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	<title type="text">iMille</title>
	<subtitle type="text">Just another WordPress weblog</subtitle>

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		<title type="html"><![CDATA[Sull&#8217;energia, in breve]]></title>
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Non vorrei tornare a parlare del perché il nucleare non è la soluzione.
Piuttosto, vorrei sapere se questa del nucleare sarà l&#8217;ennesima occasione per far emergere opinioni discordi nel PD, oppure la volta buona per fare una campagna niente affatto ideologica ma prima di tutto informativa sulla politica energetica e ambientale. La confusione, l&#8217;approssimazione [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/campagna-per-lenergia-in-pillole/"><![CDATA[<p>di <a href="http://corradoinblog.ilcannocchiale.it/">Corrado Truffi</a></p>
<p><a href="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/greenpeace.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1344" title="greenpeace" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/greenpeace.jpg" alt="greenpeace" width="270" height="164" align="left" /></a>Non vorrei tornare a parlare del perché il nucleare non è la soluzione.</p>
<p>Piuttosto, vorrei sapere se questa del nucleare sarà l&#8217;ennesima occasione per far emergere opinioni discordi nel PD, oppure la volta buona per fare una campagna niente affatto ideologica ma prima di tutto informativa sulla politica energetica e ambientale. La confusione, l&#8217;approssimazione informativa, il fuoco mediatico che Mediaset si appresta sicuramente a lanciare in favore del nucleare, dovrebbero essere combattuti con una campagna non solo mediatica - figurarsi, con la nostra ridicola potenza nel ramo - ma fatta di assemblee, incontri, manifestazioni, insomma costruzione del consenso nei territori.</p>
<p><span id="more-1341"></span>Una campagna che dica, in pillole:<br />
- che il nucleare non ci libera dal petrolio, visto che serve per produrre energia elettrica, meno del 20% della nostra bolletta energetica;<br />
- che il nucleare non ci libera della dipendenza, perché l&#8217;uranio si compra da fuori, come il petrolio, ed è destinato a finire, come il petrolio;<br />
- che il nucleare costa troppo, quindi non abbassa il costo dell&#8217;energia;<br />
- che si sprecano risorse che si potrebbero usare per eolico e fotovoltaico;<br />
- che la gestione delle scorie nucleari è, purtroppo, niente affatto risolta;<br />
- che sarebbe bello sognare un nucleare come energia di transizione verso un futuro rinnovabile, ma i tempi e i costi dimostrano che si tratta di una chimera;<br />
- che una semplice politica di risparmio energetico potrebbe ottenere un maggior risultato sulla bolletta energetica, rispetto alla costruzione delle famose quattro centrali;<br />
- che stiamo solo facendo un regalo ai francesi, che non sanno più a chi vendere la loro tecnologia obsoleta;<br />
- che è giusto continuare la ricerca sul nucleare, e smetterla di smantellare l&#8217;ENEA, perché un nucleare sicuro ed utile forse potrà essere realizzato in futuro.</p>
<p>Per chi vuole più dettagli, link della mia personale antologia sul tema. Il link al post più vecchio riporta anche una piccola bibliografia in rete sul tema, ancora attuale:<br />
<a href="http://corradoinblog.ilcannocchiale.it/post/2096445.html">Cambiare idea ma continuare a sbagliare</a><br />
<a href="http://www.imille.org/2008/05/io-non-ho-paura-del-nucleare/">Io non ho paura del nucleare</a><br />
<a href="http://pennarossa.splinder.com/post/15769290/Mi+ritorni+in+menteee+...">Mi ritorni in mente</a></p>
]]></content>
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		<title type="html"><![CDATA[Fumogeni nucleari]]></title>
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		<published>2009-02-25T10:16:31Z</published>
		<category scheme="http://www.imille.org" term="Ambiente" /><category scheme="http://www.imille.org" term="Home" /><category scheme="http://www.imille.org" term="accordo francia italia" /><category scheme="http://www.imille.org" term="centrali" /><category scheme="http://www.imille.org" term="nucleare italiano" />		<summary type="html"><![CDATA[di Filippo Zuliani

L&#8217;accordo di pochi giorni fa tra Berlusconi e Sarkozy per un nuovo nucleare italo-francese ha suscitato parecchie reazioni, per lo piú stupite o indignate. Tale accordo è stata sottolineato dal ministro Frattini dichiarando che &#8220;a breve verrà posata la prima pietra della nuova centrale nucleare pulita e sicura&#8221;.
Andiamo peró a leggere il comunicato [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/nucleare-italiano-la-solita-bufala/"><![CDATA[<p>di <a href="http://www.imille.org/2007/08/filippo-zuliani/">Filippo Zuliani</a></p>
<p><a href="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/incident-nucleaire-tricastin.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1318" title="incident-nucleaire-tricastin" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/incident-nucleaire-tricastin.jpg" alt="incident-nucleaire-tricastin" width="300" height="160" align="left" /></a></p>
<p>L&#8217;accordo di pochi giorni fa tra Berlusconi e Sarkozy per un nuovo nucleare italo-francese ha suscitato parecchie reazioni, per lo piú stupite o indignate. Tale accordo è stata sottolineato dal ministro Frattini dichiarando che &#8220;a breve verrà posata la prima pietra della nuova centrale nucleare pulita e sicura&#8221;.</p>
<p>Andiamo peró a leggere il comunicato ufficiale: <em>&#8220;Enel ed EDF (electricité de France) si impegnano a costituire una joint-venture paritetica (50/50) che sarà responsabile dello sviluppo degli studi di fattibilità per la realizzazione delle unità di generazione nucleare EPR. [..] Successivamente, completate le attività di studio e prese le necessarie decisioni di investimento, è prevista la costituzione di società ad hoc per la costruzione, proprietà e messa in esercizio di ciascuna unità di generazione nucleare EPR&#8221;.</em></p>
<p>Tradotto: l&#8217;unico impegno è che EDF e ENEL faranno insieme uno studio di fattibilità. Nessun accenno ad un qualsivoglia stanziamento concreto e tangibile. Inoltre è prevista - ma non assicurata - la costituzione di una società ad hoc non prima delle &#8220;necessarie decisioni di investimento&#8221;. Cioé, di nuovo, solamente se e quando si troveranno i soldi.</p>
<p>La verità celata dietro questo accordo è che la Francia ha un disperato bisogno di partner per nuove centrali, dato che il parco nucleare francese è da tempo inesorabilmente in declino. Chi meglio di Berlusconi e dei suoi roboanti proclami di ritorno al nucleare puó costituire una sponda allettante per la Francia, a costo possibilmente ridotto (per loro)? Questo è probabilmente il motivo che ha spinto Sarkozy da Berlusconi. Ma il cosiddetto &#8220;accordo fatto&#8221; fra Italia e Francia per la costruzione di quattro centrali di cui sono infarciti quotidiani e telegiornali è solamente aria fritta. L&#8217;ennesimo fumogeno mediatico, per farla breve.</p>
]]></content>
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		<title type="html"><![CDATA[Il ddl di Raffaele Calabrò non è sul testamento biologico]]></title>
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		<updated>2009-02-25T11:54:40Z</updated>
		<published>2009-02-25T07:14:27Z</published>
		<category scheme="http://www.imille.org" term="Diritti" /><category scheme="http://www.imille.org" term="Home" /><category scheme="http://www.imille.org" term="Laicità" /><category scheme="http://www.imille.org" term="ddl calabrò" /><category scheme="http://www.imille.org" term="iMille" /><category scheme="http://www.imille.org" term="testamento biologico" />		<summary type="html"><![CDATA[di Chiara Lalli.
Non basta chiamarlo testamento biologico per far sì che sia davvero tale. Se non vengono rispettate alcune condizioni necessarie rimane soltanto un involucro chiamato testamento biologico, e all’interno un malcelato paternalismo che sembra avere 7 vite come i più immortali tra i gatti.

Una legge su un simile simulacro non solo sarebbe inutile, ma [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/il-ddl-di-raffaele-calabro-non-e-sul-testamento-biologico/"><![CDATA[<p>di <a href="http://bioetiche.blogspot.com" target="_blank">Chiara Lalli.</a></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1328" title="vittoria" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/vittoria.jpg" alt="vittoria" width="297" height="200" align="left" />Non basta chiamarlo testamento biologico per far sì che sia davvero tale. Se non vengono rispettate alcune condizioni necessarie rimane soltanto un involucro chiamato testamento biologico, e all’interno un malcelato paternalismo che sembra avere 7 vite come i più immortali tra i gatti.</p>
<p><span id="more-1299"></span><br />
Una legge su un simile simulacro non solo sarebbe inutile, ma sarebbe dannosa. Perché la normativa sulle direttive anticipate dovrebbe regolamentare e garantire il rispetto delle decisioni di ciascuno di noi qualora non fossimo più in condizione di esprimere le nostre preferenze. Il testamento biologico dovrebbe assicurarci la possibilità di esprimere oggi le nostre volontà per un domani in cui non sarà più possibile farlo, perché abbiamo subito un incidente o perché l’aggravamento di una malattia ce lo impedisce. Dovrebbe, in altre parole, protrarre nel tempo un diritto che ci è già garantito e che è ben espresso nel consenso informato. Quando acconsentiamo ad un intervento chirurgico, per esempio, già “estendiamo” le nostre volontà per un tempo futuro: quello della anestesia e quello che passeremo in stato di incoscienza (si pensi ad interventi che richiedono molte ore di anestesia generale e molte ore, se non giorni, di sedazione tale da impedire una manifestazione attuale del nostro volere). Scegliere se e come curarci, decidere come vivere a patto che la nostra decisione ricada su di noi è un diritto fondamentale. Il patto di non recare danno a terzi è rispettato se decido di non nutrirmi, di non sottopormi alla chemioterapia o di non essere trachestomizzata. Il cuore della normativa sul testamento biologico dovrebbe essere la garanzia dell’autodeterminazione del singolo, sostenuta da articoli spesso citati, raramente presi sul serio. Basti pensare all’articolo 13 (“La libertà personale è inviolabile”) e 32 della Costituzione Italiana (“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo<a style="mso-footnote-id: ftn1;" name="_ftnref1" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference">[1]</span></span></span></span></a> e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”).</p>
<p>Una legge sul testamento biologico, invece, non dovrebbe elencare quello su cui non possiamo decidere e come possono essere aggirate le nostre volontà – come fa la proposta di legge del senatore Raffaele Calabrò (PdL), presentata alla fine di gennaio in Commissione Igiene e Sanità. Esempio perfetto di come non dovrebbe essere una legge.<br />
Le “disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato, e di dichiarazioni anticipate di trattamento” non rispetta infatti le condizioni necessarie per garantire la nostra libera scelta. Delinea anzi uno scenario esplicitamente lesivo della nostra autodeterminazione, pur mantenuta come panorama di riferimento da tutti. Perché è troppo impopolare affermare che le persone dovrebbero essere espropriate della libertà di decidere riguardo alla propria esistenza.<br />
All’Articolo 5 (Contenuti e limiti delle dichiarazioni anticipate di trattamento), comma 3 si legge: “3. Il soggetto può, in stato di piena capacità di intendere e di volere e in situazione di compiuta informazione medico-clinica, dichiarare di accettare o meno di essere sottoposto a trattamenti sanitari sperimentali invasivi o ad alta rischiosità, che il medico ritenga possano essergli di giovamento, può altresì dichiarare di accettare o meno trattamenti sanitari che, anche a giudizio del medico avessero potenziale, ma non sicuro carattere di accanimento terapeutico” (il corsivo è mio). Si intuisce quindi che il soggetto non possa decidere su quei trattamenti che siano “sicuramente” di beneficio. Si intuisce che questo costituisca una grave violazione dell’autodeterminazione. Un esempio illumina il problema forse meglio di una risposta teorica</p>
<p>(1) Sono un Testimone di Geova, entro in ospedale in seguito ad un incidente, sono cosciente, rifiuto la trasfusione sebbene sia un trattamento adeguato e non straordinario e di sicura efficacia medica: se mi facessero la trasfusione, infatti, la probabilità che io possa vivere senza conseguenze è altissima. Nessuno può obbligarmi a sottopormi alla trasfusione. Nessuno<br />
(2) Sono un Testimone di Geova, entro in ospedale in seguito ad un incidente, sono incosciente, ma ho redatto un testamento biologico in cui scrivo le mie volontà; ovvero che rifiuterei la trasfusione sebbene sia un trattamento adeguato e non straordinario e di sicura efficacia medica: se mi facessero la trasfusione, infatti, la probabilità che io viva senza conseguenze è altissima. Nessuno può (dovrebbe) obbligarmi a sottopormi alla trasfusione. Nessuno. Ma dal momento che la trasfusione non rientra nei “trattamenti sanitari sperimentali invasivi o ad alta rischiosità” e neppure “trattamenti sanitari che, anche a giudizio del medico avessero potenziale, ma non sicuro carattere di accanimento terapeutico” il mio volere sarebbe carta straccia</p>
<p>Ed è solo l’inizio. Nello stesso Articolo 5, comma 4, si ribadisce che nella “DAT può essere esplicitata la rinuncia da parte del soggetto ad ogni o ad alcune forme particolari di trattamenti sanitari in quanto di carattere sproporzionato, futili, sperimentali, altamente invasive e invalidanti. Possono essere altresì inserite indicazioni da parte del redattore favorevoli o contrarie all’assistenza religiosa e alla donazione post mortem di tutti o di alcuni suoi organi”. Non si possono rifiutare dunque trattamenti “proporzionati”. Si dimentica che la decisione di curarmi, di come e di se non è una decisione solo medica; l’esempio spesso citato della donna che decise di non farsi amputare la gamba pur sapendo di andare incontro alla morte è, ancora una volta, più efficace di molte spiegazioni teoriche. Se siamo a favore della libertà di scelta dovremmo inorridire di fronte all’idea che quella donna, una volta incosciente, sarebbe stata obbligata a subire l’amputazione in base alle idee di Calabrò e molti altri. Perché l’amputazione sarebbe stato un intervento proporzionato e di sicura efficacia.</p>
<p>Con il comma 6 entriamo in una delle discussioni più assurde degli ultimi mesi: lo statuto di nutrizione e idratazione artificiali. In barba alle dichiarazioni delle associazioni mediche nazionali<a style="mso-footnote-id: ftn2;" name="_ftnref2" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference">[2]</span></span></span></span></a> ed internazionali i fautori del paternalismo sostengono che siano trattamenti non medici. “Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”. Basterebbe il buon senso per disattivare lo scopo del definirle “sostegno vitale”: sottrarle alla decisione del paziente. Ma definire la nutrizione e l’idratazione artificiali come “sostegno vitale” è inutile perché, anche se non fossero un trattamento non medico, non dovrebbero essere coercibili. L’alimentazione naturale si può rifiutare – lo sciopero della fame è un diritto garantito anche ai detenuti – e nessuna azione può essere imposta, anche se non è di carattere medico. Nemmeno la carità può essere imposta, o la compagnia, o il marito ideale. Negando la possibilità di rifiutare la nutrizione (o l’idratazione) si limita ingiustamente la libertà dei pazienti, proprio come se fosse violata la libertà di rifiutare il cibo o la libertà di scegliere cosa leggere. La condizione di non danneggiare nessun altro è rispettata in tutti questi casi, e in tutti questi casi limitare la volontà personale è immorale e inammissibile.</p>
<p>Facciamo altri due esempi. (1) Ho una neoplasia in stadio avanzato; decido di non alimentarmi, sono cosciente ed esprimo questo mio volere. Non si può che rispettarlo. Lascio scritto che non vorrò essere nutrita e idratata. Non appena perdo conoscenza un medico coscienzioso mi fa una peg<a style="mso-footnote-id: ftn3;" name="_ftnref3" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;"><span class="MsoFootnoteReference">[3]</span></span></span></span></a> perché la nutrizione parenterale non è un trattamento sanitario e quindi mi deve essere imposto come sostegno vitale. (2) Il caso di Eluana Englaro: sono molti quelli che condannano la decisione della Corte di Cassazione in base al fatto che la ragazza non avrebbe lasciato nulla di scritto. Pertanto la sua volontà non è ricostruibile con un margine di certezza accettabile. Molti di questi sostengono un disegno di legge come quello di Calabrò, ovvero un disegno di legge in cui non si potrebbe lasciare scritto nulla sulla nutrizione e l’idratazione artificiale. Risultato: Eluana Englaro, pur se avesse redatto un testamento biologico, sarebbe stata costretta a mantenere il sondino nasogastrico. Oltre a suggerire l’uso del termine “nutrizione” quando si parla di questi scenari al posto di alimentazione, insomma, sarebbe doveroso suggerire di riflettere sulle affermazioni e sulle conseguenze delle affermazioni. Soprattutto quando rischiano di diventare una legge. All’articolo 6 (Forma e durata della dichiarazione anticipata di trattamento), comma 4, si propone l’aspetto più godibile di ipocrisia nostrana: “Salvo che il soggetto sia divenuto incapace, la Dichiarazione ha validità di tre anni, termine oltre il quale perde ogni efficacia. La DAT può essere indefinitivamente rinnovata, con la forma prescritta nei commi precedenti”. Potrebbero almeno scriverlo esplicitamente che i cittadini vengono considerati come degli individui irresponsabili e un po’ sciroccati, ai quali devi imporre delle norme illiberali, ovviamente per il loro bene.</p>
<p>Basterebbe quanto scritto finora per capire quanto sia inutile redigere un simile documento. E quanto sia una presa in giro. Ma se non bastasse si può leggere quanto si stabilisce sul ruolo del fiduciario (Articolo 7, Fiduciario, comma 4): “Il fiduciario, in stretta collaborazione con il medico curante con il quale realizza l’alleanza terapeutica, si impegna a garantire che si tenga conto delle indicazioni sottoscritte dalla persona nella Dichiarazione Anticipata di Trattamento”. “Si tenga conto”: adorabile eufemismo per dire che le indicazioni del paziente non sono vincolanti, ma sono indicative, come è indicativo l’oroscopo letto al bagno prima di andare a lavorare, e possono essere ignorate se il medico la pensa diversamente. Buffa alleanza quella in cui a decidere è solo uno, e sempre lo stesso: il medico. Infatti (Articolo 8, Ruolo del medico, comma 4 e 5): “4. Nel caso in cui le DAT non siano più corrispondenti agli sviluppi delle conoscenze tecnico-scientifiche e terapeutiche, il medico, sentito il fiduciario, può disattenderle, motivando la decisone nella cartella clinica. 5. Nel caso di controversia tra fiduciario ed il medico curante, la questione è sottoposta alla valutazione di un collegio di medici: medico legale, neurofisiologo, neuroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia, designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero. Tale parere non è vincolante per il medico curante, il quale non sarà tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico”.</p>
<p>Per perdere ogni speranza basti guardare al fronte dell’opposizione, che si ritrova Dorina Bianchi al posto di Ignazio Marino come rappresentante della linea del Pd in commissione Sanità – per intenderci Bianchi era tra i firmatari del decreto per rimettere il sondino ad Eluana Englaro; una che sostiene che “nutrire e idratare una persona […] non costituisce in nessun caso un accanimento terapeutico, ma l’assolvimento a delle funzioni vitali”<a style="mso-footnote-id: ftn4;" name="_ftnref4" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;">[4]</span></span></span></a>; una delle paladine della legge 40, per risalire a qualche anno fa. Una che assicura che terrà “conto, ovviamente, di tutte le posizioni e delle diverse sensibilità che il gruppo del Pd esprime”<a style="mso-footnote-id: ftn5;" name="_ftnref5" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;">[5]</span></span></span></a> . E che per accontentare tutti finirà, forse, per scontentare tutti. Sicuramente chi ha a cuore la libertà di scegliere della propria esistenza. Non dimentichiamolo mai: chi è libero può anche scegliere di non esserlo; chi è schiavo di una visione altrui è privato della condizione stessa della vita morale: la libertà. Questa asimmetria basterebbe per condannare lo spirito illiberale dei nostri legislatori</p>
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a style="mso-footnote-id: ftn1;" name="_ftn1" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;"><em>[1]</em></span></span></span></a><em> È importante sottolineare che si parli di “tutela” e “diritto”, e non di imposizione e dovere.</em></p>
<div id="ftn2" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn2;" name="_ftn2" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;"><em>[2]</em></span></span></span></a><em> Come la Società Italiana di Nutrizione Parenterale ed Enterale, www.sinpe.it; si veda anche www.desistenzaterapeutica.it.</em></p>
</div>
<div id="ftn3" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn3;" name="_ftn3" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;"><em>[3]</em></span></span></span></a><em> Gastrostomia endoscopica percutanea.</em></p>
</div>
<div id="ftn4" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"><a style="mso-footnote-id: ftn4;" name="_ftn4" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;"><em>[4]</em></span></span></span></a><em> Testamento biologico, nessuna ambiguità su nutrizione e idratazione, Asca, 24 settembre 2008. Costituisce accanimento terapeutico, anzi vera e propria violenza privata, se il soggetto non vuole essere nutrito e idratato.</em></p>
</div>
<div id="ftn5" style="mso-element: footnote;">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin: 0cm 0cm 0pt;"><a style="mso-footnote-id: ftn5;" name="_ftn5" href="http://www.imille.org/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family: Cambria;"><span style="mso-special-character: footnote;"><em>[5]</em></span></span></span></a><em> Testamento biologico: Bianchi (PD), saro’ garante di tutti, Agi, 12 febbraio 2009.</em></p>
</div>
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		<title type="html"><![CDATA[E ora chi lo dice a Rutelli?]]></title>
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		<updated>2009-02-24T16:14:18Z</updated>
		<published>2009-02-24T16:11:21Z</published>
		<category scheme="http://www.imille.org" term="Home" /><category scheme="http://www.imille.org" term="franceschini" /><category scheme="http://www.imille.org" term="interviste" /><category scheme="http://www.imille.org" term="rutelli" />		<summary type="html"><![CDATA[E meno male che solo pochi giorni fa, il neosegretario del PD Franceschini intimava che le contese interne del PD non venissero piu&#8217; risolte a colpi di interviste sui giornali. (FZ)
]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/chi-lo-dice-a-rutelli/"><![CDATA[<p>E meno male che solo pochi giorni fa, il neosegretario del PD Franceschini intimava che le contese interne del PD non venissero piu&#8217; risolte a colpi di <a href="http://www.corriere.it/politica/09_febbraio_24/rutelli_testamento_biologico_pd_7d6078bc-026f-11de-adb7-00144f02aabc.shtml">interviste sui giornali</a>. (<a href="http://www.imille.org/2007/08/filippo-zuliani/">FZ</a>)</p>
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		<title type="html"><![CDATA[iMille d&#8217;America]]></title>
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		<updated>2009-02-24T18:19:15Z</updated>
		<published>2009-02-24T14:21:32Z</published>
		<category scheme="http://www.imille.org" term="Home" /><category scheme="http://www.imille.org" term="Idee" /><category scheme="http://www.imille.org" term="america" /><category scheme="http://www.imille.org" term="economia" /><category scheme="http://www.imille.org" term="iMille" />		<summary type="html"><![CDATA[di Raoul Minetti
iMille si espandono, stringono legami, imparano dalla nuova America di Obama. Nelle prossime settimane e mesi accoglieremo tra di noi figure di spicco del panorama politico, accademico, e economico USA.
Lisa D. Cook ha servito nel Transition Team del Presidente Obama come World Bank Review Team Lead. Lisa e&#8217; Assistant Professor nel Dipartimento di [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/imille-damerica/"><![CDATA[<p><a href="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/lisacook.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1304" title="lisacook" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/lisacook.png" alt="lisacook" width="75" height="96" align="left" /></a>di <a href="https://www.msu.edu/~ec/faculty/minetti/minetti.htm" target="_blank">Raoul Minetti</a></p>
<p>iMille si espandono, stringono legami, imparano dalla nuova America di Obama. Nelle prossime settimane e mesi accoglieremo tra di noi figure di spicco del panorama politico, accademico, e economico USA.</p>
<p><em>Lisa D. Cook ha servito nel Transition Team del Presidente Obama come World Bank Review Team Lead. Lisa e&#8217; Assistant Professor nel Dipartimento di Economia di Michigan State University. Si e&#8217; laureata all&#8217;Universita&#8217; di Oxford (UK) in Economia, Filosofia e Scienza Politica e ha poi conseguito un Ph.D. in Economia all&#8217;Universita&#8217; della California Berkeley. E&#8217; stata visiting Assistant Professor ad Harvard (Kennedy School of Government), Consigliere per la Finanza e lo Sviluppo del Dipartimento del Tesoro USA sotto le amministrazioni Clinton e Bush e National Fellow alla Hoover Institution dell&#8217;Universita&#8217; di Stanford.</em><span id="more-1301"></span><em> Ha anche collaborato con Salomon Brothers (ora Smith Barney/Citigroup), la Banca Mondiale a Washington, la Federal Reserve Bank di New York, e Brookings Institution. Con il collega economista e coautore Jeffrey Sachs è stata consigliere dei governi di Rwanda e Nigeria. In Rwanda, ha guidato il team di Harvard che ha aiutato a negoziare il primo programma di sviluppo del Fondo Monetario Internazionale dopo il genocidio. Lisa ha vissuto in Francia, Regno Unito, Senegal, e Russia e parla fluentemente il Francese, lo Spagnolo, il Russo e il Wolof. E&#8217; autrice di numerosi articoli scientifici e libri su problemi di crescita economica, crisi finanziarie, economia dell&#8217;innovazione tecnologica, e problemi dei paesi in conflitto.</em></p>
<p><strong>Cara Lisa, quali priorità vedi per Obama?</strong><br />
Il momento dell&#8217;economia è molto difficile. L&#8217;amministrazione fronteggia l&#8217;esigenza di stabilizzare il sistema finanziario e ripristinare il flusso di credito all&#8217;economia con l&#8217;esigenza di mantenere il deficit fiscale entro limiti accettabili. Non sarà impresa agevole contemperare questi due aspetti. La situazione delle famiglie americane è molto difficile, l&#8217;amministrazione deve sostenere i loro consumi e cercare di stabilizzare il mercato delle case. Al contempo vedo nel piano di stimolo anche delle importanti potenzialità. Molti fondi sono stati stanziati per investimenti nel sistema educativo, nella ricerca, nelle energie alternative e nella conservazione delle strade. Insomma, il piano di stimolo potrà avere effetti molto positivi in termini di rinnovamento strutturale dell&#8217;economia.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti diventeranno più protezionisti?</strong><br />
Una volta tanto la storia economica è destinata a fornirci lezioni preziose. I principali consiglieri economici di Obama, Christina Romer in primis, sanno molto bene che il protezionismo non è la strada da percorrere. L&#8217;interdipendenza tra l&#8217;economia Americana e le economie degli altri paesi è così forte che non ci possiamo permettere di scivolare nel protezionismo. Non vedo un pericolo di questo tipo all&#8217;orizzonte.</p>
<p><strong>Quale futuro vedi per i rapporti tra USA e Europa?</strong><br />
Le relazioni tra Stati Uniti ed Europa sono certamente destinate ad un significativo miglioramento nei prossimi quattro anni. La presenza di Joe Biden alla vicepresidenza e la scelta di Susan (Rice, ndr) come ambasciatore alle Nazioni Unite garantiranno dialogo ed apertura a tutte le latitudini. Più nello specifico dei rapporti con l&#8217;Europa, la nuova amministrazione ha dei legami culturali fortissimi con l&#8217;Europa. Siamo molto interessanti a ristabilire antichi legami e a forgiarne di nuovi dove prima non c&#8217;erano. E il principio non sarà la distinzione tra &#8220;vecchia&#8221; e &#8220;nuova&#8221; Europa ma investire in tutte le relazioni che possano essere produttive.</p>
<p><strong>Se dovessi descrivere la nuova America di Obama con quattro aggettivi&#8230;</strong><br />
Optimistic, sobered, restored, anxious.</p>
<p><strong>Pensi che vedremo gli effetti del piano di stimolo relativamente presto nei prossimi mesi?</strong></p>
<p>Sì, per alcune attività. Numerosi progetti per le infrastrutture che erano<em> in medias res</em> o che erano stati cancellati o posposti sono stati rilanciati dal piano e probabilmente produrranno o preserveranno posti di lavoro abbastanza rapidamente. Se il mercato delle case comincia lentamente a stabilizzarsi con nuovi acquirenti che acquistano case pignorate (cosa che sta timidamente cominciando ad avvenire in posti come la California), questo può condurre alla creazione di posti di lavoro nella home-improvement industry (molte case sono state abbandonate o lasciate deteriorare in previsione dei pignoramenti). Inoltre, i nuovi acquirenti potrebbero cominciare a pagare tasse locali aiutando a sostenere i budget statali in forte sofferenza. Sono processi appena agli inizi, bisogna vedere se riusciranno a consolidarsi nei prossimi mesi.<strong></strong></p>
<p><strong>Ti è piaciuto far parte del Transition Team di Obama?</strong><br />
Certamente.  E&#8217; stato un onore e un privilegio essere scelta per il Transition Team di Obama. I miei colleghi del team sono stati un gruppo formidabile che ha approcciato i problemi con grande preparazione e entusiamo. C&#8217;è moltissimo da fare sul piano economico e spero che il mio contributo sia stato utile.</p>
<p><strong>Allora entri a far parte de iMille?</strong><br />
Certo! Con grande piacere. Sarà un piacere lavorare assieme.</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Uno sguardo da fuori.]]></title>
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		<updated>2009-02-24T14:26:28Z</updated>
		<published>2009-02-23T13:28:10Z</published>
		<category scheme="http://www.imille.org" term="Europa" /><category scheme="http://www.imille.org" term="Home" /><category scheme="http://www.imille.org" term="Laicità" /><category scheme="http://www.imille.org" term="francia" /><category scheme="http://www.imille.org" term="iMille" /><category scheme="http://www.imille.org" term="riccardo spezia" />		<summary type="html"><![CDATA[di Riccardo Spezia.
Vivendo in Francia si ha normalmente una visione dell&#8217;Italia chiaramente un po&#8217; distorta, veicolata dai mezzi di informazione principalmente della rete. Quest&#8217;anno, invece, ho passato due mesi a Roma per motivi di lavoro. In questo modo è stato un po&#8217; come ritornare a vivere e a lavorare in Italia, ripercorrendo strade e abitudini [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/uno-sguardo-da-fuori/"><![CDATA[<p>di <a href="http://riccardoparis.blogspot.com" target="_blank">Riccardo Spezia</a>.</p>
<p><a href="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/occhio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1290" title="occhio" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/occhio.jpg" alt="occhio" width="250" height="188" align="left" /></a>Vivendo in Francia si ha normalmente una visione dell&#8217;Italia chiaramente un po&#8217; distorta, veicolata dai mezzi di informazione principalmente della rete. Quest&#8217;anno, invece, ho passato due mesi a Roma per motivi di lavoro. In questo modo è stato un po&#8217; come ritornare a vivere e a lavorare in Italia, ripercorrendo strade e abitudini che avevo lasciato oramai sei anni fa. Così, recandomi tutte le mattine in Università, prendendo quotidianamente la metropolitana, ho potuto notare alcune cose che, forse, abitualmente passano inosservate o ci sembrano scontate.</p>
<p><span id="more-1288"></span></p>
<p>Tra le tante cose che ho potuto osservare con un occhio per alcuni versi esterno, due mi sono sembrate maggiormente bizzarre: la continua presenza sui quotidiani di pareri espressi da alti prelati e gli schermi televisivi nelle metropolitane.</p>
<p>Venendo dalla laica Francia, dove per tradizione e per storia le vicende legate alla Chiesa di Roma non suscitano attenzione, anzi, passano del tutto inosservate, desta sorpresa vedere come in Italia il parere degli alti prelati sia, invece, molto inflazionato nella stampa. Sicuramente per ragioni storiche antiche, che risalgono al medioevo, il Papa e dunque la Chiesa hanno sempre avuto un rilievo nelle vicende politiche e sociali dell&#8217;Italia che altrove non hanno mai avuto, ma per una Repubblica laica e moderna sembra a volte eccessivo il coinvolgimento diretto delle gerarchie negli affari politici e culturali, e questo anche senza dover pensare al caso di Eluana Englaro dove, nella presunzione del giudizio morale, probabilmente si è toccato il fondo. Con ciò non voglio dire che la Chiesa, o i suoi rappresentanti, non possano esprimere liberamente le loro opinioni, ci mancherebbe altro, tuttavia, mi sembra che si stia correndo un grosso rischio, quella che Enzo Bianchi, il priore della comunità di Bose, ha chiamato la trasformazione del Cristianesimo in religione civile. Questa forma non proprio inedita di Cristianesimo, che ci saremmo augurati ormai lontana nel tempo, riceve l&#8217;attenzione spasmodica dei media, in modo superficiale a forza di slogan e di contrapposizioni e soprattutto in una sorprendente assenza di pensiero. Quello che stupisce, anche chi credente non è, è il torpore<span> </span>generale nel quale accade tutto questo, non che non ci sia qualche voce che si alza per interrogarsi su quanto accade, ma non è certo alla ribalta nei mezzi di comunicazione e passa del tutto inosservata. Oppure si risponde a urla con urla, lasciando ognuno sulle proprie posizioni e non facendo altro che nutrire lo spettacolo dei &#8220;pareri opposti&#8221;.</p>
<p>Giorni prima alla radio, dopo l&#8217;insediamento di Obama alla Casa Bianca, il primo intervento di auguri riportato dai media è quello del Papa. Non quello del Presidente della Repubblica. Allora ho quasi la sensazione di essere ritornato ai tempi del Papa Re. Il bisogno della laicità è un bisogno comune ai laici e a quei credenti avvertiti dalla posta in gioco di questa nuova deriva del Cristianesimo, eppure sembra non trovare eco nei media, sopraffatti da logiche di potere, identitarie e arroganti, che dilagano nella sempre più inquietante assenza di pensiero, assenza che è poi, dovremmo saperlo, la condizione per il proliferare di ogni forma di autoritarismo.</p>
<p>Di passaggio a Milano, mi sono fermato a guardare le televisioni sulle banchine della metro e questa mia sensazione si è materializzata in una immagine, che mi ha ancora una volta, sorpreso: le persone tutte contemporaneamente ipnotizzate dal flusso di pubblicità e notizie, senza spazi per pensare, senza, cosa forse ancora più grave, possibilità di creare relazioni, scambi di parole e di sguardi, tutti investiti, senza volerlo, ciascuno nella sua solitudine, dall&#8217;audio di questi aggeggi che veicolano messaggi semplici, acritici e senza interruzioni. Il torpore allora mi è sembrato quasi uno stato di inebetimento, una scena reale che mi sembrava uscita da Minority Report. Veramente sembra che il Grande Fratello (quello di Orwell) sia già arrivato.</p>
<p>Ma forse è ancora possibile riaversi, attivandosi per ribaltare culturalmente i rapporti di forza, rimettendo al centro dell&#8217;azione politica e sociale l&#8217;esercizio critico del pensiero che è forse ciò di cui ora ha più bisogno questo paese.</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Cos&#8217;è successo ieri]]></title>
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		<updated>2009-02-22T16:28:47Z</updated>
		<published>2009-02-22T13:55:44Z</published>
		<category scheme="http://www.imille.org" term="Home" />		<summary type="html"><![CDATA[di Francesco Costa
La notte prima dell’assemblea costituente avevo descritto il campo da gioco, gli schieramenti e gli orientamenti. Sulla base di quella situazione avevamo elaborato un piccolo piano - ci arrivo dopo - per tentare di sparigliare le carte, discutere di qualcosa e uscire dal rigido schema della festosa kermesse, che poi invece è quello [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/cose-successo-ieri/"><![CDATA[<p>di <a href="http://www.francescocosta.net/" target="_blank">Francesco Costa</a></p>
<p>La notte prima dell’assemblea costituente avevo descritto <a href="http://www.francescocosta.net/2009/02/21/a-che-gioco-giochiamo/" target="_blank">il campo da gioco</a>, gli schieramenti e gli orientamenti. Sulla base di quella situazione avevamo elaborato un piccolo piano - ci arrivo dopo - per tentare di sparigliare le carte, discutere di qualcosa e uscire dal rigido schema della festosa kermesse, che poi invece è quello che si è puntualmente verificato. Arrivati all’assemblea, però, avremmo scoperto quasi subito che nella notte erano cambiate due cose non indifferenti, rispetto allo schema della sera prima.</p>
<p><span id="more-1282"></span>La prima cosa è che buona parte dei veltroniani aveva stretto un accordo sulla candidatura Franceschini e gli altri avevano deciso di non rompere le scatole, lasciando così al solo Parisi - già compromesso, davanti agli elettori e ai costituenti, grazie alle sceneggiate delle altre volte - la bandiera delle primarie subito. Lo abbiamo capito quando, scorrendo la lista dei cinque interventi a favore delle primarie, abbiamo visto sparire il nome di Stefano Ceccanti, inizialmente previsto e col quale invece la sera prima ci eravamo sentiti più e più volte. «Non possiamo lasciare questa battaglia a Parisi». Parola di Stefano Ceccanti, ore 22: era lui, di fatto, l’organizzatore del fronte anti-Franceschini. Il giorno dopo al suo posto ha parlato Rognoni, probabilmente desideroso di prendersi una vendetta contro chi non lo ha riconfermato nel cda Rai. Allo stesso modo, la mattina abbiamo visto il nome del veltronianissimo Ermete Realacci saltar dentro i cinque oratori pro-Franceschini. L’accordo era stato stretto, all’insegna del solito mantra: non spaccare il partito. Inutile dire che un dissenso dei veltroniani avrebbe reso tutto molto più fluido e forse avrebbe spinto i costituenti ad avere un po’ di coraggio in più. Così, invece, chi si metteva fuori dalla scelta di Franceschini si metteva fuori da tutto, e l’assemblea di ieri - ci arrivo dopo - era innanzitutto un’assemblea di funzionari di partito ed eletti a tutti i livelli.</p>
<p>La seconda cosa diversa da come ci aspettavamo era l’umore dell’assemblea. Eravamo tutti convinti di trovare un dissenso forte, nei confronti dell’attuale dirigenza e della soluzione Franceschini. Non avevamo questa convinzione sulla base dell’esplorazione del nostro «demi-monde» - per dirla come quello lì - per quanto quel «demi-monde» diventa ogni giorno più largo e rappresentativo e bisognerà anche riconoscergli il suo peso, un giorno. Lo eravamo sulla base delle cose che avevamo ascoltato da parte di decine e decine di persone iscritte al partito, dai cosiddetti militanti. Sulla base delle cose che al <a href="http://www.unita.it/news/81912/i_volti_nuovi_del_pd_parlano_allunit_non_si_torna_indietro_serve_una_svolta_primarie_subito" target="_blank">forum</a> si erano detti parlamentari e iscritti, dalemiani e veltroniani. Io personalmente lo ero anche sulla base dei diecimila commenti arrivati al sito dell’Unità che mi ero letto quasi uno per uno: commenti scritti non dal “popolo della rete”, non dai grillini o dai dipietristi, bensì da persone che spesso non hanno nemmeno un indirizzo email, da abbonati al giornale, da gente con vent’anni di tessera. Aveste provato voi a fare un test, e aveste chiamato la sera dell’assemblea venti persone a caso iscritte al partito, cosa vi avrebbero detto? Viva Franceschini? No. Lo dicevano anche i sondaggi: non quelli inutili dove voti dieci volte ma <a href="http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=774462" target="_blank">quelli fatti seriamente</a>. Lo dicevano tutti i giornalisti e gli editorialisti del paese, da quelli più schierati a difesa dell’apparato ai noti battitori liberi. Lo dicevano tutti, invece non era così. Ci eravamo dimenticati del tutto delle modalità con cui fu eletta quell’assemblea, con le liste bloccate redatte da Goffredo Bettini e pochi altri maggiorenti. Ci eravamo dimenticati del fatto che l’assemblea costituente rappresentasse - tra gli altri - anche tutti gli eletti del partito: parlamentari, consiglieri regionali, consiglieri comunali, eccetera. Chi si sarebbe catapultato a Roma convocato appena due giorni prima? Chi avrebbe voluto, chi avrebbe potuto? Sono arrivati in 1200 sui 2800 totali, ed erano in assoluto la platea più disciplinata e narcotizzata che io abbia mai visto. Nessuno ha mai storto il naso, nemmeno quando l’ineffabile Realacci ha detto che «alla gente le primarie non piacciono, mia mamma non le vuole». Nemmeno quando la Finocchiaro si è proclamata «orgogliosa delle nostre diversità», nel giorno in cui erano tutti blindatamente compatti. Nemmeno quando Rosy Bindi ha motivato acrobaticamente il suo appoggio alla soluzione Franceschini. Nemmeno quando Franceschini ha detto «c’è ottimismo, oggi è un giorno nuovo». Applausi scroscianti a ogni riferimento alla solita sbobba, al lavorare pancia a terra, a stare uniti. Applausi scroscianti a ogni citazione di Walter Veltroni, applausi scroscianti a ogni critica alla linea del segretario.</p>
<p>Il piano prevedeva che in caso di elezione immediata del segretario, avremmo tentato di trovare un buon candidato che sparigliasse le carte, sul quale far convergere i voti dei delusi - che immaginavamo essere parecchi. In assenza di un buon candidato, ci saremmo accontentati di un candidato qualsiasi, di bandiera. Per dare gambe a questa possibilità servivano tre cose: un fronte fluido, un’assemblea scontenta e - da parte nostra - la partita perfetta. Le prime due cose sono sparite dalla sera alla mattina, la terza non l’abbiamo fatta. Se c’era una possibilità di scalfire quel moloch, questa era attraverso cinque interventi magnifici ed esaltanti, che rassicurassero la platea sull’assenza di rischi nel fare le primarie e puntassero il dito contro una soluzione ancora più fintamente unanime di quella che incoronò Veltroni. Di fatto, l’unico a fare un intervento degno di questo nome è stato Gad Lerner. Parisi avrebbe fatto meglio a non parlare e lasciare il timone ad altri, ma il suo fine era soprattutto mettere una bandierina. Rognoni è stato pessimo, noioso e inconcludente. Paola Concia, con la quale erano state concordate tutte le tappe del piano e che sarebbe la nostra eventuale candidata, ha fatto un discorso energico ma improvvisato ed eccessivamente umorale. Due errori, quindi: non scegliere oratori migliori e non aver preparato un buon discorso all’eventuale candidata. Due errori gravi e fondamentali.</p>
<p>Un buon discorso avrebbe fatto la differenza? Probabilmente no. Ma avrebbe fatto qualcosa. Forse avrebbe scosso la base. Forse avrebbe inchiodato la dirigenza ad alcune responsabilità. Avrebbe, soprattutto, smascherato alcuni dei mille alibi dietro i quali si nascondeva chi non voleva fare le primarie. Avrebbe chiesto conto a Cuordileone Bersani del suo comportamento scriteriato. Avrebbe svergognato in tre frasi tre quell’unanimismo terribile, peggiore di quello che ha condannato Veltroni. E avrebbe attirato applausi e visibilità mediatica, che contano e servono. Non è andata così.</p>
<p>Si è votato quindi per decidere se eleggere subito il segretario o iniziare il percorso per le primarie. Su 1200 votanti, 1000 erano per il segretario, quindi per Franceschini. La disciplina militare era tale che abbiamo capito che ci saremmo dovuti cercare quelle cento firme nelle rimanenti 200, e tra quei 200 c’erano i parisiani che avevano anche loro grande difficoltà a trovare le firme e soprattutto non avevano alcuna intenzione di unire le forze e convergere su un candidato esterno alla loro componente organizzata. Abbiamo raccolto un po’ di firme ma abbiamo capito che non saremmo riusciti ad arrivare a cento. Il piano era fallito. Mentre i parisiani faticavano ancora - <span style="text-decoration: line-through;">qualcuno sospetta (ma è solo una voce) che non abbiano mai raggiunto le cento firme</span> <a href="http://tv.repubblica.it/copertina/ho-raccolto-le-firme-per-parisi/29754?video" target="_blank">le loro firme sono state raccolte da Franceschini</a> pur di evitare uno spettacolo sovietico - è saltata fuori a un certo punto l’ipotesi di una candidatura di Francesco Boccia, in aperta rottura con la disciplinata obbedienza dei lettiani. Ma è svanita subito anche questa. Di fatto una candidatura terza era impossibile.</p>
<p>Ultimate le candidature ha parlato Franceschini, che ha finito praticamente a ora di pranzo. Alla fine del suo discorso la Finocchiaro ha salutato tutti, ha ricordato gli orari in cui erano aperte le urne e poi, mentre tutti andavano a mangiare, ha dato la parola a Parisi, che ha parlato nel caos generale. Sono seguiti gli interventi estemporanei di una serie di mezze figure: alcuni decenti, altri veramente penosi. Ha parlato Cuperlo, deludendo. Ha parlato Luca Spadaro, che era il capo della sinistra giovanile di Catania quando vivevo lì. Ha parlato uno che ha detto che il Pd è «la terza fase morotea». Cuordileone Bersani ovviamente se l’è fatta alla larga.</p>
<p>Poi si sono contate le schede. Come avevamo previsto, di fatto hanno votato per Franceschini tutti coloro che volevano il segretario subito. Dei duecento che volevano le primarie, solo 92 voti per Parisi (meno delle firme teoricamente raccolte, e vi garantisco che quelli per Franceschini non firmavano manco morti). Più di cento astensioni, che la Finocchiaro non si è nemmeno degnata di citare, ché fa comodo a tutti metterla sul «tuttiuniti vs Parisi». Invece c’eravamo anche noi, che alla fine non avevamo alcuna intenzione di votare né l’uno né l’altro.</p>
<p>Tutti contenti. Il partito riparte, Walter aveva ragione, siamo uniti. Ma cos’avevamo sbagliato, allora? Se era un problema di linea, perché eleggere il vice di Veltroni? Se il problema era l’unanimismo di facciata, perché chiudersi dietro uno ancora peggiore e più largo? Se Franceschini non sarà un commissario fino a ottobre, perché lo sfidante Bersani gli ha lasciato la platea? Eccetera. A parte un gruppetto di fulminati, ieri queste domande all’assemblea non interessavano. Franceschini giurerà sulla Costituzione: tutti in piedi ad applaudire. Abbiamo risolto i nostri problemi.</p>
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		<category scheme="http://www.imille.org" term="Home" /><category scheme="http://www.imille.org" term="Per un nuovo PD" /><category scheme="http://www.imille.org" term="assemblea pd" /><category scheme="http://www.imille.org" term="blog reactions" /><category scheme="http://www.imille.org" term="franceschini" /><category scheme="http://www.imille.org" term="iMille" />		<summary type="html"><![CDATA[Sarcasmo, ironia e rassegnazione: queste le tags che accomunano i blog de iMille nel parlare dell&#8217;Assemblea Nazionale che ha eletto Dario Franceschini alla carica di Segretario del PD.
Luca su Wittgenstein è alla finestra ad ascoltare la banda di paese che festeggia il lieto evento. Francesco, che ha seguito l&#8217;assemblea in liveblogging, pensa a cose più [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/blog-reactions-2/"><![CDATA[<p>Sarcasmo, ironia e rassegnazione: queste le tags che accomunano i blog de iMille nel parlare dell&#8217;Assemblea Nazionale che ha eletto Dario Franceschini alla carica di Segretario del PD.</p>
<p>Luca su Wittgenstein è alla finestra <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/02/21/il-polso-del-paese/" target="_blank">ad ascoltare la banda di paese</a> che festeggia il lieto evento. Francesco, che ha seguito l&#8217;assemblea in liveblogging, pensa a <a href="http://www.francescocosta.net/2009/02/21/la-vita-continua/" target="_blank">cose più serie</a>. Liveblogging anche su <a href="http://onematch.wordpress.com/" target="_blank">One Match.</a> </p>
<p>Amarezza per Tommaso su <a href="http://davanti.wordpress.com/2009/02/21/amaro/" target="_blank">D-Avanti</a>; Emidio, su Base Popolare, si chiede <a href="http://basedemocratica.splinder.com/post/19906739/Inutilità" target="_blank">che ci sono andati a fare</a>. Ivan Scalfarotto si domanda se è il solo, sul ponte del Titanic, a vedere <a href="http://www.ivanscalfarotto.it/2009/02/iceberg.html" target="_blank">l&#8217;Iceberg che si avvicina</a>, mentre il resto dei passeggeri crede che vada tutto bene.</p>
<p>Fortemente deluso il <a href="http://pdobama.wordpress.com/2009/02/21/reazione-a-caldo/" target="_blank">Circolo Obama</a>. I democratici de Il Primo Cerchio chiedono al Time Magazine, che ha eletto Matteo Renzi &#8220;Obama d&#8217;Italia&#8221;, di <a href="http://ilprimocerchio.blogspot.com/2009/02/is-not-time-for-joking.html" target="_blank">non prenderli per i fondelli</a>.</p>
<p>Giuseppe Civati <a href="http://civati.splinder.com/post/19906420/Ha+vinto+Parisi%0AIncredibile+so" target="_blank">ironizza</a>. Marta Meo se n&#8217;è <a href="http://www.martameo.net/?p=611" target="_blank">proprio andata</a>.</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Dall&#8217;Assemblea]]></title>
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		<category scheme="http://www.imille.org" term="Home" />		<summary type="html"><![CDATA[Francesco Costa ci racconta l&#8217;Assemblea in tempo reale sul suo blog. La diretta è su YouDem. Chi c&#8217;è può seguire la chat su skype o il video-commento di Fondazione Daje.
]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/dallassemblea/"><![CDATA[<p>Francesco Costa ci racconta l&#8217;Assemblea in tempo reale sul <a href="http://www.francescocosta.net/">suo blog</a>. La diretta è su <a href="http://www.youdem.tv/">YouDem</a>. Chi c&#8217;è può seguire <a href="http://www.skype.com/go/joinpublicchat?skypename=giacomo.cariello&amp;topic=iMille%20Chat&amp;blob=nsB46r7hZ_ladQ5vJPpZmkgsvlrht_EtEHDukwfpAOTgQO0jMJ28MdRFg1v1S-vFHy1YoT5zmeBntjoE4jIpMH18Smuxa8o">la chat su skype</a> o il video-commento di <a href="http://www.ustream.tv/channel/daje-live">Fondazione Daje</a>.</p>
]]></content>
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		<title type="html"><![CDATA[Come trasformare una crisi in una opportunità]]></title>
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		<category scheme="http://www.imille.org" term="Home" />		<summary type="html"><![CDATA[
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		<content type="html" xml:base="http://www.imille.org/2009/02/come-trasformare-una-crisi-in-una-opportunita/"><![CDATA[<p><a href="http://www.unita.it/news/81912/i_volti_nuovi_del_pd_parlano_allunit_non_si_torna_indietro_serve_una_svolta_primarie_subito"><img class="aligncenter size-full wp-image-1272" title="unita" src="http://www.imille.org/wp-content/uploads/2009/02/unita.jpeg" alt="unita" width="640" height="254" /></a></p>
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