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	<title>IVG.it » Economia</title>
	
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	<description>Le notizie dalla provincia di Savona</description>
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		<title>Costa Concordia, Confconsumatori chiede singole conciliazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Confconsumatori ha chiesto a Costa Crociere l&#8217;istituzione di un tavolo di conciliazione (già proposto ad Astoi fin dal 20 gennaio)...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confconsumatori ha chiesto a Costa Crociere l&#8217;istituzione di un tavolo di conciliazione (già proposto ad Astoi fin dal 20 gennaio) per esaminare e discutere i singoli casi e arrivare alla formulazione da parte della stessa Costa Crociere dell&#8217;offerta economica per ogni singolo passeggero, che potrà essere accettata o rifiutata sottoscrivendo il relativo verbale. </p>
<p>Qualora Costa Crociere rifiutasse il tavolo richiesto, spiega l&#8217;associazione di consumatori, assisterà i passeggeri nelle cause civili per risarcimento danni e li costituirà parte civile nel processo penale al Tribunale di Grosseto, dove anche l&#8217;associazione stessa ha presentato istanza di costituzione di parte offesa.</p>
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		<title>Il porto di Savona-Vado al Fruit Logistica di Berlino con il nuovo marchio di GF Group</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. Il Porto di Savona Vado e il Porto di Tarragona partecipano anche quest’anno al salone Fruit Logistica di Berlino,...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Il Porto di Savona Vado e il Porto di Tarragona partecipano anche quest’anno al salone Fruit Logistica di Berlino, il più grande salone del mondo dedicato al mercato ortofrutticolo, che sta registrando un’altra edizione record con 2537 espositori provenienti da 84 paesi di tutto il mondo.</p>
<p>Confermando l’intento di promuovere insieme le proprie infrastrutture, i due porti si sono presentati insieme a GF Group, la società ligure che controlla sia il Reefer Terminal di Vado Ligure sia il terminal Fruport di Tarragona, attraverso la subholding GF Porterm. </p>
<p>Obiettivo comune è quello di  sviluppare sinergie che possano offrire ai clienti dei rispettivi terminal un’unica interfaccia semplificando le operazioni portuali in entrambi i terminal. Già presentato in Italia nelle scorse settimane, il nuovo marchio “F.lli Orsero” oggi è stato ufficialmente rivelato sulla ribalta internazionale presso lo stand di GF Group. Le banane e gli ananas Extra Premium appartenenti al nuovo brand sono prodotti direttamente in Costa Rica e Colombia e saranno trasportati dalle navi di proprietà del gruppo  fino ai porti del Mediterraneo e attraverso una capillare rete di distribuzione raggiungeranno i negozi di ogni città.</p>
<p>La frutta, di alta qualità e identificabile con il marchio dall’elegante scritta in oro su un semplice sfondo nero, è presente sul mercato europeo già dal mese di gennaio. Tutto ciò rappresenterà una nuova quota di traffico per il Reefer Terminal di Vado Ligure, principale terminal del Mediterraneo per la movimentazione di frutta. In occasione del Fruit Logistic di Berlino in casa GF Group c’è stato un altro debutto: il sito on line www.fratelliorsero.it, che oltre a narrare la storia e i valori di una famiglia di imprenditori che dal 1940 è protagonista indiscussa del mercato europeo dei prodotti ortofrutticoli freschi, consente di scoprire tutto su banane e ananas, i due prodotti commercializzati con il nuovo brand del colosso di Albenga.</p>
<p>“Decidere di mettere la nostra firma sui nostri prodotti e decidere di essere fortemente attivi in Rete è stato quasi un tutt’uno perché per chi come noi fa della passione per la qualità e del rispetto per i nostri clienti il credo del proprio lavoro, essere vicini al consumatore finale, consigliarlo e ascoltarlo è indispensabile. Il sito è solo uno degli elementi di una campagna di comunicazione digitale finalizzata a interagire con le persone e le famiglie che ci danno la loro fiducia scegliendo le nostre banane e i nostri ananas” ha commentato Raffaella Orsero, Amministratore Delegato di GF Group, la holding cui fa capo il marchio Fratelli Orsero.</p>
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		<title>Cartiera Bormida, vertice in Prefettura: c’è la documentazione per la cassa integrazione, resta la situazione di incertezza</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 16:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. In merito alla vertenza in atto per la Cartiera Bormida, le segreterie sindacali di categoria, nella ricerca di una...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona.</strong> In  merito alla vertenza in atto per la Cartiera Bormida, le segreterie sindacali di categoria, nella ricerca di una soluzione alla pesantissima situazione che stanno vivendo i lavoratori, sono state ricevute dai funzionari della Prefettura di Savona. </p>
<p>&#8220;Oltre al mancato versamento delle retribuzioni relative alle mensilità arretrate, nonostante gli accordi sottoscritti proprio in Prefettura nelle scorse settimane, l’azienda non aveva neppure ancora firmato la documentazione necessaria ad attivare correttamente la cassa integrazione&#8221; si legge in una nota.</p>
<p>&#8220;In tarda mattinata è giunta notizia che la proprietà aveva provveduto ad adempiere quantomeno alla firma dei documenti formalmente previsti per le procedure di cassa integrazione&#8221;. </p>
<p>&#8220;La situazione, nonostante questo intervento abbia contribuito a risolvere almeno questo punto, resta comunque di notevole gravità: come già più volte dichiarato i sindacati non escludono alcuna forma di rivalsa, anche legale, utile a far recuperare quanto dovuto ai lavoratori&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il contesto resta assolutamente critico e, ad oggi, l’assenza della proprietà sul territorio e la totale inaffidabilità dimostrata nonostante numerosi accordi siglati, fanno prevedere un futuro sempre più incerto sia per il sito che e per l’occupazione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Bisogna garantire forte continuità all’impegno sino ad oggi profuso dalle istituzioni e dagli enti locali per garantire la verifica di tutte le possibili condizioni che permettano la ripresa dell’attività produttiva dello stabilimento e la salvaguardia occupazionale&#8221;. </p>
<p>&#8220;Di certo, a maggior ragione dopo i ritardi introdotti anche sulla presentazione della documentazione relativa alla cassa integrazione, sono sempre più grandi ed evidenti le pesantissime responsabilità della proprietà sull&#8217;attuale situazione di incertezza&#8221; conclude la nota. </p>
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		<title>Saldi, Zino (Confesercenti): “Il freddo non ha incrementato le vendite dei capi invernali”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:17:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. Primo bilancio del presidente di Confesercenti Franco Zino sull&#8217;andamento dei saldi invernali che si chiuderanno la prossima settimana: &#8220;I...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona.</strong> Primo bilancio del presidente di Confesercenti Franco Zino sull&#8217;andamento dei saldi invernali che si chiuderanno la prossima settimana: &#8220;I saldi non sono andati male, ma si fa tutto nella prima settimana, poi le vendite rallentano. Si avranno dati più precisi solo dopo il 18 febbraio anche se ormai quello che si è venduto si è venduto&#8221;.</p>
<p>Le vendite si sono attestate all&#8217;incirca intorno a quelle dei saldi invernali del 2011, quindi è stato scongiurato il pericolo di cali ulteriori, ma chi sperava che il freddo di questi giorni potesse dare un impulso alle vendite dei capi più pesanti è rimasto in larga parte deluso. </p>
<p>&#8220;Le giornate di gelo non hanno contribuito ad incrementare le vendite dei capi invernali – afferma Zino – in questi ultimi giorni si sono venduti esclusivamente cappellini, sciarpe e guanti. Chi doveva comprare un capo importante lo aveva fatto nella settimana del 5 febbraio&#8221;.</p>
<p>Ora, in attesa delle vendite di San Valentino, che però riguarderanno più la vendita di gadget, telefonia, prodotti floricoli (la cui produzione è stata danneggiata dal gelo) e il settore ristorazione, si iniziano ad allestire le vetrine con i capi della primavera-estate 2012 ma con molti acquirenti che pensano già ai saldi estivi del 7 luglio, mente i negozianti guardano alle vendite promozionali dei capi invernali, un po&#8217; un prolungamento dei saldi, come escamotage per smaltire le rimanenze di magazzino.</p>
<p>&#8220;E&#8217; il sistema che non funziona – conclude Zino – in realtà i saldi non durano 45 giorni ma 60. E&#8217; quello che io definisco un meccanismo di difesa dei commercianti in un sistema contorto. Tra dieci giorni si chiudono i saldi e in magazzino ci sono già gli arrivi della stagione primavera-estate. Molti negozi allungano i saldi con le vendite promozionali, continuando gli sconti all&#8217;interno del negozio, per vendere il rimanente dell&#8217;invernale; con l&#8217;estate sarà la stessa cosa. In questo modi ci si ritrova a vendere capi scontati dal 20% al 40% per quattro mesi l&#8217;anno su 12. Così non funziona. Bisogna trovare un&#8217;altra soluzione, altrimenti il nostro settore non reggerà&#8221;.</p>
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		<title>Tpl, Rsu chiede 20 nuove assunzioni per personale viaggiante</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Savona. Dopo il confronto in riunione, la Rsu sindacale ha deciso di formalizzare all&#8217;azienda la richiesta di 20 nuove assunzioni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Savona</strong>. Dopo il confronto in riunione, la Rsu sindacale ha deciso di formalizzare all&#8217;azienda la richiesta di 20 nuove assunzioni per personale viaggiante. Manca ancora un contratto di servizio con i Comuni, ma ormai il quadro economico è definito e serve nuovo personale per mantenere livello e qualità di servizio: questa la posizione dei sindacati. Una volta ricevuta la richiesta, l&#8217;azienda valutera nuovi innesti.</p>
<p>E&#8217; atteso per martedì 14 febbraio il incontro in Regione con l’assessore Enrico Vesco, durante il quale si dovrà tirare le fila sulle risorse a disposizione delle aziende di trasporto liguri. Dalla Regione è arrivata la disponibilità ad integrare il fondo con 25 milioni di euro facendo salire le risorse per il comparto gomma a 123,8 milioni di euro, la stessa cifra del 2011. Mentre per il “ferro” l’asticella si è alzata da 54 a 89 milioni.</p>
<p>Sempre ammesso che a livello nazionale siano confermati 1,6 miliardi di euro per tutta Italia, alla Liguria mancherebbero comunque all’appello 11 milioni di euro.</p>
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		<title>Arnasco: assemblea regionale delle Cooperative Agroalimentari di Legacoop</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arnasco. Si riuniranno, in un’assemblea aperta al pubblico, sabato 11 febbraio alle 9,30 presso la Sala polivalente del Comune di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Arnasco</strong>. Si riuniranno, in un’assemblea aperta al pubblico, sabato 11 febbraio alle 9,30 presso la Sala polivalente del Comune di Arnasco i rappresentanti delle cooperative agricole liguri associate alla Lega delle Cooperative.</p>
<p>La cooperazione agricola aderente a Legacoop, con 6.919 soci, per la maggior parte imprese agricole, oltre 56 milioni di euro di fatturato costituisce una realtà importante relativamente all’impatto territoriale nel presente quadro economico della Regione Liguria.</p>
<p>Saranno presenti i rappresentanti delle imprese cooperative che lavorano a supporto di piccole e medie aziende agricole.</p>
<p>Il congresso si svolge in un momento in cui il settore agricolo vive una situazione di crisi legata alla difficile congiuntura economica. In questo contesto di gravissima difficoltà, che contraddistingue l’impresa agricola di base e le cooperative ad essa legate, il congresso vuole lanciare un segnale forte di rilancio, di impegno verso il futuro, presentando una serie di progetti che prevedono investimenti e ricadute occupazionali in un ottica di sistema, in stretta collaborazioni con le Organizzazioni Professionali Agricole, con le altre Centrali cooperative e la pubblica Amministrazione.</p>
<p>I progetti presentati riguarderanno il settore floricolo, l’agricoltura nelle aree parco, la valorizzazione dei prodotti locali, la gestione delle aree pascolative, la gestione delle aree forestali, i servizi alle aziende agricole e l’agricoltura sociale. Per riassumere: i fiori e le piante, l’olio extravergine di oliva, il vino, il bestiame da allevamento, l’ortofrutta, il latte, la carne, i prodotti del bosco, saranno i padroni di casa nella cornice della montagna ligure.</p>
<p>Saranno presenti il direttore di Legacoop Agroalimentare Giuseppe Piscopo, il presidente regionale di Legacoop Gianluigi Granero, l’assessore regionale all’agricoltura Giovanni Barbagallo, amministratori locali, rappresentanti del mondo politico.</p>
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		<title>Cantieri ex Baglietto, tweet di Burlando apre uno spiraglio sulle concessioni demaniali: “L’incontro a Roma è andato bene”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Varazze. Il governatore regionale Claudio Burlando consegna oggi a Twitter un cinguettio che riguarda la vicenda dei cantieri Baglietto e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Varazze</strong>. Il governatore regionale Claudio Burlando consegna oggi a Twitter un cinguettio che riguarda la vicenda dei cantieri Baglietto e che, nel giorno delle rinnovate proteste sindacali per l&#8217;urgenza occupazionale, fa ben sperare la produzione nautica varazzina: “L&#8217;incontro all&#8217;Agenzia del Demanio a Roma è andato bene. Abbiamo trovato persone attente e preparate”. </p>
<p>Il vertice a cui fa riferimento Burlando rimane un nodo rispetto ad una soluzione positiva della vertenza industriale. Tra i problemi da sciogliere di questa vicenda, appunto, si staglia l’ostacolo delle concessioni demaniali, per ricevere una lunga proroga delle concessioni dei terreni e dello specchio acqueo sul quale si trova lo stabilimento.</p>
<p>“Possiamo farcela” scrive ancora Burlando su Twitter. Parole che offrono un appiglio importante all’interno di una vicenda in cui il tema delle concessioni ha portato al fallimento di diverse trattative.</p>
<p>Oggi si è svolto un ennesimo incontro tra Rsu, sindacati, confederali e parte dei 35 dipendenti con l’assessore della Provincia Giorgio Sambin per chiedere un pronunciamento positivo da parte della Provincia. I sindacati chiedono una presa di posizione da parte della Regione e la creazione di un protocollo comune degli enti territoriali in sostegno dell’offerta Azimut, l’unica davvero concreta per il futuro dei cantieri.</p>
<p>Monaco Marine e Azimut Benetti hanno garantito i 7 milioni di euro per l’acquisto, ma con investimenti pari a 2,5 mln di euro in “parti fisse” per la prima, contro i 10 milioni di euro, di cui 4 per le “parti fisse” per la seconda. Anche sul fronte occupazionale, se la Azimut Benetti ha fornito garanzie sul riassorbimento dei lavoratori in cassa, la partita con Monaco Marine sarebbe ancora tutta da aprire e giocare.</p>
<p>Azimut Benetti, a fronte degli investimenti, chiede una concessione per almeno 35 anni, mentre Monaco Marine ha comunque vincolato l’interessamento ai Baglietto con una concessione per 30 anni.</p>
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		<title>Cosseria, Burlando annuncia gara per ampliamento scuola: lavori in estate</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 13:23:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosseria. A un anno dalla sua visita a Cosseria, quando si parlò di ampliamento dell&#8217;edificio scolastico, il governatore regionale Claudio...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cosseria</strong>. A un anno dalla sua visita a Cosseria, quando si parlò di ampliamento dell&#8217;edificio scolastico, il governatore regionale Claudio Burlando annuncia oggi: &#8220;Parte la gara per l&#8217;ampliamento della scuola. Lavori in estate. Volevano chiuderla e invece sta diventando grande&#8221;. </p>
<p>La scuola del piccolo centro valbormidese ha sofferto di carenza di spazi, nonostante l&#8217;aumento crescente del numero degli alunni, trattandosi di una sede unificata che raggruppa anche materna e sezione primavera, per un totale di un centinaio di bambini. </p>
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		<title>Cantieri Baglietto, lavoratori in Provincia: “Subito un sì all’offerta Azimut. Inspiegabile la lentezza di Galantini”</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 11:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Pelosi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Varazze.</strong> Una trentina di persone in cassa integrazione da 22 mesi e un&#8217;offerta pronta che significherebbe &#8220;salvaguardia dei posti di lavoro&#8221; ma che tarda a concretizzarsi a causa di trattative zoppicanti e dell&#8217;assenza di un&#8217;azione decisa da parte degli enti territoriali: questo il quadro fornito dai sindacati per descrivere la situazione del Cantieri Baglietto, ad un passo dalla proposta-salvezza targata Azimut-Benetti.</p>
<p>Dopo il sì ufficiale attraverso delibera da parte del Comune di Varazze, i rappresentanti dei lavoratori sono giunti questa mattina a Palazzo Nervi per chiedere un pronunciamento positivo da parte della Provincia. Ad accoglierli, l&#8217;assessore Giorgio Sambin che ha promesso di portare la questione nuovamente all&#8217;attenzione del presidente Angelo Vaccarezza e di tutto il consiglio provinciale.</p>
<p>&#8220;Confidiamo in un celere sì anche da parte di tutte le forze politiche in consiglio provinciale così come è accaduto a livello comunale a Varazze &#8211; ha commentato Alberto Lazzari della Fiom &#8211; Poi, chiediamo anche una presa di posizione da parte della Regione e la creazione di un protocollo comune degli enti territoriali in sostegno dell&#8217;offerta Azimut, l&#8217;unica davvero concreta per il futuro dei cantieri. Senza contare che in ballo c&#8217;è anche tutta la questione delle concessioni demaniali, per cui è necessario procedere anche in questo senso&#8221;.</p>
<p>&#8220;Siamo inoltre fortemente critici verso la gestione del concordato da parte del liquidatore Federico Galantini che avrebbe dovuto già da tempo aprire una trattativa seria con Azimut &#8211; incalza Lazzari &#8211; Non capiamo il perché di questa lentezza: Galantini continua a parlare in modo fumoso di altre proposte, ma quali siano non è dato sapere. Perchè, ci chiediamo, non ha ancora incontrato l&#8217;azienda? Si è perso tempo inutilmente e, come sempre, sono i lavoratori a dover attendere i tempi di chi non sembra interessato a garantire loro un futuro&#8221;.</p>
<p>Infine ieri, a Roma, presso la sede del demanio, si è tenuto un incontro, organizzato dalla Regione, per definire un percorso che permetta di superare l’ostacolo delle concessioni demaniali. &#8220;Non siamo a conoscenza dell’esito dell’incontro per cui abbiamo richiesto con urgenza un incontro alla regione perché ci illustri la situazione&#8221;, aggiunge Pietro Scartezzini della Rsu cantieri Baglietto. </p>
<p>&#8220;Sappiamo però che all’incontro non era presente il ragionier Galantini e questo è estremamente grave &#8211; aggiunge Scartezzini &#8211; La vicenda delle concessioni esiste da sempre e ha portato al fallimento di diverse trattative. Era ed è compito dell’amministratore, quale titolare delle concessioni, definire con il demanio i percorsi per garantire l’acquirente sul rinnovo delle concessioni. Cosa sta facendo Galantini? Per la vendita di Spezia ha mosso mari e monti ed ora invece resta ferma e devono intervenire le istituzioni per svolgere un compito per cui è profumatamente remunerato&#8221;.</p>
<p>&#8220;A peggiorare il tutto l’atteggiamento di aperta ostilità della procedura nei confronti dell’offerta Azimut sta impedendo che si svolga una regolare trattativa. Per tre mesi la scusa portata avanti era che Monaco Marine offriva 7 milioni di euro senza condizioni e, quindi, anche Azimut avrebbe dovuto offrire la stessa cifra. Adesso sappiamo che questa offerta non esiste e non è mai esistita eppure Galantini persevera nel suo silenzio arroccato su posizioni indifendibili&#8221;. </p>
<p>&#8220;Anche la critica all’offerta economico si sgonfia ogni giorno che passa: per il concordato a giugno del 2011 bastava incassare 30,5 milioni di euro dalla vendita dei tre cantieri (Varazze, La Spezia e Pisa) e i due marchi (Baglietto e Cantieri di Pisa). Oggi la procedura dovrebbe incassare 18,5 milioni dalla vendita di Spezia e marchio Baglietto, 9 milioni dalla vendita del cantiere di Pisa con il marchio&#8221;, prosegue Scartezzini. </p>
<p>&#8220;Inoltre la Baglietto è stata autorizzata a escutere i 6 milioni di euro legata al fallimento della trattativa con Balducci. Quindi, se anche il sito di Varazze venisse venduto a 5 milioni di euro, la procedura si troverebbe con 8 milioni in più rispetto alla vendita a Balducci. Perché dovrebbe essere necessario ottenere altri soldi visto che comunque il costo del concordato è stabilito? Qualora avanzassero dei soldi dopo il pagamento del concordato, a chi andranno?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non si può più andare avanti così &#8211; conclude Scartezzini &#8211; I lavoratori sono alla fame a causa di una gestione oscura e incomprensibile di una vicenda che si è dilatata oltre ogni limite per inseguire interessi che non sono e non sono mai stati quelli della ripresa produttiva di quello che è stato il terzo gruppo della nautica italiana e uno dei primi gruppo mondiali nella costruzione dei grandi yacht. Lo spezzatino completo a cui si è giunti è un fallimento della procedura che ha completamente disatteso gli obiettivi su cui era costruito il concordato e continua a tacere e a non fare niente per avviare una seria trattativa con la Azimut. La Regione deve impegnarsi, come già ha fatto il Comune di Varazze e presto farà la provincia di Varazze, a riportare il lavoro e la produzione al centro delle trattative schierandosi a favore dell’offerta Azimut e stabilendo un accordo di programma che vincoli gli investimenti sul sito al rilascio delle concessioni demaniali&#8221;. </p>
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		<title>Vado, in aumento il traffico del Terminal “Forship Spa”: +14,6% rispetto al 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 08:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vado L. Sono aumentati del 14,6% rispetto al 2010 i passeggeri in arrivo e in partenza nel 2011 al Terminal...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vado L.</strong> Sono aumentati del 14,6% rispetto al 2010 i passeggeri in arrivo e in partenza nel 2011 al Terminal Ro-Pax di Savona-Vado, gestito da Forship Spa. Positiva anche la movimentazione delle merci che è aumentata del 27,8% nel corso del 2011 rispetto al 2010.</p>
<p>&#8220;Questo risultato &#8211; spiega Euan Lonmon, amministratore delegato di Forship &#8211; è frutto dell&#8217;attenta gestione del Gruppo Corsica Sardinia Ferries, che garantisce un collegamento annuale, passeggeri e merci, verso la Corsica e un collegamento merci verso la Sicilia, e confermano l&#8217;importanza della posizione geograficamente strategica del Terminal, direttamente collegato alla rete autostradale&#8221;.</p>
<p>In dettaglio i passeggeri trasportati dai traghetti Corsica Ferries in Corsica sono passati dai 310.630 del 2010 ai 312.813 del 2011. Nell&#8217;estate 2011 la Forship ha ospitato la Saremar con il collegamento Porto Vado/Porto Torres trasportando 43.290 passeggeri in Sardegna. Buono anche il traffico delle merci da e per la Corsica che è cresciuto di oltre il 43%, mentre il collegamento con la Sicilia ha registrato un incremento superiore al 24%.</p>
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		<title>Fac di Albisola, Quaini e Piredda (Idv): “Serve un capitale di almeno mezzo milione di euro”</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 15:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Regione. Italia dei valori ritorna sulla vicenda della Fac di Albisola, manifestando la propria preoccupazione in riferimento alla difficile situazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Regione</strong>. Italia dei valori ritorna sulla vicenda della Fac di Albisola, manifestando la propria preoccupazione in riferimento alla difficile situazione economica e produttiva in cui versa l’azienda ceramista albisolese: &#8220;A questo proposito, tenendo presente la situazione debitoria dell’azienda ma anche la competitività e la produzione di qualità sul mercato internazionale, è opportuno che ogni sforzo sia profuso, anche dai soggetti istituzionali, per arrivare ad una rapida soluzione della vicenda che vede centinaia di famiglie tenute in sospeso e cui non è stata ancora garantita alcuna certezza per il futuro&#8221;.</p>
<p>“È cosa nota – spiegano i consiglieri di IdV Quaini e Piredda &#8211; che al più presto bisogna intervenire con un capitale di almeno mezzo milione di euro per garantire la ripartenza della produzione, procedendo attraverso il pagamento degli stipendi degli operai e le forniture di gas ed energia elettrica. Un primo passo urgente e necessario in attesa di trovare un imprenditore disposto ad intervenire a sostegno e tutela dell’impresa. Ovviamente nel computo dei costi-benefici di un’operazione di questo tipo occorre valutare la reale plusvalenza di tale operazione, tenendo presente la concessione edilizia rilasciata dal comune in virtù del processo di delocalizzazione e l’assolvimento dei processi burocratici per la costruzione sui terreni potenzialmente liberati da Fac&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sembra strano che dinanzi a operazioni immobiliari di questo livello non si possa reperire alcun imprenditore, tra i molti seri e capaci della provincia, che valuti la forte potenzialità dell’azienda ed anche le prospettive future di un settore in cui Fac è leader, garantendo allo stesso tempo, attraverso  un investimento economicamente sostenibile e redditizio, lavoro per 150 famiglie&#8221;.</p>
<p>&#8220;In questi termini Italia dei valori rivolge un accorato appello all’imprenditoria savonese, regionale e nazionale, affinché si adoperi per il mantenimento di questa eccellenza produttiva, tenendo presente che ogni eventuale intento speculativo sulle aree, in caso di fallimento dell’azienda, rappresenterebbe un danno incalcolabile ed un atto eticamente deplorevole per la collettività, dal momento che le maestranze di Fac sono perlopiù operai non specializzati e di difficile reinserimento nel circuito lavorativo&#8221; concludono Quaini e Piredda.</p>
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		<title>Vino: ricerca Winenews: in dieci anni la Liguria ha peso il 68% delle aziende</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 14:07:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Liguria</strong>. Solo un&#8217;azienda vinicola su due ha resistito agli ultimi, terribili, dieci anni. I dati del censimento agricoltura 2011 dell&#8217;Istat, elaborati da Winenews, mostrano che nel 2010 erano in attività solo 383.645 aziende, il 51,5% in meno rispetto a quelle del 2000. Negli stessi anni, l&#8217;estensione delle vigne è diminuita del 12% fino a 632.140 ettari. Il calo più drastico &#8211; segnala Winenews &#8211; è stato nel Lazio, con la chiusura del 70,5% delle aziende (restano attive in 20.485 nel 2010) e un numero di ettari quasi dimezzato nel decennio (-45,7% a 16.082). Hanno sofferto anche la Liguria, che ha perso il 68% delle aziende e il 45,1% dell&#8217;estensione e la Calabria (-61% delle aziende). </p>
<p>La Sicilia è rimasta la regione con il più alto numero di ettari coltivati (110.699 nel 2010 ettari nonostante il calo del 9,5%), seguita dalla Puglia e dal Veneto. Hanno conosciuto invece aumenti dell&#8217;estensione a due cifre il Trentino Alto Adige (+12% a 15.323 ettari) e il Friuli Venezia Giulia (+10% a 19.668 ettari). Tra le regioni a più forte vocazione vinicola, hanno limitato le perdite di estensione sotto il 10% solo la Toscana (-3% a 56.587 ettari) e l&#8217;Emilia Romagna (-73% a 55.814).</p>
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		<title>Confartigianato: il 73,6% delle imprese sposta a dopo il 2012 l’uscita dal tunnel della crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 13:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Liguria</strong>. I dati dell’Osservatorio regionale dell’artigianato sul secondo semestre 2011, presentati questa mattina in Regione, confermano il trend di lieve crescita del semestre precedente. Migliorano ancora le performance del settore manifatturiero, stazionario il settore dei servizi alle imprese, sviluppi negativi per il settore dei servizi alla persona e ancora difficoltà per il settore costruzioni. </p>
<p>Confermata la crescita dell’export. Il 73,6% delle imprese sposta a dopo il 2012 l’uscita dal tunnel della crisi. </p>
<p>“I dati illustrati – commenta Luca Costi, segretario regionale di Confartigianato Liguria – evidenziano un lieve miglioramento per il settore manifatturiero e una situazione ancora difficile per il settore costruzioni. Si conferma la tendenza di migliori condizioni per le imprese internazionalizzate. Tra i fattori di ostacolo le imprese segnalano la pressione fiscale, la mancata ripresa della domanda e la concorrenza sleale. In leggero calo le segnalazioni su eccessiva burocrazia e difficoltà di accesso al credito, anche se restano eccessive le richieste di garanzie bancarie e alti costi del denaro”.</p>
<p>A supporto delle imprese, i provvedimenti varati di recente dalla Regione sulla semplificazione e sul riconoscimento delle microimprese. </p>
<p>“Va accelerato &#8211; dice Costi &#8211; il percorso avviato insieme alla Regione Liguria su sburocratizzazione e, soprattutto, accesso al credito, di cui si iniziano a vedere parzialmente i benefici in termini di percezione da parte delle imprese intervistate. Parallelamente si deve continuare anche a perseguire la riduzione dei tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione, avvicinando i termini di pagamento dei beni e servizi ai trenta giorni, secondo quanto previsto dalla vigente normativa statale e comunitaria, ripresa dalla recente legge regionale approvata sulla microimpresa”.</p>
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		<title>Trattativa Aeroporto Panero e Piaggio Aero, dopo la tensione torna il sereno</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:58:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Villanova d&#8217;Albenga.</strong> L&#8217;oggetto del contendere sono i famosi 5,4 milioni di euro che secondo la convenzione che ha portato la Piaggio Aero delocalizzarsi all&#8217;interno del sedime dello scalo ingauno dovrebbero essere versati dall&#8217;azienda aeronautica ad AVA, ovvero la società che gestisce lo scalo villanovese.</p>
<p>Che la trattativa fosse ben lunga dall&#8217;essere conclusa lo si era capito già nella &#8220;festosa&#8221; giornata della posa della prima pietra, quando tutti erano felici ma alcuni lo erano meno degli altri, ovvero il management di AVA e i soci, principalmente gli enti pubblici che detengono la quasi totalità delle quote e che vedrebbero grazie a questi fondi azzerare le uscite per le numerose ricapitalizzazioni che si sono susseguite negli anni a causa dal mancato &#8220;decollo&#8221; dell&#8217;aeroporto ingauno.</p>
<p>La prima lettera è stata a firma del presidente di AVA, Maurizio Maricone, ai soci in cui spiegava la &#8220;frustrazione&#8221; sullo stallo nella trattativa e sull&#8217;irricevibile proposta di Piaggio di voler tagliare del 35% la somma da versare così come previsto nell&#8217;accordo.</p>
<p>La direzione della società, recentemente confluita nella galassia TPL, non ha fatto affidamento nel piano industriale, recentemente approvato da ENAC, a queste entrate, in quanto straordinarie, anche se la stessa società ammette che avere la garanzia di ricevere oltre 5 milioni di euro nei prossimi 12 anni avrebbe garantito ulteriori sviluppi allo scalo.</p>
<p>La risposta dell&#8217;azienda non si è fatta attendere molto e a metà gennaio la missiva a firma del direttore generale di Piaggio Aero, Eligio Trombetta, rispondeva seccato punto su punto a quella di Maricone, lanciando anche una serie di avvertimenti che lasciavano presagire un grave malcontento nell&#8217;operato dello stesso vertice di Ava.</p>
<p>Lo scontro &#8220;epistolare&#8221; è però servito a riportare del due parti in causa al tavolo della trattativa che probabilmente vedrà una soluzione dopo il maxi vertice convocato in Regione per la modifica dell&#8217;accordo di programma sulla riqualificazione delle aree finalesi, chiudendo così la partita sull&#8217;operazione di trasferimento dell&#8217;azienda aeronautica a Villanova d&#8217;Albenga, dove i lavori procedono a tutta velocità. Se non ci saranno cambiamenti nella convenzione stabilita Piaggio verserà ad Ava 800 mila euro all&#8217;anno, per cinque anni, il resto della cifra verrà invece dilazionato nei 12 anni successivi.</p>
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		<title>Imprese artigiane liguri tra le migliori d’Italia: crescita costante nonostante la crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Renzo Guccinelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Liguria. Le imprese artigiane liguri resistono alla crisi. Il dato emerge dal rapporto dell’osservatorio regionale dell’artigianato per il secondo semestre...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Liguria.</strong> Le imprese artigiane liguri resistono alla crisi. Il dato emerge dal rapporto dell’osservatorio regionale dell’artigianato per il secondo semestre 2011 presentato oggi nella sede della Regione. Nel settore si registrano anche difficoltà, ma il trend, dopo la buona prova dei primi sei mesi dello scorso anno, rimane positivo.</p>
<p>Cresce l’export, soprattutto per quanto riguarda il settore manifatturiero, mentre soffre ancora il comparto costruzioni, soprattutto a causa dell’aumento delle materie prime. Stabili nel complesso, pur tra mille difficoltà, i servizi.</p>
<p>“Tra i maggiori ostacoli all’attività imprenditoriale – sottolinea l’assessore regionale allo sviluppo economico Renzo Guccinelli – la pressione fiscale, la mancata ripresa della domanda e la concorrenza sleale”.</p>
<p>Rimane comunque soddisfatto Maurizio Scajola, segretario generale Unioncamere Liguria: “La Liguria è la seconda regione d’Italia come incremento delle imprese artigiane. A livello provinciale, poi, Genova è la seconda provincia, ma anche La Spezia, Savona ed Imperia sono tra le prime venti”.</p>
<p>Scajola punta sul tema del credito, con le imprese che faticano ad ottenere finanziamenti: “Faticano molto e le Camere di Commercio, la Regione e poi lo Stato offrono garanzie sostitutive. Però ci vogliono mezzi e risorse economiche. Tra Fondazione Carige e Camere di Commercio liguri è stato messo a disposizione delle imprese come fondo di garanzia un altro milione di euro. E’ un passo in avanti. Uno dei dati meno positivi è che le imprese si servono del denaro più per far fronte a problemi di liquidità che per avviare gli investimenti. E’ un atteggiamento pericoloso, che non guarda al futuro, ma che vuole sistemare i problemi di oggi. Almeno qui in Liguria, però, c’è da essere ottimisti”.</p>
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