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	<title>Ilaria Mauric</title>
	
	<link>http://www.ilariamauric.it</link>
	<description>art director e designer per interfacce web</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 08:02:30 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nuovi dispositivi = nuovi modelli mentali (o viceversa)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 22:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[iias12]]></category>
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		<description><![CDATA[All&#8217;IA Summit 2012, Diego Banchero ha presentato un intervento dal titolo &#8220;IA e adaptive design: SHE (Shrink, Hide, Embody) always right&#8221; al termine del quale Stefano Bussolon ha chiesto: &#8220;Ma quindi a nuovi dispositivi corrispondono nuovi modelli mentali?&#8221; Diego ha risposto: &#8220;Non ho dati su cui basare la mia risposta, quindi posso solo dire che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;<a title="il programma del summit" href="http://www.iasummit.it/2012/programma">IA Summit 2012</a>, <a title="Diego su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/diegobanchero">Diego Banchero</a> ha presentato un intervento dal titolo &#8220;<a title="IA e Adaptive design: S.H.E. always right" href="http://www.iasummit.it/2012/ia-e-adaptive-design-s-h-e-always-right-riflessioni-sulla-prima-legge-della-semplicita-di-john-maeda">IA e adaptive design: SHE (Shrink, Hide, Embody) always right</a>&#8221; al termine del quale <a title="Stefano su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/bussolon">Stefano Bussolon</a> ha chiesto: &#8220;<strong>Ma quindi a nuovi dispositivi corrispondono nuovi modelli mentali?</strong>&#8221; Diego ha risposto: &#8220;Non ho dati su cui basare la mia risposta, quindi posso solo dire che la mia sensazione è che sia così.&#8221;</p>
<p><a href="http://www.slideshare.net/sylvain/italian-ia-summit-milan-2012"><img class="aligncenter size-full wp-image-1844" title="La slide 38 del keynote di Sylvain Cottong all'IA Summit 2012" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2012/05/cottong13.png" alt="" width="480" height="378" /></a><em>La slide 38 del <a title="leggilo su Slideshare" href="http://www.slideshare.net/sylvain/italian-ia-summit-milan-2012">keynote</a> di <a title="il suo blog &quot;New management paradigms&quot;" href="http://www.sylvaincottong.com/">Sylvain Cottong</a>.</em></p>
<p><em><br />
<span id="more-1809"></span></em>Ho provato a pensare a un servizio, sito, app che uso frequentemente su vari dispositivi e mi ha folgorato <a href="http://www.youtube.com/">YouTube</a>. Fino a circa due anni fa non lo consideravo molto e invece ora ne faccio un uso molto <strong>pervasivo</strong> ed <strong>eclettico.</strong></p>
<h6>Da desktop</h6>
<p>Ascolto musica in sottofondo durante il lavoro, cerco pezzi scoperti in radio, ritrovo vecchi pezzi anche non mainstream, condivido i video su Facebook per farli ascoltare ai miei amici.<br />
Ma cerco e guardo anche contenuti di approfondimento legati al mio lavoro. Ho iniziato ad apprezzare molto le funzioni &#8220;Playlist&#8221; (che voglio iniziare a organizzare in modo strutturato) e &#8220;Guarda più tardi&#8221;.</p>
<h6>Da smartphone</h6>
<p>L&#8217;ho usato sempre in mobilità, per esempio in viaggio, per ritrovare un video musicale o un trailer di cui stavo parlando con gli amici. In un paio di occasioni è diventata la radio di viaggio, finché c&#8217;era connessione.</p>
<h6>Da tablet</h6>
<p>Il tablet è un oggetto particolare, versatile e ancora molto giovane, almeno per me. Per ora mi capita raramente di usarlo in mobilità. Per quanto riguarda i video tendo a preferire il mac o la tv.</p>
<h6>Da Smart TV</h6>
<p>Uso le playlist come sottofondo musicale di alcuni momenti quotidiani passati in casa e come supporto a un&#8217;attività professionale: in questi giorni sto imparando a usare un nuovo programma e su Youtube e Vimeo ho trovato diversi videotutorial molto utili. Il bello di vederli in tv potete immaginarlo. Posso mettere in pausa o rivedere un passaggio avendo tutto il mac libero per mettere in pratica con calma quello che vedo in tv, posso cercare altri video correlati per approfondire, il tutto senza perdere le funzionalità utili in questo contesto (cerca video simili, aggiungi ai preferiti, aggiungi a pleylist ecc.).<br />
Quest&#8217;ultimo uso di Youtube è stato per me il più recente, sorprendente e soddisfacente.</p>
<h6>La mia impressione</h6>
<p title="il suo blog &quot;New management paradigms&quot;">La domanda da cui parte questa riflessione è stata fatta alla fine di un talk in cui si parlava di responsive design e quindi il ragionamento può tendere a rimanere limitato a un discorso di vincoli web e mobile. Il mio parere è che <strong>nuovi dispositivi propongono intrinsecamente nuovi modelli mentali</strong>. Non sono un&#8217;esperta di scienze cognitive e teorie della percezione, eppure più ci penso e più credo che sia <strong>riduttivo parlare di nuovi dispositivi quando, in questi ambiti, pensiamo di riflesso ai modelli mentali usati dall&#8217;utente</strong>. Pensiamo a servizi come quelli illustrati da Cottong in apertura del summit: gli obiettivi rimangono gli stessi (ottenere un&#8217;informazione, soddisfare un bisogno, risolvere un problema ecc.), ma <strong>cambia il modo in cui l&#8217;utente può arrivare a ottenere queste cose</strong>. In alcuni casi, il servizio si propone di <strong>risolvere un aspetto di una questione aprendo possibilità che l&#8217;utente non si era neanche mai immaginato</strong>, come per esempio il monitoraggio dei progressi delle proprie attività sportive o di avere (e condividere) informazioni &#8220;qui e ora&#8221; durante un viaggio.</p>
<p>Devo abituarmi a <strong>ragionare di nuovi scenari, contesti, tecnologie e connessioni, più che limitarmi a guardare queste cose dal buco della serratura dei vincoli imposti dai vari dispositivi</strong>. La risposta alla domanda sui modelli mentali stava nel keynote di Cottong e, a ben vedere, possiamo cogliere l&#8217;occasione di rigirare marzullianamente la questione in &#8220;<strong>A nuovi modelli mentali corrispondono nuovi dispositivi?</strong>&#8220;. <strong>La risposta, oggi,  è certamente sì. E sarà così finché la tecnologia non riuscirà ad andare oltre i dispositivi, risparmiandoci tutta questa ridondanza di strumenti e strumentini vari</strong>.</p>
<p>Ottimo summit, comunque. Davvero grazie a tutti <a title="lo staff che ha organizzato il summit" href="http://www.iasummit.it/2012/organizzazione">quelli</a> che si sono fatti in quattro per organizzarlo.</p>
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		<item>
		<title>Apps 4 Italy: noi ci proviamo</title>
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		<comments>http://www.ilariamauric.it/2012/04/12/apps-4-italy-noi-ci-proviamo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 15:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[uxdesign, uidesign]]></category>
		<category><![CDATA[a4i]]></category>
		<category><![CDATA[apps4italy]]></category>
		<category><![CDATA[contest]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>
		<category><![CDATA[opendata]]></category>
		<category><![CDATA[opensource]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 30 aprile è il termine ultimo per partecipare ad Apps4Italy, il concorso italiano che invita pubbliche amministrazioni, aziende, sviluppatori, designer e chi più ne ha più ne metta a presentare un&#8217;app mobile (o un&#8217;idea di app) basata sugli open data. Ho avuto due occasioni per partecipare e se per motivi di tempo ho dovuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 30 aprile è il termine ultimo per partecipare ad <a title="il sito ufficiale di A4I" href="http://www.apps4italy.org/">Apps4Italy</a>, il concorso italiano che invita pubbliche amministrazioni, aziende, sviluppatori, designer e chi più ne ha più ne metta a <strong>presentare un&#8217;app mobile (o un&#8217;idea di app) basata sugli</strong> <a title="che cosa sono gli open data" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_aperti">open data</a>. Ho avuto due occasioni per partecipare e se per motivi di tempo ho dovuto dire di no alla prima, la seconda è arrivata in un momento migliore, così non me la sono lasciata scappare. L&#8217;invito è arrivato da <a title="più info sul blog di Smartitaly" href="http://www.smartitaly.it/apps4italy-pronti-partenza-via/">Smartitaly</a>, indirizzato a me, <a title="Lele su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/emanuelerampichini">Emanuele Rampichini</a> e <a title="Francesco su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/pub/francesco-fortunati/42/8a7/a13/en">Francesco Fortunati</a> ed è sostenuto da <strong>Samsung Italia</strong>, che ci ha prestato <a title="belli!" href="http://www.smartitaly.it/apps4italy-pianificazione-progetto/">2 Galaxy Note</a>.<br />
<a href="https://twitter.com/micheleluconi/status/189756688507736065"><img class="aligncenter size-full wp-image-1787" title="schizzi e storie in team per apps4italy" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2012/04/a4i.png" alt="" width="480" height="360" /></a><em><a href="https://twitter.com/micheleluconi/status/189756688507736065">Foto di Michele Luconi</a></em></p>
<p><span id="more-1785"></span>Tra fonti e materiali vari che ho letto per prepararmi, segnalo la <a title="sinossi della puntata e link per riascoltarla" href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=nomina-commissari-agcom-tasparenza-open-data-informatica">puntata del 31 marzo 2012</a> dell&#8217;ottimo &#8220;<a title="il sito del programma" href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=2024">2024</a>&#8220;, il programma radiofonico di Radio24 a cura di <a title="scopri chi è su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/enricopagliarini">Enrico Pagliarini</a> (grazie a <a title="Claudio su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/cmenzani">Claudio Menzani</a> per avermi fatto scoprire il programma). Dopo 22 minuti, Pagliarini inizia un&#8217;intervista di circa mezz&#8217;ora a <a title="Massimo Fubini su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/pub/massimo-fubini/0/76/690">Massimo Fubini</a> di ContactLab sul tema degli open data. Il risultato è un&#8217;<strong>ottima introduzione all&#8217;argomento</strong>: con alcuni esempi pratici, Fubini fa capire quali sono i possibili scenari di utilizzo dei dati e il loro eventuale impatto sociale.</p>
<h6>Perché ci provo</h6>
<p>Per vari motivi. <strong>Primo:</strong> non si può dire di no a un buon team sponsorizzato da Samsung Italia <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> . <strong>Secondo:</strong> non conoscevo bene il tema e questo concorso mi sta dando l&#8217;occasione per aggiornarmi. <strong>Terzo: </strong>ho iniziato a capire la filosofia e l&#8217;etica che stanno alla base della pubblicazione dei dati e mi sembra che possano contenere un enorme potenziale, sotto molti punti di vista (sociale, economico, sanitario, markettaro&#8230;).</p>
<h6>I nostri primi approcci</h6>
<p>Nelle prime idee che ci sono venute abbiamo fatto sistematicamente questi errori: o non usavamo open data esistenti (e noi vogliamo presentare un&#8217;app funzionante); oppure li usavamo in modo marginale, non strutturale. All&#8217;inizio, la sensazione che ho avuto è di avere davanti tanti pezzi di Lego e di non avere idea della forma che avrei voluto dare alla nostra costruzione.<br />
C&#8217;è poi un altro aspetto: <strong>non è che in Italia ci siano poi tutti questi gran dati disponibili. Oppure, quando ce ne sono, devo dire che ho avuto dubbi sulla loro utilità e qualità.</strong> Comunque, durante i vari brainstorming, <a title="Michele su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/micheleluconi">Michele</a> (che di opendata ne mastica da un po&#8217;) ci ha aiutato a inquadrare il tema e oggi stiamo lavorando su un&#8217;idea realizzabile, che ci convince. Se riusciamo a fare quello che abbiamo in mente, io per esempio la userei <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> . Lele e Fra la stanno sviluppando e io, oltre che mettere a punto i dettagli di ux e grafica, penserò al logo e alla presentazione.</p>
<h6>Sensazioni</h6>
<p>Ho l&#8217;impressione che altrove il tema sia più sentito. Per dirne una, qualcuno è già alla terza edizione di contest analoghi ad Apps4Italy. Sembra che ci siamo mossi in ritardo rispetto ad altri Paesi e la sensazione che ho oggi è che non ci sia una grande partecipazione al concorso. Non è un caso che abbiano posticipato la scadenza più volte, mi dice <a title="il blog di Adriano Gasparri" href="http://www.4everyoung.it">Adri</a>. A meno che non mi stia sbagliando, se è come la penso io, non saprei immaginarmi bene le cause&#8230;. Al di là del cronico problema di tempo che abbiamo tutti, gli open data (né tantomeno Apps4Italy) non sembrano in cima alla lista degli argomenti più sentiti tra i miei contatti. Eppure, come dice Fubini in 2024, <strong>parliamo di dati che sono un nostro diritto e che possono diventare cruciali per il cittadino</strong>. Ma se non sarà obbligatorio (soprattutto per le p.a.) renderli pubblici, il tema rischia di diventare un semplice hype&#8230; quindi perché &#8220;sbattersi&#8221;?</p>
<h6>Risorse utili</h6>
<p>Escludo quelle già segnalate sul sito Apps4Italy:</p>
<ul>
<li><a title="Apps4Italy" href="http://www.apps4italy.org/">http://www.apps4italy.org/</a></li>
<li><a title="Gli open data del Governo Italiano" href="http://www.dati.gov.it/">http://www.dati.gov.it/</a></li>
<li><a title="Gli open data del Governo Britannico" href="http://data.gov.uk/">http://data.gov.uk/</a></li>
<li><a title="Gli open data della Camera" href="http://dati.camera.it/it/">http://dati.camera.it/it/</a></li>
<li><a title="un progetto che aggrega open data italiani a tema politico" href="http://www.openpolis.it/">http://www.openpolis.it/</a></li>
<li><a title="gli open data degli studi di settore" href="http://opendata.sose.it/">http://opendata.sose.it/</a></li>
<li><a title="il community-catalogo degli open data" href="http://thedatahub.org/">http://thedatahub.org/</a></li>
<li><a title="un articolo su Wired di dicembre 2012" href="http://daily.wired.it/news/politica/2011/12/30/italia-open-data-intervista-nigel-shadbolt-16531.html?page=1">http://www.territorio.provincia.tn.it/</a></li>
<li><a href="http://www.opendata.provincia.roma.it/">http://www.opendata.provincia.roma.it/</a></li>
<li><a title="un blog gestito anche da cittadini che lavorano per p.a. o enti pubblici" href="http://www.spaghettiopendata.org/">http://www.spaghettiopendata.org/</a></li>
<li><a title="Enel è una delle poche aziende che pubblica i suoi dati, ma spesso non sono riutillizzabili!" href="http://data.enel.com/">http://data.enel.com/</a></li>
<li><a title="gli open data di Inps spesso non sono qualitativamente interessanti" href="http://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=1&amp;iNodo=7719">http://www.inps.it/portale/default.aspx?iMenu=1&amp;iNodo=7719</a></li>
<li><a title="un catalogo di dataset e progetti liberi" href="http://it.ckan.net/about">http://it.ckan.net</a></li>
<li><a title="un articolo su Wired di dicembre 2012" href="http://daily.wired.it/news/politica/2011/12/30/italia-open-data-intervista-nigel-shadbolt-16531.html?page=1">http://daily.wired.it/news/politica/2011/12/30/italia-open-data-intervista-nigel-shadbolt-16531.html?page=1</a></li>
<li><a title="il blog degli open data sul sito del Sole 24 Ore" href="http://opendatablog.ilsole24ore.com/">http://opendatablog.ilsole24ore.com</a></li>
</ul>
<h6>Alcuni contest all&#8217;estero</h6>
<ul>
<li><a title="il concorso newyorchese del 2010" href="http://2010.nycbigapps.com/">http://2010.nycbigapps.com/</a></li>
<li><a title="il concorso newyorchese del 2011" href="http://2011.nycbigapps.com/">http://2011.nycbigapps.com/</a></li>
<li><a title="il contest 2011 di San Francisco" href="http://apps.sfgov.org/showcase/">http://apps.sfgov.org/showcase/</a></li>
<li><a title="il contest europeo del 2011" href="http://opendatachallenge.org/">http://opendatachallenge.org/</a></li>
<li><a title="il progetto open data di Londra" href="http://www.opendatalondon.ca/apps-catalog/">http://www.opendatalondon.ca/apps-catalog/</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Problemi di infotainement low budget e fai da te per casa mia.</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[nuove tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[infotainement]]></category>
		<category><![CDATA[userexperience]]></category>
		<category><![CDATA[wi-fi]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi due anni ho lavorato su alcuni progetti di domotica e infotainement con Videoworks ed e-xtrategy. Mi sono occupata della parte relativa alle interfacce e alla gui, facendo i conti con la struttura tecnologica creata ad hoc dai team con cui collaboro. Questi progetti mi hanno fatto pensare che anch&#8217;io potrei provare a connettere i dispositivi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi due anni ho lavorato su alcuni progetti di <strong>domotica</strong> e <strong>infotainement</strong> con <a title="Olos è uno dei progetti che sto seguendo per Videoworks" href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/6312546965/sizes/l/in/photostream/">Videoworks</a> ed <a title="con e-xtrategy ho potuto contribuire alla nascita di Seav Domus." href="http://www.e-xtrategy.net/progetti/seav-domus/">e-xtrategy</a>. Mi sono occupata della parte relativa alle interfacce e alla gui, facendo i conti con la struttura tecnologica creata ad hoc dai team con cui collaboro. Questi progetti mi hanno fatto pensare che anch&#8217;io potrei provare a connettere i dispositivi di infotainement di casa mia e così ho immaginato quello che mi piacerebbe succedesse, in base a come uso io la mia tecnologia e come vivo i miei spazi. Dato che vorrei cavarmela con qualche centinaio di € di spesa, in questo caso <strong>devo pensare io alla parte infrastrutturale e scegliere i prodotti consumer che ci sono sul mercato</strong>. Solo che… sono tutt&#8217;altro che esperta, anzi! <span id="more-1756"></span></p>
<p>Casa mia (in affitto) è in un piccolo condominio con 4 nuclei familiari, in una zona silenziosa e tranquilla di un paese sulle colline marchigiane. La casa non è nuova, ma è stata ristrutturata da poco. <strong>Non sono stati fatti interventi di ammodernamento</strong>, però. Quindi niente predisposizioni per allacciamenti nuovi o cose del genere.</p>
<p>I due ambienti principali in cui vivo di più (da sveglia <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />  ) sono la <strong>stanza/ufficio</strong> (circa 10 mq)  e la <strong>sala/cucina</strong> (circa 25 mq).<strong><br />
</strong>I dispositivi della stanza/ufficio sono ben collegati tra loro. <strong>Ho una wi-fi </strong>(un router <a href="http://www.dlink.it/cs/Satellite?c=TechSupport_C&amp;childpagename=DLinkEurope-IT%2FDLTechProduct&amp;cid=1197319445940&amp;packedargs=locale%3D1195806717957&amp;pagename=DLinkEurope-IT%2FDLWrapper&amp;p=1197318958623">d-link</a> di cui sono delusa) che connette tra loro <strong>Macmini</strong>, <strong>MacBook Pro</strong>, <strong>iPad</strong>, <strong>iPhone</strong>, <strong>Samsung WindowsPhone</strong> e <strong>stampante</strong>. <strong>Ascolto musica o audiolibri</strong> su MacBook o iPad, sempre a <strong>volume molto basso</strong>. Non ho esigenza di avere delle casse potenti in questa stanza. <strong>Mi manca però un backup su tutte le macchine</strong> (ora il backup ce l&#8217;ho solo su Macmini).</p>
<p><strong>La sala/cucina invece è totalmente scollegata</strong>. Il segnale wi-fi arriva bassissimo, ho uno schermo da 24 pollici che collego alla <strong>Kinect</strong> e un vecchio stereo che mi segue eroicamente dal 1994.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2012/02/piantina_PRIMAok.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1768" title="I dispositivi a casa mia, oggi" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2012/02/piantina_PRIMAok.png" alt="crosschannel user experience" width="480" height="420" /></a></p>
<p>Le mie definition of done sono tre:</p>
<ul>
<li><strong>accetto che possa essere un po&#8217; complicata tutta la predisposizione, ma alla fine deve funzionare;</strong></li>
<li><strong></strong><strong>non mi interessa l&#8217;eccellenza, mi basta una buona qualità;</strong></li>
<li><strong>vorrei spendere al massimo 1500 €.</strong></li>
</ul>
<p>E queste sono le storie:</p>
<ul>
<li>vorrei poter diffondere la musica che ho su iTunes nella sala/cucina;</li>
<li>vorrei avere una tv con schermo grande, sia per giocare con Kinect che per guardare la tv o i film (anche online);</li>
<li>vorrei riuscire a connettere la Kinect per provare a giocare online;</li>
<li>vorrei fare tutto questo comprando il minor numero possibile di nuovi dispositivi o telecomandi;</li>
<li>nei limiti del possibile vorrei evitare il problema della ridondanza;</li>
<li>se nel fare tutto questo riesco ad avere un unico backup dei miei mac, sarebbe perfetto.</li>
</ul>
<p>Ed ecco i dubbi.</p>
<ul>
<li><strong><a title="Time Capsule è un disco di backup e anche una base wi-fi." href="http://store.apple.com/it/product/MD032Z/A/Time-Capsule-2TB?fnode=MTY1NDA0Mg">Time Capsule</a> o <a title="Airport Express è una base wi-fi." href="http://store.apple.com/it/product/MB321Z/A/AirPort-Express-AirTunes?fnode=MTY1NDEyMQ">Airport Express</a>?</strong> Entrambi dovrebbero amplificare il debole segnale del router d-link. <strong>Time Capsule </strong>mi risolve il problema del backup. <strong>Airport Express</strong> dovrebbe risolvermi l&#8217;ascolto della musica se compro uno stereo wireless. Non mi sembra che esista un accessorio che faccia tutt&#8217;e tre le cose (amplificazione wi-fi, iTunes e backup). Escluderei di ascoltare musica sulla TV (quindi niente <a title="Apple TV ha troppe funzionalità simili a una Smart TV" href="http://store.apple.com/it/browse/home/shop_ipod/family/apple_tv">Apple TV</a>).<em> (NB: mi vengono in mente accessori Apple perché ho molti dispositivi Apple a casa e perché li conosco abbastanza bene)</em>.</li>
<li>quale <strong>Smart TV LCD, 3D Full HD da 40 o 46 pollici </strong>scelgo? È da un po&#8217; che penso al modello di tv e me ne sono state consigliate diverse. <strong>Sony</strong> per i colori naturali; <strong>Samsung</strong> perché mi dicono essere il miglior prodotto sul mercato; <strong>LG</strong> perché è più accessibile e <strong>ha gli occhialetti 3D senza batteria</strong> (costano 10 € l&#8217;uno rispetto agli 80 € delle altre tv). Qualcuno mi ha suggerito di valutare anche un proiettore, ma non ho lo spazio e mi sembra una scelta eccessiva. A conti fatti e visto l&#8217;uso che intendo farne, <strong>credo che una LG sia più che sufficiente</strong>.</li>
<li><strong>per il sistema di amplificazione, non so capire quale sia il modello che risolva il mio problema.</strong> Se dovessi davvero comprarlo, vorrei che diventasse anche un sistema di dolby surround per la TV, oltre che consentirmi di ascoltare la mia libreria iTunes. Do per certo che al mio orecchio poco esigente l&#8217;effetto sonoro sarà molto buono e soddisfacente, considerando anche che vivo in un condominio&#8230; questo per dire che non saprei distinguere il suono di un Bose da 2000 € da quello di un <a href="http://store.apple.com/it/product/H6597ZM/A/libratone-live-airplay-speaker#mfr-info">Libratone</a> da 700.</li>
</ul>
<p><strong>Il grosso dubbio sta quindi su come risolvere il potenziamento wi-fi, l&#8217;ascolto della musica ed eventualmente il backup. </strong></p>
<p>Qualcuno ha già risolto problemi analoghi o sta usando prodotti di questo tipo?</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2012/02/piantina_DOPOok.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1769" title="Come cambieranno i dispositivi e la loro disposizione" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2012/02/piantina_DOPOok.png" alt="user experience infotainement" width="480" height="420" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilariamauric/~4/_Dl9l5N-aa0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Adattivo e responsivo: che significa?</title>
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		<comments>http://www.ilariamauric.it/2011/12/19/adattivo-e-responsivo-che-significa/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 21:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[uxdesign, uidesign]]></category>
		<category><![CDATA[adaptivedesign]]></category>
		<category><![CDATA[mobiledesign]]></category>
		<category><![CDATA[progressiveenhancements]]></category>
		<category><![CDATA[responsivedesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2011 abbiamo assistito al boom definitivo degli smartphones e dei tablet. Non starò qui a tediarvi con infografiche e statistiche. Il trend è talmente chiaro&#8230; e io stessa da tempo faccio i conti con questi nuovi contesti di utilizzo. Per me vuol dire imparare a ragionare secondo nuovi paradigmi e imparare anche un nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2011 abbiamo assistito al boom definitivo degli smartphones e dei tablet. Non starò qui a tediarvi con infografiche e statistiche. Il trend è talmente chiaro&#8230; e io stessa da tempo faccio i conti con questi nuovi contesti di utilizzo.<br />
Per me vuol dire<strong> imparare a ragionare secondo nuovi paradigmi e imparare anche un nuovo vocabolario</strong> (anche se ho scoperto che di responsività si parlava già da molto, ma molto tempo).<br />
Ho un dubbio&#8230; diciamo &#8220;linguistico&#8221; che ho provato a fugare grazie ad alcuni articoli e libri che cito in fondo. Avevo anche scritto un <a title="leggi il tweet" href="http://twitter.com/#!/ilariamauric/status/132523767128797185">tweet</a> in cui chiedevo se qualcuno conoscesse la differenza tra le due definizioni &#8220;adaptive design&#8221; e &#8220;responsive design&#8221; (e ci sarebbe anche il &#8220;reactive design&#8221;). <a title="la risposta di Carlo Alberto Mora" href="http://twitter.com/#!/CarloAlbertos/status/132538937171386368">Qualcuno</a> mi aveva suggerito di avventurarmi nel territorio dei <strong>&#8220;sistemi complessi&#8221; (?)</strong>. Così ho deciso di scrivere questo post.</p>
<div id="__ss_9516437" style="width: 480px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="For a Future-Friendly Web" href="http://www.slideshare.net/bradfrostweb/for-a-futurefriendly-web" target="_blank">For a Future-Friendly Web</a></strong> <object id="__sse9516437" width="480" height="401" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=for-a-future-friendly-web-111003000209-phpapp01&amp;stripped_title=for-a-futurefriendly-web&amp;userName=bradfrostweb" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed id="__sse9516437" width="480" height="401" type="application/x-shockwave-flash" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=for-a-future-friendly-web-111003000209-phpapp01&amp;stripped_title=for-a-futurefriendly-web&amp;userName=bradfrostweb" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" wmode="transparent" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /> </object></div>
<p><span id="more-1722"></span></p>
<p><strong>Quando posso parlare di adaptive design (design adattivo) e quando di responsive design (design responsivo)?</strong> sembra una questione di lana caprina, ma come diceva qualcuno, le parole sono importanti. C&#8217;è un sovrapporsi di significati che mi hanno reso difficile il tentativo di alzare la nebbia. Per ora i contorni che ho individuato io sono questi, ma fatemi sapere se li trovate scorretti, oppure se in altri ambiti (sviluppo, ingegneria o altro) vengono usati diversamente.</p>
<h6>Design adattivo</h6>
<p>Su Treccani ho trovato questa definizione per &#8220;<a href="http://www.treccani.it/vocabolario/adattivo/">adattivo</a>&#8220;:</p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>adattivo</strong> agg. [der. di <em>adattare</em> sul modello dell’ingl. <em>adaptive</em> «capace di adattamento»]. –<br />
<strong>1.</strong> In psicologia e in etologia, che riguarda l’adattamento o che favorisce il processo di adattamento: <em>facoltà</em>, <em>difficoltà adattive</em>.<br />
<strong>2.</strong> Nella tecnica dei controlli automatici si parla di <em>controllo a</em>. quando gli interventi sul sistema controllato sono effettuati tenendo conto non solo dello stato del sistema, ma anche di tutti i parametri che caratterizzano l’efficacia del controllo.&#8221;</p></blockquote>
<p><strong>Ipotizzo che un design adattivo è tale se il risultato si adatta alle caratteristiche del dispositivo</strong> (in origine avevo scritto &#8220;ai limiti imposti da&#8230;&#8221; ma voglio vietarmi di parlare di limiti).<br />
Nella frase finale di <a title="leggilo su Zeldman.com" href="http://www.zeldman.com/2011/07/06/responsive-design-i-dont-think-that-word-means-what-you-think-it-means/">questo post</a>, Zeldman limita la definizione all&#8217;aspetto visuale (tra l&#8217;altro parla di responsive e non di adaptive design). Il rischio di confondere il termine &#8220;visuale&#8221; con &#8220;decorativo&#8221; mi sembra ancora alto, quindi preferisco pensare al design adattivo come a un approccio progettuale che include contesto, architettura delle informazioni e interfaccia, oltre all&#8217;aspetto puramente grafico.</p>
<h6>Design responsivo</h6>
<p>La <a href="http://www.treccani.it/vocabolario/responsivo/">definizione italiana di responsivo direi che porta fuori strada</a>. Per quello che riguarda questo ambito specifico, preferisco rifarmi alla definizione inglese da <a href="http://www.wordreference.com/definition/responsiveness">Wordreference</a>:</p>
<blockquote><p>&#8220;<strong>responsive</strong>, adj.<br />
responding readily and positively.&#8221;</p></blockquote>
<p>Puro e semplice. Applicato al nostro contesto, qualcuno sostiene che la responsività sia un aspetto dell&#8217;adattività; altri usano i termini esattamente al contrario. Su questo non sono davvero riuscita a trovare la risposta definitiva. Trattandosi di parole e contesti d&#8217;uso nuovi, non posso neanche rifarmi a chissà quale ricerca semantica, quindi <strong>per ora ipotizzo che il termine responsivo sia da associare alla risposta del sistema, in conseguenza di un design concepito come adattivo</strong>.<strong> In questo senso, potrei sostituire il termine design con &#8220;layout&#8221; e quindi parlare di &#8220;layout responsivo&#8221;, restringendo il campo dalla teoria (adattività) a una delle pratiche (responsività). </strong><em>Ma temo di aver schematizzato troppo.</em><br />
Faccio un esempio: se il mio progetto di design adattivo richiede che una griglia di immagini sia presentata come un tile di foto se sono su desktop e come un coverflow se sono su tablet, allora creerò due layout responsivi ad hoc, a seconda cioè della risposta del device (sto navigando da un browser desktop? allora carico il layout a tile. Sono su Safari per iPad? allora carico il layout coverflow con supporto delle gestures).</p>
<p><strong>La cosa fondamentale è che non devono esistere due versioni di uno stesso contenuto.</strong> E qui potrei addentrarmi in altre definizioni (progressive enhancements e via dicendo). Mi fermo qui.</p>
<h6>Fonti</h6>
<p>Le letture che sto facendo sono queste:</p>
<ul>
<li><a title="la scheda del libro su A book apart" href="http://www.abookapart.com/products/responsive-web-design">Responsive web design</a> di Ethan Marcotte</li>
<li><a title="la scheda del libro su A book apart" href="http://www.abookapart.com/products/mobile-first">Mobile first</a> di Luke Wroblewski</li>
</ul>
<p>e gli articoli / slide da cui sono partita questi:</p>
<ul>
<li>&#8220;<a title="leggi il post originale" href="http://www.lullabot.com/articles/responsive-adaptive-web-design">Responsive &amp; Adaptive Design</a>&#8221; su Lullabot Ideas di Jared Ponchot</li>
<li>&#8220;<a title="leggi il post originale" href="http://www.zeldman.com/2011/07/06/responsive-design-i-dont-think-that-word-means-what-you-think-it-means/">Responsive design. I don&#8217;t think that word means what you think it means.</a>&#8221; su Zeldman del già citato Jeffrey Zeldman</li>
<li>&#8220;<a title="leggi il post originale" href="http://blog.easy-designs.net/archives/2011/11/16/on-adaptive-vs-responsive-web-design/#comments">On adaptive vs. responsive web design</a>&#8221; su Easy Designs Blog di Aaron Gustafson</li>
<li>&#8220;<a title="le sue slide su Slideshare" href="http://www.slideshare.net/bytte/responsive-web-design-10389263">Responsive web design</a>&#8221; di Thomas Byttebier su Slideshare</li>
</ul>
<p>Spero che mi aiuterete a fare più chiarezza.<br />
Ne approffitto per fare gli auguri a tutti!</p>
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		<item>
		<title>Dopo lo UXCamp e l’Agile Day 2011: l’usabilità delle parole e la semantica del visual design.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ilariamauric/~3/OhTzsXrc0Oo/</link>
		<comments>http://www.ilariamauric.it/2011/11/29/dopo-lo-uxcamp-e-lagile-day-2011-lusabilita-delle-parole-e-la-semantica-del-visual-design/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 23:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[copy]]></category>
		<category><![CDATA[iad11]]></category>
		<category><![CDATA[iuxc11]]></category>
		<category><![CDATA[uidesign]]></category>
		<category><![CDATA[uxdesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa ero in viaggio in auto e stavo impostando il tragitto su un navigatore non mio (io non ce l&#8217;ho). Avevo provato diversi itinerari prima di decidere e sistematicamente incappavo nello stesso errore, quando dovevo rispondere a questa domanda: Ho risposto correttamente la prima volta che ho letto la schermata, perché non l&#8217;avevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa ero in viaggio in auto e stavo impostando il tragitto su un navigatore non mio (io non ce l&#8217;ho). Avevo provato diversi itinerari prima di decidere e sistematicamente incappavo nello stesso errore, quando dovevo rispondere a questa domanda:</p>
<p><a href="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2011/11/foto_navigatore.png"><img title="Cattiva ux sul navigatore" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2011/11/foto_navigatore.png" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p><strong>Ho risposto correttamente la prima volta che ho letto la schermata, perché non l&#8217;avevo mai vista e quindi sono stata attenta al messaggio</strong>. Tutte le altre volte che me la sono ritrovata davanti, ho sbagliato la risposta. <strong>Per ordinare al navigatore di fare una cosa, dovevo dirgli cosa NON volevo ottenere</strong>. Questa cosa può funzionare fino a quando l&#8217;utente non conosce il sistema, perché <strong>quando lo conosce non legge più il contenuto e procede per automatismi</strong>. Raramente, se non mai, mi è capitato di imbattermi in un errore così grossolano di copy e di ux. Alla terza volta, mi sono ripromessa di scriverci un post. Non solo perché si tratta di un errore di progettazione che genera nell&#8217;utente un forte disappunto, ma anche perché intuivo che sotto sotto, se ci avessi ragionato bene, avrei toccato temi come l&#8217;importanza del linguaggio, del tono e non so cos&#8217;altro.</p>
<p><span id="more-1678"></span></p>
<h6>L&#8217;usabilità delle parole</h6>
<p>Sono passate settimane e il post mi rimaneva lì e nel frattempo sono andata allo <a title="il sito dello UXCamp" href="http://2011.uxcamp.it/">UXCamp</a> (Firenze) e all&#8217;<a title="il sito dell'Agile Day" href="http://www.agileday.it/front/">Agile Day</a> (Roma). Allo IAD ho ascoltato <a title="il suo profilo su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/yvonnebindi">Yvonne Bindi</a>, che ha parlato di usabilità delle parole. Nel suo intervento ha citato anche questo esempio del navigatore, oltre a molti altri casi eclatanti di cattivo uso delle parole sulle interfacce di qualsiasi tipo. Nelle sue slide c&#8217;è tutto quello che avrei voluto dire e <strong>molto di più.</strong></p>
<div id="__ss_10245678" style="width: 480px;">
<div id="__ss_10245678" style="width: 480px;"><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/10245678?rel=0" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="480" height="396"></iframe></div>
<p>Spero che il video sia presto disponibile sul <a title="vai al canale IAD su Vimeo" href="http://vimeo.com/italianagileday/videos">canale Vimeo dell&#8217;Italian Agile Day</a>.</p>
<h6>Bucce di banana</h6>
<p>Dopo il suo intervento, ho ripensato a quante bucce di banana come quelle da lei citate abbiamo davanti, quando progettiamo. <strong>Un esempio evidente l&#8217;ho vissuto proprio il giorno prima allo UXCamp. Nel pomeriggio abbiamo avuto circa un&#8217;ora e mezza per fare un esercizio di progettazione</strong>. L&#8217;obiettivo era di arrivare a una proposta di interfaccia per quello che secondo le nostre squadre era il punto più debole del sito Trenitalia. Più o meno tutti (mi sembra) ci siamo ritrovati a ripensare al form di ricerca e alla pagina dei risultati. Con così poco tempo, c&#8217;è stato un po&#8217; un bombardamento di idee e ripensamenti, e quindi non è che alla fine siamo riusciti a proporre chissà quali soluzioni risolutive clamorose… eppure c&#8217;è stato un piccolo dettaglio di cui ho fatto tesoro e che in qualche modo mi è rimasto tatuato in testa. Nel nostro form di ricerca, l&#8217;idea era di semplificare e velocizzare al massimo la scelta della data e dell&#8217;orario. Doveva essere possibile inserire partenza, arrivo, scegliere il <strong>&#8220;quando&#8221;</strong> (ora, domani o una data dal calendario che avrebbe aperto anche un pannellino per scegliere l&#8217;orario) e poi avviare la ricerca. Il primo schizzo uscito fuori era un qualcosa di simile a quello che vedete sotto.</p>
<p><a href="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2011/11/post_UXCamp+IAD.png"><img title="schizzo per il form di ricerca Trenitalia allo iuxc11" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2011/11/post_UXCamp+IAD.png" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p>A questo punto <a title="Andrea Giannangelo aka @Facens" href="http://twitter.com/#!/facens">Andrea</a> si è accorto subito dell&#8217;ambiguità della parola &#8220;Ora&#8221;, perché significa &#8220;Adesso&#8221; (quello che volevamo noi), ma anche &#8220;Orario&#8221;. Ed ecco che <strong>una soluzione semplice risulta inusabile per colpa di una piccola parola equivoca</strong>. Un esempio di cattivo copy degno di essere incluso nelle slide di Yvonne!</p>
<h6>Il visual design nella progettazione delle interfacce.</h6>
<p>Chi ha seguito il livestream su Twitter, saprà già che un altro ottimo momento ce l&#8217;ha offerto <a title="il suo profilo su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/nicolovolpato">Nicolò Volpato</a> a Firenze. Quanti di noi si sono trovati a dover ribattere a una frase del tipo &#8220;Alla fine la grafica è una scelta soggettiva&#8221;? Cosa che, ok, sarà anche vera, se il visual design è splendido e corretto ma al cliente proprio non piace lo stile&#8230; ma in certe situazioni <strong>dobbiamo</strong> saper ribattere che non è esattamente così. <strong>Un visual design scorretto può ribaltare e devastare gli obiettivi e i pesi di un&#8217;interfaccia che su wireframe erano chiarissimi</strong>. Può condizionare l&#8217;opinione dell&#8217;utente non solo sulla parte visiva ma, di riflesso, anche funzionale del sito o dell&#8217;app (o quello che è).<br />
E poi Nicolò legge Zeldman e Norman, come me <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Il cuore del suo intervento sta nell&#8217;aver definito chiaramente <strong>il ruolo del visual design, che non è semplice decorazione ma costruzione di significati e obiettivi, toni ed emozioni</strong>.</p>
<p>Queste sono le slide di Nicolò.</p>
<div id="__ss_10218475" style="width: 480px;">
<p><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/10218475" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="480" height="396"></iframe></strong></p>
</div>
<h6>Linee guida per i siti delle P.A.</h6>
<p>Per ultimo segnalo anche l&#8217;intervento all&#8217;UXCamp di <a title="il suo profilo su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/alessandroviolini">Alessandro Violini</a> di e-xtrategy, uno dei colleghi con cui collaboro più strettamente ogni settimana. Ale ha parlato delle <a title="il pdf con le linee guida" href="http://www.innovazionepa.gov.it/media/367125/linee_guida_siti_web_pa.pdf">linee guida per i siti web delle P.A.</a>, tema molto caldo per via del recente aggiornamento della Legge Stanca con le WCAG 2.0. Trovate <a title="il resoconto e le slide di Ale sul sito e-xtrategy" href="http://www.e-xtrategy.net/2011/11/19/uxcamp-2011-il-giorno-dopo/)">il resoconto del suo intervento</a> e le sue slide sul sito e-xtrategy. Il suo talk mi è piaciuto non solo per l&#8217;esposizione brillante, ma anche perché è riuscito a<strong> buttare giù, in modo semplice e veloce, alcuni dei più classici luoghi comuni sull&#8217;accessibilità</strong>. Bravo!</p>
</div>
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		<slash:comments>2</slash:comments>
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		<item>
		<title>Dalla progettazione grafica su carta a quella su web.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ilariamauric/~3/qmUOPCsvMKw/</link>
		<comments>http://www.ilariamauric.it/2011/11/04/dalla-progettazione-grafica-su-carta-a-quella-su-web/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 18:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[uxdesign, uidesign]]></category>
		<category><![CDATA[apcamp2011]]></category>
		<category><![CDATA[designadattivo]]></category>
		<category><![CDATA[gridsystem]]></category>
		<category><![CDATA[wireframe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ilariamauric.it/?p=1624</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 15 ottobre ero ad Ascoli all&#8217;AP Camp, su invito di Fabio Curzi. Grazie a lui e a quelli che sono venuti ad ascoltarci! Mi hanno chiesto di fare un intervento a due, una specie di &#8220;duello&#8221; tra grafica su carta vs. grafica su web: come cambia l&#8217;impostazione di un progetto, quali sono i limiti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 15 ottobre ero ad Ascoli all&#8217;<a title="il sito ufficiale dell'AP Camp" href="http://www.apcamp.it/">AP Camp</a>, su invito di <a title="Fabio su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/fabiocurzi">Fabio Curzi</a>. Grazie a lui e a quelli che sono venuti ad ascoltarci! Mi hanno chiesto di fare un intervento a due, una specie di <strong>&#8220;duello&#8221; tra grafica su carta vs. grafica su web</strong>: come cambia l&#8217;impostazione di un progetto, quali sono i limiti, le opportunità, i punti di incontro e le differenze. Gli &#8220;sfidanti&#8221; eravamo io e <a title="Cristiano su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/schicchero" target="_blank">Cristiano</a> di Schicchero Design, che ha introdotto l&#8217;argomento e presentato i punti che lui vede come limiti (non c&#8217;è uno sviluppo tridimensionale, sfogliabile, del prodotto finito; il monitor è limitato e non dà un&#8217;emozione tattile ecc. ecc.). Mi è piaciuto ragionare su queste cose, ho fatto mente locale su punti che do ormai così tanto per scontati che a volte finiscono per sfuggirmi.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1632" style="margin-bottom: 10px;" title="con Schicchero Design, durante il nostro intervento all'APCamp" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2011/11/foto1.png" alt="" width="480" height="234" /><em>La foto è di <a title="Anna su followgram" href="http://followgram.me/annatorc" target="_blank">Anna Torcoletti</a>. <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<p><span id="more-1624"></span></p>
<p>Alla fine dell&#8217;intervento, nei corridoi, mi hanno fatto una domanda tanto precisa quanto vasta: <strong>che consiglio darei a un grafico &#8220;tradizionale&#8221; che voglia affacciarsi al mondo delle interfacce?</strong> Ci ho messo un po&#8217; di giorni per trovare una risposta che per me avesse un senso. Ho pensato a quali consigli pratici avrei voluto ricevere io quando ho iniziato, tenendo conto che un grafico che viene dal mondo della carta <strong>ha familiarità con programmi come InDesign e Illustrator e conosce Photoshop quanto basta</strong>; <strong>non è uno sviluppatore</strong>, altrimenti avrebbe studiato ingegneria; non ha la minima idea di come funzioni il codice e dubito che gliene importi, in primissima battuta; <strong>non ha familiarità con il concetto di user experience e design contestuale; </strong>è possibile che <strong>non conosca gli rss.</strong></p>
<h6>Libri da leggere.</h6>
<ul>
<li><a title="il libro su Amazon" href="http://bit.ly/w0pR2a " target="_blank">Don&#8217;t make me think di Steve Krug</a>: è del 2006, ma i consigli sono tutt&#8217;ora molto validi.</li>
<li><a style="font-size: 13px; font-weight: normal;" title="il libro su Amazon" href="http://www.amazon.it/leggi-della-semplicità-Testi-pretesti/dp/8842420050/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1319265224&amp;sr=8-1" target="_blank">Le leggi della semplcitià di John Maeda</a>: segnalatomi dal solito <a style="font-size: 13px; font-weight: normal;" title="Cristiano Rastelli su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/didoo" target="_blank">Cristiano</a>, contiene pochi ottimi consigli per la progettazione grafica in generale, che applicati a un progetto web o mobile saranno particolarmente utili.</li>
<li><a style="font-size: 13px; font-weight: normal;" title="il libro su Amazon" href="http://www.amazon.it/Progettare-standard-Tecniche-design-dautore/dp/8871923588/ref=sr_1_sc_2?ie=UTF8&amp;qid=1319264667&amp;sr=8-2-spell" target="_blank">Progettare siti web standard di Jeffrey Zeldman</a>: <span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">anche questo testo è del 2007 ed è un classico. La parte più tecnica sul codice va letta per iniziare a capire la logica, ma è la prima parte quella più interessante per un grafico.</span></li>
<li><a style="font-size: 13px; font-weight: normal;" title="il libro su Amazon" href="http://www.amazon.it/caffettiera-masochista-Psicopatologia-oggetti-quotidiani/dp/8809743563/ref=pd_rhf_shvl_15" target="_blank">La caffettiera del masochista di Donald Norman</a><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">: </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">è un testo molto datato, ma è di cultura generale su ghestaltica e percezione e secondo me ogni grafico o progettista dovrebbe averlo letto. </span><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">In generale tutti i libri di Norman sono preziosi.</span></li>
<li><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><a title="il libro su Amazon" href="http://www.amazon.it/Dalla-Istruzioni-designer-talento-Hops-Tecnologie/dp/8883780388/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1320429301&amp;sr=8-1" target="_blank">Dalla carta al web di Jeffrey Zeldman</a>: questo non l&#8217;ho letto ma lo consiglio sulla fiducia per l&#8217;autore.<br />
</span></li>
</ul>
<h6>Letture su schizzi e wireframe (fase progettuale)</h6>
<ul>
<li><a title="leggi il post originale che avevo scritto un paio d'anni fa" href="http://www.ilariamauric.it/2009/11/13/arrivare-alla-grafica-passando-per-il-wireframe/ " target="_blank">Arrivare alla grafica passando per i wireframe</a> (scusate l&#8217;autocitazione)</li>
<li><a href="http://inspirationfeed.com/inspiration/25-examples-of-wireframes-and-mockups-sketches/" target="_blank">25 examples of wireframes and mockups sketches</a></li>
<li><a href="http://webdesignledger.com/freebies/10-free-printable-web-design-wireframing-templates" target="_blank">100 free printable web design wireframing templates</a></li>
<li><a href="http://www.sketchin.ch/it/blog/design/wireframe-ad-alta-fedelta.html" target="_blank">Wireframe ad alta fedeltà</a></li>
<li><a href="http://www.flickr.com/groups/ilovewireframes/pool/" target="_blank">Il gruppo &#8220;I love wireframes&#8221; su flickr</a></li>
</ul>
<h6>Imparare a usare Photoshop (e lo so, c&#8217;è chi preferisce altri tool)</h6>
<ul>
<li><a href="http://365psd.com" target="_blank">365 psd</a>: una bella galleria di file photoshop, da scaricare per vedere come&#8217;è organizzato (struttura dei livelli, uso dei filtri e degli effetti di livello)</li>
<li><a href="http://photoshopetiquette.com/" target="_blank">Photoshop Etiquette</a>: una serie di regole da seguire per organizzare i file Photoshop, in modo che il front end web developer non abbia difficoltà a usarlo.</li>
</ul>
<div>
<h6>Progettazione grafica con griglie</h6>
</div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.smashingmagazine.com/2007/04/14/designing-with-grid-based-approach/" target="_blank">Designing with grid based approach</a>: qui ci sono una serie di informazioni e link per iniziare a capire la progettazione grafica per il web usando le griglie.</li>
<li><a href="http://www.e-xtrategy.net/2009/07/14/layout-ordinati-questione-di-griglie-e-ritmo/" target="_blank">Layout ordinati, questione di griglie e ritmo</a>: <a href="http://it.linkedin.com/in/alessandroviolini" target="_blank">Ale</a> spiega come tradurre in codice un layout con griglie. Per chi progetta la grafica, in soldoni, la griglia è un livello su Photoshop fatto da interlinea e colonne, ma è utile capire cosa succede traducendolo in html e css.</li>
<li><a href="http://960.gs/" target="_blank">960.gs</a>: classico framework (ormai un po&#8217; superato) per disegnare e realizzare progetti con griglie</li>
<li><a href="http://www.cssgrid.net" target="_blank">CSS Grid</a>: framework per la progettazione con griglie adattive. L&#8217;adattabilità è un concetto che per chi viene dalla carta è un po&#8217; duro da digerire in fase di progettazione grafica.</li>
</ul>
</div>
<div>
<div>
<h6>Ispirazione</h6>
</div>
</div>
<div>
<ul>
<li><a href="http://mediaqueri.es/" target="_blank">Mediaqueri</a>: una galleria di progetti pensati per adattarsi ai monitor dei vari dispositivi. Lo consiglio non tanto per i progetti proposti quanto per capire il concetto di adattabilità.</li>
<li><a href="http://siteinspire.com/" target="_blank">Site Inspire</a>: in generale, le gallerie che presentano i siti più creativi mi hanno stufato. Vedo risultati troppo uguali graficamente. Anche tematicamente, i siti segnalati sono sempre quelli (siti personali, portfolio, magazine, moda&#8230;). Mancano delle spiegazioni sul perché il progetto sia degno di nota. Site Inspire non risolve queste pecche. Ma per un grafico è comunque sempre utile sapere che ci sono posti dove trovare ispirazione.</li>
</ul>
<p>L&#8217;ultimo suggerimento è stato di imparare a tenersi aggiornati con gli rss. I consigli che ho dato sono il risultato di una pesante scrematura, mi interessava stuzzicare la curiosità di chi mi ha fatto la domanda. <strong>Se avete anche voi un consiglio che considerate d&#8217;oro (una lettura, un libro, un post o altro) da dare a chi si vuole affacciare a questo mondo, lasciatelo nei commenti!</strong></p>
</div>
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		<item>
		<title>PWI2011, un bel premio inaspettato.</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 06:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[creativeinformationarchitect]]></category>
		<category><![CDATA[IWA]]></category>
		<category><![CDATA[pwi2011]]></category>
		<category><![CDATA[skillprofiles]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 9 settembre ero a Cava de&#8217; Tirreni, accompagnata dall&#8217;amico e personal web guru Adriano.  C&#8217;è stato il Festival Web Italia e la consegna dei Premi Web. Quest&#8217;anno c&#8217;erano anche i premi speciali per le nuove figure professionali individuate negli skill profiles di IWA. E qui ho preso un premio anch&#8217;io come creative information architect del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 9 settembre ero a Cava de&#8217; Tirreni, accompagnata dall&#8217;amico e personal web guru <a title="Adriano Gasparri su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/adrianogasparri" target="_blank">Adriano</a>.  C&#8217;è stato il <a title="il sito ufficiale dell'evento" href="http://www.festivalwebitalia.it/" target="_blank">Festival Web Italia</a> e la consegna dei <a title="il sito dei Premi Web Italia 2011 di Cava de' Tirreni" href="http://www.premiowebitalia.it/" target="_blank">Premi Web</a>. Quest&#8217;anno c&#8217;erano anche i premi speciali per le nuove figure professionali individuate negli <a title="il sito ufficiale" href="http://www.skillprofiles.eu/" target="_blank">skill profiles</a> di <a title="Che cos'è IWA" href="http://www.iwa.it/ " target="_blank">IWA</a>. E qui ho preso un premio anch&#8217;io come <strong>creative information architect </strong>del 2011. È stata davvero una piacevole sorpresa, anche perchè non sapevo di essere candidata e sotto osservazione. È proprio vero che le cose migliori arrivano quando meno te l&#8217;aspetti.</p>
<p><object width="480" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filariamauric%2Fsets%2F72157627651319886%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filariamauric%2Fsets%2F72157627651319886%2F&amp;set_id=72157627651319886&amp;jump_to=" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=104087" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="480" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=104087" flashvars="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Filariamauric%2Fsets%2F72157627651319886%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Filariamauric%2Fsets%2F72157627651319886%2F&amp;set_id=72157627651319886&amp;jump_to=" allowFullScreen="true" allowfullscreen="true" /></object><br />
<span id="more-1598"></span> <strong></strong></p>
<p><strong>Non esiste una professionalità come la mia se non lavora in team</strong>, con persone aperte al confronto. E non saprei tracciare in modo chiaro <a title="questo tweet dice tutto" href="http://twitter.com/#!/sebpaquet/status/67664504644841472" target="_blank">il confine</a> tra il mio intervento e quello di qualunque altra persona nel team, durante lo sviluppo di un progetto web o sui nuovi dispositivi. Forse il premio alla fine l&#8217;ho preso io proprio perchè <strong>penso di aver capito fino in fondo questa cosa</strong>.</p>
<p>Ho tre suggerimenti da dare agli organizzatori:</p>
<ol>
<li><strong>se ho scritto &#8220;forse&#8221; è perché non mi hanno detto le motivazioni per cui mi è stato consegnato il premio e non conosco le modalità di valutazione</strong>. E visto anche il lungo viaggio fatto per ritirarlo, avrei voluto saperlo. La consegna di questi premi speciali è sembrata un po&#8217; disorganizzata, ma di certo  è successo perché si tratta di una novità per un festival autorevole e storico come questo.</li>
<li>anche durante la divertente cerimonia serale, <strong>avrei voluto conoscere le motivazioni che hanno decretato un sito vincitore rispetto agli altri.</strong></li>
<li><strong>non emerge l&#8217;aspetto strategico di un progetto vincitore</strong> e questo dà l&#8217;impressione che la strategia non venga valutata. Moltissimi progetti candidati mi sembrano avere in comune una presentazione visiva e comunicativa molto curata e a effetto (quindi più epidermica), ma non è chiaro se questi progetti abbiano davvero costituito un successo per il cliente o abbiano risposto a un bisogno degli utenti.</li>
</ol>
<p>A me sembrano tre punti importanti e spero che PWI trovi il modo di comunicarli meglio: <strong>il motivo per cui viene assegnato un premio e il motivo per cui un progetto è stato costruito in quella forma.</strong><br />
Grazie ancora agli organizzatori del PWI2001 e a IWA, per il riconoscimento e per l&#8217;esperienza emozionante che mi avete fatto vivere!</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ilariamauric/~4/TT6EpWsqPmg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il problema irrisolto della gestione del tempo.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ilariamauric/~3/zHRFOgyeuGU/</link>
		<comments>http://www.ilariamauric.it/2011/06/23/il-problema-irrisolto-della-gestione-del-tempo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 21:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[uxdesign, uidesign]]></category>
		<category><![CDATA[agile]]></category>
		<category><![CDATA[leanux]]></category>
		<category><![CDATA[metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un paio d&#8217;anni, insieme a e-xtrategy e a Jacopo Romei, ho iniziato a essere considerata parte integrante del team di sviluppo di un progetto (web o mobile). Do il mio contributo nella scrittura delle storie, partecipo a quasi tutti gli iteration meeting, faccio planning game ecc. ecc. Insomma, mi impegno Prima di dire qual [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un paio d&#8217;anni, insieme a <a title="e-xtrategy su linkedin" href="http://www.linkedin.com/company/201035?goback=%2Efcs_GLHD_e*5xtrategy_false_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2_*2&amp;trk=ncsrch_hits" target="_self">e-xtrategy</a> e a <a title="Jacopo su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/jakuza" target="_self">Jacopo Romei</a>, ho iniziato a essere considerata parte integrante del team di sviluppo di un progetto (web o mobile). Do il mio contributo nella scrittura delle storie, partecipo a quasi tutti gli iteration meeting, faccio planning game ecc. ecc. Insomma, mi impegno <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Prima di dire qual è la mia più grossa difficoltà oggi, devo scrivere nero su bianco, una volta per tutte, quali sono i benefici più rilevanti che ho trovato finora nel cambiare metodo di lavoro:</p>
<ul>
<li><strong>migliore comunicazione in tutto il team (cliente incluso)</strong></li>
<li><strong>grande predisposizione al cambio di rotta o a successivi incrementi</strong></li>
<li><strong>migliore comprensione del progetto a monte, discutendo prima obiettivi e richieste.</strong></li>
</ul>
<p>Scusate se è poco.</p>
<p><span id="more-1539"></span>Quest&#8217;anno, in particolare, ho messo le mani su due lavori che dovevano essere fatti così, non c&#8217;era un&#8217;altra strada.<br />
<strong>Il primo progetto </strong>partiva da una richiesta generica del cliente: il classico &#8220;abbiamo visto che su iPhone si possono fare queste cose. Vorremmo farlo anche noi, vanno tutti lì. Come possiamo fare?&#8221;. Il cliente ha accettato di andare avanti per piccoli incrementi e ora siamo arrivati a consegnare una demo funzionante di un qualcosa che doveva essere il 100% iPhone, e ora è altro (diciamo un 35% iPhone un 65% webapp). Il cliente userà questa demo per tastare il terreno con tutta la sua filiera e cercherà di capire come andare avanti (business plan, test, investimenti ecc. ecc.). A me un risultato del genere sembra un indubbio successo, anche nel caso in cui il cliente decidesse di non proseguire.<br />
<strong>Il secondo progetto</strong> ci vede al lavoro con un&#8217;azienda che sta vivendo un cambio generazionale e un momento di forte rilancio sul mercato. I nostri interlocutori sono in perenne spostamento per promuovere la nuova linea e i nuovi prodotti ed è difficilissimo trovare un momento di incontro con loro. La nostra fortuna è che su web partivano quasi da zero, quindi consegnare poco era comunque un di più. Ora abbiamo prodotto un sito al quale aggiungeremo un pezzetto alla volta. Il nostro interlocutore non sa che stiamo lavorando con un approccio agile, ma vede ugualmente il beneficio di poter chiedere l&#8217;aggiunta di un pezzo nuovo o di ripensare in toto a una sezione che avevamo lasciato in attesa.</p>
<p>Quello che sto per scrivere sul problema di calendarizzazione e organizzazione non mi fa avere nessun ripensamento sulla bontà del metodo, voglio essere chiara. È solo un&#8217;autentica ammissione di attuale incapacità nel gestire il calendario. E la devo risolvere.</p>
<h6>I problemi sono due.</h6>
<ul>
<li>continuerò ad avere clienti per i quali l&#8217;approccio agile non funziona. Almeno per me. Per usare la metafora di Jacopo, non tutti i progetti sono fluidi come un progetto di sviluppo software. Nel mio caso, per esempio: <strong>un logo è un logo, per farla breve</strong>. Non posso fare oggi un lettering e domani aggiungere a matita un&#8217;idea che tra un anno il cliente può cambiare. Una fiera è una fiera, una modifica a un progetto web non agile ha i suoi tempi e così via… ci sono consegne che non possono non essere finite. La disciplina e limpidezza di un approccio agile (per lo meno così come l&#8217;ho vista impostare da <a title="Lorenzo su Linkedin" href="http://it.linkedin.com/in/lorenzomassacci" target="_self">Lorenzo</a>), prevede un tot di lavoro a settimana, oltre al quale più di quello non posso dare. <strong>Il cliente chiede di più o vuole avere le cose? Significa che bisogna aumentare le forze (cioè il tempo dedicato o le persone)</strong>. È qui viene il primo problema: trovare altro tempo, lo sappiamo tutti, non è affatto semplice. Trovare altre persone immediatamente assorbibili nel progetto è cosa davvero rara. È molto difficile far combaciare la fluidità di un progetto con il tempo (che è per definizione finito) o le persone.</li>
<li><strong>mi è cambiato totalmente il rapporto riunioni tempo </strong>(prima ero a un 30 % &#8211; 70%, ora è esattamente il contrario). Ma non è tanto questo cambio di rapporto che mi ha sconvolto, quanto l&#8217;<strong>impossibilità di fare un calendario reale dei lavori</strong>. Quando sono su un progetto non agile, devo &#8220;fisicamente produrre cose&#8221; e devo farlo entro un certo tempo. Se un cliente mi dice che tra 2 mesi ha una fiera e io ho 2/3 settimane di lavori da fare per lui unite a varie urgenze, giuro che non capisco come posso incastrare le cose.<br />
In un progetto agile ho spesso dei momenti di stand-by (<strong>non devo fare niente, ma devo partecipare a tutto</strong>). Poi arriva un momento in cui devo fare di più ed <strong>è una legge di Murphy che questo momento si incastri con le fasi più acute o urgenti degli altri progetti non agili</strong>.</li>
</ul>
<p>Finora mi sembra che per risolvere questi punti sia importante lavorare con un network con competenze molto simili, capace di lavorare nello stesso modo fluido con cui ha lavorato il team. Ma <strong>il rischio è di sentirsi rispondere &#8220;picche&#8221;</strong>.</p>
<h6>Il risultato è che&#8230;</h6>
<p>&#8230;invece che fare le mie 8 ore di lavoro utopistiche, <strong>mi è letteralmente esploso il calendario</strong> (ovvio che ne sono contenta, ma così <strong>non è sostenibile</strong>). <strong>E dato che i progetti di sviluppo sono potenzialmente infiniti, questa cosa mi sta bloccando.</strong> Non riesco a vedere una soluzione realistica a questo problema. A oggi, sto dicendo di no a quasi tutti i nuovi progetti.</p>
<p><strong>PS1: </strong>non attaccatevi al &#8220;quasi&#8221;, il mio discorso vuole essere pragmatico. Ci sono partner o clienti a cui semplicemente non puoi dire no.<br />
<strong>PS2:</strong> non vorrei ridurre le risposte a un semplice &#8220;significa che le cose ti vanno bene, che ti lamenti? basta che scegli&#8221;. Non la farei così semplice, non è questo il punto del mio post e spero che si sia capito. Devo capire se questo è un primo segnale di un ripensamento più importante, cioè di nuove scelte.</p>
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		<item>
		<title>[OT] Ritornata dalla Croazia… Supern(u)ova!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ilariamauric/~3/F8iyb5xO6FY/</link>
		<comments>http://www.ilariamauric.it/2011/06/09/ot-ritornata-dalla-croazia-supernuova/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 05:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
				<category><![CDATA[OT]]></category>
		<category><![CDATA[Croazia]]></category>
		<category><![CDATA[electro]]></category>
		<category><![CDATA[isoladiPag]]></category>
		<category><![CDATA[marketta]]></category>
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		<category><![CDATA[SupernovaFest]]></category>
		<category><![CDATA[Zrce]]></category>

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		<description><![CDATA[Ed eccomi qui, reduce dal trasloco e dal ponte del 2 giugno al Supernova. Sono un po&#8217; cotta, ma ho tenuto botta molto meglio di quanto credevo. Sono salita sul traghetto esattamente il giorno dopo aver finito il trasloco e avrei giurato che le mie attività sull&#8217;isola di Pag si sarebbero ridotte a una: 4 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ed eccomi qui, reduce dal trasloco e dal ponte del 2 giugno al <a title="la bacheca del dopofestival" href="http://www.facebook.com/Supernovafest" target="_self">Supernova</a>. Sono un po&#8217; cotta, ma ho tenuto botta molto meglio di quanto credevo. Sono salita sul traghetto <strong>esattamente il giorno dopo aver finito il trasloco</strong> e avrei giurato che le mie attività sull&#8217;isola di Pag si sarebbero ridotte a una: <strong>4 di spade in spiaggia</strong>. E invece…</p>
<p><iframe width="480" height="299" src="http://www.youtube.com/embed/-TDpeBiYFUg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h6><span id="more-1501"></span>… sono crollata alla prima serata <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </h6>
<p>Scherzi a parte, <a href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/5806028894">il viaggio sul traghetto è confortevole</a>, la welcome bag era piena di tanti gadget, tra cui la maglietta con lo splendido logo del festival e 2 pacchetti di cracker.<br />
Venerdì l&#8217;abbiamo passata sulla <a href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/5805627989">spiaggia di Zrce</a>, curiosamente somigliante a un lago circondato da montagne brulle, tanto che ci è sembrato di fare il bagno in Trentino ^_^<br />
Ma l&#8217;acqua… non era un lago no. È un mare fresco e pulitissimo. Dalle 15 iniziava a sentirsi la musica dall&#8217;Aquarius e <a href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/5805654209">alle 18 la festa era in pieno svolgimento</a>, complice il sole alto.</p>
<h6>Il primo momento clou</h6>
<p><a title="il sito ufficiale" href="http://www.timomaas.de/" target="_self">Timo Maas</a> e <a title="il sito ufficiale di Alessandro" href="http://www.alessandrolentati.it/" target="_self">Kaplan Project</a>: <strong>una rivelazione</strong>. Conoscevo qualche pezzo di Timo Maas e i suoi remix mi sono sempre piaciuti. Ma non conoscevo Alessandro Lentati+Barbara Tajariol, aka Kaplan Project. <a href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/5805692029">Vederli mixare immagini live al ritmo electro</a> mi ha paralizzato per quasi due ore. È stato un privilegio poter fare ad Alessandro i complimenti dal vivo sul traghetto del ritorno, e scoprire che non è solo bravissimo, ma anche molto gentile e alla mano. <strong>Caro Alessandro (e Barbara), avete una nuova fan</strong> (<em>#sapevatelo</em>).</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/sets/72157626901867894/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1510" title="Dopo il SupernovaFest" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2011/06/dopo_supernova.png" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
<p>Dovrei abbinare al momento clou anche la cena prima del concerto, a base di pesce del giorno. Ottimo, ma ci aspettavano al varco e ci hanno staccato le orecchie! <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Così impariamo ad ordinare a braccio… <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Bello anche tornare a casa alle 5 della mattina, svegliarsi alle 10, andare a prendersi una pasta in panetteria <a href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/5805710435">al centro di Novalja</a>, bersi un cappuccino e poi schiaffarsi in spiaggia sotto un nuovo sole cocente. Sabato mattina abbiamo scelto <a href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/5806280116">la spiaggia di Babe</a>, vicino a Novalja. Qui, dopo i primi metri di fondale roccioso, ti aspetta una sabbia morbida e un&#8217;acqua non troppo alta. Quello che è alto è il godimento che si prova nel fare svariati bagni in un mare così!</p>
<h6>Il secondo momento clou</h6>
<p><a title="la pagina ufficiale su MySpace" href="http://www.myspace.com/welovewelove" target="_self">We love</a>: <strong>gotici, malinconici, sperimentali. Giovanissimi e bravissimi</strong>. Hanno iniziato all&#8217;una e mezza e si sono presentati <a href="http://www.flickr.com/photos/ilariamauric/5806317162">incappucciati di bianco e truccati d&#8217;argento</a>. Entrambi, lui e lei, cantano con queste due voci lontane, divorate dalla musica. E intanto suonano strumenti che dire analogici è poco: una melodica e soprattutto un oggetto non meglio identificato, fatto da una scatola e una barra di metallo. Anche loro hanno curato molto l&#8217;abbinamento con le immagini e non potevano che scegliere un mix di video rétro e animazioni geometriche.</p>
<p>Sul mio canale YouTube ho caricato qualche video delle performance di Timo Maas e We Love, se vi va <a href="http://www.youtube.com/user/ilariamauric">andate a vederveli</a>.</p>
<p><a title="il sito ufficiale" href="http://www.ellenallien.de/" target="_self">Ellen Alien</a>: <strong>così così.</strong> Forse mi aspettavo di più, forse se l&#8217;è tirata un po&#8217; e non ha voluto suonare in coda ai We Love senza la sua attrezzatura completa (quindi si è creato un buco di 10 minuti)… il risultato è stato che quando aveva cominciato a prenderci la mano, io ero nel mondo dei sogni (e comunque erano di nuovo le 4,30 della mattina, con sveglia alle 9 per tornare). <em>#perdire</em></p>
<p>Comunque, anche sabato sera abbiamo abbinato dell&#8217;ottimo pesce unito a un assaggio di cevapcici e rasnici, a un prezzo molto più abbordabile. L&#8217;unico problema della cena è che non avevamo più posto per le teglie cariche di scampi e grigliata. Non ci siamo fatti mancare niente!</p>
<h6>Le cose da migliorare</h6>
<p>Considerando che questa è stata la prima edizione e tutto il mazzo che si sono fatti i ragazzi dello staff, secondo me va valutata come <strong>esperienza sicuramente riuscita ma anche con ampi spazi di miglioramento e di riflessione</strong> (e fino a qui è quasi ovvio).</p>
<p>Per me, i miglioramenti vanno fatti qui:</p>
<ul>
<li><strong>gli accordi con l&#8217;accoglienza turistica croata:</strong> la Croazia del 2 giugno sembra essere ancora in preparazione dell&#8217;estate. Non sono riuscita a trovare un gelato in spiaggia, per dirne una. Inoltre al nostro arrivo ci hanno consigliato un braccialetto che ci avrebbe dato libero accesso a tutti gli autobus dell&#8217;isola. La speranza era quella di potersela girare un po&#8217;, ma nella realtà c&#8217;erano solo 2/3 autobus che facevano avanti e indietro tra Novalja e Zrce, quindi non siamo riusciti a vedere il resto dell&#8217;isola. Inoltre, il tipo che ci ha venduto i biglietti è stato scortese diverse volte. Infine, i nostri appartamenti erano ottimi e molto carini, ma altri nostri compagni di viaggio non sono stati così fortunati.</li>
<li><strong>il viaggio è comodo, ma lungo.</strong> E l&#8217;ultimo pezzo in pullman da Zara a Novalja stronca. Non sarebbe male trovare una località più facilmente raggiungibile, magari proprio Zara o Spalato. Oppure ci vorrebbe un ponte più lungo.</li>
<li><strong>l&#8217;Isola di Pag è grande, ma ne abbiamo vista solo un pezzo</strong>: sarebbe davvero bello dislocare eventi in giro per l&#8217;isola invece che chiuderli dentro l&#8217;Aquarius. Ma mi rendo conto che questa cosa è davvero difficile.</li>
</ul>
<p>E la riflessione principale è stata questa: <strong>c&#8217;era un&#8217;altissima percentuale di uomini e molti non sembravano interessati a un festival così di nicchia. Diciamo che se alcuni si fossero trovati alla sagra dei cevapcici forse non avrebbero colto la differenza</strong>. E qui abbiamo fatto una riflessione di massa su come portare la gente a un festival. Prima di confrontarmi con i miei compagni di viaggio, non avevo mai pensato a quante implicazioni e difficoltà comporta l&#8217;organizzazione di un evento così. La cosa che ho capito finora è che <strong>organizzare un festival e portarci tanta gente è più semplice che portarci la gente giusta</strong>. Tanta gente la puoi portare facendo gli sconti comitiva, dando gli omaggi donna, ecc ecc. Ma questo non garantisce che il pubblico capisca, apprezzi e <strong>soprattutto ritorni</strong> a vedere performance come quelle di Timo Mass + Kaplan Project o dei We Love. <a title="Marzapane Marzia Paolo su Facebook :)" href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1604272622" target="_self">Paolo</a> ha sottolineato che se non sono appassionato di una cosa, l&#8217;unico modo che ho per provare a farla è ricevere un consiglio da una persona di fiducia. È forse è mancato proprio questo passaparola.</p>
<p>Bando alle ciance, grazie ad <a href="http://www.amatori.com/">Amatori</a>, <a href="http://www.4everyoung.it/2011/06/06/supernova-festival-the-day-after/">Adriano</a>, <a href="http://it.linkedin.com/in/jonathangiustozzi">Jonathan</a> e gli amici ed ex-colleghi Marzia, Paolo, la <a title="su Facebook" href="http://www.facebook.com/profile.php?id=606005585" target="_self">Riccia</a> e <a title="su Facebook" href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1452021567" target="_self">Oscar</a>, che mi hanno fatto passare una vacanza che non dimenticherò. <strong>Spero che Amatori trovi le forze per riprovarci di nuovo.</strong></p>
<p><strong>[DISCLAIMER]</strong> il pacchetto Large (viaggio + soggiorno + festival) mi è stato offerto da Amatori Tour Operator, a scanso di equivoci <strong>tutto quello scrivo corrisponde a quello che penso</strong> e nella più totale trasparenza mi sono sentita libera di scrivere com ho vissuto la vacanza.</p>
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		<title>[OT] Stacco tutto e vado al Supernova Festival</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 07:30:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Mauric</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Croazia]]></category>
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		<category><![CDATA[musicaelettronica]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa ricevo una telefonata dall&#8217;amico Adriano: &#8220;Perché non vieni con me e Jonathan al Supernova?&#8221;. E che cos&#8217;è?, gli faccio io. Adri mi spiega che il ponte del 2 giugno ci sarà questo grande festival di musica elettronica. Mi dice che suoneranno Timo Maas&#8230; Ellen Allien e molti altri. Non è che sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa ricevo una telefonata dall&#8217;amico <a title="Adriano Gasparri" href="http://www.4everyoung.it" target="_self">Adriano</a>: &#8220;Perché non vieni con me e <a title="Jonathan Giustozzi" href="http://www.facebook.com/jonathangiustozzi" target="_self">Jonathan</a> al <strong>Supernova</strong>?&#8221;. E che cos&#8217;è?, gli faccio io. Adri mi spiega che il <a href="http://www.facebook.com/note.php?note_id=206688019349415" target="_self">ponte del 2 giugno</a> ci sarà questo grande festival di musica elettronica.<br />
<a href="http://www.supernovafestival.com/main/"><img class="aligncenter size-full wp-image-1485" title="Supernova Festival - 2, 3, 4, 5 giugno 2011 - Croazia" src="http://www.ilariamauric.it/wp-content/uploads/2011/05/supernova.png" alt="" width="480" height="432" /></a><span id="more-1478"></span></p>
<p>Mi dice che suoneranno Timo Maas&#8230;<br />
<iframe width="480" height="394" src="http://www.youtube.com/embed/7KgwBR62Kds" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<a href="http://www.ellenallien.de/">Ellen Allien</a> e molti altri.<br />
Non è che sia di quelle persone che riesce a tirare tardi tre notti di fila, ma Adriano mi spiega che il tutto si svolgerà nell&#8217;isola di <a href="http://croazia.amatori.com/pag/">Pag</a>. Finalmente ho un&#8217;occasione imperdibile per andare a scoprire un pezzo di Croazia in più, cosa che finora non sono mai riuscita a fare dato che i miei parenti vivono in Istria.</p>
<p>Saranno 4 giorni mica da ridere. Il <a title="il programma del festival" href="http://www.supernovafestival.com/main/programma" target="_self">programma</a> è fitto e la musica inizia al pomeriggio. Se conosco un pochino Adriano e Jonathan, mi sa che riusciremo a vederci nelle ore serali! <img src='http://www.ilariamauric.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Io voglio andarci non solo per la musica, ma anche perché ho l&#8217;occasione di <a title="punto tutto sull'affitto di una bici, su maschera e costume :)" href="http://www.supernovafestival.com/main/isola" target="_self">scoprire un piccolo pezzo di Croazia</a> che non conosco e di godermi un mare semplicemente splendido.</p>
<p>Puoi seguire gli aggiornamenti del festival qui:<br />
<strong>Web</strong>: <a href="http://www.supernovafestival.com/">http://www.supernovafestival.com/</a><br />
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<p>Per chi viene, ci vediamo lì. <a title="leggi le FAQ per toglierti i dubbi" href="http://www.supernovafestival.com/main/faq" target="_self">Per chi ci sta pensando</a>, i <a title="quanto costa il Supernova" href="http://www.supernovafestival.com/main/acquista" target="_self">biglietti li trova qui</a>.</p>
<p><strong>[DISCLAIMER]</strong> il pacchetto Large (viaggio + soggiorno + festival) mi verrà offerto da Amatori Tour Operator, a scanso di equivoci <strong>tutto quello che scrivo corrisponde a quello che penso</strong> e nella più totale trasparenza mi sentirò libera di scrivere come vivrò la vacanza.</p>
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