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        <title>Globsit ... Global Security Italia</title>
        <description>Il feed del blog di Globsit ... Global Security Italia!</description>
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        <lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 07:18:59 +0100</lastBuildDate>
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            <title>Seminario 2011 : La sicurezza Informatica nelle Scuole</title>
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            <description><![CDATA[Obiettivo dell’incontro è discutere sui pericoli e sulle problematiche connesse al web, sulle responsabilità della scuola e sul ruolo fondamentale che hanno i docenti in questo percorso educativo e formativo, ma sopratutto fornire indicazioni utili sugli strumenti che si hanno a disposizione per difendere i propri alunni dai pericoli del Web permettendone di fare un uso sicuro e responsabile nel rispetto delle normative vigenti.

Programma :

16:00  Introduzione: Prof. Agostino Arena - A.N.P.


16:15  Dott. Marcello la Bella Vice Questore Polizia di Stato]]></description>
            <author>info@globsit.it (Admin)</author>
            <pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Clusit: nel mondo attaccato un sito ogni secondo</title>
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            <description><![CDATA[ROMA
Ogni secondo nel mondo un sito web subisce un attacco informatico, ogni giorno 50.000 file infetti circolano sulla rete, ma gli esperti internazionali riuniti nel Security Summit organizzato a Roma dall'Associazione italiana per la sicurezza informatica (Clusit) prevedono che nei prossimi 10 anni la criminalità informatica possa dirigere il 20 per cento degli attacchi contro infrastrutture critiche come reti elettriche, trasporti, centrali telefoniche. I danni stimati sono di almeno 250 miliardi di euro.

L’Italia non è affatto estranea al fenomeno: ad esempio, il responsabile dei laboratori della società internazionale di sicurezza informatica Sophos, Mark Harris, ha calcolato che in una sola giornata circa 30 siti di tipo molto comune, come blog, piccoli giornali online, pagine personali, vengono «contaminati» da programmi pericolosi, capaci di trasmettersi a chiunque apra una di queste pagine web dall’apparenza innocua.

Se questi pericoli sono il presente, gli esperti guardano al futuro: «Attenzione alle infrastrutture critiche informatizzate e interconnesse», ha raccomandato Angelo Jannone, docente di criminologia dell’università di Roma La Sapienza. «Per il prossimo decennio - ha aggiunto - è prevista una probabilità di attacchi ad esse del 20%, con danni stimati per 250 miliardi di euro. Proteggerle è un dovere». Nel mirino sono le infrastrutture che dipendono da una botnet, ossia da una rete di computer collegati a internet che fanno parte di un insieme di computer che a loro volta fanno capo a un’unico «regista», il botmaster. Blackout, scambi ferroviari in tilt, semafori impazziti potrebbero essere alcune delle conseguenze. «Con un clic diventa possibile scatenare milioni di attacchi», ha rilevato Jannone.

In un futuro non lontanissimo la criminalità informatica potrebbe prendere di mira anche i satelliti: è un problema che da qualche anno sta studiando un piccolissimo gruppo di hacker «etici», ossia esperti che utilizzano la loro profonda conoscenza delle tecniche della criminalità informatica per mettere a punto contromisure efficaci. «Hacker etici sono al lavoro in Italia, Spagna, Indocina, Canada, Africa e Australia in modo da garantire una copertura del 100% del cielo», ha spiegato Raoul Chiesa, del comitato direttivo del Clusit e membro dell’Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (Enisa). «Si è dimostrato che sono già state intercettate le prime comunicazioni via satellite, alcune di essere in campo militare. Ed è soltanto l’inizio.]]></description>
            <author>info@globsit.it (Admin)</author>
            <pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Seminario Sicurezza Informatica a Catania</title>
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            <description><![CDATA[«Ormai l’uso di  strumenti informatici si è notevolmente diffuso in tutte le Pubbliche Amministrazioni (Scuole, Enti, etc…) ma anche nelle Aziende e nelle case dei cittadini e costituisce uno strumento di lavoro quotidiano ed indispensabile.
La sicurezza informatica è un problema generale, ampio, diffuso ed articolato, ma anche poco percepito ed apparentemente complesso. In realtà spesso piccoli accorgimenti, strumenti semplici  e metodologie corrette possono ridurre i rischi sui propri sistemi.
La Provincia Regionale di Catania anche in conformità a quanto disposto dalla L.R. 9/86 intende apportare il proprio contributo per la crescita e la formazione socio – culturale della collettività con particolare riferimento agli alunni delle scuole, anche attraverso la sensibilizzazione e la diffusione della cultura della “sicurezza”».
Intervengono Marcello La Bella (Polizia Postale di CT), Raoul Chiesa (Socio Fondatore CLUSIT, Permanent Stakeholders Group at ENISA (European Network & Information Security Agency)

Giovedì 06 maggio ore 10,00 Centro Direzionale - Tremestieri Etneo - Via Nuovaluce, 67/a ]]></description>
            <author>info@globsit.it (Admin)</author>
            <pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Net-Worm.Win32.Koobface</title>
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            <description><![CDATA[Nuova frontiera dei cyber criminali che attaccano le piattaforme più popolate del WEB attraverso il worm; gli utenti di Facebook e Myspace ricevono un messaggio, apparentemente proveniente da un amico, che contiene un link a un video o ad un sito Internet. Se si cerca di aprire il video o accedere al sito, si riceve un avviso che invita a effettuare il download di un aggiornamentco di Flash Player. E' un fake che serve solo a installare sul proprio pc il worm Koobface che permette ai cybercriminali di gestire da remoto il sistema.]]></description>
            <author>info@globsit.it (Admin)</author>
            <pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Il 90% di tutte le è-mail è spam</title>
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            <description><![CDATA[Un report condotto da Symantec fissa a 90,4 la percentuale di SPAM sull'intero traffico di posta elettronica. Solo nell'arco dell'ultimo mese, tra aprile e maggio 2009, c'è stato un incremento del 5,1%. Tra le ultime tecniche preferite si evidenziano la scelta di domini datati preferibili perchè più affidabili e più vulnerabili, e gli attacchi verso i social network utilizzati per veicolare lo spam]]></description>
            <author>info@globsit.it (Admin)</author>
            <pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Si può entrare nel pc del dipendente?</title>
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            <description><![CDATA[TRANI — Non vi è alcun ac­cesso abusivo se un tecnico, in servizio per conto di un en­te, accede al computer di un dipendente mentre questo non c’è, utilizzando la sua password. A sancirlo, una volta per tutte, è il gip del tribunale di Trani, Francesco Zecchillo, chiamato ad esprimersi sul caso di un dipendente del suo stesso ufficio che aveva denunciato alla procura un accesso abusivo al proprio pc, mentre appunto non era in servizio. La pre­sunta violazione del «domici­lio informatico» risaliva al febbraio 2008 ed era stata compiuta da un tecnico del Cisia, in presenza di altri im­piegati, per verificare il per­ché di alcune anomalie verifi­catesi in quei giorni nella re­te informatica, che consenti­vano di fatto l’accesso da una qualsiasi postazione del tribu­nale a quelle della procura, e viceversa.

L’allora viceprocu­ratore Pasquale Drago, dopo alcuni indagini, ave­va chiesto l’archiviazione del­l’inchiesta al gip, che però nel dicembre scorso l’aveva respinta sulla base dell’oppo­sizione del denunciante e ave­va ordinato alla procura di ac­quisire il documento pro­grammatico per la sicurezza informatica del tribunale e di ascoltare il tecnico. Ora il gip ha però deciso che il procedimento venga ar­chiviato perché - spiega nel provvedimento - l’impiegato «detiene il computer e opera con lo stesso per fini istituzio­nali (non lo si dimentichi) e quindi può accedere al siste­ma informatico, su disposi­zione e secondo modalità fis­sate dal titolare di quel com­puter, ossia il ministero della Giustizia, e non può accam­pare pretesi diritti di esclusi­va, nei confronti addirittura dello stesso titolare di quel si­stema. Egli, con la sua pas­sword, accede a un sistema informatico che non è suo, che non appartiene cioè alla sua privata sfera personale e patrimoniale, ma esclusiva­mente al ministero di Giusti­zia». Il gip chiarisce inoltre che in questo caso non si trat­tò di accesso abusivo, ma sol­tanto di «un controllo diretto all’accertamento dell’esisten­za o meno di modalità di col­legamento non consentite». ]]></description>
            <author>info@globsit.it (Admin)</author>
            <pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100</pubDate>
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            <title>Sophos avverte: ancora molti computer sprovvisti della patch contro il worm Conficker</title>
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            <description><![CDATA[Un’indagine condotta da Sophos, società leader a livello mondiale nel settore della sicurezza informatica e nella tecnologia di controllo dell'accesso alla rete (NAC), rivela che molti computer sono tuttora sprovvisti della patch che assicura la protezione dal worm Conficker. Alla luce di questi risultati, Sophos ribadisce l’importanza di aggiornare il proprio PC installando le patch di sicurezza più recenti.

I dati sono stati raccolti tramite Endpoint Assessment Test, uno strumento gratuito che sottopone il computer a scansione, valutando se rappresenta un rischio per la sicurezza della rete aziendale. Con una singola scansione, Endpoint Assessment Test verifica che il service pack di Microsoft per il sistema operativo in uso sia il più recente, che tutte le patch di Microsoft siano aggiornate, che sul computer sia installata, attiva e aggiornata una protezione antivirus, e infine che sia installato e attivo un firewall. Dopo aver valutato i risultati relativi a tutti gli utenti che hanno effettuato il test dal primo gennaio 2009, Sophos ha riscontrato che l’11% non aveva ancora installato la patch MS08-067 di Microsoft, che impedisce tra l’altro la diffusione del worm Conficker. Gli esperti di Sophos hanno rilevato un dato preoccupante: malgrado la recente campagna informativa su Conficker, la situazione, a quanto pare, non accenna a migliorare. Considerando le sole cifre relative al mese di marzo, emerge che il 10% degli utenti è tuttora sprovvisto della patch necessaria.

"Avremmo sperato che gli utenti prendessero coscienza del rischio e installassero la patch di protezione", ha dichiarato Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia. "Non solo la patch è disponibile già dallo scorso ottobre, ma i media hanno ripetutamente messo in guardia gli utenti dalle potenziali conseguenze derivanti dalla sua mancata installazione. Le ultime notizie sono piuttosto scoraggianti. Dai dati raccolti non possiamo certo dedurre che il 10% dei PC in tutto il mondo sia sprovvisto della patch di Microsoft, ma i risultati ottenuti svelano indubbiamente una triste verità per una quota consistente di coloro che hanno effettuato il test. La percentuale di computer privi della patch che protegge dall’exploit usato da Conficker sembra rimanere costante".

Sophos raccomanda alle aziende di valutare la sicurezza informatica e porre rimedio a eventuali vulnerabilità implementando, oltre alla tecnologia Network Access Control, procedure migliori di assessment.

Per maggiori informazioni, visitare il blog di Graham Cluley (inglese).

Per scaricare Sophos Endpoint Assessment Test, visitare: http://www.sophos.it/products/free-tools/sophos-endpoint-assessment-test.html

Sophos ha sviluppato anche uno strumento gratuito per la rimozione di Conficker disponibile all’indirizzo http://www.sophos.it/products/free-tools/conficker-removal-tool.html ]]></description>
            <author>info@globsit.it (Admin)</author>
            <pubDate>Thu, 01 Jan 1970 00:00:00 +0100</pubDate>
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