<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><!-- generator="FeedCreator 1.7.2" --><rss version="2.0">
    <channel>
        <title>ilDeposito.org</title>
        <description>I feed del sito ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale</description>
        <link>http://www.ildeposito.org</link>
        <lastBuildDate>Thu, 12 Nov 2009 16:37:26 +0100</lastBuildDate>
        <generator>FeedCreator 1.7.2</generator>
        <atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/ildeposito" type="application/rss+xml" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item>
            <title>Ricordate brava gente - Antonio Catacchio</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1363</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1363">Ricordate brava gente</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=9">La canzone politica degli anni '70 (1970-1980)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=33">Diego De Palma</a>, <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=291">Antonio Catacchio</a><p><pre><br>Ricordate brava gente
di quel mese di dicembre
era nel '69
con denunce in ogni dove
Dopo un lungo autunno caldo
il potere non è saldo
c'è la lotta, c'è il contratto
e succede questo fatto:
alla Banca dell'Agricoltura
scoppia una bomba da far paura!

Sono morti agricoltori,
pensionati e non signori,
ma ad un servo del padrone
no, non sfugge l'occasione!
E Nutrizio sul giornale
esce con l'editoriale
"Strage tra la borghesia,
la matrice è l'anarchia"
E incomincia proprio là
l'ultimo complotto contro la libertà!

Come sempre, come suole
un colpevole ci vuole
non importa chi egli sia
purché centri l'anarchia!
Non è ancora un dì passato
che Valpreda è già arrestato
ma l'avevano già in mente
fin dal giorno precedente
e il Corriere scrive ch'è un pazzo,
anarchico, drogato e pure pregiudicato

Un compagno dell'arrestato
è in questura interrogato
Ha un alibi di ferro
ma lo torchiano lo stesso
Lui è calmo, abituato
e non sembra preoccupato
ma ad un tratto - fatto strano -
vola giù dal quarto piano
Guida il questore poi dirà
"Quel suicidio è un'autoaccusa". Già!

Calabresi e i suoi compari
oggi sono commissari
ma se vanno per le strade
voi sapete che gli accade?
Là, sui muri di Milano,
ci son tante scritte a mano
che gli gridano sul viso
che Pinelli è stato ucciso:
se Pinelli si è buttato,
Calabresi allora si è sparato!

Non dobbiamo chieder luce
a chi luce non può fare
se i padroni metton bombe
non lo vanno a raccontare!
Il processo che vogliamo
quello che bisogna fare
nelle strade e nei quartieri
è il processo popolare:
non Valpreda è l'imputato,
noi dobbiamo processar lo Stato!
 </pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1363">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1363</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Au-devant de la vie -  Jeanne  Perret</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1362</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1362">Au-devant de la vie</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=5">Primo dopoguerra, fascismo e antifascismo (1918-1943)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=289"> Jeanne  Perret</a><p><pre><br>Ma blond’, entends-tu dans la ville
Siffler les fabriqu’s et les trains ?
Allons au-devant de la bise
Allons au-devant du matin

  Debout, ma blond’ ! chantons au vent !
  Debout, amis !
  Il va vers le soleil levant
  Notre pays !

La joie te réveille, ma blonde
Allons nous unir à ce chœur
Marchons vers la gloir’ et le monde
Marchons au-devant du bonheur.

  Debout, ma blond’...

Et nous salu’rons la brigade
Et nous sourirons aux amis
Mettons, en commun, camarades
Nos plans, nos travaux, nos soucis

  Debout, ma blond’... 

Dans leur triomphant’ allégresse
Les jeunes s’élanc’nt en chantant
Bientôt une nouvelle jeunesse
Viendra au-devant de nos rangs

  Debout, ma blond’... 

Amis, l’univers nous envie
Nos cœurs sont plus clairs que le jour
Allons au-devant de la vie
Allons au-devant de l’amour.
</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1362">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1362</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Ballata della III Brigata Garibaldi "Oberdan Chiesa" - Pardo Fornaciari</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1361</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1361">Ballata della III Brigata Garibaldi "Oberdan Chiesa"</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=12">La canzone politica dagli anni '80 (1980-)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=116">Pardo Fornaciari</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=2">antifascisti</a><p><pre><br>8 settembre il re era scappato
nasce una banda su nel massetano
tra l’Uccelliera e i boschi del Poggione
si raduna un reparto partigiano.

Cerboni Elvezio è il primo comandante
ma a Aprile a San Dalmazio è catturato
per via d’un traditor portato a Pisa
e in questura, di giugno, fucilato. 

A novembre comincia a comandare
Mario Chirici, un vecchio capitano
col petto decorato di medaglie
garibaldino e repubblicano. 

Ma l’esperienza non basta a salvare 
la formazione dal rastrellamento
al Frassine la strage fu feroce
pei partigiani fu uno sbandamento.


Otello Gattoli,il Meoni,
il Benedici ed il Fidanzi
con il Mancuso restan senza munizioni
Le mani alzate escono fuori 
e s’arrendon ai fascisti 
che li finiscono a colpi di pugnal!

Il parroco del Frassine quei morti
li spregia e non li vuole benedire
“Sono ribelli, son dei senza dio”
la messa a loro non gli vuole dire.

Mentre le donne di Monterotondo
dieci camicie rosse hanno cucito
per i ribelli che sulle colline
la Terza Brigata han costituito.

Quando ad Aprile trenta partigiani
con le camicie dal colore acceso
al Frassine riprendono il paese
il prete ci rimane assai sorpreso…

Gli tocca di sonare le campane
in onore dei morti di febbraio
l’obbligan anche a dirgli la messa:
la chiesa s’empie e pare un formicaio!

Terza Brigata Garibaldi
da Val di Cornia a Rosignano
tutta la costa libera  armi alla mano
da Suvereto e da Piombino,
a Vada Cecina Livorno
caccia i fascisti dai paesi e le città!

Sui monti di Liguria un altro figlio
della nobile terra maremmana
il tenente Licurgo Bardelloni 
organizza la guerra partigiana

Ma il freddo inverno del quarantaquattro
lo tradisce, ed è vicino a Imperia
che torturato viene e fucilato
dai neri con perversa cattiveria.

Pei partigiani si prodiga Norma
Ma la brigata nera la cattura
E tutta notte dentro la caserma
La banda di aguzzini la tortura.

La fanno a pezzi ma lei non informa
Quei pervertiti in divisa scura.
Passò la notte tragica e all’aurora
Per Norma risuonò l’ultima ora

Norma Pratelli è un orifiamma
acceso nei cuori in Maremma
son scarafaggi senza nome i neri
per tutti noi che rimaniamo
commossi e la ricordiamo
Norma è una luce di ideale e civiltà!

Il dieci giugno del quarantaquattro
Monterotondo entran i partigiani
per consegnare cibo ai cittadini
svuoteranno l’ammasso l’indomani

Ma all’improvviso arrivano i tedeschi
armati fino ai denti a bombardare
il Chirici dispone  le difese
poi dice: ci si deve ritirare!

Gallistru Alfredo è colpito a morte 
con altri quattro: Ercole Ferrari 
lo strazia un vile colpo di mortaio 
con il compaesan Gino Borsari.

Più tardi cade Ateo Casalini
tornato indietro per recuperare 
armi preziose con le munizioni
che servivano per ricominciare.

Resta a sparare Mario Cheli
non si ritira insieme agli altri
ma li protegge con la sua mitraglia
Così il drappello partigiano 
si sgancia e torna nei suoi boschi
ma cade Mario massacrato dai tedeschi!
</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1361">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1361</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Partisanen vom Amur  </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1360</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1360">Partisanen vom Amur </a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=5">Primo dopoguerra, fascismo e antifascismo (1918-1943)</a><br><b>Tematiche:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=2">antifascisti</a>, <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=6">comunisti</a><p><pre><br>Durch's Gebirge durch die Steppen
Zog unsre k?hne Division
Hin zur K?ste dieser weissen,
Hei? umstrittenen Bastion.

Rot vom Blut, wie unsere Fahne,
War das Zeug. Doch treu dem Schwur,
St?rmten wir die Eskadronen,
Partisanen vom Amur. 

Kampft und Ruhm und bittere Jahre!
Ewig bleibt im Ohr der Klang,
Das 'Hurra' der Partisanen,
Als der Sturm auf Spassk gelang.

Klings es auch wie eine Sage,
Kann es doch kein M?rchen sein:
Wolotschajewska genommen!
Rotarmisten zogen ein

Und so jagten wir zum Teufel
General und Ataman.
Unser Feldzug fand sein Ende
Erst am Stillen Ozean </pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1360">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1360</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Les Partisans </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1359</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1359">Les Partisans</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=5">Primo dopoguerra, fascismo e antifascismo (1918-1943)</a><br><b>Tematiche:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=2">antifascisti</a>, <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=6">comunisti</a><p><pre><br>Par le froid et la famine
Dans les villes et dans les champs
A l’appel du grand Lénine
Se levaient les Partisans. (bis)

Pour reprendre le rivage
Le dernier rempart des Blancs
Par les monts et par les plaines
S’avançaient les Partisans. (bis)

Notre paix c’est leur conquête
Car en mil neuf-cent-dix-sept
Sous les neiges et les tempêtes
Ils sauvèrent les Soviets. (bis)

Ecrasant les armées blanches
Et chassant les atamans
Ils finirent leur campagne
Sur les bords de l'océan. (bis)
</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1359">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1359</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Canto dei Partigiani </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1358</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1358">Canto dei Partigiani</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=5">Primo dopoguerra, fascismo e antifascismo (1918-1943)</a><br><b>Tematiche:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=2">antifascisti</a>, <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=6">comunisti</a><p><pre><br>Alla lotta, avanti, avanti
l'arma in pugno, l'odio in cuor
Contro l'orda di briganti
che hanno invaso il patrio suol
Contro l'orda di briganti
che hanno invaso il patro suol!

E' un'ondata di riscossa
che s'avanza con fragor
è l'eroica Armata Rossa
che s'avanza con fragor
è l'eroica Armata Rossa
che s'avanza con fragor
	
Va pei monti va pei piani
dai  paesi alle città
dalla Russia ai Balcani
dalla Francia al nostro mar
dalla Russia ai Balcani
dalla Francia al nostro mar

Son le bande partigiane
che all'assalto se ne van
Morte a Hitler ai suoi briganti
Viva l'internazional!
Morte a Hitler ai suoi briganti
Viva l'internazional!</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1358">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1358</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Asì como hoy matan negros - Sergio Ortega</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1357</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1357">Asì como hoy matan negros</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=8">Dal centrosinistra all'autunno caldo (1963-1969)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=287">Pablo Neruda</a>, <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=286">Sergio Ortega</a><p><pre><br>Asì como hoy matan negros
Antes fueron mexiicanos.
Asì, matando chilenos,
nicaraguenses, peruanos,
se desataban los gringos
con istintos inhumanos.
Quièn le disputa el terreno
Y quièn de frente los reta?
Es un bandido chileno,
es nuestro Joaquin Murieta.

Un dia por la vereda
Pasò un caballo de seda.
Ahora por los caminos
Galopa nuestro destino
Y como las amapolas
Se encendieron sus pistolas.
Quièn le disputa el terreno
Y quièn de frente los reta?
Es un bandido chileno,
es nuestro Joaquin Murieta.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1357">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1357</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Genova 2001.Ballata per Carlo Giuliani ragazzo - Renato Franchi</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1356</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1356">Genova 2001.Ballata per Carlo Giuliani ragazzo</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=12">La canzone politica dagli anni '80 (1980-)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=285">Renato Franchi</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=14">contro le forze dell'ordine</a><p><pre><br>Genova un cielo azzurro 
e strade colorate
la bella città sul mare 
trafitta dalle barricate
cantava la speranza 
di mille parole nuove
uccise dalla violenza 
crocifisse sotto il sole
uccise in piazza Alimonda 
colpite sotto il sole.

Ricordo giorni crudeli 
massacrare Ilaria Alpi
il passo della guerra 
il traffico di armi
ricordo i bei vent'anni 
di Carlo Giuliani
i sogni di un ragazzo 
il suo sorriso nel domani
schiacciato sull'asfalto 
con i suoi giorni nelle mani.

Nel bosco dei misteri 
passava la lepre pazza
la stage di Bologna 
Milano e la sua piazza
cadevano fiori e lacrime 
Borsellino con Falcone
gli angeli di Ustica 
ali spezzate in fondo al mare
tutti gli angeli di Ustica 
scomparsi in fondo al mare.

Ho visto il maggio offeso 
di Piazza Della Loggia
i morti di reggio emilia 
e una vecchia contessa
ho visto il treno Italicus 
la nuova borghesia
la notte dei lunghi coltelli 
colpire la democrazia
la notte dei lunghi coltelli 
il sangue della scuola Diaz.

Ho visto in via Italia 
il cuore del partigiano
cantare dio e morto 
un vecchio col bambino
ho visto bella ciao 
dare una rosa a Che Guevara
gli occhi di Fabrizio 
piangere nella sera
gli occhi di un ragazzo 
chiudersi nella sera.

Urlava sotto il cielo 
Genova insanguinata
la dolce città sul mare 
chiusa da un abarricata
ho visto l'allegria 
di mille parole nuove
uccise dalla violenza 
schiacciate sotto il sole
uccise dalla violenza 
ma poi rialzarsi con il sole.
</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1356">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1356</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Quatr'asüs par l'Ardizôn - Collettivo Ticino Riva Sinistra</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1355</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1355">Quatr'asüs par l'Ardizôn</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=9">La canzone politica degli anni '70 (1970-1980)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=252">Collettivo Ticino Riva Sinistra</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=14">contro le forze dell'ordine</a><p><pre><br>Sgiügatôn d'un ventasel
pèrz'in trüscia a fa il püèl
rènt'ai sôchi di tusânn
c'ai gipìsan me giavânn

Ventasel s'te ghe stê
g'a sarîa bèn ôl'mistê
föeravia di sciancâ röes
d'ul fa dâgn dènt'in di pröes

Gh'e bisugn da öen me ti
lìbar d'il zo fa e'l zo dî
nuta gôss cûa o bugnôn
'nvèr Partîi Prèti e Padrôn

Vöen che a nom da tül nöen
mal in buca cun nisöen
quatr'asüs pa'n pôr matài
'l g'abia a dî sèn'risc da guai

Quatr'asüs par l'Ardizôn
sto mortu trài'nd'un cantôn
giò da birl'a driza e manzina
a chi l'Idea ga impîs la tazina

Da famiglia sü
drüi me l'aî l'a'urzü pü
müscia i baüsc cun sciuri e driti
e al z'î scirâa cui por puariti

'nd'il zò coô da lü
nè fâm nè guèr g'an duêa'vès pü
pü da sèrvi e sfrütadur
pü balusâdi nè camûr

Tül fradîi cumpâgn
e via quî mèrdi muntâa in scrâgn
un mondu metu e püsê bèl
diulamadona g'an fai la pèl

Gh'ên pensâa i pulizài
por cristi an'lur da pôc' pispài
cunt'na gìp g'ân fiombâa adòss
gh'ên sgigutâa pulida i oss

Vintisèti utubar
milanöecènsesantadü
'nsü'na piaza de Milan
"capitale morale" da nöen tagliân

Ventasel che i fiur di sciês
te ve a scialâi 'nsül Vilures
sàlvan vöen par l'Ardizôn
fiur an'lü stripâa in giutôn

Quân te riprèndarê
a cûr il mondu 'nânzi e 'ndrê
dìgal a tüti che il Putèntaâ
d'un ôltar zangui a ze imbratâa

E a tül quî maramân
lì par la mica a fa i rufiân
dîg' che i öegi di nôs spûs
'ndè'i lacrimogiân în ôlt' pititûs

E ma l'e coldu il manên
d'un bucieta trâi in gingên
quân che in piaza i nôs rasôn
sa scôntran cun füm e bastôn

Ventasel fa cur i vûs
che a füria da sumenâ crûs
s'a finìs cunt'il raghöei
rosc d'urtighi e pügn da löei

Ma 'ürêmas bèn da cristiân
sa'öerum no pèrdi il patân
quân che quî dopo n'è nöen
dumandaràn cume mai vöen

'n fiöe da la lege me l'Ardizôn
'l zia restaâ öen e no miliôn...</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1355">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1355</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>La ballata di Longarone - Beppe Chierici</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1354</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1354">La ballata di Longarone</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=8">Dal centrosinistra all'autunno caldo (1963-1969)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=283">Beppe Chierici</a><p><pre><br>Si dice che un giorno 
un Dio scocciato
dei mali del mondo
lo abbia affogato.
Ma prima di usare
gli idranti celesti
Lui volle salvare
gli uomini onesti.

Fra tutti Noè
salvò la pellaccia,
gli altri, ahimé!
Eran tutta gentaccia...
Le bestie, va detto,
non sanno peccare
E su un "vaporetto"
le fa galleggiare.

Per quanto spietato
quel Dio genocida
salvò gli animali
dall'idro-corrida.
Or giunti a 'sto punto
possiamo affermare
che a volte il buon Dio
sa 'discriminare'...

Or son nove anni
che un monte annoiato
di starsene fermo   
dov'era piantato,
scoprendosi intorno   
la vallata bella
si disse "Un bel giorno   
ci andrò in camporella!..."

Da tempo smaniava   
quel monte iracondo
e alberi e massi   
mandava nel fondo.
La gente sapeva   
di questi "traslochi",
di lui si diceva:   
" 'Sto monte ...va in tòchi !"

E Tòc fu chiamata   
l'inquieta montagna
" Neanca 'e cavre   
e a sù più no 'e magna!"
Nessuno mai non ebbe   
il sentore più vago
che in quella vallata   
facessero un lago.

Invero nessuno,   
a parte un cretino,
poteva pensare   
di farci un bacino.
Qualcuno si mosse,   
tentò di spiegare
che un lago col Toc   
non era un affare.

"Sa, quella montagna,   
non vuole star ferma,
mi creda è una "lagna"!   
ne chieda conferma.
È velleitaria,   
rivoluzionaria,
ci pianta una grana,  
le dico, è una frana!..."

"Faremo la diga!   
lo abbiamo deciso,
la gente del luogo   
ne avrà preavviso."
" Mi creda, siòr...   
No sè ostruzionismo!...
(Eh eh...) Suvvia, signore...!   
Un po' di SADE...ismo !"

È nato il bacino   
in quella vallata,
la gente ha paura   
si sa condannata.
Si chiudon le porte   
si tiran le tende
sul lago di morte   
che lento si estende.

Ma il Toc ha deciso   
di andarsene a spasso,
non dà preavviso   
e scende da basso...
E a notte nel lago   
si fa un pediluvio
E su Longarone   
si avventa il diluvio.

È un'onda tremenda   
che oscura le stelle,
tre oceani insieme   
che il globo si espelle.
Distrugge ogni casa   
le bestie, la gente
Fa "tabula rasa"   
non resta più niente.

Vajont, Longarone,   
duemila e più morti,
sei anni d'inchiesta,   
controlli, rapporti,
dossier d'istruttoria,   
e per ogni perizia
c'è il suo promemoria:   
"Si vuole Giustizia!"

Illustri togati   
e "Azzeccagarbugli"
decidon che "Onde   
evitar tafferugli,
si spostino altrove  
imputati e processo,
lontano da dove   
il fatto è successo."

Accusa e difesa...   
Tre mesi di udienza
e al mondo in attesa   
si dà la sentenza.
Trecento cartelle   
per dir suppergiù :
"È acqua passata,   
... non macina più ! "

Ma sopra una tomba   
lassù a Fortogna,
son scritte sul marmo   
diciotto parole
che gridano al mondo   
la nostra vergogna :

   "Barbaramente e vilmente trucidati

   per leggerezza e cupidigia umana,

   attendono invano giustizia

   per l'infame colpa.

        - Eccidio premeditato -"</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1354">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1354</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Dopo Ardisun - Collettivo Ticino Riva Sinistra</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1353</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1353">Dopo Ardisun</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=9">La canzone politica degli anni '70 (1970-1980)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=252">Collettivo Ticino Riva Sinistra</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=14">contro le forze dell'ordine</a><p><pre><br>Ventasel che i bei tusan
te ghe sulevet i sutan
e magari per dispett
propi intant che pasa un pret

Ventasel o palandran
ma te smetet de fa el rufian
dai che proeuvum e sulevà
un belo steso in sul pasaa

Ghe voeur giust un come ti
liber d'es, d'andà e venì
sensa debit né duver
con questo o quel cento poter

Vun che lu i guai del poi
mica rischiando come noi
a nomm d'un mort te provi a dì
come i gobi dritti dritt

A nom del Gianni, sai L'Ardisun
sto mort trà la, in un cantun
scomund a destra e a mansina
a chi con l'idea se riemp la tasina

Figlio di famiglia bene
lu che l'ha prest i ball piena
dei balosat de la sua class
e insema a numm l'è 'gnu a schierass

E insema a numm in piassa domm
Gianni el vusava "Yankee go home"
che "viva Cuba, viva Fidel"
dio la madona gh'han fat la pell.

Ventises d'utuber
milnovcentsessantaduu
in pieno centro li a Milan
capitale morale de noen italian

Gh'an fat la pel quei assassit
del terzo celere, brut caìt
int'una jeep in piumbà adoss
che l'han ridott a un mucc de oss.

Un mucc de oss che al lato pratic
imbarassava gli apparati
che adess la linea del partit
era per gli Usa e gli URSS unit

Ventasell che i fiur dei sces
t'avean dispers su figliulet
salven vun per l'Ardisun
caduto sembra sensa resun

Sui to al d'argent
porta in gir el nostr lament
per quel che mass e moeur a vent'ann
mentre su in alt se dan la man.

Ventasel fa curr la vus
che seminare lut e cruss
se finiss poi col ragoeuil
spine, urtigh, gramigna e loeui

Ventasell fai stremì
digh che il Gianni l'è ancora qui
e per un Gianni che lur massen
in des, il Beppe ghe rimpiassen!!

E per un Gianni che lur massen
in cent, il Piero che rimpiassen!!
e per un Gianni che lur massen
in milan, il Mario che rimpiassen!!</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1353">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1353</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Latinoamérica Es Un Pueblo Al Sur de E. U. - Jorge Gonzales</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1352</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1352">Latinoamérica Es Un Pueblo Al Sur de E. U.</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=12">La canzone politica dagli anni '80 (1980-)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=282">Jorge Gonzales</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=4">antimperialisti</a><p><pre><br>Para turistas gente curiosa, 
es un sitio exótico para visitar
es solo un lugar económico, 
pero inadecuado para habitar
les ofrecen Latinoamérica, 
el Carnaval de Río 
y las Ruinas Aztecas
gente sucia bailando en las calles, dispuesta a venderse
por alguna USA dolars

Nadie en el resto del planeta 
toma en serio a este inmenso pueblo 
lleno de tristeza
se sonríen cuando ven que tienen veintitantas banderitas
cada cual más orgullosa 
que su soberanía
¡Que tontería! 
dividir es debilitar

Las potencias son l
os protectores que pruebas 
sus armas en nuestras guerrillas
ya sean rojos o rayados a la hora 
del final no hay diferencia
invitan a nuestros líderes 
a vender su alma al diablo verde
inventan bonitas siglas 
para que se sientan 
un poco más importantes

Y el inocente pueblo de Latinoamérica
llorará si muere Ronald Reagan 
o la reina y le sigue paso a paso
la vida a Carolina
como si esa gente sufriera del subdesarrollo
¡Estamos en un hoyo! parece que en realidad

Latinoamérica es un pueblo al sur de Estados Unidos
Latinoamérica es un pueblo al sur de Estados Unidos

Para que se sientan en familia 
copiamos sus barrios 
y su estilo de vida
We try to talk in the Jet-Set 
lengua para que no 
nos crean incivilizados
cuando visitamos sus ciudades 
nos fichan y tratan 
como a delincuentes
rusos ingleses gringos franceses 
se ríen de nuestros 
novelescos directores

Somos un pueblito tan simpático
que todos nos ayudan si se trata 
de un conflicto armado
pero es misma cantidad 
de oro la podrían dar
para encontrar la solución 
definitiva al hambre
Latinoamérica es grande
debe aprender a decidir

Latinoamérica es un pueblo al sur de Estados Unidos
Latinoamérica es un pueblo al sur de Estados Unidos </pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1352">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1352</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Fiori chiari fiori scuri - Giorgio Lo Cascio</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1351</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1351">Fiori chiari fiori scuri</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=9">La canzone politica degli anni '70 (1970-1980)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=279">Giorgio Lo Cascio</a><p><pre><br>E'aspro il profumo 
dei vostri fiori bianchi (2 volte)
quando sbocciano per strada
non è un regalo gradito
tanto è aspro il profumo 
dei vostri fiori bianchi.

Non ispira fiducia 
il modo in cui andate vestiti (2 volte)
quando passeggiate per strada
non è gradito incontrarvi
perchè non ispira fiducia 
il modo in cui andate vestiti.

Nero è il colore 
che lascia la vostra carezza (2 volte)
quei vostri movimenti scomposti
sono strani come esempi di affetto
e poi è nero il colore 
che lascia la vostra carezza.

E' umida e sporca e buia 
questa vostra casa (2 volte)
quando vi si viene a trovare
non è una bella sorpresa
tanto è umida e sporca 
e buia questa vostra casa.

Rosso è il colore d
ei nostri fuochi fatui (2 volte)
attenzione se la fiamma muore presto
non è così per il calore che la produce
tanto è rosso il colore 
dei nostri fuochi fatui.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1351">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1351</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Mo se parte la nave ra lo porto </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1350</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1350">Mo se parte la nave ra lo porto</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=2">Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=10">emigrazione</a><p><pre><br>Mo se parte la nave ra lo porto
resta quest' alma sconsolata e scura
parte ninnillo mio ch'è lo chiù caro
nienti vorria sapé, ca va sicuro.
L'acqua ca te vivi te sia chiara
ca into non ce fosse na fattura
spartenza dolorosa è quanto fai
chi sa domani sera addò ti scura</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1350">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1350</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Pi l'America partenza </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1349</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1349">Pi l'America partenza</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=2">Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=10">emigrazione</a><p><pre><br>Chi scunipigli ti chi c'è ni li paisi,
ntra li famigli, ntra tutti li casi:
di po' ca di l'America si 'ntisi
pi la partenza ognunu fa li basi.

Cu si pripara mutanni e cammisi
cunn'avi grana si 'mpigna li casi.
Afflittu cu a famiglia s'allicenza
e poi pi l'America partenza.

A quant'è tinta ddra brutta spartenza,
lassari li famigli cu duluri.
Priava la divina onnipotenza
ca pi strata l'aiutassi lu Signuri.

A quant'è tinta ddra brutta spartenza,
lassari li famigli cu duluri.
Iu stessu ca lu cantu mi cumpunnu
in ca di ccà v'attaccu n'antru munnu.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1349">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1349</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Stornelli di Padule di Fucecchio </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1348</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1348">Stornelli di Padule di Fucecchio</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=5">Primo dopoguerra, fascismo e antifascismo (1918-1943)</a><br><b>Tematiche:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=8">lavoro, economia, capitale</a>, <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=11">femminili</a><p><pre><br>Mammà non mi mandà fori la sera,
so piccolina e nun mi so abbadare,
c'è i giovinotti fori di maniera,
noiosi, mi vorrebbero baciare.

  E quando vedo te,
  io chiudo gli occhi per nun ti vedè,
  quando ti vedo là
  io chiudo gli occhi per nun te guardà.

Mammà, non mi mandà alla fornacina,
ce l'hanno costruiti tre cancelli:
quello di mezzo ci passa i'padrone,
quelli alla proda i giovanotti belli.

  E quando vedo te,
  io chiudo gli occhi per nun ti vedè,
  quando ti vedo là
  io chiudo gli occhi per nun te guardà.

Mammà, non mi mandà a Lamporecchio,
perchè ce n'è di Stabbia e del Padule,
mi dican le cosine in un orecchio,
le man voglian tenè sotto il grembiule.

  E quando vedo te,
  io chiudo gli occhi per nun ti vedè,
  quando ti vedo là
  io chiudo gli occhi per nun te guardà.

Mammà, non mi mandà fori la sera,
so piccolina e nun mi so abbadare,
se puracaso trovo un militare,
o mamma, mi potrebbe rovinare.

  E quando vedo te,
  io chiudo gli occhi per nun ti vedè,
  quando ti vedo là
  io chiudo gli occhi per nun te guardà.

O mamma, mamma nun la rigirare
col dirmi : "Devi fare, 'un devi fare".
Nun me lo dire più: "LAvora bimba!"
So' piccolina e là gioco alla donna.


  </pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1348">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1348</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Sorgi Piemonte, è l'ora! - Franco Antonicelli</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1347</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1347">Sorgi Piemonte, è l'ora!</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=6">La Resistenza in Italia, in Europa, nel mondo (1943-1945)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=9">Franco Antonicelli</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=2">antifascisti</a><p><pre><br>Terra di partigiani,
all'armi, il tuo domani
nel tuo valore sta.

Per te fra mille lutti
torni a fiorire la pace,
alza per te la face
l'invittà libertà.

Venga giustizia!
Al vento spieghi le sue bandiere!
Nazi e brigate nere
crolleran!

Voi, nostre madri e spose,
unite a noi nei triboli,
voi, scesi dai patiboli,
all'odio disuman

fratelli a noi correte
ove è una barricata:
vive la sua giornata
la nostra gioventù.

Soergi Piemonte, è l'ora!
Terra di patrioti,
del General Perotti,
Di Nanni e di Chanoux!
</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1347">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1347</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Canzone dei bersaglieri </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1346</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1346">Canzone dei bersaglieri</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=1">Rivoluzioni, Restaurazione, Risorgimento (1789-1870)</a><p><pre><br>O vojantri bersajeri
che c'avete la gamba bbona
fate presto a Venì a Roma,
a portacce la libbertà.

Bersajeri avanti! 
Prima Vittorio, poi Garibardi,
bersajeri indietro, 
verso San Pietro s'ha da marcià.

Oh vojantri bersajeri
che venite da Palermo,
Pio IX sta all'inferno
co le gambe pell'insù.

Bersajeri avanti! 
Co Garibbardi, co' Garibbardi,
bersajeri indietro, 
verso San Pietro bisogna annà.

O vojantri bersajeri
che venite dar Piemonte,
lo portate scritto in fronte
che ce date la libbertà.

Bersajeri avanti! 
Prima Vittorio, poi Garibbardi,
bersajeri indietro, 
verso San Pietro s'ha da marcià.

La battuta de Porta Pia
l'hanno vinta li bersajeri,
quelli boja de li stranieri
li volemo fucilà.

Oh vojantri bersajeri
quanno entravio a Porta Pia,
li zuavi scapporno via
co la cacca a li carzon.

Bersajeri avanti! 
Prima Vittorio, poi Garibbardi,
bersajeri indietro, 
verso San Pietro dovemo annà.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1346">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1346</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Le cose vietate - Fausto Amodei</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1345</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1345">Le cose vietate</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=8">Dal centrosinistra all'autunno caldo (1963-1969)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=26">Fausto Amodei</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id_tem=7">antimilitaristi/contro la guerra</a><p><pre><br>Per ogni divieto 
che ci ha dato il buon Dio
col nome, ben noto, 
di "comandamento",
la gente ha creduto 
che fosse assai pio
crearne e redigerne 
almeno altri cento.
"Vietato il sorpasso", 
"Vietato fumare"
e, per non esporre 
le nostre sporcizie,
in certi locali 
è "Vietato sputare",
in altri "Lo scarico 
delle immondizie".
Ma tutte queste cose 
non sono molto gravi
son lievi precauzioni 
per farci star più bravi.
Il guaio è che quei tipi 
che vietano e fan storie
le cose non vietate 
le han rese obbligatorie.

Son molti i cartelli 
che trovi per strada:
"Vietato il passaggio", 
"Divieto di sosta"
e, in molti negozi, 
dovunque tu vada
"Vietato toccare 
la merche che è esposta",
e, per evitare 
ai giovani i danni
che può provocare 
il problema del sesso,
a tutti i minori di sedici anni
in certi locali 
è "Vietato l'ingresso".
Ma tutte queste cose 
non sono molto gravi
son lievi precauzioni 
per farci star più bravi.
Il guaio è che quei tipi 
che vietano e fan storie
le cose non vietate 
le han rese obbligatorie.

"Il senso è vietato", 
"Vietato affacciarsi",
"Divieto di transito ai ciclomotori",
"Vietato il posteggio", 
"Vietato bagnarsi",
"Vietato parlare coi manovratori":
Fra tanti divieti 
di tutti i modelli
la legge non vieta, 
un po' stranamente
di andare ad uccidere 
i nostri fratelli,
di andare a far guerra 
alla povera gente:
ché, anzi, ci costringe 
in termini palesi
ad imparar 'ste cose 
per ben diciotto mesi
e quel comandamento 
lo ha lasciato stare
che dice chiaramente: 
"È vietato ammazzare".</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1345">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1345</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Samba landó - Inti Illimani</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1344</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1344">Samba landó</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=9">La canzone politica degli anni '70 (1970-1980)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=99">Inti Illimani</a><p><pre><br>Sobre el manto de la noche 
es la luna chispeando (2 volte)
asá brilla fulgurando 
para establecer un fuero: 
"Libertad para los negros, 
cadenas para el negrero".

  Samba landó (2 volte) 
  ¿qué tienes tú, samba,
  que no tenga yo?

Mi padre siendo tan pobre 
dej una herencia fastuosa (2 volte)
"para dejr de ser cosas",
dijo con ánimo entero
"ponga atención mi compadre,
que vinen nuevos negreros".

  Samba landó...

La gente dice: "¡qué pena 
que tenga la piel oscura" (2 volte)
como si fuera basura 
que se arroja al pavimento:
¡no saben que el descontento
entre mi raza madura!

  Samba landó...

Hoydía alzamos la voz 
como una sola memoria (2 volte)
desde Ayacucho hasta Angola, 
de Brasil a Mozambique:
ya no hay nadie que replique,
somos una misma historia.

  Samba landò...
</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1344">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1344</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
    </channel>
</rss>
