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	<title>Sorelle d'Italia</title>
	
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	<description>Girls on Politics</description>
	<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 09:46:02 +0000</pubDate>
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		<title>Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/06/30/maschilismo-di-stato-morte-della-democrazia-berlusconi-si-dimetta/</link>
		<comments>http://www.sorelleditalia.net/2009/06/30/maschilismo-di-stato-morte-della-democrazia-berlusconi-si-dimetta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 10:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FikaSicula</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gender]]></category>

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		<description><![CDATA[
Care amiche e cari amici,


con l&#8217;appello che vi mandiamo, chiedendovi, se lo condividete, di firmarlo, abbiamo creduto di interpretare un sentimento diffuso di
rabbia e impotenza da parte di molte e molti, consapevoli della gravit&#224; e complessit&#224; delle vicende che hanno al centro il Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, ma anche della debolezza, inadeguatezza di chi vi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<strong>Care amiche e cari amici</strong>,
</p>
<p>
con l&#8217;appello che vi mandiamo, chiedendovi, se lo condividete, di firmarlo, abbiamo creduto di interpretare un sentimento diffuso di<br />
rabbia e impotenza da parte di molte e molti, consapevoli della gravit&agrave; e complessit&agrave; delle vicende che hanno al centro il Presidente del<br />
Consiglio, Silvio Berlusconi, ma anche della debolezza, inadeguatezza di chi vi si oppone a livello istituzionale, ci&ograve; che inevitabilmente<br />
comporta un grave deterioramento della nostra democrazia.
</p>
<p>
Chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi, e iniziative incisive a tale riguardo, sappiamo che non &egrave; risolutivo dei cambiamenti profondi<br />
che stanno attraversando la nostra societ&agrave;, ma lo consideriamo tuttavia<br />
un modo per uscire dall&#8217;acquiscenza generale, per mandare un chiaro<br />
segnale: che tutti saranno d&#8217;ora in poi sorvegliati da un&#8217;opinione<br />
attenta, e contrastati.<br />
Se siete d&#8217;accordo, vi preghiamo di trasmettere la vostra adesione<br />
all&#8217;indirizzo mail sotto indicato e di inoltrare l&#8217;appello a chi di<br />
vostra conoscenza ritenete possa aderire.<br />
Grazie e cari saluti
</p>
<p>
Maria Grazia Campari<br />
Floriana Lipparini<br />
Lea Melandri
</p>
<p>
<strong>_Per adesioni:_<br />
</strong>
</p>
<p>
<a href="mailto:mariagrazia_campari@fastwebnet.it">mariagrazia_campari[CHIOCCIOLA]fastwebnet[PUNTO]it</a><br />
<a href="mailto:lilianamoro@tiscali.it">lilianamoro[CHIOCCIOLA]tiscali[PUNTO]it</a>
</p>
<p><span id="more-1399"></span></p>
<p align="center">
<strong>&gt;&gt;&gt;^^^&lt;&lt;&lt; </strong>
</p>
<p>
<span style="font-size: small"><strong>_*/Maschilismo di Stato, morte della democrazia: Berlusconi si dimetta/*_<br />
</strong></span>
</p>
<p>
Con questo appello, intendiamo richiamare l&rsquo;attenzione pubblica sulla<br />
spirale negativa innescata dai comportamenti del ceto politico al potere<br />
in Italia: dai gesti quotidiani di disvalore verso il genere femminile<br />
si sta arrivando ad un attacco di stampo maschilista contro la stessa<br />
integrit&agrave; delle istituzioni democratiche.<br />
In altre parole, si passa da una democrazia incompiuta alla<br />
cancellazione stessa della democrazia.<br />
Il Presidente del Consiglio &egrave; stato colto, infatti, nell&rsquo;atto di passare<br />
da un utilizzo mercificato di corpi femminili per propri svaghi privati,<br />
ma giocati in luoghi destinati a fini pubblici, alla attribuzione<br />
diretta di cariche ministeriali e parlamentari (italiane ed europee)<br />
elargite come riconoscimento al fascino fisico delle candidate.
</p>
<p>
Questo comportamento &egrave; stato, da ultimo, anche sostenuto da<br />
dichiarazioni pubbliche quali&rdquo; Gli italiani mi vogliono cos&igrave;&#8230;Sono<br />
sostenuto da un gradimento al 61%&#8230;Porto con me le veline (sulla scena<br />
del futuro G8) altrimenti ci prendono tutti per gay..&rdquo;, insomma,<br />
potendo. cos&igrave; fan tutti.<br />
Riconoscere che l&rsquo;ampio consenso di cui gode tuttora Berlusconi vada<br />
attribuito in gran parte al fatto di interpretare modi di pensare e di<br />
agire patriarcali, radicati nel senso comune di uomini &ndash; e purtroppo<br />
anche di donne- non deve diventare un alibi per lasciare in ombra il<br />
pericolo rappresentato dalla sua permanenza in una delle pi&ugrave; alte<br />
cariche dello Stato.
</p>
<p>
Quindi, vogliamo dire all&rsquo;&ldquo;utilizzatore finale&rdquo; di prestazioni femminili<br />
che &ldquo;grandi quantitativi&rdquo; di italiane e italiani intendono contrastare<br />
questo degrado, al medesimo tempo personale e politico- due sfere<br />
implicate da sempre, al di l&agrave; di ogni contrapposizione astratta e<br />
funzionale al protagonismo storico del sesso maschile.<br />
E&#8217; necessario fermare la pericolosa deriva autoritaria di una societ&agrave;<br />
che si presenta incardinata sulla esclusione femminile e sulla<br />
disuguaglianza (di sesso, di razza, di condizione) e che sta compiendo<br />
il passo fatale: dalla riduzione al potere oligarchico maschile alla<br />
completa erosione degli assetti democratici, violando la pari dignit&agrave;<br />
umana di donne e uomini, la libera espressione del pensiero, la libera<br />
informazione, la libera competizione nella rappresentanza.
</p>
<p>
Chiediamo a chi si riconosce in questo appello di dare avvio ad un<br />
movimento che, partendo dalla conoscenza dei fatti, elabori in forma<br />
partecipata azioni incisive tese ad ottenere, come atto primo<br />
indispensabile per il rispetto di elementari principi di democrazia e di<br />
civile convivenza fra i sessi, le dimissioni di Berlusconi e dei suoi<br />
fidi seguaci dalle cariche pubbliche.
</p>
<p>
Maria Grazia Campari<br />
Floriana Lipparini<br />
Lea Melandri
</p>
<p><strong>&#8212;>>>per vedere l&#8217;elenco delle adesioni aggiornate potete andare <a href="http://www.universitadelledonne.it/appello2-09.htm">sul sito de L&#8217;Università delle donne.</a> </strong></p>
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</ul>

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		</item>
		<item>
		<title>Uguaglianza come annessione coatta. Chi attribuisce (o toglie) “valore” alle donne?</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/06/29/uguaglianza-come-annessione-coatta-chi-attribuisce-o-toglie-valore-alle-donne/</link>
		<comments>http://www.sorelleditalia.net/2009/06/29/uguaglianza-come-annessione-coatta-chi-attribuisce-o-toglie-valore-alle-donne/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 17:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FikaSicula</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
In un librone di psicologia dinamica &#232; scritto che le modalit&#224; di relazione tipiche in ogni contesto sociale sono fondamentalmente due e l&#8217;autore le sintetizza in una teoria detta &#34;dei giochi&#34;. Ci sono i giochi a somma zero. Quelli per cui si compete per un obiettivo fisso e nei quali si vince sconfiggendo l&#8217;altr@. Fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<img src="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/gallery/77/BettiePageBondage.jpg" hspace="20" vspace="20" width="225" height="280" align="right" />In un librone di psicologia dinamica &egrave; scritto che le modalit&agrave; di relazione tipiche in ogni contesto sociale sono fondamentalmente due e l&#8217;autore le sintetizza in una teoria detta &quot;dei giochi&quot;. Ci sono i giochi a somma zero. Quelli per cui si compete per un obiettivo fisso e nei quali si vince sconfiggendo l&#8217;altr@. Fa diversi esempi tra i quali quello della competizione fra maschi di un branco di mammiferi sociali per il possesso delle femmine. Un gioco a somma zero &egrave; la lotta per bande giovanili, per etnie, per generi (maschio etero contro tutti gli altri), e via cos&igrave;. Si persegue un massimo vantaggio che consiste nel mors tua, vita mea.
</p>
<p>
Poi ci sono i giochi a somma non zero. Si ottengono a partire da &quot;una mescolanza tra rivalit&agrave; e cooperazione&quot;. La rivalit&agrave; si traduce in un vantaggio per entrambi. L&#8217;ammontare del premio non &egrave; fisso come nel caso precedente ma si incrementa attraverso la cooperazione-rivalit&agrave;. Un meccanismo di relazione che pu&ograve; spiegare questo sistema &egrave; il baratto. Il libro lo spiega come quel patto tacito che avviene quando mi ricordo di pulire il pianerottolo davanti la porta del mio dirimpettaio sperando che quello pulisca il mio quando io non posso farlo. Il baratto &egrave; un incrocio che funziona anche tra persone che possono offrire contributi diversi, ciascuno a partire dalle proprie possibilit&agrave;.
</p>
<p><span id="more-1390"></span></p>
<p>
Scrive il libro: &quot;L&#8217;aspetto competitivo del baratto riguarda la negoziazione circa il valore dei beni che vengono scambiati. Qui i contraenti hanno un interesse (cooperativo) in comune: concludere l&#8217;affare. Hanno anche per&ograve; un interesse (competitivo) a porsi l&#8217;uno contro l&#8217;altro: ciascuno deve trarre il vantaggio massimo dalla situazione a scapito del vantaggio dell&#8217;altro.&quot; L&#8217;evoluzione storica del baratto &egrave; la compravendita.
</p>
<p>
Partendo da questo presupposto e ben sapendo che in ogni forma di baratto si gioca un po&#8217; al &quot;futti futti ca diu pirduna a tutti&quot; (<em>fotti fotti che dio perdona tutti</em>). Sapendo cio&egrave; che c&#8217;e&#8217; sempre una parte, o entrambe, che provano a ricavare quanto pi&ugrave; &egrave; possibile dalla transazione, proviamo ad analizzare attraverso esempi concreti come si svolgono questo genere di accordi.
</p>
<p>
Facciamo finta che io sono un acquirente, un barattante, una cosa del genere. Se voglio ricavare tanto dalla transazione mi interesser&agrave; sminuire il &quot;valore&quot; delle azioni, dei contributi, barattati. Ovvero posso sinceramente pensare che il &quot;valore&quot; dei contributi barattati siano non equivalenti a quelli che io metto sul piatto dello scambio. In quel caso il baratto non funzionerebbe. Non si concluder&agrave; e se si arrivasse ad una conclusione ci sar&agrave; sempre una parte che denuncer&agrave; di essere stata sottovalutata.
</p>
<p>
Di contro se io sono colei che prova a coesistere, vende o baratta azioni o contributi sociali di vario genere mi interesser&agrave; provare ad innalzare il &quot;valore&quot; di quello che offro perch&egrave; il baratto sia ad armi pari, perch&egrave; sia onesto, perch&egrave; ci sia una dimensione dello scambio che non lascia me assolutamente frustrata. Stiamo parlando in questo caso di dinamiche di relazione che gi&agrave; consentono qualche forma di rivendicazione.&nbsp;
</p>
<p>
Nella societ&agrave; abbiamo spesso esempi di gioco a somma zero, in cui esiste un predatore e una preda, uno schiavista e una schiava, che non si trasformeranno mai in un baratto a meno che la preda o la schiava non rivendichi con forza lo spazio di contrattazione a partire dall&#8217;attribuzione di un valore.
</p>
<p>
E&#8217; accaduto con i lavoratori, prima schiavi, poi schiavi minimamente retribuiti, poi, con il riconoscimento del *valore* della forza lavoro nelle fabbriche e nella societ&agrave; economica, persone con contratti, diritti, doveri, in rapporto al datore di lavoro a partire dal livello, dai rischi, dalla quota di contributi che ciascuno &egrave; in grado di dare all&#8217;impresa.
</p>
<p>
E&#8217; accaduto con gli stranieri, i soggetti di altre religioni, svalutati e dunque sconfitti a partire da un gruppo dominante fino a che non c&#8217;e&#8217; stato un sommovimento sociale che ne ha permesso in qualche modo la emancipazione.
</p>
<p>
E&#8217; accaduto con i gruppi glbtiq, anche loro passati attraverso la svalorizzazione persino certificata in quanto malattia fino ad arrivare all&#8217;attuale diritto di esistenza che spesso per&ograve; non corrisponde ai diritti civili acquisiti.
</p>
<p>
E&#8217; accaduto con le donne: ci hanno detto che non avevamo un&#8217;anima, che eravamo malate e psichiatrizzabili se esigevamo cose diverse da quelle che padri e mariti ci imponevano, che non avevamo facolt&agrave; di partecipazione alcuna alla vita pubblica fino a che non ci hanno concesso il diritto di voto, e parliamo dell&#8217;altro ieri ovvero del 1946 per l&#8217;italia e poco prima in altre nazioni occidentali. Fino a che abbiamo potuto parlare di noi, della nostra sessualit&agrave;, della insoddisfazione legata alle prospettive che ci venivano *concesse*. Anche in questo caso, come in tutti gli altri, la battaglia continua ad esistere su un piano che vede da un lato una concezione predatoria evoluta e ipocrita delle relazioni - prendo il massimo concedendo il minimo - e dall&#8217;altro il tentativo dei soggetti depredati di diritti di mostrare con forza che quel valore utile e paritario al raggiungimento di un vero rapporto di cooperazione non &egrave; mai stato raggiunto.&nbsp;
</p>
<p>
<img src="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/gallery/77/BettyPageinBondage.jpg" hspace="20" vspace="20" width="259" height="172" align="right" />Mettiamoci nei panni dei predatori. Facciamo finta che essi siano a capo di un governo e che stiano insistendo su una politica dello stato sociale che ha bisogno del <strong>lavoro gratuito</strong>, di cura e in casa, delle donne come elemento chiave di <strong>ammortizzazione sociale</strong>. Facciamo anche che bisogna continuare a sponsorizzare la <strong>natalit&agrave;</strong> perch&egrave; senza nuovi nati non c&#8217;e&#8217; sufficiente <strong>consumo e manodopera a basso costo</strong> e la politica economica che poggia tutte le sue speranze nel capitalismo (il predatore per eccellenza) ciclicamente (basta leggersi un buon libro di storia per saperlo) rischia di dover abdicare alle nazionalizzazioni.
</p>
<p>
Per ottenere che le donne (<em>ma lo stesso vale per i gay, le lesbiche, tutti coloro cio&egrave; che non partecipano ordinatamente alla costruzione del modello sociale cos&igrave; come l&#8217;ho descritto</em>) siano pre-disposte ad un baratto che somiglia tanto ad un gioco a somma zero la prima cosa da fare è abbassarne il valore, ridurlo alla <a href="http://www.sorelleditalia.net/2009/06/27/il-concetto-di-bella-figura/" target="_blank">peculiarit&agrave; &quot;decorativa&quot;</a>, a quella di <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/scienze/stress-coppia/stress-coppia/stress-coppia.html?ref=hpspr1">&#8220;anestetico antistress&#8221;</a> o ai semplici accessori biologici, la &quot;disponibilit&agrave;&quot; di elementi attrattivi per l&#8217;uomo e di un apparato riproduttivo. Si tratta di una svalutazione oggettiva, della limitazione delle libert&agrave; individuali. Non si tratta di &quot;senso di inferiorit&agrave;&quot; vittimista. E&#8217; un fatto, non una paranoia.
</p>
<p>
E&#8217; quello che si fa quando uno speculatore tenta di acquistare immobili a basso costo. Si parte dalla svalutazione del terreno, dell&#8217;edificio, diventa un dis-valore persino la etnia e le condizioni economiche dei vicini di casa. C&#8217;e&#8217; chi prospera lasciando che una zona delle citt&agrave; degradi fino in fondo per poi calarsi come un falco ad acquistare tutto quello che viene messo in svendita.
</p>
<p>
Lo stesso vale nelle relazioni umane. Dire di un gay che &egrave; malato equivale a diminuirne il valore, a istigare omofobia, a farlo sentire in debito e infine a punirlo con una politica economica e finanziaria che reprime i comportamenti sociali *non consoni* e premia quelli *utili*. Pensate questa cosa a partire dalle pensioni. Quando si parl&ograve; dei Pacs o dei Dico uno degli argomenti di opposizione principale era l&#8217;ereditariet&agrave; dei beni o la reversibilit&agrave; della pensione. Niente diritti civili e minore la spesa sociale.
</p>
<p>
Dire continuamente, fino all&#8217;ossessione, che di una donna tutto ci&ograve; che si pu&ograve; prendere sta a met&agrave; del suo corpo, tra le ossa iliache e i femorali, equivale ad una eterna, insistente, molesta, svalutazione. Ma il sessismo non si compone soltanto di <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/06/21/ce-l-abbiamo-nel-sangue-ovvero-la-fica-come-strumento-del-potere" target="_blank">questo evidente sistema di relazione</a>.
</p>
<p>
C&#8217;e&#8217; un sessismo istituzionale che quando emette una sentenza per condannare uno stupratore pare che lo faccia spinta da quel misto di piet&agrave; e commiserazione che spetta ai soggetti &quot;deboli&quot;. Esprimersi su una donna che ha sub&igrave;to violenza, massima espressione di quel tratto predatorio, o su un cucciolo di foca in via di estinzione &egrave; pi&ugrave; o meno la stessa cosa. Bisogna che la donna violentata faccia tenerezza, altrimenti si becca gli insulti direttamente dalla bocca del giudice. Cos&igrave; &egrave; accaduto con la condanna di un uomo che <a href="http://burqa.wordpress.com/2009/06/26/rassegna-su-violenze-femminicidi-stupri/" target="_blank">ha preteso &quot;troppo sesso&quot;</a> da sua moglie, creando cos&igrave; un precedente basato sulla quantit&agrave; di sesso che sarebbe giusto *pretendere* dalla coniuge prima che questa possa denunciarlo per stupro. Cos&igrave; &egrave; accaduto anche nel caso dello stupro di capodanno. <a href="http://orientalia4all.net/post/credenze" target="_blank">Lui condannato in primo grado</a> e a lei si riserva la lavata di capo cos&igrave; sintetizzabile: *se non gli ridevi in faccia, gli dicevi che ce l&#8217;aveva grosso e che era un toro virile lui non ti avrebbe stuprata*.[leggi i dettagli <a href="http://burqa.wordpress.com/2009/06/24/sentenza-femminicidio-stupro/" target="_blank">QUI</a>]
</p>
<p>
C&#8217;e&#8217; poi un sessismo che diventa regola di comportamento. E&#8217; quello che parte dalla convinzione che tutto &egrave; ottenuto, che le donne non hanno di che lamentarsi e che qualunque forma di rivendicazione sia da considerarsi &quot;vetero&quot;. Tale tipologia di sessismo si pu&ograve; trovare ovunque, tra donne e uomini, tra colleghi e amici, tra partner e compagni di avventure politiche e si esprime nell&#8217;attribuire principalmente alle femministe la pretesa di una parit&agrave; sociale e relazionale tout court. Smentire questa prospettiva rivendicando una collocazione differente - ma NON minore - a partire dalle proprie diversit&agrave;, contraddire certezze cristallizzate in coloro che comprendono una causa mai fino in fondo e solo per descrizione generica di stereotipi in negativo, significa spesso doversi scontrare con un altro da se&#8217; che non ti vuole vedere per quello che sei.
</p>
<p>
Un dialogo tra un uomo che in buona fede afferma dei concetti reazionari e una donna che viene antipaticamente definita &quot;vetero&quot; pu&ograve; riassumersi cos&igrave;:
</p>
<p>
<strong>Lui</strong>: - &quot;Noi non siamo diversi. Noi siamo uguali. Vedi che non sono sessista?&quot;
</p>
<p>
<strong>Lei</strong>: - &quot;Bello stabilire l&#8217;uguaglianza a partire da se&#8217; e negando<br />
le diversit&agrave;. Fai conto che lo stesso ragionamento lo applichi al tuo<br />
rapporto con gli stranieri. Questa non &egrave; uguaglianza. E&#8217; annessione<br />
coatta.&quot;&nbsp;
</p>
<p>
L&#8217;errore sta nella visione egocentrica delle cose. E&#8217; una percezione distorta che parte e finisce esclusivamente con se stessi. E&#8217; una forma di giustificazione per un egoismo che possiamo vivere ovunque, a partire dalle persone che abbiamo pi&ugrave; vicino. L&#8217;egoismo sar&agrave; tanto pi&ugrave; grande quanto meno sar&agrave; il valore che attribuiremo alle persone. La perdita di valore corrisponde alla perdita di aspettative di cooperazione. Se una delle due parti viene vista e descritta come non valorizzabile sul piano dello scambio, ovvero ne possiamo fare perfettamente a meno, non ci sar&agrave; interesse al baratto, dunque il passo successivo &egrave; augurarsi o perseguire la sua morte sociale.
</p>
<p>
Ascoltare e accettare la diversit&agrave; &egrave; uno dei principali presupposti per costruire relazioni basate su reali attribuzioni di valore, dove il baratto diventa corretto e dove la crescita diventa reciproca.
</p>
<p>
Perci&ograve; una delle prime cose da dire in ogni rapporto sarebbe: &quot;Tu non sei come me. Iniziamo da qui.&quot;&nbsp;
</p>
<p>
Le persone invece stanno in relazione tra loro utilizzando meccanismi di potere non consensuali. La sentenza sullo stupro di capodanno dimostra come il modello di comportamento sponsorizzato per le donne sia la &quot;sottomissione&quot;.
</p>
<p>
Non giudico il comportamento in se&#8217; molesto, decisamente no. Non lo giudico tale se parte da una scelta condivisa. Se si inserisce in una visione autonoma e autodeterminata della propria vita.
</p>
<p>
Un atto di sottomissione, di quell&#8217;affidarsi senza dubbi ed esitazioni, &egrave; il <a href="http://fastidio.noblogs.org/post/2007/01/25/forniphilia" target="_blank">bondage</a>. Nulla da dire su quelle che scelgono di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bondage" target="_blank">legarsi mani e piedi</a> per scelta. L&#8217;autodeterminazione per&ograve; dovrebbe sempre fare da spartiacque. Partendo dal presupposto che siamo tutti diversi deve essere ammissibile che io non voglia praticare sottomissione inconsapevole.
</p>
<p>
Ma una sottomessa &quot;consapevole&quot; gi&agrave; equivarrebbe ad una donna cui dovrebbe essere riconosciuto un eccessivo valore. Ecco perch&egrave; in italia si continuer&agrave; a immaginare il sesso, le relazioni, di qualunque tipo, solo come qualcosa di compatibile con la necessit&agrave; di dominio degli uomini etero.
</p>
<p>
<strong>Consigli di lettura</strong> (<em>se ne avete altri, postate tra i commenti</em>)
</p>
<p>
<a href="http://fastidio.noblogs.org/post/2007/12/18/piacere-dolore-potere" target="_blank">Piacere-dolore-potere </a>- <a href="http://fastidio.noblogs.org/post/2008/01/17/piacere-dolore-potere-reprise" target="_blank">Piacer-dolore-potere reprise</a>&nbsp;
</p>
<p>
&#8212;&gt;&gt;&gt;Nelle foto, Betty Page
</p>
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		<title>Il concetto di “bella figura”</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 12:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Blasi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora una volta, non entro nemmeno nel discorso &#8220;Ma guarda &#8217;sto cazzaro&#8221;, perché immagino che - essendoci un&#8217;indagine in corso - prima o poi qualche fatto verrà a galla, e in base a quei fatti potremo determinare se Berlusconi sapesse o meno di andare a letto con delle escort che Gianpaolo Tarantini gli procurava su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta, non entro nemmeno nel discorso &#8220;Ma guarda &#8217;sto cazzaro&#8221;, perché immagino che - essendoci un&#8217;indagine in corso - prima o poi qualche fatto verrà a galla, e in base a quei fatti potremo determinare se Berlusconi sapesse o meno di andare a letto con delle escort che Gianpaolo Tarantini gli procurava su suo esplicito o implicito mandato.</p>
<p>Quello che mi interessa è capire come faccia Gianpaolo Tarantini a pensare che <strong>&#8220;</strong><a href="http://www.corriere.it/politica/09_giugno_26/tarantini_premier_non_sapeva_5cd7664c-6281-11de-8ba1-00144f02aabc.shtml" target="_blank"><strong>portavo delle belle ragazze per fare bella figura</strong></a><strong>&#8221; </strong> e <strong>&#8220;Diciamo che avere al fianco una bella ragazza fa sempre comodo, ti rende certamente meno noioso&#8221;</strong> sia una scusante e lo scagioni, o scagioni il Presidente del Consiglio. Che apparirebbe, una volta di più, come un uomo superficiale, per cui una donna è poco più di una decorazione da salotto; un uomo facilmente impressionabile, che vedendo un uomo in compagnia di una bella donna pensa subito &#8220;Ah però, guarda che figo questo&#8221;; un uomo che si accompagna ad esseri di infimo valore umano, che a loro volta trattano le donne come decorazioni da salotto e come tali le usano, sfruttando situazioni di necessità e poi facendo gli gnorri, peraltro lasciando a casa la moglie; un uomo, insomma, ancora una volta indegno di governare un paese moderno, perché sciocco, antico e abbindolabile a piacimento.</p>
<p>Insomma, dai, Giampy: peggio la toppa del buco.<br />
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		<title>Solidarietà all’Abruzzo : storia di ordinaria empatia</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Taricani</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Personale]]></category>

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		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>

		<category><![CDATA[confronto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora di pranzo. Le due compagne di ventura aspettano pazientemente i 10 minuti che le separano dalle pizze fumanti. Il televisore vicino l’entrata del locale trasmette Studio Aperto.
Occhiate fugaci ai servizi che scorrono e ai movimenti del ragazzotto con il grembiule che corre dalla cucina alla cassa. Qualche chiacchiera sulle loro vite, si arrampicano sugli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora di pranzo. Le due compagne di ventura aspettano pazientemente i 10 minuti che le separano dalle pizze fumanti. Il televisore vicino l’entrata del locale trasmette Studio Aperto.</p>
<p>Occhiate fugaci ai servizi che scorrono e ai movimenti del ragazzotto con il grembiule che corre dalla cucina alla cassa. Qualche chiacchiera sulle loro vite, si arrampicano sugli sgabelli alti della pizzeria.</p>
<p>Una di loro studiava a L’Aquila e si è laureata lì pochi mesi fa. Ha perso delle amiche, alcune invece si ritrovano con le gambe spezzate per essersi lanciate dai balconi mentre le pareti crollavano. Tragedie che continuano ad essere raccontate con la voce tremante.</p>
<p>Improvvisamente una parola arriva alle loro orecchie. <em>Ricostruzione</em>. Istintivamente, si girano verso il televisore. L’Aquila sta per riaprire il centro storico. La ex studentessa ha un sussulto. Inizia a dire alla sua compagna di ventura che, se davvero la città riapre, lei ha tutta l’intenzione di tornarci, chè il suo cuore è lì.</p>
<p>Erano ancora concentrate sulle immagini delle macerie trasmesse quando d&#8217;un tratto saltano fuori sorrisi smaglianti, occhi truccati con cura, acconciature sbriluccicanti e svariate paia di gambe impegnate nelle passerelle. Eh sì perché la vita normale ricomincia. E ricomincia al meglio, come ben si sa, dalle piccole cose. E quale migliore occasione di un concorso di bellezza? Nella fattispecie, Miss Tendopoli?</p>
<p><object width="440" height="339" data="http://www.abruzzo24ore.tv/player.swf" type="application/x-shockwave-flash"><param name="bgcolor" value="000000" /><param name="flashvars" value="file=http://www.abruzzo24ore.tv/upload/da84c53ede5401af328d44711b773a2a.flv&amp;logo=http://www.abruzzo24ore.tv/upload/3658ebd711167d7d06db2727e9812873&amp;plugins=embed-1" /><param name="src" value="http://www.abruzzo24ore.tv/player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Le due compagne di ventura rimasero a guardarsi per alcuni minuti senza parlare. Pagarono le pizze, finalmente pronte ed uscirono, silenziose e vicine.</p>
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		<title>Escort</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 21:53:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[A fare la escort, la prostituta, non c&#8217;è niente di male.
Così hanno sempre detto gli uomini e anche buona parte delle donne magari con un filo di ipocrisia.
Non c&#8217;è niente di male, sicuro, ma diciamo che fare la escort non è proprio ai primi posti tra le ambizioni di una giovane donna e nella migliore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A fare la escort, la prostituta, non c&#8217;è niente di male.<br />
Così hanno sempre detto gli uomini e anche buona parte delle donne magari con un filo di ipocrisia.<br />
Non c&#8217;è niente di male, sicuro, ma diciamo che fare la escort non è proprio ai primi posti tra le ambizioni di una giovane donna e nella migliore delle ipotesi rappresenta solo uno squallido ripiego. Magari capita l&#8217;occasione e magari capita di rendersi conto che non è poi così male.<br />
Ci sono ambienti, lavori, divertimenti che, diciamo così, agevolano la professione e se hai una bella dose di pelo sullo stomaco, magari non è neanche peggio di tanti altri.<br />
Diciamo che comunque per fare la escort, lavoro onorabilissimo ma per il quale non esistono corsi di studio, devi frequentare gli ambienti giusti, devi fare il lavoro giusto, devi cogliere tutte quelle opportunità che la disinvolta “cultura della gnocca” degli ultimi anni ci ha messo a disposizione. Centinaia di concorsi di bellezza, centinaia di provini per ruoli femminile a limite della decenza umana, un calendario nude per tutte, la chirurgia estetica propagandata come un taglio di capelli, l&#8217;avvenenza fisica come unico obbiettivo esistenziale.<br />
<span id="more-1375"></span><br />
Migliaia di opportunità che inducono migliaia di ragazze ad illudersi di diventare ricche e famose ma conducono tante, tantissime ad accontentarsi di una soluzione di ripiego.<br />
Se hai un bel paio di tette puoi fare qualsiasi cosa e se fino a ieri gli ambiti nei quali potevi venderti le tette era piuttosto limitati, ormai anche la politica, anche il raggiungimento di cariche politiche prestigiosissime, rappresenta una possibilità concreta.<br />
Non c&#8217;è niente di male a mostrare la propria bellezza, non c&#8217;è niente di male a mostrare le tette, non c&#8217;è niente di male a fare la velina, la letterina, la meteorina, la ragazza immagine, la cubista, la modella e infine la escort. Perchè questa è l&#8217;evoluzione naturale delle cose, prima o poi doveva succedere che non ci fosse niente di male neanche a fare la escort.<br />
Se quindi fino a ieri i clienti delle escrot potevano contare sulla discrezione delle loro partner, da oggi una escort delusa per il mancato compenso, <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-9/daddario-sunday-times/daddario-sunday-times.html">non avrà più alcuna remora </a>a lamentarsi pubblicamente per l&#8217;ingiustizia subita.<br />
La sensazione, alla fine, è che neanche Berlusconi sia stato in grado di rendersi conto fin dove potesse arrivare la “cultura della gnocca”. Le prostitute, le escort, le mignotte sono sempre esistite e il lavoro più vecchio del mondo è sempre stato un onorabilissimo mestiere ma difficilmente le prostitute hanno avuto voglia di mettersi in mostra e ancora meno ne hanno avuta i loro clienti.<br />
Tuttavia a forza di ripetere che non c&#8217;è niente di male a frequentare tutti quegli ambienti e quelle situazioni che con l&#8217;induzione alla prostituzione hanno molto a che fare, è andata a finire che anche le escort non hanno più motivo di operare nell&#8217;ombra.<br />
E questo non sono affatto sicura che Berlusconi lo avesse previsto.<br />
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		<title>Siete tutti puttanieri</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 15:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Blasi</dc:creator>
		
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Non lo dico io, lo dice Vittorio Feltri, quindi nel caso incazzatevi con lui. Feltri, che pochi giorni fa in un suo editoriale per Libero difendeva la tesi che Berlusconi è impotente, quindi non può essere erotomane (né andare con donne a pagamento), oggi sostiene che siamo, anzi, siete tutti come lui, quindi erotomani. Perché? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://1.media.tumblr.com/wu1YhuYYxozdgiadZddVQSLUo1_500.jpg"><img class="aligncenter" style="margin-top: 2px; margin-bottom: 2px;" src="http://1.media.tumblr.com/wu1YhuYYxozdgiadZddVQSLUo1_500.jpg" alt="" width="403" height="302" /></a></p>
<p>Non lo dico io, lo dice Vittorio Feltri, quindi nel caso incazzatevi con lui. Feltri, che pochi giorni fa in un suo editoriale per <em>Libero </em>difendeva la tesi che Berlusconi è impotente, quindi non può essere erotomane (né andare con donne a pagamento), oggi sostiene che siamo, anzi, <a href="http://www.libero-news.it/articles/view/552978" target="_blank"><em>siete </em>tutti come lui</a>, quindi erotomani. Perché? Perché i numeri parlano chiaro, i clienti delle prostitute sono in crescita, e sono sempre di più i sessodipendenti.</p>
<p>A parte il fatto che Feltri dovrebbe decidersi (o non ti tira, o sei erotomane, appunto: <em>tertium non datur</em>), quello che urta i nervi è che in un boxino nella stessa pagina dell&#8217;editoriale (come<a href="http://friendfeed.com/webgol/2ccfa9f9/siamo-tutti-berlusconi" target="_blank"> riportato da Antonio Sofi</a>), si tira in ballo il PD sostenendo che quelli che adesso fanno gli scandalizzati per gli exploit sessuali di Berlusconi - ancora probabili, vorrei ricordare a Feltri e alla redazione di <em>Libero</em>, che avendo evidentemente perso il lume della ragione sembrano darli come assodati - hanno in passato partecipato alle campagne per il libero amore. A parte che il PD negli anni &#8216;70 non era neanche un&#8217;idea nella testolina di Veltroni, e che al limite solo il riformatissimo ex radicale Rutelli poteva essere sceso in piazza per simili cause, fra il libero amore e l&#8217;acquisto di esseri umani a scopi ricreativi passa una bella differenza. Dire altrimenti significa affermare che tutte le donne libere sono puttane, o che solo le puttane sono donne libere, e qui decidete voi se Feltri abbia bisogno di una botta in testa o di un calcio nel sedere.</p>
<p>Una cosa sola è sicura: Feltri sostiene che siamo tutti puttanieri, anzi, che <em>siete </em>tutti puttanieri e noi (per estensione) tutte puttane, e che chi dice il contrario (e osa trovare disgustosa e squallida la condotta del Presidente del Consiglio) è moralista. Non possiamo permetterci di scagliare la prima pietra, perché siamo tutti come lui, siamo tutti Berlusconi.</p>
<p>Vitto&#8217;, parla per te: io sono alta.<br />
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		<title>Un, due, tre, casino!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 09:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Blasi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Madonna, che silenzio c&#8217;è stasera, mi viene da dire. Anche se è mattina, sono le dieci e mezza (qualcosa in più, ora che abbia finito) e nessuna che abbia scritto due righe sul casino immane che si sta scatenando intorno a Silvio Berlusconi. Come se tutte fossimo troppo attonite - e ci scappasse anche un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Madonna, che silenzio c&#8217;è stasera, mi viene da dire. Anche se è mattina, sono le dieci e mezza (qualcosa in più, ora che abbia finito) e nessuna che abbia scritto due righe sul casino immane che si sta scatenando intorno a Silvio Berlusconi. Come se tutte fossimo troppo attonite - e ci scappasse anche un po&#8217; da ridere per quanto è letterale la definizione di &#8220;casino&#8221; - per dire qualcosa in merito. Ci occupiamo d&#8217;altro, facciamo finta di niente, ci sono cose più importanti, ma &#8217;sta cosa mica se ne va.</p>
<p>Fare pronostici non è il mio mestiere. E non ho neanche voglia di ripetere le solite cose tipo &#8220;utilizzatore finale&#8221; (perché una donna, se è carina e la paghi, non è diversa da un frullatore o da un televisore LCD: la utilizzi) o &#8220;Quest&#8217;uomo ci dovrebbe rappresentare tutti&#8221;. Anche se purtroppo è così, e in questo momento gli italiani all&#8217;estero sono quelli che si circondano di donnine, forse a pagamento, cantano, raccontano barzellette, regalano ciondoli ad aspiranti soubrette appena maggiorenni e nel frattempo lasciano che l&#8217;economia vada a picco negando l&#8217;esistenza di una crisi mondiale, e se ne infischiano degli sfollati da un terremoto rovinoso. Siamo quelli che non si sanno comportare in società, superficiali, un po&#8217; bugiardi e fanfaroni, che si vantano con i presidenti francesi della quantità di culi che ha visto il loro bidet.</p>
<p>Quelli lì, siamo. Figuratevi quanto ci possono prendere sul serio, tutti, come collettività.</p>
<p>Se le accuse dovessero essere provate, se la squadraccia legale del Grande Accusato non dovesse riuscire a coprire le tracce abbastanza in fretta, se le ragazze coinvolte nella faccenda arrivassero tutte insieme come piranha attratti dall&#8217;odore del sangue (che comincia a diventare una puzza notevole), che cosa succederebbe? Lo scenario migliore e più dignitoso sarebbero delle dimissioni magari un po&#8217; stizzite, ma nell&#8217;interesse del paese. Purtroppo, l&#8217;interesse del paese sembra essere l&#8217;ultimo dei problemi del PresdelCons. Per cui possiamo aspettarci uno stillicidio di rivelazioni, una più assurda dell&#8217;altra, a base di letti grandi, accappatoi e appuntamenti istituzionali mancati causa adulterio prezzolato, per mesi, finché non riusciranno a ridurre tutto al solito complotto e si ricomincerà come prima. Gli italiani non noteranno nulla (anche perché nulla o quasi trapela dai notiziari nazionali), i supporter resteranno tali e gli altri faranno spallucce. Ma all&#8217;estero saremo ancora un po&#8217; più ridicoli, un po&#8217; più presi per il culo. Gente da barzelletta, donne in vendita al miglior offerente, nani, ballerine, politica svenduta in cambio di bella presenza e allegra compagnia. Gente da prendere con le pinze.</p>
<p>I pronostici non sono il mio mestiere, ma spero di sbagliarmi. Non so nemmeno esattamente su cosa.<br />
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		<title>La pillola del dopodomani</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2009/06/19/la-pillola-del-dopodomani/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 22:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flavia amabile</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Prima dell&#8217;estate la Ru486, la pillola abortiva, potrebbe essere venduta in Italia. A annunciarlo è stato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio ricordando che il consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) «potrebbe riunirsi prima dell’estate e deliberare circa la commercializzazione della pillola abortiva Ru 486 in Italia». 
Dovrebbero essere brevi, insomma, i tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prima dell&#8217;estate la Ru486</strong>, la pillola abortiva, potrebbe essere venduta in Italia. A annunciarlo è stato il viceministro della Salute Ferruccio Fazio ricordando che il consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) «potrebbe riunirsi prima dell’estate e deliberare circa la commercializzazione della pillola abortiva Ru 486 in Italia». </p>
<p><strong>Dovrebbero essere brevi, insomma, i tempi</strong> per veder vendere la pillola al centro di mille polemiche. Ma, ha precisato il viceministro, il consiglio di amministrazione dell’Aifa, al momento «deve ancora essere insediato e stiamo aspettando la registrazione della Corte dei Conti. Il nuovo cda - ha concluso - potrebbe riunirsi prima dell’estate». </p>
<p><strong>L’annuncio arriva</strong>, dopo un anno di attesa per la registrazione, e in realtà deve ancora fare i conti con ulteriori ostacoli burocratici. «A tutt’oggi nessuna riunione di tale organo è stata calendarizzata anche perchè non è ancora avvenuto l’insediamento del nuovo cda», ha chiarito in una nota l’Agenzia italiana del farmaco. </p>
<p><strong>Smentisce decisioni in tempi rapidi, </strong> anche il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella. «Voglio poter rispondere ai parlamentari di entrambe le parti e alla stampa in piena trasparenza», dice il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, e quindi chiede all’Agenzia una documentazione completa perchè «sulla Ru 486 ci sono troppe oscurità». Ciò richiede tempo, e quindi, chiarisce il sottosegretario, «penso che tutto questo verrà ripreso in autunno». </p>
<p><strong>Sarebbero ventinove</strong>, infatti, i morti contro i 16 decessi attribuiti ufficiosamente alla pillola abortiva RU486. E quindi il ministero del Welfare ha inviato una nuova documentazione al Comitato tecnico scientifico dell’Agenzia per avere ulteriori chiarimenti.  «Avevo chiesto alla ditta produttrice (della pillola abortiva, ndr.) una serie di quesiti di natura tecnico scientifica, perchè erano emerse perplessità e dubbi sul numero e sulla casistica di eventi avversi e morti. Questo anche per rispondere con documenti esaustivi a interrogativi parlamentari». La documentazione è giunta all’Aifa - dice la Roccella - e «ora il Cts (comitato tecnico scientifico dell’Aifa, ndr.) mi deve una risposta scritta. </p>
<p><strong>«Speriamo che sia la volta buona </strong>- ha avvertito invece Silvio Viale, il medico torinese che ha condotto la sperimentazione italiana sulla pillola all’ospedale Sant’Anna di Torino. «E’ da più di un anno che attendiamo la registrazione per potere inserire la RU486 nei protocolli per l’aborto medico, l’aborto chirurgico, l’aborto terapeutico, l’aborto spontaneo e la morte endouterina. Se l’attesa dovesse ulteriormente protrarsi riterrei inevitabile e moralmente lecito il ricorso ad altre procedure per ottenere la RU486, poichè come medici siamo moralmente obbligati a offrire le soluzioni tecniche ‘più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanz’, come prevede l’articolo 15 della legge 194. Se finora siamo rimasti in attesa della conclusione della procedura europea - precisa - è per fiducioso rispetto dell’Aifa e della sua autonomia». </p>
<p><strong>Livia Turco, ex ministro della Salute, </strong>e ora capogruppo del Pd nella commissione Affari Sociali, attacca duramente Eugenia Roccella. Invita «gli esponenti del Governo» a non «scatenare l’ennesima lotta ideologica. Sulla RU486 sono chiamate a decidere le competenti sedi tecnico scientifiche. Ci auguriamo poi che il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella metta da parte le sue ubbie ideologiche e si rassegni, una volta per tutte, alla evidenza scientifica». </p>
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		<title>Parlami del tuo intestino</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 07:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viscontessa</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mass Media]]></category>

		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Due, in fatto di pubblicità destinate ad un pubblico femminile, le novità di questa settimana.
La prima riguarda come al solito l&#8217;intestino delle donne, organo che ormai in tivvu viene più nominato delle tette rifatte. E infatti se pensavate di essere riuscite a mettere al riparo il vostro dagli inviti pubblicitari a  godere del sollievo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due, in fatto di pubblicità destinate ad un pubblico femminile, le novità di questa settimana.<br />
La prima riguarda come al solito l&#8217;intestino delle donne, organo che ormai in tivvu viene più nominato delle tette rifatte. E infatti se pensavate di essere riuscite a mettere al riparo il vostro dagli inviti pubblicitari a  godere del sollievo di una corretta defecazione femminile, vi sbagliavate di grosso.<br />
Da oggi il comune “caccastop” ( termine generico per descrivere un prodotto contro la diarrea) non è più un vero e proprio farmaco da prendere in caso di bisogno. Da oggi diventa una specie di prodotto di bellezza, una specie di farmaco come potrebbe essere un integratore di bellezza, un prodotto da assumere per evitare la diarrea, disturbo, nello spot pubblicitario, associato all&#8217;immagine di una donna.<br />
La cosa curiosa è che dell&#8217;immagine femminile sono visibili solo i contorni come se la sua definizione fosse legata a quella di un prodotto che se fino a ieri era considerato solo un farmaco, da domani potrebbe diventare un prezioso aiuto alla bellezza femminile.<br />
Effettivamente non è affatto bello farsela addosso.<br />
Ma basta guardare la televisione in questo periodo pre estivo, per rendersi conto di quante siano diventate le “esigenze” delle donne in fatto di bellezza. La pelle, le unghie, i capelli, ma anche il nostro intestino, la nostra diuresi e il nostro ciclo mestruale, sono diventati “problemi” femminili da risolvere ad ogni costo. Non importa quanti esami abbiate sostenuto nella vostra vita: la prova costume non la passerete mai. <span id="more-1351"></span><br />
Ed è proprio dei disturbi del ciclo mestruale che si parla nella seconda pubblicità.<br />
Qualcuna di voi forse si era illusa che sul ciclo si fosse detto, fatto e venduto qualsiasi cosa?<br />
Errore, da oggi anche il mal di pancia non è più nostro ma è “roba” del nostro capoufficio che tiene stipate in un cassetto della sua scrivania tra colleghe nervose e incazzate, intere confezioni di un antidolorifico proprio “per quei giorni lì”.<br />
Finalmente qualcuno di polso riuscirà a domare i nostri ormoni impazziti, perché vedete agli uomini non interessa se il ciclo è così doloroso da piegarci in due, non gli importa che nonostante per alcune donne sia davvero doloroso, debbano andare a lavorare lo stesso, non lo riguardano i costi che ogni donna deve sostenere nella sua vita per acquistare assorbenti (mai nessuno che ne abbia proposto la distribuzione gratuita come qualche anno fa la Livia Turco propose per il Viagra agli anziani), ciò che lo interessa veramente è che lei  non sia nervosa, non sia incazzata, insomma non gli rompa i coglioni.<br />
Io me lo vedo il capo lanciare antidolorifici come noccioline a quelle simpatiche scimmiette del suo ufficio. </p>
<p>La verità è che ormai non gli basta più il fuori, ormai ci entrano dentro, ci spiano, ci rovistano tra gli organi, cercano un pertugio nel cervello e poi tirano fuori un pezzo di carne e lo sbattono sullo schermo. Qualche volta è una gamba depilata, altre una ruga sul collo  ma sempre più spesso è qualcosa che ci sta dentro e che non sapevamo neanche di avere.<br />
Devi essere bella, ma non barare! per essere davvero bella fuori lo devi essere anche dentro, devi avere organi splendenti come diamanti. Devi essere bella perché la bellezza è l&#8217;unica cosa che conta davvero, è l&#8217;unico valore che possiedi e non puoi permetterli di buttarlo al vento.</p>
<p>Guardo queste pubblicità e mi sento in imbarazzo, mi sento come se qualcuno violasse la mia intimità, come se davvero con le immagini fosse tutto concesso, anche entrare nel tuo bagno mentre di fai un bidè. Le guardo e mi chiedo quale altro problema potrei avere per l&#8217;estate prossima e dove potrebbe infilarsi la telecamera da Grande Fratello del mio corpo. </p>
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		<title>339 15313…</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 21:12:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Maran</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[“Guarda che ti ha sfilato qualcosa di rosa dalla borsa. Controlla.”
Stento un attimo a mettere a fuoco quello che mi ha appena detto la ragazza coi rasta.
Il ragazzone abbronzato, straniero, con l’occhio tumefatto se ne sta lì strafottente a dire “oh, cosa vuoi?”
Apro la borsa e verifico. Manca il mio cellulare. Nella sua custodia
rosa.
“Ridammelo!”
“Ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Guarda che ti ha sfilato qualcosa di rosa dalla borsa. Controlla.”<br />
Stento un attimo a mettere a fuoco quello che mi ha appena detto la ragazza coi rasta.<br />
Il ragazzone abbronzato, straniero, con l’occhio tumefatto se ne sta lì strafottente a dire “oh, cosa vuoi?”<br />
Apro la borsa e verifico. Manca il mio cellulare. Nella sua custodia<br />
rosa.<br />
“Ridammelo!”<br />
“Ma non è vero!”<br />
“Ridammelo!”<br />
“Ma cosa vuoi da me?”<br />
“il mio cellulare! Lei ha detto che m hai preso qualcosa di rosa, il mio cellulare è in una custodia rosa e non ce l’ho nella borsa”<br />
“vuoi vedere nelle tasche? Guarda!<br />
So che non posso mettergli le mani addosso. Non voglio mettergli le mani addosso.<br />
“Svuotale!”<br />
Si mette le mani in tasca, tira fuori chiavi, monetine.<br />
“vuoi vedere nella borsa?”<br />
“Si, fammi vedere!”<br />
La apre, ci metto le mani ma non c’è nulla, intanto fa per allontanarsi<br />
“ridammi il mio cellulare”<br />
Intanto la ragazze dice guardagli in tutte le tasche, fagli tirare fuori tutto.<br />
Io dico ad alta voce “chiamatemi la polizia!”<br />
E se poi non ce l’ha? E se poi io sono stupida e l’ho dimenticato in ufficio?<br />
Però no, lo so, ce l’avevo in borsa.<br />
La custodia rosa.<br />
 “chiamatemi la polizia!” urlo ad alta voce<br />
“macchè polizia? Ma cosa vuoi da me? “<br />
Si allontana. Mi metto davanti a lui. Gli prendo un braccio.<br />
E’ più grosso di me, mi scansa con un gesto.<br />
Qualcuno urla “non le mettere le mani addosso”.<br />
“oh non mi toccare”<br />
A guardar bene non ha torto. Lo sto fermando.<br />
Posso farlo?<br />
“chiamate la polizia!”<br />
“ma che cosa vuoi?”<br />
“fermo ho detto!- se non hai niente da nascondere perché ti rifiuti?”<br />
”Cosa vuoi? perché devo perdere il mio tempo per te? Cosa vuoi vedere? Vuoi vedere nelle mutande, mh?”<br />
Si abbassa i calzoni e mette una mano dentro.<br />
Non penso che sfilerà il pacco. Invece lo fa.<br />
Cala gli slip. Ne tira fuori un cazzo scuro e molle. Che eretto non deve essere niente male.<br />
Non faccio una piega, lo guardo e gli dico<br />
“non mi interessa: ridammi il mio cellulare!”<br />
Penso in un attimo che potrei urlare alla gente di fare il mio numero: ma ho impostato la suoneria da riunione e non si sentirebbe niente.<br />
Urlo ancora “chiamate la polizia!”<br />
Intanto sono pronta a seguirlo e dargli noia finché potrò.<br />
Rivoglio il mio cellulare.<br />
C’è l’unica foto che ho con Roberto lì sopra.<br />
E non la voglio perdere.<br />
Né quella , né tanti altri ricordi che ho registrato lì.<br />
Poi accade tutto in fretta: la gente rumoreggia, lui mi dà le spalle, continua a dire cosa vuoi, fruga nelle tasche e a un certo punto si sfila il mio cellulare dalla tasca dietro facendo finta di nulla.<br />
Sta per andarsene.<br />
“E no, ridammi anche la custodia rosa!”<br />
La pura e classica questione di principio.<br />
Se la sfila dalla tasca e me la butta addosso mentre se ne va sfanculandomi.</p>
<p>In tutto questo la voce mi è sempre tremata.</p>
<p>Avrà avuto 20 anni. Forse rom. Non saprei dire. L’ho guardato in faccia quasi tutto il tempo.<br />
Eppure l’unica cosa che mi ricordo nel dettaglio è il suo pisello.<br />
Pura deformazione professionale.</p>
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