>(il vizio di tornare) cenere</title><content type='html'>Ogni volta che scatta la scintilla e la fiammella incendia il tabacco, mi sto prendendo cura di me. È una terapia lunga e costosa, un investimento a lungo termine i cui risultati sono innegabili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La voce si abbassa ogni giorno di più, in timbro e intensità. In breve tempo sarà profonda e inafferrabile come un sussurro nella notte, e da anziano avrò quella voce roca che sembrerà non più un&#39;emissione del cavo orale ma una grave risonanza della calotta cranica, o una&amp;nbsp; misteriosa sorgente sonora posta dietro la nuca.&lt;br /&gt;
Anche il mio sapore, altrimenti troppo dolce, ne guadagna in carattere.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Inoltre è un errare umano il cui perseverare dipende solo da me. E un generatore di alibi formidabile. Come sarà utile pensare a quanto sarei stato meglio se non avessi fumato tutte quelle sigarette, e a quanti desideri avrei potuto comprare se non avessi bruciato quei soldi in trinciati e cartine. O a quali distanze avrei potuto coprire mettendole in fila tutte, una dietro l&#39;altra.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È anche una questione di responsabilità, come ricorda ogni confezione, per non far finta di niente su quanto io sia nocivo per me stesso e per chi mi sta intorno. E quanta ironia nel sentirmi connesso al cielo, rievocare antichi rituali d&#39;olocausto e esserne al tempo stesso vittima e sacerdote. Odiare gli dei che mi divorano l&#39;anima e sperare che il banchetto gli sia gradito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fili di fumo che, come il fuoco da campo nei romanzi d&#39;avventura, mi rendono visibile da lontano, e inducono a tenermi in considerazione: raggiungermi in cerca di conforto o tenersi a prudente distanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così io fumo, e ammazzo il tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;occorre tanto Kerosene&lt;br /&gt;per dare fuoco a questo posto&lt;br /&gt;e ribadire il giusto.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFyT-zv9O2lQsTWQPcrGtaIFGHE9d6X1XyGzjK1HevaG-fIT2uY5pMhpv-Q1Sf0Ee-vnWsTPY12vho6II_qtjDhcC5tVkj1jhoMUAbcsmue6nibio6_9ZmLdiVp7OkcSwpvjbuw2L_VvJ1/s1600/accendino+coi+baffi.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFyT-zv9O2lQsTWQPcrGtaIFGHE9d6X1XyGzjK1HevaG-fIT2uY5pMhpv-Q1Sf0Ee-vnWsTPY12vho6II_qtjDhcC5tVkj1jhoMUAbcsmue6nibio6_9ZmLdiVp7OkcSwpvjbuw2L_VvJ1/s1600/accendino+coi+baffi.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/5256966807140002502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/5256966807140002502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/09/il-vizio-di-tornare-cenere.html' title='(il vizio di tornare) cenere'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhFyT-zv9O2lQsTWQPcrGtaIFGHE9d6X1XyGzjK1HevaG-fIT2uY5pMhpv-Q1Sf0Ee-vnWsTPY12vho6II_qtjDhcC5tVkj1jhoMUAbcsmue6nibio6_9ZmLdiVp7OkcSwpvjbuw2L_VvJ1/s72-c/accendino+coi+baffi.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-5954915917614733763</id><published>2014-09-02T13:02:00.000+02:00</published><updated>2014-09-02T14:27:50.935+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fili"/><title type='text'>756</title><content type='html'>Ciao.&lt;br /&gt;
Stamattina mi sono svegliato con la brutta sensazione di quando sei consapevole di avere molte cose da fare ma non te ne viene in mente neanche una. La colazione è sempre un buon punto di partenza, ma a casa non ho niente da mangiare. Qui è tutto sottosopra, non posso neanche farmi un caffè, e da solo non riesco a sistemare tutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho pensato di andare a prendere un cappuccino al bar della scuola di danza, quello accanto all&#39;officina che ha la Stilo in riparazione. Quando entro il campanello automatico mi annuncia inutilmente, visto che la ragazza alta e carina al bancone, stranamente intimidita e frettolosa, mi ha chiesto cosa desiderassi senza neanche darmi il tempo di varcare la soglia. Solo un cappuccino, che le brioches non mi hanno ispirato. Anche quello è stato preparato in tutta fretta, e si sentiva. L&#39;ho trangugiato senza troppo riguardo, sedendomi fuori per sollevarla dall&#39;imbarazzo e godermi il sole e l&#39;aria fresca del mattino. Solo andando via mi sono reso conto di essere a pochi passi da dove stai ora, e che oggi è il secondo giorno del mese; così ho deciso di percorrerli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il canonico vialetto alberato che conduce ai cancelli d&#39;ingresso è molto bello. Il marciapiedi non è asfaltato né lastricato, ma in terra battuta. I tronchi degli alberi a sinistra, le pannocchie a destra e alcuni fili di ragnatela tesi tra gli uni e le altre, a testimoniare che i saviglianesi si recano in auto a visitare i loro morti. A me piace camminare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arrivato ai cancelli mi sono avvicinato a quello di sinistra, ma stavolta l&#39;ho trovato chiuso e sono stato costretto ad entrare dall&#39;ingresso principale. È impressionante come il cimitero rispecchi la città: al centro si stringono l&#39;un l&#39;altro i sepolcri ben rifiniti delle famiglie importanti; subito dopo ci sono le tombette a schiera, dall&#39;aria tristemente dignitosa e tutte uguali, dei nuovi arrivati. Solo nella parte più esterna ci sono i loculi popolari, organizzati in palazzi con ascensore, e i piloni di cemento ancora segnati con le matite da carpentiere. Per una volta ho trovato subito la strada: ultimo piano, in fondo a destra, interno 756. Noto che non hai vicini ai lati né al piano di sopra, potrai fare quello che vuoi con la musica. I fiori te li hanno sbagliati, la viola del pensiero ha un carattere crudele che non ti si addice - bei colori, però. Il cordino rosso intrecciato con quattro medagliette invece&lt;i&gt; &lt;/i&gt;è proprio da te. Hai fatto amicizia con qualcuno del quartiere? Ho visto che qui è pieno di ventenni: alcuni dall&#39;aria timida, altri dallo sguardo fiero, e molte belle ragazze. E da quassù la vista non è neanche male; anzi, faccio una foto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Continuo a tenere le finestre di casa mia aperte da quando mi hai consigliato di farla respirare il più possibile. Continuerò finché non farà freddo. Credo che mi piacerà stare qui. Ogni volta che ho condiviso casa con qualcuno - compresi i miei familiari, a partire da una certa età - ho sempre avuto la sensazione di nuocergli. L&#39;esperienza non ha fatto altro che rafforzare questa convinzione, e quando risposi all&#39;annuncio per la camera, la pensavo già come soluzione temporanea. Niente di più pericoloso che ragionare per soluzioni temporanee: per estensione e indulgenza, si finisce a vivere sbagliati. Sebbene io abbia conosciuto il valore delle regole, seguirle è una continua lotta con me stesso. Immagino che sia così per chiunque.&lt;br /&gt;
Faccio sempre la strada che mi hai insegnato per arrivare a casa mia, e l&#39;ho insegnata ai miei amici. In effetti è la più veloce e facile da ricordare. Molti saviglianesi non hanno mai sentito nominare la via dove abito adesso, e conoscono poco l&#39;intera zona.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho incontrato uno dei tuoi amici alla festa del Cianto Viol di Becetto. Uno dei DJ, credo. Era più o meno al suo terzo pastis pomeridiano, si divertiva e aveva la barba ornata di fiori montani bianchi. Mi ha riconosciuto e abbracciato così forte che ancora sento la sua mano impressa nella mia schiena, come un bassorilievo a sbalzo. Poi è tornato a cantare e ballare e fare le altre cose giuste. È impressionante la persistenza degli abbracci, non credi? Sei stato fortunato ad avere un amico che abbraccia così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scusa se non ti ho parlato prima. Del resto, lo sai. Anche l&#39;anno scorso passavamo mesi interi senza scambiare una parola. Sempre via per lavoro, e quando rientro passo troppo tempo su Internet. Quando sono passato a prendere le mie cose, nel ritirare gli ultimi panni stesi ho rubato una delle tue magliette: quella nera col disegno azzurro, l&#39;orso e la stella. Mi sta benissimo.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;tu che avevi il terrore del vuoto&lt;br /&gt;mi piacerebbe ogni tanto averti qui&lt;br /&gt;per mostrarti le cose che ho di te&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEie58n9WBU6M93zSNBk8tkkOq4f36xo_b_RlFvn6ORwz3e8Meo97q0yguKCbchFvBI4ZU6muykWewvKwQjeXpLQsuRSFlbrlLATct3gYoEbYq5YARX9zlFyGg3p9psV3tOFUeOFRAUe_wWs/s1600/cimitero+savigliano.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEie58n9WBU6M93zSNBk8tkkOq4f36xo_b_RlFvn6ORwz3e8Meo97q0yguKCbchFvBI4ZU6muykWewvKwQjeXpLQsuRSFlbrlLATct3gYoEbYq5YARX9zlFyGg3p9psV3tOFUeOFRAUe_wWs/s1600/cimitero+savigliano.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;land escape&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/5954915917614733763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/5954915917614733763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/09/756.html' title='756'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEie58n9WBU6M93zSNBk8tkkOq4f36xo_b_RlFvn6ORwz3e8Meo97q0yguKCbchFvBI4ZU6muykWewvKwQjeXpLQsuRSFlbrlLATct3gYoEbYq5YARX9zlFyGg3p9psV3tOFUeOFRAUe_wWs/s72-c/cimitero+savigliano.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-8702924743409284570</id><published>2014-08-27T07:17:00.000+02:00</published><updated>2014-09-08T15:47:50.797+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="casa"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="notte"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sicilia"/><title type='text'>l&#39;alba di un giorno vecchio</title><content type='html'>Da sempre, ogni volta che torno a casa nel cuore della notte cammino nel buio a passo svelto, sicuro di non urtare contro il comò. Attraversato il corridoio, sento mia madre biascicare qualche parola nel sonno - a seconda del suo umore, di biasimo per le mie abitudini o di contentezza per il mio rientro. La porta della camera da letto è aperta, e chiusa quella della cucina. Mentre giro la maniglia sento appena il suono della televisione accesa al volume minimo. Mio padre è steso di fianco sul divano - non lo usa mai quando gli altri sono svegli. A volte si addormenta, altre volte guarda e ridacchia. Nei casi più fortunati, mentre segue la trasmissione imbraccia la chitarra (compagna di vita che ha sempre suscitato la gelosia di mia madre) e la suona con infinita eleganza, così piano che sembra un miracolo, a vedere le sue dita grosse. Un lavoro di cesello iniziato cinquant&#39;anni fa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oggi niente chitarra. Mi sono fermato a guardare la televisione con lui, scambiando di tanto in tanto parole a bassa voce&amp;nbsp; e sgranocchiando cracker trovati nella dispensa mai vuota (ripiano basso per il pane, sia fresco che secco; alto per stuzzicherie, biscotti e merendine). Dopo qualche minuto, lui accende la luce per lasciarmi mangiare con comodo e passiamo un&#39;ora a guardare un varietà del &#39;73, ridacchiando insieme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le sei. &quot;Ciao, papà.&quot; Tra un&#39;ora la sua sveglia suonerà. Due rampe di scale, per camera mia.&amp;nbsp; Il clima è fresco, sereno. Esco in terrazza a fumare l&#39;ultima, e ascolto la città che se la prende comoda. Non il borbottìo delle auto in fila ma solo lo sbadiglio della cinghia di trasmissione che anticipa di qualche istante l&#39;avviamento di un motore. Gli uccelli qui non gridano, è un chiacchiericcio mite. Da un quartiere lontano sento il suono del compattatore del camioncino che raccoglie i rifiuti indifferenziati, e i tonfi dei cassonetti rimessi giù bruscamente. Un&#39;auto passa veloce, da come tira le marce sa più di giovane che rientra da Catania che di anziano che va a lavorare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E a me sembra ancora tutto normale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;It&#39;s all wrong, it&#39;s all right&lt;br /&gt;
It&#39;s all, it&#39;s all&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyStJmQYJGK_iJjkdO_HcexE9IQIy_p5wmFYgKRtfmUveLkk2VfEDnobWih41VwN-ED4w0AOnHRzo6_yoyYM311EawuxN3iEe7Rt0kjuPuxeEU9-h7ClweSYtx4oP0K-ZL95v3H5YLo0hd/s1600/dormono+tutti.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyStJmQYJGK_iJjkdO_HcexE9IQIy_p5wmFYgKRtfmUveLkk2VfEDnobWih41VwN-ED4w0AOnHRzo6_yoyYM311EawuxN3iEe7Rt0kjuPuxeEU9-h7ClweSYtx4oP0K-ZL95v3H5YLo0hd/s1600/dormono+tutti.jpg&quot; height=&quot;400&quot; width=&quot;248&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/8702924743409284570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/8702924743409284570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/08/lalba-di-un-giorno-vecchio.html' title='l&#39;alba di un giorno vecchio'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyStJmQYJGK_iJjkdO_HcexE9IQIy_p5wmFYgKRtfmUveLkk2VfEDnobWih41VwN-ED4w0AOnHRzo6_yoyYM311EawuxN3iEe7Rt0kjuPuxeEU9-h7ClweSYtx4oP0K-ZL95v3H5YLo0hd/s72-c/dormono+tutti.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-3724535070987743523</id><published>2014-07-31T21:16:00.001+02:00</published><updated>2014-08-01T00:33:45.748+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="*"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="casa"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="guerra"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="strada"/><title type='text'>la tregua</title><content type='html'>Sole basso, strada del ritorno affollata di vite veloci. La Stilo procede senza preoccuparsi del serbatoio quasi vuoto, decisa a prendere la precedenza che le spetta. Un&#39;auto sconosciuta, rispettosamente, si ferma allo stop.&lt;br /&gt;
Freno anch&#39;io.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, mi rendo conto: un piccione grigio, zoppo e incapace di volare non è esattamente come una colomba bianca. Ma è sbagliato aspettarsi troppo da questo piccolo, brutto mondo.&lt;br /&gt;
Così aspetto che la bestiola attraversi la strada. L&#39;auto allo stop a sua volta aspetta me. Il volto pacioso del suo conducente piega i baffi in un sorriso di approvazione. Lo saluto, mentre riparto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Luglio è finito, oggi non si corre. Non si raccolgono a raduno la forza per restare sveglio e il coraggio per pensare a domani. Oggi si torna tra le macerie di ciò per cui poteva avere un senso combattere e che in nome della battaglia stessa ho trascurato. Per ricostruirne una casa nuova.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;table align=&quot;center&quot; cellpadding=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot;tr-caption-container&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-qZrYk1ZTK7E3s4wSX1NRnteKAkByxVRXST3Vw040jPMZRfe9J8hfKKuGLAWV2-lh7wDdmpmb6OUQy0k8RCGiiJk_QbxHA7CAqJ2X2JSU0cj1ush99Jq7bNf-w9Z1OivvcszyplvCFU1q/s1600/20140718_212152.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: auto; margin-right: auto;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-qZrYk1ZTK7E3s4wSX1NRnteKAkByxVRXST3Vw040jPMZRfe9J8hfKKuGLAWV2-lh7wDdmpmb6OUQy0k8RCGiiJk_QbxHA7CAqJ2X2JSU0cj1ush99Jq7bNf-w9Z1OivvcszyplvCFU1q/s1600/20140718_212152.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;tr-caption&quot; style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;scenari di guerra - pronti a far fuoco&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;i&gt;and I guess, I just don&#39;t know.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;i&gt;And I guess, I just don&#39;t know.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/3724535070987743523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/3724535070987743523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/07/la-tregua.html' title='la tregua'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-qZrYk1ZTK7E3s4wSX1NRnteKAkByxVRXST3Vw040jPMZRfe9J8hfKKuGLAWV2-lh7wDdmpmb6OUQy0k8RCGiiJk_QbxHA7CAqJ2X2JSU0cj1ush99Jq7bNf-w9Z1OivvcszyplvCFU1q/s72-c/20140718_212152.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-7495297881447714285</id><published>2014-07-03T20:36:00.000+02:00</published><updated>2014-07-08T19:38:00.796+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="life is a stage"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sicilia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="strada"/><title type='text'>essi vivono</title><content type='html'>Sono senz&#39;altro l&#39;ultimo degli stronzi dinnanzi all&#39;idea di raccontare la Sicilia. Non intendo neanche cimentarmi nell&#39;impresa, ma propongo un esperimento. Provate a chiedere a chiunque di raccontare la propria esperienza isolata. Sono pronto a scommettere che presto sarebbe usata la formula &quot;Bellissima! Però peccato...&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così anch&#39;io, se provassi a raccontarvi la mia colazione sulla terrazza dell&#39;albergo a Enna alta, non potrei esimermi dal parlare del paesaggio &lt;i&gt;bellissimo&lt;/i&gt; sulla provincia più alta d&#39;Europa. &lt;i&gt;Però peccato&lt;/i&gt; per quei palazzoni gialli di cemento orribili piazzati a casaccio nello scenario di rocche e castelli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono stato contento di aver avuto l&#39;incarico da autista per portare l&#39;attrezzatura in Sicilia, anche se mi ha fatto un certo effetto trovarmi a solo un&#39;ora di strada dalle persone che sanno farmi stare bene senza però poterle raggiungere, e essere circondato di persone che si son presi cura di me pur dandomi del lei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi drogo un po&#39; di vanità e piccoli entusiasmi, mentre ogni cosa mi sbatte in faccia i forti contrasti che caratterizzano la mia terra d&#39;origine, la mia terra difficile. Come il bambino siciliano venuto a mendicare un po&#39; di cibo al tavolo del ristorante riservato per la cena di artisti e crew, e i venti minuti di spettacolo pirotecnico abbondante, incessante e a tempo di musica, perdipiù. Il primo pensiero facile è &quot;quanto spreco&quot;. Il secondo, ed è ancora tra quelli facili, è che quel patrimonio mandato in fumo a bassa quota se anche fosse stato distribuito tra tutte le famiglie con bambini mendicanti cibo, non ne avrebbe affatto migliorato la condizione di vita. Anzi. Perlomeno, per venti minuti ventimila persone hanno giocato a non esser sempre sole, a condividere lo stesso spettacolo, a guardare insieme al cielo. Bello.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mia permanenza in Sicilia è stata esattamente come tutte le altre da quando l&#39;ho lasciata: molto intensa, troppo breve.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono di nuovo sulla strada del ritorno, con una nuova storia da raccontare e un vuoto già vecchio e mai uguale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;Da qui a casa, è una vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUfF18T3EmbVwqXea7yl-rIZOWGa7W7ydIizZAl95zBwv3FdN3lqlZ58Tr4TR2XcEZYGNEP4Bva06e2qwee9nHT8GQp7qcObJrtpPrKeb651xa-YMyDRuhhxIjCnwksqntqDUNzWlJD8iK/s1600/1.+Enna+-+panorama.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUfF18T3EmbVwqXea7yl-rIZOWGa7W7ydIizZAl95zBwv3FdN3lqlZ58Tr4TR2XcEZYGNEP4Bva06e2qwee9nHT8GQp7qcObJrtpPrKeb651xa-YMyDRuhhxIjCnwksqntqDUNzWlJD8iK/s1600/1.+Enna+-+panorama.jpeg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/7495297881447714285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/7495297881447714285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/07/essi-vivono.html' title='essi vivono'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiUfF18T3EmbVwqXea7yl-rIZOWGa7W7ydIizZAl95zBwv3FdN3lqlZ58Tr4TR2XcEZYGNEP4Bva06e2qwee9nHT8GQp7qcObJrtpPrKeb651xa-YMyDRuhhxIjCnwksqntqDUNzWlJD8iK/s72-c/1.+Enna+-+panorama.jpeg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-2537872966847354371</id><published>2014-06-09T16:39:00.000+02:00</published><updated>2014-09-11T16:02:35.081+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="*"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sabbia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tempo"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="vento"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="volare"/><title type='text'>ehy, mr sandman</title><content type='html'>A te non capita mai di essere sabbia?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A me sì, quando m&#39;infilo dappertutto. Quando mi accorgo che piaccio ai bambini, e rovino il trucco alle donne. Quando resto attaccato alla pelle e si sente il bisogno di sciacquarmi via. Quando scotto sotto i piedi e quando mi modello per farmi giaciglio. Quando, solido come poco altro al mondo, so anche scorrere, fare onde e prendere la forma del mio contenitore. Quando sono nella mia prigione di vetro, e misuro il tempo.&amp;nbsp; Quando creo attriti. Quando provi a prendermi in mano. Quando il vento mi porta. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnMEhaM-yrHkpcWQ5JACeqEZx9EMms46tL3b-_RPt6LoGXmNWeORVzWQU1ZpmWvVrIhDUbqFFQ5gu0snfv7Z5PRnBB9FnVL8kBDP7cjDqapDUutZKCgyTW39IeM-1sBTg9ItV0vaN6kpoF/s1600/sandman.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnMEhaM-yrHkpcWQ5JACeqEZx9EMms46tL3b-_RPt6LoGXmNWeORVzWQU1ZpmWvVrIhDUbqFFQ5gu0snfv7Z5PRnBB9FnVL8kBDP7cjDqapDUutZKCgyTW39IeM-1sBTg9ItV0vaN6kpoF/s1600/sandman.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;But there&#39;s nothing else I can really do &lt;br /&gt;There&#39;s nothing else
&lt;br /&gt;I can really do
&lt;br /&gt;At all
&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/2537872966847354371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/2537872966847354371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/06/ehy-mr-sandman.html' title='ehy, mr sandman'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnMEhaM-yrHkpcWQ5JACeqEZx9EMms46tL3b-_RPt6LoGXmNWeORVzWQU1ZpmWvVrIhDUbqFFQ5gu0snfv7Z5PRnBB9FnVL8kBDP7cjDqapDUutZKCgyTW39IeM-1sBTg9ItV0vaN6kpoF/s72-c/sandman.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-981128838756510421</id><published>2014-06-07T12:07:00.000+02:00</published><updated>2014-06-07T13:47:00.304+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="errori"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nonluoghi"/><title type='text'>luoghi comuni</title><content type='html'>Una piccola lista di luoghi comuni a cui non ho più accesso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se tagli i capelli li rinforzi. Sbagliato: se tagli i capelli, li accorci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Can che abbaia non morde. Sbagliato: al limite, can che abbaia non dorme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il lavoro nobilita l&#39;uomo. Sbagliato: il lavoro è una disgustosa necessità che ci siamo procurati per le nostre stesse colpe. Se si è fortunati, può essere anche una distrazione, un divertimento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;amore è una malattia. Sbagliato: solo quando sei innamorato viene fuori chi sei veramente. Per il resto del tempo, ogni mattina sarai in grado di preparare una faccia per le facce che incontrerai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quel che non ti uccide ti fortifica. Sbagliato: quel che non ti uccide ti mortifica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non è mai troppo tardi. Per ogni porta che si chiude, si apre un portone. A tutto c&#39;è rimedio. A volte non hai scelta. Sbagliato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La pazienza è la virtù dei forti. Sbagliato: la forza è la virtù dei forti. La pazienza è la virtù di chi patisce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sbagliando s&#39;impara. Sbagliato: si impara quando si vuole imparare, a patto di essere abbastanza intelligenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La verità alla fine viene sempre a galla. Sbagliato: come in ogni guerra, anche nella vita la verità è decisa dal più forte; non dal più paziente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2EAtLnjUSzrPaFtZwbsCEE2Obw-feNYexy6IhJtgDSU27mRzrA3O_adxBRCkOndF04x3w6KfIW7cRKAMbdifwxYmqZY6rrI3kVJyMwVXuhbjNmyWOPTeTGU3LGdvMEt8yi_fM8WGt0Dsa/s1600/1240014_10201472493788746_681222534_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2EAtLnjUSzrPaFtZwbsCEE2Obw-feNYexy6IhJtgDSU27mRzrA3O_adxBRCkOndF04x3w6KfIW7cRKAMbdifwxYmqZY6rrI3kVJyMwVXuhbjNmyWOPTeTGU3LGdvMEt8yi_fM8WGt0Dsa/s1600/1240014_10201472493788746_681222534_n.jpg&quot; height=&quot;269&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;It&#39;s only when I lose myself in someone else&lt;br /&gt;That I find myself &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/981128838756510421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/981128838756510421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/06/luoghi-comuni.html' title='luoghi comuni'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2EAtLnjUSzrPaFtZwbsCEE2Obw-feNYexy6IhJtgDSU27mRzrA3O_adxBRCkOndF04x3w6KfIW7cRKAMbdifwxYmqZY6rrI3kVJyMwVXuhbjNmyWOPTeTGU3LGdvMEt8yi_fM8WGt0Dsa/s72-c/1240014_10201472493788746_681222534_n.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-1640609958433036796</id><published>2014-05-30T02:49:00.000+02:00</published><updated>2014-05-30T03:38:15.910+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="*"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fili"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="forbici"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tempo"/><title type='text'>doppie punte</title><content type='html'>Io lo ricordavo come un uomo giovanile, snello ed elegante, con i capelli brizzolati e lunghi fino alle spalle e gli occhi vispi come quelli di un ragazzo. Arrivava sempre con una decina di minuti di ritardo, sfrecciando su uno scooter 250cc che frenava con padronanza a pochi centimetri dal muro antistante la sua bottega.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Sono esattamente come li ha lasciati lei&quot; gli dico oggi, dopo qualche secondo di esitazione. È arrivato in puntuale ritardo, ma a piedi, con i capelli corti e un po&#39; di pancetta. Gli occhi ancora vispi ma meno evidenti, sotto il velo di stanchezza che indossa su tutto il viso. &quot;Non li ho mai tagliati negli ultimi sette anni, neanche le punte&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi fa le stesse domande che mi faceva allora: a casa tutto bene, l&#39;università, ma tu stai ancora qui. Solo le risposte sono cambiate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E poi mi fa accomodare, prepara lo shampoo. La sensazione dell&#39;acqua tiepida e il massaggio delle sue dita sulla testa mi riportano indietro più veloci dei ricordi, e smetto di chiedermi &lt;i&gt;cosa diavolo sto facendo&lt;/i&gt;. Mi dice di spostarmi su una poltrona, &quot;quale?&quot; - &quot;sceglila tu&quot;. Quella di destra, la sua. Ora è da solo, ma nella poltrona di sinistra io ricordo i suoi apprendisti. Chiedo di loro: ora si sono messi in proprio e le cose gli vanno bene (&lt;i&gt;meglio che a lui forse&lt;/i&gt;, a lasciar intendere), e che è contento - e si capisce che lo è davvero - di essere stato un buon maestro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il primo, rapido movimento recide quasi mezzo metro. Come fosse un&#39;anguilla in pescheria, stende quel fascio di fili sul marmo del banco da lavoro. Chiede &quot;questa la vuoi?&quot; - &quot;Sì.&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E si passa dal &quot;lei&quot; al &quot;tu&quot;, parlando dello specchio che sa essere indulgente nella sua quotidianità, e delle foto che invece sono spietate. Delle tappe a partire dalle quali la vita si comincia a misurare in estati, in lustri, in decenni. Del tempo che corre veloce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece le sue mani sagge il tempo non lo sprecano in chiacchiere insensate come queste, ma danzano e danzano senza tregua, con precisione e godimento. E lui ne esce nuovo non meno di me, per il resto della giornata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEige962lVZ5mFsBYXJIA5r_J9cQVvIC95X8o5-7X2Z0_wh4SxfupO-rVRdOgXUqwTfkL1qZPgu_7L7iPBlA_PpYlVyuRhTvjpRvyMKafLZjv2x3B7Y7ZyvE1y93ER4CMCXjjy3UXnGPbbCi/s1600/hombre.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEige962lVZ5mFsBYXJIA5r_J9cQVvIC95X8o5-7X2Z0_wh4SxfupO-rVRdOgXUqwTfkL1qZPgu_7L7iPBlA_PpYlVyuRhTvjpRvyMKafLZjv2x3B7Y7ZyvE1y93ER4CMCXjjy3UXnGPbbCi/s1600/hombre.jpg&quot; height=&quot;320&quot; width=&quot;240&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And then you try to live the day&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;I don&#39;t know how, but I know what to say&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Is it medicine or social skill&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Don&#39;t have the answer and nobody will&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/1640609958433036796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/1640609958433036796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/05/doppie-punte.html' title='doppie punte'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEige962lVZ5mFsBYXJIA5r_J9cQVvIC95X8o5-7X2Z0_wh4SxfupO-rVRdOgXUqwTfkL1qZPgu_7L7iPBlA_PpYlVyuRhTvjpRvyMKafLZjv2x3B7Y7ZyvE1y93ER4CMCXjjy3UXnGPbbCi/s72-c/hombre.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-8742308202612034167</id><published>2014-05-11T00:10:00.000+02:00</published><updated>2014-05-11T04:46:43.154+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="errori"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="letterine"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="radici"/><title type='text'>quando avevi sempre ragione</title><content type='html'>Questa paginetta l&#39;ho scritta qualche giorno fa perché ho visto un manifesto per strada, a Savigliano, che segnalava che oggi sarebbe stata la tua giornata. Ho pensato subito di annotarla sul calendario del mio cellulare, per ricordare di telefonarti. Perché so che me ne dimenticherei, e che l&#39;indomani tu troveresti il modo di ricordarmelo con una pesantissima falsa noncuranza, e gli insostenibili &lt;i&gt;ma&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;non importa&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece a te importa, e per oggi mi prendo una pausa dal mio ruolo di figlio ingrato. Ti faccio trovare una letterina come quelle che ci facevano scrivere le maestre alla scuola elementare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Hai davvero bisogno che ti ripeta che ti voglio bene? So che è così, e lo faccio volentieri. Ti voglio bene. Ti voglio bene. Mi manchi. Ti voglio bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come possiamo rendere speciale questo giorno di festa? Fossi lì ti preparei un dolce e comprerei dei fiori. Ma ho avuto tanto lavoro e non sono riuscito a venirti a trovare in tempo, così ti propongo qualcosa. Ti prego di ascoltarmi prima di fare quella faccia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Io vorrei che per oggi, almeno per oggi, anche tu smettessi di fare la tua parte. Di non essere così perfetta, di non dedicare le tue ferite a papà, a mio fratello, a mia sorella, a me. Vorrei che per oggi la smettessimo di punirci sempre e perdonarci tutto. Che ci ricordassimo della nostra umanità, e ce ne prendessimo cura come sappiamo fare con le persone a cui vogliamo più bene e che sappiamo di non conoscere bene. Comprensione (&lt;i&gt;cum prehendere&lt;/i&gt;, prendere insieme. Grazie per gli studi classici), accettazione. Abbracci ben-dati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sii la ragazza che - sono sicuro - ricordi ancora bene di essere stata, prima di Noi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché non mi hai mai raccomandato di scoprirmi bene, quando fa freddo?&lt;br /&gt;
Non credere: preferirei tornare ad essere il bambino che ti santificava ogni giorno. Quando io ero debole e innocente, e tu avevi sempre ragione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ti regalo qualche lacrima. Non sono che poche gocce nel mare che hai versato per me.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKAaSBXFWjWzpDq-YUaVLij1TD0QgOeGnWV0vqwBxRol_sRmcFx1d9gxjC6N_PiWYknA5eG8K2s9rhBgIMcicXmqvMb8Mryt1ZynUyW8zZ63dK4TP5Bcy-JPAw1WQYa-U2zB__aOn75Tqe/s1600/Caspar_David_Friedrich_019+-+Donna+al+tramonto+del+sole.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKAaSBXFWjWzpDq-YUaVLij1TD0QgOeGnWV0vqwBxRol_sRmcFx1d9gxjC6N_PiWYknA5eG8K2s9rhBgIMcicXmqvMb8Mryt1ZynUyW8zZ63dK4TP5Bcy-JPAw1WQYa-U2zB__aOn75Tqe/s1600/Caspar_David_Friedrich_019+-+Donna+al+tramonto+del+sole.jpg&quot; height=&quot;230&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;When I think of all the things I&#39;ve done&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And I know that it&#39;s only just begun&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Those smiling faces&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;You know, I just can&#39;t forget them&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;But I love you&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a name=&#39;more&#39;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/8742308202612034167'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/8742308202612034167'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/05/quando-avevi-sempre-ragione.html' title='quando avevi sempre ragione'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKAaSBXFWjWzpDq-YUaVLij1TD0QgOeGnWV0vqwBxRol_sRmcFx1d9gxjC6N_PiWYknA5eG8K2s9rhBgIMcicXmqvMb8Mryt1ZynUyW8zZ63dK4TP5Bcy-JPAw1WQYa-U2zB__aOn75Tqe/s72-c/Caspar_David_Friedrich_019+-+Donna+al+tramonto+del+sole.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-2777448423436096812</id><published>2014-05-03T13:53:00.000+02:00</published><updated>2014-05-03T13:53:14.713+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="errori"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ferite"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="paura"/><title type='text'>un promemoria bambinissimo</title><content type='html'>Bisogna fare attenzione. Con tutti i meravigliosi errori da fare, è davvero un peccato cadere sempre negli stessi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La paura sopra ogni altro, specie nelle relazioni. I pericoli sono fuori da noi e, se qualcuno non se ne fosse accorto, ogni cosa può rappresentarlo. Ogni persona, ogni esperienza può diventare pericolosa. La paura invece è dentro di noi, è una richiesta d&#39;urgenza. Un&#39;alleata, se non si è tanto stupidi da reagire con la furia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bisogna ricordare che il corpo sa quello che noi non abbiamo ancora capito, che è possibile avere controllo su di esso ma su nessun&#39;altra cosa al suo esterno, che sappiamo essere molto più feroci di quanto possiamo immaginare. Che le cose non capitano per darci piacere o dolore, ma è nostra responsabilità trarne l&#39;uno o l&#39;altro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando penso ai miei errori, i miei ricordi quasi sempre confermano che si tratta di reazioni precipitose alla paura. Qualcosa che faccio a mio discapito perché &lt;i&gt;mi sembra giusto&lt;/i&gt;. E al contrario, quando valuto quel che la paura ha da dirmi, spesso mi rendo conto che mi parla di ferite che mi sono destinate in ogni caso, e che le mie difese non farebbero altro che preparare la mia pelle a riceverle praticandomene di peggiori nell&#39;attesa, ferire le persone a cui tengo di più,&amp;nbsp;e privarmi del buono che sarebbe rimasto da prendere per me (ce n&#39;è sempre un ricco residuo trascurato).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mia fortuna è imparare dagli errori, e quegli occhi all&#39;ingiù che in più di un&#39;occasione mi hanno aiutato a farmeli perdonare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non vedo come possa andar male.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9cASCrXTZ45VmmPaHdyQkdQwqjavYooLJptGqGcljecr-lmHYEylI_7Fzu3gpIEomwMOLWBZ0aj5SVf6GwkW29_z01CjgV3o5AUdu6JqaoY6sWZ7Hn3Yy_enjyINWuqqnVg8d3sFQH5aZ/s1600/devil.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9cASCrXTZ45VmmPaHdyQkdQwqjavYooLJptGqGcljecr-lmHYEylI_7Fzu3gpIEomwMOLWBZ0aj5SVf6GwkW29_z01CjgV3o5AUdu6JqaoY6sWZ7Hn3Yy_enjyINWuqqnVg8d3sFQH5aZ/s1600/devil.jpeg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;So I trick myself&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Like everybody else&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;The secrets I hide&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;They twist me inside&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;They make me weaker&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/2777448423436096812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/2777448423436096812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/05/un-promemoria-bambinissimo.html' title='un promemoria bambinissimo'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh9cASCrXTZ45VmmPaHdyQkdQwqjavYooLJptGqGcljecr-lmHYEylI_7Fzu3gpIEomwMOLWBZ0aj5SVf6GwkW29_z01CjgV3o5AUdu6JqaoY6sWZ7Hn3Yy_enjyINWuqqnVg8d3sFQH5aZ/s72-c/devil.jpeg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-8945016134749123960</id><published>2014-05-02T01:46:00.000+02:00</published><updated>2014-05-02T02:07:00.719+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="arte"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="bellezza"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tempo"/><title type='text'>sing while you may</title><content type='html'>Quanta bellezza, amico mio!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo, costa cara. Forse troppo, forse non sono così ricco da potermela permettere.&lt;br /&gt;
Di sicuro non è unica nel suo genere, quasi tutti ne hanno avuta una simile - uguale, magari. Non è un&#39;opera d&#39;arte che puoi appendere in salotto o vantare nella tua collezione privata che poi ci organizzi una mostra con vernissage trés chic. No, a pensarci bene non posso mostrarla a nessuno. Neanche a te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Resta chiusa nel mio scrigno. E no, purtroppo neanche lì è protetta a dovere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stammi vicino, amico mio. Lasciami solo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrE5NYz0fRhdnrZpgFu2lOb_TnNeY6-V836nO_o-kpdK85AhH_HQp0uhhAuatFtQlQ-pJgJvAcNU1C5bYg8ZRqg7C9x7P_MZpAb4dJVC17AHdF7RO7ReAuQn3lFm1VgFTPGnebTXewudLH/s1600/una+vita.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrE5NYz0fRhdnrZpgFu2lOb_TnNeY6-V836nO_o-kpdK85AhH_HQp0uhhAuatFtQlQ-pJgJvAcNU1C5bYg8ZRqg7C9x7P_MZpAb4dJVC17AHdF7RO7ReAuQn3lFm1VgFTPGnebTXewudLH/s1600/una+vita.jpg&quot; height=&quot;640&quot; width=&quot;460&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Si je désire une eau d&#39;Europe, c&#39;est la flache&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Noire et froide où vers le crépuscule embaumé&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Un enfant accroupi plein de tristesses, lâche&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Un bateau frêle comme un papillon de mai.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/8945016134749123960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/8945016134749123960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/05/sing-while-you-may.html' title='sing while you may'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrE5NYz0fRhdnrZpgFu2lOb_TnNeY6-V836nO_o-kpdK85AhH_HQp0uhhAuatFtQlQ-pJgJvAcNU1C5bYg8ZRqg7C9x7P_MZpAb4dJVC17AHdF7RO7ReAuQn3lFm1VgFTPGnebTXewudLH/s72-c/una+vita.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-3709916907413576892</id><published>2014-04-29T03:55:00.002+02:00</published><updated>2014-10-06T14:14:07.538+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="geometrie"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="loop"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Möbius"/><title type='text'>chi ha paura del loop cattivo?</title><content type='html'>siccome&lt;br /&gt;
ogni cosa importante&lt;br /&gt;
va come avevo previsto&lt;br /&gt;
e non come avevo sperato&lt;br /&gt;
ogni volta spererò di&lt;br /&gt;
smetterla di prevedere&lt;br /&gt;
che&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
siccome&lt;br /&gt;
ogni cosa importante&lt;br /&gt;
va come avevo previsto&lt;br /&gt;
e non come avevo sperato&lt;br /&gt;
ogni volta spererò di&lt;br /&gt;
smetterla di prevedere&lt;br /&gt;
che&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
siccome&lt;br /&gt;
ogni cosa importante&lt;br /&gt;
va come avevo previsto&lt;br /&gt;
e non come avevo sperato&lt;br /&gt;
ogni volta spererò di&lt;br /&gt;
smetterla di prevedere&lt;br /&gt;
che&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHajdkRGKEvgr8usV9jsmvm3kSRshHwtcGeENxnzN4G9qdu0labHwnyc2lGoCqllx0iB6Hxpz1NKFgF8FxTQBWD3mgmbu2gSYypUv6HU3OXEvF5mxB9UnHivJ18tNnEjzFs7jC6BI7jECE/s1600/Escher-Vincolo-dunione-1956-800x600.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHajdkRGKEvgr8usV9jsmvm3kSRshHwtcGeENxnzN4G9qdu0labHwnyc2lGoCqllx0iB6Hxpz1NKFgF8FxTQBWD3mgmbu2gSYypUv6HU3OXEvF5mxB9UnHivJ18tNnEjzFs7jC6BI7jECE/s1600/Escher-Vincolo-dunione-1956-800x600.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Everything as cold as life&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Can no one save you?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Everything as cold as silence&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And you never say a word&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/3709916907413576892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/3709916907413576892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/04/chi-ha-paura-del-loop-cattivo.html' title='chi ha paura del loop cattivo?'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjHajdkRGKEvgr8usV9jsmvm3kSRshHwtcGeENxnzN4G9qdu0labHwnyc2lGoCqllx0iB6Hxpz1NKFgF8FxTQBWD3mgmbu2gSYypUv6HU3OXEvF5mxB9UnHivJ18tNnEjzFs7jC6BI7jECE/s72-c/Escher-Vincolo-dunione-1956-800x600.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-6139822910297095711</id><published>2014-03-31T14:27:00.000+02:00</published><updated>2014-04-01T17:38:15.116+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="*"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="intrattenimento"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tempo"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="volare"/><title type='text'>l&#39;uomo che era tempo</title><content type='html'>L&#39;uomo che era tempo non ricordava le facce quasi mai. Nei luoghi che era solito frequentare erano in molti a salutarlo e chiedergli:&lt;i&gt; come stai?&lt;/i&gt; ottenendo risposte il cui contenuto era poco sentito, al contrario del sorriso che restituiva loro. Gli piaceva che la gente si ricordasse di lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È sempre stato molto ambito. Circondato da persone che lo cercavano ogni giorno, mentre lui non riusciva a farsi trovare: il suo problema era il bisogno di verità. A causa di questo, sapeva amare fortissimo e concedersi del tutto. Finiva presto per essere stimato prezioso e necessario da chi non riusciva ad averlo, e ammazzato e ridotto in ritagli da chi avrebbe potuto disporne a proprio piacimento. L&#39;uomo che era tempo non era capace di tornare indietro, perché i rimpianti lo avvelenavano. I rimpianti altrui: egli infatti non sapeva risparmiarsi neanche volendo, così le sue mancanze &amp;nbsp;acquisivano presto i contorni di necessità plasmanti, peculiarità. Per questo invecchiava molto bene, ed era sempre nuovo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Si rendeva conto di non sapersi esprimere del tutto, così riusciva a far conoscere di sé solo alcuni volti. Solo gli artisti, solo alcuni artisti riuscivano a interpretarlo per intero; o perlomeno nell&#39;interezza di un istante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;uomo che era tempo si dava in pasto a Desiderio, che di lui e di assenze si nutre. Non poteva sottrarsi, dunque lo odiava. E, come chiunque altro, era affascinato da ciò che non poteva ottenere da solo; nel suo caso, fermarsi. Per questo non smetteva di corteggiare Sogno e Morte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era limitato, aveva un inizio ed una fine. Era sempre libero e mai padrone di sé. I suoi grandi punti deboli erano coincidenze e opportunità, e vi cedeva immancabilmente, anche quando sapeva che si sarebbe perso.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aveva l&#39;aria malinconica di chi si guarda indietro e attenta di chi tende al futuro. Molte cose che aveva ritenuto importanti finiva per dimenticarle e alcuni dettagli se li teneva stretti. Dava una risposta ad ogni domanda che gli veniva posta, anche se non subito - anzi spesso quando non era più utile, ma fastidiosa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Aveva un concetto di puntualità molto personale, un pessimo tempismo ed era meticoloso nel rispetto delle scadenze al punto da farsi paura da solo. Gli piaceva lavorare perché sapeva che, non potendo mai fermarsi, non sarebbe rimasto importante per nessuno; ma utile sì, utile riusciva ad esserlo, e non voleva rinunciarvi.&lt;br /&gt;
Alcuni hobby lo salvavano dal dolore quando il lavoro non c&#39;era: si occupava della sua collezione di cicatrici e lo divertiva scrivere storie (ma finiva sempre per raccontare sé stesso).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;uomo che era tempo rispettava la legge: dunque lasciava dei segni, rompeva e rimescolava, dava il suo contributo al disordine e alla distruzione. Ogni tanto - ma di nascosto e raramente, per non farsi scoprire – si divertiva ad aggiustare le cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Era un gentiluomo, e molti confondevano la sua cortesia per bontà o altruismo; e invece per nessuno al mondo aveva rinunciato a essere come a lui piaceva, e in fin dei conti pochi sono stati tanto egoisti quanto lui.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così era quest&#39;uomo, che forse vive ancora. Ma io sono un tecnico e non un artista, e nulla saprei raccontare del suo presente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZIm_uZmwOwz4ytB7gQMiZwhYOigHhzQoxiPrNvTFeKyaQttbkQzjL_uBruorgrU5lJCvj3t9GTnQHRVzc7ZMiKt5pNC3S5YfOgTuaSgdEj4KmjZoD6qC_4E4YKCJNpsWZrw2wzy2nFtWA/s1600/persistenza-della-memoria_persistence-of-memory.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZIm_uZmwOwz4ytB7gQMiZwhYOigHhzQoxiPrNvTFeKyaQttbkQzjL_uBruorgrU5lJCvj3t9GTnQHRVzc7ZMiKt5pNC3S5YfOgTuaSgdEj4KmjZoD6qC_4E4YKCJNpsWZrw2wzy2nFtWA/s1600/persistenza-della-memoria_persistence-of-memory.jpg&quot; height=&quot;240&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;In the night he&#39;s a star in the Milky Way&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;He&#39;s a man of the world by the light of day&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;A golden smile and a proposition&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And the breath of God smells of sweet sedition&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;&quot;Se l&#39;Inferno fosse davvero in costruzione&quot;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;(si sorprende a pensare),&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&quot;le notti come questa potrebbero esserne i mattoni.&quot;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/6139822910297095711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/6139822910297095711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/03/luomo-che-era-tempo.html' title='l&#39;uomo che era tempo'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgZIm_uZmwOwz4ytB7gQMiZwhYOigHhzQoxiPrNvTFeKyaQttbkQzjL_uBruorgrU5lJCvj3t9GTnQHRVzc7ZMiKt5pNC3S5YfOgTuaSgdEj4KmjZoD6qC_4E4YKCJNpsWZrw2wzy2nFtWA/s72-c/persistenza-della-memoria_persistence-of-memory.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-3802375951789234405</id><published>2014-03-28T21:05:00.002+01:00</published><updated>2014-03-28T21:05:52.185+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="*"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="alcool"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="intrattenimento"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="spirito"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="umorismo"/><title type='text'>gradi di separazione</title><content type='html'>In seguito ad una lunga giornata in fermento o per vincer la noia dell&#39;invecchiamento, gli alcoolici amano incontrarsi di sera al bar per consumare qualche persona insieme e farsi compagnia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come quei due elegantoni dall&#39;atteggiamento spumeggiante: se ti avvicini, potrai sentire i loro frequenti brindisi a questo o quel buon proposito per l&#39;avvenire. Potrà sembrarti sciocco da parte loro, ma non vedi come sorridono? Non far loro il prosecco alle intenzioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mentre in quell&#39;angolino, nella luce soffusa, una distilla signora - di una certa età, ma invecchiata bene - approfondisce la conoscenza di quell&#39;elegante borghesino dalla voce calda e l&#39;espressione arabica. Sa del suo passato amaro e di come sia privo di spirito, ma si aggrappa all&#39;idea di fare di lui un caffè corretto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco distanti da loro, al lume di candela, potrai scorgere quei due bicchierini conversare tra loro in modo sconnesso. Sono Sambuca e Assenzio, stanno facendo anicizia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vodka, quella bella ragazza dell&#39;est in piedi, sta invece corteggiando il sig. DiSaronno, uomo dolce e gentile ma ancora più anziano di quanto possa tradire la sua etichetta. Lei pensa che insieme sarebbero un buon cocktail. Lui ha perso l&#39;amaretta via.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dall&#39;altra parte, nella zona più illuminata - potrai riconoscerli dagli abiti firmati e i modi inconfondibili da giovani rampanti impegnati in politica - stanno i soliti quattro bianchi al bar che volevano cambiare il mondo. Hanno modi molesti ed eccessivi, mentre uno di loro sfodera il suo cavallo di battaglia, annoiando gli altri per ore con la solita storia delle Convenzioni di Ginepro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Isolato, Mirto prende un foglio di carta e butta giù qualche sketch con la China.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quei due che mormorano sono Capitan Morgan, vecchio contrabbandiere di canne da zucchero e cacao dalla pelle ambrata, e Sandeman, sanguigno spilungone che spaccia sogni al Porto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un nutrito gruppetto di bionde, rosse e scure parlottano alla rinfusa di gonfiori di stomaco, imbottigliamenti nel traffico e altre questioni spinose, di quando in quando pettinandosi le schiume&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al bancone, alcuni vecchi amici si ritrovano dopo cena e conversano con leggerezza di ogni cosa; mascherando con un sapore dolciastro le proprie amarezze, per meglio digerirle.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In disparte, alcuni Whisky aspettano e aspettano, neanche loro sanno cosa, con aria malinconica e torbata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDbY7xgQQxwjNYAPqyXMjUCju1TVDh27fchGORz_vr0uEr3qFCJq-F2seYmTNtvbuiQkyq08rCSxhK9LkqMTNga9UfpAz6Tb-Fv1_ggJVVOklBi69k0jPohRuQJLTA6nViUrMFQffzhYDB/s1600/Nighthawks+by+Edward+Hopper.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDbY7xgQQxwjNYAPqyXMjUCju1TVDh27fchGORz_vr0uEr3qFCJq-F2seYmTNtvbuiQkyq08rCSxhK9LkqMTNga9UfpAz6Tb-Fv1_ggJVVOklBi69k0jPohRuQJLTA6nViUrMFQffzhYDB/s1600/Nighthawks+by+Edward+Hopper.png&quot; height=&quot;210&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And all the smiles that I wear&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And all the games that I play&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And all the drinks that I mix&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And I drink until I&#39;m sick&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And all the faces that I make&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And all the shapes that I throw&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And all the people I meet&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And all the words that I know&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Makes me sick to the heart&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Oh I feel so tired&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And the way the rain comes down hard&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;That&#39;s how I feel inside&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/3802375951789234405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/3802375951789234405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/03/gradi-di-separazione.html' title='gradi di separazione'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhDbY7xgQQxwjNYAPqyXMjUCju1TVDh27fchGORz_vr0uEr3qFCJq-F2seYmTNtvbuiQkyq08rCSxhK9LkqMTNga9UfpAz6Tb-Fv1_ggJVVOklBi69k0jPohRuQJLTA6nViUrMFQffzhYDB/s72-c/Nighthawks+by+Edward+Hopper.png" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-4817039089220385309</id><published>2014-03-27T22:02:00.000+01:00</published><updated>2014-03-27T22:23:36.389+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="*"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fili"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="funambolismi"/><title type='text'>Cerino il funambolo</title><content type='html'>Cerino ricorda bene la sua prima caduta. Gli capita di raccontarla ogni tanto: la perdita di concentrazione, il baricentro sbagliato, l&#39;errore nel tempismo e nella misura del passo. &amp;nbsp;E ancora: l&#39;incredulità e la sensazione di vento in faccia prima dell&#39;impatto. Ma tra questi ricordi,&amp;nbsp;&amp;nbsp;non c&#39;è mai la paura di morire. Quello che l&#39;ha fatto esitare prima di riuscire a tornare sulla fune era la memoria viva degli sguardi degli spettatori, la loro espressione mentre, dolorante ma intero, annunciava loro &lt;i&gt;&quot;Non è niente, è solo un graffietto&quot;&lt;/i&gt;. Si rese subito conto di averli delusi. Né trionfo, né tragedia: capirono tutti che non c&#39;era più niente da vedere. &lt;i&gt;&quot;Ognuno torna al proprio ruolo con un ricordo da poco, buono al massimo per riempire un silenzio di scena&quot;&lt;/i&gt;, racconta in conclusione,&amp;nbsp;affezionato com&#39;è alla sua distorsione cognitiva che lo porta a percepire tutta la realtà come uno spettacolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fin da bambino ha manifestato simili propensioni. Per i compagni di scuola &amp;nbsp;era il clown dall&#39;espressione triste e la battuta pronta, per la madre - ahilei! - l&#39;acrobata che si lanciava giù per le scale in sella al triciclo o vagava su e giù per il cortile in piedi su un cilindro che rotola (di solito vecchie bombole del gas, vuote). Si allenava per giorni interi, nel magnifico isolamento della sua infanzia, e si sentiva importante quando gli capitava di esibirsi davanti al piccolo pubblico di parenti, con le loro esternazioni miste di rimprovero per il rischio e apprezzamento per il coraggio e la destrezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Siccome Cerino vive nel suo mondo sospeso e non conosce altre arti né parti, non ha idea di come debba muoversi o parlare in scena quando il copione non preveda una corda, e lui a camminarci sopra.&lt;br /&gt;
Finché si tratta di far da comparsa, se la cava: nessuno presta attenzione al fatto che i suoi movimenti, necessari per stare in equilibrio su una corda tesa, si rivelino goffi e ridicoli al suolo. Passi lenti e misurati, concentrazione evidente, controllo esagerato e del tutto innaturale, perfino della respirazione. Ma basta tenersi un po&#39; in ombra e nessuno si accorge, e può godersi i suoi amati spettatori nello scambio di ruoli: lui figurante nel pubblico che sorride e applaude a loro che ballano sapendo danzare, intonano sapendo cantare, interpretano sapendo recitare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così Cerino lasciava scorrere la sua vita equilibrata: se stesso a cinque metri da terra, e ben nascosto mentre si aggira tra gli altri. Un giorno, dopo il passo conclusivo del suo numero, mentre volgeva lo sguardo giù per ringraziare il pubblico acclamante, si accorse di una donna che chiamava il suo nome più forte degli altri, e con più partecipazione batteva le mani. La riconobbe, le sorrise: era la bella Palmira. Quante volte, da figurante, le aveva rivolto il suo applauso e il suo sorriso. Ma lei era illuminata dai proiettori di scena e lui nascosto nel buio, credeva che non sarebbe mai stato notato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando scese, lei lo aspettava. Lo invitò a danzare con lei.&amp;nbsp;Non riuscì a dire altro che&amp;nbsp;&lt;i&gt;&quot;Sì.&quot;&lt;/i&gt; - e la seguì. Ballarono subito, ma nonostante la sicurezza e la gentilezza dei movimenti di Palmira, Cerino rovinò tutto con quei suoi passi inesperti e macchinosi. Nel peggiore dei modi: non per scarso interesse o impegno, ma pur facendo del suo meglio. Palmira non lo disprezzò per questo ma, continuando a sorridergli, lo accompagnò - tenendolo per mano - nel pubblico, e tornò a danzare con chi sapeva tenere il suo passo. Cerino si rese conto di non riuscire più a trarre piacere dalla sua grazia, ma solo gelosia e frustrazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi si odiò: non aveva paura di camminare sempre sul baratro, ma non riusciva a lasciarsi andare in un semplice ballo con lei. Poi la odiò: continuava a ricevere da lei sguardi e sorrisi, ma ogni volta che provava a raggiungerla, lei si allontanava. Non poteva starle accanto, ed era privato anche della possibilità di far passare inosservata la sua scarsa attitudine alla vita sulla terraferma. Solo come prima, e per di più smascherato.&lt;br /&gt;
Incapace, in ogni caso, di rinunciare a quegli sguardi e a quei sorrisi, non gli restò che abbandonarsi alla loro dolce crudeltà fino alla fine dello spettacolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presto per Cerino ritornerà il momento di salire sulla fune, e tornare a fare la sua parte. A presentarsi con un inchino (urleranno ritmicamente il suo nome dopo il rullo di tamburi), spostare il primo piede sulla corda e il peso del corpo su quel piede (il brusio si spegnerà rapidamente), gestire un&#39;esitazione o un improvviso soffio di vento (sarà sorretto dal fiato sospeso del pubblico), continuare passo dopo passo con fluida lentezza (sentirà qualche sommesso colpo di tosse o il lamento di un bambino), far durare gli ultimi passi affinché sembrino non finire mai (da sotto cominceranno a incoraggiare a bassa voce), fino ad arrivare all&#39;altra estremità tra applausi e ovazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E dopo la fine del numero, andranno tutti via. Nessuno avrà il fiato sospeso quando troverà il coraggio di cercarla con lo sguardo, nessuno continuerà a scandire ritmicamente il suo nome mentre scenderà un piolo dopo l&#39;altro, nessuno lo incoraggerà a bassa voce mentre - incamminandosi goffo e ridicolo - andrà di nuovo a vederla ballare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjQO5wWuFBNsu-PZLkp3Pfk9uy72boDyIZFfbENF3Aae1XtBOuI_z164AA1LQofRnkWGfT4L7ffjOT962jCtziUoltJH1Ub9D-VsCLzUW_kBEj4vXCae-lTGIvYuZ4Tdo0ciNRhSjtyqd3t/s1600/la_strada.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjQO5wWuFBNsu-PZLkp3Pfk9uy72boDyIZFfbENF3Aae1XtBOuI_z164AA1LQofRnkWGfT4L7ffjOT962jCtziUoltJH1Ub9D-VsCLzUW_kBEj4vXCae-lTGIvYuZ4Tdo0ciNRhSjtyqd3t/s1600/la_strada.jpg&quot; height=&quot;305&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;i&gt;When we were dancing&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;I saw the look in your eye&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Now we are strangers&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Lost in a sea full of sighs&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/4817039089220385309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/4817039089220385309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/03/cerino-il-funambolo.html' title='Cerino il funambolo'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjQO5wWuFBNsu-PZLkp3Pfk9uy72boDyIZFfbENF3Aae1XtBOuI_z164AA1LQofRnkWGfT4L7ffjOT962jCtziUoltJH1Ub9D-VsCLzUW_kBEj4vXCae-lTGIvYuZ4Tdo0ciNRhSjtyqd3t/s72-c/la_strada.jpg" height="72" width="72"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7765603322288824151.post-4399029818781106682</id><published>2014-03-13T20:20:00.000+01:00</published><updated>2014-03-16T18:01:25.386+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="*"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="luoghi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nonluoghi"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="volare"/><title type='text'>io non sogno di volare</title><content type='html'>&lt;div&gt;
Ne parlavo ieri con un amico, di come invecchiano male le parole.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Come &lt;i&gt;Noi&lt;/i&gt;, che una volta aveva il calore di un abbraccio, sia diventata una cornice capace di far passare per capolavoro la crosta della propria solitudine. Anche ad essere&amp;nbsp;&lt;i&gt;Coinvolto &lt;/i&gt;non ci si sente più come due bambini a letto - estraniati e protetti sottocoperta mentre fuori biancheggia il fortunale - ma come lo stupido capitano che gioca a far l&#39;eroe, e tra cotante rotte porta il galeone proprio sulla tempestosa. Tracotante, responsabile, colpevole.&lt;/div&gt;
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&lt;br&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Io sono un treno, e non sogno di volare. Come potresti perdonarmi la distanza, se potessi farlo? Penseresti che sia una mia scelta. E non sopporterei: guardarti dall&#39;alto (voglio continuare a vederti gigante), temere il vento.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Mi piacciono i binari. Prima di tutto sono dedicati a me, li hanno fatti apposta. È stato un pensiero carino. Poi mi permettono di fantasticare sui luoghi fuori dalla mia portata, immaginarmi vette immerse solo nel candore e non nel gelo della neve, colori lacrimosi dei fondali marini, morbidi prati del Paradiso dei Marinai, meravigliosi paesini di quelli che una ferrovia qui neanche per Sogno. E chi vuole fare un po&#39; di strada con me, o solo incontrarmi, o morirmi contro in un bacio, sa sempre dove trovarmi. Deve solo aspettarmi.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
Sono un treno lungo, pesante, rumoroso, malinconico malconcio ma-non-si-fer-ma-mai. Lento a partire, stento a fermarmi. Chouf chouf, fumo e tossisco. E non sogno di volare.&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiImcmgJW6m1GefqZ00PxrHjUIpD7q0RGsTbtPRo-vq1M7ALh3Ew-0tR5Oi9OZqqTOLRsKJQFOXome_KO2A41ubyBp_Vd5mWm2IGDTQ5ylGkumeFLxZ_IHubV5FckBJe9st4bnwb8uoVsAF/s1600/dovestiamoandando.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;The Sandman #15 - The Doll&#39;s House, Part 6: Into the Night released by Vertigo on April 1990.&quot; border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiImcmgJW6m1GefqZ00PxrHjUIpD7q0RGsTbtPRo-vq1M7ALh3Ew-0tR5Oi9OZqqTOLRsKJQFOXome_KO2A41ubyBp_Vd5mWm2IGDTQ5ylGkumeFLxZ_IHubV5FckBJe9st4bnwb8uoVsAF/s1600/dovestiamoandando.jpg&quot; height=&quot;256&quot; title=&quot;The Sandman #15 - The Doll&#39;s House, Part 6: Into the Night&quot; width=&quot;320&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;br&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;i&gt;&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;i&gt;&lt;br&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;i&gt;Baby boom goes straight to the edge&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;And someone hollers &quot;jump&quot;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;You gotta be dead to be bigger than life&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: right;&quot;&gt;
&lt;i&gt;But everyone&#39;s afraid to fly&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;br&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/4399029818781106682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7765603322288824151/posts/default/4399029818781106682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://galeot.blogspot.com/2014/03/io-non-sogno-di-volare.html' title='io non sogno di volare'/><author><name>Gaetano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09290276566190642019</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiImcmgJW6m1GefqZ00PxrHjUIpD7q0RGsTbtPRo-vq1M7ALh3Ew-0tR5Oi9OZqqTOLRsKJQFOXome_KO2A41ubyBp_Vd5mWm2IGDTQ5ylGkumeFLxZ_IHubV5FckBJe9st4bnwb8uoVsAF/s72-c/dovestiamoandando.jpg" height="72" width="72"/></entry></feed>