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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-31461187</atom:id><lastBuildDate>Thu, 16 Apr 2009 10:59:14 +0000</lastBuildDate><title>*I Denti Avvelenati*</title><description /><link>http://identiavvelenati.blogspot.com/</link><managingEditor>blog@identiavvelenati.com (Lucia)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>11</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><thespringbox:skin xmlns:thespringbox="http://www.thespringbox.com/dtds/thespringbox-1.0.dtd">http://feeds.feedburner.com/iDentiAvvelenati?format=skin</thespringbox:skin><image><link>http://identiavvelenati.blogspot.com/</link><url>http://www.feedburner.com/fb/images/pub/fb_pwrd.gif</url><title>http://img72.imageshack.us/img72/6384/identiavvelenatifeedxi5.jpg</title></image><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/iDentiAvvelenati" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId>iDentiAvvelenati</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-8812632585475371010</guid><pubDate>Thu, 16 Apr 2009 10:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-04-16T11:59:14.064+01:00</atom:updated><title>Meet-Up!</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vAMlkh1JE-I/SecNyO1wp_I/AAAAAAAAAjI/qnP3t4_yblI/s1600-h/nomercurio.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 224px; height: 307px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vAMlkh1JE-I/SecNyO1wp_I/AAAAAAAAAjI/qnP3t4_yblI/s400/nomercurio.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325240241017104370" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.meetup.com/Insieme-contro-il-mercurio/it/"&gt;http://www.meetup.com/Insieme-contro-il-mercurio/it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;SE anche tu hai sofferto a causa del mercurialismo e vuoi mettere la tua esperienza al servizio degli altri;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;SE non sopporti la vergognosa manipolazione delle notizie da parte dei media, che banalizzano i danni da vaccini o da amalgame;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;SE senti l'esigenza di fornire una vera informazione che possa salvare la salute di uomini, donne e bambini;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;br /&gt;SE vuoi un mondo senza mercurio, senza compromessi, senza “se” e senza “ma”;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;e infine&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;SE senti che sia arrivato il momento di fare qualcosa, o perlomeno di provarci... questo è il gruppo per te.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;INSIEME CONTRO IL MERCURIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;L'ISCRIZIONE AL GRUPPO E' GRATUITA.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt; PRIMA DI ISCRIVERSI, LEGGERE &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;BENE &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;LA SEZIONE "CHI SIAMO" SUL SITO DEL GRUPPO, GRAZIE!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;&lt;a href="http://www.meetup.com/Insieme-contro-il-mercurio/it/"&gt;http://www.meetup.com/Insieme-contro-il-mercurio/it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni: meetup@identiavvelenati.it&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-8812632585475371010?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/Glo3h0wzF8k" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/Glo3h0wzF8k/meet-up.html</link><author>blog@identiavvelenati.com (Lucia)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vAMlkh1JE-I/SecNyO1wp_I/AAAAAAAAAjI/qnP3t4_yblI/s72-c/nomercurio.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2009/04/meet-up.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-1594985006182291781</guid><pubDate>Thu, 14 Aug 2008 18:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-08-14T19:41:11.213+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nonsolomercurio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Alimentazione</category><title>Espansioni...</title><description>Mentre la campagna sulla crisi energetica e alimentare si intensifica a ritmi asfissianti, i dibattiti su ambiente e cibi genuini, obesita’ e dieta si moltiplicano nel tentativo di trovare soluzioni che siano efficaci e a lungo termine, mentre scienziati ed esperti ci avvisano che il ritmo di crescita dell’obesita’ e malattie ad essa associate e’ piu’ veloce rispetto al passato e che andra’ a colpire sopratutto i paesi meno affluenti (Popkin &amp; Gordon-Larsen: Nutrition Transition : worldwide obesity dynamics and their determinants; International Journal of Obesity, 2004, 28), che cosa mi capita di leggere nelle varie newsletters dell’industria alimentare? Che l’italiana &lt;a href="http://www.socib.com/"&gt;Socib&lt;/a&gt;, a gestione familiare, verra’ assorbita dalla ellenica Coca-Cola Bottling Company per E270 milioni. La societa’ ellenica e’ convinta che questa acquisizione aiuti ad migliorare gli affari in Italia di almeno il 25%. Gli ellenici possiedono gia’ altre societa’ in franchise in Italia centrale e settentrionale, e l’acquisizione di Socib rafforzera’ la loro presenza anche nel sud e nelle isole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Vado a curiosare nel sito di Socib, e leggo con interesse il discorso ‘acque di scarico’ (consideriamo per un attimo che gli stabilimenti sono in Campania, prov. di Caserta, Calabria, Puglia e Sardegna). Cito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Qualunque produzione di dimensioni notevoli, produce un proporzionale impatto ambientale, ma alla SOCIB il rispetto dell’ambiente è faccenda di primaria importanza.&lt;br /&gt;Ecco perché si effettua la depurazione delle acque di scarico con un processo esclusivamente biologico.&lt;br /&gt;Le acque reflue passano attraverso una serie di vasche che ne consentono l’ossigenazione grazie al trattamento con alcuni reagenti; si producono cosi dei fanghi destinati ad essere usati come fertilizzanti, mentre l’acqua, ormai pura, viene eliminata senza conseguenze biologiche.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E che dire della faccenda bottiglie? le ‘preziose‘ bibite (La Coca Cola ha gia’ avvertito che aumentera’ i prezzi dei propri prodotti; gli analisti pensano che tale aumento riguardera’ solo il concentrato che viene venduto alle aziende imbottigliatrici, a causa degli alti costi delle commodities utilizzate per produrla, ovvero mais / sciroppo di mais) vengono imbottigliate in bottiglie PET e lattine. Sui vari siti aziendali non si parla pero’ dell’impatto che la produzione e l’uso di queste bottiglie ha sull’ambiente. Ricordo inoltre che in questi stabilimenti, oltre la Coca Cola, vengono prodotti anche i marchi Sprite, Fanta, Powerade, Minute Maid, Nestea, Burn e Beverly. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli Stati Uniti, dove il vuoto della bottiglia di plastica e la lattina viene rimborsato dal commerciante (la raccolta dei vuoti infatti e’ diventata l’occupazione di molti nullatenenti), l’azienda ha deciso di rilanciare la produzione limitata di bottiglie di vetro vintage, nella speranza di incentivare il mercato dei soft drinks. Altre strategie riguardano l’introduzione di acque ‘funzionali’. Non scordiamoci inoltre il forte giro &lt;a&lt;br /&gt;href="http://www.ajc.com/business/content/business/coke/stories/2008/07/19/cokeolympics_0720.html"&gt;d’affari&lt;/a&gt; creatosi in occasione delle Olimpiadi che si stanno svolgendo a Bejing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la faccenda dieta? Una lattina di Coca Cola (330 ml) ha circa 139 Kcal, e oltre al peso di queste calorie ‘vuote’ (perche’ prive di valore nutrizionale), oltre al problema delle carie sopratutto fra i giovanissimi, la &lt;a href="http://www.afj.upm.edu.my/afjv14(2)2007/69-81.pdf"&gt;comunita’ scientifica&lt;/a&gt; ci ha da tempo avvisato che questo tipo di bibite interferisce con l’assorbimento del calcio durante la crescita, a causa del contenuto di caffeina…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire… ma non e’ piu’ semplice bere acqua?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-1594985006182291781?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/4dxVEMuqdxc" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/4dxVEMuqdxc/mentre-la-campagna-sulla-crisi.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2008/08/mentre-la-campagna-sulla-crisi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-8754561193241831845</guid><pubDate>Thu, 24 Apr 2008 19:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-04-25T09:49:58.676+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nonsolomercurio</category><title>Riso amaro</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vAMlkh1JE-I/SBGbLTyBndI/AAAAAAAAAP8/TgRTpjAYyI0/s1600-h/risoamaro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vAMlkh1JE-I/SBGbLTyBndI/AAAAAAAAAP8/TgRTpjAYyI0/s400/risoamaro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193102463925853650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Secondo la &lt;a href="http://econ.worldbank.org/WBSITE/EXTERNAL/EXTDEC/0,,contentMDK:21665883~pagePK:64165401~piPK:64165026~theSitePK:469372,00.html"&gt;Banca Mondiale&lt;/a&gt;, il costo dei prodotti alimentari e' cresciuto di circa 83% negli ultimi 3 anni.  Il riso - che in tanti paesi asiatici e dell'America Latina e' cio' che per noi sono il pane e la pasta, e' stato oggetto di attenzione nelle ultime settimane a causa dei forti rincari.  La complicata situazione dei mercati ne ha fatto lievitare i prezzi, spingendo i produttori a produrre per esportare piuttosto che a produrre per il consumo interno.  Il risultato? Alcuni paesi, ovvero il Vietnam, l'India e la Cina hanno deciso di fermare le esportazioni di riso in seguito anche all'insorgere di dimostrazioni violente che hanno fatto preoccupare non poco i rispettivi leaders politici.  In sostanza, si sta verificando quello che sin dall'anno scorso successe con il mais in Messico cosi' come con la pasta e il pane in Italia.  &lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cosa c'e' dietro a questi rincari?  E' facile pensare che sia tutto solo causa dell'aumento del prezzo del petrolio, legato al boom industriale di Cina e India, che ha conseguentemente fatto aumentare i costi di produzione e di trasporto di tanti prodotti.  Ma in piu' c'e' da dire che il prezzo di queste commodities (mais, grano, riso) e' salito in seguito alla politica degli incentivi che sostiene la coltivazione di cereali destinati alla produzione di benzine verdi in US e in Europa.  Quindi non stiamo parlando di poco. In sostanza, il quadro causa-effetto e' il seguente: un governo distribuisce incentivi per la coltivazione di grano e mais destinato alle benzine, quindi gli agricoltori si dedicano alla produzione di queste varieta' , lasciando perdere altre colture.  Queste commodities sbarcano nei mercati internazionali, la speculazione aumenta e fa salire i prezzi, inclusi i prezzi al consumatore di quelle poche riserve rimaste per scopo alimentare.  Tanto da far scatenare scontri violenti per le strade.  E spingere un paese in pieno boom come la Cina ad invitare i propri ex agricoltori a tornare a coltivare le proprie risaie.  Ma il bello e' che ci siamo in mezzo anche noi, in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prossima domanda da porci e' a questo punto: a cosa ci serve la terra?  a coltivare cibo che possa sfamare una popolazione in continuo aumento, oppure a crescere varieta' vegetali destinate alla produzione di benzine?   E come siamo arrivati a questo punto!?  Anni fa, quando si parlava di futura crisi petrolifera, nonostante molte compagnie produttrici minimizzassero, qualche voce fuori dal coro gia' si faceva sentire.  Il produttore texano &lt;a href="http://www.resourceinvestor.com/pebble.asp?relid=10766"&gt;Pickens&lt;/a&gt; si chiedeva semplicemente: com'e' che le aziende petrolifere stanno producendo meno petrolio di anno in anno pur dichiarando le proprie riserve in ottima salute?  La crisi, sin da allora, era difficile da ammettere pubblicamente e avrebbe causato un panico incontrollabile.  Oggi Pickens ha dismesso quasi completamente il petrolio dai propri investimenti per dedicarsi all'energia eolica.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E noi che faremo?  in questi giorni di 'vacche magre' la stampa &lt;a href="http://www.iht.com/articles/2008/04/21/business/21crop.php"&gt;internazionale&lt;/a&gt; ci informa che la soluzione non puo' che essere una: le colture geneticamente modificate, ovvero gli OGM, la biotecnologia.  A mali estremi, estremi rimedi, potremmo obiettare.  Ma torniamo al riso.  E chiediamoci che senso abbia mangiare riso Thai, mele americane e asparagi del Peru.   Di questi tempi, insegnare alle comunita' di paesi lontani come coltivare cio' che possono mangiare puo' essere una soluzione, sia per noi che per loro, piu' sostenibile.  &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-8754561193241831845?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/zDNMpqVDdtI" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/zDNMpqVDdtI/secondo-la-banca-mondiale-il-costo-dei.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vAMlkh1JE-I/SBGbLTyBndI/AAAAAAAAAP8/TgRTpjAYyI0/s72-c/risoamaro.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2008/04/secondo-la-banca-mondiale-il-costo-dei.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-931518915264648397</guid><pubDate>Wed, 30 Jan 2008 11:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-30T21:45:01.949Z</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Letture consigliate</category><title>In Defence of Food</title><description>'Eat food. Not too much. Mostly plants.'  Questo il messaggio in 7 parole che Michael Pollan riserva ai lettori del suo ultimo libro 'In Defence of Food'.  Tali raccomandazioni alimentari erano state gia' state introdotte nelle pagine conclusive del suo precendente The Omnivore's Dilemma, un'indagine approfondita - e sofferta, oserei dire - della catena alimentare americana e le sue implicazioni ambientali ed etiche (n.d.r. entrambi i volumi saranno tradotti in Italiano e Spagnolo in tempi brevi, mi rassicura Pollan).  &lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Davanti ad un' aula gremita di accademici, giornalisti, addetti ai lavori e studenti, Pollan ha parlato della crisi culturale che da tempo interessa gli US: una crisi che si riflette nelle forti incertezze in campo alimentare da parte di tantissimi consumatori.  L'introduzione della scienza della nutrizione, secondo Pollan, come 'filtro' nelle scelte alimentari ha contribuito a tale confusione;  la scelta alimentare diventa tanto piu' difficile quanto vasta.  Si, perche' il 'nutrizionismo' (come lo definisce Pollan) e' diventata una vera e propria ideologia che si basa sui seguenti principi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- gli alimenti come ingredienti 'chiave' , e non piu' i prodotti in se:  ad esempio l'acido folico e' piu' importante dei broccoli che lo contengono&lt;br /&gt;- gli alimenti come entita' 'invisibili' che richiedono la consulenza di esperti&lt;br /&gt;- classificazione manichea di alimenti 'buoni' e alimenti 'cattivi - un esempio attuale e' il grasso trasformato (cattivo) e l'Omega 3 (buono)&lt;br /&gt;- l'atto del mangiare ha come obiettivo lo stare in salute - ma in verita', come sanno bene gli italiani, i francesi o gli spagnoli... ci sono altre legittime ragioni per mangiare, e sopratutto per mangiare 'bene' !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, continua Pollan, non vi sono prove che il nutrizionismo abbia migliorato la nostra salute, ma certamente e' riuscito a modificare, ricostruendola, la nostra intera catena alimentare.  Un esempio fra tutti: quando la campagna scientifica degli anni 70 e 80 ci rivelo' i danni dei grassi saturi alla salute, l'industria creo' un'intera gamma di prodotti fatti con grassi trasformati (idrogenati) per rassicurarci (n.d.r. i grassi trasformati si trovano ovunque , dai biscotti, alle fette biscottate, ai grissini, alle merendine, al pane in busta tipico dei supermercati).  Purtroppo solo decenni dopo, questi grassi si sono rivelati terribilmente dannosi alla salute, forse ancora di piu' di quelli saturi.  In poche parole, dice Pollan, siamo diventati grassi seguendo una dieta povera di grassi! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono i suoi consigli, dunque? li trascrivo qui come ce li ha dati &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 eat food: food defined&lt;br /&gt;don't eat anything your great-grandmother wouldn't recognize as food&lt;br /&gt;avoid food products containing ingredients that are unfamiliar, unpronounceable, more than five in number or that include high-fructose corn syrup&lt;br /&gt;avoid food products that make health claims&lt;br /&gt;shop the peripheries of the supermarket and stay out of the middle&lt;br /&gt;get out of the supermarket whenever possible&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 mostly plants: what to eat&lt;br /&gt;eat mostly plants, especially leaves&lt;br /&gt;you are what you eat eats too&lt;br /&gt;If you have space, buy a freezer&lt;br /&gt;eat like an omnivore&lt;br /&gt;eat well-grown food from healthy soils&lt;br /&gt;eat wild foods when you can&lt;br /&gt;be the kind of person who takes supplements&lt;br /&gt;eat more like the French. Or the Italians. Or the Japanese, Or the Indians, Or the Greeks.&lt;br /&gt;regard non-traditional food with scepticism&lt;br /&gt;don't look for the magic bullet in the traditional diet&lt;br /&gt;have a glass of wine with dinner&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 not too much: hot to eat&lt;br /&gt;pay more, eat less&lt;br /&gt;eat meals&lt;br /&gt;do all your eating at a table&lt;br /&gt;don't get your fuel from the same place your car does&lt;br /&gt;try not to eat alone&lt;br /&gt;consult your gut&lt;br /&gt;eat slowly&lt;br /&gt;cook and, if you can, plant a garden&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, non dobbiamo essere d'accordo su ogni punto.  Invece, quello che dobbiamo apprezzare e' il tentativo da parte di un giornalista affermato (e non uno chef, ne' tantomeno un industriale o rappresentante politico) di dare semplici messaggi ad un pubblico - americano - che, stordito dalle scelte infinite e dai messaggi catastrofici o fuorvianti, oscilla fra l'indifferenza e l'eccessiva 'scientifizzazione' (passatemi il termine) di un istinto antico e innato, e di cui da troppo tempo si e' perso il suo vero significato: mangiare.   Buona lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe src="http://rcm-uk.amazon.co.uk/e/cm?t=fooforfoo-21&amp;o=2&amp;p=8&amp;l=as1&amp;asins=184614096X&amp;fc1=000000&amp;IS2=1&amp;lt1=_blank&amp;lc1=0000FF&amp;bc1=000000&amp;bg1=FFFFFF&amp;f=ifr" style="width:120px;height:240px;" scrolling="no" marginwidth="0" marginheight="0" frameborder="0"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-931518915264648397?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/wXxHCmCipEA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/wXxHCmCipEA/in-defence-of-food.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2008/01/in-defence-of-food.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-5429182931786692924</guid><pubDate>Mon, 10 Dec 2007 20:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-10T20:03:26.924Z</atom:updated><title>Pane e pasta... ultima spiaggia?</title><description>Una grossa fetta del settore italiano del pane e' rappresentata dal segmento artigianale, al 92.7% del valore totale (circa 91.6% del volume), mentre il resto e' rappresentato dall'industria con la barilla e la San Carlo e un gruppo di altre case piu' piccole .  Scenario questo che secondo recenti stime, potrebbe rovesciarsi, come e' gia' successo da anni in altri paesi - e.g. nel Regno Unito, circa 80% della produzione di pane e' di tipo industriale - in seguito ai rincari di pasta e pane.  In sostanza, poiche' la pasta e il pane costano di piu', molti consumatori si rivolgono al mercato dei prodotti da forno industriali: crackers, fette biscottate, grissini etc. e ne trainano la crescita.  Ma cosa si intende per pane industriale?  intendiamo quello prodotto tramite un processo chiamato Chorleywood Bread Process (CBP), che fu sviluppato in Inghilterra negli anni 1960 e poi vastamente diffuso in Europa e oltreoceano - ergo, il pane in cassetta, che si vende in busta, cosi' come quello che molti supermercati producono nei loro forni usando impasti preparati  (la classica baguette in busta, avete presente?).  Questo metodo consiste nell'uso di macine di acciaio (anziche' di pietra) che possono tritare sino a 20 tonnellate di farina all'ora, producendo una farina eccessivamente raffinata, che richiedera' piu' acqua nella fase di impasto, incidendo cosi' sul peso finale della pagnotta.  Grazie alle velocita' applicate durante l'impasto, il processo di fermentazione e' ridotto notevolmente - inoltre, normalmente la dose di lievito in questi preparati e' maggiore di ben 2 o 3 volte di quello utilizzato dal forno artigianale (tradizionalmente il lievito veniva creato lasciando fermentare del succo o polpa di frutta, creando cosi' quel lievito 'madre' che verra' poi riutilizzato da impasto ad impasto ma seguendo tempi di fermentazione lunghi almeno 24 ore).  Come saprete, l'impasto per il pane richiede una piccola dose di grasso (burro o olio),  che l'industria prende normalmente da quello trasformato, sia perche' resiste le alte temperature, sia perche' resiste alla rancidita'.  Molti gli additivi usati: tipicamente l'acido ascorbico, ovvero la vitamina C, o altri esaltatori di qualita', vengono utilizzati per ritenere il gas dentro l'impasto e far crescere di piu' la pagnotta.  Inoltre l'acido acetico viene aggiuto per allungare la durata e il calcio propionico previene la formazione di funghi e batteri.  L'uso di queste sostanze e' regolato dal Codex Alimentarius, un organo che e' nato proprio per porre dei paletti e creare degli standards industriali, anche se la sua attivita' viene quasi esclusivamente influenzata dall'industria stessa.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;I recenti rincari di pasta e pane a cui accennavo sopra, sono stati oggetto di dibattito sulla TV italiana ma la mia impressione (in verita' non sono stata a seguire molto il bla bla alla RAI) e' che il tutto sia stato giustificato solo dall'aumento dei prezzi del petrolio, utilizzato per la manifattura e il trasporto.  In verita' la situazione e' un po' piu' intricata.  Il grano, da cui si ricava la farina destinata a scopi alimentari (inclusa quella che viene utilizzata come addensante e dolcificante), coltivato ovunque nel mondo, e' estremamente sensibile ai bruschi cambi metereologici.  Quindi, i cambi climatici che si sono verificati negli ultimi anni hanno avuto un impatto notevole  sulle raccolte, influenzandone anche i livelli di stoccaggio.  A questo si affianca il discorso dello studio delle fonti alternative: la politica attuale degli US e' incentrata su tali obiettivi,  che soddisfino sia i problemi relativi alle risorse sia quelli relativi all'ambiente e l'idea di un petrolio 'verde', ricavato dal grano e dal mais, ha catalizzato l'interesse di molti.  Questo fattore ha a sua volta attirato le speculazioni nei mercati internazionali e ha fatto rincarare tutte le quotazioni di queste 'commodities' -  un articolo pubblicato dalla stampa finanziaria l'anno scorso gia' aveva messo in risalto questi problemi - lo potete leggere qui &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.worldfinance.com/news/135/ARTICLE/1162/2007-06-18.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'articolo descrive la difficolta' dei messicani a reperire mais, utilizzato per fare le tortillas, il tipico pane piatto (somiglia un po' al pane sardo morbido, un po' alla piadina romagnola ma piu' sottile) a prezzi accessibili.  NOn dimenticatevi anche che il mais negli US viene usato per nutrire i manzi da macello.  Questa crisi inoltre ha aperto questioni serie: e' giusto, ad esempio, che i Messicani importino il mais necessario per la loro dieta, anziche' coltivarlo in casa propria?  e l'agricoltore messicano, dovendo arrendersi all'arrivo del mais made in US.... cosa fara'??  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In Italia  almeno per il momento non e' chiaro se  tali rincari siano completamente  'genuini'  - diciamo che dai tempi dell'introduzione dell'euro troppi sono stati gli esempi di rincari ingiustificati... mi piacerebbe conoscere l'opinione di un mugnaio....  Andra' avanti la corsa verso il bio-fuel (petrolio verde)?  francamente sono scettica : ha gia' causato livelli di inquinamento non indifferenti lungo la costa americana del sud.  Ma purtroppo (o per fortuna) certi cambiamenti non avvengono subito e sinche' gli US continuano ad incentivare la coltivazione di mais e grano per questi usi (mentre fanno pressione sulla Banca MOndiale affinche' l'Europa rinunci agli incentivi all'agricoltura), la situazione non cambiera' di molto.  Ma noi abbiamo sempre la possibilita' di adattarci anche a questi rincari: cercando ad esempio di calibrare le quantita' e mangiando meno pasta e meno pane. ma sopratutto attingendo da altri alimenti i carboidrati  necessari per la nostra dieta: legumi, riso, patate.  Ricordiamoci, insomma, che la dieta Mediterranea puo' rappresentare una valida risorsa anche in questi tempi ... grami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un saluto a tutti&lt;br /&gt;S.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-5429182931786692924?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/cZqrMtf05e4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/cZqrMtf05e4/pane-e-pasta-ultima-spiaggia.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2007/12/pane-e-pasta-ultima-spiaggia.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-3640187922844575212</guid><pubDate>Tue, 24 Jul 2007 14:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-24T16:53:43.547+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Alimentazione</category><title>GMO forever?</title><description>Si parla oramai spesso degli organismi GM che, osteggiati da molti in Italia, vengono tuttavia promossi in altre nazioni.  In Francia, ad esempio, la coltivazione di mais geneticamente modificato va avanti inarrestabile, mentre  nel Regno Unito questi prodotti sono stati esclusi dalla grande distribuzione.  Questo trend e' stato favorito dal forte potere contrattuale dei supermercati, che hanno preferito invece puntare sul biologico, incentivando dunque la distribuzione di tanti prodotti biologici provenienti da oltreoceano e oltremanica.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Forti sono i dubbi che molti nutrono per questa categoria di prodotti: avete, abbiamo ragione ad essere preoccupati, visto che gli effetti a lungo termine dei prodotti GM non sono ancora stati scientificamente accertati quindi poco si sa dell'impatto a lungo termine sulla nostra salute o sull'ambiente.  Ed abbiamo ragione a  guardare con sospetto quei prodotti provenienti dall'Asia e da un gruppo di altri paesi in via di sviluppo in quanto privi di regolamentazioni o con regolamentazioni non conformi agli standards europei.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse chi ci segue ricordera' ancora l'emergenza 'gamberetti made in China' - nutriti ad antibiotici per farli crescere velocemente.  Il problema, tuttavia, non sta solo nell'uso indiscriminato di sostanze che l'Europa ha vietato da tempo, come antibiotici o pesticidi e erbicidi.  L'etichettatura e' ancora poco efficace, e molte, troppe persone sono ancora totalmente indifferenti e non si chiedono cosa ci sia dentro un pacco di noodles o di riso proveniente dalla Cina.  Alcuni di questi prodotti, fatti con riso resistente agli erbicidi, hanno provocato serie allergie e sono stati ritirati dal mercato - il problema e' che il ritiro non sempre viene verificato e spesso questi prodotti raggiungono ugualmente i nostri piatti.  Questa emergenza si e' verificata diverse volte - inoltre si sospetta che la crescita netta di intolleranze e allergie alimentari sia causata dall'uso di colture modificate:  dalla soya creata in modo da resistere alle intemperie e agli attacchi delle erbacce e degli insetti, al mais i cui steli sono capaci di crescere a poca distanza l'uno dall'altro.  Questi prodotti sono economicamente convenienti per l'industria alimentare, che la usa come addensanti o conservanti in una miriade di prodotti che finisce nei banchi dei negozi e approda sulle nostre tavole: pensate ai cioccolatini di una nota marca 'italiana', o ancora, pensate al pane 'confezionato' dai supermercati.   Spesso, quando si parla di potenziali rischi provocati dai GM, si tende ad identificare questi rischi  con tumori, leucemie, senza pero' pensare che possano provocare altre malattie o condizioni ugualmente debilitanti, come appunto le allergie che abbiamo appena menzionato.  E spesso non si pensa al fatto che certi GM arrivano comunque in Europa pur non essendo fra i prodotti consentiti dalle vigenti regolamentazioni. Tale e' stato il (relativamente) recente caso del riso LLRICE601, un tipo di riso sviluppato dalla Bayer, che nonostante fosse ancora in fase sperimentale, e' riuscito a contaminare le provviste di riso destinato all'esportazione, riuscendo quindi a superare i confini geografici e a sbarcare in Europa.  Solo grazie alle denuncie di Friends of the Earth, questa &lt;a href="http://www.foe.co.uk/resource/press_releases/food_standards_agency_face_16022007.html"&gt;adulterazione&lt;/a&gt; e' stata potuta accertare e fermare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discorso e' vasto, difficile da descrivere , ma c'e' da chiedersi perche' in Italia non ci siano canali di informazione adeguati, che spieghino chiaramente certi problemi o dubbi - non parlo naturalmente della stampa, che nella stragrande maggioranza dei casi offre informazioni parziali o poco chiare o spesso intrise di sensazionalismo.  In altri paesi, come nel Regno Unito, ad esempio, la &lt;a href="http://www.food.gov.uk/"&gt;Food Standard Agency&lt;/a&gt; ha un importante ruolo di informazione diretta con i consumatori (con tanto di podcast !) pur mantenendo con orgoglio una posizione imparziale fra i consumatori e l'industria e paga personalmente gli errori di disinformazione (come nel caso del riso citato sopra).  Ancora, tuttavia, nonostante gli sforzi in sede europea per promuovere un'informazione equa e trasparente per i consumatori, non si riesce ad individuare un simile ruolo nella controparte italiana &lt;a href="http://www.sicuralimentare.it/cnsa.jsp?lingua=italiano"&gt;CNSA&lt;/a&gt;, che con le sue normative, banche dati e documenti online forse confonde un po' e annoia assai il lettore.... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-3640187922844575212?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/jkpcYETyYRw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/jkpcYETyYRw/gmo-forever.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2007/07/gmo-forever.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-3220058713959965200</guid><pubDate>Mon, 09 Jul 2007 15:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-12T11:17:34.912+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Alimentazione</category><title>Additivi</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RpX-8iKhISI/AAAAAAAAABk/kNenPXe0j6g/s1600-h/food_groups_grains_md_wht.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RpX-8iKhISI/AAAAAAAAABk/kNenPXe0j6g/s320/food_groups_grains_md_wht.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5086251670101369122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Leggo la lista degli ingredienti di un noto prodotto senza glutine facilmente reperibile fra gli scaffali dei nostri supermercati e incluso nei prontuari approvati dall’associazione celiaci:  farina di riso, amido di patate, zucchero, addensante: E464, farina di semi di carruba (E410), sale, emulsionante: E471.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soffermiamoci un secondo su questi misteriosi “E” numerati.  Come molti fra chi ci segue sapranno gia’, la “E” indica un &lt;a href="http://www.elc-eu.org/html/alphalist.htm"&gt;additivo&lt;/a&gt;.  Sono tanti gli additivi tuttora usati dall’industria alimentare, tanto che in sede Europea si e’ dovuto trovare un modo per catalogarli e regolamentarli.  Per comodita’ spesso vengono indicati a seconda della propria categoria, quindi , ad es. i numeri che vanno da E100 a E180 sono coloranti, mentre quelli da E200 a E297 sono conservanti e cosi’ via.  Pur essendo l’utilizzo di additivi regolamentato dalla legge, queste sostanze, nonostante la loro innocuita’, non dovrebbero essere usate se non quando davvero indispensabili.  L’industria, invece, li utilizza a piene mani, sia aggiungendone piu’ di uno contemporaneamente, sia utilizzando additivi anche quando non strettamente necessari (questo e’ il caso dei coloranti).  Il sistema di etichettatura e’ assai vago e si presta a piccole liberta’ linguistiche: e’ giusto, ad esempio, chiamare ‘colorante naturale’  la cocciniglia, sostanza estratta da un parassita temuto da tanti agricoltori, in quanto capace di rovinare interi raccolti? &lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Cos’e’, dunque, l’E464?  Con questo numero si indica l’ idrossipropilmetilcellulosa, un additivo ricavato dalla cellulosa e usato come addensante dall’industria farmaceutica (spesso si trova infatti anche negli ‘impasti’ dei farmaci).  L’E410, invece, ovvero la farina di semi di carruba (in inglese: locust bean gum) e’ un idrocolloide ricavato dalla decorticazione e macinazione dei semi del carrubo, una leguminosa molto comune nell’area del Mediterraneo, tanto comune, infatti, che durante la seconda guerra mondiale, in molte zone era diventato un utile carboidrato, sostitutivo del grano e di altri cereali e legumi piu’ pregiati, divenuti assai scarsi in quel periodo tragico. Infine, l’E471, ovvero i mono e digliceridi di grassi acidi, vengono ottenuti dalla glicerina e da acidi grassi, comunemente ottenuti dall’olio di soia sottoposto al processo di idrogenazione (ovvero quel processo di trasformazione della chimica dei grassi, utilizzato dall’industria per la produzione di margarina).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E naturalmente, quando si parla di soia o di riso o di grano, le cui farine vengono usate in maniera cosi’ vasta dall’industria alimentare, c’e’ da porsi la domanda: OGM o non OGM?  In questo caso il dubbio puo’ rimanere insoddisfatto, visto che l’industria alimentare oramai utilizza nella sua catena alimentare prodotti o sottoprodotti provenienti da diversi paesi extraeuropei, rendendo quindi ulteriormente difficile l’etichettatura.  Pensate ad esempio, ad un prodotto da forno di una nota grande casa qualunque (ogni nazione ha la sua) nel quale sono state utilizzate farine ricavate da diversi cereali (e in tanti casi anche da soia), che la ditta madre acquista dale sue sussidiarie sparse per il mondo, e farcite con ‘crème’ ottenute dalla modifica chimica di un grasso, ad esempio l’olio di palma, che viene estratto da piante coltivate in maniera intensiva in climi tropicali, e che successivamente viene trasformato in un grasso che si conservera’ meglio e piu’ a lungo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto c’e’ di genuino in tutto questo? Non molto.  E tornando alla nostra lista iniziale, c’e’ da chiedersi quanto possa un apparato digerente gia’ debilitato dalle intossicazioni, sopportare tutti questi additivi, per quanto innocui.  Equipes di scienziati in Italia e all’estero hanno iniziato a testare pazienti intolleranti dando loro del pane integrale di ottima qualita’ prodotto secondo metodi tradizionali di panificazione, riuscendo a porre in relazione l’insorgenza di intolleranze al glutine e ai lieviti al pane industriale.  Ci vorra’ ancora un po’ perche’ questo legame venga ufficialmente riconosciuto.  Nel frattempo, se l’industria continua a commercializzare prodotti fatti con farine non facilmente identificabili, additivi e lieviti in quantita' eccessive, ci si puo’ solo difendere in un modo:  leggendo accuratamente le etichette.  E ponendosi dubbi, domande, incertezze.  Ma sopratutto cercando altre soluzioni e metodi piu’ casarecci...perfino andando ad attingere dalla nostra tradizione e buon senso.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa sede, per concludere, vi propongo un ottimo sostituto del pane che molti di voi conosceranno gia’: la farinata di ceci.  Per fare la farinata occorre comprare della farina di ceci.  Se non la trovate presso il vostro rivenditore di fiducia, provate presso un negozio di prodotti etnici: la farina di ceci si ritrova infatti nella cucina indiana e medio orientale in genere.  Per fare la farinata, dunque, basta mischiare una modesta quantita’ di farina con una quantita’ di acqua tre volte tanto (quindi ad es. 200 gr di farina si mischiano con 600 gr di acqua), aggiungere un pizzico di sale e lasciar riposare per un‘ora.  L’impasto sara’ denso, come quello delle crepes.  Aggiungere olio abbondante sulla teglia (io ne uso una tonda formato pizza gigante, antiaderente, per 200 gr di farina e mezzo bicchierino di olio) e far cuocere per un’ora a 180 gradi (ps – usare una teglia con bordo altino).  La farinata la si puo’ arricchire con delle verdure di vostro gradimento, ad esempio risulta particolarmente saporita con una cipolla rossa tagliata a fette o con spinaci passati in padella con olio e aglio, aggiunti sopra l’impasto prima di infornare.  Buon appetito!&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RpX_JiKhITI/AAAAAAAAABs/LI-acBZ7ilE/s1600-h/DSC00028.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RpX_JiKhITI/AAAAAAAAABs/LI-acBZ7ilE/s320/DSC00028.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5086251893439668530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-3220058713959965200?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/KtOvJ69ng2g" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/KtOvJ69ng2g/leggo-la-lista-degli-ingredienti-di-un.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RpX-8iKhISI/AAAAAAAAABk/kNenPXe0j6g/s72-c/food_groups_grains_md_wht.png" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2007/07/leggo-la-lista-degli-ingredienti-di-un.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-4148189528329741428</guid><pubDate>Mon, 25 Jun 2007 15:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-25T17:03:43.089+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Nonsolomercurio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Alimentazione</category><title>Pubblicita' Progresso?</title><description>E' ora di finirla.  Basta con la pubblicita' assurda e falsa.  Perche' devo credere che un prodotto industriale, ovvero la merendina di una nota casa dal nome tedesco, pubblicizzata in TV da una altrettanto nota atleta afro-inglese e dalla sua bimba, sia 'naturale' e ricca di elementi nutrizionali, persino consigliabile dopo lo sforzo fisico ?  Beh, spero che Fiona ci legga e che ci risponda prima o poi, anche in inglese.   Perche' chi pratica sport seriamente sa perfettamente di essere di fronte all'ennesima bufala.  Ma facciamo un'analisi veloce.&lt;br /&gt;&lt;span id="fullpost"&gt;&lt;br /&gt;Leggo sul sito della notissima ditta (che un tempo era italiana, ma che ora di italiano ha solo il nome) gli ingredienti della loro 'fetta al latte':  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Latte fresco pastorizzato 40%, oli e grassi vegetali, zucchero, farina di frumento, latte scremato in polvere, miele (5%), burro anidro, uova in polvere, cruschello, cacao magro, agenti lievitanti (difosfato disodico, carbonato acido di sodio, carbonato d'ammonio), emulsionanti (mono e digliceridi degli acidi grassi), aromi, sale&lt;/span&gt; .  Fermiamoci un attimo su questi  oli e grassi vegetali.  Scommetto che la stragrande maggioranza di chi ci sta leggendo stara' pensando 'ah beh, sono vegetali ...  i grassi vegetali sono piu' leggeri di quelli animali (saturi)'.  E invece no: i grassi vegetali contengono anche grassi saturi.  Inoltre questi grassi vengono spesso ottenuti da un processo di raffinazione chimica che ne modifica la composizione e li rende a lunga conservazione.  Ergo, non si irrancidiscono e sono pertanto un utile 'asset' per l'industria che li utilizza praticamente in qualsiasi prodotto da forno.  Ma continuiamo: burro ... anidro ?  questo e' un burro prodotto partendo da creme con oltre il 99% di grassi, ottenuto 'estraendo' l'acqua contenuta originariamente.  E che dire del disfosfato disodico, un sale dell'acido fosforico, che fa parte della grande famiglia dei polifosfati, e che viene utilizzato come agente lievitante in quantita' seppur minime ma insieme ai carbonati, e degli emulsionanti mono e digliceridi (ovvero prodotti sinteticamente per favorire l'emulsione delle margarine)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono, questi citati sopra, tutti additivi che - sebbene autorizzati a livello europeo - vengono utilizzati dall'industria per ottenere un prodotto che duri piu' a lungo sugli scaffali e che abbia un gusto dolce.  Ovvero un prodotto che piaccia ai bambini ma che faccia sentire meno in colpa anche le madri che si avvicinano, perennemente stressate (cosi' certe pubblicita' ci mostrano), ai banchi dei supermercati per la loro consueta spesa settimanale.  Si, perche' quanti adulti si prendono la briga di leggere bene le etichette e  porsi certe domande ? Quanti studenti fuori sede che spesso mangiano in mensa o fidandosi del nome di alcune marche comprano in buona fede i tipici prodotti da forno (biscotti, fette biscottate, grissini e crackers) preconfezionati ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legislazione attuale riguardante l'etichettatura pone pochi paletti, ad esempio in materia di grassi trasformati (trans), nel senso che l'industria riesce ancora ad essere vaga, a svicolare e a confondere o meglio a non informare il consumatore (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;oli vegetali&lt;/span&gt; suona piu' sano di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;grasso trans&lt;/span&gt;).  Attualmente, il problema della rintracciabilita' degli ingredienti e' oggetto di studio a livello europeo, e sta ponendo dubbi di non facile risoluzione: ad esempio, come identificare le farine ricavate da GM (se pensiamo al mais GM che viene ufficialmente prodotto in Francia, e da cui l'industria ricava dolcificanti, farine e addensanti) che inevitabilmente finisce nella catena alimentare in prodotti simili a quello descritto sopra ma anche in tanti altri 'insospettabili' (ad esempio i salumi) ?  Su Internet e' facile trovare una classificazione completa degli additivi, ma trovo che sia anche utile sapere su cosa si incentri il dibattito al momento.  Sul sito della EFSA (European Food Safety Authority) e' possibile accedere ad una serie di relazioni (in inglese) come questa sugli additivi/coloranti attualmente in fase di revisione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.efsa.europa.eu/en/science/afc/afc_data_food_colours.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' ora dunque che l'industria si chiarisca un po' le idee ma che sopratutto le chiarisca ai propri consumatori.  All'estero la presa di posizione di alberghi e ristoranti contro tutti i grassi trasformati ha costretto l'industria ad iniziare un primo processo di 'depurazione' che coinvolge non solo il bando di alcune sostanze dalla catena alimentare, ma anche una prima riduzione dell'odiosa pratica delle pubblicita' dirette ai bambini.  A quando in Italia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-4148189528329741428?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/Y0rj7054q_s" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/Y0rj7054q_s/pubblicita-progresso.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2007/06/pubblicita-progresso.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-3022957192836886611</guid><pubDate>Thu, 07 Jun 2007 22:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-24T18:53:19.970+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Ambiente</category><title>Le stagioni nel piatto</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RmiA3sfA-tI/AAAAAAAAABM/1tXNJbeC83Y/s1600-h/calendario.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RmiA3sfA-tI/AAAAAAAAABM/1tXNJbeC83Y/s320/calendario.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5073446674555271890" /&gt;&lt;/a&gt; Si parla oramai quotidianamente dell'impatto che l'inquinamento e l'effetto serra hanno prodotto all'ambiente.  L'uomo, con le sue scoperte scientifiche e tecnologiche - tante delle quali indiscutibilmente preziose per la sua sopravvivenza - ha modificato l'ambiente in cui vive, e ha condizionato anche la sua fonte primaria di sostentamento: la terra.  &lt;span id="fullpost"&gt; &lt;br /&gt;Continua... Una cosa di sicuro trovera' molti d'accordo:  la frutta e le verdure di un tempo, le carni, gli ortaggi che nella nostra tradizione contadina facevano da protagonisti sulle nostre tavole, ebbene, niente di tutto questo ha il gusto di un tempo.   Ma non solo: quanti di noi hanno perso quel misterioso legame con la terra, con la ciclicita' dei giorni e delle stagioni, quanti dei nostri fratelli, figli o nipoti non sanno da dove viene il latte, o cosa sia la farina o cosa causi un bell'arcobaleno nel cielo, quanti non conoscono... l'origine di un frutto o di un ortaggio o in quale stagione maturino.  Ma che importa, direte voi... ora si puo' mangiare di tutto in qualsiasi stagione dell'anno!   Ebbene, quanto questo sia un reale vantaggio e' argomento di discussione per molti.  Le mele del Sudafrica o le albicocche dell'Argentina che devono raggiungere i nostri punti vendita devono fare un lungo percorso di chilometri e sostenere diverse fasi e soste, ma a quale costo...!?   Vi siete chiesti mai, ad esempio, quanto tempo impieghi un casco di banane a raggiungere il banco dei nostri rivenditori?  Le banane sono un tipico prodotto dei climi tropicali - Caraibi e America Latina - che acquistiamo con facilita' ovunque, spesso con tanto di etichettatura di garanzia di genuinita' e freschezza.  In verita' il ragionamento non e' cosi' facile.  Le fasi di raccolta e impacchettamento comprendono solo poche ore, ma ben 11 ore vengono tipicamente impiegate per imbarcare i frutti alla volta dell'Europa, che raggiungono in 13 giorni!  Una volta scaricate, altri chilometri vengono percorsi dai tir alla volta dei magazzini dove i frutti trascorrono altri 5-6 giorni prima di essere re-distribuiti presso i vari supermercati o mercati nazionali, una volta, naturalmente, fatte maturare artificialmente con l'aiuto di gas.  Inoltre, nonostante l'uso di diversi pesticidi ed erbicidi pericolosi  sia bandito in Europa, non lo e' in tanti altri paesi in via di sviluppo, dove non esiste regolamentazione, ne' tantomeno informazione adeguata sui pericoli rappresentati da queste sostanze.  Allora, la prossima volta che saremo tentati dalle noci della California o dalle albicocche dell'Argentina, magari dovremmo pensare non solo all'inquinamento causato dai mezzi utilizzati per il commercio di questi prodotti, ma anche agli sprechi rappresentati dall'industria dell'imballaggio che esclude i frutti meno 'belli'ed impacchetta il resto in contenitori di plastica o reticelle di gomma. Pensiamo anche a quale contenuto nutrizionale puo' avere il prodotto finale una volta che ha raggiunto le nostre mense... Pesche in inverno, ricotta d'estate, certo, i tempi sono cambiati, ma aiuterebbe molto pensare a cosa avrebbe cucinato la nostra nonna in una calda giornata d'estate con 2 grossi pomidoro e un pugno di piselli freschi - cose certamente piu' semplici ma genuine e vicine alla terra di produzione.  L'immagine in alto a sinistra e' un vecchio calendario pubblicato da una nota catena di supermercati italiani che vuole dare risalto alla stagionalita' della frutta e ortaggi... buona riflessione! (clicca sulla gif per avere un'immagine piu' larga del calendario)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-3022957192836886611?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/fnBYhbq6AsE" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/fnBYhbq6AsE/le-stagioni-nel-piatto.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RmiA3sfA-tI/AAAAAAAAABM/1tXNJbeC83Y/s72-c/calendario.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2007/06/le-stagioni-nel-piatto.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-3211296874029015548</guid><pubDate>Thu, 26 Apr 2007 22:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-27T08:49:14.191+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Letture consigliate</category><title>Ultraprevenzione</title><description>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;strong&gt;Ultraprevention&lt;/strong&gt; (Ultraprevenzione) - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#000000;"&gt;Quando ho letto questo libro ho tirato un sospiro di sollievo. Ho pensato, meno male che c'e' ancora qualche medico che pensa che i problemi di salute non siano risolvibili solo ed esclusivamente con l'aiuto delle pastiglie. che intendo dire? Il libro e' stato scritto da due medici americani, &lt;strong&gt;Mark Hyman&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Mark Liponis&lt;/strong&gt; (Hyman oltre che essersi specializzato in medicina convenzionale, ha anche studiato e praticato medicina cinese ) e l'approccio che costoro hanno e' unico poiche' tiene presente l'intera situazione medica e psichica dei loro pazienti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#000000;"&gt;Secondo il pensiero di Hyman e Liponis, su cui entrambi basano il loro intero approccio medico, l'attuale modello di cura sanitaria si basa sempre sulla presenza di una malattia: senza una malattia non si puo' avere una diagnosi, e senza diagnosi non c'e' cura. Prevenzione in questo senso e' l'intervento in assenza di sintomi. In poche parole, consiste nell'adozione di misure preventive (ad esempio i classici controlli periodici), atte a vivere meglio e a prevenire tutti quei malanni che si possono prevenire. Il che significa anche e sopratutto ascoltare il proprio corpo, capirne l'equilibrio psico-fisico e trovare le soluzioni 'giuste' che riescano a lenire i normali squilibri chimici prima che si trasformino in qualcosa di piu' serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziamo col dire che ad entrambi i medici furono diagnosticate malattie terribili (cancro ai reni per Liponis e &lt;strong&gt;mercurialismo&lt;/strong&gt; per Hyman) da cui entrambi ne sono usciti con un tale ottimismo e voglia di insegnare agli altri che commuove. Entrambi i medici ricevono tuttora presso l'istituto per il benessere Canyon Ranch, ma sopratutto girano, parlano con colleghi, insegnano e scrivono libri come questo, appunto, Ultraprevention. E curano quelle che secondo loro sono le condizioni fisiche che creano i piu' diffusi problemi di salute: la malnutrizione, l'infiammazione, il metabolismo, lo stress ossidativo e lo squilibrio nella detossificazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#000000;"&gt;Un libro dunque piacevole e molto incoraggiante, ricco di spunti e di interessanti casi veri. L'unico neo e' forse l'eccessivo semplicismo in fatto di dieta: i due medici a volte incoraggiano l'uso di alimenti (tipo l'olio canola, povero di grassi saturi) ottenuti industrialmente - d'altronde il libro e' stato scritto pensando al vasto pubblico americano. Mi fermo qui. Buona lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;URL della filosofia Ultraprevention &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ultraprevention.com/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#000000;"&gt;http://www.ultraprevention.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;URL di Canyon Ranch &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.canyonranch.com/"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#000000;"&gt;http://www.canyonranch.com/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;della stessa serie:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.macrolibrarsi.it/search.php?search2=10&amp;search1=0&amp;amp;search3=hyman"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#000000;"&gt;Ultrametabolismo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:verdana;color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__ultrametabolismo.php?&amp;pn=117"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5057871077677000082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RjEq8oio5ZI/AAAAAAAAABE/go2zIAJsnUs/s320/ultrametabolismo.gif" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-3211296874029015548?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/NlueJ8cC-Ew" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/NlueJ8cC-Ew/ultraprevenzione.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RjEq8oio5ZI/AAAAAAAAABE/go2zIAJsnUs/s72-c/ultrametabolismo.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2007/04/ultraprevenzione.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-31461187.post-1113969877848481180</guid><pubDate>Tue, 27 Mar 2007 18:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-07T10:31:45.099+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Letture consigliate</category><title>Non C'è Sull'Etichetta</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RhPef9mKplI/AAAAAAAAAA0/zS_KqOCQoeg/s1600-h/non-ce-etichetta.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RhPef9mKplI/AAAAAAAAAA0/zS_KqOCQoeg/s320/non-ce-etichetta.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049624247904413266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni ho ripreso in mano un libro che ho letto qualche tempo fa e che consiglio a tutti.  Si tratta di 'Not on the Label', di Felicity Lawrence, giornalista inglese che si occupa di problemi legati al settore dei consumi.  Lawrence, giornalista per il quotidiano Guardian, fa un viaggio nel mondo dell'industria agroalimentare del Regno Unito negli anni 90 dopo 2 anni trascorsi in Pakistan.  Quelli sono degli anni di grande trasformazione nel settore agroalimentare britannico a livello di produzione e distribuzione:  sono gli anni della 'estate permanente' inglese, ovvero anni in cui e' possibile acquistare ortaggi e frutta estivi in pieno inverno presso ogni supermercato e dove andare a fare la spesa e' diventato un viaggio - in macchina - presso la piu' vicina 'cattedrale' di carrelli.  Una vera e propria rivoluzione, dunque, inimmaginabile solo una decina di anni prima.  Un passaggio che ha contribuito a modificare le abitudini alimentari di una nazione e che ha avuto conseguenze economiche e ambientalistiche nel Regno Unito cosi' come in altri paesi.  Perche' ci piace questo libro?  Intanto perche' la Lawrence lo scrive basandosi su ricerche condotte dalla comunita' accademica, ma anche perche' va lei stessa, spesso in incognito, a vedere con i suoi occhi, riferendo le sue esperienze al lettore con uno stile schietto e spesso ironico. Una bella lettura, dunque, in cui polli, insalate in busta, fagiolini e altri prodotti si avvicendano capitolo dopo capitolo, rivelando verita' che forse un po' tutti si aspettavano ma che nessuno aveva avuto il coraggio di documentare.  Ci piace anche perche' la realta' inglese non puo' non riguardare anche altre realta' nazionali: in questo senso puo' aiutare a capire e ad impedire che certi errori si ripetano altrove.  Di particolare interesse per alcuni lettori del nostro blog e' il capitolo riguardante il pane.  Buona lettura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed. italiana&lt;br /&gt;Non C'è Sull'Etichetta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mangiamo senza saperlo&lt;br /&gt;Einaudi - marzo 2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/31461187-1113969877848481180?l=identiavvelenati.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/iDentiAvvelenati/~4/w0O4VLI9lrE" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/iDentiAvvelenati/~3/w0O4VLI9lrE/non-c-sulletichetta.html</link><author>gourmetrails@yahoo.co.uk (Stefania)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_K4wd2ypmtkU/RhPef9mKplI/AAAAAAAAAA0/zS_KqOCQoeg/s72-c/non-ce-etichetta.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://identiavvelenati.blogspot.com/2007/03/non-c-sulletichetta.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>
