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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="0.91"><channel><title>Hotel Messico il sito con i feed gialli</title><description>forse funzionano</description><link>http://www.hotelmessico.net</link><language>it</language><creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/</creativeCommons:license><image><link>http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/</link><url>http://creativecommons.org/images/public/somerights20.gif</url><title>Some Rights Reserved</title></image><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/hotelmessico" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId>hotelmessico</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item><title><![CDATA[Solo gli scemi corrono]]></title><description>&lt;b&gt;Solo gli scemi corrono&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;img src="http://www.hotelmessico.net/osen_egon_schiele.jpg" height="180"&gt;
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Nonostante mio padre fosse ancora vivo mia madre mise al collo un medaglina con la sua foto incisa su uno sfondo dorato.&lt;br&gt;
"Lo faccio per abituarmi al dolore della perdita", disse mentre si incollava un cerotto alla nicotina dietro il collo.&lt;br&gt;
Pensava di dare un anticipo al dolore, di scontarlo a rate. Mio padre si grattava le palle ogni volta che la incrociava nel corridoio e una volta la minaccio' con la forbice.&lt;br&gt;
"Togliti questa cosa!", le urlo'.&lt;br&gt;
"Tu non capisci", disse lei con un fremito delle labbra.&lt;br&gt;
Mio padre allora le fece sentire la punta della forbice sulla pancia.&lt;br&gt;

"Infilamela fino alla schiena, non ti voglio sopravvivere", e comincio' a spingere la pancia in avanti.&lt;br&gt;

"Tu sei pazza", le disse portandosi un dito nella tempia nel gesto universale della pazzia.&lt;br&gt;

Abituatosi all'idea della sua morte, mio padre stesso comincio' a vivere i restanti giorni della sua vita da defunto con una leggerezza sovrannaturale considerando oramai l'episodio piu' nefasto della sua vita accaduto. Insomma mia madre gli aveva dato la seconda possibilita' e fece quello che avrebbe sempre voluto fare della sua vita, il teatro.&lt;br&gt;
In linea di massima se una persona non ha mai recitato fino a trentanove anni non dovrebbe mai iscriversi a un corso di teatro trovato su un volantino. Ricordo con una certa precisione quando a casa apri' quel foglio di carta piegato in tanti quadrati simmetrici e ne usci' un volantino con un orario, un posto e un numero di telefono. Mia madre stava friggendo l'hamburger con la sottiletta sciolta sopra sulla piastra e quando mio padre lesse ad alta voce, "corso di teatro per principianti", si fece il segno della croce, incollo' sul suo avambraccio un cerotto alla nicotina e raccolse la sottiletta fusa che colava sulla piastra. Mio padre alzo' la forchetta al cielo come avrebbe fatto un prete e la pianto' nel legno del tavolo infilzando il volantino e facendo tremare le mattonelle sbilenche della nostra cucina.&lt;br&gt;
Il vecchio mi portava con se' alle prove nell'intento di salvarmi dalla superstizione di mia madre. Mi piaceva come usava quella parola, perche' faceva in modo che il significato fosse piu' ampio e che comprendesse ogni cosa stupida fatta da mia madre. Il teatro era uno scantinato umido con dei tubi che colavano acqua dal soffitto. Prima che la compagnia del ragno, cosi' c'era scritto sul volantino, allestisse quello spazio a teatro, c'era una sartoria e tre manichini mutilati stavano stesi nel corridoio e mi piaceva pensare che la notte si animassero e che recitassero sulla pedana che usavano da palcoscenico. Allora mio padre mi vedeva assorto, arrivava da dietro e mi dava uno schiaffo, "smettila, diventerai scemo come tua madre".&lt;br&gt;
Era un cane, uguale agli altri che stavano la' sul palco con lui, pero' le sue battute erano piene di parole affilate e luminose come la carta argentata che la cassa armonica del suo petto faceva risuonare ed esplodere e anche i manichini sembravano girarsi quando toccava a lui parlare.&lt;br&gt;
Proprio in quel periodo a casa nostra venne a stare Annabella, una cugina di mia madre che aveva perso il lavoro a Torino. Faceva le pulizie in un'impresa che aveva in gestione scuole e uffici e dava la colpa alle polacche che erano arrivate a migliaia con gli autobus. Diceva che erano tutte bellissime e che lavoravano per la meta' dei soldi e ogni volta che la sentivamo dire "quelle zoccole", sapevamo gia' di chi stava parlando.&lt;br&gt;
Annabella aveva i capelli lunghi e ricci, una tartaruga tatuata sul braccio e pensai che le polacche dovessero essere magnifiche perche' ne' io ne' mio padre una femmina come Annabella l'avevamo mai vista. La sua pelle odorava di miele e i suoi denti bianchi come le vigorsol.&lt;br&gt;&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.hotelmessico.net/samurai.aspx#Solo_gli_scemi_corrono"&gt;continua a leggere nella pagina samurai&lt;/a&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/Fi_oT3Gl9Wc/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=737</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[Catatonic viagra simphony ballet]]></title><description>&lt;a href="http://www.labrigata.splinder.com/post/20891223/La+Brigata+apre+per+ferie+-+Pu"&gt;Catatonic viagra simphony ballet&lt;/a&gt;, sono in trasferta sulla brigata.&lt;br&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=Ss_7hHvy5Q4:YwUgoyTwkBk:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=Ss_7hHvy5Q4:YwUgoyTwkBk:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=Ss_7hHvy5Q4:YwUgoyTwkBk:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/Ss_7hHvy5Q4/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=736</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[Miss cadeau]]></title><description>&lt;b&gt;Miss cadeau&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;a href="samurai.aspx"&gt;[samurai]&lt;/a&gt;
&lt;br&gt;
&lt;img src="http://www.hotelmessico.net/fotine/egon schiele wally.jpg"&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Come tutte le mignotte mia sorella aveva senso dell'umorismo e raccontava bene le barzellette. Quando le dissi che ero omosessuale mi racconto' la storiella di quella checca che al banco della frutta ordinava due banane cosi' almeno una la mangiava.&lt;br&gt;
"Chiquita boy", mi disse, "da adesso ti chiamo cosi'".&lt;br&gt;
"Non farlo di nuovo", le urlai.&lt;br&gt;
Mi diede una botta in piena fronte con il palmo della mano, "stai calma sorellina", disse masticandomi la gomma in faccia per impressionarmi, "il mondo la' fuori sara' molto piu' feroce, non ti lasceranno fare come vuoi. Adesso stammi a sentire, tu questa cosa non la devi dire a nessuno", l'odore di vernice del suo smalto mi bruciava in gola, "a casa non devono saperlo, e' un problema tuo".
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Aveva tre anni piu' di me e ogni sera veniva a prenderla un ragazzo diverso. Nel quartiere si dicevano cose di lei, tutte infami, tutte vere, ma lei sapeva vivere solo in quella maniera oscena, aprendo le cosce ogni sera su un sedile diverso. A un certo punto nostra madre smise di guardare l'orologio e non aspetto' piu' che rientrasse la notte, io invece ero felice quando sentivo sbattere la porta dell'ascensore e il suono dei tacchi sul ballatoio si faceva sempre piu' vicino. Avevo installato un software per rubare le password sul suo pc e la sua posta elettronica era un inferno di cazzi e di appuntamenti. La mattina andava in un albergo alla ferrovia con le lenzuola di carta e i bicchieri monouso e per una mezz'ora lei chiedeva un cadeau. Usava quella parola ridicola in ogni email. Lei miss cadeau io chiquita boy. 
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Miss cadeau era tutto quello che volevo essere, unghie dipinte e niente senso di appartenenza. Lei era di tutti quelli che se la volevano fare, una specie di bene pubblico, ed era anche di mia mamma, quando piangeva perche' avevano scritto con lo smalto nero nell'ascensore che la figlia era una troia e io non avevo fatto in tempo a cancellarlo. La vita di miss cadeau era una svendita di carne permanente.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Quando resto' incinta mia mamma abbasso' gli occhiali per metterla bene a fuoco e disse che se ne doveva andare. Mettemmo le cose nelle buste e l'accompagnai in una stanza a Ponticelli. C'era un fornello, un materasso per terra e la tenda di plastica attorno la doccia.  Miss cadeau conto' i soldi di ferro nel borsellino a forma di farfallina, scrisse un numero di telefono su un pezzo di carta e io le accarezzai i capelli che sapevano di baby shampoo johnson's.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Trovo' lavoro in un videonoleggio a Portici. La pancia non si vedeva ancora e miss cadeau adesso vestiva con una salopette di jeans e i capelli legati. Quando il proprietario non c'era andavo al videonoleggio, mi sedevo su una sedia di ferro e sfogliavo i cataloghi. Parlavamo della bambina, e leggevamo i nomi delle attrici sulle locandine dei film per sceglierne uno bello, pieno di significato. Miss cadeau voleva per la figlia uno stracazzo di nome magico.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Decidemmo di chiamarla "Il favoloso mondo di Amelie". 
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Il favoloso mondo di Amelie nacque con un dito in meno alla mano sinistra e quello doveva essere il segno del suo potere magico. Cercammo su internet il costo di una protesi di un dito robotico che sembrasse vero ma non trovammo niente, bisognava andare in ospedale e spiegare la situazione ai medici. Miss cadeau disse che una volta grande, le avrebbe fatto trapiantare il suo dito.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.hotelmessico.net/samurai.aspx#Miss_cadeau"&gt;continua a leggere nella pagina Samurai&lt;/a&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=2CGw8Xd76og:5xrMneQfOII:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=2CGw8Xd76og:5xrMneQfOII:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=2CGw8Xd76og:5xrMneQfOII:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/2CGw8Xd76og/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=735</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[Toilet]]></title><description>&lt;b&gt;Toilet&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;img src="http://www.toilet.it/images/cover_promo_16.jpg"&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;
Il nuovo &lt;a href="http://www.toilet.it"&gt;Toilet&lt;/a&gt; in libreria, con una storia mia dentro.&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=yuMjTgXlai8:bENWN-gCGcY:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=yuMjTgXlai8:bENWN-gCGcY:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=yuMjTgXlai8:bENWN-gCGcY:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/yuMjTgXlai8/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=733</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[Divanismi]]></title><description>&lt;b&gt;Divanismi&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.hotelmessico.net/cellophane.asp"&gt;[cellophane]&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;img src="http://www.hotelmessico.net/foto/egon_schiele.jpg"&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Telecomando stretto in mano,&lt;br&gt;
son gran maestro del divano,&lt;br&gt;
tale padre tale figlio,&lt;br&gt;
non ascolto alcun consiglio,&lt;br&gt;
le televendite dei tappeti,&lt;br&gt;
per il maestro non hanno segreti&lt;br&gt;
e i telefilm della mattina,&lt;br&gt;
sanno di scuola e di ovomaltina,&lt;br&gt;
ma adesso smetto,&lt;br&gt;
altrimenti lo ammetto,&lt;br&gt;
mi stanco, mi affanno&lt;br&gt;
mi ammalo, rigetto.&lt;br&gt;
Spegnete la luce e spostate quel nano,&lt;br&gt;
che voglio morire su questo divano.&lt;br&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=UoffQ5Cj_LM:W0pWsB1pegQ:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=UoffQ5Cj_LM:W0pWsB1pegQ:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=UoffQ5Cj_LM:W0pWsB1pegQ:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/UoffQ5Cj_LM/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=732</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[Valerio e' un angelo]]></title><description>&lt;b&gt;Valerio e' un angelo&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;img src="http://www.hotelmessico.net/fotine/Egon Schiele Portrait of Mime van.jpg"&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Stavo sul divano e cercavo la maniera di abbuscarmi una chiavata. Faceva caldo, certe mosche con il dorso verde si appoggiavano sulle gambe. Avevo spulciato gli annunci erotici su tutti i siti di Napoli alla ricerca di qualche tardona e invece tutte chiedevano soldi. A leggere gli annunci erano massaggiatrici, pedicuriste, estetiste. Fai che uno aveva proprio bisogno di un pedicure o il dottore ti diceva che bisognava farsi dei massaggi. Comunque ci stava un annuncio che mi piaceva, diceva che lei era una donna sola e che aveva bisogno di amici. Feci partire il word e scrissi una cosa, Gentile signora, ho letto il suo annuncio, io sto sul divano, a casa mia ci sono delle mosche con un dorso verde che non ho mai visto, forse sono troppo vecchio e queste sono mosche moderne, io non ho capito che lavoro fa, pero' se e' come penso, sarebbe tanto gentile da inviarmi un tariffario come quello che sta appeso dai barbieri? Mi stia bene. &lt;br&gt;
Andai in cucina, misi l'acqua nelle piante, mangiai una crostatina del mulino e ritornai al computer. La signora mi aveva gia' risposto.
Gentile signore ho letto la sua email e sono addolorata, lei mi ha preso per una baldracca. Io cercavo solo compagnia, ho un figlio malato, sono una donna sola.&lt;br&gt;
Attaccai subito, avevo ancora mezza crostatina tra i denti,  Gentile signora se e' cosi' mi mandi una fotografia dello spastico, io non ci casco in queste cose. Nella foto ci deve essere il mongolo e lei con un libro. Su internet ci sono molte immagini di storpi, non vorrei che lei mi fregasse. A presto. &lt;br&gt;
Dopo poco mi arriva una email con una foto, la apro. Nella foto c'e' un ragazzino su una sedia a rotelle, a fianco una donna chiavabilissima con un tv sorrisi e canzoni. Il testo diceva, In casa non ho libri, accudire Valerio e' un lavoro che mi tiene occupata tutto il giorno. La prego non usi piu' quei termini, Valerio e' una specie di angelo. Allargai la foto e mi squadrai bene la signora. Era pomeriggio, fuori faceva caldo, mi restavano i capelli solo ai lati della testa e piu' di questo non si poteva desiderare.
&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.hotelmessico.net/samurai.aspx#Valerio_e'_un_angelo"&gt;continua a leggere in Samurai&lt;/a&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=kmkTpUJKPGA:6FgMNxoStBw:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=kmkTpUJKPGA:6FgMNxoStBw:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=kmkTpUJKPGA:6FgMNxoStBw:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/kmkTpUJKPGA/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=731</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[#7]]></title><description>&lt;b&gt;#7&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.hotelmessico.net/cellophane.asp"&gt;[cellophane]&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;img src="http://www.hotelmessico.net/fotine/goldin.gif"&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Adesso sono seduto in un autogrill,&lt;br&gt;
ho guidato per centonovanta chilometri con un rumore nello sterzo,&lt;br&gt;
e le ruote lisce.&lt;br&gt;
In questo posto ci sono mosche dappertutto, &lt;br&gt;
e da una televisione,&lt;br&gt;
si sentono delle risate registrate e musiche fuori moda.&lt;br&gt;
Ho preso le patatine, il mars, due bottiglie,&lt;br&gt;
cambio i soldi&lt;br&gt;
e anacronisticamente ti chiamo da un telefono a gettoni.&lt;br&gt;
Si sente il suono delle monetine che cadono nello stomaco,&lt;br&gt;
mentre mi dici di tornare&lt;br&gt;
e mi rassicuri che non sono pazzo,&lt;br&gt; 
io continuo a infilare,&lt;br&gt;
gioco con il filo,&lt;br&gt;
e tengo il conto di quanto costa ogni tua parola e ogni mio silenzio.&lt;br&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=Zn9urh1oL30:iKtcJ-djc34:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=Zn9urh1oL30:iKtcJ-djc34:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=Zn9urh1oL30:iKtcJ-djc34:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/Zn9urh1oL30/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=730</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[marzo]]></title><description>&lt;b&gt;Marzo&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.hotelmessico.net/cellophane.asp"&gt;[cellophane]&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;img src="http://www.hotelmessico.net/fotine/esercizi.jpg"&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Femmina, ti festeggio il giorno otto c.m.&lt;br&gt;
consegnandoti le mimose da protocollo&lt;br&gt;
e comprando la cassetta d'acqua come da accordi intercorsi in fase di fidanzamento.&lt;br&gt;
Alla casa ci penso io, dicesti,&lt;br&gt;
avevi il pigiama dell'orso yoghi,&lt;br&gt;
ma tu compri la cassetta d'acqua, aggiungesti,&lt;br&gt;
e il secondo giorno eravamo a secco.&lt;br&gt;
Ma adesso in questo giorno di festa della tua specie&lt;br&gt;
io ti porto la mimosa per ristabilire l'ordine,&lt;br&gt;
tu fai tutto, come da accordi,&lt;br&gt;
e io portero' due cassette d'acqua a settimana.&lt;br&gt;
Secchero' la calabria e la valle d'aosta,&lt;br&gt;
sul citofono scriveranno - in periodo di siccita' suonare qui -.&lt;br&gt;
Femmina che effettivamente bevi troppa acqua,&lt;br&gt;
non ti preoccupare,&lt;br&gt;
riempi tutti i bicchieri che vuoi e fai pure il rumore con la bocca,&lt;br&gt;
io sul divano verde con l'accappatoio arancio saro' rubinetto.&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=Muvyn2lbOhU:_7BOPGMiD1M:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=Muvyn2lbOhU:_7BOPGMiD1M:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=Muvyn2lbOhU:_7BOPGMiD1M:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/Muvyn2lbOhU/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=729</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[Aria condizionata]]></title><description>&lt;b&gt;Aria condizionata&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;img src="http://www.hotelmessico.net/fotine/postalmarket88.jpg"&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Ho passato il mese di agosto in casa a giocare a Age of empire. Mettevo insieme arcieri e cavalieri e terrorizzavo un gruppo di poligoni rossi che la sorte mi aveva mandato come avversari. Ho mangiato solo scatolette di tonno e bevuto latte fresco dal cartone. Durante il gioco si torcevano le budella. Raggruppavo i miei uomini e li inviavo nel territorio nemico a fare una carneficina e mi venivano in mente le fotografie che vedevo sul Postalmarket oppure la musica di Colpo grosso. Il tonno e il latte li prendevo sempre al discount MD, perche' conoscevo la disposizione degli scaffali e il posto preciso dove tenevano le cose, e poi mi piaceva la loro aria condizionata. Solo una volta ho provato piacere nell'immaginare un mio piccolo esercito per far fuori le persone vere, bisognava stare attenti pero', all'inizio e' sempre un pensiero che ti liscia il cervello, poi la sera avvolgi la bombola di gas del fornello coi fogli di giornale e i maglioni, dai fuoco ai fogli e fai saltare l'intero condominio. Il giorno dopo il telegiornale dice che e' crollata una palazzina a Napoli per una fuga di gas, ma vai a sapere poi veramente com'e' andata.&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
&lt;a href="samurai.aspx#Aria_condizionata"&gt;continua a leggere in Samurai&lt;/a&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=2TJiBmabhOY:Wyy7VZZmyNg:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=2TJiBmabhOY:Wyy7VZZmyNg:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=2TJiBmabhOY:Wyy7VZZmyNg:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/2TJiBmabhOY/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=728</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[[Appunti dalla stanza]]]></title><description>&lt;b&gt;[Appunti dalla stanza]&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
[monica sport Love]&lt;br&gt;
&lt;img src="http://www.hotelmessico.net/foto/kandinsky.jpg"&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Tre stilnox a sera, poi mattina e notte sono un serpente di secondi, mi masturbo su monica sport, ho bisogno di addominali, deltoidi, quadricipiti, il volume della televisione dovrebbe essere piu' alto, c'e' troppo spazio tra me e il monitor, devo dormire meno, guardare piu' monica sport.&lt;br&gt;
+++&lt;br&gt;
Lo stilnox lo gratto con l'unghia, lo riduco in polvere, tiro la striscia, non c'e' scritto cosi' nel foglietto illustrativo, l'ho inventato io, lo stendo sul termosifone, mia mamma lavora tutto il giorno all'ospedale, mia sorella la spastica le ho spiegato che mi deve venire a svegliare se dormo per troppo tempo, perche' con tre stilnox si muore, allora lei viene nella stanza, io sto steso col cazzo di fuori, le ho insegnato che me lo deve mettere dentro, poi mi deve svegliare, io mi sveglio, la spastica ride e sbava, la spingo via coi piedi, mia mamma mi ha comprato il computer, impara il computer perche' ci vuole, sul computer mi interessa solo i porno oral anche shemale.&lt;br&gt;
+++&lt;br&gt; 
Lo stilnox me lo porta mia mamma dall'ospedale, lei me lo porta, io non metto le mani addosso alla spastica, mia mamma ha detto che non sa piu' come fare con me, io ho detto tu porta lo stilnox, una scatola a settimana e la spastica sta bene.&lt;br&gt;
+++&lt;br&gt;
[le ragazze monica sport passeggiano su tapirulan di carta argentata, intrappolate nel cono di luce di una lampada da studio televisivo, l'assistente alla produzione si tiene la guancia per il mal di denti, sua moglie porta i figli in piscina e pensa che tra quattro giorni lo lascia, l'albergo e' gia' prenotato, il tapirulan rulla su tutto questo][rimborsati o soddisfatti]&lt;br&gt;
+++&lt;br&gt;
Anche la spastica deve guardare monica sport, le mostro la bellezza, il concetto di proporzione e di armonia, bisogna educarsi alla bellezza, la bellezza e' verita', l'educazione serve per riconoscerla e per orientarsi, le faccio vedere i cazzi enormi su megaporn, i buchi di culo, le dico di prendere una stilnox, poi mangiamo sei duplo, sono duro con la spastica perche' bisogna educarla, il suo cervello iposviluppato non concede spazi alla retorica.&lt;br&gt;
+++&lt;br&gt;
Il primo giovedi' del mese viene un'amica di mia mamma, Loredana che fa la presentatrice Avon, vengono tutte le amiche del palazzo, dell'ospedale, del corso di ceramica, Loredana fa vedere le creme, si alza la maglietta, si spalma le creme, mia mamma dice che ne' io ne' la spastica dobbiamo uscire dalla stanza, mi da' due stilnox, ne da' una anche alla spastica, due stilnox non fanno niente, guardo tutto attraverso il buco in corrispondenza del termosifone, aspetto che Loredana si alzi la maglietta, una volta e' rimasta solo con il reggiseno, l'ho tirato subito fuori, sono venuto cosi' forte che dentro ci stava una goccia di sangue, mia mamma ha detto che non e' niente.&lt;br&gt;
+++&lt;br&gt; 
A casa abbiamo solo i prodotti dell'Avon, il mobile del bagno e' pieno, tutti e tre li usiamo, i prodotti dell'Avon ci rendono persone migliori, come monica sport, invidio i corpi giovani, paris hilton e' una creatura stupenda, la chirurgia estetica e' indispensabile per essere una donna monica sport, la bellezza passa per via trasdermica dall'esterno all'interno e l'armonia delle forme impregna anche la struttura del pensiero.&lt;br&gt;
+++&lt;br&gt; 
Peso centoquaranta chili, mangio due confezione di rice krispies al giorno, otto scatolette di tonno e prendo tre stilnox dal naso, mia mamma dice che non sa piu' cosa fare con me, io le dico una scatola di stilnox a settimana, una presentazione Avon al mese e la spastica sta bene.&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=cS5NkgiOW_8:JavxE_ZIM4w:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=cS5NkgiOW_8:JavxE_ZIM4w:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=cS5NkgiOW_8:JavxE_ZIM4w:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/cS5NkgiOW_8/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=727</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[Tutti i respiri che hai]]></title><description>&lt;b&gt;Tutti i respiri che hai&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
&lt;img src="http://www.hotelmessico.net/foto/sequenza2.jpg"&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
Helen si stese nella vasca da bagno tiro' il respiro e immerse la testa. Aveva quarantadue anni, la pelle era diventata un calzino piu' grande di una misura. Conto' fino a cinquantaquattro e riemerse. Riccardo alzo' la tavoletta e urino', ti senti bene?, cinquantaquattro, disse lei riempiendo i polmoni, indugio' pochi secondi a pelo d'acqua, lo vide lavarsi le mani e poi abbasso' di nuovo la testa sott'acqua. Ritorno' all'estate quando ando' a Ischia con i genitori. Si tappava il naso e si immergeva per raccogliere piccoli molluschi e granchi che portava a riva. Helen, urlava la madre quando non riemergeva dopo pochi secondi, mentre il mare filtrava le voci della superficie come una lastra di polistirolo. Aveva scritto otto romanzi e guadagnato tre milioni di sterline, ma la notte aveva cominciato a sentire qualcuno che le parlava nel buio. Si alzo' dalla vasca, le gocce di acqua l'attraversarono in verticale il corpo, penso' di uccidersi immergendo il phon nella vasca, poi infilo' un accappatoio rosso e ando' in cucina a mangiare una barretta alla vitamina E. Prendeva due stilnox e una nottem, la mattina non ricordava niente, non riusciva piu' a scrivere le storie del cavalluccio magico. Lo stesso dolore nella spalla destra che aveva preso a perseguitarla da settimane si era materializzato in poche ore, insieme alla voci. Cristo dio, diceva Helen la notte. Cos'hai amore, le chiedeva il marito, niente, continua a dormire, sei sicura?, dormi amore mio. Poi le due stilnox non bastavano piu'. Una sua amica, Renata, le procuro' dell'eroina. Renata abitava al Vomero in un condominio lussuoso, Helen ci andava tutte le mattine. La' trovava una striscetta di eroina che fiutava con una banconota. Penso' che l'eroina fosse un medicinale universale. Renata gliene dava solo una striscietta al giorno, non oltre, diceva e ad Helen bastava.&lt;br&gt; 
*&lt;br&gt;
[zoom]&lt;br&gt;
*&lt;br&gt;
Helen lascio' l'appartamento di Renata con un calore artificiale nel torace e uno stato di quiete sintetica. Adesso che aveva un termosifone installato tra le costole. Non conosceva il suo male, ma adesso aveva una cura e anche le voci che aveva ascoltato la notte prima erano solo un ricordo lontano che si liquefaceva al contatto con il nuovo calore. Attraverso' Via Luca Giordano con una Camel light stretta tra l'indice e il medio e con i Gucci neri che le fasciavano gli occhi raggiunse il centro di fisioterapia. Era calma, l'eroina le aveva pettinato il sistema nervoso. Consegno' alla reception il documento del medico, ho una seduta prenotata per oggi, disse alla donna dietro il vetro. La striscia di eroina le aveva fatto sparire il dolore alla spalla, poteva muoverla senza sentire la fitta, si sarebbe limitata a descrivere al medico la presenza di una lastra di ghiaccio infilata sotto il deltoide destro che le impediva di appendere un cappotto a un chiodo, proprio quel movimento la'. Helen percorse un corridoio e raggiunse la sala d'aspetto. Le pareti erano azzurre e illuminate in maniera sbagliata da una coppia di neon contenuti in uno scafandro di plastica spesso. Si sedette su una sedia di plastica e appoggio' la nuca sulla parete.&lt;br&gt;
- Potrei comprarlo questo posto, invece di stare ad aspettare -.&lt;br&gt;
- Fallo ridipingere se lo compri, queste pareti fanno schifo -.&lt;br&gt;
Helen si volto', c'era un uomo alla sua sinistra seduto tre sedie piu' in la'.&lt;br&gt;
- Hai sentito quello che ho pensato? -.&lt;br&gt;
- Non l'hai pensato, l'hai detto ad alta voce -.&lt;br&gt;
Helen rise.&lt;br&gt;
- Sono fatta - disse - questo l'ho detto o pensato? -.&lt;br&gt;
- Questo l'hai pensato - disse l'uomo.&lt;br&gt;
Helen si accorse che l'uomo aveva tra le mani uno spartito.&lt;br&gt;
- Perche' hai uno spartito, cosa ci fai? - mentre lo diceva Helen si avvicino' all'uomo.&lt;br&gt;
- L'oculista mi ha detto di portare quello che solitamente leggo, serve per provare la nuova gradazione -.&lt;br&gt;
- Tu non porti gli occhiali -.&lt;br&gt;
- Ho le lentine, sono un truffatore -.&lt;br&gt;
- Io so suonare una canzone al pianoforte, e' il motivo di Fur Elise, ma io ho cambiato le parole, la vuoi sentire? -.&lt;br&gt;
L'uomo apri' le braccia per farle segno di incominciare.&lt;br&gt;
- Ma che notte lunga insieme a te, la la la la -.&lt;br&gt;
- Buono -.&lt;br&gt;
- Fa schifo, pero' ne ho un'altra sulla pubblicita' del Lasonil -.&lt;br&gt;
L'uomo rise, Helen gli guardo' le gambe e le mani.&lt;br&gt;
- Avvicinati, devo dirti una cosa - disse Helen sussurrando.&lt;br&gt;
L'uomo di avvicino'. Da quella posizione Helen pote' sentire l'odore di dopobarba e di sigaretta che venivano dalla sua faccia.&lt;br&gt;
- Cosa ci facciamo qui, portami in un albergo, ho tutte le carte di credito del mondo - mentre lo diceva, strofino' il suo viso contro quello dell'uomo. Si respirarono gli aliti a vicenda.
Uscirono dalla sala d'aspetto, Helen stretta nei Gucci neri, l'uomo chiuso nel cappotto marrone con lo spartito piegato tra le mani. Entrarono nella bmw parcheggiata fuori, Helen accese una sigaretta, chiuse gli occhi dietro i Gucci neri, l'eroina la cullo', penso' al marito, al cavalluccio magico, si rivide immersa nella vasca con la faccia sotto, poi con l'accappatoio rosso e quando riapri' gli occhi si ritrovo' nuda di fronte a uno specchio rettangolare nella stanza settantadue di un Holiday Inn. L'uomo le baciava il collo e la penetrava da dietro spingendo forte e contraendo gli addominali come il respiro di una medusa, ed Helen provo' il piacere della corruzione, lo stesso che aveva provato per tutti i tradimenti che aveva compiuto, e penso' a tutti gli sconosciuti che aveva abbordato negli aeroporti, nelle librerie, nelle stazioni, negli autogrill, a suo marito Riccardo che voleva ascoltare la descrizione di ogni suo tradimento mentre si masturbava, voleva sapere precisamente come quegli uomini l'avessero toccata e cosa le avessero chiesto di fare per loro, penso' ai tre milioni di sterline che non finivano mai, a tutte le copertine che aveva firmato, al cavalluccio magico, e si chino', palmi e ginocchia sul letto e chiuse gli occhi, per sentire l'incastro, l'attrito del corpo dell'uomo, stantuffo e sfintere, pelle sconosciuta e l'affanno dei polmoni di lui.&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=S4guc69yyHg:pnXIMK3Fdgw:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=S4guc69yyHg:pnXIMK3Fdgw:YwkR-u9nhCs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=YwkR-u9nhCs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?a=S4guc69yyHg:pnXIMK3Fdgw:dnMXMwOfBR0"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/hotelmessico?d=dnMXMwOfBR0" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/S4guc69yyHg/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=726</feedburner:origLink></item><item><title><![CDATA[Soffia un vento fortissimo]]></title><description>&lt;b&gt;Soffia un vento fortissimo&lt;/b&gt;&lt;br&gt;
[mentre tu fai finta di dormire]&lt;/br&gt;
&lt;img src="http://giasai.files.wordpress.com/2009/01/senza-titolo-11.gif?w=150&amp;h=197"&gt;&lt;br&gt;
&lt;br&gt;
All'inizio il padre gli prese le chiavi di casa. Alfredo sfilo' la collanina della madre dal cassetto, in tasca aveva un grammo di roba e un flacone di metadone molteni di uno che doveva scalare e che gliel'ha venduto per due euro. A Secondigliano faceva freddo, il vento gli tagliava la faccia, ma la roba andava presa.
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
Ando' a farsi dietro la stazione di Montesanto. Strinse il pugno, le vene uscirono fuori, gli occhi si girarono all'indietro. Giro' tutto il pomeriggio per il centro storico andando a sbattere contro i cani e le macchine. Certi lo spinsero, cadde un paio di volte, resto' a dormire sotto l'entrata di santa chiara, si fermo' davanti la vetrina di una pizzetteria a via san sebastiano e per liberarsi di lui gli diedero una pizzetta, la fece cadere, la raccolse, ne mangio' una parte, un cane gli abbaio' contro spingendogli addosso pipistrelli di alito nero.
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
Sotto il ponte dell'autostrada di via argine a ponticelli i rom erano stati cacciati ed erano rimaste tre baracche di lamiere e legno e una roulotte. Alfredo apri' la porta della roulotte e ci entro'. Era inclinata da una parte e dentro faceva lo stesso freddo di secondigliano. Chiuse gli oblo' e controllo' che la porta si chiudesse. Preparo' la roba sul cucchiaio e si addormento' sul pavimento.
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
Usci' dalla roulotte il mattino dopo, vestito uguale al giorno prima e alla settimana prima. Prese la circumvesuviana a ponticelli. Entro' in un vagone affollato, mise le mani nella borsa di una ragazza coi capelli che sapevano di baby shampoo johnson e le sfilo' il borsellino. Arrivato a piazza Garibaldi vide la ragazza prendere il tapirulan, lui invece ando' al bagno. Le mattonelle erano tappezzate di numeri di telefono e di disegni di cazzi. Alfredo si chiuse in una cabina e apri' il borsellino. Settanta euro, patente, carta di identita' e una figurina di un santo.
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
Compro' un mars dal giornalaio. Cammino' fino al palazzo della standa dove sapeva come sfilare borsellini o togliere i codice a barre dai braccialetti. Si avvicino' alla porta piena di luci di natale e la fotocellula scatto'. Senti' l'aria calda dell'impianto di riscaldamento sbattergli sulla faccia. Una guardia giurata gli disse di andarsene, lo tenne per un braccio e gli indico' le telecamere del circuito chiuso, poi gli disse che forse poteva aiutarlo, che stavano cercando uno per vestirlo come babbo natale per fare le foto al reparto giocattoli. Alfredo penso' che andava bene e la guardia lo accompagno' in una stanza con un neon e delle sedie di plastica. Seduti c'erano gia' altri due babbo natale, erano altri due tossici che aveva visto qualche volta a secondigliano, uno era praticamente nano. La guardia gli consegno' la divisa e la barba finta da indossare sopra i suoi abiti, poi disse a tutti e tre di seguirlo.
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
La guardia disse loro che ognuno avrebbe lavorato in un reparto e che non si sarebbero mai incrociati perche' i babbo natale devono stare sempre uno per volta. Alfredo doveva stare ai giocattoli, un altro all'ingresso con una campanella, il nano invece doveva consegnare dei calendari alla cassa principale. 
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
Il lavoro di babbo natale non era difficile, bisognava stare su una sedia di legno salutare i bambini quando le mamme lo indicavano e farsi fare le fotografia con il nokia. Alle undici comincio' a sudare per la rota, ando' nel bagno del reparto giocattoli, cucino' la roba nel cucchiaio, arrotolo' la manica rossa con il pellicciotto bianco in punta e si fece. Si appoggio' con la schiena sulle mattonelle bianche e scivolo' fino al pavimento. Ritorno' alla sedia di babbo natale un'ora piu' tardi stravolto, abbasso' il cappello rosso fino agli occhi per coprirli, si addormento' di nuovo, cadde dalla sedia, certi pensarono fosse svenuto, invece la guardia lo trascino' fuori il negozio e lo abbandono' sul marciapiede. 
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
Alfredo si sveglio' due ore piu' tardi sul marciapiede di via Toledo vestito da babbo natale e con venti euro di roba in corpo. Cammino' fino al rettifilo, vomito' il mars in una pianta e aspetto' il 183 per andare a secondigliano. L'autobus era pieno di tossici e lui era l'unico vestito da babbo natale. 
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
A secondigliano faceva freddo, ma la roba andava presa non si poteva andare per il sottile. Entro' nella vela azzurra e si mise in fila con gli altri tossici. Arrivarono due da dietro, gli misero una pistola dietro la testa, lo spinsero con la faccia per terra, adesso sparano, penso' Alfredo, muoio vestito da babbo natale, chi maronn si'? mo te spar n'faccia, uno gli tolse la barba di babbo natale, la pistola era un pezzo di metallo freddo, la faccia era tutta sul pavimento del corridoio, infine lo riconobbero, cliente abituale, strunz, disse uno, n'at minuto e te sparavo. Alfredo si alzo', prese tre dosi e gli consegno' trentanove euro. Mentre scendeva le scale, quello con la pistola lo chiamo' e gli disse di seguirlo. Salirono due rampe di scale. Il ragazzo apri' un cancello di ferro, entrarono in un corridoio con una telecamera appesa al soffitto, arrivarono in un appartamento, dentro c'era la televisione accesa e due bambini alla playstation, babbo natale dissero, lo guardarono per un po', una donna strafatta era collassata sul divano, all'interno faceva caldo, infine usci'.
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
Chiese mezzo limone in un bar a ponticelli e ando' a farsi in un parcheggio dietro una citroen con il lunotto sfondato. Ritorno' al campo rom, il vestito da babbo natale gli faceva da cappotto, alcune lamiere delle baracche erano crollate, si chiuse nella roulotte, si fece, la botta fu forte, il cervello faceva pressione sulle tempie, trovo' della pittura rossa, prese un pezzo di legno e ci scrisse "il paese di babbo natale" e lo appese all'ingresso del campo rom.
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
Gli zingari arrivarono di notte con una golf nera e un'alfa settantacinque rossa. Avevano latte di benzina e masticavano palline di coca. Parcheggiarono fuori il campo, fecero l'ultimo tiro di benzedrina sul cruscotto della golf e presero le taniche. L'oscillazione fece cadere microscopiche gocce di benzina che evaporarono all'impatto con il suolo. Sparsero la benzina attorno quello che restava del loro campo, bagnarono le pareti della roulotte, napoletani gente di merda vi maledico, dissero, poi la fiamma dell'accendino lambi' la superficie del tracciato di benzina.
&lt;br&gt;++&lt;br&gt;
Il campo si trasformo' in una camera di combustione in pochi minuti. Crollarono una parte del tetto e una parete della roulotte, solo allora Alfredo respiro' fumo, prese il cucchiaio e il mezzo limone, diede un calcio alla porta della roulotte e usci'. Il campo era completamente in fiamme, cammino' in mezzo ai roghi, si ricordo' della stanza di casa sua con l'aria condizionata prima che il padre lo cacciasse, trovo' l'uscita, quando lo gente che era accorsa lo vide uscire con il vestito di babbo natale mezzo bruciato, con gli occhi della rota piu' maledetta di Napoli, si scostarono, nessuno si offri' di aiutarlo. Alfredo attraverso' il ponte, supero' il cimitero di via argine, poteva essere pure gesu' cristo penso' la gente, Alfredo trovo' lo scheletro di una regata, i sedili erano stati bruciati, restava solo la canna dello sterzo, il vetro era coperto da cenere e polvere e detriti. Alfredo preparo' un pera di roba, si fece e prima di girare gli occhi verso il cervello scrisse tra la polvere del vetro della regata, la macchina di babbo natale.&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/hotelmessico/~3/bI4e66JuCfQ/archivio.asp</link><feedburner:origLink>http://www.hotelmessico.net/archivio.asp?id=725</feedburner:origLink></item></channel></rss>
