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        <title>ilDeposito.org</title>
        <description>I feed del sito ilDeposito.org - Canti di protesta politica e sociale</description>
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            <title>Chi ha compagni non muore mai, a Ivan Della Mea - Gian Luigi Ago</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1327</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1327">Chi ha compagni non muore mai, a Ivan Della Mea</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=12">La canzone politica dagli anni '80 (1980-)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=274">Gian Luigi Ago</a><p><pre><br>La nave dei folli continua a viaggiare
per uno che scende,un altro che sale
Tra porti di nebbie e scali lontani,         
tra lampi di sogni  e  pugni serrati

Un’altra canzone, cristalli di sale,
un altro compagno perduto nel mare
Tra moli di angoscia sferzati dal tempo 
c’è un  canto feroce, non si è ancora spento  

E Ivan tu lo sai, la nave dei folli 
non si ferma mai
E non c’è tempesta che  ci abbatterà
Perché chi ha compagni non morirà
Perché chi ha compagni non morirà

Seguiamola bene la rotta tracciata, 
la polvere rossa che segna la strada
dei giorni di lotta della nostra storia,       
non c’è mai futuro se non c’è memoria

La nave dei folli che va incontro al sole
è come il presagio di un’altra canzone
Ancora non scritta, che aspetta una voce
il primo respiro di un mondo migliore 

E Ivan tu lo sai, la nave dei folli 
non si ferma mai
E non c’è tempesta che  ci travolgerà
Perché chi ha compagni non morirà
Perché chi ha compagni non morirà

E Ivan tu lo sai
chi ha compagni non muore mai


</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1327">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1327</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>La tabaccara </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1326</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1326">La tabaccara</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=2">Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=8">lavoro, economia, capitale</a><p><pre><br>Sta sonanu le sette,
tutte allu magazzinu:
cu lu scarpinu lucitu,
lu solitu passettinu.
Oilì, oilì, oilà, vota ca gira la tabaccà.

E alle sette e dieci
è sciuta l'operaia:
se vota lu portinaru
ca è già passatu l'orariu.
Oilì...

Ci 'zzamu moi de notte
cujimu lu tabaccu:
tuttu lu giurnu nfilamu 
senza guadagnamu na lira.
Oilì...

Ci ete sta maestra
mo de stu magazzinu?
Cacciatila ddhra fore,
vascia coja petrusinu.
Oilì, oi...</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1326">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1326</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>A tocchi a tocchi </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1325</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1325">A tocchi a tocchi</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=1">Rivoluzioni, Restaurazione, Risorgimento (1789-1870)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=5">carcere/confino</a><br><b>Accordi:</b> sono presenti gli <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1325&crd=si">accordi</a> di questo canto<p><pre><br>A tocchi a tocchi la campana sona,
li turchi so' arivati a la marina.
Chi c'ha le scarpe rotte le risola,
io già l'ho risolate stamatina.

  Come te posso amà (2 volte)
  si scappo da sti cancelli
  quarcuno l'ha da pagà.

All'erta all'erta la campana sona,
li turchi so arivati a la marina.
Viva li monticiani e viva Roma
viva la gioventù trasteverina.

  Come te posso amà...

Se il papa me donasse tutta Roma,
me lo dicesse "Lassa annà chi t'ama"
me lo dicesse "lassa annà chi t'ama"
io je direi de no, sagra corona.

  Come te posso amà...

Come te possò amà,che c'ho marito?
sposete mi sorella,me sei cognato
Sposete mi sorella,me sei cognato
e da cognato me diventi amico.

  Come te posso amà...

Amore amore manneme un saluto
che sto qui a San Micchele carcerato.
So addiventato n'arbero caduto,
da amici e da parenti abbandonato.

  Come te posso amà...

Amore amore manneme un saluto
che so a Reggina Celi carcerato,
e da nessuno più so' conosciuto
da amici e parenti abbandonato.

  Come te posso amà...</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1325">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1325</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Stornelli presidenziali - Rudi Assuntino</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1324</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1324">Stornelli presidenziali</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=8">Dal centrosinistra all'autunno caldo (1963-1969)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=22">Rudi Assuntino</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=12">satirici</a><p><pre><br>La vita è un’avventura 
che bene si concluderà
Perché son garantito
Ho un vero mito, LEONE

Si pigli il presidente
Si porti in processione
E gli argini terranno
Contro l’inondazione

Di ogni alluvione
L’aspetto più avvilente
È di vedere piangere
Il nostro presidente

L’arcobaleno torna
Sorride il presidente
È tutto come prima
No, non è successo niente

Ladri di polli uniti
Il neo.partito e nato
Per vendere le ossa
Al proletariato

Si, ma vendere le ossa
Sarà una gara dura
Se ci decideremo
A non aver paura

Facciamoci la croce
La jena bianca prega
E mentre il socio frega
Lei blatera di pace

Cristoforo Colombo
Ha avuto un solo torto
Di aver scoperto gli USA
Prima di essere morto

Io credo che quest’anno
si andrà tutti in montagna
perché il sangue della Serbia
le nostre spiagge bagna

bombardano la Serbia
no, non devi essere triste
bombardano nel vuoto
la Serbia non coesiste

Man mano vo cantando
Invano giorni e notti
Mi ha scritturato forse
Giulio Andreotti</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1324">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1324</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Un tatuaggio nella mente - Pardo Fornaciari</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1323</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1323">Un tatuaggio nella mente</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=12">La canzone politica dagli anni '80 (1980-)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=225">Marco Guercio</a>, <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=116">Pardo Fornaciari</a><p><pre><br>Ho paura ma non basta
non mi avete spaventato
Non starò più chiuso in casa
sono ancora più arrabbiato
Ho capito cosa siete
siete luridi fascisti
e sparate ed uccidete
libertari e comunisti
Noi lottiamo contro chi
vuole un mondo diseguale
noi lottiamo e lotteremo
contro fame e capitale

  Ed era solo come soli siamo 
  quando si sta male
  e la paura e lo sparo
  d'un servo del capitale
  Ora abbiamo Carlo accanto
  con il suo passamontagna
  è un tatuaggio nella mente
  voi fascisti\maledetti\
  riscattare\la vergogna!

E voi servi del potere
massacrate i dimostranti
per il pane, la famiglia
per i soldi, pochi o tanti 
Noi ci siamo abbiam capito 
quello che vi fa paura
che si mostri che la vostra
libertà è una dittatura
Noi cresciamo ogni giorno 
con la forza delle idee
con cui Carlo vive sempre
vive e lotta accanto a noi

  Ed era solo come soli siamo 
  quando si sta male
  e la paura e lo sparo
  d'un servo del capitale
  Ora abbiamo Carlo accanto
  con il suo passamontagna
  è un tatuaggio nella mente
  voi fascisti\maledetti\
  riscattare\la vergogna!

Dovevate voi saperlo
che la polizia non basta
per abbattere un'idea
ecco, siamo più di prima
Un'idea definitiva
di giustizia e libertà
di uguaglianza, amore, pace
e di solidarietà
State attenti voi aguzzini
che la lotta è cominciata
dopo Genova di luglio
la rivolta è solo nata

  Ed era solo come soli siamo 
  quando si sta male
  e la paura e lo sparo
  d'un servo del capitale
  Ora abbiamo Carlo accanto
  con il suo passamontagna
  è un tatuaggio nella mente
  voi fascisti\maledetti
  \riscattare\la vergogna!

Noi saremo tutti i giorni
a distruggere l'impero
del mercato della morte
della fame del denaro
Otto re son così pochi
noi sarem sempre di più
e sappiate che da adesso
non vi obbediremo più
Globalisti affamatori
alla fine viene il bello
Globalizzeremo il mondo 
con la falce ed il martello

  Ed era solo come soli siamo 
  quando si sta male
  e la paura e lo sparo
  d'un servo del capitale
  Ora abbiamo Carlo accanto
  con il suo passamontagna
  è un tatuaggio nella mente
  voi fascisti\maledetti\
  riscattare\la vergogna!</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1323">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1323</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Il "Che" Guevara - Franco Trincale</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1322</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1322">Il "Che" Guevara</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=9">La canzone politica degli anni '70 (1970-1980)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=63">Franco Trincale</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=12">satirici</a><p><pre><br>Ho visto un barbùn che l'era figlio di papà
con il giubbotto alla "Che" Guevara,
la barba lunga e un paj' de basettùn
gridare: "Noi vogliam rivoluzion!".
Accanto a lui l'era una bella diciottenn'
con la minigonna in finta pel,
una collana lunga fino ai pè
e l'era tutta bon davant e drè.

  "Rivoluzion, rivoluzion,
   rivoluzion vogliamo far!".

E gridava in mezz al curteo dei student:
"Noi vogliam esser liber de fa nient,
vogliamo trasformar la societrà,
e vivere in piena libertà.
Libero amore noi vogliamo far!
Niente lavoro e l'ascisc fumar!
Ehi bellessa andiam che in televisiùn
tra un'ora c'è la partita del pallùn!"

  Rivoluzion...

M'è risultat che quel ragazzo col barbùn
è il figlio del baron di Lamantia
che de fa nient avea monotonia
e il rivoluzionar s'è messo a fa.
E se vedest il suo papà com'è cuntent
ne parla a tutta l'alta società: "
come l'è belo el me Evaristo col barbùn!
L'è proprio un "Che" Guevara el me figliol!".

  Rivoluzion...

"Ehi bellessa andem che in televisiùn
tra un'ora gh'è la partita del pallùn!".</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1322">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1322</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>O iniqua, o infame Turchia </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1321</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1321">O iniqua, o infame Turchia</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=2">Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=7">antimilitaristi/contro la guerra</a><p><pre><br>O iniqua, infame Turchia
l’ha ucciso il mio amato consorte
ma quando ebbi l’annucio di morte
un dolore provai da morir

M’ha lasciato una sola bambina 
tutto il giorno il suo padre lamenta
poera figlia l’è tutta sgomenta
dice “mamma mio padre dov’è?”

Il suo padre è in quelli deserti
che dalli mostri è stato afferrato
come Cristo te l’hanno ammazzato
manco un santo l’è ‘nnato a salvà

Vado sempre vestita da lutto
quando guardo il tuo caro ritratto
poi di lacrime lo bagno ad un tratto
oh, di baci lo devo coprir

Quel signore ch’è chiuso in palazzo
l’ha comprato l’elmetto e la spada
per morir gli ha insegnato la strada
ma i suoi figli li stringe sul cuor

Comanda Cristo oppure il padrone 
maladetta sia sempre la guerra
chi di sangue ha sporcato la terra
che non possa il sole veder</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1321">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1321</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Amore - Fufi Sonnino</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1320</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1320">Amore</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=9">La canzone politica degli anni '70 (1970-1980)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=273">Fufi Sonnino</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=11">femminili</a><p><pre><br>Me l' hanno sempre chiamato amore, 
ma che amore è
me l' hanno sempre insegnato amore, 
ma che amore è?

Amo solo te, tu sei solo mia
è così che spiego la mia gelosia
e sei poi soffro di saperti bene
è perché ad un altro tu stai insieme
vorrei fare un modo su misura tua
per fartici entrare e tener la chiave.

Questo me l' hanno chiamato amore, 
ma che amore è
questo me l' hanno insegnato amore, 
ma che amore è ?

Voglio amare te, dobbiamo stare soli
gli altri ruberanno la felicità
no, sai non è vero, non lego le tue mani
ma ti prego ancora finché non è domani
ora più non t'amo, voglio la tua fortezza
ti prego ancora dammi una carezza

Questo te l'hanno insegnato amore
ma che amore è
questo me l' hanno insegnato amore, 
ma che amore è ?

Voglio aprirmi in mille, 
dare il sangue al sole
respirar la luce che non ha parole
paura e solitudine non mi fanno amare
il grigio della pelle mi voglio bruciare
stringiamoci le mani, amiamoci adesso
cerchiamo un mondo nuovo dove non c'è possesso.

Forse potremo chiamarlo amore, perché amore è
Forse potremo insegnarlo amore, perché amore è

Se inventi un nuovo amore di color turchino
Io voglio darti un fiore come fa il bambino
la morte delle cose non mi dà più angosce
Se dove lascio il semeso che la pianta cresce
io ti carezzo il viso e troverò uguaglianza
dove non c'è il potere nasce la speranza

Questo potremo chiamarlo amore, perché amore è
Questo potremo insegnarlo amore, perché amore è.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1320">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1320</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Chiantu de l'emigranti </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1319</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1319">Chiantu de l'emigranti</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=2">Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=10">emigrazione</a><p><pre><br>Strada mia abbandunata, mo te lassu
chiagnennu me ne vaju le vie vie.
O quanti passi che da tia m'arrassu,
tante funtane faru l'uocchie mie.

Nun so' funtane, no, ma fele e tassu,
tassu che m'entassau la vita mia.
Io partu pe' l'America luntana,
nun sacciu adduje me porta la fortuna.

Sant'Antuone mio fallo venire
e non mi fa' pigliare cchiu de pena!</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1319">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1319</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Lu suldate che va a la guerre </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1318</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1318">Lu suldate che va a la guerre</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=4">La prima guerra mondiale (1914-1918)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=7">antimilitaristi/contro la guerra</a><p><pre><br>Lu suldate che va a la guerre
magne e beve e dorme 'nterre,
nghe 'na botta de cannone,
bim bum bom
è fenite lu battaglione.

Ticche ticche ticche ticche,
simbre povere e mai ricche,
e la guerre 'nte dà niente,
te fa sole ji a muri.

E t'arrimpiche a la trincee
ndè nu ranceche ammonte ppe lu mure,
o 'sta vite quant'è dure,
è dure pure pe' muri.

Se te scoppie na grenare,
na grenare lo vicine,
nen t 'accite , o porco boia,
e la morte è lente a veni.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1318">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1318</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>La cupacupa </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1316</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1316">La cupacupa</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=2">Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=8">lavoro, economia, capitale</a><p><pre><br>La cupacupa vene de Pasticcia (2 volte)
azzate patrunu e damme na sarciccia 
(2 volte).

Cara patruna taccate lu cane (2 volte)
ca nun me fa passare pe la via (2 volte)

Lu cane meu nu te cerca pane (2 volte)
guarda li muri de la casa sua (2 volte).

Quantu me piace lu sonnu alla mane 
(2 volte)
quannu lu tata me chiama vau fore. 
(2 volte)

E quannu viciu ca picca è lu pane 
(2 volte)
mamma ci doja me sentu allu core. 
(2 volte)</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1316">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1316</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>L'America </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1315</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1315">L'America</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=1">Rivoluzioni, Restaurazione, Risorgimento (1789-1870)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=10">emigrazione</a><p><pre><br>La meju gioventù partiu l'America 
(2 volte)
la meju gioventù, 
oh Maria, sorta mia,
la meju gioventù partiu l'America.

Maritama è sciutu l'America e nu me scrive (2 volte)
forse ca s'ha truvata, 
oh Maria, sorta mia,
forse ca s'ha truvata n'americana.

Se iddu se lha truvata l'americana 
(2 volte)
jeu m'aggiu truvatu 
oh Maria, sorta mia, 
jeu m'aggiu truvatu nu paisanu.

L'America nu se chiama chiui l'America 
(2 volte)
se chiama la ruvina, 
oh Maria, sorta mia,
se chiama la ruvina de la casa.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1315">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1315</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Li mestieri </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1314</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1314">Li mestieri</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=7">Il dopoguerra e la ricostruzione (1945-1962)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=8">lavoro, economia, capitale</a><p><pre><br>Mo' ve cuntu de li mestieri:
li scarpari su li primi,
se la inchiene la panza
cu nu piattu de lupini.

  Lariro, larirollallero, lariro, 
  larirollallà.

Mo' ve cuntu li falignami,
tuttu lu giurnu liscia liscia,
quannu spicciane la sciurnata,
se la futtene la pignata.

  Lariro...

Ca po rriane li trainieri,
fannu na vita de cavalieri,
quannu rriane alla 'nchianata
la castimane l'Immacolata.

  Lariro...

Mo' ve cuntu de li ferrari, 
tuttu lu giurnu batti batti,
quannu spicciane li crauni
se li rattane li pampasciuni.

  Lariro...

Mo' ve cuntu de li 'mpiegati,
fannu na vita de padreternu,
quannu 'rriva lu ventisette,
te lu squajane lu guvernu.

  Lariro...

Mo' ve cuntu li contadini,
fannu figura de pezzenti,
quannu spicciane la staggione,
nun hannu cotu propriu nienti.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1314">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1314</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Lu sule calau calau </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1313</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1313">Lu sule calau calau</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=2">Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=8">lavoro, economia, capitale</a><p><pre><br>E lu sule calau calau
mena patrunu ca me ne vau

E ci nu me ne porti
me ssettu n’terra e fazzu carotti

E li fazzu larghi e nfunni
quannu passi cu te scunfunni

E li fazzu nfunni e larghi
quannu passi cu te stampagni

E lu sule clau le tende
allu patrunu lu muccu li pende

E ci li penne a fare
pe doi sordi ca nna dare

E lu sule calau li munti
mena patrunu facimu li cunti

E lu sule calau li risi
mena patrunu damii i turnisi

E’ rrivata la curnacchiola
dice ca è ora, dice ca è ora

S’ha npuggiata sullu pajaru
dice ca è ura né ’nde sciamu</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1313">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1313</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>O pillo pillo pì </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1312</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1312">O pillo pillo pì</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=12">La canzone politica dagli anni '80 (1980-)</a><p><pre><br>Uè caru Pascalinu, caru nunnu Tore
lassati alli fili vosci lu modu de pensare
e tie caru Narducciu quante notti ca nu dormi
percé li patruni toi te schiaccianu comu vermi
e tie caru Franciscu alla scola no' poi andare
percé se sai qualcosa allu patrunu li face male

Opillopillopì opillopillopà
bisogna pur lottare ma per la libertà

E non diciti sempre mundu era e mundu ete
se non ne domandamu in Vietnam ce sta succede
ce sta succede in Cile, in Portogallo in Palestina
ce sta succede all'Africa e a tutta l'Indocina
lu mundu se riggira, lu mundu se ribbella
percé ci nu fatica face sempre la vita bella
lu mundu se ribbella, lu mundu se riggira
percé ci fatica, nu porta mai na lira

  Opillopillopì opillopillopà
  bisogna pur lottare ma per la libertà

Lu 1970 è già passato
cantamu sta canzone per comu fu cantata
ma tocca cu decimo scusate amici cari
li problemi de allora su rimasti tali e quali
prima erano italiani costretti ad emigrare
osci su l'arbanesi ca traversanu lu mare
de lu Maruccu all'Africa lu Senegal la Turchia
li poveri caminanu ca cercanu la via

  Opillopillopì opillopillopà
  bisogna pur lottare ma per la libertà

Confrontu a sti disastri non me pozzu lamentare
ca a quista Italia nostra nu se more cchiù de fame
de libertà se parla se continua mò a parlare
la libertà al padrone si però de licenziare
se la Democrazia Cristiana non c'è chiui
'nc'è l'unto del Signore ca è scisu fino a quai
e sta sinistra è bona sulu face opposizione
ca cu ngarra na mossa pare tene lu terrore
cu ste televisioni nu' se capisce niente
programmi spazzatura scemuniscenu la gente

E quindi per finire ieu tocca cu bu dicu
aggiu giratu u mundu qualche cosa aggiu capitu
aggiu giratu u mundu aggiu visti fiacchi e boni
lu cchiù pesciu de tutti ete lu Sirvio Berlusconi!

  Opillopillopì opillopillopà
  bisogna pur lottare ma per la libertà</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1312">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1312</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Lavoura cuntadein a la sbaraja </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1311</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1311">Lavoura cuntadein a la sbaraja</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=2">Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=8">lavoro, economia, capitale</a><p><pre><br>Lavoura cuntadein a la sbaraja
padròn e gran e al cuntadein la paja.

Lavoura cuntadein a la sicura
padròn e gran e al cuntadein la pula.

Lavoura cuntadein lavoura bene
che l’ocio del padròn l’è qua ch’el viene.

S’è fati sera lu padròn suspira
ló e dis chl’è steda curta la giurneda.

Sl’è steda curta cus a t’hoi da dì
ciapa só al sol e falo rinvenì

Sl’è steda curta cus a t’hoi da fè
ciapa só al sol e falo riturnè.

L’è steda curta un corno che te sfonda
la paga è poca e la giurneda è longa.
</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1311">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1311</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Siamo in tante - Movimento Femminista Romano</title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1310</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1310">Siamo in tante</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=9">La canzone politica degli anni '70 (1970-1980)</a><br><b>Autore(i):</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/autori/autore.php?id_autore=73">Movimento Femminista Romano</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=11">femminili</a><p><pre><br>  Siamo in tante siam più della metà
  lo siamo sempre state in questa 
                           [umanità.
  Siamo in tante siam più della metà
  ma non contiamo niente in questa
                           [società.

E se siam separate ciascuna a casa sua
allora siam fregate e senza libertà
se noi ci nascondiamo ognuna 
                        [nella cella 
sprechiam la nostra vita che 
                     [presto finirà.

  Siamo in tante siam più della metà
  lo siamo sempre state in questa 
                           [umanità.
  Siamo in tante siam più della metà
  ma non contiamo niente in questa
                           [società.

Ma se ci uniamo insieme e respiriamo 
                              [forte
allora vediam le altre e ci riconosciam
una speranza abbiamo che tutto può
                             [cambiare
e che diciamo basta alla vecchia realtà.

  Siamo in tante siam più della metà
  lo siamo sempre state in questa 
                           [umanità.
  Siamo in tante siam più della metà
  ma non contiamo niente in questa
                           [società.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1310">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1310</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>El dio del vilan </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1309</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1309">El dio del vilan</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=5">Primo dopoguerra, fascismo e antifascismo (1918-1943)</a><br><b>Tematica:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/tematiche/tematica.php?id=2">antifascisti</a><p><pre><br>El dio del vilan l'è la carriola
el so sacro santo è la badila
tentando per i maùn la roda prila
e tera e sol che ghe seca la gola

Come l'è stà, come l'è 'ndà?
l'è stà Lenìn ch'al m'ha abandonà
e mi par dir la me rason
ho trovà i fascisti col baston

E anche se la man de rabia trema
lu tuto el giorno se rompe la sciena
e quando ch'el va a cà a n'ha gnent da sena
el se senta int' on canton e po' 'l biastema

Come l'è stà, come l'è 'ndà?
l'è stà Lenìn ch'al m'ha abandonà
e mi par dir la me rason
ho trovà i fascisti col baston (1)

La vita del vilàn l'è la carriola
alla sera quando va a casa senza sena
se trova nel cantòn de la cüsina
e lui si mise a bestemmiare.

Cosa è successo cosa l'è nato
l'è stà Lenin che mi ha abbandonato
e con quest'affar de sta questiòn
salta fora i fascista e col bastòn
patapím patapòm.

Benito Benito
te m'è ghe ciapà pulito
te me gh'è cresü l'affito
te me gh'è calà la paga

Mentre "Bandiera rossa" si cantava
e trenta lire al giorno si ciapava
e adesso che si canta "Giovinesa"
si crepa dalla fame e da debolessa

E avanti popolo e alla riscossa
bandiera rossa trionferà (2)</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1309">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1309</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>De Gasperi bidendesi isoladu </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1308</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1308">De Gasperi bidendesi isoladu</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=7">Il dopoguerra e la ricostruzione (1945-1962)</a><p><pre><br>De Gasperi bidendesi isoladu
da es' elettorado andende male
farà sa legge noa elettorale
cha da e Mussolini ha copiadu.

Ma si gomente solu non podia
cun Saragat s'este apparentadu
e Pacciardi che fradi ada abbrazziadu
e a Villabruno regalos inviadu.

E forma nu blocco unidamente
battos partidos boiados appare
ponche bode su seggiol furare
a modu insoru politicamente.

I soldistos articulos famadonna
sa legge des apparentamentu
du nu supera su cimbanta in chentu
po premio ha noranta deputatoso.</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1308">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1308</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
        <item>
            <title>Siete Leguas </title>
            <link>http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1307</link>
            <description><![CDATA[<b>Titolo: <a href="http://www.ildeposito.org/canti/canto.php?id=1307">Siete Leguas</a></b><br><b>Sezione:</b> <a href="http://www.ildeposito.org/archivio/sezioni/sezione.php?id_sez=2">Dall'unità d'Italia alla Grande Guerra (1870-1914)</a><p><pre><br>Siete leguas, el caballo
que Villa más estimaba,
cuando oía silbar los trenes
se paraba y relinchaba;
siete leguas el caballo
que Villa más estimaba.

En la estación de Irapuato
cantaban los Horizontes,
ahí combatió formal
la brigada Bracamontes;
en la estación de Irapuato
cantaban los Horizontes.

Como a las tres de la tarde 
silbó la locomotora:
¡Arriba, arriba muchachos
pongan la ametralladora!
como a las tres de la tarde
silbó la locomotora

Oye tú, Francisco Villa
¿que dice tu corazón?
¿ya no te acuerdas valiente
que atacaste a Torreón?
¿ya no te acuerdas valiente
que tomaste a Paredón?

Adiós torres de Chihuahua
adiós torres de Cantera;
ya vino Francisco Villa
a quitarles la frontera,
ya vino Francisco Villa
a devolver la frontera.

</pre><p>--<br>Per visualizzare tutto le informazioni visitare questa pagina:<br><a href="http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1307">http://www.ildeposito.org/archivio/canti/canto.php?id=1307</a>]]></description>
            <author>info@ildeposito.org</author>
        </item>
    </channel>
</rss>
