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	<title>Haramlik</title>
	
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	<description>Haramlik: parola araba che indica la parte della casa riservata alle donne. Questo è un haramlik disordinato.</description>
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		<title>Dell’irresistibile richiamo del torbido</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 18:06:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[I Comunitaristi, "Gaza Vivrà" e la Banda dei Tipi]]></category>

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		<description><![CDATA[No, niente, mi chiedevo questo: cosa spinge una persona che apparentemente dovrebbe essere normale a prendere e salvare sul web, in una pagina apposita, una foto tratta dal sito di Piero Marrazzo in cui l&#8217;ex governatore è ritratto con la figlia?
Mi spiego: c&#8217;è un politico coinvolto in un megascandalo dietro il quale si agitano appalti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, niente, mi chiedevo questo: cosa spinge una persona che apparentemente dovrebbe essere normale a prendere e salvare sul web, in una pagina apposita, una foto tratta dal sito di <strong>Piero Marrazzo</strong> in cui l&#8217;ex governatore è ritratto con la figlia?</p>
<p>Mi spiego: c&#8217;è un politico coinvolto in un megascandalo dietro il quale si agitano appalti, storie di sanità, miliardi persi o guadagnati, ricatti, morti e via discorrendo. Questo politico ha da tempo<a href="http://www.pieromarrazzo.it/show.jsp?page=13476"> una sua pagina web</a> in cui si presenta, con tanto di foto di sua figlia.</p>
<p>E c&#8217;è un blogger che si prende la briga di salvare la foto della bambina immortalata accanto al politico, di pubblicarla <a href="http://kelebek.splinder.com/post/21563345/Le+intimit%C3%A0+commerciali+di+Pi">sul suo blog</a> per stigmatizzare il fatto che suo padre l&#8217;avesse postata e che, addirittura, si prende la briga di <a href="http://www.freezepage.com/1256452626HEEEIYVMIQ">creare un clone della pagina da cui l&#8217;ha presa utilizzando i servizi di un sito apposito affinché rimanga sul web per sempre</a>. Perché<a href="http://kelebek.splinder.com/post/21563345/Le+intimit%C3%A0+commerciali+di+Pi"> ha paura che Marrazzo, ormai in disgrazia, possa avere voglia di togliere la foto di sua figlia dal web. E quindi ci pensa lui, a farcela restare.</a> Ci pensa <strong>Miguel Martinez</strong>.</p>
<p>Io, non è un mistero, sono da tempo affascinata dalla paludosissima psiche di Miguel Martinez. Ne sono affascinata da quando l&#8217;ho visto all&#8217;opera come complice di <strong>Magdi Allam</strong> nella vicenda che mi vide coinvolta, ed è una fascinazione dovuta al fatto che lui, a differenza di altri personaggi coinvolti nella medesima storia, non è mosso in prima istanza da motivazioni di tipo pratico. Non le fa per guadagnare, queste cose, o &#8211; almeno &#8211; il guadagno non è il primo dei suoi obiettivi.</p>
<p>Lui lo fa perché gli piace.</p>
<p>Gli piace archiviare, salvare, collezionare dati, foto, indirizzi e vite della gente più disparata. Gli piace additare al pubblico ludibrio la bambina figlia del politico in disgrazia di turno, certo che non gli succederà nulla visto che costui ha ben altro a cui pensare.</p>
<p>E a me risulta incomprensibile che una mentalità tanto torbida possa anche solo esistere, e ne sono affascinata perché cerco di carpirne il segreto, il meccanismo che ne giustifichi l&#8217;esistenza. Credo che sia, nel suo piccolo, un tentativo di capire il Male. Cosa spinge una persona normale a salvare per l&#8217;eternità l&#8217;immagine della figlia di Piero Marrazzo sul web e a dichiararlo, persino, come un entomologo che ha appena aggiunto un insetto nuovo alla sua collezione?</p>
<p>E bisogna ridere o rabbrividire, davanti a un simile comportamento da maniaco? Più in generale: sono l&#8217;unica donna al mondo che non ha mai saputo con certezza se i maniaci le sembravano più buffi o più inquietanti, con tutto il loro agitarsi nell&#8217;ombra per raggiungere obiettivi risibili &#8211; mostrare cose piccole e non tanto importanti, che si tratti del pisello di un vecchietto o della foto di &#8217;sta bambina?</p>
<p>Poi, vabbe&#8217;: tutte le volte che Martinez vuole nobilitare le sue bizzarre pulsioni tira fuori la solita<a href="http://kelebek.splinder.com/tag/jeune+fille"> Teoria della Jeune Fille</a> per nascondercisi dietro.</p>
<p>E quindi, secondo lui, il fatto che un politico abbia mostrato sua figlia al mondo, nel momento in cui era in auge, rappresenta chissà quale tratto caratteristico della società contemporanea. Teoria abbastanza difficile da sostenere, mi pare:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/11/Las-Meninas.jpg"><img class="size-medium wp-image-2529 aligncenter" title="Las-Meninas" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/11/Las-Meninas-275x300.jpg" alt="Las-Meninas" width="275" height="300" /></a></p>
<p>Io credo che Martinez volesse solo provare l&#8217;ebbrezza di mettere il suo ditino &#8211; anche lui &#8211; nella vita personale di Marrazzo. Perché è fatto così, colleziona vite altrui che immortala dal buco della serratura. Perché gli piace. Perché la sua è una specie di perversione.</p>
<p>(Poi, per fortuna, un pietoso commentatore <a href="http://wwwnew.splinder.com/myblog/comment/list/21563345/59593426#cid-59593426">gli ha chiesto di oscurare il volto della bambina</a> e lui non ha trovato scuse per sottrarsi. Almeno sul suo blog. Su FreezePage l&#8217;ha mantenuto al naturale, manco fosse suo papà.)</p>
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		<title>E’ che non lo so</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 16:59:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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		<description><![CDATA[Letteralmente: non so cosa sto facendo.
Vado a vivere con un uomo. Anzi, ci vivo già. Da un anno. Ma senza enfasi. Gli ho dato un pezzo di armadio 15 giorni fa. Ci piace l&#8217;altra casa, quella sotto. Poi ci ripensiamo. Poi ripensiamo all&#8217;averci ripensato. E facciamo un sacco di conti: economici, familiari, esistenziali. Salgono cari, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Letteralmente: non so cosa sto facendo.</p>
<p>Vado a vivere con un uomo. Anzi, ci vivo già. Da un anno. Ma senza enfasi. Gli ho dato un pezzo di armadio 15 giorni fa. Ci piace l&#8217;altra casa, quella sotto. Poi ci ripensiamo. Poi ripensiamo all&#8217;averci ripensato. E facciamo un sacco di conti: economici, familiari, esistenziali. Salgono cari, tutti. Ma li stiamo pagando in piccolissime rate già da un sacco, non ce ne accorgiamo nemmeno. Specie se rimaniamo fermi, con lui nel suo limbo familiar-giuridico e io nel mio limbo residenziale.</p>
<p>Non lo so, cosa faccio. Lo faccio così, senza darci peso. Vorrei quella casa e tenermi pure questa, fare giochi a incastro di affitti e condivisioni e però poi voglio partire, e appena possibile fare &#8220;Puuff!&#8221; e sparire e lasciare case qua e là e tenerle tutte e non mollarne nessuna, ciascuna con qualcuno dentro. Ho di nuovo voglia di Egitto, e dire che credevo di essere guarita.</p>
<p>Mi sto emozionando un pochetto  con un sacco di cose, pure troppe. Ma le ho tutte sotto controllo, non mi perdo. Non c&#8217;è niente che io debba fare per forza: posso fare o non fare ciascuna di &#8217;ste cose, va bene lo stesso, e intanto passa il tempo. Ed è che l&#8217;obiettivo vero è proprio farlo passare, credo.</p>
<p>Poi sento una vecchia canzone in cui mi riconoscevo molto, qualche tempo fa, e mi viene nostalgia per come ero allora, quando non avevo il controllo di nulla di ciò che sentivo.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7E6KHFNxaI4&amp;feature=related">Quella che fa</a>: &#8220;<em>Aunque casi me equivoco/ y te digo poco a poco / no me mientas / no me digas la verdad / no te quedes callada / no levantes la voz / no me pidas perdón</em>.&#8221;</p>
<p>Sembra sempre che muori, quando stai male. Invece, tutto ciò che fai è tenerti occupata &#8211; ma per bene, proprio come si deve.</p>
<p>(E&#8217; una questione di talento: se non ci sai stare, nel tepore, non è invecchiando che impari.)</p>
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		<title>Do-do-domani</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 17:58:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani mi dovrebbero dire quanto vogliono per questa casa qua.

Da cui si vedono un milione di tetti e pure uno spicchietto di porto, e la nave per Barcellona:

Io non lo so cosa mi prende. Rimango a guardarla per ore e il vicino mi sgrida, dice che mi faccio dal male a stare lì in adorazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani mi dovrebbero dire quanto vogliono per <a href="http://picasaweb.google.it/haramlik/CasaDiFronte#">questa casa qua</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/sala.jpg"><img class="size-medium wp-image-2518 aligncenter" title="sala" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/sala-300x225.jpg" alt="sala" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Da cui si vedono un milione di tetti e pure uno spicchietto di porto, e la nave per Barcellona:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/vista.jpg"><img class="size-medium wp-image-2519 aligncenter" title="vista" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/vista-300x225.jpg" alt="vista" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Io non lo so cosa mi prende. Rimango a guardarla per ore e il vicino mi sgrida, dice che mi faccio dal male a stare lì in adorazione davanti alla porta: &#8220;Te ci hai un problema grosso come un gatto, te lo assicuro!&#8221; Mi ha proprio sgridato. Ma io ci passerei le ore, lì davanti, a immaginarmici dentro. E&#8217; un colpo di fulmine di quelli brutti, non posso immaginare che ci vivano altri.</p>
<p>Ed è che forse un trasloco mi ci vuole, ché è tanto che non ne faccio.</p>
<p>Chiederanno un sacco di soldi. Non potrò prenderla. Non dovrei metterci il cuore. Non dovevo.</p>
<p>Madonna. Quanto la voglio.</p>
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		<title>Cosa vuol dire essere vittime di Israele</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 09:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Egitto e Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Parlare di Israele?]]></category>

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		<description><![CDATA[Bon: ora che persino l&#8217;ONU ha sancito ciò che era chiaro a tutti dal primo istante, ovvero il comportamento da criminale di guerra di Israele durante l&#8217;operazione Piombo Fuso (sarebbe il piombo con cui è stata massacrata la popolazione di Gaza a Natale scorso, e un tempo &#8217;ste cose venivano denunciate facendoci un Guernica, mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Bon: ora che persino l&#8217;ONU ha sancito ciò che era chiaro a tutti dal primo istante, ovvero <a href="http://it.peacereporter.net/articolo/18415/Unhcr,+passa+il+rapporto+Goldstone">il comportamento da criminale di guerra di Israele durante l&#8217;operazione Piombo Fuso</a> (sarebbe il piombo con cui è stata massacrata la popolazione di Gaza a Natale scorso, e un tempo &#8217;ste cose venivano denunciate facendoci un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guernica_%28Picasso%29">Guernica</a>, mentre ora ci si chiede per un anno di fila se per caso non hanno esagerato) e ora che abbiamo finalmente il permesso di chiamare i delinquenti con il loro nome, ovvero &#8220;delinquenti&#8221;, appunto, vale la pena di soffermarsi un attimo su uno strazio diverso, meno eclatante ma altrettanto velenoso, intossicante, letale: il baratro morale a cui sono ridotti i palestinesi dai delinquenti di cui sopra.</em></p>
<p><em>Lo faccio con le<a href="http://it.groups.yahoo.com/group/ApritiSesamo/message/2873;_ylc=X3oDMTMzNDhhaHU5BF9TAzk3NDkwNDg3BGdycElkAzgyMDQwODgEZ3Jwc3BJZAM1NTkwMDIxODkEbXNnSWQDMjg3MwRzZWMDZnRyBHNsawN2dHBjBHN0aW1lAzEyNTU3NzAyNDIEdHBjSWQDMjg3Mw--"> parole di Michelguglielmo Torri</a>, ché io non ne ho più da tempo.</em></p>
<p><em><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/guernica.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2514" title="guernica" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/10/guernica.jpg" alt="guernica" width="146" height="85" /></a><br />
</em></p>
<h2><strong>La perdita di credibilità di Mahmoud Abbas</strong></h2>
<p>Fra le varie reazioni negative o positive che si sono avute al rapporto Goldstone, che ha documentato i crimini di guerra avvenuti durante l’attacco israeliano a Gaza del dicembre-gennaio scorsi, di gran lunga la più stupefacente è stata quella dell’ANP (Autorità Nazionale Palestinese). Quale fosse la sua posizione è diventato chiaro alla fine di settembre, in seguito alle dichiarazioni del rappresentante pachistano al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (l’ente, cioè, che aveva commissionato il rapporto Goldstone). Il rappresentante pachistano, affermando di parlare a nome di tutti gli stati arabi e musulmani – è quindi anche dell’ANP –, ha chiesto di ritardare qualsiasi dibattito sul rapporto fino al prossimo marzo, in attesa di raggiungere «un consenso sui suoi risultati».</p>
<p>Com’è diventato immediatamente evidente, era stata proprio l’ANP a farsi promotrice della richiesta in questione; una richiesta che, di fatto, era un tentativo appena mascherato d’insabbiare la procedura per portare Israele di fronte al tribunale internazionale per i crimini di guerra dell’Aja.</p>
<p>La reazione dei palestinesi alla presa di posizione dell’ANP è stata immediata: migliaia di dimostranti si sono rovesciati nelle strade non solo di Gaza, ma anche nella Cisgiordania, lanciando slogan contro Mahmoud Abbas, il presidente dell’ANP. Contemporaneamente i muri delle case venivano ricoperti di poster che recitavano: «Il traditore Mahmoud Abbas nella pattumiera della storia». Alcuni commentatori arabi, per la prima volta, hanno incominciato a descrivere l’atteggiamento di Abbas come «collaborazionismo». Dal canto suo, la Siria ha cancellato unilateralmente una visita ufficiale del presidente dell’ANP, motivandola con la presa di posizione a proposito del rapporto Goldstone. Anche Hamas, che si era lamentata del trattamento subìto nel rapporto, ma che si rende benissimo conto di come esso rappresenti un danno colossale per Israele, si è unita alle proteste contro Abbas, descrivendone il comportamento come «vergognoso e irresponsabile».</p>
<p>Nel corso del tempo le manifestazioni si sono fatte sempre più minacciose, tanto che, l’11 ottobre, Abbas ha fatto marcia indietro: nel corso di un discorso televisivo, il presidente dell’ANP ha annunciato di aver dato istruzioni all’inviato palestinese al Consiglio per i diritti umani delle NU di ripresentare la proposta di votare immediatamente sulle risultanze del rapporto Goldstone. Nello stesso discorso, Abbas ha aggiunto che era stata formata una commissione per chiarire come mai fosse stata presa la decisione di richiedere un ritardo del voto sul rapporto.</p>
<p>In realtà, su quali fossero le ragioni della sconcertante decisione dell’ANP si erano già soffermati alcuni giornalisti, in particolare l’inglese Jonathan Cook, che risiede nei Territori Occupati. In un articolo pubblicato il 6 ottobre, Cook aveva posto in luce come i vertici dell’ANP fossero stati pesantemente minacciati da Israele, che li aveva avvertiti che un’adesione al rapporto Goldstone avrebbe provocato massicce sanzioni economiche, tali da mettere in ginocchio la già disastrata economia della Cisgiordania. In particolare, se l’ANP avesse appoggiato le proposte fatte dalla Commissione Goldstone di deferire Israele al tribunale dall’Aja, quest’ultimo non avrebbe mantenuto l’impegno, già preso, di fornire ad una compagnia di telefonia mobile palestinese, Wataniya, le radiofrequenze a banda larga necessarie per operare in Cisgiordania.</p>
<p>Wataniya, secondo quanto riportato da Cook, è una compagnia formata da investitori palestinesi – a quanto pare legati personalmente ad Abbas – e da uomini d’affari del Qatar e del Kuwait. La decisione israeliana di negare a Wataniya l’accesso ad una banda larga di 4,8MHz, avrebbe comportato il ritiro della compagnia dai Territori Occupati, con il conseguente pagamento (a termine del contratto fra Wataniya e l’ANP) di milioni di dollari in penalità da parte dell’ANP e con la cancellazione di 2500 posti di lavoro.</p>
<p>Naturalmente, l’intera questione può essere vista come un cedimento di Abbas per ragioni personali (gli interessi che lo legano agli investitori palestinesi presenti in Wataniya); come, cioè, un caso di corruzione. Ma, del tutto indipendentemente da questo problema – e, in realtà, assai più grave – è il fatto che l’intera questione rivela come l’ANP dipenda mani e piedi dal volere d’Israele. Una situazione che toglie ogni credibilità ad Abbas e all’ANP come rappresentanti del popolo palestinese.</p>
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		<title>Pupina e gli zingari, più uno scontro di civiltà</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 18:08:54 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cose di Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Impudico bla bla]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;antefatto:
Pupina e il suo fidanzato Israel decidono di comprare casa. La trovano, nel centro storico della città spagnola in cui vivono, firmano il contratto e danno inizio ai lavori di ristrutturazione. Questo, una settimana fa. Sabato scorso passano &#8211; lei, il fidanzato e un&#8217;amica comune &#8211; sotto &#8217;sta futura casa e, nella strada accanto, c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;antefatto:</strong></p>
<p>Pupina e il suo fidanzato Israel decidono di comprare casa. La trovano, nel centro storico della città spagnola in cui vivono, firmano il contratto e danno inizio ai lavori di ristrutturazione. Questo, una settimana fa. Sabato scorso passano &#8211; lei, il fidanzato e un&#8217;amica comune &#8211; sotto &#8217;sta futura casa e, nella strada accanto, c&#8217;è un ragazzino che sta picchiando un gatto.</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/lingua1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2508" title="lingua" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/lingua1.jpg" alt="lingua" width="144" height="96" /></a></p>
<p><strong>Il fatto:</strong></p>
<p>Il ragazzino avrà 14 anni, è piccoletto e visibilmente gitano. Hai presente i gitani spagnoli? Stanziali in Spagna da secoli, creatori di ogni folklore e portatori di uno storico brutto carattere e di regole etiche molto specifiche, diciamo così. Gente fatta a modo suo. Gitani, insomma.</p>
<p>Mia figlia, del tutto indifferente alla specificità gitana di cui sopra, parte decisa in difesa del gatto e insulta pesantemente lo zingarello: &#8220;<em>Subnormal de mierda</em>&#8220;. Lo zingarello si offende e le risponde per le rime. E poi ancora. E poi ancora. E poi ancora. Il gruppetto di mia figlia vorrebbe allontanarsi ma lo zingarello è proprio furioso e non smette di seguirli e di insultare la mia soave creatura. Arriva a chiamarla &#8220;<em>Chupapollas</em>!&#8221;, insulto greve che non andrebbe mai rivolto a una giovin signorinella e, a questo punto, il fidanzato Israel reagisce, essendo isso spagnolo y muy spagnolo, e stampa lo zingarello contro un muro, attento a non fargli male ma deciso a farlo stare zitto. Allo zingarello viene una crisi di nervi: <em>&#8220;Questa è la mia strada! E&#8217; il mio territorio! Tu mi hai toccato e sei morto, adesso chiamo tutti i miei parenti e ti faccio uccidere!</em>!&#8221; e comincia a suonare a tutti i citofoni gridando aiuto e convocando l&#8217;intera comunità gitana del centro storico.</p>
<p>Scende la nonna dello zingarello. Discutono, lei fa per portarselo via, il fidanzato di Pupina si distrae un attimo e, in quel momento, sbang: lo zingarello prende un bastone e lo fa calare con tutte le sue forze sulla crapa di Israel, il quale cade a terra di spalle sanguinando come l&#8217;urna di san Gennaro. E, una volta a terra, si ritrova con lo zingarello che &#8211; sempre armato di bastone &#8211; conclude l&#8217;opera e, nonostante la differenza di età e di forma fisica tra i due, ne fa polpette. In ospedale, dove lo portano in ambulanza, il bilancio sarà di sei punti in testa, una costola incrinata e contusioni varie. Tutto questo lo apprendo in diretta, raggiunta dalla telefonata di mia figlia in piena crisi di nervi quando me ne stavo mollemente adagiata sulla spiaggia di Finale Ligure.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/faca.jpg"><img class="size-full wp-image-2506 aligncenter" title="faca" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/faca.jpg" alt="faca" width="84" height="150" /></a></p>
<p><strong>Le conseguenze:</strong></p>
<p>Il ragazzino viene fermato dalla polizia, portato davanti al giudice dei minori e condannato per direttissima a sei mesi di servizio sociale. Mia figlia e Israel decidono che non ci vogliono abitare, nella casa accanto a quella del gitanello che per poco non li ha fatti fuori e che di sicuro non vede l&#8217;ora di completare l&#8217;opera, magari con l&#8217;ausilio della famiglia tutta, e vanno all&#8217;agenzia immobiliare per rescindere il contratto e cercare un&#8217;altra casa in una zona diversa. Vengono accolti anche con una certa comprensione e si stabilisce che non dovranno pagare la penale e che rimborseranno solo i lavori di ristrutturazione fatti fino a quel giorno.</p>
<p>Siamo tutti molto dispiaciuti, ovviamente, e anche un po&#8217; dubbiosi: mio padre ed io pensiamo che si potrebbe cercare di risolvere la faccenda con qualche metodo di diplomazia gitana in modo da tenersi la casa, ma i ragazzi non ne vogliono sapere. &#8220;<em>Io non posso vivere in un posto dove, ogni volta che rincaso, mi devo assicurare che non ci sia il gitano con qualche cugino sotto al mio portone. E&#8217; un miracolo che non gli abbia rotto la testa, a Isra. Quello è pazzo, non voglio averci a che fare</em>.&#8221;</p>
<p>Io, tra me e me, penso che non tutto il male viene per nuocere: mia figlia è terribilmente linguacciuta, quando vuole, e mi sono chiesta spesso come mai nessuno le abbia mai dato due sberle fino ad ora. Il fatto che si sia messa a litigare con un gitano mi pare un errore strategico di portata notevole e sono persino stupita che non sia saltato fuori qualche coltello. Poteva andare molto, molto peggio. &#8220;<em>Le servirà di lezione e imparerà</em>&#8220;, penso, ché questo lato del carattere della mia bimba mi ha sempre dato delle preoccupazioni. E rifletto &#8211; non per la prima volta &#8211; sulla mancanza dell&#8217;istinto di segnalazione-pericolo che sembra caratterizzare mia figlia e, con lei, un po&#8217; tutta questa generazione di ragazze cresciute in città come Milano e convinte che al mondo ci sia un modo giusto di comportarsi che si contrappone a un modo sbagliato, e che il solo fatto di avere ragione le protegga da ogni pericolo. La donna del Sud che è in me la rimprovera assai, la Pupi, e per una serie di motivi che &#8211; me ne rendo conto &#8211; sono difficili da teorizzare a una ragazza della sua generazione.</p>
<p>Che non si litiga con gli sconosciuti <strong>SOPRATTUTTO</strong> se sei con un uomo, per esempio. Che, se proprio devi, litighi da sola e non metti nessuno in condizione di doverti difendere. Perché, non ci sono santi, se sei una donna e ti ritrovi davanti un tizio aggressivo, è difficile che le cose trascendano oltre il paio di sberle, rigorosamente da prendere e portare a casa. Se sei con un maschio si trascende, invece. E se gli rompono la testa, al tuo fidanzato, è colpa tua che lo hai messo in condizione di doverti difendere, appunto.</p>
<p>Io non lo so: queste cose me le diceva da bambina quel concentrato di maschilismo che era mia nonna. Avevo sette anni quando mi raccontò di una signora per cui due tizi avevano litigato e uno era morto e l&#8217;altro era finito in galera e ancora ricordo il tono di disprezzo con cui mia nonna mi spiegava che era tutta colpa di lei, della signora, e che una donna non mette degli uomini in condizione di finire così. Sono passati 40 anni e ancora me lo ricordo. Ed era una strano maschilismo, il suo: un maschilismo che riconosceva alle donne un notevole potere ed imponeva loro di gestirlo con estrema prudenza, di responsabilizzarsene al massimo.  Codici di comportamento del sud Italia di 40 anni fa, ma ancora utili assai. E mi stupisce sempre che mia figlia manco ci pensi a &#8217;ste cose, e quindi ho pensato, tra me e me, che magari stavolta imparava e che da una vicenda spiacevole poteva venirne fuori una lezione positiva, buona da investire per il futuro.</p>
<p><strong>Conclusione:</strong></p>
<p>Appreso che il conto per i lavori ammontava a 4400 euro che doveva risarcire in totale perdita, mia figlia ha preso i piedi ed è andata, senza fidanzato, nella strada dei gitani alla ricerca del patriarca (sì, c&#8217;è un patriarca) per parlamentare e proporre un armistizio.</p>
<p>Arriva, trova due gitani, chiede del patriarca e spiega chi è. I gitani si incazzano da morire: <em>&#8220;Tu?? Tu sei quella per cui quel povero bambino nostro ha passato tanti guai??? Ma se l&#8217;avessimo visto, il tuo fidanzato che lo spingeva contro un muro, saremmo scesi con i coltelli e lo avremmo ucciso, è ovvio</em>!!!&#8221;</p>
<p>E come reagisce la soave bambina in visita diplomatica in territorio zingaro due giorni dopo avere visto il sangue? Si mette a strillare come un&#8217;aquila. Già. Che lei ha ragione, che loro hanno torto, che il suo fidanzato non ha fatto niente, che il loro bimbo è un pazzo furioso e che &#8220;<em>Anche se siete zingari dovete ragionare non poteeeeete essere irrazionaaaaaaaaali!!!!!!</em>&#8221;</p>
<p>Io non lo so.</p>
<p>Quando me lo ha detto mi sono dovuta stendere.</p>
<p>Per farla breve: alla fine di molte discussioni, urla e pianti e drammi vari, i gitani si sono placati e le hanno detto di non preoccuparsi di niente, che la proteggono loro. Si sono persino salutati con due baci.</p>
<p>Tutto è bene ciò che finisce bene? Col cavolo.</p>
<p>&#8220;<em>Mamma, io non la voglio la loro protezione. Non concepisco che mi si debba proteggere, non voglio vivere accanto alla camorra. Che roba è?? Pago i 4400 euro pure se non ce li ho. Ce ne andiamo in un&#8217;altra zona. Quelli ragionano solo con l&#8217;istinto, io ho bisogno di vicini razionali. Non ci voglio avere a che fare, con &#8217;sti codici. Ma ti rendi conto che erano indignati perché io avevo sgridato un ragazzino per difendere un animale, cosa per loro inconcepibile? Sono matti, io non ci sto</em>.&#8221;</p>
<p>E io: &#8220;<em>Va bene, ma tu non puoi pensare che il mondo funzioni in base a categorie di giusto o sbagliato uguali per tutti. Io mi sentirei tranquilla dopo una promessa di protezione, tu invece ti indigni perché volevi che ti dessero ragione. Non funziona così.</em>&#8221;</p>
<p>&#8220;<em>Sì, mamma, ok. La teoria la conosco, lo so cosa vuoi dire. Ma non sono capace. Ero andata lì decisa a mordermi la lingua e ho finito con l&#8217;urlare, invece. Non riesco a metterla in pratica, la teoria. Divento matta. Io sono cresciuta a Milano, sarà questo. Me ne vado in un&#8217;altra zona e amen</em>.&#8221;</p>
<p>E io, ok, capisco. Ma mi sembra così strano, così contro la genetica, così profondamente bizzarro avere una figlia per tanti versi così diversa da me&#8230; Cos&#8217;è? La diversa provenienza geografica, la diversa generazione, un temperamento semplicemente diverso, che roba è? A me avrebbe fatto piacere scoprire un margine di pace con gli zingari. Mi avrebbe intrigato, la cosa. Mi avrebbe deliziato l&#8217;offerta di protezione. Lei rabbrividisce, invece.</p>
<p>Non lo so cos&#8217;è. Non credo nemmeno che una di noi abbia torto e l&#8217;altra ragione. Io forse sono meglio equipaggiata per certi aspetti della vita di quanto non sia lei, e lo sono fin da bambina. In compenso, se tutti ragionassero come mia figlia la camorra si estinguerebbe per mancanza di adepti e di carisma.</p>
<p>Non lo so. So che la guardo, certe volte, e penso: &#8220;<em>Boh</em>.&#8221;</p>
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		<title>E devo pure finanziare la salute nazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 19:33:26 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[cialtronate]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il ministro per l&#8217;Istruzione e quello della Salute hanno mandato a tutte le scuole una bella circolare che detta le regole di comportamento per quanto riguarda l&#8217;influenza A.
Il punto fondamentale della circolare (scaricabile qua: http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/raccomandazioni_concordate_18_settembre_ore19.pdf) è il seguente:
RESTARE A CASA QUANDO SI È MALATI
Gli studenti e il personale scolastico che manifestino febbre o sindrome simil-influenzale*
(*generalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/gelmini_brunetta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2495" title="gelmini_brunetta" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/gelmini_brunetta.jpg" alt="gelmini_brunetta" width="280" height="185" /></a></p>
<p>Il ministro per l&#8217;Istruzione e quello della Salute hanno mandato a tutte le scuole una bella circolare che detta le regole di comportamento per quanto riguarda l&#8217;influenza A.</p>
<p>Il punto fondamentale della circolare (scaricabile qua: <a href="http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/raccomandazioni_concordate_18_settembre_ore19.pdf">http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2009/allegati/raccomandazioni_concordate_18_settembre_ore19.pdf</a>) è il seguente:</p>
<blockquote><p><em><strong>RESTARE A CASA QUANDO SI È MALATI</strong><br />
Gli studenti e il personale scolastico che manifestino febbre o sindrome simil-influenzale*<br />
(*generalmente febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, brividi, debolezza, malessere generale e, a volte, vomito e/o diarrea) <strong>devono responsabilmente rimanere a casa </strong>nel proprio ed altrui interesse, ed è consigliabile contattare il proprio medico o pediatra di famiglia, quando i sintomi persistono o si aggravano.<br />
I VANTAGGI di tale misura sono:<br />
evitare l’insorgenza di complicanze dell’influenza per la persona che ne è affetta; evitare di contagiare altre persone (tra cui persone che appartengono a categorie a rischio di sviluppare gravi sequele);<br />
limitare e/o circoscrivere il diffondersi dell’evento morboso<br />
La riammissione alla vita di comunità è consigliabile <strong>dopo 48 ore, e comunque non prima di 24 ore dalla scomparsa della febbre</strong>, salvo diversa indicazione da parte del medico. </em></p></blockquote>
<p>Ora: in tempi non sospetti, <a href="http://www.ilcircolo.net/lia/1772.php">qua si scriveva</a>:</p>
<blockquote><p><em>Dice il collega che è andato a lavorare con un’infezione virale agli occhi.</em></p>
<p><em>Dice che in altri tempi se ne sarebbe stato a casa, ma che vista l’aria che tira non ha voglia di farsi fare trattenute sullo stipendio al solo scopo di non infettare il prossimo. Dice che lui avverte gli studenti e i colleghi, correttamente: “Statemi lontano, sono contagioso”, ma che non può comunque evitare di toccare strumentazioni e materiali vari. D’altra parte è personalmente in grado di lavorare, quindi lavora. Con una certa soddisfazione malvagia, anche, ché la domanda del giorno è: “Ma l’Amministrazione, a questo punto, cosa fa?” Nel senso: può importi di stare in malattia, in un caso del genere, e di farti decurtare lo stipendio in nome della salute pubblica? Ce lo chiediamo davvero, tutti quanti. Fino a questo momento, in mia presenza non è stata data una risposta.</em></p></blockquote>
<p>Bene, la risposta è arrivata, con questa circolare. Io devo &#8220;responsabilmente&#8221; stare a casa, se ho dei sintomi tipo quelli che ho in questi giorni. Peccato che a Settembre io abbia già fatto 10 giorni di malattia, causa distorsione al ginocchio, che mi verranno decurtati dallo stipendio anche se è successo all&#8217;inizio del mese, quando le lezioni non erano ancora cominciate. Non oso pensare alla busta paga evanescente che mi arriverebbe se mi mettessi in malattia pure per qualche sintomo di influenza.</p>
<p>E quindi mi chiedevo se si parlano tra di loro, i diversi ministri di questo paese. La Gelmini e Brunetta, per dire. E mi chiedevo anche quanto mi dovrebbe costare, il senso di &#8220;responsabilità&#8221;, e se davvero ci credono a quello che scrivono nelle circolari. Perché, no, non staremo a casa se abbiamo il mal di gola, e suppongo che loro lo sappiano benissimo. E&#8217; una circolare propagandistica, mettiamola così.</p>
<p>E la prima a non rispettarla è proprio la nostra onorevole ministra Gelmini, che da una parte raccomanda nella circolare: &#8220;<em>Non stare vicino a chi ha i sintomi</em>&#8220;, e dall&#8217;altra &#8220;<a href="http://www.valeriodistefano.com/public/post/scuola-il-virus-h1n1-e-campione-di-salto-in-lungo-psicosi-e-ignoranza-collettiva-2014.asp">non tiene presente il fatto che ogni persona che opera e che vive in una scuola secondaria di secondo grado (sì, le superiori, via&#8230;) dovrebbe avere a disposizione 1,96 metri quadrati di spazio, che, per effetto dell riforma Gelmini che concentra sempre più alunni nelle classi, si riduce in modo vertiginoso</a>.&#8221; Voglio proprio vedere come si fa a non stare vicino a chi starnutisce, nelle classi dove gli alunni sono uno sopra all&#8217;altro.</p>
<p>Ma tanto, appunto, questo è il regno delle parole in libertà. Le circolari, le leggi, sono lì per bellezza, nessuno le prende troppo sul serio.<br />
E noi, a scuola, si fa come sempre: vedremo di volta in volta cosa fare e come comportarci, navigando &#8211; come al solito &#8211; a vista.</p>
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		<title>Anche se quest’anno scolastico un senso non ce l’ha</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 13:26:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sto cercando di dare un senso a quest&#8217;anno scolastico, per questo il blog langue. Passo ore su Youtube e tra i siti didattici, metto roba in linea, penso, cerco di divertirmi e di non incazzarmi. L&#8217;anno scorso mi ci sono fatta un fegato a palla, a scuola, e sono arrivata a fine anno scolastico ingrassata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/precari.jpg"><img class="size-full wp-image-2486" title="precari" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/precari.jpg" alt="precari" width="218" height="158" /></a></p>
<p>Sto cercando di dare un senso a quest&#8217;anno scolastico, per questo il blog langue. Passo ore su Youtube e tra i siti didattici, metto roba in linea, penso, cerco di divertirmi e di non incazzarmi. L&#8217;anno scorso mi ci sono fatta un fegato a palla, a scuola, e sono arrivata a fine anno scolastico ingrassata di dieci chili, nel naufragio totale di tutto il trend virtuoso e salutistico che avevo portato avanti nei mesi precedenti.</p>
<p>Per forza: una esce da scuola con un senso di inutilità così profondo, con una sensazione di mortificazione così vasta (dai tuoi ministri che ti insultano in giù, ché l&#8217;esempio dall&#8217;alto è quello) da renderti totalmente inerme di fronte al bisogno di compensazione, di autogratificazione. Mi sarò scofanata cento cannoli alla crema, l&#8217;anno scorso, dal panettiere di fronte a scuola. Ci avevo l&#8217;ossessione del cannolo alla crema, avrei potuto uccidere chiunque tentasse di impedirmi di avventarmici sopra. E quindi ho preso dieci chili, sì. E non sono manco l&#8217;unica: pure la collega di diritto, uguale. Pure lei con le cose alla crema, me lo confidò a giugno. Deve esserci qualcosa che rimanda alla figura materna, nella crema, e la prof impotente e acciaccata dall&#8217;istituzione va e ci si avvolge dentro. Nella crema. Io propongo di pesarci tutte e di mettere giù uno studio sull&#8217;argomento: &#8220;La ricaduta dello stress scolastico sul corpo docente&#8221;. Sul corpo, sì.</p>
<p>E quindi adesso non voglio più affliggermi: sto riacchiappando il trend virtuoso, sono intenzionata a farmi del bene e, qualunque cosa succeda a scuola, io facciamo che me la cavo. E pure i miei alunni, se è possibile, e se non è possibile prendetevela con qualcun altro, non con me.</p>
<p>Noi ve lo abbiamo detto l&#8217;anno scorso, cosa sarebbe successo a settembre. A me succede, per esempio, che una classe che era di 18 persone è diventata di 35 (e non è detto che qualcuno non si aggreghi ancora) e ci sono colleghi con 40 persone in classe e nel serale si parla di una classe con 60 persone dentro. Nel frattempo, i colleghi che sono rimasti a spasso manifestano facendo i lavavetri davanti al provveditorato. Come la collega di educazione fisica dell&#8217;anno scorso, che si è presentata in classe l&#8217;altro giorno per salutare i ragazzi e ringraziare quelli che le avevano scritto durante l&#8217;estate ed era abbastanza commossa, ma è che il sistema nervoso è fragilotto, di questi tempi. E le ho chiesto cosa avrebbe fatto, quest&#8217;anno, e lei ha detto: &#8220;<a href="http://genova.repubblica.it/dettaglio/ragazzi-in-classe-precari-in-piazza/1719810">Siamo lì, laviamo i vetri delle macchine e manifestiamo. Del resto sono a casa, non ho nulla da fare e quindi tanto vale che stia lì</a>.&#8221; I ragazzi zitti, nessun commento.</p>
<p>Lo avevamo detto, che sarebbe successo, quindi è inutile stare a ripeterlo. Però il sostegno per gli alunni con handicap è saltato, abbiamo una cattedra in meno e nessuna speranza di recuperarla e il risultato è che non ne possiamo accogliere più, di alunni H, e il primo giorno di scuola c&#8217;era questa madre disperata che non riusciva a fare accettare suo figlio in nessuna scuola e pure da noi non c&#8217;era posto, impossibile, e lei insisteva e qualcuno le ha risposto a muso duro di insistere anche con le altre scuole, che perché insisteva proprio da noi, ed io credo che si arrivi talmente in basso, certe volte, e a un tale livello di impotenza che imbottirsi lo stomaco di pelo diventa l&#8217;ABC della sopravvivenza.</p>
<p>Poi non è che si possa parlare più di tanto delle proprie scuole, nei blog dei prof, per evidenti motivi di opportunità e privacy e via dicendo. E quindi forse toccherebbe alla stampa venire a fare il conto di come se la passeranno, quest&#8217;anno, gli alunni portatori di handicap in queste classi spaventose e col sostegno tagliato. Non è che ci si possa aspettare che lo raccontiamo noi sui nostri blog. A noi tocca  lavorare, quelli che devono raccontare sono quelli pagati per farlo. Mi auguro che lo facciano.</p>
<p>Le cose veramente gravi, in questo nostro pudibondo paese, si dicono un po&#8217; a mezza bocca. Ma se uno lo vuole capire, che la scure dei tagli colpisce i settori più indifesi della popolazione, lo capisce. Perché è ovvio che non si sta parlando  di licei classici, qui. Non è ovvio? Gli alunni H vanno per lo più al professionale, non al liceo classico. E, con loro, ci vanno gli immigrati e gli italiani con i percorsi scolastici più difficili alle spalle e, spessissimo, con famiglie meno presenti e/o meno in grado di farsi sentire di quelle dei licei del centro. Ed è in queste scuole, tra questi studenti, che abbiamo le classi con gli alunni uno sopra all&#8217;altro, e lì già fai fatica a fare lezione in condizioni normali, figurati così.</p>
<p>Tienila tu, la disciplina, in classi imbottite di gente dove non li vedi manco più, i tuoi alunni spersi dietro muri di teste dei compagni, e prova a farli concentrare, magari per due ore di fila, in ambienti sovraccarichi dove si soffoca e dove ogni brusio crea un rumore di fondo che si impone su qualsiasi cosa. Faglieli tu, dei compiti in classe che abbiano un senso una volta corretti e valutati, in mezzo a quella massa umana tra cui è ridicolo anche immaginarla, una sorveglianza affinché non si copi. Boh. Cosa vuoi che si faccia? Ci si porrà obiettivi ancora più minimi dell&#8217;ultimo obiettivo minimo che ci siamo dati, punteremo ai tre grammi di cultura generale. Non so, che altro si può fare? Dimmelo, voglio saperlo.</p>
<p>E poi, siccome sono anche umana, vorrei sapere con precisione di chi sarà la responsabilità laddove dovesse esserci qualche incidente nelle nostre classi dove, per legge, non potrebbero esserci più di 26 alunni ma, sempre per legge, non devono essercene meno di 27.</p>
<p>E, no, non sto delirando: è che la normativa sulla sicurezza dice: &#8220;Il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in: 26 persone/aula&#8221;. E il Decreto Gelmini impone di &#8220;<a href="http://genova.repubblica.it/dettaglio/genitori-allattacco-della-gelmini-fuorilegge-le-aule-sovraffollate/1725016">formare classi prime (di nuova formazione) con un numero minimo di allievi di 27.</a>&#8221; E qua ci si può anche rassegnare, a vivere in uno Stato schizofrenico, ma si vorrebbe almeno evitare di finire in galera. Ché, come è noto, è tutta una gara a chi ci lascia più soli e a chi ci lincia meglio, quando succedono i guai.</p>
<p>Intanto, come dicevo all&#8217;inizio, io non voglio farmi del male. Sono una tizia che vuole essere felice, io, e di passare un altro anno ad avvelenarmi non ne ho voglia.</p>
<p>Credo di potere essere ragionevolmente felice se adotto una serie di accorgimenti, sul lavoro: distacco emotivo, innanzitutto. Moderato interesse antropologico per le curiosità del nostro ridente Paese e irrobustimento del senso dello spirito. Programmazione di ferro con obiettivi più ragionevoli che ambiziosi. Investimento economico personale per semplificarmi il lavoro (usare il mio pc in classe, le mie casse, i video che compro di tasca mia, le fotocopie che riesco a sgraffignare in giro etc.) ché, quanto meno, me lo risparmio in medicine. Uso delle tecnologie per facilitare le cose ai ragazzi e togliergli pure qualche scusa per non fare nulla: le fotocopie, metterle online affinché se le possano scaricare, e mettere online gli appunti, le schede, la roba che si somma al caos di classe e delle teste di tutti noi e che poi non trovano più, loro, e se la trovano non sanno più manco cos&#8217;è, ché il casino abbatte soprattutto i meno precisi, i meno organizzati, e mi sa che in rete riesco a mantenere più ordine che in real life.</p>
<p>Sto cercando di fare &#8217;ste cose qua, insomma, e mi sto persino divertendo, nonostante tutto. Spero di andare avanti così. Spero di non abbattermi, lungo l&#8217;anno. Di sicuro, altri dieci chili non me li posso permettere.</p>
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		<title>Chissà come mai Zapatero si è incazzato</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 09:52:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cose di Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo cialtrone]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[
No, ma dimmi tu: arriva in Italia Zapatero, leader di un paese dove Berlusconi è definito in televisione come un &#8220;vecchio porco&#8221; da destra e sinistra in insolita sintonia, e dove mia figlia manco lo dice più, che è per metà italiana, ché i pragmatici spagnoli sono ormai giunti alla conclusione che ognuno ha il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/caffe.jpg"><img class="size-full wp-image-2472" title="caffe" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/caffe.jpg" alt="caffe" width="119" height="105" /></a></p>
<p>No, ma dimmi tu: arriva in Italia <strong>Zapatero</strong>, leader di un paese dove Berlusconi è definito in televisione come un &#8220;<em>vecchio porco</em>&#8221; da destra e sinistra in insolita sintonia, e dove mia figlia manco lo dice più, che è per metà italiana, ché i pragmatici spagnoli sono ormai giunti alla conclusione che ognuno ha il premier che si merita e che noi, evidentemente, ci meritiamo questo.</p>
<p>Arriva Zapatero, dicevo, e si sorbisce lo show del nostro tarantolato presidente, una brutta minaccia fatta sotto il suo naso al maggiore quotidiano spagnolo che, incidentalmente, il suddetto presidente-editore sta pure cercando di comprare e, ciliegina sulla torta, l&#8217;affermazione che &#8220;le donne sono un regalo di Dio agli uomini&#8221; rivolta a due ministre del suo governo. Incassa tutto come può e, alla fine, gli viene proposto un caffè. La villa del presidente è vicina, rifiutare sarebbe una chiara allusione agli scandali e così il povero Zapatero ci va. Senza pubblicità, senza clamori, senza la compagnia della sua delegazione, di corsa e pronto a svignarsela subito. E così fa: beve un caffè e poi &#8211; con un sospiro di sollievo, immaginiamo &#8211; attraversa la frontiera e approda in Francia, tra gente normale.</p>
<p>E cosa ti scopre, lì? Che è cascato in una trappola, giacché il Giornale della famiglia Berlusconi &#8211; unico a dare la notizia &#8211; racconta di &#8217;sto benedetto caffè e<a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=381516"> lo fa in questi termini</a>:</p>
<blockquote><p><em>C’è una sinistra che non ha paura di aprire quel cancello. È una sinistra che parla un’altra lingua e non si vergogna di togliere i sigilli della censura alla villa del peccato. È una sinistra curiosa di visitare Villa Certosa e vedere l’effetto che fa. È una sinistra capace di ridere alle battute di Berlusconi senza imbarazzo. È una sinistra che ha la faccia divertita e curiosa di Zapatero.<br />
Che colpo per la sinistra italiana che da mesi dipinge la Certosa come un set del «Satyricon» di Fellini.</em></p></blockquote>
<p>Ecco, gli mancava solo questa.<em> </em>Dopo essersi visto minacciare il maggiore quotidiano del suo paese sotto al naso, e in diretta TV. Ma cosa gli viene in mente al Giornale, dico io? Come gli viene in mente a Berlusconi di permettere un simile articolo, mi domando. Ma che è, il caffè di Sindona? Ma ce ne sono di caffè senza veleno, in Italia, o bisognerà portarselo da casa, per &#8217;sti poveri stranieri?</p>
<p>E quindi la stampa spagnola lo mette in croce, &#8217;sto povero Zapatero, con l&#8217;articolo del Giornale ripreso in mezza Spagna e tutti a chiedergli spiegazioni e lui costretto a spiegare l&#8217;ovvio, che ha agito per &#8220;cortesia istituzionale&#8221;, e comunque ciò non lo scagiona del tutto dalla figuraccia che gli ha fatto fare Berlusconi. E così la racconta El Pais:</p>
<blockquote><p><a href="http://www.elpais.com/articulo/espana/Zapatero/visita/tapadillo/Villa/Certosa/elpepuesp/20090912elpepinac_4/Tes"><strong>Zapatero visita di nascosto Villa Certosa. Il quotidiano della famiglia Berlusconi afferma che la sua visita legittima la villa.</strong></a></p></blockquote>
<p>E continua:</p>
<blockquote><p><em>Berlusconi ha invitato Zapatero a prendere un caffè nella sua villa e questi, per motivi &#8220;di cortesia&#8221; secondo quanto ha spiegato ieri &#8211; ha accettato quella che poi si è rivelata essere una trappola. [...]<br />
Il primo ministro italiano, assediato dagli scandali da mesi, non ci ha messo neanche 24 ore a fare fruttare la sorprendente visita. Ciò che non era stato raccontato da fonti governative lo ha raccontato ieri Il Giornale, proprietà della famiglia Berlusconi, in prima pagina e con questo titolo: &#8220;Il mito dei progressisti legittima Villa Certosa&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>E quindi si è dovuto scusare, Zapatero, e mi sa che <a href="http://www.abc.es/20090912/nacional-politica/zapatero-contesto-alusiones-berlusconi-20090912.html">la cosa non finisce neanche qua</a>.</p>
<p>Ed è buffo leggere che la stampa italiana &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-27/gelo-cancellerie/gelo-cancellerie.html">Repubblica</a> compresa &#8211; racconta della presa di distanza di Zapatero in termini generali, senza dare peso al trappolone. E spiegano che Berlusconi è lì che si chiede: &#8220;<a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-27/gelo-cancellerie/gelo-cancellerie.html">Ma cosa avrà voluto dire?</a>&#8221; davanti alla presa di distanza zapateriana. E che adesso &#8220;teme il gelo delle cancellerie&#8221;.</p>
<p>Ma va&#8217;?</p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/prensa.jpg"><img class="size-full wp-image-2481  aligncenter" title="prensa" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/prensa.jpg" alt="prensa" width="130" height="99" /></a><br />
</em></p>
<p><strong>Rassegna stampa</strong>: <a href="http://www.elperiodico.com/">El Periodico de Catalunya</a>: &#8220;<a href="http://www.elperiodico.com/default.asp?idpublicacio_PK=46&amp;idioma=CAS&amp;idnoticia_PK=644323&amp;idseccio_PK=1008#">Berlusconi si vanta di avere portato Zapatero nella sua villa</a>&#8221;<br />
Estratto dell&#8217;articolo: &#8220;<em>Attraverso uno dei suoi mezzi di comunicazione, il quotidiano milanese Il Giornale, Berlusconi ha voluto che si sapesse, con un articolo pieno di commenti beffardi, che il capo del Governo spagnolo aveva trascorso 20 minuti, giovedì, a Villa Certosa, la villa privata sospettata di essere usata come un lupanare dal premier italiano.</em>&#8220;</p>
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		<title>Ancora sul rimbambimento a sinistra</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 10:42:47 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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		<description><![CDATA[Rododentro ci ha il dono della sintesi:

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://rododentro.blogspot.com/">Rododentro</a> ci ha <a href="http://rododentro.blogspot.com/2009/09/il-partigiano-gianfy.html">il dono della sintesi</a>:</p>
<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/090109_gianfy.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2468" title="090109_gianfy" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/09/090109_gianfy-300x211.png" alt="090109_gianfy" width="300" height="211" /></a></p>
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		<title>Fini e Genova: come è potuto succedere</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 09:52:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Patria (matrigna?)]]></category>

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(ASCA) &#8211; Roma, 26 ago - &#8221;Come italiano sono stato felice che la Corte europea abbia detto in modo inequivocabile che Placanica abbia agito per legittima difesa. Mi fa piacere che applaudiate, perche&#8217; ci ricordiamo quante polemiche ci furono&#8221;.
In questi termini, intervenendo alla Festa democratica di Genova, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/08/fini-pd.jpg"><img class="size-full wp-image-2461   alignleft" title="fini-pd" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/08/fini-pd.jpg" alt="fini-pd" width="150" height="86" /></a><a href="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/08/g8.jpg"><img class="size-full wp-image-2462 alignnone" title="g8" src="http://www.ilcircolo.net/lia/wp-content/uploads/2009/08/g8.jpg" alt="g8" width="133" height="93" /></a></p>
<blockquote><p><a href="http://www.asca.it/news-G8_GENOVA__FINI__DA_ITALIANO_FELICE_PER_DECISIONE_CORTE_EUROPEA-854797-ORA-.html">(ASCA) &#8211; Roma, 26 ago </a>- &#8221;Come italiano sono stato felice che la Corte europea abbia detto in modo inequivocabile che Placanica abbia agito per legittima difesa. Mi fa piacere che applaudiate, perche&#8217; ci ricordiamo quante polemiche ci furono&#8221;.</p>
<p>In questi termini, intervenendo alla Festa democratica di Genova, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato la decisione della Corte europea sui fatti del G8 di Genova.</p></blockquote>
<p>E l&#8217;applauso c&#8217;è stato eccome, in effetti. Un applauso che non ti dico, nella sala <strong>Guido Rossa</strong> (già) del Porto Antico, <strong>Festa Democratica a Genova.</strong><br />
Documentato in video e fatto rivedere da <a href="http://www.fondazionedaje.com/">Zoro al Dopolavoro Democratico</a> della sera dopo, sia mai che a qualcuno venisse voglia di minimizzarlo.<br />
Ripreso tra gli sfottò di un <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=377674">gongolante Giornale</a>.<br />
Raccontato con rassegnazione da chi, a sinistra, si è ritrovato a dovere spiegare<a href="http://www.linkontro.info/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2198:gli-applausi-del-pd-a-fini-e-alla-morte-di-carlo-giuliani&amp;catid=40:la-sinistra-che-verra&amp;Itemid=72"> in cosa consistesse la sentenza</a> e quanto poco ci fosse da applaudire.<br />
Applaudire <strong>Fini</strong>, poi. Che durante quel G8 era a Genova, a dare ordini a chi massacrava la gente.</p>
<blockquote><p><span style="color: #cc0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #cc0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #cc0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #cc0000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.linkontro.info/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2198:gli-applausi-del-pd-a-fini-e-alla-morte-di-carlo-giuliani&amp;catid=40:la-sinistra-che-verra&amp;Itemid=72">Infatti, secondo la Corte Europea, ciò che rende l’Italia colpevole, e la obbliga a risarcire con 40.000 euro la famiglia Giuliani, è proprio il fatto che l’indagine non abbia verificato “se le autorità avevano pianificato e gestito le operazioni di mantenimento dell’ordine pubblico in modo da evitare il tipo di incidente che ha causato il decesso di Carlo Giuliani”. E ancora, “la Corte vede uno stretto legame tra lo sparo mortale e la situazione nella quale Mario Placanica e Filippo Cavataio si sono ritrovati” e “le indagini non sono state adeguate nella misura in cui hanno ricercato quali fossero le persone responsabili di detta situazione”.</a></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></p></blockquote>
<p>E tu la guardi, la gente che va alla Festa di Genova e che ascolta i dibattiti, segue gli interventi dei vari leader, si appassiona e si sbraccia, e ti pare gente perbene, sana, l&#8217;ultima diga all&#8217;impazzimento berlusconiano dell&#8217;Italia tutta, gente tra cui una si sente a suo agio, società civile di cui non vergognarsi, cittadini attivi nella vita pubblica di una delle città più civili d&#8217;Italia, una di quelle di cui ci si vergogna di meno.<br />
E quelli prendono e applaudono Fini, che è lì sul palco a prenderli per il culo.</p>
<p>Me lo sto chiedendo da giorni, come sia potuto succedere. In questa città, a quella platea.<br />
Credo che la risposta, agghiacciante, sia che non lo hanno fatto apposta. Che sia stato come un riflesso dettato da mille anni di condizionamento televisivo, la semplice e meccanica risposta a uno stimolo che chiedeva entusiasmo e battiti di mani a un pubblico di telespettatori.</p>
<p>Si sente in giro una certa voglia di glissare, di togliere peso all&#8217;episodio, di concentrarsi sulle parti più condivisibili dell&#8217;intervento di Fini e di pensare solo agli applausi rivolti a queste ultime, per dire che &#8220;abbiamo applaudito le nostre idee, non Fini&#8221;.<br />
E non è vero, invece. Non è andata così.</p>
<p>E&#8217; andata che è bastata un po&#8217; di vaselina nei discorsi su bioetica e immigrazione per prendere una benintenzionatissima platea del PD, metterla a quattro zampe e inchiappettarla in diretta YouDem mentre sostiene, col suo applauso genovese e democratico, un leader politico che &#8211; lui sì &#8211; è stato condannato dalla Corte Europea per avere permesso che questa città venisse messa a ferro e fuoco.</p>
<p>Così, è andata. E&#8217; andata che Genova, la Genova che va alla Festa Democratica, reagisce come qualsiasi altro telespettatore italiota allo stimolo di elargire un applauso. Come prevedibili topini da laboratorio, tutti quanti.</p>
<p>Idioti.</p>
<p>Si deve essere divertito come un pazzo, il pifferaio Fini, nel farli precipitare tutti assieme nel nulla a cui credevano di stare resistendo.</p>
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