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		<title>OnLive: videogiocare sulle nuvole</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 12:10:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Partirà tra pochi giorni negli Stati Uniti il primo esperimento di cloud gaming. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/entertainment/onlive-videogiocare-sulle-nuvole/"><img class="alignnone size-full wp-image-964" title="OnLive" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/06/OnLive.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Verrà lanciato ufficialmente il <strong>17 giugno</strong>: <a href="http://www.onlive.com/" target="_blank">OnLive</a> è un nuovo brand americano, ma soprattutto un servizio che permetterà agli appassionati di gaming di sfruttare appieno le potenzialità del <a href="http://id.aquest.it/tag/cloud-computing/" target="_blank">cloud computing</a>, per giocare con un computer dalle prestazioni normali, grazie a una semplice connessione ad internet.</p>
<p>Il computer del giocatore è un semplice terminale: tutta la potenza di calcolo proviene da server in remoto e bastano 5 Mbps per un gioco in HD a 720p e 1,5 Mbps per un gioco a 480p; si gioca direttamente su pc o mac, senza download né installazioni (per chi la desidera, c’è anche una console per usare lo schermo tv).</p>
<p>Ovviamente OnLive ha un <strong>costo</strong>: un canone mensile di circa 15 dollari, più il prezzo del noleggio o dell&#8217;acquisto dei vari giochi. Il servizio però è di livello: tantissimi titoli dai maggiori <strong>produttori </strong>(Electronic Arts, Eidos, Epic Games, Ubisoft e Warner Bros. Interactive), demo dei giochi prima dell’acquisto, possibilità di creare e condividere con la community le clip delle migliori azioni di gioco.</p>
<p>OnLive promette di rivoluzionare il mondo dell’entertainment e con esso e gli equilibri di un mercato multimiliardario, fatto di schede video di ultima generazione, <a href="http://id.aquest.it/entertainment/microfoni-colorati-e-funghetti-in-3d/" target="_blank">console che tentano continuamente di superarsi a vicenda</a> e giochi da acquistare ancora nelle loro belle scatolette.</p>
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		<title>Telefonare? Non è più la priorità</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 12:17:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Android e i Phone scuotono il mercato del mobile… E gli altri non stanno a guardare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/mobile/telefonare-non-e-piu-la-priorita/"><img class="alignnone size-full wp-image-956" title="vintage_telephone" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/vintage_telephone.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Nel primo trimestre 2010 gli smartphone con piattaforma <strong>Android </strong><a href="http://android.hdblog.it/2010/05/11/android-supera-iphone-ed-apple-negli-stati-uniti/" target="_blank">hanno superato</a> l’iPhone nelle vendite USA: il successo sarebbe dovuto, secondo gli analisti, alle migliori promozioni  e alla scelta più ampia sia in fatto di operatori che di telefoni; stranamente non si citano (almeno ufficialmente) tra gli argomenti del successo le parole “open source”.</p>
<p>Apple nel frattempo prepara l’<strong>iPhone  4G</strong> e i fan della mela sono ovviamente in trepidante attesa: dopo <a href="http://gizmodo.com/tag/iphone4" target="_blank">l’<em>affaire</em> Gizmodo</a> (il prototipo sarebbe stato abbandonato, trovato da uno dei redattori e svelato nei minimi particolari, con apparente disappunto da parte di Jobs e compagnia) si sono susseguiti moltissimi rumors sulle nuove caratteristiche, senza effettive conferme da parte dell’azienda di Cupertino.</p>
<p><strong>Nokia</strong>, oltre a sfornare continuamente nuovi modelli come sempre, sta realizzando il suo primo cellulare progettato sulla base dei desideri dei propri fedelissimi: sulla sezione del blog <a href="http://conversations.nokia.com/design-by-community/" target="_blank"><em>Design by Community</em></a> i fan di Nokia hanno votato le caratteristiche più ambite e seguito passo passo l’evoluzione del nuovo telefono. Ma Nokia avrebbe in serbo anche una <a href="http://www.mobileblog.it/post/12265/nokia-e-yahoo-insieme-per-mail-mappe-e-instant-messaging" target="_blank">partnership con Yahoo</a> per offrire mappe, e-mail e messaggistica istantanea.</p>
<p>Altri due mostri sacri della telefonia, <strong>LG e Sony</strong>, sembrano puntare più sull’innovazione hardware che su nuovi servizi: LG ha brevettato pochi giorni fa un sofisticato <a href="http://www.mobileblog.it/post/12299/lg-brevetta-lo-schermo-pieghevole" target="_blank">schermo pieghevole</a>, che potrebbe tradursi in cellulari molto piccoli e indossabili; nemmeno il tempo di annunciarlo al mondo che Sony fa sapere di aver sviluppato uno <a href="http://www.sony.net/SonyInfo/News/Press/201005/10-070E/index.html" target="_blank">schermo OLED pieghevole</a>, che per arrivare sul mercato dovrà però sicuramente prima diventare più economico.</p>
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		<title>Il futuro è piatto</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 12:42:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come leggeremo nel futuro? Gli e-reader e la rivoluzione dell’editoria elettronica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/tech/il-futuro-e-piatto/"><img class="alignnone size-full wp-image-944" title="e-reader" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/e-reader.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Da quando si è affacciato sul mercato, l’<a href="http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/" target="_blank">iPad</a> ha monopolizzato la scena high-tech (come succede sempre con i prodotti Apple), ma l’iPad non è “fatto per leggere”: l’iPad è fatto per “farti fare un po’ di tutto”, semplicemente. I feticisti della lettura dovrebbero quindi avvicinarsi ad un altro dispositivo, più adatto a loro: l’e-reader.</p>
<p>I lettori elettronici (la nostra lingua, su questi argomenti, è sempre più macchinosa) sono una specie di portatili con un’unica superficie, che permettono di leggere libri e riviste in formato digitale. La tecnologia utilizzata è quella dell’<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/E-ink" target="_blank">e-ink</a> in toni di grigio: gli e-reader sfruttano la luminosità ambientale e la loro lettura è quindi meno stancante di quella su uno schermo LCD.</p>
<p>Il primo e-reader affermatosi a livello internazionale è stato il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amazon_Kindle" target="_blank">Kindle</a> di Amazon, il colosso americano dell’editoria che, insieme al lettore, ha lanciato anche un rifornito negozio di e-book. Ѐ stata poi la volta di Barnes &amp; Noble, che ha messo sul mercato il lettore <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Nook" target="_blank">Nook</a>, basato su Android, e il rispettivo negozio virtuale di titoli. Da lì (fine 2009) in poi, è stato un susseguirsi di novità.</p>
<p>Anche se finora i nomi principali sono quelli che abbiamo già elencato, nella lista dei produttori concorrenti si inseriscono Sony, BenQ, Samsung, LG, Asus, solo per citare i nomi più famosi. In realtà sono davvero tante le proposte (e le aziende in gioco): doppio schermo, colori (in realtà si tratta sempre di LCD), touch screen, applicazioni, accessori, ecc.</p>
<p>Non solo: aumentano anche i titoli a disposizione. Se fino a qualche tempo fa gli oggetti del desiderio erano perlopiù romanzi e saggi, ora sono quotidiani e magazine a darsi più da fare per passare al formato digitale (senza abbandonare però quello tradizionale): tanto per fare qualche illustre esempio, su Amazon si trovano <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000GFK7L6?pf_rd_p=499774571&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223466011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=1XHX4EDS8G4P37TGHW65" target="_blank">New York Times</a>, <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B001BAJA9K?pf_rd_p=499774571&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223466011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=1XHX4EDS8G4P37TGHW65" target="_blank">Financial Times</a>, <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000HA4FKO?pf_rd_p=494063051&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223467011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=03R2PV096Z4RB3SFV1EA" target="_blank">Forbes</a> e <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000N8V3FK?pf_rd_p=494063051&amp;pf_rd_s=center-3&amp;pf_rd_t=101&amp;pf_rd_i=2223467011&amp;pf_rd_m=ATVPDKIKX0DER&amp;pf_rd_r=03R2PV096Z4RB3SFV1EA" target="_blank">Time</a>.</p>
<p>Nel mercato anglofono la diffusione di libri e periodici elettronici e dei dispositivi adatti a fruirli ha raggiunto una massa tale da giustificare grandi investimenti nei settori dell’editoria e dell’IT: nel primo caso, la differenza la fanno i nomi storici del giornalismo; nel secondo, il prezzo e la ricchezza delle caratteristiche aggiuntive.</p>
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		<title>Facebook e Twitter: pulizie di primavera</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 15:00:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La lotta tra i due più famosi social network si combatte quotidianamente a suon di novità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/social/facebook-e-twitter-pulizie-di-primavera/"><img class="alignnone size-full wp-image-934" title="social_clean_up" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/social_clean_up.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>I social network si possono amare o odiare, ma certamente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lFZ0z5Fm-Ng" target="_blank">non si possono ignorare</a>. Ne esistono per tutti i gusti ma, ormai lo sanno anche i sassi, i più popolari sono Facebook e Twitter, che si contendono gli utenti a botte di applicazioni e novità.  Vediamo insieme quali caratteristiche sono destinate a rivoluzionare il nostro rapporto con i due colossi del web partecipato.</p>
<p><strong>Facebook</strong> <a href="http://www.allfacebook.com/2010/04/facebook-lite-killed/" target="_blank">ha chiuso la sua versione Lite</a>, che era stata messa in piedi per gli utenti non dotati una connessione veloce. Lite probabilmente non rimarrà un mero esercizio, ma verrà rimpiazzata da una sostituta che si chiamerà “Zero”. Nel frattempo però sono altre le notizie a tener banco.</p>
<p>Il pulsante “Mi piace” è la funzione più immediata e a prova di sforzo: il suo successo ha portato Facebook ad esportarla tramite il protocollo <a href="http://developers.facebook.com/docs/opengraph" target="_blank">Open Graph</a>, che ha sostituito il tanto discusso Facebook Connect. Probabilmente avrete già visto sul web il pulsante “Like”, che integra ancora di più la piattaforma con i contenuti web ad essa esterni.</p>
<p>Qualche giorno fa si era anche parlato del nuovo standard <a href="http://id.aquest.it/lab/la-lenta-avanzata-di-html-5/" target="_blank">HTML5</a> per i video di Facebook, ma ben presto <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/facebook_testing_html5_video_for_ipad_apparently_not.php" target="_blank">la notizia si è ridimensionata</a>: FB sta infatti ricodificando i propri video in mp4, formato compatibile con dispositivi come iPhone e iPad che invece, <a href="http://id.aquest.it/tech/rivoluzione-ipad-tutti-contenti/" target="_blank">come già sappiamo</a>, hanno qualche problema con Flash.</p>
<p>Last but not least, Facebook in questi giorni sta lanciando la sua connessione a <a href="http://docs.com/" target="_blank">Docs.com</a>, piattaforma creata con Microsoft per l’upload e la condivisione online di documenti  creati con la suite Office: una risposta a Google (che aveva sfidato FB sul suo campo di battaglia con <a href="http://id.aquest.it/social/l-impero-google-colpisce-ancora/" target="_blank">Buzz</a>) e ai suoi prodotti Wave e Docs?</p>
<p>Rispetto a Facebook, <strong>Twitter</strong> sembra muoversi con più calma e meno aggressività, ma l’impressione è che non voglia rimanere indietro per nessun motivo: sebbene al momento abbia circa un quarto degli utenti registrati di Facebook e sia meno utilizzato dai brand, Twitter continua a crescere e, a differenza dal cugino maggiore, non ha detrattori.</p>
<p>Twitter infatti mette in mostra molti meno dati personali rispetto a Facebook e quindi la privacy non è fra i suoi problemi principali: piuttosto sembra progredire grazie ad un’aura di bontà e trasparenza, che attira celebrities, che a loro volta attirano fan, ecc. Ma Twitter non resterà a lungo un semplice aggregatore in tempo reale di notizie.</p>
<p>Negli ultimi giorni è infatti un gran parlare di <a href="http://blog.twitter.com/2010/04/hello-world.html" target="_blank">Promoted Tweet</a>, il suo sistema di aggiornamenti sponsorizzati, ancora in fase sperimentale: i tweet pagati dalle imprese sono rintracciabili in cima ai risultati delle ricerche in real time di Twitter, similmente a quanto avviene con i link sponsorizzati di Google.</p>
<p>Insomma: finché Facebook la fa da padrone, attirando su di sé interessi e critiche crescenti, Twitter avanza silenziosamente, potendosi permettere di “perder tempo” rinnovando la sua <a href="http://twitter.com/" target="_blank">home page</a> (con profili famosi in evidenza, top tweets e argomenti di interesse) e <a href="http://blog.twitter.com/2010/04/tweet-preservation.html" target="_blank">donando il suo archivio storico alla Biblioteca del Congresso Americano</a>. Diamogli solo il tempo&#8230;</p>
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		<title>Trend stop-motion</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 14:18:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quanta pazienza ci vuole per mettere insieme decine di migliaia di foto e farne un film?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/design/trend-stop-motion/"><img class="alignnone size-full wp-image-919" title="penstory" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/05/penstory.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Il caso più famoso, che probabilmente tutti ricorderanno, è <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nightmare_Before_Christmas" target="_blank">Nightmare Before Christmas</a></em>, il film d’animazione del 1993 di Tim Burton realizzato con i pupazzi: la <strong>stop-motion</strong> sembra tornata furiosamente di moda di questi tempi, diventando una delle tecniche privilegiate per l’advertising.</p>
<p>Dal cinema alla pubblicità, ci sono tanti modi per realizzare un video in stop-motion (o con la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Passo_uno" target="_blank">“ripresa a passo uno”</a>, come viene romanticamente definita da Wikipedia), ma la <strong>tecnica </strong>di base è una sola: la telecamera impressiona un quadro alla volta, ognuno differente, dando vita alla storia narrata.</p>
<p>Se ne vedono letteralmente di tutti i colori: personaggi in plastilina, collage cartacei in movimento, fotografie, mattoncini di lego, mobili (li vedremo tra poco)… Perfino in <strong>spot </strong>istituzionali, come quello che sta passando in tv proprio in questi giorni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.</p>
<p>Come mai è tornata così in auge la stop-motion? Forse rientra nella passione per il <strong>vintage </strong>che travolge tutti i settori, dalla moda, all’interior design, fino alla musica. O forse piace tanto perché l’effetto finale, più che in altre tecniche d’animazione, sembra così giocoso che non può che riportarci con un sorriso all’infanzia.</p>
<p>Ecco una piccola selezione dei più popolari video in stop-motion: il primo è <em>The PEN Story</em>, realizzato per la riedizione della <a href="http://www.olympus-europa.com/consumer/pen.htm" target="_blank">Olympus PEN</a> e vincitore di un <a href="http://www.webbyawards.com/webbys/current.php?media_id=98&amp;season=14#adv_ind_viral_market" target="_blank">Webby Award per il viral marketing</a>. Ovviamente, non poteva che essere realizzato con tante <strong>stampe fotografiche</strong>.</p>
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<p>Un altro esempio decisamente romantico: il <strong>video musicale</strong> <em>Her Morning Elegance</em> del cantautore israeliano <a href="http://www.orenlavie.com/" target="_blank">Oren Lavie</a>, interamente girato sopra un letto. Il videoclip è stato nominato ai Grammy 2010 nella categoria “Best Short Form Music Video”.</p>
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<p>A conferma di quanto anche le grandi aziende possano sfruttare questa tecnica così originale, ecco il video celebrativo per i trent’anni di Billy, la <strong>libreria </strong>in assoluto più venduta di <a href="http://www.ikea.com/" target="_blank">Ikea</a>, presente in migliaia di case sparse in tutto il mondo (come il video dimostra).</p>
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<p>Se pensate che girare uno stop-motion con complementi d’arredo sia strano, forse non avete ancora visto un film recitato dalle <strong>T-shirt</strong>: date un’occhiata al capolavoro di comicità realizzato dal duo americano <a href="http://rhettandlink.com/about/" target="_blank">Rhett &amp; Link</a>, che da semplice video si è trasformato in redditizio sold-out.</p>
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		<title>CHI 2010: we are HCI</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 13:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<category><![CDATA[CHI Conference]]></category>
		<category><![CDATA[digital divide]]></category>
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		<category><![CDATA[touch screen]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo noi la nostra interfaccia: ad Atlanta, il futuro dell’interazione uomo-macchina. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/lab/chi-2010-we-are-hci/"><img class="alignnone size-full wp-image-907" title="CHI2010" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/04/CHI2010.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Sembra un gioco di parole, ma è così, o almeno lo sarà presto: ci avviamo verso una situazione in cui l’interfaccia tra la persona fisica e il computer si assottiglierà talmente tanto da diventare non solo invisibile, ma integrata nella persona stessa. Ben presto la nostra interfaccia saremo proprio noi stessi.</p>
<p>Questo è il leitmotiv della conferenza internazionale, iniziata sabato e che si concluderà fra qualche giorno ad Atlanta (Georgia, USA) dedicata alla human-computer interaction. Nata nel 1982 come un piccolo evento popolato soprattutto da psicologi, la <a href="http://www.chi2010.org/ " target="_blank">CHI Conference</a> è diventata un appuntamento di importanza mondiale.</p>
<p>Elizabeth Mynatt, Conference Chair e Professoressa del College of Computing al Georgia Tech, ha così sintetizzato alla stampa il programma di quest’anno: <em>“The CHI 2010 Conference presents a rich program of leading ideas in research and current practice that create and support future directions of technology”</em>.</p>
<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/04/CHI2010_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-906" title="CHI2010_2" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/04/CHI2010_2.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Tre sono gli argomenti considerati di speciale interesse dagli organizzatori: il progetto <a href="http://id.aquest.it/lab/skinput-ovvero-come-diventare-tastiera-per-se-stessi/" target="_blank">Skinput</a>, che ha già avuto una notevole risonanza nei media; “Improving Search Techniques”, uno studio che si è avvalso del contributo di un gruppo di bambini per migliorare il funzionamento dei motori di ricerca, e “Connect 2 Congress”, un sistema di visualizzazione analitica che permette ai componenti di monitorare le attività di un congresso.</p>
<p>Gli interventi dei relatori riguarderanno in realtà una grande <a href="http://www.chi2010.org/attending/advance-program.html" target="_blank">varietà di argomenti</a>: la gestione della salute (con particolare attenzione alle tecnologie di supporto all’invecchiamento), la domotica, le tecnologie di social networking, le superifici touch screen, le opportunità di miglioramento della comunicazione nella malattia e nel fine vita, le problematiche legate alla privacy e il digital divide nei Paesi in via di sviluppo.</p>
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		<title>La nuova faccia di YouTube: love it or hate it?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 16:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
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		<category><![CDATA[web design]]></category>
		<category><![CDATA[YouTube]]></category>

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		<description><![CDATA[I fan si sono scatenati, come sempre succede quando un social network cambia design.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/web/la-nuova-faccia-di-youtube-love-it-or-hate-it/"><img class="alignnone size-full wp-image-877" title="YouTube" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/04/YouTube.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p><a href="http://id.aquest.it/tag/youtube/" target="_blank">YouTube</a> aveva già comunicato le modifiche alla sua piattaforma da gennaio, ma il nuovo design è diventato ufficiale solo pochi giorni fa: la prima impressione è quella di un’interfaccia quasi troppo minimale, come se ad un tratto “mancasse qualcosa”. In realtà c’è tutto, anche se dovremo riabituarci a questa nuova faccia.</p>
<p>Il <a href="http://id.aquest.it/design/" target="_blank">design</a> pulito, a quanto pare, rispetta in realtà il volere degli utenti. Secondo l’analisi fatta nei mesi scorsi dal team di YouTube, infatti, quasi il 40% di coloro che utilizzano la piattaforma video non sono interessati a commenti, subscriptions, rating, né ad altre funzionalità specifiche: se potessero, vorrebbero semplicemente titolo, video (il più grande possibile) e campo di ricerca.</p>
<p>Cos’è cambiato quindi su YouTube? Lo schema realizzato da <a href="http://mashable.com/2010/03/31/youtube-redesign-rollout/" target="_blank">Mashable</a> evidenzia bene i punti salienti del redesign.</p>
<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/04/YouTube_newdesign.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-881" title="YouTube_newdesign" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/04/YouTube_newdesign.jpg" alt="" width="470" height="256" /></a></p>
<ol>
<li><strong>Username, subscription e tutti i video del canale</strong>: non sono più “schiacciati” a destra in alto, ma ben visibili appena sopra il riquadro del video.</li>
<li><strong>Descrizione del video</strong>: anche questa era relegata in alto a destra, mentre ora è appena sotto il video; lo spazio è sempre poco, neanche due righe prima del classico “more”, ma la visibilità è aumentata dal rollover azzurro.</li>
<li><strong>Ratings, favorites, playlists e condivisione social</strong>: queste funzionalità erano già raggruppate in una posizione quasi uguale a quella attuale, solo che ora sembrano forse più anonime, nei loro asimmetrici rettangolini; da notare in particolare che sono sparite le stelline che permettevano di graduare il voto, sostituite dal pollice su/giù stile Facebook.</li>
<li><strong>Informazioni e statistiche</strong>: a fianco della descrizione, più evidenti rispetto a prima, anche grazie al rollover azzurro.</li>
<li><strong>Risposte ai video</strong>: praticamente uguali alla vecchia versione.</li>
<li><strong>Commenti ai video</strong>: nella parte superiore sono pubblicati quelli con voti più alti, più sotto invece i commenti in ordine cronologico a partire dai più recenti.</li>
<li><strong>Possibilità di risposta e valutazione dei commenti</strong>: a comparsa quando si muove il mouse sulla lista.</li>
<li><strong>Video suggeriti in base alle scelte dell’utente</strong>: possibilità di riproduzione automatica (disattivabile) e opzioni per gli utenti registrati, in alto a destra; anche questi sono resi maggiormente visibili grazie al rollover azzurro;</li>
<li><strong>Aggiunta dei video alla coda</strong>: possibilità di modificare l’ordine dei suggerimenti (nuova versione della Quicklist); quest’area in particolare è stata rivoluzionata per cercare di trattenere il più possibile l’utente su YouTube, spingendolo a guardare un video dopo l’altro;</li>
<li><strong>Opzioni relative all’account</strong>: praticamente uguali alla vecchia versione.</li>
</ol>
<p>
<p>Da notare infine altre due aree che hanno acquisito maggiore dimensione: lo spazio dedicato alla ricerca, vicino al logo YouTube, e quello per l’advertising che, ove presente, occupa un grande quadrato immediatamente a destra del video.</p>
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		<title>Microfoni colorati e funghetti in 3D</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 15:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
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		<category><![CDATA[3D]]></category>
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		<category><![CDATA[Project Natal]]></category>
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		<description><![CDATA[Sono Nintendo 3DS e PlayStation Move le novità per giocare da Nintendo e Sony. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/entertainment/microfoni-colorati-e-funghetti-in-3d/"><img class="alignnone size-full wp-image-865" title="SuperMario" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/03/SuperMario.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p><a href="http://www.nintendo.com/ds" target="_blank"><strong>Nintendo DS</strong></a>, la famosa console portatile nata del 2004 dalle ceneri del Game Boy, sta per cambiare nome in <strong>3DS</strong>. Facile spiegarne il motivo: la casa giapponese sposa la corsa alla tridimensionalità, ormai affermato trend del 2010, con un nuovo progetto di gioco del quale in questi giorni sta trapelando qualche notizia.</p>
<p>Pochi i dettagli confermati dalla casa madre: di certo si sa che l’illusione della tridimensionalità sarà data dalla tecnica stereoscopica, sfruttando quindi la visione binoculare dell’uomo. Tuttavia, diversamente da quanto sarebbe normale immaginare, la società ha promesso che non saranno necessari i classici occhialini bicolore.</p>
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<p>Se di Nintendo 3DS sapremo di più nei prossimi mesi, di <strong><a href="http://us.playstation.com/ps3/playstation-move/index.htm" target="_blank">PlayStation Move</a></strong> si sa già tutto: evidente competitor della Wii, la nuova versione della piattaforma di gioco Sony ha un controller che sembra un microfono. La sfera luminosa del joystick contiene in realtà sensori che comunicano con la videocamera installata sopra la tv, che permetteranno un’esperienza di gioco sempre più immersiva.</p>
<p>I primi giochi per PlayStation Move saranno disponibili da quest’autunno e la selezione non fa che confermare le prime impressioni: sport, sparatutto, giochi a realtà aumentata. Insomma, l’unico che sembra rimanere solo un progetto sulla carta è <a href="http://id.aquest.it/entertainment/no-controller-required-il-controller-sei-tu/" target="_blank">Project Natal</a> di Microsoft: annunciato a metà del 2009, per ora non c’è una data di rilascio, ma solo tanti bei video su <a href="http://www.youtube.com/user/xboxprojectnatal" target="_blank">YouTube</a>.</p>
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		<title>Il Governo USA vara il National Broadband Plan</title>
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		<comments>http://id.aquest.it/networking/il-governo-usa-vara-il-national-broadband-plan/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 13:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[networking]]></category>
		<category><![CDATA[connettività]]></category>
		<category><![CDATA[digital divide]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[National Broadband Plan]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[“Connecting America”: un piano per la connettività dedicato ai singoli cittadini e agli enti pubblici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/03/USA_National_Broadband_Plan.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-848" title="USA_National_Broadband_Plan" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/03/USA_National_Broadband_Plan.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Rilasciato dalla <a href="http://www.fcc.gov/" target="_blank">Commissione Federale per le Comunicazioni</a> del Governo americano, il progetto <strong><em>National Broadband Plan</em></strong> si presenta come un piano complesso e articolato per diffondere Internet in tutti gli stati. A giudicare dal <a href="http://www.broadband.gov/" target="_blank">sito</a> che gli è stato dedicato, il progetto sarà un’efficace campagna per la presente amministrazione, ma gli obiettivi concreti non mancano.</p>
<p>Il piano si basa su <strong>sei principi fondamentali</strong>:</p>
<p>1. Accesso a Internet a basso costo per cento milioni di case americane a una velocità effettiva di download di almeno 100 Mb/s e di upload di almeno 50 Mb/s;<br />
2. Realizzazione della più veloce e ampia rete wireless al mondo;<br />
3. Possibilità per ogni cittadino di accedere a servizi a banda larga e di sviluppare competenze digitali;<br />
4. Accesso a costi contenuti ad almeno 1 Gb/s per ogni comunità nel momento in cui si accede ad istituzioni come scuole, ospedali ed edifici governativi;<br />
5. Accesso a un livello nazionale, wireless e veloce, di rete interoperabile di sicurezza pubblica per ogni soccorritore (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Certified_first_responder" target="_blank">certified first responder</a>);<br />
6. Possibilità di controllo individuale del reale consumo energetico, tramite accesso a contatori intelligenti in real time.</p>
<p>Il programma si impegna quindi a portare a termine obiettivi ambiziosi non solo nel per il singolo cittadino, ma abbracciando nuove opportunità economiche, impegni a livello educativo e civile e argomenti di interesse comuni quali la sicurezza, la salute pubblica e il risparmio energetico.</p>
<p>Il <em>National Broadband Plan</em> prevede anche un interessante strumento, già utilizzabile online da chiunque, anche se ancora in fase beta: il <strong><a href="http://www.broadband.gov/qualitytest/about/" target="_blank">C<em>onsumer Broadband Test</em></a></strong> fornisce un controllo immediato delle prestazioni della propria connessione (con conseguente confronto con quanto dichiarato dai provider), contribuendo anche alla mappatura delle “dead zones” sul territorio americano.</p>
<div class="feedflare">
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		<item>
		<title>Cartelloni digitali personalizzati: il prototipo di NEC</title>
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		<comments>http://id.aquest.it/marketing/cartelloni-digitali-personalizzati-il-prototipo-di-nec/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 10:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[NEC]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Digital Signage Solution]]></category>

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		<description><![CDATA[L’advertising mirato sulle singole persone, stile Minority Report, sta per arrivare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/03/Minority_Report.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-840" title="Minority_Report" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/03/Minority_Report.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Ultimamente sembra che l’argomento preferito di id_ sia diventato il cinema&#8230; Ma non è colpa nostra se la settima arte riesce così bene a prevedere il futuro della tecnologia! Questa volta si parla di <em>Minority Report</em>: pardon, di <a href="http://www.nec.com/" target="_blank">NEC</a>, e delle affissioni (che termine antico!) personalizzate.</p>
<p>Il colosso giapponese ha annunciato infatti di aver realizzato una nuovissima tecnologia di riconoscimento istantaneo, chiamata <em>Next Generation Digital Signage Solution</em>, che proprio come nel film utilizza una microcamera per definire all’istante il target del passante, in modo da restituire un advertising ad esso dedicato.</p>
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<p>Il cartellone pubblicitario del futuro, che individua principalmente genere ed età dell’individuo, è già in fase di test in alcuni centri commerciali del Giappone e pare arriverà negli USA per la fine del 2010. Il <a href="http://www.telegraph.co.uk/technology/news/7411249/Minority-Report-digital-billboard-watches-consumers-shop.html" target="_blank">Telegraph</a> ha parlato di “invasione della privacy”, ma NEC in merito sostiene che l’anonimato delle persone è assicurato e che le immagini registrate vengono cancellate in tempi brevissimi.</p>
<p>Takeshi Yamamoto, vice presidente di NEC, sembra entusiasta del progetto, che vede già operativo in contesti pubblici di grandi dimensioni in cui siano presenti negozi, come ad esempio gli aeroporti. Non stupisce che già diverse aziende abbiano espresso interesse nei confronti di questa nuova tecnologia.</p>
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		<title>Skinput, ovvero come diventare tastiera per sé stessi</title>
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		<comments>http://id.aquest.it/lab/skinput-ovvero-come-diventare-tastiera-per-se-stessi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 14:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[lab]]></category>
		<category><![CDATA[HCI]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[pico projectors]]></category>
		<category><![CDATA[Skinput]]></category>

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		<description><![CDATA[Un progetto di Carnegie Mellon e Microsoft trasforma il corpo in un’interfaccia touch screen. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/03/skinput.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-833" title="skinput" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/03/skinput.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>La <a href="http://www.newscientist.com/article/dn18591-body-acoustics-can-turn-your-arm-into-a-touchscreen.html" target="_blank">notizia</a> sembra confermare il fatto che i film di fantascienza anticipano sempre la realtà. Skinput, creato da Chris Harrison e Dan Morris della Carnegie Mellon University e Desney Tan di Microsoft, è un sistema di input che coinvolge il corpo umano, destinato a rivoluzionare l’interazione tra uomo e computer.</p>
<p>Skinput è basato sulla “lettura” delle frequenze corrispondenti ai suoni prodotti dall’avambraccio, considerando l’interazione tra ossa, muscoli e pelle. Attraverso dei micro proiettori vengono visualizzati alcuni tasti colorati sulla pelle: il tocco dell’utente sui tasti è captato da una fascia che è in grado di localizzare in maniera precisa il punto di pressione. A questo punto il click viene tradotto nel relativo comando.</p>
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<p>Il nuovissimo sistema di interazione mette insieme i risultati di due ambiti di ricerca: quello sul rilevamento di suoni a bassissime frequenze generati dal corpo umano e quello dei pico projectors, i micro proiettori che abbiamo già <a href="http://id.aquest.it/mobile/tecnologie-mobile-cosa-c-e-e-cosa-sta-per-arrivare/" target="_blank">segnalato</a> come una piccola rivoluzione nel mondo del mobile.</p>
<p>Skinput è già stato testato da una ventina di volontari, che l’hanno trovato semplice ed efficace. Anche se è ancora in fase di test, è facile pensare a quali vantaggi potrebbe portare una sua concreta realizzazione: principalmente avere le mani libere da oggetti e la possibilità di utilizzo in movimento.</p>
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		<title>Tecnologie mobile: cosa c’è e cosa sta per arrivare</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 15:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>EP_</dc:creator>
				<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[active pixel displays]]></category>
		<category><![CDATA[Android]]></category>
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		<category><![CDATA[Bluetooth]]></category>
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		<category><![CDATA[NFC]]></category>
		<category><![CDATA[passive displays]]></category>
		<category><![CDATA[pico projectors]]></category>

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		<description><![CDATA[Connessioni, interfacce, widget: meglio essere preparati prima di cambiare il vecchio cellulare. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/mobile_widgets.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-826" title="mobile_widgets" src="http://id.aquest.it/wp-content/uploads/2010/02/mobile_widgets.jpg" alt="" width="470" height="210" /></a></p>
<p>Un interessante <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/8_mobile_technologies_to_watch_in_2009_2010.php" target="_blank">articolo</a> di Read Write Web pronostica quali saranno le novità in ambito mobile di cui sentiremo parlare al più presto: certo, non tutte ci interessano davvero se dobbiamo solo sostituire il vecchio cellulare, ma c’è da star sicuri che, più seriamente, tutte avranno un forte impatto sul mercato del mobile.</p>
<p><strong>1. Bluetooth 3.0</strong>: la versione 3.0 della specifica Bluetooth promette soprattutto di inviare grandi quantità di dati e in modo più veloce; la nuova tecnologia sarà compatibile con i prodotti realizzati precedentemente, consentendo la comunicazione tra i dispositivi di ultima generazione e quelli più datati.</p>
<p><strong>2. Interfacce e applicazioni</strong>: iPhone, Android e Blackberry fanno da capofila a tutta una nuova generazione di smartphone che quasi si sostituiscono al computer di casa. Le interfacce si fanno sempre più intuitive e ogni giorno nascono applicazioni di qualsiasi tipo, che permettono di avere il mondo in tasca in ogni nostro spostamento.</p>
<p><strong>3. Geolocalizzazione</strong>: un’esperienza che si può vivere soprattutto con le varie apps dell’iPhone, ma che sta diventando sempre più comune. Ad essere localizzati geograficamente in tempo reale non sono solo, diciamo così, gli utenti comuni, che possono decidere di incontrare i “propri simili”, ma anche e soprattutto aziende, negozi e locali.</p>
<p><strong>4. Near Field Communication</strong>: la tecnologia NFC permette di utilizzare il cellulare come strumento per fare prenotazioni e pagamenti. Inizialmente sviluppata da Philips e Sony, sembra che avrà successo prima e soprattutto nei mercati emergenti. A Milano è prevista per il 2010 una sperimentazione della tecnologia NFC per i sistemi di bigliettazione elettronica di tram e metro.</p>
<p><strong>5. Display</strong>: le novità in quest’ambito si chiamano <em>active pixel displays</em>, <em>passive displays</em> e <em>pico projectors</em>. Questi ultimi in particolare sono già utilizzati per proiettare presentazioni in mancanza di attrezzature specifiche o in contesti informali: un dispositivo consumer che utilizza già questa funzionalità, ad esempio, è la fotocamera digitale Nikon Coolpix S1000pj, che permette di proiettare le foto su una parete (come si faceva un tempo con le diapositive).</p>
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