<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>ing. gas Neo-Con weblog</title><description>...wip...</description><managingEditor>noreply@blogger.com (gas)</managingEditor><pubDate>Sun, 1 Sep 2024 18:06:36 +0200</pubDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">45</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">25</openSearch:itemsPerPage><link>http://gasweblog.blogspot.com/</link><language>en-us</language><item><title>Trasloco</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2007/11/trasloco.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Wed, 14 Nov 2007 12:18:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-5343205657874922767</guid><description>Dopo oltre 2 anni e mezzo e un rapporto decisamente incostante, saluto definitivamente &lt;a href="http://www.blogger.com/"&gt;Blogger&lt;/a&gt; e mi trasferisco su &lt;a href="http://wordpress.com/"&gt;WordPress&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il mio blog cambierà anche drasticamente stile, sia in termini di layout (del quale potete vedere qui un'anteprima), sia in termini di contenuti. Ma la novità più evidente è rappresentata dall'utilizzo del mio nome, in quanto il nuovo sito avrà anche finalità legate alle mie attività professionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo indirizzo è &lt;a href="http://andreagaschi.wordpress.com/"&gt;andreagaschi.wordpress.com&lt;/a&gt;. Spero di ritrovare anche qui i miei pochissimi lettori! ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://andreagaschi.wordpress.com/feed/"&gt;New RSS Feed&lt;/a&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure length="-1" type="application/rss+xml; charset=UTF-8" url="http://andreagaschi.wordpress.com/feed/"/></item><item><title>Bellissime, adorabili tasse!</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2007/10/bellissime-adorabili-tasse.html</link><category>politics</category><category>video</category><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Mon, 8 Oct 2007 17:25:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-612233033870307010</guid><description>Sul metro per l'ufficio stamattina ho avuto un'illuminazione...ma &lt;a href="http://www.robinik.net/2007/10/08/liberateci-dal-bamboccione/"&gt;Robinik&lt;/a&gt; mi ha anticipato!&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Però, sfruttando un momento di pausa, ho "ritagliato" questo.&lt;br /&gt;Buon divertimento!&lt;br /&gt;&lt;p align=center&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LCOk1PXHmnY"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LCOk1PXHmnY" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;(Non trovate che abbia anche qualcosa del "Bamboccione"...?)</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>Liberi di preferire</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2007/09/liberi-di-preferire.html</link><category>politics</category><category>video</category><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Wed, 12 Sep 2007 18:58:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-6138911461303773355</guid><description>Non ci sono c...i, io odio Beppe Grillo.&lt;br /&gt;Però su una cosa devo dargli ragione: gli italiani hanno il diritto di scegliere i propri rappresentanti attraverso il meccanismo delle preferenze.&lt;br&gt; &lt;a href="http://www.unparlamentodicittadini.net/"&gt;Un parlamento di cittadini&lt;/a&gt; è il nome della petizione popolare per la reintroduzione della preferenza, nel caso in cui il nuovo sistema elettorale sia proporzionale. Nel caso di sistema uninominale, invece, la petizione chiede che venga data la possibilità ai cittadini di candidarsi in un singolo collegio raccogliendo 500 firme.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Per sottoscrivere la petizione &lt;a href="http://www.unparlamentodicittadini.net/sottoscrizioni/frmSottoscrizione.asp"&gt;clicca qui&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;E proprio perché Grillo mi sta sulle palle, preferisco affidarmi a un altro comico che difende questa posizione, uno che fa ridere perché è simpatico!&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4eEUMvv034g"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/4eEUMvv034g" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><title>Ruini e i principi non negoziabili - Summer School Fondazione Magna Charta</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2007/09/ruini-e-i-principi-non-negoziabili.html</link><category>religion</category><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Wed, 5 Sep 2007 15:25:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-849718606608821918</guid><description>La frase del Cardinal Ruini sulla revisione della legge 194 è stata indubbiamente la scintilla che ha riacceso il dibattito; oltre che l’unico, o quasi, tema di attualità riportato dai media tra quelli affrontati durante la terza giornata della &lt;a href="http://summerschool.magna-carta.it/"&gt;Summer School&lt;/a&gt;  della &lt;a href="http://www.magna-carta.it/"&gt;Fondazione Magna Carta&lt;/a&gt;. Tuttavia il Cardinale ha toccato temi molti più ampi, di cui si può leggere più approfonditamente nell’articolo &lt;a href="http://www.loccidentale.it/node/6030"&gt;La ragione e la fede di Ruini infiammano la Summer School&lt;/a&gt; di Alessandro Marrone su L’Occidentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notevole la risposta definitiva di Ruini a chi considera se stesso un “cattolico adulto”, capace cioè di decidere da solo quando ascoltare la parola della Chiesa e del Papa. &lt;i&gt;"Nessuno è obbligato per legge ad essere cattolico, però se sono cattolico devo accettare la logica cattolica, e cioé che ci sia un'autorità, che non è solo del Papa, ma che comunque ha un vertice nel Papa, che devo rispettare. […] La parola adulto preferisco evitarla. E' nel giusto quel cattolico che è coerente con la legge del cattolicesimo e che rispetta il Papa."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Cardinale ha sottolineato la distinzione tra l’accettazione da parte dei cattolici deIla logica della democrazia, in forma della regola della maggioranza, e l’abbandono dei “principi non negoziabili”. Per i cattolici è quindi un dovere non abbandonare i propri principi anche quando messi in minoranza e di continuare a proporli per evitare l’adozione di leggi ad essi contrarie e per migliorare quelle esistenti per ridurre la distanza da tali principi.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>La vostra civiltà è superiore</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/10/la-vostra-civilt-superiore.html</link><category>politics</category><category>religion</category><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Sun, 22 Oct 2006 13:46:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-116151829721374803</guid><description>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Una delle cose che ci è stato chiesto di studiare è la ragione del dominio dell'Occidente sul mondo.&lt;br /&gt;Abbiamo studiato tutto quello che abbiamo potuto dal punto di vista storico, politico, economico e culturale.&lt;br /&gt;Quindi abbiamo pensato che voi aveste il sistema politico più avanzato.&lt;br /&gt;In seguito ci siamo concentrati sul vostro sistema economico.&lt;br /&gt;Ma negli ultimi vent'anni abbiamo concluso che il cuore della vostra cultura è la vostra religione, il cristianesimo.&lt;br /&gt;È questa la ragione per cui l'Occidente è diventato così potente.&lt;br /&gt;Il fondamento morale cristiano della vita sociale e culturale è il fattore che ha reso possibile l'emergere del capitalismo e la transizione a una politica democratica.&lt;br /&gt;Non abbiamo più dubbi su questo punto".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’intervista del giornalista statunitense &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;David Aikman&lt;/span&gt; a un influente intellettuale cinese, citato in &lt;a href="http://www.amazon.com/Victory-Reason-Christianity-Capitalism-Western/dp/0812972333/sr=1-3/qid=1161517540/ref=sr_1_3/002-4684458-1082450?ie=UTF8&amp;s=books" target="_blank"&gt;Rodney Stark, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;The Victory of Reason. How Christianity Led to Freedom, Capitalism, and Western Success&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, Random House, New York 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da &lt;a href="http://www.tempi.it/copataze/large/2006/taze_40.pdf" target="_blank"&gt;Taz&amp;Bao&lt;/a&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tempi num.40&lt;/span&gt; del 19/10/2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Summary dell'opera di Stark &lt;a href="http://www.cesnur.org/2006/mi_stark.htm" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.tracce.it/det_Articoli.asp?Sezione=maggio+2006&amp;ID=20060514" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Mi macchio di vilipendio alle istituzioni</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/10/mi-macchio-di-vilipendio-alle.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Mon, 2 Oct 2006 21:37:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-115981799500794917</guid><description>Invoco la Costituzione, la Carta dei Diritti dell'Uomo, la carta igienica e la carta da parati...per difendere il diritto di deridere un &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=fy_Zcwf6XUw"&gt;pagliaccio&lt;/a&gt;!</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></item><item><title>Noi stiamo col Papa - 2</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/09/noi-stiamo-col-papa-2.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Mon, 25 Sep 2006 09:36:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-115916999995883378</guid><description>Affermando che "non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio", Benedetto XVI dice una cosa vera che vale per chiunque, a cominciare da noi cristiani. Oggi il Papa rappresenta il baluardo a difesa della libertà e della civiltà di tutti noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aderite all'&lt;a href="http://www.samizdatonline.it/adesione.lasso?c=13"&gt;appello di Samizdat Online&lt;/a&gt;.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Noi stiamo col Papa</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/09/noi-stiamo-col-papa.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Mon, 18 Sep 2006 12:26:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-115857535114318661</guid><description>In relazione agli attacchi a Benedetto XVI da parte di esponenti islamici, don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, ha diffuso la seguente dichiarazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«In merito alle accuse a Benedetto XVI, ci sono tre cose evidenti: 1) il Papa non voleva affatto offendere i credenti islamici, ma richiamare tutti a un uso corretto della ragione; 2) il Papa ha chiara consapevolezza di alcuni aspetti estremi delle vicende dell’islam, che sono verità della storia davanti agli occhi di tutti; 3) c’è un’intolleranza nei confronti della critica pacifica che è intollerabile, sia per quanto riguarda le posizioni preconcette di certi esponenti islamici sia per quanto riguarda l’indifferenza e la superficialità di molti commentatori occidentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Noi stiamo col Papa. Affermando che “non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio”, Benedetto XVI dice una cosa vera che vale per chiunque, a cominciare da noi cristiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Questa posizione del Papa salva la possibilità di un’autentica esperienza religiosa per ogni uomo e permette un incontro nella pace. Non è questione di scontro di civiltà, ma dell’esperienza elementare dei “poveri di spirito” di ogni religione: questi vivono un rapporto ragionevole con Dio, a partire dalle esigenze di verità, bellezza, giustizia e felicità che ci sono nel cuore di ogni uomo, e proprio per questo non possono seguire le degenerazioni violente di coloro che, in nome di un’ideologia, rinunciano alla ragione per un potere, siano essi in Occidente o da qualunque altra parte».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;l’ufficio stampa di Cl&lt;br /&gt;Milano, 15 settembre 2006.&lt;/span&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>E' una minaccia?</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/06/e-una-minaccia.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Wed, 14 Jun 2006 09:42:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-115027110761850226</guid><description>Il Mortadellone vuol essere il "primo della classe" e &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/06_Giugno/13/prodi.shtml" target="_blank"&gt;dichiara&lt;/a&gt; che si comporterà al Governo come quando presiedeva la Commissione Europea. &lt;a href="http://watergate.blogsome.com/2006/04/06/prodi-vergogna/" target="_blank"&gt;Ci dobbiamo preoccupare&lt;/a&gt;...</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total></item><item><title>Rosy nel Pugno</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/05/rosy-nel-pugno.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Mon, 22 May 2006 09:29:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-114828449886810172</guid><description>Davvero "adulta" la cattolicissima Rosy Bindi, neo-ministro della Famiglia! Ieri in una sua intervista a tutta pagina sul Corriere dice &lt;i&gt;"ora il mio essere credente è messo alla prova: dovrò trovare una sintesi fra i miei valori e il rispetto per il pluralismo e l'evoluzione della società, per le idee e le inclinazioni diverse"&lt;/i&gt;. Tradotto in soldoni, dice di essere cattolica per portarsi a casa i loro voti, ma se il Papa in pochi giorni fa appello per ben TRE volte ai valori cristiani della famiglia tradizionale che deve essere difesa ad ogni costo, cosa fa? Lo ritiene non in grado di comprendere il &lt;i&gt;"pluralismo e l'evoluzione della società"&lt;/i&gt;, mentre lei è perfettamente in grado di decidere da sola, senza la guida di chi è più grande di lei. Proprio come un qualsiasi adolescente...cioè un soggetto che assume pose da adulto e pretende di essere trattato come tale senza esserlo.&lt;br /&gt;Ma i PACS non le bastano, e interviene anche sulla legge 40. Dopo essersi resa protagonista della farsa di votare No al Referendum, sempre per difendere la sua posizione di interprete dei sentimenti cattolici mentre cercava di collaborare alla loro sconfitta, adesso parla della priorità di modificare la stessa legge che sosteneva di difendere.&lt;br /&gt;Tutto questo in chiara contrapposizione con il leader del suo Partito, che ha difeso la legge 40 ed osteggia le unioni civili regolate dal diritto pubblico. Ma soprattutto con il suo essere cattolica.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></item><item><title>Voto truccato? E la stampa tace…</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/05/voto-truccato-e-la-stampa-tace.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Wed, 3 May 2006 12:09:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-114665125256509238</guid><description>Il colpevole silenzio quasi totale della grande stampa italiana continua, nonostante il 19 aprile scorso presso il Parlamento europeo a Bruxelles si sia tenuta una conferenza stampa sul voto degli italiani all’estero organizzata da Tempi, su invito degli europarlamentari Antonio Tajani e Mario Mauro.&lt;br /&gt;Rodolfo Casadei, giornalista di Tempi, ha esposto i contenuti delle tre puntate dell'inchiesta e mostrato il video apparso su “Striscia la notizia”, ed erano presenti, tra gli altri, anche i corrispondenti dei maggiori quotidiani italiani. Risultato: il dossier è stato completamente ignorato dalla stampa italiana, mentre è andato nel telegiornale della tv belga. Onore invece ai giornalisti dell'Ansa e dell'Agi, del Foglio e di Radio 24, dell'Incudine e di Canale Italia che ne hanno riferito.&lt;br /&gt;Occorre però fare il punto della situazione. La procura di Roma ha aperto un fascicolo dopo l'esposto presentato da alcuni eurodepudati della Cdl e dal ministro Mirko Tremaglia, che contiene l’inchiesta realizzata da Tempi e pubblicata per la prima volta sul &lt;a href="http://www.tempi.it/archivio_dett.aspx?idarchivio=9863" target="_blank"&gt;numero 15 del 06/04/2006&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Rodolfo Casadei ha raccolto le testimonianze di diversi italiani che si sono visti sottrarre le buste contenenti la scheda elettorale dalla cassetta postale, o che hanno ricevuto richieste, talvolta anche pressioni, da parte dei Patronati per farsi consegnare la busta, sostenendo che avrebbero “fatto loro”. Franco Guicciardo, coordinatore della campagna per l'Udc a Montreal, annuncia di aver già presentato una denuncia al consolato italiano di Vancouver e alla Procura della Repubblica «nei confronti del Patronato Inca per continue violazioni del segreto del voto (...). I dipendenti del patronato non solo chiamano gli elettori, ma li esortano a portare le schede e ci penseranno loro a votare per il candidato Di Trolio, gestore dello stesso patronato». La tecnica preferita è quella del ricatto morale: fanno notare ai malcapitati elettori che LORO si sono dati da fare per farvi avere la pensione o che vi hanno fatto qualche altro favore. Ma non sono loro che danno la pensione agli italiano all’estero, è lo Stato italiano. E la pensione è un diritto, non un favore dei Patronati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda puntata viene pubblicata su &lt;a href="http://www.tempi.it/archivio_dett.aspx?idarchivio=9939" target="_blank"&gt;Tempi numero 17 del 20/04/2006&lt;/a&gt;, e dopo il voto si moltiplicano gli esposti giudiziari dai quattro angoli del pianeta. In particolare proseguono le cause giudiziarie intraprese a Toronto e Vancouver dai combattivi esponenti dell’UDC in Canada.&lt;br /&gt;Riporto di seguito un’estratto dell’articolo in cui un italiano residente in Colombia racconta la sua esperienza da elettore. &lt;br /&gt;Esemplare il caso del signor Marco Di Nunzio, italiano residente a Cartagena (Colombia) che, ritrasferitosi nella natìa Torino, s'è visto arrivare il plico consolare per il voto all'estero, rispedito dopo essere stato inviato una prima volta all'indirizzo colombiano. Dentro, insieme al certificato e alle schede, c'era la pubblicità elettorale dell'Unione indirizzata agli italiani in America latina. Di Nunzio ha rispedito il plico dopo avere estratto il volantino e si è recato a fare un esposto alla Digos di Torino, anche perché gli era venuta in mente un'altra storia capitatagli in Colombia un anno prima, che a quel punto ha pensato bene di mettere nero su bianco. Di Nunzio ha denunciato l'anomala presenza di propaganda di parte dentro al plico consolare, ed ha aggiunto la storia che segue (che riportiamo con qualche correzione sintattica): «Il 31 maggio 2005 venivo contattato in Cartagena da ignoto di nome Francesco (italiano) residente in America meridionale appartenente all'Unione di Prodi, e dato che sono una persona abbastanza conosciuta negli ambienti italiani mi propose di candidarmi per loro dato che avevano dei grossi vantaggi politici. Dato che i miei princìpi politici sono il contrario dei loro ideali, ho accettato il gioco fingendomi interessato alla candidatura con il fine di scoprire delle eventuali irregolarità elettorali. Mi riferiva che aveva grossi contatti nelle ambasciate e consolati italiani in tutto il Sudamerica e aveva in modo particolare amici fra il personale civile dell'ambasciata. Il presunto Francesco mi riferiva che vi erano diversi modi per ottenere i voti, trattandosi di voto postale, ed era sicuro perché nessun italiano avrebbe scelto l'opzione di votare in Italia e la probabilità di reperire gli italiani residenti era bassissima. 1) allegare volantino elettorale insieme al plico elettorale per trarre in inganno l'elettore; 2) far finta di spedire il plico elettorale con impiegati compiacenti e ottenere le schede elettorali da rispedire; tanto al massimo, conoscendo l'irreperibilità degli italiani in Sudamerica, potevano dire che il pacco elettorale era andato perso ed era impossibile che andassero a votare in Italia».&lt;br /&gt;Se questo Di Nunzio sia un mitomane o il primo coraggioso che si espone di persona perché venga a galla tutto il marcio che molti si accontentano di sussurrare all'orecchio chiedendo di non citare la fonte, questo prima o poi lo sapremo. &lt;br /&gt;Resta comunque il fatto che non è il solo a denunciare brogli.&lt;br /&gt;Nell’articolo vengono citati per nome e cognome altri cittadini italiani residenti in Svizzera e nel Regno Unito che hanno denunciato tali fatti anche alla magistratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultima puntata (&lt;a href="http://www.tempi.it/archivio_dett.aspx?idarchivio=9980" target="_blank"&gt;Tempi num. 18 del 27/04/2006&lt;/a&gt;), finora.&lt;br /&gt;Mercoledì 19 aprile, ore 19.30. Il telegiornale della prima rete nazionale belga annuncia che a Roma la Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi della Casa delle Libertà e ha proclamato vincitore delle elezioni politiche Romano Prodi. Immediatamente dopo segue un servizio sul voto degli italiani in Belgio: «A Charleroi un italiano dice di aver filmato delle operazioni fraudolente». Vengono mostrate le immagini di un video amatoriale dove si vedono centinaia di buste consolari che contenevano i bollettini di voto gettate per terra in uno stanzone insieme a certificati elettorali privati del tagliando per il voto. La voce del giornalista in sottofondo commenta: «Le schede elettorali contenute in queste buste non hanno mai raggiunto i loro destinatari: sarebbero state rubate da simpatizzanti della lista di Romano Prodi. Questo è almeno ciò che afferma la persona che ha ripreso queste immagini in una residenza privata di Charleroi». &lt;br /&gt;Seguono estratti di un'intervista al presunto autore del video, Sebastiano Scandereberg, esponente della Lista Tremaglia, che racconta di aver filmato le immagini in questione in casa di amici italiani di sinistra di cui si rifiuta di fare il nome, e rincara la dose accusando i partiti dell'Unione di aver rubato e comprato voti con l'assistenza dei socialisti belgi.&lt;br /&gt;Il video amatoriale con le buste e i certificati di voto usati e una voce in sottofondo che denunciava furti di schede e compravendite di voti è stato trasmesso per la prima volta su 'Striscia la notizia' il 13 aprile scorso. Erroneamente come scena dell'evento veniva indicata Bruxelles. Nessuna reazione sui giornali italiani né il giorno seguente, né quelli successivi. Sul sito internet di Striscia la notizia il video può essere ancora rintracciato, ma inspiegabilmente l'audio è assente e l'immagine resta bloccata sui primi fotogrammi. Invece sul sito www.laltrasicilia.org, di proprietà del partito L'altra Sicilia che si è presentato da solo al voto nella ripartizione Europa raccogliendo poco più del 2 per cento dei voti sia alla Camera che al Senato, il video è tuttora visibile nella versione originale essendo stato linkato dal sito di Striscia. &lt;br /&gt;Che anche il sopraccitato signor Scandereberg sia una persona coraggiosa che si esponge per far conoscere la verità o un mestatore che pesca nel torbido, al momento ancora non ci è dato saperlo. Tuttavia una menzione particolare va a Emiddio Bulla, residente a Basilea e candidato dell'Udc in Europa, che ha presentato un esposto-denuncia ai carabinieri di Como e un altro addirittura in Cassazione. Il signor Bulla gode di maggiore credibilità perché è l'unico che si autodenuncia nel momento in cui denuncia altri. Al punto 16 della sintesi del suo esposto si legge: «All'estero il voto è stato palese e non segreto. La gente che dimostrava affetto ha votato le schede in maniera palese dandoti la possibilità di contare i voti certi accumulati. Emiddio Bulla e Giuseppe Sterza ne hanno potuto contare circa 30.000. Trentamila voti spariti nel nulla». Il candidato dell'Udc si rivolge alla magistratura affermando che lui ed il suo entourage sono sicuri di essere stati truffati, perché hanno assistito personalmente alla compilazione di circa 30 mila schede con il voto di preferenza a favore, ma poi non hanno ritrovato tutti questi voti allo spoglio: «La segretezza del voto è a tutela di chi vota. Se costui decide di palesare il suo voto, io non ci trovo nulla di male. Ora se io voto la scheda di un altro, è reato. Ma se il titolare della scheda vota e ti mostra il suo voto, dal mio punto di vista non c'è reato. A Basilea ho visto coi miei occhi e contato 1.300 elettori che hanno votato Udc scrivendo il mio nome come preferenza, ma allo spoglio mi sono ritrovato con 340 voti di lista in tutto su Basilea! I nostri attivisti andavano a far votare parenti, amici ecc. E questi votavano apertamente davanti a te senza problemi. Ero sicuro di avere 30 mila preferenze soltanto in Svizzera, e invece alla fine me ne sono ritrovate 1.700 su tutta l'Europa!».&lt;br /&gt;Al di là della stravagante interpretazione della segretezza del voto, la sua testimonianza di Bulla svela un sistema di raccolta dei voti all'estero che è difficile immaginare che sia stato praticato solo da lui e dal suo compagno di cordata Sterza. E inoltre apre il fronte, ancora tutto da indagare, della correttezza dello spoglio dei voti. Varie testimonianze affermano che si è svolto in una grande confusione presso le strutture di Castelnuovo di Porto.&lt;br /&gt;Una circostanza molto seria che andrebbe verificata, denunciata dall'esposto di Emiddio Bulla, è che ben 115.000 plichi sarebbero stati eliminati per 'anomalia' alla busta prima ancora di arrivare ai seggi, quando la mattina del 10 aprile i cartoni piombati in arrivo da tutto il mondo sono stati dissigillati e il contenuto trasferito in sacche gialle che poi sono state portate ai seggi. I 38.500 plichi provenienti dalla Svizzera non ammessi allo spoglio di cui abbiamo scritto nel numero scorso apparterrebbero a questo gruppo. Questa semplice azione rappresenta una duplice violazione della legge, che stabilisce che lo scrutinio, compreso il dissigillo dei cartoni, cominci alle ore 15, in contemporanea cioè con lo spoglio nazionale, e che le schede possano essere annullate durante lo spoglio dal presidente di seggio, ma non certo durante un'operazione precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il silenzio della stampa, la catena di montaggio del voto è stata smascherata!</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>A testa alta</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/04/testa-alta.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Thu, 13 Apr 2006 13:03:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-114492651818549072</guid><description>Doveva essere una vittoria clamorosa del centrosinistra con tutto il popolo schierato “finalmente” da una parte, ma, alla prova dei fatti, la vittoria si è giocata su una manciata di voti. Per l’ennesima volta, il popolo si è fatto beffa dei potenti. Come in America sul caso Bush-Kerry e come per il referendum sulla procreazione assistita, non ha eseguito gli ordini prestabiliti da un concentrato incredibile di interessi: una buona parte della stampa estera e della stampa italiana, rappresentanti del mondo dell’economia, intellettuali e registi a la page, cattocomunisti da sacrestia, il partito della rendita e quello del clientelismo, radicali e no global.&lt;br /&gt;Il risultato annunciato era quello che sembrava emergere nelle prime ore dagli exit poll viziati dal fatto che la gente, stanca di essere presa in giro, non si è fidata degli intervistatori. E, così, i commenti tronfi e compiaciuti di politici (quantomeno un po’ “imprudenti”), disegnavano le sorti di un’Italia che aveva scelto di “liberarsi della dittatura” che l’aveva bloccata negli ultimi cinque anni.&lt;br /&gt;Invece è stato di fatto un pareggio con un piccolo vantaggio al Senato della Casa delle Libertà che, nonostante un numero di voti superiore al 50%, ha ottenuto una quota di seggi inferiore determinata dal sistema elettorale, che alla Camera ha trasformato un altrimenti impercettibile vantaggio dell’Unione in una consistente maggioranza parlamentare. Di più: la Casa delle Libertà ha riguadagnato in Piemonte, in Friuli, nel Molise, nel Lazio, in Puglia e ha consolidato la sua maggioranza in Lombardia, in Veneto e in Sicilia. Da notare che nelle aree più sviluppate e popolose del Paese la maggioranza è stata netta, se non addirittura schiacciante.&lt;br /&gt;Il consenso deriva da un forte radicamento nel mondo produttivo, nelle realtà sociali, nelle aggregazioni ideali. Queste realtà hanno a cuore la vita, la famiglia, l’educazione, il rilancio economico, l’ammodernamento del Paese, la difesa della libertà e di una pace che non sia un cedimento al terrorismo, la costruzione di un’Europa dei popoli. In poche parole questo consenso nasce dalla libertà e dalla sussidiarietà, che sono urgenti per quel rilancio dal basso di cui l’Italia ha assoluto bisogno. I segni non mancano: Draghi parla di ripresa, c’è fervore in mondi produttivi che disdegnano la rendita, Paesi come la Svezia e la Gran Bretagna abbandonano il welfare state e ci indicano la nuova strada maestra.&lt;br /&gt;Ci vorrebbe subito un accordo tra le componenti realmente riformiste dei due schieramenti (sull’esempio dell’Intergruppo per la Sussidiarietà). Purtroppo, il risultato elettorale non aiuta: nell’Unione la componente riformista ha ceduto ai massimalisti e quasi il 20% del Parlamento sarà composto da esponenti dell’uno o dell’altro estremismo, fatto disastroso per un’Italia che non ne ha certo bisogno. Soprattutto, alcuni leader dell’Unione invece di riflettere sulla difficile situazione che rischia di rendere ingovernabile l’Italia, si sono messi, alle 3 di mattina, a cantare vittoria come se godessero di ampie e solide maggioranze popolari. Sono gli stessi che, a differenza di Schröder, hanno imbarcato le componenti radicali che già li ricattano. Non abbiamo bisogno di loro.&lt;br /&gt;Occorre qualcuno che compatti le parti più responsabili di maggioranza e opposizione, che riunifichi il Paese e, sulla base di ciò che è più urgente, sappia affrontare la crisi economica, politica e, soprattutto, ideale che l’Italia attraversa.&lt;br /&gt;Occorre guardare alla risorsa più grande che resta all’Italia: un popolo che ha dimostrato, ancora una volta, di essere vivo.&lt;br /&gt;&lt;B&gt;Questa è la vera speranza: l’esperienza di novità che si pone nella vita quotidiana, nelle opere che si costruiscono, nelle proposte politiche che si fanno. Il resto, prima o poi, crolla senza lasciare traccia.&lt;/B&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Servire il popolo&lt;/i&gt;, 11 Aprile 2006&lt;br /&gt;Compagnia Delle Opere</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>Coda di paglia</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/04/coda-di-paglia.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Wed, 5 Apr 2006 21:33:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-114426711911879323</guid><description>Berlusconi ha detto una cosa che molti dovrebbero essere portati naturalmente a condividere. "Chi vota contro i propri interessi è un &lt;b&gt;coglione&lt;/b&gt;". Cosa c'è di così strano? In fondo i nostri interessi non sono poi così diversi da quelli altrui, almeno per la maggior parte noi. Non dobbiamo ergerci a martiri e sacrificarli per il bene del resto della comunità.&lt;br /&gt;E' perfettamente ragionevole votare chi agirà maggiormente nel rispetto dei nostri interessi. Sia esso di destra o di sinistra.&lt;br /&gt;Ciò che ci deve far pensare è che forse dietro all'ennesimo attacco alle parole del Cavaliere si nasconda il fatto che la (dis)Unione abbia davvero in mente di andare contro gli interessi degli italiani. L'Insaccato, il Marinaretto, e il resto dell'allegra combricola si sono subito sentiti chiamare in causa, indicando così il proprio elettorato come il destinatario del famigerato epiteto.&lt;br /&gt;Sembravano dire: "Chi ci vota è coglione davvero, ma almeno cerchiamo di non farglielo sapere..."</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></item><item><title>Difendiamo la libertà!</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/04/difendiamo-la-libert.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Mon, 3 Apr 2006 22:51:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-114409801763775653</guid><description>Il voto del 9 e 10 aprile porterà più o meno libertà per tutti?&lt;br /&gt;Nello schieramento di centrosinistra prevalgono correnti radicali e massimaliste che mettono a tacere le posizioni moderate, che pur ci sono. Infatti:&lt;br /&gt;Sulla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;vita&lt;/span&gt;, la Rosa nel pugno e altri esponenti della sinistra preannunciano leggi a favore dell’eutanasia, insieme a scelte più permissive nei confronti dell’aborto e della sperimentazione sugli embrioni, senza alcun rispetto per la dignità dell’uomo e della volontà popolare.&lt;br /&gt;Sulla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;famiglia&lt;/span&gt;, una legislazione a favore di pacs e coppie di fatto tra persone dello stesso sesso rischia di snaturare il concetto stesso di famiglia e il suo valore civile.&lt;br /&gt;Sulla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;scuola&lt;/span&gt;, si preannuncia un rilancio della burocrazia statalista nella scuola e nell’università e un arresto della pur precaria parità tra scuola statale e non statale.&lt;br /&gt;Sull’&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;economia&lt;/span&gt;, col pretesto della crisi, al di là delle dichiarazioni di facciata, nel programma si prefigura un rilancio dello statalismo più rigido, il ridimensionamento se non l’abolizione della legge Biagi, la promessa di privilegi a gruppi sindacali e ad imprese incapaci di competizione&lt;br /&gt;internazionale, un rilancio delle partecipazioni statali, oggi divenute regionali o comunali. Si demonizza o si ignora la piccola e media impresa, il credito a servizio della gente. Dando ascolto a egoismi locali, si bloccheranno o si ritarderanno grandi opere necessarie per mantenere l’Italia legata al resto dell’Europa e per lo sviluppo. L’ambiguità sulla Tav ne è un esempio eloquente.&lt;br /&gt;Sulla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;politica internazionale&lt;/span&gt;, per garantirsi il consenso della sinistra estrema non si emargina con chiarezza chi esalta il terrorismo fondamentalista e fomenta un odio di principio contro Stati Uniti e Israele. In tema di immigrazione, con grave irresponsabilità si predica un’apertura&lt;br /&gt;indiscriminata senza chiedersi che ne sarà di chi entra in Italia.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;"Non uno Stato che regoli e domini tutto ciò che ci occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto."&lt;/i&gt; (Benedetto XVI, Deus Caritas Est)&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Certo, l’attuale governo non ha raggiunto tutti i risultati che si prefiggeva. Né mancano i conflitti di interesse. Tuttavia una cosa è certa: l’azione del centrodestra non ha l’intenzione di bloccare la libertà e la responsabilità dei singoli, la ripresa della piccola e media impresa e il riorganizzarsi della società dal basso per rispondere ai propri bisogni. L’attuale maggioranza, se non favorisce,&lt;br /&gt;tuttavia non penalizza - almeno sul piano del principio - il rilancio di  un’educazione da parte di gruppi e settori sociali che credono nel valore della persona e che scommettono sulla sua libertà. &lt;br /&gt;La riforma del mercato del lavoro, le politiche per i distretti, la legge sull’impresa sociale, il "più dai meno versi" e il cinque per mille per non profit e ricerca sono segnali di una giusta direzione.&lt;br /&gt;La prospettiva di un rinnovato sviluppo e di una reale solidarietà sta nella capacità dei cittadini italiani di riprendere vigore e forza ideale, ridando vita a una tradizione in cui la persona e le realtà associative siano protagoniste.&lt;br /&gt;Voteremo centrodestra. Un voto per difendere la libertà di tutti: delle persone, delle realtà educative e sociali, delle imprese. E della Chiesa, quella «entità etnica sui generis» che difende il valore della vita umana, educa alla carità e sostiene la speranza del futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compagnia delle Opere, &lt;i&gt;L'Italia alla prova&lt;/i&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Benvenuto Presidente!</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/03/benvenuto-presidente.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Tue, 28 Mar 2006 21:36:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-114357486136206522</guid><description>Un grandissimo Marcello Pera proprio ora da Ferrara a difendere il Manifesto dell'Occidente.&lt;br /&gt;Solo una citazione: "...gliene leggo solo due o tre (punti del contro-manifesto comunista che lo accusa di razzismo &lt;i&gt;ndGas&lt;/i&gt;). Gli uomini e le donne sono tutte e tutti uguali. Questo da dove viene? Viene dal movimento operaio o dal Cristianesimo?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie Presidente e benvenuto in T-V!</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>9 aprile 2012</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/03/9-aprile-2012.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Mon, 20 Mar 2006 22:34:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-114289060557028266</guid><description>&lt;i&gt;Il Cavaliere, l'Abate e l'Italia come sarà, se sarà, chi lo sa, fra sei anni. Un quasi romanzo d'appendice di fatti già avvenuti nel futuro prossimo venturo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tucker's Town, Bermuda (Gb),&lt;br /&gt;9 aprile 2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invocazione al santo del giorno: "Oh san Mario, è giunto il dì dell'anniversario". Caro diario azzurro, è sempre lui, anche nel dì che ricorda l'inizio della sua disavventura, l'alfa dell'omega della sfiga (e che san Basile interceda per il mio lessico scurrile), il giorno della sua procellosa uscita dal campo. Lui pare non avvedersene punto, trasportato, com'è suo costume, da una brezza sprizzante buonumore. Oggidì si sentiva anche più alto e foltocrinito. Caro diario azzurro, fossi donna l'avrei già sposato due volte. Sant'Esaù, fa' ch'io l'ami sempre più. «Non pota i suoi cespugli?» gli ho chiesto mentre sfilavo il cilicio e m'appuntavo la spilletta tricolore sul gilet. «Non confondiamo il futile col dilettevole, esimio il mio Abate. Il paese necessita ancora delle nostre cure. Sia cortese, mi orienti la parabola, che desidero vedere il telegiornale nazionale». "Santa Gioconda - rimuginai - chissà mai cosa manderanno in onda".&lt;br /&gt;Squillava la sigla del Tg unico Raiset. Si materializzò il mezzobusto di Francesco Giorgino. «Buongiorno a tutti i compagni del Partito Unico Democratico» salutò. «E buongiorno a tutte le compagne» rimpallò Cesara Buonamici, l'altra speaker. Poi all'unisono: «Buongiorno anche a te, caro compagno e/o compagna di qualunque sesso e/o genere tu ti senta oggi e/o domani». Sul sottofondo della sigla "Bella ciao" Giorgino annunciò: «Ecco il sommario del Tg unico nazionale. Italia: dopo il rimpasto, diramato l'elenco dei nuovi ministri da parte del presidente del Consiglio. Il presidente della Repubblica Enzo Biagi dichiara soddisfatto: "I rimpasti mettono un po' di uggia come quando arriva settembre, ricomincia la scuola, ci sono le bollette da pagare e ci si accorge che i pantaloni sono un po' più corti. Però danno anche allegria, mentre nei cinema è calato il numero degli spettatori e sono meno i viaggiatori sugli autobus"». E mentre l'audio sfumava sulle parole e le immagini del presidente che faceva "ciao ciao" con la manina, la Buonamici introdusse il servizio seguente: «Esteri: Il presidente dell'Eurabia, Romano Prodi, ha ricevuto il premier e neo Nobel per la pace Mahmoud Ahmadinejad. Secondo Prodi, il leader iraniano darà un forte impulso alla stabilità di quel che fu il Medio Oriente. "L'uomo giusto al posto giusto anche per guidare l'Aiea" ha dichiarato Prodi, alimentando nuove indiscrezioni dopo che la carica è stata abbandonata da Kim Jong Il». All'udire tali notizie, caro diario azzurro, fece capolino nella mia mente, la prece: "Oh san Calcare, dicci tu se non salterem per aria col nucleare".&lt;br /&gt;«Ancora Esteri - proseguì Giorgino -: il capoufficio stampa della Santa Sede avignonese, Giuliano Ferrara, accusa l'Italia di tenere ancora segregati nelle sue carceri molti traditori della Seconda Repubblica. Su questo argomento, in coda al tg, sentiremo l'equilibrato parere del nostro direttore, Marco Travaglio». «Equilibrato un ficus seccus» sbottò con botanica eleganza latina il Cavaliere. «Questo Travaglio predica bene ma bazzica male. Fosse ancora un mio dipendendente l'avrei già licenziato sul tronco». Riprendeva la Buonamici: «Sport: l'Inter di Diego della Valle ad un passo dallo scudetto, gli basterà pareggiare con la Juventus del colonnello Gheddafi». Giorgino: «Luciano Gaucci, intervistato all'uscita dal carcere di Rebibbia, si dichiara disposto a rilevare la proprietà del Milan per rilanciarlo dopo il crack finanziario che l'ha fatto precipitare nel campionato interregionale cadetti». Il Cavaliere non poté trattenere un sospiro amaro «Anche l'amato giuoco del soccer, cribbio. Anche il mio Milan han trascinato nell'occhio del ciclope».&lt;br /&gt;Buonamici: «Stampa: cambio al vertice del Corriere della Sera. Dopo la fallimentare direzione di Mario Orfeo torna a dirigere il quotidiano di via Solferino l'ex Paolo Mieli. Diramato alle agenzie il testo dell'editoriale dell'edizione di domani: "Non c'è due senza tre, non c'è Corriere senza re"». All'udire tale avvicendamento sorse in me spontanea l'invocazione "Oh sant'Aiace, sian caduti dalla padella alla brace" e poi subito in rapida successione le giaculatorie: "Oh sant'Ilario, non è un guadagno se metton Paolo e tolgon Mario" e la più dotta "Oh san Vitale, è vent'anni che scrive lo stesso editoriale". E mentre ero assorto in preghiera Giorgino era già ai servizi di coda: «Spettacoli: questa sera per l'anniversario della Liberazione, in tutte le piazze italiane sarà proiettato in anteprima il film di Nanni Moretti "9 aprile". A Milano e Roma saranno presenti i sindaci Gerardo D'Ambrosio e Nunzio D'Erme».&lt;br /&gt;Intanto sullo schermo del televisore scorrevano le immagini della pubblictà progresso che - solita - seguiva il sommario del Tg unico. Un uomo elegante e dai modi raffinati camminava in una corsia d'ospedale accanto ad anziani, bambini e donne indigenti. Sulla parte bassa del teleschermo scorreva la scritta: «è un tuo desiderio, è un tuo diritto. Visita anche tu la clinica "Dolce dipartita - U. Veronesi". Una pillola e via. Incentivi del governo per la rottamazione». Poi una voce fuoricampo ricordava le consuete norme legislative: «è un prodotto a breve scadenza, consumare entro due giorni se non si vuole rimanere in questo mondo».&lt;br /&gt;Dopo l'interruzione squillava di nuovo la sigla di "Bella ciao" e si tornava in studio. Il conduttore Giorgino, mentre s'accavallavano sullo schermo alle sue spalle le immagini dei ministri, ne lesse l'elenco: «Ministro dell'Economia e tasse: Ivano Sacchetti. Finanze: Giovanni Consorte. Pace e concordia: Francesco Caruso. Quote rosa: Vladimir Luxuria. Diritti civili (ex "Pari Opportunità"): Stefania Prestigiacomo Fini. Salute, bellezza e benessere (con delega al fitness): Rosy Bindi. Sanità: Silvio Viale. Cortesie per gli ospiti: Luigi Manconi. Esteri e rapporti con l'Eurabia: Hamza Piccardo. Interno, racket lavavetri, sgomberi Rom: Sergio Cofferati. Emergency (ex ministero della Difesa): Gino Strada. Infrastrutture, trasporti, grandi opere, No global, No Tav, No Logo: Alfonso e Marco Pecoraro Scanio. Università e Cepu: Antonio Di Pietro. Tv: Luca. Stampa: Cordero. Radio e internet: di Montezemolo. Conflitto d'interessi: Luca Cordero di Montezemolo». Terminata la litania, la Buonamici annunciò: «Il presidente del Consiglio ha confermato alla vicepresidenza Walter Veltroni, il quale ha affidato la delega ai servizi segreti ai giornalisti Bonanzo e D'Avanini. Il presidente del Senato, Pierferdinando Casini, e quello della Camera, Filippo Penati, si sono congratulati col presidente del Consiglio per l'alto profilo e la chiara fama dei rappresentanti del nuovo Gabinetto».&lt;br /&gt;(1 puntata. Continua)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da &lt;i&gt;Tempi, 16/03/2006.&lt;/i&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></item><item><title>Per l'Occidente!</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/03/per-loccidente.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Thu, 2 Mar 2006 21:20:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-114133116130892979</guid><description>Appena ho letto il comunicato non ho resistito. Ho dato subito la mia adesione! Consiglio a chiunque di visitare il sito del &lt;a href="http://www.perloccidente.it/index.php" target = "_blank"&gt; Comitato per l'Occidente&lt;/a&gt; e di leggere subito l'appello (disponibile &lt;a href="http://www.perloccidente.it/perloccidente.pdf" target = "_blank"&gt;qui&lt;/a&gt; in formato pdf).&lt;br /&gt;Già che ci sono pubblico anche la parte introduttiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;L'Occidente è in crisi. Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall'interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire. Ci sentiamo colpevoli del nostro benessere, proviamo vergogna delle nostre tradizioni, consideriamo il terrorismo come una reazione ai nostri errori. Il terrorismo, invece, è un'aggressione diretta alla nostra civiltà e all'umanità intera.&lt;br /&gt;L'Europa è ferma. Continua a perdere natalità, competitività, unità di azione sulla scena internazionale. Nasconde e nega la propria identità e così fallisce nel tentativo di darsi una Costituzione legittimata dai cittadini. Determina una frattura con gli Stati Uniti e fa dell'antiamericanismo una bandiera.&lt;br /&gt;Le nostre tradizioni sono messe in discussione. Il laicismo o il progressismo rinnegano i costumi millenari della nostra storia. Si sviliscono così i valori della vita, della persona, del matrimonio, della famiglia. Si predica l'uguale valore di tutte le culture. Si lascia senza guida e senza regola l'integrazione degli immigrati.&lt;br /&gt;Come ha detto Benedetto XVI, oggi "l'Occidente non ama più se stesso". Per superare questa crisi abbiamo bisogno di più impegno e di più coraggio sui temi della nostra civiltà.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Ah! Ho anche messo il banner...</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><enclosure length="51726" type="application/pdf" url="http://www.perloccidente.it/perloccidente.pdf"/></item><item><title>La guerra che non si può vincere</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/02/la-guerra-che-non-si-pu-vincere.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Thu, 16 Feb 2006 22:13:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-114012477042632350</guid><description>&lt;i&gt;"Altri mali potranno sopraggiungere, perché Sauron stesso non è che un servo o un emissario. Ma non tocca noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra contro l'Ombra non si può vincere mai completamente, ma questo non significa che non valga la pena combatterla.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>La Fallaci: perché la Turchia non deve entrare in Europa</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/02/la-fallaci-perch-la-turchia-non-deve.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Mon, 13 Feb 2006 22:56:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-113986807570652042</guid><description>Stavo quasi per mancare completamente un grande articolo di oriana sull'assassinio di Don Andrea in Turchia. &lt;br /&gt;Per fortuna l'ho scovato nel blog di &lt;a href="http://spaces.msn.com/kiarafree/Blog/cns!2E8A4A49F017E827!2454.entry" target="_blank"&gt;La rabbia e L'orgoglio&lt;/a&gt;. Grazie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;L'assassinio di don Santoro e la vile reazione dell'Occidente sono la dimostrazione di quanto ho scritto nella mia Trilogia&lt;/i&gt;&lt;br&gt;Questo capitolo dell'"Apocalisse", il terzo libro della Trilogia pubblicato all'inizio del 2005, non contiene l'episodio più significativo e più scandaloso e più straziante e più imperdonabile della guerra che l'Islam ha dichiarato all'Occidente. Cioè il martirio di don Andrea Santoro, assassinato domenica scorsa, subito dopo la Messa, nella sua piccola Chiesa di Trebisonda mentre inginocchiato dinanzi all'altare pregava. Pregava, (suppongo anzi ne sono certa), anche per il nemico che trattiamo da amico. In questo caso, per la Turchia: il paese che i califfi e i visir di un Occidente ormai asservito all'Islam vogliono portare dentro l'Unione Europea sebbene l'Unione Europea sia da duemila anni composta da cristiani che bene o male vivono sui civili concetti e sui civili valori cristiani. La Turchia, da mussulmani che da oltre milletrecento anni scrupolosamente vivono sui non civili concetti e non civili valori mussulmani. Ad assassinarlo col consueto bercio "Allah Akbar-Allah Akbar", il turco sedicenne che i nostri giornali e le nostre televisioni presentano come un ragazzo ferito dalle divertenti e innocue vignette apparse in Danimarca sul Profeta spadaccino e tagliatore di teste. Manca pure il racconto della consueta viltà con cui i nostrani califfi e i nostrani visir, i presunti pacifisti del Politically Correct, gli arcobalenisti della Sinistra e della Destra e del Centro, i complici del nemico che trattiamo da amico, commentano il delitto. La viltà con cui, nella speranza o nell'illusione di salvare la propria pelle, condannano la satira: principio della libertà di pensiero e di opinione e di parola che la nostre Costituzioni sostengono di garantire. Quei califfi e quei visir che mai, dico mai, osano condannare la satira quando deride Gesù Cristo in Croce. Con Gesù Cristo, le Madonne e i santi e i preti e le monache e gli inermi cittadini che non possono difendersi perché nella nostra inerte e ambigua democrazia essi non hanno voce. Quei califfi e quei visir che mai, dico mai, protestano contro le vignette e le canzonacce e i film e le pièces teatrali che irridono i cristiani e in particolare i cattolici. Contro le fotografie pubblicitarie, inoltre, dove giovinetti vogliosi esibiscono la corona di spine che Cristo portava sulla via del Golgota. Non manca invece l'ennesima prova che avevo ed ho ragione quando, tacciata di miserabile ed empia e peccatrice e malata mentale, vengo accusata di xenofobia e blasfemia e vilipendio all'Islam perché denuncio i nuovi nazisti della Terra. Perché metto in guardia contro gli invasori che attraverso il loro non misericordioso Corano fanno dell'odio la propria filosofia. La propria teologia. Occhi negli occhi: sono quattr'anni che, insultata e perseguitata e minacciata di morte, grido «Troia brucia! Troia brucia!». Sono quattr'anni che, definita guerrafondaia e decapitata nei quadri dove pessimi pittori mi ritraggono con la testa mozza, imploro di ragionare e mi sgolo a ripetere: «Sveglia, Occidente, sveglia! Siamo in guerra, e in guerra bisogna combattere. Chi si arrende è perduto». Ma invano. Pluriculturalismo, integrazione, dialogo?!? Io continuerò a dire ciò che dico, ad esempio in queste pagine sulla Turchia, finché avrò un filo di fiato. Col permesso dell'autore, nonché riveduto e corretto, pubblichiamo il capitolo sulla Turchia contenuto nel terzo volume della Trilogia di Oriana Fallaci, cioè in Oriana Fallaci intervista sé stessa-L'Apocalisse, edito da Rizzoli International e a marzo anche nelle librerie statunitensi ORIANA FALLACI. Sulla faccenda dei mussulmani moderati devo porle un'ultima domanda, anzi rivolgerle un'ultima provocazione, ed ecco: l'Islam Moderato non esiste. Ne convengo. Ce lo siamo inventato noi occidentali col nostro ottimismo o il nostro cinismo, la nostra ipocrisia e la nostra paura. La nostra dabbenaggine. Ma i mussulmani moderati esistono? ORIANA FALLACI. Anche secondo il calcolo matematico delle probabilità dovrebbero esistere, devono esistere. Pensi ad Abdel Rahman al-Rashed, l'editorialista saudita che ha coniato la sacrosanta frase: «Non tutti i mussulmani sono terroristi ma tutti i terroristi sono mussulmani». Però si tratta di una minoranza esigua. Così esigua che fare assegnamento su di loro, sperare che possano cambiare il mondo al quale appartengono, è pura utopia. Apra gli occhi: nove casi su dieci gli Abdel Rahman al-Rashed stanno al cimitero o in prigione. Ad augurarsi di morire presto. Nei loro paesi non hanno alcun peso, non contano nulla, sono ignorati. Inclusi i paesi che sembrano di manica larga come l'Egitto e la Tunisia e l'Algeria, le presunte democrazie del Maghreb. Cara amica, al di là dell'Occidente esiste un'unica democrazia ed è la democrazia che governa Israele. A volte quei "moderati" stanno anche da noi, è vero: in America o in Europa dove sono scappati per sfuggire alle prigioni e ai cimiteri. Intellettuali, nove casi su dieci. Letterati, scienziati. Qualche artista. Ma da noi vivono nel limbo degli esuli che non sono più né carne né pesce. Ed anche se ogni tanto scrivono un libro o un articolino contro chi li ha costretti a scappare, hanno troppa paura di esporsi. Di mettere in pericolo i parenti rimasti in patria o d'essere uccisi all'estero da qualche sicario. Quasi ciò non bastasse, le masse ignoranti e bigotte che da noi sono venute in cerca di fortuna, non di libertà, li disprezzano. Non li ascoltano, non li leggono, non li frequentano. Addirittura li chiamano traditori, spergiuri, apostati. E in certo senso lo sono. Perché da noi mangiano il prosciutto, bevono il vino, ascoltano la musica, rispettano le donne, vanno poco o non vanno affatto alla moschea, magari non osservano il Ramadan. Cambiano, insomma. Diventano mussulmani non più mussulmani, scoprono che Ernest Renan aveva ragione a sostenere che l'Islam è il «regno del dogma assoluto: la più pesante catena che sia stata imposta al genere umano». Dimentichi Abdel Rahman al-Rashed. Lui non è un vero mussulmano. È un tipo come noi due. Un fuorilegge, un eretico, una mosca bianca che vorrebbero schiacciare con lo schiacciamosche. Sa chi è un vero mussulmano? Il presidente dell'Associazione Scrittori Siriani che al Convegno di Damasco declamò: «Quando sono crollate le Due Torri ho sentito ciò che credo si senta a resuscitare, a uscire dalla tomba dentro cui siamo stati sepolti. M'è parso di salire in cielo, di volare sopra il cadavere della potenza imperialista americana. I miei polmoni si sono riempiti d'aria, ho respirato dolcemente, e ho goduto come non avevo mai goduto». Vero mussulmano è l'ex-imam di Cremona, quel Najib Rouass che l'8 dicembre 2003 venne arrestato perché nella moschea di Cremona predicava così: «Che la nostra religione diventi una spada per spazzar via i cristiani. Che la terra crolli sotto i loro piedi come un terremoto. Che bombe esplodano su di loro e i loro figli. Che Allah cancelli quei cani infedeli dalla faccia dellaTerra».Vero mussulmano è lo sceicco Yusuf al-Qaradawi: super-ossequiato teologo che dopo l'Undici Settembre la Comunità di Sant'Egidio invitò al Summit di Roma insieme al presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace. (Ahimé). Che dagli schermi di Al Jazeera sprona i macellai di al Qaeda ad ammazzarci. Che della nostra dabbenaggine si serve per tenere a Londra le proprie figlie, come ha svelato Abdel Rahman al-Rashed. E che nel maggio del 2003 ha cancellato il tabù delle donne kamikaze. Un tabù fino a quel momento in vigore perché stando al Corano una donna non può uscir di casa sola e perché, a finire smembrato, il suo corpo rischia di mostrare le parti intime.&lt;/blockquote&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>Neo-darwinismo</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/02/neo-darwinismo.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Sun, 12 Feb 2006 16:52:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-113976024489619163</guid><description>Nei giorni scorsi si è festeggiata a Milano la nascita di Charles Darwin, e mi è parso un buon motivo per tornare a parlare dell'approccio con cui in neo-darwinisti affrontano il dibattito.&lt;br /&gt;Perché se l'evoluzione biologica è un fatto supportato da innumerevoli evidenze fossili e genetiche, il "neo-darwinismo" è solo una teoria, non da tutti ritenuta soddisfacente, che cerca di spiegarne i meccanismi: scientificamente la questione è aperta. Ed è una teoria indebitamente esaltata per ragioni ideologiche. Lo stesso termine "neo-darwinismo" è diventato ambiguo, sinonimo di una posizione filosofica più che di una ipotesi scientifica, come documenta l'infelice intervento di James Watson sul Corriere della Sera del 29 settembre: «Uno dei doni più grandi che la scienza - e in particolare il darwinismo - ha fatto al mondo è la continua eliminazione del soprannaturale».&lt;br /&gt;Il suo essere è così diventato feticcio ideologico, che esclude ogni plausibile razionalità nella storia umana, il suo essere maschera per una filosofia del mondo riduzionista e materialista da cui passa tutto il resto, eutanasia, manipolazione embrionale, ingegneria genetica.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total></item><item><title>"Tenete gli occhi aperti"</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2006/02/tenete-gli-occhi-aperti.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Tue, 7 Feb 2006 22:34:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-113934856188485707</guid><description>Manco da tanto, ma in questo mese il lavoro ha assorbito molto del mio tempo; e il rimanente è stato equamente suddiviso tra la lettura e la pratica del gioco più bello del mondo: il golf!&lt;br /&gt;Verrà il momento per affrontare la questione golf. Ma ora, attraverso le parole di altri (come quasi sempre accade), vorrei esprimere un punto di vista che ho fatto mio su &lt;i&gt;Le Cronache di Narnia&lt;/i&gt;, il capolavoro di C.S. Lewis, un autore della mia infanzia, perduto e ora ritrovato grazie ad un bellissimo film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall’articolo &lt;i&gt;No, non è un mito, sono le Cronache di Narnia&lt;/i&gt; di Roberto Persico e Edoardo Rialti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Un'amicizia profonda e carica di conseguenze straordinariamente feconde, quella fra i due. Nel settembre del 1931 Clive Staples Lewis è uno studioso affermato, professore di letteratura inglese antica al prestigioso Magdalen College di Oxford.&lt;br /&gt;La sera del 19 settembre 1931 nella stanza di Lewis al Magdalen inizia con l'amico Hugo Dyson, cui poco dopo si aggiunge John R. R. Tolkien, una conversazione che proseguirà fino alle tre di notte lungo i viali del college. Argomento, i miti e la realtà. «Ora, quello che Dyson e Tolkien mi hanno mostrato era questo: che se io incontro l'idea di un sacrificio in un racconto pagano questa non mi crea alcun problema: anzi, che se mi trovo accanto un dio che si sacrifica, ne sono attratto e misteriosamente commosso: ancora, che l'idea di un Dio che muore e risorge (Balder, Adone, Bacco) mi colpisce così tanto a condizione che la trovi ovunque tranne che nei Vangeli. Ora, la storia di Cristo è semplicemente un mito vero: un mito che agisce su di noi come gli altri, ma con la tremenda differenza che questo è davvero avvenuto. Cioè, le storie pagane sono Dio che esprime se stesso attraverso la mente dei poeti, facendo uso delle immagini che vi ha trovato, mentre il cristianesimo è Dio che esprime Se stesso attraverso quello che chiamiamo "realtà"». &lt;br /&gt;Da quella sera, Lewis diventa cristiano.&lt;br /&gt;È uno dei paradossi dell'umorismo di Dio che lo strumento della conversione di Lewis sia stato un uomo che non avrebbe dovuto piacergli: «Alla mia venuta in questo mondo mi avevano (tacitamente) avvertito di non fidarmi mai di un papista, e (apertamente) al mio arrivo alla facoltà di inglese di non fidarmi mai di un filologo. Tolkien era l'uno e l'altro». L'amicizia fra i due era incominciata cinque anni prima, all'interno di quel gruppo di scrittori e studiosi che aveva preso a incontrarsi regolarmente nell'ufficio di Lewis o al pub "The eagle and the child" e che si era ribattezzato gli "Inklings" (vocabolo coniato da Lewis, significa all'incirca "inchiostratori", in italiano diremmo "imbrattacarte"). Le loro discussioni partivano dalla letteratura e si allargavano a tutti gli aspetti della vita. È qui che una sera Lewis aveva detto a Tolkien la frase fatidica: «Caro Tollers, credo che se vogliamo leggere storie come piacciono a noi dovremo scrivercele da soli». È qui che Tolkien aveva letto i primi capitoli de Lo hobbit, incerto sul suo valore, ricevendo da Lewis l'apprezzamento e l'esortazione a continuare che porteranno alla creazione dell'epica della Terra di Mezzo. È sempre nelle riunioni degli Inklings che Lewis legge le bozze di Lontano dal pianeta silenzioso, Perelandra, Quell'orribile forza, la trilogia in cui rappresenta in uno scenario fantascientifico la lotta cosmica fra Dio e il Nemico (si può cominciare dall'ultimo, la partita decisiva che si gioca sulla Terra, fra un mostruoso progetto di dominio tecnologico e uno scalcinato e lieto gruppetto di irriducibili cristiani).&lt;br /&gt;È infine nel solito pub che Lewis comincia a leggere Il leone, la strega e l'armadio - scritto per Lucy, figlia adottiva dell'amico Owen Barfield, malata di sclerosi multipla -, primo dei sette romanzi che finiranno per comporre il ciclo de Le cronache di Narnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrew Adamson ha girato la pellicola nella sua Nuova Zelanda, fra gli stessi scenari spettacolari de Il signore degli anelli; il film è una ricostruzione attenta del magico mondo di Narnia, con alcuni momenti davvero appassionanti: l'evacuazione da Londra, il primo ingresso di Lucy, la bambina più piccola, nell'armadio e l'improvviso spalancarsi di questo altro impensabile paesaggio, la glaciale malvagità della Strega Bianca, il sacrificio di Aslan - personaggio cui pure si poteva dedicare un poco più di attenzione e il cui doppiaggio con la voce di Omar Sharif risulta piuttosto fastidioso - e la battaglia finale. &lt;br /&gt;C'è un passaggio in particolare dove, con una battuta non presente nel libro, il regista mostra di cogliere il cuore del racconto di Lewis: alla notizia di essere i quattro uomini attesi da tutto un mondo per iniziare la guerra di liberazione dal male, Susan esclama: «Guerra? Ma nostra madre non ci aveva fatto andare via dalla città proprio per evitare la guerra?». Il film inizia infatti con i bombardamenti dei nazisti e termina con una colossale battaglia tra creature fantastiche, sotto la luce abbagliante di un altro mondo. Non una guerra diversa, ma la stessa su un piano ancor più chiaro e definitivo. Intelligente intuizione: il libro di Lewis uscì proprio all'indomani della Seconda guerra mondiale, che per decine di migliaia di bambini inglesi era stato il confronto con una minaccia ostile e paurosamente vicina, che li aveva strappati alle loro famiglie ed in molti casi resi orfani. Pure, Lewis alza il tiro e suggerisce che alla guerra non ci possiamo comunque sottrarre, nessuno escluso, grandi e piccini. C'è sempre da lottare contro il male, dentro e fuori di noi. Il regista a sua volta si appropria di questo richiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il film, come il libro, fa un altro passo in avanti: non è un conflitto per superuomini, ma per ciascuno; quello che conta davvero è scoprirsi oggetto di un amore e di una forza più grande, che pure sulle deboli forze e sulla libertà degli uomini decide di puntare tutto. Ecco l'incontro con Aslan il Leone, vero re e creatore di Narnia, che si sacrifica per salvare uno dei quattro bambini (non a caso il traditore del gruppo). È possibile davvero amare, uscire da se stessi e sacrificarsi solo quando si è già stati resi partecipi di un amore così. Ecco che allora davvero anche quattro bambini, spauriti, incerti possono accettare di mettersi alla guida di un esercito e lottare contro gli incantesimi dei poteri malvagi. Nel film tutto un mondo di creature mitologiche e animali parlanti segue in battaglia quei quattro "figli di Adamo" - un'immagine che richiama l'intuizione di Romano Guardini: «Quando un uomo intraprende il cammino della verità tutte le forze buone del cielo e della terra si uniscono a lui». Peter, il maggiore dei quattro, cui Aslan affida il comando supremo, solleva la spada e la punta in direzione della Strega Bianca, che ricambia con uno sguardo carico d'odio. La scena ricorda Aragorn ne "Il Signore degli anelli", che a sua volta aveva sollevato la spada in gesto di sfida contro l'occhio fiammeggiante di Sauron. In entrambi i casi vediamo raccontata, da Tolkien come da Lewis, cosa sia un'autorità: un uomo chiamato da un potere più grande, che lo ama infinitamente, a fare da perno per tutti gli altri, ad essere «la sentinella dell'universo» - come ricordava il cardinal Newman, non per nulla all'origine di quel movimento di ritorno alla Chiesa che abbracciò anche Tolkien e Lewis. Il male ci odia, e digrigna i denti come la Strega Bianca, proprio perchè siamo il luogo di questa alleanza. Un film insomma semplice e chiaro, che lascia che l'incantesimo della fiaba e dell'allegoria di Lewis agisca ancora una volta su di noi. E che fa intelligentemente suo il consiglio del vecchio professor Kirke ai quattro ragazzi, forse la più bella battuta che un insegnante possa pronunciare: «Tenete gli occhi aperti».&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Tratto da &lt;i&gt;Tempi, 22/12/2005.&lt;/i&gt;</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></item><item><title>I'm back - A favore della TAV</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2005/12/im-back-favore-della-tav.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Fri, 23 Dec 2005 19:13:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-113536205898066319</guid><description>Finalmente sono tornato.&lt;br /&gt;Dopo oltre un mese in cui non ho potuto nemmeno guardare da lontano il mio blog, torno con un nuovo post. Riporto qui la lettera-testimonianza, pubblicata su Tempi, che il 5 dicembre scorso il professor Rosalino Sacchi, già ordinario di Geologia presso la Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell'Università degli Studi di Torino, ha inviato al professor Enrico Predazzi, Preside della suddetta facoltà, e al professor Pietro Rossi, Presidente dell'Accademia delle Scienze di Torino.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Caro Predazzi, caro Rossi, vi scrivo nella mia veste di coordinatore degli studi geologici svolti negli anni passati in Val di Susa in funzione del progetto Tav, lungo il cosiddetto «segmento internazionale», e cioè quello attualmente contestato a Venaus, comprendente il tunnel transalpino (versante italiano) ed il tunnel di Bussoleno. E sento il dovere di esprimermi, convinto come sono che il problema del Tav è destinato ad avere un'incidenza grandissima sul futuro del Piemonte. Nel quadro di una generale disinformazione, ci si balocca con falsi problemi: esempio, quei due o tre sondaggi da fare, che qualcuno crede condizionanti per il progetto, mentre non lo sono affatto, come ben sanno gli addetti ai lavori. Nei magazzini delle ferrovie a Bussoleno abbiamo le carote relative a 50.000 metri di sondaggi! Il che significa che la natura del sottosuolo la si conosce benissimo. La protesta della Val di Susa ha motivazioni diverse, tra le quali una umanissima ed oggi fondamentale, che è la paura: paura di un supposto pericolo letale, che ha due nomi, amianto ed uranio. Questa lettera riguarda solo uno dei due, e cioè l'uranio. Non perché io creda nell'altro, ma solo perché il trattamento del detrito amiantifero è un problema di scavo, quindi essenzialmente ingegneristico, sul quale sarebbe auspicabile che altri si pronunciassero. Il mio background è quello di ex-titolare (oggi in pensione) della cattedra di Geologia. Ma veniamo al rischio-uranio: si tratta di una bufala, ma l'uomo della strada non lo sa, purtroppo. L'uranio (in ppm=parti per milione) è un normale componente del granito di Venaus, come di tutti i graniti. E non ha mai fatto male a nessuno. Il mondo scientifico torinese lo sa benissimo, e si è chiuso in un eloquente silenzio. Che è sempre un silenzio. Certamente, parlare significa affrontare il rancore di qualche frangia arrabbiata. Ma l'uomo di scienza, questo coraggio dovrebbe averlo, se vuole giustificare le sue frequenti, nobili enunciazioni su altri temi. Dopo tutto, oggi si rischia meno che ai tempi di Galileo. Mi rivolgo a voi perché le prestigiose istituzioni che presiedete sono radicate nella realtà piemontese, oltre ad essere quelle con cui ho, od ho avuto, il più stretto rapporto. «Veritas et Utilitas»! Le istituzioni scientifiche torinesi stanno assumendosi una grossa responsabilità col loro «assordante silenzio». Se avessero parlato forte e chiaro, il problema Val di Susa forse non sarebbe mai nato. Personalmente, non posso fare gran che: verrei subito tacciato di essere foraggiato da Ltf. Anche se il lavoro in Val di Susa (da me svolto nell'ambito dell'Università, Dipartimento di Scienze della Terra) non mi ha portato in tasca nemmeno una lira.&lt;br /&gt;Rosalino Sacchi&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tempi&lt;/span&gt;, 22/12/2005 .</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></item><item><title>Si addensano nuvoloni neri sulla clonazione coreana</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2005/11/si-addensano-nuvoloni-neri-sulla.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Fri, 18 Nov 2005 22:46:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-113235052931194937</guid><description>Due aggiornamenti sul ricercatore coreano Woo Suk Hwang, di cui ho già parlato in &lt;a href="http://gasweblog.blogspot.com/2005/10/la-clonazione-coreana.html"&gt;questo post&lt;/a&gt;, criticandone l'operato.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Il celebre dottor Woo Suk Hwang, la cui ultima impresa in ordine di tempo ha portato alla clonazione del primo cane (Snuppy), è stato accusato, almeno in un caso, di aver ottenuto con la forza gli ovociti utilizzati per la clonazione. Provenienti da una sua assistente. Lo “scandalo etico”, come lo chiama il Washington Post, ha spinto Gerald Schatten, uno dei più noti ricercatori americani, a rinunciare alla collaborazione dei coreani. Il 19 ottobre era stata annunciata l’iniziativa americano-coreana della prima Banca mondiale delle staminali a Seul. L’idea era quella di fornire un servizio di clonazione su misura al paziente creando cento linee cellulari embrionali.&lt;br /&gt;Di voci sulla condotta illecita del professore sudcoreano se ne sono sentite durante tutto il 2004. “Oggi ho informazioni concrete che Hwang mi ha mentito”, ha detto Schatten. “Sentiamo che le donne che donano i loro ovociti stanno diventando le prime cavie domestiche della ricerca sulle staminali”, ha detto al Wall Street Journal un dirigente del Center for Genetics and Society in California. Il gruppo coreano aveva realizzato la prima clonazione di un embrione umano attraverso l’utilizzo di 242 ovociti provenienti da sedici donatrici. La rivista Nature parlò di forti dubbi che il veterinario Hwang fosse ricorso alle sue giovani assistenti per ottenere ovociti. Subito dopo l’annuncio di Nature, la Bedford Research Foundation ammise di aver pagato 4.000 dollari per ciascuna donazione. &lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Tratto da Il Foglio, mercoledì 16/11/2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da notare che la clonazione umana, che ha reso Hwang famoso nel mondo nel 2004, ha richiesto 242 ovociti provenienti da 16 donatrici diverse per produrre un unico embrione umano clonato, che è stato distrutto 14 giorni dopo per estrarne cellule staminali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre il caro Hwang, in un'intervista, ha dichiarato “Human cloning is not only ethically outrageous and medically dangerous, but technically impossible as well." Datemi pure del bigotto-integralista-TeoCon, ma proprio non riesco a vedere la differenza che passa tra &lt;i&gt;clonazione umana&lt;/i&gt; e la clonazione di embrioni umani messa in atto nel laboratorio di Hwang. Questi ha anche dichiarato di aver messo a punto le prime linee di cellule staminali embrionali specifiche per un particolare paziente, cioè progettate per avere una perfetta corrispondenza con il DNA dei pazienti a cui sono destinate.&lt;br /&gt;Se questo non è eticamente oltraggioso...riguardatevi &lt;i&gt;The Island&lt;/i&gt;.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item><item><title>Io sto con Israele</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2005/11/io-sto-con-israele.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Thu, 3 Nov 2005 00:34:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-113097495134244202</guid><description>Mi piacerebbe essere domani a Roma. Io che non sono mai stato un grande ammiratore di coloro che ad ogni occasione scendono in piazza, per una volta vorrei esserci. Purtroppo non mi è possibile, ma do il mio contributo ricordando le parole di Oriana Fallaci contro l'antisemitismo.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Io trovo vergognoso che in Italia si faccia un corteo di individui che vestiti da kamikaze berciano infami ingiurie a Israele, alzano fotografie di capi israeliani sulla cui fronte hanno disegnata una svastica, incitano il popolo a odiare gli ebrei. E che pur di rivedere gli ebrei nei campi di sterminio, nelle camere a gas, nei forni crematori di Dachau e di Mauthausen e i Buchenwald e di Bergen-Belsen eccetera, venderebbero a un harem la propria madre.&lt;br /&gt;Io trovo vergognoso che le Televisioni di Stato contribuiscano al risorto antisemitismo piangendo solo sui morti palestinesi, facendo la tara ai morti israeliani, parlando in modo sbrigativo e spesso in tono svogliato di loro. &lt;br /&gt;Trovo vergognoso che nei loro dibattiti ospitino con tanta deferenza i mascalzoni col turbante o col kaffiah che ieri inneggiavano alla strage di New York e oggi inneggiano alle stragi di Gerusalemme, di Haifa, di Netanya, di Tel Aviv. &lt;br /&gt;Io trovo vergognoso che quasi tutta la sinistra, quella sinistra che venti anni fa permise a un suo corteo sindacale di deporre una bara (quale mafioso avvertimento) dinanzi alla sinagoga di Roma, dimentichi il contributo dato dagli ebrei alla lotta antifascista. &lt;br /&gt;Trovo vergognoso che anche per colpa della sinistra anzi soprattutto per colpa della sinistra (pensa alla sinistra che inaugura i suoi congressi applaudendo il rappresentante dell'OLP, in Italia il capo dei palestinesi che vogliono la distruzione di Israele) gli ebrei delle città italiane abbiano di nuovo paura. E nelle città francesi e olandesi e danesi e tedesche, lo stesso. &lt;br /&gt;Io trovo vergognoso che obbedendo alla stupida, vile, disonesta, e per loro vantaggiosissima moda del Politically Correct i soliti opportunisti anzi i soliti parassiti sfruttino la parola Pace. Che in nome della parola Pace, ormai più sputtanata delle parole Amore e Umanità, assolvano da una parte sola l'odio e la bestialità. Che in nome d'un pacifismo (leggi conformismo) delegato ai grilli canterini e ai giullari che prima leccavano i piedi a Pol Pot aizzino la gente confusa o ingenua o intimidita. Che la imbroglino, la corrompano, la riportino indietro di mezzo secolo cioè alla stella gialla sul cappotto. &lt;br /&gt;Lo trovo vergognoso e vedo in tutto ciò il sorgere d'un nuovo fascismo, d'un nuovo nazismo. Un fascismo, un nazismo, tanto più bieco e ributtante in quanto condotto e nutrito da quelli che ipocritamente fanno i buonisti, i progressisti, i comunisti, i pacifisti, i cattolici anzi i cristiani, e che hanno la sfacciataggine di chiamare guerrafondaio chi come me grida la verità. &lt;br /&gt;Con gli israeliani ho litigato spesso, di brutto, e in passato i palestinesi li ho difesi parecchio. Forse più di quanto meritassero. Però sto con Israele, sto con gli ebrei. Ci sto come ci stavo da ragazzina cioè al tempo in cui combattevo con loro, e le Anne Marie morivano fucilate. Difendo il loro diritto ad esistere, a difendersi, a non farsi sterminare una seconda volta. E disgustata dall'antisemitismo di tanti italiani, di tanti europei, mi vergogno di questa vergogna che disonora il mio Paese e l'Europa. Nel migliore dei casi, non una comunità di Stati ma un pozzo di Ponzi Pilato. &lt;br /&gt;Ed anche se tutti gli abitanti di questo pianeta la pensassero in modo diverso, io continuerò a pensarla così.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Ecco.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></item><item><title>Perché la persona viene prima dello stato</title><link>http://gasweblog.blogspot.com/2005/10/perch-la-persona-viene-prima-dello.html</link><author>noreply@blogger.com (gas)</author><pubDate>Thu, 20 Oct 2005 15:22:00 +0200</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-12120143.post-112981562881464404</guid><description>E' nata una grande polemica, sui giornali e sui blog, per le parole di Benedetto XVI nella lettera inviata al Convegno di Norcia. Nella ricerca affannosa delle parole per fornire il mio punto di vista, mi sono imbattuto in questo &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/downloadpdf.php?id=41614&amp;pass="&gt;articolo&lt;/a&gt; di Sergio Soave sul Foglio di oggi, col quale mi trovo in perfetta sintonia. Queste parole esprimono perfettamente le mie obiezioni alle polemiche, tra l'altro supportandole con citazioni a me del tutto sconosciute e che, per ignoranza, non avrei potuto utilizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Laicità, l’inutile scandalo per le parole di Ratzinger (Tocqueville docet)&lt;/span&gt; di Sergio Soave&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L’affermazione di Benedetto XVI, secondo cui “i diritti fondamentali non vengono creati dal legislatore, ma sono iscritti nella natura stessa della persona umana”, che ovviamente, per un pontefice, “sono pertanto rinviabili ultimamente al creatore”, ha suscitato un  (etimologicamente) incredibile pandemonio. In realtà si tratta di un’affermazione che avrebbe potuto benissimo fare, e in realtà in forme appena diverse, ha fatto anche Jean Jaques Rousseau. Sostenere che l’organizzazione umana è basata su un “contratto sociale”, implica che sia la persona il portatore di diritti, che accetta di limitare in considerazione degli eguali diritti altrui. La persona, la grande creazione ideologica del cristianesimo su cui si è fondato l’occidente, precede, sia logicamente sia storicamente, il suddito e il cittadino moderni.&lt;br /&gt;Sta qui il fondamento della laicità, cioè della libertà, nel riconoscimento che non è lo Stato a distribuire i diritti fondamentali, perché in quel caso sarebbe anche autorizzato a toglierli, com’è appunto accaduto agli Stati etici, da quello terrorista di Maximilien Robespierre, a quello pagano di Adolf Hitler, a quello comunista di Josif Stalin. &lt;br /&gt;D’altra parte la connessione tra democrazia e concezione cristiana della persona è assai stretta, ed è stata notata fin dall’inizio da un osservatore acuto come Alexis De Tocqueville. Nel libro “Democrazia in America”, scritto nel 1840, si può leggere che “le religioni devono saper delimitare la propria sfera di azione. Maometto, ad esempio, ha fatto discendere dal cielo e ha messo nel Corano non solo dottrine religiose, ma anche massime politiche, leggi civili e penali e teorie scientifiche. Il Vangelo, invece, parla solo dei rapporti degli uomini con Dio e fra di loro. Questa sola, fra mille ragioni, basterebbe a mostrare che la prima di queste due religioni non potrà dominare a lungo in tempi di civiltà e di democrazia”. Come si vede, un tema su cui oggi ci si interroga drammaticamente, la compatibilità tra islam e democrazia, era già stato affrontato con esito pessimistico dal laico Tocqueville più di centocinquant’anni fa.&lt;br /&gt;Se non si accetta che i diritti umani precedano lo Stato, si dovrebbe arrivare alla paradossale conclusione che ha ragione Saddam Hussein quando sostiene di non aver violato le leggi del suo regime, che consistevano in sostanza nell’assoggettamento di tutti al suo volere dispotico. Gli Stati, almeno quelli liberali e democratici, riconoscono e tutelano diritti che sono dell’uomo, non li creano. I laicisti pensano che questa sia una limitazione dello Stato, al quale chiedono di trasformare i desideri in bisogni e i bisogni in diritti. E’ questo il nocciolo della controversia sulla fecondazione assistita, che si ripropone per la selezione genetica e per la manipolazione della mente attraverso le neuroscienze.&lt;br /&gt;L’unicità e inviolabilità della persona umana, che i credenti fanno risalire a un dono di Dio, è il fondamento di una cultura della vita che è anche alla base della concezione di libertà su cui si fonda la laicità dello Stato. L’illusione scientista, non il pensiero scientifico, porta a superare il senso del limite connaturato alla dignità della persona. Da lì è venuto l’obbrobrio eugenetico, praticato dal nazismo ma anche dalle democrazie scandinave, da lì viene la riproposizione genetica del razzismo (l’ebreo razzialmente intelligente di cui si parla oggi è speculare a quello inferiore). Se la persona non precede lo Stato, non si può difendere da lui, secondo il più laico dei principi."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da &lt;i&gt;Il Foglio&lt;/i&gt;, giovedì 20/10/2005.</description><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></item></channel></rss>