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	&lt;a href="http://www.internazionale.it/home/?p=9826"&gt;&lt;img title="famiglia" src="http://www.internazionale.it/home/wp-content/uploads/2009/11/famiglia.jpg" alt="Los Angeles, 4 marzo 2009 (Mark Ralston, Afp)" width="468" height="250"&gt;&lt;/a&gt;
	&lt;p&gt;Los Angeles, 4 marzo 2009 (Mark Ralston, Afp)&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;In Francia un tribunale amministrativo ha stabilito che una donna nubile omosessuale può adottare un bambino. La decisione ha scatenato un dibattito sull’omoparentalità in Francia. Negli Stati Uniti, intanto, è stato pubblicato uno studio sui figli delle coppie omosessuali che dimostra che i bambini cresciuti in famiglie con genitori dello stesso sesso sono più aperti e flessibili degli altri.&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Il tribunale amministrativo di Besançon ha concesso a Emmanuelle B. la possibilità di adottare. Questa decisione annulla totalmente quella di un altro tribunale che per due volte aveva negato alla donna la possibilità di adottare un bambino. Il tribunale europeo per i diritti dell’uomo aveva bocciato le sentenze e richiamato la Francia. Nel paese è infatti previsto che un single o una coppia si possano candidare all’adozione di un minore e l’orientamento sessuale delle persone, secondo la Corte europea, non è un buon motivo per escludere qualcuno dalla pratica”, racconta &lt;a href="http://www.slate.fr/story/12815/vers-lhomoparentalite"&gt;Slate.fr&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A livello giuridico dunque la sentenza del tribunale amministrativo non aggiunge niente, ma ratifica il richiamo della Corte europea. A livello culturale e politico, invece, la vicenda ha riaperto il dibattito sull’omoparentalità e sull’adozione per le coppie omosessuali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oltreoceano, negli Stati Uniti, la realtà delle famiglie arcobaleno è ben più radicata. Sono 270mila i bambini che vivono con i genitori dello stesso sesso, le cui unioni sono protette da leggi ad hoc.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.nytimes.com/2009/11/08/magazine/08fob-wwln-t.html?src=tw"&gt;Lisa Belkin sul New York Times Magazine&lt;/a&gt; sostiene che uno degli elementi che dovrebbero convincere ad approvare il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli stati è la tutela che ne deriverebbe per i bambini nati o adottati in queste coppie ormai da vent’anni. Belkin riporta le ricerche di Abbie E. Goldberg, professoressa di psicologia alla Clark university, che dimostrano come tutti i pregiudizi contro la genitorialità delle coppie omosessuali siano smentiti dalla realtà e dai dati raccolti da sociologi e psicologi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Oltre i cliché&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
“Gli studi sui figli delle coppie omosessuali dimostrano che non ci sono molte differenze con i figli degli eterosessuali. Sono ben inseriti a scuola, hanno molti amici e non sono maggiormente soggetti a disturbi psichici. Soprattutto non sembrano soffrire di nessun tipo di disorientamento sessuale, né si sentono essi stessi gay per il fatto di essere figli di gay”, riporta il giornale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ci sono dati che mostrano che questi bambini tendono a essere più anticonvenzionali e flessibili, soprattutto per quanto riguarda i ruoli familiari e sociali: “Per esempio le figlie di lesbiche aspirano più frequentemente a fare carriera e ricoprire cariche tradizionalmente maschili, vogliono fare il dottore o l’avvocato. Mentre ancora molte bambine, figlie di famiglie tradizionali, vogliono fare le infermiere e le insegnanti. I figli delle coppie gay sono più impegnati in cause sociali e più aperti alla diversità di qualsiasi genere”, continua il Magazine.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;“Le coppie eterosessuali dovrebbero guardare con interesse a questi risultati, infatti le coppie di persone dello stesso sesso trasmettono ai loro figli meno cliché sui ruoli parentali e meno pregiudizi di genere. Mentre il dibattito sui matrimoni tra gay e sull’omoparentalità si svolge in pubblico, il dibattito sulla parità tra uomo e donna nella gestione della famiglia si combatte nel privato delle camere da letto e nelle cucine. Ma viene da pensare che si tratti di una battaglia molto simile”, conclude il giornale.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/B0vnAqN10OM" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>camilli</name></author><gr:likingUser>16218032920889945897</gr:likingUser><gr:likingUser>15101759123551731430</gr:likingUser><gr:likingUser>04132533984754427712</gr:likingUser><gr:likingUser>10493104915022466441</gr:likingUser><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><gr:likingUser>10350470952531901848</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://www.internazionale.it/home/?feed=rss2"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://www.internazionale.it/home/?feed=rss2</id><title type="html">Internazionale</title><link rel="alternate" href="http://www.internazionale.it/home" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://www.internazionale.it/home/?p=9826</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1257616740087"><id gr:original-id="http://www.cyberdany.com/blog/?p=2451">tag:google.com,2005:reader/item/2138418f49fbe4a3</id><title type="html">Rise of the machines</title><published>2009-11-07T12:08:45Z</published><updated>2009-11-07T12:08:45Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/w90tqFqaNB4/" type="text/html" /><content xml:base="http://www.cyberdany.com/blog" type="html">&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.cyberdany.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/2131610078_4a4fe42128_m.jpg" alt="2131610078_4a4fe42128_m.jpg" border="0" width="240" height="160" align="left" hspace="9"&gt;  Quando un anno fa arrivò Kindle, non mi colpì tanto lo sdoganamento dell’e-book presso consumatori diversi da pionieristici geek, quanto una piccola rivoluzione che attendevo da tempo: la possibilità di accedere alla rete umts limitatamente a certi scopi (scaricare libri e contenuti editoriali periodici nel caso del Kindle) e illimitatamente quanto a tempo e quantità dei dati scaricati, senza avere alcun rapporto con gli operatori telefonici. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel caso di Kindle – è noto – Amazon ha fatto un accordo con At&amp;amp;T comprando forfaittariamente tutto il traffico dati generato dagli acquirenti del lettore di e-book. Chi acquista un Kindle ha a disposizione un aggeggio che si collega ad internet per scaricare l’Economist o l’ultimo romanzo di Dan Brown (o qualcosa di meglio) senza preoccuparsi minimamente se in quel momento sta utilizzando una rete Wi-Fi, Tim, Vodafone, la formula d’abbonamento You&amp;amp;Me, Alice150, D’Addario3000 o chissà cosa. Il consumatore ha pagato profumatamente un pezzo di hardware (il lettore), ma soprattutto un servizio completo (la possibilità di leggere contenuti a piacimento) senza poi doversi sbattere per fornire (e pagare) lui stesso per la connettività. D’altronde, Amazon ed At&amp;amp;T, limitando la connessione dei Kindle al trasferimento in Wireless di contenuti a pagamento, può prevedere ragionevolmente i consumi dei propri utenti negoziando delle formula forfaittarie convenienti per tutti, senza il rischio che poi alcune delle connessioni dati vengano utilizzate per scaricare terabyte da BitTorrent. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pensavo che dopo Kindle, seguissero altre applicazioni di questo tipo. Ce ne sarebbero a migliaia. Qualche esempio? &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Gli iPod Touch potrebbero incorporare una connettività dati per scaricare musica e giochi. Gli acquisti di questo tipo esploderebbero. Chi ha l’iPod Touch può scaricare musica e applicazione dall’iTunes Store solo con una connessione Wi-Fi. Ma se mi trovo in casa con la mia connessione Wi-Fi, perché mai dovrei utilizzare un dispositivo portatile anziché utilizzare comodamente il mio PC sedendomi alla scrivania? Cosa dici? Ci sono le Wi-Fi pubbliche? Trascurando per un attimo il fatto che è difficile trovarle quanto una vergine a Palazzo Grazioli, a me non verrebbe mai in mente di far girare carte di credito e password in una rete Wi-Fi aperta. Questo tipo di feature (scaricare musica e applicazioni in mobilità) è accessibile tramite iPhone e per quanto mi riguarda funziona benissimo. Un conto, però, è avere a disposizione un mercato limitato a chi può comprare un giocattolino da 500 euro e abbonarsi a costosi pacchetti tariffari, un altro conto è allargare il mercato a chi vuole solo ascoltare musica comprando un iPod Touch da 189 euro e non vuole sbattersi tra le offerte dei vari operatori telefonici. L’iPod Touch (e qualsiasi moderno lettore musicale o console di videogiochi portatili) dovrebbe avere lo stesso tipo di connettività del Kindle. Strano che Apple e gli operatori telefonici non l’abbiano ancora capito. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’ubiquità e il basso costo di ricevitori GPS permetterebbe di sbizzarrirsi con i più disparati servizi di localizzazione. Collari che ti dicono dove si è cacciato Fido. Allarmi per auto intelligenti che in caso di furto inviano automaticamente una segnalazione a una centrale dati con le coordinate del Ferrari rubati. Et cetera, et cetera. Tutti questi servizi in parte già esistono, ma hanno la grossa limitazione di doversi servire di coste sim con connessioni dati altrettanto costose. E se le compagnie telefoniche facessero accordi con i fornitori di questi servizi per fornire loro delle sim a basso costo con una connessione dati personalizzata per questo tipo di servizi?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho una linea telefonica aziendale che funziona su un BlackBerry. Come risaputo, il palmare RIM è fantastico per la messaggistica, ma mediocre per quanto riguarda la lettura di contenuti su internet. Per ragioni “aziendali” la SIM che mi forniscono (e il relativo numero di telefono) devono restare nel BlackBerry. Avrei bisogno di una cosa come l’iPhone che mi consenta di navigare su internet, ma non me ne importa niente di ricevere e fare telefonate ed sms (ho già il Blackberry per quello); non voglio avere un numero di telefono aggiuntivo. E invece no. Mi tocca pagare il prezzo pieno di un aggeggio per avere feature che non mi interessano (le telefonate) e in più devo pagare una sim aggiuntiva per la connessione dati. Possibile che ad operatori telefonici e Apple non sia venuto in mente di vendere un affare che vada solo su internet vendendolo con una connessione dati inclusa, senza altri fronzoli? Il famoso iPad  di cui si parla tanto dovrebbe per forza di cose andare in questa direzione. Se funzionasse solo in Wi-fi servirebbe davvero a pochi e se richiedesse all’utente di acquistare un’altra SIM per una connessione dati, riceverebbe una gelida accoglienza. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In un mercato più che saturo, in cui ci sono 120 sim per ogni cento abitanti, in cui gli operatori si accaparrano abbonati a forza di promozioni e spot intrisi di consumato sessismo, è mai possibile che le compagnie telefoniche non capiscano che il loro cliente non è più la persona ma l’hardware? Un visionario di questo mercato capirebbe che il tasso di penetrazione della telefonia cellulare (e le quote di mercato) dovrà calcolarsi non sul numero di persone, ma sul numero di lavatrici, di automobili, di persone, di iPod e di qualsiasi aggeggio possa trarre un qualche giovamento dalla possibilità di connettersi alla rete in mobilità. Ma questi parlano ancora di net neutrality…&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?a=7QNJZcLEL8k:kD8a4OZmKpA:D7DqB2pKExk"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?i=7QNJZcLEL8k:kD8a4OZmKpA:D7DqB2pKExk" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?a=7QNJZcLEL8k:kD8a4OZmKpA:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?a=7QNJZcLEL8k:kD8a4OZmKpA:V_sGLiPBpWU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?i=7QNJZcLEL8k:kD8a4OZmKpA:V_sGLiPBpWU" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?a=7QNJZcLEL8k:kD8a4OZmKpA:7Q72WNTAKBA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?d=7Q72WNTAKBA" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?a=7QNJZcLEL8k:kD8a4OZmKpA:qj6IDK7rITs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?d=qj6IDK7rITs" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?a=7QNJZcLEL8k:kD8a4OZmKpA:F7zBnMyn0Lo"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Dany-log?i=7QNJZcLEL8k:kD8a4OZmKpA:F7zBnMyn0Lo" border="0"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Dany-log/~4/7QNJZcLEL8k" height="1" width="1"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/w90tqFqaNB4" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>danybus</name></author><gr:likingUser>03142782134198894091</gr:likingUser><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://feeds.feedburner.com/Dany-log"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://feeds.feedburner.com/Dany-log</id><title type="html">Dany-Log</title><link rel="alternate" href="http://www.cyberdany.com/blog" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://feedproxy.google.com/~r/Dany-log/~3/7QNJZcLEL8k/</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1257444066361"><id gr:original-id="http://www.technologyreview.com/blog/arxiv/24358/">tag:google.com,2005:reader/item/364567b426d9b343</id><title type="html">Forecasting Financial Crashes: The Ultimate Experiment Begins</title><published>2009-11-05T05:00:00Z</published><updated>2009-11-05T05:00:00Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/DIoFgkweOAw/click.phdo" type="text/html" /><summary xml:base="http://www.technologyreview.com/" type="html">&lt;p&gt;If a new technique for predicting crashes really works, a bold new experiment will measure how well.&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;img src="http://www.technologyreview.com/blog/arxiv/files/34567/soap-bubble.jpg" alt=""&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Is it really possible to predict the end of financial bubbles?
Didier Sornette at the Swiss Federal Institute of Technology in
Zurich thinks so and has set up the Financial Crisis Observatory at
ETH to study the idea. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;We've looked at his extraordinary predictions before.  Earlier
this year, &lt;a href="http://www.technologyreview.com/blog/arxiv/23839/"&gt;he identified a bubble in the Shanghai Composite Index&lt;/a&gt; and
much to this blog's surprise, forecast its end with remarkable
accuracy. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;But as many people pointed out, the problem with this kind of
forecast is that it is difficult interpret the results. Does it
really back Sornette's hypothesis that crashes are predictable? How
do we know that he doesn't make these predictions on a regular basis
and only publicise the ones that come true? Or perhaps he modifies
them as the due date gets closer so that they always seem to be right
(as weather forecasters do). It's even possible that his predictions
influence the markets: perhaps they trigger crashes.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sornette himself is only too well aware of these problems and so
has designed an experiment to properly test two hypotheses. The first
hypothesis is that financial (and other) bubbles can be diagnosed in
real-time before they end. And the second is that the termination of
financial (and other) bubbles can be bracketed using probabilistic
forecasts, with a reliability better than chance.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The experiment--he calls it the Financial Bubble
Experiment--consists of Sornette and his team monitoring world
markets and coming up with predictions about the forthcoming end of
bubbles in the way they have been doing in recent years. But instead
of publishing these predictions, Sornette intends to seal them in an
electronic envelope held by a trusted third party, in this case, the
physics arXiv. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The arXiv time stamps each prediction so that there is no dispute
over when it was made and ensures that it cannot be changed. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Every six months, Sornette says he will open the envelopes and
publish his predictions so that anyone can see how successful he has
been. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;That's a brave step forward but one that he has little choice
over, if his ideas are to be broadly accepted.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;To start off with, he has made three forecasts which he's posted
to the arXiv. On 1 May 2010, he will unseal them and we'll be
waiting.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Exciting stuff. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ref: &lt;a href="http://arxiv.org/abs/0911.0454"&gt;arxiv.org/abs/0911.0454&lt;/a&gt;: The Financial Bubble Experiment: Advanced Diagnostics and Forecasts of Bubble Terminations&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;br style="clear:both"&gt;
&lt;br style="clear:both"&gt;
&lt;a href="http://ads.pheedo.com/click.phdo?s=7a2878ae4b78579711301d10d89059d4&amp;amp;p=1"&gt;&lt;img alt="" style="border:0" border="0" src="http://ads.pheedo.com/img.phdo?s=7a2878ae4b78579711301d10d89059d4&amp;amp;p=1"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;img alt="" height="0" width="0" border="0" src="http://a.rfihub.com/eus.gif?eui=2225"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/DIoFgkweOAw" height="1" width="1"/&gt;</summary><author gr:unknown-author="true"><name>(author unknown)</name></author><gr:likingUser>03189043835628313142</gr:likingUser><gr:likingUser>05330716449780659828</gr:likingUser><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><gr:likingUser>12410700540105885799</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://feeds.technologyreview.com/technology_review_blog_arxiv"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://feeds.technologyreview.com/technology_review_blog_arxiv</id><title type="html">Technology Review Feed - arXiv blog</title><link rel="alternate" href="http://www.technologyreview.com" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://feeds.technologyreview.com/click.phdo?i=7a2878ae4b78579711301d10d89059d4</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1257326934230"><id gr:original-id="">tag:google.com,2005:reader/item/6712b292e2d041db</id><title type="html">Addio a Claude Lévi-Strauss</title><published>2009-11-04T09:28:54Z</published><updated>2009-11-04T09:28:54Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/iE51SXhWh3k/" type="text/html" /><link rel="related" href="http://ovadia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it" title="Mente e psiche" /><content xml:base="http://ovadia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/03/addio-a-claude-levi-strauss/" type="html">&lt;blockquote&gt;Shared by  hronir 
&lt;br&gt;
Così potremmo dire che ha decifrato il solfeggio dello spirito. O che almeno ci si è avvicinato, e molto, a forza di rigore e d’inventiva concettuale. Parlare di solfeggio dello spirito non è solo il prolungamento della metafora musicale sempre presente nella vita dell’antropologo. Bisogna intendere questa espressione in modo letterale. Anche se cantavamo quotidianamente i ritornelli della vita in società, anche se conoscevamo a memoria le melodie dei miti o dei matrimoni, non sapevamo cosa organizzava questi sistemi. La nostra coscienza non ci rivela niente, spontaneamente, dei processi che operano nel vasto dominio del simbolismo sociale. Ecco perché ne ignoravamo le regole di funzionamento, le leggi delle combinazioni. Ci mancava un solfeggio. Dietro le diverse melodie, il solfeggio esplicita le regole che le generano: accordi, rivolti, trasformazioni. Ne definisce le forme (canone, fuga, sonata…). Non è sbagliato dire che il percorso di Claude Lèvi-Strauss mirava a un risultato analogo. Ciò che lo attirava prima di ogni altra cosa era lo scoprire le organizzazioni nascoste, le leggi nascoste sotto i pruriti delle apparenze sociali. Era di quelli che pensano alla geologia contemplando un paesaggio roccioso o alle classificazioni botaniche di fronte a un cespuglio fiorito.&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;I coccodrilli mi vengono malissimo: o almeno credo, perché mi sa che questo è il mio primo. Stavo scrivendo tutt’altro post quando mi è arrivata l’ANSA che annuciava la morte di Claude Lévi-Strauss. Penso che non mi vengano bene i coccodrilli perché il loro scopo è quello di riassumere in poche migliaia di battute quello che un uomo ha fatto di importante nella vita: un compito impossibile, tanto più se quell’uomo, come Lévi-Strauss, ha attraversato l’intero Novecento non solo fisicamente ma anche intellettualmente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://ovadia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2009/11/Immagine-21.png" alt="Immagine 2" height="353" width="468"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I giornali di oggi titolano: è morto il padre dell’antropologia. In realtà l’antropologia esisteva anche prima di lui, ma era una disciplina che osservava le strutture sociali umane con l’occhio ristretto e la morale del colonialismo. Dobbiamo principalmente a Lévi-Strauss la morte definitiva del “buon selvaggio” e del “mito del cannibale”, la fine dello sguardo condiscendente dell’Occidente sulle culture altre. E non mi pare poco, come eredità.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lévi-Strauss ha provato ad applicare allo studio antropologico i principi scientifici. Nei suoi scritti appare forte e chiaro il messaggio che tutti gli agglomerati sociali umani sono organizzati in base a strutture universali. I suoi studi sui legami di parentela, sui totem e i miti, sul tabù dell’incesto, danno forma universale al nostro modo di organizzarci per convivere secondo regole il più largamente condivise. L’idea che si potesse applicare all’antropologia il metodo strutturalista utilizzato nell’analisi del linguaggio è la sua grande intuizione, ma d’altronde egli è figlio del proprio ambiente, quella Francia a cavallo della seconda guerra mondiale che ha fatto propria la lezione del linguista &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinand_de_Saussure"&gt;Ferdinand De Saussure&lt;/a&gt; e ci ha dato il lucido sguardo storico di Michel Foucault, l’incredibile capacità di scomposizione dell’opera letteraria di Roland Barthes, il lavoro di Jacques Lacan…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In tutti questi pensatori, indipendentemente dall’oggetto della loro analisi, c’è un tentativo di svelare la “grammatica universale” (per prendere a prestito un termine di Noam Chomsky, altro grande figlio dello strutturalismo) dell’uomo come essere sociale. Secondo me non è un caso che tutti siano stati influenzati sia da Freud sia dal marxismo, perché le strutture rigide invitano alla rottura o almeno al superamento delle stesse. Nel caso di Lévi-Strauss, però, c’era la convinzione che l’evoluzione sociale non dipende dalla volontà dell’uomo ma dalla logica insita nel sistema stesso, che è dotato si proprietà oggettive. Un concetto che mutua dalla matematica ma non solo. L’evoluzione sociale è per lui un processo “inconscio”, altro termine che prende, questa volta, dalla psicoanalisi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.lemonde.fr/carnet/article/2009/11/03/l-ethnologue-claude-levi-strauss-est-mort_1262351_3382.html#ens_id=1262333"&gt;Le Monde&lt;/a&gt; ha dedicato alla sua morte un bell’articolo. Ne traduco l’inizio per chi non legge il francese.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Pochi pensatori si sono avventurati così lontano come Claude Lévi-Strauss nell’esplorare i meccanismi nascosti della cultura. Attraverso vie diverse e convergenti, si è sforzato di comprendere la grande macchina simbolica che unisce tutti i piani della vita umana, dalla famiglia alle credenze religiose, dalle opere d’arte alla buona educazione a tavola. Il paradosso delle opere veramente grandi, di quelle decisive e innovatrici, è di essere riassumibili con poche parole.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così potremmo dire che ha decifrato il solfeggio dello spirito. O che almeno ci si è avvicinato, e molto, a forza di rigore e d’inventiva concettuale. Parlare di solfeggio dello spirito non è solo il prolungamento della metafora musicale sempre presente nella vita dell’antropologo. Bisogna intendere questa espressione in modo letterale. Anche se cantavamo quotidianamente i ritornelli della vita in società, anche se conoscevamo a memoria le melodie dei miti o dei matrimoni, non sapevamo cosa organizzava questi sistemi. La nostra coscienza non ci rivela niente, spontaneamente, dei processi che operano nel vasto dominio del simbolismo sociale. Ecco perché ne ignoravamo le regole di funzionamento, le leggi delle combinazioni. Ci mancava un solfeggio. Dietro le diverse melodie, il solfeggio esplicita le regole che le generano: accordi, rivolti, trasformazioni. Ne definisce le forme (canone, fuga, sonata…). Non è sbagliato dire che il percorso di Claude Lèvi-Strauss mirava a un risultato analogo. Ciò che lo attirava prima di ogni altra cosa era lo scoprire le organizzazioni nascoste, le leggi nascoste sotto i pruriti delle apparenze sociali. Era di quelli che pensano alla geologia contemplando un paesaggio roccioso o alle classificazioni botaniche di fronte a un cespuglio fiorito.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Non volevo scrivere un coccodrillo ma ne ho scritto uno e mi spiace, perché in realtà io amo il suo lavoro principalmente perché ho molto amato i suoi scritti. Scordate tutto e riprendete (o prendete per la prima volta) “Tristi tropici”. E viaggiate con lui tra le tribù dell’Amazzonia per scoprire che ogni società, in fondo, si somiglia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L’incipit (in francese) di Tristi tropici&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Una lunga (e bellissima) intervista fatta nel 1972 per il canale Arte (in francese con sottotitoli in inglese)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;
&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/iE51SXhWh3k" height="1" width="1"/&gt;</content><author gr:unknown-author="true"><name>(author unknown)</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><gr:annotation><content type="html">Così potremmo dire che ha decifrato il solfeggio dello spirito. O che almeno ci si è avvicinato, e molto, a forza di rigore e d’inventiva concettuale. Parlare di solfeggio dello spirito non è solo il prolungamento della metafora musicale sempre presente nella vita dell’antropologo. Bisogna intendere questa espressione in modo letterale. Anche se cantavamo quotidianamente i ritornelli della vita in società, anche se conoscevamo a memoria le melodie dei miti o dei matrimoni, non sapevamo cosa organizzava questi sistemi. La nostra coscienza non ci rivela niente, spontaneamente, dei processi che operano nel vasto dominio del simbolismo sociale. Ecco perché ne ignoravamo le regole di funzionamento, le leggi delle combinazioni. Ci mancava un solfeggio. Dietro le diverse melodie, il solfeggio esplicita le regole che le generano: accordi, rivolti, trasformazioni. Ne definisce le forme (canone, fuga, sonata…). Non è sbagliato dire che il percorso di Claude Lèvi-Strauss mirava a un risultato analogo. Ciò che lo attirava prima di ogni altra cosa era lo scoprire le organizzazioni nascoste, le leggi nascoste sotto i pruriti delle apparenze sociali. Era di quelli che pensano alla geologia contemplando un paesaggio roccioso o alle classificazioni botaniche di fronte a un cespuglio fiorito.</content><author gr:user-id="13716838538414987696" gr:profile-id="116510097658198811733"><name>hronir</name></author></gr:annotation><source gr:stream-id="user/13716838538414987696/source/com.google/link"><id>tag:google.com,2005:reader/user/13716838538414987696/source/com.google/link</id><title type="html">Mente e psiche</title><link rel="alternate" href="http://ovadia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://ovadia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/03/addio-a-claude-levi-strauss/</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1257257893119"><id gr:original-id="http://pipda.wordpress.com/?p=1572">tag:google.com,2005:reader/item/d7123428dbb64548</id><category term="punto informatico" /><title type="html">Bye bye Punto Informatico, buon viaggio</title><published>2009-11-03T12:04:01Z</published><updated>2009-11-03T12:04:01Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/psIQ50q9iws/" type="text/html" /><media:group><media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/026caf47a6161af2423dd7d4b9268eb5?s=96&amp;d=http%3A%2F%2Fa.wordpress.com%2Fi%2Fmu.gif&amp;r=G" /></media:group><content xml:base="http://pipda.wordpress.com/" type="html">&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;p&gt;Voleva essere un piccolo post ma è diventata quasi una nota di servizio, quindi ve la propongo come m’è venuta e buonanotte :) Ecchila:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Com’era nell’aria ormai da tempo e come probabilmente già si attendeva chi segue questo blog, Andrea ed io dal primo novembre non abbiamo più alcuna responsabilità in Punto Informatico. Una non notizia, probabilmente, ed anche per questo neppure citata sotto forma di &lt;em&gt;nota ai lettori&lt;/em&gt; dal quotidiano tecnologico, che si è limitato a &lt;a href="http://punto-informatico.it/info.asp"&gt;depennare&lt;/a&gt; i nostri nomi dal tamburino, compreso quello del suo fondatore (update, ora 8 nov &lt;a href="http://punto-informatico.it/2744796/PI/News/nota-punto-informatico-saluta-paolo-andrea.aspx"&gt;è apparsa&lt;/a&gt; una nota).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PI è un giornale a cui abbiamo dato vita eoni fa, nel 1995, e sul quale abbiamo riversato cuore ed energie per tanti anni, credo contribuendo in misura importante alla comprensione di Internet e del suo impatto sulla società in Italia. Una visione umanistica della tecnologia che, quando PI nacque, era sconosciuta alla stampa di settore, spesso monopolizzata dall’hype tecnologico al punto da non riuscire a vedere le più ampie implicazioni dell’innovazione; è questa diversa visione la chiave che ha reso PI negli anni un punto insostituibile di riferimento per chiunque fosse interessato ad approfondire le dinamiche di sviluppo sociale, economico e tecnologico di Internet. Il fatto che il PI di un tempo si sia rivelato un argine efficace, spesso isolatissimo anche per questo, contro normative e censure con cui più volte si è tentato di mutilare le promesse di Internet non può che renderci orgogliosi di quanto abbiamo fatto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono sinceramente molto fiero della storia di PI fino al 2009, ne sono fiero anche perché PI ha giocato il ruolo di apripista verso un nuovo modo di fare informazione, novità che oggi dilagano su siti e blog di ogni genere, un grande successo e una dimostrazione del valore del nostro lavoro ma anche novità che stanno contribuendo a cambiare PI, un cambiamento al quale sia Andrea che io abbiamo scelto di non partecipare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Siamo infatti entrambi impegnati su progetti diversissimi e, ma per ora lo dico a bassissima voce, non è escluso che torni la voglia di mettersi al lavoro sul fronte a noi più caro, quello dell’informazione, con nuovi e vecchi amici come compagni di viaggio. Ma &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0119488/"&gt;hush hush&lt;/a&gt;, non lo dite in giro :)&lt;/p&gt;
  &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/pipda.wordpress.com/1572/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=pipda.wordpress.com&amp;amp;blog=843544&amp;amp;post=1572&amp;amp;subd=pipda&amp;amp;ref=&amp;amp;feed=1"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/psIQ50q9iws" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>pipda</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://pipda.wordpress.com/feed/"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://pipda.wordpress.com/feed/</id><title type="html">chiamiamoloblog</title><link rel="alternate" href="http://pipda.wordpress.com" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://pipda.wordpress.com/2009/11/03/bye-bye-punto-informatico-buon-viaggio/</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1257041262815"><id gr:original-id="">tag:google.com,2005:reader/item/314462237415c7c8</id><title type="html">Andate e moltiplicatevi molto meno</title><published>2009-11-01T02:07:42Z</published><updated>2009-11-01T02:07:42Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/YqM8w9oDVUM/" type="text/html" /><link rel="related" href="http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/" title="Ocasapiens" /><content xml:base="http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2009/10/30/andate-e-moltiplicatevi-molto-meno/" type="html">&lt;blockquote&gt;Shared by  Weiss 
&lt;br&gt;
Una ola per Sylvie!&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il  titolo è quello dell’&lt;a href="http://www.economist.com/opinion/displayStory.cfm?story_id=14744915&amp;amp;source=hptextfeature"&gt;apertura&lt;/a&gt; dell’&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt; sul calo di fecondità mondiale che in pochi anni arriverà al livello detto di “sostituzione”.  Una crescita zero forse già raggiunta stando ai dati che un’agenzia delle Nazioni Unite sta per pubblicare con l’avvertenza che certi paesi inoltrano in ritardo il conteggio delle nascite annue. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;Il passaggio della fecondità al livello di sostituzione è una delle svolte sociali più spettacolari (&lt;em&gt;dramatic) &lt;/em&gt;della storia… Ovunque sta cambiando la famiglia tradizionale, consente alle donne di lavorare e ai bambini di essere educati. In un periodo in cui riecheggiano allarmi malthusiani a causa delle pressioni ambientali, il declino della fecondità potrebbe persino rassicurare un po’ (…).&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dramatic indeed, but&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In questi mesi mi sono arrivati parecchi rapporti in tema, da punti di vista diversi arrivano alle stesse conclusioni, trovo la sintesi dell’&lt;em&gt;Economist&lt;/em&gt; magistrale, la frase sulle donne e i bambini pure, ma…  Sottotitolo in copertina&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;How the population problema is solving itself&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da sé un corno. Si risolve grazie a milioni di donne che da mezzo secolo lottano per l’accesso ai metodi anticoncezionali, all’educazione, alla libertà ecc. contro gli uomini di ogni chiesa e regime. E’ facile deridere gli allarmisti sorvolando sul fatto che le loro previsioni non si avverano perché qualcuno le prende sul serio,  dedica la vita ad evitarle e qualche volta ce la rimette pure.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ussignur. Secondo rant di fila su titoli di giornali, vado a lavurà ch’è meglio.&lt;/p&gt;
&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/YqM8w9oDVUM" height="1" width="1"/&gt;</content><author gr:unknown-author="true"><name>(author unknown)</name></author><gr:likingUser>05330716449780659828</gr:likingUser><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><gr:annotation><content type="html">Una ola per Sylvie!</content><author gr:user-id="15627550307359741149" gr:profile-id="101881876225847003119"><name>Weiss</name></author></gr:annotation><source gr:stream-id="user/15627550307359741149/source/com.google/link"><id>tag:google.com,2005:reader/user/15627550307359741149/source/com.google/link</id><title type="html">Ocasapiens</title><link rel="alternate" href="http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://ocasapiens-dweb.blogautore.repubblica.it/2009/10/30/andate-e-moltiplicatevi-molto-meno/</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1256855136837"><id gr:original-id="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=272">tag:google.com,2005:reader/item/b1340cbfc39644da</id><category term="1" scheme="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it" /><category term="Generale" scheme="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it" /><title type="html">I bambini non nascono sotto i cavoli</title><published>2009-10-29T14:57:21Z</published><updated>2009-10-29T15:11:53Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/tQbkPtK3euU/" type="text/html" /><content xml:base="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/29/i-bambini-non-nascono-sotto-i-cavoli/" xml:lang="en" type="html">&lt;p&gt;Sicuramente non mancherà di scatenare reazioni lo studio pubblicato oggi da “Nature”, che riferisce come un gruppo di ricerca di Stanford sia riuscito a ottenere spermatozoi e ovociti partendo da cellule staminali embrionali. Perché quello che molti, troppi, hanno subito pensato è che gli scienziati – sempre più malvagi in una vulgata storpia che li vuole causa di ogni guaio dell’umanità – abbiano inventato un metodo per procreare figli senza genitori. Come se nei laboratori ci fossero perfidi Mengele che non vedono l’ora di distruggere l’umanità. In realtà, il gruppo di Stanford ha fatto uno studio &lt;em&gt;per capire&lt;/em&gt;. Per capire quali sono i processi molecolari che favoriscono lo sviluppo di ovociti e spermatozoi. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quanto alla faccenda dei “bambini senza genitori”, in realtà, come spiega benissimo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/scienze/staminali/inte-redi/inte-redi.html"&gt;Carlo Alberto Redi&lt;/a&gt; su Repubblica.it, quelle staminali usate per la ricerca in laboratorio “appartengono” pure a qualcuno. Sono cellule umane, non artificiali o chissà che altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello pubblicato da “Nature” è, invece, uno studio di altissima qualità, come hanno confermato le reazioni della comunità scientifica internazionale. Darren Griffin, professore di genetica all’Università del Kent, ha sottolineato che “il principale significato di questo studio non è il tentativo di generare gameti per coppie che non li producono naturalmente”. Piuttosto, ha detto Griffin, “il lavoro descrive un sistema in cui vari aspetti dello sviluppo delle cellule germinali possono essere studiati su una coltura cellulare, anziché affidarsi a modelli animali o rimuovendo cellule dalle gonadi delle persone”. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Uno studio del genere, ha concluso Griffin, potrebbe permettere in futuro di studiare un ampio spettro di fattori genetici e ambientali che influiscono sulla fertilità, compresi gli inquinanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Della stessa opinione Allan Pacey, andrologo dell’Università di Sheffield, nel Regno Unito. Che sottolinea come uno dei possibili obiettivi terapeutici futuri (a lungo termine) non sia generare spermatozoi artificiali, ma stimolarne la produzione naturale in chi ne è carente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono solo due opinioni, per quanto qualificate. Che però chiariscono perfettamente l’importanza della scoperta. E dovrebbero suggerire prudenza ai più accesi sostenitori della diabolicità della scienza. È straordinario, piuttosto, che oggi una ricerca al confine tra genetica, biologia e medicina sia in grado di farci capire al livello delle singole molecole, dei singoli geni, che cosa accade quando le staminali si differenziano in gameti, l’incredibile complessità e precisione dei processi microscopici dei nostri meccanismi riproduttivi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perché sì, i bambini non nascono sotto i cavoli. E oggi abbiamo gli strumenti per capire ogni singolo passaggio di questo incredibile processo.&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/tQbkPtK3euU" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>cattaneo-lescienze</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/feed/atom/"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/feed/atom/</id><title type="html">Made in Italy</title><link rel="alternate" href="http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/29/i-bambini-non-nascono-sotto-i-cavoli/</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1256160637224"><id gr:original-id="http://oggiscienza.wordpress.com/?p=3467">tag:google.com,2005:reader/item/64d75707e5368dd1</id><category term="CRONACA" /><category term="jamming" /><category term="prototipo" /><category term="robot" /><title type="html">Roboblob</title><published>2009-10-21T07:23:25Z</published><updated>2009-10-21T07:23:25Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/aN9a6zIJZsQ/" type="text/html" /><media:group><media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3c6dd868b829f1b0f0e7f3e1b0b511d6?s=96&amp;d=identicon&amp;r=G" /></media:group><media:group><media:content url="http://oggiscienza.files.wordpress.com/2009/10/croppedblobscreenshot.jpg" /></media:group><content xml:base="http://oggiscienza.wordpress.com/" type="html">&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;h3&gt;&lt;a href="http://oggiscienza.files.wordpress.com/2009/10/croppedblobscreenshot.jpg"&gt;&lt;img title="Il prototipo di Chembot" src="http://oggiscienza.files.wordpress.com/2009/10/croppedblobscreenshot.jpg?w=267&amp;amp;h=167" alt="Il prototipo di Chembot" width="267" height="167"&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Presentato il primo prototipo di robot “morbido” che riesce a muoversi su terreni accidentati e a infilarsi nei pertugi più stretti&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify"&gt;Per ora si tratta solo di modelli preliminari ma i robot “chimici” o &lt;em&gt;chembot&lt;/em&gt;, come li chiamano gli scienziati che li hanno progettati hanno in serbo grosse sorprese. Si tratta di sistemi robotici completamente morbidi, in grado di effettuare movimenti simili a quelli biologici, privi della rigidità &lt;span&gt;&lt;/span&gt;meccanica di tutti gli altri robot conosciuti fino ad ora. Un prototipo di robot chimico è stato presentato la scorsa settimana alla&lt;em&gt; IEEE/RSJ International Conference on Intelligent Robots and Systems &lt;/em&gt;da un gruppo di ricercatori dell’Università di Chicago e della iRobot, una compagnia privata fondata negli anni Ottanta da due scienziati del MIT di Boston.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify"&gt;Costituiti principalmente da un involucro di silicone e gomma si basano sul principio del  &lt;em&gt;jamming&lt;/em&gt; una tecnica che permette alle diverse porzioni del corpo del robot, passando da uno stato quasi liquido a uno solido, di gonfiarsi e  sgonfiarsi selettivamente in maniera dinamica. Attraverso questo meccanismo il robot può rotolare su una superficie e strizzarsi riducendo notevolmente le sue dimensioni.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="text-align:center;display:block"&gt;   &lt;embed src="http://www.youtube.com/v/SbqHERKdlK8&amp;amp;rel=1&amp;amp;fs=1&amp;amp;showsearch=0&amp;amp;hd=0" allowFullScreen="true" width="425" height="350" allowScriptAccess="never" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
Posted in CRONACA Tagged: jamming, prototipo, robot &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/oggiscienza.wordpress.com/3467/"&gt;&lt;/a&gt; &lt;img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=oggiscienza.wordpress.com&amp;amp;blog=7193014&amp;amp;post=3467&amp;amp;subd=oggiscienza&amp;amp;ref=&amp;amp;feed=1"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/aN9a6zIJZsQ" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>Federica Sgorbissa</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://oggiscienza.wordpress.com/feed/"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://oggiscienza.wordpress.com/feed/</id><title type="html">Oggi Scienza</title><link rel="alternate" href="http://oggiscienza.wordpress.com" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://oggiscienza.wordpress.com/2009/10/21/roboblob/</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1255644553493"><id gr:original-id="http://www.internazionale.it/home/?p=7625">tag:google.com,2005:reader/item/001d0db075ee45cf</id><category term="italieni" /><category term="italia" /><title type="html">Il silenzio disonesto dell’Europa</title><published>2009-10-14T10:34:25Z</published><updated>2009-10-14T10:34:25Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/is2xPVXtPsc/" type="text/html" /><content xml:base="http://www.internazionale.it/home" type="html">&lt;h2&gt;L’Unione europea non condanna apertamente Silvio Berlusconi. In questo modo perde credibilità e mina la sua capacità di difendere i valori democratici, scrive l’Observer.&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel 1967, con il senso di superiorità che contraddistingueva i britannici nel secondo dopoguerra, l’ex premier britannico Clement Attlee liquidò l’idea di un’Europa unita: “Il mercato comune di sei nazioni. Le conosciamo bene queste nazioni. La Gran Bretagna ha versato sangue e denaro per salvarne quattro dagli attacchi delle altre due”. Germania, Italia, Francia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo non potevano rivendicare lo stesso senso di superiorità. Ma il mercato comune prometteva la liberazione da un passato difficile. &lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel progetto comunitario gli orrori del totalitarismo sono stati sostituiti dalle convenzioni sui diritti umani e i trattati di pace. Decine di milioni di persone hanno accettato di barattare la sovranità nazionale con la libertà dalle dittature. Ma oggi questo patto non è più valido. I sistemi autoritari possono assumere varie forme: quella dominante è il capitalismo o l’oligarchia di stato, in cui il capo e i suoi  alleati controllano i beni pubblici e le sinecure che ne derivano. Non sono dittature in senso stretto: i governanti tollerano le elezioni purché possano manipolarne i risultati, e tollerano le critiche purché non arrivino alle masse.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’organizzazione European Alternatives dà una definizione dei moderni stati clientelari: “In un paese dove la tv è l’unica fonte d’informazioni per più dell’80 per cento della popolazione, il controllo sui mezzi di comunicazione non assume più la forma totalitaria del ventesimo secolo. Al giorno d’oggi, la manipolazione dei mass media può coesistere con l’esistenza di piccole ‘riserve indiane’ d’opposizione”. Gli autori di questo studio non parlano della Russia di Putin o al Venezuela di Chávez, ma dell’Italia di Silvio Berlusconi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea garantisce la libertà di stampa e il pluralismo dei mezzi d’informazione. Ma l’Europa sembra contenta del fatto che Berlusconi abbia il controllo diretto di tre canali tv privati, di una casa editrice, di una concessionaria di pubblicità e di una società di distribuzione cinematografica, per non parlare del controllo indiretto della tv pubblica e del denaro pubblico destinato agli investimenti pubblicitari.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Il dibattito no&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;
L’8 ottobre i deputati socialisti del parlamento europeo hanno cercato di sollevare un dibattito sulla libertà di stampa in Italia, ma sono stati attaccati dai conservatori del Partito popolare europeo. Joseph Daul, un alleato di Nicolas Sarkozy, ha reagito con sdegno alle insinuazioni secondo cui l’Italia non è più “un paese democratico e uno stato di diritto”. I moderati erano così arrabbiati per l’insulto al buon nome di Berlusconi che hanno cercato di impedire il dibattito. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Si potrebbe obiettare che i giudici italiani, togliendo l’immunità a Berlusconi, hanno dimostrato che l’Italia è ancora una democrazia. Ma il premier italiano ha già neutralizzato la magistratura in passato. In ogni caso, anche se dovesse cadere il governo, gli italiani non si aspettano che la corruzione sistemica scompaia. Gianfranco Fini, il leader definito “postfascista”, non rinuncerà a un sistema di clientelismo e censura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La caratteristica più significativa dei &lt;em&gt;caudillos&lt;/em&gt; del nostro tempo è la facilità con cui mettono da parte le differenze ideologiche di facciata e si riconoscono reciprocamente come membri di una massoneria internazionale di autocrati. Berlusconi accusa i giudici di essere “comunisti”, e poi si definisce “grande amico” di Putin. Il sedicente socialista Chávez si allea con il reazionario islamista Ahmadinejad. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quello che unisce i grandi capi del ventunesimo secolo è più importante di quello che li divide. L’Europa democratica, però, non si unirà contro di loro per difendere i suoi valori. Il silenzio su Berlusconi, vile e frutto di compromessi, mina la capacità futura dell’Ue di opporsi ai politici corrotti di ogni parte d’Europa, in particolare nelle deboli democrazie dell’est. Rende inoltre assurda ogni condanna delle violazioni dei diritti democratici oltre i suoi confini. Per la prima volta nella sua storia, la reputazione dell’Europa come forza positiva nel panorama mondiale è incerta. E presto sembrerà disonesta.-&lt;em&gt;&lt;a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/oct/11/nick-cohen-silvio-berlusconi"&gt;Nick Cohen, The Observer&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Altri link sull’Italia&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.elpais.com/articulo/sociedad/Parlamento/italiano/tumba/ley/homofobia/elpepusoc/20091013elpepusoc_14/Tes"&gt;El Parlamento italiano tumba una ley contra la homofobia&lt;/a&gt;, El País&lt;br&gt;
&lt;a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6872162.ece"&gt;No more Berlusconi headlines: Italy goes on the charm offensive&lt;/a&gt;, The Times&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/is2xPVXtPsc" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>Stefania Mascetti</name></author><gr:likingUser>08836211024218221953</gr:likingUser><gr:likingUser>05384969712161949538</gr:likingUser><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><gr:likingUser>06149582425087377245</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://www.internazionale.it/home/?feed=rss2"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://www.internazionale.it/home/?feed=rss2</id><title type="html">Internazionale</title><link rel="alternate" href="http://www.internazionale.it/home" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://www.internazionale.it/home/?p=7625</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254924533544"><id gr:original-id="http://www.technologyreview.com/blog/arxiv/24204/">tag:google.com,2005:reader/item/72e5a07846833c27</id><title type="html">A New Graphical Representation of the Periodic Table</title><published>2009-10-06T04:10:00Z</published><updated>2009-10-06T04:10:00Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/iDru3XpUI3Q/click.phdo" type="text/html" /><summary xml:base="http://www.technologyreview.com/" type="html">&lt;p&gt;But is the latest redrawing of Mendeleev's masterpiece an improvement?&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;img src="http://www.technologyreview.com/blog/arxiv/files/33579/Circular%20periodic%20table.png" alt=""&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;The periodic table has been stamped into the minds of countless
generations of schoolchildren. Immediately recognised and universally
adopted, it has long since achieved iconic status. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;So why change it? According to Mohd Abubakr from Microsoft
Research in Hyderabad, the table can be improved by arranging it in
circular form. He says this gives a sense of the relative size of
atoms--the closer to the centre, the smaller they are--something that is missing from the current form of the table. It preserves the periods and groups that make Mendeleev's table so useful. And by placing hydrogen and
helium near the centre, Abubakr says this solves the problem of
whether to put hydrogen with the halogens or alkali metals and of
whether to put  helium in the 2nd group or with the inert gases.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;That's worthy but flawed. Unfortunately, Abubakr's arrangement
means that the table can only be read by rotating it. That's tricky with
a textbook and impossible with most computer screens.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The great utility of Mendeleev's arrangements was its predictive
power: the gaps in his table allowed him to predict the properties of undiscovered elements. It's worth preserving in its current form for  that reason alone. &lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;However, there's another relatively new way of arranging the elements developed by Maurice
Kibler at Institut de Physique Nucleaire de Lyon in France that may have new predictive power. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Kibler says the symmetries of the periodic table can be captured by
a group theory, specifically  the composition of the special orthogonal group in 4 + 2 dimensions
with the special unitary group of degree 2 (ie SO (4,2) &lt;strong&gt;x&lt;/strong&gt;
SU(2)).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;That gives a layout as follows:&lt;/p&gt;
&lt;div&gt;&lt;img src="http://www.technologyreview.com/blog/arxiv/files/33586/Symmetry%20and%20the%20periodic%20table.png" alt=""&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;Kibler's approach is akin to the way particle physicists classify
particles by their symmetry properties such as flavor and color. That has
been hugely useful in predicting the existence of new particles. Can the power of this group theoretical approach have the same impact on chemistry?&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;The problem for Kibler (and anybody else attempting to redraw the table of elements) is that we seem to have already found all the
stable elements and predicted the existence of other superheavy ones.
The question is whether Kibler's approach has any predictive power
beyond that. Maybe but the jury (and Kibler himself) is still out on this one. 
&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Refs: &lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://arxiv.org/abs/0910.0273"&gt;arxiv.org/abs/0910.0273&lt;/a&gt;: An Alternate Graphical Representation of Periodic table of Chemical Elements&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://arxiv.org/abs/quant-ph/0408104"&gt;arxiv.org/abs/quant-ph/0408104&lt;/a&gt;: On a Group-Theoretical Approach to the Periodic Table of Chemical Elements&lt;br&gt;&lt;/p&gt;
&lt;br style="clear:both"&gt;
&lt;br style="clear:both"&gt;
&lt;a href="http://ads.pheedo.com/click.phdo?s=333593c14d6d06e04b0df0c136271ef2&amp;amp;p=1"&gt;&lt;img alt="" style="border:0" border="0" src="http://ads.pheedo.com/img.phdo?s=333593c14d6d06e04b0df0c136271ef2&amp;amp;p=1"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;img alt="" height="0" width="0" border="0" src="http://a.rfihub.com/eus.gif?eui=2225"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/iDru3XpUI3Q" height="1" width="1"/&gt;</summary><author gr:unknown-author="true"><name>(author unknown)</name></author><gr:likingUser>06500774054025300242</gr:likingUser><gr:likingUser>14940874294927873248</gr:likingUser><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><gr:likingUser>03303311746525553202</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://feeds.technologyreview.com/technology_review_blog_arxiv"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://feeds.technologyreview.com/technology_review_blog_arxiv</id><title type="html">Technology Review Feed - arXiv blog</title><link rel="alternate" href="http://www.technologyreview.com" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://feeds.technologyreview.com/click.phdo?i=333593c14d6d06e04b0df0c136271ef2</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254922508744"><id gr:original-id="http://www.francescocosta.net/?p=4961">tag:google.com,2005:reader/item/10d039cb7dcb519b</id><category term="Diario" /><title type="html">Consigli al Pd</title><published>2009-10-06T18:21:25Z</published><updated>2009-10-06T18:21:25Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/IQyQy4GL2NE/" type="text/html" /><content xml:base="http://www.francescocosta.net/" type="html">&lt;p&gt;Questa cosa delle assenze al voto sullo scudo fiscale è lo specchio di tutto il dilettantismo e l’improvvisazione con cui sono gestite le cose nel Pd. Ricapitolando, è successo che durante il voto decisivo su questa misura contestata e discutibile ci fossero ventidue deputati del Pd assenti, in un voto che ha visto la maggioranza prevalere per soli venti voti. Risultato: il finimondo. Ora, chiunque abbia un minimo di conoscenza della politica e delle cose parlamentari sa bene che la maggioranza non avrebbe mai chiesto il voto senza avere la certezza di vincerlo, e se i ventidue deputati del Pd fossero stati presenti il centrodestra avrebbe chiesto a tre deputati a caso di rientrare in aula o avrebbe chiesto di rinviare il voto. Inoltre, il Pd ha delle altre attenuanti: il voto si è tenuto in qualche modo a sorpresa, rispetto a quando era inizialmente previsto; il gruppo del Pd è tra i gruppi con la maggior percentuale di presenze e gli stessi ventidue assenti – fatta salva qualche eccezione, vedi alla voce Gaglione – sono tra i deputati con le percentuali più alte di partecipazione al voto. Questo non toglie che si sia trattato di un inciampo notevole, più mediatico che politico, e che se stai all’opposizione questo genere di situazioni è meglio evitarle, sempre e in ogni caso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;Quando il casino succede, però, ci sono due opzioni. La prima, che è quella che percorrerebbe un partito intelligente, è chiedere scusa ai propri elettori ma difendere la credibilità del gruppo parlamentare e del suo operato: dire che è stato uno spiacevole incidente di percorso ma che purtroppo sarebbe cambiato poco e che comunque il Pd svolge il suo lavoro la Camera con costanza e affidabilità. Fare che questa sia la linea, da dire in tutte le tv, in tutte le interviste, senza lasciare spazio ai sensi di colpa e soprattutto rispondendo colpo su colpo a chi su questo incidente mette in piedi la solita prevedibile e strumentale campagna anti-casta contro il gruppo parlamentare che la meriterebbe meno degli altri. La seconda opzione, che è quella che percorrerebbe un partito che basa le sue azioni sull’inseguimento degli umori della ggente – è quella che ha intrapreso il Pd: ammettere l’incidente, cospargersi il capo di cenere e fare giustizia, promettendo severi provvedimenti. A quel punto, però, le misure devono essere esemplari, draconiane. Se fai pubblica ammissione di colpa e avvii &lt;a href="http://www.unita.it/news/italia/89410/scudo_supplemento_dindagine_per_gli_assenti_al_voto"&gt;una cosa pomposa, solenne e imbarazzante&lt;/a&gt; come un’”istruttoria”, con un’apposita presidenza, un “supplemento d’indagine” e le “audizioni individuali” per poi comminare al massimo un richiamo verbale (della già ridicola multa di 400 euro non si parla più) aggiungi una nuova figuraccia a quella che hai già fatto. Avvitarsi in una cosa sciocca come questo sedicente processo non è destinato a portare niente di buono, in nessun caso. Poi dicono che servono persone di esperienza.&lt;/p&gt;


&lt;p&gt;Sullo stesso tema:&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.francescocosta.net/2008/12/15/consigli-a-veltroni/" rel="bookmark" title="Permanent Link: Consigli a Veltroni"&gt;Consigli a Veltroni&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.francescocosta.net/2009/07/12/buoni-consigli/" rel="bookmark" title="Permanent Link: Buoni consigli"&gt;Buoni consigli&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.francescocosta.net/2009/06/03/consigli-ai-repubblicani/" rel="bookmark" title="Permanent Link: Consigli ai repubblicani"&gt;Consigli ai repubblicani&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/Francescocosta?a=aDjiCydRmOk:QfrVKi1ctX8:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/Francescocosta?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Francescocosta/~4/aDjiCydRmOk" height="1" width="1"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/IQyQy4GL2NE" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>francescocosta</name></author><gr:likingUser>09425468876690355187</gr:likingUser><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://www.francescocosta.net/feed/"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://www.francescocosta.net/feed/</id><title type="html">Francesco Costa</title><link rel="alternate" href="http://www.francescocosta.net" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://feedproxy.google.com/~r/Francescocosta/~3/aDjiCydRmOk/</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254909942065"><id gr:original-id="http://reporters.blogosfere.it/2009/10/anna-politkovskaya-vietata-le-autorita-russe-non-concedono-il-visto-ai-rappresentanti-di-reporters-s.html">tag:google.com,2005:reader/item/0bebdf6f670cafce</id><category term="Current Affairs" /><category term="Libertà di espressione" /><category term="Protagonisti" /><category term="World press" /><category term="Anna Politkovskaja" /><category term="Caucaso" /><category term="Elena Kumidova" /><category term="Eleonora Bianchini" /><category term="giornalista ucciso" /><category term="jean-francois julliard" /><category term="manifestazione" /><category term="Milano" /><category term="novaja gazeta" /><category term="piazza del popolo" /><category term="Reporters sans frontières" /><category term="Russia" /><category term="The photographers show" /><title type="html">Anna Politkovskaya "vietata": le autorità russe non concedono il visto ai rappresentanti di Reporters sans frontieres</title><published>2009-10-07T08:46:16Z</published><updated>2009-10-07T08:46:16Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/xzf597XOljc/anna-politkovskaya-vietata-le-autorita-russe-non-concedono-il-visto-ai-rappresentanti-di-reporters-s.html" type="text/html" /><content xml:base="http://reporters.blogosfere.it/" type="html">&lt;p&gt;&lt;img src="http://www.partitodemocratico.it/imagesfe/Anna%20Politkovskaja59102_img.jpg" border="0" width="325" height="218"&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;A tre anni dalla morte di &lt;u&gt;&lt;a href="http://reporters.blogosfere.it/2006/10/in-memoria-di-una-grande-grandissima-giornalista.html"&gt;&lt;strong&gt;Anna Politkovskaya&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;  esplode una nuova polemica tra &lt;a href="http://www.rsf.org/spip.php?page=article&amp;amp;id_article=34650"&gt;&lt;strong&gt;Reporters sans frontieres&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;  e autorità russe. Quest&amp;#39;ultime non hanno concesso il visto ad alcuni rappresentanti dell&amp;#39;organizzazione (tra cui il segretario generale &lt;strong&gt;Jean-François Julliard&lt;/strong&gt;) per presenziare ad una conferenza prevista per ieri, alla vigilia del terzo anniversario dell&amp;#39;omicidio della giornalista della &lt;strong&gt;Novaja Gazeta&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;quot;Era estremamente importante per noi essere in Russia con i colleghi e i famigliari di Anna&amp;quot; - ha spiegato Julliard, che &lt;a href="http://reporters.blogosfere.it/2009/10/un-blog-alla-manifestazione-reporters-in-piazza-insieme-a-300000-persone-per-la-liberta-di-stampa.html"&gt;lo scorso sabato era intervenuto anche alla manifestazione di Piazza del Popolo&lt;/a&gt;  - &amp;quot;Quest&amp;#39;anno saremmo voluti essere lì più che in ogni altra occasione, è stato un anno terribile per i giornalisti e per gli attivisti, come nel caso delle violenze nel Caucaso del nord, una regione che Anna conosceva molto bene&amp;quot;. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dal marzo 2000 ben 22 giornalisti sono stati uccisi in Russia&lt;/strong&gt;. Chi volesse approfondire l&amp;#39;argomento non può non vedere questa bella intervista di Eleonora Bianchini a Elena Kudimova, sorella di Anna Politkovskaja.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;embed allowScriptAccess="never" allowFullScreen="true" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/rs7HexlqKmg&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div&gt;Segnaliamo inoltre che a &lt;strong&gt;Milano&lt;/strong&gt; presso &lt;strong&gt;The photographers show&lt;/strong&gt; (Piazza Fidia 3 - tel. +39 0297386077, tpr@thephotographersroom.com) è previsto per oggi alle 18 uno slideshow sul lavoro di Anna Politkovskaja. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="font-size:8px;padding-left:10px"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-size:8px;padding-left:10px"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Reporters/157868230352"&gt;Reporters su Facebook&lt;/a&gt; &lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://reporters.blogosfere.it/2009/10/anna-politkovskaya-vietata-le-autorita-russe-non-concedono-il-visto-ai-rappresentanti-di-reporters-s.html#comments"&gt;Commenta »&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;
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&lt;br&gt;
Un Lefebrviano non è presentabile, mentre un Don Gallo sì. L’importante è avere sempre un bravo prete da sbandierare quando la vera faccia del cattolicesimo viene esposta all’opinione pubblica. Quando contestate le politiche o i crimini della chiesa ci sarà sempre una vecchietta che vi ricorderà che il prete del suo oratorio è una persona straordinaria e che quindi l’intera chiesa è rispettabile. La congettura della vecchietta ovviamente non regge, perché da una parte si contestano le politiche emanate dalla testa della struttura, cioè il papa o il Vaticano, dall’altra si guarda al singolo della base, il quale sicuramente è una persona straordinaria ma che non ha alcun peso e controllo del resto dell’organismo.&lt;/blockquote&gt;
&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;p style="text-align:justify"&gt;&lt;img title="redWine" src="http://fabristol.files.wordpress.com/2009/10/redwine.jpg?w=181&amp;amp;h=235" alt="redWine" width="181" height="235"&gt;Spesso nei dibattiti in TV si parla di &lt;strong&gt;Islam moderato&lt;/strong&gt;. Per Islam moderato s’intende una concezione dell’Islam secolarizzata, integrata con le società civili democratiche e liberali occidentali ecc. Va da sé che l’Islam moderato non è il vero Islam, poiché trattasi di una intepretazione annacquata del culto. Annacquata, diluita dalla modernità occidentale di modo che solo alcuni riti o abitudini sopravvivano, lasciando quelli che contrastano con la democrazia liberale in un cantuccio. I veri musulmani la definiscono eresia e non è facile dar loro torto. O si prende un culto nella sua totalità o non lo si abbraccia. Punto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify"&gt;Esiste un problema simile nel cattolicesimo? &lt;strong&gt;Zagrebelsky&lt;/strong&gt; in un articolo di ieri su Repubblica riferendosi ad un libro-intervista su &lt;strong&gt;Rosy Bindi&lt;/strong&gt; ci parla di questo fenomeno:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p style="text-align:justify"&gt;&lt;em&gt;“L’esistenza nella galassia cattolica di “cattolici democratici” è di per sé stessa la dimostrazione di una difficoltà non risolta nel rapporto tra democrazia e cattolicesimo. Se la difficoltà non ci fosse, l’aggettivo specificativo sarebbe superfluo. Il fatto che vi siano cattolici che si auto-definiscono democratici significa sì che il cattolicesimo è compatibile con la democrazia, ma anche che la democrazia non è coessenziale al cattolicesimo, perché esso contempla anche l’antidemocrazia. Se poi consideriamo che i cattolici democratici, per loro stesso riconoscimento, nel loro mondo sono oggi minoranza, la conclusione preoccupante è che, dalla maggioranza, le regole della democrazia, se sono accettate, lo sono non per adesione, ma per sopportazione o per opportunità: se e finché non si prospettino convenienze migliori.”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p style="text-align:justify"&gt;La &lt;strong&gt;galassia cattolica&lt;/strong&gt;, al cui centro c’è sempre e comunque un buco nero aggiungo io, è formata da una miriade di anime, associazioni e culture spesso in conflitto tra loro. Dalla teologia della liberazione sudamericana al cattocomunismo di prodiana memoria per parlare di sinistra; dai cristianisti alla Camillo Langone,  Antonio Socci e i lefebrviani et similia alle frange squadriste come Militia Christi che rappresentano l’estrema destra; dai teologi liberali Mancuso e Hans Küng per poi arrivare alle sinistre riformiste con personaggi tipo appunto la Rosy Bindi. Ma come vengono visti questi democratici, liberali e cattocomunisti dalle frange più reazionarie della galassia? Eretici, peggio dei miscredenti, serpi in seno alla Chiesa, alla meno peggio fratelli che hanno perso la retta via e vengono a mala pena sopportati. Inutile dire che in questi ultimi anni i reazionari stanno avendo la meglio sui riformisti: l’elezione a papa di Ratzinger ha decretato la morte della teologia della liberazione, del Concilio Vaticano II e ha comportato una guerra frontale contro il mondo moderno in toto.&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify"&gt;In realtà ci troviamo in qualcosa di fisiologico in tutti i gruppi più o meno grandi  di associazionismo umano: i cattolici democratici, quelli liberali e quelli cattocomunisti fanno parte dell’economia della Chiesa. Ovvero servono allo zoccolo duro reazionario per nascondere la propria sovversività all’opinione pubblica, &lt;em&gt;in attesa dei tempi migliori&lt;/em&gt;. Un Lefebrviano non è presentabile, mentre un Don Gallo sì. L’importante è avere sempre un bravo prete da sbandierare quando la vera faccia del cattolicesimo viene esposta all’opinione pubblica. Quando contestate le politiche o i crimini della chiesa ci sarà sempre una vecchietta che vi ricorderà che il prete del suo oratorio è una persona straordinaria e che quindi l’intera chiesa è rispettabile. La congettura della vecchietta ovviamente non regge, perché da una parte si contestano le politiche emanate dalla testa della struttura, cioè il papa o il Vaticano, dall’altra si guarda al singolo della base, il quale sicuramente è una persona straordinaria ma che non ha alcun peso e controllo del resto dell’organismo. &lt;span style="font-family:Georgia;color:rgb(51, 51, 51);font-size:10pt"&gt;Un altro problema non irrilevante è la doppia fedeltà che un cattolico deve dimostrare nella sua vita, allo stato e alla chiesa. Una caratteristica che lo rende affine ai politici comunisti della guerra fredda fedeli all’URSS ma allo stesso tempo allo stato italiano, o ai musulmani integralisti fedeli al Corano ma cittadini di uno stato democratico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:rgb(51, 51, 51);font-size:10pt"&gt; Il cattolico PD &lt;strong&gt;Pierluigi Castagnetti&lt;/strong&gt; ce lo spiega così: &lt;em&gt;“Noi abbiamo due appartenenze&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:rgb(51, 51, 51);font-size:10pt"&gt;: una alla Chiesa, l’altra alla politica. Per me, per tutti noi cattolici, il vero «capo» è lui, il Papa. Per noi è il vicario di Dio in terra, e questo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:rgb(51, 51, 51);font-size:10pt"&gt; &lt;em&gt;dovrebbero alla fine comprenderlo”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;color:rgb(51, 51, 51);font-size:10pt"&gt;(&lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;, 25.3.2009). Un problema che si presenta ogni qual volta lo stato emana una legge che per il papa è eretica: a chi deve essere fedele il cattolico cittadino di uno stato democratico?&lt;br&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align:justify"&gt;Ma allora la domanda finale è: &lt;strong&gt;può il cattolicesimo convivere con i princìpi democratici degli stati moderni? &lt;/strong&gt;Ci risponde Papa &lt;strong&gt;Pio IX&lt;/strong&gt;, che con il suo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sillabo"&gt;Sillabo&lt;/a&gt; ci dice testualmente che la Chiesa condanna come eretici il liberalismo,  il liberalismo cattolico (che ora chiamiamo democratico), l’uguaglianza di tutte le religioni di fronte allo stato, la libertà di culto, l’abolizione del potere temporale del papa, il confine tra potere ecclesiastico e statale, la stampa e la scienza libere ecc. Un elenco di reati degni del peggior fascismo elogiato da cristianisti come Rino Camilleri o Antonio Socci. Il cattolicesimo duro e puro (à la Ratzinger per intenderci) non ha alcuna possibilità di essere integrato in una società democratica liberale, così come l’Islam della Sharia, a meno che non lo si annacqui come con l’islam moderato.&lt;/p&gt;
  &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/fabristol.wordpress.com/1512/"&gt;&lt;img alt="" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/fabristol.wordpress.com/1512/" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/fabristol.wordpress.com/1512/"&gt;&lt;img alt="" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/fabristol.wordpress.com/1512/" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/fabristol.wordpress.com/1512/"&gt;&lt;img alt="" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/fabristol.wordpress.com/1512/" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/fabristol.wordpress.com/1512/"&gt;&lt;img alt="" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/fabristol.wordpress.com/1512/" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/fabristol.wordpress.com/1512/"&gt;&lt;img alt="" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/fabristol.wordpress.com/1512/" border="0"&gt;&lt;/a&gt; &lt;img alt="" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=fabristol.wordpress.com&amp;amp;blog=3560487&amp;amp;post=1512&amp;amp;subd=fabristol&amp;amp;ref=&amp;amp;feed=1" border="0"&gt;&lt;/div&gt;
&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/cOpUYoSCSAg" height="1" width="1"/&gt;</content><author gr:unknown-author="true"><name>(author unknown)</name></author><gr:likingUser>03740746439730014239</gr:likingUser><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><gr:annotation><content type="html">Un Lefebrviano non è presentabile, mentre un Don Gallo sì. L’importante è avere sempre un bravo prete da sbandierare quando la vera faccia del cattolicesimo viene esposta all’opinione pubblica. Quando contestate le politiche o i crimini della chiesa ci sarà sempre una vecchietta che vi ricorderà che il prete del suo oratorio è una persona straordinaria e che quindi l’intera chiesa è rispettabile. La congettura della vecchietta ovviamente non regge, perché da una parte si contestano le politiche emanate dalla testa della struttura, cioè il papa o il Vaticano, dall’altra si guarda al singolo della base, il quale sicuramente è una persona straordinaria ma che non ha alcun peso e controllo del resto dell’organismo.</content><author gr:user-id="13716838538414987696" gr:profile-id="116510097658198811733"><name>hronir</name></author></gr:annotation><source gr:stream-id="user/13716838538414987696/source/com.google/link"><id>tag:google.com,2005:reader/user/13716838538414987696/source/com.google/link</id><title type="html">Fabristol</title><link rel="alternate" href="http://fabristol.wordpress.com" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://fabristol.wordpress.com/2009/10/07/annacquare-il-vino-cattivo/</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254864187205"><id gr:original-id="http://twitter.com/spinozait/statuses/4662346395">tag:google.com,2005:reader/item/b65b1d7dab81e614</id><title type="html">spinozait: Bagnasco: "Alcuni ambienti vorrebbero una Chiesa muta". Esagerati. Non vi basta che sia cieca e sorda? [batduccio]</title><published>2009-10-06T19:12:39Z</published><updated>2009-10-06T19:12:39Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/oNvLFO4NOzo/4662346395" type="text/html" /><summary xml:base="http://twitter.com/spinozait" type="html">spinozait: Bagnasco: "Alcuni ambienti vorrebbero una Chiesa muta". Esagerati. Non vi basta che sia cieca e sorda? [batduccio]&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/oNvLFO4NOzo" height="1" width="1"/&gt;</summary><author gr:unknown-author="true"><name>(author unknown)</name></author><gr:likingUser>11602627588469623158</gr:likingUser><gr:likingUser>17631875640480528586</gr:likingUser><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://twitter.com/statuses/user_timeline/41667342.rss"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://twitter.com/statuses/user_timeline/41667342.rss</id><title type="html">Twitter / spinozait</title><link rel="alternate" href="http://twitter.com/spinozait" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://twitter.com/spinozait/statuses/4662346395</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254847235458"><id gr:original-id="http://twitter.com/spinozait/statuses/4652105857">tag:google.com,2005:reader/item/0cb2d81120851c02</id><title type="html">spinozait: Napolitano firma lo scudo fiscale: "Se non l'avessi fatto, l'avrebbero rimandato identico". E loro che credevano di fregarlo! [cortez]</title><published>2009-10-06T10:20:52Z</published><updated>2009-10-06T10:20:52Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/0U8BGpguz-c/4652105857" type="text/html" /><summary xml:base="http://twitter.com/spinozait" type="html">spinozait: Napolitano firma lo scudo fiscale: "Se non l'avessi fatto, l'avrebbero rimandato identico". E loro che credevano di fregarlo! [cortez]&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/0U8BGpguz-c" height="1" width="1"/&gt;</summary><author gr:unknown-author="true"><name>(author unknown)</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://twitter.com/statuses/user_timeline/41667342.rss"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://twitter.com/statuses/user_timeline/41667342.rss</id><title type="html">Twitter / spinozait</title><link rel="alternate" href="http://twitter.com/spinozait" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://twitter.com/spinozait/statuses/4652105857</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254812520777"><id gr:original-id="http://tomate.blogsome.com/2009/10/04/directed-spin-networks-and-angular-momentum/">tag:google.com,2005:reader/item/b8427361b541bda1</id><category term="fisica fiscale" /><title type="html">directed spin networks and spin</title><published>2009-10-04T23:29:45Z</published><updated>2009-10-04T23:29:45Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/0ckn65iJtYY/" type="text/html" /><content xml:base="http://tomate.blogsome.com/" type="html">
	&lt;p&gt;Before plunging into the group representation mess, I wanted to make up my mind about why &amp;quot;spin networks&amp;quot; are called &amp;quot;spin&amp;quot; networks. The conclusion I came to is quite different from those I’ve (rather superficially) taken a look at, but it is well suited for NESM (Non-Equilibrium Statistical Mechanics) since it deals with &lt;em&gt;oriented&lt;/em&gt; graphs and with &lt;em&gt;bits&lt;/em&gt; of information spreading through a thermodynamical system (i.e., a system where information diffuses).&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Oriented spin networks&lt;/strong&gt;   &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Spin networks (SN) are in the first place graphs (lines connecing dots in space) with an integral weight attached to each edge, which bears a microscopic interpretation in terms of collections of &lt;em&gt;strands&lt;/em&gt; (think of a rope made up of several filaments):&lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;&lt;img width="345" height="183" border="0" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/fd_01.png" alt="" title=""&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt; The black transversal box is the &lt;em&gt;permutator&lt;/em&gt;, meaning that each straight edge is actually identified with the &lt;em&gt;ensemble&lt;/em&gt; of strands in all their possible permutations, e.g.      &lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;&lt;img width="349" height="101" border="0" style="width:349px;height:101px" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/ds.png" alt="" title=""&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;SNs, when closed (no strands ending up in the middle of nowhere), can be algebraically manipulated so to yeald a number. Open SNs can be identified with tensors, permutators with determinants etc. At the moment I have no idea what the physical meaning of that number is and how it relates to other numbers in graph theory, such as cofactors of the laplacian matrix and so on (I have a vague hypothesis that such evaluations could find a place in NESM when restricting variational principles to given domains in the space of systems which share similar response properties (= which have similar &lt;em&gt;inertias&lt;/em&gt; to external stimuli). Sort of &amp;quot;universality class index&amp;quot;… could be, but could very well not…). Let’s skip that.      &lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;I would rather deal with oriented graphs. So let’s put an arrow on each strand:&lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;&lt;img width="398" height="188" border="0" title="" alt="" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/ter.png"&gt;      &lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;Now the permutator can only be taken among strands with the same orientation. We have also assigned an arbitrary orientation to the edges of the graph. We now have two &lt;em&gt;quantum numbers&lt;/em&gt; for each edge: the total number of strands &lt;em&gt;2j&lt;/em&gt; (factor 2 not casual) and the difference &lt;em&gt;2m&lt;/em&gt; between forward and backward strands in the direction of the orientation of the corresponding edge; each time the direction of a strand is reversed there is an even jump in &lt;em&gt;2m&lt;/em&gt;: &lt;em&gt;m&lt;/em&gt; ranges in &lt;em&gt;-j/2,-j/2+1…j/2&lt;/em&gt;. So it is not hard to see that &lt;em&gt;j &lt;/em&gt;and &lt;em&gt;m&lt;/em&gt; behave respectively as the label of the SU(2) representation and as the eigenvalue of the third component of the angular momentum (that along which measurement is carried on).&lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;So we can define angular momentum eigenvectors &lt;em&gt;|j,m&amp;gt;&lt;/em&gt; this way:&lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;&lt;img width="258" height="87" border="0" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/b.png" alt="" title=""&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Directed or signed SNs? &lt;br&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;Before moving on, a note on directedness. Surfing the SN literature I can find mention of directed spin networks, but in a very different taste (and in fact, I can’t find oriented strands anywhere). Since when &lt;em&gt;evaluating&lt;/em&gt; a SN one antisymmetrizes permutations according to their parity, as Rovelli and Smolin put it in &lt;em&gt;Spin Networks and Quantum Gravity &lt;/em&gt;(&lt;a href="http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.50.4600&amp;amp;rep=rep1&amp;amp;type=pdf"&gt;here&lt;/a&gt;)    &lt;/p&gt;
	&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;It follows that the (trivalent) states that we have obtained by antisymmetrizing the ropes are fully determined solely by their support, the order of each rope and an overall sign. Equivalently, they are determined by a trivalent graph (the support), with integers assigned to each link (the order of the rope), plus an orientation of the graph.&lt;/em&gt;&lt;br&gt;  &lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
  So, I gather that SNs are &lt;em&gt;signed graphs&lt;/em&gt; (graphs with a + or - sign on each edge) and not oriented ones. The difference is subtle: while signedness is absolute, orientation is relative to a given one; and for a trivalent graph there is no such preferred orientation. Note that signed graphs have properties which oriented graphs do not. For example, they have a Tutte polynomial and planar graphs have a dual knot (&lt;em&gt;medial construction&lt;/em&gt;, see &lt;a href="http://tomate.blogsome.com/2009/08/29/nodi-e-circuiti-elettrici/"&gt;here&lt;/a&gt;).&lt;br&gt;      &lt;a&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;
&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Angular momentum composition&lt;/strong&gt;   &lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;Up to now it is only a very feeble correspondence. Things get more interesting when one tries to compose angular momenta. My first aim has been that of deriving the decomposition into irreducible representations (bold &lt;em&gt;j&lt;/em&gt;’s label representations)      &lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;  &lt;img border="0" src="http://www.forkosh.dreamhost.com/mimetex.cgi?%5Cmathbf%7Bj_1%7D%5Cotimes%20%5Cmathbf%7Bj_2%7D%20=%20%5Cbigoplus_%7Bj%20=%20%7Cj_1%20-%20j_2%7C%7D%5E%7Bj_1%20+%20j_2%7D%20%5Cmathbf%7Bj%7D"&gt;        (1) &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;We have to define the tensor product. In the first place, let’s combine trivial things such as&lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;  &lt;img border="0" src="http://www.forkosh.dreamhost.com/mimetex.cgi?%7C1,1%5Crangle%20%5Cotimes%20%7C1/2,1/2%5Crangle%20=%20%7C3/2,3/2%7C"&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Graphically speaking, this looks like this:&lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;&lt;img width="304" height="92" border="0" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/3.png" alt="" title=""&gt;    &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;So we conclude that the tensor product is a sort of &lt;em&gt;multinomial permutator&lt;/em&gt; which permutes objects belonging to different sets without permuting objects in the sets. Unfortunately, this is far from being a good definition and we will encounter problems: one has to choose representative permutations somehow. Things depend heavily on this choice.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;To generalize, we need a rule to estabilish what happens when connecting strands with opposite directions. The rule is: they annihilate! For example, consider the simplest example |1/2,1/2&amp;gt; X |1/2,-1/2&amp;gt;:&lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;&lt;img width="319" height="128" border="0" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/2.png" alt="" title=""&gt; (2)&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;As you can see, we have connected &amp;quot;inverted&amp;quot; strands in the only feasible way, obtaining a well-known relation resonating with knot theory (the definition of Kauffman bracket), graph theory (the definition of Tutte polynomial in terms of deletion/contraction), statistical mechanics (Potts model), electric circuits (parallel vs. series connection) and most prominently QFT’s Feynmann diagrams&lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt; &lt;img width="349" height="77" border="0" style="width:349px;height:77px" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/6.png" alt="" title=""&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Now with the aid of some knot theory one can just &amp;quot;pull the string&amp;quot; in (2) and ambient-isotopically obtain a solitary strand directed rightwards, that is, a spin-0 particle (empty relationships are spin-0 particles?). One can easily check that (1) is satisfied with whichever notion of tensor product as something permutating strings among them, with the rule that opposite threads annihilate.  &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;&lt;strong&gt;The real problem: probabilities &lt;br&gt;  &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;OK, it is still quite a stupid trick. But things can get worse. Since quantum states are &lt;em&gt;ensembles&lt;/em&gt; of microscopic states (Bell would be happy to hear this, von Neumann would strongly argue), one can, statistically speaking, associate a probability to the ensemble by assigning microcanonical equal-a-priori probabilities to microstates, according to Liebniz principle of &lt;em&gt;identity of indescernibles&lt;/em&gt;. In his original &lt;a href="http://math.ucr.edu/home/baez/penrose/Penrose-AngularMomentum.pdf"&gt;paper&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Angular momentum: an approach to combinatorial space-time&lt;/em&gt;, Roger Penrose writes      &lt;/p&gt;
	&lt;blockquote&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;The idea, then, is that any ‘pure probability’ (if such exists) ought to be something arising ultimately out of a choice between equally probable alternatives.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;So the idea is that we count the number of realizations which combine to give a quantum state and we interpret that (normalized) number as its probability. We are thus looking for the Clebsh-Gordan coefficients. This is not yet done, mainly because the CG explicit formula is monstruous&lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;&lt;img width="387" height="111" border="0" style="width:387px;height:111px" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/clebshgordan.jpg" alt="" title=""&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p align="justify"&gt;and is better found with creation-destruction operators rather than combinatorially testing it. How should it work? When &lt;em&gt;m_1&lt;/em&gt; and &lt;em&gt;m_2&lt;/em&gt; are extremal things work nicely, since taking the tensor product returns all permutations, e.g.   &lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;&lt;img width="397" height="182" border="0" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/4.png" alt="" title=""&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;One can easily chek that this generalizes to any such cases. When initial states have an internal structure instead, one has to estabilish what it means to take the tensor product of a set (A,B) with C: it could be (A,B,C),(A,C,B),(C,A,B), or it could be (A,B,C),(A,C,B),(C,B,A), or anything else. Note that permuting A and B yealds all permutations in both cases. It turns out that when one combines any angular momentum with a spin-1/2 particle, one has to independently permute all of the elements of the first set with the solitary spin-1/2 strand:&lt;/p&gt;
	&lt;p align="center"&gt;&lt;img width="395" height="115" border="0" style="width:395px;height:115px" src="http://tomate.blogsome.com/wp-admin/images/5_01.png" alt="" title=""&gt; &lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;It remains utterly misterious why we had to choose this particular form for the multinomial permutator, and how to generalize these particular cases to the general case. Special cases already become quite discouraging with 1 X 1, so it is hard to elaborate a precise conjecture and test it, before trying to give a proof. But we’re almost there…  &lt;/p&gt;
  &lt;strong&gt;The end  &lt;/strong&gt;
&lt;p&gt;All of this could well exist somewhere in the literature, and I hope someone will alert me before I spend too much precious time doing stupid things.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;Anyway, once one gives a full derivation of Clebsh-Gordan coefficients, one can try to interpret all of the QM machinery, such as ladder operators and so on. It might be interesting to work out the SU(3) case; possibly, not with directed graphs but RGB-coloured graphs.&lt;/p&gt;
	&lt;p&gt;From a pseudo-phylosophical point of view (hold tight!), we have a microscopic statistical interpretation of QM in a very different fashion than that of Bohm &amp;amp; Co. Relevant for NESM is the fact that information is thought to be made up of a discrete number of &lt;em&gt;bits&lt;/em&gt;, and ultimately &lt;em&gt;bits&lt;/em&gt; are SU(2) spins. Note that spin-0 particles carry no information, so they are physically unobservables, yet statistically relevant for the counting: they account for symmetries (so Higgs boson does not exist, but it does affect other particles). I leave you with the question: could the theory of information (flows) emerge in a natural way from Quantum Gravity?&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/0ckn65iJtYY" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>Administrator</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://tomate.blogsome.com/feed/"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://tomate.blogsome.com/feed/</id><title type="html">tomate</title><link rel="alternate" href="http://tomate.blogsome.com" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://tomate.blogsome.com/2009/10/04/directed-spin-networks-and-angular-momentum/</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254811253914"><id gr:original-id="tag:blogger.com,1999:blog-14513834.post-7961651593823376158">tag:google.com,2005:reader/item/ac8a161d3ecc8e8e</id><category term="Internet" scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" /><title type="html">Yaawn</title><published>2009-10-06T03:55:00Z</published><updated>2009-10-06T04:00:51Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/C_HSg9Au1xI/yaawn.html" type="text/html" /><content xml:base="http://carlettodarwin.blogspot.com/" type="html">In Inghilterra grossa &lt;a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/sport/football/international/article6862462.ece"&gt;levata di scudi&lt;/a&gt; perchè la partita della nazionale non si potrà vedere in TV ma solo sul web in streaming. Per un complicato gioco di diritti e società fallite, nessun network ha voluto pagare i diritti.&lt;br&gt;A me sembra un buon segnale. La TV sposta sempre più il suo baricentro sul bigbrotherame e sulla robba per rincojoniti, cercando di alzare pubblicità; e i contenuti interessanti vanno sul web.&lt;br&gt;A pagamento o al limite gratis dopo aver cercato con google.&lt;br&gt;Sta succedendo e pare un sogno: a noi i nostri genitori dovevano dire di non stare attaccati alla TV. Noi invece ai nostri figli invece non dobbiamo dirglielo.&lt;div&gt;&lt;img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14513834-7961651593823376158?l=carlettodarwin.blogspot.com"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/C_HSg9Au1xI" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>Carletto Darwin</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://carlettodarwin.blogspot.com/atom.xml"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://carlettodarwin.blogspot.com/atom.xml</id><title type="html">Darwin</title><link rel="alternate" href="http://carlettodarwin.blogspot.com/" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://feedproxy.google.com/~r/Darwin/~3/9Pj-4O-FdaI/yaawn.html</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254810536469"><id gr:original-id="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Studio_Aperto._Giornalismo_d%27inchiesta.">tag:google.com,2005:reader/item/c957656750567657</id><title type="html">Studio Aperto. Giornalismo d'inchiesta.</title><published>2009-10-02T18:51:49Z</published><updated>2009-10-02T18:51:49Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/llEikP1JO74/Studio_Aperto._Giornalismo_d%27inchiesta." type="text/html" /><summary xml:base="http://www.noisefromamerika.org/" type="html">&lt;a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Studio_Aperto._Giornalismo_d%27inchiesta."&gt;Leggi l'articolo e commenta&lt;/a&gt; su noiseFromAmeriKa&lt;p&gt;Dove per inchiesta si dovrebbe intendere quella giudiziaria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Trovo nel &lt;a href="http://pavanmarco.wordpress.com/2009/09/30/italian-tv-news-fake-samoa-tsunami/"&gt;blog di Marco Pavan&lt;/a&gt; questa notizia&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giugno 2007&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In quel di Mestre, un festival rock viene interrotto dal maltempo che fa cadere alcune impalcature, &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Heineken_Jammin%27_Festival"&gt; cosi' ferendo circa 25 persone&lt;/a&gt;. Questo un breve filmato dell'epoca (se ne trovano altri su youtube):&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;



&lt;embed width="425" height="344" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="never" src="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/uvbRjY6K-Yk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;

&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Settembre 2009&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tsunami a Samoa. Studio aperto racconta l'evento con alcune immagine esclusive:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;



&lt;embed width="425" height="344" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="never" src="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/v/PZxVrxbC9zg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/a&gt;

&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scova le differenze!&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;(da &lt;a href="http://pavanmarco.wordpress.com/2009/09/30/italian-tv-news-fake-samoa-tsunami/"&gt;qui&lt;/a&gt;)&lt;strong&gt;&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/noisefromamerikafull/~4/6IkSUBLuwGo" height="1" width="1"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/llEikP1JO74" height="1" width="1"/&gt;</summary><author><name>giorgio gilestro</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://feeds2.feedburner.com/noisefromamerikafull"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://feeds2.feedburner.com/noisefromamerikafull</id><title type="html">noiseFromAmeriKa</title><link rel="alternate" href="http://www.noisefromamerika.org/" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://feedproxy.google.com/~r/noisefromamerikafull/~3/6IkSUBLuwGo/Studio_Aperto._Giornalismo_d%27inchiesta.</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254803338474"><id gr:original-id="tag:blogger.com,1999:blog-14513834.post-2554758371955802512">tag:google.com,2005:reader/item/be319134604a037c</id><category term="Italia" scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" /><title type="html">Immunità parlamentare</title><published>2009-10-06T03:23:00Z</published><updated>2009-10-06T03:30:38Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/hTgW1w1dCqc/immunita-parlamentare.html" type="text/html" /><content xml:base="http://carlettodarwin.blogspot.com/" type="html">Il &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;amp;currentArticle=NKUX0"&gt;sofismo quotidiano&lt;/a&gt; di Giuianone a difesa del Lodo Alfano richiama in ballo l'immunità parlamentare. Ne parla il Ferrara come di un costrutto inserito nella costituzione italiana nel primo dopoguerra come di un bene durevole (ha resistito fino al '93) e di un salutare filtro tra i poteri dello Stato.&lt;br&gt;Solo che gli sono sfuggiti due piccoli dettagli dell'articolo 68 della costituzione: l'immunità totale c'è solo per le opinioni e i voti espressi nel parlamento. E quella penale riguarda la possibilità di non essere arrestati o perquisiti. Ma ciò non limita il corso di un processo, tantopiù che l'arresto è previsto in caso di una sentenza definitiva:&lt;br&gt;&lt;span style="font-style:italic"&gt;I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.&lt;br&gt;Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/14513834-2554758371955802512?l=carlettodarwin.blogspot.com"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/hTgW1w1dCqc" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>Carletto Darwin</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://carlettodarwin.blogspot.com/atom.xml"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://carlettodarwin.blogspot.com/atom.xml</id><title type="html">Darwin</title><link rel="alternate" href="http://carlettodarwin.blogspot.com/" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://feedproxy.google.com/~r/Darwin/~3/lvZrAWa8XUQ/immunita-parlamentare.html</feedburner:origLink></entry><entry gr:crawl-timestamp-msec="1254761108568"><id gr:original-id="tag:blogger.com,1999:blog-29221808.post-1741091072826193714">tag:google.com,2005:reader/item/aa6e9763dd15adff</id><category term="mimetismo" scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" /><category term="ciclidi" scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" /><category term="progetto intelligente" scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" /><category term="creazionismo" scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" /><category term="determinazione del sesso" scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" /><title type="html">Qui si parla di evoluzione. Astenersi disinteressati</title><published>2009-10-04T16:59:00Z</published><updated>2009-10-04T21:35:57Z</updated><link rel="alternate" href="http://feedproxy.google.com/~r/hronirreadings/~3/fVXd0l0TnJk/qui-si-parla-di-evoluzione-astenersi.html" type="text/html" /><content xml:base="http://leucophaea.blogspot.com/" type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_IJMAees8DlY/SsjYBF0BVDI/AAAAAAAAAi4/RtKKd2h9a1c/s1600-h/roberts1HR.jpg"&gt;&lt;img style="margin:0pt 10px 10px 0pt;float:left;width:309px;height:400px" src="http://4.bp.blogspot.com/_IJMAees8DlY/SsjYBF0BVDI/AAAAAAAAAi4/RtKKd2h9a1c/s400/roberts1HR.jpg" alt="" border="0"&gt;&lt;/a&gt;Confesso, a capirlo ci ho messo un po' (ma solo perché pensavo che OB fosse un'altra cosa). Una volta letto, però, mi sono balzate alla mente alcune considerazioni. Ma vediamo di cosa si tratta. In alcuni ciclidi africani (dei generi &lt;span style="font-style:italic"&gt;Labeotropheus, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style:italic"&gt;Metriaclima &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e altri&lt;/span&gt;) le femmine hanno un gene che ne determina una variazione dell'aspetto; diventano un po' marezzate, per così dire, e così come quella accanto  in alcune condizionisono molto più &lt;span style="font-style:italic"&gt;camouflaged&lt;/span&gt;, direbbero gli inglesi (non sono mimetiche, per quel che mi riguarda, perché il mimetismo è un'altra cosa - ma lasciamo perdere). Il gene si chiama &lt;span style="font-style:italic"&gt;Pax7&lt;/span&gt; ed è collocato vicino a un &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Locus_%28genetics%29"&gt;locus &lt;/a&gt;che determina il sesso femminili nei &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cichlids"&gt;ciclidi&lt;/a&gt; (per i quali vedi anche &lt;a href="http://percomorfo.blogspot.com/"&gt;questo blog&lt;/a&gt;). Purtroppo quando è espresso nei maschi il gene ne disturba, in qualche modo, lo sviluppo cromatico, e questi non hanno il pattern specie-specifico che permette alle femmine di riconoscerli. Quindi sorge un conflitto tra i sessi (&lt;span style="font-style:italic"&gt;Science&lt;/span&gt; la chiama "&lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0098621/"&gt;guerra dei Roses &lt;/a&gt;evolutiva") perché un tratto che è favorito nelle femmine è sfavorito nei maschi. E' ovvio che anche se le femmine sono poco visibili, senza maschi possono farci la birra con il loro tratto positivo. Allora un'altra mutazione ha creato il locus che determina il sesso, che è dominante rispetto al gene classico; poiché però i loci sono molto vicini, sono cioè in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linkage_disequilibrium"&gt;linkage disequilibium, &lt;/a&gt;praticamente tutti gli animali che hanno il gene mutato (quello che li fa diventare colorati) sono femmine. La storia è piuttosto complessa, e infatti gli autori ne traggono anche lezioni più ampie, tipo che un meccanismo del genere potrebbe anche aver causato la vera esplosione di specie che caratterizza i ciclidi dei laghi africani. Ma a me viene in mente anche che se un creatore, almeno quello che vorrebbero farci ingoiare i nostri creazionisti, deve fare tutti 'sti casini (geni, controgeni, mutazioni, sesso determinato in maniera diversa per ogni specie), tanto intelligente proprio non deve essere. E che la ricerca è un esempio classico di come la natura lavora alla perfezione con il materiale che ha a disposizione (come diceva Jacob, è un bricoleur) e che infine i biologi possono spiegare tutto quello che vedono e scoprono solo alla luce della teoria dell'evoluzione. Ci vuole molto per smetterla di rompere con il progetto intelligente?&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ecco la dida della foto: &lt;span style="font-style:italic"&gt;A female orange blotch morph of &lt;/span&gt;Labeotropheus trewavasae &lt;span style="font-style:italic"&gt;from Ngwazi, Tanzania, is &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style:italic"&gt;cryptic against the algae-covered rock substrate.&lt;/span&gt;&lt;br&gt;[Copyright © Ad Konings]&lt;div&gt;&lt;img width="1" height="1" src="https://blogger.googleusercontent.com/tracker/29221808-1741091072826193714?l=leucophaea.blogspot.com"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/hronirreadings/~4/fVXd0l0TnJk" height="1" width="1"/&gt;</content><author><name>Marco F</name></author><gr:likingUser>13716838538414987696</gr:likingUser><source gr:stream-id="feed/http://leucophaea.blogspot.com/feeds/posts/default"><id>tag:google.com,2005:reader/feed/http://leucophaea.blogspot.com/feeds/posts/default</id><title type="html">Leucophaea</title><link rel="alternate" href="http://leucophaea.blogspot.com/" type="text/html" /></source><feedburner:origLink>http://leucophaea.blogspot.com/2009/10/qui-si-parla-di-evoluzione-astenersi.html</feedburner:origLink></entry></feed>
