<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" version="2.0">

<channel>
	<title />
	
	<link>http://www.gianniascione.net</link>
	<description />
	<lastBuildDate>Thu, 09 Sep 2010 15:39:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/gianniascione/XrsB" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="gianniascione/xrsb" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/</creativeCommons:license><item>
		<title>Trentacinque anni per tre chilometri</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1707</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1707#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 15:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[E pur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1707</guid>
		<description><![CDATA[Fossi stato ancora uno studente del liceo ci avrei provato. A farlo oggi, il nervo vago uscirebbe dal mio corpo come un serpente impazzito e tenterebbe lo strangolamento giugulare. Avrei camminato per tre chilometri con lo sguardo rivolto all&#8217;insù seguendo soltanto quella fettuccia livida di cielo tipica delle strade di Napoli. Da piazza Dante fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/09/striscia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1708" style="border: 10px solid white;" title="striscia" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/09/striscia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Fossi stato ancora uno studente del liceo ci avrei provato. A farlo oggi, il nervo vago uscirebbe dal mio corpo come un serpente impazzito e tenterebbe lo strangolamento giugulare. <strong><em>Avrei camminato per tre chilometri con lo sguardo rivolto all&#8217;insù seguendo soltanto quella fettuccia livida di cielo tipica delle strade di Napoli.</em></strong> Da piazza Dante fino al borgo marinaro. Conosco questi tre chilometri come le mie tasche. E&#8217; un pò come se avessi conquistato il mare aperto con il passare degli anni.<br />
Dei tempi del liceo, nei paraggi di piazza Dante, ricordo bene l&#8217;edificio. Un vecchio convento, sede dell&#8217;Accademia delle Belle Arti. Le scale in piperno, il cortile centrale e i terrazzi, sempre pieni di ragazzi. Accade spesso che a Napoli i conventi diventino scuole o università. Speriamo non si tratti una scelta complottista. In fondo sempre meglio le scuole dei conventi, altrimenti ci saremmo ritrovati invasi da monache e frati <em>francescaniscalzi</em>, a costo di dargli uno stipendio da statali, tredicesima e liquidazione compresa. Ci capitava spesso di camminare nell&#8217;immenso corridoio e pensare quanto stì preti si trattassero bene. Ci credevamo comunisti e invece eravamo solo dei cazzoni  e anche un pò <em>filonapoleonici</em>. Fatto sta che per festeggiare il diplomati della sezione G (oppure H, non ricordo) la sorte ci regalò, l&#8217;anno dopo per la verità, un bel terremoto di quelli sostanziosi.<br />
Dopo un anno di università litigai con il libro di &#8220;analisi uno&#8221; e riuscii a trovare il mio primo lavoro a neanche un chilometro di distanza dal liceo. Mi stavo avvicinando al mare. Trattavasi di uno studio di architettura specializzato in restauro. Eravamo nel pieno degli anni &#8217;80. All&#8217;epoca quella zona era considerata un pò la city della città, e nelle pause pranzo, affacciato al balcone, vedevo piano piano la città cambiare. I negozi di abbigliamento, le banche e i fast-food sorgevano come funghi stracciando letteralmente le facciate dei palazzi settecenteschi. L&#8217;odore dei soldi copriva persino quello della cipolla della tavola calda al piano terra. La gente faceva finta di parlare mangiando tramezzini che grondavano maionese come fosse lava vulcanica. In realtà non si sentiva una mazza perchè la cassiera con la faccia distribuiva sorrisi, con la mano destra incassava e con la sinistra sparava &#8220;Like a virgin&#8221; a volume<em> up to eleven</em>. Figuriamo l&#8217;odore e il rumore del mare, quelli da là non l&#8217;avrei mai sentiti.<br />
Oggi, e ormai da ventitrè anni, prendo il mio primo caffè e vedo il mare dalla vetrata del bar e dal mio ufficio.</p>
<p>Elvis Stanic Group &#8211; The Graceland<br />
<iframe width="361" height="25" scrolling="no" style="border:none;" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/plugins/yt-audio-streaming-audio-from-youtube/frame.php?v=jxKsg-xJZxs">\n</iframe><!-- yt-audio: http://www.erik-rasmussen.com/blog/2007/09/25/yt-audio-audio-hosting-from-youtube-in-wordpress/ --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1707</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La giusta distanza</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1701</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1701#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 11:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giro di vite]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1701</guid>
		<description><![CDATA[Certo di tempo ne è passato da &#8220;Notte italiana&#8221; (1987) e Mazzacurati ha affinato il suo stile, per la verità sempre un pò troppo &#8220;impressionista&#8221;; ma &#8220;La giusta distanza&#8221; è un film indubbiamente bello. Valentina Lodovini mostra tutta la sua bellezza e di-mostra tutta la sua bravura nel primo vero ruolo da protagonista assoluta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/09/PierPaoloFerrari26.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1702" style="border: 10px solid white;" title="PierPaoloFerrari26" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/09/PierPaoloFerrari26-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>Certo di tempo ne è passato da <em>&#8220;Notte italiana&#8221; (1987)</em> e Mazzacurati ha affinato il suo stile, per la verità sempre un pò troppo &#8220;impressionista&#8221;; ma <em>&#8220;La giusta distanza&#8221;</em> è un film indubbiamente bello. Valentina Lodovini mostra tutta la sua bellezza e di-mostra tutta la sua bravura nel primo vero ruolo da protagonista assoluta del film. Le campagne del nord-est sono pane per i denti di Mazzacurati che dimostra di conoscere non solo dal punto di vista paesaggistico ma anche antropologico. La diffidenza mista alla curiosità da sempre pervadono la provincia italiana come un istinto irrefrenabile. In questo contesto l&#8217;arrivo nella piccola cittadina di una maestra elementare bella e, soprattutto non indigena, scatena dapprima quell&#8217;istinto collettivo di cui sopra, poi, nel confronto uno a uno dei personaggi vengono fuori le personalità più bieche e ignobili. Si salva solo Giovanni, giovane e aspirante giornalista, che sembra essere l&#8217;unico in grado di osservare le genti di questo paesotto del Polesine con distacco ed obiettività. La solitudine del tunisino Hassan il meccanico, è un prezzo che tutti gli immigrati sanno di dover pagare, in silenzio e senza batter ciglio. Ed è per questo che la storia d&#8217;amore tra la maestra e il meccanico assume un valore inestimabile per la storia. In un primo momento il paese sembra accettare l&#8217;evento ma poi subdolamente gli abitanti si trasformano in solisti iniettando nella storia il peggio delle proprie personalità. Dall&#8217;omicidio della maestra fino alla fine il film rientra nei canoni del giallo, per la verità piuttosto scontato, ma lo fa per sostanziare il sentimento che ha spinto Mazzacurati a scrivere questa storia. Xenofobia allo stato puro, avvolta in un apparente tolleranza.</p>
<p>Al Green &#8211; Love And Happiness<br />
<iframe width="361" height="25" scrolling="no" style="border:none;" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/plugins/yt-audio-streaming-audio-from-youtube/frame.php?v=hsU6_eSG4k4">\n</iframe><!-- yt-audio: http://www.erik-rasmussen.com/blog/2007/09/25/yt-audio-audio-hosting-from-youtube-in-wordpress/ --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1701</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Alza la testa… e guarda che casino</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1692</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1692#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 17:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giro di vite]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1692</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; che quando guardi certi film hai l&#8217;impressione che i cineasti italiani, specialmente quelli di primo e primissimo pelo, abbiano delle grosse possibilità. Ma manca tutto il resto &#8211; e non sto parlando solo del vil danaro che pure maleodorante procura indiscutibili vantaggi. Tutto sta nel chiarire se per fare un buon film serve una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/castellitto.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1693" style="border: 10px solid white;" title="castellitto" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/castellitto.jpg" alt="" width="192" height="240" /></a>E&#8217; che quando guardi certi film hai l&#8217;impressione che i cineasti italiani, specialmente quelli di primo e primissimo pelo, abbiano delle grosse possibilità. Ma manca tutto il resto &#8211; e non sto parlando solo del vil danaro che pure maleodorante procura indiscutibili vantaggi. Tutto sta nel chiarire se per fare un buon film serve una ottima idea <em>(alias storia)</em> o un/una grande protagonista <em>(alias attore/rice)</em>. Certo non scambierei la nostra sensibilità con una certa abilità hollywoodiana nel fare spettacolo, ma non posso negare che ho una certa tendenza a preferire il cinema europeo a quello d&#8217;oltreoceano. Sarà per le sceneggiature un tantino più <em>ruspanti</em> e meno <em>mordi e fuggi</em> &#8211; fatte le dovute eccezioni. Tra l&#8217;altro attori come <em>Mastandrea, Favino e Castellitto</em>, protagonista del film <em>&#8220;Alza la testa&#8221;</em>, visto ieri, sono tra quelli che mi ispirano una certa fiducia sul futuro del cinema italiano. Il problema di <em>&#8220;Alza la testa&#8221;</em> è che soffre di una certa <em>&#8220;fretta&#8221;</em> che in pratica spacca in due la trama crollando disastrosamente nel finale. Sarà la velleità oppure la smania di <em>Alessandro Angelini</em> di caricare troppe problematiche sulle spalle del pur bravo <em>Sergio Castellitto</em> (che tra l&#8217;altro ne esce alla grande). <em>Arretratezza culturale, eccesso d&#8217;amore, razzismo e omofobia</em> forse sono un pò troppo per un film di appena 80 minuti, ma Angelini è bravo soprattutto considerato il budget che non deve essere stato particolarmente alto visto che moltissime scene sono state girate con la macchina da presa a spalla. Pare che la tecnica serva a rendere il tutto più drammatico e realista anche se a me, invece di essere sul divano, è sembrato di sedere su uno strapuntino dell&#8217;aliscafo Napoli &#8211; Capri. Insomma quando si comincia a vedere questo film si ha l&#8217;impressione di non capire il perchè non sia stato distribuito &#8220;a dovere&#8221; ma una volta terminato ci si sente come dopo aver ascoltato un comizio di Bersani. Da schifo.</p>
<p>Bruce Springsteen &#8211; Born to run<br />
<iframe width="361" height="25" scrolling="no" style="border:none;" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/plugins/yt-audio-streaming-audio-from-youtube/frame.php?v=ggWZUm1ETNo">\n</iframe><!-- yt-audio: http://www.erik-rasmussen.com/blog/2007/09/25/yt-audio-audio-hosting-from-youtube-in-wordpress/ --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1692</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Homo bionicus</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1675</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1675#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 13:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boia chi molla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1675</guid>
		<description><![CDATA[- Hai visto Marchionne? - Embè? - Quello che ha fatto, intendo dire. Gli ha detto chiaro e tondo &#8211; e per iscritto - non mi servite più. Andate affanculo, ma quale dignità del cazzo! Qua mica stiamo a pettinare le bambole. Qua si lavora. Ma voi che ne sapete siete dei cafoni lucani che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/xseries2501.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1680" title="xseries250" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/xseries2501-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a>- Hai visto Marchionne?<br />
- Embè?<br />
- Quello che ha fatto, intendo dire. Gli ha detto chiaro e tondo &#8211; e <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-08-21/fiat-invia-telegramma-operai-180740.shtml?uuid=AYq3blIC&amp;fromSearch">per iscritto </a>- non mi servite più. Andate affanculo, ma quale dignità del cazzo! Qua mica stiamo a pettinare le bambole. Qua si lavora. Ma voi che ne sapete siete dei cafoni lucani che vogliono solo essere mantenuti. Rompete i coglioni a quelli che lavorano h24!<br />
- Scusa ma con questo che mi vuoi dire?<br />
- Che è arrivata l&#8217;ora anche per te caro amico. L&#8217;ora che te ne vai affanculo anche tu. Mi stai sulle palle, sei rumoroso, pesante, lento. Non produci, non sei più idoneo, non ce la fai a gestire 130 macchine! Li vedi quei due lì? Hanno i coglioni come come le angurie del Madagascar.<br />
- Perchè in Madagascar le angurie come sono?<br />
- Ma che cazzo ne so? Era per dire! Insomma io ti avevo avvertito. Al rientro dalle vacanze passo tutto a quello lì. Se ne occuperà lui. Stampanti di rete, DHCP, DNS, ecc. A quell&#8217;altro gli passi l&#8217;antivirus centralizzato e tu te ne vai.<br />
- E dove vado scusa?<br />
- Ma vai dove cazzo ti pare! Che ne so vatti a vedere un film, tanto il DVD ce l&#8217;hai. Oppure ti senti un pò di musica che ne so&#8217;, Snow Patrol, Depeche Mode. Ti riprendi la tua vita. E smetti di sentire quella musica ammorbante! David Sylvian, mi ha rottto anche lui. Mi ammoscia tutto l&#8217;ambiente!<br />
- Ma a me piacebbe&#8230;..<br />
- Cosa! Cosa! Cosa ti piacerebbe! Toglitelo dalla testa! Vai a deposito! Ti tolgo contributi, assegni familiari, straordinario (a recupero), progetto locale, hard disk, memoria e pure il mouse, chè quello mi serve!!<br />
- Fai questo solo perchè è cambiata l&#8217;aria. Intendo dire che&#8230; insomma la <strong>&#8220;lotta di classe&#8221;</strong>, La <strong>&#8220;classe operaia&#8221;</strong>&#8230;. insomma quelle cose lì non ci sono più. E poi lo fai perchè te lo ha permesso<a href="http://www.mclips.it/archive/2010/03/19/il-13-luglio-termina-il-supporto-a-windows-200-server-il-trisavolo-di-windows-server-2008-r2.aspx"> lui</a>.<br />
- Chi!! Ma che cazzo dici? Di chi cazzo stai parlando! Ma vaffanculo! Tu <strong>i socialisti, i comunisti, gli operai, Berlinguer, Bertinotti&#8230; </strong>E visto che ci sei portati affanculo anche <strong>Veltroni</strong> e <a href="http://www.corriere.it/politica/10_agosto_24/veltroni-lettera_50de02f4-af44-11df-bad8-00144f02aabe.shtml">i sermoni che scrive</a>. Si è vero! Lo confesso. Sono costretto a mandarti via, vabbene?? Funziona così, mi dispiace. Da questo mese, <a href="http://reviews.cnet.com/soho-servers/ibm-eserver-xseries-250/4505-3125_7-5601793.html">per te</a>, il futuro non esiste più.</em></p>
<p>Depeche Mode &#8211; Somebody<br />
<iframe width="361" height="25" scrolling="no" style="border:none;" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/plugins/yt-audio-streaming-audio-from-youtube/frame.php?v=Fe2KRh3k7gU">\n</iframe><!-- yt-audio: http://www.erik-rasmussen.com/blog/2007/09/25/yt-audio-audio-hosting-from-youtube-in-wordpress/ --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1675</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Politikamente skorretto</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1670</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1670#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 23:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boia chi molla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1670</guid>
		<description><![CDATA[Il web è così. Fatto di tinte forti ma, tutto sommato, prevedibile. E&#8217; che a poche ore dalla morte di Franz Kossiga li vedi tutti lì a ravanare negli archivi della rete per tirare fuori le &#8220;smargiassate oratorie&#8221; che il senatore ha esternato nella sua lunga carriera politica. Qualcuno ipotizza anche che con la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/cossiga.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1672" style="border: 10px solid white;" title="cossiga" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/cossiga-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Il web è così. Fatto di tinte forti ma, tutto sommato, prevedibile.<br />
E&#8217; che a poche ore dalla morte di <em><strong>Franz Kossiga</strong></em> li vedi tutti lì a ravanare negli archivi della rete per tirare fuori le <em>&#8220;smargiassate oratorie&#8221;</em> che il senatore ha esternato nella sua lunga carriera politica.<br />
Qualcuno ipotizza anche che con la sua scomparsa siano andati persi alcuni <em>grandi misteri</em> che avvolgono la storia del nostro paese.<br />
Per quanto mi riguarda Cossiga ha sempre rappresentato il <em>&#8220;vorrei ma non posso&#8221;</em> incarnatosi nel sistema politico italiano. Una specie di atleta condannato ad arrivare sempre secondo e, per questo motivo, nervoso, smanioso, plateale e incazzato. Era una specie di &#8220;panchinaro&#8221; della prima repubblica. Ha sofferto la popolarità del suo collega <em><strong>Giulio Andreotti</strong></em> e non solo. Ha imparato a sgomitare per conquistare il proscenio con gli stessi strumenti che oggi, con una tecnica molto più collaudata e raffinata, usa il presidente del consiglio. Insomma è stato un pioniere della comunicazione graffiante ed eccessiva. Ma ho sempre pensato che il suo peso all&#8217;interno del sistema di potere, sia della Democrazia Cristiana che dei governi dell&#8217;epoca, non fosse davvero determinante.<br />
Mi ha sempre colpito, invece, il suo scherzare con il fuoco. Un egocentrismo, il suo, che lo ha portato, spesso, ad esprimere strani concetti che si sono poi rivelati dei veri e propri boomerang politici nei confronti dei suoi colleghi. Non credo gli piacesse <em><strong>Berlusconi</strong></em> ma se ne guardava bene dall&#8217;attaccarlo frontalmente. Gli lanciava frecciatine ironiche da <em>&#8220;bravo guaglione&#8221;</em> che sta imparando. Quando lo intervistavano, all&#8217;indomani di un putiferio suscitato da una delle tante leggi ad personam approvate dalla maggioranza, lui rispondeva con un sorriso meravigliato da tanto clamore. <em><strong>Sembrava dire, in cuor suo,</strong></em> <em><strong>&#8220;e voi vi incazzate per questo? Se solo sapeste quello che vi abbiamo combinato nella prima repubblica!&#8221;</strong></em></p>
<p>Oasis &#8211; I&#8217;m outta time<br />
<iframe width="361" height="25" scrolling="no" style="border:none;" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/plugins/yt-audio-streaming-audio-from-youtube/frame.php?v=R5mFKeL67Dk">\n</iframe><!-- yt-audio: http://www.erik-rasmussen.com/blog/2007/09/25/yt-audio-audio-hosting-from-youtube-in-wordpress/ --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1670</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cinema on the road</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1662</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1662#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 23:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giro di vite]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1662</guid>
		<description><![CDATA[Io voglio bene agli italiani. Non fosse altro che per la convenienza di ritrovarsi con dei vicini di casa ai quali puoi chiedere un favore in caso di bisogno. E&#8217; solo che quando poi mi capita di vedere tabelle e dati statistici, quelli più disparati, mi viene il latte alle ginocchia e rischio una depressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/napoli-film-festival.jpg"><img class="size-medium wp-image-1663 alignleft" style="border: 10px solid white;" title="napoli-film-festival" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/napoli-film-festival-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Io voglio bene agli italiani. Non fosse altro che per la convenienza di ritrovarsi con dei vicini di casa ai quali puoi chiedere un favore in caso di bisogno. E&#8217; solo che quando poi mi capita di vedere tabelle e dati statistici, quelli più disparati, mi viene il latte alle ginocchia e rischio una depressione che io chiamo pre-Erasmus. Quella che ti farebbe scappare dall&#8217;Italia a piedi come ai tempi degli sfollati di Civitavecchia. Continuo a ripetermi che &#8216;sto paese si è spupazzato quel poco di materia che ancora ci rimaneva nel cervello dai tempi degli anni di fango.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi mi è capitata davanti la classifica dei films più visti al cinema negli ultimi dieci anni (dico DIECI ANNI) e scopro che i <em>&#8220;Natali sul Nilo, a Rio, a New York, in crociera, a Beverly Hills, in India&#8221;</em> la fanno praticamente da padroni insieme a quel rompiballe di <em>Harry Potter</em> che è la quintessenza della pecora Dolly; lui, con le sue staminali, ci gioca prima di coricarsi. Ci sono, poi, i film di animazione e/o fantastici per bambini e <em>&#8220;depravati di videogame&#8221;</em>, una spruzzatina di <em>Pieraccioni e Verdone</em> che fanno il verso alle commedie all&#8217;italiana di ben altra levatura e via discorrendo di questo passo. Certo i gusti sono gusti ma da qui a sentirsi dire che il cinema italiano attraversa un momento felice ce ne passa.<br />
La verità è che in questi dieci anni di prodotti belli ce ne sono stati, ma ben pochi sono tra i primi 100. E mi riferisco a <em>&#8220;Il cacciatore di aquiloni&#8221; </em>oppure <em>&#8220;Il favoloso mondo di Amelie&#8221;</em> e <em>&#8220;Non ti muovere &#8220;</em> di Sergio Castellitto. Ma questi sono solo alcuni che ricordo con piacere. Io comunque, con le dovute eccezzioni, continuo a fare il tifo per gli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Ah! Non vi perdete <strong>&#8220;Basilicata coast to coast&#8221;</strong>, una vera bomboniera della commedia corale italiana, malinconica e stralunata.<br />
Ma io non faccio testo&#8230;. io voglio bene agli italiani.</p>
<p><em>Snow Patrol &#8211; Chasing Cars</em><br />
<iframe width="361" height="25" scrolling="no" style="border:none;" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/plugins/yt-audio-streaming-audio-from-youtube/frame.php?v=GemKqzILV4w">\n</iframe><!-- yt-audio: http://www.erik-rasmussen.com/blog/2007/09/25/yt-audio-audio-hosting-from-youtube-in-wordpress/ --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1662</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chalk it up to the experience!</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1558</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1558#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 00:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boia chi molla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1558</guid>
		<description><![CDATA[Chissà quanti di voi si sono chiesti se negli Stati Uniti siano mai esistiti i sindacati. Quelli veri, intendo dire, quelli che organizzano scioperi di categoria o generali che scendono in piazza a manifestare. Quelli europei, tanto per intenderci. In realtà oggi sono relegati a meri strumenti legali al servizio del lavoratore, una specie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/telefono.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1560" style="border: 10px solid white;" title="telefono" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/telefono-174x300.jpg" alt="" width="174" height="300" /></a>Chissà quanti di voi si sono chiesti se negli <em>Stati Uniti</em> siano mai esistiti i sindacati. Quelli veri, intendo dire, quelli che organizzano scioperi di categoria o generali che scendono in piazza a manifestare. Quelli europei, tanto per intenderci. In realtà oggi sono relegati a meri strumenti legali al servizio del lavoratore, una specie di patronato per anziani in pensione. Ma una volta, una settantina di anni fa i sindacati americani c&#8217;erano eccome. Ed erano pure tosti. Certo il contesto era quello di un&#8217;America in ginocchio attanagliata dalla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione">grande depressione</a> prima e da un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maccartismo">maccartismo</a> spietato poi. In posti come il <strong>Kentucky</strong>, dove i minatori dei <a href="http://www.liberazione.it/news-file/Usa--esplosione-in-miniera-carbone-West-Virginia--25-morti.htm?fontsize=normal">giacimenti di carbone </a>venivano trattati peggio dei tacchini nel giorno del ringraziamento, si sparava e si uccideva tutti i giorni da una parte e dall&#8217;altra. Forze dell&#8217;ordine, intese come sceriffi e loro delegati, contro i lavoratori e le loro famiglie che protestavano per la paga troppo bassa o per i licenziamenti dovuti alla minore richiesta di materie prime. Insomma i sindacati c&#8217;erano. E c&#8217;era pure la confindustria. Eh, si!! La confindustria come quella della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emma_Marcegaglia"><strong>Marcegaglia</strong></a>, ma senza la Marcegaglia ovviamente e neanche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luca_Cordero_di_Montezemolo"><strong>Montezemolo</strong></a>. Si chiamava <a href="http://www.nam.org/"><strong>NAM</strong></a> <em>(National Association of Manufacturers)</em>. In realtà si trattava di tanti piccoli berluschini che, vistosi attaccati dal <a href="http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/n/n045.htm"><em><strong>New Deal</strong></em></a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franklin_Delano_Roosevelt"><strong>Franklin Delano Roosevelt</strong></a>, pensarono bene di produrre una soap opera radiofonica (per la TV ci sarebbe voluto ancora qualche anno) ambientata tutta all&#8217;interno di un nucleo familiare capeggiato da uno che si è fatto da solo con il &#8220;sudore&#8221; della propria fronte e non come quei facinorosi dei socialisti che pretendono di guadagnare senza rischiare nulla. Il tema centrale era quello della <em>&#8220;libertà d&#8217;impresa&#8221;</em> minacciata da interferenze sindacali e governative sapientemente legate alla libertà di parola e d&#8217;opinione. Lo ripeto, il maccartismo sarebbe arrivato qualche anno dopo. Il nuovo mondo ha bruciato le tappe. E&#8217; riuscito a percorrere la storia al doppio della nostra velocità che ci fregiamo di essere il vecchio continente. E&#8217; che noi, qui in Europa e in Italia in particolare, arriviamo sempre in ritardo. Le derive populiste hanno ben altre radici.<br />
<strong>What&#8217;s sauce for the goose is sauce for the gander.</strong> <em>(Quello che è buono per l&#8217;oca lo è anche per il papero)</em></p>
<p><em>The Rolling Stones &#8211; Angie</em><br />
<iframe width="361" height="25" scrolling="no" style="border:none;" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/plugins/yt-audio-streaming-audio-from-youtube/frame.php?v=rXRExocnpUw">\n</iframe><!-- yt-audio: http://www.erik-rasmussen.com/blog/2007/09/25/yt-audio-audio-hosting-from-youtube-in-wordpress/ --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1558</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le condizioni di una ripartenza</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1488</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1488#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 22:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boia chi molla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1488</guid>
		<description><![CDATA[Mi chiedo quanto merito sia da attribuire a Silvio Berlusconi e quanta responsabilità, invece, abbia la sinistra italiana del decadimento politico sociale economico e culturale del nostro paese. Da un lato si annunciano accorpamenti di ministeri, chiusure di enti, cancellazione dlle province, trasferimenti di competenze mentre dall&#8217;altro la politica disperde denari ed energie in mille [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/manifestazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1489" style="border: 10px solid white;" title="manifestazione" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/manifestazione-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Mi chiedo quanto merito sia da attribuire a <em><strong>Silvio Berlusconi</strong></em> e quanta responsabilità, invece, abbia la sinistra italiana del decadimento politico sociale economico e culturale del nostro paese.<br />
Da un lato si annunciano accorpamenti di ministeri, chiusure di enti, cancellazione dlle province, trasferimenti di competenze mentre dall&#8217;altro la politica disperde denari ed energie in mille rivoli inutili e autoreferenziali.<br />
Per anni tutti noi abbiamo sperato in una semplificazione del quadro politico nazionale, fatto di quattro cinque o al massimo sei partiti politici (come in tutte le democrazie moderne) ma in Italia sembra proprio che questa debba considerarsi una chimera. Mi chiedo in quale <em>&#8220;sarcofago&#8221;</em> si siano rinchiusi <em><strong>Ferrero</strong></em> e <em><strong>Diliberto</strong></em> mentre la sinistra italiana scruta il povero <em><strong><a href="http://fabbrica.nichivendola.it/">Vendola</a></strong></em> da capo a piedi per capire se dalle sue <a href="http://fabbrica.nichivendola.it/fabbricamp/">&#8220;fabbriche&#8221;</a> possa uscire almeno un prototipo di speranza fatta magari, all&#8217;inizio, solo di pochi elementi necessari. <em><strong>Lavoro e cultura.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Basterebbe questo per partire. Basi solide sulle quali continuare a costruire un futuro diverso per le generazioni a venire. A Ferrero (attuale segretario del mio ex partito) dico di mettere fine all&#8217;agonia &#8220;<em>extraparlamentare&#8221;</em> senza indagare sulle colpe e le responsabilità. Un partito di sinistra deve dimostrare con i fatti che la politica è ancora l&#8217;arte di governare le società nell&#8217;interesse di tutti e senza condizioni. <em><strong>Nichi Vendola</strong></em> può e deve crescere con l&#8217;aiuto di tutti noi che abbiamo sognato di vivere in un paese unito e solidale, pronto a riconoscere la fatica di chi giorno per giorno sente di aver dato il proprio contributo. Una sinistra esente da personalismi e interessi di bottega deve avere il coraggio di passare il testimone con l&#8217;unico obiettivo di costruire per tutti e non per se stessa. Il <a href="http://home.rifondazione.it/xisttest/"><em><strong>Partito della Rifondazione</strong></em></a> ha esaurito il suo compito, ha dato il massimo delle sue possibilità. Ora è arrivato il momento di far confluire le sue forze dentro l&#8217;unico canale possibile. La sinistra italiana deve essere in grado di dialogare con uomini come <a href="http://www.robertosaviano.it/"><em><strong>Roberto Saviano</strong></em></a> che sta pagando con la libertà il suo coraggio contro l&#8217;infamia della criminalità organizzata. Così come il giudice <em><strong>Cantone</strong></em>. Ma penso anche a uomini del calibro di <em><strong><a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1">Luigi Ciotti</a></strong></em> e a tutto il mondo della cultura da <em><strong>Camilleri</strong></em> a <em><strong>Scola</strong></em> passando per <em><strong>Fruttero</strong></em> e <em><strong>Margherita Hack</strong></em>. Le nostre strade devono incrociarsi con uomini come <em><strong><a href="http://www.emergency.it/">Gino Strada</a></strong></em> che ha sacrificato il proprio benessere per un sogno. Un sogno da regalare a chi un sogno nemmeno sa cos&#8217;è. Deve saper parlare ai giovani senza alimentare fanatismi e conflittualità costruendo un paese che pagherà il conto a coloro che oggi devono abbandonare la propria terra per vedere il frutto dei loro sforzi universitari. Non si può lasciare un paese nelle mani di chi perpetua la cultura del <em>&#8220;più furbo&#8221;</em> e del <em>&#8220;più figo&#8221;</em>. Dobbiamo avvicinare il nostro welfare a quello dei paesi nord-europei dove i cittadini ricevono servizi puntuali e precisi in cambio di un fisco giusto e trasparente. Servono le forze di tutti coloro che credono nella assoluta modernità e nei valori della nostra <a href="http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html"><em><strong>Costituzione</strong></em></a> e nella convinzione che non solo l&#8217;acqua è un bene comune ma lo sono anche la cultura e la politica proprio perchè il fine migliore per una società, compete ad essa.</p>
<hr style="width: 100%; height: 2px;" /><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4N3N1MlvVc4">Donnie Darko &#8211; Gary Jules &#8211; Mad World</a></p>
<hr style="width: 100%; height: 2px;" />
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1488</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ARCADE FIRE: Indie-regression</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1471</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1471#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 00:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ad libitum]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1471</guid>
		<description><![CDATA[Nella mie giornate (anche quelle di lavoro) c&#8217;è sempre della musica in sottofondo. In questi giorni sto ascoltando spesso &#8220;The suburbs&#8221;, l&#8217;ultimo lavoro degli Arcade Fire, visto che un paio di amici mi hanno chiesto cosa ne pensassi di questo gruppo e del loro nuovo CD. Cosa volete che vi dica&#8230; più lo ascolto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/musica.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1477" style="border: 10px solid white;" title="musica" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/08/musica-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Nella mie giornate (anche quelle di lavoro) c&#8217;è sempre della musica in sottofondo. In questi giorni sto ascoltando spesso <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XAitZuh4ueg"><strong><em>&#8220;The suburbs&#8221;</em></strong></a>, l&#8217;ultimo lavoro degli <strong><em>Arcade Fire</em></strong>, visto che un paio di amici mi hanno chiesto cosa ne pensassi di questo gruppo e del loro nuovo CD.<br />
Cosa volete che vi dica&#8230; più lo ascolto e più lo interpreto come un segnale di allarme.<br />
Gli Arcade sono uno degli ultimi prodotti <em>&#8220;sfornati&#8221;</em> dal fenomeno <em>&#8220;indie-rock&#8221;</em> che sta spopolando negli ambienti <em>art-pop</em>, quelli più stratificati, della scena musicale internazionale. Insomma il bello <span style="text-decoration: line-through;">e il brutto</span> dell&#8217;indie è che riesce ad affascinare tanto i giovani nel quale riescono a trovare quel certo <em>&#8220;profilo basso&#8221;</em> (commmercialmente parlando) che tanto è piaciuto anche a chi una trentina di anni fa strisciava ai piedi del <em>punk</em>, dal quale appunto ha origine<em> l&#8217;indie</em>.<br />
<strong>A noi vecchietti della musica l&#8217;indie ha incuriosito almeno quanto le canne di Steve Jobs</strong>, che tra un allucinogeno e l&#8217;altro si rodeva le budella compiacendo quella &#8220;mezza calzetta&#8221; della Microsoft.<br />
Insomma per noi cinquantenni, che abbiamo interpretato la musica come una necessità, l&#8217;indie potrebbe significare una sorta di &#8220;liberazione&#8221; dalle major che strizzano la creatività degli artisti come fossero spugne. Chi di noi dimentica il 1980 quando la Ricordi costrinse Edoardo Bennato a pubblicare ben due LP (nello stesso anno, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uff%C3%A0!_Uff%C3%A0!">Uffa Uffa</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sono_solo_canzonette">Sono solo canzonette</a>) reo di essersi &#8220;addormentato&#8221; sugli allori di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Burattino_senza_fili">&#8220;Burattino senza fili&#8221;</a>?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;indie-rock americano degli anni &#8217;90 doveva essere una spallata al &#8220;capitalismo musicale&#8221; di MTV</strong> e alle divise ostentatamente trash dei <em>dandy-boy</em>, delle loro camice a quadri.<br />
Allora l&#8217;indie-rock ricordiamocelo come quello duramente ufficioso dei <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dQHstA0cZDw">Pavement</a> e mettiamo da parte questo &#8220;The suburbs&#8221; che rimane un prodotto gradevole ma che nulla a che vedere con i primi due lavori degli Arcade nei quali si respirava un&#8217;aria molto più ispirata e meno vittimistica.<br />
Continueremo a seguire l&#8217;indie-rimasticato degli Arcade così come seguiremo il britpop degli Oasis e il progressive-rock dei Muse. Ma lasciateci sputare veleno sui cuori dei giovani.<br />
Altrimenti non ci divertiamo!</p>
<hr style="width: 100%; height: 2px;" /><a href="http://www.youtube.com/watch?v=rH_7_XRfTMs">Arcade Fire &#8211; Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)</a></p>
<hr style="width: 100%; height: 2px;" />
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1471</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Contaminazioni</title>
		<link>http://www.gianniascione.net/?p=1449</link>
		<comments>http://www.gianniascione.net/?p=1449#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 13:16:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Ascione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boia chi molla]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gianniascione.net/?p=1449</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; un apparente &#8220;autismo&#8221; una carenza di interazione sociale, quella che regna e dilaga tra gli spazi lasciati dalla presenza di ognuno di noi. Lì, in quegli spazi, è possibile infiltrare di tutto. Il bene e il male, gli stati d&#8217;animo legati al momento e alle possibilità. Solo quando questi spazi si riempiono di &#8220;conduttori&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/07/26.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1458" style="border: 10px solid white;" title="26" src="http://www.gianniascione.net/wp-content/uploads/2010/07/26-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>E&#8217; un apparente &#8220;autismo&#8221; una carenza di <em>interazione sociale</em>, quella che regna e dilaga tra gli spazi lasciati dalla presenza di ognuno di noi. Lì, in quegli spazi, è possibile infiltrare di tutto. Il bene e il male, gli stati d&#8217;animo legati al momento e alle possibilità. Solo quando questi spazi si riempiono di &#8220;conduttori&#8221; (non sempre positivi), solo allora è possibile una vera e propria ipotesi di società. In politica come in qualsiasi ambito culturale musicale, letterario o artistico.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; come se i &#8220;fari&#8221; del momento iniettassero il siero negli spazi lasciati vuoti <span style="text-decoration: line-through;">colpevolmente</span> dagli individui. Nasce la sindrome del <strong>&#8220;NIMBY-pensiero&#8221;</strong>, quella che evita qualsiasi contaminazione culturale e che chiude i fenomeni in schemi rigidi e freddi. Non c&#8217;è spazio e tempo per le fusioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La conseguenza è il muro contro muro della politica che è riuscita a occupare <span style="text-decoration: line-through;">quasi</span> tutti i luoghi dell&#8217;agire. Certo il pluralismo è leggittimo (e ci mancherebbe). Ma spesso i problemi dei singoli individui non vengono &#8220;catalogati&#8221; come problemi di una società intera. E questo avviene senza il  minimo impegno all&#8217;inchiesta e all&#8217;analisi. Qui e in questo momento si apre la <em>frattura</em> (una delle tante) che crea disorientamento. Come quando si perde una persona cara. Si evita il pensiero, si cerca altro che allontani il &#8220;fastidio&#8221; del dolore. Si lascia l&#8217;istinto all<strong>&#8216;&#8221;<a href="http://www.comunali.altervista.org/index.php/notizie/734-napoli-la-cgil-che-vogliamo-.html">universalismo selettivo</a>&#8220;</strong>. Chi sa si salva. Chi conosce, chi è abile, chi ha fortuna. Quelli sono destinati (per ora) a salvarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">La morte delle ideologie è la morte di un progetto di società. E&#8217; il rendicondo di ciò che si deve perdere per il bene comune. Speriamo che questa politica non sviluppi una nuova ideologia. Perderemmo quel poco di buono che ci rimane della cultura di questo paese. Perderemmo la cultura del conflitto che ha evitato a infiorescenze pericolosamente velenose di infestare il <em><strong>&#8220;nostro cortile&#8221;</strong></em>.</p>
<hr style="width: 100%; height: 2px;" /><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5ejMCviVsUw">Ben Folds &#8211; Still fighting it</a></p>
<hr style="width: 100%; height: 2px;" />
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gianniascione.net/?feed=rss2&amp;p=1449</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
