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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><title>L'IDEA DIVERSA</title><link>http://ideadiversa.blogspot.com/</link><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/ideadiversa" /><description></description><language>en</language><managingEditor>noreply@blogger.com (Basch)</managingEditor><lastBuildDate>Sun, 20 May 2012 23:14:09 PDT</lastBuildDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">73</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/">25</openSearch:itemsPerPage><feedburner:info uri="ideadiversa" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><image><link>http://ideadiversa.blogspot.com</link><url>http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/ideadiversa-logo.jpg</url><title>L'Idea Diversa</title></image><feedburner:emailServiceId>ideadiversa</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item><title>Jewish News One, il canale all-news ebraico arriva in Italia</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/5aCZihSwjaI/jewish-news-one-il-primo-canale.html</link><category>Medioriente</category><category>Televisione</category><category>Israele</category><category>Approfondimento</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Fri, 09 Dec 2011 13:54:24 PST</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-214589393663334942</guid><description>&lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Jewish_News_One_Logo" border="0" alt="Jewish_News_One_Logo" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/-qnpn5vl4JQo/TrmfQEJBtRI/AAAAAAAAAk4/VXVAN1VSqHU/Jewish_News_One_Logo%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" width="180" height="180"&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Un sogno che si avvera. Un canale all-news internazionale in lingua inglese – in stile Al Jazeera, Al Arabiya o CNN (per ora somiglia più ad Euronews, ndt) – ma che illustri più dettagliatamente le ragioni israeliane, quasi sempre ignorate o trattate superficialmente dalla maggior parte dei media: in quanti hanno sperato che nascesse un canale così?  &lt;p align="justify"&gt;Ebbene, oggi esiste: si chiama &lt;strong&gt;Jewish News One&lt;/strong&gt; (JN1). Ha iniziato ufficialmente le sue trasmissioni il 21 settembre 2011. Fondato da &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Igor_Kolomoisky"&gt;Igor Kolomoisky&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Vadim_Rabinovich"&gt;Vadim Rabinovich&lt;/a&gt;, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Unione Ebraica Europea. I suoi obiettivi sono illustrare i fatti da una prospettiva ebraica, cercando tuttavia di mantenere una certa obiettività nell’esposizione dei fatti. &lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;p align="justify"&gt;Di seguito l’articolo &lt;a href="http://www.ansamed.it/it/top/MI.XAM84654.html" target="_blank"&gt;tratto da ANSAmed&lt;/a&gt;, sicuramente più completo ed esauriente.  &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;(di Alessandra Baldini) (ANSAmed) - LONDRA - Nel complesso panorama dell'informazione mediorientale arriva una nuova voce: il primo canale ebraico all news 24 per su 24. JN1, che ha aperto uffici a Bruxelles, Tel Aviv e Kiev, è già stato soprannominato la 'Jewish al Jazira' e si propone non soltanto di offrire informazione a un pubblico ebraico, ma attrarre spettatori interessati a una visione ebraica del mondo come alternativa a Bbc, Cnn, SkyNews oltre, ovviamente, all'emittente qatariota. "Fin dall'inizio del mondo qualsiasi cosa che avesse la parola ebraico in mezzo ha fatto notizia", ha detto al Guardian Alexander Zanzer, capo dell'ufficio bruxellese di Jewish News 1 (JN1): "Così abbiamo pensato che era ora che qualcuno creasse un canale 24 ore su 24 che guardasse agli affari del mondo da una prospettiva ebraica".&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Le trasmissioni via satellite in Europa sono cominciate la scorsa settimana e dominate, ma non monopolizzate, dal dibattito all'Onu sullo stato palestinese. Il canale, finanziato dagli oligarchi russi Igor Kolomoisky e Vadim Rabinovich (rispettivamente presidente e vicepresidente della European Jewish Union con base a Bruxelles), verrà poi commercializzato in Nord America e Medioriente nei pacchetti della tv via cavo mentre entro un mese comincerà lo streaming sul web. Kolomoisky e Rabinovich, influenti finanziatori di iniziative sociali in Israele e Ucraina, hanno investito 5 milioni di dollari nel canale all news "perché vogliono far qualcosa che abbia una eco a livello internazionale", ha detto Zanzer tenendo a precisare che l'iniziativa "non sarà necessariamente pro o anti-Israele: vogliamo che il pubblico senta la nostra voce e decida chi ha ragione". Oltre a quelli già esistenti, apriranno uffici anche a Londra, Washington, Parigi, Berlino e Mosca. Il canale, un progetto no profit, attualmente trasmette solo in inglese ma si prefigge di allargarsi ad altre lingue, dal russo all'italiano oltre all'ebraico. Peter Dickinson, il direttore di JN1 ha parlato al Guardian da Kiev: "Non pensiamo a questo canale come a un notiziario per ebrei. Infatti "mi auguro che avremo molti non ebrei tra i telespettatori". Per Dickinson "la grossa novità degli ultimi 20 anni nel mercato delle news è stata la diversificazione. Ci auguriamo di fare lo stesso offrendo la nostra particolare prospettiva sugli affari del mondo".&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;Il canale ha iniziato a trasmettere nei paesi dell’Europa Orientale a partire da settembre 2011. Meno di due mesi dopo, l’8 novembre 2011, in seguito ad accordi presi con i satelliti Hotbird e Galaxy 19, le trasmissioni sono iniziate anche nel resto dell’Europa, in America, in Medio Oriente e in parte della Russia.  &lt;p align="justify"&gt;Per il futuro è prevista la trasmissione anche in streaming online sul sito &lt;a href="http://www.jn1.tv"&gt;www.jn1.tv&lt;/a&gt; e su Apple iPad, oltre addirittura la localizzazione in ben 8 lingue, italiano compreso!  &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Come vederlo in Italia&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;JN1 ha iniziato ad essere disponibile sul satellite Hotbird 13° est, in pratica dove trasmette anche Sky Italia e dove si trovano la maggior parte dei canali italiani.&amp;nbsp; &lt;p align="justify"&gt;Di seguito i dati necessari per riceverlo sul vostro &lt;strong&gt;decoder satellitare non Sky&lt;/strong&gt;.  &lt;p&gt;Satellite: Hotbird&lt;br&gt;Posizione orbitale: 13° Est&lt;br&gt;tp: 126&lt;br&gt;frequenza: 11034 MHz&lt;br&gt;Polarizzazione: Verticale&lt;br&gt;Symbol rate: 27500&lt;br&gt;FEC: 3/4&lt;br&gt;Codifica: DVB-S&lt;br&gt;Nessun criptaggio&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ulteriori informazioni le trovate qui: &lt;a href="http://www.flysat.com/hotbird.php"&gt;http://www.flysat.com/hotbird.php&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Il canale, al momento in cui scrivo questo articolo, &lt;strong&gt;si trova sotto il nome di STRANA TV&lt;/strong&gt;, probabilmente perché essendo appena uscito non è stato aggiornato correttamente. In futuro dovrebbe chiamarsi “JN 1” o “JN1”. Se non si è al corrente di questo piccolo dettaglio sarà difficile trovare il canale tra le migliaia presenti sul satellite.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Per vederlo sul decoder Sky&lt;/strong&gt; (standard, HD, MySky, MySky HD) seguite le seguenti istruzioni.&lt;/p&gt; &lt;ol&gt; &lt;li&gt;Sul telecomando Sky premere “Menu”  &lt;li&gt;Scegliere l'opzione 7 “Gestione altri canali”  &lt;li&gt;Scegliere l'opzione 3 “Ricerca automatica”, oppure 4 “Ricerca automatica sat” se avete il decoder con la chiavetta del digitale terrestre.  &lt;li&gt;Confermare con Ok  &lt;li&gt;Attendere il completamento della ricerca automatica  &lt;li&gt;Confermare nuovamente con Ok  &lt;li&gt;Si tornerà al menù precedente. Selezionare l'opzione 2 “Organizza altri canali”, oppure 5 “Organizza altri canali sat” se avete il decoder con la chiavetta del digitale terrestre  &lt;li&gt;Scorrere la lista sulla sinistra dello schermo premendo i tasti freccia o i tasti verde e rosso fino ad arrivare al canale “STRANA TV”.  &lt;li&gt;Cliccare su “STRANA TV” premendo Ok. Comparirà una spunta accanto al nome del canale  &lt;li&gt;Premere il tasto Esc sul telecomando tre volte per uscire  &lt;li&gt;Adesso troverete il canale Jewish News One è sul canale 9600 (sotto il nome di STRANA TV&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p align="justify"&gt;Chi non ha il satellite dovrà ancora pazientare per vederlo live in streaming sul &lt;a href="http://www.jn1.tv" target="_blank"&gt;sito ufficiale&lt;/a&gt;. Nel frattempo dovrà accontentarsi di leggere &lt;a href="http://www.facebook.com/JewishNewsOne" target="_blank"&gt;la pagina ufficiale di JN1 su Facebook&lt;/a&gt;, o di vederne alcuni servizi su &lt;a href="http://www.youtube.com/user/jewishnewsone" target="_blank"&gt;YouTube&lt;/a&gt;. Continuate a seguirci su &lt;a href="http://www.facebook.com/ideadiversa" target="_blank"&gt;Facebook&lt;/a&gt; o &lt;a href="https://plus.google.com/108682484016976015000/posts" target="_blank"&gt;Google+&lt;/a&gt; per essere aggiornati sulle novità di questo canale.&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Aggiornamento: ora il canale trasmette anche sul web!&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Sul sito ufficiale del canale, &lt;a href="http://www.jn1.tv"&gt;www.jn1.tv&lt;/a&gt;, ora è possibile vedere gratis il canale live Jewish News One in streaming. Per semplicità, potete vederlo anche in tutte le pagine del nostro sito o nel riquadro qua sotto, cliccando su &lt;em&gt;Play&lt;/em&gt;!&lt;/p&gt; &lt;div align="center"&gt; &lt;div class="video_player"&gt;&lt;iframe class="k-live-iframe" title="K video player" height="316" src="http://s.kewego.com/embed/lp/?language_code=fr&amp;amp;playerKey=f51c54c42875&amp;amp;configKey=&amp;amp;suffix=&amp;amp;autostart=false" frameborder="0" width="560" scrolling="no" rel="0d7d9b62552v"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt;L’&lt;strong&gt;URL&lt;/strong&gt; completo del canale Jewish News One è il seguente:&lt;br&gt;&lt;a title="http://s.kewego.com/embed/lp/?language_code=fr&amp;amp;playerKey=f51c54c42875" href="http://s.kewego.com/embed/lp/?language_code=fr&amp;amp;playerKey=f51c54c42875"&gt;http://s.kewego.com/embed/lp/?language_code=fr&amp;amp;playerKey=f51c54c42875&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Aggiungendo l’indirizzo riportato qui sopra ai preferiti del vostro &lt;strong&gt;cellulare o tablet Android&lt;/strong&gt; potete vedere in diretta le trasmissioni del canale direttamente dal browser del vostro telefono! Occhio perché per visualizzare correttamente le immagini dovete avere installato anche &lt;a href="https://market.android.com/details?id=com.adobe.flashplayer&amp;amp;feature=search_result#?t=W251bGwsMSwxLDEsImNvbS5hZG9iZS5mbGFzaHBsYXllciJd" target="_blank"&gt;Adobe Flash Player&lt;/a&gt; sul vostro smartphone.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-214589393663334942?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Invece di trincerarsi dietro vuote frasi, come la lapalissiana costatazione del ministro degli Esteri francese, Alain Juppé – “Un attacco all’Iran destabilizzerebbe l’intera regione” (sic) – Stati Uniti e ciò che resta dell’Unione Europea dovrebbero fare fronte comune con Israele e accompagnare nuove draconiane sanzioni economiche con la minaccia tangibile e certa di un intervento militare se l’Iran non rinuncerà al suo programma nucleare. Solo così, forse, si scongiurerebbe il peggio: un attacco preventivo e solitario di Israele, che a Gerusalemme è visto ancora come un’estrema, pericolosa spiaggia, ma che il premier Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Ehud Barak considerano la loro missione storica per scongiurare un secondo olocausto.&lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;Il dilemma più difficile che nella sua pur travagliata storia mai Israele si è trovato ad affrontare è riassunto nel rapporto dell’AIEA – l’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica. Secondo quanto trapelato, l’Iran nell’ultimo decennio ha corso senza sosta verso l’obbiettivo di diventare una potenza nucleare ed è orami vicinissimo al punto di non ritorno Il regime degli ayatollah ha ricevuto l’assistenza determinante di elementi stranieri: Pakistan, Corea del Nord e ingegneri dell’ex Unione Sovietica, tra cui spicca il nome di Vyacheslav Danilenko. Grazie a questo apporto, l’Iran è riuscito a superare uno degli ultimi scogli sulla strada del nucleare: la fabbricazione e il collaudo del cosiddetto generatore R265. Lo spiega, sulle colonne del Washington Post, David Albright, ex membro della’AIEA e oggi presidente dell’Istituto per la Scienza e la Sicurezza internazionale. Il generatore R265 è un contenitore in alluminio dove esplosivo convenzionale viene fatto detonare all’intensità necessaria per innescare una carica di uranio o plutonio. Il dato più sconfortante del rapporto dell’AIEA è che il programma nucleare militare dell’Iran è proseguito praticamente senza sosta nell’ultimo decennio. Smentito dunque il rapporto delle agenzie di intelligence statunitensi, secondo cui l’Iran aveva sospeso il programma militare nel 2003. Quella sospendente conclusione, annunciata nel 2007, l’ultimo anno della presidenza Bush, fermò, di fatto, i piani israeliani e statunitensi di un attacco preventivo. &lt;p align="justify"&gt;Quattro anni dopo, la situazione è estremamente più complessa. Dal punto di vista militare, l’operazione presenta una difficoltà senza precedenti per Israele. Barak ha svelato, ad esempio, che l’istallazione nucleare sotterranea costruita nei pressi di Qom è a prova di armi convenzionali. Le difese anti aeree iraniane, poi, costituiscono un ostacolo ben più temibile che quelle irakene e siriane, che sono state neutralizzate senza difficoltà nei raid contro istallazioni nucleari rispettivamente nel 1981 e nel 2008 Infine, l’Iran dispone di 300 missili a lunga gittata e può contare sull’arsenale di Hezbollah, centomila razzi capaci di colpire l’intero territorio israeliano. In caso di conflitto, Israele sarebbe sottoposto ad un fuoco senza precedenti. &lt;p align="justify"&gt;Un attacco all’Iran, senza il sostegno di una più ampia coalizione internazionale, è un rischio che è difficile calcolare. Eppure, Netanyahu e Barak nell’ultima settimana hanno volutamente fatto di tutto per proiettare all’esterno il senso di un Paese che si prepara a questa eventualità. Le grandi linee del dibattito in corso nell’establishment politico e di sicurezza sull’opportunità o meno di un intervento militare contro l’Iran sono trapelante dalle maglie solitamente strettissime che proteggono il segreto sul dossier più spinoso del momento. Nell’arco della sola ultima settimana, Israele ha condotto un test di lancio di un missile a lungo raggio, un’esercitazione aerea nei lontani cieli della Sardegna, una simulazione di attacco con armi chimiche a Tel Aviv. Contemporaneamente, l’amministrazione Obama ha fatto trapelare una crescente inquietudine sulle intenzioni di Gerusalemme. Un funzionario del Pentagono ha svelato la preoccupazione che Israele possa agire senza il disco verde Usa. &lt;p align="justify"&gt;Gioco delle parti? Partita a poker? Nulla si può escludere, in Medio Oriente. Ma la conoscenza approfondita dell’equilibrio che garantisce l’esistenza dello stato ebraico porta a conclusioni diverse. La Bomba nelle mani della teocrazia sciita di Teheran innescherebbe una corsa all’Atomica in un Medio Orienta, dove le forze radicali sono in ascesa a scapito della storica influenza statunitense. E’ auspicabile che Stati Uniti e Europa non lascino solo un alleato strategico in un momento così cruciale. A destabilizzare il Medio Oriente non è l’opzione militare ma il programma nucleare di un regime fanatico che nega l’olocausto mentre ne prepara un secondo. Come ha detto il presidente Shimon Peres, rompendo la sua proverbiale cautela, il tempo è agli sgoccioli e l’Occidente è chiamato a dimostrare nei fatti che l’impegno preso per la sicurezza di Israele non è carta straccia. &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Claudio Pagliara, 07/11/2011&lt;br&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.claudiopagliara.it/2011/11/perche-loccidente-deve-fermare-liran/" target="_blank"&gt;ITACA, il blog di Claudio Pagliara&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-7173362190074168583?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/0W353dvSW7U" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-08T16:29:58.496+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://lh6.ggpht.com/-21K67o7YQ1E/TrlKQmKCg7I/AAAAAAAAAk0/pZnL5jSsOuY/s72-c/iran-nuclear-facility_0%25255B9%25255D.jpg?imgmax=800" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/11/perche-loccidente-deve-fermare-liran.html</feedburner:origLink></item><item><title>Goldstone: “Ingiusta e infondata l’accusa di apartheid a Israele”</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/y9jHiBqrPqI/goldstone-ingiusta-e-infondata-laccusa.html</link><category>Attualità</category><category>Israele</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Thu, 03 Nov 2011 07:35:19 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-4804186394855935632</guid><description>&lt;p&gt;&lt;img style="background-image: none; border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top: 0px; border-right: 0px; padding-top: 0px" title="apartheid-israele-goldstone-focus-on-israel" border="0" alt="apartheid-israele-goldstone-focus-on-israel" align="left" src="http://lh5.ggpht.com/-ofq9G9C1Uk4/TrKlKP_2QjI/AAAAAAAAAkg/iVB9DHu_ckY/apartheid-israele-goldstone-focus-on-israel%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" width="248" height="240"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Innanzitutto bisogna ricordare, semmai vi fosse bisogno, chi è Richard Goldstone: il giudice che in seguito all’operazione israeliana “Piombo Fuso”, volta a sradicare l’organizzazione Hamas dalla Striscia di Gaza, ha redatto &lt;a href="http://www.associazionezaatar.org/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=727" target="_blank"&gt;un dettagliato rapporto&lt;/a&gt; con cui ha criticato duramente l’operato dell’esercito israeliano.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Lo stesso Goldstone in seguito &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/finestrasullamerica/grubrica.asp?ID_blog=43&amp;amp;ID_articolo=2007&amp;amp;ID_sezione=58&amp;amp;sezione" target="_blank"&gt;ha ritrattato il suo stesso rapporto&lt;/a&gt;, ecco infatti le sue parole pubblicate in un articolo sul Washington Post: «Oggi sappiamo molto di più su quanto avvenne nella guerra di Gaza del 2008-2009 rispetto al periodo nel quale condussi l’inchiesta per conto del Consiglio Onu sui Diritti umani; se avessi saputo allora ciò che sappiamo oggi, il Rapporto Goldstone sarebbe stato differente».&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Oggi è lo stesso Goldstone che sfata l’ennesima voce discriminatoria nei confronti dello Stato di Israele, anche se la situazione era già fin troppo chiara a chi in Israele ci vive o ci va abitualmente: definire l’unico Stato democratico del Medioriente “Stato di apartheid” era palesemente infondato.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Di seguito l’articolo dettagliato, tratto da &lt;a href="http://www.focusonisrael.org/2011/11/02/apartheid-israele-goldstone/" target="_blank"&gt;FocusOnIsrael&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;Goldstone: “Ingiusta e infondata l’accusa di apartheid a Israele”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;“Quella mossa a &lt;strong&gt;Israele&lt;/strong&gt; di essere uno&lt;a href="http://www.focusonisrael.org/2010/11/11/apartheid-israele/"&gt;stato da &lt;strong&gt;apartheid&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; è un’accusa falsa e malevola che preclude, anziché promuovere, la pace e l’armonia”. Lo scrive il giudice Richard &lt;strong&gt;Goldstone&lt;/strong&gt; in un editoriale pubblicato sul New York Times. Goldstone, il cui &lt;a href="http://www.focusonisrael.org/2009/10/21/rapporto-goldstone-onu-terrorismo/" target="_blank"&gt;rapporto Onu sull’operazione anti-Hamas a Gaza&lt;/a&gt; del gennaio 2009 divenne in tutto il mondo un emblema della &lt;a href="http://www.focusonisrael.org/2010/11/02/cast-lead-hamas/" target="_blank"&gt;polemica anti-israeliana&lt;/a&gt;, ha pubblicato un secondo editoriale a difesa di Israele &lt;a href="http://www.focusonisrael.org/2011/04/04/goldstone-rapporto-gaza-guerra/" target="_blank"&gt;dopo quello firmato in aprile sul Washington Post&lt;/a&gt; in cui sembrava ritrattare il suo stesso rapporto dicendo che avrebbe redatto un documento assai differente “&lt;a href="http://www.focusonisrael.org/2010/11/02/cast-lead-hamas/" target="_blank"&gt;se avessi saputo allora quello che so adesso&lt;/a&gt;”. &lt;p align="justify"&gt;Goldstone, che è stato giudice nella Corte Suprema del &lt;strong&gt;Sudafrica&lt;/strong&gt; negli anni in cui era in vigore il sistema di discriminazione razziale dell’apartheid, scrive: “Sebbene la parola apartheid possa avere un significato più ampio, la si usa per indicare la situazione che c’era in Sudafrica prima del 1994. Contro Israele, costituisce una calunnia ingiusta e infondata, studiata per ritardare anziché far avanzare i negoziati di pace. In Israele – continua Goldstone – non c’è apartheid. Nulla, in Israele, si avvicina alla definizione di apartheid in base allo Statuto di Roma [sulla Corte Penale Internazionale] del 1998”. &lt;p align="justify"&gt;Nell’articolo, Goldstone distingue fra arabi israeliani e palestinesi dei territori. “Gli arabi israeliani votano, hanno partiti politici e rappresentanti alla &lt;strong&gt;Knesset&lt;/strong&gt;, e ricoprono posizioni di prestigio, anche nella Corte Suprema. I pazienti arabi sono ricoverati insieme ai pazienti ebrei negli ospedali israeliani e ricevono identico trattamento”. &lt;p align="justify"&gt;Goldstone non ignora i problemi ed anche le situazioni di discriminazione denunciate dai cittadini arabi d’Israele. “Ma – sottolinea – tutto questo non è apartheid, che invece consiste nel sancire consapevolmente la separazione come ideale”.&lt;br&gt;Circa la Cisgiordania, Goldstone afferma che la situazione naturalmente è più complessa. “Ma anche qui – scrive – non vi è alcuna intenzione di mantenere un sistema istituzionalizzato di sistematica oppressione e dominazione da parte di un gruppo razziale. Si tratta di una distinzione che rimane fondamentale anche quando Israele agisce in modo repressivo verso i palestinesi”.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Goldstone si schiera persino a difesa delle misure anti-terrorismo israeliane. “Finché i cittadini israeliani rimangono sotto la minaccia di attentati originati in Cisgiordania e striscia di Gaza – osserva – Israele considererà necessari per la propria auto-difesa i posti di blocco e altre misure analoghe, anche se i palestinesi si sentono oppressi da tali misure”. E quello che tanti anti-israeliani hanno definito “il muro dell’apartheid” è in realtà, ammette Goldstone, “una barriera di sicurezza costruita per fermare inesorabili attentati terroristici, mentre la stessa Corte Suprema israeliana in parecchi casi ha ordinato allo stato di ritracciarne il percorso per minimizzare disagi eccessivi”. &lt;p align="justify"&gt;(&lt;em&gt;Fonte: YnetNews, 1.11.11&lt;/em&gt;)&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.israele.net/articolo,3274.htm" target="_blank"&gt;Israele.net&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;br&gt;Nella foto in alto: Richard Goldstone&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-4804186394855935632?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NjT03uyKsz_rAwkQV_ZLH9CGemg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NjT03uyKsz_rAwkQV_ZLH9CGemg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/y9jHiBqrPqI" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-03T15:35:19.952+01:00</app:edited><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://lh5.ggpht.com/-ofq9G9C1Uk4/TrKlKP_2QjI/AAAAAAAAAkg/iVB9DHu_ckY/s72-c/apartheid-israele-goldstone-focus-on-israel%25255B2%25255D.jpg?imgmax=800" height="72" width="72" /><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/11/goldstone-ingiusta-e-infondata-laccusa.html</feedburner:origLink></item><item><title>Croce Rossa: Israele, nessun uso improprio di bombe al fosforo nell’operazione “Piombo Fuso”</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/Z59J0kTO0no/croce-rossa-israele-nessun-uso.html</link><category>Attualità</category><category>Israele</category><category>Palestina</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Sat, 23 Jul 2011 05:48:41 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-5447556235397581721</guid><description>&lt;p align="justify"&gt;Riporto di seguito la traduzione di questo vecchio ma sempre utile articolo del Jerusalem Post, da mostrare a chi accusa troppo semplicisticamente Israele di violazioni del diritto internazionale. Peccato che la notizia non abbia avuto grande risalto sui media nostrani, &lt;a href="http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&amp;amp;sez=120&amp;amp;id=27515" target="_blank"&gt;come ha scritto anche Informazione Corretta&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="01_PHOSPHOR" border="0" alt="01_PHOSPHOR" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/CroceRossaIsraelenessunusoimpropriodibom_CF95/01_PHOSPHOR.jpg" width="554" height="333"&gt; &lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;h3 align="center"&gt;&lt;font color="#c00000"&gt;IDF, nessun uso improprio di bombe al fosforo&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;La Croce Rossa Internazionale dice che l’arma incendiaria è stata utilizzata solo per creare fumo o illuminare gli obiettivi.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Martedì la Croce Rossa Internazionale ha dichiarato che Israele ha utilizzato bombe al fosforo bianco nella sua offensiva nella Striscia di Gaza, ma che non esiste alcuna prova che siano state utilizzate impropriamente o illegalmente. La dichiarazione è arrivata dopo l’accusa di un’organizzazione umanitaria rivolta allo Stato ebraico di aver fatto uso dell’arma incendiaria, che si accende quando colpisce la pelle e continua a bruciare fino a quando non viene interrotto con l’ossigeno. Può causare ferite spaventose.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Il Comitato Internazionale della Croce Rossa aveva avvisato Israele di esercitare “estrema attenzione” nell’utilizzo dell’arma incendiaria, che viene usata per illuminare gli obiettivi militari nella notte o creare una cortina di fumo negli attacchi diurni, stando alle dichiarazioni di Peter Herby, a capo della sezione armi e mine dell’organizzazione. “In alcuni degli attacchi a Gaza è abbastanza evidente che il fosforo è stato usato” Herby ha dichiarato all’Associated Press. “Ma non è insolito utilizzarlo per creare fumo o illuminare obiettivi. Non abbiamo nessuna prova che ci dimostri che sia stato utilizzato in altro modo”.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;In risposta, l’IDF martedì ha dichiarato di “augurarsi che sia riconosciuto da tutti che l’utilizzo delle armi era in linea con la legge internazionale, osservando che erano utilizzate in base al tipo di combattimento e alle loro caratteristiche”. Herby ha dichiarato che utilizzare il fosforo per illuminare un obiettivo o creare fumo è consentito dal diritto internazionale, e non c’è alcuna prova del fatto che lo Stato ebraico abbia intenzionalmente usato l’arma in modi illeciti, ad esempio incendiando edifici o mettendo consapevolmente a rischio.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Tuttavia Herby ha aggiunto che le certezze sono ancora limitate a causa delle difficoltà di accedere a Gaza, dove le fonti mediche palestinesi hanno parlato di oltre 900 morti e 4250 feriti da quando Israele ha lanciato la sua offensiva alla fine del mese scorso. L’operazione mira ad interrompere il lancio di razzi palestinesi oltre il loro confine. L’associazione Human RightsWatch ha accusato Israele di sparare bombe al fosforo e ha avvisato circa il pericolo di gravi ustioni sui feriti. Vi sono 10 casi sospetti di vittime bruciate che avevano la pelle che si staccava dal viso e dal corpo. Il fosforo bianco non è considerato un’arma chimica.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Articolo del 13/01/2009&lt;br&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.jpost.com/Israel/Article.aspx?id=129152" target="_blank"&gt;JPost&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-5447556235397581721?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4exg4DdB9SuftwGA5lL_rEWZcNY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4exg4DdB9SuftwGA5lL_rEWZcNY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4exg4DdB9SuftwGA5lL_rEWZcNY/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4exg4DdB9SuftwGA5lL_rEWZcNY/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/Z59J0kTO0no" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-07-23T14:48:41.525+02:00</app:edited><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/07/croce-rossa-israele-nessun-uso.html</feedburner:origLink></item><item><title>La verità sulla West Bank</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/W-IFDW9DCS0/la-verita-sulla-west-bank.html</link><category>Israele</category><category>Storia</category><category>Approfondimento</category><category>Palestina</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Thu, 21 Jul 2011 07:59:27 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-7190939316535189160</guid><description>&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Il West Bank, in precedenza Giudea e Samaria" border="0" alt="Il West Bank, in precedenza Giudea e Samaria" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/LaveritsullaWestBank_D0DE/israel.westbank.jpg" width="400" height="482"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Questo video molto interessante è stato pubblicato sulla &lt;a href="http://www.youtube.com/DannyAyalon" target="_blank"&gt;pagina YouTube di Danny Ayalon&lt;/a&gt;, vice-ministro degli esteri israeliano. Vi consiglio caldamente di vederlo perché è veramente molto interessante e ben fatto. I sottotitoli si possono tradurre in italiano, tuttavia riporto qui sotto il testo integrale del video. E’ dedicato a chi troppo semplicisticamente giudica Israele colpevole di occupare una terra (anche se ad ogni modo ribadisco di essere a favore di uno Stato palestinese, ovviamente ottenuto attraverso il negoziato tra Israele ed arabi e non unilateralmente).&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Per tradurre automaticamente i sottotitoli del video in italiano:&lt;/strong&gt; cliccate su &lt;em&gt;Play&lt;/em&gt; e mettete il video in pausa. Cliccate sull’icona &lt;em&gt;CC&lt;/em&gt; posta in basso nel riquadro, selezionate “Traduci sottotitoli” e nell’elenco trovate “italiano”; cliccateci sopra e poi confermate con OK. La traduzione non sarà perfetta perché è effettuata automaticamente da Google, però il video sarà molto più comprensibile. Per una traduzione più accurata leggete sotto il riquadro.&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;object width="550" height="343"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XGYxLWUKwWo?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/XGYxLWUKwWo?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="343" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Spesso nelle notizie si sente parlare di “territori occupati”, “confini del 1967” e “insediamenti illegali”; inoltre, spesso la storia che si sente raccontare risulta essere molto semplice da riassumere: “durante la guerra dei Sei Giorni Israele ha rubato la West Bank ai palestinesi, rifiutando la richiesta dell’ONU di restituirlo e costruendoci insediamenti illegali”. Ma le cose andarono veramente così? Cerchiamo di comprendere meglio la situazione.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Iniziamo con una questione semplice ma fondamentale: &lt;strong&gt;da chi Israele conquistò la West Bank?&lt;/strong&gt; Dai palestinesi? No… nel 1967 non esisteva nessuno Stato che si chiamasse &lt;em&gt;Palestina&lt;/em&gt;. Israele strappò la West Bank dalla &lt;strong&gt;Giordania&lt;/strong&gt; in un atto di &lt;strong&gt;auto-difesa&lt;/strong&gt;, dopo che la questa si era alleata con Egitto e Siria in una guerra con lo scopo di distruggere Israele. Ah, a proposito… distruggere paesi è piuttosto illegale.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Le Nazioni Unite nel 1967 &lt;strong&gt;respinsero&lt;/strong&gt; le ripetute richieste arabe e sovietiche di considerare Israele come aggressore. La risoluzione 242 del consiglio di sicurezza dell’ONU non chiese il disimpegno unilaterale dello Stato ebraico dai territori conquistati; piuttosto, pretese la negoziazione di una soluzione che prevedesse “confini sicuri e riconosciuti ad Israele”, insomma “&lt;strong&gt;confini difendibili&lt;/strong&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ma aspettiamo un attimo, &lt;strong&gt;perché la West Bank prima della guerra era territorio giordano?&lt;/strong&gt; Qual era la giustificazione legale di ciò? Bene, la Giodania aveva… sapete cosa? &lt;strong&gt;Non aveva una giustificazione legale!&lt;/strong&gt; La Giordania semplicemente &lt;em&gt;occupò&lt;/em&gt; la regione nel 1948 con lo scopo di &lt;strong&gt;distruggere il neonato Stato di Israele&lt;/strong&gt;, modificandone il nome comunemente accettato (che era &lt;em&gt;Giudea e Samaria&lt;/em&gt;) in West Bank (o Cisgiordania). Ma nessuno fu veramente convinto di questa occupazione; infatti &lt;strong&gt;nessuno ne riconobbe la legalità, nemmeno gli Stati arabi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Allora, se la Giordania non aveva alcun diritto legale sulla zona e uno Stato chiamato “Palestina” non esisteva, &lt;strong&gt;di chi era quel territorio?&lt;/strong&gt; Torniamo ancora più indietro nel tempo. Tranquilli, non arriviamo ai tempi della Bibbia, ma solo a circa 100 anni fa.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Fino al 1917 l’intera regione apparteneva &lt;strong&gt;all’impero Ottomano&lt;/strong&gt;. Dopo aver perso la prima guerra mondiale questo perse il controllo della regione, che &lt;strong&gt;andò agli Stati Alleati&lt;/strong&gt; (Francia e Inghilterra), che decisero di dividere il vecchio impero in Stati. Il ministro degli esteri inglese, &lt;strong&gt;Lord Balfour&lt;/strong&gt;, riconobbe il &lt;strong&gt;diritto storico degli ebrei ad una loro patria&lt;/strong&gt;. Una piccola zona, equivalente a metà dell’1% dell’intero Medio Oriente, fu designata per questo scopo. La Gran Bretagna ricevette il mandato dalla Società delle Nazioni per promuovere la fondazione di una patria ebraica.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ma aspettate un secondo: avete capito cosa è accaduto? La patria ebraica inizialmente non comprendeva solo la zona ad ovest del fiume Giordano, ma &lt;strong&gt;anche la zona ad est&lt;/strong&gt; (l’attuale Giordania, &lt;em&gt;ndt&lt;/em&gt;). Credo che non si possa dire che il popolo ebraico non abbia accettato alcuni compromessi dolorosi già all’epoca.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ad ogni modo, il riconoscimento della patria ebraica – anche sulla West Bank – da parte della Società delle Nazioni &lt;strong&gt;fu ribadito dalle Nazioni Unite dopo la seconda guerra mondiale&lt;/strong&gt;. Con la fine del mandato britannico la risoluzione 181 dell’Assemblea Generale dell’ONU raccomandava la &lt;strong&gt;fondazione di due Stati: uno ebraico e l’altro arabo&lt;/strong&gt;. Gli ebrei &lt;strong&gt;accettarono&lt;/strong&gt; il compromesso e dichiararono la loro indipendenza, mentre &lt;strong&gt;gli arabi lo rifiutarono&lt;/strong&gt; e iniziarono una guerra per distruggere il nuovo Stato ebraico. La risoluzione 181 – una raccomandazione di primo grado non vincolante – &lt;strong&gt;rimase senza alcuna base legale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Alla fine della guerra fu creata una &lt;strong&gt;linea armistiziale&lt;/strong&gt; laddove le forze arabe ed israeliane interruppero i combattimenti. Ad insistenza dei leader arabi &lt;strong&gt;a questa linea non fu attribuito alcun significato politico&lt;/strong&gt;. Così, anche se questa linea è comunemente indicata come “confini del '67” &lt;strong&gt;questa non era del '67 e non fu mai riconosciuta come un confine internazionale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ecco perché la definizione più esatta per la West Bank secondo la legge internazionale è in realtà &lt;strong&gt;la stessa che si usa in molte altre zone del mondo dove vi sono (o vi erano) dispute territoriali&lt;/strong&gt;, ma che NON sono definite “occupate”. Per esempio: Zubarah, Isole Tumbs, Sahara Occidentale, Isola Abu Musa, Kashmir, ecc. che non sono “territori occupati” bensì “&lt;strong&gt;territori contesi&lt;/strong&gt;”.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Allora, torniamo per un attimo alla nostra illustrazione ed esaminiamo la catena completa degli eventi. La presenza di Israele nella West Bank &lt;strong&gt;è il risultato di una guerra di difesa&lt;/strong&gt;. La West Bank &lt;strong&gt;non si può considerare territorio “occupato”&lt;/strong&gt; perché &lt;strong&gt;non vi era un precedente sovrano legale&lt;/strong&gt; e quindi la vera definizione dovrebbe essere “&lt;strong&gt;territorio conteso&lt;/strong&gt;”. Il piano di spartizione del 1947 &lt;strong&gt;non ha oramai alcun valore giuridico&lt;/strong&gt;, mentre la pretesa di Israele ad una sua terra &lt;strong&gt;è stata chiaramente riconosciuta dalla comunità internazionale durante il 20° secolo&lt;/strong&gt;. Ecco perché la presenza e la costruzione di insediamenti israeliani in Cisgiordania &lt;strong&gt;non dovrebbe essere considerata illegale&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Queste &lt;strong&gt;non sono solo mie opinioni&lt;/strong&gt;; sono basate sulle conclusioni fatte dai &lt;strong&gt;giuristi rinomati nel mondo&lt;/strong&gt;, come il Professore Eugene Rostow, i giudici Arthur Goldberg e Stephen Schwebel che presenziarono la Corte di Giustizia Internazionale.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Allora, &lt;strong&gt;qual è la soluzione per la disputa sul West Bank? Sfortunatamente non esiste una risposta assoluta.&lt;/strong&gt; Ma l’unica via con cui una soluzione può essere trovata è &lt;strong&gt;basando i negoziati su fatti storici e giuridici&lt;/strong&gt;. Allora, basta di usare i termini “territori occupati” e “confini del 1967”… &lt;strong&gt;semplicemente non sono “politically correct”&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;_____&lt;br&gt;Ulteriori approfondimenti selezionati dal sito &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com" target="_blank"&gt;Storia di Israele&lt;/a&gt;:&lt;br&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/08/la-dichiarazione-di-balfour.html" target="_blank"&gt;La dichiarazione di Balfour&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/intensificazione-del-conflitto.html" target="_blank"&gt;Conflitto tra arabi ed ebrei e risoluzione ONU n. 181&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/la-guerra-civile-tra-arabi-ed-ebrei-e.html" target="_blank"&gt;Nascita di Israele&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/gerusalemme-sotto-assedio.html" target="_blank"&gt;Gerusalemme sotto assedio&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/il-primo-conflitto-arabo-israeliano-la.html" target="_blank"&gt;Guerra del 1948 e armistizio del 1949&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2011/01/la-guerra-dei-sei-giorni.html" target="_blank"&gt;Guerra dei Sei Giorni&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2011/01/i-quattro-no-arabi-e-il-terrorismo.html" target="_blank"&gt;Dopo la guerra dei Sei Giorni&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-7190939316535189160?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Di fronte alla tragedia del popolo siriano &lt;a href="http://blog.panorama.it/ultimora/2011/07/20/siriaesercito-circonda-sobborgo-damasco/" target="_blank"&gt;represso dalla dittatura di Bashar Assad&lt;/a&gt;, tanto per citare l’ultimo dei tanti conflitti in corso nel mondo, molti dei quali dimenticati, i pacifinti preferiscono nuovamente pensare al “problema” (tutto loro) del diritto alla sopravvivenza dello Stato di Israele.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Non è bastato il recente &lt;strong&gt;rapporto ONU&lt;/strong&gt; che, pur rimproverando Israele per aver provocato vittime sulla Mavi Marmara in acque internazionali (bah!), ha &lt;a href="http://www.asca.it/news-M_O___DISACCORDO_ISRAELE-TURCHIA_SU_RAPPORTO_ONU_TRAGEDIA_MAVI_MARMARA-1032559-ORA-.html" target="_blank"&gt;definito legale il blocco del traffico marittimo su Gaza&lt;/a&gt; imposto dallo Stato ebraico; non è bastata nemmeno la &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/11_maggio_28/rafah-apertura-valico-egitto_be3987b0-894b-11e0-9363-be870bec5f6b.shtml" target="_blank"&gt;riapertura del valico di Rafah&lt;/a&gt; effettuata dall’Egitto nei mesi scorsi a convincere che i palestinesi non sono prigionieri a Gaza: niente da fare, il blocco navale israeliano è da combattere in tutti i modi, &lt;a href="http://www.iljournal.it/2011/freedom-flottiglia-2-e-i-bisogni-reali-di-gaza/245638" target="_blank"&gt;in ogni caso&lt;/a&gt;. Anche se il diritto internazionale lo prevede.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Numerose navi nelle settimane scorse hanno tentato di raggiungere la Striscia di Gaza, invano: &lt;a href="http://it.euronews.net/2011/07/02/flottiglia-per-gaza-ancora-bloccate-in-grecia-le-imbarcazioni/" target="_blank"&gt;la Grecia ha bloccato sul nascere ogni tentativo&lt;/a&gt; della Freedom Flotilla II. Cosa che ha provocato &lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/09/news/flottilla_espulsi-18894719/" target="_blank"&gt;la cosiddetta Fly-tilla&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;, cioè il tentativo (che oserei definire disperato) degli attivisti di raggiungere Israele via aerea per mettere in atto delle contestazioni e per raggiungere i territori palestinesi controllati da Hamas.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Solo una nave, anzi un motoscafo, battente bandiera francese, la &lt;em&gt;Dignité al Karame&lt;/em&gt;, è riuscita in qualche modo ad oltrepassare la sorveglianza greca: intercettata dalla Marina israeliana &lt;a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/jul/19/gaza-flotilla-last-boat-intercepted" target="_blank"&gt;è stata condotta nel porto di Ashdod insieme al suo equipaggio&lt;/a&gt;. Il tutto fortunatamente senza alcuna resistenza, a differenza di quanto avvenne l’anno scorso con la Mavi Marmara, il cui equipaggio come abbiamo già avuto modo di constatare, era composto in gran parte da militanti islamisti e filo-islamisti (consiglio la lettura dell’&lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2010/06/free-flotilla-proviamo-capire-cosa-e.html" target="_blank"&gt;esauriente articolo che ho pubblicato a tal proposito&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;Di seguito tre video che testimoniano in che modo si è svolta l’intercettazione della Dignité, rilasciati dal portavoce dell’IDF su YouTube. Il primo riporta la conversazione radiofonica tra la marina e l’equipaggio della nave, &lt;strong&gt;che dichiara di essere diretto a Gaza&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;object width="550" height="442"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/naWhcDoX22Y?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/naWhcDoX22Y?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="442" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;In seguito i soldati israeliani si avvicinano all’imbarcazione, senza incontrare problemi, a differenza di quanto avvenne l’anno scorso (testimoniato dal &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=B6sAEYpHF24" target="_blank"&gt;video&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;object width="550" height="442"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZyEWv964W9M?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ZyEWv964W9M?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="442" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Infine, i soldati conducono l’equipaggio della Dignité sulla loro imbarcazione.&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;object width="550" height="442"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/D7ACZUHq1go?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/D7ACZUHq1go?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="550" height="442" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Insomma, tutto è bene quel che finisce bene. Se anche l’anno scorso l’equipaggio della Mavi Marmara si fosse comportato in maniera altrettanto composta sicuramente il bilancio non sarebbe stato di 9 morti come invece fu. Ma come abbiamo avuto modo di vedere a bordo di quella nave vi erano i militanti dell’IHH, organizzazione vicina ad Hamas. Ma d’altronde il loro fine era proprio mettere in cattiva luce il nemico sionista, così come questo era il vero fine di questa nuova Flotilla organizzata quest’anno. Purtroppo per loro invece non ne è arrivato nessun martire. Tempo buttato a mare dunque.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Nemmeno a dirlo, i media filo-palestinesi &lt;a href="http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o28673:e1" target="_blank"&gt;stanno già rosicando&lt;/a&gt;, nonostante l’evidenza dei fatti. Che continuino pure, tanto Israele ha agito nel pieno delle leggi internazionali, come ben sapevano anche quelli della Dignité che infatti non hanno mosso ciglio. Continuino pure a sputare veleno contro Israele, la realtà dei fatti cambia poco.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-1700046926900645815?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/5h1b_uL1lfSCJQpZThsyNvflqPY/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/5h1b_uL1lfSCJQpZThsyNvflqPY/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/JF8aNBVwhnA" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-07-21T00:26:16.616+02:00</app:edited><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/07/freedom-flotilla-bis-cronaca-di-un.html</feedburner:origLink></item><item><title>Il concetto di ebrei popolo eletto: razzismo o no?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/gSx-Ef4TmFw/il-concetto-di-ebrei-popolo-eletto.html</link><category>Israele</category><category>Ebraismo</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Thu, 09 Jun 2011 01:16:04 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-8132782487725121671</guid><description>&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="Il Monte Sinai, dove gli ebrei ricevettero i Dieci Comandamenti e la Torah" border="0" alt="Il Monte Sinai, dove gli ebrei ricevettero i Dieci Comandamenti e la Torah" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/Ilconcettodiebreipopoloelettorazzismoono_1515C/Mount_Sinai.jpg" width="454" height="342"&gt;&amp;nbsp; &lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Georgia"&gt;“Voi avete visto ciò che ho fatto all’Egitto: portandovi [come] su ali d’aquila, vi ho condotti a me. E ora, se ascolterete la Mia voce e osserverete il Mio patto, sarete per Me il tesoro [più amato] tra tutti i popoli, poiché tutta la terra Mi appartiene. E voi sarete per me un regno di prìncipi e una nazione santa!”&lt;/font&gt; (Esodo 19, 4-6)&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;La definizione di “popolo eletto” pesa sugli ebrei, da secoli. Molta gente considera questa definizione &lt;strong&gt;un chiaro segno del razzismo ebraico&lt;/strong&gt;: “un popolo che si sente superiore agli altri, ma chi si crede di essere?”; questo potrebbe essere, in linea di massima, il pensiero diffuso in molte persone a riguardo.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Una definizione, quella di “popolo eletto”, che talvolta &lt;strong&gt;arriva a riguardare persino la questione mediorientale tra israeliani e palestinesi&lt;/strong&gt;: capita frequentemente che le operazioni militari israeliane atte a prevenire il terrorismo o a replicare ad un attacco subìto, vengano commentate da qualcuno con parole del tipo: “beh, loro sono il popolo eletto quindi si sentono giustificati a fare qualsiasi cosa”. Quasi come a volere, in un certo senso, &lt;strong&gt;depistare&lt;/strong&gt; (forse involontariamente o forse no) dalle reali motivazioni dietro a queste operazioni (che sono evidentemente tutto tranne che a fini religiosi).&lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Si guardi ad esempio l’immagine sottostante.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/informazioneincazzata/posts/230466256979751" target="_blank"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="Post tratto da Facebook (clicca sull'immagine per visualizzare il post originario con tutti i commenti e non solo quello selezionato). Alla notizia la signora replica con il suo commento. Una questione religiosa viene mischiata in un tema che nulla ha a che vedere con la religione, quasi come a voler sottintendere che se Israele tiene un comportamento questo &amp;egrave; dovuto alla sua natura di Stato ebraico e quindi &amp;quot;eletto&amp;quot;. Non ad esigenze di difesa e di sicurezza." border="0" alt="Post tratto da Facebook (clicca sull'immagine per visualizzare il post originario con tutti i commenti e non solo quello selezionato). Alla notizia la signora replica con il suo commento. Una questione religiosa viene mischiata in un tema che nulla ha a che vedere con la religione, quasi come a voler sottintendere che se Israele tiene un comportamento questo &amp;egrave; dovuto alla sua natura di Stato ebraico e quindi &amp;quot;eletto&amp;quot;. Non ad esigenze di difesa e di sicurezza." src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/Ilconcettodiebreipopoloelettorazzismoono_1515C/eletto.jpg" width="552" height="198"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Questo è un post tratto da Facebook come se ne possono incontrare a migliaia: riguarda le vittime siriane in seguito al tentativo di forzare il confine israeliano. Un evento di cui &lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2011/06/analisi-sui-disordini-al-confine-tra.html" target="_blank"&gt;avevo già analizzato qui&lt;/a&gt; le cause scatenanti, ma che per qualcuno &lt;strong&gt;è semplicemente dovuto al fatto che gli ebrei si sentono il “popolo eletto”&lt;/strong&gt;, quindi giustificati a fare qualsiasi cosa.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Non è rara la sovrapposizione di questo tema, prettamente religioso, a quello dell’attualità mediorientale, e purtroppo non solo tra gli utenti occasionali che possono commentare una notizia su Facebook. &lt;strong&gt;Anche i media più importanti a volte non si sottraggono a questo facile quanto superficiale stereotipo&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Si legga ad esempio questo articolo tratto dal Manifesto (24 giugno 2010, pag. 9).&lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;A Shalit il Colosseo, a 11mila ostaggi il nulla&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Leggiamo che questa sera alle 11 si spegneranno le luci del Colosseo per ricordare il caporale israeliano Gilad Shalit da 4 anni prigioniero di Hamas. Un’iniziativa promossa dall’Unione dei giovani ebrei d’Italia e l’associazione Benè Berith giovani. Adesioni a pioggia (alcune un po’ sospette): il sindaco Alemanno, il governatore Polverini, il ministro Ronchi (tutti ex-post-fascisti), il Foglio e via a scendere. Benissimo. Noi speriamo che Shalit sia presto libero e restituito ai suoi genitori e al suo esercito. Solo una nota a margine. Perché spegnere le luci solo per un israeliano e tenerle accese (ossia tacere) per i più di 11 mila palestinesi chiusi da anni nelle carceri israeliane in detenzione amministrativa (cioè senza accuse specifiche), fra cui donne e bambini? Non sono anche loro «sequestrati»? &lt;strong&gt;Sarà che un esponente del «popolo eletto» e cittadino dello «stato eletto» pesa di più di 11 mila dannati della terra?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;Fate attenzione all’ultima frase, evidenziata in grassetto. Anche in questo caso l’allusione è chiara: gli ebrei (e chi per loro) in quanto “popolo eletto” &lt;strong&gt;considerano più importante la vita di un solo ebreo&lt;/strong&gt; rapito dai palestinesi piuttosto che 11 mila palestinesi &lt;em&gt;sequestrati&lt;/em&gt; (leggasi “arrestati”) da Israele. Tralasciando il paragone inappropriato (&lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2010/06/perche-e-sbagliato-paragonare-il.html" target="_blank"&gt;che avevo già analizzato qui&lt;/a&gt;), la cosa vergognosa è &lt;strong&gt;alludere sempre a questo fantomatico popolo eletto&lt;/strong&gt; anche trattando argomenti che nulla hanno a che vedere con la religione!&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Praticamente è anche per questo che molte persone sono contrarie all’esistenza di Israele inteso come &lt;em&gt;Stato per gli ebrei&lt;/em&gt;: &lt;strong&gt;per molti questo significa Stato che fa la preferenza per una fede sopra le altre&lt;/strong&gt; – cioè per la fede ebraica – che a sua volta, ergendosi ad “eletta dal Sign-re”, sarebbe per forza di cose una fede razzista e discriminatoria per gli altri popoli.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Chi la pensa così &lt;strong&gt;ignora (più o meno deliberatamente) due aspetti fondamentali&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Innanzitutto per &lt;em&gt;Stato ebraico&lt;/em&gt;, inteso nella definizione del Sionismo (movimento &lt;strong&gt;laico&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/08/herzl-e-la-home-ebraica-il-sionismo.html" target="_blank"&gt;fondato da Theodor Herzl&lt;/a&gt; nel 1897), non si intende uno Stato confessionale e teocratico, bensì uno Stato che sia semplicemente &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/der-judenstaat-lo-stato-ebraico.html" target="_blank"&gt;un rifugio per gli ebrei dall’antisemitismo&lt;/a&gt;, da secoli diffuso &lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2011/04/cronologia-delle-principali.html" target="_blank"&gt;in Europa&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2011/04/cronologia-delle-principali_20.html" target="_blank"&gt;non solo&lt;/a&gt;. Che sia, inoltre, uno Stato per il popolo ebraico che ha preso coscienza di se stesso, ed ogni popolo ha diritto ad averne uno. Una sorta di Risorgimento ebraico dunque.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;A tutto ciò aggiungiamo poi che Israele negli anni &lt;strong&gt;non ha dato aiuto solo agli ebrei sparsi per il mondo&lt;/strong&gt;: si veda a titolo esemplificativo &lt;a href="http://blog.panorama.it/mondo/2009/08/10/biglietto-di-sola-andata-darfur-tel-aviv/" target="_blank"&gt;l’accoglienza riservata ai profughi fuggiti dal Darfur&lt;/a&gt;. Gli ebrei dunque in Israele hanno maggiori diritti di salvarsi dalle persecuzioni rispetto ad altri popoli? Assolutamente no!&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ma ciò che viene ignorato dalla maggioranza delle persone è soprattutto il &lt;strong&gt;reale significato&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; che l’espressione “popolo eletto” ha per gli ebrei stessi! Vediamo di approfondirlo.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Popolo eletto: in che senso?&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Riprendiamo nuovamente la citazione di apertura di questo articolo, perché è molto importante. La riporto nuovamente qui sotto per comodità.&lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Georgia"&gt;“Voi avete visto ciò che ho fatto all’Egitto: portandovi [come] su ali d’aquila, vi ho condotti a me. E ora, se ascolterete la Mia voce e osserverete il Mio patto, sarete per Me il tesoro [più amato] tra tutti i popoli, poiché tutta la terra Mi appartiene. E voi sarete per me un regno di prìncipi e una nazione santa!”&lt;/font&gt; (Esodo 19, 4-6)&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;Questo passaggio precede, nella Torah, la rivelazione di D-o sul monte Sinai. Per l’ebraismo è molto importante lo studio e la ricerca del reale significato di ciò che è scritto nei testi sacri. Se si presta attenzione a ciò che è scritto è possibile notare nel testo la funzione del popolo eletto: “regno di principi” e “nazione santa”.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Cosa significa tutto ciò? E’ semplice: gli ebrei sono una “nazione santa” in quanto &lt;strong&gt;scelti da D-o per essere detentori del dono della Torah&lt;/strong&gt;, che avrebbero dovuto custodire e che sono tenuti a studiare ed osservare continuamente. Gli ebrei, insomma, sono stati eletti come &lt;strong&gt;popolo di sacerdoti&lt;/strong&gt;, popolo che deve concentrarsi soprattutto sulla preghiera. Il concetto di “santità” indica separazione ed elevazione. Una persona santa si distingue infatti dalle altre perché si allontana dalle tentazioni&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;In parole semplici: gli ebrei sono “popolo eletto” in quanto &lt;strong&gt;è l’unico popolo che è tenuto a rispettare tutte le regole e i precetti stabiliti dalla Torah&lt;/strong&gt;. Niente di più, niente di meno. Si legga anche &lt;a href="http://www.ritornoallatorah.it/public/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=72:popoloeletto&amp;amp;catid=46:credenze&amp;amp;Itemid=77" target="_blank"&gt;questo esauriente testo&lt;/a&gt; a conferma di ciò.&lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;u&gt;L'elezione [degli ebrei] non implica alcuna superiorità etnica&lt;/u&gt;; Israele non è il popolo di Dio per i propri meriti o per una presunta purità di sangue, questo sarebbe razzismo. L'elezione è un mandato, una missione da compiere che non è stata affidata a nessun altro.&lt;br&gt;Anche i non-Ebrei (ovvero i &lt;strong&gt;Goym&lt;/strong&gt;, cioè le altre nazioni) possono vivere secondo giustizia ed avere una relazione con il Creatore. Per loro infatti sono stati rivelati &lt;a href="http://www.ritornoallatorah.it/public/index.php?option=com_content&amp;amp;view=section&amp;amp;id=15&amp;amp;Itemid=113" target="_blank"&gt;sette precetti&lt;/a&gt; che andrebbero osservati da tutti i popoli.&lt;br&gt;Inoltre, i Goym hanno la possibilità di diventare Ebrei unendosi al popolo eletto attraverso la Conversione. Coloro che scelgono di farlo sono poi obbligati ad osservare tutta la Torah per entrare nel Patto.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;La parola &lt;em&gt;goyim&lt;/em&gt;, termine molto aborrito tra i denigratori di Israele e degli ebrei, in realtà &lt;strong&gt;non è una parola dispregiativa&lt;/strong&gt;: significa “nazioni”, il termine indica semplicemente i non-ebrei, senza toni discriminatori.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Perché allora proprio gli ebrei sono il popolo eletto?&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Se è vero (come è vero) che “popolo eletto” in realtà non è un’espressione razzista, perché proprio gli ebrei sono stati scelti per essere detentori della Torah? &lt;strong&gt;Perché non un altro popolo?&lt;/strong&gt; Su quali basi, insomma, sono stati scelti proprio loro da D-o? La Torah dà qualche motivazione?&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;E’ una domanda molto interessante. Si legga a tal proposito quanto scritto sulla Torah (Deuteronomio 7, 6-9):&lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Georgia"&gt;Te scelse il Sign-re tuo D-o per essergli un popolo, possesso particolare fra tutti gli altri popoli che sono sulla terra. Non certo perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli vi ha prediletto il Sign-re vi ha scelto, perché voi siete i meno numerosi di tutti, ma &lt;strong&gt;solo per l’amore&lt;/strong&gt; che Egli portava per voi e per osservare il giuramento fatto ai vostri padri.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;La risposta a questa domanda è dunque questa: amore incondizionato, non dovuto dunque ad una ragione a cui si può risalire. Non dovuto alla numerosità, non dovuto alla maggiore fede rispetto agli altri popoli, nulla.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Una risposta che può venir confermata anche in un altro passaggio, molto famoso nell’ebraismo.&lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="2" face="Georgia"&gt;[Mosè] prese il libro dell’Alleanza e lo lesse alle orecchie del popolo. E dissero: “&lt;strong&gt;Faremo e ascolteremo&lt;/strong&gt; tutto ciò che ha detto D-o!”&lt;/font&gt; (Esodo 24, 7)&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;Nello studio della Torah nulla viene considerato casuale: con l’espressione “faremo e ascolteremo” (in questa precisa disposizione dei termini), gli ebrei dichiararono la loro determinazione a &lt;em&gt;eseguire&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;obbedire&lt;/em&gt; a tutto ciò che D-o avrebbe comandato, &lt;strong&gt;ancor prima&lt;/strong&gt; che fossero stati dati i comandamenti e che ne fossero state comprese le ragioni (osservare prima di capire le ragioni è un atto di fede totale). Una promessa di amore incondizionato del popolo nei confronti di D-o, &lt;strong&gt;in risposta all’amore incondizionato del Sign-re nei confronti degli ebrei&lt;/strong&gt;. “Incondizionato”: cioè al di fuori della logica e oltre la comprensione umana.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Questo significa “popolo eletto”. Solo questo e nient’altro che questo. Nessuna superiorità razziale o etnica. Per la pace degli accusatori di razzismo, che farebbero meglio a sforzarsi di capire le vere ragioni dietro le operazioni di difesa israeliane.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;hr&gt; &lt;font size="1"&gt;NOTE&lt;br&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; Tratto da &lt;em&gt;Khumash – Esodo&lt;/em&gt;, Milano 2010, Edizioni Mamash&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-8132782487725121671?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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La massa di “pacifisti” perbenisti buonisti è nuovamente all’attacco nel web per criminalizzare Israele, &lt;a href="http://www.metaforum.it/showthread.php/20562-44%C2%B0Anniversario...?s=06a90759f402ec563917e0664a6c934c"&gt;sui forum&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o27731:e1"&gt;sui blog&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.facebook.com/Repubblica/posts/152315228169944"&gt;sulle pagine Facebook&lt;/a&gt;: questa volta solo per aver difeso i suoi confini. Come si può facilmente notare, &lt;strong&gt;lo Stato ebraico a detta di molti non ha il benché minimo diritto di difesa&lt;/strong&gt;: si veda il caso di Gaza e delle varie &lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2010/06/free-flotilla-proviamo-capire-cosa-e.html"&gt;flottiglie umanitarie&lt;/a&gt;; in quel caso ad essere contestata era la possibilità di ispezionare ciò che entrava nel territorio palestinese, nel tentativo di evitare traffici di armi illegali che sarebbero poi state utilizzate contro la popolazione civile. Più specificamente, si contestava la possibilità della marina israeliana di perquisire e abbordare le navi nelle acque internazionali antistanti il suo territorio (cosa &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Acque_internazionali&amp;amp;oldid=40944181"&gt;del tutto legale nella legislazione internazionale&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Questa volta andiamo oltre: Israele non può nemmeno tutelare i suoi confini dalle infiltrazioni di stranieri non autorizzati (proveniente peraltro da uno Stato, la Siria, che è ancora di fatto in guerra).&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Proviamo ad immaginare se una cosa simile fosse avvenuta al confine tra Messico e Stati Uniti, immaginiamo se una massa di manifestanti messicani avessero tentato di penetrare in massa e armati nel territorio statunitense: cosa sarebbe accaduto? Probabilmente qualcosa di non troppo diverso da quanto avvenuto in Siria. Quale Stato potrebbe accettare una cosa del genere?&lt;/p&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;I fatti&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;E’ il 5 giugno 2011: cosa è accaduto praticamente al confine tra Israele e Siria? Un gruppo di manifestanti in occasione della ricorrenza della &lt;em&gt;Naqsa&lt;/em&gt; (la sconfitta degli eserciti arabi contro Israele nella &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2011/01/la-guerra-dei-sei-giorni.html"&gt;guerra dei Sei Giorni&lt;/a&gt;) ha tentato di penetrare nel territorio israeliano per protestare contro l’&lt;em&gt;occupazione&lt;/em&gt; di quel territorio.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Occupazione&lt;/em&gt;, esatto, lo stesso termine adottato per Gaza e Cisgiordania, completamente inappropriato perché in questo caso si tratta di un territorio che è stato &lt;strong&gt;definitivamente annesso&lt;/strong&gt; ad Israele (pur senza il riconoscimento dell’ONU). Non è come Gaza e Cisgiordania, che sono territori &lt;em&gt;contesi&lt;/em&gt;, cioè che non sono annessi definitivamente ma che &lt;strong&gt;hanno una propria giurisdizione autonoma&lt;/strong&gt;. Una differenza sostanziale: in questo caso trattasi di confini del paese vero e proprio.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;I morti, stando a fonti siriane, sarebbero intorno ai 20 (forse 22 o 23), l’IDF per adesso parla di 10 vittime. Proviamo tuttavia a ricostruire l’accaduto: ecco un &lt;a href="http://video.corriere.it/medio-oriente-decina-morti-siria-israele-/afd998b2-8f91-11e0-a515-0265176cef92"&gt;servizio&lt;/a&gt; realizzato dal sito corriere.it.&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;embed width="400" height="240" align="middle" type="application/x-shockwave-flash" pluginspage="http://www.adobe.com/go/getflashplayer" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" wmode="transparent" name="polyshowEmbed" quality="high" id="polyshowEmbed" flashvars="configId=4&amp;configUrl=../content/conf/CorrierePolymediaShow_embedded_400.xml&amp;autostart=false&amp;configAdvLabel=embed&amp;configNielsenLabel=embed&amp;videoId=afd998b2-8f91-11e0-a515-0265176cef92&amp;videoUrl=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/content/video/rss/video_afd998b2-8f91-11e0-a515-0265176cef92.rss&amp;logo=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/img/logocorriere.png&amp;channelName=DAL MONDO&amp;advChannel=Dal Mondo&amp;nielsenChannel=Dal Mondo&amp;videoChannelLabel=Dal Mondo&amp;advTemplateUrl=http://video.corriere.it/widget/content/adv/advtemplate_108.xml&amp;newsPaper=corriere&amp;clickUrl=http://video.corriere.it/" src="http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf" /&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Aiutiamoci alla comprensione dell’accaduto anche con una fonte israeliana autonoma e non politicamente schierata come l’agenzia di stampa Ynet News. L’articolo in questione, molto dettagliato ed esaustivo, è questo:&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4078816,00.html"&gt;http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4078816,00.html&lt;/a&gt; &lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Dalla visione del video e dalla lettura di questo articolo emerge che i “manifestanti” (o gli “invasori” che dir si voglia) &lt;strong&gt;non erano disarmati&lt;/strong&gt;, ma erano muniti di bombe molotov e fionde.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;L’esercito israeliano inizialmente ha tentato di &lt;strong&gt;dissuaderli a voce&lt;/strong&gt;, mediante l’uso di megafoni; poi ha utilizzato &lt;strong&gt;armi non letali&lt;/strong&gt; per fronteggiarli: solo in seguito alla loro perseveranza di penetrare in territorio israeliano sono state usate &lt;strong&gt;armi vere e proprie&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Inoltre nella zona ai lati della strada sono &lt;strong&gt;da sempre&lt;/strong&gt; presenti dei &lt;strong&gt;campi minati&lt;/strong&gt; per evitare infiltrazioni illegali, ed è &lt;strong&gt;una cosa risaputa&lt;/strong&gt; tra la gente che sta in quelle zone: gli invasori sono passati sui campi minati presenti ai lati delle strade, attivandoli. Ecco come, molto probabilmente, sono state causate alcune morti.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Come se non bastasse, l’IDF ha dichiarato per &lt;strong&gt;tre volte il cessate il fuoco&lt;/strong&gt; per permettere l’evacuazione dei feriti da parte della Croce Rossa: gli invasori invece &lt;strong&gt;ne hanno approfittato per guadagnare terreno&lt;/strong&gt;. Probabilmente hanno imparato questo modus operandi dai loro fratelli di Gaza e Cisgiordania, che più volte si sono protetti dietro le bandiere bianche e le ambulanze per ingannare l’esercito e guadagnare posizioni, in maniera decisamente vigliacca.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Chi erano i manifestanti?&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Le argomentazioni dei pacifisti oltre ad essere evidentemente pregiudiziali non brillano certo a originalità: per loro, i manifestanti avevano ragione a voler entrare nel Golan in quanto è un territorio occupato illegalmente da cui i residenti sono stati cacciati.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ora, tralasciamo la questione della “cacciata” (o “fuga” di una popolazione&amp;nbsp; da una zona di guerra): siamo sicuri che i “manifestanti” erano in passato gli abitanti del Golan?&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Per capire chi erano questi invasori che hanno tentato di forzare il confine israeliano riporto questo articolo tratto dal sito dei riformisti siriani, il partito attualmente in lotta contro il regime di Assad.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://reformsyria.org/syrian-opposition/rps-statement-concerning-the-assad-stompers-of-the-golan-heights"&gt;http://reformsyria.org/syrian-opposition/rps-statement-concerning-the-assad-stompers-of-the-golan-heights&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;In sintesi, i manifestanti altro non sarebbero altro che &lt;strong&gt;agricoltori provenienti dal nord-est della Siria e spostatisi verso il sud&lt;/strong&gt; negli ultimi anni a causa delle siccità. Si tratterebbe di gente molto povera, che sarebbe stata pagata pochi spicci (1000 dollari ciascuno) per invadere Israele deviando l’attenzione dei media internazionali distraendoli dal raccontare le carneficine ad oggi in corso a Damasco contro i manifestanti contrari al regime di Assad.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Di seguito la traduzione integrale in italiano dell’articolo&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt; &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;Il Partito della Riforma della Siria ha appreso oggi da fonti investigative vicino al regime di Assad in Libano, che i manifestanti siriani sulle le alture del Golan nei pressi del valico di al Quneitra sono in realtà agricoltori siriani che erano emigrati negli ultimi anni dalle zone del nord-est della Siria colpite dalla siccità, verso il sud. Il loro numero è stimato a 250.000 immigrati impoveriti.  &lt;p align="justify"&gt;Secondo le informazioni ricevute il regime ha pagato centinaia di questi coltivatori 1.000 dollari ciascuno per dimostrare e le loro famiglie riceverebbero 10.000 dollari se qualcuno di loro dovesse soccombere al fuoco israeliano. In Siria, il salario medio è di circa 200 dollari al mese e questi contadini impoveriti con una somma una tantum del genere possono restare economicamente a galla per sei mesi.  &lt;p align="justify"&gt;Tale tattica era già stata utilizzata in passato da un altro defunto partito Baath, in Iraq sotto Saddam Hussein: pagare la somma di 25.000 dollari ai parenti più prossimi dei palestinesi dell'Intifada se questi avessero dovuto morire lanciando pietre. Tale misura ha avuto una vasta eco in tutto il mondo e sembra che che il regime di Assad stia usando lo stesso trucco in una rappresentazione gemella.  &lt;p align="justify"&gt;E' evidente che, con questa azione, &lt;strong&gt;Assad vuole deviare l'attenzione del mondo ben lontano dai propri massacri e dalla brutalità che ha provocato circa 70 morti ieri (sabato 4 giugno, ndt) e circa 30 oggi (domenica 5, ndt) a Jisr al-Shoghour&lt;/strong&gt;. RPS si aspetta, sulla base del successo di oggi, il moltiplicarsi dello spiegamento di queste operazioni di incursione nel prossimo futuro, per due motivi:  &lt;p align="justify"&gt;1) distogliere l'attenzione dalle barbarie e dalla ferocia di Assad, e  &lt;p align="justify"&gt;2) infondere nuovo coraggio nei sostenitori del regime, il cui morale si è piuttosto abbattuto negli ultimi tre mesi a causa della violenza perpetrata da Assad contro civili disarmati.  &lt;p align="justify"&gt;In questo giorno della Naksa, RPS crede fermamente nei propri diritti alla proprietà delle alture del Golan. Ma a differenza di un regime avvezzo all'uso della violenza, il popolo siriano, dimostrando la propria natura pacifica nel sopportare un massacro dopo l'altro, crede in una trattativa pacifica per riottenere le nostre terre. Se Assad avesse davvero voluto le alture del Golan, avrebbe percorso la stessa quieta strada su cui Anwar Sadat ha camminato a lungo prima di lui. Ma poi, se lo facesse, come potrebbe giustificare la propria esistenza come "comandante della resistenza"? Per Assad, vincere attraverso la pace significherebbe anche perdere la guerra che ha dichiarato al suo stesso popolo.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;Premetto che &lt;strong&gt;io personalmente sono sempre molto scettico&lt;/strong&gt; quando leggo di politicanti che pagano i manifestanti per protestare. Penso che sia sempre difficile nell’atto pratico muovere le masse a suon di quattrini, anche se forse in questo caso non sarebbe impensabile che quella folla non immensa di persone fosse pagata (un regime non avrebbe troppe difficoltà a farlo, soprattutto ad una folla non oceanica).  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ma ad ogni modo, pagati o non pagati che fossero&lt;/strong&gt;, con quale autorità, quale diritto questa gente, che ha origini in una zona della Siria lontana dal Golan, tenta di entrare in un territorio non suo? Con quale argomentazione si può in qualche modo appoggiare una simile invasione?  &lt;p align="justify"&gt;Purtroppo la gente quando vede che Israele è invischiata in qualche questione, &lt;strong&gt;in qualsiasi caso ha torto&lt;/strong&gt;. Sempre e comunque, a prescindere. A qualsiasi persona con un briciolo di intelligenza, anche un bambino piccolo, la situazione sarebbe parsa chiara sin da subito: &lt;strong&gt;Israele ha subìto un’invasione illegale&lt;/strong&gt; di persone non autorizzate ad entrare nel suo territorio, &lt;strong&gt;ha tentato di arginare&lt;/strong&gt; l’invasione come ha potuto e in un modo o nell’altro &lt;strong&gt;sono morte delle persone&lt;/strong&gt;. Tutto il resto sono solo chiacchiere.&lt;br&gt;&lt;/p&gt; &lt;hr&gt; &lt;font size="1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; Ringrazio il mio amico Fabrizio C. per la segnalazione dell’articolo&lt;/font&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; Ringrazio il mio amico Vanni F. per la traduzione in italiano dell’articolo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-2898878459144042577?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/L_5L1z_l-zI" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-05-24T00:05:52.550+02:00</app:edited><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/05/perche-israele-non-puo-tornare-entro-le.html</feedburner:origLink></item><item><title>Come può Rai3 dare voce e risalto ad un simile schifo antisemita?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/Q4TLLfGg5zk/come-puo-rai3-dare-voce-e-risalto-ad-un.html</link><category>Attualità</category><category>Televisione</category><category>Informazione scorretta</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Tue, 10 May 2011 12:20:57 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-3515176984422501177</guid><description>&lt;p align="justify"&gt; Guardate il servizio andato in onda su &lt;em&gt;Mi manda RaiTre&lt;/em&gt; del 6 maggio 2011. All’inizio sembra soltanto un povero pazzo con una concezione disgustosa della vita: alla fine si scopre che, oltre tutto ciò, il tizio è anche un puro antisemita. Purtroppo ci sarà sicuramente chi darà credito alle parole di questo pazzoide, allora perché dargli visibilità in TV? Soprattutto considerando che è un personaggio già abbastanza noto? Complimenti al servizio pubblico.&lt;/p&gt; &lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 425px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:3e42a41c-d23b-412e-a03b-e2bcd2951bde" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="0620eca7-2b17-449a-ae9f-73ab9c21a9b1" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=bebgWJNPBhs" target="_new"&gt;&lt;img src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/ComepuRai3darevoceerisaltoadunsimileschi_12C33/video70610dfd1c49.jpg" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('0620eca7-2b17-449a-ae9f-73ab9c21a9b1'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;425\&amp;quot; height=\&amp;quot;355\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/bebgWJNPBhs&amp;amp;hl=en\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/bebgWJNPBhs&amp;amp;hl=en\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;425\&amp;quot; height=\&amp;quot;355\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;p&gt;Ulteriori informazioni su questo tale dottor Ryke Geerd Hamer le trovate su &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ryke_Geerd_Hamer&amp;amp;oldid=40474119" target="_blank"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="Ryke Geerd Hamer" border="0" alt="Ryke Geerd Hamer" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/ComepuRai3darevoceerisaltoadunsimileschi_12C33/geerd_hamer.jpg" width="254" height="319"&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-3515176984422501177?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/Q4TLLfGg5zk" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-05-10T21:20:57.226+02:00</app:edited><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/05/come-puo-rai3-dare-voce-e-risalto-ad-un.html</feedburner:origLink></item><item><title>Perché i palestinesi vogliono che questo video venga rimosso?</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/O4CFw_GM30Y/gerusalemme-citta-sacra-per-gli-ebrei.html</link><category>Islam</category><category>Ebraismo</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Thu, 05 May 2011 14:17:00 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-6874428114771867481</guid><description>&lt;p align="justify"&gt;E’ questa la domanda che si pone il creatore di questo video che evidentemente ha toccato un argomento scottante. Lo riporto qui perché è realizzato molto bene e merita. Forse un giorno lo tradurrò anche in italiano, nel frattempo lo riporto da YouTube in versione originale (è di facile comprensione comunque).&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ne consiglio caldamente la visione a tutti!&lt;/p&gt; &lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; width: 425px; padding-right: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:9850c802-0f88-4e09-94d9-88430ec4ea51" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="f4a3d907-5074-4131-a214-319e5e9344d0" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=xU9CauJP4Pg&amp;amp;feature=email" target="_new"&gt;&lt;img src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/Gerusalemmecittsacrapergliebrei_145E9/video863a1f7eb967.jpg" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('f4a3d907-5074-4131-a214-319e5e9344d0'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;425\&amp;quot; height=\&amp;quot;355\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/xU9CauJP4Pg&amp;amp;hl=en\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/xU9CauJP4Pg&amp;amp;hl=en\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;425\&amp;quot; height=\&amp;quot;355\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-6874428114771867481?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/O4CFw_GM30Y" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-05-05T23:17:00.828+02:00</app:edited><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/05/gerusalemme-citta-sacra-per-gli-ebrei.html</feedburner:origLink></item><item><title>L’esodo ebraico dalla Libia: racconti, documenti, testimonianze</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/HP_iccbS8N8/lesodo-ebraico-dalla-libia-racconti.html</link><category>Storia</category><category>Ebraismo</category><category>Approfondimento</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Wed, 20 Apr 2011 13:43:32 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-1933427692239911158</guid><description>&lt;h3 align="center"&gt;&lt;font color="#c00000"&gt;Il pogrom e l’esodo dei&lt;br&gt;40 mila ebrei libici&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/LesodoebraicodallaLibiaraccontidocumenti_13D66/thumbnail_2123.jpg" width="304" height="204"&gt; Furono 40 mila gli ebrei libici espulsi nel 1970, assieme agli italiani. Come gli ebrei di Djerba, di fronte alla città tunisina di Gabès, dove una comunità ebraica fu creata nel 586 a.C. da profughi di Gerusalemme in fuga dopo la distruzione del primo Tempio da parte del babilonese Nabucodonosor. Come gli ebrei della bellissima Casablanca, dove c’è la seconda sinagoga più grande del mondo e dove al Qaeda ha colpito tre anni fa. Come gli ebrei d’Algeria, che erano 200 mila ebrei nel 1962 e si sono ridotti a un centinaio scarso. Come gli ebrei di Siria, che dai 45 mila del 1948 sono passati ai 5.000 del 1987 e ai 63 del 2001.&lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Come gli ebrei dell’Iraq, discendenti dai deportati di Babilonia, 125 mila nel 1948 e ridotti a 300 nel 1987 e a 34 alla vigilia della caduta di Saddam. Come gli ebrei di Giordania, senza possibilità di cittadinanza, per legge, come nel 1935 a Berlino. Come gli ebrei dell’Arabia Saudita, a cui per di principio è negato addirittura l’ingresso, e dell’Iran. Quarant’anni fa arrivarono a Roma 5.000 ebrei profughi dalla Libia. Quella storia di fuga e persecuzione è stata raccontata il 6 marzo in una festa di musica e cultura organizzata dalla Comunità ebraica romana, l’associazione “Bnei Sheva” e il museo “Or Shalom” di Bat Yam. La tragedia degli ebrei libici iniziò una domenica di novembre del 1945, quando si scatenò il primo pogrom contro la storica comunità sefardita.  &lt;p align="justify"&gt;“Entravano in casa e massacravano famiglie intere, bruciavano le case, saccheggiavano i negozi, persone aggredite per la strada, sgozzate” ricorda un sopravvissuto al massacro. Il bilancio del pogrom fu gravissimo: 140 ebrei morti, uccisi nelle maniere più atroci, trucidati, sgozzati, arsi vivi; i negozi devastati dalla furia araba e le sinagoghe della città vecchia profanate e date alle fiamme. Un mese dopo la nascita dello Stato di Israele riesplose l’odio. I morti furono 14, i feriti 130. Il 1° gennaio del 1952 avvenne il passaggio di potere dall’amministrazione inglese a quella libica. La Libia divenne indipendente. Dei 36 mila ebrei presenti sul territorio fino a solo quattro anni prima, molti erano fuggiti in Israele, ne rimasero poco meno di 6 mila, tutti concentrati a Tripoli. Gli ebrei rappresentavano una “minoranza nativa”, con diritti politici diversi rispetto a italiani, greci e maltesi che erano una “minoranza residente”, allo stesso tempo cittadini di altri stati. In questo clima di relativa calma e prosperità, si giunse fino al giugno del 1967, alla vigilia della Guerra dei Sei Giorni. Ma già verso l’inizio del mese erano iniziati gli incitamenti, alla radio e nelle moschee, alla guerra santa contro Israele e contro gli ebrei. Incendi e devastazioni dei negozi e delle abitazioni degli ebrei, uccisione di ebrei che incautamente uscivano dai loro rifugi in cerca di cibo. Verso la metà del mese di giugno, su iniziativa del presidente della comunità ebraica, fu inviato un appello al primo ministro in cui si chiedeva per gli ebrei il permesso di partire. Il re Idris appoggiò subito la decisione.  &lt;p align="justify"&gt;E fu così che iniziò l’esodo dell’antichissima comunità ebraica tripolitana. Quel che resta della comunità ebraica libica è ora divisa tra Israele, l’Italia e in misura minore gli Stati Uniti. Una storia iniziata molto prima di re Idris e Gheddafi, il 30 marzo 1492, con la diaspora degli ebrei sefarditi, con la cacciata dalla Spagna decretata dai sovrani Isabella e Ferdinando. Da allora la sorte degli ebrei sefarditi è stata amara, levantinizzati nella più grande famiglia mediorientale o romanticizzati per aver difeso la propria autonomia culturale nei canti e nella lingua, la celebre “haketia”. La Shoah distrusse definitivamente la presenza ebraico-spagnola nei Balcani e cancellò per sempre Salonicco, la “Gerusalemme dei Balcani”. Più di centomila sefarditi provenienti da Bulgaria e Grecia, Turchia e Iugoslavia, perseguitati anche nei paesi arabi, troveranno rifugio in Israele tra il 1923 e il 1949 e l’area culturale sefardita verrà trapiantata a Gerusalemme.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=322543" target="_blank"&gt;Il Velino&lt;/a&gt;  &lt;p align="justify"&gt;__________  &lt;p align="justify"&gt;Di seguito un documentario realizzato da Daniel Bedussa sull’esodo ebraico dalla Libia.&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;embed height="355" type="application/x-shockwave-flash" width="425" src="http://www.youtube.com/v/q-JrZyUUQSM" wmode="transparent"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;__________&lt;/p&gt; &lt;h3 align="center"&gt;&lt;font color="#c00000"&gt;«Gheddafi resterà al suo posto»,&lt;br&gt;pensano gli ebrei di Roma&lt;br&gt;che lasciarono la Libia nel 1967&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;&lt;br&gt;&lt;em&gt;Chiara Beghelli&lt;/em&gt; &lt;p align="justify"&gt;Secondo un detto sulla porta delle case ebraiche si trovano sempre due oggetti: uno è la Mezuzah, che contiene passi della Torah e che si bacia quando si entra e quando si esce; l’altro è la Mizvada, la valigia, ricordo dei viaggi già percorsi e monito di quelli che inevitabilmente verranno. &lt;p align="justify"&gt;Per gli ebrei, però, chi non se ne andrà mai è proprio Muammar Gheddafi. &lt;strong&gt;Shalom Tesciuba&lt;/strong&gt; ha 76 anni, ne aveva 33 quando assieme agli altri ebrei libici fu costretto a lasciare Tripoli. Era il 1967, e Gheddafi non si era ancora neppure iscritto all’Accademia militare di Bengasi. Ma il 5 giugno era scoppiata la Guerra dei sei giorni fra Israele e la compagine Egitto-Siria-Giordania, e per gli ebrei, che per oltre duemila anni avevano vissuto in pace e prosperità su quel lato del Mediterraneo, tutto cambiò. &lt;p align="justify"&gt;Oggi il signor Tesciuba è il presidente del Comitato Assistenza Ebrei di Libia che si trova a Roma, in via Padova, quartiere Piazza Bologna, e da lì segue quello che sta accadendo nel paese dove è nato. Anche se, dice, «da 15 giorni non abbiamo più notizie dalla Libia, seguiamo quello che accade tramite Al Jazeera». &lt;p align="justify"&gt;La sua comunità è composta da circa tremila persone, arrivate 44 anni fa a Roma con venti sterline e un massimo di venti chili di bagaglio. La Libia allora stava cambiando. «Ma oggi non cambierà nulla. Entro 5-6 giorni, una settimana al massimo, queste rivolte rientreranno. Forse ci sarà qualche riforma, ma sarà molto lieve. Il fatto è che la stampa esagera molto: in Libia tutto sommato si vive bene, anche perché il costo della vita è molto basso. Pensi che un chilo di carne costa solo 4 euro. E Tripoli stessa è piena di auto di lusso». &lt;p align="justify"&gt;Certo, doveva essere bella la Tripoli degli anni Sessanta, dove commerciava spezie: «Ma due ore dopo lo scoppio della guerra c’erano già stati assalti ai negozi degli ebrei, vennero uccise due intere famiglie, ci furono centinaia di feriti. Dieci giorni dopo la polizia iniziò a chiederci se volevamo andarcene. Io ho lasciato casa mia con ancora le tende alle finestre. E sono arrivato qui, dove ho ripreso la mia attività». &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Hamos Guetta&lt;/strong&gt;, invece, imprenditore lo è diventato qui in Italia. Oggi ha 56 anni, ne aveva 12 quando lasciò la Libia con la sua famiglia. Ha fondato i brand di abbigliamento Obj e Oxer, con circa 40 negozi solo a Roma, gestisce il sito Italiaebraica.it e poche ore fa ha caricato sul suo canale Youtube un video sulla storia degli ebrei libici, che si apre con le palme del lungomare di Tripoli immortalate con una tremante Super8. Anche secondo lui Gheddafi alla fine resterà al suo posto, per tre motivi: «Innanzitutto ha centinaia di villaggi beduini dove rifugiarsi. Poi ha il sostegno di molta parte delle famiglie “bene” di Tripoli, che temono l’avvento delle fazioni islamiste della Cirenaica, che Gheddafi ha represso finora, e che allargano il sostegno grazie al loro network con altre decine di famiglie. E poi è stato molto abile a costruirsi una rete di interessi internazionali». &lt;p align="justify"&gt;«Comunque va ricordato – continua – che non è stato Gheddafi a cacciare gli ebrei dalla Libia, ma solo a ufficializzare il sequestro dei loro beni deciso nel 1967. Quell’anno a lasciare la Libia furono gli ebrei più capaci, gli imprenditori, mentre i poveri erano già partiti nel 1948 per cercare fortuna in Israele. Per questo dico che l’emigrazione in Italia, e a Roma soprattutto, è stata un’emigrazione “di qualità”. Un patrimonio intellettuale che oggi dà lavoro a circa cinquantamila persone. Eppure ho molti amici, proprietari di marchi molto noti, che preferiscono non rivelare chi sono, per paura che l’antisemitismo faccia calare le vendite. E pensare che nel 1930 mio nonno pagava in anticipo il raccolto agli arabi, e con una stretta di mano». Ma la Libia di oggi è ancora più lontana. E le strette di mano per strada, almeno per ora, appartengono al passato. &lt;p align="justify"&gt;«Nel 1967 avevo 18 anni. Tutta la mia adolescenza è stata segnata dall’angoscia che ci avrebbero massacrati», racconta &lt;strong&gt;David Meghnagi&lt;/strong&gt;, 61 anni, psicanalista, docente di Psicologia Clinica, Psicologia dinamica e Psicologia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Roma Tre, già vicepresidente delle Comunità Ebraiche Italiane e autore del libro “Le sfide di Israele”, pubblicato di recente da Marsilio. «Ricordo che a poche ore dallo scoppio della guerra la popolazione si riversò in strada, pensando che avessero vinto gli arabi. Dopo iniziò la caccia all’ebreo. In ventidue anni ci furono ben tre pogrom. Rimanemmo chiusi in casa per un mese. Infine, a luglio, ci fecero partire con un visto turistico». &lt;p align="justify"&gt;Con quello che sta accadendo oggi in Libia vanno fatte molte distinzioni, sottolinea il professor Meghnagi: «Oggi sta implodendo un regime costruito sulla violenza, che per troppo tempo è stato tollerato dalla comunità internazionale. E’ una situazione tragica, con grandi pericoli, difficili da prevedere Tutto ciò a poca distanza dall’Europa. Il Mediterraneo è un mare in ebollizione. Ci vuole un nuovo piano Marshall che coinvolga le due sponde del Mediterraneo e abbia tra i suoi pilastri il riconoscimento pieno da parte del mondo arabo dell’esistenza di Israele». Per ora i fumi dell’”ebollizione” appannano il futuro. «Vede, per molti anni ho lavorato sul tema dell’elaborazione del lutto, del trauma da separazione, anche in collaborazione con il mio amico Primo Levi – conclude Meghnagi – E posso dire che di tutti i mali dell’umanità, forse il più terribile è la perdita della speranza in un futuro migliore». &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-02-23/gheddafi-restera-posto-pensano-134140.shtml?uuid=AaZoilAD" target="_blank"&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/embed&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-1933427692239911158?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Di seguito la cronologia delle principali persecuzioni.&lt;/p&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;624 d.C.&lt;/strong&gt; - tribù ebraiche vengono sterminate da Maometto&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;628&lt;/strong&gt; - gli ebrei di Khaibar (Arabia, oggi A. Saudita) devono versare tributi altissimi e ogni ebreo che compie 15 anni deve pagarlo.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;700&lt;/strong&gt; - intere comunità ebraiche vengono massacrate dal re Idris I del Marocco.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;845&lt;/strong&gt; - vengono promulgati in Iraq decreti per la distruzione delle sinagoghe.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;845-861&lt;/strong&gt; - El Mutawakil ordina che gli ebrei portino un abito giallo, una corda al posto della cintura e delle pezze colorate sul petto e sulla schiena.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;900&lt;/strong&gt; - col Patto di Omar gli ebrei vengono spregiativamente chiamati &lt;em&gt;dhimmi&lt;/em&gt;. In base a tale Patto era proibito agli ebrei di costruire case più alte di quelle dei musulmani, salire a cavallo o su un mulo, bere vino, pregare a voce alta, pregare per i propri morti o seppellirli in modo da offendere i sentimenti dei musulmani. Dovevano portare abiti atti a distinguerli dai musulmani. Nasce qui e non in Europa il segno distintivo degli ebrei, e l'obbligo di portare pezze sugli abiti si diffonderà in tutti i paesi arabi&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1004&lt;/strong&gt; - Il Cairo: gli ebrei sono costretti a portare legato al collo un piccolo vitello di legno e in seguito palle di legno del peso di tre chili.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1006&lt;/strong&gt; - Granada: massacro di ebrei.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1033&lt;/strong&gt; - Fez, Marocco: proclamata la caccia all'ebreo. 6000 ebrei massacrati.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1147-1212&lt;/strong&gt; - persecuzioni e massacri in tutto il nord Africa.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1293&lt;/strong&gt; - Egitto e Siria: distruzione delle sinagoghe.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1301&lt;/strong&gt; - i Mammelucchi costringono gli ebrei a portare un turbante giallo.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1344&lt;/strong&gt; - Distruzione delle sinagoghe in Iraq.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1400&lt;/strong&gt; - Pogrom in Marocco in seguito al quale si contano a Fez solo undici ebrei sopravvissuti.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1428&lt;/strong&gt; - vengono creati i ghetti (mellaha) in Marocco.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1535&lt;/strong&gt; - Gli ebrei della Tunisia vengono espulsi o massacrati.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1650&lt;/strong&gt; - Anche in Tunisia vengono creati i ghetti, qui si chiamano &lt;em&gt;hara&lt;/em&gt; (in arabo significa “merda”)&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1676&lt;/strong&gt; - distruzione delle sinagoghe nello Yemen.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1776&lt;/strong&gt; - vengono sterminati gli ebrei di Basra, Iraq.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1785&lt;/strong&gt; - massacri di ebrei in Libia.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1790-92&lt;/strong&gt; - distruzione delle comunità ebraiche in Marocco.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1805-15-30&lt;/strong&gt; - Sterminio degli ebrei di Algeri.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1840&lt;/strong&gt; - persecuzioni e massacri a Damasco.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1864-1880&lt;/strong&gt; - continui pogrom a Marrakesh&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1869&lt;/strong&gt; - massacri di ebrei a Tunisi.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1897&lt;/strong&gt; - massacri di ebrei a Mostganem, Algeria.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1912&lt;/strong&gt; - pogrom a Fez.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1929&lt;/strong&gt; - massacro della comunità ebraica a Hebron e distrutta la sinagoga.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1934&lt;/strong&gt; - il governo iracheno vieta agli ebrei lo studio dell'ebraico.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1936&lt;/strong&gt; - In Iraq gli ebrei vengono esclusi dagli uffici pubblici e pogrom a Bagdad.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1938-44&lt;/strong&gt; - Persecuzioni a Damasco; gli assassini diventano cronici.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1941&lt;/strong&gt; - in concomitanza con la festa di Shavuot &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/11/contesto-storico-mediorientale-tra-gli.html" target="_blank"&gt;pogrom a Bagdad&lt;/a&gt;. E poi pogrom a Tripoli, ad Aleppo, ad Aden, al Cairo, ad Alessandria, a Damasco ecc. ecc.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/3336183541/022606s.htm" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;__________&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;img title="L'esodo ebraico dai paesi arabi (1948-72). Nella mappa &amp;egrave; riportato il numero di ebrei per ciascun paese che emigr&amp;ograve; per andare in Israele." alt="L'esodo ebraico dai paesi arabi (1948-72). Nella mappa &amp;egrave; riportato il numero di ebrei per ciascun paese che emigr&amp;ograve; per andare in Israele." src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/storiadisraele/Lesodoebraicodaipaesiarabi_122D6/mappa_profughi_ebrei_dai_paesi_arabi_1948.jpg"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Tutto questo prima della &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/la-guerra-civile-tra-arabi-ed-ebrei-e.html" target="_blank"&gt;fondazione dello Stato di Israele&lt;/a&gt;. In seguito alla nascita dello Stato ebraico le persecuzioni e le discriminazioni aumentarono e vi fu un &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/la-guerra-civile-tra-arabi-ed-ebrei-e.html" target="_blank"&gt;massiccio esodo dai paesi arabi&lt;/a&gt;, che continuò negli anni successivi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Anche in seguito alla &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2011/01/la-guerra-dei-sei-giorni.html" target="_blank"&gt;guerra dei Sei Giorni&lt;/a&gt; si verificarono numerosi pogrom, tra cui &lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2011/04/lesodo-ebraico-dalla-libia-racconti.html" target="_blank"&gt;quello in Libia&lt;/a&gt; provocò l’esodo di decine di migliaia di ebrei, molti dei quali si rifugiarono anche in Italia.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ancora oggi non si può certo dire che le loro condizioni, nei paesi in cui ancora vi sono comunità, siano rosee.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;__________&lt;/p&gt; &lt;h3 align="center"&gt;&lt;font color="#c00000"&gt;Storia dolorosa e sottaciuta degli&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt; &lt;h3 align="center"&gt;&lt;font color="#c00000"&gt;"ebrei arabi" e della loro cacciata&lt;/font&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;em&gt;Di Victor Magiar&lt;/em&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Quasi un milione, fuggiti, espulsi, cacciati. Questo è il numero incerto degli ebrei che hanno dovuto lasciare i paesi arabi in un esodo silenzioso che la falsa storiografia del Medio Oriente non ha voluto vedere. Saggi, romanzi e film stanno ora per rompere un silenzio durato quasi un secolo, smontando menzogne e luoghi comuni, rompendo anche la dolorosa reticenza delle vittime: perché è una storia che noi, ebrei dei paesi arabi, abbiamo raccontato sottovoce.  &lt;p align="justify"&gt;Se ne è discusso ieri sera a Milano: Fiona Diwan e Luisa Grego, nate in terre arabe, hanno presentato il film documentario "L'esodo silenzioso" di Pierre Rehov, regista francese nato in Algeria, e hanno poi invitato ad una "riflessione" altri tre figli del Medio Oriente, Magdi Allam, Gad Lerner e il sottoscritto, nella scomoda veste di testimone e di autore di un romanzo che racconta la stagione dei pogrom antiebraici e dell'intolleranza arabo-islamica. Unico europeo "doc" Carlo Panella. Più di mille persone hanno assistito una discussione non banale, anticipata dalla visione di un film crudo, dalle tinte forti, pregio e difetto di un documentario di denuncia.  &lt;p align="justify"&gt;Ma la Storia è più complessa: difficile semplificare o raccogliere in un concetto le vicende che per 1400 anni si sono dipanate su un territorio esteso due volte e mezzo la superficie dell'Europa geografica (quella dagli Urali all'Atlantico!). Due millenni. Ancora più difficile, e sbagliato, considerare gli arabi un unicum, come vorrebbero i pan-arabisti. La necessità storica di ebrei e arabi, degli israeliani e dei palestinesi, di avere una storiografia redentrice ha generato e moltiplicato stereotipi e luoghi comuni: "arabi ebrei hanno sempre vissuto insieme in pace", "gli ebrei nei paesi arabi sono sempre stati perseguitati e sottoposti alla sharìa e alla condizione di dhimmi.  &lt;p align="justify"&gt;Il mito arabo vuole che l'esodo degli ebrei sia una conseguenza della nascita dello Stato d'Israele; o che i pogrom antiebraici siano stati episodici e innocui, in alcuni casi addirittura organizzati dai "sionisti". Invece la storia è ben altra. Per 2000-2400 anni, gli ebrei hanno vissuto nelle terre che oggi consideriamo arabe. L'arrivo degli arabi-islamici 1300 anni fa nelle terre che vanno dall'Eufrate all'Atlantico ha comportato lo scontro degli arabi con le popolazioni residenti, ebrei inclusi: Caima, l'ultima regina marocchina a resistere all'invasione araba, era per l'appunto berbera ed ebrea.  &lt;p align="justify"&gt;Il Patto di Omàr stabilì 1100 anni fa la possibilità per il residente di fede ebraica o cristiana di vivere in condizione di dhimmi, di protetto: pagando una tassa si poteva avere qualche diritto e salva la vita. Una condizione invidiata dagli ebrei europei che per mille anni sono fuggiti dalle terre cristiane verso quelle islamiche. Grandi pensatori, matematici e medici divennero presto, e per secoli, consiglieri di sultani e monarchi. Epoche di splendore si sono però alternate con il buio più cupo: non sono mancati pogrom e sterminio.  &lt;p align="justify"&gt;Alcune date: anno 700, intere comunità massacrate dal re Idris I del Marocco; 845, promulgati in Iraq decreti per la distruzione delle sinagoghe; 861, nascita dell'obbligo per gli ebrei di portare un abito giallo, una corda al posto della cintura; 1006, massacro degli ebrei di Granata; 1033, proclamata la caccia all'ebreo; Fez, 6000 morti; 1147-1212, ondata di persecuzioni e massacri nel Nord Africa; 1293, distruzione delle sinagoghe in Egitto e Siria; 1301, i Mammelucchi costringono gli ebrei a portare un turbante giallo; 1344, distruzione delle sinagoghe in Iraq; 1400, Pogrom in Marocco in seguito al quale si contano a Fez solo undici ebrei sopravvissuti; 1535, gli ebrei della Tunisia vengono espulsi (o massacrati); 1676, distruzione delle sinagoghe nello Yemen; 1776, sterminio degli ebrei di Basra, Iraq; 1785, massacri di ebrei in Libia; 1790-92, distruzione delle comunità ebraiche in Marocco; 1805-15-30, pogrom di Algeri; 1840, persecuzioni e massacri a Damasco; 1864-1880, pogrom a Marrakesh; 1869 eccidi a Tunisi; 1897, massacro di Mostganem in Algeria; 1912, pogrom a Fez.  &lt;p align="justify"&gt;Del resto a iniziare fu lo stesso Maometto, nel 624, sterminando le tribù ebraiche della penisola arabica. Ma la tragedia su grande scala per gli ebrei è arrivata, anche in Medio Oriente, all'inizio del Novecento, con il crollo dell'Impero Ottomano e l'approdo del teorie nazionaliste fra i popoli arabi privi di identità e di leadership. Annichilito da cinque secoli di opprimente dominazione ottomana, il mondo arabo si è risvegliato cento anni fa diviso per criteri etnici e in strutture tribali. I movimenti politici di quel mondo, piuttosto che esprimere un'opzione di carattere propriamente politico, cioè di governo della realtà, hanno risolto in primis l'esigenza di rappresentare il movente identitario, spesso puramente etnico o religioso; un deficit di cultura politica ha surrogato ricorrendo a un codice fondativo tipico delle politiche identitarie di gruppo: il "riscatto della propria nazione".  &lt;p align="justify"&gt;Se la dinastia hashemita di Hussein, sceicco di Mecca e Medina, firma tre accordi con il movimento sionista per accogliere i fratelli ebrei nella loro patria natia, in Egitto la teoria pan-islamica (e dopo quella pan-araba) con la costituzione del partito dei "Fratelli Musulmani" nel 1929 definisce gli ebrei "elemento estraneo alle terre islamiche": la dhimma non basta più, gli ebrei diventano nemici. È per "restaurare la purezza dell'Islàm" che l'emiro di Riyadh, il wahhabita Ibn Saud, rovescia nel 1925 il Re hashemita Hussein, impossessandosi dell'Arabia da allora definita, appunto, Saudita; è perché considerato traditore che Abdallàh, figlio di Hussein, viene assassinato da estremisti nazionalisti a Gerusalemme, dentro alla Moschea di Omàr. (perché voleva arrivare ad un accordo con gli Ebrei. Ndr)  &lt;p align="justify"&gt;Nel 1945 gli ebrei di Aden, Algeria, Bahrein, Egitto, Libano, Libia, Marocco, Siria, Tunisia e Yemen erano 862.050: oggi sono 7.500. Imprecisi i dati per altri paesi arabi e islamici. Ma il silenzio è stato anche nostro, delle vittime e di Israele. La mitologia israeliana, definita da una capace leadership ashkenazita, ha sempre sottovalutato la vicenda degli "ebrei arabi" (come ci chiamava Golda Meir), privilegiando raccontare il riscatto degli ebrei europei, raffinati intellettuali tornati al lavoro della terra e scampati al più grande pericolo del mondo, il nazismo. Destino sefardita. Noi, che da secoli ci siamo confrontati, nel bene e nel male, con gli arabi, abbiamo considerato la nostra vicenda come una tappa, quasi banale, nello scontro arabo-ebraico. Il nostro esodo non ci ha meravigliato perché, così come per italiani ed austriaci, il nostro è stato uno scontro tra nazioni: "loro" gli arabi , "noi" Israele.  &lt;p align="justify"&gt;Siamo usciti, quasi per miracolo, derubati di tutto e con una lunga scia di sangue, ma a testa alta, da vincitori: riscattati "noi" dalle vittorie di Israele, infuriati e umiliati "loro" dalle cocenti sconfitte. Le nostre ferite erano, e rimangono, poca cosa rispetto all'enormità della Shoah; le nostre ferite molto ricompensate dalle nuove libertà recuperate in Occidente o in Israele: unico punto in comune con la Shoah la scomparsa di un mondo: la civiltà araba-ebraica, fatta di conflitto e coesistenza, è stata una generosa mistura di cultura e arte, di lingue e cibi, di proverbi, odi, timori e benedizioni. La rivisitazione di quell'epoca e di quell'esperienza è per noi, nati sotto le palme del Mediterraneo, è un'occasione importante: per guarire una ferita noi ebrei, per guardarsi allo specchio e ricostruire la propria memoria gli arabi. La pace non nasce dall'oblio. (ma chi degli arabi vuole la pace oltre quella del cimitero, Ebraico? Ndr.)  &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Il Foglio del 17 novembre 2004&lt;br&gt;&lt;a href="http://www.israeledossier.com/italiano/Storia%20dolorosa%20e%20sottaciuta.htm" target="_blank"&gt;Fonte&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-314720699080057692?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/98hJuOel0LM" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-04-20T22:48:03.450+02:00</app:edited><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/04/cronologia-delle-principali_20.html</feedburner:origLink></item><item><title>No comment</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/5BhTAEpOfBw/no-comment.html</link><category>Israele</category><category>Approfondimento</category><category>Palestina</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Wed, 20 Apr 2011 02:58:59 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-3418051068508649114</guid><description>&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="208782_10150211476335452_290463280451_8399613_2811190_n" border="0" alt="208782_10150211476335452_290463280451_8399613_2811190_n" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/3a1d55ce8aed_9D6B/208782_10150211476335452_290463280451_8399613_2811190_n.jpg" width="266" height="384"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Un conto è piangere e addolorarsi per una persona, &lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2011/04/un-pensiero-per-vittorio-arrigoni.html" target="_blank"&gt;come ho fatto anche io&lt;/a&gt;, un altro è martirizzarla e considerarla addirittura un eroe come stanno facendo molti in questo periodo.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;I seguenti post sono tratti dalla &lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Vittorio-Arrigoni/290463280451" target="_blank"&gt;pagina Facebook&lt;/a&gt; di Vittorio Arrigoni. Li riporto qui sotto, senza commentarli. Lascio ogni giudizio a voi che leggete.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Cliccando su alcune di queste immagini è possibile risalire al post originario (salvo cancellazioni o modifiche dei nuovi gestori della pagina).&lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10150170265905452&amp;amp;id=290463280451" target="_blank"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/3a1d55ce8aed_9D6B/Paghino-gli-ebrei.jpg" width="526" height="304"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=188228007885370&amp;amp;id=290463280451" target="_blank"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/3a1d55ce8aed_9D6B/Ratti.jpg" width="527" height="385"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/3a1d55ce8aed_9D6B/Sfilatini-Qassam.jpg" width="527" height="394"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/3a1d55ce8aed_9D6B/Saviano.jpg" width="527" height="356"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/3a1d55ce8aed_9D6B/Attentato-Gerusalemme.jpg" width="527" height="448"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/3a1d55ce8aed_9D6B/Fuori-ultras-sionisti.jpg" width="527" height="350"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/3a1d55ce8aed_9D6B/Sionisti-saranno-cacciati.jpg" width="527" height="380"&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-3418051068508649114?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R_o0YqrMs6rxRUjG_SBFcqZ_33M/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R_o0YqrMs6rxRUjG_SBFcqZ_33M/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R_o0YqrMs6rxRUjG_SBFcqZ_33M/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/R_o0YqrMs6rxRUjG_SBFcqZ_33M/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/5BhTAEpOfBw" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-04-20T11:58:59.372+02:00</app:edited><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/04/no-comment.html</feedburner:origLink></item><item><title>Cronologia delle principali persecuzioni subite dagli Ebrei nell'Europa “cristiana”</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/wYvytjAsydg/cronologia-delle-principali.html</link><category>Storia</category><category>Ebraismo</category><category>Approfondimento</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Wed, 20 Apr 2011 13:57:42 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-8245012206649777852</guid><description>&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="Negozio ebreo distrutto nella &amp;quot;Notte dei cristalli&amp;quot; (1938)" border="0" alt="Negozio ebreo distrutto nella &amp;quot;Notte dei cristalli&amp;quot; (1938)" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/0dab1979da3e_D267/notte-cristalli.jpg" width="418" height="344"&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Di seguito un resoconto delle principali persecuzioni subite nei secoli dagli ebrei. L’elenco comprende solo quelle avvenute in Europa, senza menzionare le varie discriminazioni avvenute in altri paesi, &lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2011/04/cronologia-delle-principali_20.html" target="_blank"&gt;in particolare arabi&lt;/a&gt;, come ad esempio l’Iraq dove si consumò il &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/11/contesto-storico-mediorientale-tra-gli.html" target="_blank"&gt;Farhud&lt;/a&gt; (giusto per citare un esempio).&lt;/p&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;__________  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Di Corrado Maggia&lt;/em&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;325 d.C.&lt;/strong&gt; CHIESA. Dopo il Concilio Ecumenico di Nicea (Asia Minore - Turchia), la Chiesa cristiana stabilisce il suo atteggiamento verso gli Ebrei: essi devono continuare ad esistere, in reclusione e umiliazione, per gli scopi del Cristianesimo.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;380&lt;/strong&gt; ITALIA. Sant'Ambrogio vescovo di Milano, non solo approva l'incendio di una sinagoga da parte di cristiani istigati dal loro vescovo, ma minaccia di scomunicare l'imperatore Teodosio che voleva punire i colpevoli e far ricostruire la sinagoga a spese del vescovo. Teodosio rinuncia a difendere i diritti degli Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;386-387&lt;/strong&gt; CHIESA. Giovanni Crisostomo, Padre della Chiesa orientale, pronuncia sermoni violentemente antiebraici: «Per il deicida nessuna indulgenza, nessun perdono possibile», «essi massacrano i loro figli e li sacrificano al diavolo».  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;438&lt;/strong&gt; CHIESA. Teodosio II, imperatore romano di Costantinopoli, legalizza l'inferiorità civile degli Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;535-553&lt;/strong&gt; IMPERO ROMANO. L'imperatore Giustiniano I, pubblica il «Corpus Juris Civilis», espressione della sua politica antiebraica.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;589&lt;/strong&gt; SPAGNA. Il III Concilio di Toledo proibisce agli Ebrei disposare Cristiani e di esercitare funzioni pubbliche.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;612&lt;/strong&gt; SPAGNA. Il re Visigoto Sisebut, inaugura una politica di conversione forzata di tutti gli Ebrei del regno.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;628&lt;/strong&gt; FRANCIA. Dagoberto I espelle gli Ebrei dal Reame Franco.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;632&lt;/strong&gt; BISANZIO. L'imperatore Heraclius decreta il battesimo forzato di tutti gli Ebrei del suo impero.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;633&lt;/strong&gt; SPAGNA. Viene formulata la dottrina ufficiale della Chiesa sulla conversione degli Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;638&lt;/strong&gt; CHIESA, SPAGNA. Il VI Concilio di Toledo ordina l'espulsione dalla Spagna di tutti gli Ebrei che rifiutano il Battesimo.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;672&lt;/strong&gt; SPAGNA. VIII Concilio di Toledo. Interdizioni, formalità, prescrizioni di ogni genere si moltiplicano nei confronti degli Ebrei convertiti.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;681&lt;/strong&gt; CHIESA. Il re Visigoto Erwig, preoccupato di estirpare con le radici la «peste giudaica», fa adottare dal XII concilio di Toledo 28 leggi repressive nei confronti degli Ebrei convertiti.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;694-711&lt;/strong&gt; SPAGNA. Gli Ebrei spagnoli vengono dichiarati schiavi, i loro figli all'età di 7 anni tolti ai genitori e affidati a famiglie cristiane.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;722&lt;/strong&gt; BISANZIO. L'imperatore Leone III emana un editto che impone il battesimo forzato.1012 GERMANIA. L'imperatore Enrico II espelle gli Ebrei da Magonza. È l'inizio di persecuzioni contro gli Ebrei anche in Germania.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1096-1099&lt;/strong&gt; PRIMA CROCIATA.  &lt;p align="justify"&gt;GERMANIA. I crociati massacrano gli Ebrei della Renania. (Per molti uccidere un Ebreo equivaleva ad espiare i propri peccati.) Intere comunità vengono distrutte perché gli Ebrei posti davanti all'alternativa di lasciarsi battezzare o di essere uccisi, preferiscono la morte all'apostasia. Molti Ebrei di Worms, cercando rifugio in un castello locale, furono massacrati mentre recitavano le preghiere del mattino.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1099&lt;/strong&gt; GERUSALEMME. CROCIATE.  &lt;p align="justify"&gt;Entrati in Gerusalemme, tutti gli Ebrei sono rinchiusi nella sinagoga che viene incendiata. I crociati circondarono la sinagoga cantando «Cristo, ti adoriamo!». L'evento segnò la fine della comunità ebraica di Gerusalemme, sebbene un limitato numero di Ebrei vi ritornò dopo la riconquista musulmana nel 1187.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1144&lt;/strong&gt; INGHILTERRA. Norwich. Per la prima volta gli Ebrei vengono falsamente accusati di assassinio rituale di bambini. Queste calunnie scatenano ogni volta reazioni popolari violente e spesso sanguinose nei confronti degli Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1146&lt;/strong&gt; SECONDA CROCIATA.  &lt;p align="justify"&gt;GERMANIA. I Crociati perseguitano e uccidono gli Ebrei della Renania.  &lt;p align="justify"&gt;ISRAELE. Gli Ebrei di Gerusalemme sono bruciati vivi nella loro sinagoga.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1147&lt;/strong&gt; GERMANIA. Würzburg. Massacro di Ebrei per falsa accusa di omicidio rituale.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1171&lt;/strong&gt; FRANCIA. Blois. Tutta la comunità ebraica e massacrata a causa di una falsa accusa di omicidio rituale.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1182&lt;/strong&gt; FRANCIA. Il re Filippo Augusto di Francia decreta l'espulsione degli Ebrei dal suo regno e la confisca delle loro proprietà.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1189-92&lt;/strong&gt; TERZA CROCIATA.  &lt;p align="justify"&gt;AUSTRIA. Persecuzioni e assassini di Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1190&lt;/strong&gt; INGHILTERRA. Massacri a York e altre città.1191 FRANCIA. Bray-sur-Seine. Falsa accusa di omicidio rituale: un centinaio di Ebrei sono uccisi.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1215&lt;/strong&gt; CHIESA. Il IV Concilio Lateranense introduce per gli Ebrei l'obbligo di portare una stella gialla sul vestito.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1235&lt;/strong&gt; GERMANIA. Fulda. Falsa accusa di omicidio rituale. 34 Ebrei massacrati.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1236&lt;/strong&gt; FRANCIA. Persecuzioni antiebraiche nella Francia occidentale.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1240&lt;/strong&gt; FRANCIA. Dispute dottrinali a Parigi, culminate col rogo del Talmud.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1242&lt;/strong&gt; FRANCIA. Rogo del Talmud a Parigi.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1255&lt;/strong&gt; INGHILTERRA. Lincoln. Falsa accusa di omicidio rituale.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1262-66&lt;/strong&gt; INGHILTERRA. Persecuzioni, saccheggi, assassinii di Ebrei a Londra.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1285&lt;/strong&gt; GERMANIA. Incendio della sinagoga di Monaco con gli Ebrei che vi si sono rifugiati per sfuggire ai Cristiani.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1290&lt;/strong&gt; INGHILTERRA. Espulsione degli Ebrei dall'Inghilterra (prima delle grandi espulsioni di massa del Medio Evo).  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1289-1299&lt;/strong&gt; GERMANIA. Massacro di centinaia di migliaia di Ebrei in 146 località della Germania meridionale e centrale. Sterminio delle comunità di Würzburg e Norimberga.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1306&lt;/strong&gt; FRANCIA. Espulsione degli Ebrei dalla Francia.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1320&lt;/strong&gt; FRANCIA. 120 comunità ebraiche vengono massacrate e distrutte nel sud-ovest della Francia.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1321&lt;/strong&gt; FRANCIA. Persecuzione degli Ebrei nella Francia centrale, conseguenza di una falsa accusa di collusione con i lebbrosi e avvelenamento di sorgenti. A Chinon vengono bruciati vivi 160 Ebrei. A Vitry 40 Ebrei si fanno uccidere piuttosto che accettare il battesimo  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1322&lt;/strong&gt; FRANCIA. Nuova espulsione degli Ebrei dalla Francia.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1331&lt;/strong&gt; GERMANIA. Granducato di Baden. 300 Ebrei vengono rinchiusi in una casa alla quale si dà fuoco.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1336-39&lt;/strong&gt; FRANCIA. Persecuzione contro gli Ebrei in Franconia e Alsazia.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1348&lt;/strong&gt; SVIZZERA. Chillon. In settembre gli Ebrei di Villeneuve sono imprigionati al Château di Chillon. Sotto orribili torture ammettono di aver avvelenato pozzi e fiumi. Quest'ammissione causa ulteriori persecuzioni in tutta Europa.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1348-1349&lt;/strong&gt; SVIZZERA. Zurigo. Tutta la comunità ebraica viene bruciata sul rogo per aver "avvelenato le sorgenti". Un decreto di legge ne vieta il ritorno.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1349&lt;/strong&gt; SVIZZERA. Basilea. Seicento Ebrei sono bruciati vivi.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1348-50&lt;/strong&gt; SPAGNA, FRANCIA, GERMANIA, AUSTRIA, SVIZZERA. Massacri suscitati da una falsa accusa secondo la quale gli Ebrei avrebbero provocato la morte di Cristiani con l'avvelenamento di pozzi e altre sorgenti d'acqua durante la peste nera. Solo a Strasburgo vengono bruciati vivi 2000 Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1389&lt;/strong&gt; REP. CECA. Boemia. Massacro della comunità ebraica di Praga.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1391&lt;/strong&gt; SPAGNA. Ondata di massacri e conversioni forzate in Spagna e Isole Baleari. In tre mesi vengono trucidati 50'000 Ebrei. Nella sola Siviglia sono distrutte 23 sinagoghe. In tutta la Spagna le sinagoghe rimaste vengono trasformate in chiese.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1394&lt;/strong&gt; FRANCIA. Nuova espulsione dal regno di Francia.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1394-1400&lt;/strong&gt; REP. CECA. Ebrei incarcerati e bruciati a Praga.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1399&lt;/strong&gt; GERMANIA: Poznan. falsa accusa di omicidio rituale, il rabbino e 13 ebrei sono bruciati.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1401&lt;/strong&gt; SVIZZERA. Persecuzioni antiebraiche a Winterthur e Sciaffusa.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1411-12&lt;/strong&gt; SPAGNA. Legislazione oppressiva contro gli Ebrei come risultato delle prediche del frate Vicente Ferrer. Numerose conversioni forzate.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1413-14&lt;/strong&gt; SPAGNA. Disputa teologica di Tolosa. La più importante e prolungata disputa Cristiano-Ebraica, seguita da conversioni forzate in massa e persecuzioni intensificate. 40'000 Ebrei trucidati.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1421&lt;/strong&gt; AUSTRIA. Persecuzioni degli Ebrei a Vienna e dintorni. Confisca dei loro beni e conversione forzata di bambini Ebrei. 270 Ebrei vengono messi al rogo. Editto di Vienna. Espulsione degli Ebrei dall'Austria.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1434&lt;/strong&gt; SVIZZERA. Il Concilio Ecumenico di Basilea decreta che gli Ebrei non devono avere rapporti con i Cristiani. Devono essere esclusi dagli uffici pubblici; portare un segno distintivo, vivere in un quartiere speciale; non possono frequentare corsi universitari e devono ascoltare sermoni cristiani costretti con la forza se necessario. (L'applicazione di tali pratiche è continuata anche nei tempi moderni. La costrizione ad ascoltare sermoni viene finalmente sospesa da Pio IX nel 1848 e l'ultimo ghetto a sparire in Europa è quello di Roma 1870).  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1435&lt;/strong&gt; SPAGNA. Massacro e conversione forzata degli Ebrei di Maiorca (Isole Baleari).  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1442&lt;/strong&gt; ITALIA. Papa Eugenio IV emette una bolla con la quale vieta agli Ebrei di dedicarsi all'artigianato e a qualsiasi tipo di commercio, lo studio della religione ebraica e la costruzione di nuove sinagoghe.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1452-53&lt;/strong&gt; GERMANIA, POLONIA. San Giovanni da Capistrano, frate francescano italiano, incita alla persecuzione e all'espulsione degli Ebrei dalle città della Germania. Ebrei bruciati in Franconia e Breslavia.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1455-68&lt;/strong&gt; POLONIA. Persecuzioni a Cracovia e Poznan.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1466&lt;/strong&gt; ITALIA. Viene introdotta a Roma la degradante usanza, durata secoli, che costringe gli Ebrei, rabbini in testa, a far divertire la plebe e la nobiltà durante il carnevale, con corse umilianti ed esibizioni grottesche.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1473&lt;/strong&gt; SPAGNA. Marrani (Ebrei convertiti) di Valladolid e Cordova vengono massacrati perché si sospetta che la loro conversione non sia sincera e che continuino a praticare di nascosto la fede ebraica.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1474&lt;/strong&gt; SPAGNA. Marrani di Segovia vengono massacrati.  &lt;p align="justify"&gt;ITALIA. Sicilia. A Modica la festa dell'Assunta è resa più «religiosa» dall'eccidio di 360 Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1475&lt;/strong&gt; ITALIA. Trento. In seguito alla violenta predicazione antiebraica di fra Bernardino da Feltre, gli Ebrei vengono falsamente accusati di omicidio rituale (Simone da Trento). 13 Ebrei sono torturati e bruciati sul rogo. La comunità ebraica di Trento espropriata di tutti i beni ed espulsa.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1480&lt;/strong&gt; SPAGNA. Ha inizio l'Inquisizione: battesimi forzati, bambini strappati ai genitori, torture, roghi. Centinaia di migliaia di Ebrei vengono uccisi.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1483&lt;/strong&gt; POLONIA. Espulsione degli Ebrei da Varsavia.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1490-91&lt;/strong&gt; SPAGNA. La Guardia, Falsa accusa di omicidio rituale. La persona additata come vittima degli Ebrei viene beatificata.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1492&lt;/strong&gt; SPAGNA. Espulsione degli Ebrei. Dopo otto secoli di residenza nel paese, centinaia di migliaia di Ebrei hanno quattro mesi di tempo per partire abbandonando tutti i loro beni. Essi si trovano cosi esposti alla morte, ai pirati, alla schiavitù.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1495&lt;/strong&gt; LITUANIA. Espulsione degli Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1496-97&lt;/strong&gt; PORTOGALLO. Espulsione degli Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1500-1782&lt;/strong&gt; ITALIA. Dal 1500 al 1782 in Sicilia i bruciati sul rogo furono 584, fra i quali: 473 giudei, 74 protestanti, 17mori e rinnegati, 11 eretici vari, 4 obiettori del Sant'Uffizio.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1506&lt;/strong&gt; PORTOGALLO. Massacro di Marrani a Lisbona.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1510&lt;/strong&gt; GERMANIA. Espulsione degli Ebrei dal Brandeburgo.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1516&lt;/strong&gt; ITALIA. A Venezia viene istituito il ghetto, il primo dell'Europa cristiana.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1531&lt;/strong&gt; PORTOGALLO. Viene istituita l'Inquisizione.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1541&lt;/strong&gt; ITALIA. Espulsione degli Ebrei dal Regno di Napoli.  &lt;p align="justify"&gt;REP. CECA. Espulsione degli Ebrei da Praga.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1544&lt;/strong&gt; GERMANIA. Martin Lutero attacca gli Ebrei con estrema violenza.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1550&lt;/strong&gt; ITALIA. Espulsione degli Ebrei da Genova.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1551&lt;/strong&gt; GERMANIA. Espulsione degli Ebrei dalla Baviera.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1553&lt;/strong&gt; ITALIA. 9 settembre (Capodanno ebraico) per ordine di papa Paolo IV centinaia di esemplari del Talmud sono bruciati a Campo dei Fiori. Agli Ebrei è imposto l'integrale mantenimento della «Casa dei Catecumeni» dove veniva loro insegnata, spesso con la forza, la dottrina cattolica. Alcuni giorni dopo è bruciato sul rogo fra Cornelio da Montepulciano, reo di essersi convertito all'ebraismo.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1554&lt;/strong&gt; ITALIA. Viene introdotta la censura sui libri ebraici.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1555&lt;/strong&gt; ITALIA. Paolo IV istituisce il ghetto a Roma e in tutto lo Stato Pontificio (gli Ebrei devono pagare la costruzione del muro di cinta). Proibita ogni forma di commercio eccetto la raccolta degli stracci. Gli Ebrei sono privati dei più fondamentali diritti. Ardono i roghi per coloro che osano alzare la testa.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1556&lt;/strong&gt; ITALIA. Rogo di Marrani ad Ancona.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1567&lt;/strong&gt; ITALIA. Nuova espulsione degli Ebrei dalla Repubblica di Genova.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1569&lt;/strong&gt; ITALIA. Espulsione degli Ebrei dagli Stati Pontifici. Fatta eccezione di Roma e Ancona.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1577&lt;/strong&gt; ITALIA. Papa Gregorio XIII rinnova l'obbligo della predicazione obbligatoria fatta agli Ebrei da un frate cattolico una volta alla settimana. Preferibilmente di sabato. Il pagamento dell'oratore è a carico degli stessi Ebrei. Permette che a carnevale il più vecchio Ebreo di Roma venga chiuso in una botte piena di chiodi sporgenti efatto precipitare dal Colle Testaccio.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1614&lt;/strong&gt; GERMANIA. Gli Ebrei sono cacciati da Francoforte.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1620&lt;/strong&gt; SVIZZERA. Gli Ebrei sono cacciati dalle città svizzere. In seguito, dal 1776 viene loro permesso di risiedere esclusivamente in due paesi: Lengnau e Oberendingen.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1624&lt;/strong&gt; ITALIA. Viene istituito un Ghetto a Ferrara.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1648-49&lt;/strong&gt; UCRAINA. Massacro di 100'000 Ebrei. Distruzione di 300 comunità ebraiche.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1655-56&lt;/strong&gt; POLONIA. Massacro di Ebrei. 1670 AUSTRIA. Espulsione degli Ebrei da Vienna.  &lt;p align="justify"&gt;FRANCIA. Metz, falsa accusa di omicidio rituale.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1712&lt;/strong&gt; POLONIA. Falsa accusa di omicidio rituale a Sandomierz, in seguito alla quale gli Ebrei della città vengono espulsi.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1734-36&lt;/strong&gt; UCRAINA. Persecuzioni contro gli Ebrei nella Ucraina polacca.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1745&lt;/strong&gt; REP. CECA. Espulsione degli Ebrei da Praga.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1768&lt;/strong&gt; POLONIA. Massacro degli Ebrei di Uman, insieme ad Ebrei di altri paesi che avevano cercato rifugio nella città.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1775&lt;/strong&gt; ITALIA. Pio VI emana un severo «Editto concernente gli Ebrei», col quale vengono rinnovate tutte le precedenti costrizioni compreso il divieto dello studio del Talmud.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1783&lt;/strong&gt; ITALIA. Roma. Primo dei numerosi rapimenti di bambini Ebrei per battezzarli.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1791&lt;/strong&gt; RUSSIA. Nella Russia zarista vengono fissate varie province nelle quali gli Ebrei sono autorizzati a prendere domicilio permanente. Proibizione agli Ebrei di dimorare in altri centri della Russia.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1818&lt;/strong&gt; ITALIA. Nel Lombardo Veneto viene promulgato l'editto che vieta agli Ebrei di rivestire cariche pubbliche.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1819&lt;/strong&gt; GERMANIA eccetera. Una serie di persecuzioni antiebraiche scoppia in Germania e dilaga nei paesi confinanti (Danimarca, Polonia, Lettonia e Boemia). Questi disordini vengono chiamati «Hep-Hep» dal grido di raccolta contro gli Ebrei usato in Germania.  &lt;p align="justify"&gt;ITALIA. Toscana. Agli Ebrei è proibito l'ingresso ai pubblici uffici e l'esercizio dell'avvocatura. I medici possono occuparsi solo dei propri correligionari.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1835&lt;/strong&gt; RUSSIA. Lo zar Nicola I emana una legge oppressiva nei confronti degli Ebrei russi.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1853&lt;/strong&gt; RUSSIA. Saratov. Falsa accusa di omicidio rituale che dà inizio alla ripresa di false accuse in tutta la Russia con conseguenti sollevamenti popolari antiebraici.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1858&lt;/strong&gt; ITALIA. Bologna. Edgardo Mortara, un bambino Ebreo di 7 anni, battezzato di nascosto, viene sottratto ai genitori per essere educato nella fede cattolica. Il «caso Mortara» destò l'indignazione dei circoli liberali di tutto il mondo.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1878&lt;/strong&gt; GERMANIA. Adolfo Stoeker, predicatore tedesco, cerca di giustificare le campagne antiebraiche diffondendo l'odio e il razzismo fra le classi colte del paese. Stoeker conia il termine «Antisemitismo» che sostituisce il meno nobile «Judenhass» (odio degli Ebrei).  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1879&lt;/strong&gt; GERMANIA. L'agitatore tedesco Wilhelm Marr (1819-1904), conia il termine «antisemitismo» come eufemismo al posto di «Judenhass».  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1881-84&lt;/strong&gt; RUSSIA. Scoppiano pogrom&lt;sup&gt;2 &lt;/sup&gt;nei territori della Russia meridionale. Ha inizio l'emigrazione di massa degli Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1882&lt;/strong&gt; UNGHERIA. Falsa accusa di omicidio rituale a Tiszae-zlar, in seguito alla quale insorge tutta l'opinione pubblica europea.  &lt;p align="justify"&gt;GERMANIA. Il primo Congresso Internazionale Anti-Ebraico viene indetto a Dresda.  &lt;p align="justify"&gt;RUSSIA. Vengono confermate dallo Zar Alessandro III di Russia alcune «disposizioni temporanee», chiamatele «leggi di maggio», in base alle quali viene adottata una politica sistematica di discriminazione, con lo scopo preciso di eliminare gli Ebrei dalle loro posizioni economiche e politiche.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1885&lt;/strong&gt; RUSSIA. Espulsione di circa 10'000 Ebrei rifugiatisi in Russia dal 1881 al 1884 a seguito dei pogrom scoppiati in Germania.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1891&lt;/strong&gt; RUSSIA. Espulsione degli Ebrei da Mosca.  &lt;p align="justify"&gt;GERMANIA. Falsa accusa di omicidio rituale a Xanten.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1893&lt;/strong&gt; AUSTRIA. Karl Lueger fonda a Vienna un partito antisemita Cristiano Sociale, e diventa sindaco nel 1897.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1894&lt;/strong&gt; FRANCIA. Parigi. &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/08/herzl-e-la-home-ebraica-il-sionismo.html" target="_blank"&gt;Il capitano Alfredo Dreyfus, Ebreo, ingiustamente accusato di spionaggio, viene condannato all'ergastolo. In tutta la Francia scoppia un'ondata di antisemitismo.&lt;/a&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1895&lt;/strong&gt; ROMANIA. Alexander C. Cuza organizza l'Alleanza Universale Antisemita a Bucarest.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1899&lt;/strong&gt; GERMANIA. Houston Stewart Chamberlain (1855-1927), razzista e autore antisemita, pubblica il suo «Die Grundlagen des 19. Jahrhunderts» che diverrà la base dell'ideologia Nazional-Socialista.  &lt;p align="justify"&gt;REP. CECA. Falsa accusa di omicidio rituale in Boemia («Il caso Hilsner»).  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1903&lt;/strong&gt; MOLDAVIA. Pogrom a Kishinev.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1905&lt;/strong&gt; UCRAINA. Pogrom in 64 città dell'Ucraina e Bessarabia, il pogrom più grave scoppia a Odessa con oltre 300 morti e migliaia di feriti. Viene pubblicata la prima edizione del falso antisemita «Protocolli dei Savi Anziani di Sion», le cui menzogne suscitano gravi e radicati pregiudizi in generazioni di Cristiani.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1906&lt;/strong&gt; POLONIA. Pogrom a Bialystok e Siedlce.  &lt;p align="justify"&gt;1910 POLONIA. Boicottaggio contro gli Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1911-13&lt;/strong&gt; UCRAINA. Ha luogo a Kiev il processo per «omicidio rituale» contro Menachem Mendel Beilis.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1917-21&lt;/strong&gt; UCRAINA. Pogrom effettuati dall'Armata rossa in ritirata dall'Ucraina (primavera 1918) con un bilancio di oltre 8000 Ebrei trucidati.  &lt;p align="justify"&gt;RUSSIA. Pogrom da parte dell'Armata Bianca controrivoluzionaria, sotto il comando del generale Anton Ivanovich Denikin (verso la fine del 1919) nei quali circa 1500 Ebrei vengono uccisi.  &lt;p align="justify"&gt;RUSSIA. Pogrom da parte dell'Armata Bianca in Siberiae Mongolia (1919). Migliaia di vittime.  &lt;p align="justify"&gt;UCRAINA. Pogrom da parte di bande antisovietiche in Ucraina (1920-21), con l'uccisione di centinaia di migliaia di Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;Complessivamente furono uccisi più di 180'000 Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1919&lt;/strong&gt; UNGHERIA. Pogrom: circa 1500 Ebrei uccisi.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1924&lt;/strong&gt; POLONIA. Restrizioni economiche contro gli Ebrei in Polonia.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1925-27&lt;/strong&gt; GERMANIA. Viene pubblicato il «Mein Kampf» di Hitler.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1933&lt;/strong&gt; GERMANIA. &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/contesto-storico-dopo-la-prima-guerra.html" target="_blank"&gt;Adolf Hitler viene nominato cancelliere della Germania. Ha inizio un boicottaggio economico antiebraico. Vengono istituiti i primi campi di concentramento (Dachau, Oranienburg, Esterwegen e Sachsenburg).&lt;/a&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1935&lt;/strong&gt; GERMANIA. Vengono promulgate in Germania le Leggi di Norimberga.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1937&lt;/strong&gt; ROMANIA. Legislazione antisemita.  &lt;p align="justify"&gt;POLONIA. Discriminazione contro gli Ebrei nelle università polacche.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1938&lt;/strong&gt; AUSTRIA. Dopo l'occupazione dell'Austria da parte della Germania (Anschluss) scoppiano dei pogrom a Vienna. Viene promulgata una legislazione antiebraica e aperti campi di deportazione in Austria e Germania.  &lt;p align="justify"&gt;GERMANIA, AUSTRIA. &lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/lantisemitismo-nazista.html" target="_blank"&gt;Si scatena la «Notte dei Cristalli» (9-10 novembre). Negozi ebraici distrutti, sinagoghe bruciate, gli Ebrei vengono inviati nei campi di concentramento.&lt;/a&gt;  &lt;p align="justify"&gt;ITALIA. Il 17 novembre vengono promulgate in Italia le «Leggi Razziali».  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1939&lt;/strong&gt; CECOSLOVACCHIA. Leggi antiebraiche vengono introdotte nel protettorato tedesco della Cecoslovacchia. Scoppio della 2a Guerra Mondiale (1° settembre). La Polonia è occupata dall'armata tedesca. Pogrom in Polonia. Ha inizio lo sterminio.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1940&lt;/strong&gt; GERMANIA. Si inaugurano le camere a gas.  &lt;p align="justify"&gt;POLONIA. Formazioni di ghetti. Uccisione in massa di Ebrei. Viene inaugurato il campo di Auschwitz, divenuto poi campo di sterminio. Gli Ebrei europei cadono nelle mani dei nazisti.  &lt;p align="justify"&gt;GERMANIA. Inaugurato il campo di sterminio di Belsen.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1941&lt;/strong&gt; La Germania invade la Russia e gli Stati Baltici.  &lt;p align="justify"&gt;POLONIA. Vengono aperti i campi di sterminio di Majdanek, Chelmno e Treblinka.  &lt;p align="justify"&gt;SLOVACCHIA. Leggi antiebraiche in Slovacchia.  &lt;p align="justify"&gt;ROMANIA. Pogrom in Iasi.  &lt;p align="justify"&gt;RUSSIA, STATI BALTICI. Pogrom e massacri da parte della popolazione locale negli Stati Baltici e nella parte della Russia occupata dalla Germania.  &lt;p align="justify"&gt;UCRAINA. Nella sola Leopoli gli ucraini massacrano in tre giorni 6000 Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;GERMANIA. Espulsione verso la Polonia di Ebrei della Germania.  &lt;p align="justify"&gt;FRANCIA. Inizio della deportazione e dell'eccidio degli Ebrei francesi.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1942&lt;/strong&gt; GERMANIA. Conferenza di Wannsee, Berlino, per dare inizio alla «Soluzione Finale» (gennaio 1942). Inizio del trasferimento degli Ebrei dal Belgio e dall'Olanda verso Auschwitz. I massacri nella Russia occupata continuano.  &lt;p align="justify"&gt;POLONIA. I campi di sterminio di Auschwitz, Majdaneke Treblinka incominciano a funzionare a pieno ritmo. Gli Ebrei prigionieri nei ghetti vengono trasferiti verso i campi di sterminio. Viene aperto un nuovo campo di sterminio a Sobibor.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1943&lt;/strong&gt; GERMANIA. La Germania è di chiarata «Judenrein» (ripulita dagli Ebrei). Gli Ebrei vengono trasferiti da tutta Europa verso i campi di sterminio.  &lt;p align="justify"&gt;POLONIA. 16 maggio 1943: liquidazione finale del Ghetto di Varsavia. Distruzione della maggior parte dei ghetti.  &lt;p align="justify"&gt;ITALIA. Inoltro degli Ebrei italiani verso i campi di sterminio.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1944&lt;/strong&gt; ITALIA. Roma, Fosse Ardeatine. 75 delle vittime sono Ebrei.  &lt;p align="justify"&gt;UNGHERIA. Sterminio degli Ebrei ungheresi: tra i peggiori capi delle squadre fasciste vi è il Padre Minorita Andrea Scun, che fa fucilare uomini, donne, bambini e perfino malati Ebrei al grido: «Nel sacro nome di Gesù Cristo, fuoco!»  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1945&lt;/strong&gt; L'8 maggio 1945 la Germania si arrende.  &lt;p align="justify"&gt;EUROPA. OLOCAUSTO: gli Ebrei trucidati sono 5'900'000 di cui più di 1'000'000 di bambini.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1946&lt;/strong&gt; POLONIA. Pogrom a Kielce. Il 4 luglio 42 Ebrei sono uccisi e molti altri feriti.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1968&lt;/strong&gt; POLONIA. Nuova ondata di antisemitismo in Polonia: emigrazione della maggior parte degli Ebrei rimasti.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;1962-78&lt;/strong&gt; ITALIA. La stampa denuncia: 5 aggressioni fisiche ad Ebrei perché tali; 11 episodi di antisemitismo nelle scuole ad opera di insegnanti; 55 profanazioni di luoghi sacri ebraici con bombe, lapidi abbattute, loculi aperti, steli e capitelli divelti, svastiche e scritte tipo «Ebrei ai forni»,«Morte agli Ebrei»; 51 episodi di attentati dinamitardi; lettere e telefonate anonime con minacce di morte a singoli Ebrei o intere comunità ebraiche.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Fino ad oggi.&lt;/strong&gt; IN ISRAELE E NEL MONDO. Attacchi e attentati terroristici in cui vengono presi di mira cittadini Ebrei (e di altre nazioni, che sostengono Israele). Migliaia di morti. Intifada del 2000, guerra del Libano, guerra di Gaza, la flottiglia «della pace»: ogni volta che Israele interviene militarmente in propria difesa, in molte nazioni aumentano gli attacchi antisemiti.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Conclusione&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Per secoli gli Ebrei furono sottoposti a incredibili umiliazioni. Citiamo solo alcuni esempi:&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;– All'elezione di ogni nuovo Pontefice i maggiorenti della comunità romana dovevano portare sotto l'arco di Tito un «Sefer Torah» (Rotolo della Legge) che veniva dileggiato e coperto di insulti.  &lt;p align="justify"&gt;– Negli Stati Pontifici gli Ebrei, già chiusi nei ghetti e costretti a portare un segno distintivo sul vestito, dovevano, durante la Quaresima, presentarsi ogni sera nella chiesa in cui si teneva il quaresimale e assistervi, previo lavaggio delle orecchie perché non potessero accampare la scusa di non aver ascoltato bene.  &lt;p align="justify"&gt;– Durante la cerimonia del Venerdì Santo veniva inflitto ad un notabile Ebreo uno schiaffo rituale. Si giunse al punto di incidere cinque ferite sulla sua testa, per ricordare le cinque piaghe di Cristo.  &lt;p align="justify"&gt;– Nell'Europa orientale si scatenavano stragi di Ebrei quando la processione del Venerdì Santo, croce in testa, passava nelle vicinanze del quartiere ebraico. Così la croce è divenuta, per gli Ebrei, simbolo di massacri, umiliazioni e persecuzioni.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Corrado Maggia • Cronologia persecuzioni antisemite&lt;br&gt;Tratto da &lt;a href="http://www.scribd.com/doc/46458505/Cronologia-della-persecuzione-antisemita-nell-Europa-cristiana" target="_blank"&gt;Scribd.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;hr&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;strong&gt;NOTE&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; &lt;/font&gt;&lt;font size="1"&gt;Notizie su Corrado Maggia, autore della pubblicazione «Israele, il popolo speciale di Dio». &lt;/font&gt;&lt;font size="1"&gt;Corrado Maggia è diplomato al Liceo Artistico di Biella e ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Deluso dalla religione ufficiale, iniziò la sua ricerca di Dio a 15 anni, si convertì a Cristo nel 1977 all'età di 20 anni, dopo aver fatto delle esperienze nello Yoga, nell'occultismo e nello spiritismo. Per tre anni è stato membro di una comunità del Movimento Carismatico Cattolico e dopo aver ricevuto la chiamata al Ministero ha studiato per due anni con la moglie Anna presso il Centro d'Istruzione Biblica in Roma. Attualmente è impegnato come Pastore e Insegnante nella Chiesa di Cristo Re a Biella. Dà il suo contributo per l'edificazione del Corpo di Cristo anche in altre località. Da qualche anno organizza Seminari e Conferenze in varie città italiane su temi di grande interesse, quali: «Angeli, Demoni e Spiriti guida», «Vita dopo la Morte», «La Guarigione Divina», durante i quali esercita il ministero di liberazione dai demoni e di guarigione dell'anima. Inoltre, conduce con la moglie il programma di evangelizzazione e insegnamento «Quando viene lo Spirito», sulla rete televisiva cristiana TBNE. È disponibile alla collaborazione con tutti coloro che vogliono lavorare per l'edificazione e la crescita della Chiesa di Dio, affinché giunga alla «perfetta statura di Cristo», in sottomissione alla Parola di Dio e allo Spirito Santo. Con la moglie Anna e le figlie Cristiana Joy e Azzurra sperimenta quotidianamente la fedeltà di Dio, il Quale dal 1980 provvede miracolosamente ad ogni loro necessità.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; «Pogrom» = massacro di Ebrei effettuato generalmente «in nome di Gesù». Ad esempio quando la processione del Venerdì Santo passava, croce in testa, nelle vicinanze di un quartiere ebraico, i «fedeli» ne approfittavano per metterlo a ferro e a fuoco trucidando gli abitanti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-8245012206649777852?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ideadiversa/~4/wYvytjAsydg" height="1" width="1"/&gt;</description><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-04-20T22:57:42.535+02:00</app:edited><feedburner:origLink>http://ideadiversa.blogspot.com/2011/04/cronologia-delle-principali.html</feedburner:origLink></item><item><title>Un pensiero per Vittorio Arrigoni</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/ideadiversa/~3/U-T0wAERAq8/un-pensiero-per-vittorio-arrigoni.html</link><category>Attualità</category><category>Israele</category><category>Palestina</category><author>noreply@blogger.com (Basch)</author><pubDate>Wed, 20 Apr 2011 02:57:45 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6293268452784364350.post-6596342037477811895</guid><description>&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: left; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="" border="0" alt="" align="left" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/1c97c3b14a75_8BF9/sssss.jpg" width="236" height="404"&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Sinceramente non avrei mai pensato che sarebbe finita così: Vittorio Arrigoni è stato rapito da un gruppo salafita palestinese e assassinato brutalmente poche ore dopo. Solo qualche ora prima ci stavo combattendo virtualmente sul web a suon di post su Facebook: niente avrebbe potuto far presagire un finale così tragico.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Arrigoni solo qualche giorno fa era un quasi sconosciuto, con una sua nutrita schiera di fans ma lontano dai riflettori dei media. Oggi domina le cronache nazionali e anche internazionali. Anche io, insieme ad altri amici, lo conoscevo (non direttamente) e mi ci confrontavo su internet (a distanza, dato che la sua pagina era chiusa a chi la pensava diversamente da lui). Oggi tutto questo è già passato.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Per quanto avessi potuto criticarlo, per quanto ancora oggi possa confermare in toto &lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2011/03/il-pacifista-che-predica-bene-e-razzola.html" target="_blank"&gt;tutte le critiche che gli muovevo&lt;/a&gt; insieme ai miei compagni di viaggio di “&lt;a href="http://www.facebook.com/sionismo.info" target="_blank"&gt;Sionismo: informazione e controinformazione&lt;/a&gt;”, mi dispiace profondamente per lui e faccio le condoglianze ai suoi familiari e a chi lo amava.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Eh sì, anche a chi dopo la sua uccisione &lt;a href="http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2011/04/17/491661-corpo_rientra_egitto_passera_israele.shtml" target="_blank"&gt;ha continuato e continua a sparare a zero contro Israele&lt;/a&gt;. Quasi come a voler rimuovere dalla memoria della gente che la sua morte non è stata provocata dallo Stato ebraico ma da una cellula terroristica della stessa gente che Vittorio difendeva in vita. A volte non basta l’esperienza per modificare un’idea profondamente radicata: chissà se Vittorio durante il rapimento avrà ripensato minimamente alla “propaganda sionista” contro il fondamentalismo islamico; chissà se la considerava ancora “propaganda”…&lt;/p&gt; &lt;div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; width: 425px; padding-right: 0px; display: block; float: none; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:8de90959-f64a-4aac-96b3-6de1b629a716" class="wlWriterEditableSmartContent"&gt;&lt;div id="bcbc48bb-f868-4177-b58b-07c44442d307" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=gCyA7A4pDXc" target="_new"&gt;&lt;img src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/1c97c3b14a75_8BF9/video0c4d62a67343.jpg" style="border-style: none" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('bcbc48bb-f868-4177-b58b-07c44442d307'); downlevelDiv.innerHTML = &amp;quot;&amp;lt;div&amp;gt;&amp;lt;object width=\&amp;quot;425\&amp;quot; height=\&amp;quot;349\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;param name=\&amp;quot;movie\&amp;quot; value=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/gCyA7A4pDXc?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/param&amp;gt;&amp;lt;embed src=\&amp;quot;http://www.youtube.com/v/gCyA7A4pDXc?hl=en&amp;amp;hd=1\&amp;quot; type=\&amp;quot;application/x-shockwave-flash\&amp;quot; width=\&amp;quot;425\&amp;quot; height=\&amp;quot;349\&amp;quot;&amp;gt;&amp;lt;\/embed&amp;gt;&amp;lt;\/object&amp;gt;&amp;lt;\/div&amp;gt;&amp;quot;;" alt=""&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="width:425px;clear:both;font-size:.8em"&gt;Il video di rivendicazione del rapimento remixato dopo la sua morte (per sottolineare le scuse da parte del popolo palestinese)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ma per quanto una persona possa avere delle idee sbagliate o non condivisibili, niente di tutto ciò può prevalere di fronte a degli eventi così tragici. Nessuno può meritare tutto ciò solo per delle idee, per quanto errate possano essere.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;E allora, che la terra ti sia lieve Vittorio.&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="background-image: none; border-right-width: 0px; margin: 0px auto; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; padding-top: 0px" title="I funerali di Arrigoni a Gaza" border="0" alt="I funerali di Arrigoni a Gaza" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/1c97c3b14a75_8BF9/f08755b7729d58aabb84de27a4e2099e1.jpg" width="464" height="275"&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-6596342037477811895?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Come ben raramente è avvenuto nella storia tutto il mondo finiva con l’identificare l’intero popolo palestinese nella sua persona.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;La sua vita si è spenta in una asettica clinica straniera: qualche gruppo ebraico mostrava un indecoroso spettacolo di giubilo ma tutto il suo popolo lo ha pianto sinceramente: una folla immensa si è impadronita del suo corpo e come nelle antiche usanze della sua gente, è stato seppellito fra le grida e gli spari come si addice a un eroe, a un grande capo. Per tanti anni è stato uno dei primi attori della scena internazionale (da più tempo di tutti, escluso Castro) ed ora non si sa chi prenderà il suo posto ma si sa pure che nessuno, qualunque sia il successore, riuscirà ad avere il suo carisma e il suo ruolo.&lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;Al di la di ogni comprensibile partecipazione umana ed emotiva noi vogliamo tentare di tracciare un bilancio della sua azione politica: per un discorso rigoroso che non sia semplice effetto di impressioni emotive e preferenze personali, dobbiamo però fissare dei chiari parametri: porre un punto di vista e dei criteri di giudizio&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Per il primo punto il discorso ci pare chiaro. La sua azione va vista al punto di vista dell’interesse del suo popolo: non possiamo cioè vedere la sua azione non solo dal punto di vista dei suoi nemici (gli Israeliani) ma nemmeno da quello degli Americani o dell’Unione Sovietica e nemmeno , si badi bene, della sinistra europea che gli è stata sempre favorevole e delle varie correnti e governi arabi con cui non sempre facili sono stati i rapporti. Il punto di vista, ribadiamo deve essere quello del popolo che egli rappresentava e che in lui si riconosceva, non di altri. &lt;p align="justify"&gt;Per quanto riguarda i parametri dobbiamo tener presente che vogliamo valutare un uomo politico. non un profeta o un filosofo. La politica è l’arte del possibile, non del giusto in sé. Il politico persegue il miglior bene POSSIBILE (o almeno il minor male possibile) non il bene in sé. La sua azione si valuta “a posteriori” considerando se egli ha visto giusto in un momento in cui il popolo era incerto e confuso sull’andamento del reale processo storico e se quindi ha fatto le scelte giuste . &lt;p align="justify"&gt;Possiamo dire che Augusto fu un grande politico perché comprese la giusta formula di governo poi durata per secoli in un momento in cui i Romani erano in disaccordo e incerti . Volendo fare un esempio più vicino quando la Francia si arrendeva e il governo di Vichy collaborava con i nazisti sicuro della loro vittoria, De Gaulle da Londra lanciò la lotta che poi si manifestò vittoriosa.&amp;nbsp; &lt;p align="justify"&gt;Un gran politico non segue passivamente l’ opinione generale ma mostra il cammino da fare. &lt;p align="justify"&gt;Pertanto nel caso di Arafat dobbiamo esaminare se, dal punto di vista dei palestinesi, la sua azione si è rivelata “con il senno di poi” utile e proficua.&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Rapporto con i palestinesi&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Innanzi tutto bisogna porsi il problema del rapporto tra la sua personale azione politica e quella in generale dei Palestinesi . Arafat in effetti si muove su un binario che risulta sempre ambiguo: le azioni spesso più significative furono operate da organizzazioni che agivano in modo autonomo : ciò avvenne nel terrorismo degli anni 70 e avviene ora nella seconda intifada. Tuttavia, pur formalmente dichiarandosi non responsabile, egli tuttavia, proprio perché veniva considerato il rappresentante dell’insieme del popolo palestinese , in realtà, fu sempre considerato responsabile. La sua politica può ricordare quella del nostro Cavour: ad esempio nel caso della spedizione dei Mille poté dirsi formalmente contrario ma poi la aiutò segretamente e potette, a un certo punto, essere tacitamente autorizzato dalla Francia ad accorrere nel sud per svuotare la spedizione garibaldina della sua carica rivoluzionaria. Ma tale particolare gioco diplomatico non riuscì mai ad Arafat che invece fu sempre imputato della responsabilità di tutto quello che facevano i Palestinesi. anche di quello che egli non aveva voluto o aveva contrastato: il fatto è che egli, per troppo tempo, è stato visto all’estero come l’unico interlocutore per tutto il suo popolo. Pertanto noi considereremo l’insieme delle azioni portate avanti dai palestinesi senza considerare analiticamente quanto di esse siano effettivamente riconducibili alla sua persona. Sarebbe questo una distinzione praticamente impossibile data la insormontabile difficoltà di discernere realmente i sottili e aggrovigliati fili che legano i complessi equilibri all’interno del mondo palestinese.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Noteremmo d’altra parte che questa è un po’ una costante della politica araba: credere di potersi muovere nei mille labirinti di sottili furbizie. Si è fatto il paragone a questo proposito fra il suk e il supermercato: l’arabo si muove abilmente nel suk dove ogni attore dice cose diverse da quelle che pensa , che chiede 100 per avere realmente 10. Ma l’Occidentale è abituato al supermercato dove il prezzo è ben chiaro e scritto sulla merce. Non comprende più il gusto e l’abilità della trattativa e getta facilmente all’aria tutta la trattativa se questa gli appare poco chiara, giudica imbroglio quello che per l’arabo è solo abilità negli affari. &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Riconoscimento di Israele&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Nel 1964 prende la guida del OLP con il fine dichiarato di distruggere lo stato di Israele. In effetti già in quell’anno il fine poteva sembrare irrealistico ma dopo la guerra dei Sei Giorni del 67 apparve a tutti, chiaro ed evidente , che Israele non avrebbe mai potuto essere distrutta. La OLP invece anche dopo il 67 non volle accettare un fatto ormai divenuto inevitabile. Ci sembra questo l’errore fondamentale politico di Arafat: non si tratta di affermare che gli Arabi fossero o meno nel loro diritto o che non avessero subito una storica ingiustizia ma semplicemente constatare che del punto di visto politico ( cioe del “bene possibile”) continuare la lotta per la distruzione di Israele fu un errore politico fatale: dopo tanti anni, tanti lutti, tante tragedie i Palestinesi possono aspirare al massimo a ciò che gia avevano prima del 67 e comunque avrebbero potuto avere, con non molta difficoltà, anche dopo il 67. Intere generazioni di Palestinesi invece sono state nutrite nella speranza (forse giusta ma vana, irrealistica) che un giorno sarebbero tornati nelle terre occupate da Israele la quale si sarebbe dissolta come un brutto sogno al sorgere del sole.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;La collocazione politica internazionale&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;La causa palestinese divenne popolare e fu sempre sostenuta dalla sinistra europea. Fu assimilata alla causa del lotta di liberazione dal colonialismo, alla lotta sociale contro il capitalismo , fu avvicinato al comunismo. In realtà si tratta di assimilazioni del tutto illegittime e fuorvianti. La Palestina non può in nessun modo essere assimilata a una colonia europea come il Congo o l’Angola, la lotta dei feddayn non ha nessuna connotazione anticapitalista: gli arabi non sono il proletariato come gli Israeliani non sono la borghesia. Tanto meno fra i palestinesi hanno mai avuto fortuna correnti marxiste (anche se alcuni terroristi si dichiararono tali). La questione palestinese è del tutto atipica , praticamente non ha riscontro nel resto del mondo perché mai è accaduto nel mondo moderno che un popolo si trasferisse in massa in un territorio non proprio, fondando un proprio stato come hanno fatto gli ebrei di Israele.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Tuttora vedo campeggiare una strana scritta su un muro vicino all'università “W la Palestina Rossa” quasi che gli attentati fossero opera di rivoluzionari comunisti e non di integralisti religiosi che sognano una repubblica islamica in Palestina e non certo il comunismo. &lt;p align="justify"&gt;Ma a prescindere ora dalla illegittimità della assimilazione questa scelta di campo è stata negativa per i palestinesi. Ha reso possibile agli Israeliani presentarsi come i rappresentati delle democrazie occidentali, la colonna avanzata della lotta al comunismo. D’altra parte l’Unione Sovietica si è mostrata poi incapace di sostenere realmente gli arabi nella loro lotta. Quindi la collocazione pure posta da Arafat si è rivelata alla prova dei fatti una collocazione nella parte sbagliata. &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Il terrorismo&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Dopo il 67 per più di un decennio le organizzazioni palestinesi praticarono ampiamente il terrorismo a livello internazionale colpendo in tutto il mondo interessi israeliani ma commisti con essi anche quelli europei e americani e soprattutto uccidendo anche civili del tutto estranei appartenenti a paesi neutrali . &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;E’ stato detto che comunque questi attentati posero all’attenzione del mondo il problema palestinese che altrimenti sarebbe stato dimenticato &lt;p align="justify"&gt;Sarà pure vero che questi fatti misero in primo piano il problema palestinese ma, a nostro parere, in modo del tutto negativo allontanando ogni soluzione positiva per problema stesso. E’ vero che la causa palestinese divenne molto popolare presso i gruppi della sinistra cosi detta antagonista: ogni manifestazione studentesca, ogni contestazione inneggiava alla causa palestinese e i giovani mettevano la kafia palestinese che divenne quasi un simbolo di tutta una generazione. Ma valutiamo la cosa realisticamente da un punto della opportunità politica. La politica estera dei paesi occidentali non era certo guidata dai leaders della contestazione ma dai partiti al governo che si opponevano ad essi (e lo stesso dovevano fare i partiti all’opposizione se volevano candidarsi a partiti di governo). La causa palestinese diveniva quindi ,è vero, mondiale ma dalla parte sbagliata, dalla parte perdente. Si dice che le Brigate Rosse avessero rapporti con i palestinese: noi non crediamo che sia vero ma certamente il fatto che la cosa fosse creduta dimostra come l’opinione pubblica vedesse i Palestinesi nella stessa ottica del terrorismo interno, impopolare e soprattutto perdente. I Palestinese vennero visti come dei pericolosi rivoluzionari non solo in Occidente ma anche nello stesso mondo arabo: non ci sembra che il terrorismo del OLP abbia sortito effetti positivi per il popolo palestinese. D’altra parte lo stesso OLP abbandonò la pratica terrorista rendendosi conto della sua inutilità e dannosità. &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Settembre Nero&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Dopo il 1967 i è Palestinesi tentarono di fare della Giordania una base per la lotta contro Israele. Essi sottovalutarono la capacità di reazione e le forze del re Hussein. Sfidarono l’autorità costituita credendo di averne facilmente ragione. Ma la legione araba, formata da fedeli di origine beduina, non si lasciarono certo intimidire. Non esitarono un momento a sparare con l’artiglieria pesante contro i quartieri controllati dai palestinesi: nel settembre del 70 ( Settembre Nero) si fini in un bagno di sangue e, ironia della sorte, gli scampati all’eccidio dei Giordani si rifugiarono in Israele. Pure in questo l’azione del Olp fu imprudente, velleitaria e si risolse in un grande danno per la causa palestinese.&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Il Libano&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Cacciati sanguinosamente dalla Giordania i fedayn si riversarono nel Libano con l’intenzione di fare di essa la nuova base contro Israele. Pure in questo caso il Olp di Arafat commise un grave errore di valutazione. Il loro intervento infatti trascinò il Libano in una lunga e terribile guerra civile. I palestinesi dopo alterne vicende furono ancora una volta sanguinosamente sconfitti: i campi dei palestinesi furono espugnati a cannonate dai miliziani maroniti. Alla fine con l’intervento prima dei Siriani i e poi degli stessi Israeliani i combattenti palestinesi dovettero anche fuggire dal Libano.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Quando poi ci fu un orribile attentato contro il governo di unità nazionale di Geamyel, di cui furono accusati i palestinesi , i miliziani entrarono nei campi d Sabra e Chatila e compirono un terribile massacro. Di esso in qualche modo furono tenuti responsabili le forze israeliane perché non erano intervenute: tuttavia a parte ogni polemica sullo svolgersi degli avvenimenti , dobbiamo notare che, dolorosamente, i palestinesi in questo caso si affidavano proprio all’aiuto dei loro storici nemici contro i propri connazionali arabi. Ci sembra questo proprio un segno del fallimento della politica nel Libano che costò tante sofferenze ai Palestinesi : la maggior parte dei caduti palestinesi si ebbe proprio in questo settore mentre nel complesso gli israeliani riaffermarono la loro preponderanza ed ebbero modeste perdite e danni : In tutto si calcola che circa 150.000 persone persero la vita. &lt;p align="justify"&gt;Da queste vicende soprattutto apparve chiaro ancora una volta la assoluta impossibilità di una vittoria militare su Israele.&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;La prima Intifada&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Abbandonando la lotta propriamente militare i palestinesi passarono a quella che viene chiamata intifada (lotta delle pietre). il lancio di pietre contro l’esercito spesso finiva con la reazione violenta dell’esercito israeliano e un certo numero di ragazzi fu gravemente ferito o ucciso. Per la mentalità occidentale coinvolgere dei giovanissimi in questo tragico gioco appare inaccettabile: tuttavia la intifada ebbe dei risultati sull’opinione pubblica mondiale, anche moderata, perchè comunque appariva qualcosa di diverso dal terrorismo o dalla lotta armata. Anche la fine della guerra fredda apriva un clima più favorevole all’unica soluzione possibile della questione palestinesi: la coesistenza di due stati distinti&lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;La prima guerra del Golfo&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Allo scoppio della guerra seguita all’invasione del Queit, Arafat, quasi unico fra i leaders arabi si pronunciò a favore di Saddam Hussein. Anche questa fu una scelta del tutto errata e controproducente. I palestinesi esultarono al passaggio dei famosi missili SCUD che andavano a colpire Israele: e questo rafforzò comunque l’idea che degli arabi palestinesi non ci si potesse fidare. L’Iraq fu facilmente sconfitto dagli occidentali con la approvazione di quasi tutto i governi arabi e i palestinesi subirono una ulteriore scacco politico e diplomatico. Ancora una volta Arafat sceglieva la parte perdente: non si poteva certo credere che l’Iraq sarebbe stato in grado di respingere gli americani e in seguito affrontare anche Israele.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Le trattative&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Tuttavia in seguito si aprirono le trattative che culminarono dopo infinite difficoltà negli incontri di Camp David di negli accordi di Oslo, nel premio Nobel per Arafat e Rabin che sembrarono aprire definitivamente alla soluzione il problema palestinese, alla pace generale.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Arafat ebbe l’indiscusso merito di far togliere dal programma palestinese la distruzione dello stato di Israele riconoscendo un dato di fatto ormai incontestabile. I dirigenti in esilio tornarono in Palestina. Ia Olp si trasformò in Autorità Nazionale Palestinese, si inizio una prima amministrazione autonoma, si posero le basi per il sorgere di uno stato Palestinese, per uno stato autonomo &lt;p align="justify"&gt;Tuttavia purtroppo le cose sono andate diversamente e i Palestinesi hanno conosciuto i giorni più neri e dolorosi della loro pur sempre drammatica storia. Cosa è successo? Perché invece della pace è esploso la più sanguinosa delle lotte fra arabi e israeliani? &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;La seconda Intifada&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;E’ opinione corrente che alla fine Arafat non è stato in grado o non ha avuto il coraggio di firmare l’accordo con gli Israeliani. In verità noi riteniamo che, in effetti, dopo l’assassinio di Rabin, con l’avvento alla direzione di Israele di correnti politiche più oltranziste l’accordo presentato da Israele effettivamente non fosse equo, non presentava garanzie sufficienti: possiamo dire quindi che la “colpa” del fallimento sia imputabile più al governo israeliano che ad Arafat&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;La passeggiata-provocazione di Sharon poi sulla spianate delle moschee fece precipitare la situazione e deliberatamente. Attentati raccapriccianti si sono abbattuti sugli Israeliani che hanno risposto con la rioccupazione delle zone autonome, con la uccisione più o meno mirata di esponenti palestinesi e soprattutto con un controllo ferreo sul tutto il popolo palestinese che ha reso la vita simile a un lungo e terribile incubo. Attualmente i Palestinesi si trovano nel momento più buio della sua loro storia. Disastrati economicamente, praticamente prigionieri nelle loro città, con il terrore di una morte improvvisa che può venire in qualunque momento e inaspettata per le esecuzioni mirate o per azioni di rappresaglia.&amp;nbsp; &lt;p align="justify"&gt;In tutto questi ultimi tre terribili anni Arafat, praticamente prigioniero degli israeliani, ha contemporaneamente condannato gli attentati terroristici e non ha fatto mai niente in concreto per evitarli. In questo modo non è stato inteso ne dagli arabi ne dagli israeliani: qualunque cosa Arafat volesse intendere, le sue affermazioni sono state considerate dagli uni e dagli altri solo come dei discorsi diplomatici, di circostanza. Gli arabi hanno continuato a fare attentati pur riconoscendo la autorità Arafat e d’altra parte gli israeliani hanno considerato Arafat responsabili degli attentati stessi. Arafat ha mantenuto il suo ruolo di leader indiscusso, è vero: ma questo è stato rovinoso per il suo popolo. Sarebbe stato necessario prendere una posizione chiara: poteva essere a favore del terrorismo o contro di esso ma la sua ambiguità ha alimentata la tragedia. &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Politica interna&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;IL LAICISMO. Arafat aveva portato i Palestinesi su un terreno propriamente laico. La lotta dei palestinesi non aveva mai assunto la caratteristica di guerra islamica: ad essa partecipavano anche i cristiani di Palestina e d’altra parte trovava sostenitori in Occidente nella sinistra laica e nel mondo del comunismo reale. Ma negli ultimi anni anche questa scelta originaria del partito di Arafat si è andata perdendo: la iniziativa politica è passata a correnti integraliste islamiche quali soprattutto HAMAS . Fortunatamente queste hanno sempre preso ampiamente le distanze del terrorismo del tipo di al-qaeda. Tuttavia la ispirazione laica di Arafat si è andata perdendo senza che egli facesse veramente qualcosa per contrastare un tale evoluzione.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;LA CORRUZIONE: sono insistenti le voci su un tesoro personale che Arafat avrebbe accumulate all’estero e certi “strani” avvenimenti avvenuti intorno al momento della sua morte potrebbero esserne una conferma. Ma forse sono solo voci malevoli: pero è di pubblico dominio che molti esponenti della Anp si sono arricchiti. E’ vero che in tutto il mondo nelle classi dirigenti molti prendono tangenti e certo in Italia non dobbiamo meravigliarci della cosa. Tuttavia trattandosi di classe rivoluzionaria, di condizioni particolarmente tragiche la corruzione assume aspetti e caratteristiche ben più gravi . Anche se personalmente Arafat non avesse preso nulla per sé, è tuttavia sua responsabilità politica oggettiva avere permesso la corruzione. &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;In conclusione&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Possiamo abbozzare un giudizio complessivo che non ci sembra possa essere positivo Arafat è stato il simbolo del suo popolo ma solo perchè si è mantenuto in bilico con grandissima abilità fra le varie fazioni, contentando un pò tutti senza prendere mai una posizione netta. Ma cosi non ha saputo ne vincere la guerra ne fare la pace.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Sotto con la sua guida i palestinesi sono passati da un disastro all’altro. I palestinesi chiamano "al-Nakba" (la catastrofe) la formazione dello stato di Israele ma dopo di essi a quanti altri "al-Nakba". sono stati condotti dalla guida di Arafat. in Giordania, in Libano, nella West Bank e a Gaza. Dopo quaranta anni di lutti e tragedie i Palestinesi possono ottenere al massimo la creazione di un loro stato ACCANTO a quello israeliano cosa che avrebbero potuto ottenere pacificamente e facilmente già 40 anni fa se fossero stati guidati in modo più realistico. Inoltre anche a causa anche della corruzione del gruppo dirigente le conquiste di un moderno laicismo sono andate perdute per dare spazio a un estremismo religioso che certo non promette nulla di buono anche se e quando ottenessero una loro autonomia politica. &lt;p align="justify"&gt;Naturalmente questo giudizio riguarda non l’uomo nella sua totalità ma solo la sua politica, intesa come arte del possibile nei limiti e nel senso che abbiamo prima indicato:soprattutto con il “senno di poi” &lt;p align="justify"&gt;Ne tanto meno con questo si vuole affermare che gli altri attori della tragedia (Israeliani, europei americani, paesi arabi, paesi comunisti ) abbiano avuto una politica felice. Ma si tratta di altri argomenti che qui non trattiamo&amp;nbsp; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Tratto da: &lt;a href="http://www.storiologia.it/biografie/arafat.htm" target="_blank"&gt;Storiologia.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-7190799085730974235?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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M. ”Quaderni del Dipartimento N. 88, 2010″ , Università di Trento; Dipartimento Scienze Giuridiche&lt;/h5&gt; &lt;p align="justify"&gt;Da veterinario quale sono mi ha affascinato in modo particolare un libro, anzi un manuale, stampato a Livorno nel 1832, ed intitolato “Zivchè cohen”, scritto da Isach Coen. Si tratta di un manuale per “shochatìm” (macellatori rituali), corredato di tavole anatomiche di rara bellezza e precisione per l’epoca e per gli scopi prefissati, ovvero “istruire” un macellatore!&lt;/p&gt; &lt;div align="justify"&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;p align="justify"&gt;Sin dall’inizio, il “sommario delle regole di shechità“, a pag. 9, riprende il concetto dibattuto da Lerner e Rabello nella loro pubblicazione:  &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;“&lt;em&gt;È stato prescritto che la lama tagliente che si adopra a tale uso sia esente da ogni intacco che chiamasi &lt;/em&gt;peghimà &lt;em&gt;almeno per quanto può cadare sotto i sensi, perche esistendovene produrebbe lacerazione, ed aumenterebbe le pene dell’animale, mentre si vuole che la morte ne sia istantanea, e la meno dolorosa possibile…”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;ed ancora più avanti il testo insiste sulla velocità della recisione dei grossi vasi del collo:  &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;“&lt;em&gt;per rendere come si disse meno penosa la more dell’animale”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;ed ancora evitare di conficcare il coltello di punta:  &lt;blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;“&lt;em&gt;malgrado che la operazione riuscisse perfetta … lo sforzo necessario&lt;/em&gt; &lt;em&gt;a trapassare la pelle in tal guisa cagiona dolore”&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;p align="justify"&gt;Circa due secoli fa, nella bella Toscana, tali affermazioni vanno veramente considerate non solo e non tanto da “animal welfare” ante-litteram quanto intrinseche nelle finalità stesse della shechità, ovvero una forma di abbattimento dell’animale finalizzata, oltre che al più completo dissanguamento, and una morte compassionevole e&lt;em&gt;“meno dolorosa possibile”&lt;/em&gt; dell’animale.  &lt;p align="justify"&gt;Lerner e Rabello affrontano contemporaneamente nella loro monografia due problematiche: una legata al concetto di “compassione” relativa all’uccisione dell’animale, tematica di comprensione pressoché universale (sebbene ancora non da tutti e non in tutti i casi ritenuta “primaria”, e ne vedremo il perché!) ed una legata al concetto di “ritualità “ o “religiosità–sacralità” dell’atto di uccisione – macellazione, concetto questo totalmente estraneo e pressoché incomprensibile all’interno della dominante cultura cristiana in generale (europea e non).  &lt;p align="justify"&gt;La difesa della shechità si scontra, quindi, con due gruppi di ostacoli:  &lt;p align="justify"&gt;- ostacolo tecnico è supposto “maggior dolore”  &lt;p align="justify"&gt;- ostacolo filosofico è non c’è “sacro” o “religioso” nella macellazione; questa è un atto finalizzato alla soddisfazione di un mero bisogno fisiologico: l’alimentazione  &lt;p align="justify"&gt;Sia l’ostacolo tecnico che quello filosofico vengono però affrontati, dagli oppositori della shechità, in un unico modo: più e prevalentemente “emozionale” e meno “tecnico”.  &lt;p align="justify"&gt;E tento di spiegarmi meglio:  &lt;p align="justify"&gt;L’asettica dinamica della shechità da un punto di vista strettamente anatomico (o veterinario) non lascia troppo margine di dubbi:  &lt;ol&gt; &lt;li&gt; &lt;div align="justify"&gt;la recisione delle carotidi porta alla pressoché immediata incoscienza dell’animale &lt;/div&gt; &lt;li&gt; &lt;div align="justify"&gt;se la recisione delle carotidi è contemporanea, il processo è rapidissimo – immediato &lt;/div&gt; &lt;li&gt; &lt;div align="justify"&gt;se raggiungo le carotidi, profondamente nel collo, con un gesto (è taglio) rapidissimo ed immediato, riesco a “bypassare” la sensazione di dolore generata dal taglio stesso &lt;/div&gt; &lt;li&gt; &lt;div align="justify"&gt;se utilizzo lo strumento adeguato per raggiungere le carotidi in modo rapido / immediato (è coltello adeguatamente lungo, alto ed affilato) raggiungo tutti gli scopi prefissati: taglio velocissimo e contemporaneo di entrambe le carotidi, incoscienza dell’animale, mancanza di dolore.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p align="justify"&gt;Chi avesse mai assistito ad una shechità di bovino, anche adulto, concorda con me che la “durata” dell’operazione è non misurabile in quanto immediata.  &lt;p align="justify"&gt;Per essere ancora più precisi (e per fornire un termine di paragone conosciuto) la velocità della shechità non è nemmeno minimamente paragonabile al quella di una normale “giugulazione” (sia di bovini che di suini) ancorché dopo lo stordimento  &lt;p align="justify"&gt;Eventuali critiche alla shechità dovrebbero, forse, concentrarsi sulle “tecniche” della shechità stessa, sul pretendere una rigorosa osservanza della adeguatezza dello strumento d’uccisione &lt;em&gt;(…deve avere una dimensione doppia del collo dell’animale…..e per evitare errori di calcolo una lunghezza non minore di quattordici dita” &lt;/em&gt;sempre dal Zivchè Cohen cui sopra), sulla preparazione dell’operatore, sul suo periodico riesame, più che sulla shechità; in se e per se.  &lt;p align="justify"&gt;Non escluderei a priori un intervento del Legislatore in merito a strumentazione e macellatore.  &lt;p align="justify"&gt;Ciò parimenti al suo intervento sulla tensione elettrica o sul tenore in CO2 o sugli apparecchi a proiettile captivo quando tratta degli strumenti di stordimento.  &lt;p align="justify"&gt;Viceversa la critica alla shechità è affrontata in modo prevalentemente emozionale e, mi permetto di sconfinare dalla mia professione, quasi antropomorfico: “se io dovessi morire con la gola tagliata, preferirei che prima mi sparassero in testa o mi stordissero con un sonnifero”.  &lt;p align="justify"&gt;Il paragone non vale!  &lt;p align="justify"&gt;Il secondo ostacolo che vorrei affrontare è quello di tipo filosofico:  &lt;p align="justify"&gt;- non ci sono “ sacralità“ o “religiosità“ nella macellazione.  &lt;p align="justify"&gt;Il negare o non riconoscere, da parte di un certo gruppo culturale, il carattere sacro-religioso di un atto, praticato da un altro gruppo, non intacca minimamente il concetto che “l’altro gruppo” continui ad attribuire un significato religioso-filosofico all’atto stesso.  &lt;p align="justify"&gt;La negazione rischia di portare velocemente alla non-comunicazione!  &lt;p align="justify"&gt;Un atteggiamento, viceversa, pro-animalista, non può non definirsi “filosofico” in senso lato, in quanto, per il fatto stesso di essere pro-animalista, riconosce nel rapporto uomo-animale un atteggiamento per nulla meccanicistico, biecamente utilitaristico o strettamente “tecnico”.  &lt;p align="justify"&gt;Ciò anche se chi fosse pro-animalista non si riconoscesse in alcuna fede religiosa.  &lt;p align="justify"&gt;Ma allora tra il “pro-animalista” ed il “religioso” esiste un ben preciso punto di contatto, che vale la pena di evidenziare e di “utilizzare”.  &lt;p align="justify"&gt;Entrambi riconoscono un “valore intrinseco” all’animale in quanto “essere vivente” e, per il solo fatto di “essere”, l’avere alcuni diritti.  &lt;p align="justify"&gt;O nei confronti del quale si hanno, perlomeno, dei minimi doveri.  &lt;p align="justify"&gt;Tra i quali, il dovere di assicurare una morte “pietosa” e, aggiungerei, quando, e se, strettamente necessario!  &lt;p align="justify"&gt;Ebbene, tali “doveri” (o, specularmente, diritti) trovano concordi Ebraismo e perlomeno una certa forma di “pro-animalismo” che varrebbe decisamente la pena ammettere e riconoscere.  &lt;p align="justify"&gt;Andrebbe riconosciuto, in generale, alla shechità perlomeno il merito di “preoccuparsi a priori” del problema di una morte compassionevole dell’animale (ed esclusivamente solo per fini alimentari!) Cosa che, come già ripetuto, non si pone “a priori” in molte culture e di certo non in quella cristiana.  &lt;p align="justify"&gt;La morte compassionevole fa parte ed è intrinseca alla shechità stessa da quando l’Ebraismo stesso si è costituito.  &lt;p align="justify"&gt;Quanti, pro-animalisti compresi, sarebbero disposti a rischiare la perdita economica o il deprezzamento di un animale macellato se la macellazione risultasse “non compassionevole”? Nessuno! Infatti non c’è alcuna procedura o proibizione intrinseca nelle correnti legislazioni, Europee e non, che deprezzi il valore o condanni alla discarica o dichiari immangiabile un animale malamente – “crudelmente” macellato.  &lt;p align="justify"&gt;Ciò esiste relativamente alla shechità, ed ha un tal forte valore che non si fa praticare la shechità a chi non si sia dimostrato in grado (su carcasse) di praticarla correttamente.  &lt;p align="justify"&gt;Se volete, lo spettro della perdita economica induce all’affinamento ed al perfezionamento della tecnica, ad un adeguato tirocinio e rodaggio del futuro macellatore.  &lt;p align="justify"&gt;Il quale non lavorerà mai da solo, prescrivendo la shechità la presenza di un Controllore che affianchi il Macellatore e ne controlli l’attività.  &lt;p align="justify"&gt;Immagino e ravvedo qualche sorrisetto ironico! Ripeto: quanti, al di fuori della shechità, rischierebbero il valore dell’animale? Quanti rinuncerebbero alla velocità delle catene di macellazione per assicurare una “migliore morte” all’animale? Quanti sarebbero disposti ad assumersene i maggiori costi?  &lt;p align="justify"&gt;La shechità &lt;em&gt;perlomeno &lt;/em&gt;da sempre si pone il problema e lo risolve con una tecnica raffinata e precisa.  &lt;p align="justify"&gt;Come sopra accennato, la finalità ultima della shechità, al di là della tecnica in se e per se, è finalizzata all’alimentazione umana. Le regole di kashrùt (adeguatezza alimentare rituale) sugli animali, contemplano:  &lt;p align="justify"&gt;- solamente alcune specie di pesci, di volatili e mammiferi ruminanti, escludendo una vasta serie di animali peraltro comunissimi sulle tavole di tutto il mondo (molluschi, crostacei, anfibi, cavallo, maiale, coniglio/lepre e, in alcune aree, anche cammello)  &lt;p align="justify"&gt;- solamente una tecnica di uccisione dell’animale: la shechità. Sebbene teoricamente possibile, la selvaggina derivante dalla caccia (sia pure di animali kasher) è tutt’oggi universalmente proibita. Va da se che la caccia in quanto “sport”, non potendo essere finalizzata all’alimentazione kasher, è di per se proibita in quanto gratuita uccisione di esseri viventi.  &lt;p align="justify"&gt;Proibite, esulando dal concetto di kashrùt ma rimanendo in quello di “uccisione gratuita”, tutte le pratiche che comportino uccisione e sofferenza animale, tipo corrida, corsa dei tori, corsa degli asini, corse di cavalli particolarmente cruente tipo il Palio (che comporta spesso ed inevitabilmente l’abbattimento sul posto di animali malamente feriti)  &lt;p align="justify"&gt;Da questi punti di vista kashrùt e shechità di fatto limitano rigorosamente ed estremamente l’uccisione di esseri viventi: solo &lt;em&gt;alcuni&lt;/em&gt;, solo per &lt;em&gt;alimentazione&lt;/em&gt;, solo in un &lt;em&gt;determinato modo&lt;/em&gt;; con ciò non riconoscendo alcun valore (né superiore né tantomeno positivo!) ad esigenze dettate dal “piacere” e/o dal gourmet o tantomeno dallo sport!  &lt;p align="justify"&gt;Kashrùt e shechità conservano valori di necessità e di continenza pressoché sconosciuti in altre culture (europea e cristiana per prime) e che potrei definire “ecologiste” ante-litteram!  &lt;p align="justify"&gt;Quanto sopra non è solamente finalizzato alla difesa della kashrùt-shechità quanto propedeutico a due altri concetti che &lt;em&gt;vorrei&lt;/em&gt; fossero considerati da chi osteggia al shechita’, ma di cui non trovo traccia: numeri e necessità.  &lt;p align="justify"&gt;Per motivi di spazio, tralascio di occuparmi di crostaci marini (aragoste, granchi, oltre 1,000,000 / anno prevalentemente bolliti vivi), rane (circa 50,000 tonnellate / anno) per concentrarmi su due specie animali da alimentazione a larga diffusione: maiali e ruminanti. &lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Maiali&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;Al 2ndo Simposio su “Porcine Health Management” tenutosi ad Hannover (DE), 2010 e riservato a specialisti in Patologia Suina, una delle lezioni magistrali ha trattato dello stordimento dei suini tramite tunnel a CO2, da decenni praticato e raccomandato per la macellazione dei suini. Il tunnel a CO2 è raccomandato quale alternativa allo stordimento elettrico, il quale induce in percentuale non trascurabile contrazioni muscolari incontrollate – nello spasimo della elettrificazione - talmente intense da provocare anche fratture ossee (&lt;em&gt;sic!)&lt;/em&gt; oltre ad alterazioni del circolo tali da provocare, emorragie sottocutanee e intramuscolari in percentuale altrettanto apprezzabile. Ciò senza tenere in considerazione errori nella elettrificazione dei maiali, i quali vengono poi, in percentuali variabili da macello a macello, giugulati in stato di non incoscienza completa e, quindi, annullando ogni possibile beneficio indotto dallo stordimento. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ritornando al tunnel a CO2, la lezione magistrale cui sopra arrivava alla conclusione che il tunnel a CO2 induce nei maiale senso di angoscia, sensazione di asfissia e soffocamento, atteggiamenti da “fame d’aria”, alterazione del ritmo respiratorio per insufficiente ventilazione, sino alla alterazione dei livelli di ormoni corticoidi endogeni (segno “fisiologico” di profondo stress nell’animale)  &lt;p align="justify"&gt;Insomma, una moderna e largamente praticata camera a gas sia pure “indolore” fisicamente! ma, a questo punto, andrebbe messo in discussione il concetto di “dolore” stesso.  &lt;p align="justify"&gt;Ciò dopo anni ed anni di convinte ed accese discussioni sulla utilità e sulla “umanità” del tunnel a CO2!  &lt;p align="justify"&gt;Quand’anche dovessimo quantificare in un sottostimato 1×1000 l’incidenza di tali problemi, tenendo presente la macellazione di decine di milioni di suini in Europa si arriverebbe a numeri stratosferici ed assolutamente esorbitanti le “macellazioni rituali”.  &lt;p align="justify"&gt;In Italia si macellano tra gli 11 ed i 12,000,000 di maiali all’anno. Oltre a ciò , va da se che tutte le macellazioni “rurali” e / o “famigliari” del maiale, ancora autorizzate “in deroga” (esattamente come le “macellazioni rituali”) in molti Paesi Europei ed in moltissime regioni d’Italia, non prevedono alcuno stordimento ma la semplice giugulazione e nemmeno praticata da un “professionista” ma semplicemente dal proprietario dell’animale e/o dall’allevatore/venditore. Noi Ebrei non mangiamo e non macelliamo maiali &lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Bovini&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;La macellazione dei bovini con stordimento avviene invece, prevalentemente, attraverso l’utilizzo di una pistola a proiettile retrattile (“captivo”) in grado di stordire l’animale e lasciarlo privo di coscienza per alcuni secondi, durante i quali viene comunque praticata la giugulazione, e la morte comunque avviene per dissanguamento. Relativamente alla giugulazione, la legge prevede la recisione della “maggior parte dei vasi del collo” e di “almeno una delle carotidi” con ciò rischiando di continuare ad assicurare una certa irrorazione al cervello e, di conseguenza, un tempo più lungo per raggiungere la totale incoscienza e la morte. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Da Veterinario tirocinante al macello ( e credo che parecchi colleghi lo possano confermare!) ho potuto constatare come non sia “infrequente” il caso della necessità di un secondo sparo, essendo il primo, apparentemente, non sufficiente a stordire l’animale. Se volessimo essere ancora una volta, come nel caso dei maiali, magnanimi, e quantificare in un 1×1000 tale incidenza su un totale di 4,000,000 – 4,500,000 di capi macellati in Italia annualmente, si arriverebbe a una cifra di 4,000 – 4,500 capi, largamente esuberante la pratica della macellazione rituale ebraica.  &lt;p align="justify"&gt;La stima della macellazione rituale ebraica in Italia è di circa 2,000 – 3,000 bovini all’anno per una popolazione di circa 30,000 Ebrei ed ammettendo un consumo di 25 kg/anno di carne bovina equivalente a quello della popolazione non ebraica.  &lt;p align="justify"&gt;Rimane totalmente inesplorato, anche in questo caso, il mondo delle macellazioni (non rituali) rurali / famigliari di agnelli e capretti, sviluppato soprattutto nel Centro-Sud Italia, anch’esso “in deroga” come le macellazioni rituali e quantificabile di alcune decine di migliaia di capi/anno.  &lt;p align="justify"&gt;Come precedentemente spiegato, la tecnica di macellazione e la conoscenza minimale dell’anatomia animale giochino un ruolo fondamentale nella esecuzione della shechità, che non è MAI lasciata nelle mani di improvvisatori, o “macellai della domenica” e/o allevatori da diporto, ma sempre affidata a professionisti della macellazione, che ogni anno devono sostenere un esame di riconferma della professione  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E per concludere:&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;una ricerca commissionata negli anni ’80 dalla Comunità Europea e ripresa poi da alcune riviste anche nazionali, di Medicina Veterinaria, pose a confronto la morte cerebrale, valutata tramite encefalogramma, di due gruppi di bovini (vitelli) macellati con stordimento (proiettile captivo) o con shechità: i due gruppi non hanno differito relativamente alla velocità della “morte cerebrale” (pochi secondi entrambi) e sulla base di questo studio la Comunità Europea accettò il principio di macellazione rituale ebraica “in deroga” e senza stordimento. &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;In sintesi, volevo sottolinare due concetti ben precisi, e li ripeto per non voler essere frainteso, ed aggiungerne un terzo!  &lt;p align="justify"&gt;1. la macellazione rituale ebraica è, per tecnica, per velocità, per professionalità rapida e (pressoché!) indolore. O, perlomeno nel modo più assoluto, non “più dolorosa”delle altre forme di macellazione, che lasciano ampi varchi di tempo e di imperfezione tecnica tra “stordimenti” di vario tipo e la giugulazione mortale vera e propria  &lt;p align="justify"&gt;Le critiche alla macellazione rituale ebraica si basano su concetti emozionali ed antropomorfi che non hanno riscontro nella pratica né della macellazione rituale stessa né delle macellazioni con stordimento : non è vero che le macellazioni con stordimento siano “indolori” e non è vero che la macellazione rituale ebraica sia “più dolorosa”!  &lt;p align="justify"&gt;2. la macellazione rituale ebraica è di tale modesta entità numerica rispetto anche solo all’ “errore di tecnica” della macellazione con stordimento che tale accanimento solo ed esclusivamente contro di essa non può non far pensare a pura e semplice intolleranza &lt;/p&gt;&lt;strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;Ed inoltre:&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;3. la macellazione rituale ebraica considera solo alcune specie ben precise (ruminanti, polli) e non si abbandona a “capricci alimentari” quali rane, lumache, aragoste, struzzi (9,000 / 10,000 anno in Italia), cavalli (280,000 – 300,000/anno in Italia), per i quali, anche ammesso che le macellazioni siano assolutamente indolore, per certo rappresentano uccisioni di animali totalmente inutili ai fini alimentari! &lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Viviamo in una società altamente contraddittoria: da un lato circa 800,000 cacciatori (in Italia) autorizzati ad uccidere esseri viventi “per sport” e per la cui soddisfazione vengono appositamente allevati animali “originalmente” da selvaggina (fagiani, lepri, quaglie) che poi, totalmente rimbecilliti dall’allevamento e dal contatto umano per l’alimentazione, non sono in grado di cogliere il pericolo del contatto umano e vengono falcidiati a distanza-zero dai cacciatori.  &lt;p align="justify"&gt;Quanto sopra poiché la selvaggina naturale è stata sostanzialmente già sterminata prima!  &lt;p align="justify"&gt;D’altro lato centinaia di migliaia di uccisioni totalmente inutili sul piano alimentare (cavalli, struzzi, conigli, cervi e caprioli in alcune regioni).  &lt;p align="justify"&gt;Da un altro lato ancora, almeno in Italia, decine di milioni di macellazioni regolarmente autorizzate e regolate, ma in cui il “naturale” ed “umano” margine d’errore, oltre ad una meccanicizzazione che non lascia posto a considerazioni welfariste, produce decine di migliaia (o forse di più? centinaia di migliaia?) di macellazioni senz’altro “discutibili” sul piano umano ma, comunque, inevitabili perché intrinseche nel sistema stesso di macellazione!  &lt;p align="justify"&gt;Numeri che dovrebbero apparire come mostruosi agli occhi di qualsiasi animalista!  &lt;p align="justify"&gt;E che non sono da meno rispetto alle uccisioni (magari non Italia ma poco conta a questo punto) nemmeno finalizzate alla alimentazione o, persino, a “capricci alimentari” ma alla soddisfazione del puro e semplice gusto estetico dell’indossare una pelliccia! E volutamente non entro nei dettagli dei metodi di uccisione degli animali da pelliccia!  &lt;p align="justify"&gt;Ma l’attenzione si concentra pressoché esclusivamente laddove “altri valori” (religiosi – filosofici) sono in gioco in parallelo e intrinsechi con la macellazione.  &lt;p align="justify"&gt;Ciò nonostante non ci siano prove di una maggiore pena negli animali così macellati né ci siano prove certe nella minor pena (nella maggioranza ma non nella totalità) negli animali macellati con stordimento.  &lt;p align="justify"&gt;Ciò non ostante ci si affanni a dimostrare ed a spiegare che tecnica di macellazione, preparazione del personale, cura dei dettagli, rapidità dell’operazione, siano tra l’altro anche finalizzate alla “morte meno dolorosa possibile” dell’animale, considerato non “cosa” od oggetto ma בעל חיים “possessore di vita” vero e proprio (termine ebraico per “animale”).  &lt;p align="justify"&gt;Gli accusatori della shechità si lamentano e si indignano a sentir parlare di “antisemitismo” o “razzismo” relativamente alla loro lotta per l’abolizione della macellazione religiosa.  &lt;p align="justify"&gt;A me sembra che sussistano tutte le motivazioni, i numeri, le statistiche, i dati di fatto, il censimento delle macellazioni ordinarie, per poter sicuramente parlare ed accusare di “ossessione” anti-macellazione rituale!  &lt;p align="justify"&gt;Dove questa finisca e nasca la vera e propria intolleranza – corredata da una sostanziale ignoranza (nel senso latino del, semplice “non sapere” le cose!) – lascio giudicare ai lettori dopo aver acquisito concetti e numeri sopra indicati.  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Paolo Pozzi – Gerusalemme&lt;/strong&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.kolot.it/2011/04/07/il-divieto-di-macellazione-rituale-e-la-liberta-religiose-delle-minoranze/" target="_blank"&gt;Kolòt&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Lettura consigliata ad integrazione dell’articolo:&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2010/10/la-macellazione-rituale-ebraica.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;La macellazione rituale ebraica&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-3428861835922979360?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Israele è uno degli importanti &lt;strong&gt;avamposti della democrazia nel mondo&lt;/strong&gt;, è un meraviglioso esempio di come &lt;strong&gt;una terra arida può essere trasformata in un’oasi di fratellanza e democrazia&lt;/strong&gt;. Pace per Israele significa sicurezza, e la sicurezza deve essere reale.”&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;“Il popolo negro, amici miei, sa bene che cosa vuol dire soffrire il tormento della tirannia sotto un tiranno che non ci siamo scelti. I nostri fratelli in Africa hanno mendicato, implorato, supplicato, chiedendo che venisse riconosciuto ed attuato &lt;strong&gt;il nostro congenito diritto a vivere in pace sotto la nostra sovranità e nel nostro paese&lt;/strong&gt;.”&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;“Come dovrebbe essere facile, per chiunque abbia a cuore questo &lt;strong&gt;inalienabile diritto umano&lt;/strong&gt;, comprendere e sostenere il &lt;strong&gt;diritto del popolo ebraico a vivere nell’antica terra d’Israele&lt;/strong&gt;. Gli uomini di buona volontà esultano nel vedere la promessa di Dio realizzata, nel vedere il suo popolo che torna gioiosamente a ricostruire la sua terra devastata. &lt;strong&gt;Questo è il Sionismo&lt;/strong&gt;, niente di più e niente di meno.”&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;“Cos'è invece l'anti-sionismo? &lt;strong&gt;E’ il negare al popolo ebraico quel diritto fondamentale&lt;/strong&gt; che giustamente oggi riconosciamo ai popoli dell'Africa e che &lt;strong&gt;siamo pronti a concedere a tutte le altre nazioni del mondo&lt;/strong&gt;. Si tratta, amici miei, &lt;strong&gt;di discriminazione contro gli ebrei, a causa della loro ebraicità&lt;/strong&gt;. Si tratta cioè di &lt;strong&gt;antisemitismo&lt;/strong&gt;.” &lt;p align="justify"&gt;“&lt;strong&gt;L’antisemita gode&lt;/strong&gt; di ogni opportunità che gli consente di &lt;strong&gt;esprimere il suo pregiudizio&lt;/strong&gt;. Al giorno d'oggi però, in Occidente, &lt;strong&gt;proclamare che si odiano gli ebrei è diventato molto impopolare&lt;/strong&gt;. Di conseguenza, &lt;strong&gt;l’antisemita deve costantemente inventare nuove forme e nuove sedi per il suo veleno&lt;/strong&gt;. Deve camuffarsi. E allora non dice più di odiare gli Ebrei, ma solo di "essere anti-Sionista.”&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;“Cari amici, non vi accuso di essere &lt;strong&gt;deliberatamente antisemiti&lt;/strong&gt;. So che, al pari di me, siete contrari al razzismo, al pregiudizio e alla discriminazione. So però anche che siete stati sviati - al pari di altri - dall'idea che è &lt;strong&gt;possibile essere “antisionisti”&lt;/strong&gt; pur rimanendo&lt;strong&gt; fedeli ai principi che assieme condividiamo&lt;/strong&gt;. Spero che le mie parole vi &lt;strong&gt;riecheggino nell’anima&lt;/strong&gt;: quando la gente &lt;strong&gt;critica il Sionismo&lt;/strong&gt; vuole dire che &lt;strong&gt;ce l’ha con gli ebrei&lt;/strong&gt;; non facciamoci ingannare.”&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;(Da M.L. King Jr., "Lettera a un amico antisionista" Saturday Review, n. XLVII, agosto 1967, p. 76. Ristampata in M.L. King Jr., "This I Believe: Selections from the Writings of Dr. Martin Luther King Jr.", New York, 1971, pp. 234-235.) - Tratto da &lt;a href="http://digilander.libero.it/livuso/MLKing.htm" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Letture consigliate:&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://ideadiversa.blogspot.com/2010/06/antisionismo-e-antisemitismo-la-sottile.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Antisionismo e antisemitismo: la sottile linea rossa&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/08/herzl-e-la-home-ebraica-il-sionismo.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Herzl e la "National Home" ebraica: il Sionismo&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/der-judenstaat-lo-stato-ebraico.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;"Der Judenstaat": lo Stato ebraico&lt;br&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/08/estratti-dal-diario-di-herzl.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Estratto dal diario di Theodor Herzl: il primo Congresso Sionista&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://storiadisraele.blogspot.com/2010/09/il-programma-di-basilea.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Il Programma di Basilea&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-8525458331652323464?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Nel video, il &amp;quot;pacifista&amp;quot; rimproverava all'autore di &amp;quot;Gomorra&amp;quot; di essere sionista." border="0" alt="Vittorio Arrigoni nel suo videomessaggio a Roberto Saviano pubblicato su YouTube. Nel video, il &amp;quot;pacifista&amp;quot; rimproverava all'autore di &amp;quot;Gomorra&amp;quot; di essere sionista." align="left" src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/Ilpacifistachepredicabeneerazzolamale_1352A/arr.jpg" width="184" height="167"&gt; Ci siamo finalmente: l’attivista italiano Vittorio Arrigoni ha bannato anche me dalla &lt;a href="https://www.facebook.com/pages/Vittorio-Arrigoni/290463280451?ref=ts" target="_blank"&gt;sua pagina Facebook&lt;/a&gt;: cominciavo quasi a sentirmi escluso! Volete sapere il motivo? Semplice: aver detto che &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=HRQTJuqxWyw" target="_blank"&gt;un suo video&lt;/a&gt; non costituiva la prova che fosse avvenuto un bombardamento e che dalle immagini non mi sembrava che Gaza fosse un lager a cielo aperto, come molti dei suoi “adepti” spesso la definiscono. Stop. Qualche ora più tardi mi sono riconnesso e non potevo più commentare ciò che scriveva; e &lt;a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=205344326160342&amp;amp;id=290463280451" target="_blank"&gt;nel post dove avevo scritto&lt;/a&gt; non c’erano più i miei commenti (però quelli degli altri utenti che mi rispondevano, anche insultandomi, erano ancora lì). Assurdo. Anche io ora faccio parte della &lt;a href="https://www.facebook.com/notes/risposta-a-vittorio-arrigoni/censimento-degli-utenti-bannati-da-arrigoni/190279444347545" target="_blank"&gt;nutrita schiera di persone&lt;/a&gt; cacciate da quella pagina solo per aver espresso la propria opinione personale. Una cosa scandalosa se consideriamo che Arrigoni è uno dei personaggi più seguiti sul web dai sostenitori della “pace senza Israele”. Proprio in virtù di questi ban indiscriminati è nata già da tempo una &lt;a href="https://www.facebook.com/vittorio.nasolungo" target="_blank"&gt;pagina apposita&lt;/a&gt; per replicare a ciò che scrive, essendo impossibile farlo sulla sua pagina.&lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;Cos’è un pacifista? Teoricamente è una persona che vuole la pace. Ma per ottenere la pace tra due controparti in lotta tra loro, normalmente si tenta il dialogo per arrivare ad un compromesso. Arrigoni il dialogo non lo vuole. Chiunque entra nella sua pagina ed esprime un parere differente dal suo viene automaticamente bannato. Non subito, sia chiaro: giusto il tempo di essere prima insultati dagli altri utenti iscritti, a cui ovviamente si è portati a rispondere in maniera altrettanto virulenta ed ecco che scatta il ban per aver creato disordini e flames nelle discussioni. Flames che, secondo la sua personalissima concezione, sono solo quelli a favore di Israele: se una persona insulta Israele e gli ebrei, afferma che Israele è uno Stato usurpatore e assassino, che gli ebrei si sono inventati la Shoah e che dominano il mondo, questi sono tutti discorsi accettabili, che non meritano la benché minima critica. E i pochi iscritti che tentano di criticare questi tipi di discorsi vengono bollati dagli altri come “sionisti”, la cosa peggiore al mondo che per loro si può essere.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Basta fare una capatina nella sua pagina per riscontrare tutto ciò: i suoi post sono una sinfonia di informazioni parziali e tendenziose, votate solo a raccontare ciò che subiscono i palestinesi a Gaza; senza mai minimamente accennare a ciò che accade in Israele, a quali sono i suoi obiettivi militari e alle reali motivazioni dietro eventuali raid aerei che lui racconta di vivere in prima persona. Raid che talvolta non sono neppure riscontrabili su altre agenzie stampa e fonti del web, nemmeno palestinesi: questo perché, a suo dire e secondo i suoi sostenitori, i media sono controllati e pilotati (sottintendendo dai sionisti) e le notizie scomode non le danno. Strano che anche i media palestinesi siano considerati pilotati. Con questa logica, ecco che potenzialmente qualsiasi cosa venga scritta da lui può diventare immediatamente notizia sulla sua pagina. E i suoi followers, più di 8000 persone ad oggi, leggono, assimilano e condividono tutto, dando per certo tutto ciò che dice, senza il bisogno di riscontrare. Lo dice lui, questo basta e avanza. E le sue informazioni si spargono a macchia d’olio sul web.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Curioso il fatto che una persona che accusa i media di essere pilotati e di censurare ciò che è a loro scomodo applichi nella sua pagina una censura ancora più evidente nei confronti di chi esprime un’idea discordante dalla sua. Anche pubblicando link e fonti a sostegno delle proprie tesi, anche utilizzando un linguaggio pacato (se ci si riesce) non c’è niente da fare, il ban arriva puntuale. Anche i suoi utenti sono felici così: leggono ciò che scrive il loro beniamino, lo ringraziano, inorridiscono per le operazioni dell’IDF, insultano Israele auspicandone la scomparsa, inneggiano alla “resistenza” palestinese, esaltano Hamas e si danno ragione a vicenda. A preoccuparmi più che Arrigoni stesso sono i suoi fans, che sono migliaia e costituiscono sicuramente solo un piccolo campione di gente che odia Israele e gli ebrei a tal punto da non essere più in grado di distinguere una notizia affidabile da una voce di corridoio.&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;Come siamo ridotti male! Dove lo ha lasciato il cervello certa gente? E questo sarebbe “pacifismo”? Non vedo differenze tra queste persone e i militanti di Hamas, se non per il fatto che questi ultimi non si limitano alle parole ma passano ai fatti concreti, che provocano morti, feriti e distruzioni. E allora: che dialogo può esserci con certa gente? Se non può esserci dialogo con Arrigoni e i suoi, figuriamoci con i militanti del terrorismo palestinese!&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10150170265905452&amp;amp;id=290463280451" target="_blank"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="Uno dei tanti post scandalosi che si possono leggere sulla pagina di Vittorio Arrigoni. Per lui questo &amp;egrave; antisionismo, non antisemitismo. Cliccate sull'immagine per visualizzare tutti gli altri commenti (sempre che il thread originario non venga rimosso)." border="0" alt="Uno dei tanti post scandalosi che si possono leggere sulla pagina di Vittorio Arrigoni. Per lui questo &amp;egrave; antisionismo, non antisemitismo. Cliccate sull'immagine per visualizzare tutti gli altri commenti (sempre che il thread originario non venga rimosso)." src="http://basch.altervista.org/_altervista_ht/immagini/ideadiversa/Ilpacifistachepredicabeneerazzolamale_1352A/post.jpg" width="524" height="302"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;p align="center"&gt; &lt;div id="fb-root"&gt;&lt;/div&gt;&lt;script src="http://connect.facebook.net/en_US/all.js#appId=103047353113690&amp;amp;xfbml=1"&gt;&lt;/script&gt;&lt;fb:comments width="525" num_posts="5" href="http://ideadiversa.blogspot.com/2011/03/il-pacifista-che-predica-bene-e-razzola.html"&gt;&lt;/fb:comments&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-234724627954167859?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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E’ la domanda ricorrente che apre le prime pagine dei quotidiani israeliani in questi giorni. Le grandi firme del Jerusalem Post, di Haaretz e delle testate ebraiche si interrogano – e si dividono - sugli imprevedibili sviluppi di questo strano conflitto.&lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;C’è chi preferisce rinchiudersi nella paura della mezzaluna – anche alla luce del referendum in Egitto – e chi preferisce puntare il dito contro il primo ministro, accusato di aver aumentato l’odio degli Arabi verso il Paese. Progressisti e conservatori corrono alla caccia del nemico. Da sempre, perché un nemico, comunque, c’è. &lt;p align="justify"&gt;Che Israele fosse da sempre uno Stato affetto da&amp;nbsp; ipocondria è risaputo. Ammalato incurabile da una strana sindrome di accerchiamento. Ma al di là dell’abile retorica che riempie le pagine della stampa e confonde l’opinione pubblica, le incognite del caso libico (e soprattutto della &lt;em&gt;mala gestio&lt;/em&gt; europea) si fanno ogni giorno più pressanti. Gheddafi non è mai stato amico di Israele, anzi più volte ha dichiarato di volere un medioriente senza ebrei. E caduto Mubarak, l’unico alleato della zona, può anche essere che il progetto antisionista capeggiato dall’Iran abbia preoccupato non poco la Knesset. &lt;p align="justify"&gt;Benjamin Netanyahu ha tenuto un riserbo pressoché totale su questa vicenda e solo ieri, messo alle strette dalle domande dei giornalisti, ha detto – quasi da spettatore e non da presidente – quello che normalmente potremmo sentire al bar: «Gheddafi non è sicuramente un amico di Israele. Non è amico degli ebrei. E penso che&amp;nbsp; - adesso il suo popolo se n’è accorto – non sia nemmeno amico dei suoi concittadini. Questo è un uomo cha ha compiuto cose orribili. Non penso che a qualcuno dispiacerebbe se lasciasse la guida del paese. Certamente a me no». &lt;p align="justify"&gt;Nessun commento sulla condotta degli altri. Non una parola su un Sarkozy che si è improvvisamente travestito da Napoleone o un affondo sul Nobel per la pace che ha legittimato un conflitto così inatteso. I più maligni guardano al suo silenzio come a un tacito assenso, anche se tutti preferiscono seguire con crescente preoccupazione le dichiarazioni della Lega Araba, che si dice “preoccupata“ dall’evolversi della situazione. E non esclude ritorsioni. &lt;p align="justify"&gt;Ma quella di Francia e Gran Bretagna non è una crociata anti-islam. Piuttosto un tentativo maldestro di eliminare un dittatore. Eppure c’è chi è pronto a scommettere che Sarkozy dovrà pagare un prezzo al mondo arabo per questa invasione, un gesto pubblico per dimostrare che queste bombe sono solo per Gheddafi e non contro gli arabi musulmani. &lt;p align="justify"&gt;Il momento opportuno potrebbe essere tra due settimane, quando i governi europei dovranno esprimersi contro Israele nel processo degli accordi di pace con i Territori Palestinesi. Ecco il conto che potrebbero presentargli. E che alla fine pagherebbe proprio Israele. Ma è ancora tutto da vedere. Spesso anche qui si scrive solo per mandare in stampa i giornali. &lt;p align="justify"&gt;La maggior parte delle persone preferisce guardare con attenzione al processo di transizione, quando verrà. E stare zitta. Perché in fin dei conti, di cosa deve temere Israele? Che al potere vada un leader più antisionista di Gheddafi? Via, non scherziamo. E’ improbabile, se non impossibile. Ma non ditelo in Israele. Qui ci campano, con la paura. Anzi, si direbbe che a volte li rende più forti. &lt;p&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=161085" target="_blank"&gt;Il Sussidiario&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-3476635939444002046?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Chi "spara" su Tel Aviv poi non dice nulla per ciò che accade in Cina e nel Darfur&lt;/h5&gt; &lt;p align="justify"&gt;È un evento straordinario il nuovo libro di Pierluigi Battista Lettera a un amico antisionista (Rizzoli, pagg. 120, euro 17,50). Le élite europee e americane si sono contagiate le une con le altre in un demente biasimo per Israele, in cui non esiste né logica né storia, ma da cui, paludata di studi, numeri, belle parole e mezze parole, esce l’idea che Israele sia un Paese che sarebbe meglio non esistesse. Anzi, che forse domani non esisterà. Anzi, che verrà distrutto. Battista distrugge invece la perversione intellettual-politica di massa dell’odio antisionista in cinque brucianti capitoli e la rivela per quello che è: antisemitismo.&lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt; &lt;p align="justify"&gt;Ed ecco l’eccezionalità del lavoro di Battista: si contano sulle dita di una mano gli intellettuali non ebrei che abbiano sistematizzato lo scandalo dell’odio per Israele che appesta il mondo, l’Onu, l’Unione europea, e li riduce a un circo di bugie; che salvaguarda i violatori dei diritti umani; che non si occupa del colpo alla nuca in Cina o dello sterminio in Sudan, e condanna, chiamandoli con compiaciuta pornografia «nazisti», i check point israeliani che evitano gli attacchi terroristici. Al di là del gruppo dei cristiani per Israele, possiamo citare solo bravi intellettuali come l’inglese Robin Shepherd con A state beyond the pale, Bruce Bawer che affronta il tema nelle more del suo While Europe slept, Neill Lochery con Why blame Israel?, e fra gli italiani Angelo Pezzana e Magdi Allam. Poi ci sono grandi nomi di politici e giornalisti come, per primi, Josè Maria Aznar e Giuliano Ferrara. &lt;p align="justify"&gt;Ultimamente una grande manifestazione a Roma con cui io stessa ho tentato di muovere le acque «Per la verità, per Israele» e a cui hanno partecipato molti intellettuali e politici di prima linea, ha dimostrato che qualcosa sta cambiando. C’è chi non vuole più sottostare alla più pericolosa perversione della mente europea. Ma pochi sono i membri dell’élite che hanno intrapreso un lavoro come quello di Battista. In genere gli opinion maker che parlano dai giornali, dai libri, dalla tv, dalle cattedre universitarie, dal mondo del cinema e dello spettacolo, hanno invece costruito un’opinione pubblica ignorante basata su una tacita intesa: quella che delegittimare l’esistenza d’Israele, immaginarlo come uno stato di apartheid o un perenne colpevole di crimini di guerra, definirlo una «shitty little country» destinato a morire come fece l’ambasciatore francese a Londra, usare un doppio standard che assolve i peggiori dittatori e negare perfino il suo diritto alla nascita, sia puro senso comune. E tale è diventato. &lt;p align="justify"&gt;Battista combatte su due strade: quella dell’identificazione dell’antisemitismo con l’antisionismo e quella della «ossessione maniacale», l’esagerazione, la febbre che Robert Wistrich nella sua opera sull’antisemitismo chiama «lethal obsession». È evidente che l’ossessione deriva dalla pulsione antisemita, e Battista la smaschera. Ma non è solo questo: Israele viene giudicata, spiega Battista, in base a un sistema ideologico nato dalla Guerra fredda, in cui i popoli poveri sono buoni e quelli occidentali cattivi e imperialisti. Fra questi Israele. Ma il sistema di giudizio ha una falla logica centrale: il doppio standard, che Battista prende per le corna: «... niente Somalia, niente Eritrea, niente Sri Lanka, niente Kashmir, niente Ossezia del Sud ... il tuo spaventoso doppio standard (che) ti fa tacere sui milioni di displaced persons di cui il mondo è pieno ma di cui Israele non è colpevole... Forse scendete in piazza per gli uiguri? ...Vi incatenate per il Darfur, fate marce per la liberazione del Tibet e del Kirghizistan?». &lt;p align="justify"&gt;E sul tema dei diritti umani: «Tutto ciò che attiene alla libertà e alla democrazia a voi non interessa, è come se non esistesse. Se accoppano un collaborazionista palestinese... se Hamas opprime le donne... se gli omosessuali palestinesi fuggono dalle terre dove sono condannati a morte per rifugiarsi in Israele... accettate senza un soprassalto di dignità, accecati come siete, che a Madrid (si boicotti) la presenza degli omosessuali israeliani... La forca non è più una forca, la tortura non è più tortura: è appannaggio di un mondo debole che se è debole lo è per colpa dell’Occidente ricco e colonialista di cui Israele è il cuneo, l’avamposto, la trincea avanzata del Medio Oriente». Questa forma di corruzione, che è la regola dell’Onu, mina la mente occidentale. Noi siamo la parte offesa insieme a Israele. &lt;p align="justify"&gt;Battista lo denuncia dibattendo con figure classiche del nostro dibattito, Sergio Romano, Barbara Spinelli, e dietro di loro Tom Segev, o Edward Said, pilastri dell’élite di cui si è nutrita l’opinione pubblica occidentale. Sono loro le fonti dell’antisemitismo travestito, gli alfieri del diritto a «criticare Israele» che nessun liberale può negare. Ma Battista lo spiega bene: non significa niente «criticare Israele», e come dire che si può criticare l’Italia, o la Francia. Si può avere da dire su questo o quel governo, ma è assurdo criticare l’entità Italia: che cosa? L’antica Roma? Riccione? Venezia? Berlinguer? Berlusconi? Chi rivendica la «critica a Israele» e questo è il tema di fondo del libro, rivendica un diritto abominevole, reso inammissibile dalla storia: il diritto all’antisemitismo. &lt;p align="justify"&gt;24 gennaio 2011&lt;br&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/cultura/il_coraggio_dire_che_lantisionismo_e_antisemitismo/24-01-2011/articolo-id=501436-page=0-comments=1?&amp;amp;LINK=MB_T" target="_blank"&gt;Il Giornale&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-3569576959387512062?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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E’ possibile immaginare un cammino condiviso, in un secolo, l’ottocento, che ha visto la nascita di molte nazioni? Lo chiedo ad Alberto Cavaglion, studioso e storico dell’ebraismo italiano, quanto ha influito sulla rinascita di Israele il secolo XIX ?&lt;/p&gt; &lt;p align="justify"&gt;“Moltissimo. La rinascita di Israele è figlia dei movimenti nazionali dell’Ottocento. La cultura dei padri fondatori si sviluppa in Europa. Essendo arrivato cronologicamente per ultimo, il Risorgimento ebraico del XIX° ha potuto unire idealità nazionali con idealità sociali e dunque s’è arricchito mettendo a contatto la tradizione con la modernità, per esempio, del socialismo.&amp;nbsp;&amp;nbsp; La sola differenza è nell’afflato religioso che nutrì una parte del movimento sionista alle origini, ma non fu preponderante. Il nesso fra origini del sionismo e costruzione dello Stato italiano è stretto, di solito si dimentica di ricordare la simpatia con cui in Italia, sul finire dell’Ottocento, la stampa repubblicana e mazziniana) e poi soprattutto socialista ha accolto il sionismo.&lt;/p&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Come giudichi il sionismo paragonandolo ai vari movimenti nazionali dell' '800? E con il Risorgimento italiano?&lt;/strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;Diciamo pure che ci sono dei tabù da infrangere su questo tema, come su tutta quanta la memoria del Risorgimento italiano. Circolano molte amnesie in Italia sia sulle origini del sionismo sia sul Risorgimento. Troppo comodo attribuire la colpa alla Lega. Se soltanto si pensa al silenzio di qualche anno fa, viene da sorridere. Il povero Spadolini tentò di sottolineare questo legame, purtroppo invano: penso alla solitudine in cui venne a trovarsi e con lui isolati si trovarono molti studiosi gravitanti intorno ai Musei del Risorgimento e alla Domus Mazziniana quando tentarono di rigettare l’assurdo paragone che Craxi instaurò fra Mazzini e Arafat. Ricordo che Rosario Romeo e la sua eccellente biografia di Cavour erano vilipesi forse anche più della biografia di Mussolini scritta da Renzo De Felice. Non dobbiamo mai dimenticare che fino a non molti anni fa dominavano in Italia due forze sovranazionali: la democrazia cristiana e il partito comunista. Con rare eccezioni l’identità nazionale italiana, nel ’68, era considerato un disvalore rispetto agli ideali internazionalistici del momento.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Può aver influito la partecipazione degli ebrei italiani al Risorgimento al formarsi di una coscienza sionista successiva?&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;p align="justify"&gt;In Italia una coscienza sionista inizia a concretizzarsi soltanto nei primi anni dei Novecento, ma questo avviene in un differente clima politico-culturale. Con il periodico “L’idea sionista” la discussione diventa ampia e culmina nel 1910, poi inizia una crisi, dovuta al sorgere e all’affermarsi del movimento nazionalista italiano, nel quale militeranno non pochi ebrei italiani fedeli alle memorie risorgimentali, ma ostili al sionismo.&amp;nbsp; Credo che l’eredità risorgimentale sia stata decisiva nell’adesione al Sionismo di molti ebrei italiani sul finire dell’Ottocento.&amp;nbsp; L’Ottocento ebraico-italiano è davvero una terra troppo poco esplorata e piena di sorprese. La sintonia sarà perfetta alla fine dell’Ottocento, quando il giovane movimento sionista guarderà con ammirazione all’Italia “sognata” dagli uomini del Risorgimento italiano. Per lunghi secoli anche l’identità ebraica è stata esclusivamente riconducibile a un sogno , come il ritorno a Sion e come dimostra la popolarità del coro verdiano del Nabucco. La sintonia con il sionismo è stata più forte che ai tempi delle guerre d’indipendenza. Gli ebrei italiani, nel loro insieme, non erano preparati all’emancipazione, perché non avevano un’adeguata consapevolezza politica.&amp;nbsp; &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Perché secondo te Israele è l'unico paese al mondo al quale viene negato il riconoscimento del suo movimento nazionale, cioè il sionismo?&lt;/strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;La storia del sionismo in quanto tale viene rimossa dal discorso pubblico italiano. Ciò accade da molto tempo. Viene rimosso tutto quanto il discorso sul sionismo, non soltanto il riconoscimento della sua radice ottocentesca, di movimento nazionale. Nella storiografia in Italia al sionismo capita oggi quello che per lungo tempo è accaduto alla storia degli ebrei. O non viene studiato e quindi viene rimosso- con le conseguenze che si possono immaginare – oppure viene relegato ai margini, per così dire “ghettizzato”, lasciato in mano soltanto a storici ebrei, come se non fossero argomenti che possono essere studiati al pari di altri. In Italia dal 1989 in avanti, cioè dopo il crollo del muro di Berlino molte cose sono cambiate – in meglio, per fortuna – con la storia degli ebrei in Italia, che è diventata patrimonio di tutti. Con il sionismo continua invece una situazione di generale rimozione, di persistenti forme di manicheismo ideologico. Credo che sia diffuso ancora un generico, irenico universalismo ostile a qualsiasi forma di idea nazionale: del resto lo si vede in questi giorni, nell’indifferenza generale che accompagna il discorso pubblico sul Risorgimento. Il movimento nazionale dell’Ottocento non scalda gli animi di nessuno. Che Israele sia il frutto di un movimento di indipendenza nazionale è un dato di fatto, da taluni, certo, dimenticato. Con astuzia, soprattutto quando si fa avanti la tesi dello stato bi-nazionale. Le menzogne su Israele più vergognosamente si costruiscono intorno alla storia più recente che non quella ottocentesca. &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;In Italia scriviamo Risorgimento con la R maiuscola, ne celebriamo le ricorrenze, perché allora non scriviamo Sionismo con la S maiuscola?&lt;/strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;Non credo vi sia un legame così stretto fra idee e abitudini di scrittura. Sulla miopia con cui in Italia si guarda al passato avrei delle riflessioni da svolgere; sulla celebrazione delle ricorrenze ci sarebbe molto da dire e lo si vedrà assai bene in questo 2011 appena iniziato. Viviamo in un paese molto distratto. Le maiuscole in Italia si sprecano, la conoscenza storica è assai debole.&amp;nbsp; C’è pure una inclinazione diffusa a trasformare in puro nominalismo il discorso storico, che richiede serenità di giudizio e predisposizione a scavare nei problemi del passato. Mi preoccupano di più le definizioni strumentali e maliziose del sionismo, la volgare sua equiparazione al razzismo, quello dell’uso della scrittura può essere un falso problema, marginale e minuscolo rispetto alle voragini di ignoranza che si spalancano davanti a nostri occhi quando affrontiamo il discorso nel mondo della scuola e anche nel livello di preparazione di molti giornalisti che senza mai essersi recati “sui luoghi”, disconoscendo la geografia, si fanno portatori di concetti sbagliati e mistificano la realtà. &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Puoi ricordare brevemente qualche nome di ebreo italiano che sia stato protagonista del Risorgimento, e come ne prese parte?&lt;/strong&gt; &lt;p align="justify"&gt;Isacco Artom, segretario di Cavour, Salvatore De Benedetti, chiamato poi da De Sanctis a ricoprire a Pisa la prima cattedra di lingua ebraica, poi David Levi, socialista sansimoniano, che farà in tempo a comporre un solenne inno al Sionismo. Il primo documento ufficiale del Sionismo italiano è un telegramma inviato al congresso di Basilea del 1898. Lo firma un ebreo ungherese trasferitosi in Italia per combattere con Garibaldi, Marcou Baruch. Il telegramma reca una firma che oggi mi sembra notevole: “I prigionieri di Tito”. Penso ad Alberto Cantoni che scrisse il romanzo L’Illustrissimo per esortare i proprietari a capire i mezzadri e i villici, penso a Achille Loria, laico materialista nipote di rabbino. A Torino Angelo Brofferio promosse la collaborazione di ebrei ai suoi giornali. In Toscana bisogna ricordare Alessandro D’Ancona e rileggere nelle sue memorie una altissima testimonianza di tolleranza religiosa che trae origini dalla lotta dei patrioti. Ebrei militarono nella Giovine Italia e nel Partito d’Azione. Una figura caratteristica di nutrimento mazziniano fu Davide Levi. I suoi libri testimoniano le tappe del Risorgimento e il pathos, con cui ha descritto la prova musicale dell’inno nazionale, vale di essere ricordato nell’evento celebrativo del 17 marzo, con o senza la chiusura di uffici, stabilimenti e scuole.&amp;nbsp; Un ruolo di organizzatore e amministratore, nel comitato per il milione di fucili fu svolto da Giuseppe Finzi, personaggio di spessore politico, con politico spostamento, deputato dal 1861 al 1886, di cui s’è occupato il professor Bruno Di Porto, che qui dobbiamo ricordare, tessendone le lodi, perché su questi temi , nel periodo del silenzio generale, ha condotto in perfetta solitudine studi pionieristici di altissimo valore. Ma non dobbiamo dimenticare, a Trieste, Giuseppe Revere, e fra gli amici ebrei di Mazzini, i fratelli Angelo ed Enrico Usiglio, modenesi: Angelo soprattutto, detto amichevolmente da Mazzini «il mio Angelo custode». Mazzini parla di lui e degli antenati dei Rosselli che conosce a Londra come di «stolidi buoni». Stolidi, non perfidi. E, soprattutto, «buoni». Nel clima, spesso avvelenato del dialogo fra ebrei e italiani che caratterizzerà la storia del Novecento, la definizione di Mazzini non ha perso smalto. Non mi offenderei se qualcuno dicesse di me che sono uno stolido buono. &lt;p&gt;&lt;br&gt;Fonte: Shalom n.3 (2011) – Tratto da &lt;a href="http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/2011/03/18/il_legame_fra_risorgimento_ita.html" target="_blank"&gt;Liberali Per Israele&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6293268452784364350-1869256142390570901?l=ideadiversa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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