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   <title>Get</title>
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   <updated>2007-06-15T16:12:39Z</updated>
   <subtitle>Blog multi autore dedicato al search e al marketing</subtitle>
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   <title>Testi e link nascosti con le ore contate</title>
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   <published>2007-06-15T15:57:02Z</published>
   <updated>2007-06-15T16:12:39Z</updated>
   
   <summary>Ecco come grosso brand promuove la sua gamma di prodotti con fantastiche animazioni flash condite da testi e link nascosti.</summary>
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      <name>Simone Rinzivillo</name>
      
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      <![CDATA[<img src="http://get.fastpopularity.com/images/rolex_Submariner.jpg" class="entryimages" align="left" title="rolex link contenuti nascosti google">E' proprio il caso di dire che il <strong>tempo dei contenuti nascosti</strong> non è passato.
Ecco come grosso <strong>brand </strong>promuove la sua gamma di prodotti con fantastiche animazioni flash condite da <strong>testi e link nascosti</strong>. 
Oggi pomeriggio stavo verificando alcune segnalazioni di un cliente che vorrebbe realizzare il suo nuovo sito in Flash.
Nonostante gli avessimo motivato perchè non utilizzare la questa tecnologia per realizzare l'intere pagine ci ribadisce il suo desiderio di movimento e ci segnala siti di brand più o meno noti.

Tra questi <strong><a href="http://www.rolex.com">Rolex</a></strong>. Su Google con <strong><a href="http://www.google.it/search?hl=it&safe=off&q=site%3Awww.rolex.com&btnG=Cerca&meta=">5.390 pagina indicizzate</a></strong>, non male per un sito <strong>interamente in Flash</strong>.

Basta disabilitare i CSS per capire la <em>fantastica </em>strategia SEO adottata.

Qualcuno potrebbe dire che il sito di <strong>Rolex ticchetta come un orologio</strong>. Con tutti i testi e link nascosti presenti nel sito ha le <strong>ore contate</strong>.

p.s.: <a href="http://www.rolex.com/en/collection/rolex-gallery/submariner/specification.jsp">questo è il <strong>Rolex</strong> che fa per me</a> ;)]]>
      
   </content>
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   <title>Internet e televisione a confronto</title>
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   <published>2007-06-12T08:44:36Z</published>
   <updated>2007-06-12T08:46:11Z</updated>
   
   <summary>Confronto tra consumo di televisione e di internet sul mercato americano.</summary>
   <author>
      <name>Silvia Amici</name>
      
   </author>
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      <![CDATA[<img alt="Televisione ed Internet" src="http://get.fastpopularity.com/images/televisione-web.jpg" width="250" height="188" class="entryimages" align="left"/>Leggevo su <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1005003" title="Broadband and Media Consumption">eMarketer</a> un interessante articolo sul confronto fra gli <strong>spettatori televisivi</strong> e il numero di <strong>utenti internet</strong> negli Stati Uniti.
In questo articolo viene sottolineato come nelle città in cui la banda larga è più sviluppata, l'uso della televisione è inferiore, e viceversa.
Come esempio vengono prese due città Ann Arbor, Mich., e Buffalo, N.Y., la prima con  un livello di penetrazione della banda larga elevato, l'altra tra i livelli più bassi:
<ul>
<li><strong>Ann Arbor</strong>: due terzi della popolazione usa connessioni a banda larga e guarda la televisione 205 minuti al giorno;</li>
<li><strong>Buffalo</strong>: gli adulti in media passano 242 minuti davanti alla TV ogni giorno. </li>
</ul>
Questo, come sottolineato anche dall'articolo, non significa che il tempo passato online si contrappone nettamente a quello trascorso di fronte alla televisione.
Il punto è: continua ad aumentare il "consumo" di TV pur aumentando, anche se in misura minore, quello di internet ... allora <strong>gli statunitensi come si comportano</strong>?
]]>
      <![CDATA[Cercando, sempre su eMarketer, ho trovato un altro <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1004830" title="TV Fans Spill into Web Sites">articolo</a> che sottolinea proprio la tendenza degli spettatori televisivi ad aumentare insieme agli utenti di internet.
Si evince che c'è una sorta di <strong>legame tra TV e web</strong>, le persone, mentre guardano la televisione, navigano (si parla di 100 milioni di utenti internet) e, ad esempio, vanno sui siti delle emittenti televisive del programma in onda per "dire la propria".
<img src="http://get.fastpopularity.com/images/Uso-internet-americani-2006.gif" width="324" height="191" alt="Utenti Internet americani adulti che usano altri media mentre navigano" />
Si crea, quindi, un <strong>legame di interattività</strong>; a sottolinearlo è il fatto che l'audience televisiva è aumentata negli ultimi 7 anni di pari passo all'aumento del tempo passato online.
Molto importante è il passaggio in cui Debra Aho Williamson, eMarketer senior analyst, risponde alla domanda di come in questo ambiente può modificarsi la <strong>pubblicità</strong>.
La sua risposta è semplice ed intuitiva: bisognerà guardare al consumatore, a come interagisce con i diversi media.
Non più, quindi, uno spettatore passivo, ma un centro, un <strong>fulcro</strong>, capace di interagire e spingere diverse leve contemporaneamente.
Penso che l'idea di pubblicità cambierà molto, ci sarà molto da studiare per capire questo nuovo <strong>utente multitasking</strong>, per coinvolgerlo e renderlo un vero e proprio protagonista.]]>
   </content>
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   <title>Google Universal Search</title>
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   <published>2007-06-11T08:37:07Z</published>
   <updated>2007-06-11T08:38:09Z</updated>
   
   <summary>Google Universal Search e i risvolti del lavoro di posizionamento sui motori di ricerca.</summary>
   <author>
      <name>Francesco Iamurri</name>
      
   </author>
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      <![CDATA[<img alt="google universal search " src="http://get.fastpopularity.com/universal-search.jpg" width="296" height="164" align="left" hspace="5" vspace="5" class="entryimages" align="left" />

<em>GUS</em>, <strong>Google Universal Search</strong>...perchè Google non era abbastanza universale?

A quanto pare no! 

Si poteva fare di meglio, ed è quanto stanno cercando di fare al Googleplex i <strong><em>Google Fellow</em></strong> (ingegneri d'elite del Search Quality Team) sviluppando un nuovo tipo di ricerca verticale in grado di restituire all'utente che effettua una query diversi tipi di risultati e "formati". 

Dei cambiamenti di Google, nelle ultime due settimane, se ne parla ovunque ormai: dalle ricerche correlate alle novità apportate con le prime applicazioni dell'<strong>Universal Search</strong>.]]>
      <![CDATA[Per quei pochi che non hanno avuto la possibilità di connettersi ad internet nelle ultime settimane (...) ricordiamo cos'è <strong>GUS</strong>: l'<u>Universal Search di Google</u> è la <strong>nuova interfaccia di ricerca del motore americano</strong>; d'ora in poi sarà possibile accedere direttamente dall'home page del search engine più famoso ed usato al mondo a diversi tipi di formati come <u>immagini</u>, <u>video</u>, <u>mappe</u>,<u> news</u> e <u>libri</u> tanto per citarne alcuni, sfruttando appieno le potenzialità dei diversi database del gigante californiano.

<strong>Amit Singhal</strong>, direttore del <u>Search Quality Departament</u>, in una <a href="http://www.nytimes.com/2007/06/03/business/yourmoney/03google.html?_r=2&oref=slogin&oref=slogin">recente intervista al New York Times</a>: <blockquote>"La ricerca negli ultimi anni si è mossa da "<em>Dammi quello che ho cercato</em>" verso "<em>Dammi quello che voglio</em>"."</blockquote> Questo conferma la filosofia di Google che è quella di <strong>fornire all'utente ciò che cerca</strong>, ma che, per alcuni tipi di ricerche, non era di semplice attuazione. Basti pensare a determinati termini molto generici come "Apple" o "pesca" per evincere le difficoltà incontrate dagli ingegneri nel cercare di capire cosa sta effettivamente cercando l'utente.

<img alt="universal-search-shoot.jpg" src="http://get.fastpopularity.com/universal-search-shoot.jpg" width="200" height="448" align="left" hspace="5" vspace="5"/>Nonostante GUS venga implementato e potenziato nel tempo, ci sono già alcune <a href="http://www.google.com/search?q=darth%20vader">query di ricerca</a>, come quella mostrata a lato,  che ne mostrano le potenzialità: immagini, video, ricerche correlate e news.

Il lavoro di SEO negli ultimi tempi si è evoluto, e non poco: si è passati da un SEO prettamente tecnico, ad un SEO molto più vicino e soprattutto legato al marketing e alla promozione a 360 gradi, tante sono state, infatti, le innovazioni che hanno determinato un sostanziale cambiamento nel lavoro quotidiano di ogni SEO.

Così come si sta evolvendo il lavoro di SEO, già in corso da diverso tempo, così Google continua ad evolvere e a cambiare.

Una delle <strong>innovazioni</strong> sotto gli occhi di tutti che <strong>Universal Search apporterà nel lavoro di SEO</strong>, sarà quello di <strong>posizionare</strong> nei risultati organici <strong>video, immagini, news, libri e mappe. </strong>

Premetto che non ho fatto test al riguardo, ma sono dell'idea che ogni risultato di ricerca nell'organico viene valutato come un singolo documento da estrarre durante il processamento della query di ricerca; ovviamente a seconda dei documenti esistono diversi parametri di ottimizzazione che difficilmente possono essere mischiati; nell'informatica, in generale, è difficile paragonare elementi appartenenti a famiglie differenti.

Mentre per mappe e libri penso sia difficile che gli algoritmi di ranking considerino gli stessi parametri di ottimizzazione conosciuti finora per i documenti testuali, il mio "<em>SEO SENSE</em>" mi fa supporre che posizionare video e immagini non sarà troppo diverso dal posizionare un qualsiasi altro documento nell'organico (doc, pdf, etc)

Prendo ad esempio il <strong>posizionamento di un video</strong> per spiegarmi meglio.

Così come per i documenti testuali esistono diversi parametri di ottimizzazione interna ed esterna, title e backlink, rilevanza e popolarità tanto per dirne alcuni, o per le immagini, alt, prossimità e metadati, così <u>ci saranno altri fattori da ottimizzare per posizionare un video di youtube nei risultati organici</u>.

A prima vista, guardando una pagina di youtube, penso al title, alla descritpion, ai tag, ai commenti e aggiungerei backlink, comportamento e preferenze dell'utente.

Andando contro corrente mi vien da pensare: <u>perchè devo fare boombing su un video di youtube o matecafe, accrescendo sempre di più la popolarità degli stessi con deeplink</u>?

Mi spiego: se fino ad ora il deeplink veniva usato per spingere una determinata pagina del nostro sito, accrescendo comunque la link popularity del dominio, e, di conseguenza, se fatto con i dovuti crismi, il trust dello stesso, <strong>perchè dovrei fare deeplink (boombing con anchor text) su un sito di proprietà di Google come youtube</strong>?

Sarebbe interessante <u>se si riuscisse a posizionare in Universal Search una pagina del nostro sito con un video</u>.

Sicuramente è presto per parlarne, ma in tutte le serp che ho visto, i risultati con video fanno sempre capo agli stessi siti: Youtube, Matecafe e Google Video (non ho mai visto Yahoo Video); non vorrei, quindi, che GUS diventi uno strumento per accrescere ancora di più (ce n'è bisogno?) il monopolio di Google, non in termini di uso e servizi, ma in termini di presenza dei "siti di Google" in una serp organica.

Sto delirando, lo so, ma spero che qualcuno abbia capito il mio ragionamento.]]>
   </content>
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   <title>Ricerche correlate su MSN LIVE</title>
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   <published>2007-06-08T16:50:06Z</published>
   <updated>2007-06-08T19:14:13Z</updated>
   
   <summary>Anche MSN Live introduce le ricerche correlate nelle pagine dei risultati</summary>
   <author>
      <name>Simone Rinzivillo</name>
      
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      <![CDATA[A pochi giorni dall'attivazione da parte di <a href="http://get.fastpopularity.com/motori_di_ricerca/google_ricerche_correlate_nell.php">Google delle ricerche correlate</a> sulle pagine dei risultati in italiano anche <strong>MSN </strong>inizia a suggerire query ai propri utenti.

Nel pomeriggio mentre <a href="http://www.simonecarletti.com/blog/"><strong>Simone </strong></a>(<em>l'altro</em>) mi mostrava in <a href="http://www.simonecarletti.com/blog/2007/06/3-operatori-live-search.php">anteprima l'operatore IP di LIVE</a> ho visto spuntare in una serp inglese il box ricerche correlate.]]>
      <![CDATA[Qui sotto il box con i suggerimenti per la query <a href="http://search.msn.com/results.aspx?q=hosting&go.x=0&go.y=0&form=QBRE">hosting</a> su <strong>MSN Live</strong>:
<img alt="msn_live_ricerche_correlate.png" src="http://get.fastpopularity.com/images/msn_live_ricerche_correlate.png" width="271" height="358" class="entryimages" />

La prima cosa che ho notato è la posizione ben in vista sopra gli annunci, decisamente più usabile rispetto ai suggerimenti nascosti in fondo alla pagina di Google.]]>
   </content>
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   <title>Nuovi operatori di rete mobile virtuale</title>
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   <published>2007-06-01T20:13:01Z</published>
   <updated>2007-06-01T20:33:56Z</updated>
   
   <summary>Operatore di rete mobile virtuale: Coop e Poste Italiane.</summary>
   <author>
      <name>Silvia Amici</name>
      
   </author>
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      <![CDATA[<img alt="cellulare.jpg" src="http://get.fastpopularity.com/images/cellulare.jpg" width="250" height="188" alt="Operatore di rete mobile virtuale" class="entryimages" align="left"/>
Varie societ&agrave; come <a href="http://www.e-coop.it/portalWeb/coop.portal?_nfpb=true&amp;_pageLabel=previewFaro&amp;cm_path=/CoopRepository/COOP/CoopItalia/documento/doc00000041101&amp;FROM_HOME_PAGE=YES" title="Coop.Voce">Coop</a> e <a href="http://salastampa.poste.it/uploaded_files/gruppo_stampa/140507_repubblica_aef.pdf" title="Intervista di Repubblica all'ing. Sarmi">Poste Italiane</a> annunciano il lancio a breve di <b>servizi di telefonia mobile</b>: diverranno <a HREF="http://it.wikipedia.org/wiki/Mobile_Virtual_Network_Operator">operatori
di rete mobile virtuale</a>.
In altri Paesi europei, gi&agrave; da anni sono presenti sul mercato della telefonia servizi di questo tipo; in Italia solo ora se ne comincia a parlare.
Un <b>operatore di rete mobile virtuale</b> &egrave; un'azienda che offre servizi di telefonia mobile senza avere la propria rete, quindi, stipula accordi con operatori proprietari di rete mobile per poter gestire il traffico telefonico.
La prima conseguenza dell'<b>aumento degli operatori</b> sul mercato &egrave; lo sviluppo di <b>maggiore concorrenza</b>, di solito, questo dovrebbe portare ad una <b>diminuzione dei prezzi</b> generata dalla volont&agrave; di ogni singolo operatore di acquisire la &ldquo;fetta di mercato&rdquo; pi&ugrave; grande.]]>
      <![CDATA[Proprio l'aumento della concorrenza &egrave; lo scopo di Coop:
<blockquote>&ldquo;<em>La commercializzazione da parte di COOP di servizi di telefonia mobile, realizzati attraverso le infrastrutture di Telecom Italia</em>
- dichiara <b>Vincenzo Tassinari</b>, Presidente di COOP Italia &ndash; <em>potr&agrave;
contribuire a introdurre ulteriore concorrenza nel mercato delle comunicazioni mobili, a tutto vantaggio dei consumatori. Il nostro primo obiettivo &egrave; quello di intervenire su una spesa sempre pi&ugrave; importante per le famiglie con soluzioni semplici e convenienti, di offrire insomma un ulteriore significativo vantaggio ai nostri soci</em>&rdquo; 
</blockquote>
Questo &egrave; perfettamente in linea con la <b>mission di Coop</b> in cui si legge: &ldquo;<em>I <strong>valori originari</strong> sono [...]: la centralit&agrave; delle persone, dei loro bisogni e dei loro diritti.</em> &ldquo;
Lo <b>schema logico</b> &egrave; questo: la Coop pensa che gli operatori di rete mobile siano in numero troppo limitato per poter avere dei prezzi veramente competitivi, pensa ai propri soci/clienti, ai loro bisogni, cos&igrave; decide di diventare lei stessa operatore di telefonia mobile, in questo modo pu&ograve; garantire ai sottoscrittori proprie tariffe e, allo stesso tempo, aumentare la concorrenza del settore.
La Coop ha stipulato un accordo con Telecom Italia per poter usufruire delle sue infrastrutture per il traffico telefonico; Poste Italiane, invece, ha sottoscritto l'accordo con Vodafone.
Le finalit&agrave; di Poste Italiane sono totalmente diverse, dall'intervista all'ingegnere <b>Massimo Sarmi</b>, amministratore delegato delle Poste Italiane, si legge:
<blockquote> &ldquo;<em>Secondo vari studi, nei prossimi 5 anni in Italia ci saranno 20 milioni di nuovi utenti alla telefonia mobile. Noi ci candidiamo per intercettare il 10% di questa nuova utenza. Diciamo che contiamo di intercettare 2 milioni dei nuovi utenti. Con 2 milioni di clienti i
nostri cellulari saranno in utile, e quindi l'impresa si riveler&agrave; dotata di senso.</em>&rdquo;</blockquote>
Si parla, quindi, di un'operazione finalizzata al profitto, come qualsiasi altra azienda di telefonia, la particolarit&agrave; di questa operazione &egrave; che ha obiettivi pi&ugrave; lungimiranti:<blockquote>&ldquo;<em>Stiamo lavorando molto intorno alla questione dei micro-pagamenti con il telefonino, con il nostro telefonino, naturalmente</em>.&rdquo;</blockquote><blockquote>&ldquo;<em>Sulla carta c'&egrave; un chip sul quale viene caricato un importo. Il chip, una volta interrogato da un lettore elettronico, dice che su quella carta ci sono 200 o 500 euro. E quindi il titolare pu&ograve; spendere quella somma. Una volta esaurita la somma, la carta pu&ograve; essere ricaricata in vari modi...</em>&rdquo;</blockquote>continua dicendo:
<blockquote>&ldquo;<em>immagini un telefonino che abbia dentro due chip; uno sar&agrave; la sim del telefono normale, il secondo sar&agrave; quello di una nostra carta di debito. [...] In pratica, prendiamo il tradizionale telefonino cellulare e la carta di debito e li fondiamo insieme. Il
telefonino, quindi, diventa anche un borsellino elettronico.</em> &rdquo;</blockquote>
In conclusione Poste Italiane non pensa solo al profitto, ma anche al futuro, alle possibilit&agrave; che un servizio come quello della telefonia mobile pu&ograve; offrire loro ed ai loro clienti.
Personalmente spero che l'aumento dell'offerta porti ad una reale diminuzione dei costi: penso farebbe piacere a tutti!
]]>
   </content>
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   <title>Sito bannato senza aver violato le guidelines di Google</title>
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   <published>2007-05-28T09:54:27Z</published>
   <updated>2007-05-28T10:21:45Z</updated>
   
   <summary>Sito bannato senza aver violato alcun punto delle guidelines di Google ma a casua di un errore del servizio di hosting.</summary>
   <author>
      <name>Simone Rinzivillo</name>
      
   </author>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://get.fastpopularity.com/">
      <![CDATA[Su <strong><a href="http://get.fastpopularity.com">GET</a></strong> abbiamo finora affrontato i diversi modi per promuovere la visibilità online del proprio sito, oggi andiamo a toccare l'aspetto opposto: l'<strong>invisibilità online</strong>.
Sarà capitato (spero non a molti) di perdere la presenza delle proprie pagine nei motori di ricerca a causa del<strong> ban del sito</strong>.
In genere si tratta di azioni drastiche da parte dei motori di ricerca in seguito alla <strong>violazione delle loro guidelines</strong>.
<strong>Non sempre è così</strong>. 
]]>
      <![CDATA[Una decina di giorni fa ho subito il <strong>mio primo ban</strong>, <strong>non si tratta di un sito di un cliente</strong> ma di pagine personali (<a href="http://www.simonerinzivillo.com/blog/">www.simonerinzivillo.com</a>).
Per l'esattezza il sito in questione era composto di sole 2 pagine ed era indicizzato da più di un anno.  
In questo caso <strong>non è stato violato alcun punto delle guidelines di Google</strong> ma dopo qualche ricerca ho verificato come l'<strong>errore di terzi ha provocato il ban del dominio</strong> in questione e di almeno un altro.
Senza dilungarmi, trovate <strong><a href="http://www.simonerinzivillo.com/blog/hosting/sito-bannato-hosting-solutions-violato.php">tutto dettagliato qui</a></strong>, il servizio di hosting (<a href="http://www.hostingsolutions.it/">Hosting Solutions</a>) a cui mi affido è stato <strong>probabilmente violato</strong>.
Configurazioni dei <strong>DNS cambiate da hacker/cracker </strong>con la conseguente creazione di <strong>infiniti domini di terzo livello di spam</strong> che per alcuni hanno portato anche al<strong> ban del sito principale</strong>.
Il ban, soprattutto in questi casi, non è definitivo. E' possibile fare <strong>richiesta di reinclusione</strong> dal <a href="http://www.google.com/webmasters/sitemaps/">Google Webmaster tools</a> motivando la situazione e sperare che i tempi siano brevi.
E' indubbiamente un bel problema che a seconda della tipologia di sito si traduce in <strong>mancati guadagni</strong>, <strong>cali di prenotazioni e di contatti</strong>.
Se meritato me ne potrei fare anche una ragione ma <strong>in questo caso no</strong>.]]>
   </content>
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   <title>Google: ricerche correlate nelle SERP Italiane</title>
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   <published>2007-05-25T10:41:51Z</published>
   <updated>2007-05-25T10:52:06Z</updated>
   
   <summary>Le ricerche correlate di google nelle serp italiane. </summary>
   <author>
      <name>Simone Rinzivillo</name>
      
   </author>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://get.fastpopularity.com/">
      <![CDATA[In passato <a href="http://www.motoricerca.net">Motoricerca.net</a> aveva segnalato la presenza delle <a href="http://www.motoricerca.net/2007/01/13/le-ricerche-correlate-su-google/">ricerche correlate in una query in lingua inglese</a>, oggi fanno le prime apparizioni in alcune SERP italiane di Google.
Nella parte finale della prima pagina dei risultati si nota il box che suggerisce agli utenti ulteriori <strong>approfondimenti della ricerca corrente</strong>.

L'immagine mostra le ricerche correlate per la query <a href="http://www.google.it/search?hl=it&q=chirurgia+estetica&btnG=Cerca+con+Google&meta=">chirurgia estetica</a>.

<img alt="google_ricerche_correlate.png" src="http://get.fastpopularity.com/images/google_ricerche_correlate.png" width="773" height="375" class="entryimages" />

Il box delle ricerche correlate in questo momento è presente anche in altre serp come <a href="http://www.google.it/search?hl=it&safe=off&q=hosting+&btnG=Cerca&meta=">hosting</a> e <a href="http://www.google.it/search?hl=it&safe=off&q=hotel+roma&btnG=Cerca&meta=">hotel roma</a>.
Che sia il lancio definitivo della nuova funzionalità?]]>
      
   </content>
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   <title>Competitività di una serp</title>
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   <published>2007-05-16T10:31:54Z</published>
   <updated>2007-05-16T22:36:46Z</updated>
   
   <summary>Criteri per stabilire la competitivitò di una serp e la difficoltà di posizionare una keyword.</summary>
   <author>
      <name>Francesco Iamurri</name>
      
   </author>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://get.fastpopularity.com/">
      <![CDATA[Uno dei tanti compiti che un SEO si ritrova giornalmente nel suo lavoro è cercare di stabilire la <strong>competitività di una serp</strong>. 

Tralasciando i criteri di come formulare una buona offerta seo, di come stabilire i prezzi in un mercato senza un vero albo e un codice deontologico, vediamo insieme alcuni criteri che possono essere utili <u>nello stabilire la difficoltà di posizionare un sito su Google</u> per una certa keyword, in un dato settore.

Generalmente, quando mi ritrovo a fare questo tipo di analisi, guardo diversi fattori e mi avvalgo di strumenti differenti. ]]>
      <![CDATA[La <u>prima cosa</u> che faccio è "<em>dare un'occhiata veloce</em>" alle prime 4 pagine della serp, cosicchè da farmi un'idea generale di <strong>quanti seo lavorano  nel settore</strong>: questa analisi la faccio in maniera grossolana, cercando di stabilire gli addetti ai lavori dalla presenza dei parametri di ottimizzazione on-site da cui si può riconoscere la presenza di un seo, come la keyword nell'url, nel title della pagina e nel meta description, nonostante quest'ultimo abbia quasi esaurito la sua forza vista la troppa facilità con cui era manipolabile in fase di ottimizzazione. In un secondo tempo, con l'analisi dei backlink, approfondisco anche questo di analisi cercando di farmi un quadro preciso dei seo convolti nel settore.

<u>Secondo passo</u> è vedere rapidamente la <strong>quantità dei collegamenti sponsorizzati offerti da AdWords</strong>: se presenti in modo da riempire solo la prima pagina, oppure se in numero elevato da coprire più pagine, se compaiono solo nella parte destra o anche in cima ai risultati organici. Di seguito apro il pannello Adwords e, utilizzando il keyword tool external, effettuo qualche stima sui probabili bid per capire quanto "<em>vale</em>" la keyword.

Fatto questo, cerco di avvalermi delle <strong>stime</strong> effettuate da tool come <a href="http://tools.seobook.com/general/keyword/" title="Seobook keywords tool">Seobook</a> e <a href="http://www.google.it/trends" title="Google Trends">Google Trends</a> per capire quanto effettivamente la keyword viene ricercata e se ci sono altre keyword a cui puntare, almeno nel breve periodo, in grado di portare un discreto ritorno economico in fase iniziale.

Dopodichè effettuo qualche ricerca su Google utilizzando alcuni <strong>parametri per la ricerca avanzata</strong>, come intitle (all), inurl (all) e inanchor (all), guardando non solo il numero dei risultati restituiti ma soprattutto gli eventuali cambiamenti nell'ordinamento della serp, per riscontrare differenze con la serp principale. Controllo anche l'exact match e poi accendo il fido <a href="http://www.seoquake.com/" title="Firefox Seo Extension">Seo Quake</a> (estensione Firefox) e comincio a studiare in maniera approfondita i primi 40 risultati, tabellando non solo i risultati forniti da Seo Quake ma risalendo agli stessi parametri anche della home, nel caso nella serp compaia una pagina e non la home stessa. 

Dei dati forniti da Seo Quake mi soffermo in particolar modo <strong>all'analisi dei backlink</strong> dei competitor: sappiamo infatti, che non è sufficiente sapere solo il numero di link che puntano ad una determinata pagina, ma diventa sempre più fondamentale capire il tipo e le informazioni passate: se a tema, se e quanto fidati, se provenienti da circuiti di affiliazione, directory o scambi link tanto per dirne alcuni.

Infine "<em>olio di gomito</em>" per cercare di interpolare i dati raccolti e riuscire ad avere un quadro completo.

Questo è un breve accenno di quello che faccio sempre per valutare la difficoltà di una keyword. 

E voi? Qual'è il vostro modus operandi per stabilire la <strong>competitività di una serp</strong>?]]>
   </content>
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   <title>Sulla globalizzazione</title>
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   <published>2007-05-14T13:22:44Z</published>
   <updated>2007-05-14T13:23:03Z</updated>
   
   <summary>La Globalizzazione nel settore della creazione e dello sviluppo di siti internet.</summary>
   <author>
      <name>Silvia Amici</name>
      
   </author>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://get.fastpopularity.com/">
      <![CDATA[<img alt="ambienti-internazionali.jpg" src="http://get.fastpopularity.com/images/ambienti-internazionali.jpg" width="241" height="197" alt="Ambienti Internazionali" align="left" hspace="15px" class="entryimages" />Si parla spesso di tendenza alla globalizzazione dei mercati internazionali, di come i prodotti siano sempre più uguali e omologati.
In realtà non tutti i prodotti vengono “globalizzati”, ci sono specifici criteri con cui esaminare il mercato di riferimento di un prodotto o di un servizio e scegliere la strategia più adeguata da seguire.
L’analisi dei mercati viene fatta prendendo in considerazione due tipi di forze presenti sul mercato: le <strong>forze globali</strong> e le <strong>forze locali</strong>.
Le prime prendono in considerazione le spinte alla standardizzazione, le seconde all’adattamento dei prodotti per ogni mercato locale.
Queste forze possono essere <strong>deboli</strong> od <strong>elevate</strong> e dall’incontro di queste vengono identificati quattro tipi di ambienti specifici: <strong>ambiente globale</strong>, <strong>ambiente transnazionale</strong>, <strong>ambiente internazionale calmo</strong>, <strong>ambiente multi-domestico</strong>.
]]>
      <![CDATA[Facciamo qualche esempio per capire meglio:
<ul>
 	<li>La <strong>tecnologia</strong> rientra nell’<strong>ambiente globale</strong>, le forze alla spinta per omogeneizzare i prodotti sono forti, mentre quelle locali sono deboli: difficilmente troveremo un prodotto hi-tech diversi per ogni paese in cui ci troviamo;</li>
 	<li>Nell’<strong>ambiente transnazionale</strong> rientrano quei prodotti in cui la filosofia è "<em><strong>think global, act local</strong></em>", ad esempio le automobili che vengono prodotte uguali per tutti i paesi, ma che sfruttano un servizio commerciale ed al cliente sviluppato secondo le esigenze locali;</li>
 	<li>L’industria del <strong>cemento</strong>, invece, fa parte dell’<strong>ambiente internazionale calmo</strong>, le specifiche tecniche sono uguali in ogni paese, ma non ci sono forti spinte a globalizzare  la produzione per via dei costi di trasporto;</li>
 	<li>Nell’<strong>ambiente multi-domestico</strong> troviamo il settore <strong>alimentare</strong>, nessun italiano mangerebbe mai pasta secca in scatola già condita come gli americani, nessun indiano mangerebbe bistecche, porchetta o salsicce come un italiano, le forze locali sono elevate e l’adattamento è doveroso.</li></ul>
Ok, fin qui tutte belle parole, molto accademiche, ma dove voglio arrivare? 
Pensando a questa distinzione mi è venuto in mente che i <strong>siti internet</strong> rientrano nella tecnologia e, quindi, sono nell’ambiente globale: ma, in realtà è un prodotto globalizzato?
Mi spiego meglio, lavorando nello sviluppo di siti internet mi accorgo delle differenze sostanziali tra i <strong>siti aziendali</strong>, ad es., <strong>americani</strong> e quelli <strong>italiani</strong>: i primi, spesso, sono molto grafici e con contenuti limitati alla minima conoscenza, i secondi sono ricchi di informazioni, anche se l’aspetto non viene lasciato a se stesso, usano molto la comunicazione per far capire al cliente i loro punti di forza.
Questa differenza, secondo me, risiede nel <strong>Customer Care</strong>, gli americani hanno un servizio ai clienti molto forte, quindi, non devono puntare alle parole, ma sarà attraverso l’esperienza d’acquisto che i clienti capiranno la forza della società.
In Italia i servizi al cliente lasciano, nella maggior parte dei casi, molto a desiderare, così nel sito internet si cerca di dire il più possibile al proprio cliente, di fargli capire il vantaggio di acquistare presso la propria azienda.
Di conseguenza, le richieste delle società saranno diverse a seconda che siano italiane o americane, sempre per rimanere nell’esempio, ci troviamo di fronte a prodotti che per tecnologia usata sono uguali, ma che sotto il profilo realizzativo sono diversi.
Secondo voi, i <strong>siti internet</strong> sono un <strong>prodotto globale o transnazionale</strong>?
]]>
   </content>
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<entry>
   <title>Pubblicità e spettatori televisivi</title>
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   <published>2007-05-09T14:10:00Z</published>
   <updated>2007-05-09T14:14:09Z</updated>
   
   <summary>Relazioni fra spot pubblicitari e spettatori televisivi.</summary>
   <author>
      <name>Silvia Amici</name>
      
   </author>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://get.fastpopularity.com/">
      <![CDATA[<img alt="spettatori-televisivi.jpg" src="http://get.fastpopularity.com/images/spettatori-televisivi.jpg" width="250" height="166" alt="Telespettatore" align="left" hspace="15px" vspace="15px" class="entryimages"/>In una serata di fronte alla televisione, mi sono resa conto di non essere lo spettatore-tipo dei programmi che guardavo.
Come me ne sono accorta?
La <strong>pubblicità </strong>che passava era indirizzata per la maggior parte ad un <strong>pubblico maschile</strong>: spots su automobili, rasoi o tinte per capelli per uomini si succedevano, senza trovare una pubblicità indirizzata ad una donna.
Da qui è nato il post: <strong>avete mai pensato se quello che guardate è visto da persone simili a voi?</strong>
]]>
      <![CDATA[E' scontato che la pubblicità è targettizzata al tipo di spettatori di ciò che va in onda, anche se non sempre in modo così diretto, ad esempio, se si guardano i cartoni all'ora di pranzo, ci si rende conto che non passano solo <strong>spot per i bambini</strong>, ma anche <strong>per le mamme</strong>, spettatrici obbligate dai loro pargoli di fronte alla tv mentre si mangia.
In questi giorni è diventata un'abitudine guardare gli spot per capire chi sta dietro le altre televisioni collegate come me su quel canale, nella ricerca di un mio profilo da spettatrice, rendendomi conto che le aziende che pagano pubblicità con me non faranno molti soldi: <strong>sono</strong> quasi sempre <strong>fuori target</strong> e finisco per distogliere lo sguardo dalla tv durante le pause pubblicitarie.
E' strano come una cosa che per me è scontata mi abbia generato tanto curiosità, so che le fasce orarie vengono vendute in base al profilo dei telespettatori, ma non mi sono mai fermata a guardare realmente le pubblicità pensando a questo, guardavo singoli spot cercando di studiarli a livello di marketing, ma non avevo mai pensato alla serie di spot visti nella loro <strong>globalità</strong>.
Quando me ne sono resa conto, non solo ho applicato su di me questo processo, ma anche sulle persone che mi circondano, capendo che alla fine l'unica "<em>anomala</em>" sono io!
E' un esperimento che consiglio a tutti di fare, è curioso pensare a tante persone dietro ad altre tv che guardano il tuo stesso programma e riuscire quasi a visualizzarle, per lo meno per <strong>età</strong>, <strong>sesso</strong> o <strong>censo</strong>.]]>
   </content>
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   <title>Da Yahoo! robots-nocontent, questo non è testo per te!</title>
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   <published>2007-05-03T07:42:56Z</published>
   <updated>2007-05-03T09:02:14Z</updated>
   
   <summary>Dopo aver inserito il NOYDIR Yahoo! rende disponibile il marcatore robots-nocontent per escludere porzioni di una pagina in fase di valutazione dei contenuti.
</summary>
   <author>
      <name>Simone Rinzivillo</name>
      
   </author>
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   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://get.fastpopularity.com/">
      <![CDATA[Dopo aver inserito il <a href="http://get.fastpopularity.com/motori_di_ricerca/noydir_meta_tag_yahoo.php">NOYDIR</a> <strong>Yahoo!</strong> rende disponibile il marcatore <strong><a href="http://www.ysearchblog.com/archives/000444.html">robots-nocontent</a></strong>.
Questa feature permette ai Webmaster di indicare al motore di ricerca quali parti della pagina <strong>escludere in fase di elaborazione dei contenuti</strong>.
L'utilizzo del marcatore è particolarmente semplice. E' sufficiente inserire robots-nocontent nell'<strong>attributo class del tag</strong> che definisce la porzione di testo che intendiamo escludere.
<blockquote><em>&lt;p class="robots-nocontent"&gt;Testo che Yahoo non dovrà considerare in fase di valutazione dei contenuti della pagina&lt;/p&gt;</em></blockquote>]]>
      <![CDATA[Con questa feature abbiamo la possibilità di eliminare agli occhi dell'algoritmo di Yahoo! quelle parti non d'interesse in fase di valutazione per il ranking ma presenti in tutto il sito.
Per esempio, possiamo marcare come <strong>robots-nocontent</strong> i <strong>disclaimer </strong>che molte volte rappresentano un elevata percentuale dei contenuti di un sito rendendo le pagine eccessivamente simili tra di loro.   

Google e Microsoft cosa faranno? 
I loro algoritmi si adegueranno alla strada tracciata da Yahoo! ?  ]]>
   </content>
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   <title>Memorizza...forma e velocità!</title>
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   <published>2007-05-02T15:13:34Z</published>
   <updated>2007-05-02T15:14:15Z</updated>
   
   <summary>Forme pubblicitarie innovative: memorizzare l'immagine di un'automobile, pubblicità Materia Daihatsu allo stadio.</summary>
   <author>
      <name>Silvia Amici</name>
      
   </author>
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      <![CDATA[<img alt="Materia-Daihatsu.png" src="http://get.fastpopularity.com/images/Materia-Daihatsu.png" width="277" height="150" alt="Materia Daihatsu e pubblicità" align="left" class="entryimages" />
E' da qualche mese che, allo stadio c'è una <strong>nuova forma di pubblicità</strong>.
Le persone allo stadio sono talmente abituate alle pubblicità lungo campo e alle promozioni sui tabelloni che spesso passano inosservati, forse sono molto più visibili in televisione che dagli spalti.
La <strong>Daihatsu</strong>, invece, ha pensato, per promuovere la <a href="http://www.daihatsu.it/it/materia/index.htm" title="Daihatsu Materia"><strong>Materia</strong></a>, ad una forma di promozione tutta nuova: la <strong>SpeedBall</strong>.
In che cosa consiste? 
Ci sono due cartelloni a <strong>forma dell'automobile</strong> oggetto di pubblicità agli angoli fra la tribuna e le curve, sul cui interno ci sono dei display luminosi che segnano la velocità a cui la palla passa la linea di fondo.
Certo non sono molto visibili, si disperdono fra i tanti cartelloni pubblicitari vicini, a meno che uno non sappia che sono lì e li guarda appositamente, sarà difficile notarli.
]]>
      <![CDATA[La <a href="http://www.daihatsu.it" title="Daihatsu">Daihatsu</a> ha pensato anche a questo, ed ha fatto di più: quando sul tabellone in alto vengono segnalati i gol dagli altri campi, subito prima passa la pubblicità dell'auto, in cui la scritta più grande è  Daihatsu SpeedBall, subito sotto c'è un quadrato con la velocità dell'ultimo pallone passato oltre la linea di fondo e a fianco la <strong>fotografia dell'automobile</strong>, senza il suo nome.
Ora, la realizzazione grafica di questa pubblicità non è proprio il massimo, ma da spettatore mi sono resa conto che è molto <strong>efficace</strong>.
Qualche settimana fa parlavo di <a href="http://get.fastpopularity.com/comunicazione/memorizzazione_di_un_messaggio.php" title"Memorizzazione di un messaggio pubblicitario" >memorizzazione</a>, bhé, questa pubblicità riesce ad entrare veramente nella testa delle persone!
Vi racconto la mia esperienza personale:
<ol>
	<li>la prima volta che la pubblicità è passata sui tabelloni ho chiesto ai miei amici cosa fosse, uno tra loro mi ha detto che segnava la velocità della palla;</li>
	<li>la partita successiva mi sono resa conto dei due tabelloni agli angoli del campo;</li>
	<li>dalla terza partita ho cominciato a guardare a bordo campo per vedere a quanto andava la palla ogni volta che tiravano e, ancor di più, quella sul tabellone in alto quando appariva!</li></ol>
Vi starete chiedendo: "<i>ok, ma la memorizzazione?</i>"
Bhé, pensateci bene: cartelloni a <strong>forma dell'automobile</strong>, <strong>fotografia dell'autovettura</strong> sulla pubblicità che passa sui tabelloni in alto ... io so perfettamente che forma ha l'automobile, anche se fino ad oggi non sapevo come si chiamasse!
Se fosse passata per strada una Materia avrei subito pensato "<i>Ah, la macchina della SpeedBall!</i>", senza neanche sapere il suo nome.
Altro particolare è la forma dell'automobile, molto squadrata, quasi rettangolare; questo tipo di promozione permette di far <strong>metabolizzare l'automobile</strong>, attraverso le impressions, facendola diventare usuale, normale, una cosa nota anche se rompe gli schemi delle linee abituali.
Personalmente non mi piace, ma su mila persone a qualcuno potrà venire la curiosità e cercare un punto vendita per andarla a vedere, inoltre tutte le mila persone memorizzeranno quell'automobile, anche se non è certo una tra le più quotate!
Non so quanto costa una pubblicità allo stadio rispetto ad una sui giornali, penso, però, che la prima, in questo caso, abbia un'efficacia maggiore rispetto alla seconda, soprattutto riguardo alla memorizzazione.
Ancora una cosa: l'associazione della <strong>velocità</strong> all'<strong>automobile</strong>.
Quasi tutti i produttori di automobili cercano di rendere l'idea della velocità attraverso le pubblicità, accostando schemi comunicativi dinamici all'automobile. In questo caso l'accostamento è diretto, non serve sottolineare la velocità o la dinamicità: l'automobile dà la velocità della palla, quindi, binomio <strong>auto-rapidità</strong> viene da sé.
Insomma, i giapponesi della Daihatsu hanno proprio colpito nel segno, secondo me, <strong>idea innovativa e virale</strong>!
]]>
   </content>
<feedburner:origLink>http://get.fastpopularity.com/marketing/memorizzaforma_e_velocita.php</feedburner:origLink></entry>
<entry>
   <title>A colpi di link</title>
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   <id>tag:get.fastpopularity.com,2007://1.35</id>
   
   <published>2007-04-27T13:15:33Z</published>
   <updated>2007-04-27T13:20:34Z</updated>
   
   <summary>Non solo backlink a base di una strategia SEO. L'importanza dei link alle nostre pagine è fuori discussione ma fare il SEO non è questo.</summary>
   <author>
      <name>Simone Rinzivillo</name>
      
   </author>
         <category term="Search engine optimization" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#category" />
   
   <category term="30" label="backlink" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="125" label="global_warming_awareness2007" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   <category term="6" label="seo" scheme="http://www.sixapart.com/ns/types#tag" />
   
   <content type="html" xml:lang="it" xml:base="http://get.fastpopularity.com/">
      <![CDATA[<img src="http://get.fastpopularity.com/images/seo_colpi_di_link.jpg" align="left" class="entryimages" title="strategie seo e link">Nell'ultimo periodo mi sono imbattuto diverse volte in <strong>aspiranti SEO</strong> che come unica / prima proposta per ottimizzazione di un sito suggeriscono "<em>...puntare tutti i backlink che ho...</em>".

L'importanza dei link alle nostre pagine è fuori discussione ma fare il SEO non è questo:
- dopo poche manciate di clienti gestiti in questo modo hai reso individuabile la tua link farm.
- ok linkare le pagine del cliente ma non è uno step di ottimizzazione. Lavora sul <a href="http://get.fastpopularity.com/search_engime_optimization/ottimizzazione_codice_html_seo.php" title="ottimizzare il codice html"><strong>template html</strong></a>, sui <strong>contenuti</strong>, sulla <strong>struttura del sito</strong>, <strong>link interni</strong>, poi alla fine linki le pagine.
- non servirebbero SEO ma semplici operatori in grado fare submission nelle directory e inserire link con Frontpage.

]]>
      <![CDATA[Non sono sempre errori di gioventù, capita che anche SEO più prerati di fronte al caso insolito o al cliente che non ti permette un ampio raggio di azione si fanno avanti con l'idea di bombardare le pagine dai domini più insoliti.
Questo può andar bene, poi sulla tua SERP capita il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_(motori_di_ricerca)"><em><strong>SEO</strong></em></a>, quello capace, quello <strong>attento ai dettagli</strong>, quello che prima di linkare il sito ha trascorso ore nel perfezionare il template e sviluppare una strategia.

Qualcosa di simile sta accadendo in questi giorni con il seo contest<strong> Global warming Awareness2007</strong>. 
Il<a href="http://www.giorgiotave.it/forum/globalwarming-awareness2007/"> team del Forum GT</a> ormai lontano dalla vetta spera di risollevare le sue sorti a <strong>colpi di link</strong>.
Il team GT, come la maggior parte dei partecipanti, ha ottimizzato il sito della gara <em>installando wordpress</em> e creando un'ampia rete di backlink. Peccato si tratti della strategia utilizzata dal 90% dei partecipanti.
Perchè non si è tentato creando una struttura degna di nota? ]]>
   </content>
<feedburner:origLink>http://get.fastpopularity.com/search_engine_optimization/a_colpi_di_link.php</feedburner:origLink></entry>
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   <title>AIRWeb 2007: Adversarial Information Retrieval</title>
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   <published>2007-04-18T15:00:56Z</published>
   <updated>2007-04-18T15:03:05Z</updated>
   
   <summary>La conferenza AIRWeb 2007, Adversarial Information Retrieval, si terrà quest'anno insieme alla sedicesima Conferenza Internazionale sul World Wide Web. </summary>
   <author>
      <name>Francesco Iamurri</name>
      
   </author>
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      <![CDATA[<img alt="www2007_logo.png" src="http://get.fastpopularity.com/www2007_logo.png" width="130" height="87" align="left" class="entryimages" /><a href="http://airweb.cse.lehigh.edu/" title="Adversarial Information Retrieval">AIRweb</a>, <strong>Adversarial Information Retrieval Web</strong>, rappresenta una serie di workshop internazionali di ricercatori e addetti ai lavori nel settore IR applicato al web, per presentare e discutere sulle novit&agrave; nel mondo della ricerca e recupero delle informazioni. 

Quest'anno, l'<a href="http://airweb.cse.lehigh.edu/2007/" title="AIR WEB 2007">AIRweb  2007</a> sar&agrave; parte integrante della <a href="http://www2007.org/" title="IW3C 2007">16&deg; conferenza internazionale</a> sul  World Wide Web (<a href="http://www.iw3c2.org/" title="IW3C">Internation World Wide Web Conference</a>) e si terr&agrave; l'<strong>8  maggio a Banff</strong>, in Canada. 

Il comitato organizzativo vede, tra gli altri, alcuni rappresentanti dei maggiori colossi americani come <em>Carlos Castillo</em> di <strong>Yahoo Research</strong> e <em>Kumar Chellapilla</em>  di <strong>Microsoft Live Labs</strong>. Durante la conferenza di quest'anno, saranno trattati <a href="http://airweb.cse.lehigh.edu/2007/proceedings.html" title="argomenti presentati">diversi temi</a>, tra i quali alcuni strettamente legati al mondo <strong>SEO</strong> e allo <strong>spamdexing</strong>, lo spam e l'utilizzo di  tecniche contrarie alle linea guida dei motori di ricerca con lo scopo di raggiungere  posizioni di vantaggio nei risultati delle ricerche e veicolare cos&igrave; alti volumi  di traffico.]]>
      <![CDATA[Vediamo alcuni degli <a href="http://airweb.cse.lehigh.edu/2007/cfp.html" title="Call for papers">argomenti</a>: 

<ul><li><u>Link spam</u>: nepotistic linking, link farms, scambi link e link bombing.</li></ul>

Mi soffermo  sul &quot;<strong>nepotistic linking</strong>&quot; solo perch&egrave; questo termine mi mancava, ma si sa, ormai va di moda il conio.

Nepotismo &egrave; una parola che deriva dalla tendenza, nel passato, di certi papi a favorire i propri familiari con cariche e simili. Penso che comportamenti del genere  nel sistema di linking e nella costruzione della link popularity sia facilmente intuibile  dai motori di ricerca, soprattutto da <strong><a href="http://get.fastpopularity.com/motori_di_ricerca/big_google.php" title="Google, il grande fratello della rete">Big G</a></strong>: la costruzione di un network ad hoc solo per  spingere un sito, o schemi di scambio link reciproci tra amici, in cui A linka B e C e B linka C, possono essere facili da scoprire. 

Per esperienza personale posso dire che un network proprietario per spingere un sito deve essere costruito e promosso perfettamente come fosse un &quot;sito&quot; qualsiasi; un network in cui tutti linkano tutti senza altri link outbound e con pochissima link popularity, ad esempio, non solo &egrave; riconoscibile ma anche penalizzabile.

<ul>
  <li> <u>Content spam</u>: keyword stuffing, phrase stitching, e altre tecniche per  generare testi sintetici.</li>
  <li> <u>Cloaking</u>: inviare contenuti diversi agli utenti e agli spider dei motori di ricerca</li>
  <li> <u>Comment spam</u>: lo spam di link nei commenti di blog e forum</li>
  <li> <u>Spam oriented Blog</u>, <u>splogs</u> (spam blogs usati solo per promuovere siti    affiliati), <u>spings</u> (spam pings o trackbacks spam) </li>
  <li> <u>Click fraud detection</u>: incluso sia l'incorraggiamento ai click per profitti che per consumare fondi di competitor. </li>
  <li> <u>Reverse engineering</u> per studiare gli algoritmi di ranking</li>
  <li> <u>Web content filtering</u>: usato da governi, corporazioni e quant'altro per restingere l'accesso a determinati contenuti</li>
  <li><u>Advertisement blocking</u>: sviluppo di software per bloccare gli annunci pubblicitari durante la navigazione</li>
  <li><u>Stealth crawling</u>: operazioni di crawling della rete evitando di essere scoperti</li>
  <li> <u>Malicious tagging</u>: per l'inserimento di keywords o per auto promuoversi in generale. ]]>
   </content>
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   <title>Seo vs Seo</title>
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   <published>2007-04-16T13:20:51Z</published>
   <updated>2007-04-17T16:42:04Z</updated>
   
   <summary>C'è testo nascosto e testo nascosto, redirect e redirect che si differenziano tra di loro da quel dettaglio che ti fa dire ...che trovata!</summary>
   <author>
      <name>Simone Rinzivillo</name>
      
   </author>
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      <![CDATA[<img src="http://get.fastpopularity.com/images/seo_vs_seo.jpg" class="entryimages" align="left">Stavo leggendo l'ultimo post di <strong>Fabio Dell'Orto</strong> che ha come argomento principale il<a href="http://www.progetto-seo.com/ottimizzazione/testo-nascosto"> testo nascosto</a>.
Conoscendolo l'ho immaginato scrivere questo post con un pò di malinconia e chiedendosi "<em>...sarà ora che elimino gli ultimi livelli nascosti?...</em>".
Fabio l'ho conosciuto come uno dei più ingegnosi SEO del panorama italiano, insieme ad un altro paio di elementi ne abbiamo veramente fatte di tutti i colori (loro più di me).
C'è testo nascosto e testo nascosto, redirect e redirect che si differenziano tra di loro da quel dettaglio che ti fa dire "<em>...che trovata!</em>".]]>
      <![CDATA[Tutto era così fino a poco più di un anno fa quando <strong><a href="http://get.fastpopularity.com/motori_di_ricerca/big_google.php">Big G</a></strong> ha scatenato il suo esercito di <strong><a href="http://www.google.it/search?hl=it&q=quality+raters&btnG=Cerca&meta=lr%3Dlang_it">Quality Raters</a></strong> a far pulizia e creare scompiglio tra chi con redirect e livelli nascosti se la spassava, tra chi inventava e chi scopiazzava.
Poi, oggi, tutto finito. Non sento parlare dei Quality Raters di Google da parecchi mesi e certo oggi il suo spider non è molto più evoluto di prima.
L'ultima arma a sua disposizione è un evoluto <strong><a href="http://www.google.it/webmasters/spamreport.html">Spam report</a></strong>, una segnalazione e in pochi giorni sei fuori dalle serp.
Google tanto per cambiare ci ha visto bene, ha armato tutti i SEO di un mezzo potente quanto temuto e oggi lo spam report per molti è un modo per scalzare i competitor.
Solo a gennaio ho eliminato gli ultimi livelli nascosti da un paio di domini personali. Nessuno spider oggi in circolazione li avrebbe individuati (<em>spero</em>), nessuna informazione forviante per gli utenti, solo lo spam report da temere.
Di ieri un altro post di <strong>Jacopo Gonzales</strong> su Marketing Routes "<a href="http://www.marketingroutes.com/2007/04/16/acquisti-link-vendi-link-attenzione-allo-spam-report/">Acquisti Link? Vendi Link? Attenzione allo spam report</a>" il cui titolo è più che esauriente, tra i sui pensieri:

<blockquote>Quello che non mi piace però in tutto questo è il fatto che si invitino i webmaster di tutto il mondo a comportarsi da delatori, a fare la spia, a danneggiarsi l’un l’altro, a tutto vantaggio di Google e forse degli utenti.</blockquote>

Uno degli aspetti che più ho amato del SEO è quello di <strong>armarsi per raggirare l'ostacolo</strong> (l'algoritmo).
Oggi <strong>meglio rigar dritti</strong>, tanto di metodi per non saltare l'ostacolo volendo ce ne sono.

Qualcuno di voi giustamente mi farà notare come, Google in primis, con questi sistemi hanno debellato network di SPAM di incredibili dimensioni. 
<strong>Vero</strong>, anche se non nascondo un certo fascino / curiosità per questo aspetto del SEO, in fondo è sempre un prezioso bagaglio culturale.]]>
   </content>
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